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i s s u e 0 1 / s e tte m b re 2 0 1 5

KUMBH
MELA
Il pi grande raduno religioso
del pianeta

LA ISLA GRANDE

Tenere il passo del mondo


al ritmo di Cuba
LA DANCALIA
E L A S U A D I V E R S I T

Sulla scia delle carovane di sale

VIAGGI CON LESPERTO - RENDEZ VOUS


Appuntamenti con il mondo
Un pranzo nel Parco Nazionale di Tikal,
Petra di notte solo per te, salire su una barca
birmana sullIrrawaddy, essere presente alla festa
dellInti Raymi o al Kumbh Mela.
VIAGGI AVVENTURA
pi di un viaggio. vita.
Guida alla libert
Un viaggio che ottimizza tempi,
VIAGGI CON LESPERTO
condivide laccompagnatore,
La differenza la fa lesperienza
alberghi e spostamenti, ma che lascia
Sono antropologi, viaggiatori esperti,
a ognuno la libert di farli propri.
giornalisti di viaggio. Sono profondi
conoscitori del luogo, delle sue storie
e della cultura che li pervade.
Sono i nostri Tour Leader.

EDITORIALE

di retto re res p o ns a bi l e

Stefano Ampollini
a r t di recto r

Carlotta Petracci
p ro get t o gra f i co

Silvia Virgillo

ca p o reda t t o re

Marilena Roncar
reda zi o ne

Antonella Armigero, Angela


Calabrese, Samantha
Colombo, Filippo Spreafico
gra f i ca

Anna Tortora
co l l a bo ra to r i

Elena Bianco, Cesare Cesa


Bianchi, Gianni Canova,
Giovanni Dardanelli,
Giuliano Deidda, Anna
Maspero, Marco Restelli,
Andrea Semplici, Alfredo
Lus Somoza, Marco Carlo
Stoppato, Andrea Zappa

VIAGGI SU MISURA
Partiamo da te
Creiamo insieme il viaggio ideale:
su misura, oltre ogni confine.
In compagnia o da soli.
In ogni caso con noi.

MOUNTAIN KINGDOM
Emozioni alla tua altezza
Guide alpine e professionisti
della montagna pronti
con lobiettivo di farvi arrivare
in cima: a unemozione.

fo t o gra f i

Andrea Maini, Roberto


Carretta, Riccardo Melzi,
Enzo Priore, Vincenzo Rossi,
Roberto Salinas, Andrea
Semplici, Andrea Zappa
fo t o di co p er t i na

SIAMO TUTTI I NOSTRI VIAGGI.


Un viaggio soprattutto un incontro di culture. Cultura di chi parte, cultura di chi guida,

cultura del luogo. Cultura che si scambia, e quella che si lascia. Ecco perch i nostri Tour Leader
sono i pi competenti e appassionati del luogo, delle persone, della storia, dellarte e della natura.
Il punto di vista pi competente per arrivare dove gli altri non arrivano.

MILANO | MONZA | TORINO | GENOVA | CHIASSO

Viale Achille Papa, 30, 20149 Milano_tel. 02 2818111_info@kel12.com_www.kel12.com

Enzo Priore
p ubl i s her

Contemporanea srl, via


Emanuele Filiberto 7/a,
20149 Milano
stampa

Leaderform spa, via Molina


14, 37060 Sona (VR)
vietata la riproduzione,
anche parziale, di testi
e foto.
Autorizzazione del
Tribunale di Milano n. 239
del 24 luglio 2015.

onoscenza, esplorazione, relazione, curiosit, persino introspezione.


Il viaggio tutto questo e molto altro ancora. Fiumi dinchiostro nei
secoli hanno cercato di dare una definizione a quella che una delle pi
innate aspirazioni delluomo. Senza mai riuscirci fino in fondo. Il viaggio,
infatti, innanzitutto qualcosa di assolutamente personale, unico nello
spazio e nel tempo. La meta solo uno degli elementi utili a definirlo. Se
tutto questo vero cera bisogno di un magazine che parlasse di viaggi?
La risposta potete darla solo voi sfogliando queste pagine. Se alla fine vi
sar venuta voglia di fare le valigie e vivere i colori di Cuba, attraversare
i deserti dellOman o farvi investire dalle emozioni del Kumbh Mela significher che siamo stati in grado di riaccendere la scintilla del viaggiatore che ciascuno nasconde dentro di s. Credo che questo risultato sia
abbastanza naturale quando il nostro compagno di avventura Kel 12.

U N A N U OVA
di Stefano Ampollini

PA R T E N Z A
Una lunga storia di viaggi costruita attraverso il contributo di veri esperti
per i quali il viaggio sempre una passione prima ancora che un lavoro.
Il nostro compito stato molto semplice: abbiamo fatto parlare loro,
raccontare le loro storie. Con gli occhi di chi meglio di chiunque altro sa
leggere attraverso gli odori, i suoni e i ritmi di popoli lontani o i colori
di scenari da cartolina. La loro presenza non solo ha agevolato il nostro
lavoro, ma ha reso questi luoghi pi vicini.
Questo magazine il mezzo che Kel 12 ha scelto per raccontarsi in una
fase che rappresenta un momento di grande cambiamento. Il restyling
del brand e, a breve, del sito si accompagna a un consolidamento di quegli ingredienti che hanno reso Kel 12 una delle realt pi affidabili tra
gli operatori del settore. Il tour operator non ha, infatti, mai smesso di
crescere nonostante lera digitale e i vettori low cost abbiano preso il sopravvento facendo credere ai pi che il viaggio sia qualcosa di scontato e
non pi una conquista. Sono proprio gli esperti e la capacit di costruire
viaggi su misura (tailor made come si usa dire oggi) a fare di Kel 12
un compagno insostituibile. Perch il viaggio sia innanzitutto un solco
tracciato nella nostra memoria e nel nostro spirito e non semplicemente
un timbro sul passaporto.
03

SOMMARIO

O PINIONI

S C H E D E

V I AG G I O

TUTTI I SAPORI
DEL MONDO

DANCALIA

Pag. 22

Pag. 6
Il cibo cultura e per conoscere
davvero un Paese, un passaggio
obbligato quello dalla sua tavola.

CUBA

STUBAI

Pag. 32
KUMBH MELA

QUANDO IL VIAGGIO
S I FA A P I E D I

UN SEGRETO
DI GHIACCIO TRA LE
M O N TA G N E

Pag. 52

Pag. 8

Pag. 68

OMAN

Dalle montagne al mare, camminare


a passo lento e costante in equilibrio
con la natura, fra culture diverse.

Una lunga vallata serpeggia nel cuore


delle alpi Retiche Orientali, quasi un
sentiero disegnato tra le montagne.

Pag. 64
STUBAI

Pag. 76
AL CENTRO
DELLA TERRA

Pag. 10
Dalle valli alle creste delle montagne,
ovunque il nostro pianeta nasconde
curiosit naturalistiche.

KUMBH MELA
THE HUMAN ROAR

Pag. 36

DANCALIA

Appuntamento al cuore dellInduismo


con il Kumbh Mela, il pi grande
raduno religioso del mondo.

GEYSER, VULCANI
E PA E S A G G I L U N A R I :
LA CULLA DI UN
NUOVO OCEANO

CUBA
LA ISLA CHE SI MUOVE
A RITMO DI MUSICA

Pag. 26
La Isla Grande incanta con i suoi
paesaggi e con un fermento culturale
inesauribile, tra passato e futuro.

Pag. 14

OMAN

Geyser, deserti di sale e laghi termali


nascondono uno degli habitat pi
inospitali e sorprendenti del pianeta.

PROFUMO DINCENSO
E RIFLESSI DOCRA

Pag. 56
Tra distese di sabbia, montagne rocciose e suk colorati, lOman dispiega
tutta la sua accogliente bellezza.

IN VIAGGIO
DENTRO AI FILM

Pag. 78
Fra cinema e viaggio esiste un rapporto particolare, unattrazione fatale,
forse perfino unalleanza genetica.

RU B RICHE

VIAGGIARE
TRA LE RIGHE

Pag. 80
I N PA R T E N Z A
CON KEL 12

Pag. 82

Stiamo parlando di

OPINIONI

CIBO

TUTTI I SAPORI
DEL MONDO

L E A B I T U D I N I A L I M E N TA R I H A N N O
R A D I C I P R O F O N D E C H E PA R L A N O
A N C H E D I S T O R I A E C U LT U R A

I L C I B O C U L T U R A un fatto che non andrebbe mai dimen-

E
ELENA BIANCO

Giornalista
Piemontese, cresciuta a Milano e vissuta a Venezia laureata in Filosofia
e allAccademia di Belle Arti di Brera. Da giornalista scrive di viaggi e di
enogastronomia. membro del GIST
(Gruppo Italiano Stampa Turistica).
Dal 2010 anche foodblogger.
www.enogastronomiablog.it

ticato quando si parte per un viaggio, vicino o lontano che sia.


Se il viaggiatore colto richiede unesperienza autentica, che lo cali profondamente nel luogo e fra le genti che andr a visitare, tale esperienza non
potr prescindere dal conoscere almeno un po anche le cucine che fanno
parte della tradizione locale. Prima di partire leggiamo del Paese che sar
la nostra meta, della sua storia, delle sue tradizioni, dellambiente; cerchiamo online immagini che ci facciano pregustare quello che vedremo;
ci informiamo del clima e di come affrontare una natura diversa da quella
a cui siamo abituati. Altrettanto bisognerebbe fare con quello che si manger. Le tradizioni gastronomiche, infatti, hanno quasi sempre radici profonde che penetrano nella storia, nelleconomia e anche nella religione.
Conoscere e rispettare le abitudini alimentari di un popolo ha lo stesso
valore che togliersi le scarpe in una moschea o coprirsi il capo in un tempio, anche se sono usi che non ci appartengono.
Maneggiate anche una singola foglia di verdura in modo tale che si manifesti il corpo del Buddha. Cos scriveva nel XIII secolo Dgen Zenji,
monaco buddhista giapponese, nel suo Istruzioni a un cuoco zen. Ovvero
come ottenere lilluminazione in cucina. Leggerne qualche riga ci illumina
molto pi semplicemente sulla profondit della cucina giapponese aldil
del tanto modaiolo sushi. Sappiate che se in Marocco vi verr offerto un
cuscus senza posate, non per mancanza di bon ton, ma perch il Profeta
dice che il diavolo mangia con un dito, i profeti con due, il credente con tre
e lingordo con cinque. Un celeberrimo piatto degli anni 70 di un padre
dellalta cucina occidentale, la Soupe aux truffes Valry Giscard dEstaing
di Paul Bocuse ha un meno noto ma pi antico precedente in India nella
cucina Nawabi, cio dei principi mussulmani di Lucknow nellUttar Pradesh, centro di cultura gastronomica dellimpero Mughal nel XVI secolo.
Anche l, infatti, un velo di pasta sigilla il contenitore, per essere rotto dal
commensale in tavola e sprigionare gli aromi.
la purdah (velo) e la tecnica detta in persiano dum pukth (cucinare col respiro) perch il cibo respira e cuoce lentamente nei suoi umori
precorrendo la bassa temperatura. Non sono che alcuni esempi. Penso
dunque che, ovunque si vada in viaggio, sia bene prepararsi, magari recandosi nella propria citt in un ristorante di cucina del Paese che sar
la nostra destinazione. Meglio ancora sarebbe viaggiare con una guida
esperta degli usi gastronomici del luogo. Cos non avremo sorprese o
imbarazzi in loco, e incominceremo a entrare nel viaggio, arricchendoci
anche attraverso il nostro senso pi immediato, il gusto.
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07

Stiamo parlando di

TREKKING

T R E K K I N G U N V I A G G I O A P I E D I Il ritmo lento della


camminata d il tempo di assorbire il panorama, di parlare con la gente,
di ascoltare i rumori della natura: non c particolare che passi inosservato, ogni tappa che si conquista, tutto si imprime chiaramente nella
memoria. Dovunque ci sia un sentiero o anche solo una vecchia traccia
lasciata da pastori o cacciatori, dovunque ci sia un villaggio, una valle, un
colle. Dalle montagne al mare, fra le varie culture e in mezzo alla gente,
camminando senza disturbare, in equilibrio con la natura, con tanta curiosit, voglia di scoprire nuove vie, passione.

Q UA N D O I L V I AG G I O
S I FA A P I E D I

CAMMINARE IN EQUILIBRIO CON LA


N AT U R A , D O V U N Q U E C I S I A U N S E N T I E R O

C
CESARE CESA BIANCHI

Presidente delle Guide Alpine


Ho scelto di fare la guida per trovarmi
sempre a mio agio su tutte le montagne del mondo e far vivere insuperabili esperienze. Organizzo e realizzo
i programmi di Mountain Kingdom.
Adventures consultant and risk manager
il mio stile e il mio modo di essere
Guida Alpina.

Alcune idee per camminare insieme: il paese dove nato il trekking, il


Nepal, con le sue valli e le montagne pi alte del mondo, Mustang, Rowaling e Khumbu. Turchia, tra le fatate formazioni di tufo della Cappadocia. In Grecia, nellisola di Kalymnos con i sentieri e le falesie a picco sul
mare. In Sicilia, camminando sui vulcani attivi dellEtna e dello Stromboli. In Sardegna lungo il mitico sentiero Selvaggio Blu dove si cucina pesce
fresco e si dorme in riva al mare. Nelle Dolomiti, fra magiche crode che si
tingono di rosso al tramonto. In cammino attraverso i ghiacciai del Cervino e del Rosa. In Patagonia, fra guglie spettacolari disegnate dal vento.
In Per, nella Cordillera Blanca fra i resti della cultura Inca.
Nel trekker predomina lo spirito del pellegrino, ma non necessariamente
un ultra sportivo o un martire votato alla sofferenza. Certamente ci
vuole capacit di adattamento, ma nei nostri viaggi a piedi non mancano
le gratificazioni e le comodit che noi pellegrini del XXI secolo sappiamo
apprezzare.
Naturalmente sapete come si cammina. Lo fate da una vita. Ma fare trekking tutto il giorno fra le montagne molto diverso dal passeggiare per le
vie di una citt. Una delle cose pi importanti che si possono apprendere
per rendere un trekking piacevole il passo lento e costante. Se si impara
a eseguirlo correttamente si pu percorrere anche il sentiero pi ripido
senza stancarsi.
E la sicurezza? La certezza di non farmi male scivolando o cadendo?
Sappiamo bene che il rischio zero non esiste, ma la possibilit di ridurre
ogni rischio entro limiti accettabili sempre e da chiunque, questo si pu
fare. Le guide di Mountain Kingdom rendono accessibili queste esperienze e avventure nella natura a persone di tutti i livelli, dal neofita allesperto
garantendo professionalit e soprattutto sicurezza.

SHOWROOM
MILAN - NEW YORK
WWW.ELEVENTY.IT

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Stiamo parlando di

G E O LO G I A

AL CENTRO DELLA TERRA


LO S P E T TA C O LO S O T T O I N O S T R I P I E D I

M
M A RC O C A R LO
S T O P PAT O

Geologo
Marco Carlo Stoppato laureato in geologia, specializzato in vulcanologia e
paleontologia giornalista e fotografo
dal 1988. Autore di libri e reportage
geografici. Cofondatore dellAssociazione Vulcano Esplorazioni, organizza
e guida per Kel 12 viaggi a carattere
geologico-naturalistico.

