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PAULUS online – International magazine on Saint Paul / Anno II n.

20 - Maggio 2010

Don Giovanni Benvenuto, fondatore di Pretionline.it e Qumran2.net

IL WEB?
È COME UN SANTUARIO
di Paolo Pegoraro

Il web ha interrogato il cristianesimo


fin dal suo primo apparire. E molti
hanno risposto, da subito, con
entusiasmo. Ora il tema della Giornata
Mondiale delle Comunicazioni Sociali –
Il sacerdote e la pastorale nel mondo
digitale – ufficializza l’impegno di tanti
preti che hanno accettato di confrontarsi
con le nuove tecnologie. Tra loro don
Giovanni Benvenuto, che attraverso
Pretionline.it e Qumran2.net, è stato tra
i primi preti italiani a valorizzare la
pastorale online. Credendo nella
disponibilità di tanti sacerdoti.
Credendo nella generosità del
condividere gli strumenti per la
pastorale parrocchiale. Tutto cominciò
nel 1997... oggi, tredici anni dopo, ecco
arrivare un riconoscimento di grande
rilievo.

Don Benvenuto, il Messaggio per la


44ma Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali inaugura una
nuova fase per la pastorale online?
«Sicuramente è un riconoscimento
ufficiale alla pastorale online, la quale è
ben presente da almeno dieci anni. Fin
dagli inizi di internet tanti cattolici e
tanti sacerdoti sono voluti subito essere
presenti e oggi questo messaggio arriva
come una sorta d’investitura ufficiale dopo un periodo di osservazione e di maturazione
dell’esperienza, com’è prassi nella Chiesa. È normale, quindi, che il riconoscimento sia avvenuto a
distanza di anni dalla nascita del web. D’altra parte, la Chiesa è sempre stata esperta di
comunicazione, dunque è giusto che abbia fatto anche questo passo».

Ci racconti la sua esperienza con il sito Pretionline...


«Pretionline.it è nato nel giugno del 1997. Sono stato ordinato sacerdote nel 1996 e, avendo da
sempre la passione dell’informatica, ho notato come tanti sacerdoti e parrocchie iniziavano a essere
presenti sul web. Ho pensato che poteva essere utile mettere a disposizione un “punto di raccolta”,

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PAULUS online – International magazine on Saint Paul / Anno II n. 20 - Maggio 2010

un luogo dove incontrarsi e offrire a tutti la possibilità di contattare un sacerdote. All’inizio


eravamo in pochi: io, mio fratello sacerdote e alcuni altri preti di Genova. Poi la cerchia si è
allargata. Attualmente sono circa un migliaio – tra sacerdoti, religiosi, diaconi permanenti e
seminaristi – le persone che si mettono a disposizione per essere contattati».

Con l’avvento del web 2.0 ha comportato un aggiornamento di questa offerta?


«Il web 2.0 è caratterizzato da maggiore disponibilità di servizi e da una ulteriore interattività,
che permette di costruire insieme l’informazione e l’identità dei siti. Pretionline.it ha avuto fin da
subito queste caratteristiche, proponendosi come una “piattaforma” che dava ai sacerdoti la
possibilità di essere attori in questo panorama. Così pure, in Qumran2.net, abbiamo cercato di
mettere subito a disposizione di chiunque il materiale che ognuno poteva condividere.
Ultimamanete è nata un’altra esperienza tipica del web 2.0, cioè Cathopedia.org, che da la
possibilità agli autori registrati di costruire insieme un’enciclopedia in stile wiki sull’insegnamento
cattolico e sul magistero della Chiesa».

In ambito web 2.0, ha fatto la sua comparsa anche Praybook...


«Praybook è stato creato da un sacerdote di Tortona, don Paolo Padrini. Ogni giorno mette a
disposizione le letture della liturgia e i salmi del breviario, dando la possibilità ai suoi utenti di
pregare e meditare online, sostituendo il cartaceo con il video».

Possiamo parlare di un digital divide nel clero


italiano?
«Fin da subito a Pretionline.it si sono iscritti
sacerdoti di tutta Italia – nord, centro, sud e isole – e
soprattutto, cosa che non credevo, sacerdoti di tutte le
età. Ci sono preti di 70 o 80 anni che, anche se in
pensione, hanno comunque voglia di mettere a
disposizione le loro competenze e la loro capacità di
ascolto degli altri. Certo, l’età media non è molto alta,
ciò nonostante vedo che internet è veramente uno
strumento che non ha confini né di territorio né di fasce
d’età».

Lei vive quotidianamente l’esperienza del


parroco: come si integrano le prospettive della
pastorale tradizionale con quelle della pastorale
online?
«Tramite Pretionline.it ricevo domande o richieste di ascolto e di consigli da persone lontane
dalla Chiesa o che non hanno la possibilità di contattare un prete di persona o che per problemi
personali non riescono ad andare dal loro parroco. Allora vengono qui. Per fare un esempio: magari
una persona che ha un grosso peso sulla coscienza si reca a un santuario in cima al monte, va da un
sacerdote sconosciuto e, davanti alla grata del confessionale, si crea quella distanza che gli permette
di aprirsi e di scaricare il suo peso con maggiore serenità. Su internet avviene un po’ la stessa cosa.
Certo, dopo il primo momento nel quale si facilita l’apertura al dialogo, consigliamo sempre a chi ci
scrive di rivolgersi al proprio parroco o comunque a un sacerdote perché il rapporto personale,
faccia a faccia, è insostituibile. Senza di esso non c’è crescita interiore o spirituale».