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ALMA MATER STUDIORUM

UNIVERSITA' DI BOLOGNA
SCUOLA DI AGRARIA E MEDICINA
VETERINARIA
Corso di Laurea in scienze del territorio e
dellambiente agro-forestale

RELAZIONE FINALE
DI TIROCINIO PRATICO-APPLICATIVO
Studente: michele venturi
Matricola n.: 0000623875
Sede di tirocinio: centro tutela e
ricerca fauna esotica e selvatica Monte
Adone Sasso Marconi (BO)
Periodo: 18 settembre 12 ottobre
2014
Tutore: Prof. Antonio Checchi

Ho svolto l'attivit di tirocinio presso il centro di tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte
Adone.
Il Centro unassociazione di volontariato onlus che nasce nel 1989 come Centro Recupero
Fauna Selvatica in risposta alle numerose problematiche legate alla fauna selvatica autoctona,
dovute alla crescente antropizzazione del nostro territorio e ad una carente tutela amministrativa.
Nel novembre dello stesso anno il centro inizia a lavorare anche con fauna esotica con la
detenzione di un primo leone, diventando cos il primo in Italia dedicato al recupero di animali
originari da altri paesi, importati illegalmente per lucro, divertimento, spettacolo e sfruttamento.

ATTIVITA DEL CENTRO


L'attivit del centro consiste principalmente nel recupero di animali in difficolt, nelle cure e
assistenza agli animali e nella loro reintroduzione in natura quando possibile.
Il recupero avviene su segnalazione di privati cittadini e Forze dellOrdine, il Centro attrezzato di
una unit mobile di emergenza, fucile narcotizzante e attrezzatura da cattura di diverso tipo,
garantisce un intervento tempestivo a fronte di emergenze che potrebbero anche compromettere
lincolumit pubblica.
Gli animali selvatici autoctoni recuperati sul territorio, vengono accolti nelle strutture del Centro
dove, grazie alla collaborazione con numerosi veterinari, ricevono le cure e le terapie necessarie.
Gli esemplari vengono quindi sottoposti ad un programma di riabilitazione mirato al pieno recupero
delle loro funzionalit, condizione necessaria per il successivo reinserimento in natura.
Gli animali esotici provenienti da tutto il territorio nazionale sono esemplari posti sotto sequestro
dalle Autorit Competenti, in particolare dal Corpo Forestale dello Stato, e vengono affidati al
Centro che si impegna nella cura e nel sostentamento di questi animali. Lanimale esotico, spesso
strappato al suo habitat naturale, oltre a perdere la propria dignit,nella maggior parte dei casi non
pu pi essere reintrodotto in natura.Il Centro, che si propone quando possibile di essere un centro
di accoglienza temporanea, riuscito in pi casi a ricollocare alcuni di questi animali all'interno di
specifici progetti in centri e parchi europei ed extraeuropei.

ANIMALI E STRUTTURE DEL CENTRO


Gli animali che arrivano in maggior numero al centro sono ungulati (cervo, daino, capriolo e
cinghiale) in particolare la specie che il Centro recupera con pi frequenza il capriolo,
raggiungendo oltre 200 esemplari ogni anno. L'elevata numerosit di questi animali trovati feriti o
in difficolt anche in aree urbane dovuto principalmente a due fattori: da una parte laumento
della loro consistenza numerica e dei loro areali di alimentazione spostati fino alla pianura,
dallaltra la maggiore antropizzazione dellarea pedemontana e collinare. Questultima infatti ha
portato allaumento di abitazioni, di recinzioni private e di strade - anche a scorrimento veloce - in
ambienti fino ad oggi abitualmente frequentati solo dalla fauna selvatica. Principale conseguenza
di questi aspetti laumento degli incidenti stradali con collisioni che coinvolgono automobilisti di
passaggio e gli animali nei loro spostamenti alimentari o di dispersione notturna. Gli incidenti
stradali, infatti, sono sicuramente la causa principale di recupero da parte degli operatori del
Centro. Altra causa frequente di recupero l'animale intrappolato in reti e recinzioni, anche in
piena citt.
Elevato anche il numero di cervidi che arrivano al Centro quando hanno solo pochi giorni di vita.
Le ragioni dell'arrivo di questi ultimi sono essenzialmente due:vengono raccolti nei boschi perch
erroneamente ritenuti abbandonati. Oppure vengono feriti, durante la stagione degli sfalci, dalle
macchine agricole. I piccoli di capriolo nascono in un periodo che va da aprile a giugno e nelle
prime tre settimane di vita non sono in grado di seguire la madre, per questo rimangono nascosti
nel bosco o nei prati in attesa che la madre vada ad allattarli. proprio in questo periodo cos
delicato che pu capitare di incontrarli; bisogna tenere sempre presente che la madre nei
dintorni, quindi, oltre a non essere raccolti, non devono nemmeno essere toccati poich la madre,
sentendo sul piccolo l'odore dell'uomo, lo abbandonerebbe. Durante la stagione degli sfalci,
coincidente molto spesso con il periodo dei parti, vengono spesso ritrovati caprioletti feriti, anche
gravemente dalle macchine agricole.
Tutti i piccoli all'arrivo necessitano di continue cure veterinarie e specifiche attenzioni; un capriolo

