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Corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI

Compito scritto
Quesiti Teorici.
1. L'allievo illustri le differenze concettuali tra i tre livelli di valutazione della sicurezza strutturale.

Il problema della sicurezza strutturale si presenta in ogni operazione di


analisi e di progettazione delle opere dellIngegneria Civile, e ne
costituisce la parte fondamentale. In particolare, possibile eseguire
lanalisi ed il progetto di una struttura utilizzando diversi metodi, a cui
possono essere associati diversi livelli di sicurezza. Al giorno doggi la
normativa D.M. 2008 orientata verso un calcolo agli stati limite; in
ambito strutturale definiremo come stato limite, uno stato della struttura
raggiunto il quale essa non in grado di soddisfare particolari requisiti. Il
requisito di stato limite divide lo spazio n dimensionale in un dominio di
insuccesso (nel quale il requisito non soddisfatto) e in un dominio di
successo, detto anche dominio di sicurezza (nel quale il requisito
soddisfatto), il confine tra i due domini detto stato limite, la funzione di
stato limite la rappresentazione analitica della condizione di stato limite
ed esprime analiticamente una condizione raggiunta la quale, la struttura
non pu pi svolgere le funzioni o non soddisfa pi le condizioni per cui
stata progettata. Essendo per sia le resistenze che le azioni quantit
aleatorie, la misura di non soddisfacimento di uno stato limite viene
valutata con metodi probabilistici. In particolare viene definita
Probabilit di insuccesso la probabilit di non soddisfacimento di una
certa condizione di stato limite. Con riferimento allo stato limite di
collasso, non sar mai possibile progettare e realizzare una struttura
assolutamente sicura (con probabilit nulla che collassi), ma
verosimilmente sar possibile progettare una struttura che avr una
probabilit di collasso al di sotto di una certa soglia (valore condiviso);
per una struttura ordinaria, tale probabilit intorno a 10^-5, per
strutture speciali (ad es. gli impianti nucleari) pu ridursi a10^-7 ,per gli
stati limite di esercizio, tali probabilit possono aumentare fino a 10^-2
10^-1. Per la misura della probabilit di insuccesso si hanno 3 livelli di
approssimazione. LIVELLO 3 (metodo probabilistico completo calcolo
della probabilit di insuccesso) Pr <= Pr*(Pr= Probabilit di insuccesso ,
Pr*= valori di riferimento )

Per la misura di probabilit di insuccesso andiamo a considerare un


vettore(X) a n componenti che raccoglie le quantit che vi sono in gioco
(Resistenze, Azioni,Geometria).Possiamo porre quindi Pr pari allintegrale
sul dominio Dr della Px(x) in dx, dove Px(x) la funzione di densit di
probabilit congiunta delle componenti di X e Dr il dominio di
insuccesso. Considerando come variabili favorevoli la resistenza della
struttura la geometria del problema R=gr(X1,X2,,Xm) e come variabili
sfavorevoli la posizione e lentit dei carichi S=gs(Xm+1,Xm+2,Xn)
,possiamo definire una variabile aleatoria Esito E=R-S . Supponendo che
R e S siano Gaussiane e indipendenti, standardizzando la funzione Esito
possiamo introdurre un coefficiente

z
z

che prende il nome di indice

di affidabilit, la probabilit di collasso diventa funzione dellindice di


sicurezza. Se standardizziamo R e S , nel piano (Rtilde,Stilde) la retta di
^
^
separazione dei domini sar RS= R R S S + R S=0 . La distanza di
questa retta dallorigine degli assi sar pari allindice di affidabilit:
d=

R S

R + S =

. Il metodo probabilistico completo di livello 3 ha delle

notevoli difficolt operative in quanto generalmente si hanno poche


informazioni sulle funzioni di probabilit della resistenza e delle
sollecitazioni, generalmente i parametri da valutare sono molteplici
quindi si dovrebbe calcolare un integrale multiplo nello spazio a nDimensioni, la funzione di stato limite pu anche essere in generale una
funzione non lineare e quindi risulta necessario operare con dei metodi
approssimati. Nel LIVELLO 2 viene definita una funzione Z=g(R,S) che
prende in nome di funzione di performance , mentre g(R,S)=0 la
funzione di stato limite che pu essere approssimata in vari modi:
a) g(R,S)=0 lineare o linearizzata FORM (First Order Reliability Method)

