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CARLO DOROFATTI

Perch voler cambiare


questa realt?

Serate e incontri di meditazione,
tra dialoghi, silenzi e intuizioni
verso una nuova consapevolezza
(vol. 2)






SELEZIONE ESTRATTI DA ALCUNI INCONTRI DEL 2013

www.accademiaacos.it

Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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La legge di attrazione
quella legge
per la quale attrai
ci che ha bisogno di Te,
e non ci di cui tu pensi
di aver bisogno


Carlo, durante i tuoi incontri parli spesso di possibilit come il sogno lucido, il viaggio astrale, di
aprirsi ad una coscienza pi allargata, superiore: io ti seguo da alcuni mesi e vorrei davvero
passare ad una fase pi pratica; vorrei vivere tutto questo e non solo parlarne o immaginarlo.

Le pratiche e le tecniche di esplorazione e di risveglio delle proprie facolt spirituali, dalla
guarigione ai viaggi astrali, dai sogni alla divinazione, dallalchimia psico-fisica alle discipline
magiche, la stessa meditazione, le canalizzazioni e la medianit, il lavoro su di s in senso ermetico
e gnostico, lo stesso accostarsi ad una certa conoscenza, sono tutte cose che non possono
funzionare. E come minimo non possono funzionare come ti aspetti, tra laltro dopo alcuni mesi.
In questi termini non sono reali. Non esistono. Sono solo suggestioni mentali, dinamiche psichiche,
fantasie. Sono fandonie che alimentano lillusione globale, lincantesimo, nel quale siamo tutti
invischiati. Sono droghe sofisticate, placebo e surrogati da supermercato. Non possono essere
cose reali. Possono essere espedienti, stimoli, ma anche giochi pericolosi. Pseudo-soluzioni per i
propri disagi esistenziali pi o meno gravi, per le proprie nevrosi. Ma niente di pi. Niente di quello
che pretendi o si pretende che siano.

Non stiamo parlando di imparare qualche posizione di yoga, di cucina, di cosmesi, di botanica
Stiamo parlando di risvegliare quelle che sono o possono essere le nostre facolt spirituali, giusto?

Spirituali. questa la parola, giusto?

Ebbene, se tali ricerche, pratiche e discipline, vengono accostate (o proposte) di per se stesse,
ovvero avulse da una contemporanea e radicale rivisitazione della propria vita, delle proprie
scelte, abitudini, modi di fare e di essere, comportamenti, consumi, credenze, convinzioni, ovvero
della propria realt personale e contestuale, rivisitazione che deve riflettersi in un cambiamento
concreto e del tutto coerente con il rendersi veramente pronti, aperti, disponibili e totali nel
proprio approccio ad unesperienza che pretende di essere superiore e spirituale, quindi sacra, se
questa coerenza e questa totalit non la si comprende e non la si persegue prima di tutto, come
prioritaria nella vita, con perseveranza e dedizione, e soprattutto con totalit e infinita pazienza,
allora poco senso avranno scuole, corsi, pratiche, studi e discipline. E soprattutto ancor meno
senso avranno esperienze vissute cos nel week end durante il corso di turno con il guretto di
turno, che vi riempie la testa con le sue trovate da ipnotista, con i suoi prodotti e, tutto sommato,
con i suoi limiti.

Anzi, sono esperienze illusorie che faranno danno perch provocheranno solo inquietudine,
uninquietudine malsana risultato di aspettative malsane, piuttosto che portarvi ad una reale
apertura, educandovi alla spiritualit di consumo anzich ad una visione veramente spirituale
che vi permetta davvero di mettervi in discussione e di orientarvi verso una radicale rivoluzione di
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coscienza. come pretendere di avere la chiave e di infilarla nel muro, senza che ci sia una
serratura nella quale farla girare. Senza che ci sia veramente una porta di fronte a s, da aprire.

Inutile frequentare corsi e seminari, inutile studiare ed acquisire conoscenze di carattere
spirituale se siamo bestie tra bestie in un recinto di fango.

Stiamo qui parlando di facolt spirituali. Di valori del Sacro. Del Graal! Non di psicologia, non di
ginnastica, non di sopravvivenza urbana! Stiamo parlando di Dio! Di noi come spirito, come anima,
come essenza, come energia e volont divina resa manifesta nei mondi della vita.

Vuoi fare il viaggio astrale? Ti dicono che puoi farlo? Che puoi impararlo? Vuoi diventare canale al
prana o dialogare con entit superiori? Vuoi uscire da Matrix? Vuoi imparare a Sognare? A
Vedere? Vuoi capire?

Ma TU chi sei? Dove vivi? Come vivi?
Ti rendi conto?
Se ti rendi conto allora cominciamo a capirci. Se no forse hai bisogno di pensarci su allora lascia
stare: non parliamone neanche.

Nei miei corsi non ti far fare viaggi astrali, guarigioni, sogni, canalizzazioni, no non posso
prenderti in giro cos. Parler invece di come rendere possibili e reali queste cose. Di come TU puoi
renderle vere. Parler della loro sacralit. Della loro portata totale e totalizzante. Di quanto
dovremmo sciacquarci la bocca prima anche solo di nominarle. E poi, forse, se nel tempo ne
saremo capaci, proprio nel senso di capacit di contenimento, se avremo (certo, vale anche per
me!) se avremo reso ancora possibile, accessibile, irrorabile questa forza, questa energia, entro
le vene della nostra mente, del nostro corpo e della nostra vita, nel nostro quotidiano finalmente
armonico e colmo di amore e di saggezza, allora s viaggeremo e sogneremo insieme. Allora s,
parleremo con gli di

Hai rapporti con la Massoneria o con Ordini Iniziatici? Se s, di che tipo?

Io sono assolutamente indipendente. Non ho mai avuto rapporti con la Massoneria mentre ho
intrattenuto rapporti di dialogo e collaborazione, sul fronte culturale/divulgativo, con alcuni Ordini
di matrice thelemica, presso i quali ho conosciuto persone certamente di spessore. Sono molto
contento di questo e soddisfatto delle iniziative che abbiamo avuto modo di portare avanti
insieme in passato e per quelle che magari svilupperemo anche in futuro. Sono molto aperto e
dove incontro apertura e intelligenza mi sta bene creare dei contesti di confronto e di
condivisione, senza per questo legarmi a qualcuno o a qualcosa.

Conosci lOTO?

Non pi di tanto ne conosco la storia, fino a un certo punto perch poi ci sono molte
ramificazioni, quindi bisogna capire a cosa ti riferisci. In ogni caso colgo loccasione per fare una
riflessione pi ampia. Certi ambienti, soprattutto quelli pi conosciuti e numerosi, sono sempre
molto legati a forme, modi, gusti e atmosfere che non incontrano pi di tanto il mio modo di
essere: una certa insistenza verso la formalit, direi burocrazia persino, e poi il tenebroso, il gotico,
il dark, il nero tutto questo non mi entusiasma per niente. Credo che pi che arte sia moda e che
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vada a compromettere una certa autenticit e profondit spirituale, a vanificare magari tanta bella
cultura e preparazione indirizzandola verso circuiti ombrosi, dove alla fine legoismo, il
personalismo, un certo degrado, la fanno da padroni. Quella che si trasmette viene colorato da
tutto questo la frequenza piuttosto bassa, anche se i contenuti, il dialogo, le persone sono
belle, certamente Che si voglia o no, alla fine secondo la mia esperienza e capacit critica
un appesantimento inutile. Laspirazione spirituale va sostenuta da un ambiente che si rivolga al
bene, al bello, allamore, non voglio dire alla luce, perch la new age con tutta la sua luce secondo
me proietta unombra spaventosa, ma piuttosto verso una certa saggezza, sobriet s, via
tagliamo la testa al drago e diciamo comunque verso la luce, luce che per come si presentano
certe persone e certi ambienti non mi sembra possa essere pi di tanto ispirata. Comunque,
massimo rispetto, ci mancherebbe rispetto per il percorso, per la preparazione, per la fede con
cui i pi seri portano avanti le loro cose ma personalmente preferisco vibrare su altre frequenze
e consiglio vivamente ai ricercatori seri di liberarsi da tutta quella cupezza, da quelle immagini, da
quei colori credo che abbiano fatto il loro tempo e che sia ora il tempo di concedersi a qualcosa
di pi bello, armonico tutta questa ribellione nera, con i suoi inni ai vari mostri e ai vari demoni,
va lasciare andare.

Cosa pensi di questo rinnovato interesse per le culture sciamaniche e per il paganesimo?

Lo sciamanesimo rappresenta bene questa voglia di autenticit, di natura, di un pi semplice e
diretto rapporto con il sacro fuori e dentro di noi. Anche il recupero del senso del gruppo passa
attraverso il recupero di valori che lo sciamanesimo rappresenta bene. Per questo credo che si
presti bene per rappresentare lesigenza moderna del recupero di antiche formule sociali e
spirituali che le religioni, un certo tipo di esoterismo o la new age non sono in grado di
rappresentare con la dovuta libert da dogmi o da formule preconfezionate che sentiamo vecchie.
Nello sciamanesimo, pur nella sua tradizione antica e senzaltro da rinnovare alla luce di
esperienze diverse, troviamo una spontaneit e una conoscenza che pone lindividuo al centro del
suo universo, alla ricerca di unarmonia dellinsieme.

Nel paganesimo ritroviamo invece quella complessit perduta che i monoteismi hanno ridotto alla
devozione verso un dio che abbiamo scoperto falso, violento, prevaricatore, specchio di una
societ maschile e ipocrita che ha prodotto il risultato che abbiamo tutti sotto gli occhi. Quello non
era Dio, ma uno dei tanti istinti elevato a potenza che ci hanno legato ad una visione distorta,
materialistica ed egoica della vita. Tuttavia prima di recuperare il senso degli di, ovvero quella
complessit che gli antichi ben rappresentavano con i loro pantheon di forze superiori che
rappresentavano e governavano gli equilibri del mondo naturale e umano, si debba rintracciare
quel sole centrale attorno al quale questa complessit si muove: ovvero quel Dio che tutto ,
che siamo, che sentiamo adombrato dalle molteplici dinamiche della vita e del pensiero. Penso
che la nuova epoca porti con s potenzialmente un'opportunit di rinascita, di rinnovamento dal
profondo, al di l di vecchi schemi e paradigmi che esigono ormai una sintesi e un trascendimento
in funzione dell'emancipazione e del risveglio della coscienza, indipendentemente da forze e
proiezioni che hanno fatto il loro tempo, ma che possono senzaltro essere recuperate nel loro
verso autentico se sappiamo ricollocarle in un quadro armonico, senza dipendenze, senza
strumentalizzazioni, senza autoinganni, per ritrovare in quegli di, in quelle forze cosmiche - che
certamente esistono! - lesaltazione ideale delle nostre facolt umane e divine finalmente
ritrovate e rinnovate con maggiore lucidit e capacit di prospettiva. Potremo risvegliare e
recuperare il rapporto con il divino e con le sue straordinarie emanazioni solo se sapremo
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ristabilire i giusti rapporti. Inutile e fuorviante quindi insistere con nomi, schemi, etichette tutto
vero, tutto possibile e tutto valido se ne recuperiamo il senso alla luce di un senso autentico e
pi maturo di noi stessi.

