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Fusione fredda: la strada longa longa per la free energy

Doverosa premessa: non sono un chimico, n un fisico, tantomeno la versione nucleare. Quindi gi quello che so limitato. Qui l'ho
semplificato ulteriormente, consapevole del rischio di sconfinare nelle affermazioni non corrette. Secondo me, i concetti sono giusti;
se anche ho detto qualche castroneria, e magari proprio nei primi paragrafi avrei dovuto scrivere rame invece di ferro, il
ragionamento nel suo complesso non cambia granch.

Partiamo con una rinfrescatina ai concetti di base, che anch'io tutte le volte me li devo chiarire.
Le due reazioni nucleari pi comuni sono la fissione in cui un elemento pesante (con numero
atomico superiore a quello del ferro) si spezza in due o pi elementi pi leggeri, e la fusione in cui
due elementi leggeri (numero atomico inferiore a quello del ferro) si fondono in un unico
elemento pi pesante.
In entrambi i casi viene liberata energia; i due casi rimanenti (fusione di elementi pesanti, fissione
di elementi leggeri) al contrario richiedono energia. Gli elementi pesanti esistenti oggi sono stati
ottenuti assorbendo l'energia del cuore di una stella, o addirittura, per quelli veramente pesanti, c'
voluta l'esplosione di una supernova, i cui gas e polveri si sono poi condensati e rimescolati a nuovi
elementi leggeri raccolti nel cosmo, formando una nuova stella con i relativi pianeti ed il caso
della Terra.
Per ottenere la fissione, un atomo deve trovarsi in condizioni di instabilit: o per natura, perch
costituito da una combinazione di protoni e neutroni poco stabile, che si troverebbe pi comoda
espellendo qualche protone o qualche neutrone, o artificialmente perch gli abbiamo cacciato in
corpo noi qualche protone o neutrone in soprannumero. Come un party in cui ci siano troppi ragazzi
o troppe ragazze. Sparandoci dentro il ragazzo (o la ragazza) giusti, dal party si allontaneranno
ragazzi single, ragazze single oppure coppiette (a volte triplette e quadruplette, perch protoni e
neutroni hanno idee loro), oppure si formeranno due o pi capannelli di gente che non si parlano.
Siccome per i protoni sono carichi, e si respingono fra loro, sparando un protone contro un nucleo
atomico (pure lui contenente protoni) quel che succede che il nucleo si scansa un po', il protone
devia un po', e a meno di non averlo sparato con precisione pi che millimetrica, la reazione non
avviene perch il protone piega attorno al nucleo e se ne parte via per i fatti suoi.
Cos le reazioni di fissione si realizzano praticamente sempre sparando neutroni, che sono pi
difficili da accelerare (non hanno una carica a cui aggrapparsi per lanciarli), per una volta sparati
almeno vanno dritti. Se si scelgono degli elementi (party) che colpiti da un neutrone tendono a
spaccarsi liberando due o pi altri neutroni della giusta velocit, si pu anche ottenere che sparando
un neutrone e spaccando un atomo i due neutroni liberatisi spacchino altri due atomi, e questi altri
quattro, e questi altri sedici, e in pochissimo tempo si spacchino moltissimi atomi provocando un
enorme botto e abbiamo la bomba a fissione, quella di Hiroshima e Nagasaki.
Riuscendo a togliere dal circuito abbastanza neutroni, la reazione rallenta e si ottiene solo un
enorme calore, sufficiente a fondere ogni cosa; togliendone ancora di pi, ma non troppi se no si
ferma tutto, si ottiene un buon calore, quanto basta a far bollire dell'acqua, trasformarla
violentemente in vapore, e con quello azionare una turbina per produrre elettricit. Basta stare
attenti a controllare che il numero di neutroni non scenda troppo, o si ferma tutto e si deve
ricominciare da capo; n tantomeno salga troppo, se no fonde tutto come a Chernobyl; e la turbina a
vapore produce un mucchio di elettricit bruciando il nostro elemento-party in party pi piccoli, che
poi dovremo buttare via. Uno degli elementi party migliori il famoso uranio 235, ma ce ne sono
altri.