b) g(R,S)=0 non lineare approssimata con una funzione quadratica SORM


(Second Order Reliability Method)
Per quanto riguarda il FORM si divide in:
FOSM (First Order Second Moment) MVFOS (si approssima al primo
ordine la funzione di performance)(impiegati momenti di primo e secondo
ordine medie e varianze)
AFOSM (Advanced First Order Second Moment) (metodo avanzato che
risolve le incongruenze del FOSM)
La condizione di superamento dello stato limite (di insuccesso) si pu
allora scrivere g(R,S)<0. Assumendo che R e S siano gaussiane e
incorrelate e la funzione di performance sia lineare Z (R, S) =R S
avremo che :

z 1=

z 1 R S
=
z 1 R + S

nel caso invece che la funzione sia non

lineare , possiamo approssimare la funzione attorno al suo valore medio .


Il metodo AFOSM risolve il problema della mancanza di invariabilit del
metodo FOSM, che ha questo inconveniente perch basato su uno
sviluppo in serie di Taylor troncato al primo ordine attorno ad un punto
della funzione di performance, ma esistono pi funzioni di performance
con la stessa funzione di stato limite. Il metodo AFOSM considera una
linearizzazione della funzione di stato limite e non della funzione di
performance. Nel caso di una funzione di stato limite non lineare, il
metodo AFOSM richiede il calcolo della minima distanza tra la funzione di
stato limite e lorigine degli assi, nello spazio delle v.a. standardizzate.
LIVELLO 1 (Metodo Semiprobabilistico agli stati limite), in questo metodo
il confronto si effettua tra due valori significativi R e S , anzich tenere
conto delle rispettive funzioni di probabilit. Introduciamo i valori di
calcolo, intesi come i valori rappresentativi, funzioni di valori estremi,
minorando le resistenze (frattile 5%) e maggiorando le sollecitazioni
(frattile 95%). La condizione di successo si esprime:

Le incertezze in questo metodo vengono gestite introducendo opportuni


coefficienti di sicurezza.

2. Lallievo illustri le peculiarit del modello di asta reale se caricata di punta. Illustri inoltre come i
modelli teorici siano in grado di prendere in conto le imperfezioni dellasta, nellambito delle
costruzioni metalliche.
Il modello dellasta reale si differenzia rispetto al caso ideale Euleriano per diversi fattori:
-

Limpossibilit di realizzare vincoli privi di eccentricit non intenzionali


La non perfetta verticalit delle colonne
La non perfetta linearit della linea dasse dellasta

Dobbiamo tenere conto di queste imperfezioni quando si effettua una verifica su unasta snella soggetta a
carico assiale. Limperfezione viene modellata con una funzione Uimp(x) che si suppone nota

Scrivendo lequilibrio in condizioni deformate avremo:

M est=Fu ( x )
''
u ( x )uimp ' ' ( x)

=EJ

Ponendo

F
EJ

avremo

u' ' ( x )+ 2u ( x ) =uimp ' '( x)

La soluzione si ottiene sommando lintegrale generale dellomogenea associata e lintegrale particolare


dellequazione non omogenea

u ( x ) =Acos ( x )+ Bsen(x)
Assumendo che limperfezione iniziale abbia un andamento sinusoidale, allora avremo che

x
uimp =~
usen (
)
L

Lintegrale particolare si presenta nella forma

Ricordando le espressioni del carico critico euleriano

La soluzione complessiva

Imponendo le condizioni al contorno u(0) = u(L)=0 determino due condizioni

Poich si analizzano solo casi in cui il carico assiale risulta inferiore a quello critico si ottiene

Lespressione della linea elastica diventa

E lo spostamento massimo si ha in mezzeria

Per

F F c u max

tende allinfinito in maniera asintotica

Per la verifica bisogna valutare lincremento di tensione dovuta allimperfezione iniziale

Sviluppando il tutto avremo

Dove m la misura dellimperfezione iniziale

La tensione sullasta deve essere

Lunica incognita

max f y

fy
Introducendo il rapporto

e dividendo per

Ricordando lespressione della snellezza ridotta

Lequazione diventa

Esplicitando arriviamo allequazione di Ayrton-Perry normalizzata

otteniamo

M il mezzo analitico con cui vengono modulati gli effetti delle imperfezione sulla risposta della colonna
ed attraverso esso si possono dunque tener conto, seppur in modo approssimato, anche gli altri tipi di
imperfezione.

