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PLUSDOTAZIONE: RISORSA O RISCHIO PER LA FAMIGLIA?

Una ricerca sullo stress genitoriale di famiglie con bambini ad alto potenziale

Abstract
La giftedness, lo stress genitoriale ed il parenting sono i temi sui quali il presente
scritto si concentra.
Nello specifico viene esaminato il contesto di famiglie con bambini ad alto potenziale
(gifted) con lobiettivo principale di indagare i livelli di stress che tali famiglie
presentano.
La teoria di riferimento della ricerca riguarda il filone sistemico relazionale, dal quale
derivano alcuni principali modelli sulla giftedness focalizzati sui processi di sviluppo
dellindividuo, che rappresentano dei riferimenti importanti nellattuale ricerca in
questo ambito.
Successivamente introdotto e discusso il contesto famiglia, con particolare enfasi
allanalisi del parenting, inteso come condotta genitoriale, e dello stress genitoriale.
Infine sono riportati i risultati della ricerca sullo stress genitoriale, da cui emerge che le
famiglie con bambini ad alto potenziale risultano maggiormente stressate delle altre
famiglie con bambini a sviluppo tipico. La causa principale di questo maggiore stress
sembra essere la difficile gestione che questi bambini comportano, derivante dal loro
temperamento richiestivo e sfidante.
Nonostante non venga approfondito nello specifico il parenting, sembra che le
relazioni tra genitori e figli e le percezioni circa il ruolo genitoriale di famiglie con
bambini gifted siano buone.
Parole chiave: plusdotazione, genitorialit, stress genitoriale, bambini difficili, madri

Giftedness, parenting and parental distress are the main subjects of this paper.
In particular the context of families with gifted children is examinated, to the purpose
of studying the distress levels that such families report.
The theoretical introduction, based on the systemic perspective, presents some of the
main developmental models of giftedness, focused on the individual developmental
process.
Later, the themes of parenting and parental distress are introduced and analyzed.
In closing, results of parental distress research are reported: the data show that
families with gifted children feel more stressed than other families with typical
development children. The first cause of this situation seems to be the complexity
attributed to gifted children, resulting from their demanding and challenging
temperament.
Although parenting isnt specifically analyzed, it seems that, among families with
gifted children, parents children interactions and parents perceptions about their
role are quite positive.
Key words: giftedness, parenting, parental distress, difficult chidlren, mothers

Introduzione.
Nonostante la giftedness risulti per molte persone un tema ancora sconosciuto e,
talvolta, si porti con s falsi miti e pregiudizi, una circostanza che interessa circa il
5% della popolazione (QI > 120) e il cui mancato riconoscimento potrebbe avere
ripercussioni, oltre che sullo sviluppo sociale, su quello individuale (Zanetti e Renati,
2012; Pfeiffer, 2013).
La ricerca si sviluppata rapidamente nellultimo ventennio, ma definire in modo
univoco la giftedness ancora una questione aperta nella letteratura (Subotnik 2011;
Pfeiffer 2013; Sternberg Kaufman 2008).
Ci che complica la formulazione di una definizione teorica condivisibile la
comprensione del processo sottostante a questa plusdotazione cognitiva.
A primo acchito, solitamente si tende ad associare la plusdotazione ad unintelligenza
superiore alla media. proprio questo il focus degli studi pioneristici sullintelligenza
(Terman, 1926; Binet, 1916), tuttora basi delle teorie che considerano la giftedness
come una qualit innata e generale dellindividuo, valutata attraverso prove cognitive
e confermata da un punteggio di QI (Robinson, Zigler e Gallagher 2000).
Ma

essere

un

individuo plusdotato

significa presentare

una costellazione

di

caratteristiche personali e comportamentali uniche, influenzate ed in interazione con i