La fusione parte gi da una fregatura: per fondere i nuclei di due elementi bisogna usare quei due
nuclei, e siccome sono nuclei tutti e due contengono protoni (in condizioni normali non esistono
nuclei privi di protoni). Quindi i due nuclei si respingono, e non possiamo certo tenerli fermi con le
pinzette.

Il tizio che scopr la repulsione (e attrazione) elettrica fu Charles Augustin de Coulmb (la ou si
pronuncia u), e la forza chiamata forza di Coulomb.
Il fenomeno che ci frega che nel tempo che ci impiega un atomo per sbattere contro un altro
atomo, la forza di Coulomb allontana il secondo atomo. Su questo dunque bisogna lavorare.
I metodi per fregare il vecchio Coulomb sono diversi:
1. Sparare uno degli atomi (o tutti e due uno contro l'altro) cos velocemente che neanche
Coulomb riesca a farli scansare in tempo. Siccome la velocit di un atomo equivale in un
certo senso alla sua temperatura, questo significa usare temperature elevatissime.
2. Tenere fermo uno (o tutti e due) gli atomi impiegando la forza di gravit.
3. Tenere fermo uno (o tutti e due) gli atomi impiegando la forza elettromagnetica.
4. Tenere fermo uno dei nuclei usando la sua stessa inerzia: se parte da fermo, prima di
mettersi in moto e spostarsi ci mette qualche istante, e in quell'istante zac.
5. Trovare un modo per schermare la forza di Coulomb, in modo che i nuclei non riescano a
vedersi finch ormai non sono addosso ed troppo tardi per frenare.
6. Appesantire i nuclei atomici, per esempio con dei neutroni extra.
7. Indebolire la forza di Coulomb di un nucleo, per esempio senza ionizzarlo (cio senza
strappargli via il guscio di particelle negative che schermano il nucleo positivo).
Parecchi di questi sistemi sono incompatibili fra loro (per esempio 1 e 7: se riscaldo un atomo oltre
un certo livello, questo si ionizza).
Ci sono altri sistemi ibridi. Per esempio 6+7: posso appesantire un nucleo usando particelle
negative, in modo che non solo sia pi goffo e lento a spostarsi, ma la sua carica positiva risulti
schermata in qualche misura.
Il modo 1 quello concettualmente pi semplice. In una stella, dove in funzione anche il modo 2,
bastano temperature modeste, qualche milione di gradi. Sulla Terra dove la gravit di una stella non
c', ci vogliono temperature pi elevate: parecchi milioni di gradi.
Dato che non esiste alcuna materia conosciuta, eccetto alcune crostate di mia nonna, in grado di
sopportare temperature stellari, occorre utilizzare campi elettromagnetici. E siccome temperatura
equivale a velocit e quindi quei maledetti nuclei schizzano via come furetti, servono campi
elettromagnetici colossali.
La combinazione 1+3 quindi nota come fusione calda e presenta, sulla Terra, enormi difficolt:
ottenere un calore enorme, tenerlo isolato, gestire la poltiglia di nuclei che in quelle condizioni
diventa uno stato della materia noto come plasma ed difficile da tenere a bada, e cos via.
Qualcuno ha provato con il metodo 4: si congelano degli elementi leggeri in modo che stiano
decisamente fermi, poi questi pellet vengono fatti implodere a velocit elevatissime usando ad
esempio dei laser. Nel cuore di ciascun pellet una minoranza di nuclei non sa da che parte scappare
e, quando arriva la botta, si fonde.
Il metodo 6+7 prevede di utilizzare particelle negative simili agli elettroni degli atomi, ma molto
pi pesanti, chiamate muoni. Un atomo muonizzato sembra normale ma si porta dietro una palla al
piede, il muone, che lo rallenta: non tanto, ma quanto basta. In un brodo di nuclei abbastanza denso,
se non va a sbattere contro uno sbatter contro un altro. Viene fuori dagli esperimenti che con un
pochino di metodo 1 (calore), veramente poco, la fusione avviene. Ed stata battezzata con molta
originalit fusione tiepida, o anche catalitica perch il muone non viene (sempre) consumato nella
reazione, rimane l a rallentare il nucleo successivo, e agisce quindi come facilitatore - ovvero un
catalizzatore.