L I B R I E G E O L O G I A Il primo geo-viaggiatore col quale ho avuto a che fare non lo scorder mai, dalla sua incredibile storia in effetti
che cominci tutto. Avevo 8 anni e fra le mani il romanzo di Jules Verne
Viaggio al centro della Terra. Islanda, vulcani, esplorazioni, grotte, dinosauri, fossili, rocce stratificate e infine lo Stromboli: letto dun fiato!
Casualit volle che pochi giorni dopo in tv dessero il film tratto dal libro,
in bianco e nero con effetti speciali discutibili anche se sicuramente migliori di quelli visti nel pi recente remake. Le immagini le ho stampate
nella mente e la mia strada era segnata, sono un vulcanologo, giornalista e
fotografo e non ho mai smesso di guardare la terra con curiosit, stupore
e meraviglia. Dopo anni di viaggi ed esplorazioni mi sembra ancora di
non avere visto nulla perch non serve necessariamente andare lontano
per vedere cose nuove e diverse, il nostro pianeta nasconde dietro ogni
scogliera, in mezzo alle valli, sulle creste delle montagne alla fine di una
pista da sci, curiosit naturalistiche spesso di grande bellezza e fruibilit.
Alcuni fra i pi spettacolari paesaggi del mondo sono il risultato di milioni di anni di erosione geologica come i deserti, oppure forme effimere in
continua evoluzione come i ghiacciai, altri possono formarsi nello spazio
di pochi anni come i vulcani o altri modificarsi sotto i nostri occhi come
nel caso di una scogliera che si sgretola sotto i colpi del mare. Archi naturali, pinnacoli di terra, rocce stratificate ripiegate su se stesse, pavimenti
di sale o pozze di fanghi ribollenti, colori irreali e atmosfere primordiali
sono i compagni di viaggi di un geo-viaggiatore.
La curiosit forse la molla per non fermarsi mai, il domandarsi come si
sono evolute le forme del paesaggio porta a voler vedere sempre di pi,
spingendosi sempre pi lontano e la consapevolezza della delicatezza e
fragilit di alcuni paesaggi fa aumentare il rispetto per questi luoghi che
poi vogliamo preservare, facendo di questo nuovo viaggiatore quasi un
guardiano e un sostenitore dellambiente che ha esplorato. Pu capitare
che alcuni luoghi siano un po pi difficili da raggiungere, che siano isolati, che ci si senta soli nel raggiungerli, ma questa intimit che si prova
porta ad apprezzare ogni passo, ogni respiro affannato perch il premio
a volte non ha prezzo. Qualche anno fa durante uno dei miei viaggi in
Islanda ho inaspettatamente coronato un sogno: invitato da dei colleghi
islandesi ho esplorato lunico vulcano al mondo ad avere il condotto vulcanico e la camera magmatica liberi dalla lava. Un tuffo legato ad una
corda di oltre 400 metri, allora ero io il protagonista del romanzo di Verne e oggi quel luogo aperto al pubblico che con facilit e comodit pu
calarsi nel ventre del vulcano e idealmente iniziare il proprio personale
viaggio al centro della Terra.
10

Trym Ivar Bergsmo 2010

E J U L E S V E R N E N E S A P E VA Q UA L C O S A

NAVIGA A BORDO
DEL POSTALE DEI FIORDI
E VIVI LA NORVEGIA PI AUTENTICA

Archivio Cuamm

PRIMA LE MAMME E I BAMBINI


Un progetto per garantire un parto gratuito e sicuro a tante mamme in Africa e la cura
dei loro bambini: continua la collaborazione tra Kel 12 e Medici con lAfrica Cuamm.
T E R R A
I colori. Raramente ne ho visti di cos. Pennellate di cielo, argilla, natura verde da rimanere incantati. La Tanzania si snoda in dignitosa povert
davanti ai miei occhi e mi cattura. Questo provo,
mentre scopro lAfrica per la prima volta (Alessia). Medici con lAfrica Cuamm lavora in Tanzania dal 1968, per la salute della sua popolazione.
Con il progetto Prima le mamme e i bambini
vuole arrivare, in 5 anni, a 125.000 parti gratuiti
e sicuri in 4 paesi africani e nei distretti di riferimento. Anche a Tosamaganga, in Tanzania. una
sda che chiede limpegno di tutti.

Dopo Etiopia e Uganda, ora anche Tanzania:


il sostegno di Kel 12 si orienta in questo affascinante paese, da settembre 2015 ad agosto
2016. Per ogni viaggiatore in partenza per la
Tanzania, Kel 12 si impegna a donare un parto assistito a una mamma africana insieme alle
cure al suo neonato. Per i viaggiatori Kel 12 le
emozioni di un viaggio straordinario si uniranno
alla certezza di aver contribuito a una grande
sda: dare a una mamma e a un bambino africano una speranza in pi di vita.

D I

F U O C O

DANCALIA
L AVA

S A L E

Geyser, deserti di sale, laghi termali e canyon abitati da


persone che da millenni custodiscono uno degli habitat pi
inospitali e al tempo stesso sorprendenti del pianeta.

Ci sono posti sulla Terra che emanano unenergia straordinaria,


dove le forze della natura con la loro potenza plasmano in maniera
inesorabile la geografia del paesaggio offrendo innumerevoli punti
dinteresse: la Dancalia uno di questi. UnAfrica che non ti aspetti,
con colori, contorni e geografie lontane dagli stereotipi occidentali
legati a questo continente.

N 14 14 30

E 40 18 00

N 14 14 30

Stai viaggiando in

E 40 18 00

DA N C A L I A

Dancalia

GEYSER, VULCANI
E PA E SAG G I LU NA R I :
LA CULLA DI UN NUOVO
OCEANO
di Antonella Armigero
fotografie di Andrea Maini

Distese sconfinate di sale, laghi dai colori psichedelici


e vulcani ancora attivi, territorio dai mille contrasti e
dai continui cambiamenti la Dancalia inferno e paradiso insieme, luogo ancestrale dove ancora oggi possibile assistere ai fenomeni che hanno dato origine al
mondo. Situata nella parte settentrionale del Triangolo
dellAfar, che prende il nome dalla fiera popolazione
che vi abita, la grande depressione dancala il punto dove si uniscono tre placche tettoniche in continua
espansione, area di confine tra Etiopia, Eritrea e Gibuti. Questa terra fatta di fuoco, sale e lava a ridosso
della Rift Valley, la lunga spaccatura che taglia in due
il continente, la culla di un nuovo oceano, destinato a formarsi a seguito del forte assottigliamento della
crosta terrestre e di una nuova eventuale inondazione
del Mar Rosso. proprio al ritiro del mare, evaporato ventimila anni fa che la Dancalia deve la sua particolarit: essere una distesa di rocce evaporitiche che
producono salgemma dando origine alla grande Piana
del sale. Un deserto che si estende per 600 chilometri,
formato da una spessa crosta, dura come la roccia e
profonda in alcuni tratti fino a tre chilometri. Solo gli
uomini del sale armati di strumenti rudimentali e asce
14

affilate, le godum, riescono a scolpire con precisione


i blocchi di salgemma. Un lavoro che richiede molta
forza e organizzazione: gli estrattori, in genere cristiani
dellaltopiano, e gli intagliatori, tradizionalmente musulmani afar, condividono abilit e capacit, lavorando
fianco a fianco per il raggiungimento di un obiettivo
comune. Le mattonelle grezze, simili a libri, costituiscono il pesante carico delle carovane che percorrono
in fila indiana la Piana del sale per raggiungere i dazi
commerciali. Uno di questi Makalle, capoluogo della regione del Tigray, dove tra i monti del massiccio
di Gheralta si trovano le spettacolari chiese rupestri,
alcune risalenti al X secolo. Scolpiti nella falesia delle ambe, alte montagne dalle cime piatte tipiche della
zona, troviamo cripte affrescate, portali, colonnati e
cupole che adornano luoghi di preghiera solenni a volte difficili da raggiungere ed esplorare perch arroccati
sulle rocce che dominano il panorama circostante.
Disceso lultimo gradino dellaltopiano etiope, ci simmerge finalmente nel cuore della depressione dancala
dove gli affreschi e le costruzioni monolitiche realizzate
sapientemente dalluomo lasciano il posto a bellezze
completamente naturali. Dalle terre in quota alle terre
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Stai viaggiando in

E 40 18 00

DA N C A L I A

basse il paesaggio cambia completamente e si trasforma


in un grande canyon disseminato di maestose torri di
roccia che il vento ha eroso e cesellato creando meravigliose cattedrali naturali. Protetta da questi guardiani
di pietra appare quasi dal nulla il Dallol, il luogo degli
spiriti, un vulcano sprofondato che ribolle dividendosi in infiniti laghi di acqua incandescente. Si stenta
quasi a credere che questo mosaico dai colori psichedelici, che vanno dal giallo brillante al rosso ocra, dallarancione al blu cobalto, si trovi davvero su questa Terra
e non si tratti invece di un altro pianeta. Con ancora

negli occhi questo paesaggio surreale si parte alla volta


dellErta Ale, la grande montagna fumante.
Lungo il tragitto fatto di sabbia e letti di fiumi in secca come quello del Saba, appaiono come miraggi le
capanne degli afar costruite con fango e rami secchi.
Queste popolazioni nomadi, dedite prevalentemente
alla pastorizia e allestrazione dei minerali, vivono in
una delle zone pi inospitali della terra con scarsissima
vegetazione e temperature che toccano i 45 gradi. Un
popolo dal passato guerriero, che ha saputo adattarsi a
condizioni estreme e a trarre sostentamento dalle pe-

Le tipiche
formazioni
rocciose, saline
e sulfuree del
Dallol.

Q U A S I D A L N U L L A A P PA R E
I L V U L C A N O D E L DA L LO L ,
IL LUOGO DEGLI SPIRITI

culiarit geologiche del territorio. Le jeep si fermano


al campo base situato alle pendici del vulcano e il percorso continua a piedi lungo il sentiero che porta alle
vette dellErta Ale, il pi attivo dellomonima catena,
lunico ad avere un lago di lava permanente che ribolle
a 1200 gradi. Il cammino verso la bocca del vulcano
dolce, il dislivello infatti di poco inferiore ai 600
metri e il paesaggio che sincontra durante la salita irreale, simile a quello lunare: unenorme distesa di lava
increspata illuminata nel buio della notte dai bagliori
rossi della caldera.
Uno spettacolo antico quanto il mondo, che regala
emozioni indescrivibili. Riprese le auto il viaggio continua attraverso la polverosa piana di Dodom arrivando al lago Afrera, ribattezzato Lago Giulietti in ricordo
dellesploratore italiano (Giuseppe Maria Giulietti)
scomparso in questi luoghi negli anni 80 dell800.
Questo territorio in gran parte sotto il livello del mare
stato da sempre meta di grandi spedizioni, anche da
16

parte di nostri connazionali, furono infatti Ludovico


Marcello Nesbitt, Tullio Pastori e Giuseppe Rosina nel
1928 i primi europei a raggiungere e far conoscere al
mondo la Dancalia. proprio sulle rive dellAfrera,
uno specchio dacqua di colore blu cobalto circondato dal nero dei basalti, che sorgono le saline. Qui le
popolazioni locali lasciano evaporare in ordinate vasche le acque salmastre del lago e realizzano enormi
colline bianche di sale, merce preziosa al pari delloro,
moneta di scambio fin dai tempi antichi. Da qualche
anno la strada di terra battuta, un tempo lunica a solcare queste zone, ha lasciato il posto a quella asfaltata,
permettendo ai camion di trasportare il sale attraverso
il deserto fino ad Addis Abeba. Una strada che se un
giorno sar completata disegner una nuova Dancalia, ponendo fine al susseguirsi secolare delle carovane, facendo irrompere la modernit l dove il popolo
nonostante tutto fino ad oggi riuscito a difendere la
propria cultura e questo sorprendente territorio.
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Stai viaggiando in

E 40 18 00

DA N C A L I A

I SANTI ETIOPI
di Giovanni Dardanelli

S C R U TA N O
fotografie di Andrea Maini

L O R I Z Z O N T E

altopiano etiopico, a 2400 m


di quota, con una serie continua di salti franosi scivola fino a
128 metri sotto il livello del mare: Giovanni
la riva occidentale della Rift Valley. Dardanelli
Lo scalino di Agula, a breve distanza dalla conca di Makalle, non soltanto un confine
fisico tra le regioni degli altipiani etiopi e la fossa della
Dancalia, anche la linea di demarcazione che segna
la frattura tra due culture profondamente diverse: la
popolazione contadina dellaltopiano e la popolazione

18

Da trentanni nel settore turistico, Giovanni Dardanelli ha


indirizzato la sua attenzione sia
verso il continente africano, sia
verso il vasto blocco delle terre centroasiatiche. Una lunga
navigazione tra le culture indo-tibetane a ridosso dellarco
himalayano e indo islamiche
dellAsia centrale e una lunga
ricerca tra le manifestazioni
culturali africane.

seminomade della depressione, la tradizione cristianocopta dellaltopiano e le abitudini mussulmane della


Dancalia, le radici secolari della cultura del cavallo e
quella lontana e un po esotica del cammello.
Tra maggio e settembre le grandi piogge flagellano
le terre aride dellaltopiano e le nebbie avvolgono i
passaggi di alta quota. I torrenti impetuosi si riversano nel bacino della depressione allagando la terra
spugnosa ai piedi delle masse nere di antiche eruzioni
laviche e la crosta bianca che prelude lacqua evanescente del lago Assale. I due mondi non si incontrano:
i cammelli pascolano le piane erbose tra il
massiccio vulcanico dellErta Ale e il lago
Afrera,e i cavalli arano gli appezzamenti di
alta quota. In passato le madonne dipinte
nelle innumerevoli piccolechiese rupestri
del Tigray hanno protetto i cristiani, con
le croci tatuate sulla fronte e sul petto, dai
violenti tentativi di conquista delle armate
mussulmane. Dalla penisola arabica edal
sultanato di Harar, attraverso linevitabile territorio dancalo, arrivato in Etiopia
tutto il bene e tutto il male che la storia
ricordi.
Come ritorna la stagione secca, ricomincia
il via vai anacronistico delle carovane del
sale. Le popolazioni dellaltopiano rincon-

Commercianti
al mercato nella
terra degli afar.

trano in un gioco secolare, dettato dalle regole dello


scambio, la gente dancala. Piero della Francesca, ad
Arezzo,disegna lincontro tra la regina di Saba e il re
Salomone. Il re ha un aspetto ieratico, ha una sorta
di mantello disegnato con fili doro e la barba scura,lunga e folta, segnata da qualche sfumatura bianca.
La leggendaria regina invece ha un velo a copricapo
di tipo rinascimentale, ha un profilo molto nobile, ma
forse troppo europeo per ricordare credibilmente la
leggendaria regina di Saba il cui regno, a cavallo del
Mar Rosso, si estendeva dalla punta meridionale della
penisola arabica alle terre abissine.
Il Canyon scavato dal torrente che unisce il fondo della Dancalia al primo scalino che porta verso gli altipiani, porta proprio il suo nome: Saba. Indica la memoria
dei passaggi antichi, la prima via di comunicazione dal
mare allaltopiano. Oggi non discendono o risalgono
carovane stracolme di avorio, di incenso e di oro, i
doni di scambio tra i sovrani, ma solamente sale, sale,

sale in salita e paglia e fieno in discesa!