contesti di crescita e gli eventi della vita di ognuno. Seguendo questa prospettiva sono
state formulate altre teorizzazioni (Delisle & Galbraith 2002; Pfeiffer 2009; Subotnik,
Kassan, Summers & Wasser 1993; Webb, 1993; Gagn 2005,2008,2013) , che
considerano la giftedness come un processo di sviluppo che va oltre un elevato QI,
caratterizzato in primis da unestrema sensibilit che porta i soggetti ad avere dei
peculiari bisogni socioemotivi.
Considerare i soggetti gifted come individui ad alto potenziale, piuttosto che
plusdotati, si avvicina di pi alla prospettiva che guida questo scritto, in quanto
evidenzia il tratto distintivo di questi individui, caratterizzati da grandi doti che per,
se non riconosciute e/o sostenute, possono rimanere nascoste senza esprimersi
realmente, oppure affievolirsi fino a scomparire. Tale prospettiva quella sistemica,
centrata sullinterazione reciproca tra individuo e contesto di sviluppo, continuamente
dinamica nel tempo.
Allinterno della famiglia, contesto primario di sviluppo di un bambino, la relazione
genitore figlio gioca un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei figli. Il
parenting,

quindi,

non

pu

essere

ridotto

ad

un

semplice

stile

genitoriale,

unidirezionale e stabile nel tempo, in unottica in cui lo sviluppo bambino viene


considerato come il prodotto della modalit dei genitori nel prendersi cura della
prole (Baumrind, 1971).
La relazione tra genitori e figli , infatti, del tutto bidirezionale ed in questa interazione
reciproca diverse variabili come la personalit, le risorse psicologiche dei genitori e le
caratteristiche dei figli (Belsky, 1984), cos come la cultura e i contesti di appartenenza
(Baiocco & Laghi, 2010; Bornstein, 2002), giocano un ruolo fondamentale.
I

bambini

ad

alto

potenziale

hanno

alcune

precise

peculiarit

che

li

contraddistinguono, come velocit e facilit negli apprendimenti, eccezionali doti


mnestiche, estrema sensibilit, elevata intensit emotiva (Silverman, 1993; Ruf,
2009). Sono bambini che spesso hanno un temperamento difficile, caratterizzato da
oppositivit e rifiuto delle regole e dellautorit (Ruf, 2009; Pfeiffer, 2013) e la loro
gestione risulta faticosa. Essere genitori di bambini ad alto potenziale stato definito
un compito educativo complesso e sfidante (May, 2000), principalmente a causa dei
bisogni socio emotivi speciali di questi bambini che, uniti ad un temperamento spesso
difficile, portano i genitori a sperimentare stress e senso di impotenza (Silverman,
1997).
Lo stress genitoriale tipicamente definito come derivante da situazioni in cui i
genitori hanno percezioni negative circa il proprio figlio, le loro reciproche relazioni, ed
il loro stesso ruolo genitoriale (Abidin, 1995). Si tratta quindi di percezioni, piuttosto
che della presenza, in famiglia, di reali eventi stressanti, che si traducono in sensazioni
di inadeguatezza (May, 2000), solitudine e diversit (Fornia & Wiggins Frame, 2001).
In questo senso la plusdotazione di un figlio pu essere uno stressor che influenza le
dinamiche familiari e, a sua volta, ne influenzata, in un contesto dove interazioni e
relazioni funzionali tra genitori e figli restano comunque i migliori predittori di uno
sviluppo ottimale del bambino (May, 1994).
Nel contesto internazionale sono pochissimi e datati gli studi sullo stress genitoriale.
Ancora pi rari sono gli studi sullo stress di genitori di bambini gifted, e nel panorama
italiano lavori di questo tipo sono praticamente assenti. Tuttavia, indagare quanto sia
lo stress sperimentano questi genitori, ed in riferimento a quali situazioni, molto
importante per comprendere quali siano i reali effetti che la plusdotazione di un figlio
pu avere sullintera famiglia e, di conseguenza, quali interventi siano pi adatti.
Ricerche recenti suggeriscono che livelli elevati di stress sono riportati da genitori che
percepiscono il loro bambino come difficile e/o troppo richiestivo, oppure che
percepiscono se stessi come genitori inadeguati (Crnic & Low, 2002). Tali percezioni
sembrano quindi essere implicite nei livelli di stress genitoriale (Deater- Deckard,