Da alcuni divulgatori riesco a ricevere risposte concrete: sento che sto meglio, sono pi felice,
posso imparare a stare bene con me stesso, con gli altri. Quando ascolto te invece mi agito, le
mie domande si moltiplicano

Ti leggo un post di una mia amica, Camilla, che ho letto proprio oggi e che mi ha fatto riflettere.
Credo sia pertinente con la tua osservazione.

Io credo che prima di cimentarsi in analisi mentali e di introspezione di chiss quale tipo ed
energia, occorra sapersi mostrare presenti, etici, pratici... Perch senza questa "base", tutto il resto
non ha senso, anzi, diventa strumento di decadenza.

Ho sofferto per anni di dolori, ma la prima cosa che ho ricevuto, non trovandosi causa ufficiale,
sono state sentenze "psicoanalizzanti" da parte di famigliari e medici. Quando bastava magari fare
un po' di yoga, correggere l'alimentazione, o sostenermi nei momenti di difficolt.
Io per prima quindi ho sofferto di questa mentalit dilagante da cui oggi riesco a difendermi solo
perch l'ho "vista", ma tanti altri vi stanno ancora infognati come panni in una lavatrice...

Vedo negli uffici il modo in cui si stressano i dipendenti e si abbatte la loro voglia di "far bene", ma
poi si punta il dito contro di loro, giudicandoli "inadeguati", quando cedono...
Vedo coppie che si autoaffliggono giudizi...
Vedo persone che creano giorno dopo giorno i semi della propria infelicit e poi si lamentano
perch sono infelici... o cominciano a chiedersi quale parte della legge dell'attrazione non
funziona... Prima ancora, magari, di chiamare una persona cara e dirle "Ti voglio bene"...!!!
Vedo questa mente che, solo perch in grado di far qualche ragionamento del piffero (nulla, in
confronto all'intelligenza che lo stesso corpo umano detiene) crede di conoscere, sapere,
controllare tutto... E invece non controlla un bel niente.
Trova solo modi contorti per continuare a non fare, a non agire, a non essere.
Questa una societ dove noi creiamo le condizioni per la malattia esteriore e interiore, e poi
giudichiamo il malato perch diventato tale.
Abbiamo perso il contatto con le cose essenziali.
Abbiamo dimenticato di andare al parco con i figli, di far conoscenza delle persone in piazza, di
incontrarsi alla sera per giocare insieme a carte...
Ecco che una donna scrive un messaggio su facebook per denunciare un atteggiamento poco
carino nei suoi confronti da parte di un uomo, e le si risponde - come prima cosa - di guardarsi
dentro (per legge d'attrazione, legge di specchio ecc...) ...
Ma la capite la follia? Questa non evoluzione, non esoterismo, semplicemente disumanit.

Quindi, attenzione a chi ti da troppe risposte, a chi pretende di curarti, di renderti felice,
assecondando tutto questo, anzi facendone un mercato. E attento a come ti poni tu, soprattutto.
Discernimento: ci vuole davvero discernimento.

Tra laltro, visto che molti ancora mi fanno domande in tal senso, cio sulla questione guru
spirituali, sesso, soldi e politica, alcuni per condannare certe brame e certi comportamenti, altri
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invece per difendere un discorso libertario, io penso questo: penso, molto semplicemente, che a
me basta quello che mi sufficiente per vivere dignitosamente, senza necessit di lussi n di
abbondanza. E, avuto questo, sposto la mia attenzione e le mie energie decisamente altrove.

Per quanto riguarda il sesso, sento che, nella migliore delle ipotesi, per quanto in una condizione
di piena libert, rispetto e responsabilit, e senza moralismi, se si resta comunque sul piano del
soddisfacimento dellistinto e dellemozione, pur sacralizzandolo (ma, probabilmente ce la stiamo
gi raccontando), anche nel modo pi bello e sublime, si resta comunque su quel piano. Pur nella
migliore estasi spirituale, comunque gira e rigira ti ritrovi in un certo tipo di condizione
energetica. E non vado oltre.

Quindi, non c molto da commentare: se stai comunque a menartela con il piacere
dellabbondanza e della sensualit, fai quello, persegui quello, su quel livello. Anche la politica
sono tutte pastoie, sempre quel certo tipo di terreno al quale ti dai come fertilizzante e dal quale
nascer la solita erbaccia.

Una volta certamente realizzata una condizione esistenziale dignitosa e piacevole, se hai ancora
bisogno di ricchezza e sesso, perch certamente bello, o pensi di intrallazzare, vendere, fare
politica, e ti piace stare l, prosperare l, perch questo ti permette di esplorare, di capire delle
cose, o perch ti fa sentire - e magari diventare - potente e libero, allora stai pure l niente di
male: stai felice, abbonda pure. Impegnati anche! E raccontatela: trova pure, per te stesso e per gli
altri, tutti gli argomenti che riesci a trovare...

Va bene. Ho capito il senso di quello che mi dici. Eppure il percorso iniziatico deve essere
qualcosa di molto pratico, deve partire da me, da come sono adesso, dalle mie possibilit attuali,
anche dai miei limiti, giusto?

Hai usato una parola impegnativa: iniziatico. Oggi una persona mi ha chiesto di fare una
conferenza sull'Iniziazione. Impossibile. Perch entreremmo nel discorso del magico, e del
meraviglioso. E noi oggi non siamo pi capaci n del magico, n del meraviglioso, per quanti libri
letti, conferenze ascoltate o fatte, corsi frequentati o insegnati.

Puoi fare un esempio?

Tu, s proprio TU: sei pronto a lasciare tutto? Famiglia, casa, lavoro, per presentarti ad un
appuntamento e per andare chiss dove e chiss per quanto tempo? Adesso? Lo sei? Lo faresti
quando ti venisse chiesto, inaspettatamente? Sei pronto a mollare la presa sulle tue quattro
stupidaggini, preoccupazioni e interessi, idee e impegni che pensi di avere ed essere cos
importanti, per abbracciare l'Assoluto? O il Nulla? ... Sei pronto a gettare le tue reti? A spogliarti?
A soffrire? Puoi dare la vita per... andare? Fatevi un esame di coscienza, prima di chiedermi una
"conferenza" sull'Iniziazione, o sul Graal o sulla Magia: non confondiamo le tante belle chiacchiere
o quelle quattro pratiche in croce che imparate a fare, e magari che neanche fate, con quello che
significa davvero tutto questo! Questo discorso vi quadra? Vi risuona dentro? Allora vedrete che
prima o poi qualcosa di magico e di meraviglioso verr a bussare alla porta della vostra bella
casettina...

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Nella "spiritualit alternativa", che va dilagando nell'ultimo periodo, sembra esserci scarsa
attenzione nei confronti dei grandi "classici" e degli autori che hanno fatto la storia
dell'esoterismo. Credi che questa attitudine possa rappresentare un limite, o un semplice
"segno dei tempi"?

Prima di tutto mi piacerebbe capire alternativa a cosa? A quella seria? A quella che ti impegna,
che ti mette di fronte ai tuoi limiti, ai tuoi demoni? A quella per la quale c da farsi il mazzo,
investirci tempo, risorse, energie, volont? A quella delle scelte difficili e scomode? Sicuramente,
nellultimo periodo va dilagando una paccottiglia di sciocchezze alternative alla noia di una vita di
merda che ci siamo confezionati per la sopportazione della quale non bastano pi il calcio e le
veline (per qualcuno almeno). Oppure come ultima spiaggia dopo essere stati licenziati o lasciati
dal partner, per sperare nelle cazzate da baraccone di recuperare un briciolo di autostima (o
almeno un surrogato!), per trovare una terapia, o una droga, pi consolatoria e meno cara di
quella dello psicologo, o come alternativa al suicidio. Oppure in alternativa a tanti altri vezzi
passati di moda, che magari ci faccia sentire meno inutili. Questo sicuramente un segno dei
tempi: il segno dellesaurimento di una civilt al suo collasso. Finalmente. Ben venga: facciamo in
fretta e togliamoci il pensiero. Tutta sta roba va solo lasciata andare e se in questa roba ci siamo
dentro anche noi va bene lasciamo che la piazza pulita porti via anche noi, anche me, te, e
quelle parti vecchie e stante che hanno prodotto tutto questo. Va bene: non c giudizio, ci
abbiamo provato, questo quello che abbiamo saputo dare al mondo ma adesso ci siamo rotti.

Lasciamo che tutte le nostre parti che corrispondono a questo crollino, non c spiritualit
alternativa. In questa presa di coscienza, recuperare il senso della spiritualit, lunica che esiste,
cruciale: certo, meditando da s e per s, attualizzando concetti e insegnamenti, ricollocando le
conoscenze, le esperienze e gli stimoli, ma non c niente di nuovo sotto il sole e il recupero, la
meditazione e la comprensione dei classici di grande significato: senza per questo cadere nella
trappola del nozionismo e del collezionismo. I classici sono soprattutto quei testi sacri, i cui
autori sono pressoch sconosciuti, che sono sacri proprio perch stanno parlando proprio a te
in quel momento, mentre li stai leggendo. E ti muovono dentro. Dai Vangeli alla Bhagavad Gita, dal
Pistis Sophia a Savitri, dalle Upanishad al Liber Al vel Legis, passando dal Pimandro e dal Kyballion.
Dal Timeo al Popol Vuh, al Tao Te Ching. Recuperiamo il senso della Gnosi universale, il filo doro di
un discorso e di un percorso rintracciandone il bandolo laddove lo avevamo perduto e
ricostruiamo noi stessi e il nostro mondo su rinnovate intuizioni dalle fondamenta solide che, una
volta disintossicati (senza paura dellastinenza da cazzate), possiamo svelare e trarre dal passato
autentico e sacro della nostra storia universale, cos come dal profondo del nostro animo.

Capita sempre pi spesso che alcune tecniche pratiche tratte dall'oriente o dalla cultura
esoterica vengano messe al servizio del benessere, del superamento di problematiche personali
o di una non meglio specificata "felicit". Non trovi che sia "fuorviante" far retrocedere la
"conoscenza di se stessi" sul terreno di una presunta "felicit" o "pace", dimenticando che la
visita degli inferi personali pu essere estremamente dolorosa? E' cos scontato che la crescita
personale coincida con la felicit?