Centinaia di cammelli in fila indiana, dal passo molleggiato e silenzioso, preceduti da truppe disordinate
di asini, salgono e scendono nel passaggio naturale
scavato dallacqua: il canyon di Saba!
La distesa piatta di cristalli bianchi, la superficie che si
riproducein un infinito gioco geometrico di esagoni,
si perde all orizzonte. La piana respira: quando soffia
la brezza umida dal Mar Rosso, il filo dacqua si espande e dal lago Assale arriva a lambire lunico e inconfondibilescoglio bruno di magnesio della piana salata.
Ma quando, invece, la brezza secca discende dallaltopiano, il piano salato si riassorbe il filo dacqua e il
cristallo riemerge secco e bianco scricchiolando sotto
lo zoccolo delle carovane.
La piana di sale affascinante ed emozionante. Un
deserto bianco che si tuffa nel gorgoglioinquietante
del lago giallo, che affonda nelloscuro profilo del lago
nero e si ferma, apparentemente, ai piedi delle torri di
sale che fiancheggiano il bacino di Dallol, la
culla di colori minerali della Dancalia. Dal crinale di terre salate ossidate del bordo di Dallol,
si scorge chiaramente a ovest il muro dellaltopiano, mentre a sud la pianasi dilunga oltre
il lago Assale verso la linea dei vulcani: Kibrit
Ale, Gabuli, Borele Ale, Erta Ale.
A Ksawarat, Glissa, il re dei dancali, un re
senza corona, nella vecchia capanna di legni nodosi di acacia composti a igloo, tiene
sempre consigli tribali molto animati. Il suo
coltello leggermente curvato come la tipica
Jambiya yemenita, il suo dialetto Afar dalle
forti aspirate, i suoi sguardi poco inclini alla
tolleranza, lasciano intendere che la terra dei
dancali, bambini che corrono nudi nella polvere tra le rocce vulcaniche infuocate, non
fatta per giocare, lunico vero gioco quello
che non conosce il perdono: il giocodella sopravvivenza!
19

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Stai viaggiando in

E 40 18 00

DA N C A L I A

L A D I V E R S I T
Testo e foto di Andrea Semplici

DI MOHAMMED

u Dini, ragazzo afar, mio figlio


afar, a dirmi che il soprannome
del pi sorprendente barista della
Dancalia era Mohammed Tchai Andrea
Tchai, Mohammed T T. Dopo Semplici
tanti anni di viaggi in questa terra assurda, il primo ricordo sempre per lui: magro,
ossuto, Mohammed ha un volto di angoli e spigoli, i
suoi capelli il pi delle volte sono lunghi e arricciati
come quelli di un hippie antico, ha un sorriso da joker
dancalo e gli occhi in cerca.
Mohammed, anni fa, fu il mio primo incontro con
il mondo degli afar, il popolo della Dancalia, la gente che addosso aveva la fama di ferocia e crudelt. E
cos, ancor oggi, viene raccontata la loro storia. Senza
fantasia, da esploratori e viaggiatori, giornalisti e antropologi sbrigativi.
Si parte per questi deserti di sale e fuoco con una sottile
inquietudine tessuta sotto pelle. Ma poi, allalba, dopo
le prime ore di un cammino notturno dietro alle carovane del sale, incontri Mohammed e senti che, con il
sole che si alza dietro alle montagne, i tuoi stereotipi se
ne vanno. Quella mattina, anni fa, cominciava cos la
mia prima discesa verso il cuore della Dancalia, verso
la Piana del Sale, verso i geycers di Dallol. Non sapevamo che cosa avremmo trovato, Mohammed ci sorprese
con il suo bar allombra bucherellata di unacacia.
20

Una collina di pietre, paesaggio arido, il fruscio del


passaggio dei cammelli (che poi sono dromedari), la
curva di un fiume disseccato. E un uomo, allimprovviso. Stava ravvivando le braci di un piccolo fuoco,
alle sue spalle la capanna a cupola degli afar. Di qui,
da sempre, passa la pista delle carovane che scendono
in Dancalia per raccogliere il sale.
Non appena ci vide, Mohammed si mise a sfaccendare
con tazzine di plastiche incrostate di macchie. Riemp
di acqua una teiera annerita. Il suo sorriso era un invito. Ci sedemmo su delle pietre sistemate in circolo. Ho
un ricordo da nostalgia irrimediabile di quel t. Avevo
in mente un articolo appena letto su una celebre rivista. Parlava degli afar: Feroci come il deserto, spietati
perfino con se stessi, elusivi come una cupa leggenda.
Alzai gli occhi e guardai Mohammed che continuava a
sorridere. Il feroce afar era un uomo gentile e premu-

roso. Attorno a lui zampettava un bambino.


Da allora sono tornato pi volte in Dancalia. E ogni
volta mi fermo alla capanna di Mohammed. Sorrido
quando mi spiegano che gli afar sono nomadi: ogni
anno li ritrovo allo stesso posto, come se non si fossero
mossi di un millimetro. Sono conservatori, abitudinari, compiono sempre gli stessi gesti. Oramai conosco
i nipoti di Mohammed. Lultima volta sua moglie ha
tirato fuori eleganti bicchieri in vetro arabescato per
offrirci il t. Una volta gli chiesi se potevo fotografarlo:
si alz, svan dentro la capanna e ricomparve con una
camicia bianchissima made in China con su stampigliato un fantastico drago alato nero. Non aveva dimenticato il jile, il lungo pugnale ricurvo degli afar.
Sul manico, un fiore di plastica rosso. Gli antropologi
mi avevano spiegato che era il simbolo dei nemici uccisi. A me parve un vezzo di eleganza.

Niente mi unisce a Mohammed.


Nella sua lingua ho imparato
solo a dire gheddegh, grazie. I
nostri colloqui sono fatti di silenzi. I nostri valori sono lontani anni-luce. Eppure io mi sento legato a questuomo. La sola
possibilit che abbiamo quella
di riconoscerci la diversit.
E la Dancalia diversit: la sola terra al mondo dove
si calpesta il fondale di un oceano. Qui si incontrano
tre faglie tettoniche e la Rift Valley comincia a tagliare
in due lAfrica, la lava del vulcano Erta Ale non ha
mai smesso di ribollire e Dallol continua, instancabilmente, a provare a diventare un cratere. Gli afar, i
progenitori di Mohammed, scelsero di vivere in questo deserto fra il mar Rosso e il fiume Awash. Loro
vedevano qualcosa che altri non riuscivano a scorgere
in questa solitudine di lava.
I saluti significano. In ogni parte del mondo. In Africa pi che altrove. In Dancalia raccontano qualcosa di
questa terra. Il momento dellincontro un baciamano. Prendo la mano di Mohammed e la porto alle mia
labbra. Lui, con un movimento da marionetta, ripete il gesto con la mia mano. Lo facciamo due volte.
Il saluto di benvenuto scambio fisico, racconto.
Laddio, invece, brusco. Ce ne andiamo dal bar di
Mohammed, dal deserto, dal vulcano, dalla Dancalia.
E non dovremo voltarci indietro. Si gira la schiena e
si va. Qualche volta, ci sar il tempo del ritorno. E
allora sar di nuovo baciamano, t, i racconti a gesti.
Davvero, fa bene venire in Dancalia.

Andrea Semplici, 62 anni,


giornalista e fotografo. Venti
anni fa ha cominciato a sfiorare la Dancalia. Ha dovuto
scriverne: Dancalia edito da
Terre di Mezzo. Ha scritto guide: Eritrea, Etiopia e Libia (Ed.
Clup). E poi, per Terre di Mezzo: Diario dAfrica, Viaggiatori
viaggianti, In viaggio con Kapuscinski, Gli anfibi slacciati di
Che Guevara. Dirige la rivista
on-line Erodoto 108.

Andrea
Semplici,
Dancalia,
Terre di mezzo,
Milano, 2012,
(2 a ed. 2014).
21

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Stai viaggiando in

E 40 18 00

PROGRAMMA KEL 12

DA N C A L I A

IN VIAGGIO CON KEL 12


Dallol l. Allorizzonte. Un isolotto nella Piana del Sale. [] Immutabile. E sempre diverso.
Come vorrei che questo posto si facesse bee di tutti noi. (Andrea Semplici)

La Dancalia, il Tigray e la citt bianca di Harar

Viaggi con lesperto


DURATA 13 giorni
PARTENZE 26 dicembre 2015, 4 febbraio 2016

DANCALIA
LINGUE UFFICIALI
Amarico e Afar
SUPERFICIE
50.000 km

Avventura dancala e Gibuti: la rotta del sale

Viaggi con lesperto

AREA GEOGRAFICA
Corno dAfrica
a confine con Eritrea,
Etiopia e Gibuti

DURATA 13 giorni
PARTENZE 26 novembre 2015, 14 gennaio 2016

DA NON PERDERE
Acque termali

CIBO

L A C U L L A D E L L U M A N I T

Injera: il pane della tradizione

Uno degli alimenti pi diusi nel territorio tra Eritrea


ed Etiopia linjera, un pane realizzato con farina
di te e un cereale simile al miglio, impastato a mano
e cotto per pochi minuti in piastre con tradizionali
coperchi a cupola.

Sulle sponde del lago Afrera possibile


concedersi lebbrezza di un bagno caldo
a 110 metri sotto il livello del mare
immergendosi in una delle sorgenti termali
di acqua dolce che sorgono a ridosso delle
saline. La piacevolezza delle acque di colore
blu cobalto, si unisce a quella del panorama
circostante: colline bianchissime di sale
appena estratto.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A

Harar: la citt bianca

Lucy: il primo ominide

I resti dellaustralopiteco Lucy, il pi famoso fossile


di ominide che sia mai stato scoperto, un esemplare
femmina di circa 20 anni risalente a 3,2 milioni di
anni fa, sono stati ritrovati proprio nella depressione
dancala negli anni 70. In amarico il nome di Lucy
Dinqinesh che significa Tu sei meravigliosa.
22

Capitale di un antico sultanato mussulmano


che solo a fine 1800 venne inglobato nello
Stato etiope, la citt bianca di Harar un
museo a cielo aperto, divenuto Patrimonio
dellUnesco nel 2004 per lunicit dei suoi
edifici che hanno conosciuto influenze
indiane, armene, egiziane e arabe. Qui
si trovano 82 mosche, alcune delle quali
risalenti al X secolo. Harar considerata la
quarta citt santa dellIslam.
23

DESIGN &
MODERN
LIVING
D E N T RO

I L

C U O R E

CUBA
D E I

C A R A I B I

La Isla Grande incanta con i suoi paesaggi naturali e un


fermento culturale inesauribile. Dalla vivace La Habana
allantica e solitaria Baracoa, Cuba si muove a ritmo di
musica, da ascoltare in una delle numerose Case de la trova
o da ballare nei locali e per strada.

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Non solo spiagge dorate, mare cristallino e natura incontaminata:


Cuba una vera e propria fucina creativa dove scoprire il fascino dellarchitettura coloniale e lasciarsi conquistare da una musica
che non ha eguali. In perfetto equilibrio tra passato e futuro, lisola mostra orgogliosa la sua storia secolare, dalle tracce dei primi
esploratori alla Revolucin, mentre si proietta fiduciosa in un futuro di apertura e disgelo, stringendo la mano ai vicini Stati Uniti.
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CUBA

LA ISLA
di Samantha Colombo

CHE SI MUOVE
fotografie di Roberto Carretta

A RITMO
DI MUSICA

Cuba

ellottobre di oltre cinque secoli fa, quando le sue


Caravelle approdano sullisola, Cristoforo Colombo ne resta talmente impressionato da non riuscire
a tradurre i propri pensieri in parole: tra le pagine dei
diari, racconta di una bellezza tanto straordinaria da
essere inedita per locchio umano. A oggi, il fascino di
Cuba resta sempre dirompente, un caleidoscopio di
natura, storia e cultura al centro dei Caraibi.
Questa vivacit non pu che esprimersi al meglio nella
capitale: La Habana non difatti una semplice citt,
bens un ricettacolo di vita e cultura. Separata dal mare
dal lungo Malcon, il viale su cui da un lato si affaccia-

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Stai viaggiando a

O 82 16 15

CUBA

no le antiche case e dallaltro sinfrangono i flutti del


Golfo del Messico, essa stessa lessenza di Cuba. Da
La Habana Vieja, il vecchio centro storico patrimonio
Unesco, fino alla periferia, sono le strade a pulsare di
vita: automobili anni 50, echi di musica e passi di
danza si mischiano tra negozi di libri e locali di ogni
tipo. Proprio in queste vie capita di incrociare un locale
storico come la Bodeguita del Medio, sotto le cui insegne
si sono avvicendati nomi celebri, dal presidente cileno
Salvador Allende, ad attori come Errol Flynn o scrittori
come Pablo Neruda, e forse non a caso proprio qui si
sorseggia anche un ottimo mojito, la bevanda cubana
ormai assunta a icona in tutto il mondo. Si dice che
Ernest Hemingway fosse un affezionato del locale e
che addirittura sia stato lui a inventare il drink: anche
se qui il mito a prendere il sopravvento sulla realt.
Fuori dalla capitale, un passato secolare ha lasciato
in tutta Cuba tracce tangibili e variegate, innestando
un insieme di stili artistici e architettonici: al centro
dellisola, si ergono due gioielli urbani come Cienfuegos, costellata da palazzi neoclassici, e Trinidad, tra
luoghi di culto e musei dalle linee raffinate. Qui fanno

mostra di s splendide architetture coloniali ed sufficiente spostarsi nei dintorni per visitare piantagioni di
canna da zucchero e tabacco. Ed impossibile pensare
a Cuba senza che il ricordo non arrivi a sfiorare i suoi
sigari: non un semplice prodotto tipico, ma un simbolo identitario, unindustria cos fiorente e apprezzata
da incrinare addirittura lembargo con gli Stati Uniti.
Leleganza coloniale si esprime anche in altre citt,
come Camaguey, il cui centro storico un intrico di
strade con incastonate chiese barocche e statue uniche,
per non parlare dei tinajones, i tipici vasi di terracotta
utilizzati in origine per la raccolta dellacqua piovana.
Se la storia dellisola cubana si dipana tra mille contraddizioni ed in grado di generare in chi vi si accosta
le sensazioni pi disparate, esattamente come i suoi
paesaggi si mostrano sempre mutevoli, nondimeno
vivace la sua vita culturale. Cos per entrare in contatto con la musica pi viscerale, basta varcare la soglia
di una delle numerose Case de la trova: da qui chitarre e voci di generazioni di interpreti portano avanti
una tradizione antica. I trovadores si muovono da una
parte allaltra dellisola con le loro chitarre, pizzicando

Automobili anni 50, echi


di musica e passi di danza
si mischiano per le strade di
Cuba tra locali di ogni tipo

le corde e cantando i loro versi, fino a diventare universalmente noti, come nel caso di quel tale Compay
Segundo, uno dei musicisti cubani pi conosciuti, capace di salire sui palchi di tutto il mondo fino a oltre
90 anni. Per tutti la sua immagine fissata nella mente grazie al film di Wim Wenders Buena Vista Social
Club, pellicola che stata in grado di catturare lessenza della musica dellisola caraibica.
La tradizione musicale cubana difatti una delle pi
incisive al mondo, talmente forte da diventare un vero
e proprio archetipo, ritmicamente strutturata per trasformarsi in danza e melodicamente pronta ad accogliere impegno e divertimento in egual misura. Basti pensare a come, dalla voce di Joseito Fernandez,
Guantanamera sia diventata linno non solo di una
nazione, ma di tutto un continente e ancora oltre.
Questa sorta di imprinting sonoro si propaga dal son
alla conga, passando per yamby, columbia e guaguanco, tutti generi di matrice squisitamente cubana, fino
a contaminare rock, jazz ed elettronica e non a caso
ogni crocevia de la isla pronto ad accogliere danze e
concerti, dai locali da ballo alle strade, perch la musica respiro e non ha confini. Cos, ad esempio, per
le strade di Baracoa, la citt pi antica dellisola solo
sfiorata da molti viaggiatori, risuona il chang, che
fonde, in un perfetto sincretismo, tradizione spagnola
e percussioni africane.
28

Accanto alla musica, lorgoglio cubano si palesa accecante sulla costa meridionale, in quella Santiago de
Cuba (citt natale di Italo Calvino) dove nel 1953 si
accende la miccia della Revolucin, come pure a Santa
Clara, dove ha sede il Mausoleo Che Guevara che custodisce le spoglie del Che, dei suoi compaeros caduti
in Bolivia e di altri combattenti. Insieme a questi tesori culturali, non vanno dimenticati paesaggi e spiagge,
gli stessi che hanno conquistato Colombo e i primi
esploratori e che ancora oggi rendono Cuba un paradiso in terra: come nel caso della provincia di Holgun,
nella parte occidentale dellisola, che accoglie i riflessi
dorati della sabbia, senza nascondere le meraviglie della barriera corallina. Con il suo inestimabile patrimonio insieme naturale e culturale, oggi lisola pronta
ad agguantare il proprio futuro e a vivere una nuova
era: la bandiera a stelle e strisce issata sullambasciata statunitense e, dopo mezzo secolo di isolamento,
i due paesi possono stringersi la mano, esattamente
come hanno fatto Barack Obama e Ral Castro. Tutto
questo Cuba, un vortice di energia senza fine, una
fucina creativa vitale e inesauribile, una musica che
non smette mai di suonare.

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CUBA

Antropologo italo-argentino
esperto di politica internazionale, Alfredo Luis Somoza collabora con varie testate
giornalistiche. direttore della
rivista online dialoghi.info e
presidente dellIstituto Cooperazione Economica Internazionale. Ha scritto libri su temi
storici, internazionali, turistici
e insegna in master e corsi
universitari. stato fondatore
e Presidente dellAssociazione
Italiana Turismo Responsabile.