alla nascita pesa circa 1,5 Kg e deve essere allattato ogni 3 ore.
Per la gestione dei piccoli dei cervidi il Centro si attrezzato con una vera e propria nursery:
realizzata all'interno di un'area boschiva per meglio rispettare la biologia degli esemplari e per
ridurre lo stress durante la riabilitazione, la nursery composta da un recinto di 2000 mq con
annesso un ampio ricovero in legno. Mentre per la gestione dei cervidi feriti il Centro si attrezzato
con diverse strutture destinate alla degenza e alla riabilitazione degli esemplari recuperati. A
questo scopo stata realizzata unarea di prima accoglienza composta da 5 box schermati in
legno di diverse dimensioni e da un recinto di sgambamento di circa 450 mq.
Oltre agli ungulati il Centro soccorre anche molti altri mammiferi appartenenti a diverse specie,
rinvenuti feriti o in difficolt, tra cui lupi, tassi, volpi, istrici, faine, lepri, ricci, ghiri, scoiattoli e
pipistrelli. Come per gli ungulati le cause pi frequenti di ritrovamento sono: gli incidenti stradali,
animali intrappolati in reti e cancelli, fenomeni di avvelenamento e piccoli rinvenuti soli e in
difficolt. La gestione di questi animali rappresenta circa il 30% degli ingressi annuali (150 -200
esemplari), il numero pi elevato in primavera e in estate. Gli animali incidentati o rinvenuti feriti
sono quelli che, a causa delle lesioni riportate, pi spesso necessitano di interventi chirurgici
specialistici e di unattenta ed impegnativa degenza post-operatoria.
Per tassi, volpi e lepri stato realizzato, in un area boschiva del centro, un recinto di circa 150 mq,
allinterno del quale gli animali possono completare il loro percorso riabilitativo in uno spazio che
ben si adatta alle esigenze biologiche e comportamentali di queste specie.
Anche gli uccelli rappresentano una buona parte degli animali ospitati dal centro. Circa il 30 % dei
recuperi effettuati rappresentato da uccelli appartenenti a diverse specie autoctone che vengono
rinvenuti in difficolt sul nostro territorio; tra questi circa il 7 % sono rapaci, diurni e notturni
(Falconiformi e Strigiformi). Le principali cause di ritrovamento sono: incidenti stradali,
intossicazioni e avvelenamenti, folgorazioni e ferite da arma da fuoco. Le specie che arrivano al
Centro sono principalmente quelle pi comuni come la poiana e il gheppio, tra i rapaci diurni, e
civetta, assiolo e allocco tra i rapaci notturni; non per infrequente l'arrivo di individui
appartenenti a specie pi rare, come l'Astore, o meno comuni come il Falco pellegrino, il Falco
pecchiaiolo o il Lodolaio. A tutti gli esemplari recuperati vengono fornite cure veterinarie mirate al
pieno recupero funzionale; molti animali per esempio necessitano di interventi chirurgici ortopedici
come unica soluzione in seguito a fratture ossee dell'ala. Gli individui adulti una volta curati devono
essere riabilitati al volo e per questo vengono trasferiti, per il periodo necessario, in specifiche
voliere dove possono recuperare il giusto tono muscolare prima del rilascio in natura, che avviene
nella stessa zona di provenienza di ogni individuo e rispettando le eventuali esigenze migratorie
delle specie. I rapaci adulti sanno gi cacciare e pertanto, salvo rari casi, non necessitano di fare
addestramento. Le voliere per la riabilitazione dei rapaci sono state realizzate in un'area boschiva,
un ambiente che garantisce loro la massima tranquillit, evitando ogni stress causato dal contatto
con l'uomo. Diversa la problematica relativa ai i piccoli appena usciti dalluovo ancora ricoperti di
solo piumino bianco o ai giovani rapaci: in questo caso, infatti, non solo bisogna occuparsi della
crescita, dello svezzamento ed eventualmente anche di curare gli individui malati o traumatizzati,
ma bisogna anche operare con la massima attenzione per evitare l'imprinting, cio il legame con
l'uomo. Per evitare l'imprinting si opera, tenendo i piccoli della stessa specie tutti insieme ed
evitando il contatto umano grazie all'utilizzo di contenitori schermati durante la fase dello
svezzamento. Nella maggioranza dei casi i piccoli che arrivano al Centro sono rapaci notturni
caduti dal nido o il cui nido stato distrutto.
Oltre agli animali selvatici come ungulati, uccelli e numerosi mammiferi nel Centro una buona parte
degli animali ospiti rappresentata da animali esotici. Questi a differenza di quelli selvatici e
autoctoni nella maggior parte dei casi non possono pi essere reintrodotti in natura. I
maltrattamenti subiti e il legame con luomo impediscono infatti a questi animali, ormai snaturati, di
sopravvivere in libert e, nel contempo, motivi sanitari e mancanza di centri di accoglienza
adeguati nei luoghi dorigine, rendono invece difficili soluzioni alternative. Per queste ragioni molti
esemplari sequestrati, dopo i lunghi risvolti giudiziari, sono destinati a diventare ospiti fissi del
Centro.
Il rapporto del centro con la fauna esotica risale al 1989 con l'arrivo del primo cucciolo di leone,
una femmina di pochi mesi proveniente da Rimini, dove era stata sequestrata ad un fotografo di
spiaggia. Da quel primo arrivo ne sono succeduti molti altri in poco tempo provenienti da analoghe
storie di maltrattamento. Per i primi 8 leoni arrivati stata trovata una collocazione in diversi centri

