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issue 03 / settembre 2016

IRAN
La forza di un mito

GIBUTI

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

Una spedizione al centro della terra

ARGENTINA

Fin l dove finisce il mondo

TANTI VIAGGI. UNA SOLA ANIMA


Viaggi di ricerca o di avventura, viaggi spedizione o viaggi classici: lanima
sempre la stessa. Cultura che si scambia, che si riceve e che si lascia.
Racconti di emozioni e incontri, di storie e tradizioni.
Competenza e passione per i luoghi, le persone, larte e la natura.
Esperienze diverse in un unico respiro.

EDITORIALE

direttore responsabile

Stefano Ampollini
art director

Carlotta Petracci
progetto grafico

Silvia Virgillo

VIAGGI SU MISURA
Partiamo da te

MOUNTAIN KINGDOM

caporedattore

Iris de Romei

Emozioni alla tua altezza

grafica

Creiamo insieme il viaggio


ideale: su misura, oltre ogni
confine. In compagnia o da
soli. In ogni caso con noi.

Guide alpine e professionisti della


montagna pronti con lobiettivo
di farvi arrivare in cima: a
unemozione.

collaboratori

VIAGGI CON LESPERTO

VIAGGI AVVENTURA

Sono antropologi, viaggiatori


esperti, giornalisti di viaggio.
Sono profondi conoscitori del
luogo, delle sue storie e della
cultura che li pervade.
Sono i nostri Tour Leader.

Un viaggio che ottimizza tempi,


condivide laccompagnatore,
alberghi e spostamenti, ma che
lascia a ognuno la libert di farli
propri.

La differenza la fa lesperienza

VIAGGI CON LESPERTO


RENDEZ VOUS
Appuntamenti con il mondo

Un pranzo nel Parco Nazionale di Tikal,


Petra di notte solo per te, salire su una
barca birmana sullIrrawaddy, essere
presente alla festa dellInti Raymi o al
Kumbh Mela. pi di un viaggio.

Guida alla libert

Susanna Castelli
Elena Bianco, Marino
Bonomelli, Chiara Bottelli,
Paolo Brovelli, Anna
Canuto,Cesare Cesa Bianchi,
Matteo Compareti, Elena
Dak, Maela Leporati, Anna
Maspero, Nicola Pagano,
Marco Patrioli, Marco Restelli,
Mario Romualdi, Carolina
Saporiti, Alfredo Lus Somoza,
Sonia Viviani
fotografi

LE SPEDIZIONI

Dove la natura impugna il potere


Dove le strade sono a volte piste
sterrate o percorsi incerti; dove
lunico modo di avventurarsi la
semplicit delle dimore.
solo cos che alcune terre si
lasciano percorrere e cogliere.

Archivio Kel 12, Elena


Bianco, Cristina Bronca,
Paolo Brovelli, Roberto
Carretta, Antonio Cereda,
Cesare Cesa Bianchi,
Solmaz Daryani, Alessandro
Gandolfi, Massimo Lodini,
Angela Prati, Filippo Salvioni,
Sonia Viviani
foto di copertina

Solmaz Daryani
publisher

M.C.S. snc
via Monte Stella, 2
10015 Ivrea (To)
stampa

Tipolitografia Pagani
Via Adua, 6
25050 Passirano, Brescia
www.tip-pagani.it

MILANO - MONZA- TORINO - GENOVA - CHIASSO

vietata la riproduzione, anche


parziale, di testi e foto.
Autorizzazione del Tribunale di
Milano n. 239 del 24 luglio 2015

Kel 12 partner Astoi

Viale Achille Papa, 30 - 20149 Milano - Tel. 02 2818111 - info@kel12.com


www.kel12.com

ono quasi 40 anni che Kel 12 accompagna i viaggiatori pi curiosi


ed esigenti lungo strade poco battute dal grande turismo di massa.
Daltra parte non poteva che essere cos per chi, fin dalle origini, ha scelto
di rifarsi allo spirito delle popolazioni tuareg. Lincontro con le trib (kel)
che vivono nel deserto del Sahara fu una sorta di rivelazione per gli esploratori che fondarono Kel 12. Quello era lo spirito che volevano incarnare
nei loro viaggi. Lo stesso spirito libero, votato alla scoperta e allesplorazione, che ancora oggi accompagna tutti i viaggi di Kel 12.
Limmagine scelta per questo numero del magazine la perfetta rappresentazione dello spirito delle origini: non una cartolina, neppure uno
scatto evocativo o esaustivo di un Paese. Ma il punto di vista di una
giovane fotografa iraniana sul Lago Urmia, il pi grande lago salato del
Medio Oriente, ritiratosi per il 95 per cento negli ultimi 20 anni. Un
luogo dimenticato, destinato a scomparire, ma che per la popolazione che

RITORNO
di Stefano Ampollini

ALLE ORIGINI
ancora ci abita un luogo della memoria e unorgogliosa affermazione di
identit. Un punto di vista diverso su un Paese che Kel 12 ha scelto come
tappa del prossimo Rendez Vous.
Nello scegliere di valorizzare lo spirito originario, Kel 12 torna a proporre
le Spedizioni, viaggi da vivere con lo spirito dei veri esploratori, lontano
dalle comodit e dagli agi della modernit, dove la natura ti costringe ad
assaporarne lessenza rinunciando al superfluo. Rispetto al passato questi
viaggi oggi sono ancora pi unici e affascinanti, perch toccano i pochi
punti della Terra in cui luomo non ha ancora vinto la propria sfida infinita contro la natura. Mete straordinarie da scoprire in punta di piedi e
affrontare con rispetto e ammirazione.
Per tutti i suoi viaggiatori pi affezionati Kel 12 ha in serbo una piacevole
sorpresa: nasce Kel 12 Circle, il Club dei viaggiatori pensato per fornire
una consulenza ritagliata su misura per ogni socio, con trattamenti riservati e privilegi che crescono a ogni viaggio. Unevoluzione naturale per
una grande famiglia come Kel 12 che fin dalle origini si distingue per
il senso di appartenenza, lesperienza maturata in giro per il mondo e il
piacere dellesclusivit. Buon viaggio!

SOMMARIO
C A RTOL INE

S CHEDE

PA ES E

CARTOLINE DA KEL 12

Pag. 6

ARGENTINA

Pag. 28
IRAN
SAN PIETROBURGO

SAN PIETROBURGO
O PINIONI

VIAGGIARE, S. E
ANCHE STUDIARE

Pag. 12
Servono i libri e uno sguardo sapiente
per imparare a vedere il mondo

IL TESORO
D E L L H E R M I TA G E

Pag. 32
Lontana dalle formule facili, San Pietroburgo una citt insieme consacrata al sogno e scelleratamente razionale

A L L A S C O P E R TA
D E L L I M P E R O P E R S I A N O

Pag. 37

Pag. 40

IRAN

Fra deserti possenti, slanciati minareti,


maioliche azzurre e Torri del Silenzio, lIran un Paese reso immenso da vicende
millenarie

Pag. 57
GIAPPONE

Pag. 65
M YA N M A R

COLLEZIONARE ARTE
E C U LT U R A

Pag. 76

Pag. 14

GIBUTI

Come sono cambiati i Musei di Antropologia e le rappresentazioni del mondo

Pag. 85
GIBUTI

I L U O G H I D E L L A N I M A

ALLA RICERCA
D E L L I N A S P E T T A T O

Pag. 16
Lanima cerca posti dove sentirsi
a casa ed l che vorrebbe tornare
infinite volte

Pag. 80
Una spedizione in terre remote, fra
popolazioni arse da sole e paesaggi
incredibili, in un territorio segnato
dalla Rift Valley

ACONCAGUA

Pag. 94

GIAPPONE
L A R M O N I A F R A L E
PICCOLE COSE

Pag. 60
Un viaggio andata e ritorno tra tradizione e modernit, perch non si pu
capire il Giappone senza conoscere le
sue tradizioni

ARGENTINA
D U E C E N TO VO LT E
A RG E N T I N A

Pag. 20
Cascate dellIguaz, Patagonia e Buenos
Aires, ma c anche tanto altro da vedere in
un Paese che ci conduce fin l dove finisce
il mondo

ACONCAGUA
I L P I C C O LO OTTO M I L A

Pag. 88
LAconcagua, che sfiora il cielo con i
suoi 6962 metri, la montagna pi
alta al mondo al di fuori della catena
himalayana

M YA N M A R

RU B RICHE

I L P O P O LO C H E
SORRIDE AL MONDO

VIAGGIARE TRA LE
RIGHE

Pag. 68

Pag. 96

Siti archeologici, unavvolgente situazione ambientale e atmosfere dincanto: ecco tre modalit per cominciare a
scoprire il Myanmar

NEWS DA KEL 12

Pag. 98

C A RTO L I N E DA K E L 1 2

NORD SUD OVEST EST

L' O R I E N T E V U O L D I R E C U LT U R A I N
Q U A N T O R I C E R C A D E L L' I O P E N S A N T E . . .
TIZIANO TERZANI

Tibet

Per

A N DAVA M O P E R L E V I E
D E L L O V E S T S E N Z A F R E T T A
E S E N Z A U N A M E TA
PRECISA ISABEL ALLENDE

06

07

C A RTO L I N E DA K E L 1 2

NORD SUD OVEST EST

TERRA DI SUD, TERRA


DI CONFINE, TERRA DI
DOVE FINISCE LA TERRA...
VINICIO CAPOSSELA

Namibia

Islanda

C O N S I D E RO VA LO R E S A P E R E I N U N A
S TA N Z A D O V I L N O R D . . . E R R I D E L U C A

08

09

C A RTO L I N E DA K E L 1 2

NORD SUD OVEST EST

idea di questa finestra fotografica, le Cartoline da Kel 12, nasce per


presentare destinazioni agli antipodi e cominciare a viaggiare fin da
subito, lasciando carta bianca alle immagini e alla loro forza. Islanda,
Namibia, Per e Tibet sono presi ad esempio dei tanti posti cos potenti e
capaci di arrivare senza mediazione. Sono i luoghi dei grandi spazi, dove
la natura protagonista o i luoghi in cui il paesaggio stato plasmato da
popoli e genti nel rispetto e in armonia con il territorio, quasi carpendone
la volont di forma e assecondandola per dare origine a qualcosa di unico.
Il fascino che queste terre hanno esercitato su di me e sui primi viaggiatori
della Kel 12 stato cos forte da creare una specie di genia, nel senso che tutti
ci siamo passati questa sorta di gioia, di dipendenza, di bisogno forsennato
di tornate in queste terre, che prima erano i luoghi dellAfrica e poi sono diventati i luoghi dellAsia centrale e col tempo anche i luoghi delle Americhe e
dellEuropa. (Elena Dak, accompagnatrice Kel 12)
Kel 12 nasce per questo, per portare i viaggiatori fuori dalle rotte conosciute attraverso viaggi spedizione. Era il 1978.

K E L 1 2 T I P O R TA
a cura della Redazione

IN TUTTO IL MONDO
Sospinta dalla curiosit, attizzata da testi come Le Vie dei Canti di
Chatwin oppure Le Dieu dEau di Griaule (giusto per fare due nomi!),
questa nuova classe di viaggiatori si muoveva alla ricerca di spazi nuovi,
di genti nuove, di fenomeni ed espressioni culturali che fino agli anni Cinquanta non avrebbero suscitato alcun interesse in ambito turistico. (Giovanni
Dardanelli, accompagnatore Kel 12)
Col tempo ai viaggi spedizione che avevano come meta privilegiata il
deserto del Sahara, si sono aggiunti altri luoghi e itinerari insoliti, fino
a toccare davvero tutti i punti del globo: Nord Sud Ovest Est, per lappunto. Ecco perch abbiamo deciso di presentarvi in anteprima quattro
destinazioni, una per punto cardinale, per regalarvi sin da principio la
magia di viaggi che non hanno bisogno di parole. In queste righe abbiamo citato solo due tra i tanti accompagnatori e capi spedizione che hanno
fatto e continuano a fare grande Kel 12. Accanto a loro tanti altri danno
voce e sguardo ai viaggi e alle destinazioni delle pagine che seguono. E
allora buon viaggio! Nella consapevolezza che il viaggio pi bello quello
ancora da cominciare, pieno di promesse, di cose da scoprire e di nuove
ragioni per stupirci.
10

Abbiamo deciso di presentarvi in anteprima quattro


destinazioni, una per punto
cardinale: Islanda, Namibia, Per, Tibet.

Stiamo parlando di

GEOGRAFIA

VIAGGIARE, S.
E ANCHE STUDIARE

SERVONO I LIBRI E UNO SGUARDO SAPIENTE


P E R I M PA R A R E A V E D E R E I L M O N D O

KEL 12 CIRCLE.
DENTRO
A OGNI VIAGGIO.

L A C O N S A P E V O L E Z Z A P R I M A D I T U T T O Da quass,

PA O LO B R O V E L L I

Giornalista e scrittore
Traduttore di lingue imparate per
mescolarsi al mondo, Paolo Brovelli
scrive di viaggio come giornalista e
autore, per restituire un po di quel
che ha spremuto dal suo peregrinare.
Tour Leader Kel 12, era in Nicaragua,
nei pressi del vulcano Masaya, quando ha scritto per noi queste righe.

nel vento, tra gli zopilotes, gli avvoltoi, pare tutto nitido, semplice ma
solo perch ho studiato! Vedo il cratere del vulcano Masaya, qui sotto, coi
pulmini dei turisti accanto alla caldera che fuma leggera. E oltre gli sbuffi
dei gorgoglii geologici quanti anni hanno, chiedi? Milioni! Almeno una
ventina vedo la strada lungo la pozza chiara del lago Managua, fino alle
cupole delle chiese di Granada coloniali! Qui era tutta colonia spagnola.
E ancor pi in l, il lago Nicaragua, vasto come il mare, intrappolato dalla
danza dei continenti, e padre dellisola di Ometepe e dei suoi due vulcani.
Attorno vedi? la piana, le case. E uomini e donne, cappelli di paglia,
che vanno al mercato, o perdono il giorno sulle panchine guarda quello:
s addormentato, stanco e non trova lavoro. E i bimbi che erompono
dal portone della scuola come un fiume in piena nel sole vischioso del
tropico, e camion ruggini pieni di polli. E quel signore? Guarda come si
gusta il suo gallo pinto il piatto nazionale: riso e fagioli, come la pastasciutta per noi mentre la cuoca di strada rimesta.
E l, oltre il lago, la foresta, le trib le vedi, le vedi?
Lo so che fatichi a vedere. Per certe cose gli occhi son corti. nella mente
che la geografia sposa la storia, che si forgiano gli archetipi, le suggestioni,
per aiutare luomo a guardare oltre luomo e a respirare il mondo dal di
dentro. Non basta Google Earth, n webcam tassellate sotto i tetti, senza
odori n suoni. Non basta una chat da oltremare. Perch forse, ora, l, gli
occhi ancorati a un tablet, non saprai mai pi che cos, il mare. N dove
sta. Forse non saprai nemmeno pi dove ti trovi tu.
Perseguiamo una globalizzazione senza globo, su un planisfero muto e
senza storia. Parole da spazi senza spazio. Weltanschauungmozze e senza
capo. Un mondo orfano danima e umanesimo. Tutto aiuta, beninteso,
ma non basta. Difficile sapere dove siamo e da dove veniamo. Difficile
conoscere i vicini, e ancor pi, tutti gli altri.
Per quello ci vogliono anche i libri. E mani sapienti (un prof? una guida?)
che facciano di tutti quei tasselli spersi un mosaico illuminante, che tinsegnino che alle immagini satellitari e alle frasi sui social corrispondono
terre vere, visi veri, e a quei visi, pensieri. E taiutino a ritrovar la loro
storia, perch son nati, da dove arrivano, chi il loro nonno e chi li ha
governati.
E poi, quando sarai in grado di vedere davvero, dove sei e perch sei l,
potrai partire in viaggio ancora, e tornare quass, sul vulcano, e sederti
assieme agli zopilotes a osservare il mondo.
12

Appartenere a Kel 12 Circle vuol dire entrare in una community


di viaggiatori che condivide lo stesso concetto del viaggio, animata
da un desiderio autentico di conoscenza delle persone, dellaltro,
del diverso. Kel 12 Circle un modo di viaggiare in punta di piedi
e accettare il confronto tra culture e civilt, consapevoli che
non la destinazione che determina la differenza, ma lo spirito
con cui si affronta il viaggio.
www.kel12circle.com

Stiamo parlando di

A RT E

M E T O D I E V I S I O N I Durante le ultime decadi, i musei del

mondo hanno subito dei grandi cambiamenti a seguito di avvenimenti politici, storici, economici e sociali che hanno attraversato il globo in
questi anni. A partire dalle trasformazioni culturali degli anni Sessanta,
culminate negli avvenimenti del 1968 che accompagnarono e sostennero
levoluzione del sapere dalle certezze positiviste alla decostruzione del pensiero postmoderno, il potere in tutte le sue manifestazioni e in questo
senso i musei, come simboli di autorit culturale e normativa, sono stati
sottoposti ad approfondite analisi. Critiche sono state mosse alla loro cre-

COLLEZIONARE ARTE E
C U LT U R A
C O M E S O N O C A M B I AT I I M U S E I D I

A N T R O P O LO G I A E L E R A P P R E S E N TA Z I O N I
DEL MONDO

ANNA CANUTO

Antropologa
Laureata in antropologia e lingue
orientali, lamore per le diverse culture lha portata a viaggiare in quasi tutto il mondo: Africa, Asia, Americhe
e Oceania. Dal 1987 Tour Leader
Kel 12.

dibilit, ai metodi utilizzati nelle pratiche espositive, sulla loro neutralit,


sul loro ruolo di dispensatore di conoscenza, sulla loro obiettivit e la loro
razionalit. Questi processi hanno avuto come conseguenza lentrata in
scena di unaltra categoria di consumatori, rappresentata dalle originating
communities, cio le comunit da cui provengono gli oggetti esposti nei
musei. Gli antropologi museali non possono pi trattare gli oggetti degli
altri senza considerare la loro legittima propriet, cos come non possono
pi avere il controllo totale della rappresentazione del significato degli oggetti nella categoria occidentale di cultura materiale. La riflessione critica
testimoniata sia dalla letteratura che da alcune mostre che si sono tenute
negli ultimi due decenni.
Uno degli esempi pi rappresentativi in questo senso il Museo di Antropologia di Vancouver che, fin dalla sua fondazione nel 1947, ha cercato
una collaborazione con i rappresentanti delle First Nations e anche con
altre comunit. Ruth Phillips parla di due forme di collaborazione, una
basata sulla comunit e una multivocale. Nelle mostre basate sulla comunit, il ruolo del curatore museale quello di una persona che mette
la sua esperienza accademica e museologica al servizio dei membri della
comunit. La comunit larbitro finale del contenuto, del testo e dellesposizione e il museo diventa il luogo nel quale la sua storia viene raccontata. Il modello multivocale mira invece non solo alla rappresentazione
del punto di vista del nativo, ma anche a quella dello studioso e di altri
soggetti.
Di qualsiasi tipo sia il processo collaborativo, si pu senzaltro affermare
che esso ormai alla base della pratica museale. Fino ad anni recenti,
il sapere rubato dalle comunit servito solamente a dare prestigio al
museo, ai curatori o agli antropologi e non alle comunit alle quali stato
preso. Oggi prioritario riconoscere che le comunit native possiedono
le loro storie.
14

KEL 12 CIRCLE.
NELLE MANI
DEI NOSTRI
ESPERTI.
Essere in Kel 12 Circle vuol dire poter contare su
una squadra di consulenti che progettano ogni volta
la soluzione migliore e avere accesso alla conoscenza
di esperti, competenti antropologi, geologi, archeologi,
professionisti innamorati delle culture e dei popoli.
Sentire quellamore attraverso le loro parole sar la prima
straordinaria esperienza, prima ancora di mettersi in viaggio.

www.kel12circle.com

Stiamo parlando di

C A RTO G R A F I A I N T E R I O R E

I L U O G H I D E L LA N I M A

L A N I M A C E R C A P O S T I D O V E S E N T I R S I

KEL 12 CIRCLE.
A OGNUNO
I SUOI PRIVILEGI.

