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IL SANTUARIO DEL

SACROSPECO
Subiaco
li Sacro Speco e il Monastero di S. Scolastica

Guida artistica per la visita dei Monastero


A cura dei PP. Benedettini di Subiaco

la Reglonc Sublacense prima di S. Benedetto

r(gi1111( s11blaccnsc si estende lungo la valle


L
dell'A ll o Anicne, che scorre, in questo suo primo lrntto, ua gole slrette, chiuse da monti ch e for11

Ved1.1ta panoramica
diS1.1biaco.

mano la calena dei Simbruini.


La zona, i cui centri pi noti erano nevi e Affile,
in origine fu abitala dagli Equi. Questi, in alleanza
con i Volsci, difesero a lungo e accanitamente la lor o indipendenza cont:ro i Roman i, ma dopo una lotta secolare fwono definitiva mente soggiogati nel
504 a.e ., venendo a formare, come confederati, la
Trib Aniense.
1 Romani, subito dopo la conqtsta, pensarono di
ut:ilizzare le acque della regione per uso dell'Urbe.
Gli acquedotti furono qualtro: l'Anio Vetu,s (inizato
nel 272 a.C.) , l'acqua Mareia, l'acqua Clauda e
l'Anio Novu,s: questi ultimi furono iniziati da Caligola
(58 d.C.) e terminati da Claudio.
Nerone, seguendo il tracciato di anteriori bacin
natmali, fe ce sbarrare la valle in tre punti, costiluendo cosi t:re laghi artificiali. Si deve appunto a questi
laghi il nome di Subiaco (Sub-lacum ). A destra e a
sinistra dei laghi, Neronc fece sorgere i padiglioni
della sua villa e per accedervi costru per primo la
via Sublacense, staccandola daUa Tiburtina-Valeria.

Veduta dei Monastero


di 5. Scolastica.
Sul/o sfondo Subiaco.

Trafan o costrui un'altra sonluosa villa suj non lontani altipiani di Arcinazzo. Tuttora se ne vedon o resti n otevoli. Gli imperatori ch e seguirono non abbandonarono le cost:ruzioni esistenti nella regione:
cosicch al Lempo di S. Benedetto la via Sublacense
le ville imperiali e gli acquedotti erano ancora~
buon e condizioni.

San Benedetto a Subiaco


!l primo nucleo abitato cominci forse a1
ASubiaco
tempo dl r erone nella zon a delta ora Pianigliu.
Quando vi giunse S. Benedetto la popolazione era
gi cristiana; la chiesa parrocchiale e ra dedicata a
S. Lorenzo e il parroco, ch e ebbe tan ta triste parte
nella vita dei nostro Santo, si chiamava Fiorenzo. La
vita mon aslica vi era conosci.uta. S. Gregorio ricorda il monaslero non lontano da Subiaco, :i cui mon aci invarono S. Benecletto come loro superiore e
quello vicinissimo alio Speco, governalo da Adeodato, al qualc apparteneva il monaco Romano.
S. BenedeLLo nacque nel territorio di Jorcia verso il 480 da genitori di conclizioni agiate. Sappiamo
cbe aveva una soreUa di n ome Sro lasli ca, che si era
con sacrata a Dio in et ancor giovn nr. Compiuti gli

La Rocca Abbaziale.

s ll1 dl 111 111'1111'1 1wl l1w.o 1111 1(11, s i n11) a Ho111a ptr
14ll 1<l11dl s11p1riori , 1orri s po11d1111i a llt' 11 oslre 1111i\ll'r:-.l111. 1111'1 ri 11111:-.1 1110110: i11orriclito dalla eorruzio 111 l'IJlll<tll a , s i rir11 ~ i il ad t\ llilt l'O ll la fedele null'<'t'. 111 sq~ uilo , dopo una breve permanenza ad
t\lli l1-, ck sidcroso di maggior solilucline, abbandon
an chc la nu lrice, dirigendosi verso la villa neronfana . Forse il giovane aveva senlito parlare del monastero di Adeodato; difatli, salendo i1 Taleo, sulla
riva destra dell'Aniene, s'imbatt nel monaco
Romano, che gli indic un'ord da grotta sotto il suo
monastero.
ello Speco S. Benedetto resto tre anni ignoto a
tutti, eccelto a Dio e al monaco Romano. Questi, dali'orlo della roccia scoscesa ai di sopra dello Speco,
calava al giovane eremita, mediante una lunga corda, quel ch e poteva sottrarre al suo alimento.
Malgrado l'assisten za tanto discreta e generosa di
Roman o, la vila n ello Sp eco fu per S. Benedetto
asprjssima. Non man carono momenti di scoraggiamenlo e di tentazione. Anzi un giorno la tentazionc
in1pura fu cos violen ta ch e il giovane stava per abbandonare la grotta. Ma si riebbe subito: con risolutezza romana e soprattutto crisliana si gett nudo in
un selvaggio groviglio di spinc e ortich e, vincendo
cos la tentazione.