In teoria c' anche il modo 5, e una clausola interessante del modo 1.

Un cristallo una specie di reticolo di nuclei disposti a intervalli molto regolari a distanze precise.
In alcuni cristalli, questa distanza talmente grande che dentro il cristallo riescono a penetrare altri
nuclei pi piccoli; ma una volta dentro, non possono pi muoversi in qualunque direzione, perch
sono ingabbiati da nuclei molto pi grossi e con una carica molto maggiore.
La cosa si pu visualizzare in due dimensioni come un reticolo stradale: se le case sono abbastanza
lontane, fra casa e casa pu passare una strada. Le auto riescono a girare sulle strade, ma non
possono attraversare le case. In tre dimensioni, abbiamo un reticolo di tunnel ma il principio rimane
lo stesso.
Se in uno di questi tunnel entrano due nuclei da direzioni opposte, tipo treni in galleria, la forza di
Coulomb pu solo rallentarli, e non deviarli, perch c' un'altra forza di Coulomb pi forte (quella
fra i nuclei leggeri e il reticolo cristallino di nuclei pesanti) che li mantiene sui binari.
Se a questo punto ai nuclei si d una energia cinetica superiore alla loro energia potenziale
coulombiana, lo scontro sar (quasi) inevitabile.
Oltre alla temperatura, un altro sistema per fornire energia l'accelerazione elettrostatica. Da una
parte si accumula un sacco di particelle negative, dall'altra un sacco di particelle positive. I nuclei
ionizzati positivi saranno respinti dalle particelle positive e attratti da quelle negative, e si
muoveranno accelerando.
Ed eccoci ad uno dei tipi di fusione elettrochimica.
Si prende un cristallo del materiale giusto: nuclei pesanti, spaziati regolarmente, di natura metallica,
con dei tunnel di dimensione adatta.
Si d al cristallo una forte carica negativa, collegandolo per esempio ad una sorgente di voltaggio.
A questo punto si potrebbe immergere il cristallo in un gas ionizzato molto denso, ma in effetti non
necessario, perch quasi tutti i nuclei leggeri tendono a ionizzarsi se si trovano in un fluido le cui
particelle hanno una forte polarizzazione propria: per esempio ammoniaca, oppure acqua.
Di tutti i cristalli utilizzabili, quelli con i tunnel migliori sono rodio, platino e palladio, e dato che
pi il nucleo leggero piccolo, meglio ci entra, come combustibile si user l'idrogeno che
l'elemento pi leggero in assoluto.
Per migliorare le prestazioni del sistema, non si user l'idrogeno nature ma una sua versione
appesantita da un neutrone, il deuterio, una sostanza simile per moltissimi versi all'idrogeno, solo
che gli atomi pesano il doppio ( per questo che l'acqua ottenuta combinando deuterio e ossigeno,
anzich idrogeno e ossigeno, si chiama acqua pesante: pi pesante per davvero, un dieci per cento
circa pi dell'acqua normale).
Quindi: acqua arricchita di deuterio, sottoposta a carica positiva; gli ioni deuterio (deuteroni)
positivi vengono spinti dentro al cristallo, che ha una carica negativa; una folla di ioni all'ingresso
dello stadio all'orario di apertura, inevitabile che nei tunnel del cristallo si verifichi una quantit
esagerata di scontri. Questi trasmetteranno la loro energia ai nuclei del cristallo, che vibreranno pi
velocemente... e la velocit temperatura. Quindi il cristallo si scalda. Si scalderebbe lo stesso
perch, avendolo caricato negativamente, in esso circola una corrente, e come sa chiunque possieda
una stufetta elettrica o un phon, quando in un metallo circola corrente, quello si scalda. Per si
scalder di pi. Da questo calore si potr produrre vapore, il vapore potr azionare una turbina e la
turbina produrr corrente elettrica. Se il calore extra generato abbastanza, la corrente elettrica
prodotta sar sufficiente a rimpiazzare quella impiegata per far funzionare la macchina.