OPINIONI

A CASA ED L CHE VORREBBE TORNARE


I N F I N I T E V O LT E

P E N S I E R I I N C O R P O R A T I Per ognuno di noi esistono luo-

ELENA DAK

Scrittrice e antropologa
Elena Dak (Dacome per lanagrafe)
nasce a Venezia nel 1970. Laureata
in Conservazione dei Beni Culturali
con indirizzo Antropologico, dal 1997
lavora come Tour Leader Kel 12. Ha
scritto La Carovana del Sale (Corbaccio), Sanaa e la notte (Alpine Studio)
e Io cammino con i nomadi (Corbaccio).

ghi che inspiegabilmente occupano uno spazio dentro lanimo di diritto,


come se fossero parte di noi da sempre o come se noi appartenessimo
loro da tempi immemori. Come se la nostra vita e il sentire profondo
avessero a che fare con essi sulla base di legami e risonanze non definibili
sul piano razionale ma ugualmente veri e inoppugnabili. Sono sabbie per
me, infiniti mari di dune che virano dal vaniglia allalbicocca nel cuore
del Sahara, dove le dune hanno forme di seni e fianchi. Sono le colonne
del tempio di Iside in Libia sferzate dalle brezze blu del Mediterraneo,
bagnate dai vapori delle onde. Sono i palazzi bianchi di Algeri con le terrazze azzurre, le palme fitte delle oasi del Marocco, le carovane del Niger
e il sapore dei datteri presi dalle mani dei carovanieri, i cristalli di sale di
Bilma e le polveri del tramonto sul lavoro stanco degli uomini della piana
del sale in Dancalia. Sono i palazzi di Sanaa e lo Yemen tutto, la verticalit ammaliante delle architetture e latroce bellezza di un Paese che in ogni
villaggio nasconde pretesti per meraviglia e stupore. Lanima cerca luoghi
dove la pace dilaghi, cerca rifugio dove scopre di essere a casa e l vorrebbe
riposareo tornare infinite volte.
Le innumerevoli spedizioni in questi luoghi hanno plasmato il mio sentire, hanno seminato perenni nostalgie che solo il ritorno placa. Le camminate sulla falesia dei Dogon in Mali, le notti silenti e immobili nel
Sahara, e ancora lo scricchiolio di millenarie conchiglie sulle sabbie egiziane e laria della sera tra le torri di Shahara in Yemen cos come la doma
di un cavallo nelle steppe Mongole scatenano pensieri epidermici, sono
immagini che mi sono addosso e dentro ormai, tatuaggi emotivi perenni.
Il viaggiare che a tali mete mi ha condotto ha plasmato il mio dentro su
quelle forme. Landar viaggiando per quelle terre ha seminato, fatto germogliare e nutrito quelle emozioni che lantropologa Michelle Rosaldo
ben defin pensieri incorporati riferendosi a quel vissuto emotivo che
si situa l dove individuo, corpo e contesto si incontrano e fondono in
armonia. Basta sentire il rumore di una portiera di 4x4 che si chiude e
la messa in moto del motore per percepire che il viaggio sta per cominciare. Laddove le ruote solcano pietre, sabbie e sale, quando genti figlie
di culture altre diventano protagoniste di incontri di sguardo, animo e
mani, quando per dormire basta erigere una tenda leggera come unala e
un materassino diventa lunico diaframma tra noi e la terra, l comincia
il viaggio, il vero distacco da ci che siamo per diventare viaggiatori alla
Calvino, riconoscendo il poco che nostro scoprendo il molto che non
abbiamo avuto e che non avremo. (da Le citt invisibili)
16

Far parte di Kel 12 Circle vuol dire portare con s tutti


i privilegi di un club riservato e a ogni viaggio riceverne
di nuovi e ancora pi importanti.
Pi viaggi con Kel 12 Circle vuol dire pi attenzioni,
pi riguardo e servizi a chi desidera vivere la sua
esperienza in un modo differente. Perch ogni rientro
sia loccasione per pensare al prossimo viaggio.

www.kel12circle.com

17

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MIL L E

VO LT I

Cascate dellIguaz, Patagonia e Buenos Aires, ecco i tre


pilastri del turismo internazionale, ma c anche tanto altro
di cui stupirsi in un Paese che ci conduce n l
dove nisce il mondo.
Ampio oltre dieci volte lItalia, con scenari naturali unici al mondo
e una metropoli, Buenos Aires, tra le pi vive sulla scena culturale
mondiale, lArgentina non solo uno stato maestosamente grande
e generoso, ma anche terra di campioni sportivi, immensi musicisti e scrittori, cos come di personaggi globali: da Evita Peron a
Maradona, da Carlos Gardel a Jorge Luis Borges, senza dimenticare Che Guevara e Papa Francesco. Un Paese tutto da scoprire e che,
date le dimensioni, si consiglia di visitare pi di una volta.
S 37 12 6

O 59 50 27

S 37 12 6

Stai viaggiando in

O 59 50 27

ARGENTINA

D U EC E N T O VO LT E
ARGENTINA
di Alfredo Lus Somoza

uestanno lArgentina festeggia i suoi primi 200


anni dindipendenza dalla Spagna. Due secoli
in cui stata pi volte protagonista della Storia, non
solo in senso positivo. LArgentina il Paese sudamericano pi noto agli italiani, anzitutto perch ha
accolto milioni di emigrati in cerca di opportunit:
Buenos Aires la seconda citt pi italiana al mondo, contando gli emigrati e i loro discendenti tecnicamente cittadini del Bel Paese. Parliamo di uno
Stato maestosamente grande, oltre dieci volte lItalia,
con scenari naturali unici al mondo e una metropoli, Buenos Aires, tra le pi vive sulla scena culturale
mondiale. Paese di grandi campioni sportivi, di immensi musicisti e scrittori, lArgentina sembra vivere
eternamente su unaltalena, alternando momenti di
ricchezza a clamorosi fallimenti, fasi di serenit democratica ai drammi dellautoritarismo. LArgentina
anche terra di personaggi globali: da Evita Peron
a Maradona, da Carlos Gardel a Jorge Luis Borges,
senza dimenticare Che Guevara e papa Francesco.
Personalit che, a prescindere dai giudizi, hanno innovato e rivoluzionato. Tornando indietro nel tempo, dellArgentina indigena in cui approdarono gli
spagnoli restano poche testimonianze, concentrate
soprattutto nel Nordovest. Le etnie della Pampa e
della Patagonia sono state invece sconfitte, disperse
per permettere la riconversione delle loro fertilissime
terre allagricoltura. Ai primi del Novecento lArgen20

tina diventa cos il granaio del mondo, esportando


cereali e carne per lo pi in Europa. Ad arricchirsi
sono i latifondisti che si sono appropriati delle terre migliori. Contemporaneamente arrivano milioni
di immigrati e il Paese cresce diversificando la sua
economia, che centanni fa era la quarta al mondo.
Poi iniziano le lotte sindacali, lascesa dei movimenti
sociali, la nascita del peronismo che d una rappresentanza politica ai diseredati.
Una storia, quella argentina, da met del 900 in poi
caratterizzata dallinstabilit, dal progressivo impoverimento e dalle parentesi dittatoriali, lultima delle
quali si conclude con il tragico saldo di oltre 30.000
oppositori uccisi dopo essere stati sequestrati: i desaparecidos. LArgentina che ritrova la democrazia a
inizio anni 80 sancisce diritti per tutti e condanna i
militari golpisti, ma porta leconomia al default nel
2001. Una fase discendente delleterna altalena nella
quale il Paese ancora si dibatte. Questa storia contemporanea densa e drammatica si tocca con mano
nelle citt, dove viene ricordata ossessivamente per
esorcizzarla.
LArgentina turistica relativamente recente. Fino
agli anni 90 gli stessi argentini non si percepivano
come interessanti, almeno da questo punto di vista. In poco tempo si sono invece affermati tre pilastri del turismo internazionale: cascate dellIguaz,
Patagonia e Buenos Aires.
21

S 37 12 6

Stai viaggiando in

O 59 50 27

ARGENTINA

La capitale ineludibile in quanto porta daccesso al


Paese, ma gi da sola meriterebbe il viaggio, e lo si
compreso bene in questi anni di boom mondiale del
tango. Una citt che ha la magnificenza di una vecchia capitale imperiale: in pochi metri offre gioielli
del liberty e degrado urbano, grandi palazzi del potere e della cultura e insediamenti precari in cui vivono
gli ultimi immigrati. Una grande metropoli che non
dorme mai, che ha la proposta teatrale pi ricca al
mondo, una gastronomia di livello internazionale e
uno strano fascino da estrema periferia dellOccidente. Nel senso che non troverete praticamente nessuna
costruzione che non sia stilisticamente figlia dEuropa. Ma tutte sono aggrovigliate, caoticamente sovrapposte. E disordinato stato lo stesso processo di
crescita della citt, che ai primi del 900 contava un

argentino ogni due stranieri. Tappa fondamentale


il quartiere de La Boca, fondato a fine 800 dai genovesi venuti a costruire il porto. Un quartiere di case
di lamiera dipinte con i mille colori recuperati dai
cantieri navali. Culla del tango, anche se non tutti
sono daccordo, stata la prima immagine del Paese
per centinaia di migliaia di italiani, fino alla met
del secolo scorso. Lontano da Buenos Aires ci ritroviamo in Patagonia, dove finisce il mondo. Terra a
lungo incognita, miticamente popolata dai patagones, indios dai piedi giganteschi in realt mai esistiti.
Secondo Borges non si capisce perch possa piacere
un luogo vuoto. Ed vero, la Patagonia uno spazio geografico di steppe desertiche grande tre volte
lItalia, con un rapporto tra pecore e uomini di 3 a 1.
Sono le sue coste e le sue montagne lo spettacolo che

Il gaucho
luomo dei
campi, il
mandriano
delle pampas

U N PA E S E

attira milioni di turisti. Sulloceano ci sono santuari


di fauna marina tra i pi importanti al mondo: balene, orche, pinguini, foche, elefanti e leoni marini.
Dallaltro lato, sulle Ande patagoniche, alcuni tra i
pi grandi ghiacciai del mondo, come il Perito Moreno che ogni 2 o 3 anni regala lo spettacolo della
rottura del ponte di ghiaccio che si forma sul Lago
Argentino. Il Perito Moreno uno dei pochissimi
ghiacciai al mondo ancora in espansione, a dispetto
del cambiamento climatico. In fondo alla Patagonia,
lisola della Terra del Fuoco pi che un luogo fisico
una leggenda dove rivivere la storia di Magellano,
di Drake e di Darwin, che navigarono le sue acque.
Ma anche dei prigionieri al confino, degli allevatoripredicatori inglesi e dei cercatori doro.
Quasi 4000 chilometri a nord, altre due destinazioni da non perdere. Le cascate dellIguaz, forse
le pi spettacolari al mondo, al confine con il Brasile; e a nordovest le meraviglie della Quebrada de
Humahuaca, di Tilcara e di Salta: le Ande argentine,
la frontiera meridionale dellimpero incaico, unico
lembo americano - dal punto di vista etnico e culturale - dellArgentina. Ci sono tanti altri punti dinteresse in una terra cos vasta: la valle della Luna a
La Rioja, la foresta dellImpenetrabile nel Chaco, le
Sierras de Crdoba Un Paese che per dimensioni
consigliabile visitare in due tempi. Come si conviene
a una seconda patria, geograficamente cos lontana.
22

MAESTOSAMENTE
GRANDE CON SCENARI
UNICI AL MONDO

Antropologo italo-argentino,
esperto di politica internazionale, Alfredo Lus Somoza collabora con varie testate
giornalistiche. direttore della
rivista online dialoghi.info e
presidente dellIstituto di Cooperazione Economica Internazionale. Ha scritto libri su temi
storici, internazionali, turistici
e insegna in master e corsi
universitari. stato fondatore
e presidente dellAssociazione
Italiana Turismo Responsabile.
23

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Stai viaggiando in

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ARGENTINA

Il Perito Moreno
uno dei pochi
ghiacciai al
mondo ancora
in espansione

L A L I B E R T
a cura della Redazione

SENZA CONFINI

Uno spazio di libert. Un sogno utopico dove si


respira un grande senso di realt. Cos lo scrittore
Luis Seplveda descrive la sua Patagonia, riassumendo
in estrema sintesi quella stessa intensit e meraviglia
che sentiamo riecheggiare nelle parole di Umberto
Salvagnini, argentino di origini italiane, Tour Leader
Kel 12 residente a Trelew, che ha fatto della Patagonia la propria ragione di vita. Appassionato di natura,
pesca e fotografia, Salvagnini ha una straordinaria conoscenza di questa terra al punto che, come dice lui
stesso potrebbe percorrerla a occhi chiusi. Ma la sua
una storia che comincia da lontano.
Umberto Salvagnini: Una volta si diceva tu vuoi far
lamericano e lAmerica si faceva per davvero, perch
allepoca in cui mio padre venuto qui cera tantissi-

24

mo da fare. La storia quella di unemigrazione come


tante, complicata da vari spostamenti di tutta la famiglia in giro per il mondo, Mozambico compreso,
prima di stabilirsi in maniera definitiva in Patagonia.
Era il 1987-88 quando arrivata anche questidea di
lavorare con il turismo. Avevo 16 anni, e da allora
non ho mai smesso di accompagnare turisti, solo che
adesso di anni ne ho 43. Lavoro insieme ai miei due
fratelli, Gianni e Bruno, e la nostra missione rimasta
la stessa: far sentire il visitatore a casa propria, regalandogli la scoperta di luoghi di una bellezza assoluta,
quelli che poi ti restano dentro. Le proposte di viaggio si declinano in due itinerari: in Patagonia lungo la
mitica Ruta 40 e tra Carretera Austral e Ruta 40, per
13 giorni di spedizione nel primo caso, che diventano
17 nella seconda proposta.
Umberto Salvagnini: Grande circa tre volte lItalia, la Patagonia il
luogo abitato pi selvaggio del pianeta, fatto di spazi immensi, fiumi,
vulcani, laghi e poderose distese di
ghiaccio di 15mila chilometri quadrati. Ma la cosa pi sorprendente
che qui i ghiacciai non si trovano
come in Italia in montagna, a minimo 4000 metri, ma quasi sul livello
del mare, come nel caso del Perito
Moreno, a cui peraltro si arriva in
macchina. Con un fronte alto oltre 60 metri, il Perito Moreno, uno
dei pochi ghiacciai che invece di
retrocedere avanza, guadagnando
circa 100 metri ogni anno, regala

I C I E L I D E L L A PATA G O N I A
SONO COS BASSI CHE SEMBRA
DI TOCCARLI CON LE MANI
una vista impressionante, cos come impressionante
il rumore che fanno le sue masse di ghiaccio che, toccandosi, stridono. La sensazione quella di trovarsi di
fronte a un gigante vivo, aspro e selvaggio. Si diceva
che al ghiacciaio Perito Moreno si arriva in macchina,
o meglio in pulmino, perch entrambi i viaggi si fanno
a bordo di un pulmino privato guidato, appunto, da
Umberto o da uno dei suoi fratelli.
Umberto Salvagnini: Solo muovendosi in pulmino
possibile godere della massima libert di spostamento raggiungendo luoghi altrimenti inaccessibili. Ogni
viaggio porta poi con s scoperte inedite e fuoriprogramma, molto dipende anche dai viaggiatori. Tra i
passaggi obbligati segnaliamo, invece, la pinguineria
di Punta Tombo, dove il pinguino Magellano torna
ogni anno per riprodursi e la riserva Naturale della
Penisola di Valds, con la sua riserva di fauna marina
e avicola. Ancora il parco nazionale Los Alerces e le
sue conifere di oltre 3000 anni e il parco nazionale di

Queulat con il suo ghiacciaio sospeso. E poi i laghi:


Buenos Aires e Posadas con vista sul monte Cerro San
Lorenzo; il canyon del Rio Pinturas con la Cueve de las
Manos Pintada, dove centinaia di impronte di mani,
riprodotte in negativo, si sovrappongono le une alle
altre e il parco nazionale Torres del Paine. Per finire
con quelle due strade incredibili che sono la Carretera
Austral, voluta nel 1976 da Pinochet per controllare
il Cile meridionale altrimenti accessibile solo per vie
dacqua e la mitica Ruta 40 che, realizzata nel 1935,
unisce 3 regioni e 11 province, come uninterminabile
colonna vertebrale lunga 5000 chilometri.
Umberto Salvagnini: Quando esco di casa e devo
partire per un viaggio, non esco mai pensando di lavorare. Se dovessi pensare di fare 6000 km in circa 14
giorni non partirei, ma appena inizio a relazionarmi
con i viaggiatori e avverto il loro entusiasmo, allora
ci metto tutto me stesso per farli tornare a casa con
questa mia Patagonia nel cuore.
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ARGENTINA