1)opo111 11 1111,
11'1 11:-.1 l'1:-1wri111:t.11 11T 111i 1it':1.
l\wt \ l'llt 111 1111 .111rn11 di 1';1)o.q11a 1:1 'isi la di u11 sa
11rd1111 11111a1 11l1l'. :11111111t avverlito dl'l la vici11a1r1.a
tfl'f ; ioVi ll ll' i ' l'l'llll l a; poi

A/ato:
il ponte medievo/e
di S. Francesco.
Sotto: una veduta
dei Monastero
di S. Sco/astica.

r11

S<'O f)<'l'I O da al Cllll pa-

slori ch'q~li p1Tsc a dirozza rc, riu11endoli in queUa


cltt si cltia111<1 grolla dei pastori. ln seguito fu richicsto come supcri ore c1i un vicino monastero: ma
i monaci, trovandolo Lroppo severo, tentarono di avve lenarlo, ed egli refer tornare alia sua grotta.
Ormai il suo nome era ben conosciuto e numerosi
discepoli vennero a lui da ogni parte.
Cominciava la vila cenobica benedettina. Il Santo
fond il primo monastero, dedicandolo a S. Clemente, utilizzando parte dei fabbri cati situati s ulla
riva destra del piu alto dei laghi neroniani, ancora
in buono stato e abi tabili.
Qt inizib e grad ualmente perfezion quel tipo di
vila monastica p rcsentato nella sua Regola, la cui
prima slesura risale al perioclo di permanenza nel
cenobio sublacense.
Discepoli di ogn i et, nazione e condizione affiuirono numerosi alia Sua scuola.
Olue la casa-mad re di S. Clemente, fond 12 piccoli monasteri con propri superiori , ma dipendenti
da lui, composli ci ascuno di 12 monaci, situati lungo l'alta Valle dc ll 'A.niene, cbe da Va ll.e eroniana
fu detta Valle San ta.

L'inviclia asliosa e priva di scrupoli di 11'ior111zo


l'obblig ad errrigrare. Nomi11ali per ciascu n monastero :i superiori, con pochi discepoli si diresse alla
volta di Cassino: era circa l'rumo 529.
A Cassino visse ancora circa 18 anni: lavor per
la conversione delle popolazioni circonvicine ancora pagane; costru in cima al monte quel cenobio
che doveva rimanere celebre nei secoli e redasse
definitivamente la sua Regola. Mor il 21 ma.rzo, probabilmente nel 547.

'.

1Monasteri Sublacensi dopo S. Benedetto


opo la partenza di S. Benedetto la vita benedettina continuo ininterrotta nella regione sublacense, nonostante fossero i periodi di maggior turbamento per l'ltalia. Pero il numero dei tredici monasteri pian piano si ridusse, sia per il diradaTSi delle vocazioni, che per la difficolt della regione a garantire viveri sufficienti a tante comunit.
Lo Speco, sebbene non fosse uno dei 13 monasteri, era pero considerato, gi dal tempo di S. Gregorio
Magno (t 604), un santuario, luogo di preghiera e di
miracoli: ln eo specu, in quo prius Sublacu habita-

vit, nunc usque, si petentiumfides exigat, miraculis


coruscat (Dial . II, 37) .
Nel sec. IX i monasteri sublacensi fmono a pi riprese invasi da sclere di saraceni. 1 danni furono
rilevanti. Dopo un perodo di assenza, i monaci tornarouo a Subiaco. E di questo perodo l'affresco che
in parte ricopre ancora una parete della grotta dei
pastori.
Dmante il sec. X i documenti cominciano a farsi
sicuri e frequenti. Sotto l'abate Leone Ill (925-961)
la badia di S. Scolastica acquist grandi possedimenti e il domnio feudale sui terr.i.tori vicini. ll principe romano Alberico, per mezzo cJj cliplomi papali,
doto il monastero di estesi possed im e nti, amplia ti
poi dai papi dei secoli X-Xl.
Cosi l'abbazia di S. Scolastica ru in grado di iniziare ardite e poderose costruzio11i. 011 s i sa se fino
a1 sec. X fossero state erelte vici110 alio Speco costruzioni in tutta murntura, che 11011 l'ossero cioe solo adattamenti di grotte nat.urali. <:ra11diosi invece

llcampanile
dei Monastero
di S. Scolastica.

dovettero essere i lavori compiuti a1 Sacro Speco e a


Santa Sco1astica dall'abate Umberto (1050-1069) e
soprattutto da Giovanni V (1069-1121). Di Umberto
abbiamo ancora il campanile di Santa Scolastica;
non prue che altre costruzioni dei due grandi abati
siano arrivate fino a noi.
Sotto l'abate Giovanni si ritir a vivere stabilmente allo Speco il B. Palombo (1090); e dopo di lui vi
abitarono sempre alcuni monaci eremiti in munero
di due o quattro ricevendo il vitto dalla sottostante
abbazia. Infme sotto !'abate Romano (1192-1216) cominci allo Speco la vila monastica regolare con un
nucleo di monaci (in genere 12) e un preposito, dipendente dall'abate di Santa Scolastica.

L'Abbazia di
Monrecassino.
A/ato:
li Sacro Speco
di S. Benedetto in una
stampa del/'800.

Del 1200 e 1300 sono quasi tutte le pi importanti costruzioni che oggi ancora esislono nei mona-

steri di Santa Scolastica e del Sacro Speco. Il primo


monastero di S. Benecletto sulle spond e del lago neron iano fu invece quasi completamente distrutto dal
terremoto nei primi decenni del sec. XIII.Trai miseri avanzi che ancora rimangono si pu vedere
un'absde romana ad opus reticulaturn con aggiunte
posteriori, forse del sec. VI.
li Sacro Speco e Santa Scolastica nel 1456 furono
sottoposti alla Commenda, e nel 15t4 aggregati alla Congregazione cassinese. ln seguito, per inzi.ativa di Mons. Nicola Tedesch (t 1741), il Sacro
Speco si stacc da Santa Scolastica, venendo governa lo dall'abate procuratore generale della Congregazione cassinese. el 1853 i due monasteri furono di nuovo riunili sotto il medesimo abate, come lo sono tuttora.
Dal 1872 fanno parte della Congregazione
((Sublacense, fondata dall'abate Pieuo Casaretto.
Uultimo abate Commendatario fu S. Pio X, che ne
assunse il regime nell'agosto 1906 e governo per
mezzo di un Delegato pontificio. Papa Benedetto XV
aboH la Co:rnmenda e affid il governo dell'Abbazia
all'abate del Monastero.