1998) ed hanno una particolare influenza sulle modalit con cui i genitori si prendono
cura dei propri figli (Solow, 2001).
Il presente lavoro, ideato sulla base delle indicazioni teoriche appena citate, ha
lobiettivo generale di comprendere quale effetto abbia la plusdotazione dei figli sui
livelli di stress genitoriale. Si ipotizza che famiglie con bambini ad alto potenziale
riportino livelli maggiori di stress rispetto a famiglie con bambini a sviluppo tipico.
Attraverso la somministrazione del Parenting Stress Index Short Form (PSI SF Abidin, 1995) ad un campione di genitori italiani sono stati indagati i livelli di stress
genitoriale e, pi nello specifico, a quali fattori tale stress sia collegato.
Si ipotizza che i genitori di bambini gifted riportino maggiori livelli di stress rispetto
agli altri.

Lobiettivo principale esaminare quali ricadute abbia sullo stress

genitoriale la plusdotazione di un figlio, ovvero determinare se questa sia un fattore di


protezione o di rischio per la famiglia.
Nello specifico si intende comprendere da quali principali fattori sia determinato lo
stress.

Metodo
Campione.
Il campione totale comprende 219 genitori, suddivisi in due gruppi: il Gruppo
Sperimentale, formato da genitori di bambini ad alto potenziale (N = 135), e il Gruppo
di Controllo che include genitori di bambini a sviluppo tipico (N = 84).
Il Gruppo Sperimentale (N=135) composto da 72 madri e 63 padri e presenta unet
media di 43,6 anni. I figli dei soggetti del Gruppo Sperimentale sono 74 (66 maschi e 8
femmine) con unet media di 8,2 anni e un QI medio di 136,9.
Il Gruppo di Controllo (N=84) formato da 42 madri e 42 padri, con unet media di
43 anni. I figli dei soggetti del Gruppo di Controllo sono 42 (17 maschi e 25 femmine)
con unet media di 7,7 anni.
Procedura.
I

soggetti

del

Gruppo

Sperimentale

sono

stati

reclutati

presso

LabTalento

dellUniversit di Pavia, in un periodo di circa due anni, da maggio 2012 ad aprile


