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Mundus vult decipi, ergo decipiatur

Il popolo vuole essere ingannato, e allora: che sia ingannato!

Omnia audacter explora loca


Esplora coraggiosamente tutti i luoghi

Sine labore nihil per ardua ad alta = No pain, no gain


Senza lavoro non si arriva in cima attraverso mille difficoltà

Acta deos nunquam mortalia fallunt


Le azioni dei mortali giammai ingannano gli dèi

Decipimur specie recite a falsis prinicipiis


Ingannati dalla falsa apparenza del bene

Rara avis
Locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “Uccello raro” e, in senso
traslato, indica generalmente una persona di rara qualità

Mundus vult decipi veritas intus


Il mondo vuole essere ingannato da dentro la verità

A posse ad esse invictus maneo


Dal potere all’essere rimango imbattuto

De duobus malis, minus est semper eligendum


Tra due mali bisogna scegliere sempre il minore

Esto perpetue
Possa durare per sempre; che tu viva per sempre; in modo permanente

Excelsior
(Sempre) Più in alto

Eximius
Eccellente

Memento mori
Ricordati che devi morire; ricordati che arriverà il momento di morire

Pulchritudo in oculo conspicientis est = Beauty is in the eye of the beholder


La bellezza è negli occhi di colui che guarda

Fallaces sunt rerum species et hominum spes fallunt


Le apparenze sono ingannevoli e tradiscono le speranze degli uomini.
Spesso la si trova nella forma troncata al primo periodo “Fallaces sunt rerum species”.
Tale motto latino deriva dal De beneficiis (IV. 34. i) di Seneca, usato come monito a
non lasciarsi ingannare dalla false apparenze.

Gutta cavat lapidem


Tradotta letteralmente significa “La goccia scava la pietra” e vale come esortazione
pedagogica per ricordare che con una ferrea volontà si possono conseguire obiettivi
altrimenti impossibili; in senso figurato, indica che la costanza dà i suoi frutti
Cave canem
Attenti al cane

Prefiero morir de pie que vivir de rodillas (Emiliana Zapata)


Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio

E pluribus unum
Da molti, uno soltanto

Festina lente
Affrettati lentamente

Ubi mel, ibi apes


Dove c’è il miele, lì ci sono le api (cioè, se vuoi un aiuto, devi offrire qualcosa in
cambio)

Nomen omen
Locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “Il nome è un presagio” e deriva
dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino

Timeo Danaos et dona ferentes


La traduzione più diffusa è “Temo i Danai [= i Greci], anche quando recano doni”.
Parole che Virgilio (Eneide II, 49) fa pronunciare a Laocoonte per convincere i Troiani
a non introdurre il famoso cavallo di Troia all’interno delle mura della città lasciato dai
Greci. Si ripete, talvolta in tono scherzoso, per esprimere diffidenza verso chi non si
reputa amico, e che fa offerte e proteste di amicizia.

Ars est celare artem


La vera arte, si dice, nasconde in sé i suoi segreti. Esprime il concetto ideale secondo
cui la vera arte richiede di dissimularne gli strumenti, piuttosto che ostentarli. Nel
caso della prestigiazione, una completa naturalezza dell’azione, dei dialoghi e dei modi
di fare ne costitüiscono l’essenza.

Novus ordo seclorum annuit cœptis


Un nuovo ordine dei secoli viene destinato/promesso agli iniziati

Corvus oculum corvi non eruit [ērŭo, is, rŭi, rŭtum, ĕre]
Il corvo non cava l’occhio di un altro corvo

Excusatio non petìta, accusatio manifesta


È una locuzione latina di origine medievale. La sua traduzione letterale è “Scusa non
richiesta, accusa manifesta”, forma proverbiale in italiano insieme all’equivalente “Chi
si scusa si accusa”.
Il senso di questa locuzione è: se non hai niente di cui giustificarti, non scusarti.
Affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può infatti essere
considerato un unico indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere, anche se si
è realmente innocenti.

Verba volant, scripta manent


Le parole volano, gli scritti rimangono.