3. Lallievo illustri le modalit di collasso dellasta reale sottoposta a momento flettente esterno e
carico di punta, nellambito delle costruzioni metalliche.
Considerando unasta semplice rettilinea soggetta a pressoflessione, ovvero ad un asta soggetta a
compressione non baricentrica dove si verificano almeno una delle due condizioni seguenti:
-

La forza eccentrica con un valore noto a priori


Lasta compressa ed allo stesso tempo soggetta a carichi trasversali che inducono un momento
flettente non trascurabile
Lasta fa parte di un telaio e riceve momenti di continuit agli estremi

Se il centro di pressione contenuto in uno dei piani principali dinerzia della sezione parliamo di pressoflessione monoassiale, in caso contrario di presso-flessione biassiale. In entrambi i casi pu verificarsi una
forma di instabilit torsionale in riferimento alle aste snelle. Per lequilibrio in condizioni deformate avremo

Uguagliando i due momenti avremo

Lequazione differenziale diventa

La soluzione la somma dellintegrale generale dellequazione omogenea associata e dellintegrale


particolare dellequazione non omogenea.

La soluzione complessiva diventa quindi

Imponendo le condizioni al contorno u(0) = u(L)=0 avremo

La soluzione diventa

Utilizzando le formule trigonometriche

Lo spostamento max lo avremo ad

x=

L
2

Sapendo che

Allora avremo

Leccentricit totale la somma di quella iniziale e di quella di deformazione

Ricordando che per

Lespressione diventa

Sostituendo avremo

t
2
2

Dove

Fc

il carico critico euleriano dellasta compressa

La sezione pi sollecitata in mezzeria dove agiscono sia N che M comprensivo delleccentricit iniziale pi
quella di deformazione
N=F sforzo normale
M= F*e1 momento flettente totale
La tensione normale massima nella sezione di mezzeria

M = F*e momento flettente del primo ordine


4. Lallievo illustri i meccanismi di collasso delle unioni bullonate e i metodi di calcolo per la verifica
degli stessi. Non richiesto un riferimento normativo ma solo teorico.
5. Lallievo illustri i meccanismi di collasso delle unioni saldate, le tipologie impiegate e le modalit di
calcolo per la verifica degli stessi. Non richiesto un riferimento normativo ma solo teorico.
6. Lallievo, dopo aver presentato i concetti base della teoria della plasticit, illustri le modalit di
calcolo dei momenti di completa plasticizzazione e di primo snervamento delle sezioni.
7. Lallievo, nellambito della teoria della plasticit, illustri le modalit di tracciamento e le potenzialit
di impiego delle curve di interazione tra le caratteristiche di sollecitazione.
8. Lallievo illustri il concetto di cerniera plastica e le modalit di tracciamento della curva momento
curvatura anche nel caso di sezioni semplici.
9. Lallievo, dopo aver presentato i concetti base della teoria della plasticit, illustri le differenze tra
collassi plastici in strutture composte da sistemi iperstatici e da sistemi isostatici, illustrando le
modalit con qualche esempio applicativo.
10. Lallievo illustri le peculiarit degli stadi di funzionamento delle strutture in calcestruzzo armato,
indicando le differenze che li caratterizzano per il calcolo dei campi di tensione, se in presenza di
momento flettente e sforzo normale.
11. Lallievo illustri le modalit di calcolo dei campi tensionali, in flessione pura, di sezioni trasversali
in calcestruzzo armato in stadio II.

Il calcestruzzo armato un materiale eterogeneo, dove una delle due componenti, ovvero il calcestruzzo, non
resiste a trazione. Se aumentando il carico superiamo la resistenza a trazione del calcestruzzo, a resistere
saranno soltanto le armature metalliche nella parte tesa. Ipotesi di base per lanalisi nel II Stadio:
-

Comportamento elastico - lineare di calcestruzzo e acciaio


Calcestruzzo non reagente a trazione, reagisce a compressione con legge di Hooke e modulo Ec
Conservazione delle sezioni piane a deformazione avvenute
Perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo
Stesso coefficiente di deformazione termica

Se prendiamo in considerazione una sezione generica di calcestruzzo armato soggetta a flessione pura , la
soluzione definita dalle tre equazioni di equilibrio , da unequazione di congruenza e dalle leggi costitutive
dei materiali , acciaio e calcestruzzo.