CUBA
di Alfredo Lus Somoza

SENZA
fotografie di Roberto Salinas

PREGIUDIZI

uba Cuba, un paese che non


pu essere raccontato n analizzato per categorie perch da decenni un caso unico tra gli altri Alfredo Luis
stati dellAmerica Latina. Non solo Somoza
banalmente perch stato lunico
paese dellintero continente a guida comunista, ma
anche perch stato ed una fucina unica di cultura
e di pensiero.
La storia del 900 ci racconta due Cuba, la prima era
unestensione degli Stati Uniti che qui delocalizzarono gioco dazzardo e turismo, gestiti non sempre
da imprenditori puliti, la seconda la Cuba della
Revolucin, spina nel fianco dellingombrante vicino
del nord e amica di ogni movimento rivoluzionario
in America Latina e in Africa. La sua influenza, ben

30

oltre il suo peso reale, stata dovuta anche ai nomi


dei grandi personaggi che hanno costruito uno dei
miti del 900: Che Guevara, Fidel Castro, Ernest Hemingway. Lesperienza cubana degli ultimi 50 anni
pu essere raccontata in due modi, entrambi giusti: la
Cuba del regime a partito unico che ha punito con il
carcere il dissenso, e la Cuba che ha garantito alla sua
popolazione un livello di dignit sociale, istruzione e
sanit ben oltre la media latinoamericana. La Cuba
alleata dellURSS nel grande gioco della Guerra Fredda e la Cuba nazionalista che ha tenuto testa agli Stati
Uniti quale novello Davide. Sempre due storie in una.
U N A C O M P L E S S I T R A D I C ATA
NELLA STORIA

proprio la complessit di Cuba e della sua societ che spiega linspiegabile, e cio come sia successo
che dopo la fine dellURSS questo piccolo paese abbia
potuto continuare sulla sua strada politica senza tracollare. Parte del rebus dovuta alla qualit dei suoi
massimi dirigenti, cio la famiglia Castro, che riusc
negli anni 50 a costruire un fronte sociale nel quale
trovarono posto coloro che erano stati sempre emarginati, i poveri, la piccola borghesia, i contadini e gli
afroamericani, e a tenerlo coeso lungo i decenni. Uno
strano regime, quello castrista, che pur diventando

implacabile con lopposizione, ha sempre mantenuto


canali aperti di dialogo e collaborazione con la Chiesa
Cattolica, la Massoneria (potentissima a Cuba) e le gerarchie della religione afrocubana (la Santeria).
Ora Cuba in transizione, cio sta progressivamente
permettendo spazi di libert individuali ed economiche finora negati. Una transizione che ha regolarizzato
i paladares e le casas particolares, cio i ristoranti e i
B&B gestiti non dallo Stato ma dai privati e il turismo
sempre gestito in regime monopolistico dallo Stato
insieme a grandi compagnie multinazionali, diventa
ora opportunit di reddito familiare non pi clandestinamente.
Maggiori libert che conosceranno unaccelerazione
grazie alla fine del fallimentare embargo (dopo 53
anni) che gli Stati Uniti hanno imposto allisola con
lintenzione di fare tracollare il regime. E ora a Cuba
torneranno gli imprenditori a stelle e strisce che non
vedevano lora di riprendere a lavorare per recuperare
il tempo perso.
C O N L A B E N E D I Z I O N E PA PA L E
Questa ordinata e insolita transizione alleconomia di
mercato che non vuole mettere in discussione lassetto
politico, ricorda molto la Cina e il suo capitalismo di

Stato. Sicuramente a Cuba sar diverso come sempre


stato, e questa diversit si dimostra anche con linsolito ruolo giocato dal Vaticano nella lunga mediazione
che ha portato la pace tra USA e Cuba. Una mediazione iniziata da Papa Wojtyla, portata avanti da Papa
Ratzinger e conclusa da Papa Bergoglio. Il perch di
questa attenzione particolare presto detto: per il Vaticano, lisola caraibica una pedina importantissima
per il recupero di fedeli nel suo pi grande serbatoio
di fedeli, lAmerica.
Dopo il passaggio di Wojtyla, a Cuba venne dichiarato
festivo il giorno di Natale, si attendono anche gesti
clamorosi durante la visita-lampo di Papa Francesco
il prossimo settembre lungo la via che lo porter negli
Stati Uniti.
I viaggiatori che si recheranno in questi mesi a Cuba
saranno testimoni della Storia, perch proprio in quel
lembo di Caraibi si sta chiudendo la Guerra Fredda e
si sta riscrivendo la storia futura del Continente americano. Come sar la conclusione di questo processo
ancora difficile da immaginare, ma il patrimonio pi
importante di Cuba per costruire il suo futuro la sua
gente. Quel capitale umano formato, temprato dalle
difficolt, esperto nellarte di arrangiarsi, che non ha
mai rinunciato a fare musica, a scrivere e a discutere.
La Cuba del futuro potrebbe essere per quei corsi e
ricorsi della storia, uno dei migliori alleati degli Stati
Uniti e tornare alla guida dei Caraibi come gli spetta
di diritto. Insomma, Cuba ancora pu stupirci perch
qui la creativit di casa.
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Stai viaggiando a

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PROGRAMMA KEL 12

CUBA

IN VIAGGIO CON KEL 12


Yo soy un hombre sincero. De donde crece la palma. Y antes de morirme quiero.
Echar mis versos del alma. (Guantanamera)

Gran mojito

Viaggi avventura

CUBA

DURATA 15 giorni
PARTENZE 18 ottobre 2015, 27 dicembre 2015,
14 febbraio 2016

STORIA

LIsla Grande da La Habana


a Santiago de Cuba

1902: indipendenza
1953-1959: rivoluzione cubana
guidata da Fidel Castro ed
Ernesto Che Guevara

Viaggi con lesperto


DURATA 15 giorni
PARTENZE
27 dicembre 2015,
14 marzo 2016

aprile 1961: embargo totale


imposto dagli Stati Uniti

Daiquiri

Viaggi avventura
DURATA 9 giorni
PARTENZE 3 gennaio 2016, 27 marzo 2016, 15 maggio 2016

aprile 2015: storica stretta di


mano tra Obama e Raul Castro

DA NON PERDERE
Auto depoca e bici taxi

C U R I O S I T

PRODOTTI TIPICI

La nave della Revolucin

Il Granma la nave su cui Fidel Castro ed Ernesto Che


Guevara sono approdati a Cuba dal Messico, durante
la Rivoluzione del 1956. Il battello un simbolo
nazionale cubano ed conservato a La Habana, mentre
il luogo dello sbarco stato cos rinominato (Provincia
di Granma) in suo onore.

Per esplorare lisola con uno sguardo inedito


lideale concedersi una visita panoramica
dellHabana a bordo delle tipiche auto
depoca, rigorosamente anni 50, rivivendo il
glamour dellepoca pi aascinante di Cuba,
senza dimenticare che alcune di queste classic
car hanno un fascino davvero unico. Per chi
preferisce i ritmi pi rilassati invece possibile
andare a spasso per Camaguey con le bici-taxi,
tipici tricicli con conducente simili a risci.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A
La Fabbrica di Arte Cubana

Sigari e rum

Dalle coltivazioni di tabacco e canna da zucchero,


nascono due dei prodotti cubani pi pregiati: sigari e
rum. E proprio da questultima bevanda, nascono anche
dei cocktail che hanno conquistato il mondo intero:
mojito, daiquiri e cuba libre.
32

Inaugurata nel febbraio 2014, la Fabbrica


di Arte Cubana, o FAC, un luogo di
incontro dove possibile godere di unampia
proposta culturale. Nei quattro piani della
galleria, realizzata allinterno di una vecchia
fabbrica di olio, trovano spazio diverse arti
dalla pittura alla fotografia, dalla moda alla
letteratura. Al primo piano della struttura c
uno spazio dedicato alla danza, al teatro e
al cinema, pi una terrazza chiamata nave
azzurra per concerti.
33

A L

C U O R E

D E L L I N D U I S M O

KUMBH MELA

N 2 9 5 8 0 0.1 2

E 7 8 1 0 0 0.1 2

Da gennaio a maggio 2016 decine di milioni


di pellegrini, di asceti e guru arriveranno ad
Haridwar, una delle 7 citt sacre dellInduismo,
per le celebrazioni del Kumbh Mela, la massima
espressione della spiritualit hindu.
Il Kumbh Mela il pi grande raduno religioso del
mondo, un pellegrinaggio di massa dove lInduismo
dispiega ancora una volta il proprio carattere popolare coinvolgendo milioni e milioni di pellegrini,
curiosi e viaggiatori. Siamo di fronte a una grande
festa, dove momenti di spiritualit fatti di preghiera e raccoglimento si alternano a danze e canti, con
lunico fine di bagnarsi nelle acque dei fiumi sacri.
Lobiettivo comune a tutti i pellegrini ottenere la
redenzione dai peccati e la liberazione spirituale.

N 00 00 00

Stai viaggiando in

E 00 00 00

India

THE
di Marilena Roncar

HUMAN
fotografie di Vincenzo Rossi

ROAR

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N 2 9 5 8 0 0.1 2

Stai viaggiando in

E 7 8 1 0 0 0.1 2

INDIA

Al pellegrinaggio
accorrono le
pi disparate
personalit
religiose.

Ci sono momenti in cui quello che il pi grande


raduno religioso al mondo, si avvicina a qualcosa
di apocalittico, con una massa umana che si staglia
a perdita docchio e un vociare ininterrotto 24 ore
su 24, racconta il fotografo marchigiano Vincenzo
Rossi, autore di questo portfolio. Da qui: The Human Roar, Il Ruggito umano, che oltre a essere il titolo di un suo scatto, ha dato il nome a una collettiva
sul Kumbh Mela, dello stesso Rossi, con i fotografi
Enzo Priore e Riccardo Melzi, presentata a Bergamo
nel 2013. Le immagini di Rossi raccontano insieme
lenorme portata dellevento religioso e la miriade di
piccole storie individuali che conducono i pellegrini a
questo appuntamento collettivo con il divino.
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L A S P I R I T U A L I T I N I N D I A C O M E
U N Q U I N T O E L E M E N T O , A L PA R I
DI TERRA, ARIA, ACQUA E FUOCO

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N 2 9 5 8 0 0.1 2

Stai viaggiando in

E 7 8 1 0 0 0.1 2

INDIA

Lungo la riva del Gange il terreno ricoperto di


paglia per evitare che si trasformi in fango. Dei
sacchi di sabbia, posizionati uno a ridosso dellaltro formano una sorta di gradinata che termina
nel fiume e facilita la discesa delle persone.
dal libro Maha Kumbh Mela di Enzo Priore

A TUTTI I PELLEGRINI
GARANTITO
U N PA S T O A L G I O R N O

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Stai viaggiando in

E 7 8 1 0 0 0.1 2

INDIA

QUELLA
I N T E R V I S TA A V I N C E N Z O R O S S I

T R AVO L G E N T E
di Marilena Roncar

ESPERIENZA DEL SACRO


fotografie di Vincenzo Rossi

e lusanza di recarsi presso i


luoghi santi in compimento di
un voto o per ottenere un bene sperato, una realt radicata in tutte le Vincenzo Rossi
tradizioni spirituali, per lInduismo
lappuntamento sacro pi importante senza dubbio il Kumbh Mela, che si celebra
ogni tre anni a rotazione in quattro citt differenti:
Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nashik.
Fine del Kumbh Mela liberarsi dai condizionamenti
della vita terrena e purificarsi attraverso il bagno nel
fiume sacro, interrompendo cos il ciclo della reincarnazione. Per chi ama lIndia e la fotografia un evento irrinunciabile, loccasione per documentare una
moltitudine umana che non ha eguali, un turbine di
volti e colori, la folla che si getta nelle acque sacre in
unatmosfera permeata da una profonda spiritualit,
come ci racconta il fotografo marchigiano Vincenzo
Rossi, autore del reportage delle pagine precedenti.
A quando risalgono i tuoi scatti sul Kumbh Mela?
Era il 2013 quando ho avuto la fortuna di partire per
lIndia in concomitanza con il Maha (grande) Kumbh
Mela, che si teneva presso la citt di Allahabad.
I dati del sito ufficiale dellevento parlano di una par42

tecipazione di circa 120 milioni di pellegrini per ledizione 2013, con una punta di 35 milioni il 10 febbraio, il giorno del silenzio (Mauni Amavasya) dedicato al
bagno reale. Qual era latmosfera di quei giorni?
unesperienza che cambia di continuo. Si convive
con una folla sterminata che si stende a perdita docchio su tutto lorizzonte, a momenti sembra di essere
dentro il giorno del giudizio, costantemente immersi
in un vociare incessante. In altri momenti la situazione pi rilassata: un alternarsi gioioso di preghiere,
canti e balli. E tuttavia impressiona la serenit con
cui i pellegrini vivono in questa estrema promiscuit:
pur essendo svariati milioni in unarea molto ristretta,
sono sempre composti, tranquilli, anche felici.
Levento gestito dal governo indiano e i numeri sono
impressionanti: nel 2013 erano stati predisposti oltre
150 km di passerelle metalliche e altrettanti di rete
elettrica. In pi erano state costruite decine di milioni di Pandal, le grandi tende per gli incontri spirituali, e ancora tende per abitazioni da campo, i bagni,
centinaia di cucine, mercati interni, centri di pronto
soccorso e tanto altro. Che cosera in tutta questa immensit a catturare il tuo sguardo di fotografo?
Quello che colpisce prima di tutto lincredibile

quantit e variet dei volti dellIndia, volti che hanno


nella bellezza e nellespressivit un tratto comune. E
poi la spiritualit, perch nei giorni del Kumbh Mela
c la possibilit di entrare nelle tende dei grandi maestri, di persone votate allascesi fin dalla nascita, per
discutere con loro di filosofia e religione. Ad esempio
con Riccardo Melzi ed Enzo Priore (gli altri due fotografi con cui ha poi firmato la mostra NdR), siamo
entrati in contatto con un sadhu, un maestro, che ci
ha invitato a partecipare alla parata del bagno reale
camminando vicino al suo carro. Un vero privilegio,
che ci ha consentito di vivere levento da protagonisti.
Durante labluzione
ognuno si prende un
momento per pregare.

In questa situazione cos magmatica, qual lapice del


raccoglimento?
Senza dubbio labluzione, che poi un momento molto veloce perch polizia e uomini rana sono pronti a
spingerti via un attimo dopo che ti sei immerso, onde

evitare che si formi la calca attorno


alla riva. E tuttavia quel momento, in
cui ognuno da solo, coincide con la
preghiera individuale e anche con la
felicit di essere riusciti a bagnarsi nel
fiume sacro.

Vincenzo Rossi ingegnere, vive


e lavora tra Modena e Roma.
Nel 2006 si avvicina alla fotografia spinto dalla passione
per il viaggio e la scoperta di
culture lontane. La religione
e lesperienza del sacro sono i
suoi principali temi fotografici. Birmania, Ladakh ed Etiopia gli ultimi luoghi visitati.
Mostre: Kumbh Mela - The
Human Roar, Museo Storico
di Bergamo, 2013.

Quale idea ti sei fatto del Kumbh


Mela dopo averla vissuta?
Prima di partire pensavo che fosse
espressione di un induismo estremo,
invece trovandomi a viverla ho costatato che qualcosa di molto sentito
da tutta la popolazione, senza distinzione di casta. Poi
un dettaglio: viaggiando in India normale imbattersi
in santoni o sedicenti guru che ti chiedono dei soldi
per essere fotografati, invece quando sono arrivato al
Kumbh Mela non ho incontrato nessuno che volesse
farsi pagare. Erano tutti semplicemente disponibili.
Quale sensazione ti rimasta addosso e soprattutto ci
ritorneresti?
La sensazione duplice: aver partecipato a qualcosa di
unico, allevento che riunisce pi persone al mondo,
insieme al benessere di esserne stato testimone attraverso la fotografia. E poi s, ci ritornerei, vorrei documentare ancora meglio quella moltitudine umana
che si riversa sulle rive del Gange per abbeverarsi a
qualcosa di sacro.