IL SACRO SPECO
ull' ll~lo vc1:so ~I Talco,

S lecc1 e q uinch, per un 'a ngusla scaletta , ai Sa11-

Sca/inata di
ingresso ai Sacro
Speco tra i/
Boschetto di lecci.

si giu11g<

11('1

Bos d1tll,o di

Luario, che si presenta improvvisamente, acldossalo


alia roccia a strapiombo, vero nido cli ronclini come apparve a Pio II nel 1461.
La uggestiva bellezza del Santuario, formato ela
due chi ese sovrapposle e da diverse cappelle, risiedc specialm ente nella pittoresca associazione irregolarc di piueti, ili volte, ili scale che quasi s'imrnedcsimano con la roccia, e nelle pittme che rivesto110 1utte le superfici, dando mille riflessi e popolando d'im magini la penornbra degli anditi e delle grotle (Giovannoni).
Si entra per una porticina sulla quale euna croce
a mosaico (sec. Xlll). Segue una galleria, in rondo

I quattro evangelisti,
dai/'alto S. Marco,
S. Giovanni, S. Matteo
e S. Luca.

alla quale, sull'architrave clella porta si legge: Sit


pa.x intranti sit gratia digna precanti. Laurentius
cum Iacobo jilio suo f ecit hoc opus.
Sopra 1.a porta si puo am:mirare una bellissirna
Madonna coJ .Bambino del sec. XV di scuola umbra;
clella stessa scuola sono f"orse le quatno figwe deJl.a
volta. Si passa n ella Sala del Capitolo Vecchio con
dipinli dclla sc uola dei Perugino (prima met del
sec. XVI).

Veduta ideal e della galleria di ingresso con la C h lc~ a Supm lorc


1. La rorretta quattrocentesca
. La discesa dei/o Spirito Santo
3. Pareie di sinistra dei/a Chiesa Superiore con la salita ai Calvaria
4. li Bacio di Giuda e, a destra dei pulpito, la Flagellazione
5. La secando parte dei/a Chiesa Superiore
6. La sala dei Copito/o Vecchio
7. Transello dei/a Chieso Superiore
8. La Chiesa lnferiore e /'ingresso ai Sacro Speco
9. Esterno dei/a Coppello dei/o Madonna

li Salvatore.
Alaro:

' Chiesa Superiore.

ella parete sinistra sono dipinli i quattro Evangelisti, e, nel centro, il Salvatore. ln alto, neJJa Junetta, la Vergine col Bambino e anti, alTacci.ata a un
balcone ricoperto da un tappeto.
La Chiesa superiore

i entra nella Chiesa superiore. La prim a parte


con volta a crociera e costo'loni e un rifacimento
del sec. XIV di un'altra costruzione della prima met
del sec. XIII, di cui resta ancora i1 pulpilo con cornice a ovoli, scomparto a rosoru e un'aquila che regge
sulle ali il leggo. Gli affi'eschi cLi questa prima parte
sono tutti della scuola senese.

( :c111N11lc1111111, 1 11 111 ~ 111111 11 <0111e 111111 dll 11wdioev11lc 1011l cll'l'i 1 111111111 1111 ~ u e lf'u , si avvi<1 diclro Gcs(1
111 <;111 v11 l'io.
S11llo s f'o 11do si V<'do 110 bandiere al venlo col drag o 11 c ro (' la 111 czzul11na. Ges, carico della croce,
segue i duc ladroni. La testa dolorosa del Reden-

Discesa dei/o
Spirito Santo
e Safira ai Calvaria.

Bacio di Giuda,
Fuga degli Apostoli
e Flagellazione.

La parete sinistra e divisa in tre zone. Nella zona


inferiore si vedono il Bacio di Giuda, la Fuga degli
apostoli e la Flagellazione. Nella zona mediana la
condanna a morte di Ges e il suo viaggio al Calvaria: scena questa interessantissima per movimento di personaggi, vivacit di rappresentazione e ricchezza di particolari. Una folla di uomini, dai pi diversi costumi, a piedi e a cavallo sotto le mura di

t.ore, che si volge con mossa stanca ed affettuosa a


gumdare la madrn, e disegnata con poca abilit ma
con molto sentimento. Nella parte superiore, al di
sotto della volta, appare la Discesa dello Spirito
Santo.

Ingresso a
Gerusalemme.
ln basso:
le tre Marie ai sepolcro
e Apparizione di Gesti
alia Maddalena.