La domanda contiene gli indizi per la risposta, o almeno per la risposta che intendo dare.
Lesoterismo, ma direi la ricerca, la vocazione spirituale in linea generale, non si mai posta e non
si pone proprio il problema della felicit, per lo meno cos come noi oggi intendiamo questo
termine. Certo si pone il problema di una sofferenza radicale (come ad esempio accade nel
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buddismo), ma la cui soluzione (e non rimedio!) sta non gi nel soddisfare se stessi, ma
nellannullarsi, non gi nellaccontentare i propri desideri di felicit, amore, salute e ricchezza, ma
sradicandoli!

Per liniziato, per il maestro, la questione della felicit e del benessere non centrale e
lesoterismo ne trascende ampiamente il concetto e laspirazione. Siamo proprio fuori tema.
un fenomeno molto recente quello a cui assistiamo e che viene descritto bene nella domanda, che
svilisce e ci lascia sfuggire - senzaltro la portata degli insegnamenti esoterici e spirituali
riducendoli a pillole per sedare le proprie menate esistenziali e lenire i propri disagi e le proprie
inquietudini, curare le proprie nevrosi, distrarsi dalle noie ed assecondare i propri vizi, proprio
mentre, invece, tutto questo, compresi tutti i suoi palliativi luccicanti e le immancabili delusioni
che si portano dietro, va oggi affrontato e ingoiato pi che mai! E vomitato.
La via spirituale ed esoterica non un percorso psicoterapico, n una nuova droga tanto per
sballarsi un po; non si pone il problema della felicit ed vergognoso non solo che dei buffoni
pensino di farne un prodotto per labbondanza e la prosperit, ma che implicitamente educhino
a tale visione e a tali aspirazioni!

Lesoterismo una via di gioia, eppure insegna a non temere la sofferenza, la malattia,
linquietudine, il dolore, perch semplicemente segni di una comprensione ancora carente, che
solo quella conoscenza spietatamente reale di s, fonte di ogni guarigione e vera felicit, pu
colmare. una via impegnativa, complessa, profonda, che fa crollare le finte certezze, le false
percezioni, le convenzioni sociali, amorale, priva di dogmi e di riferimenti certi se non quel Se
stessi, unico per ognuno e in ognuno, che, se stiamo un po zitti e ci liberiamo dal desiderio di
essere sani, belli, forti, brillanti, di successo, ricchi, santi e se togliamo anche di mezzo non solo la
felicit ma anche Dio, allora possiamo sentire.

L'enfatizzazione sul "qui ed ora", sulla "presenza" e sull'attenzione, oggi viene scambiata per un
fine, anzich per un passaggio, un transito per il superamento della veglia. Ci sono persone che si
sentono "risvegliate" perch stanno attente mentre sono in coda alla posta, o perch si
ricordano che stanno mangiando mentre mangiano. Non si sta rischiando di cancellare i veri
pilastri di ogni dottrina spirituale, che spingono invece verso un superamento della veglia
conscio-razionale? Non si rischia di scambiare l'illusione per la libert, o la propria casa per il
mondo intero? Come porre rimedio?

Il rimedio necessario e si pone recuperando eventualmente tali pratiche nel pi ampio e pi
maturo contesto di una ricerca spirituale autentica, che non quella che superficialmente
pensiamo sia quando la vediamo con gli occhi delle nostre personalit illusorie, quelle che fanno a
gara per essere nel qui e ora, ma quella aspirazione profonda riconducibile a quellassoluto che
veramente siamo, che ognuno di noi (ma che ancora non finch non lo riscopre!), per il quale il
qui e ora tutto lUniverso e leternit. Quello che accade quando queste bellissime pratiche
vengono propinate con superficialit, che si alimenti lidentit illusoria anzich quella reale. Se il
baricentro ancora lontano dal nostro s reale, e quindi non si fatto un certo lavoro, si rischia
di metter il carro davanti ai buoi, ovvero insistere in pratiche e in affermazioni di presenza
formulate non dallosservatore o dal testimone interiore (come di solito si usa dire), ma a turno
dalla maschera del momento, ben felice di affermare se stessa. E infatti si alimentano i conflitti, le
dispersioni di energia e di focus, ci si svuota a vantaggio del guru di turno, dentro e, ovviamente,
fuori di noi. Il rimedio sta nel concetto di conversione. Cos la conversione? lo spostamento
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del proprio baricentro dalle identit fittizie che crediamo di essere allunica e pi profonda, e
retrostante, coscienza che siamo alla quale, ricordandosi di s, il qui e ora non pu certo
bastare! Detto questo, riportando un po di ordine dentro di s, adottate pure tutti gli espedienti
che volete: il ricordo di s, il qui e ora mentre si fanno le cose, certo, va bene ma sentite come
diverso il respiro?

"Tutto dipende da se stessi", "ognuno autore unico della propria vita", "gli altri sono solo
proiezioni di parti di s", "ci che ti accade te lo sei, in una certa misura, voluto". Questi discorsi,
se non sono accompagnati da un costante esercizio di destrutturazione dell'Ego, di superamento
dell'identit, possono portare alla deificazione dell'Ego. Sembra che siano tutti impegnati nel
cercare la Luce, e dimenticano l'importanza del ruolo delle Tenebre. Quali pratiche consigli di
portare avanti per evitare che ci si traduca in una vanificazione dei risultati spirituali?

Io penso che ci sia del vero in tali affermazioni, secondo una certa prospettiva e senza pretendere
di applicarle senza senso rispetto a come la realt ora ci appare e volenti o nolenti funziona,
ma attenzione a come vengono proposte e utilizzate. Se da una parte pu essere illuminante
capire che siamo stati noi a fare tutto questo, che siamo noi, ognuno di noi, gli artefici di tutta la
realt che ci circonda e che viviamo, delle sue cause, dei suoi effetti, del nostro stato attuale, che
non c nessuno da incolpare, ma che possiamo assumerci e accogliere tutta questa responsabilit
come fonte di consapevolezza del potere che possiamo avere, che possiamo risvegliare, allora pu
essere un discorso interessante, utile, senza attaccarcisi troppo Ma se non si pronti a questa
intuizione, si pu rischiare di essere soverchiati da uninformazione del genere che, da una parte
pu portarci al suo rifiuto per levidente banalit e inconsistenza alla prova del confronto con la
quotidianit che siamo abituati a percepire e ad interpretare, dallaltra ad una profondissima
frustrazione quando si scopre che la fonte della mia malattia, o della mia vita di merda, o di quel
tale accidente che mi riguarda o che riguarda qualcuno a me caro, sono io!

Questo tipo di concetti sono molto, molto delicati, complessi: banalizzarli, usarli in modo
maldestro o addirittura strumentalizzarli per ributtare sugli altri giustificando se stessi davvero
disdicevole e pericoloso.

Detto questo, ammettendo comunque che luomo sia artefice del proprio destino, cosa che,
ripeto, ha una suo senso e che possiamo ritenere in linea filosofica come vera, il problema che la
domanda pone evidente quando, per lennesima volta, aspiriamo a (o ci riteniamo quindi
depositari di) poteri e facolt assolute che, esplicate dallego di turno, non possono essere che
causa di disastri, prima per gli altri, e poi per noi stessi.

Il discorso sulla Luce e sulle Tenebre rientra in quel buonismo e in quei percorsi consolatori che la
new age, attuale religione mondiale, attraverso i suoi sacerdoti in giacca e cravatta se non quando
vestono allorientale, sta inculcando per rinnovare quellincantesimo che ormai le religioni (da
quelle monoteiste a quelle atee) non riescono pi a sostenere. Noi siamo sotto incantesimo! E
quella luce lennesima droga, molto sofisticata, che nei centri new age che non amano mai
definirsi tali! - si sta vendendo, di volta in volta, astutamente, in confezioni diverse: gli angeli, la
teosofia, i vangeli, padre Pio, lesoterismo, gli abbracci, lalchimia, lo yoga, un pizzico di Gurdjieff,
limmancabile Castaneda, Crowley per i pi temerari, venghino venghino siorre e siorri apri il
pacchetto e dentro c la luce Ruote colorate per instancabili criceti! Poi lindomani si torna
in ufficio, o quello che
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Hai vissuto molto tempo a Damanhur, una realt molto chiacchierata... Come hai iniziato a farne
parte?

Nel 1991 sono andato ad una conferenza sulla storia della Magia che si teneva presso il Centro
Damanhur di Vigevano, dove abitavo. L ebbi modo di conoscere persone ottime, di grande
umanit e di grande spessore spirituale, in particolare una persona che di fatto fu il mio
mentore, che ha lasciato il corpo fisico gi da molti anni ormai. In quel contesto mi avvicinai non
tanto al discorso spirituale ed esoterico, che gi faceva parte delle mie ricerche personali, quanto
allidea comunitaria. Di Damanhur non avevo mai sentito parlare prima e mi piaceva lidea di un
contesto sociale impegnato ad esprimere nella vita di tutti i giorni lanelito spirituale. Dopo
qualche tempo mi avvicinai tanto da entrare a far parte della Comunit, in toto. stata
unesperienza importante, alla quale ho dato e che mi ha dato molto.

Che cosa si aspetta di trovare una persona che ne entra a far parte?

Io mi aspettavo proprio di partecipare attivamente ad un progetto sociale a 360 gradi che fosse
ispirato alla ricerca esoterica e spirituale e che nel quotidiano ti permettesse di sviluppare una vita
perfettamente coerente con questo sentire e con una serie di valori.

Molte testimonianze di persone che ne sono uscite, ne parlano come una realt settaria...

Dopo pi di dieci anni di vita intensamente vissuta a Damanhur, mi accorsi e questo un parere
squisitamente personale, si tratta infatti del mio sentire e della mia percezione delle cose che
tutta una serie di scelte e priorit sociali, comunitarie, commerciali e politiche prendevano
progressivamente il sopravvento sui valori che ispirarono il progetto originale, svuotando di
contenuti il percorso di Conoscenza e di crescita personale. Per questo motivo ho preferito
proseguire la mia ricerca e la mia pratica di vita in maniera pi indipendente, autodeterminata, ma
soprattutto salvaguardando, in me stesso, quellautenticit che in Damanhur non riuscivo pi a
trovare, forse sopraffatta da troppi compromessi e da direttive, ripeto, commerciali e politiche a
me non affini e nelle quali non potevo pi riconoscermi.

Parlaci della tua esperienza con lo sciamanesimo...

Lesperienza diretta lho vissuta in Africa, in Camerun, circa un anno dopo il mio allontanamento
da Damanhur. Era il 2005. Fu qualcosa di molto semplice: il contatto diretto con la figura di uno
stregone che mi permise di vivere e quindi di capire, al mio livello, il rapporto con il magico, con
il sogno e con lo straordinario. Secondo lui eravamo noi a vivere in uno stato alterato di
coscienza e non loro, in armonia con la natura e con una percezione della vita, della morte e
delle cose che noi civilizzati abbiamo dimenticato. Lesperienza non descrivibile a parole, ma
posso dire che si trova in sintonia perfetta con quello che oggi sappiamo dai racconti di Castenda
piuttosto che di altri sciamani o ricercatori, cercando di tenerci tuttavia alla larga da elaborazioni
troppo mentali e da quel certo sciamanesimo di plastica tipico della moderna new age.