Argentina

UNA MUSICA
N E L L' A I R E S
di Iris de Romei
fotografie di Roberto Carretta

na sensazione che vibra nellaria, una musica che


si fa danza, una specie di radice di appartenenza
per ogni porteo, ecco il tango nella Capital Federal,
citt cosmopolita dalle sensazioni amplificate che solo
per questo ballo, dal 2009 anche patrimonio dellUmanit, merita un viaggio. Per saperne di pi, tra indirizzi e pezzi irrinunciabili di senso, ne abbiamo parlato
con Alberto Colombo, una vita nel tango, maestro e
ballerino che si divide tra insegnamento ed esibizioni
in giro per il mondo, ma che a Milano resta legato alla
sala dellArci Bellezza dove nel 1994 ha aperto la sua
scuola Spazio Tango. Lui in Argentina, soprattutto a
inizio carriera, ci andato per oltre sei anni di fila.20
anni fa quando ho cominciato, se uno voleva imparare
a ballare il tango, doveva per forza andare a Buenos Aires. Cera una differenza incredibile rispetto allEuropa. Ma anche adesso che il livello del tango europeo
migliorato, Buenos Aires resta una tappa obbligata,
una sorta di pellegrinaggio allorigine.
Andare in milonga a Buenos Aires significa confrontarsi con emozioni inedite. Il tango vissuto come
parte integrante della vita, non solo evasione, ma
qualcosa di catartico dove trova spazio anche la parte noir del vissuto, dalla malinconia alla tristezza, ora
per sublimate nella danza. Alla richiesta di segnalarci un percorso di riferimento, Colombo ci spiega che
esistono milonghe storiche, che hanno fatto la storia
di questo ballo da Canning (Scalabrini Ortiz 1331) a
La Confiteria Ideal gi scenario di tantissimi film, a la
26

Viruta, una milonga pi grande e pi giovane come


pubblico, ma in generale in citt sono diversi i quartieri di riferimento che pullulano di milonghe di barrio:
da San Telmo a La Boca a Palermo. Le scuole sono,
invece, un concetto pi moderno: in origine cera, infatti, solo un maestro che con una modalit informale
mostrava un passo e si procedeva per emulazione. Poi
col tempo qualcuno ha cominciato a strutturare una
didattica e una metodologia di insegnamento. Tra le
tante scuole sono da segnalare il DNI, un riferimento
per un tango pi nuevo e aereo, lo studio El Beretin e
quello del coreografo Mario Morales caratterizzato da
un preciso programma di studio. Ma la verit che
c una grandissima disponibilit di grandi ballerini e
maestri. Frequentare le scuole pu anche essere unopportunit per creare una rete di relazioni funzionale
per ballare meglio in milonga.
Ma come si spiega tutta questa fame insaziabile di tango, che spinge persino ad andare dallaltra parte del
mondo per continuare a imparare? Le risposte sono
tante, continua a spiegarci Colombo. Il tango lespressione pi forte del ritorno al ballo di coppia e se
questa intimit dei corpi che ballano legati in un abbraccio ci ha messo un po per essere accettata, adesso
rischia di diventare addirittura irrinunciabile, proprio
perch abbiamo bisogno del contatto fisico con le persone: unesigenza naturale, un rifugio comprensibile. Poi oltre a una possibilit di incontro con laltro
sesso, in fondo il tango nasce per questo e non bisogna

Nel tango i corpi


ballano legati in
un abbraccio

denigrarlo, a un livello diverso questo ballo anche


una pratica che consente di stare totalmente assorbiti
e appagati nel presente, come forse accade solo con la
meditazione. E mentre gi cos i motivi sembrano pi
che sufficienti, il maestro prosegue nellelenco. Altro
aspetto interessante che la milonga un posto con
regole chiare, qualcosa di consolidato: luomo che
invita la ballerina attraverso la mirada e un cenno del
capo e quindi vai l e ti rilassi, perch non devi instaurare nessuna forma dialettica, non sei in discussione
come succede al lavoro, in famiglia, a casa. E in effetti anche questo rassicurante. Infine in una societ

gerarchica come la nostra, quando balli il tango non


sai nulla di quello accanto: che lavoro fa, se ricco o
povero. Non lo sai e non ti interessa. Sai solo se balla bene o se balla male. Insomma il tango davvero
una possibilit di incontro trasversale, a pi livelli, e
andare a Buenos Aires come cercare la propria chiave
di volta per entrare in sintonia con tutta questa magia. Gli spunti sono tanti: dallimparare ad ascoltare
la musica in maniera quasi intima fino a riscoprire
quellorgoglio, tipico argentino, che diventa unoccasione per valorizzare la propria identit, per portare
fuori ed esprimere ballando la propria nota personale.
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PROGRAMMA KEL 12

ARGENTINA

La storia di Buenos Aires sta scritta nel suo elenco telefonico. (Bruce Chatwin)

ARGENTINA
ETIMOLOGIA
Il nome Argentina deriva
dal latino argentum
(argento)
SUPERFICIE
Con i suoi 2.780.400 km,
lArgentina il pi esteso
Paese di lingua spagnola al
mondo
LETTERATURA
Jorge Lus Borges una
delle figure di maggior
risalto della letteratura
argentina

IN VIAGGIO CON KEL 12

In Patagonia lungo la

Argentina e Cile: Patagonia

mitica Ruta 40

carretera austral e Ruta 40

Viaggi con lesperto

Viaggi con lesperto

DURATA 13 giorni

DURATA 17 giorni

PARTENZE 8 ottobre, 5 novembre, 26 dicembre 2016; 14


gennaio, 11 febbraio, 11 marzo, 8 aprile 2017

PARTENZE 20 ottobre, 17 novembre, 23 dicembre 2016;


29 gennaio, 26 febbraio 2017

La Puna Argentina: laltopiano

Argentina e Cile: Chalten, Paine

dai mille colori

e Ushuaia

Viaggi con lesperto

Viaggio avventura

DURATA 13 giorni

DURATA 13 giorni

PARTENZE 18 ottobre, 15 novembre, 26 dicembre 2016;


14 febbraio, 13 aprile 2017

PARTENZE 19 novembre, 24 dicembre 2016; 18 marzo 2017

DA NON PERDERE
La Ruta 40

B E VA N D E

UN PATRIMONIO DELLUMANIT

Il mate
Gli argentini amano bere il mate, uninfusione a base
di una pianta sempreverde originaria del Sud America
(yerba mate). La bevanda pu essere preparata come un
t, oppure seguendo uno speciale rituale per cui le erbe
vengono filtrate dalla stessa bombilla da cui poi si bevono.

Creata nel 1935 la Ruta Nacional


40 la strada pi lunga e spettacolare
dellArgentina. Lunga pi di 5000
chilometri, in parte su asfalto in parte su
graniglia, unisce 3 regioni e 11 province
del Paese, dallestremo nord al finis
terrae del sud, come una gigantesca e
mitica colonna vertebrale.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A

La Puna
Il tango
Dal 2009 patrimonio dellUmanit per lUnesco, il tango
nasce come mescolanza di balli popolari e successivamente
si sviluppa nella sua forma attuale che comprende
musica, danza, testo e canzone. Nessuna danza popolare
raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi:
emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione.
(Miguel ngel Zotto)
28

La Puna uno dei luoghi pi remoti del


pianeta: ha laspetto di un altopiano, ma
dal punto di vista geologico una cordigliera
vulcanica che corre tra i 3000 e i 5000 metri
di altitudine. Un paesaggio lunare dalla
bellezza mutevole, con dune bianche, lagune
smeraldo, distese nere di basalto, laghi salati e
vulcani stilizzati come piramidi.
29

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S OGNO

Lontana dalle formule facili, quelle che la deniscono


la star delle notti bianche o la Venezia del nord, San Pietroburgo una citt ancora tutta da conoscere.
Una citt consacrata al sogno, quello visionario e monarchico dello zar, ma anche una citt scelleratamente razionale per contenere
tutta lacqua intorno e sopra cui edificata. In altre parole una citt
che necessitava di abbandonare persino lumano per trovare la sua
identit. Ecco in sintesi San Pietroburgo pronta a scoprirsi soprattutto in inverno, quando la neve ritaglia i contorni della storia e le
implacabili prospettive rimpiccioliscono cos tanto la figura umana
da renderla quasi inerte.
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SAN PIETROBURGO

IL TESORO
di Carolina Saporiti

D E L L H E R M I T A G E

ettete in conto di perdervi.


Questo il primo avvertimento per chi ha in programma di
visitare il Museo Hermitage di San Carolina
Pietroburgo. Il secondo: preparate- Saporiti
vi a rimanere folgorati e disorientati di fronte a tanta bellezza e grandiosit. LHermitage,
infatti, uno dei musei pi grandi al mondo e possiede circa tre milioni di opere darte e di queste solo
60mila sono esposte, in circa mille sale. Fondato nel
1764, dietro alla nascita di questo museo c una donna, Caterina II, detta la Grande, imperatrice di Russia
dal 1762 fino alla morte. Nonostante un inizio di
carriera non troppo leale che la fece diventare imperatrice detronizzando il marito, Pietro III, Caterina

guid poi la Russia ammirando e lasciandosi influenzare dalle idee dellassolutismo illuminato. E proprio
con lei lImpero Russo visse la sua epoca doro.
Il museo prende il nome da uno dei sei edifici che lo
compongono, il Piccolo Hermitage fatto costruire da
Caterina II per esporre le opere che aveva iniziato a
collezionare, consigliata da amici intellettuali e artisti.
Il Palazzo dInverno, edificio principale del complesso
e sede della dinastia Romanov, fatto edificare da Pietro
il Grande e completato dalla figlia, inizi ben presto
a stare stretto a Caterina che, desiderando uno spazio
per s, fece costruire un luogo dove stare indisturbata
a contemplare la sua collezione. Il nome di Hermitage
(dal latino remus) venne attribuito proprio per indicare il rifugio della zarina dove, talvolta, portava anche

i suoi ospiti con i quali voleva vantarsi dei suoi capolavori. Successivamente venne costruito il Vecchio
Ermitage per far fronte alla crescita della collezione
personale di Caterina, ormai certa dellinfluenza che
larte potesse avere sulla diplomazia europea. Fu, poi,
Nicola I a dare vita al quarto edificio dellHermitage
e a permettere lingresso al pubblico a questa gi immensa collezione.
Non si commetta lerrore di credere che i cittadini di
San Pietroburgo potessero entrare nel palazzo come
potrebbe fare chiunque oggi: le porte si aprivano
a un pubblico selezionato dallo zar stesso e cos la
situazione rimase invariata fino alla rivoluzione del
1917. Proprio a questo anno legata una curiosit
del museo, in particolare alla Sala 188: non la pi
bella del palazzo, ma densa di storia. Lorologio sul
caminetto, infatti, segna ancora lorario le 2.10
della notte del 25 ottobre 1917 quando il governo
provvisorio di Kerensky, che aveva preso il potere
durante la rivoluzione di febbraio, venne fatto cade-

Gemelli, ascendente pesci; da


boschi e da riviera; Carolina
Saporiti si dice figlia legittima
degli anni Ottanta. Si chiama
come la sua bisnonna e come
lei sta bene in campagna. La
musica accompagna le sue
giornate, ma il pomeriggio
per Lucio Battisti. Laureata in
Lettere Moderne, tornasse indietro rifarebbe lo stesso errore. curiosa, parla molto, ama
i social network e il vino.
32

re per mano dei bolscevichi. Unaltra sala che non si


pu perdere durante la visita la Sala del Pavone, il cui
pezzo centrale un orologio costruito nel 1777 da James Cox, un esperto orologiaio inglese, su richiesta del
conte Grigorij Aleksandrovi Potmkina. Lorologio ha
una forma di pavone dorato e molti altri dettagli naturalistici in bronzo, argento e metallo dorato ed ancora
funzionante. Ma il complesso meccanismo che aziona
la coda del pavone e altri movimenti viene, in genere,
attivato una volta alla settimana o in occasioni speciali.
Tra i tesori custoditi dallHermitage ci sono la collezione di cammei antichi di Caterina II e quella di ori sciiti.
Questultima una raccolta preziosa e unica al mondo
che riunisce oreficieria ornamentale legata in particolare a realizzazioni sciite del XVII secolo a.C.
Tra le opere pi moderne, invece, ci sono tre quadri
di Leonardo, tra cui la Madonna Benois; Il suonatore di
liuto di Caravaggio; Le tre grazie del Canova; il Ritorno
del figliol prodigo di Rembrandt; Musica di Matisse e La
bevitrice dassenzio di Picasso; pi una serie di dipinti
Preraffaeliti e opere saccheggiate in Germania come alcuni quadri di Renoir, Czanne, Manet, Monet. Una
cosa che non tutti sanno che esistono sedi dellHermitage in altre citt, sia in Russia, a Kazan e a Vyborg,
sia allestero, e precisamente ad Amsterdam (ma una
sede temporanea fu allestita anche alla Somerset House
di Londra e dal 2001 al 2008 a Las Vegas fu allestito il
Guggenheim Hermitage Museum). In Italia, prima a
Ravenna e poi, dal 2013, a Venezia attivo il progetto
Ermitage Italia che ha portato allapertura di un centro di ricerca e studio finalizzato alla catalogazione delle
opere italiane dellHermitage.

LHermitage
fondato
nel 1764
per volont
dellimperatrice
Caterina II

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Stai viaggiando a

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SAN PIETROBURGO

IL SENSO DI
PIETROBURGO PER
LA NEVE
di Marco Patrioli

ccidilo, quel chiar di luna. Un impero aderisce a


regole ferree, specie agli albori del XVIII secolo
e specie se disteso su tutta la lunghezza del continente
euro-asiatico. Eppure Pietroburgo fin dallinizio, da
quando lo zar Pietro pose il primo mattone e trasform acquitrini melmosi in sontuosi canali smaltati dal
tramonto boreale, ha rappresentato unanomalia, uno
splendido equivoco di impronta quasi lunare; suggellato da un imminente destino di continue distruzioni
e rinascite. Una citt consacrata al sogno, quello visionario e monarchico, ma anche una citt scelleratamente razionale per contenere tutta lacqua intorno e sopra
cui edificata. In altre parole una citt che necessitava
di abbandonare persino lumano per trovare la sua
identit. Davanti allHermitage - punto di incrocio tra
privilegi ed arte voluto da Caterina II - questo reagente fondativo diventa emblematico specialmente in
inverno, quando la neve ritaglia i contorni della storia:
le implacabili prospettive, alimentate da simmetrie e
linee a dir poco ardite, rimpiccioliscono cos tanto la
figura umana da renderla sepolcrale, inerte.
Si pu quindi dire che se al romanticismo che si
deve ricorrere per trattenere tutta la potenza espressiva di Pietroburgo, dal romanticismo che ci si deve
guardare per raccontare questa citt. E uccidere quel
chiar di luna a Pietroburgo vuol dire non solo evitare
34

facili formule (per esempio quella che la vuole come


una Venezia in versione russa, o citt unicamente consacrata alle notti bianche), ma soprattutto accostarsi
anche alla faccia in ombra di quella luna. Ai kommunalka per esempio, che sono gli appartamenti in cui
tuttoggi vive un quinto della popolazione: abitazioni in cui si condivide la cucina, e altri ambienti, tra
pi famiglie. Nati con la rivoluzione dottobre sono
un lascito sovietico la cui traccia ancora decisiva.
O anche i rigori invernali, che con la neve regalano
alla citt uno spessore morbido e luminoso, capace
di raccontare il suo senso pi segreto e di restituirne
quella particolare atmosfera soffusa. C nei Racconti
di Pietroburgo, di Gogol, una pagina in cui un pittore
siede davanti a una candela accesa, senza riuscire pi
a creare, e senza poter addormentarsi: solo la fiamma
della candela traspirava attraverso i sogni che lo sopraffacevano. Ugualmente allo stato sospeso del pittore gogoliano, solo modulando il proprio sguardo su
questa linea sottile di oscillazione si pu trovare la vera
Pietroburgo. Tra langelo della colonna di Alessandro,
al palazzo dInverno, e i cortili dimessi e cadenti di
alcuni tra i pi bei palazzi Ottocenteschi; tra la Pietroburgo che si staglia come unoasi nel deserto dei ghiacci delle brume del nord, definita la Palmira del nord,
e la capitale dimessa e sinistra dei rigattieri di Delitto
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S C H E D A PA E S E

SAN PIETROBURGO

.. Pietroburgo, la citt pi astratta e premeditata di tutto il globo terrestre. (Fdor Dostoevskij)

Il museo
dellHermitage
prende il nome
da uno dei sei
edifici che lo
compongono

e Castigo di Dostoevskij. La citt che per volont di


Pietro doveva rivaleggiare con le antiche citt europee, quasi un atto di follia, e la citt che Caterina la
Grande non fu in grado di sottrarre al dispotismo
nonostante le migliori intenzioni illuministiche.
Le solenni celebrazioni della diversit russa e le circa
50.000 persone morte nei lavori di costruzione. Non
tutto, infatti, and come preventivato quando Pietro
diede ai suoi progettisti per lo pi architetti italiani
francesi e tedeschi al momento disoccupati unimmensa quantit di spazio e di acqua, in cui muoversi.
E nel bene e nel male lacqua nella creazione e nellattualit di Pietroburgo decisiva. Non solo la citt
situata su 42 isole intrecciate luna allaltra da pi di
400 ponti, e non solo la prima passeggiata costegger
sempre il canale della Griboedova, che attraversa il
cuore della citt, tra grifoni e cupole dorate. Ma soprattutto lacqua di Pietroburgo ha una sua memoria,
letteralmente: cadute, ascese e orrori. In questo caso
non occorre fare appello alla quantistica se si vogliono rintracciare delle risposte positive allipotesi di una
vera e propria memoria dellacqua: la coerenza della
molecola di acqua la stessa di Peter, come amano
chiamarla i suoi abitanti.
Pietro in prima persona amava lacqua e voleva che
la Neva fosse il centro vitale di Pietroburgo, e lisola
Vasilevskj il suo cuore pulsante. Come spesso con i
progetti pi ambiziosi, la realt si cristallizzata diversamente e i pietroburghesi hanno scelto per le loro
case, la zona a sud della Neva, lasciando lisola alle
36

istituzioni accademiche, come


lUniversit. Uomo dingegno
ma anche di personalit psicotica, Pietro pretendeva un controllo totale non solo sui piani
urbanistici, ma anche sulla vita
di corte, e arriv a torturare a
morte il figlio per il sospetto
che stesse organizzando una
trama contro di lui. Allacqua si lega anche la musica,
che tanta parte ha avuto nella
fama di Pietroburgo. Vibrazione sonora che anche
energetica, e che ha nel Teatro Marijnski il suo palcoscenico privilegiato, famoso in tutto il mondo, e che
d il nome al quartiere che pu essere considerato il
cuore culturale della citt. Tutto uno, a Pietroburgo:
persino Caterina, che era di ascendenze germaniche e
impastata di concretezza teutonica, si arrese alla suggestione della sua dimensione sovrastorica, impegnandosi nella sua affermazione in direzione neoclassica. E
le corti italiane e francesi, orgogliose di non aver rivali
nella rappresentazione della storia e dei fasti, furono
pronte a riconoscere che i russi li avevano superati
per la pazienza e laccuratezza con cui a Pietroburgo
avevano saputo ritrarre la bellezza. La luna era stata
conquistata.