in Europa. Nel '94 stato affidato al Centro il primo esemplare di tigre del bengala giunto al Centro
a seguito di sequestro giudiziario, dopo questa prima tigre sono stati affidati al centro altri
esemplari. Per molte di loro non stato possibile trovare una collocazione e sono cos diventate
ospiti permanenti del Centro.
In totale sono ospitati 11 felini, a seguito di sequestri per maltrattamenti o detenzione illecita:
-5 tigri del bengala
-1 lince
-5 leoni
Attualmente il centro accoglie 13 Scimpanz tutti affidati nel corso degli anni a seguito di sequestri
da parte delle Autorit competenti (commercio/detenzione illeciti), o di rinvenimento sul territorio
nazionale.
Questi, al loro arrivo, presentano pi che traumi di tipo fisico dei traumi psicologici e
comportamentali causati da una precedente cattiva detenzione. Occorre sempre un periodo di
riabilitazione prima che questi esemplari possano ritrovare il loro equilibrio psico-fisico e possano
essere introdotti con un altro individuo o un gruppo.
I primi 6 scimpanz sono arrivati al Centro nell ottobre del 1997 dopo una confisca da parte del
Corpo Forestale a un circo italiano per maltrattamento. Dopo questi nel corso degli anni sono
arrivati altri 7 scimpanz, lultimo arrivato nel 2013. Oggi questi 13 scimpanz sono tenuti in una
struttura di grandi dimensioni provvista di tronchi e barre su cui questi animali si possono
arrampicare, al suo interno si divide in due aree principali ognuna delle quali contiene un gruppo
sociale di scimpanz.
Oltre agli scimpanz nel centro sono ospitati diversi altri primati, in particolare primati di piccola
taglia appartenenti a diverse specie, tutti affidati nel corso degli anni a seguito di sequestri o
rinvenimento sul territorio naturale. La collocazione dei Primati presso le strutture del Centro tiene
conto di diversi aspetti: et e sesso dell'animale in primis, ma anche il carattere dell'individuo che,
nella maggioranza dei casi, si trova per la prima volta di fronte a suoi simili con i quali deve quindi
imparare a rapportarsi e a comunicare. Uno degli obiettivi fondamentali di ridurre gradatamente il
rapporto esclusivo con l'uomo e di indirizzare la socialit dell'esemplare verso un altro individuo
della stessa specie.
Al centro dal 93 sono arrivati diversi esemplari di piccoli primati appartenenti a varie specie, oggi
ne sono ospitati 10:
-6 bertucce
-1 scimmia rossa
-1 cercopiteco
-1 macaco del Giappone
-1 macaco mangia granchi
Con lentrata in vigore nel 96 del Decreto del Ministero dellambiente (lista animali pericolosi) che
elenca tutte le specie che possono costituire un pericolo per la salute e lincolumit pubblica,
stato proibito il commercio di molti animali liberamente importati e venduti in Italia fino a quel
momento. Tra queste specie stato inserito anche il procione, come possibile veicolo di rabbia.
Quindi negli anni il Centro ha ospitato diversi esemplari di procione trovati abbandonati sul
territorio o sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato a chi li deteneva senza la necessaria
regolarizzazione. Ad oggi ne sono accolti 8 esemplari.
Anche i rettili sono stati oggetti di questo decreto, in particolare sono ospitati 4 iguana e 1 boa in
un rettilario dotato di apposite lampade a infrarossi e umidificatore per ricreare un ambiente adatto
a questi animali.
Altri animali esotici ospitati dal centro sono i pappagalli, provenienti per lo pi a sequestri per
commercio e detenzione illeciti, da abbandoni o da fughe. In tutto ne sono accolti 52 divisi in 5
colonie. Sono accolti in una grande voliera di 80 mq x 3 metri di altezza, realizzata in rete metallica
e provvista di pannelli termici che permettono di poterla chiudere e riscaldarla nei mesi piu freddi.