In una parte degli scontri, i nuclei sbatteranno contro i nuclei delle pareti del tunnel, a volte
fusioneranno anche quelli (ma tutto fa brodo), trasformandosi in qualcos'altro, e soprattutto negli
urti qualche neutrone si separer dai nuclei originali e si disperder nell'ambiente.
I tre sintomi della fusione elettrochimica quindi saranno: un eccesso di calore prodotto; una
produzione di neutroni (volendo essere pignoli devono essere neutroni con certe caratteristiche

particolari); e analizzando la cella elettrochimica, in cui presente solo acqua (idrogeno e


ossigeno), idrogeno pesante (deuterio) e palladio, verranno fuori tracce di elementi che prima non
c'erano: elio, rame, azoto, argento, oro, litio.
Tutte e tre queste misurazioni sono difficili da fare. Quando pompi 200 watt di energia dentro un
bollitore, devi calcolare quanta energia se ne va in vapor acqueo, quanta nelle pareti, eccetera
eccetera. Per quanto bene si isoli il sistema, quando l'eccesso di energia enorme, diciamo dieci
watt extra, si vede bene; ma se di pochi milliwatt, bench magari bastino ad accendere un LED
(che cosa che si vede a occhio nudo!), misurarli un'impresa non facile.
Il controllo del numero dei neutroni sembrerebbe promettente, ma il fatto che tutto o quasi quello
che ci circonda emette un po' di radiazioni neutroniche. E non in modo costante. Poca roba, se no
saremmo tutti morti; ma qualcosa s. Quindi se a bocce ferme registro 82, poi 74, poi 68 neutroni; e
con la cella in funzione ne registro 80, poi 76, poi 63; la cella ne ha prodotti, oppure no? Cos a
occhio non posso dirlo. E se i miei strumenti sono poco sensibili e si sono fatti sfuggire alcuni
neutroni?
Gli elementi extra anch'essi sono complessi da individuare perch non vero che nella cella non ci
fossero. C'erano eccome: produrre acqua purissima (levissima no, si detto che pesante)
difficile. Anche nell'acqua purissima della pubblicit, se guardate l'etichetta, ci sono vari
milligrammi per litro di ogni sorta di cose (che, se uno le beve, fanno anche salute, a differenza
della cella elettrochimica). Produrre palladio purissimo altrettanto difficile, anzi di pi.
Mantenerlo puro un'impresa quasi disperata. Basta che uno lo tocchi con le mani e ci lascia sopra
varie parti per milione del proprio grasso cutaneo: ossia azoto, carbonio, fosforo e zolfo (e questo se
ha le mani pulite. Se ce le ha sporche, Dio ci protegga). Lo espone all'atmosfera e la CO2 lo
arricchisce di carbonio. E cos via.
Ecco perch non cos automatico dire abbiamo trovato azoto! Fusione, fusione!.
Certo, se tutti e tre gli esami mostrano leggere anomalie nella stessa direzione, oppure se anche uno
solo degli esami mostra anomalie colossali (che so: il palladio contiene l'uno per mille di oro, o di
vanadio, o di nichel; lo sperimentatore viene ricoverato per un'ustione neutronica; e cos via), a quel
punto s, cotto il riso.
Ma, per ora, non successo: anomalie ce ne sono, specie negli elementi extra. Ma ci sono altri
fenomeni che potrebbero essere stati responsabili.
Nonostante questo, nato ed inarrestabile il mito della fusione fredda ottenibile in cucina.
Diciamo subito la cosa importante: fare la fusione fredda in cucina non difficile. Metodi per farlo,
diversi dal palladio elettrificato, ce ne sono da cinquant'anni, non esagero. Con cinquecento euro si
pu acquistare (e con duecento fabbricarsi) uno strumento in grado di fusionare metalli leggeri e
produrre sufficienti neutroni da raddoppiare il rischio di cancro alle ossa a tutto il condominio.