Anche la parete destra e divisa in Lre zone. Nella


parte inferiore tm Angelo seduto sul sepolcro vuoto,
annunzia al1e Pie Donn e la Risurrezione di Cristo;
segue J'Entrata trionfale di Ges a Gerusalemnie nella domen ica delle palme. Si osservi il gru ppo de i
bam bini esp ecialmente quel piccolo paffu to, che
seduto comodamente suona una sua trombetla. ln
ben poche pitture del nostro medio evo si riesce a
trovare una sr.ena nit viva e ni bella. E veramente

1111 q1111d111to dl IJ.1'111'1'1' 1111110 d11ll11 vila tlt'i fn11ci11lli


1 11prncl111to 11 111 ~ 1 11111lt1w11lit1H' lll0 e al>ilil.
Nl'll11 1.01111 111td i11 11a (Jl's! appare aUa Maddalcflfl. ~<I ,'i111prtssiO IH' dclf'affrCSCO veramente C0111(' quelln <li una bclla mallinata tutta imperlata di
l>f'i IHl.
St'guc la scena di S. Tommaso che tocca le piaghe
di Gcs . ln alto: l'Ascensione di Nostro Signore.

Ascensione di Gesu e
Tommoso che tocca
lepiaghe.

I quattro Dottori dei/a


Chiesa latina. Dai/'alto
Gregorio, Giro/amo,
Agostino e Ambrogio
A/ato:
la Crocifissiane.
ln basso: particolari,
il buon ladrone e la
Madonna ai piedi
dellaCroce.

SuIJa parete di fronte si vede la pittura maggiore:


La Crocifissione. Fra tutte le figme spicca per bellezza di disegno il corpo di Ges Crocifisso, disegnato con accorato sentimento di piet e buona conoscenza del vero. A sinistra c'e il gruppo delle Pie
Donne, vestite di bianco, con Maria Santissima. La
Maddalena con la veste rossa e i capelli biondi e ai
piedi della croce; a destra il centurione. Pi in bas-

Attentato dei
monaci di Vicovaro
e Guarigione dei
monaco accidioso.
ln basso:
S. Benedetto
si roto/a tra /e spine.

so soldali seduli Urano a sorte la veste di Ges. Un


angelo sLringe l'ra le braceia !'anima dei ladro pentito, e un orTido diavolo la strappa con violenza daJla
bocca del ladron e impenitente.
1elle vele clelJa volta sono d.ipinli i quattro grandi Dottori delta Chiesa latina, secluli s u caltedre gotich e, il cui aJto dorsale e sorm onlalo dai bus to d.i

1111 /'t 1t /l /1~ 1'/i ,ftl

1 t w. tul11 111 M lllU Ol'llll i di 2 ~ lttp,l'fi.


tI ... 1111.11111 u i cl1 M1 p111 <hll n C1oci fissio11(' :-;ono ctipi1111 1 l 1rq/i'l1, 1'11no M>llo la Cr ocifissiont' ha ricchi
or11111i 1 lt1f.(f'li ch i' pia111.ro110. Allrc pillurc di questo
sttsso artista sono, com e veclremo, neUa Scala Santa

e nrlla Cappella della Madonna.

S. Benedetto
in abiti pontificali
seduto in cattedra

clla seconda parte della Chiesa superiore, con


volt a pi bassa, si ammirano pittme di scuola umbro-marchigiana dell'inizio dei sec. XV.
Ncll'affresco della parete frontale e raffigurato S.
Benedetto in abiti pontificali, con Santi e personaggi
della famiglia Ani cia. Sulla parete sinistra S.
Ben edetto supera Ja Lentazione rotolandosi tra le
spine. Ben conservate sono le pitture della parete
destr a, rappresentanti l'Attentato dei monaci di
Vicovaro e la Guarig ione del monaco accidioso trascinalo dal diavolo fuori dal coro durante la preghiera comunitaria, che S. Benedetto corresse con
una dura lezione.

li Transetto

i proscguc per il
c; li
S
sello sono della scuola umbro 111;11Tl1 i;ia 11a. A destra,
Transcll o.

Transetto dei/a
Chiesa Superiore.
A lato:
ultimo ca//oquio
di S. Benedetto
e S. Scolastica.

111l'n:-H'li i dl'l ll'illl-

l'ullimo colloquio di S. Benec~llo e S. Scolaslica.


Uaffresco ripresenta il momento in cui , per le preghier e deUa Santa, la pioggia comincia a cadere violentemente, cost:ringendo S. Benedeno a passare tutta la notte in santa conversazione. Di fronte si scorge S. Benedetto, che dalla torre di Montecassino vede l'anima della sorella volar e al cielo sotto forma
di colomba.
eJl e due cappelline vi sono pillure molto rovinate, raffigm anti la morte di . colastica, la Morte
di . Mauro e la decapitazione di . Paolo. Nel secondo sollarco, dipinta con grande delicatezza, c'e
la figura di S. Agnese, in veste bianca e col velo che
le avvolge il capo. 1 due affreschi n cUc lunette rappresentano il Martirio di S. Placido presso Messina,
e fl Miracolo di S. Pietro e S. Giovanni presso la porta speciosa dei Tempio: lo storpio e rappresentato
in due momenti: prima e dopo il miracolo.

l ,11 1.1.111z lwm 11111 .. 11'11111 11 \C'l r l 1olor11 1i <11 11 l' i111
11111 1.1.1 111' 111'1111 ~ l11clo1111u 1111 l\11 111 hi1111 ( ope ra dl'I Sl'
10 10 \ \ .
Si p11s:-a i111iill' rwl (;iardino dei Corvi, cosf ehianwlo p<'r i <orvi d1 e qui appu 1110 si custodivano in

ri eo rdo de i la parl e da essi avuta in alcuni episodi


dc lla vila cli S. Benedetto.

Una statua di S. Benedetto, eretta nel secolo scorso, ha il braceio steso, con gesto di paterna protezione, verso l'aspra roccia del TaJeo, sospesa paw.osamente sul Sanluario. Sulla base dclla statua si legge: Ferrna, o rupe, non danneggiare ijigli miei.