Lequazione di equilibrio alla traslazione in direzione normale alla sezione

Ac larea del conglomerato compresso


Afi larea della singola armatura
fi la tensione delle barre di acciaio
k il numero delle armature
Lequazione di equilibrio alla rotazione attorno allasse di sollecitazione s-s

s la distanza delle areole di calcestruzzo dallasse s


si la distanze delle aree metalliche dallasse s
Lequazione di equilibrio alla rotazione attorno allasse neutro n-n

n la distanza delle areole di calcestruzzo dallasse n


ni la distanze delle aree metalliche dallasse n
Applicando adesso il principio di conservazione delle sezioni piane possiamo scrivere

Ipotizzando valida la legge di Hooke avremo

Sostituendo nelle equazioni di equilibrio abbiamo

S n=0

Il momento statico nullo quindi lasse neutro baricentrico

I ns =0

Il momento centrifugo nullo quindi lasse neutro e lasse di sollecitazione sono coniugati

rispetto allellisse centrale dinerzia della sezione reagente

I nn

il momento dinerzia rispetto ad n

Da queste espressioni possiamo ricavare la distribuzione delle tensioni nei materiali

Una soluzione analitica diretta del problema generale come stato definito possibile solo in casi molto
particolari, infatti il sistema di equazioni fornito dalle precedenti non di semplice soluzione. Il problema si
semplifica notevolmente nel caso di flessione retta ed ancor di pi nel caso di sezione rettangolare.

12. Lallievo illustri le modalit di calcolo dei campi tensionali, in presso-flessione, di sezioni trasversali
in calcestruzzo armato in stadio II.
Il calcestruzzo armato un materiale eterogeneo, dove una delle due componenti, ovvero il calcestruzzo, non
resiste a trazione. Se aumentando il carico superiamo la resistenza a trazione del calcestruzzo, a resistere
saranno soltanto le armature metalliche nella parte tesa. Ipotesi di base per lanalisi nel II Stadio:
-

Comportamento elastico - lineare di calcestruzzo e acciaio


Calcestruzzo non reagente a trazione, reagisce a compressione con legge di Hooke e modulo Ec
Conservazione delle sezioni piane a deformazione avvenute
Perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo
Stesso coefficiente di deformazione termica

Se prendiamo in considerazione una sezione generica di calcestruzzo armato soggetta a presso flessione.
Non possiamo applicare il principio di sovrapposizione degli effetti. Lasse neutro non baricentrico, per cui
esso non sar ortogonale allasse di sollecitazione. Per semplicit scegliamo gli assi uno corrispondente
allasse neutro e laltro corrispondente allasse C-G, che possiamo intenderlo come asse di sollecitazione. La
soluzione sar data dalle tre equazioni di equilibrio, da unequazione di congruenza e dalle leggi costitutive
dellacciaio e del calcestruzzo.

Lequazione di equilibrio alla traslazione in direzione normale alla sezione

Ac larea del conglomerato compresso


Afi larea della singola armatura
fi la tensione delle barre di acciaio
k il numero delle armature
Lequazione di equilibrio alla rotazione attorno allasse di sollecitazione s-s

s la distanza delle areole di calcestruzzo dallasse s


si la distanze delle aree metalliche dallasse s
Lequazione di equilibrio alla rotazione attorno allasse neutro n-n

n la distanza delle areole di calcestruzzo dallasse n


ni la distanze delle aree metalliche dallasse n
Applicando adesso il principio di conservazione delle sezioni piane possiamo scrivere

Ipotizzando valida la legge di Hooke avremo

Sostituendo nelle equazioni di equilibrio abbiamo

Da queste espressioni possiamo ricavare la distribuzione delle tensioni nei materiali

Possiamo inoltre esprimere anche condizioni geometriche della sezione reagente

S n 0
I ns =0

Il momento statico non nullo quindi lasse neutro non baricentrico


Il momento centrifugo nullo quindi lasse neutro e lasse di sollecitazione sono coniugati

rispetto allellisse centrale dinerzia della sezione reagente

13. Lallievo illustri le modalit di tracciamento dei campi di rottura, di sezioni trasversali in
calcestruzzo armato in stadio III.
Lo stadio III coincide con lo SLU ovvero con lo stato limite ultimo, dove il comportamento tra calcestruzzo e
acciaio non lineare. Le ipotesi per lavorare in questo stadio sono:
-