Ti occupi anche di ufologia. Qual la tua posizione rispetto alle interferenze aliene?

Carlo Dorofatti Incontri del 2013

12

Penso che, se parliamo di interferenze aliene (definizione che fa da contenitore a tantissimi
fenomeni anche molto diversi tra loro), queste siano lo specchio collettivo e personale di tutte
quelle interferenze e quegli smarrimenti interiori, oggi forse al loro estremo, che ci impediscono di
vivere una vita umana degna delle sue potenzialit reali. Il fenomeno si ripropone fuori di noi,
sempre pi violentemente, sempre pi fisicamente, alimentando dinamiche distorsive (mentali,
percettive e fenomeniche) che, anche al di l dei loro connotati eventualmente soprannaturali,
procurano quellalienazione collettiva che la societ moderna in tutti i suoi aspetti: che di
naturale e di umano ha sempre meno. Ma anche questo fa parte del gioco, fa parte dei cicli del
possibile. Sta sempre e comunque a noi, ad ognuno di noi, ritrovare il proprio filo doro: a patto
che riusciamo a prendere le distanze da tutta una serie di sensazioni e immagini, oggi molto di
moda, e volgere lo sguardo oltre le apparenze, le illusioni, le suggestioni e le paure, risvegliando
dentro di noi un rinnovato modo di percepire che non dia corda e consistenza ai fantasmi che sono
destinati a dissolversi insieme ad una realt ormai al collasso, che possiamo lasciare andare
insieme a tutte quelle parti di noi che la rappresentano e che la alimentano inevitabilmente.

Cos' che tiene bassa la vibrazione della coscienza?

Non la coscienza ad avere una vibrazione bassa. Sono tutte le cose nelle quali ostiniamo ad
identificarci che ci trattengono entro i confini angusti di un basso livello di consapevolezza.

"Volont", una parola molto usata, ma quanta volont serve per liberarsi dai programmi
mentali?

Deve essere lassoluta priorit della propria vita. Non un briciolo di meno. Niente e nessuno pu
essere messo davanti a questa priorit. Perch sappiamo che niente e nessuno reale dove in
questo momento crediamo di vivere, mentre quella Volont lunica porta per cominciare a
vivere nel mondo reale. Non pu essere un hobby o la trovata per passare una domenica
diversa, oppure per esaltare la propria autostima, per curarsi o per essere felici e prosperi.
necessario essere totali. Anche liberarsi dai programmi mentali sta diventando un programma
mentale. Bisogna restituire la dovuta profondit a questa straordinaria avventura.

In cosa consiste per te il risveglio della coscienza?

Non lo so. Credo che questa sia una domanda insidiosa perch ci induce a classificare, a definire.
Credo che il miglior modo per procedere sia quello di non trovare mai la risposta a questa
domanda. Pur continuando a farsela ma anche no.

Sembrerebbe una guerra che, questa volta, si combatte nei "piani sottili". Tra chi, e qual la tua
visione?

Tutto si riflette sempre sui piani sottili e dai piani sottili ricade, in una continuit senza soluzione
causale. Da sempre le pi diverse circostanze generano e si generano su diversi piani
contemporaneamente, dove operano leggi e dinamiche anche molto diverse da come possiamo
immaginarcele. Direi che tutto il pattume sottile e astrale sia ora di dissolverlo, ovvero
riconoscerlo, reintroitarlo in un pi maturo livello di coscienza, ed eliminare tutti quei piani e quei
fantasmi (siano essi di, demoni o alieni, defunti o spiriti, angeli, santi o maestri) che tanto
affolano le menti, ottenebrano la vista e ingombrano un reale cammino di consapevolezza e,
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

13

soprattutto, di Vita. Pi che sui piani sottili le cui apparenze potrebbero anche non interessarci
cos tanto! - direi che, questa eventuale guerra, ognuno dovrebbe finalmente muoverla verso i
propri piani interiori e lasciar perdere tante altre storie.

Quali sono, secondo te, le nuove formule sociali che possono contribuire ad una
maggior presa di coscienza?

Secondo me non ce ne sono. Il percorso adesso davvero personale. Certo, si possono
immaginare dei contesti dove tutto questo possa rendersi pi facile, pi accessibile: ma ogni volta
che cerco di farmene unidea precisa, sento di ricadere immancabilmente in cose gi fatte, gi
viste puntualmente ricascate nei soliti schemi. Quindi mi astengo, pur nel piacere di pensarci, dal
mettermi allopera insieme ad altri che, come me, comunque sentono questa esigenza di
rinnovamento sociale, e preferisco davvero non mettere il solito carro davanti ai soliti buoi, ma
percorrere un cammino di intuizione, di ispirazione direi, diverso. E poi vedremo. E questo gi un
fare, non un procrastinare o un sottrarsi: , secondo me, lunico fare possibile.

Che seguito sta avendo l'idea che esponi in questo video?
1


Ci sono state evoluzioni, ri- evoluzioni, passi indietro, e cos via. Perch? Perch molto delicata la
questione!
In effetti un discorso ancora tutto da avviare: s, c' un gruppetto di persone interessate, tuttavia
se ne sta ancora "parlando", sebbene in termini seri e con maturit, ma non ancora in termini
definiti. Gli strumenti e le risorse non ci mancano. Il motivo sta nel fatto che stiamo ancora
lavorando sulla sintonia tra di noi, e soprattutto sul "modo" affinch un'idea del genere possa
prendere s corpo, ma rappresentare davvero qualcosa di nuovo, di reale, di autentico, superando
tutte quelle insidie che ben conosciamo. Per questo abbiamo deciso di non avere fretta e di
lavorare bene su noi stessi e sul gruppo, perch l'ispirazione, la percezione e l'intento possano
affinarsi avvalendosi davvero di sensi rinnovati e quindi possa la realt muoversi a sua volta, e
giustapporsi al nostro lavoro interiore, in modo sincronico. Siamo sul filo del rasoio: facciamo ma
non facciamo, non facciamo, ma vediamo che le cose si muovono. Forse quella una strada, ma
forse anche no!, sicuramente non come adesso la pensiamo.

Il gruppetto - a volte ci siamo tutti altre volte no - si incontra in occasione della meditazione
mensile a Terni.


Mi piace molto lidea del gruppo, del laboratorio, come occasione di confronto e di scambio
costruttivo. Questo s. Eppure tu stesso poni sempre lenfasi sul fatto che il cammino e deve
essere squisitamente individuale e personalmente condivido questa affermazione e ribadisco che
per quanto mi riguarda io mi vedo e voglio restare su un cammino individuale. Se porti delle
proposte per una progettualit di gruppo, forse come condizione necessaria, mi sembra che
contraddici questo principio. Puoi aiutarmi a capire meglio in che senso intendi il percorso di
gruppo?


1
Vedi: http://www.youtube.com/watch?v=o_SqMIrsvq4

Carlo Dorofatti Incontri del 2013

14

Cosa intendi per individuale? Cos individuale? Come e fino a che punto un percorso di
espansione della coscienza pu ritenersi una questione individuale? Chi sei tu come
individuo? Cos (e chi ) un individuo dal punto di vista dellesperienza di una coscienza?

Pensi che sia qualcosa di limitato a te come ti vedi ora? Il tuo S Superiore credi di poterlo
confinare in quello che adesso tu pensi e percepisci di essere come individuo, in questo spazio, in
queste dimensioni, in questo specifico tempo? In questo tuo corpo e in questa tua mente? Credi di
essere cos limitato? E che il cammino debba essere cos limitato?

Credi davvero di essere, ora come ora, una Monade distinta e distinguibile, a s stante, in quanto
tale? Vuoi limitare alla tua percezione attuale, che vuoi difendere a tutti i costi come
individuale, linfinito corpo interconnesso oltre lo spazio e il tempo che veramente sei? Che
siamo?

Certo che la presa di coscienza e la responsabilit del proprio percorso sono questioni
squisitamente tue, come riflessione personale, intima, indipendente e autodeterminata, ma tale
presa di coscienza dove ti porta? Se pensi che il cammino debba essere individuale perch tu
possa finalmente farti gli affari tuoi, per conto tuo, nel tuo giardinetto, credo che sia una visione
molto limitata, tra laltro impossibile: non reale.

Certo che puoi desiderare vivere una fase di centratura tua, di raccoglimento. anche vero che nel
cammino ci sei tu, con te stesso, con la tua capacit di autodeterminarti in forma libera e
indipendente. Soprattutto responsabile in prima persona. Su questo siamo daccordo. cos, deve
essere cos e sar sempre cos. Ma ridurre allattuale percezione di s il risultato di Coscienza, che
pu e deve fiorire dal tuo profondo, un equivoco: diventa un limite enorme, una giustificazione!
Da un concetto che ha indubbiamente il suo valore, diventa di fatto una resistenza. Proprio come
quando, dallaltra parte, si sposta tutto il baricentro sul gruppo: anche in quel caso, se si perde di
vista se stessi, si produce il problema opposto. Ricordatevi che siamo qui per conciliare gli opposti,
con intelligenza, oltre le apparenti contraddizioni. Bisogna intendersi ed essere molto sinceri con
se stessi quando ci si ferma ad una formula per pretendere che sia solo quella: una trappola.

Ci possono essere delle fasi, ma il discorso sempre nel S e, tuttavia, pi ampio del s.


Quali sono i nuovi paradigmi?

Non lo so. Non lo possiamo sapere con la mente di adesso. Possiamo intuire delle cose, farci
delle rappresentazioni audaci e a volte verosimili, per avere dei buoni spunti, delle ipotesi di
lavoro. Ma finch non modifichiamo il nostro modo di vedere, di pensare, di essere, attraverso un
assiduo e delicato lavoro personale, anche in questo caso ispirato ad un sentire intimo pi che a
qualcosa di predeterminato sotto la forma di vecchie dottrine, non possiamo vedere e sapere, anzi
non possiamo creare nuovi paradigmi. Non possiamo vedere cose nuove con occhi vecchi.
Bisogna ritirarsi in un profondo ascolto interiore, personale, intimo, e perseverare verso questo
ritorno a se stessi, senza ostentazioni n esaltazioni personali o, tantomeno, pubbliche. un
impegno molto delicato e difficile. Se lo faremo, se gli individui, ed eventualmente gruppi di
individui che si ritroveranno spontaneamente e sincronicamente sulla stessa vibrazione, lo
sapranno fare, allora si potranno vedere cose nuove e si potr creare la nuova era veramente.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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Sono in collegamento con progetti concreti e coraggiosi, di cui forse alcuni di voi sono a
conoscenza e di cui ho molto rispetto ma che sento ancora parte di qualcosa di vecchio: centri,
ecovillaggi, comunit, sebbene le si voglia definire in modo nuovo, sono ancora qualcosa di gi
visto.