La Chiesa inferiore

ornando indietro verso l'altare maggiore, si


scende nella Chiesa infel'iorc. A destra si pu
osservare lrna pillW'a bizantineggiante del principio
del sec. XIII raffigurante Innocenzo III (t 1216) col

T
Chiesa lnferiare.

111 11'11 111 d1ll11 vl 111 dl S. lk 111111'11 0: il />mdi;io ;,, 11fli/1


n l11l ivo 111 Vll lJ. llo 10110 da ll l 11ul r in 1 ri sa11 alo ro 11
u11 se~ n o di ffOC1 ', l' lflmflJrn <on S. Romano, che lo
ri v('Slc dell ' ahilo rnonaslico e il Ritiro nella groua.

Madonna
col Bambino,
Magister Conxolus.

lnnocenzo Ili,
Magister Conxolus.

nimbo quadrato e la tiara bianca. Il Papa regge un


cartiglio che riporta la bolla, con cui nel 1205, assegnava delle rendite al S. Speco. Dall'altra parte del
cartiglio e raffigurato S. Benedetto seduto. Ai suoi
piedi, in ginocchlo, l'Abate Romano (t 1216) anch'egli col nimbo quadrato. Questa parte dell'affresco
era coperta fino al 1956 da un'altra pittura ora staccata (si conserva in sagrestia), raffigurante S. Benedetto, dipinta dal Magister Conxolus.
Dello stesso artista e l'Innocenzo fil dipinto sopra
la bolla, raffigwato in piviale rosso, avvolto da pallio e coperto da tiara a una sola corona.
11 nome del Conxolus lo troviamo nell'absidina
accanto ai bellissimo affresco raffigurante la Madonna col Bambino tra due Angeli: Magister Conxolus pinxit hoc opus .
Il Conxolus, a cui si devono quasi tutte le pitture
della Chiesa inferiore, e un pittore della seconda
met del sec. XIII. Appartiene a quella scuola popolare romana che avr il suo massimo rappresentante in Pietro Cavallini. Nelle pitture ingenue di
Magister Conxolus, e la freschezza dell'arte, che per
virt propria d'osservazione, comincia ad uscire dall'oscuTit e s'affaccia alla luce guardando la vita e
prendendola direttamente a modello.
Nella parete sinistra, il Conxolus ha dipinto i pri-

Le scene sono rappresentate con soave semplicit.


S. Benedetto con la corta tunica ha nelle mosse tutta la festivit dell'adolescenza.
Accanto alla scala che porta al secondo ripiano
c'e un affresco molto rovinato, raffigurante la Morte
di S. Benedetto.
Pi in basso, il Miracolo del Goto . 11 lago erappresentato con grande ingenuit come una larga macchia bianca rettangolare ondulata ai bordi. A sinistra e i1 Goto, che tende a S. Benedetto il bastone
senza falcetto caduto nel lago; a destra S. Benedetto
ch e immerge nell'acqua il bastone a cui si ricongiunge miracolosamente il falcetto. La scena e rappresentata con molta vivacit ed espressione.

5. Benedetto ad Affile.

Miracolo dei Goto.

5. Mauro salva
5. Placido.

Veduta dei/a parete


dei/a Chiesa lnferiore:
tentativo
di awelenamenro.

ln alto, sulla porta del Coro, si vede il Miracolo di


. Placio, caduto nelle acque dei lago neroniano e
salvato da S. Ma uro, che, obbediente al comando di
S. Benedetto, corre, senza accorgcrsene, sulle acque del lago.
Ai lati della fincstra e dipinto in due affreschi il
Tentativo di avvelenamento deJ prete Fiorenzo. el
quadro a sinistra, in condizioni ottime cli conservazion e, una donna vestita di rosa porge a S. Benedetto, seduto nella grotta, un pane avvelenato, avvolto con largo e naturale panneggi.amento in un
bianco lino. el qu adro a destra S. Benedetto comanda a un corvo di portar via il dono avvelenato.
Del Conxolus sono anche: le ante e gli Angeli che
si trovano nella Cappella di S. Romano e nella S.
Grotta; la S. CheUdonia, che esopra la scala che porta alla Cappella eh S. Gregorio, e L'affresco della S.
Grotta rafligurante S. Roniano che cala a S. Bene-

5. Stefano,
5. Tommaso di
Canterbury
e 5. Nico/adi Bari.

5. Benedetto,
particolare.

5. Gregorio Magno
concede beni
aimonaci.

5. Benedetto
tra Santi Benedettini.

detto il cibo per mezzo cli una lunga corda. Non sono del Conxolus: l'affresco nella lunetta centrale della parete sinistra con le figure dei Santi Stefano,
Tommaso di Canterbury e Nicola di Bari (principio
del sec. XIIl); la Piet presso la Madonna (sec. XV) e
l'affresco presso la S. Grotta raffigurante S. Gregorio
Magno e la Madre Silvia in atto di concedere beni ai
monaci (forse del Manenti). Le tre volte, interessantissime, sono probabilmente dello stesso Conxolus.
Dalla Chiesa inferiore si entra nella Santa Grotta
(Sacro Speco), dove il giovane Benedetto visse tre
anni ignoto a tutti, eccetto a Dio e al monaco Romano. Questi, dall'orlo della roccia scoscesa sopra lo
Speco, calava a1 giovane eremita, con una lunga corda, quel che poteva sottrarre al suo alimento.
Malgrado l'assistenza tanto discreta e generosa di
Romano, la vita nello Speco fu per S. Benedetto
asprissima.