Conservazione delle sezioni piane


Resistenza del calcestruzzo teso trascurabile, la sezione reagente solo acciaio e calcestruzzo
compresso
Perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo

In questo stadio andiamo ad analizzare il collasso della sezione , che determinato dal raggiungimento della
deformazione ultima nel calcestruzzo o nellacciaio, ovvero la deformazione di calcestruzzo compresso o di
acciaio teso.
Possiamo individuare 5 campi di rottura

Campo 1 Tenso - flessione e trazione

Il diagramma delle

ruota attorno al punto A (dalla sua verticale fino alla rottura)

La sezione tesa, quindi non avremo nessun accorciamento


Lasse neutro esterno alla sezione

Collasso per il raggiungimento di

su inferiormente

Campo 2 Tenso - flessione

Il diagramma delle

ruota attorno al punto A (dalla retta a alla retta b)

La sezione sia tesa che compressa, quindi vi un accorciamento


Lasse neutro taglia la sezione

Collasso per il raggiungimento di

Calcestruzzo compresso non completamente schiacciato

su inferiormente

Campo 3 Flessione, debole presso - flessione

Il diagramma delle

ruota attorno al punto B (dalla retta b alla retta c)

La sezione sia tesa che compressa


Lasse neutro taglia la sezione

Collasso per il raggiungimento di

Acciaio teso in fase plastica

cu superiormente

Campo 4 Presso - flessione forte

Il diagramma delle

ruota attorno al punto B (dalla retta c alla retta d)

La sezione sia tesa che compressa


Lasse neutro taglia la sezione

Collasso per il raggiungimento di

Acciaio teso in fase elastica

cu superiormente

Campo 5 Presso Flessione

Il diagramma delle

ruota attorno al punto c (dalla sua verticale alla retta d)

La sezione tutta compressa


Lasse neutro esterno alla sezione

Collasso per il raggiungimento di

Acciaio compresso

cu (ridotto) superiormente

Questi 5 campi di rottura sono convenzionali. Esiste una retta di bilanciamento, retta b, in cui entrambi i
materiali giungono a rottura. I campi di nostro interesse sono i campi 2 e 3 poich:
-

Lacciaio teso sempre snervato


Le sezioni hanno rottura duttile

Le equazioni di equilibrio in questi due campi sono


-

Traslazione

Sforzo normale resistente = Risultante calcestruzzo compresso + Parte compressa acciaio Parte tesa
acciaio

Rotazione (attorno a G)

Se consideriamo il Dominio di rottura verifica

)
M ed M Rd

Controlliamo che

Questo significa che: se ) cade allinterno la verifica soddisfatta, se

verifica non soddisfatta.

) cade allesterno la

14. Lallievo illustri le modalit di verifica per flessione pura, di sezioni trasversali in calcestruzzo
armato, indicando le espressioni analitiche per il calcolo del momento di rottura in stadio III, nel
caso di flessione retta in sezione rettangolare.
Lo stadio III coincide con lo SLU ovvero con lo stato limite ultimo, dove il comportamento tra calcestruzzo e
acciaio non lineare. Le ipotesi per lavorare in questo stadio sono:
-

Conservazione delle sezioni piane


Resistenza del calcestruzzo teso trascurabile, la sezione reagente solo acciaio e calcestruzzo
compresso
Perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo

La flessione un caso particolare in cui


unico momento resistente

N ed =0

, lequazione di equilibrio alla rotazione fornisce un

M Rd i dati di partenza sono:

La classe del materiale


Le dimensioni della sezione

Il rapporto tra

A 'S ed

As

viene stabilito a priori

La verifica nel calcolo del momento resistente. Deve risultare che

). Bisogna conoscere:
M ed M Rd

Classe dei materiali


b Base della sezione trave

A 's
As

Rapporto tra larea dellarea dellarmatura tesa e compressa in particolare vale 0.5

allincastro, 0.25 in campata e 0 se non dotato di staffe


-

y
d

Duttilit, rapporto tra la profondit dellasse neutro e laltezza utile

Noi assumeremo per

valori pari a 0.2 per sfruttare le caratteristiche dei materiali facendo lavorare la

sezione in campo 3. Il risultato il momento flettente massimo. Lequazione di equilibrio della traslazione