La cosa difficile produrre energia utilizzabile. Se poi ampliamo la richiesta e vogliamo energia
utilizzabile, economica e logisticamente sicura, la cosa non solo difficile, per ora tutto indica
che sia fottutamente impossibile. Se si registrasse una extra-energia colossale, allora quel tipo di
fusione che l'avesse generata prometterebbe bene per la produzione di energia utilizzabile: la
quantit ha una qualit tutta sua.
Ma finch si rimane nell'ordine del leggero incremento, che chiss poi se c' davvero, di
energia, ne potr scaturire una dozzina di premi Nobel per la fisica, e ancora non la almost free
energy.
Vediamo perch, eh?
Prima di tutto si deve fare mente locale sul prodotto reale della fusione fredda. Nella vasca
d'acqua con gli elettrodi di palladio viene pompata una certa quantit di energia, e risulta che
l'energia in uscita pi di quella immessa. Per ora, si diceva, non stato misurato granch di

significativo, per diciamo che si sviluppi un intero, ricco, rotondo watt extra per ogni cento watt di
energia immessa.
Ma quella che viene immessa energia elettrica, mentre quella che ritroviamo in uscita energia
termica. Nella scala di valore dell'energia, quella elettrica quella pi pregiata, perch pi facile
da trasportare, pi flessibile da utilizzare, pi semplice da trasformare in altre forme. L'energia
termica, viceversa, quella meno pregiata di tutte (provate ad alimentare un PC collegandolo ad un
carbone incandescente: bench questo emetta molta energia, il PC rimarr desolatamente spento.
Viceversa, se si desidera ottenere calore dalla corrente elettrica, basta farla scorrere in un opportuno
filo metallico).
Perci, una volta prodotta l'energia termica dalla vasca di fusione, occorre trasformarla in una forma
pi utilizzabile energia elettrica.
Questo pu essere fatto utilizzando una macchina termica, ossia per esempio la buona vecchia
turbina che dicevamo prima, che trasforma una certa quantit di calore, mediante una differenza di
temperatura, in lavoro (la trasformazione diretta per effetto Seebeck possibile, ma poco pratica per
una quantit di motivi). L'efficienza di trasformazione un campo studiato fin dal Settecento, ed
risultata essere proporzionale alla differenza di temperatura, e inversamente proporzionale alla
temperatura pi bassa. Intuitivamente, pi facile estrarre l'energia di un corpo incandescente che
da un corpo tiepido, e la si estrae meglio mettendolo sul ghiaccio che non immergendolo in una
fornace. Be', vari scienziati hanno dimostrato che il nostro intuito ha proprio ragione.
A placare la nostra coscienza dal cruccio di non avere adottato la trasformazione diretta per effetto
Seebeck, giunge la scoperta fatta da Sadi Carnot secondo cui nessun metodo di conversione del
calore neanche l'effetto Seebeck pu avere rendimento maggiore della Macchina Termica Ideale
(o Macchina di Carnot).
Matematicamente, la formula dice che l'efficienza (T2-T1)/T2, con T1 e T2 espresse nella scala
delle temperature assolute o Kelvin (sono la stessa cosa dei comuni gradi Celsius, solo che tutti i
valori sono aumentati di 273.15: l'acqua gela a 273.15 K, e bolle a 373.15 K. La temperatura del
corpo umano circa 310.15 K).
Le temperature fra cui opera la nostra macchina termica sono la temperatura della vasca di fusione,
che potr al massimo bollire, e la temperatura ambiente, che mediamente si aggirer sui dieci C,
ovvero 283 K. La formula (T2-T1)/T2 ci d quindi (373-283)/373 = 90/373 = 0.24, che
approssimiamo in 0.25... - il 25%, o un quarto.
In altre parole, per ogni watt di umile energia termica, nelle migliori delle condizioni possiamo
produrre un quarto di watt di lavoro. Che andr convertito in pregiata energia elettrica.