2014. Ad ogni famiglia rivoltasi al laboratorio per una valutazione cognitiva del figlio

veniva somministrata una batteria di questionari 1 comprendente anche il PSI SF,


strumento su cui si basa la ricerca. I questionari considerati validi ai fini dello studio
sono stati quelli compilati da genitori di bambini risultati effettivamente ad alto
potenziale (QI 120 con valutazione tramite WISC - IV), ed hanno formato il Gruppo
Sperimentale. I questionari compilati da genitori i cui figli non sono risultati essere ad
alto potenziale non sono stati presi in considerazione per la ricerca.
I soggetti del Gruppo di Controllo, invece, sono stati reclutati tramite adesione
volontaria, tra aprile 2013 e maggio 2014. I criteri di esclusione prevedevano lassenza
di qualsiasi diagnosi a carico dei bambini.
La compilazione dello strumento da parte di tutti i soggetti avvenuta dopo
laccettazione di un consenso informato al trattamento dei dati personali a scopo di
ricerca, ai sensi dellart. 13 del D.lgs 196/2003.
Strumento.
Lo strumento utilizzato il Parenting Stress Index - Short Form (PSI SF) (Abidin, 1995
adattamento italiano a cura di Castaldi), che deriva direttamente dalla forma estesa
dello stesso, perci tutti gli item sono identici a quelli contenuti nel PSI (Abidin, 1992).
un questionario self report, o autosomministrato, volto allidentificazione precoce dei
sistemi relazionali genitore bambino stressanti.
Il questionario costituito da tre sottoscale. Esse rappresentano i principali fattori che,
interagendo reciprocamente, influenzano il comportamento genitoriale e il benessere
del bambino:
1. Distress genitoriale (Parental Distress PD): definisce il livello di stress (ansia,
coping negativo, disagio ecc.) che il genitore sperimenta in relazione al suo
ruolo, stress associato con altre componenti quali: senso alterato di competenza
genitoriale, conflitti con laltro genitore del bambino, stress associati alla
restrizione di altri ruoli sociali derivata dalla genitorialit, supporto sociale
carente e presenza di depressione.
2. Interazione genitore bambino disfunzionale (Parent Child Dysfunctional
Interaction PCDI): indica se il genitore ha una percezione del proprio figlio non
1 La batteria di test, prevista per una pi ampia ricerca volta ad unindagine del benessere familiare, comprendeva
anche: Family Adaptability and Cohesion Scale - FACES IV (Olson, 2011- adattamento italiano a cura di Baiocco et
al., 2012), QRF (Renati et al., 2011), Cognitive Behavioral Assessment Valutazione dellEsito - CBA VE (Michielin
et al., 2009), Resilience Scale for Adults - RSA (Friborg et al., 1992 adattamento italiano a cura di Bonfiglio, 2009),
Child Behavior Checklist - CBCL (Achenbach, 2001 - adattamento italiano a cura di Frigerio)

rispondente alle sue aspettative e se le interazioni col bambino non lo


soddisfano e/o rinforzano.
3. Bambino difficile (Difficult Child DC): fornisce unindicazione di come il
genitore considera la gestione del figlio, che pu essere facile o, appunto,
difficile. La percezione della difficolt nella gestione del figlio pu derivare da
alcune caratteristiche principali del bambino, come il suo temperamento e altri
pattern comportamentali di disobbedienza, sfida, richiestivit, che il bambino
acquisisce.
Oltre alle sottoscale, lo strumento comprende anche una scala di Risposta Difensiva,
che indica il livello di desiderabilit sociale, ovvero la tendenza dei soggetti a
completare il questionario con lo scopo di fornire una pi piacevole immagine di s,
minimizzando le problematiche che invece realmente vive.
Il PSI SF comprende 36 item cos suddivisi: i primi 12 riguardano la sottoscala PD; gli
item dal 13 al 24 sono relativi al punteggio della sottoscala P-CDI; gli item dal 25 al 36
forniscono il punteggio relativo alla sottoscala DC.
Sommando i tre punteggi derivati dalle sottoscale si ottiene lindice di Stress Totale,
ovvero il punteggio totale di stress genitoriale, che non comprende situazioni o
contesti non riguardanti la famiglia. Il punteggio di Risposta Difensiva dato dagli item
1,2,3,7,8,9 e11.
Ogni item unaffermazione che prevede una risposta su una scala Likert a 5 punti
(FA= Fortemente dAccordo, A= dAccordo, I= Insicuro, D= Disaccordo, FD=
Fortemente in Disaccordo)

Risultati.
Dalle analisi delle frequenze dei livelli di allerta clinica di stress (> 85 percentile
secondo i parametri del manuale italiano) emergono alcuni risultati interessanti: il 45%
dei soggetti del Gruppo Sperimentale (39 madri e 22 padri) mostra livelli clinici di
stress nella sottoscala DC, contro il 20,2% (13 madri e 4 padri) del Gruppo di Controllo.
Anche per quanto riguarda i livelli di allerta clinica rispetto allo Stress Totale risulta una
differenza tra i due gruppi (31,8% Gruppo Sperimentale, 19% Gruppo di Controllo).
Le frequenze relative alle altre due sottoscale non mostrano differenze significative.