Lequazione di equilibrio alla rotazione rispetto alle armature tese

's=k ' f yd
d ' = Copri ferro (40mm qualsiasi altezza di sezione della trave , 30 mm per solette piane)
Calcoliamo lasse neutro y, immaginando larmatura compressa non snervata

Sostituendo nellequazione di equilibrio alla traslazione fornisce

Una volta determinato y , calcoliamo k , anche se noi assumiamo k=1

Quindi y

Adesso conoscendo y e k possiamo stimare lentit del momento resistente

Adesso dobbiamo controllare la duttilit


-

y
d

Se questo rapporto abbastanza piccolo, avremo unalta duttilit della sezione


Se questo rapporto grande, la duttilit minore

15. Lallievo illustri le modalit di progetto per flessione pura, di sezioni trasversali in calcestruzzo
armato, indicando le espressioni analitiche per il calcolo in stadio III delle dimensioni geometriche e
del numero delle barre metalliche necessarie.
Lo stadio III coincide con lo SLU ovvero con lo stato limite ultimo, dove il comportamento tra calcestruzzo e
acciaio non lineare. Le ipotesi per lavorare in questo stadio sono:
-

Conservazione delle sezioni piane


Resistenza del calcestruzzo teso trascurabile, la sezione reagente solo acciaio e calcestruzzo
compresso
Perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo

La flessione un caso particolare in cui


unico momento resistente

N ed =0

, lequazione di equilibrio alla rotazione fornisce un

M Rd i dati di partenza sono:

La classe del materiale


Le dimensioni della sezione

Il rapporto tra

A 'S ed

As

viene stabilito a priori

Il progetto consiste nello stabilire le dimensione della sezione trasversale e delle armature, sotto particolari
condizioni. Bisogna conoscere:
-

Classe dei materiali

N ed =0
M ed

Perch siamo in flessione pure


Momento sollecitante di progetto

b Base della sezione trave

A 's
=
As

Rapporto tra larea dellarea dellarmatura tesa e compressa in particolare vale 0.5

allincastro, 0.25 in campata e 0 se non dotato di staffe


-

y
d

Duttilit, rapporto tra la profondit dellasse neutro e laltezza utile

Noi assumeremo per

valori pari a 0.2 per sfruttare le caratteristiche dei materiali facendo lavorare la

sezione in campo 3. Il risultato laltezza della sezione trasversale d. Lequazione di equilibrio della
traslazione

Lequazione di equilibrio alla rotazione rispetto alle armature tese

'

A s = A s
's=k ' f yd
'

d = Copri ferro (40mm qualsiasi altezza di sezione della trave, 30 mm per solette piane)
In queste condizioni possiamo scrivere

Che diventa

Questa pu essere sostituita dentro lespressione del momento flettente

Che si semplifica nella forma

Ricordando che

Con le condizioni

Una volta che stimiamo la minima altezza utile si sceglie laltezza in modo da assicurare che

h d+ d ' '

Infine possiamo calcolare unaltezza reale d* , che tiene conto di una scelta in abbondanza di h e con una
formula approssimata disponiamo larmatura tesa e di conseguenza quella compressa

16. Lallievo illustri le modalit di rottura degli elementi in calcestruzzo armato soggette a sforzi taglianti.
La valutazione della resistenza a taglio di una trave in c.a. piuttosto complessa ed evidenzia un comportamento
che si discosta dalla teoria della trave di de Saint Venant. Lanalisi del problema viene effettuata per passi
successivi: prima si analizza la distribuzione delle tensioni tangenziali in una trave senza armature specifiche,
successivamente si analizza il comportamento della stessa trave in cui sia presente unarmatura specifica a taglio;
infine si approfondiscono gli aspetti specifici legati alla condizione di SLU per taglio ossia del comportamento a
rottura della trave per sollecitazioni taglianti. Come noto, gli sforzi di taglio una trave sono sempre
accompagnati dalla presenza di una flessione, quindi occorre un modello che tengo conto di questo effetto
combinato. La condizione

T 0 implica

caratteristiche della sollecitazione flettente V =

M0

rappresentando lo sforzo di taglio come la derivata delle

dM
dx

possiamo ancora dire che dallequazione tra momento

flettente e prodotto della risultante delle tensioni di trazione T (o compressione) per il braccio della coppia interna
z e otteniamo V =

d
dT
dz
( Tz ) =z
+T
dx
dx
dx

, il primo termine responsabile del comportamento a trave , il

secondo termine responsabile del comportamento ad arco.


