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1/12/14

Nell'ideologia nazista si ritrova anche la tematica dell'imbastardimento della razza pura. La


minoranza ebraica venne usata per la coesione sociale del popolo tedesco e per i disegni di
egemonia del regime nazista. L'odio e la paura erano la principale ossessione alla base del
movimento politico di Hitler. Nel Mein Kampf Hitler si riferisce spesso alla minaccia ebraica: il
testo mostra l'assoluta sincerit dell'uomo fanatico. Gli ebrei erano visti come responsabili della
sconfitta bellica della Germania, cos come dell'inflazione, della rivoluzione russa e della nascita del
bolscevismo. Hitler immaginava l'esistenza di una vasta cospirazione ebraica, la quale doveva
essere responsabile della minaccia rappresentata da due realt paradossalmente in contrasto: il
capitalismo internazionale e il comunismo sovietico. Agli ebrei, che rappresentavano ogni possibile
variet di internazionalismo, del cosmopolitismo, Hitler contrapponeva lo spirito nazionalista basato
sul concetto di razza. Per gli antisemiti gli ebrei venivano definiti non pi dall'appartenenza
religiosa o etnica, bens dall'appartenenza di natura biologica. L'immagine che Hitler ha degli ebrei
riporta all'antica credenza che accomuna gli ebrei al demonio. Gli ebrei non erano solo inadatti dal
profilo biologico, bens anche malvagi. L'ebreo spesso dipinto come scaltro stupratore.
Hitler riesce a destare paura rispetto alla sessualit dei neri, indossando la colpa agli ebrei di aver
introdotto in Germania neri provenienti dalle colonie, i quali avevano procreato assieme a donne
tedesche. Hitler un sostenitore dell'assoluta supremazia della razza bianca a sfavore di quella nera.
Identificava il principio dell'uguaglianza razziale, propagandato secondo lui da ebrei e marxisti, con
un mondo imbastardito e negrizzato. Egli sosteneva che la tolleranza dei francesi per i matrimoni
misti stava trasformando la Francia in una sorta di prolungamento dell'Africa nel cuore della stessa
Europa. Tutti coloro che stavano minacciando la purezza della Germania, come i francesi, stavano
eseguendo gli ordini degli ebrei. E' implicito che gli ebrei non avrebbero mai avuto posto in una
Germania, la quale Hitler sperava di far rinascere. Nel Mein Kampf viene detto esplicitamente che
gli ebrei riuscivano ad usare intere nazioni come strumenti del loro potere. La piena sicurezza ed il
successo della Germania sarebbero stati garantiti solo se gli ebrei fossero stati eliminati o
quantomeno resi impotenti. L'antisemitismo Hitleriano di tipo fobico: ci testimoniato dal
lessico usato da Hitler per alludere agli ebrei. Il lessico tipico delle malattie infettive: gli ebrei
sono definiti come parassiti, vermi, i quali si infiltrano in un organismo sano con lo scopo di
infettarlo. L'unico rimedio quello di eliminare gli ebrei, se non si vuole essere eliminati da loro. E'
difficile comprendere come il libro di Hitler sia riuscito a riscuotere grande successo presso la
popolazione tedesca. La borghesia tedesca era terrorizzata dall'idea di perdere i propri privilegi, era
persuasa che la repubblica di Weimar si sarebbe rivelata totalmente impotente di fronte ad
un'eventuale avanzata di bolscevichi. Essa si dimostr pronta ad affidarsi al primo salvatore: Hitler.
Nel 1932 con le elezioni legislative il partito nazional-socialista ottiene la maggioranza dei suffragi,
raggiungendo il 37,3% dei voti. Il 30 gennaio del 1933 il presidente della Germania Hindenburg
proclama Hitler cancelliere. Dopo aver denunciato l'incendio al parlamento, Hitler crea il ministero
della propaganda affidato a Goebless. Pochi giorni dopo viene organizzata dalle SA la giornata di
boicottaggio dei commerci ebrei. Subito dopo inizi un'escalation di misure antisemite: gli ebrei
furono esclusi dai tribunali di commercio, dalle professioni liberali come avvocati e medici, dal
settore delle assicurazioni sociali, dal settore dentistico, dalla stampa e dalla cultura ed educazione
nazionale. Una legge del 25 aprile aveva revocato la naturalizzazione accordata dalla repubblica di
Weimar a tutti gli ebrei che avevano gi ricevuto la cittadinanza. A maggio iniziano i roghi in piazza
di libri marxisti-ebrei. La propaganda nazista usava la radio come strumento di diffusione. I pochi
oppositori politici furono sistematicamente inviati verso campi di internamento. In pochi mesi si
effettu la 'messa al passo' del paese. Gli ebrei agiati, i quali avrebbero potuto facilmente
reinsediarsi in altre nazioni, cominciarono ad emigrare. Dei 450mila ebrei tedeschi, alla vigilia dello
scoppio della seconda guerra mondiale ne resteranno solo 300mila. Nel 1934 non viene assunta
alcuna misura repressiva nei confronti degli ebrei: la calma ipocrita era destinata a rassicurare
l'opinione pubblica delle potenze occidentali che il governo nazista non aveva intenzione di
prendere altre decisioni autoritarie. Nel settembre del 1935 vengono promulgate le leggi di
Norimberga, leggi che rilanciano la campagna antisemita. La prima legge stabiliva una netta
distinzione fra cittadini e soggetti: per essere cittadini bisognava essere di sangue tedesco. La
conseguenza di questa legge era che nessun ebreo, non essendo di sangue puro, poteva essere
tedesco: gli ebrei tedeschi divenivano stranieri nella loro terra. La seconda legge vietava i
matrimoni misti e le relazioni extraconiugali miste. Le stesse leggi erano state promulgate negli stati
meridionale degli USA e verranno adottate dal regime dell'apartheid. Le pene erano molto pesanti,
variavano da condanne in carcere a lavori forzati. La pesantezza di queste pene venne aggravata: il
crimine contro la razza venne punito con la morte. Un'ordinanza di novembre del 1935 stabiliva che
doveva essere considerato ebreo chiunque avesse almeno tre nonni ebrei. Questa formula rivela
l'impossibilit di definire l'ebraismo in termini che non fossero quelli dell'appartenenza religiosa.