Successivamente stata condotta unANOVA univariata (p < .05) attraverso il


software SPSS.
Nello specifico, le analisi sono state effettuate incrociando due variabili: gruppo di
appartenenza (Sperimentale e Controllo) e genere (madre e padre).
1. Gruppo Sperimentale vs Gruppo di Controllo
Il Gruppo Sperimentale e quello di Controllo differiscono significativamente nei livelli
medi della sottoscala Bambino Difficile DC (F(1) = 19,07, p = .001) e nei punteggi di
Stress Totale (F(1) = 5,383, p = .021).
(Fig. 1)
2. Madri vs padri sullintero campione
Anche effettuando una nuova analisi basata sul genere, ovvero tra le madri (N=114) e
i

padri

(N=105) dellintero campione

indipendentemente

dal

loro

gruppo

di

appartenenza (Sperimentale o Controllo), lunica differenza significativa emersa


riguarda la sottoscala DC.
Le madri hanno riportato punteggi maggiori rispetto ai padri (F(1) = 8,250, p = .004).
(Fig .2)
3. Madri vs padri nei rispettivi gruppi di appartenenza
Lo stesso confronto di genere stato effettuato separatamente per il Gruppo
sperimentale e quello di Controllo.
In questo caso stata rilevata una differenza significativa relativa alla sottoscala DC
solo allinterno del Gruppo Sperimentale, ovvero tra le madri e i padri dei bambini ad
alto potenziale (F(1) = 6,871, p = .010). Al contrario, non sono emerse differenze
significative tra le madri e i padri del Gruppo di Controllo.
4. Confronto tra soggetti dello stesso genere
La differenza significativa della sottoscala DC continua a mantenersi se si confrontano
i punteggi delle madri del Gruppo Sperimentale e di Controllo (F(1) = 14,366, p = .
001) (Fig.3)
Lo

stesso

confronto,

effettuato

allinterno

del

gruppo

significativit leggermente inferiore (F (1) = 5,291, p = .023).


Discussione.

padri,

fornisce

una

Come ipotizzato, i livelli di stress rilevati nel Gruppo Sperimentale ed in quello di


Controllo mostrano differenze significative. Nello specifico esse riguardano la
sottoscala Bambino Difficile e il punteggio di Stress Totale.
Tali risultati suggeriscono che i genitori di bambini ad alto potenziale percepiscono i
loro figli come molto difficili da gestire. La difficolt nella gestione dei figli sembra
avere ricadute sui livelli generali di stress di queste famiglie, che infatti mostrano
punteggi di Stress Totale significativamente maggiori rispetto a quelli del gruppo di
controllo.
La significativit relativa ai punteggi della sottoscala DC persiste anche nelle
successive comparazioni:
1. Madri vs padri sullintero campione
Formando due gruppi basati sul genere, ovvero confrontando i punteggi di tutte le
madri con quelli di tutti i padri, emerge che sono le madri a percepire maggiormente i
loro figli come difficili.
Questo dato potrebbe risalire al fatto che, nonostante negli ultimi tempi i padri si
stiano interessando sempre di pi alla gestione dei figli, le madri rimangono le figure
di riferimento per i bambini, fonti di cura e di affetto primario (Sullivan, 2006). La
richiestivit dei figli ricade quindi maggiormente sulle madri, che inoltre passano
generalmente pi tempo con i bambini.
Si conclude che, indipendentemente dalle caratteristiche peculiari dei figli (presenza o
assenza di plusdotazione), le madri percepiscono pi stressante e complessa la loro
gestione rispetto ai padri.
2. Madri vs padri nei rispettivi gruppi di appartenenza
Per comprendere se la differenza di genere si mantenesse anche in relazione alle
caratteristiche dei figli (ad alto potenziale o a sviluppo tipico), lo stesso confronto tra
madri e padri stato condotto allinterno dei due gruppi (Sperimentale e Controllo).
Emerge che la plusdotazione dei figli ha una ricaduta importante sulla percezione che
le madri hanno circa la difficolt nel gestirli. Infatti, le madri del Gruppo Sperimentale
mostrano punteggi della sottoscala DC significativamente maggiori rispetto a quelli dei
padri dello stesso gruppo.
Ci non accade allinterno del Gruppo di Controllo, dove si rilevano punteggi della
sottoscala DC di madri e padri che non differiscono in modo significativo.
Queste evidenze sono in linea con quanto affermato da alcuni studi, che dimostrano
che madri con bambini definiti difficili ed estremamente attivi riportano maggiori livelli