La creazione lo specchio perch l'occhio possa vedersi.
Sri Bhagavan


Lunica possibilit quella prima di APRIRE GLI OCCHI e poi di pensare che sia possibile VEDERE
qualcosa che non siano solo immagini fantasiose proiettate sullo schermo delle nostre palpebre
mentali abbassate.

Non possiamo sapere ADESSO cosa sar quel nuovo possibile, quel risveglio possibile, che tutti
quanti noi sentiamo e vogliamo desiderare. Non possiamo saperlo perch la nostra mente, il
nostro cuore, il nostro corpo, vibrano tutti ancora troppo qui, in questo luogo di sogni e di incubi,
luogo che non ha niente a che fare con la realt delle cose e della vita.
Possiamo cogliere tutte le occasioni per far circolare nella mente, nel cuore e nel corpo, un'energia
diversa, un suono diverso che ci dia il LA per modificare le nostre frequenze. Solo cos
cominceremo a VEDERE qualcosa di diverso, che si staglier davanti a noi: sempre stato l, certo,
ma solo allora potremo vederlo e quindi sapremo cosa volere davvero e come rivoluzionare la
nostra esistenza alla luce di una presa di coscienza lampante e inequivocabile.
Prima di questo, da qui, sar tutto vano. Forse potremo preparaci, darci degli stimoli, fare dei
tentativi, ma sar tutto vano in ultima analisi. Soluzioni economiche, iniziative politiche e sociali,
cambiamenti di vita, di consumi, di abitazione, di relazione, rendersi autonomi, studiare e fare
ricerche di confine, sono tutte cose che possono andare anche bene, sempre che non
corrispondano allennesimo inganno ben mascherato, ma del tutto vane, perch ancora riferibili
ad una percezione delle cose, della vita e di noi stessi che non corrisponde a niente di reale!
La possibilit pu essere solo quella di fare un lavoro disciplinato, assiduo e instancabile su di s:
da soli e insieme per confrontarci ed aiutarci, grazie allamicizia che pu permetterci di essere
sinceri e genuini gli uni nei confronti degli altri e che ci consenta di sentirci un po al sicuro, senza
paura. Fermate il dialogo mentale, slegatevi dal passato, lasciate che il futuro venga da s,
accorgetevi del presente, tenete dacconto le vostre energie, pazientate e sostenete la visione
dellincubo che sembra circondarvi. Meditate, tenete in salute e in forma il corpo e
rendetevi inaccessibili agli stimoli, alle mode, alle informazioni, alle immagini... a tutta questa
situazione.

Vediamoci: dicevo, le occasioni non mancano, sia quelle pubbliche, sia quelle pi tra di noi (gli
incontri di meditazione, le gite) e vedremo poi di avviare i ritiri spirituali da viversi sia insieme sia
individualmente, in assoluto silenzio e solitudine, per recuperare il senso della fede nellincertezza
della nostra identit e del nostro futuro.

A questo punto una domanda ve la pongo io: Perch voler cambiare questa realt?

La realt che vivi una delle tante possibili: se non ti piace quel che ti circonda perch giunto il
momento di spostarti in una realt, che ti piaccia di pi. Una realt che a te non piace, magari
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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utile e funzionale per altri. Volerla cambiare presunzione; come cambiare una trasmissione tv
dipingendo sullo schermo. Cambia canale e fai prima.

La frase sopra riportata di un mio vecchio amico, Cinabro Zady. una bella frase: molto
azzeccata, che qualche giorno fa Zady ha scritto su facebook per commentare un post, forse uno
dei soliti post lamentosi, non ricordo Penso che sia riuscito, come poche ed efficaci parole, ad
inquadrare molto bene una questione che mi sta molto a cuore, di cui ho molte volte parlato nelle
mie conferenze, ma che spesso tendo a dare per scontata, anzi a volte me ne dimentico, e che ora,
cogliendo la sincronica imbeccata, intendo riprendere e approfondire, anche per chiarire la mia
posizione su certe questioni, idee e progetti.

Io parlo sempre di vibrare altrove. Sar persino il titolo del mio prossimo libro! Il concetto
sicuramente vicino a quello del Transurfing di Zeland (vedi Appendice), molto letto e poco capito,
cos come tipico dellesoterismo orientale, ma anche occidentale se pensiamo al misticismo,
fenomeno ed esperienza ben lungi dallessere semplicemente astratta. Vibrare altrove significa,
in estrema sintesi, produrre quella metamorfosi, dentro cos come, naturalmente, fuori di s, che
porta lessere umano a permeare altri piani del possibile, piani interiori ma, per naturale riflesso,
piani della realt che va manifestandosi per la sua esistenza. Senza brama.

Non sono cose nuove. Ma cerco nuove parole per dirle e per entrarci dentro davvero.
Se crediamo, capiamo, scegliamo, raccontiamo ad altri di credere, essere o, per lo meno, di voler
essere in sintonia con la conoscenza spirituale (esoterica, iniziatica, mistica, magica, chiamiamola
come vogliamo), significa che scegliamo, o dovremmo scegliere, un preciso paradigma (o forse
lassenza di paradigmi), comunque ben diverso da quello che, per intenderci, potremmo definire il
paradigma ordinario, ovvero tipico di questa realt attuale, che percepiamo come sempre pi
angusta e di cui, in fin dei conti, non siamo contenti, ci lamentiamo, alla quale vogliamo ribellarci
in qualche modo.

Attenzione per, perch qui sta il punto: o pensiamo in modo magico, esoterico, spirituale
oppure pensiamo in modo ordinario. O vibriamo in un modo, oppure nellaltro. O crediamo in certi
assunti, oppure in altri. O compiamo delle scelte e delle azioni coerenti con un paradigma e stiamo
alla realt di quel paradigma, oppure siamo nellaltro, alimentiamo la realt tipica e coerente con
quellaltro paradigma. Ok?

Al di l delle belle parole e delle pensatone di cui ci riempiano la testa, cosa nutriamo poi
veramente? Dove andiamo a parare e a ri-parare alla fine?

Se, come mi sembra di capire, vogliamo recuperare una certa conoscenza, una certa visione della
vita, di noi stessi, della realt, e vogliamo dare spazio ad unesistenza nuova, pi armonica e
autentica, e tra laltro, avendoli ormai studiati e sentiti in tutte le salse, ne conosciamo pi o meno
gli assunti (sincronicit vs causa/effetto, progetto evolutivo vs caso, coscienza creante vs eventi
che capitano, ecc ecc) allora come possiamo, dopo aver detto e ribadito tutte queste belle
cose, ricascare nella solita visione, scivolando sulla buccia di banana dellidea/pretesa di voler
cambiare questa realt? Del voler fare Politica? Scienza? Medicina? Ecovillaggi? Moneta propria?
Gruppi solidali? Organizzarsi? Insomma, fare delle cose per cambiare? Per rivoluzionare (dentro
o fuori che sia)? Cambiare se stessi? La propria dieta? Le proprie abitudini? Lavorare su di s?
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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Ma, di cosa stiamo parlando? Dove? Di chi? Di quale realt? Volendo cos, pensando cos, a cosa
stiamo ancora continuando a credere? Al vecchio paradigma. Certamente.

Non stiamo certo pensando da maghi (che poi comunque chissenefrega di pensare da maghi,
anche quella una sega ma faccio per dire capite no?).

Tutto il nostro bel dire contraddetto in un istante, non appena ci mettiamo in testa lidea di
voler cambiare. Di poter fare delle cose. Anzi, addirittura di dover fare delle cose per cambiare. E
attenzione: che questo intento si riferisca a fare e cambiare delle cose dentro di noi piuttosto che
fuori di noi, poco importa: la stessa cosa. la stessa idea. Si sta ancora pensando da babbani
2
.
Questa non la realt. Non lo dico per ripetere che unillusione. Lo dico proprio nel senso che
questa non la realt. Bens una realt, con tutta la sua dignit di esistere! (pensa te!)
Quindi, ammesso e non concesso che sia migliorabile, correggibile, modificabile: perch farlo?
Perch volerlo fare? S certo, noi vogliamo essere dalla parte del bene e fare il bene, ovvio ma
qui un altro il punto. Molto pi radicale.

Le cose non funzionano cos. Non si cambia un bel niente. Una realt una realt. Pu essere la
tua: quella in cui ci stai dentro, coerente con chi sei e con quello che ti pu essere utile (a
qualcuno sicuramente utile: s s, proprio questa roba qua, utile!).

Oppure, pu non essere (pi) la tua, che diventer e potr essere unaltra. Piano piano... ti sposti
perch diventi altro. Anzi, ti avvicini un po di pi a quellaccorgerti di essere altro. Quindi crei
altro. Modelli altro, pur sempre qui, adesso. Eppure altrove. Niente da cambiare: accade perch
naturale. Il prima continua ad esserci, con la sua funzione divina! Il nuovo si manifesta, con
nuove funzioni e scopi. Accade.

Questo se vogliamo essere nel paradigma magico. Altrimenti ok, va bene: fate comunit,
ecovillaggi, combattete gli illuminati, battete la vostra moneta, preoccupatevi delle scie chimiche,
della sovranit, fate le vostre diete vegetariane, fondate i vostri partiti

Capite? Come possibile tenere o assistere a centinaia di conferenze e di corsi sul paradigma
spirituale, la visione magica, il potere del pensiero, il s superiore, i piani di realt, la meditazione,
lascensione per poi, in preda a chiss quale spasmo, mettersi in testa di voler fare delle cose per
dover cambiare la realt e la propria vita? Fare progetti? Gruppo operativi? Rivoluzioni?
Capite il controsenso? Il controsenso sta tutto nel decidere di poter/voler/dover fare per cambiare
una realt.

Ecco perch ho tergiversato e sto tergiversando ancora cos tanto sul discorso del contesto, del
centro, del borgo tante cose di cui ho parlato e amo parlare con molte persone, di cui mi piace
condividere lidea, il sogno ma attenzione: gli assunti devono essere quelli giusti! Dobbiamo
capire (e scegliere) il fatto che la realt funziona in modo magico, non come pensiamo essa possa
funzionare e interagire con noi. E quindi la strada diversa. Non un andare contro, e questo lo
abbiamo capito. Ma non neanche il pensare di cambiare le cose su questa strada. Perch
ancora lo stesso pensiero, che si basa sulle regole di questa strada, per quanto siano nobili e
geniali le nostre trovate e potente la nostra disposizione danimo. A parte che Il cucchiaio non

2
Termine ripreso dalla saga di Harry Potter.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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esiste, ma poi, perch volerlo piegare? A parte che non ci sar bisogno di schivare le pallottole
3
,
ma poi perch preoccuparsene? Perch si muore? Cosa??? Si muore? Ah s? Da quando?
Sempre che esista una strada, non cambiare le cose su questa strada, perch va bene cos.
Sempre: come pu andare male? Per, se vuoi, tu cambia la strada. Ma qualcosa che accade.
Imboccare nuove possibili espressioni esistenziali che si formano sotto i nostri piedi, mentre
camminiamo. Mentre siamo.