La conversione del lavoro in energia elettrica non soggetta ai vincoli della trasformazione termica,
e il rendimento teorico del cento per cento. Nella realt le cose non vanno cos bene a causa degli
attriti meccanici, delle perdite per resistenza e di altri intoppi; possiamo per sperare in un 90-95%
di rendimento. Ritocchiamo il nostro 25% (che comunque era un 24%...) portandolo al 20%.
(Si osserver che un convertitore Seebeck non soggetto ad attriti meccanici e altre perdite. Questo
vero, ma la corrente in uscita da un Seebeck pochissima e a basso voltaggio: va quindi
comunque alternata ed elevata, e questi processi hanno delle perdite. Superiori, tra l'altro, a quelle
della conversione meccanica).
Concludiamo quindi che per ogni cento watt di umile energia termica in uscita dalla vasca, usati per
alimentare un turboalternatore, possiamo ottenere venti watt di pregiata energia elettrica.
Ora per ottenere quei cento watt di umile energia termica dalla nostra vasca, abbiamo dovuto
fornirle 99 watt di pregiata energia elettrica: solo cos infatti si innesca la reazione quale che sia
che produce quel watt in pi di eccesso di energia.

Alla fine del ciclo dunque abbiamo immesso nel sistema vasca+alternatore 99 watt di energia
elettrica, e ne ricaviamo 20 watt di energia elettrica e 80 watt di energia termica non pi
ulteriormente utilizzabile, che va semplicemente a surriscaldare l'ambiente.
C' stato un guadagno complessivo, ma un po' il guadagno di Gribuglia1. Di fatto, facendo solo il
conto elettrico, 99 watt di energia elettrica entrano, e 20 watt di energia elettrica escono. Non
considerando anche il riscaldamento globale ottenuto, c' stata una perdita secca pressappoco
dell'ottanta per cento.
Perch la cosa renda, possiamo aumentare la pressione nella vasca in modo da far s che la
temperatura di ebollizione salga (in modo da aumentare T2-T1, anche se cos facendo aumenta
anche il denominatore T2), e possiamo far operare la macchina in Siberia (in modo da aumentare
T2-T1, senza intervenire su T2). Nella migliore delle ipotesi, con T2=300 C (ossia 573 K) e T1=40 C (ossia 233 K), otteniamo (T2-T1)/T2 = 340/573 = 59%, ossia il triplo di prima. I nostri 99
watt diventano 60 watt di energia elettrica e 40 watt di energia termica inutilizzabile, e la nostra
perdita si riduce alla met di prima il quaranta per cento. E per farlo, dobbiamo prendere la
cittadinanza di Novosibirsk, e farci chiamare novosibischeri.
Lavorando a temperature molto, molto elevate con vasche di ceramica ecc., a 1800 K nell'inverno
siberiano con Popoff e i cosacchi dello Zar, otteniamo un rendimento dell'85% perdiamo solo 15
watt ogni 100 che immettiamo e questo il limite, perch, a parte tutto, a temperature superiori il
nostro elettrodo di palladio si fonde. Gi in queste condizioni l'acqua si comporta come un
pericoloso corrosivo e l'elettrodo dura poco. L'isolamento termico necessario poi diventa, per dirla
gentilmente, un'impresa interessante per ingegneri pronti alle sfide.
Naturalmente c' sempre la speranza che quel singolo sparuto watt in pi, migliorando la reazione,
aumenti. Per chiudere in illusorio pareggio e riestrarre i 99 watt di energia elettrica, quel watt
dovrebbe crescere di 39 volte (per avere un pareggio in Siberia) o di 79 volte, cio praticamente il
doppio, operando nel tinello di casa.
Perch pareggio illusorio? Perch siamo partiti da 99 watt di energia elettrica, puliti, e ci ritroviamo
con i soliti 99 watt di energia elettrica, per adesso ottenuti da macchinari (vasche, turboalternatori,
quant'altro) bisognose di manutenzione, che richiedono investimenti, che hanno un tempo di
ammortamento e immobilizzano un capitale. Avere cento euro in tasca fin dalla mattina, o
guadagnarli dopo una giornata di lavoro, non la stessa cosa.