/111111 /Jn/111111111 / 11111111111 111f/11 l 1'11111T11 s / f'l'lli

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1111r il i f'/11 /lf1ssia11111 a11co1 ri11111oscere foro - e len111r11 11i1 1a lo f11/111ra clussica, copiando, scrivenclo e

i ('odiei, allafioca luce della lampada, nelle /oro buie celle, m entre tramandavano gli avvenimenti del loro tempo in cronache e notizie di valore
inestimabile (Gregorovius).

s111dia11do

La Cappella di San Gregorio

alla Chie a inferiore si sale, per una scala a


chiocciola alia Cappella di S. Gregorio. Le pitD
Lure di questa cappella, insie me a quelle del

Cappella di S. Gregor;o.

5. Romano cala i/

cestino a 5. Benedetto.

n paliotto dell'altare della Grotta e opera cosmatesca del sec. XIII.


Sullo sfondo, alla dehole luce clelle 12 lampade, si
scorge la statua del Raggi (1657), discepolo del
Bernini, ch e rappresenta . Benedetto in sembianze
giovanili, con le braceia sul petto e lo sguardo !isso
alla croce.
La nuda roccia e un richiamo alla riflessione e al
raccoglim ento; il ricordo di una penitenza croica ,
concepibil c solo a chi vede il mondo n ella lu ce di
Dio, suscita un fremito di commozione: e la preghiera, ne lla penombra di questa grotta, sgorga
spontanea dal cuore corrunosso.
E da questa grotta che sono uscite quelle legioni
di monaci e di Santi, la cui devozione ha m eritato alia Chiesa le sue pi vaste conquiste e le sue glorie pi
pure... (E da questa grotta che) usc con la Regola e
l'Ordine benedettino, ilfiore clella civilt cristiana... e
tutto quel che lo spirilo di sacrificio, regolato dalla
f ede, aggiunge di grandezw e di attrattiva alla scienza, al lavol'O e alia virt (Montalembert).
Da questa selvaggia solitudine, fra i m onli brulli,
ebbero origine tutti i monasteri che sotto f orma di colonie della Chiesa romana, si sparsero per tutta
l'ltalia, la Gennania, la Prancia, e anche per la lon-

Conxolus, sono di grande i.mporlanza per lo studio


dell'arte romana rnedioevale.
A destra si amrnira il celebre affresco di S. Fran-

111p111't'.... l' lll lllO Sl'll /', il ;11 111tlii1 (' SIlll
1111111'. t'Hll 1'1 "l 'l'l /,11111 : /.i : fii 11111isr11s: 1'11 dipi11lo p<'r
1i11 lll('llllT il S;111lo 1r;1 ;111<or;1 viv11111-, pri111a d<'I
1'1'.lI, """" i11 111i l'IJ IH' lt' sli111111al<'. 1Jallrcsco,11e lli;1
suh li1111' s1111pl i<"il i'1 cle lle sue lin ce rivela con una
i11111iedialczza prodigiosa l'animo urnile e sereno del
gran de SflLO cli Assisi .
A sinistra delle finestra e rafllgurato il Card. Ugotino, vescovo di Ostia e poi papa Gregorio IX, nell'atto di consacrare la cappella. Accanto a Ugolino
e, di nuovo, come molti ritengono, la figura di S.
Francesco che sarebbe stato presente alla consacrazione della Chi.esa.
AJ di sotto dell'affresco si legge: Hic est Papa
l 'l '.\ l ' IJ 11' I ,\ .\/\/,

A/ato:
Ritratto
di 5. Francesco.
ln basso:
li Card. Ugolino di
Os tia consacra
la Cappella di
S. Gregorio.
. 1. .,

.. J.o

'~

../~":f.
'

Gregorius, oliln epi,scopus hostiensis, qui hanc consecravit Ecclesiam . E pi in basso: Pontificis Summi
juit anno piela secundo - Haec domus .
AJt:re pitture della stessa scuola sono: a destra della fmestra, S. Michele Arcangelo col turibolo in mano; sopra la finestra l'Apparizione dell'Angelo ajrate

Piet di Antoniazzo
Romano, S. Gregorio
Mogno con Giobbe.
A/ato:
la Scala Santa.

Odclone; sopra l'altare il Crocijisso con il L ongino e


la Vergine a destra, lo teaton (porta-spu gna) e .
Giovanni a sinistra; n ell'absidfoa il Salvatore benedicenle e a:i lati S. Pietro e . Paolo; n ella volla i
Quallro Evcmgelisti n ei simbolici animali e Quattro
chernbini. La testa di S. Onofrio a destra dell'altare
quantm1que graffiata e di una vivacit sorprendente. Tutte queste pitture si devono a pitlori romani
bizanUneggianti (inizio del sec. XIII).
La volta dell'atrio e decorata a pavoni e a cigni
bianchi. ln basso, S. Gregorio Magno. Si osservi il
Giobbe ai piedi di S. Gregorio Magno: fortemen te
di egn alo di scor cio, e cosa veramen le mirabile, degn a di un grande artista.
L' ex voto a destra della fmestra e opera quattrocentesca, forse di Antoniazzo Romano.

La Scala Santa e la Cappella della Madonna


alla Cappella di S. Gregorio si scende, per la
Sca la Santa.
Tutli gli affreschi che aclornano le paret son o deli o stesso arlista della scuola senese ch e ha dipinto
la prima parte della Chiesa u periore.