43

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Stai viaggiando in

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INDIA

India

IL RADUNO
RELIGIOSO
PI GRANDE
DEL MONDO
di Marco Restelli
fotografie di Enzo Priore

bbiamo un appuntamento, nel marzo 2016: con


decine di milioni di pellegrini e di asceti, di guru
e di cantori di dio. Da gennaio a maggio infatti decine
di milioni di hindu arriveranno ad Haridwar - una
delle 7 citt sacre dellinduismo - nello stato indiano
dellUttarkhand. Ci sono appuntamenti che non si
possono mancare e il pi grande raduno religioso del
mondo - il Kumbh Mela - uno di questi. Come i pellegrini, anche tanti gruppi di viaggiatori confluiranno
da tutta lIndia per incontrarsi qui, a Haridwar, una
delle quattro citt che da migliaia di anni si alternano
nellospitare il Festival (Mela) della Brocca (Kumbh).
In un tempo mitico prima della creazione del mondo,
quando il dio Vishnu dormiva su un serpente arrotolato sopra loceano primordiale, gli dei e i demoni si diedero battaglia per conquistare la Brocca che
conteneva il nettare dellimmortalit: lAmbrosia, o
Amrit. La Brocca era in mano al dio protettore della
medicina ayurvedica, Dhanvantari, ma quando i contendenti cercarono di strappargliela di mano quattro

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Stai viaggiando in

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INDIA

Marco Restelli, giornalista milanese, laureato in lingue


orientali. Viaggia in Asia, scrive libri e reportage e guida i
gruppi di viaggiatori di Kel 12.
stato vicedirettore di GEO.
Oggi insegna cultura indiana
allUniversit Statale di Milano. Il suo blog MilleOrienti.

DA GENNAIO A MAGGIO
2016 DECINE DI MILIONI
DI HINDU ARRIVERANNO

www.milleorienti.com

A D H A R I DWA R

gocce di ambrosia dellimmortalit caddero sulla Terra. Nei luoghi dove le quattro gocce toccarono il suolo
nacquero altrettante citt: Prayog (oggi chiamata Allahabad), Haridwar, Nasik e Ujjain. La battaglia fra
gli dei e i demoni dur 12 giorni, e poich un giorno
divino dura un anno umano per questa ragione che
il Festival della Brocca si celebra in un ciclo di dodici
anni umani, suddiviso in cicli minori, una volta per
ciascuna delle quattro citt.
Il 2016 sar la volta di Haridwar: sulle rive del fiume
Gange che la attraversa troveremo una citt mistica,
una distesa a perdita docchio di vari chilometri quadrati, punteggiata da migliaia di tende, tendoni e padiglioni improvvisati; ciascuno dedicato a una delle
mille diverse scuole o tradizioni induiste (seguaci
di Shiva, di Vishnu, della Shakti, o di una delle loro
46

tante forme come Krishna, Rama, o la dea Lakshmi),


mentre il festival attraversato da carri, processioni,
cerimonie, musiche e canti eseguiti da fedeli ma anche
diffusi dagli altoparlanti, di giorno e di notte.
Il Kumbh Mela il cuore dellinduismo, il luogo
dove lIndia pi India. uninvasione di immagini,
una cascata di stimoli per tutti i nostri sensi. Una Babele di sacralit ma anche di materialit, fatta di terra,
di profumi di spezie, di fiori, di frutta, di offerte, di
canti, di inni a questo o quel guru, di inviti a entrare
in questo o quel padiglione, a scoprire la saggezza di
qualche scuola o tradizione. Con momenti di delirio
estatico, come quando escono correndo dalle proprie
tende i Naga Baba, nudi e coperti solo di cenere: sono
sadhu (asceti), i pi rigorosi adepti di una tradizione
di meditazione solitaria che in questa occasione si ri-

uniscono e si trasformano, si esaltano e si precipitano


(non attraversate la loro strada!) verso il Gange per
farvi il bagno sacro, indifferenti alla propria nudit di
fronte alla folla, qualcuno a volte con una spada in
mano. Asceti guerrieri, folli di dio.
Continuamente, di giorno come di notte, il Festival
della Brocca viene percorso da cortei e processioni, alla
testa dei quali c spesso un trattore o un camion, un
carro di buoi o unautomobile, tutti comunque ricoperti di ghirlande di fiori arancioni (il colore delle vesti dei rinuncianti, degli asceti) tutti con un trono pi
o meno luccicante e sovrastato da un ampio ombrello
che simboleggia il cielo. Sul trono c lui o lei: il/la
guru (s perch le donne-guru, o gurvini, un tempo
quasi assenti, sono in aumento) variamente circondati dai propri fedelissimi e seguiti a piedi da una folla
festante.
innegabile, vedremo anche momenti di marketing
religioso quando i fedeli di un guru cercheranno di
attirare la gente nei propri padiglioni/tendopoli, magari per raccogliere fondi destinati alla costruzione
di nuovi ashram. Ma tutto ci non toglie nulla alla
profonda religiosit dellevento, perch in India sacro
e profano, spirito e corpo, meditazione e terra, non
sono mai in contraddizione, sono mescolati in ogni
aspetto della vita e dunque perch non dovrebbero
esserlo qui? Nel Kumbh Mela c il momento per la
propaganda ma anche il momento per la meditazione
profonda e il raccoglimento, nelle tende dove vengono
impartiti insegnamenti ai fedeli indiani (ma anche a
praticanti che arrivano qui da ogni parte del mondo).
in occasione del Kumbh Mela che Haridwar - come
le altre citt che a turno ospitano questo immenso raduno - diventa la capitale dellinduismo: il luogo in
cui si incontrano e si fondono tutte le anime di questa
antichissima religione priva di un fondatore e priva di
un Papa, basata non su uno ma su numerosi testi sacri - da cui la molteplicit di scuole interpretative e di

Si potrebbe quasi dire che sia


il Kumbh Mela a tenere uniti
da secoli gli hindu, che per
il resto parlano lingue diverse
e seguono insegnamenti
spirituali differenti

tradizioni. Si potrebbe quasi dire che il Kumbh Mela


a tenere uniti da secoli gli hindu, che per il resto parlano lingue diverse e seguono insegnamenti spirituali
differenti. Il Kumbh Mela loceano a cui confluiscono tutti i fiumi, il momento del necessario confronto
fra asceti itineranti, guru e mistici solitari che altrimenti non si incontrerebbero mai, chiusi nei propri
ashram. Il Kumbh Mela il loro conclave, mentre per
i milioni dei loro seguaci una festa.
Questo e altro vedremo nella Babele mistica di Haridwar, camminando sulle rive del Gange. Anzi della
Gang, il pi sacro dei fiumi che come quasi tutti i fiumi indiani femminile: una dea. Capace di purificare
il karma di chi vi si immerge e di assicurare una buona
reincarnazione a chi fa spargere le proprie ceneri fra le
sue onde. I fiumi sacri attraversano il corpo dellIndia
come i canali della nostra energia sottile attraversano
il nostro corpo, secondo la fisiologia dello yoga. E la
pi potente energia che scorre in noi, la Kundalini,
femminile: giace nel chakra alla base della nostra spina
dorsale come un serpente addormentato, arrotolato.
In attesa del risveglio, dellilluminazione interiore,
della creazione del nostro mondo (interiore o esteriore), come Vishnu dormiva su un serpente prima della
creazione del mondo.
Cos il mondo dellinduismo si risveglia e si ricrea ogni
volta, nel Kumbh Mela. Ne parleremo cominciando
la nostra visita di Haridwar, quando sfioreremo i fianchi sinuosi della dea Gang. Accadr di notte. Perch
la notte e le stelle sono amiche dei pellegrini. E dei
viaggiatori.
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Stai viaggiando in

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INDIA

Il consumo di
cannabis, proibito
in India, tollerato
tra i naga baba.

QUELLA
I N T E R V I S TA A M A R I O R O M U A L D I

S F U M AT U R A
di Marilena Roncar

IN PI
fotografie di Riccardo Melzi

Lidea era semplice, volevamo


proporre viaggi che avessero in
s unesperienza speciale, qualcosa
di unico, comincia cos il raccon- Mario
to di Mario Romualdi, tante pro- Romualdi
fessioni e competenze in una vita
sola: sociologo, giornalista, imprenditore, sindacalista
ed esperto di viaggi, oltre che accompagnatore Kel 12.
lui lideatore della linea di viaggi Sfumature, ovvero Rendez vous. Appuntamenti con il mondo, quella
per intenderci che mira a creare particolari occasioni
di incontro in grado di attrarre gruppi provenienti da
itinerari diversi.
Viaggi con lesperto. Rendez vous un filone di viaggi
che aggiunge valore a itinerari gi di per s apprezzabili e conclusi. Ci racconti qualche esperienza in merito?
Abbiamo iniziato noleggiando una barca in Birmania
e questo ci ha consentito di visitare luoghi altrimenti non fruibili via terra. Sulla barca eravamo in 45 e
in quel caso la sfumatura, levento speciale, stata
una cena su un isolotto deserto, dove peraltro era stato allestito, sempre solo per noi, uno spettacolo della
Scuola Nazionale di Danza. Quindi siamo passati al
Guatemala dove tre gruppi itineranti si sono ritrovati
a Tikal e qui oltre a visitare il sito di notte, abbiamo
avuto il privilegio, grazie al permesso dellUnesco, di
48

assistere a un rito officiato nella Gran Plaza, uno dei


luoghi archeologici pi coinvolgenti del pianeta. Infine nel 2015 stata la volta della Giordania, con una
cena esclusiva e realizzata sempre solo per noi, nella
piccola Petra.
Creare un evento esclusivo rende il viaggiatore un privilegiato, gli consente di trasformarsi in un novello
Robinson Crusoe alla ricerca di esperienze inedite, ma
in tutto questo che valore ha la dimensione collettiva
dellesperienza?

Chi viaggia con noi, i cosiddetti compagni di valigia


come li chiamo io, sono persone che hanno in comune una curiosit sana, sono attratti da facce, terre e
culture diverse, per cui facile creare lambiente adatto per la condivisione di unesperienza, il che accentua
la sensazione di essere parte di qualcosa di unico.
Per il 2016 la tappa scelta per Viaggi con lesperto. Rendez vous il Kumbh Mela, e proprio l si incontreranno 8 gruppi con itinerari diversi in India, Nepal e Sri
Lanka. Perch questa scelta?
Ci sono eventi, e il Kumbh Mela uno di questi, che
pur non essendo a esclusivo beneficio nostro, hanno
qualcosa di unico da mostrare, sono manifestazioni di
rilievo planetario. L avremo modo di verificare come,
ancora una volta, lInduismo sia in grado di proporre
e imporre il proprio carattere popolare nel senso pieno e coinvolgente del termine, chiamando a raccolta
milioni e milioni di fedeli, ma anche tanti curiosi e
viaggiatori.
Lappuntamento per il 2016 ad Haridwar
S noi andiamo ad Haridwar, laddove il Gange che
scende dalla vicina catena Himalayana ancora impetuoso, perch per dirla con le parole di Tiziano

Laureato in sociologia, impegnato nel sindacato, nel giornalismo e nelleditoria, Mario


Romualdi imprenditore e
programmatore di viaggi. Negli anni ha smussato angolosit, ma non gli mai venuta
meno lattenzione per laltro
e il sociale. E non ha dimenticato di aver dovuto attraversare lo Stretto di Messina.

Terzani Se Dio morto in Occidente, ha per ancora


mille indirizzi in India e Haridwar uno di questi.
L la scena sar grandiosa, formicolante, spettacolare,
caotica, eccessiva, trascendentale e anche fotogenica.
Mentre in Occidente si separa il sacro dal profano, il
godimento dalla sofferenza, la vita dalla morte, la terra
dal cielo, l tutto sembrer fondersi e confondersi, cos
come si fonderanno i corpi di milioni di pellegrini che
si bagneranno nel Gange.
In che modo un viaggiatore occidentale riuscir a entrare in sintonia con un evento di tale portata?
Baster armarsi non solo di macchina fotografica, ma
anche di tanta curiosit e soprattutto di voglia di capire un fenomeno di massa non incontrabile altrimenti.
Volendo essere protagonisti dellevento, noi di Kel 12
abbiamo deciso di accamparci in un campo tendato,
realizzato proprio per contenere tutti e 8 i nostri gruppi. Prevediamo serate di approfondimento grazie ad
accompagnatori esperti, tra cui uno yogi, in grado di
dire la loro in materia, inoltre ci sar la possibilit di
incontrare e confrontarsi con i sadhu, gli asceti hindu.
E dopo il Kumbh Mela, appuntamenti per il futuro?
Posso anticipare che il prossimo appuntamento di
Rendez vous sar in Colombia a fine novembre, inizio
dicembre 2016. Ci andremo diversificando tre itinerari: naturalistico, archeologico e coloniale e levento
sar probabilmente a Cartagena, la citt pi scenografica e integra del Paese, ma per i dettagli bisogna aspettare. Intanto viviamoci il Kumbh Mela.
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Stai viaggiando in

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INDIA

Si dice Conosci un sadhu e conosci il Kumbh: questi


asceti itineranti sono una presenza fondamentale.
Io direi che sono proprio lanima del Kumbh Mela,
tanto che gli indiani si recano in pellegrinaggio sia per
lincontro ecumenico sia per ricevere le benedizioni
dai sadhu e per toccare i loro piedi, massimo segno
di devozione. Sono persone che hanno reciso volutamente, anche con un funerale iniziatico, tutti i collegamenti con i piani orizzontali dellesistenza, quelli
propri della societ, e hanno deciso invece di vivere
il pi possibile in un piano verticale, che quello del
divino e del mistero.

I PIEDI
I N T E R V I S TA A W A LT E R T H I R A K R U TA

SACRI
di Filippo Spreafico

D E L L I N D I A

Lautomortificazione dei
sadhu consente laccesso
allilluminazione

fotografie di Enzo Priore

In India c un detto: La vicinanza di un saggio vale


pi di cento anni di pratica. Ecco, io ho avuto la fortuna di vivere 7 anni accanto a un grande saggio.

a spiritualit in India come


un quinto elemento, al pari di
terra, aria, acqua e fuoco. Tutto
pervaso da un senso trascendente: Walter Thirak
la mucca che cammina in mezzo al Ruta
traffico, lodore pungente dei garofani arancioni venduti lungo le strade, lacqua del
Gange, che cura e purifica nonostante sia una delle
pi inquinate al mondo. Il Kumbh Mela diventa la
massima espressione di questa spinta collettiva verso il mistico: nel Triveni Sangam, la confluenza dei
tre fiumi sacri Gange, Yamuna e Sarasvati, milioni di
persone si ritrovano e convivono gli uni accanto agli
altri, tra cerimonie rituali e bagni di purificazione,
tra i suoni del cembalo e le preghiere delle oltre 8000
congregazioni religiose. Figlio di un padre
viaggiatore, appassionato di Oriente fin da
piccolo e oggi yogi in giro per il mondo,
Walter Thirak Ruta ci racconta il lato pi
sacro dellIndia, lui che ha imparato a conoscere i sadhu, soggiornando nelle loro tende
e dormendo con loro per terra, in un continuo percorso di scoperta della spiritualit.
Quando hai capito che la meditazione
orientale e lo yoga erano la tua strada?
Sono sempre stato un amante delle cultu50

re, della spiritualit, dellOriente. Poi durante gli anni


universitari a Pavia feci un incontro fondamentale:
trovai un centro di meditazione dove ebbi la possibilit di sperimentare e muovere i primi passi nel mondo
della filosofia orientale, delle cure alternative, dello
shiatsu. Durante uno di questi corsi incontrai Sri Sri
Sri Satchidananda, maestro indiano silente da pi di
40 anni. Fu un impatto fortissimo.
Immagino sia stato un grande onore per te.
Un onore e una fortuna. Anzi, la fortuna delle fortune stata che questo swami novantenne, grande yogi
che ha scelto il silenzio come forma personale di autonegazione, mi ha preso rapidamente sotto la sua ala,
trattandomi come un figlio spirituale.