ATTIVITA SVOLTA
Il lavoro al Centro diviso in tre percorsi (terra, acqua, fuoco), in modo da suddividere le attivit da
svolgere tra i volontari secondo ordine e orari prestabiliti. Questi percorsi si differenziano in
relazione alla tipologia e stato di salute degli animali da seguire. Nel percorso acqua vengono
principalmente accuditi animali in via di riabilitazione o i piccoli non ancora in grado di nutrirsi in

modo autonomo; del percorso terra fanno parte gli animali tenuti in stalla e quelli in discreto stato di
salute generale; Nel percorso fuoco vengono accuditi gli animali che necessitano di maggiore
conoscenza ed esperienza (come tigri, leoni e scimpanz), quindi seguiti dai volontari pi esperti.
Nel mio periodo di lavoro presso il Centro ho seguito per la prima settimana gli animali del
percorso acqua, nei successivi giorni quelli del percorso terra, oltre a fare lassistenza per gli
occasionali recuperi di animali feriti, approvvigionamenti delle scorte e manutenzione.
Il percorso acqua inizia al mattino con lallattamento dei piccoli animali selvatici: caprioli, ricci,
ghiri.
I piccoli caprioli si trovano in un box apposito, assieme allallattamento viene data un po di fieno
che serve allo svezzamento. Dopo averli nutriti viene pulito il box.
Gli altri allattamenti, ghiri e ricci, vengono svolti in ambulatorio. Lambulatorio viene utilizzato
anche per effettuare nutrizione e terapie di eventuali volatili feriti (gheppi, gufi, barbagianni)
Dopo gli allattamenti vengono nutriti i cervidi in degenza, tenuti in box singoli per tutto il periodo
della degenza. Il cibo che viene dato a questi animali principalmente fieno, carote, mele, sedano e
finocchio. Insieme alla nutrizione vengono puliti i box ed effettuate le varie terapie.
Successivamente vengono nutriti i furetti, i tassi, le capre e le tartarughe dacqua. I tassi e i furetti
vengono alimentati prevalentemente con carne, le capre con verdure, alle tartarughe viene data
insalata e frutta. Poi vengono nutriti i rapaci diurni tenuti nelle voliere, a questi viene data carne con
ossa.
Le attivit della mattinata si concludono con la preparazione del cibo per gli animali da nutrire nel
pomeriggio.
Le attivit del pomeriggio iniziano con un primo controllo degli animali in infermeria e degli
eventuali ungulati feriti. Viene poi portato il secondo pasto a furetti, capre e caprioli feriti assieme
ad eventuali terapie. Dopo aver portato i pasti si continua con gli allattamenti per i piccoli cervidi e
per i piccoli ricci e ghiri in ambulatorio.
Il giro acqua si conclude con la preparazione dei pasti per il giorno dopo.
Il percorso terra inizia con un primo controllo degli animali della stalla, vengono poi nutriti i vari
animali: al mattino galline,cigni, tartarughe di terra, colombi, em, iguane e pappagalli; al
pomeriggio procioni, genetta, istrici, rapaci notturni oltre ai secondi pasti per galline, cigni, colombi
ed em.
Assieme al nutrimento per i vari animali viene anche pulito il box.
Il giro terra si conclude sia la mattino che al pomeriggio con la pulizia della stalla e il nutrimento
degli animali tenuti in stalla (un asino e due mucche) e vengono preparati i pasti per il giro
successivo.
Ho avuto diverse occasione di effettuare recuperi di animali feriti. Il recupero viene fatto in tutta la
provincia e zone limitrofe su segnalazione del corpo forestale o direttamente da privati cittadini. In
caso di necessit lanimale viene immobilizzato e sedato per essere trasportato al centro.
Lapprovvigionamento un elemento fondamentale per poter accudire gli animali. Tre volte alla
settimana un paio di addetti si recano presso i supermercati che mettono a disposizione delle varie
Onlus sul territorio i prodotti di scarto. Altra attivit necessaria per il buon funzionamento del centro
la manutenzione e riparazione delle gabbie, dei recinti e dei box degli animali.

CONSIDERAZIONI FINALI
Lesperienza al Centro stata impegnativa per la tipologia del lavoro che richiedeva un impegno
costante e gravoso. Lesperienza comunque stata appagante perch ho avuto lopportunit di stare
a stretto contatto con vari tipi di animali e questo mi ha permesso di conoscere pi a fondo le loro
caratteristiche e le loro abitudini.
Si trattato di una esperienza interessante e coinvolgente anche dal punto di vista umano.