Prima di innamorarsi dei grandi spazi tra Russia ed Europa,


Marco Patrioli si occupato di
giornalismo sportivo e di report
di viaggi. Dal 2006 vive a Riga,
in Lettonia, e come tour leader
spesso in Asia centrale e Iran.
Dal 2013 accompagna viaggi
per Kel 12. Ha scritto per la guida Veneto Lonely Planet.

SAN
PIETROBURGO
PORTO
San Pietroburgo uno dei
porti pi importanti del
Paese
PARCHI
Il Giardino destate, datato
XVIII secolo, il parco pi
antico della citt
NOTTI BIANCHE
Da fine maggio all'inizio di
luglio il crepuscolo in citt
dura tutta la notte

E L E M E N T I N AT U R A L I

DANZA

Lacqua
Uno dei nomi simbolici di San Pietroburgo la Venezia
del Nord e non a caso lacqua occupa circa il 10 per
cento del suo territorio, tanto che dopo appena qualche
passo si fatica a riconoscere se sia la riva del mare, di
un canale o di una delle tante isole. La citt, infatti,
situata su 42 isole intrecciate da circa 400 ponti.

I balletti russi
Fondata nel 1909 dall'impresario russo Sergej
Djagilev, la compagnia I Balletti Russi, fu la pi
inuente compagnia di balletto del XX secolo. Tra le
sue fila annoverava i migliori ballerini provenienti
dai due maggiori teatri del Paese: il moscovita Bol'oj
e il pietroburghese Mariinskij. Le coreografie furono
firmate fra gli altri da: Michel Fokine, Nijinsky George
Balanchine.
37

PROGRAMMA KEL 12

Stai viaggiando a

SAN PIETROBURGO

IN VIAGGIO CON KEL 12

San Pietroburgo, il sogno di Pi-

Avventura e cultura in

etro il Grande

Karelia

Viaggi con lesperto

Viaggi con lesperto

DURATA 5 giorni
PARTENZE 7 e 30 dicembre 2016, 22 febbraio e
22 marzo 2017

DURATA 8 giorni
PARTENZE 21 gennaio e 11 marzo 2017

Le citt degli Zar: Mosca


e San Pietroburgo
Viaggi con lesperto
DURATA 8 giorni
PARTENZE 1 aprile 2017

DA NON PERDERE

Il Palazzo Yusupov
Noto soprattutto per essere stato il luogo
dellassassinio di Grigory Rasputin, il Palazzo
Yusupov una delle poche case aristocratiche
di San Pietroburgo ad aver conservato molti
dei suoi interni originali. Di particolare
interesse il teatrino, un piccolo gioiello in stile
barocco dallacustica eccezionale, ancora oggi
usato per gli spettacoli.

Q U EL LO

U N

TEMPO

IRAN
E RA

L A

P ERS IA

Un Paese reso immenso nella storia del mondo da vicende


millenarie: ecco lIran tra Shiraz, Isfahan, Yazd, Teheran,
Pasargade, Nain, Kashan, Saryazd, senza dimenticare
Persepoli, che da sola pu fare di un arso pezzo di terra un mito.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A
Isola di Kizhi
Inserita dallUnesco nel 1990 nella lista
dei siti patrimonio dellUmanit, lisola di
Kizhi custodisce la costruzione pi antica
dellarchitettura lignea russa: la Chiesa della
Risurrezione di San Lazzaro, edificata secondo
la leggenda nel 1300. Vicino alla chiesa sorgono
alcune abitazioni tradizionali in legno, delle
cappelle e un mulino a vento. Kizhi inoltre
Riserva Naturale con abeti secolari.
38

CHE

Fra deserti possenti, slanciati minareti, maioliche azzurre e Torri


del Silenzio, crocevia dellantico e del moderno, lIran un Paese
dalla storia e dalle dinamiche complesse, ma nel contempo prima di tutto un posto semplice, amichevole e accogliente, sempre
curioso e ben propenso verso gli altri Paesi, come suggerisce quel
leone scolpito nella pietra che si pu ancora vedere e toccare con
mano a Persepoli, uno dei luoghi mitici della Persia antica, un
leone che da duemilacinquecento anni non si decide a sbranare
il toro.
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IRAN

Iran

ALLA
S C O P E RTA
D E L L I M P E R O
PERSIANO
di Matteo Compareti

ino agli inizi del secolo scorso


(allepoca di regno dello shah
Reza tra il 1921 e il 1941, padre
del ben pi noto Mohammad
Matteo
Reza, quello scacciato da KhomeiCompareti
ni per intendersi), lIran era universalmente conosciuto con il nome
di Persia. Lorigine del termine Persia (da cui persiani)
deriva dalla regione storica del Fars (o Pars o anche
Perside, dove si trova il sito di Persepoli) corrispondente allattuale regione di Shiraz, nellIran sud-occidentale. Alla denominazione storica, dunque, venne
presto ad affiancarsi quella etnica riferita a epoche
ancestrali in cui i persiani si autodefinivano ariani
da cui il nostro iraniani. La lingua italiana distingue con precisione tra iraniano quale designazione
di un abitante dellIran (lodierna Persia) e iranico
vale a dire tutto ci che associabile ai popoli attuali o
antichi di lingua e cultura simile a quella dei persiani.
Quella persiana (o, meglio, neo-persiana o anche farsi)
la rappresentante pi illustre tra tutte le lingue iraniche esistenti o estinte. Anche in questo consiste il fascino dellIran! Certamente, la cultura mesopotamica
deve aver esercitato uninfluenza enorme sulla sorgen-

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IRAN

Laureato in lingue e letterature orientali allUniversit Ca


Foscari, Matteo Compareti
consegue nel 2005 il titolo di
dottore di ricerca presso lIstituto universitario LOrientale di Napoli. Suoi interessi
principali sono la storia dellarte e larcheologia della Persia e
dellAsia centrale di epoca preislamica. Nel 2013-14 conduce attivit di ricerca presso
lISAW-NYU, nel 2015-16
insegna al Department of Near
Eastern Studies University of
California, Berkeley.

te potenza persiana, a sua volta in grado di inglobare


un territorio vastissimo allepoca dei fondatori della
dinastia achemenide: Ciro, Cambise e Dario. Proprio
durante il regno di Dario (522-486 a.C.) e soprattutto
di suo figlio Serse (485-465 a.C.), i persiani si sarebbero visti sbarrare il passo dalla coalizione delle citt-sta-

L O R I G I N E D E L
TERMINE PERSIA,
D E R I VA DA L L A
REGIONE STORICA
D E L FA R S
42

to greche, le cui imprese sono arcinote grazie alla celebrazione nelle fonti classiche. A seguito dellinvasione
di Alessandro Magno, verso la fine del IV secolo a.C.,
anche lelemento ellenistico avrebbe fatto la sua comparsa in queste regioni, affiorando inaspettatamente
a distanza di secoli, quando alla dinastia fondata da
Seleuco (un compagno del Macedone) si sarebbero
succeduti gli agguerriti Arsacidi (250 a.C.-224 d.C.)
di origine centrasiatica e i temibili Sasanidi (224-651),
autoctoni del Fars. questa unepoca di scontri con
limpero romano, ma anche di rapporti tutto sommato amichevoli lungo la frontiera occidentale e con la
Cina nonch con i vari regni interessati al passaggio
della cosiddetta Via della Seta, intesa tanto come
rete carovaniera terrestre quanto marittima.
La religione dei popoli iranici in et pre-islamica non
del tutto nota. Essa viene convenzionalmente indicata
come zoroastrismo dal nome del profeta Zoroastro
o Zaratustra secondo Nietzsche. Costui considerato
il primo profeta della tradizione vicino-orientale (pre-

Zarathustra considerato
il primo profeta della
tradizione vicino-orientale
precedente a Buddha,
Cristo, Mani e altri ancora

cedente a Budda, Cristo, Mani e altri ancora). Il suo


messaggio era diretto a riformare la religione ancestrale
degli antichi iranici, cio ariani o - per utilizzare un
termine meno implicato con i deliranti primati razziali
di certi regimi dittatoriali del secolo scorso - indo-europei. Alla cosiddetta compagine indo-europea afferivano greci, latini, celti, popoli germanici e anche balti
e slavi nonch armeni e indiani, questi ultimi intimamente connessi ai popoli iranici. In breve, popolazioni
iraniche e indiane risultano, secondo questo schema,
connesse ai nostri antenati, finendo per rappresentare
entrambi una sorta di cugini orientali. Ma la complessa storia dellIran non si esaurisce certo qui. A seguito di una guerra rovinosa scoppiata tra i persiani della
dinastia dei Sasanidi e i grecoromani (o bizantini), i semisconosciuti arabi sarebbero
riusciti nel giro di pochi anni
a estendere il proprio potere
ben oltre i confini della Penisola Arabica. Lintero dominio
persiano sarebbe caduto sotto
i colpi degli ultimi venuti, peraltro apportatori di una nuova
religione messianica. La conversione dei persiani allislam
non rappresenta quindi un
episodio repentino e deve aver
visto unimpennata solo verso
il IX-X secolo. In quellepoca
la spinta araba era ormai andata incontro a uninesorabile
43

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IRAN

L'antica
cittadella di
Arg--Bam,
nella regione di
Kerman, ha una
storia che risale
a circa 2000
anni fa

primo luogo, sebbene i termini Iran e Persia possano intendersi come sinonimi, il territorio dellIran
attuale corrisponde solo in parte a quello della Persia storica. Lintero Iran afferisce alla corrente sciita
dellislam sebbene vaste parti della popolazione si
proclamino di ascendenza sunnita mentre cristiani,
ebrei e, in misura sempre minore, i mazdei-zoroastriani sopravvivono in varie parti del Paese. Solo il
50% circa degli iraniani pu definirsi interamente
persiano poich la rimanente met di origine curda,
araba, turca (azera e turcomanna), baluci, armena,
ecc. In poche parole, solo la met della popolazione
iraniana parla il farsi tanto a casa quanto nellambito
pubblico mentre la porzione rimanente parla la lingua nazionale solo fuori delle mura domestiche. Si
tratta di un Paese dalla storia e dalle dinamiche complesse, erede di una cultura millenaria ma, allo stesso
tempo, semplice, amichevole e accogliente, sempre

curioso e ben propenso verso i Paesi occidentali solo


teoricamente nemici. Anche da questo punto di vista
lItalia si trova avvantaggiata e non raro sentirsi dire
da qualche iraniano che i nostri antenati erano nemici
quasi a voler rimarcare la situazione di amicizia attuale e
il filo invisibile che lega le due civilt di cui ci troviamo
a essere, nostro malgrado, eredi e custodi.

E R E D E D I U N A C U LT U R A M I L L E N A R I A
declino mentre, in tutto il territorio un tempo interessato allespansione persiana, si erano insediate dinastie iraniche di comprovata fede islamica. A queste si
deve lislamizzazione di buona parte dellAsia centrale
e il fiorire della lingua neo-persiana. Dora in poi, la
nuova lingua sarebbe stato il mezzo tramite il quale
la civilt persiana si sarebbe diffusa in tutto il mondo orientale, poich anche gli altri popoli vicini (ma
specialmente quelli turchi) lavrebbero adottata per le
loro cancellerie e per la propria letteratura.
Le popolazioni turche avevano origini nomadiche e
provenivano dalla Siberia meridionale e dalla Mongolia. Solo parzialmente o per niente islamizzate,
esse si ritrovavano inevitabilmente attratte dai regni
stanziali creati dalle popolazioni iraniche di Persia e
dAsia centrale. Orbene, le dinastie islamiche iraniche
sarebbero state presto soppiantate da dinastie turche
nel frattempo islamizzatesi come quella dei selgiuchidi
nellXI-XII secolo a cui avrebbero fatto seguito i ben
pi agguerriti e determinati mongoli nel XIII-XIV se44

colo. A parte la parentesi mongola che in Iran prende


il nome di epoca ilkhanide (1256-1335 circa), i turchi
avrebbero svolto un ruolo sempre pi determinante
per le sorti dellIran dominandone lintero territorio
(e oltre) fino alla proclamazione della Repubblica Islamica nel 1979. Prima di quella data, tutte le dinastie
dIran sono state di origine turca: persino i Pahlavi
che si consideravano veri e propri campioni di iranicit. Nel corso del Cinquecento, alla dinastia turca
dei Safavidi di Persia (1501-1736) si sarebbero opposti gli Ottomani in Anatolia (1299-1922), anchessi
di origine turca cos come i Moghul in India. Proprio
in questepoca e allo scopo di acuire le differenze tra
persiani e turchi si sarebbe sempre pi venuto a porre laccento sulla corrente sciita dellislam in territorio iraniano. Da ci trae origine lafferenza dellIran a
questo credo fino al giorno doggi mentre nel resto del
mondo islamico prevale la corrente sunnita.
Qualche risultato pu dunque essere menzionato alla
fine di questa breve introduzione storico-culturale. In

L I R A N U N P A E S E S E M P L I C E E
ACCOGLIENTE

Il Dasht-e Lut
il deserto salato
che si trova a sudest di Kerman,
il venticinquesimo
deserto pi grande
al mondo

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IRAN

Esempio di
patterns e
di geometrie
dellaascinante
architettura
iraniana

IRAN. QUANDO ERA PERSIA.


di Mario Romualdi

LA FORZA DEL MITO

ccantoniamo, per un po, descrizioni abusate. Crocevia tra


Oriente e Occidente, caleidoscopio
Mario
di storia e storie Troppi sono i
Romualdi
pezzi di mondo che vantano presentazioni simili. Concentriamoci
sulla sostanza di Iran. Quando era Persia. Itinerario
intenso e appassionato che incontra ci che trasforma
lIran in Persia, Persepoli. Solo lei fa di un arso pezzo
di terra un mito. Ma, al contrario di altri come Troia,
qui puoi ancora toccare quel leone conosciuto a scuola, che da duemilacinquecento anni non si decide a
sbranare il toro.
Conosciamo anche Shiraz, Isfahan, Yazd, Teheran, Pasargade, Nain, Kashan e Saryazd. Qui, nel deserto,
la colata di fango a forma di fortezza, sar lo scenario
solo nostro che una notte far incontrare tre gruppi
con itinerari diversi, per una cena e contorno di musica e candele. Unesperienza per avvicinarsi allIran e
alla sua gente, in assoluto tra gli aspetti pi coinvolgenti del viaggio.
Scopriremo che le rime del venerato Hafez su usignoli corteggiamento e vino, sono in ogni casa accanto
allimmancabile Corano. E, fuori delle citt e villaggi fangosi, faremo nostre le parole di un altro poeta,
Rumi. Un gran silenzio mavvolge e mi chiedo come ho
potuto usare la parola. Cos entreremo in sintonia con
i suoi ampi aspri spazi, al cui centro poniamo la scarna poderosa isolata e poetica tomba di Ciro. Deserti,
nasi rifatti, vicoli tortuosi, maioliche, minareti, Torri
del Silenzio e del Vento, canali sotterranei, moschee,
case restaurate, centrali nucleari, volti assai truccati.
Batacchi per uomini e donne, cellulari, bazar, madra46

se, uomini che declamano poesie sotto i ponti, caff,


fortezze. Tappeti, giardini, veli, jeans, hammam, azzurri, sabbie, oasi, gioielli, traffico, timori ingiustificati, gentilezze. Chador hejab e manteau, embargo,
musei, caravanserragli, divieti religiosi stimolo per elaborate calligrafie. Tradizione e voglia di nuovo, folla
e silenzi, terra che si fa case, forme darte essenziali
e raffinate. Ci si mostrer, a caso, nelle citt e anonimi villaggi del deserto, per contraddire molto del
presupposto sullIran. Poi, Persepoli. Parola che pare
uscire dagli anfratti dove le fantasie attendono loccasione giusta per manifestarsi. Qui, storia e materia
antica si mescolano nellimmaginazione di chi sappia
vivere linconsistente conoscenza del luogo, come capacit dapprezzare anche solo una parola, un mito.
Persepoli seduzione di ci che ignoto. Stupore che

si nutre di distanze e leggende. Sorprendentemente,


per, non v contraddizione tra le forme supposte
dalla fantasia e la sostanza del luogo. Perch andarci? Per la Porta di Serse, la Scalinata dellApadana, il
Palazzo Tachara. Per le tavolette che dicono dei compensi e fatiche degli operai che ledificarono. Per Dario
che fece grande Persepoli e potente quella Persia, oggi
Paese ricco di passato e contraddizioni recenti. Spesso,
lIran evoca solo lo Sci Reza Palhavi, Farah Diba, gli

Laureato in sociologia, impegnato nel sindacato, nel giornalismo e nelleditoria, Mario


Romualdi imprenditore e
programmatore di viaggi. Negli anni ha smussato angolosit, ma non gli mai venuta
meno lattenzione per laltro
e il sociale. E non ha dimenticato di aver attraversato lo
Stretto di Messina.