di stress (Gelfand et al., 1992) e problematiche psicosociali che includono dubbi circa
le loro capacit genitoriali (Sheeber e Johnson, 1992).
Al contrario, il fatto che allinterno del Gruppo di Controllo non siano state rilevate
differenze significative tra madri e padri in linea con uno studio sulle differenze di
genere relative al parenting, che indica che allinterno della stessa famiglia entrambi i
genitori sperimentano livelli di stress simili, sia in situazioni normative, sia in contesti
di malattie croniche o disabilit dei figli (Creasey e Reese, 1996).
3. Confronto tra soggetti dello stesso genere
Come conseguenza dei risultati delle precedenti comparazioni, confrontando i
punteggi della sottoscala DC delle madri appartenenti ai due gruppi (Sperimentale e
Controllo), emerso che le madri del Gruppo Sperimentale percepiscono i loro figli
come pi difficili rispetto a quelle del gruppo di controllo.
Tale evidenza conferma lesistenza del cosiddetto effetto bambino, ovvero linfluenza
sui genitori del temperamento e delle caratteristiche del figlio.
Leffetto bambino agisce anche sui padri: infatti i padri del Gruppo Sperimentale e
quelli del Gruppo di Controllo differiscono significativamente, ma in maniera meno
marcata rispetto alle madri, nei punteggi della sottoscala DC.
Unendo i risultati delle varie analisi, dallo studio emerge chiaramente che i bambini ad
alto potenziale rappresentano una reale fonte di stress per i loro genitori, in particolar
modo per le madri. importante sottolineare che tale stress deriva unicamente dalla
difficolt attribuita a questi bambini. Infatti, i punteggi relativi alle altre sottoscale del
PSI-SF (Stress Genitoriale e Interazione Genitore Bambino Disfunzionale) non
indicano differenze significative n per quanto riguarda il confronto principale tra
Gruppo Sperimentale e Gruppo di Controllo, n per quanto riguarda le altre
comparazioni.
In conclusione, due sono i principali risultati forniti dalla ricerca:
-

La plusdotazione dei bambini determina il fatto che essi vengano percepiti come
difficili dai loro genitori, in particolar modo dalle madri.

Come conseguenza, le famiglie con bambini plusdotati riportano maggiori livelli


di stress rispetto alle famiglie con bambini a sviluppo tipico.

Entrambe

le evidenze

sono in linea con quanto suggerito dalla letteratura

internazionale sulla giftedness e sulla genitorialit di bambini gifted: essere genitori di


bambini ad alto potenziale un compito educativo unico, che comporta stress, fatica e
sconforto (Silverman, 1997). I bambini ad alto potenziale sono molto spesso percepiti
come difficili e i loro speciali bisogni scio emotivi pongono i genitori di fronte a sfide