A proposito di India, ricordi


il tuo primo impatto con questo Paese? Hai provato anche
tu uno shock culturale?
Assolutamente s. Pensavo di
essere preparatissimo, invece
la prima volta che arrivai fui
letteralmente assalito da una
serie incredibile di stimoli e
dalla ricchezza dellIndia barocca, colori e profumi che
impregnano laria, gente che
ti avvicina, sapori. In India non sei mai solo. Ancora
oggi una cosa travolgente: appena arrivi ti accorgi
che tutto quello che puoi immaginare molto meno
della realt.

In quanto yogi da molti anni, ormai conosci quelle


regole non scritte di comportamento che importante adottare. Cosa possono aspettarsi i viaggiatori che
incontrerai durante il Kumbh Mela?
Il viaggio Kel 12 ci permetter di sostare nelle tende degli asceti per percepire da vicino latmosfera che regna
allinterno di queste congregazioni. Soltanto durante
il Kumbh Mela i sadhu si rendono completamente
disponibili e permettono a tutti, senza distinzione di
casta e status sociale, di mettersi al cospetto della loro
sacralit. Oltre ai consigli pratici,
il mio desiderio proprio quello di permettere a chi viaggia di
avere accesso a questo senso di
bellezza e anche di intimit, pur
trovandosi in mezzo a milioni di
persone, ricchi e poveri, asceti e
sudra, pellegrini e viaggiatori.

Formatosi in Italia e devoto


agli insegnamenti del maestro silente di Madras, Walter
Thirak Ruta oggi insegna regolarmente alla Scuola Yoga
Pramiti di Ventimiglia e in
numerosi seminari di yoga in
Italia, Francia e India. autore di saggi e libri dedicati alle
discipline orientali e interprete
culturale Kel 12 per il Kumbh
Mela 2016.

Com stato il tuo primo incontro con il Kumbh


Mela?
Quando nel 2006 il mio maestro ha lasciato il corpo,
ho cominciato a cercare altre fonti di spiritualit. Ho
iniziato seguendo un ritualista di fuoco: in un certo
senso stato proprio il fuoco, quello sacro che brucia
il karma e consente lascensione mistica, a diventare
un aggancio per capire il Kumbh Mela. Il fuoco si
trova allinterno di tutte le tende dei sadhu presenti
al pellegrinaggio, tanto nei grandi Pandal quanto nei
piccoli ripari improvvisati con qualche telo.
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Stai viaggiando in

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PROGRAMMA KEL 12

INDIA

IN VIAGGIO CON KEL 12


LIndia assale, prende alla gola, allo stomaco.
Lunica cosa che non permette di restarle indierente. (Tiziano Terzani)

KUMBH MELA
C U R I O S I T
Le 7 citt sacre dellInduismo
sono: Varanasi, Haridwar,
Ayodhya, Dwaraka, Mathura,
Kanchipuram e Ujjain.
Il Maha Kumbh Mela del 2013
ha visto la partecipazione di 120
milioni di pellegrini.

Il cuore dellIndia e il Kumbh Mela

Kumbh Mela in India: da Delhi a Haridwar

Rendez vous. Appuntamenti con il mondo

Rendez vous. Appuntamenti con il mondo

DURATA 14 giorni

DURATA 8 giorni

PARTENZE 26 febbraio 2016

PARTENZE 3 marzo 2016

Grande adorazione di Shiva e il Kumbh Mela

Delhi Jaipur Agra e il Kumbh Mela

Rendez vous. Appuntamenti con il mondo

Rendez vous. Appuntamenti con il mondo

DURATA 16 giorni

DURATA 12 giorni

PARTENZE 24 febbraio 2016

PARTENZE 28 febbraio 2016

Loro del Punjab e il Kumbh Mela

Rajasthan e Kumbh Mela

Rendez vous. Appuntamenti con il mondo

Rendez vous. Appuntamenti con il mondo

DURATA 14 giorni

DURATA 16 giorni

PARTENZE 1 marzo 2016

PARTENZE 24 febbraio 2016

DA NON PERDERE
Il campo tendato

COSTUMI

SIMBOLI

Labito femminile tradizionale

Il sari lindumento femminile tradizionale indiano dalle


origini antichissime. Consiste in una fascia di stoa larga
circa un metro, la cui lunghezza varia da 4 a 9 metri.
Le donne sono solite bagnarsi nelle acque sacre
completamente vestite: la stoa del sari talmente leggera
da asciugare allaria in pochi minuti.

Kel 12 organizza un campo tendato


direttamente ad Haridwar, per dar modo ai
propri viaggiatori di non restare ai margini,
ma di entrare nel cuore delle celebrazioni
del Kumbh Mela. Sono previste serate di
approfondimento grazie ad accompagnatori
esperti e a yogi in grado di introdurre
allevento.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E I N
Sri Lanka e Nepal

La conchiglia nellInduismo

La conchiglia uno dei principali simboli dellInduismo.


Proveniendo dallacqua essa rappresenta, con la sua
forma a spirale, lorigine dellesistenza. Viene lavorata
per ottenere una sorta di tromba, che viene suonata per
richiamare lattenzione.
52

Sono ben 8 gli itinerari di Kel 12 che per 3


giorni e 3 notti nel marzo 2016 confluiranno
ad Haridwar in occasione del Kumbh
Mela, tra questi un itinerario di viaggio
in Sri Lanka Kumbh Mela in India e Sri
Lanka, e uno in Nepal Kumbh Mela
in India e Nepal. E se il primo viaggio
consente di scoprire il minuscolo ma ricco di
preziosit stato dello Sri Lanka, il secondo ci
riporta in Nepal dopo il recente terremoto.
53

P E R D E R S I

T R A

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Gi dal saluto, con la mano che passa prima sul capo e poi sul
cuore, gli omaniti si distinguono per cordialit e gentilezza. A fare
il resto ci pensa un paesaggio che incanta: dal silenzio assoluto che
regna tra le dune di sabbia dei suoi due deserti, il Sharqiyah Sands, le cui onde arrivano fino al mare e il Rub al-Khali, tra i pi
vasti al mondo, alle mille sfumature di verde delle pozze dacqua
dei wadi. Per non parlare del profumo dincenso sempre pronto a
catturare i nostri sensi.

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Oman

E R I F L E S S I D O C R A
Testo e foto di Andrea Zappa

ochi paesi hanno la capacit di incantare i cinque


sensi, lOman uno di questi. Il profumo dincenso che pervade i suk ricorda che da qui partivano verso
il Mediterraneo le carovane cariche di questa pregiata
resina. Le mille sfumature di verde che caratterizzano
le pozze dacqua dei wadi incantano la vista, cos come
il silenzio assoluto che regna tra le dune di sabbia dei
suoi due deserti: il Sharqiyah Sands, le cui onde arrivano fino a quelle del mare, e il Rub al-Khali, tra
i pi vasti al mondo. C poi la ricca e varia cucina
locale che convince anche i palati pi esigenti, senza
dimenticare i gioielli e i tessuti che invitano le mani a
toccare e il portafogli ad aprirsi. LOman tutto questo e molto altro
Fiore allocchiello dellOman la sua capitale Muscat,
posizionata sulla costa nord-orientale, qui modernit
e tradizione si fondono con armonia ed eleganza. La
parte vecchia, circondata da mura e un tempo vietata
agli stranieri, si caratterizza di due imponenti forti gemelli volti al mare, Jalali e Mirani, entrambi risalenti
al 1580, mentre alle loro spalle fa bella mostra di s lo
sfarzoso palazzo di sua Maest Qaboos ibn Said. Ammirata e invidiata, purtroppo solo da fuori, la residenza del Sultano, non resta che immergersi tra i comuni
mortali nel suk di Muttrah in cui la contrattazione si
fa arte, come pure al vicino mercato del pesce, dove
possibile stupirsi alla vista di inimmaginabili creature
degli abissi. Luogo di notevole suggestione della citt
per la Grande Moschea, lunica aperta anche ai non
musulmani. Realizzata in marmo bianco tra il 1995
e il 2001, ha una struttura a dir poco monumentale
e magnificente in cui facile perdersi. Basti pensare
che solo la sala di preghiera principale ospita un tappeto persiano fatto a mano di 4263 metri quadrati,
sopra al quale svetta appeso al centro della cupola, un

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OMAN

gigantesco lampadario a cascata di cristalli Swarovski.


Da non perdere anche una visita al museo etnografico
di Bayt Al Zubayre, mentre per la sera si pu decidere
di andare ad ascoltare musica classica, jazz o ammirare il balletto alla Royal Opera House, lunica nel suo
genere nellintera penisola. Sebbene non ci sia un periodo ideale per visitare la capitale, Muscat bella in
ogni stagione, un momento interessante pu essere a
inizio anno, tra gennaio e febbraio, quando si svolge
il Muscat Festival, un evento che vede la citt in festa
e consente di scoprire in breve tempo il meglio della
cultura omanita: esposizioni artigianali, appuntamenti gastronomici, spettacoli di musica e danza sono
allordine del giorno.
Da Muscat, gli amanti del mare possono invece spin-

gersi a visitare lo splendido e poco conosciuto arcipelago delle Isole Damaniyat, magari a bordo del confortevole Orana, lunico catamarano a vela presente in
Oman. Punto di partenza e di arrivo della crociera il
ben organizzato Wave Marina. Le nove isole rocciose
sono contornate dalla barriera corallina e sono classificate Riserva Naturale fin dal 1996, questo garantisce
fondali e una fauna marina in grado di stupire anche i
subacquei pi esperti.
Ma non si pu venire in Oman senza passare almeno
qualche notte ad ammirare le stelle nel deserto. A disposizione ci sono due mari del silenzio: il Sharqiyah
Sands e il Rub al-Khali. Per raggiungere il primo da
Muscat non resta che spostarsi verso sud-est e dopo
due ore e mezza di 4x4 si inizia a distinguerne i conLa citt vecchia
di Barikat Al
Mauz, le cui
piantagioni
sono irrigate
dal sistema di
canali Aflaj.

I SISTEMI DI IRRIGAZIONE
A F L A J S O N O PAT R I M O N I O
D E L L U M A N I T D E L L U N E S C O

fini. Alle sue estremit sorgono alcuni campi tendati


come il Desert Night Camp e il 1000 Night Camp
che offrono comfort e servizi di qualit senza perdere
latmosfera suggestiva del deserto.
Per i pi avventurosi e desiderosi di provare la vera
vita nel deserto, il non plus ultra per il Rub Al Khali che, data la sua posizione, richiede pi tempo per
raggiungerlo. Il suo nome in arabo significa, il quarto vuoto, poich per dimensioni ricopre un quarto
dellintera penisola arabica. infatti il secondo pi
grande deserto di sabbia al mondo e si trova incastonato tra Arabia Saudita, Yemen e Oman. La sua vastit, oltre 650 mila chilometri quadrati, tiene gli stessi
58

beduini ai margini del suo cuore sabbioso e la prima


presenza occidentale da queste parti risale solamente
al 1931. Le dune possono raggiungere i 300 metri di
altezza e lunico modo per esplorarlo con i cammelli
o tramite 4X4 dotati di GPS e piloti esperti nella guida sulla sabbia. Il modo migliore per cogliere lessenza
di un deserto quello di attraversarlo cos da toccarne
il cuore. Esperienza indimenticabile, che solo in pochi
sono in grado di offrire come itinerario. Gli esperti di
Kel 12 tagliano con le jeep il Rub al-Khali da nord a
sud in 4 giorni.
Per raggiungere Il Quarto Vuoto da Muscat bisogna
puntare e superare Jebel Akdar. La strada si inerpica
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OMAN

su per le montagne tra paesaggi brulli e gole scoscese


fino a raggiungere i 2000 metri di altitudine. Prima di
raggiungere la zona desertica di Al-Huqf, caratterizzata dai big mushrooms, bianche formazioni rocciose
erose dal vento che assumono forme inconsuete dando vita a un paesaggio magico e inconsueto, dobbligo fermarsi a Nizwa, lantica capitale dellOman.
La cittadina si estende nel mezzo di un palmeto di 8
chilometri lungo il corso di due wadi naturali (i wadi
sono letti di fiumi riempiti dalle acque piovane o dalle sorgenti naturali sotterranee). Qui, merita una visita lomonimo forte con la sua torre da 24 cannoni
del XVII secolo, sotto alla quale si trova il dedalo di
viuzze del suk dellargento. Difficilmente se ne esce a
mani vuote. Ancora pi suggestivo il vicino forte di
Jebreen, forse il pi bello fra i castelli omaniti, con i
suoi corridoi, i passaggi segreti e le stanze riccamente
decorate. La sensazione quella di ritrovarsi catapultati indietro nel tempo allepoca delle carovane della

via dellincenso. Dopo aver fatto campo tra i silenzi


di Al-Huqf si prosegue verso ovest e prima di iniziare
a scalare con i 4x4 le dune del Rub al-Kali, si pu
perdere lo sguardo nella vastit di Umm Al Samin,
la pi grande salina dellOman. Una volta puntato il
GPS, la vera avventura ha inizio: per alcuni giorni sar
la sabbia lelemento predominante dellorizzonte di
chi viaggia e la notte, una volta celeste incredibile vi
aiuter a prendere sonno. Di giorno ci si conduce tra
le dune e la sera, dopo tramonti mozzafiato, ci si raccoglie attorno al fuoco a raccontarsi le mille sfumature
docra ammirate durante la giornata.
Una volta usciti dal mondo sospeso del Quarto Vuoto, nei pressi Ash Shisur fa bella mostra di s la favolosa Ubar, una delle mitiche citt perdute dei racconti
di Mille e una notte: un tempo centro del commercio dellincenso, cantata da Lawrence dArabia come
lAtlantide delle sabbie. Fin dalla notte dei tempi
da Ubar partivano le carovane di incenso e mirra che

DESERTO E MARE DUE MONDI


LO N TA N I C H E Q U I T R O VA N O
UN EQUILIBRIO PERFETTO

In Oman bellezze
naturali e culturali
si fondono in
perfetto equilibrio

raggiungevano prima la Mesopotamia, poi lEgitto, la


Grecia, e infine Roma. Proseguendo verso sud si raggiunge infine il mare, dove si incontra Salalah, la capitale del Dhofar, regione famosa per la resina prodotta
dagli alberi di boswellia, attraverso la quale si produce
il noto incenso omanita. E da qui tornando in aereo a
Muscat, si pu intraprendere la via del ritorno.
60

Da nord a sud i mille volti dellOman possono dunque


affascinare e lasciare senza fiato qualunque viaggiatore:
bellezze naturali e cultura si fondono in perfetto equilibrio in uno dei paesi arabi pi moderati e illuminati
di questa parte di mondo. Lunica regola per godere
appieno della ricchezza omanita? Abbandonarsi semplicemente ai propri sensi e tutto il resto verr da s.
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OMAN

UN T NEL DESERTO
M AT E R I A L I L E G G E R I E T O N I C A L D I P E R

di Giuliano Deidda

S A LVAT O R E F E R R A G A M O

Borsa in vitello martellato, con tasca esterna


applicata e tracolla in tessuto.
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S WA ROV S K I O P T I K

Binocolo compatto dal peso di appena 500


grammi, con campo visivo di 124 metri e
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100% protettive dai raggi
UV e design avvolgente.
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U N P E R F E TTO O U T F I T I N S T I L E C O LO N I A L E

Giacca destrutturata due bottoni in camoscio,


jogging suit in felpa e polo in jersey di cotone
(collezione primavera estate 2016).

Il rinnovamento dello stile


coloniale passa attraverso
lo sportswear, il lusso della
tradizione e la tecnologia
di accessori e gadget. Il
nuovo gentleman guarda
ai colori dOriente e alle
nuance del deserto per una
rivisitazione in stile che
rimanda a uneleganza british
dimpronta cinematografica.
Ecco cosa mettere in valigia
per affrontare al meglio il
viaggio nelle atmosfere da Le
mille e una notte, tra le dune
sconfinate di uno dei deserti
pi ampi al mondo e le onde
blu delloceano Indiano,
scoprendosi novelli esploratori
o lupi di mare.

ROGER DUBUIS

Belsta
primavera estate 2016
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Orologio automatico Excalibur in


oro rosa, impermeabile fino a 20
metri, in edizione limitata.