ayatollah, Khomeini. Il rischio percepirlo solo come


luogo governato prima da una coppia da copertina e
ora da un Islam forcaiolo. Il desiderio di recarvisi pu
fare a meno di una sua adeguata conoscenza. Ci che
realmente attrae del luogo, traccia di due millenni e
mezzo di storia, il suo mito. Molto pi forte e corposo della sua materialit. Pietra prima scarnificata
per farne emergere uomini, animali e animali uomini,
poi consumata spezzata e oltraggiata dal tempo e dalle
brutalit. Infine, ricomposta per consentirci il ricordo
visivo della sua passata grandezza, vivificata dal mito.
Nulla di strano. Il mito il modo con cui luomo avvicina ci che non conosce e lo conquista. Diviene cos
lunica possibilit di rapportarsi con eventi e luoghi
straordinari, e persino con gli dei. E la loro lontananza
fisica e grandezza non tangibile dalluomo comune si
pu annullare solo giocando con il sogno, elaborando
fantasticamente gli scarni elementi noti. Perse
poli. Suggerisce mistero e incertezza. Per, per quelli che vi andranno, usando le parole che Vecchioni riferisce a Samarcanda, ma che possiamo dedicare pure
a Persepoli, incontrarla non sar una sorpresa perch
scopriranno qualcosa che hanno gi dentro. Grazie
alle scalinate, agli uomini e animali inglobati nella pietra posti allingresso, alle delegazioni dei popoli che
emergono dai bassorilievi e paiono volerne fuoriuscire per darci il benvenuto. Proprio come fanno ancora
oggi gli uomini e le donne incontrati per strada.
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GLI OCCHI
di Iris de Romei

DELLA
fotografie di Solmaz Daryani

TERRA

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IRAN

Il lago Urmia
era il pi grande
lago salato del
Medio Oriente

L A S C O M PA R S A
DEL LAGO
U N A P E R D I TA D I
I D E N T I T

e il sale perdesse il suo sapore, con che cosa lo si potr rendere salato? (Mt 5, 13-16). Comincia da questo paradosso la scelta di un portfolio dedicato al lago
Urmia. Nelle sue acque le donne percorrono ancora
chilometri a piedi per immergersi in quello che resta
del pi grande lago salato del Medio Oriente, il sesto
a livello mondiale. Il fatto che negli ultimi 20 anni il
lago si ritirato del 95 per cento. A raccontarcelo sono
gli scatti di Solmaz Daryani, classe 1985, fotografa e
documentarista iraniana: Se per il resto del mondo la
scomparsa del lago Urmia solo leliminazione di una
macchia blu dalla mappa della terra, per me e per la
gente che vive qui una perdita di identit e di memoria. E nonostante lo stato di abbandono, il luogo
ancora pieno di quella bellezza che, usando le parole
di Dostoevskij, salver il mondo. Per questo bisognava raccontarlo, perch le storie e le immagini possono
commuovere e muovere ad agire.
50

N E G L I U LT I M I 2 0
ANNI IL LAGO SI
R I T I R AT O D E L
95 PER CENTO

51

Onsecullaut
litam eos et
velenempore, odi
offictiunt lab

52

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IRAN

N O N O S TA N T E
L A B B A N D O N O ,
IL LAGO UN
POSTO ANCORA
PIENO DI
BELLEZZA

Le donne
percorrono
chilometri
a piedi per
immergersi in
quel che resta
delle acque
del lago

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S C H E D A PA E S E

IRAN

Un grande silenzio mi avvolge e mi chiedo come ho potuto usare la parola (Rumi)

IRAN

LE STORIE

Nata nel 1985, Solmaz Daryani una fotografa videomaker


indipendente iraniana. Autodidatta sia nella fotografia che
nella realizzazione di documentari, si avvicina alla fotografia
dal 2012, mentre dal 2014
comincia a lavorare al progetto
dedicato al lago Urmia.

I N T E R V I S TA A S O L M A Z D A RYA N I

DENTRO LE
di Iris de Romei

F OTO

NOME
Fino al 1935 lIran era
storicamente noto come
Persia

ESTENSIONE
Il territorio dellIran equivale
insieme alla totale area
combinata di Regno Unito,
Francia, Spagna e Germania

CAPODANNO
Il Nawrz o capodanno
iraniano si festeggia il 21
marzo

uello che viene dal cuore, parla al cuore. con le parole di


un antico proverbio persiano, che Solmaz
Solmaz Daryani, lautrice del port- Daryani
folio, ci spiega quella che secondo
lei la vera necessit della fotografia: raccontare storie
radicate dentro la societ, i territori, le nazioni.
Come nasce il progetto fotografico dedicato al lago
Urmia?
Il progetto affonda le radici nella mia infanzia quando
quello di Urmia era il pi grande lago salato del Medio
Oriente, nonch una nota localit balneare del nord
ovest dellIran. Qui, al porto Sharafkhane, trascorrevo
le estati con la mia famiglia. Mio nonno gestiva una
pensione, allepoca sempre piena di turisti, adesso abbandonata e in rovina, come il porto del resto.
Che cos accaduto?
Negli ultimi 20 anni il lago si ritirato, fino a contenere il 5 per cento di quello che era il suo bacino
dacqua originario. La siccit ha coinvolto non solo
lagricoltura e il turismo, ma ha minato le basi dellecosistema di tutta larea, trasformandola in una localit scarsamente popolata. La sparizione del lago rappresenta una perdita di identit e di memoria per tutto
il territorio. Da qui lidea del progetto fotografico che,
nonostante lattuale stato di abbondono, racconta una
storia di una grande bellezza.
56

Quanto tempo hai lavorato al progetto?


Circa due anni senza interruzioni, durante i quali ho
provato a esplorare gli effetti della secca del lago sulla
popolazione e sul paesaggio.
Che cosa vuoi raccontare con le tue foto?
Tanta parte della fotografia una scoperta anche per
me, qualcosa che va oltre le immagini: vita. Sono
le persone con le loro battaglie quotidiane, le relazioni, la cultura, lintimit, il mistero a ispirarmi. Cerco
qualcosa che mi caro e provo a raccontarlo attraverso
un linguaggio visivo, creando una sorta di storytelling.
Come e perch hai cominciato a fotografare?
Ho iniziato seguendo la passione di mio padre, ma soprattutto ho cominciato per capire meglio la gente e la
vita intorno a me. La fotografia mi consente di vedere
pi chiaro e di capire, un apprendimento continuo.
In pi un modo per comunicare con persone di posti
e culture differenti.
Un pensiero sullIran.
Mai giudicare un libro dalla sua copertina: contrariamente al senso comune lIran un Paese sicuro da
visitare, oltre che bello. Soprattutto lIran un posto
integro, non ancora un terminale turistico, nonostante i turisti siano i benvenuti e questo consente di
creare una connessione reale con gli abitanti. LIran
un punto di convergenza e di snodo tra la modernit
e la tradizione.

CIBO

ESSENZE

Lalimentazione come equilibrio


La cucina iraniana il frutto di 2500 anni di tradizione
cultura, da quando Ciro il grande inizi un percorso
enogastronomico immaginando lalimentazione come
arte, equilibrio e medicina. Tutta la cucina iraniana
si basa, infatti, sullequilibrio caldo e freddo, positivo e
negativo, acidit e basicit, tenendo presente il contenuto
calorico, le stagioni e il Ph del sangue.

Lacqua di rose
LIran, con circa 27 mila tonnellate di distillato ogni
anno, il primo produttore al mondo di acqua di rose
naturale, unessenza oleosa utilizzata come detergente,
ingrediente base per profumazioni organiche e anche in
cucina. Ogni anno la sua produzione attrae nella regione
di Kashan circa 80 mila persona. Ingrediente principale
la profumatissima rosa di Damasco.
57

PROGRAMMA KEL 12

Stai viaggiando in

IRAN

IN VIAGGIO CON KEL 12


Tesori di Persia
Viaggi con lesperto
DURATA 10 giorni
PARTENZE 14 ottobre, 11 novembre 2016; 14 aprile, 26 maggio 2017

L'essenza della Persia, da Teheran


a Persepoli
Viaggi con lesperto
DURATA 8 giorni
PARTENZE, 29 ottobre, 12 novembre 2016

Storia di una civilt millenaria

Iran, quando era Persia

Viaggi con lesperto

Viaggi con lesperto - Rendez Vous

DURATA 15 giorni

DURATA 9 giorni

PARTENZE 14 maggio 2017

PARTENZE 22 aprile 2017

Iran e Armenia: passaggio da


oriente a occidente
Viaggi con lesperto - Rendez Vous

Tesori di persia e cittadelle del


deser to
Viaggi con lesperto - Rendez Vous

DURATA 16 giorni

DURATA 13 giorni

PARTENZE 23 aprile 2017

PARTENZE 20 aprile 2017

DA NON PERDERE
Persepoli
A Persepoli, la capitale dei re achemenidi, di
Dario, Serse e Artaserse I, si possono ammirare i
maestosi resti del periodo di massimo splendore
dellarchitettura achemenide: la reggia del V
secolo a.C., i preziosi bassorilievi, la sfilata
interminabile dei popoli che portano oerte al
Re dei Re, i tori androcefali, i grifoni e le tombe
scolpite nella roccia sulle pareti della montagna.

L A

D ELLA

GIAPPONE
TRAD IZ IO N E
Non si pu capire il Giappone contemporaneo e in generale
tutta lAsia, senza conoscere le sue tradizioni,
tanto lontane dalla nostra cultura, ma proprio per questo
interessanti da capire.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A
Sar yazd
Saryazd, che significa testa di Yazd, era un
granaio fortificato, una fortezza sasanide, secondo
molti una delle pi antiche, se non la pi antica
di tutto lIran. Ed proprio Saryazd,questa
colata di fango a forma di fortezza, a diventare
lo scenario esclusivo che per una notte far
incontrare tre gruppi Kel 12 con itinerari diversi,
per una cena con contorno di musica e candele.
* Kel 12 viaggia con Swarovski Optik! Un kit esplorazione che consente di osservare dettagli che non si potrebbero mai cogliere a occhio nudo *

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PE RS IS TEN Z A

Da Tokyo a Kyoto, Nara e Kamakura, antiche e incantevoli citt


buddhiste immerse nella natura, ricche di templi e di meravigliosi
giardini zen. E ancora avanti fino alle vasche termali dei celebri
onsen, una tradizione irrinunciabile per un Paese dove il bagno
un rito: il viaggio in Giappone un excursus nella tradizione con
tanto di pernottamento in ryokan (il tipico albergo nipponico) e in
un monastero, per sperimentare di persona la vita dei monaci zen.
Il tutto per rituffarsi poi di nuovo nella modernit ritrovando nelle
metropoli una vivace vita notturna.
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E 139 41 30

N 35 41 22

Stai viaggiando in

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GIAPPONE

Giappone

LARMONIA
FRA LE
PICCOLE COSE
di Marco Restelli
fotografie di Elena Bianco

Viaggiare con la mente immersi


in un paesaggio: ecco il fulcro
dellarte dei giardini giapponesi.
Marco
Sono parole di una grande studiosa
Restelli
francese, Vronique Brindeau, tratte dal suo libro Elogio del muschio.
Perch il muschio? Perch nulla casuale, neanche la
posizione di due sassi o di un cespuglio: nel Paese del
Sol Levante i giardini sono considerati unopera darte collettiva, alla quale magari si lavora da generazioni,
dove tutto concorre a ispirare quel viaggio con la
mente di cui parla la studiosa francese. un viaggio che compiremo insieme, in Giappone, visitando
un giardino classico come il Kenroku-en della citt di
Kanazava, ma anche i giardini zen di Kyoto e di Kamakura. Durante queste visite noteremo come ogni
particolare concorre a un sentimento di armonia che
fondamentale infondere in chi osserva, perch questo
senso della bellezza - i giapponesi ne sono convinti educa la persona, la rende migliore. Dunque, una bellezza che nasce dallarmonia fra le piccole cose. Perci,
durante le nostre passeggiate, faremo caso perfino alla
disposizione del semplice muschio (che nel tempio
buddhista Tofuku-ji di Kyoto, per esempio, disposto
60

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GIAPPONE

a scacchiera) ma anche, per dire, a una composizione


di fiorellini in un bamb galleggiante in uno stagno,
come se ne pu vedere nel giardino della Casa dei Samurai Nomura, a Kanazawa.
bello ci che piccolo scriveva nellanno Mille la
gran dama di corte Sei Shonagon - una delle fondatrici
della letteratura giapponese - nel suo Note del guanciale. Mille anni dopo, i giapponesi la pensano ancora
come Sei Shonagon. Lo noteremo un po ovunque,
perfino nei grandi magazzini di Tokyo, che vendono
una miriade di oggetti piccolissimi di cui vanno pazze
in particolare le ragazze, appassionate dello stile kawaii (una parola intraducibile che significa insieme:
carino, tenero, morbidoso, piccolo, grazioso...). Il kawaii uno stile pop tipicamente giapponese, di cui vedremo esempi nella produzione merceologica, nellarte contemporanea, ma anche nei divertenti look che le
ragazze esibiscono, come in una sfilata allaperto, nelle
strade di Harajuku, il quartiere pi amato dai giovani
di Tokyo. Il fatto che le ragazze di Tokyo - apparentemente cos diverse dalle loro antenate - reinterpretino
ancora oggi un ideale di bellezza formulato da una

62

dama di corte dellanno Mille, ci porta a scoprire un


concetto fondamentale della societ giapponese: non
si pu capire il Giappone odierno, e pi in generale
non si pu capire lAsia, senza conoscere le sue tradizioni. Grattate con ununghia la vernice patinata
della globalizzazione, e sotto quel sottile strato di
modernit troverete secoli di storia e di una cultura
lontanissima dalla nostra, e proprio per questo interessante da capire.
Restiamo nella capitale giapponese per un altro esempio: a Tokyo passeremo un braccio di mare con una
metropolitana sopraelevata e arriveremo a Odaiba,
unisola futuristica che si trova nella baia davanti alla
citt. Proprio a Odaiba vedremo fra laltro unenorme
statua di Gundam, il robottone protagonista di un celebre cartone animato. Ma se pensate che i giapponesi
amino i vari Gundam, Goldrake eccetera perch sono
degli eterni bambini, vi sbagliate. Questi giganti dacciaio sono perfette macchine da guerra che al proprio
interno contengono un uomo; rappresentano, oggi,
la traduzione fantascientifica del mito del samurai.
Quello stesso guerriero che meditava, seduto davanti

Il santuario
di Kasuga si
caratterizza
per il tetto
realizzato in
corteccia di
cipresso; il
risultato un
integrazione
perfetta con la
natura

a un giardino zen, per calmare la propria mente prima


della battaglia, per guidare le proprie emozioni come
un cocchiere guida i cavalli, per distaccarsi buddhisticamente dalle passioni, compresa la paura e lodio
per il nemico, e diventare.... s, una perfetta macchina da guerra. Perci nella Tokyo odierna troviamo il
robot-samurai: ancora una volta, la persistenza della
tradizione.
Quanto abbiamo detto sul rapporto fra i samurai e
la meditazione buddhista, ci conduce inevitabilmente
a quelluniverso affascinante che il buddhismo zen.
Durante il nostro viaggio noteremo, fra laltro, che
persistono ancora oggi gli antichi parametri dellestetica giapponese: come limportanza dellasimmmetria,
che si esprime nelle composizioni floreali dellikebana,
ma anche nellarredamento tradizionale e nella disposizione dei cibi a tavola. E lo stesso vale per lalternarsi
fra vuoto e pieno, dove i giapponesi, a differenza di
noi occidentali, danno grande importanza al vuoto,
per esempio quello che circonda unopera darte; ma
anche allo spazio vuoto in casa, mentre le nostre case
sono piene zeppe. E tutto questo zen.
Il nostro viaggio della mente si intreccer al viaggio
fisico che non ci condurr, per, soltanto nei luoghi
zen pi celebri e frequentati, universalmente noti e
protetti dallUnesco, come le citt di Kyoto e di Nara
con i loro meravigliosi templi e giardini. importante
anche scoprire luoghi pi segreti come lo Eiheiji, il

sontuoso Vaticano dello Zen Soto, che si trova isolato in unantica foresta fra le montagne della prefettura
di Fukui. in questo luogo incantato, quasi ignoto ai
turisti, certamente non-globalizzato, che noi ci fermeremo a dormire in un monastero zen, condividendone
la vita per 24 ore. Perch i viaggi di Kel 12 non sono
una foto e via: sono esperienza. Cio conoscenza pi
emozione. Non vi parler qui di ci che vivremo nel
monastero. Perch lo zen insegna anche limportanza
del silenzio e del vuoto. E perch lesperienza una
ricchezza che va, semplicemente, vissuta. Arrivederci
in Giappone.

Laureato in Lingue Orientali a


Venezia, Marco Restelli lavora
come giornalista per numerosi
periodici viaggiando in tutta
l'Asia. autore di libri e pubblicazioni universitarie sullOriente. Tour Leader di Kel
12 in Asia. Il suo blog www.
milleorienti.com.
63

N 35 41 22

Stai viaggiando in

E 139 41 30

S C H E D A PA E S E

GIAPPONE

L A R T E D E L L A

Diplomata in Lingua e Cultura giapponese e laureata in


Orientalistica, Chiara Bottelli, Tour Leader Kel 12, ha
soggiornato per lunghi periodi a Tokyo. Appassionata
di artigianato, soprattutto
nellarte tessile, ha frequentato laboratori di tessitura,
tintura e decorazione per la
creazione di kimono. Organizza laboratori sul Furoshiki, quadrati di stoffa per
avvolgere, portare, regalare
oggetti e collabora con periodici e centri culturali.