La sperimentazione sul taglio delle travi in c.a. prive di staffe, evidenzia che:
-

La resistenza max in relazione alla resistenza a trazione del calcestruzzo ma vi sono altri fattori
importanti
La fessurazione diagonale delle anime precede quasi subito il collasso
Carichi posti in prossimit degli appoggi esaltano le capacit portanti a taglio delle travi

In particolare, anche senza la presenza di unarmatura specifica destinata ad assorbire lo sforzo di taglio, si ha
comunque una resistenza non trascurabile nei confronti del taglio, sebbene in presenza delle inevitabili fessure
dovute allazione flettente. Se prendiamo in considerazione una trave appoggiata con un tratto sottoposto a
momento flettente costante, si distinguono due zone distinte caratterizzate da un diverso andamento delle fessure e
da due conseguenti modelli di comportamento nei confronti dellazione tagliante:
-

Nel tratto centrale, un meccanismo resistente di tipo ordinario che si definisce per scorrimento
Nei due tratti laterali, un meccanismo resistente di tipo diffusivo che si definisce per effetto arco

In generale, possiamo dire , per gli elementi che non richiedono armatura a taglio:
-

Larmatura a taglio pu essere completamente omessa in elementi strutturali quali piastre, travetti da
solaio
Negli elementi trave; se la struttura non risulta essere fessurata allo SLU, pu essere omesso il calcolo
delle armature a taglio e la verifica va condotta in termini di tensioni principali. Deve comunque essere
disposta larmatura minima
Se la trave fessurata pu comunque essere omesso il calcolo dellarmatura a taglio se il taglio
sollecitante non supera i limiti definiti nei punti successivi. Deve comunque essere disposta larmatura
minima
Il meccanismo resistente pu essere realmente descritto da un modello arco-tirante in cui larco
costituito dal calcestruzzo compresso ed il tirante delle armature tese e ancorate alle estremit
dellelemento
In realt il comportamento intermedio fra larco e il tirante e la trave, per cui la forza nel tirante non
uniforme, ed il calcestruzzo danimo sopporta contemporaneamente tensioni di trazione e di
compressione

I meccanismi di collasso per travi senza armatura a taglio, sono:


-

Meccanismo a taglio in cui si ha lo schiacciamento del calcestruzzo


Meccanismo ad arco per compressione o trazione di origine flessionale, dove il carico superiore a
quello relativo alla fessurazione diagonale
Meccanismo di trave si ha nellistante o immediatamente dopo lapplicazione del carico corrispondente
alla fessurazione diagonale
Meccanismo puramente flessionale quando si raggiunge la capacit resistente flessionale

La sperimentazione sul taglio delle travi in c.a. provviste di staffe, evidenzia che:
-

Esse mostrano una resistenza a taglio dosata dalla densit delle staffe
La resistenza ha comunque un limite max indipendentemente dalla quantit di staffe
Tale resistenza max in relazione alla resistenza a compressione del calcestruzzo ma vi sono altri fattori
importanti
La fessurazione diagonale delle anime contenuta se il passo delle staffe fitto

Carichi posti in prossimit degli appoggi esaltano le capacit portanti a taglio delle travi

I meccanismi per i quali si attinge alla rottura per taglio sono:


-

Taglio compressione in cui si ha la rottura dal lato del calcestruzzo


Taglio trazione in cui si ha la rottura lato staffe

17. Lallievo illustri le modalit di verifica degli elementi in calcestruzzo armato dotate di staffe
soggette a sforzi taglianti.
18. Lallievo illustri le modalit di progetto degli elementi in calcestruzzo armato dotate di staffe
soggette a sforzi taglianti.
19. L'allievo illustri le modalit di progetto di un solaio di una struttura metallica (evidenziando le
diverse possibili scelte progettuali) e delle travi secondarie e di quelle primarie.
20.L'allievo illustri le modalit di progetto di un solaio in latero-cemento, evidenziando la scelta della
geometria, dello schema strutturale e il ruolo svolto dalla fascia piena nel calcolo.