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Il Bhsso iUcoiocoo
(1000-1492)

Italy &
Illyria

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La Chiesa riformata, la lotta per le investiture, la


prima crociata (1000-1100)

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L'Italia nell'anno 1000

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NeirXI secolo l'ufficio del papa era in piena decadenza, conteso


fra le sanguinarie famiglie romane e i tentativi moderati
dell'imperatore Enrico III, il quale tra il 1046 al 1057 pose sotto il
suo controllo il papato nominando quattro papi, tutti tedeschi.
Ma si rivel altrettanto difficile governare le citt italiane: Pavia

si ribell per ben due volte (1004 e 1024) a Enrico II (1002-1024),


l'ultimo esponente della casa dei sassoni. Il suo
successore, Corrado II di Franconia (1027-1039), ricevette la

richiesta di aiuto dell'arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano, contro cui si erano rivoltati

i valvassori della Lombardia (che dipendevano da Ariberto). Corrado per, per contrastare la grande
feudalit, concesse anche ai feudatari minori quello che il Capitolare di Quierzy aveva concesso ai

maggiori: l'ereditariet {Constitutio defeudis, 1037).


In questo periodo si lev alta la protesta contro la corruzione e l'abiezione del papato. Se da una
parte ci furono movimenti religiosi di stampo pauperistico ed eremita - come quello di San
Romualdo - dall'altra ebbe molta fortuna il nuovo monachesimo cluniacense, che si nutriva solo

delle donazioni dei feudatari, ma che proponeva uomini di grande autorit morale, di spessa cultura
e abili capacit politiche e amministrative. Pi tardi nacquero l'ordine dei monaci certosini e quello
dei cistercensi, che puntavano l'attenzione alla vita solitaria e contemplativa, e che si diffusero a
macchia d'olio. I riformatori (tra cui il movimento popolare dei Patari) desideravano una Chiesa non
corrotta e pi simile a quella delle origini e biasimavano in particolare la simonia (compravendita

delle cariche) e il nicolaismo (Concubinato), che erano molto diffuse tra il clero. Nel 1058
divenne papa Niccol II, che condann con un concilio del 1059 nicolaisti e simoniaci, riuscendo
anche a sottrarre il papato dal controllo dell'Imperatore. La lotta contro la corruzione continu sotto
i pontefici Alessandro II, Gregorio VII e Innocenzo III.

La posizione ambigua dei vescovi-conti, vassalli dell'imperatore che avevano anche cariche religiose,
port il papato e l'impero a scontrarsi su chi li avrebbe dovuti nominare (lotta per le investiture). Il
Papato reclamava per s il diritto di nominarli, in quanto vescovi, mentre l'impero reclamava lo
stesso diritto, in quanto vassalli. Nehi22 si arriv al compromesso di Worms,fra il papa Callisto
II ed Enrico V, in cui ognuna delle due parti rinunciava ad un pezzo del suo potere. Nel
frattempo Papa Urbano II (1088-1099), fronte anche alle richieste di aiuto dell'Imperatore
bizantino Alessio I Comneno (il cui Impero era minacciato dai turchi, che avevano conquistato tutta
l'Anatolia bizantina), stimol i cavalieri occidentali affinch liberassero la Terra Santa dagli Infedeli
islamici. I cavalieri crociati, dopo aver conquistato e consegnato all'Imperatore di Bisanzio parte