Il Giappone esce dal mare. Il mare l'ha respinto come una conchiglia di madre
perla. Il mare conserva il diritto di distruggerlo e di riprenderselo. (Jean Cocteau)

GIAPPONE
ETIMOLOGIA
Nihon o Nippon (Giappone
in giapponese) significa
origine del sole
GEOGRAFIA
Il Giappone un arcipelago
composto da 6.852 isole
POPOLAZIONE
Il Paese del Sol Levante
il decimo pi popoloso al
mondo

di Chiara Bottelli

SEDUZIONE

n Giappone il kimono labito


per eccellenza, ma non solo: il
kimono anche un linguaggio non
verbale, dove il fascino sta nel misteChiara
ro di quello che si cela e nella grazia
Bottelli
dei movimenti di chi lo indossa.
Il significato letterale della parola
kimono semplicemente cosa da indossare, quindi,
genericamente, abito. Il termine per richiama ormai
qualcosa di molto pi preciso e complesso. Nellambito
della cultura giapponese questa parola basta a rappresentare un mondo intero che intreccia leleganza femminile, una sensibilit estetica particolarmente ricercata, il gusto per i materiali pi preziosi, come la seta, le
lavorazioni artigianali pi sublimi, lattenzione ai colori
e alla natura, il rispetto profondo per il galateo che regola i rapporti tra le persone. Spesso le fodere dei kimono sono altrettanto o, addirittura, pi preziose della
parte esterna: simboleggiano lanima della donna, la
parte pi bella ma nascosta, che viene mostrata solo dal
fruscio dei piccoli passi o dallondeggiare delle maniche. Si potrebbe quasi affermare che labito tradizionale
giapponese rappresenti lo spirito della cultura giapponese stessa, che predilige il nascosto allostentazione, il
sottinteso piuttosto che lesplicito. Nulla lasciato al
64

caso: dalle stoffe di cui composto ai colori scelti, dai


simboli rappresentati alla lunghezza delle maniche. Osservando il kimono si pu risalire al periodo storico, alla
stagione, al livello di formalit e alla natura dellevento
in cui stato indossato; let, lo stato civile e il rango
di chi lindossa. licona dellanima del Giappone ed
esprime in modo simbolico lidentit e la personalit di
chi veste tale abito speciale. Anche i motivi decorativi
hanno un loro significato ben preciso e le immagini di
pino, bamb, susino, spesso rappresentati nei corredi
nuziali indicano motivi ben augurali di eternit, integrit, intelligenza. La gru e la tartaruga rappresentano la
longevit, il crisantemo la pace e la nobilt danimo, la
peonia buona fortuna e onore.
Colorazioni e decorazioni sono ottenute in alcuni casi
tingendo i fili prima di tessere le stoffe, in altri tingendo
con tecniche diverse, oppure stampando, ricamando,
dipingendo le pezze gi tessute. Stiamo parlando di un
abito antico, tradizionale, che ha accompagnato attraverso molti secoli i cambiamenti del gusto, restando apparentemente immutato. Anche oggi i sarti giapponesi
pi innovativi si confrontano con il kimono, inventandone varianti contemporanee. N mancano gli stilisti
occidentali in debito con le suggestioni di questo prezioso abbigliamento.

TRASPORTI

TERME

La rete ferroviaria sotterranea


Non tutti sanno che la citt di Tokyo si caratterizza
per unimmensa rete ferroviaria sotterranea, con una
metropolitana che si estende per oltre 300 chilometri.
Il servizio straordinariamente efficiente con il
risultato che il 75 per cento della popolazione utilizza
ogni giorno i mezzi pubblici.

Onsen
Tipiche fonti termali naturali, in Giappone si trovano
onsen disseminati su tutto il territorio, sia nelle
profondit delle montagne sia in riva al mare, dove
non raro incontrare sorgenti che emergono dall'acqua.
Questi bagni termali, alle cui acque di origine vulcanica
vengono attribuite propriet curative grazie allalto
contenuto di minerali, possono essere coperti o allaperto.
Vi si accede sempre senza indumenti.
65

PROGRAMMA KEL 12

Stai viaggiando in

GIAPPONE

IN VIAGGIO CON KEL 12


Metropoli templi e castelli

Dalle antiche culture alla modernit

Viaggi con lesperto

Viaggi con lesperto

DURATA 14 giorni

DURATA 15 giorni

PARTENZE 22 ottobre 2016, 1 aprile 2017

PARTENZE 26 novembre 2016, 18 marzo 2017

Le terre del primo sole: Corea


e isola di Kyushu
Viaggi con lesperto

Tokyo, atmosfere prenatalizie


Viaggi con lesperto

DURATA 16 giorni

DURATA 7 giorni

PARTENZE 5 novembre 2016

PARTENZE 3 dicembre 2016

Capodanno tra riti antichi e


atmosfere moderne

Hokkaido, il festival della neve

Viaggi con lesperto

Viaggi con lesperto

DURATA 10 giorni

DURATA 11 giorni

PARTENZE 28 dicembre 2016

PARTENZE 3 febbraio 2017

I due volti del Giappone: dalla


modernit al cuore dello zen
Viaggi con lesperto

Giappone e Nuova Caledonia, due


realt a confronto
Viaggi con lesperto

DURATA 13 giorni

DURATA 16 giorni

PARTENZE 15 aprile 2017

PARTENZE 8 maggio 2017

DA NON PERDERE

TRA

Kyoto

TETTI

D O RATI

M YA N M A R

Cuore storico e antica capitale imperiale, Kyoto si


caratterizza per i 1500 templi di varie scuole buddhiste
e per gli incantevoli giardini asciutti. Meritano
una visita il tempio zen Kikaku-ji con il suo famoso
padiglione dorato, il tempio Ryoan-ji noto grazie al
giardino roccioso, il Kiyomizu-dera sospeso nella valle e il
Sanjusangen-do con la sala in legno pi lunga al mondo.

D E L L E

PAG O D E

Il Myanmar, che molti in Occidente chiamano Birmania, un


Paese caratterizzato da un'avvolgente situazione ambientale,
siti archeologici e atmosfere dincanto.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A

La citt dei cerbiatti


Prima capitale del Giappone dal 710 al 794, nonch
una delle maggiori citt del buddhismo storico di cui
riporta numerosi templi, Nara anche nota come La
citt dei cerbiatti. Non , infatti, raro vedere questi
eleganti animali circolare liberamente tra i parchi della
tranquilla citt che si staglia su un sfondo ricco di colli
boschivi.
66

la birmanit il motivo per cui si visita questo Paese, una qualit


che si ritrova in tante situazioni: birmanit il longyi, quella specie di gonna indossata da uomini e donne e non ancora sostituita
dai jeans. il culto dei nat, guardiani di derivazione animistica
che offrono protezione. la processione mattutina dei monaci che
con la ciotola in mano attendono le offerte dei fedeli. Sono gli
orti galleggianti, le palafitte, le canoe-negozio e il particolarissimo
modo di remare con i piedi per sospingere le imbarcazioni sul Lago
Inle. Ed tanto altro che capita solo qui.
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E 96 4 42

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M YA N M A R

IL POPOLO CHE
SORRIDE AL MONDO
di Nicola Pagano
fotografie di Angela Prati

anelito alla libert deve essere una questione genetica nella famiglia Aung San. Concetti quali
giustizia e democrazia trasmessi con il DNA dal padre
Bogyoke Aung San alla figlia Aung San Suu Kyi. La
bimba aveva solo 2 anni quando, nel 1947, il padre fu
assassinato dal governo militare birmano a causa della
sua attivit politica democratica e antimilitarista. Ma
oggi, dopo anni di diritti negati, violenze, isolamento,
repressione e politiche economiche disastrose, la lotta
di Bogyoke per il Myanmar si conclude con la vittoria
di Aung San Suu Kyi, che ha dedicato la propria vita
alla causa del padre. Il pugno di ferro militare, durato
oltre 30 anni, finito e per la Birmania comincia una
nuova era.
Tra i tetti dorati delle pagode di Yangoon tornata
leffige del Padre della Patria, proibita durante la
dittatura e labitazione di Suu Kyi, in cui la Premio
Nobel per la Pace trascorse anni agli arresti domiciliari, meta di pellegrinaggio. La sua figura esile, la non
violenza, la pazienza testarda tipica del mondo asiatico contrastano con lo spirito combattivo e irriducibi-

68

le che hanno condotto Aung San Suu Kyi al trionfo


democratico ancora una volta, venticinque anni dopo
che la giunta militare aveva annullato lesito elettorale.
La fine della dittatura militare, che nei decenni ha alimentato odi etnici e traffici illeciti di ogni genere nel
famigerato triangolo doro, lascia un Paese in pezzi.
Nelle regioni nord orientali di Shan e Kayah, storicamente ribelli e frammentate, soggette nei secoli a migrazioni di popoli confinanti, sopravvivono decine di
gruppi etnici disomogenei, la cui convivenza sempre
stata problematica.
Campioni di equilibrismo, i pescatori Intha del lago
Inle, remano con una sola gamba sulle affilate piroghe.
Detti i figli del lago, si sono adattati perfettamente
alla vita lacustre costruendo villaggi palafitticoli con
orti galleggianti. Nel magico labirinto formato dallincontro del fiume Beluo Chaung con il lago, tra vestigia di antiche pagode e villaggi sospesi, si incontra anche il popolo Pa-O, gente dal carattere socievole che
anima i mercati e si distingue per il tipico copricapo
femminile di colore rosso a quadretti.
69

N 19 45 47

Stai viaggiando in

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M YA N M A R

Campioni
di equilibrismo
in grado di
remare con una
gamba sola, i
pescatori hanno
costruito villaggi
palafitticoli
con orti
galleggianti

Palaung che indossano una preziosa, alta cintura dargento e le Akha, che risaltano per il luccicante copricapo decorato con palline argentate e antiche monete.
Questo popolo, di origine sino-tibetana, diffuso in
tutto il sud-est asiatico e nella Cina meridionale. Dedito allagricoltura distruttiva del taglia e brucia, gli
Akha sono anche abili cacciatori e raccoglitori.
Gli Enn popolano le stesse colline e si riconoscono
per il vizio di masticare la noce di betel che a lungo
andare, annerisce indelebilmente la bocca; neri sono
anche i loro costumi.
La vita, in queste zone remote, scorre fuori dal tempo,
segue i ritmi scanditi dalle stagioni e la tradizione rimane ancora lunica regola.
Le antiche e meravigliose vestigia di Bagan sono solo
lultima testimonianza di grandi civilt che dal III
secolo A.C. si contesero questo splendido territorio
irrorato dallYrrawaddy e dai suoi affluenti. Una pianura strategica con un fiume interamente navigabile
e protetta a nord dalle montagne. Le necropoli di
Bayektano e Sri Ksetra sono la culla della cultura del
Myanmar, una cultura che si assopita negli ultimi
decenni tra le costrizioni della dittatura, ma che oggi

Antropologo e musicista trentino con la passione per il


mondo e i suoi popoli. Nicola
Pagano comincia a viaggiare fin da piccolo e terminata
luniversit in Australia per
apprendere luso del didjerido,
lo strumento a fiato degli aborigeni. Tour Leader Kel 12 collabora con le maggiori riviste
di viaggi, ma soprattutto non
smette mai di viaggiare e studiare culture e usanze lontane.

potrebbe lentamente tornare a fiorire.


Se la genetica di libert e progresso della famiglia Aung
San dar finalmente i suoi frutti, il difficile sviluppo
che attende il Myanmar potr sperare in un futuro
pacifico e pi democratico. Solo cos il dolce popolo
birmano torner a sorridere al mondo.

I P E S C AT O R I I N T H A D E L L A G O I N L E
SONO DETTI I FIGLI DEL LAGO

Le atmosfere mistiche fatte di luci crepuscolari, riflessi


e ombre nelle nebbie, campanelli nel vento che celano templi antichi e Buddha dormienti lasciano spazio
a una regione collinare impervia, il Kayah, a sud del
lago Inle. Qui abita letnia pi stravagante del Myanmar, i Padaung. Le loro donne portano per tradizione, fin da bambine, pesanti anelli di ottone attorno al
collo. Aumentano gli anni, aumentano gli anelli e il
collo si allunga... per questo sono tristemente note col
nome di donne giraffa, le pi gettonate dai turisti!
Le foreste e le montagne del Kayah sono punteggiate
di villaggi Karen Rossi, con il caratteristico mantello
scarlatto. Nel totale isolamento, i Karen hanno mantenuto integro un sistema di credenze superstiziose
70

legate ai Nat, spiriti benigni o maligni che interferiscono con la vita degli uomini e richiedono sacrifici e cerimonie. Anche le loro abitazioni, costruite su
palafitte, sono protette da misteriosi feticci e amuleti.
Nellest dello Shan si sempre coltivato il papavero da
oppio. Chengtong, il capoluogo della regione stata
per anni al centro del fuoco incrociato dei signori della
droga ma oggi, nelle sue strade tempestate di pagode,
regna la pace. Questa travagliata regione di confine fra
Cina, Thailandia e Laos ha dato rifugio, nei secoli, a
decine di minoranze etniche dai costumi unici.
Le trib di montagna sono collegate tra loro da una
fitta rete di sentieri percorribili solo a piedi. Nei mercati si incontrano donne di varie etnie, come le silver
71

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STILE

M YA N M A R

DREAMING INDOCINA
NULLA
L A S C I AT O A L
CASO E IL
CLASSICO
CAMBIA FORMA
CON CHARME.

U N R I C E R C AT O M I X S T I L I S T I C O T R A

A met tra due mondi, culture


e panorami che si fondono
armoniosamente, la magia di
terre lontane e mitiche d vita a
una moda fatta di stampe dalle
tinte accese, tagli dal gusto
orientale, sete che lasciano
cadere morbide le vesti. Una
femminilit che ritrova il
suo splendore in un gioco
di contrasti sapientemente
bilanciati, con un pizzico di
estrosit per nulla scontato.

di Maela Leporati

M A L PA R M I

Clutch con perline

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M YA N M A R

B AG A N , L A VA L L E
di Elena Bianco

DEI TEMPLI BIRMANA

a processione coloratissima e
rumorosa: uomini che ballano
al suono di tamburi e cimbali, donne che sfilano orgogliose negli abiti
tradizionali delle cento etne bir- Elena
mane. Benvenuti a Kathina, festa Bianco
pre-buddista che cade fra ottobre
e novembre, il giorno di luna nuova del mese di Tazaungmone. Un tempo celebrava la fine del monsone,
oggi la fine del ritiro dei monaci buddhisti a cui i fedeli portano doni: scatole di biscotti e di detersivi, collane di fiori, servizi di piatti, composizioni di bamb,
caricati su carretti e camion. di rigore offrire anche
la tunica monastica arancione tessuta dalle donne, che
verr indossata anche dalle statue di Siddhartha Gautama, il Buddha venerato come il primo monaco.
il momento dellanno in cui maggiormente le an74

tiche pietre di Bagan, dallundicesimo al tredicesimo


secolo capitale di una dinastia che unific tutta la Birmania, si animano. La pianura verdissima svela 2.200
edifici buddhisti su unarea di 40 kilometri quadrati:
pagode, templi e stupa a perdita docchio incorniciati
allorizzonte dalle montagne, in uno dei siti archeologici pi emozionanti dellAsia.
Bagan incanta da qualsiasi punto la si osservi: dal cielo in mongolfiera, un lusso irrinunciabile; da terra in
bicicletta, ottimo mezzo per aggirarsi nella sterminata
campagna; dallacqua su una delle barche che scendono pigre sul fiume Irrawaddy che lambisce la pianura. Bagan un unicum senza paragoni: realizzata in
soli trecento anni, ha per unimponenza tale come
se tutte le principali cattedrali dellEuropa medioevale
fossero state riunite in un solo luogo, e poi abbandonate per secoli. Templi bianchi e dorati, stupa rosso-

Giornalista e fotografa giramondo, Elena Bianco si occupa di viaggi e di enogastronomia per numerose testate. Ama
i deserti del Nord Africa, i siti
archeologici dellAsia ma anche
le grandi metropoli. membro
del GIST (Gruppo Italiano
Stampa Turistica) e dal 2010
anche foodblogger: www.enogastronomiablog.it. laureata
in Filosofia e diplomata allAccademia di Brera.

mattone, monasteri e venerande biblioteche riportano


il visitatore ai giorni di gloria: conservano ori e argenti
sfuggiti (solo in parte) alle razze degli ultimi secoli,
eleganti sculture di Buddha in bronzo o in legno di
teak, lastre smaltate raffiguranti le vite precedenti del
Buddha, dipinti murali di squisita fattura con scene
della vita di corte di potenti sovrani come Anawrahta.
Fu lui, alla fine dellundicesimo secolo, a far costruire la grande Pagoda Shwezigon. La sua cupola dorata
conserva una reliquia preziosa: un dente di Siddhartha, donato dal re di Sri Lanka. Erigendo la Pagoda,
Anawrahta realizzava anche un progetto politico: laffermazione della superiorit del buddhismo theravada
sulla religione precedente, il culto magico-animista
degli spiriti Nat; perci i Nat sono raffigurati nellatto
di venerare il Buddha. Il buddhismo theravada divent cos lideologia nazionale del nuovo regno birmano, e la sua consacrazione avvenne quando 32 elefanti
dellesercito di Anawrahta giunsero trionfalmente a
Bagan trasportando le migliaia di
manoscritti del Canone Buddhista, il Tipitaka, bottino di guerra.
Oggi, il pi grande libro del mondo inciso su 729 lastre di marmo
bianco conservato in altrettante
candide cappelle a Mandalay.
Questa sorta di Valle dei Templi
birmana usc dalloblo nell800.
Sir James George Scott, giornalista
scozzese ricordato per avere introdotto nel Paese il gioco del calcio,
cos la descrive nel suo libro The
Burman, His Life and Notions:
Questo per molti versi il pi stra-

ordinario centro religioso del mondo. Gerusalemme,


Roma, Kiev, Benares: nessuna di queste citt possiede
un tale numero di templi, una ricchezza di forme e decorazioni paragonabile a questa meravigliosa capitale
deserta. Probabilmente allepoca di Scott i templi a
Bagan erano quattromila, ma nel 1975 un devastante
terremoto ridusse a rovine molti edifici.
Unincredibile omissione: n Bagan n alcun'altra citt darte birmana presente nella lista dei Patrimoni
dellUmanit Unesco perch il Myanmar (come oggi
chiamato il Paese) paga il suo regime politico, fino
a ieri dominato da una cricca di militari sanguinari.
Oggi per la democrazia tornata e siede in Parlamento anche Aung San Suu Kyi, The Lady, la leader
dellopposizione birmana premio Nobel per la Pace.
Molti dei tesori di Bagan richiedono dunque urgenti interventi, come i dipinti murali che raccontano
dellinvasione dei mongoli che provocher la fine della
civilt birmana. Questa vicenda storica ebbe un famoso narratore: Marco Polo, che nel paragrafo 106 de Il
Milione irride la Birmania - chiamata con il suo nome
cinese, Mien - dicendo che Kublai Khan per conquistarla non aveva inviato soldati, bensgiullari. Una
conquista facile, ma oggi lo splendore dellantico regno rifulge in tutta la sua dignit.