S per costruire una realt diversa.. .vibrare non abbastanza perch qualcuno deve pur
costruire citt migliori e case migliori.. ? o no?

Certo, ma perch siano "migliori" dobbiamo prima di tutto avere noi una visione migliore.

Io parlo di ribellarsi in qualche maniera, smettere di continuare a accettare tutto.

Smettere di avere paura.

Meditiamo su questo:

1. Si pu governare uno stato con la repressione; le armi possono essere usate con abilit e
destrezza; ma si acquisisce il vero comando solo con la libert, data e presa.
2. Come posso essere consapevole di questo? Con lesperienza che il moltiplicare leggi restrittive
nel regno impoverisce la gente; luso di macchine causa disordine nello stato e allo stesso tempo
alla razza. Pi gli uomini usano specializzazione e astuzia, pi ci saranno delle macchine; e pi ci
saranno leggi, pi ci saranno criminali.
3. Un saggio ha detto questo: Mi tratterr dal fare, e la gente agir correttamente di spontaneo
accordo; amer il Silenzio, e la gente istintivamente andr alla perfezione; non assumer alcuna
misura, e la gente godr della vera ricchezza; frener lambizione, e la gente raggiunger la
semplicit.

Tratto dal Liber CLVII di Aleister Crowley
Pubblicato in italiano sulla Rivista LAShTAL, anno XVIII n1, ed. S.O.T.V.L.


(altro interlocutore) Qui non si vogliono "negare" i problemi, ma solo spostare il focus dai
problemi a noi stessi. Che se nessuno l'avesse notato, i nostri problemi sono sempre presenti
quando ci siamo noi... Avranno mica a che fare con quello che siamo?

(primo interlocutore) Si, per le tasse, le controtasse e le nuove tasse delle tasse se ne fregano
alla grande se vibriamo alto! Tra un po' cara grazia se ci lasciano le mutande!

Quindi? Qual il problema?
Vedi nella tua lingua io ti capisco benissimo. Ma io sto parlando unaltra lingua. Stiamo parlando
due lingue diverse.


3
Citazioni dal film Matrix.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

19

Il regno di Dio pura interiorit ed assurdo anzi, blasfemo auspicarne o attenderne una
realizzazione storica, cos come sciocco e anticristiano sperare in una vittoria del bene, che non
avverr mai
4
. La guerra tra Cristo e il mondo non avr mai fine ed vano pensare di estendere la
vera fede a tutti gli uomini e di far discendere il paradiso sulla terra. Il mondo respinger sempre la
verit, come ha respinto Cristo, anche se non riuscir mai, tanto meno con le persecuzioni, a
estirpare la vera fede. La realizzazione del regno di Dio su questa terra unillusione diabolica: il
regno di Dio dentro di noi, ed Dio stesso
5
.

Si dice che esiste la realt assoluta, e in quel caso hai perfettamente ragione, poi esiste la realt
relativa, condizionata dalla causa-effetto, realt che non va negletta perch si arrischia il
nichilismo. Nella realt relativa ci siamo noi col nostro modo di essere nel mondo, certo, ma
anche ogni singola persona che forma il fiume dell'umanit. E mi sembra che ripulire non tanto
noi stessi singolarmente, ma questo gran fiume, non sia poi tanto detto e fatto. E di sicuro, nel
frattempo qualcuno ne va pesantemente di mezzo. Non necessariamente noi.

Qui dobbiamo cercare di capirci: non di avere ragione. Quello che dici ovvio e a nessuno di noi
sfugge, come potrebbe?

Ma un'altra la logica che sto cercando di intuire e di trasmettere. Un altro il terreno su cui forse
serve spostarsi, proprio per rielaborare ad un livello diverso tutto questo, ci che siamo, ci che
facciamo. Per agire davvero finalmente, e non per re-agire a qualcosa che non voglio pi
alimentare, che non voglio pi riconoscere e che si nutre proprio della mia re-azione, del nostro
stare su questo terreno di impotenza e di complicit. Forse vibrando altrove sapremo vedere cose
nuove, anzi, forse, semplicemente, come stanno davvero le cose... cosa siamo noi, cos' tutta
questa storia veramente... e non filosofeggiare, ma sfilarsi veramente da un meccanismo che
continua a nutrirsi di noi e dei nostri buoni propositi. Non sono solo parole: del resto pensiamo
davvero che scendendo in piazza, fondando nuovi partiti "spirituali", creando nuove comunit, o
chiss cos'altro continuando a vibrare in questo modo, a vedere in questo modo, a essere in un
certo modo, ci si possa davvero emancipare da questo incantesimo collettivo? Siamo cos ingenui?
O vogliamo raccontarcela? O vogliamo intrallazzare?

un volgersi. una conversione. Non un fare. un trovarcisi. Ribadisco: non un re-agire, ma un
agire, finalmente. Ma puoi agire solo quando sei nel tuo s reale.

Reagire significa sempre e comunque porre in relazione la tua azione con uno status di
insoddisfazione, di necessit, riconoscendo quello status, che si alimenter della tua stessa
reazione. Non pu essere leffetto di una causa. Soprattutto non puoi pretendere un effetto
superiore da una causa che risiede su di un piano inferiore. Devi spostarti di piano. Anzi, non
devi fare nulla: accade nel momento in cui maturi una diversa visione di te stesso.

E non che da questo agire dobbiamo aspettarci cose belle o cose brutte. sempre un accogliere.
Osservare. Crescere, comunque. E la realt cambia: non che cambia la tua interpretazione, o

4
Cfr. Platone, Teeteto, 176.
5
Cfr. Lc 17,21. e Meister Eckart, sermone Scitote quia prope est regnum dei, presente nelle opere di Taulero stampate
a Colonia nel 1543 (I Sermoni, p. 474). A questo proposito si leggano anche le opere della straordinaria Simone Weil.
Consiglio inoltre, di Piero Martinetti, Ges Cristo e il cristianesimo, nonch i Paradossi di Sebastian Franck. Per una
meditazione su questi temi, indispensabili le opere di Marco Vannini, in particolare Prego Dio che mi liberi da Dio.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

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magari te ne freghi delle cose tristi che succedono e vivi nelle tue fantasie. No. unaltra cosa
ancora. un capire accogliente e silente la trasmutazione possibile. un comprendere un
sottinteso. Unaltra realt dei fatti. Unaltra verit permeabile e dalla quale lasciarsi permeare.

Vibra il tuo pensiero elevato, vola alto. Siamo su unaltra strada: quella del magico, dello
straordinario. E tutto si sposta. Il baricentro si sposta. Impossibile da spiegare. Ma si pu sentire. In
silenzio. Nel vivere intuendo. Respirando.
Tu, individualmente.
Non fare nulla. Non cambiare nulla. Non voler cambiare nulla. Non rivoluzionare. Accogli te stesso.
Accogli tutto. Stai calmo. Ama.
Lascia andare Vedrai.


La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che contro
natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo. Per questo motivo vi dissi: Fatevi coraggio! Se
siete afflitti, fatevi coraggio, in presenza delle molteplici forme della natura.
Vangelo di Maria


Io leggo libri, faccio corsi, eseguo pratiche eppure questa realt cos angusta, difficile, pur
volendo pensare bene, ringraziare, celebrare non cos semplice, cos aulico tu dici che si pu
vibrare altrove, ma anche queste sono parole, io mi ritrovo sempre qui

Poco tempo fa ricevo queste domande via email: perch studiare queste cose? Perch fare ricerca
e cercare lesperienza di tutto questo? Ebbene, mettiamola cos: se ci pensate bene perch
tutto, assolutamente tutto, cio la nostra storia individuale e quella collettiva, il comportamento
nostro e di tutta lumanit, le scelte, le attitudini, le azioni, il bene e il male, ci che muove i nostri
propositi e quelli delle masse, ci che muove la storia, i retroscena, i perch, tutto, in prima ed in
ultima analisi dipende dalla nostra mente, dai nostri pensieri, dalle nostre congetture, idee,
credenze, ideologie. Se vuoi capire te stesso e il mondo, se vuoi AGIRE su te stesso e sul mondo, la
tua indagine non pu che essere radicale: psicologica, filosofica, ovvero umanista o, meglio, in
definitiva, spirituale. Ecco perch non pu che essere questa la direzione: totale, profonda e,
inevitabilmente, metafisica.

evidente che tutti noi partecipiamo e siamo coinvolti (e sconvolti) dal tipo di realt che descrivi
nella tua domanda: anche noi qui, che seguiamo un certo sentire, siamo in definitiva vincolati,
legati, connessi strettamente a questo sistema, a questo programma sofisticato e a questa
proiezione cinematografica cos convincente. Dunque, le possibilit di emancipazione, di risveglio,
di ri-evoluzione su altri livelli della consapevolezza, vicini ad una progettualit umana pi autentica
e quindi divina, superiore e reale, non sono cos a portata di mano, questo vero.

Viviamo una realt manipolata, tormentata. Da chi? Perch? E i responsabili di tutto questo, se
vogliamo stare al gioco delle parti, perch fanno tutto questo? Non si rendono conto? Non sono
anche loro umani terrestri? Ingenuit? Spietatezza? Incoscienza? No. Tuttaltro. Loro per dirla
alla Icke cos come i saggi illuminati (i buoni, per intenderci), sono semplicemente
consapevoli della strumentalit di questo piano di realt: che di fatto non-! O, per lo meno,
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

21

hanno questa informazione. Lesperienza duale si estende su tanti livelli. Ma, non bisogna
impressionarsi troppo.

Anche se viviamo in un momento sicuramente molto speciale, i sottoprogrammi, sofisticatissimi,
sono tutti scattati: questi allineamenti, questo fluire di energie potenziali e nuove, viene e verr
facilmente intercettato da sotto-programmi molto sottili e puntuali. Anche eventuali
manifestazioni riconducili al trascendente, allalieno, potranno essere nientaltro che inganni,
come tutta questa spiritualit da baraccone. Non assolutamente facile. La notte buia, il
deserto della desolazione, sono ancora di pi fasi profonde e terribili. Sagge e puntualissime le
parole di Charles Baudelaire nella sua Introduzione ad Edgar Allan Poe:

Esiste allora una diabolica provvidenza che prepara l'infelicit nella culla, che getta
premeditatamente esseri angelici ricchi d'intelligenza in ambienti ostili, come martiri nel circo? Vi
sono dunque delle anime sacre, votate all'altare, condannate a camminare verso la gloria e la
morte, calpestando le proprie macerie? L'incubo delle tenebre stringer in una morsa eterna
queste anime elette? Inutilmente si dibattono, inutilmente si addentrano nel mondo, ai suoi fini
ultimi, agli stratagemmi; perfezioneranno la loro prudenza, sprangheranno tutte le uscite,
barricheranno le loro finestre contro i proiettili del caso; ma il diavolo entrer nella serratura: una
perfetta virt sar il loro tallone d'Achille, una qualit superiore il germe della loro dannazione.