A. dcsll'il si s1or;1 il 'f}in11/i1 rlf'l/1111111/'lt'. Sopra 1111


cavallo pic110 di v il;1 11110 sdll'l<'lrn, d;1i l1111 g lti capelli aJ venlo ele pupille nere colpis('t' tc111 1;1 l1111ga
Trionfo delta morte
e Meditazione suita
morte.

spada un giovane.
Al di sotto giacciono gi alcuni morli; pi indiet.ro
invece un gruppo di poveri vecchi chiede invano di
morire. A sinistra un monaco mostrn a tre giovani il

11

Srrage degli lnnocenti.

corpo umano dopo la morte in tre stati diversi.


Sull'ar co di fronte e raffi.gurato il Battesimo di Gesu.
Pi in basso, nella parete di destra, la Strage degli Innocenti. Si osservi la donna che con lo sguardo
muto, pieno cli dolore, cl al suo piccino il suo ultimo bacio, mentre verso di lei si avventa, come una
belva, un orriclo soldato armato cli spada.
ei sottar chi e sui pilastri vi sono le figure di S.
Giovanni Battista, S. Onofrio, S. Scolastica, S. Anatolia, S. Stefano e S. Lorenzo.
Si passa nella Cappella della Madonna.
Nella volta della cappella sono dipinte: l'Annunciazione, I' lncoronazione, la Purificazione e la Vergine Madre delta Chiesa.
Nella pareie sotto la finestra rotonda sono rappresen ta 1i: i 1 Natate e l'Adorazione dei Re Magi.

Nativit e
Adorazione dei Magi.

Annunciazione,
tncoronazione,
Purificazione,
Maria "Mater Ecclesiae7

Si osser v:i in qu est'ultima scena il Bambino ch e


accarezza con la manina la chioma canuta cli uno
dei He Magi, menb:e con la destra lo beneclice. 11 Re
ha deposto a terra la corona reale e bacia in ginocchi o il piedino dei Bambino, m entre la Madonna
guarda estatica.
. ella parete di fronte all'altare e dipinta la Morte
delta Vergine. Gli Apostoli le stanno inlorno: S. Pietro,
cinto dei pa lli o, ha in mano l'asper orio; vicino alui,
a destra, un apostolo porta il secchiello dell'acqua

llt 1wdPll 11 , 11 ~ 1111 ~ 1r:1 1111 :illrn :1 p o~lo lo soffi ;i 1wl l11
nl 10 111.
'\J1 ll :1 p:1rl1 d1slr<1 tltll';ill'ns10 \ i so no dcifarisfi,
i q11:ili , s1To11do q11a11Lo si l<'g~c in rano11Li apocrili ,
'olt'11do hr11c iarc il corpo delta crgin e, resLano ciec lti e con le mani paralizzale.

l n al to, nella stessa parele, e rappresentala l'Assunz ione di Maria Santissna. La Vergine ha il braceio sini stro sulla spalla dei. Figlio e reclina dolcemente la guancia sulla propria mano.
ell'abside si pu ammirare la Madonna in trono
coL Bambino, fianche ggiata da Angeli e da due
Sommi Pontefici.
Pi in basso e la Crocifissione, la Madonna e .
Giovanni, con a sinistrai anti Placido e Mauro, e a
d estra . Benedetto.
ln questa cappella si conservano !e ossa del Beato
Lorenzo Loricato, morto nel 1243 dopo una vita di
aspra peni.tenza.

Madonna in trono
con il Bambino.
A/ato:
Morte e Assunzione
diMaria.

La Grotta dei Pastori

Grotra dei Pastori.


A/ato:
Madonnacon
Bambino, affresco
rupestre.

alla cappel la della l\ lado1111;i , .-.; i ... 11 11(k fl('lla

Grolla d e i Pas tori. ln q11<'s l;i ~ roll:1 S. Bcnedetto raccoglieva i paslori dei dinlorni 1w r istruirli
sulle verit della Fede. Una lapide ricorcla i grandi
Ap ostoli benedeuini, ch e questa stessa Fede propagarono per tutte Je regioni deJl'Europa e dei mondo.
Su un leggero s t.rato d'Lntonaco disteso sopra la
viva rocca si vede un frarnmenlo di pitttu-a bizanlina dei sec. VlII. 1 el centro e la Madonna che regge
il Bambino dirillo nel grembo secondo l'uso bizantino. Du e santi stanno ai laLi della Vergine. u quello
a destra si scorgono le le ttere S. LV.. ., pi a destra
a1tre lettere: S. SIL...
Daf1 grotta dei pastori si esce aJl'aperlo. IeJ m ezzo dei ripiano una lapide, con le parole incise: Ossa
Nlonachorwn O. .B. in pace sepulta sunt, indica H
piccolo cimitero ad uso dei monaci fino al t 870.
~ella parete e Lema della cappella della Madonna
si vedono ancora, in parte rovinati clal tempo, alcu ni affreschi degli stessi artisti chc hanno clipinto la
cappella di S. Gregorio: un a/valore tra due Angeli
e un S. Benedetto.

l lr-1.-11cl11 cl:il S:11ll 11:1rio il 1 isil1lon 11n11 p110 111111


s111111:-- i l'llllllllOl-SO. \tll'Hl'il 1111 11 lli1110 S;.!,llill'do l 1111
lo il Si111l1i:11io i111 aKl011alo 1wll;1 viv;1l'O('<'l , all;1 vallala sil vtsln ovt in 1'011<10 l'A11ie 111 11 w rm ora so111111esso, e la visil a alla cullu dell'Ordin e benedeltino
e lerminala; ma !'impressione ricevuta e incancellabile; e una irnprc sione di una vila e di una pace
sovruman e; vila e pace che il Petrarca esprimeva
con due so le parole, chfamando il Sacro Speco J'atrio, la soglia dei Paracl iso: Paradisi linien>>.