Prima di avere un guadagno accettabile quindi il processo dovr diventare prevedibilmente almeno
un centinaio di volte pi visibile (ed una richiesta veramente modesta. Mille volte sarebbe pi
attraente). Ora la domanda : pu diventarlo? solo un problema di ingegnerizzare meglio la
vasca, o un problema di architettura? Ancora non si sa neppure questo! Un muratore fa una casa in
nove mesi, e una donna fa un bambino in nove mesi; ma la casa pu essere costruita in appena un
mese impiegando nove muratori, mentre nove donne, in un mese solamente, non mettono al mondo
un bambino. Il primo un problema di logistica, il secondo un limite architetturale.
E qui, cosa sia il coso, e dunque come si comporti, ancora non si sa. come una casa, o come
un bambino?
Addirittura, rileggendo attentamente la parte introduttiva, non mica una cosa cos automatica che
l'energia arrivi dalla fusione del deuterio. Dato che siamo a ipotizzare reazioni nucleari, potremmo
essere di fronte alla trasmutazione del palladio. Gli ioni deuterio, anzich accoppiarsi due a due tra
loro determinando la formazione di un nucleo di elio, potrebbero essere incorporati nel palladio,
trasformandolo in un isotopo radioattivo che poi potrebbe perfino decadere in qualcos'altro
liberando proprio elio, oltre che calore e radiazioni. A quel punto, verrebbe misurato elio all'uscita

1 Quello che per risparmiare sul sapone necessario a lavare i lenzuoli, se lo faceva da s usando il ranno ottenuto
bruciando quei medesimi lenzuoli.

dalla vasca, e anche radiazioni, e calore, e neutroni perch no ma tutta quella roba l non
proverrebbe solo dal deuterio, bens anche (anche? O magari solo?) dal palladio.
La differenza abbastanza gravida di conseguenze, perch se il palladio diventa un materiale di
consumo evidentemente andranno ripensate varie strategie commerciali. Tanto per indicare la pi
banale: servir molto meno deuterio... e molto pi palladio.
Non detto che sia un male, sapete.
Potrebbero nascere nuove interessantissime tecnologie, una volta compreso e dominato un
eventuale meccanismo di trasmutazione galvano-assistita: per esempio la possibilit di trasmutare
pericolosi isotopi da scorie radioattive in elementi stabili e innocui, senza dover aspettare le
migliaia di anni del processo naturale. Oppure la possibilit di convertire in modo industrialmente
conveniente l'inutile piombo in uranio weapons grade gi pronto per costruire armi di distruzione di
massa, senza doversi procurare n ingombranti centrifughe, n imbarazzante minerale yellow cake
da fonti estere. Per certi stati, sarebbe un dono di Allah.
Magari accelerando, che so, il litio contro il piombo esattamente a 33 kilovolt, si potrebbe riuscire a
realizzare il sogno degli alchimisti (o pi esattamente, dei discepoli avidi e disattenti degli
alchimisti) e ottenere l'oro.
Ma gi attenendoci solo alle osservazioni iniziali di Fleischmann e Pons, che segnalarono la
presenza di un eccesso di calore e di neutroni termici, possiamo fare alcune considerazioni sulla
stufetta a fusione fredda.
La pi importante questa: l'eccesso di calore segnalato da Fleischmann e Pons, per poter essere
sfruttabile con i margini di efficienza ridotti di un sistema poco pi che domestico, dovrebbe
aumentare come minimo non di cento, come nell'esempio visto sopra2 per impianti industriali, ma di
almeno duemila volte.
Supponiamo che ci sia possibile. Se sar possibile tramite il fenomeno osservato da Fleischmann e
Pons, abbastanza logico supporre che la presenza di neutroni termici, sottoprodotto di quella
reazione che produce l'eccesso di calore, aumenter dello stesso fattore di quest'ultima; ossia,
duemila volte.