Bagan un unicum
senza paragoni,
incanta da qualsiasi
punto di vista la si
osservi

75

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PROGRAMMA KEL 12

M YA N M A R

Non il potere che corrompe, ma la paura. Il timore di perdere il potere corrompe chi lo
detiene e la paura del castigo del potere corrompe chi ne soggetto. (Aung San Suu Kyi)

M YA N M A R
CAPITALE
Dal 2005 la capitale
Naypyidaw, che significa
"sede dei re"

IN VIAGGIO CON KEL 12

Capodanno

Alla scoperta

al lago Inle

dell'Arakan nel paese


dai mille volti

Viaggi con lesperto

LINGUA
A Myanmar coesistono
4 ceppi linguistici:
Sinotibetano,
Austronesiano, Tai-Kadai e
Indoeuropeo
SPORT
Lo sport nazionale la
Lethwei, una boxe birmana

Viaggi con lesperto

DURATA 12 giorni

DURATA 15 giorni

PARTENZE
28 dicembre 2016

PARTENZE
6 novembre 2016

Incanto Birmano

Lo spirito dei Nat

Viaggi con lesperto

Viaggio avventura

DURATA 12 giorni

DURATA 12 giorni

PARTENZE 10 febbraio, 11 marzo 2017

PARTENZE, 17 novembre, 29 dicembre 2016*, 18 marzo


2017 *(durata 10 giorni)

DA NON PERDERE

Il lago Inle

ABBIGLIAMENTO

FIUMI

Il longyi
Non ancora sostituito dai jeans, il longyi un quadrato
di stoa, largo circa 2 metri e lungo 80 centimetri, una
specie di gonna indossata da uomini e donne, che ancora
oggi costituisce un capo di abbigliamento tipico birmano.
Il longyi si mantiene senza nodi, attraverso alcune pieghe
su se stesso.

Orti galleggianti realizzati intrecciando


piante acquatiche ancorate sul fondo
da canne di bamb riempite di fango,
abitazioni su palafitte collegate da passerelle,
pescatori che remano con i piedi per disporre
delle mani libere e ancora pagode, monasteri,
laboratori per la seta: ecco alcuni elementi
caratterizzanti dellarea del lago Inle.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A
Bagan

Irrawady
Il suo vento diafano, le sue linee cristalline, le sue perle
brillanti che risalgono dalle profondit e, in superficie,
dei globuli riettono il colore azzurro del cielo, cos
Herman Hesse descrive le acque dellIrrawady, il fiume
che attraversa in tutta la sua lunghezza il territorio di
Myanmar distribuendo fertilit alle terre vicine.
76

Il sito di Bagan un vero shock artistico ma


anche spirituale per la magia che il luogo
ispira, con pi di 2000 templi, edificati tra
X e XIII secolo, disseminati su un territorio
immenso, in un paesaggio che cambia colore
a ogni ora del giorno. Si tratta della pi
impressionante citt di culto che ci sia al
mondo.
77

CARE FOR WOMEN,


LIFE FOR A COUNTRY
Ogni singolo momento della nostra esistenza
un viaggio. Ciascuno di noi segue in modo pi o
meno cosciente il proprio cammino, il proprio
percorso, il viaggio della vita.
Nel 2010 la Fondazione Akbaraly ha lanciato, in
Madagascar, il progetto 4AWoman, dedicato
alla lotta contro i tumori femminili in Africa. Il mio
viaggio si incontrato, o meglio scontrato, con un
tumore al seno: da allora ho dedicato la mia
missione alle donne colpite dallo stesso male, con
poche speranze di sopravvivere e continuare ad
essere madri, spose, colonne della famiglia e
della societ africana. Noi, umilmente, seminiamo
la speranza tra le donne, i mariti, i figli, che esista
una possibilit di guarire o addirittura di evitare la
malattia, di distruggerla prima che lei distrugga
noi.
Durante il viaggio di 4AWoman abbiamo messo
in piedi quello che chiamiamo il percorso donna
rosa turchese: il rosa rappresenta il tumore al
seno, lenergia femminile, lamore, il chakra del
cuore; il turchese rappresenta il tumore allutero,
la saggezza femminile, la tranquillit.
Il percorso si compone di diverse parti integrate:
sensibilizzazione, prevenzione, diagnostica,
trattamento, formazione e ricerca.
Abbiamo portato avanti queste tappe attraverso
la costruzione di 2 centri sanitari e di una Unit
Mobile completamente equipaggiata, che si reca
nei villaggi per andare incontro alle donne.

Negli anni abbiamo formato oltre 50 tecnici e


medici e messo a punto sistemi diagnostici
moderni, come la tele-medicina. Abbiamo, nel
frattempo, sviluppato altri servizi: prevenzione
materno-infantile, pediatria, maternit,
ortopedia, lotta alla denutrizione, scolarizzazione per i bambini abbandonati, adozioni a
distanza, costruzione di pozzi e fontane di acqua
potabile nei villaggi, costruzione di scuole e tanto
altro.
Tutto questo avvenuto grazie ad un lavoro costante, difficile, e soprattutto determinato da parte
di tutte le persone che lavorano alla Fondazione
Akbaraly e dei suoi numerosi partner.
Il nostro un viaggio, unavventura dove, dandosi la mano, si pi forti. Dice un famoso proverbio africano: se vai da solo vai pi in fretta, se
vai insieme agli altri vai pi lontano.
Con Kel 12, noi cominciamo una nuova avventura
nella nostra vita, per cambiare in meglio quella di
tante altre.
Grazie.
Cinzia Catalfamo Akbaraly
Presidente e Fondatrice

U N

V IAG GIO

AL

CE NTRO

GIBUTI
D EL L A

TE RRA

Una vera spedizione in terre remote, fra popolazioni


arse dal sole e paesaggi incredibili, in un territorio segnato
dalla Rift Valley dove possibile assistere alla nascita
di nuove terre emerse.
Capita a Gibuti, nei pressi del lago Abb, di avere la sensazione
di camminare sul fondo di un oceano primordiale da cui stanno
nascendo terre emerse e la vita. In questi territori possiamo assistere alla divisione di un continente e alla nascita di un altro. Con i
nostri occhi vediamo vapori uscire dalle crepe del suolo insieme a
pinnacoli di fumo che sembrano arrivare direttamente dalle profondit della terra. Di pi: possiamo metterci con un piede sul
suolo della vecchia Madre Africa e con laltro sulla costola che da
essa si sta separando per far nascere una nuova terra.
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N 11 34 19

Stai viaggiando a

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GIBUTI

ALLA RICERCA
a cura della Redazione

D E L L I N A S P E T T A T O

"

Nel viaggio c un certo sapore di libert, di semplicit un certo fascino dellorizzonte senza limiti, del percorso senza ritorno, della notte senza tetto,
della vita senza superfluo. Sono le parole dellesploratore, scienziato e filosofo francese Thodore Monod, a
introdurci al senso pi alto del viaggio, quello che per
Kel 12 sono da sempre le spedizioni: percorsi che conducono i viaggiatori fuoristrada e fuoripista, in luoghi
spesso caratterizzati da scarse infrastrutture, in cui la
natura, insieme allimmensit del reale, la vera protagonista. Senza dimenticare che le spedizioni sono state
anche il motivo e la ragione di nascita di Kel 12.
Ecco allora che riparlare di spedizioni, istituendo una
linea dedicata, significa per il Tour operator tornare
alle proprie radici professionali, rimettendo cuore
e anima al centro del viaggiare. Tanti sono i viaggi
spedizione oggi attivi: dalle isole Svalbard, al Ladakh,
al Nepal; dalla Papua Nuova Guinea alla Mongolia,
allOman, al Marocco, allAlgeria e ancora Mauritania, Chad, Eritrea, Etiopia, Madagascar, Venezuela,
Botswana e Zimbabwe, Uganda e Congo fino a Gibuti: territori che, perlopi in assenza di strade e infrastrutture, diventano percorribili grazie alle spedizioni.
Ma di cosa stiamo davvero parlando? Per capire storia
e senso profondo di questi viaggi abbiamo chiesto aiuto ai capi spedizione, con lunico obiettivo di prendere confidenza con queste avventure. cos, infatti,
che le definisce Anna Canuto, capo spedizione Kel:
le spedizioni sono una sorta di viaggio di scoperta
80

realizzato in tutta sicurezza dove loccasione di vivere


esperienze inaspettate si accompagna al privilegio di
essere gli unici a farlo. Ecco allora che la possibilit di
mettersi alla prova, ha il sapore dellavventura. Per
Giovanni Dardannelli, altro storico capo spedizione
in quota Kel 12, il viaggio spedizione una vera e
propria rivoluzione: fenomeno nato tra gli anni 70
e 80 del Novecento rappresenta un modo di viaggiare
mosso dallunico desiderio di conoscere terre nuove
e lontane e nel tentativo di promuoverlo i tour operator allepoca si trasformavano quasi in movimenti
artistici culturali davvero pi interessati allidea del
viaggio, che a quella del profitto. Col tempo, prosegue
Dardanelli: il viaggio spedizione si plasmato in conseguenza dei cambiamenti del mondo, delle societ,
dei mezzi e della tecnologia e oggi tenendo in s il

principio della ricerca, conserva lambizione di offrire


valori culturali che in un mondo globalizzato, sono
facilmente recuperabili solo nelle pieghe nascoste delle terre e delle societ. Sempre su questa lunghezza
donda ci vengono in aiuto le parole di un altro capo
spedizione Gabriele Fiorese, per lui le spedizioni permettono di viaggiare in luoghi fantastici ma remoti,
privi di strutture ricettive o limitanti per la logistica
di viaggio, generando condizioni nuove che sono una
chiave di volta per entrare in contatto con la realt del
posto. Il come lo esemplifica bene il capo spedizione
Elena Dak, sottolineando come, ad esempio, la tenda,
aspetto tecnico spesso irrinunciabile per un viaggio
spedizione, sia anche un elemento coinvolgente per la
persona e lemotivit: una tale meraviglia dormire
a contatto con la natura, sentire il vento, gli odori,
le asperit del territorio, la luce del sole che si alza,

NEI LUOGHI
DELLE
SPEDIZIONI LA
N AT U R A C O S
SOVERCHIANTE
DA INDURRE
A L L E S S E N Z I A L E

che in quanto viaggiatori siamo obbligati a ritarare i


nostri ritmi su quelli della natura. Ed sempre Elena
Dak a condurci ancora oltre nel filo dei pensieri: nei
luoghi delle spedizioni la natura cos soverchiante da
indurci allessenziale, anche nellatteggiamento. Ecco
allora che le spedizioni ci insegnano quanto possa
essere leggero il nostro bagaglio, sono un modo per
affrontare altre genti e altre culture mettendosi alla
pari, perch quando si seduti sulla sabbia si tutti
alla pari. Sulle spedizioni preferite o da consigliare i
suggerimenti si sprecano sino a toccare davvero tante
parti di mondo, perch, come chiosa Giovanni Dardanelli: ogni qual volta un viaggio nasce da interessi e
motivazioni dettate da fattori geografici e morfologici
o da una questione storica, culturale o anche politica allora diventa un percorso con unanima, e vale la
pena consigliarlo.

Io cammino con i nomadi di


Elena Dak, 2016, Corbaccio
edizioni
una storia fatta di muggiti,
polvere e fumi di fuoco allimbrunire; di danze maschili e
nervosi corpi femminili. Sono
i Peulh Wodaabe, pi noti
come Bororo, allevatori di
zeb dalle grandi corna a lira
nelle savane del Tchad centrale, ad accogliere lesigenza di
Elena Dak di farsi pastore, in
quella che una straordinaria
esperienza di viaggio.
81

N 11 34 19

Stai viaggiando a

E 43 8 44

GIBUTI

UN CANTIERE
PER LE GRANDI OPERE

Gibuti

di Marino Bonomelli

el poco che ci dato a vivere difficilmente abbiamo


la possibilit di percepire linfinito
lavoro di costruzione e rimodellaMarino
mento della Terra: i tempi geologiBonomelli
ci sono incomparabili con i tempi
umani. Qualche volta, per, ci
dato di poter sbirciare dal buco della serratura. A Gibuti, come in tutta la depressione dancala, esiste uno
di questi pertugi. Qui possiamo assistere alla divisione
di un continente e alla nascita di un altro. Con i nostri
occhi vediamo vapori uscire dalle crepe del suolo insieme a pinnacoli di fumo che sembrano arrivare direttamente dalle profondit della terra. Di pi: possiamo
metterci con un piede sul suolo della vecchia Madre
Africa e con laltro sulla costola che da essa si sta separando per far nascere una nuova terra, cui dovremmo
trovare un nome. E come bambini, ci sorprendiamo
a guardare in quellenorme e misteriosa spaccatura
alla ricerca degli eroi di Jules Verne nel loro viaggio
al centro della terra. Forse per questo che riusciamo
a catturare come fossero contemporanee, espressioni
umane lontane secoli: modernissime portaerei insieme
a velieri di cui avevamo letto nei diari di Henry de
Monfreid o nei romanzi di Salgari; carovane di cammelli (dromedari, se vogliamo essere precisi) trasportare sale cristallizzato milioni di anni fa, accanto ad autocarri cinesi con ruote pi alte dei cammelli. E ancora
volti di nomadi Afar con occhi che potrebbero aver
visto passare Rimbaud accanto a quelli di giovani militari europei tutti proiettati dentro lo schermo di un
tablet o di uno smartphone. Sempre qui, con un po
di fortuna e molto batticuore, pu capitare di nuotare
accanto a mostri preistorici grandi come TIR, giganti
buoni che non ci degnano di uno sguardo. E possiamo
immaginare di essere un po Cousteau o un po capitano Nemo, a scelta. Altra esperienza da non mancare
muoversi tra i camini fumanti sulle rive del lago Abb
con la sensazione di essere dentro un paesaggio lunare che lascia presto posto a quella, ancor pi veritiera

82

83

N 11 34 19

Stai viaggiando a

E 43 8 44

S C H E D A PA E S E

GIBUTI

Qui la Creazione non ancora terminata. Il fuoco appena sotto i


nostri piedi (Andrea Semplici)

vista la genesi del luogo, di camminare sul fondo del


mare o di un oceano primordiale da cui stanno nascendo terre emerse e la Vita. Gibuti un posto dove
accanto alle grandi forze della natura, si concentrano
anche le forze militari delle grandi potenze mondiali
che cercano di esercitare il proprio controllo su una
delle aree strategiche del continente. Nel medesimo
luogo, sulla stessa terra, continuano a muoversi - indifferenti a tutto questo? - gli antichi nomadi pastori Afar, proseguendo nella loro millenaria, durissima
vita, conducendo capre e cammelli dove nessun altro
potrebbe immaginare pascoli, sorgenti dacqua o una
minima possibilit di sopravvivenza. In questo cantiere c, per, un po di confusione: i materiali da
costruzione sono lasciati in un apparente disordine;
lave appena prodotte e da poco solidificate abbandonate su strade di passaggio costringono alla continua
ricerca di nuovi percorsi. Macchie dai colori vividi si
succedono luna allaltra: laghi di azzurro intenso tra
sponde di bianco accecante; nere rocce vulcaniche tra
sabbie rosse e arenarie; varie tonalit di blu azzurro e
verde di un mare incredibile. E proprio l dove ci sono
le maggiori concentrazioni di colori, quelle tinte pure,
essenziali, alla Van Gogh, capita di imbattersi anche in
un centro benessere naturale con unimmensa stanza
del sale: per raggiungerla basta seguire le indicazioni
Lago Assal. A Gibuti lambiente non propriamente benevolo nei confronti degli umani. Si possono registrare picchi di temperatura tra i pi alti del pianeta;
raggiungere il punto pi basso del continente africano

Da pi di 30 anni Marino Bonomelli viaggia, approfondisce,


incontra. Da solo o come accompagnatore. Nel tempo ha
affinato la sensibilit e si aperto strade che mette a disposizione di chi viaggia con lui.
Dai deserti del Sahara a quelli
della Mongolia, dai rumorosi
mercati africani ai silenzi delle
savane dellAfrica Australe.
Tour Leader Kel 12.

a 150 metri sotto il livello del mare; laridit ai primi


posti delle classifiche mondiali e lacqua dolce un
sogno e un miraggio lontano. un luogo estremo, ma
viaggiare qui non richiede grandi qualit psico fisiche
e tantomeno sforzi o privazioni importanti. Richiede
la voglia di uscire dagli schemi preconfezionati per essere noi ad adattarci un poco allambiente e non, come
dabitudine, il contrario. In cambio avremo quello che
in tanti cerchiamo nel viaggio, ma che, spesso, non
abbiamo abbastanza fantasia e determinazione per
trovare: il diverso. Ma c una cosa, tra le tante, che
non ho trovato a Gibuti: quel grande cartello che, in
tutti i cantieri, fornisce le informazioni fondamentali.
Quello che dovrebbe dichiarare anche chi il progettista e capo dei lavori. Alcuni dicono sia Dio; altri Allah;
altri ancora il Caso. Ecco per questo credo che dovr
tornare ancora, e cercare di nuovo e meglio.

A Gibuti si
vedono vapori
uscire dalle
crepe del suolo
che sembrano
arrivare dalle
profondit
della terra

84

GIBUTI
INDIPENDENZA
Nel 1977 dalla Francia
LINGUE UFFICIALI
Francese e arabo
POPOLAZIONE
In prevalenza di Somali e
Afar

L A C A P I TA L E

ECONOMIA

Gibuti
Fondata dal 1888 dai francesi, Gibuti si trova allinterno
del golfo di Tadjoura, un ampio fiordo che porta le acque
del mar Rosso in pieno deserto. Per carpirne lanima
dobbligo, tra laltro, un passaggio al March Central, un
labirinto di bancarelle e negozietti di ogni tipo e genere,
che si tiene ogni giorno nella zona della moschea.

Datteri, frutta e or taggi


Lagricoltura limitata a poche oasi e produce perlopi
datteri, frutta e ortaggi, dato che solo un decimo della
superficie del Paese adatto alle attivit agropastorali.
Circa il 2,3 per cento della forza lavoro occupato in
attivit agricole e nellallevamento di capre, pecore e, in
misura minore, bovini.
85

PROGRAMMA KEL 12

Stai viaggiando a

GIBUTI

IN VIAGGIO CON KEL 12


Meraviglia del Corno

Avventura Dancala e Gibuti

d'Africa

"la rotta del sale"

Viaggi con lesperto

Viaggi con lesperto

DURATA 10 giorni

DURATA 13 giorni

PARTENZE 11 novembre, 2 dicembre, 27 dicembre 2016; 10


marzo 2017

PARTENZE 26 dicembre 2016; 20 febbraio 2017

Il viaggio unoccasione per dare spazio


alla natura in tutte le sue forme e per finire
in un mare ricchissimo di vita dai fondali
imprevedibili, con unimpressionante quantit
di pesce corallino, fino agli incredibili e innocui
squali balena, che saranno compagni di
snorkeling in una giornata loro dedicata.