Parete roccioso dei


Monte Ta/eo che
sovrasta il Santuario.

S. Francesco innesta
/e rose sul/e spine.

el terrazzo adiacente c'e il Roseto di S. Benedello. Un affresco dei Manenti raffigwa . Francesco
menlre innesta le rose sulle spine, su cui S. Benedetlo s'era ravvolto per vincere la tentazione impura.
R.acconla S. Gregorio Magno che la Lentazione fu
cos vio lenta che il giovane stava per abbandonare
la grolta. Ma si riebbe subito: con risolulezza romana e soprattulto cristiana si gett nudo in un sei aggio groviglio cli spine e ortiche, vincendo cos la Lenlazione.
Oa1 roseto, guardando in alto, si vedono Lutte le
slrulture deJ Santuario, le sue pareti irregoJari , le
volte, le arcate, la torretta quattrocen tesca e pi su
ancora la roccia da clove S. Romano calava il cibo nl
giovane eremita.
1\1tte le coslruzioni cli cui abbiamo parlalo sono
dei prirni ann: del sec. XIII e seguono, nei var.i eleme11ti, i caraueri stilistici, che da Fossanova e Casamari si andavano allora tiffondendo per t111to iJ
Lazio. Notevoli tra sformazioni subirono pero nel
sec. lV la Chiesa superiore e l'intern o della cappella delia Madonna.

Spaccato ideale dei monastero con i vari ambh.mtl


/. li corridoio coperto del/'ingresso ai sanruario
2. Lo primo compota dei/a Chieso Superiore
3. Lo novato dei/o Chieso Superiore
4. li tronserro dei/o Chieso Superiore
5. La scolo che collego lo novata oi presbiterio
6. La Chieso lnferiore
7. Arcate di sostegno (sec. XIV)
8. Lo Grotto dei Postori
9. L'antico ingresso
10. La Coppello dei/o Madonna
11. li Sacro Speco
12. La Cappe//o di S. Romano
13. La scola che conduce
ai/a Cappe//o di S. Gregorio
14. La Scala Santo

l'HE(;lll EHA AS. UENl.:UE'I' l'C>


O Glorioso Padre San Benedetto, che chiamasti con l'cscmpw tantl' a111111c a scguirti
nella scuola dei servizio di Dio e con la santa Regola ridonasti ai mondo !'orante ed operante coscienza cristiaoa, volgi il tuo sguardo pietoso su tutti i tuoi devoti e difendili da ogni
male, perche vivendo secondo Dio possano ricevere !'eterna ricompensa.
Amen

Crocc

dei Santo

Pudre

Benedctto

C.S.S.M.L. =Cmx Sacra Sit Mihi Lux


N.D.S.M.D. =Non Draco Sit Mihi Dux
La Croce santa sia la mia luce,
Non il demonio sia la mia guida

V.R.S. = Vade Retro Satana

N.S.M.V. =Nunquam Suade Mihi Vana


Vai indietro, Satana,
Non mi lllliri alie vanit

S.M.Q.L. = Sunt Mala Quae Libas

I.V.B. = Tpse Yenena Bibas


Sono ca11ive le cose che offri
Tu stesso beviti i woi veleni

Nella vita di San Benedetto leggiamo chc il Santo Patriarca, quando era nello Speco. allontanb col segno
di croce il demonio che gli si era presentato sono forma di merlo. ln segui to egli, sempre col scgno di croce,
frantumb la coppa contenente il vino avvelcnato datogli dai monaci aucntatori.
Da questi duc cpisodi (ma non si sa quando) nacquc la devozionc deli a medaglia a croce di San Bencdetto.
Essa clivcnnc popolare intorno ai 1050. dopo la guarigione miracolosa dei giovane Brunonc, figlio dei
conte Ugo di Eginsheim in Alsazia.
Brunone, secondo alcuni, fu guarito ela una grave infermit, dopo che gli fu offerta la mcdaglia di San
Beaedeuo. Dopo la guarigione, dvenne monaco benedertino e poi papa: e San Leone IX, mono nel 1054.
Trai propagatori bisogna annoverarc anche San Vincenzo de' Paoli.
li papa Benedeuo XIV, col Breve dei 1742. approvb la medaglia, concedendo delle indul genze a coloro
che la portano devotamente. Molte personc per mczzo di essa, hanno 011enuto grazie spirituali e corporal i.

LUM INA S I QU!ERTS, BENEDICTE, QU ID E LEGJS ANTRA?


QU!ESIT I SERVANT LUM IN IS ANTRA N IHIL.
SED PERGE fN TENEB RI S RADJO RUM QUA::RERE LUCEM:
NONN JS I AB OBSCURA S IDERA NOCT E M ICANT
lngreBo: hcri1ionc \u muro, XVI sec.

Se cerchi la fuce, Benedetto, perch scegli la grotta buia?


La grotla non ojfre la fuce che cerchi.
Continua pure nelle tenebre a cercare la luce.fu/gente,
Perch solo in una notte fonda brillano le ste/Le.