non condivise dalle altre famiglie (Fornia & Wiggins Frame, 2001; Morawska &
Sanders, 2009).
Il presente studio evidenzia limportanza dell effetto bambino allinterno del
contesto famigliare: le caratteristiche e il temperamento dei bambini ad alto
potenziale sembrano funzionare da stressor sulla famiglia, facendo sperimentare ai
genitori livelli di allerta clinica di stress.
Inoltre, le madri risultano essere pi sensibili a questa influenza rispetto ai padri: le
madri dei bambini ad alto potenziale risultano pi stressate dalla gestione dei propri
figli sia rispetto ai padri dello stesso gruppo, sia rispetto alle madri dei bambini a
sviluppo tipico.
Ci vale anche per i padri dei bambini ad alto potenziale confrontati con i padri di
bambini a sviluppo tipico; ma non altrettanto vero allinterno del Gruppo di Controllo,
dove non si riscontrano differenze significative tra i coniugi.
Si conclude che, nonostante in generale le madri dellintero campione risultino pi
stressate rispetto ai padri, ci che fa la differenza la plusdotazione dei figli.
Per quanto riguarda, invece, le sottoscale di Stress Genitoriale PD e Interazione
Genitore Bambino Disfunzionale P CDI, non sono emerse differenze significative in
nessuna delle comparazioni. Sembra quindi che, nonostante i bambini ad alto
potenziale siano percepiti cos difficili, il rapporto che essi hanno coi genitori non sia
influenzato da questa situazione, tanto meno la percezione che i genitori hanno del
loro stesso ruolo.
Come affermano altri studi (Morawska & Sanders, 2008, 2009), i genitori di bambini ad
alto potenziale vivono le stesse esperienze degli altri genitori e non hanno particolari
problemi relazionali con i loro bambini, per devono affrontare una sfida unica, ovvero
supportare il potenziale dei loro figli, in un contesto che spesso non fornisce indicazioni
e strategie.
possibile che da qui deriverebbe la difficolt percepita da questi genitori, che spesso
chiedono supporto in vari aspetti della genitorialit (Pfeiffer, 2013).
Concludendo, paradossalmente a quanto verrebbe da pensare, dal presente studio
emerge che la giftedness di un figlio risulta essere un fattore di rischio familiare, in
quanto provoca linsorgenza di stress nei genitori. Essendo tale stress derivato
principalmente dalla difficolt di gestione che questi bambini comportano, i genitori
potrebbero beneficiare di programmi di supporto alla genitorialit.
La ricerca presenta alcuni limiti.
In primo luogo la numerosit del campione ridotta e i soggetti non sono equamente
divisi tra il Gruppo di Controllo e quello Sperimentale. Questa condizione derivata

dalla difficolt nel reperire genitori disponibili alla compilazione dei questionari per la
formazione del Gruppo di Controllo.
Inoltre le modalit di somministrazione del test sono state differenti per i due gruppi.
Secondariamente, avendo somministrato solo uno strumento, non stato possibile
indagare altre variabili che sarebbero state importanti per una possibile correlazione
con i livelli di stress, come il parenting o la resilienza familiare, ad esempio.
Sarebbe auspicabile che lavori futuri indagassero in modo specifico questi aspetti, con
lo scopo di confermare lipotesi emersa da alcuni studi (Walsh, 203; Benzies &
Mychasiuk, 2009) secondo i quali le famiglie con bambini gifted spesso non
beneficiano di alcuni fattori di protezione familiari e di comunit (es: supporto sociale),
utili allattivazione di un processo resiliente.
Un altro tema che sarebbe interessante analizzare in relazione allo stress genitoriale,
soprattutto alla luce degli importanti risultati emersi circa lo stress materno, la mindmindedness. Attraverso un semplicissimo metodo chiamato describe your child
(McMahon & Meins, 2012), le madri descrivono apertamente e in modo del tutto libero
come vedono e considerano il loro figlio. Questa una misurazione definita opaca, nel
senso che i soggetti intervistati non sono del tutto consapevoli di cosa il ricercatore
stia valutando ed in che modo lo stia facendo.
Senza dubbio unanalisi pi approfondita delle percezioni genitoriali circa i propri figli
aiuterebbe a comprendere meglio lorigine dello stress genitoriale.

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