Cosa rimane dunque? Lo sapete gi: la porta interiore. Il lavoro non potr essere palese, ma intimo
e privato, non evidente perfino a s stessi! Perfino nei confronti delle proprie personalit, della
propria mente, della propria logica. un lavoro che costruir un filo di coscienza tra gli interstizi:
durante il sonno, durante il sogno, durante il post-mortem! Si prende coscienza nel silenzio, senza
parlarne, addirittura senza pensarci troppo, almeno non con la mente. un sentire sottile, che va
curato e protetto. Non se ne pu parlare.

Un segno chiaro da riuscire ad ottenere quello della continuit della coscienza: rimanere svegli
dormendo, rimanere operativi durante i sogni, rimanere lucidi durante la morte, perch quelli
sono i piani sui quale possiamo ancora muoverci con una certa sicurezza. Non sto parlando di post-
mortem cos come comunemente si pensa, abitato da entit, fantasmi , vampiri e parassiti, dai
nostri parenti che ci vengono incontro, cos come dai nostri inferni e paradisi. anzi auspicabile
una completa ripulitura, un completo smantellamento di questo astrale. Adesso sto parlando di
continuit della coscienza tra uno stato e laltro. Loltre (neanche i piani sottili, ma gli interstizi tra
le manifestazioni del possibile) il canale verso un nuovo sviluppo di realt e di significati. Quello
il canale per sfilarsi dal Matrix.

Sto parlando di continuit della presenza, dellattenzione, della propria identit presso stati
diversi. una discorso molto complesso, che ha che fare con logiche molto diverse, con non-
logiche, con la visione magica. In parte questo concetto potete ritrovarlo nelle tradizioni
sciamaniche, come nel buddismo tibetano, ma si tratta di qualcosa al quale sto lavorando da
tempo e che mi sta aprendo frontiere del tutto nuove. Di cui non parlo.

Del resto, guardatevi attorno: ogni vostra scelta, anche la pi magica!, compiuta nel sistema il
sistema. Diventa il sistema. I piani si riallineano puntualmente. Ma anche ogni vostra scelta
contraria al sistema, il sistema. Ogni vostra disciplina, via, opera, azione, qualunque effetto il
sistema. E la vostra mente vi fa continuamente riadattare al sistema in modo nuovo, geniale,
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

22

attraverso inganni, illusioni, in maniera molto sofisticata. Deve crearsi quindi un filo verso altre
situazioni, attraverso il canale della continuit della coscienza nei mondi profondi: i mondi del
sogno, i mondi della continuit dopo la morte, che non continuit sui mondi astrali, ma la luce
che illumina ci che man mano diventiamo sui piani delle precipitazioni spazio-temporali. una
continuit di luce, come una fibra ottica: ecco, costruire i corpi solari significa costruire questa
fibra ottica. un lavoro che si comincia a fare durante precisi stati di meditazione e di sogno, un
livello di sogno diverso da quello comunemente inteso.

Questa realt che conosciamo, nella sua continuit, una circolo vizioso di involuzione ed
evoluzione. Certo, si apriranno nuovi cicli, che comunque ripercorrono la ciclicit non se ne esce!
Millenni, migliaia di anni, milioni di anni non ha alcuna importanza. Siamo sempre sulla ruota del
criceto. Per svincolarsi da tale realt, i metodi ci sono, la Tradizione li riporta, tuttavia va cambiato
un certo modus operandi, proprio per evitare qualunque forma di contaminazione e
intercettazione da parte di questo sistema, ormai sofisticatissimo, ampio quanto le strade della
nostra mente, capace di agire su tutti i piani del pensiero. Nel momento stesso in cui si compie
unazione, ovvero si coordina mente-corpo-azione, siamo gi nel programma.
La porta quella interiore. Forse, linsegnamento che, a mio avviso, si avvicinato di pi a questo
scenario lo troviamo nel buddismo dzogchen, nella dottrina dei bardo, nel rigpa, nello shi-tro.
Ovvero nei tantra interni pi complessi e meno noti. E non neppure quello, visto che qualcosa
di indicibile: solo lesperienza e larte della vita adombrano linsegnamento reale.
anche un disintossicarsi: ecco, laspetto forse evidente, o che potr rendersi in qualche maniera
evidente, esplicito, su questo piano, sar simile a quello di una disintossicazione, che potr anche
voler dire attraversare momenti di dolore, di astinenza, di pressione, per disintossicarci da questa
stessa realt, da questa percezione drogante.

Questo processo una delle naturali conseguenze del lavoro esoterico fatto dallaltra parte, tra gli
interstizi: non perdetevi a preoccuparvi di quello che pu essere il manifesto su questo piano.

Non necessario quindi che vi diate discipline alimentari, o sessuali, o fisiche, o mentali, se non
come disponibilit e apertura nei confronti non di una disciplina, sebbene autoimposta, ma di una
conseguenza naturale la cui causa da riconoscersi su altri piani e i cui effetti ricadono su tutte le
manifestazioni ove il vostro corpo temporale vive, corpo ben pi ampio di quello circoscritto dal
corpo fisico e mentale di questa dimensione.

Se manca questo aggancio profondo, interiore, intimo, e quindi ultra-umano, tutto vano.

unemancipazione, una realizzazione non derivante da scelte deliberate, ma in quanto
conseguenza di intuizioni, energie e cause che lavorano altrove. Le vie del rito, del sogno e
dellestasi non sono mai state cos vicine. Nel mio Anima e Realt
6
ho affermato che noi non siamo
dove dovremmo essere (Tiphereth). Ora rincaro la dose, e dico che non siamo neanche dove
crediamo di essere (Malkuth). Usando la Cabala, possiamo certamente individuare dove siamo.

Tutta la realt, nel suo insieme divino e demoniaco, umano e animale, ideale e materiale, un
organismo complesso dove ogni cosa al suo posto e assolve alla sua funzione nei confronti di una
coscienza potenziale capace di trascenderne i confini, non solo i pi bassi e angusti, ma anche

6
Vedi a pag. 135.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

23

quelli che noi immaginiamo come i pi alti e sublimi. un fenomeno quantico, che non scende
dallalto, che non degenera un assoluto ideale e astratto che si fa materia e misura, ma che
irrompe dallinterno di ogni cosa. Perch pervade ogni cosa. lassoluta ed eterna consistenza
dellessere che, proprio dalla sua natura immanifesta, rende possibile ogni aspetto di s, affinch
sia irrorato dalla sua luce, nel buio dellinferno cos come nel pi alto dei paradisi. La realt, a tutti
i suoi livelli di percezione e consapevolezza, la geniale e folle creazione in cui e oltre la quale
lEssere, fatto carne, pu risolversi, ma nel cui enigma pu smarrirsi e disintegrarsi in eterno.

Il nostro punto di partenza
7
la dimensione di Thagirion, il qliphoth che corrisponde alla
disarmonia, alla paura, alloblio di se stessi. il baricentro dellalbero inverso, da dove la ruota del
criceto si snoda in una spirale discendente che ci porta a Thaumiel: la stabilizzazione della natura
dualistica di
mantenimento e il
definitivo allontanamento
dalla Coscienza. Il
tradimento di se stessi.

Ecco dove siamo:

Eh s viviamo in un
mondo alla rovescia! Non
solo una questione
metafisica: tutto quello
che crediamo di sapere,
che fa parte dellassodato,
non vero! Le scienze, la
storia non vero niente!
Anzi, al contrario! Ce la
raccontano al contrario; ce
la creiamo e figuriamo al
contrario: tutta quanta la
faccenda, dalla pi
semplice alla pi
complessa, dalla pi
personale alla pi estesa.

Pensate, quindi, che
risalire e giungere ad una
certa mta, ci renderebbe
giusto un pochino pi
normali: arriviamo a
Malkuth e possiamo
vedere le cose come
stanno. Ma, guai a

7
Si tratta del contesto esistenziale nel quale mediamente individuabile lumanit in linea generale. Non mi riferisco
allo status personale, del tale individuo o del talaltro, che soggetto a fluttuazioni e pu certamente essere
individuato altrimenti.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

24

fermarsi l: quello s una parvenza di Uno, rispetto a dove siamo ora, ma, prima di tutto, non
lUno (che se mai Kether ma adesso togliamocelo proprio dalla testa), e inoltre Malkuth che,
in realt, risulterebbe essere quellUno di cui tanto oggi parlano i newagers proprio la radice
della matrix, e noi siamo ben altro!

Malkuth il perno dei due sentieri, la radice comune dei due alberi: il punto di partenza delle due
dimensioni, tra il Nulla e il Tutto. Tra linferno e il paradiso. il perno di questo meccanismo divino
e perverso, nel suo insieme meraviglioso.

Malkuth, quello che dovrebbe essere il nostro mondo di partenza, ma che non nemmeno pi
tale, un purgatorio, un laboratorio alchemico. la mater, la ruota, il samsara e il karma. la
causalit. La natura di mantenimento e degli istinti dove noi umani, nel nostro stato demoniaco,
possiamo tuttavia accorgerci della nostra natura reale. Questo accorgersi, questo essere al centro
della ruota, ovvero nel cuore del ciclone, sarebbe gi un grande risultato. Eppure, sarebbe solo
linizio. Linizio della fine delle illusioni, dei desideri fittizi, delle nostre maschere e dei nostri ego
meschini. La fine di questa specie di vita.

Quando accade questo accorgersi non si prova certo una sensazione piacevole: anzi, si prova un
estremo senso di insopportabilit. Ecco allora che i nostri io terrorizzati, i nostri problemi ai quali
siamo cos attaccati, si rivolgono prontamente ai terapeuti, agli psicologi, alla new age! Per farsi
curare, benedire, coccolare. Paradossalmente vogliamo curare questa falsa vita, mentre proprio
da quel senso di disadattamento radicale che possiamo cominciare a smuovere dentro di noi
nuova energia, nuova consapevolezza e aprirci allintuizione della vita vera. Oppure crepiamo e
che sia finita l.

ingannevole pensare che la consapevolezza sia unascensione: si tratta piuttosto di una discesa
nel profondo, nel s quantico dal quale tutto origina. Kether non in alto, ma nel profondo:
dentro. Pi andiamo dentro di noi, pi eleviamo la nostra visione. La visione della realt cos come
essa : oggettiva. Pi andiamo fuori, a cercare chiss che, chiss dove, pi abbassiamo la nostra
visione, smarrendola nei labirinti della soggettivit.