Coloro che avevano un quarto o met ascendenza ebraica potevano essere considerati cittadini
tedeschi solo se non praticavano l'ebraismo o se sposavano un cittadino tedesco. Il sangue ancora
una volta l'elemento discriminante della razza. Gli ebrei per met avevano il permesso di sposare
solo ebrei, rimanendo cos per sempre ebrei. Non si trattava pi di escludere gli ebrei dalla vita
pubblica o di espropriarli dei loro beni, si trattava ora di marchiarli per identificarli. La seconda
tappa fu quella delle violenze fisiche, alle quali il regime non aveva ancora ricorso fino al 1938. Il
pretesto fu offerto da un attentato commesso a Parigi il 7 novembre del 1938, attuato da un giovane
ebreo polacco ai danni di un diplomatico tedesco, il quale mor il 9 novembre. La Germania port
avanti atti di ritorsione nei confronti degli ebrei: venne inscenato un vasto pogrom, deciso da
Goebless, organizzato da Heydrich nella notte fra il 9 e il 10 novembre. In questa ondata di violenza
che scoppi tanto in Germania quanto in Austria si contarono parecchie centinaia di morti, molti
feriti e molti danni materiali. Il 10 novembre circa 30mila ebrei furono diretti verso i campi di
detenzione. In seguito a queste violenze, gli ebrei che potevano permetterselo decisero di esiliarsi.
Con lo scoppio della guerra le porte dell'emigrazione si chiusero definitivamente e gli ebrei non
poterono pi scappare. Sfortunatamente le democrazie occidentali si mostrarono molto poco
desiderose di accordare l'asilo politico. Una conferenza, che raccoglieva le rappresentanze
diplomatiche mondiali, si risolse in un grosso fallimento e non venne organizzato nessun piano
globale per salvare gli ebrei. Nessun intervento militare fu indirizzato ai campi di sterminio. Lo
sterminio degli ebrei cadde nell'indifferenza perch una larga parte dell'opinione pubblica
occidentale si era assuefatta alle tesi antisemite. Passarono nell'indifferenza le ultime disposizioni
prese contro gli ebrei prima del genocidio. Si neg agli ebrei l'uso dei mezzi di trasporto pubblici; i
figli degli ebrei non poterono pi frequentare le scuole pubbliche; tutti gli ebrei vennero soggetti ad
uno speciale coprifuoco e potevano uscire solo in alcune ore della giornata; nel 1939 agli ebrei fu
negato il diritto di fare affari e di possedere propriet consistenti. Lo scopo non era pi solo la
subordinazione della comunit ebraica, si auspicava ora alla sua eliminazione. L'idea di Hitler che
gli ebrei fossero in grado di esercitare un potere maligno derivava dalla fede in una forza
sovrannaturale. Il fatto che Hitler abbia potuto trovare molte altre persone disposte a vedere il
mondo nel suo stesso modo stupefacente. Ancora pi incredibile il fatto che Hitler sia riuscito a
diventare dittatore di una nazione moderna e progredita. Il senso comune suggerisce di apporre una
correlazione fra regimi dittatoriali e arretratezza della civilt e della nazione. Si apre un dibattito
sulla responsabilit del nazismo. Alcuni sostengono che Hitler e alcuni suoi seguaci abbiano tutta la
colpa. Altra ipotesi crede che ogni tedesco comune fosse in realt un potenziale sterminatore degli
ebrei. Questa tesi stata rilanciata negli ultimi anni dal libro 'I volenterosi carnefici di Hitler'.
Tuttavia nessuna di queste due tesi sembra plausibile. Uno dei pi autorevoli studiosi dei rapporti
fra Germania nazista ed ebrei, Saul Friedlaender ha sottolineato che l'attrazione esercitata da Hitler
fu capillare ed ampia, coinvolse tutte le frange della popolazione, in quanto offriva soluzioni ai
problemi comuni a tutti la popolazione. Hitler mirava a ridare lavoro ai tedeschi, costruire un
programma di infrastrutture, occupare la Renania, regione che sarebbe dovuta rimanere
indipendente dalla Germania, organizzare e vincere le olimpiadi di Berlino del 1936. Tutti i successi
resero la Germania orgogliosa, creando nella popolazione una fede incrollabile in Hitler, la quale
port ad un'accettazione passiva delle misure prese contro gli ebrei. La politica antisemita divenne
parte di una politica generale, la quale poteva essere accettata solo nella sua totalit. Tutto ci non
significa che nei tedeschi comuni non ci fossero sentimenti antisemiti. La convinzione dell'alterit
degli ebrei era inestirpabile, era radicata nella cultura tedesca come risultato di decenni di discorsi
antisemiti. L'insieme di pregiudizi che la popolazione tedesca aveva possono avere un ruolo
modesto, possono non condurre automaticamente in regimi apertamente razzisti. Hitler e la
dirigenza nazista ebbero l'intelligenza di riattivare i pregiudizi, legittimandoli e istigando le
persecuzioni e gli stermini. Ci che Hitler chiedeva alla maggior parte dei tedeschi non era il diretto
coinvolgimento nelle stragi, bens chiedeva loro il consenso. Non avrebbe ottenuto ci se gli ebrei
fossero stati accettati in precedenza dal popolo tedesco.