Una vera spedizione in stile Kel 12 attraverso


territori aspri, aree remote, popolazioni forti,
arse dal sole e segnate dalla fatica. Il tutto
in mezzo a paesaggi mozzafiato. Gibuti
rappresenta il giusto completamento della
Dancalia, il suo proseguimento naturale,
geologico e paesaggistico.

DA NON PERDERE
Lac Assal
Anno dopo anno a Gibuti si pu osservare
la nascita di un nuovo oceano e il lago Assal
proprio lepicentro di questo movimento
terrestre. Posto a 155 metri sotto il livello del
mare, il lago la pi profonda depressione
africana. Con 350 grammi di sale che
nuotano in un litro dacqua, il lago ha dieci
volte tanto la salinit del mare.

L A

PI

A LTA

ACONCAGUA
D E L L E

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A
Le Sabbie Bianche
Nel golfo di Tadjoura si raggiunge
facilmente una delle spiagge pi belle del
Paese: le Sable Blanc, una baia dalle acque
cristalline, una striscia di sabbia di un
bianco abbacinante, dove il mare color
verde smeraldo e la barriera corrallina
unattrazione per gli appassionati di
snorkeling. La location perfetta per godersi
il sole, fare bagni e rilassarsi.
* Kel 12 viaggia con Swarovski Optik! Un kit esplorazione che consente di osservare dettagli che non si potrebbero mai cogliere a occhio nudo *

86

MO N TAGN A

AME RICH E

Nota come il piccolo ottomila, lAconcagua sora il cielo


con i suoi 6962 metri, ed la montagna pi alta al mondo
al di fuori della catena himalayana. Da lass davvero
tutto un altro spettacolo.
Circondata da numerose cime di oltre 6000 metri e da un altopiano che, fino a 4000 metri, consiste di meravigliosi deserti ricchi
di flora e fauna, lAconcagua che tradotto significa sentinella di
pietra raggiungibile solo destate, quando comunque le temperature possono toccare i meno 30 e i venti raggiungere gli 80-100
chilometri orari. La via proposta per arrivare in vetta quella del
versante Nord, la meno impegnativa, adatta anche ad alpinisti alla
loro prima esperienza in una vera spedizione ad alta quota.
S 32 39 11

O 70 0 39

S 32 39 11

Stai viaggiando in

O 70 0 39 70

ARGENTINA

IL PICCOLO
OTTOMILA
di Sonia Viviani

a premessa fondamentale che sono ben lontana


dallessere unalpinista, e a essere proprio sincera
appena mi hanno detto a gennaio organizziamo
una spedizione sullAconcagua non che sapessi bene
dove fosse lAconcagua: perlomeno le mie nozioni geografiche lavevano collocata nel continente giusto, in
Sud America, ma da l a sapere che si trova in Argentina al confine con il Cile ancora ne passava. Sempre
per essere sinceri fino in fondo, neanche sapevo che
fosse la montagna pi alta delle Americhe, nonch la
montagna pi alta al di fuori della catena himalayana.
Ho scoperto poi che sfiora il cielo con i suoi 6962
metri di altezza, e che quindi avrei dovuto equipaggiarmi di tutto punto, perch lAconcagua non a caso
nota come il piccolo ottomila: lass non valgono
proprio le stesse regole meteo a cui siamo abituati, e
lestate, unica stagione in cui per noi umani possibile tentare la salita, pu anche significare temperature
di meno 30 e venti fino a 80-100 km orari. Vi domanderete allora perch diamine una semplice amante
88

della montagna si sia trovata a comprare o noleggiare,


nellordine: scarponi dalta quota che sembrano adatti
allo sbarco sulla luna, piumino pesante, maglie tecniche a chili, calze super-calde, sacchetti impermeabili
a chiusura ermetica da usare per stipare il tutto nel
bagaglio che, vi assicuro, non ha le ruote e tantomeno
la cerniera. Il bagaglio, infatti, un enorme saccone
che si riempie dallalto, idoneo a essere trasportato su
sentieri polverosi dai muli. Per non parlare poi di cosa
noi donne dobbiamo comprare per evitare di uscire
dalla tenda di notte per andare in bagno, lasciamo
stare. Gi, perch? Me lo sono chiesto anchio prima
di partire, quando ognuno dei miei amici, colleghi o
conoscenti, una volta intuito il viaggio che stavo per
intraprendere, cercava in tutti i modi di scoraggiarmi o tuttalpi si limitava ad annuire come si fa con i
matti. Semplicemente perch, a dirvela tutta, stata
la parola spedizione ad accendere in me un motore
inarrestabile. Sono cresciuta imparando a sognare con
Ambrogio Fogar e il suo impareggiabile programma
89

S 32 39 11

Stai viaggiando in

O 70 0 39 70

ARGENTINA

Jonathan, dimensione avventura, e quindi fin da piccola i miei idoli sono esploratori e avventurieri, leggo
libri e riviste di viaggi, sogno di imbarcarmi in nuovi
itinerari studiando le cartine, guardo rapita film e documentari. Per me spedizione da sempre sinonimo
di esplorazione, lespressione massima di un viaggio,
anzi, qualcosa di pi di un viaggio, ma questo lho
scoperto strada facendo, e di strada sullAconcagua vi
assicuro se ne fa molta, a piedi. Siamo arrivati al cospetto della montagna il 10 gennaio e quando vedi la
cima da ben 4000 metri sotto ti rendi conto che forse
davvero un po da matti, ma, Dio mio, quanto
bello e totalizzante! Ti trovi immerso in un ambiente
grandioso, intorno a te solo montagne e rocce, con
tutte le gradazioni di colore: non c neanche la vegetazione a distrarre lo sguardo, e neanche il suono
del canto degli uccelli ad accompagnare il tuo passo,
ma ci sei solo tu, e la mente si svuota, e i passi seguo-

Da sempre felice con una valigia in mano, Sonia Viviani vive


spinta da uninnata curiosit
che la muove al viaggio, allesplorazione del mondo e nel
mondo di se stessa, sperando
che un giorno qualcuno, come
il Piccolo Principe di Antoine
de Saint-Exupry le dica: Vai
dunque laggi? Come sarai
lontano, per poi poter rispondere Lontano da dove?

Prima di
raggiungere la
vetta si fa tappa
al campo base a
Plaza de Mulas

L A M O N TA G N A V I S S U TA
PIENAMENTE TI ENTRA
DENTRO E NON TI MOLLA PI

no uno dopo laltro, metro dopo metro fino al primo


campo, poi al campo base, poi ai campi alti, fino alla
cima. Da neofita di queste spedizioni in alta quota ho
scoperto tutto strada facendo, mi sono fatta plasmare
da panorami senza fine e da cieli con milioni di stelle, e ho seguito passo passo i miei compagni Silvano,
Mario e Guido, e la nostra guida: Cesare. La tranquillit che ti infonde il sapere di poter delegare tutte le
decisioni, da quelle meno importanti come quante
maglie mi metto oggi? a quelle determinanti per il
buon esito della spedizione, ti permette di assaporare
davvero lattimo fino in fondo, perch lunica cosa che
ti occupa la mente il prossimo passo, e finalmente
senti di vivere pienamente il concetto del qui e ora.
Certo serve un ottimo spirito di adattamento, perch
nulla lass scontato o immediato, nemmeno bere un
bicchiere dacqua: te la devi creare lacqua, sciogliendo
la neve, che per bisogna andare prima a raccogliere e
portare vicino alla tenda. E poi occorre non solo un
90

fisico sano e un po allenato, ma anche tanta testa:


ci devi voler arrivare lass, ed per questo che secondo
me fondamentale affidarsi a una spedizione guidata,
che ti permette il lusso di pensare solo a stare bene,
che non banale. Ho fatto fatica, non ve lo nascondo,
tanta fatica perch lossigeno manca davvero, e dopo i
6500 metri ogni venticinque passi mi dovevo fermare
a respirare profondamente. Ho fatto fatica a volte ad
adattarmi perch il bagno come siamo abituati a immaginare non c mai e la doccia diventa un lusso da
15 dollari e solo al campo base, perch tutto si riduce
allessenziale e noi siamo cos abituati a essere viziati
dal superfluo. Ma, insieme e grazie ai miei compagni,
in spedizione sui sentieri dellAconcagua ci sono stata proprio bene. stata per me unesperienza molto
intensa, forte: la montagna vissuta cos pienamente ti
entra dentro e non ti molla pi, perch solo seguendo i nostri sogni fino in fondo che possiamo dare un
senso nuovo alla nostra vita.
91

S 32 39 11

Cose da indossare

O 70 0 39
EQUIPMENT

A D A LTA Q U O TA

I L FA S C I N O F I N
S U L L A V E T TA
C L I M B I N G T E C H N O LO G Y

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Sorrisi fuggevoli ma sempre


concentrati, perch alla
montagna non bisogna mai
dare troppa confidenza, eppure
quando si arriva in cima il
sapore proprio quello della
conquista.
Arrivare in vetta a fronte di
ore di cammino e fatica
una vera soddisfazione. Ma
per farlo al meglio bisogna
partire ben equipaggiati con
abiti e attrezzature adeguate,
resistenti e confortevoli. A
farla da padrone un design
ergonomico che non rinuncia
ai dettagli di stile.

Nevis Flex, ramponi a dieci punte ideali per le vie


normali a prevalenza glaciale senza pendenze ripide.

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In alto foto courtesy


Rewoolution.
Foto a destra Monte Bianco,
ph. Paolo Sartori per
Climbing Technology
92

93

S 32 39 11

Stai viaggiando in

O 70 0 39

P R O G R A M M A M O U N TA I N K I N G D O M

ARGENTINA

Una cima raggiunta il bordo di confine tra il finito e limmenso. (Erri De Luca)

I N V I A G G I O C O N M O U N TA I N K I N G D O M

Aconcagua 6962 metri

ACONCAGUA

Argentina

ALTEZZA
6.962 metri

Spedizione guidata

PRIMA ASCESA
1869

DURATA 20 giorni
PARTENZE 9 gennaio 2017

CATENA MONTUOSA
Ande

La spedizione guidata la formula


rivolta a chi desidera realizzare l'ascesa
con il supporto logistico e organizzativo
di Mountain Kingdom fino in vetta e con
lassistenza durante tutta la spedizione
da parte di una guida alpina UIAGM
italiana.

DA NON PERDERE

Il campo base

STORIA

C U R I O S I T

La Sentinella di Pietra
LAconcagua, che tradotto significa Sentinella di
Pietra, alto 6962 metri, il che lo rende la cima pi
alta delle Americhe, nonch la pi alta al mondo al di
fuori dellAsia. Lo attorniano numerose cime di oltre
6000 metri e laltopiano circostante (fino a 4000 metri)
consiste di meravigliosi deserti ricchi di colori.

Al campo base (4350 metri) la vita


confortevole e piacevole. Si dorme in tende
dotate di materassini, una tenda per ogni
partecipante. A disposizione c anche una tenda
mensa con tavolo e comode sedie, illuminazione
al neon (pannelli solari), una tenda wc e una
tenda doccia (doccia calda a pagamento). Qui
il tempo scorre acclimatandosi, riposando,
mangiando, bevendo e recuperando le forze per
la montagna.

M O U N TA I N K I N G D O M T I P O R TA A N C H E A
La via del versante Nord

Il primo a raggiungere la vetta


stato l'alpinista Matthias Zurbriggen il primo a
raggiungere la vetta dellAconcagua. Zurbriggen coron
limpresa il 14 gennaio 1897 compiendo la spedizione in
solitaria. A tutt'oggi Zurbriggen considerato uno dei pi
grandi alpinisti e guide del XIX secolo.
94

Ci sono diversi itinerari per raggiungere la


vetta dellAconcagua. Mountain Kingdom
propone la via del versante Nord. la via
normale, con campo base a Plaza de Mulas e
tre campi daltitudine. Questo itinerario risulta
essere il meno impegnativo, in particolar modo
per alpinisti alla loro prima esperienza in una
vera spedizione ad alta quota.
* Kel 12 viaggia con Swarovski Optik! Un kit esplorazione che consente di osservare dettagli che non si potrebbero mai cogliere a occhio nudo *

95

Stiamo parlando di

LIBRI

LIBRI
MALDINDIA
PERCH NON PUOI
PI FARNE A MENO

Scrittrice e Tour Leader Kel 12

Numero di pagine: 160

a cura di Anna Maspero

Editore: Polaris

G Y P S Y. U N M O N D O
DI COLORI &
INTERNI

di Sibella Court
Un libro che assomiglia a un
diario di viaggio, bello e colorato come un CARNET DE VOYAGE
e parla di case e di mondi.
Editore: LIppocampo

S P E C C H I D E L L I N V I S I B I L E V I A G G I O I N I R A N

di Jason Elliot
Un prezioso vademecum per capire la Persia di ieri e lIran di oggi,
un libro che fa venir voglia di partire per abbandonarsi al fascino
del Paese.
Editore: Neri Pozza - Collana Il Cammello Battriano
Numero di pagine: 496

sente attraverso la grandezza e la raffinatezza del passato, aiutandoci cos


a superare un giustificato senso di estraneit per scoprire legami e radici
culturali comuni che affondano in una terra dove Oriente e Occidente si
sono incontrati.
Un libro che, senza mai trasformarsi in un reportage di analisi sociopolitica, non nasconde le contraddizioni di un Paese a due velocit, con
persone dalla doppia vita e una dualit fra vecchio e nuovo evidente nelle
citt e soprattutto nella caotica Teheran.
Un libro che fa venire voglia di partire per perdersi davanti alla vastit
della piazza di Isfahan con le sue moschee azzurre e i ponti sul fiume, per
immergersi nella magnificenza dellarte persiana e musulmana, cavalcare nelle distese del nord, abbandonarsi al fascino delle rovine dellantica
Persepoli, dei giardini di Shiraz o delle architetture tradizionali di Yazd.
96

Numero di pagine: 272

Capita e capita soprattutto in


viaggio di vedere la vita a colori.
Come riuscire a conservare anche
al ritorno la magia di questo sguardo? Facciamo un gioco: pensiamo
a un Paese che abbiamo visitato e
che amiamo e associamolo a una
palette di colori, poi osserviamo la
nostra casa: probabile che ci ritroviamo le stesse sfumature di colore. Sibella Court, stilista dinterni
australiana, fa questo stesso gioco:
crede che siano i colori a esprimere
al meglio lidentit dei luoghi e cos
nelle pagine di Gipsy, trasforma un
viaggio alle Galapagos e in Ecuador, in Indocina, Turchia, Scozia
e Transilvania in tante tavolozze.
E ci insegna le regole per portare
il mondo dentro casa, trovando i
giusti abbinamenti.

INDIET
RO

TORNA

C
GI O

SI

NON

LIndia un Paese da cui difficile tornare indietro, perch vi sono


cento porte per entrarci, ma nemmeno una per uscirne. Lautore
viaggia in India da ventanni e se
la porta addosso e dentro. In Maldindia, nato come spettacolo e poi
diventato libro, ci racconta questo
suo amore. Proprio come sul palco, pagina dopo pagina ricompone
frammenti e ricordi, accosta luoghi e viaggi diversi mettendo sulla
stessa linea testa, occhi e cuore per
restituirci lemozione, il legame,
lodore, la voce dellIndia. Impossibile racchiudere in poche pagine
un Paese cos complesso, ma il libro riesce a creare un ponte fra noi
e luniverso indiano.

DA L L I
NDIA

O
FA
CC IAM

n libro nel solco della tradizione Ottocentesca della letteratura di


viaggio in puro stile british: erudito e umoristico, snob e aneddotico, accademico e avventuroso.
Approfondimenti e ricerche sul campo durante i tre anni trascorsi dallautore in Iran danno vita a un volume di quasi cinquecento pagine dove
il racconto di viaggio, la descrizione di luoghi e persone si alternano al
saggio storico-artistico.
Specchi dellinvisibile una lettura di grande interesse per approcciarsi
allantica Persia e al moderno Iran, un paese isolato dopo la rivoluzione
islamica del 1979 e sempre fonte di stupore per il visitatore che lo trova
cos diverso dallimmagine diffusa dai media. Soprattutto sar un ottimo
compagno per un viaggio in Iran, capace di farci guardare la realt pre-

CO N O SC ER

97

E IL PE R

IL CI BO

TRA LE RIGHE

di Pierpaolo Di Nardo
S, lIndia pu fare ammalare, creare dipendenza proprio come una
droga: quella fascinazione che
Pierpaolo Di Nardo chiama Maldindia.

AT TR AV ER SO

VIAGGIARE

MANUALE DI
SOPRAVVIVENZA
AMAZZONICA PER
S I G N O R I N E D I C I TT

di Sara Porro
Un ironico e avventuroso viaggio
fra Lima, Cuzco, Iquitos e il lago
Titicaca assaggiando cibi strani.
Editore: EDT
Numero di pagine: 136

Ilfil rougedella collana alla carta


della EDT il cibo. Il libro di Sara
Porro non per uno dei tanti troppi - manuali di cucina etnica
che affollano le librerie. Il cibo
solo un piacevole pretesto per andare alla scoperta di un paese, il
Per, che a un primo sguardo pu
sembrare familiare e capire che
tanto simile allItalia poi non . Se
c un fil rouge nel libro, quello
lironia e lautoironia dellautrice,
una city girl poco propensa allavventura, ma che allo scoccare dei
trentanni presa dallansia di non
aver vissuto abbastanza. Ne nasce
un diario scanzonato (le pagine sui
rimedi contro impotenza e frigidit sono esilaranti!) e un po sarcastico, ma soprattutto intelligente.

Stiamo parlando di

N OT I Z I E I N E V I D E N Z A

NEWS DA KEL 12
a cura della Redazione

N U O V E P R O P O S T E I TA L I A E D
E U R O PA : D A 3 A 6 G I O R N I

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KEL 12 ADERISCE AL FONDO DI GARANZIA ASTOI

Dal 1 luglio 2016 Kel 12 aderisce al fondo di garanzia Astoi per la tutela dei viaggiatori.
A oggi Astoi rappresenta circa l80 per cento del mercato del tour operating italiano ed ha
affermato nel tempo il proprio ruolo nelle relazioni con il mondo delle istituzioni, con gli
organi di informazione e con gli attori del settore turistico, a livello nazionale e internazionale. Il risultato un sistema di altissima qualit che si posiziona alla guida del Turismo e
delle aziende del comparto.
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