Il nostro amico Joe quindi potr convertire lo scaldabagno in una caldaia a fusione fredda, capace di
produrre almeno 80 kilowatt di potenza termica; ma, nel farlo, sta installandosi in cucina una
sorgente di neutroni, una piccola bomba N in miniatura.
E mentre installa il turboalternatore nel tinello, spostando frigo e congelatore in salotto accanto alla
TV, Joe si trova nelle condizioni di dover accendere un mutuo per acquistare gli elettrodi di
palladio. Non solo: l'acqua del rubinetto non contiene una percentuale apprezzabile di deuterio
(0.015%), cosicch Joe dovr acquistare il deuterio certo, non molto: un mezzo litro di acqua
pesante l'anno dal produttore. Caso vuole che il massimo produttore mondiale di deuterio, seguito
da Canada e India, siano gli Stati Uniti.
Non finita: la produzione mondiale di acqua pesante dell'ordine di cinquemila tonnellate l'anno.
Ammettendo di riuscire a triplicarla in tempi brevi, possiamo contare su quindici milioni di litri di
acqua pesante l'anno sufficienti per il fabbisogno annuo dell'Italia, se viene frammentata in trenta
milioni di inefficienti caldaie domestiche. E il resto del mondo?
Interverr la mano invisibile del mercato: l'acqua pesante gi costosa adesso. Produrre un litro
di acqua pesante richiede il processing di circa 300 metri cubi di acqua normale, che va poi
nuovamente processata per diventare potabile se la si vuole rivendere all'acquedotto per rientrare
delle spese; altrimenti, va processata molto meno per poterla buttare via. Gi per pomparli, 300

2 Che comunque, si ricorder, vale solo su grandi scale... e solo in Siberia. Per l'Italia, il valore 1000 costituisce gi
una enorme dimostrazione di ottimismo.

metri cubi di acqua non hanno un costo zero; n sono gratuiti gli agenti chimici per la separazione
protio/deuterio.
Di fronte all'aumentata domanda, l'acqua pesante diventer costosissima. Il nostro amico Joe
risparmier sulla sua bolletta elettrica di 200 euro a bimestre, o 2400 euro l'anno, ma finch l'acqua
pesante coster meno di 4800 euro al litro, la gente vorr acqua pesante... facendo salire il prezzo.
Il nostro Joe quindi ha ristrutturato la cucina e rinunciato al tinello per installarvi una macchina
costosa, rumorosa, delicata, complessa da mantenere, e che contribuisce in modo tangibile al global
warming che va tanto di moda. Con ogni probabilit ha dovuto anche fare dei costosi interventi alla
facciata per potersi liberare del vapor acqueo in eccesso, e staremo a vedere cosa succeder alla
citt, al microclima, all'ecosistema, quando sar coperta da un banco di nebbia proveniente da
centinaia, migliaia di caldaiette nucleari.
Joe ha anche assestato un brutto colpo all'industria nucleare, che per procurarsi il deuterio
necessario a moderare le reazioni di fissione si trova a spendere dieci volte tanto (Chi lo sa? Forse
diventeranno economicamente pi convenienti i pi pericolosi reattori moderati ad aria, sodio o
grafite, come quello di Chernobyl). L'energia per costruire il frigorifero di Joe costa di pi, e ogni
euro che Joe risparmia di corrente elettrica rischia di doverlo ricacciare fuori quando compra il
pane, il latte, i vestiti, l'automobile nuova.
Joe non pi schiavo degli Arabi e del loro petrolio, ma si reso schiavo degli Amerikani e della
loro acqua pesante (e del loro palladio).
Mentre rimira soddisfatto la caldaia Fleischmann-Pons che macina deuterio e produce vapore, Joe
quindi non sta risparmiando neanche un soldo rispetto a prima, ma in compenso se una fuoriuscita
accidentale di vapore bollente non gli cuoce le chiappe rischia di far venire il cancro alle ossa a se
stesso, alla moglie e ai figli a causa delle radiazioni neutroniche.
Egli EROE.