TIMBERLAND

Desert boots in leggero camoscio


idrorepellente con fondo in gomma.
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www.rogerdubuis.com
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PROGRAMMA KEL 12

OMAN

IN VIAGGIO CON KEL 12


Quando Allah divise il mondo, una parte fu il cielo, una la terra, una il mare
e la quarta rimase vuota: il Rub Al Khali, il quarto vuoto. (Leggenda araba)

Deserto e sultani

Viaggi Avventura
DURATA 8 giorni
PARTENZE 30 dicembre 2015, 3 gennaio 2016,
27 marzo 2016

OMAN

Rub al-Khali, il Quarto


Vuoto

CAPITALE
Muscat

Viaggi con lesperto


GOVERNO
Sultanato

DURATA 10 giorni
PARTENZE
22 novembre 2015,
30 dicembre 2015,
7 febbraio 2016,
6 marzo 2016

INDIPENDENZA
1971, dal Regno Unito

Crociera in catamarano alle isole Damaniyat


e Wahiba Sands

Viaggi con lesperto


DURATA 9 giorni
PARTENZE 17 ottobre 2015, 14 novembre 2015,
5 dicembre 2015, 26 dicembre 2015, 30 gennaio 2016,
27 febbraio 2016, 26 marzo 2016, 23 aprile 2016

DA NON PERDERE
Il parco marino di Ras Al Jinz

C U LT U R A

ARTI E MESTIERI

Royal Opera House

Si trova a Muscat la Royal Opera House, lunico teatro


dopera dei Paesi Arabi, inaugurato nel 2011 con la
Turandot di Franco Zerelli, uno spettacolo grandioso
e straordinario, ora inserito in maniera permanente
in cartellone.

Riserva naturale protetta situata lungo la


costa a sud di Muscat, quello di Ras Al Jinz
uno dei parchi marini pi importanti
delloceano Indiano, qui possibile ammirare
le enormi tartarughe marine che vengono a
nidificare. Da settembre a dicembre con la
guida degli esperti locali si pu assistere al
magico momento della schiusa delle uova e
alla corsa sulla battigia verso il mare delle
piccole tartarughe appena nate.

K E L 1 2 T I P O R TA A N C H E A

Salalah, capitale del Dhofar

Imbarcazioni a vela tradizionali

Si chiamano dhow le tipiche imbarcazioni lignee in uso


nei mari arabi fin dallantichit e utilizzate dai
marinai del villaggio di Sur, nella parte nord-orientale
del Paese, per la pesca delle perle e per raggiungere i
porti lontani delle coste africane.
64

Punto duscita dal deserto del Rub al-Khali,


la citt di Salalah conosciuta anche per
il suo suk delloro e dellargento e per il
Museo dAl Balid che ripercorre la storia
marittima del sultanato, un tempo luogo
di partenza delle carovane cariche di spezie
e incenso alla volta del Mediterraneo. Da
Salalah possibile prolungare di qualche
giorno la vacanza soggiornando in una delle
eleganti strutture balneari della zona facendo
snorkeling oppure rilassandosi al sole.
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I L

FA S C I N O

M I L L E N A R I O

STUBAI
D E L

G H I AC C I A I O

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Lo Stubai uno scrigno nascosto nel cuore del


Tirolo austriaco, una lunga e profonda valle che
conduce a uno dei pi spettacolari ghiacciai di
tutto larco alpino.
A rendere speciale il comprensorio sciistico dello Stubai non solo la neve fresca a disposizione 9 mesi lanno, che lo trasforma praticamente in un paradiso per
chi vuole sciare con ancora il segno dellabbronzatura
addosso. N bastano a renderlo speciale i 26 impianti
di risalita, i 104 chilometri di discese cartografate o
le maestose discese oltre i 3000 metri, punto di riferimento per i freerider di tutta Europa. A renderlo
davvero unico lanima stessa del Tirolo, trasparente
e viva proprio come il ghiaccio eterno che da millenni
ricopre le sue cime.

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Stai viaggiando in

STUBAI

Stubai

UN SEGRETO
DI GHIACCIO TRA
L E M O N TAG N E
di Angela Calabrese

proprio vero che non ci si abitua mai alla bellezza:


anche per chi frequenta abitualmente il Tirolo austriaco, il senso di grandiosit e stupore suscitato dalla valle
dello Stubai ha pochi eguali in tutto larco alpino. Gi
dalluscita Schnberg dellAutostrada del Brennero, la
meraviglia che ci si trova di fronte lascia senza fiato:
una lunga vallata, la Stubaital, che per 40 chilometri
serpeggia nel cuore delle Alpi Retiche Orientali, quasi
un sentiero disegnato tra le montagne e punteggiato
dai paesi di Mieders, Telfes, Fulpmes e Neustift, come
fossero le tappe di avvicinamento al gran finale di questo spettacolo naturale. Lo Stubaier Gletscher il pi
esteso ghiacciaio di tutta lAustria, unimponente distesa di ghiaccio eterno che domina tutta la valle e che
oggi uno dei pi grandi comprensori sciistici alpini
con neve garantita da ottobre a giugno. Punto di rife68

rimento per tutti gli amanti degli sport invernali, lo


Stubai propone 104 chilometri di discese cartografate,
26 impianti di risalita e piste innevate che superano
i 3000 metri di altitudine. Praticamente un paradiso
per chi vuole sciare con ancora il segno dellabbronzatura estiva addosso.
Ma la vocazione principale del comprensorio si rivela
fuori dalle piste battute: la neve fresca sui pendii innevati e tra le gole lontane dalle discese segnate, quella
powder su cui galleggiare con tavole e sci larghi, il
vero invito che lo Stubai rivolge a chi cerca emozioni e
avventura. Il ghiacciaio austriaco meta delezione per
freerider di tutta Europa, grazie a 15 percorsi fuoripista dove il freeride viene garantito e soprattutto monitorato. Le Powder Department Runs, 4 delle quali
recentemente inaugurate, sono tutte attentamente
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STUBAI

1 0 4 C H I LO M E T R I D I
D I S C E S E C A R T O G R A FAT E ,
2 6 I M P I A N T I D I R I S A L I TA ,
3000 METRI DI PISTE
I N N E VAT E

mappate e un sistema di track GPS consente in ogni


momento di individuare posizione e coordinate dellitinerario: adrenalina s, ma sempre con una costante
gestione del rischio, cos come le guide alpine impongono. Non manca nemmeno un Powder Department
Center, dove possibile consultare quotidianamente
bollettini meteo e neve prima di agganciare gli scarponi agli sci o di iniziare una risalita con le pelli di foca.
Freeride e scialpinismo sullo Stubai, con discese oltre
i 3000 metri, consentono scorci panoramici maestosi

Un monumento di ghiaccio
in un panorama senza eguali:
le Dolomiti da una parte e le Alpi
Svizzere dallaltra, ecco lo Stubai
70

che si estendono anche fino alle Dolomiti: dallHinterer Daunkopf (3225 m) alla cima impervia del Pan
di Zucchero, la pi alta del comprensorio con i suoi
3507 metri. Non mancano panorami di pi semplice
accesso, come la piattaforma Top of Tyrol, raggiungibile dalla stazione Schaufeljoch e posta sullo sperone
di roccia Groen Isidor a 3210 metri daltezza, che
permette una vista a 360 sulle Alpi dello Stubai.
qui dove batte il cuore sportivo del Tirolo, come
dimostra anche lo snow park Stubai Zoo, uno dei pi

grandi della regione, nei pressi della stazione di Gaisskarferner: lo spazio gode di unottima reputazione tra
i surfisti della neve essendo lo storico punto di ritrovo
dellevento freestyle Moreboards Stubai Premiere, in
programma questanno dal 16 al 18 ottobre. Per essere
pronti e allenati gi allinizio della stagione invernale,
questo il posto giusto.
Scendendo a valle dal ghiacciaio, boschi e foreste
diventano protagonisti con il WildeWasserWeg (letteralmente il Percorso delle Acque Selvagge), un sentiero che conduce lungo lAlta Via Stubai tra torrenti
e ruscelli: da non perdere lo spettacolo della cascata
Grawa, 100 metri di volo del ruscello Sulzbach che
dinverno si trasformano in una parete di ghiaccio ambita dagli arrampicatori.
Ma la valle generosa e accogliente per i suoi ospiti
anche tra le quattro mura: il Tirolo infatti il cuore
gastronomico dellAustria e nello Stubai impossibile
non lasciarsi conquistare da quello che il cestino
tipico dello sciatore tirolese, ricco di mieli, formaggi di malga, germkndel, speck e ovviamente delle
Schnaps, acqueviti fruttate e riscaldanti da bere rigorosamente nei tipici stamperl.
Tutto questo la Valle dello Stubai, un monumento
di ghiaccio immerso in un panorama mozzafiato: le
Dolomiti da una parte e le Alpi Svizzere dallaltra fino
al gruppo del Bernina, unimponente cornice naturale
dove possibile vivere la montagna 365 giorni lanno.
Il luogo ideale sia per chi vuole rilassarsi e scoprire
le emozioni del ghiaccio perenne, sia per chi invece
vuole lasciare il segno di due linee parallele, magari
proprio l, sulla neve immacolata.
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STUBAI

COME IN UNUNICA

Lo Stubai
il posto ideale
per chi inizia
col fuoripista.

I N T E R V I S TA A PA O LO T O M B I N I

SPLENDIDA ONDA
di Marilena Roncar

ibert, legame con la montagna


e sicurezza: questi in sintesi gli
elementi cardine del freeride, che
alla libert di sciare lungo un pen- Paolo Tombini
dio decidendo allultimo minuto la
traiettoria da seguire, unisce la necessit di farlo in tutta sicurezza. Da qui limportanza
delle guide alpine, delle prove ARTVA (lapparecchio
per la ricerca in valanga) e degli innumerevoli bollettini da consultare in maniera quasi obbligata per chi
decide di sciare fuoripista. Di questo e di tanto altro
abbiamo parlato con Paolo Tombini, guida alpina ed
esperto Mountain Kingdom.
Nelle tue note biografiche scrivi che lo scialpinismo e il
freeride ti fanno vivere giornate indimenticabili e contemplative, appagando la tua voglia di montagna
Quando ti trovi a sciare fuoripista sei davvero in un
ambiente libero e incontaminato, puoi vivere a pieno
la montagna invernale, magari sciando su un pendio
ancora intonso. Non devi guardare a destra o a sinistra,
perch non c il rischio che qualcuno ti tagli la strada,
ma puoi sciare preoccupandoti solo di valutare la tua
linea di discesa. In pi puoi godere della bellezza del paesaggio, magari concedendoti una curva dove sprofondi
fino al ginocchio, sollevando unonda di neve che arriva
a stagliarsi contro il cielo. Sono sensazioni impagabili.
72

A quando si pu far risalire questo forte interesse per


il fuoripista?
Lo sci fuoripista esiste da sempre, solo che un tempo era una pratica riservata ai rider davvero esperti.
Poi, da 20 anni a questa parte, grazie allevoluzione
dei materiali e degli attrezzi, con la realizzazione di
sci pi larghi, maneggevoli e flessibili, perfetti per un
migliore galleggiamento, il freeride diventato unattivit alla portata di tutti.

Quali sono gli elementi necessari per un approccio in


tutta sicurezza?
La neve un ambiente complesso da gestire e da conoscere. Si parte da unattrezzatura base: ARTVA, pala
e sonda, che non solo fondamentale avere, ma che
bisogna anche essere in grado di utilizzare. In particolare lARTVA, ricetrasmettitore che va indossato sul
petto per evitare che scivoli via, essenziale per individuare eventuali dispersi. La sonda, invece, serve per
localizzare la posizione, mentre la pala importante
per agire in tempi rapidi. Senza questi tre strumenti
non pensabile fare freeride. Poi bisogna anche interfacciarsi con il bollettino meteo, con le condizioni
della neve e della montagna.
Qual il valore aggiunto di effettuare una discesa di
freeride con una guida alpina?
Sciare fuoripista necessita di condizioni sicure, biso-

Per descrivere il mio modo


di intendere la montagna mi
piace citare una frase di Reinhard Karl: Tempo per vivere,
tempo per respirare, mi piace
godere appieno di ogni attimo
passato lass ma ancor di pi
fermarmi a gustarne lessenza
insieme a chi con me condivide questi momenti.

gna conoscere il manto nevoso e le sue possibili evoluzioni, ed chiaro che con una guida alpina che fa
da risk manager tutto pi facile, sia per le sue competenze in materia di sicurezza, sia per la conoscenza
del territorio. Le guide alpine passano tutto linverno
in montagna, conoscono alla perfezione i posti e non
solo sono in grado di farti sciare in itinerari di rara
bellezza, ma possono portarti su neve fresca e incontaminata a tre giorni dalla nevicata, indicandoti un
passaggio sconosciuto ai pi.
Quali sono le mete privilegiate per gli appassionati di
freeride?
Sono tante, dallo Stubai, una valle perfetta per chi
vuole iniziare col fuoripista, a tutte le Dolomiti, e
ancora il comprensorio del Monte Rosa, le alpi francesi, la Svizzera con lEngadina, quindi lAustria con
lArlberg, solo per dare alcuni spunti. Ma interessante notare come tantissime piccole stazioni, vedi ad
esempio in Piemonte, per citare il versante italiano,
stiano rinascendo proprio grazie al fuoripista, e dalla
loro hanno discese davvero spettacolari.
Spettacolo e libert: il freeride unimmersione nella
neve in tutti i sensi.
Prima di tutto si scia dentro e non sopra la neve, che in
questo caso la powder snow, la neve polverosa, leggera, ovattata, che ti offre pure la possibilit di scendere
in velocit, con lebbrezza delladrenalina. E anche se
hai gli scarponi e ti sembra impossibile avere una certa
sensibilit, invece succede che, insieme a quel leggero
fruscio della powder che a livello acustico una sensazione splendida, avverti che la neve morbida intorno
a te non ti ostacola, ma ti permette di entrarci dentro,
fino a lasciarti disegnare la tua scia.
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STUBAI

C AVA L C A N D O
LA NEVE FRESCA
C O M F O R T, P R O T E Z I O N E E T E C N O L O G I A P E R V I V E R E
I L F U O R I P I S TA I N T U T TA S I C U R E Z Z A

di Antonella Armigero

POC

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cadute repentine e ad alta velocit.
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Maschera 3 ID2 pro con innovativo sistema


di cambio lenti adattabile alle diverse
condizioni climatiche.

H AG LO F S

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ARTVA ZOOM+,
rilevatore digitale dal
design moderno, adatto
agli amanti del freeride.

Giacca Haglofs Barrier Pro III Hood Men,


leggera, comprimibile e resistente al vento ideale
per gli amanti delle attivit outdoor.

ORTOVOX

Lasciarsi avvolgere dal silenzio


delle vette pi alte e vivere
lebbrezza di una discesa su
chilometri di neve fresca:
questo quello che sa regalare
la valle dello Stubai agli
appassionati del fuoripista.
E se ARTVA, pala e sonda
sono lequipaggiamento
indispensabile per affrontare il
freeride in tutta sicurezza, ecco
gli altri capi e accessori per
cimentarsi in questa disciplina
tra sfida e divertimento con la
giusta protezione.

www.adidas.com/eyewear

L A S P O RT I VA

FERRINO

Spectre uno scarpone da discesa a 4 ganci che


unisce potenza e controllo a eccezionali doti di
mobilit e leggerezza.

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Zaino Full Safe 30 con sistemi di


sicurezza, respiratore e Air Bag per la
prima volta integrati.

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Stai viaggiando in

P RO G R A M M A M O U N TA I N K I N G D O M

STUBAI

I N V I A G G I O C O N M O U N TA I N K I N G D O M
Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono,
altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi.

Stage di freeride nello Stubai

Corsi Mountain Kingdom


DURATA 5 giorni
PARTENZE 4 dicembre 2015

STUBAI
ESTENSIONE PISTE DA SCI
104 km
IMPIANTI DI RISALITA
26 strutture

Scisafari in Austria dallo Stubai al Arlberg

Corsi Mountain Kingdom

MASSIMA ALTITUDINE
3507 metri s.l.m. (cima Pan
di Zucchero)

DURATA 7 giorni
PARTENZE 28 febbraio 2016

N O N S O LO S P O RT
Centro termale

CIBO

C U R I O S I T

Mangiare ad alta quota

A due passi dalla piattaforma panoramica Top of


Tyrol (in foto), Jochdohle ( 3150 metri daltezza)
il ristorante pi ad alta quota di tutto il Tirolo,
galleggiante direttamente sul ghiacciaio e con una vista
a 360 sul comprensorio.

Nella valle della tztal, a pochi chilometri


dalla Stubaital, si incontra Aqua Dome,
centro termale tra i pi importanti e
famosi di tutto larco alpino. A met strada
tra lhotel di lusso e una premium spa
dallarchitettura iconica, Aqua Dome ore
3 piscine termali allaperto, spazi sensoriali,
una zona sauna su pi piani e un centro
benessere innovativo. Una piacevole tappa
relax tra una sciata e laltra.

M O U N TA I N K I N G D O M T I P O R TA A N C H E A

Valluga, 2809 metri

Rifugio Dresdner Htte

Costruito nel 1875 il Dresdner Htte il primo rifugio


dello Stubai. Situato vicino alla stazione intermedia
delle funivie, a 2.308 m daltezza il rifugio un buon
punto di partenza per le esplorazioni dello straordinario
paesaggio alpino che si snoda tra i ghiacciai e il Sentiero
delle acque selvagge.
76

La salita al Valluga avviene con una


piccolissima funivia riservata alle guide
alpine e ai loro clienti. Questa funivia storica
consente di compiere un vero e proprio volo
sospeso nel vuoto per un dislivello di circa
556 metri fino a raggiungere la vetta, a
quota di 2809 metri. La cima del Valluga,
una delle pi belle Alpi di Lechtal,
suggestiva e ore un panorama di montagne
a perdita docchio. Da qui inizia poi la
discesa lungo la spettacolare parete nord.
77

Stiamo parlando di

V I A G G I C O N L E S P E R T O

CINEMA

Immagine dal film


di Aaron Katz
Land Ho!, 2014.

IN VIAGGIO
di Gianni Canova

DENTRO
AI FILM

gni viaggiatore lo sa per esperienza diretta: un viaggio non


comincia mai con la partenza e non
finisce mai con il ritorno. Inizia Gianni
prima e continua dopo: comincia Canova
quando le immagini di un film o
le parole di un racconto accendono
limmaginazione e il desiderio di visitare un determinato luogo e continua anche dopo il ritorno a casa,
quando la memoria continua a rivisitare le immagini
del viaggio compiuto. Ha scritto bene Alessandro Pe-

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rissinotto nel suo ultimo romanzo Coordinate dOriente: Si viaggia dentro a un Paese, ma, al tempo stesso,
dentro ai libri, ai film, alle immagini che hanno fatto s
che quel paese, nella nostra mente, si ritagliasse un posto
prima ancora che i nostri piedi ne toccassero il suolo. In
questo processo di prefigurazione virtuale del viaggio,
o di accensione del desiderio di viaggio, il cinema ha
sempre svolto un ruolo potentissimo e insostituibile:
fra cinema e viaggio esiste infatti un rapporto particolare, unattrazione fatale, forse perfino unalleanza
genetica. Non un caso che la sera del 28 dicembre
1895 nel giorno convenzionalmente assunto come data di
nascita del cinematografo i
Fratelli Lumire proiettassero
per prima cosa le immagini
di un treno che arriva a una
stazione: quasi a sancire un
destino, o a ricordare che le
stazioni cos come i porti o i
terminal degli aeroporti sono
da sempre tra i luoghi elettivi
del cinema.
Fin dalle sue origini, il cinema
ha messo in circolo immagini
di mondo e ha innescato desideri di viaggio: gli operatori

dei Lumire andavano in giro con le loro pionieristiche macchine da presa, riprendevano il lento scivolare
di una chiatta sul Nilo o il pasto tradizionale di una
famiglia giapponese, e offrivano al pubblico europeo
queste immagini di mondo. E il pubblico era disposto a pagare un biglietto pur di poter compiere questi
viaggi virtuali. O di appagare in modo surrogatorio il
proprio bisogno di viaggiare. Pochi anni dopo, allinizio del 900, Georges Mlis, il pioniere del cinema
come meraviglia e come fantasmagoria, filmava il primo viaggio sulla Luna, immaginando un rudimentale
razzo di cartone che si conficcava proprio nellocchio
del nostro satellite. Da allora, il cinema ha celebrato
lepos del viaggio esplorandone tutte le infinite, possibili forme: dalle corse in diligenza nel vecchio West

Professore ordinario di Storia


del cinema nonch Preside
della Facolt di Comunicazione presso la IULM di Milano,
ha fondato e diretto per oltre
20 anni il mensile di cinema e
cultura visuale Duel (poi Duellanti). Attualmente critico cinematografico per Sky Cinema
e dirige la rivista 8 , edita da
Istituto Luce/Cinecitt.

ai teneri vagabondaggi di Charlot, dai grandi esodi di


Furore alle fughe rocambolesche in stile A qualcuno
piace caldo. Il cinema ha narrato il viaggio come sfida
(Fitzcarraldo di Werner Herzog) e come fuga (Thelma
& Louise di Ridley Scott), come deriva (Paris, Texas di
Wim Wenders) e come conoscenza (I diari della motocicletta di Walter Salles), come avventura (tutta la saga
spielberghiana di Indiana Jones) e come immersione
nel nostro cuore di tenebra (Apocalypse Now di Francis Ford Coppola). Accanto a un cinema turistico
quello che in Italia ha prodotto prima le commediole
balneari degli anni 50 e poi tutta la saga dei cinepanettoni c sempre stato un cinema che raccontando
viaggi ha innescato anche la voglia di viaggiare. Come
accade per limitarci a un esempio recente ai due
simpatici vecchietti protagonisti di Land Ho! di Aaron
Katz e Martha Stephens: tutti e due in pensione, tutti
e due mollati dalle rispettive mogli, tutti e due con
gli acciacchi e le malinconie tipiche dellet, ma ancora abbastanza arzilli per non rassegnarsi allidea di un
inesorabile declino, decidono di intraprendere insieme
un viaggio verso la terra pi esotica e misteriosa che
conoscono, lIslanda. L, a bordo di un fuoristrada,
intraprendono un viaggio on the road che li porta a
guadare torrenti, ad ammirare le esplosioni dei geyser,
a fumare marijuana, a fare il bagno nelle pozze dacqua calda, a dormire sotto un cielo di stelle e a concedersi perfino qualche gradevole fuori programma
sexy. Viaggio come rinascita, come avventura, come
alternativa. Viaggio come botta di vita. Vedi un film
cos e ti vien voglia di prenotare subito un biglietto per
Reykiavik. Fascino del luogo o potenza del cinema?
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LIBRI
UNA BIRRA
A K AT H M A N D

VIAGGIARE

o
Massim

Rossi

ra
Una bir and
a Kathmdal Nepal

A cura di Anna Maspero

ggio

via
Note di

S A P E R I

Edtore: Polars

S A P O R I

Numero d pagne: 416

scrittrice ed esperta Kel 12

Costo: 20

P
ER

Numero d pagne: 520

Genesi significa origine e il libro in fondo anche il ritorno di Salgado


alle proprie origini, a quella grande fattoria brasiliana dove nacque nel
1944, allora immersa nella foresta tropicale quasi completamente distrutta nel corso di cinquantanni e poi ripiantumata con oltre due milioni di
alberi grazie alla Fondazione Terra voluta da lui e della moglie Llia. Con
il libro e la mostra, parte di questo progetto pi vasto per salvare lambiente, Salgado ci regala un testamento di speranza, invitandoci ritrovare
il nostro giusto posto nelluniverso e a proteggere quanto ancora sopravvive della natura prima di raggiungere un punto di non ritorno.
Per approfondire la conoscenza di Salgado, probabilmente il maggior fotografo vivente, il consiglio quello di vedere, o rivedere, lo straordinario
film Il Sale della Terra, con la regia di suo figlio Juliano e di Wim Wenders.
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A
IO

I N

MONDO
GUIDA PER
V I AG G I ATO R I

Il mondo intero nelle vostre mani


per sognare, ma anche per orientare le vostre scelte di viaggio.

I L M O N D O A TAVO L A

di Chef Kumal
Saperi e sapori: la scoperta del
mondo attraverso la conoscenza
delle tradizioni culinarie.
Edtore: Enaud

Edtore: EDT

Numero d pagne: 194

Numero d pagne: 960

Costo: 11

Costo: 34

Il cibo cultura e incontro, simbolo di appartenenza e di identit.


La nostra curiosit di viaggiatori ci
fa entrare in contatto con abitudini, comportamenti e anche cibi
differenti e non sempre facile
orientarsi nelle diverse tradizioni
alimentari, tanto che ci si pu trovare pi in difficolt a decifrare un
men che a visitare un museo. Lasciamoci allora accompagnare dal
giornalista gastronomade Vittorio Castellani, alias Chef Kumal,
in questo viaggio sulle tavole del
mondo attraverso regole, abitudini, tab e cerimonie. Con anche
un capitolo dedicato alle ricette per
chi se la sente di sperimentare!

Mondo non un annuario di geopolitica internazionale. qualcosa


di davvero nuovo: la prima grande
guida al pianeta scritta con lautorevolezza di chi da 40 anni orienta
milioni di viaggiatori. un invito
a partire e a scoprire il mondo attraverso le esperienze top che si
possono vivere in 221 paesi e 1599
destinazioni con informazioni su
quando andare e come muoversi,
su cucina, libri, film e un corredo
di cartine e foto. In un mondo in
cui non sempre facile scegliere le
nostre mete, Mondo offre spunti e
idee per scoprire nuovi luoghi, paesaggi e itinerari.

M O N D O

Edtore: Taschen

A L

di Sebastio Salgado
Il volume fotografico il risultato di 8 anni di ricerche e 32 spedizioni
tra ghiacci, foreste, deserti e oceani, alla scoperta di terre incontaminate.

G U I DA

GENESI

IA
U N V

enesi, lultimo lavoro di Sebastio Salgado, un atto damore per il


Pianeta Terra, la sua diversit, la sua fragilit e bellezza. Insieme a
La Mano dellUomo - Workers del 1993 e In Cammino del 2000, questo
il suo terzo progetto di largo respiro, diventato, in otto anni di ricerche
e trentadue spedizioni fra ghiacci, foreste, deserti e oceani, un magnifico
libro fotografico in bianco e nero e una mostra che sta facendo il giro del
mondo. Per la prima volta Salgado non fotografa luomo, il lavoro, le
migrazioni, gli esclusi e la lotta per la sopravvivenza, ma la natura ancora
allo stato primordiale come al tempo della Genesi e le trib che con la
natura vivono in equilibrio e ne fanno parte.
Il libro si articola in cinque sezioni: il sud del Pianeta con lArgentina e
lAntartico; isole santuari come le Galpagos, il Madagascar, la Papua
e lIrian Jaya; lAfrica e le sue popolazioni; lemisfero nord con lArtico e
il Colorado e infine Pantanal e Amazzonia, il polmone verde della terra.

Pubblicato solo poche settimane


prima del terremoto che ha colpito
il Nepal, il libro diventato, suo
malgrado, una testimonianza preziosa di ci che il sisma ha distrutto, ma anche linvito a tornare, e
non solo attraverso le sue pagine,
in un Paese di nuovo in grado di
accogliere i viaggiatori. il racconto di un vagabondaggio nella Valle
di Kathmand, lungo la dorsale
himalayana sino al Terai e al Parco Chitwan. Lautore si muove con
naturalezza e competenza dentro la
storia, la geografia, larchitettura, la
religione, la cultura e le tradizioni
in compagnia della sua guida nepalese e dei testi di grandi esploratori del passato. I diritti dautore e
parte del ricavato sono devoluti in
solidariet per i terremotati.

TRA LE RIGHE

di Massimo Rossi
Il miglior compagno per un viaggio in Nepal. Reportage e guida,
diario e saggio, ricerca storica e
descrizione di luoghi dedicato al
Nepal.

U N A

Stiamo parlando di

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Stiamo parlando di

A LT R E D E S T I N A Z I O N I

I N PA R T E N Z A
CON KEL 12

FINO AL MARE DI GIBUTI


I N C O M PA G N I A D E G L I S Q U A L I B A L E N A

Una spedizione in stile Kel 12 alla scoperta di terre remote e della natura pi
selvaggia: per la prima volta raggiungeremo il piccolo stato di Gibuti. Un
territorio ancora tutto da esplorare dove possibile ammirare la natura nelle
sue molteplici forme, dalla barriera corallina ai fondali marini del Golfo di
Tadjourah popolato dagli innocui squali balena, con cui ci immergeremo
facendo snorkeling.

AT T R AV E R S O L A PATA G O N I A
S U L L A R U TA 4 0

Molto pi di un viaggio: percorrere la mitica Ruta 40 e la Carretera Austral una vera e propria esperienza. Un tour attraverso la Patagonia meno
scontata, pi autentica e inesplorata che consente di vivere lessenza dei
suoi spazi, gli orizzonti a perdita docchio, le foreste e i laghi ghiacciati, la
natura pi selvaggia. Un itinerario esclusivo di Kel 12, che grazie allaccompagnamento di un esperto in loco permette di scoprire questa terra
mitica e sconfinata, divisa tra Argentina e Cile e segnata dallimponenza
della Cordigliera delle Ande.

IN VIAGGIO SUL GREEN

Dai campi da gioco moderni ed eleganti del Sud Africa ai green esotici e
profumati di spezie del Marocco e dellOman: con il suo abituale servizio esclusivo, Kel 12 ti accompagna in giro per il mondo nelle migliori
destinazioni golfistiche, luoghi ideali dove poter accendere la passione
per caddie, buche e bastoni senza rinunciare alla voglia di scoprire luoghi
lontani e itinerari insoliti immersi nella natura.

I N V E L I E R O D A R A J A A M PAT
ALLE MOLUCCHE

Per la prima volta Kel 12 ti porta a bordo della Samamba, tipica imbarcazione indonesiana, alla scoperta del Raja Ampat e dellarcipelago del
Misool. Ci inoltreremo in grotte, labirinti di isole e scogli per ammirare
tutti i colori del mare. Esploreremo le Molucche, le famose isole delle spezie, ricche di noce moscata e chiodi di garofano e faremo snorkeling nelle
incantevoli baie delle Isole Lease. A Nusa Laut visiteremo i sette villaggi
con le loro case e chiese in stile coloniale. Continueremo la navigazione
tra i coralli della laguna alla volta del Ganung Api, un monte Fuji in versione tropicale, per concludere il nostro viaggio a Bali, rilassandoci non
senza essersi concessi un po di shopping.

I L FA S C I N O I N T R A M O N TA B I L E
D E L PA E S E D E L S O L L E VA N T E

Improvvise fughe in avanti in un paesaggio futuribile e poi salti allindietro verso un passato pieno di fascino e tradizione. Anche questo il Giappone proposto dagli itinerari di Kel 12, un viaggio nella frenetica Tokyo,
per poi abbandonarsi ai ritmi lenti di citt immerse nella natura: cuore
del buddismo zen, con templi millenari e meravigliosi giardini zen, senza
dimenticare i castelli di rara bellezza. Tanti gli eventi a cui partecipare in
un Paese in cui ci si sposta col famoso treno proiettile, per poi rilassarsi
negli onsen, i bagni termali di origine vulcanica: dal Festival della neve
di Sapporo, con le sue celebri sculture di ghiaccio, alla cerimonia dei 108
rintocchi della notte di Capodanno al Tempio Chion-in.
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C A P O D A N N O A PA N A M A

Una capitale divisa tra larchitettura di un passato coloniale e uno skyline


proiettato verso il futuro, una riserva naturale nel cuore della giungla
tropicale dalla biodiversit unica al mondo e un arcipelago di spiagge caraibiche. Il tutto reso ancora pi indimenticabile dai festeggiamenti di un
Capodanno spumeggiante e colorato come solo in Centro America pu
succedere: stiamo parlando di Panama e del nostro viaggio tra la Citt,
il Canale, il Parco del Darien e le Isole San Blas. E nel frattempo, Feliz
Ao Nuevo!
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