Vedete? Quanto lo spiritualismo moderno e le new age hanno dato il cambio alle religioni per
mischiare le carte e ingannarci per lennesima volta?

Dal nostro laboratorio umano, da Malkuth, dallinterno dei suoi interminabili cicli, sui quali
fluttuiamo smarrendo di continuo il nostro baricentro ideale, possiamo tuttavia intraprendere una
direzione.

Immaginate le sfere dellalbero come fossero degli specchi: in questo momento sono tutti rivolti
verso il basso, verso il manifesto, cio non fanno che riflettere lillusione rimandandola a se stessa
allinfinito. In effetti sufficiente che lo specchio di Yesod forse quella Luna che si nutre di noi di
cui Gurdjieff parlava
8
sia rivolto verso il basso, e il gioco fatto. Stando a questo esempio,

8
La Luna, nostra creazione bastarda, ci ipnotizza per divorarci, circolo vizioso di vampirismo in cui il padre genera
il figlio per unirsi con lui in un connubio di dissoluzione. Occorre accettare il fatto di essere parto della natura,
recuperare la salute degli istinti che sono stati corrotti, imparare ad accettare il ritmo del tempo della Terra, che il
suo respiro, identificarsi col film delle immagini che vagano sulla superficie della Terra e non con quelle proiettate
dallOrgano Kundabuffer, accettare la contraddizione e la lotta tra la necessit della meccanicit e la possibilit
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

25

possiamo immaginare il lavoro su di noi, sui nostri chakra, sui nostri centri, chiamatelo pure come
volete, come una sorta di ripulitura (perch gli specchi sono ormai sporchi e incrostati), rimessa a
fuoco (perch sono distorti) e soprattutto di raddrizzamento di questi specchi, in modo tale che
riacquistino quellangolatura tale per cui la luce, discendente e ascendente, possa nuovamente
passare attraverso il nostro corpo, riflessa da uno specchio allaltro, ognuno con la sua giusta
posizione e angolazione rispetto agli altri. Ecco cos la Teurgia: il raddrizzamento degli specchi! Lo
stesso ragionamento potrebbe essere applicato alla struttura delle nostre personalit danima,
ognuna delle quali uno specchio da lucidare e orientare verso il fuoco centrale.

Dal nostro Intelletto, tremenda arma a doppio taglio, date determinate circostanze, pu scatenarsi
quello choc addizionale per cui, se da una parte possiamo scendere nelle infime pieghe degli
inferni umanoidi (dove siamo adesso!), moltiplicando allinfinito i riflessi della materialit e dei
nostri spiriti di opposizione, dallaltra possiamo riappropriarci dei misteri della luce, creare
lAnima, creare la Vita vera, irrorare il nostro corpo spirituale e vibrare altrove.




Come si pu raggiungere la coscienza di tutto questo? Qual linsegnamento da perseguire?

Ognuno e ogni cosa assolve al suo compito. La Coscienza sempre presente e disponibile, ma tu,
dove sei? Noi dove siamo ora?

In una nota che pubblicato su facebook, poi ripresa in un mio ebook
9
, ho scritto:

Nella consacrazione di s verso una nuova nascita, potremmo dire di iniziazione, o auto-
iniziazione, il concetto fondamentale da tenere presente, tutti i giorni, giorno dopo giorno, istante
per istante, che lessere umano oggi vive una vita embrionale, funzionale solo al perpetuarsi di se
stessa allinterno di questo ciclo continuo e, in ultima analisi, inconcludente se non risolta ad un
livello superiore con il tramite del nostro potenziale reale, ovvero della nostra presenza divina.

Cosa resta quando si muore? Cosa ne del nostro corpo, delle nostre emozioni, dei pensieri, dei
nostri ricordi, delle emozioni che abbiamo fatto provare agli altri? Viene tutto re-immesso nel
medesimo circuito: gli atomi si riciclano, dato che nulla si crea e nulla si distrugge, cos come le
nostre memorie e i nostri pensieri; tutto viene riconfigurato nel medesimo sistema, attraverso i cicli
della vita e quella che normalmente viene definita come reincarnazione, di cui non abbiamo alcuna
coscienza, n senso di continuit. Tutto questo pu risultare bello o terribile, in ogni caso tutto
piuttosto vano. Vanit delle vanit
10
. Perch? Perch non vita. Non la vita alla quale
dobbiamo nascere come esseri reali e oltre la quale possiamo evolvere nel nostro cammino verso
lAssoluto. Evolvere non significa reiterare se stessi nei cicli di mantenimento di un piano di
esistenza, ma passare di piano in piano attraverso un processo di nascite superiori, ovvero di
trasfigurazione e metamorfosi, durante la vita stessa. Significa, durante questa vita, trasferire il

della coscienza, tra la necessit di nutrire la Luna e la possibilit di liberarsi della Luna. Tratto dal testo
Gurdjieff, le sue tecniche e la conoscenza di s di Luigi Maggi.
9
Intitolato: Qual il senso reale della mia esistenza?, scaricabile gratuitamente dal sito: www.accademiaacos.it
10
Consiglio di leggere e meditare Nella crisi della sapienza Lettura spirituale del Libro di Qohelet di Pino Stancar S.I.
(2012, AdP).
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

26

baricentro della propria consapevolezza verso un livello di identit di s che vada oltre il corpo e la
mente attuale, per, con continuit, spostarsi di piano, proprio come avviene in un salto quantico.

Non solo e non pi identificati in questo corpo, entro i confini di questa natura e di questa mente
temporale, ci si sposta: si nasce nuovamente in un mondo superiore, risolvendo lesperienza
precedente in un nuovo livello di coscienza pi vicina allAssoluto verso il quale tendiamo a
reintegrarci.

questo il pensiero costante che va tenuto a mente nel momento in cui vogliamo orientarci verso
un cammino di risveglio spirituale: qualcosa di molto pratico, che coinvolge il corpo, la mente e il
significato che sentiamo e cerchiamo di dare a noi stessi e alla nostra esperienza materiale e
spirituale. Tenendo presente questo, ecco che ci si pu avventurare alla ricerca di soluzioni
esistenziali, individuali e nel contesto di un gruppo che possa costituire una sorta di serra, ovvero
di Arca, adatte a questo scopo. Per farlo dovremo imparare a disidentificarci dal corpo materiale e
da questo livello di pensieri e di emozioni. Pensare a questa realt come ad una sorta di uovo entro
il quale sta avvenendo una nostra gestazione. Una volta esplorata lesperienza di questo transito,
possiamo andare oltre questo nostro attaccamento al corpo e ai suoi bisogni, cos come oltre la
mente e i suoi condizionamenti, istintivi o sovra-strutturati, per trasferire la nostra coscienza verso
corpi di un pi elevato livello di vibrazione.

Significa educarci ad un livello di esistenza che prescinde dal cibo, dal sonno, dal sesso, cio da tutti
quegli aspetti che di fatto ci legano allappartenenza animale e materiale, per traslarci verso un
sistema esistenziale diverso, pi raffinato e consistente. Ecco allora che potremo distillare la nostra
esperienza, la nostra personalit e tutta quanta questa vita vissuta in un compendio sottile che
continuer (continueremo) ad essere su altri piani, senza dispersione, senza morte. Ecco perch
coloro che tentarono, sentirono, questa Via sceglievano inevitabilmente una vita nuova, diversa,
eremitica, fatta di rinuncia che per non era rinuncia ai sensi e allesperienza del mondo, ma un
trascendimento, ovvero la santificazione dellesperienza umana verso una continuit di esistenza
reale, non per rinascere continuamente, ma per nascere in mondi via via pi reali, passando di
dimensione in dimensione, di gestazione in gestazione, di piano in piano, con continuit di
coscienza, in una ri-evoluta e rinnovata consapevolezza dellEssere. il mistero della resurrezione
dai morti, della trasfigurazione.

Non sappiamo se ora qui noi siamo in un abisso senza uscita, cio ormai senza speranza, oppure se
tutto questo gi accaduto a qualcuno o se accade continuamente: chi passa va altrove ed esce
dal nostro campo percettivo e mentale. Per sentiamo, per lo meno alcuni di noi sentono ancora, la
verit di questo scenario: la possibilit di questa vera nascita che corrisponde alla nostra vera
natura. Non una magra consolazione o la voglia di fuggire da questa realt che abbiamo reso
cos assurda, ma una sensazione che sta a monte. La sentiamo.

E non un discorso teorico. Le direzioni sono queste: uno sforzo reale, una vita reale, sbocchi
concreti, molto pratici e quindi, se ispirati da questa luce, altrettanto reali. Le chiacchiere stanno a
zero. O si fa, o non si fa.

Dopo qualche giorno dalla pubblicazione online, mi arriva questo commento:

Carlo Dorofatti Incontri del 2013

27

Dici che un discorso molto pratico...ma in realt non si capisce mai come lo sia. L'unico discorso
pratico che ad oggi abbiamo il Metodo Scientifico delle tanto detestate discipline accademiche.
l'unico baluardo che ha portato a qualcosa di concreto, prova ne il fatto che stiamo comunicando
qui. Qualcuno ha provato ad inserirlo nelle "discipline di frontiera", ma con esisti, a mio avviso,
alquanto poveri e discutibili. Nelle tue anche pregevoli dissertazioni si percepisce sempre
un'insoddisfazione di base, una sorta di irrequietezza e di ansia adolescenziale.
[]
Siamo sicuri che tutto ci, sotto sotto, non scaturisca da un male esistenziale che, per dare
significato e sostanza a s stesso, si traveste da nobile "Ricerca Spirituale"? Tessendo cos la trama
di una Tragica Epica che in realt ...banale noia?

Ebbene, la mia risposta stata:

Esatto! Insoddisfazione di base, banale noia e ansia esistenziale stanno proprio alla base di quella
irrequietezza compulsiva che il punto di partenza.

Tutto parte da quellaccorgersi! Laccorgersi che qualcosa non quadra. Quellaccorgersi che
diventa uno stato di necessit: da starne male, altro che ansia adolescenziale! Oppure, che viene
intercettato dai meandri dei nostri inganni: gli inganni di una sapienza senza gnosi, di una
conoscenza senza coscienza. Dei nostri desideri fittizi, dei nostri mille problemi ai quali siamo
tanto affezionati.

Qui non si tratta di capire da dove viene linsegnamento, se quel mito o quellaltra dottrina siano
vere o meno, se quei maestri o messia siano esistiti o se sono meravigliose allegorie: non stiamo
facendo una lezione di storia. Non stiamo facendo archeologia. N religioni comparate. Non
perdetevi nei sofismi e nella psicanalisi. Dobbiamo davvero incazzarci, perch ne abbiamo ben
ragione! Altro che irrequietezza. Ma, neanche incazzarci: qui dobbiamo svegliarci
11
.

Bob Dylan diceva: Le persone raramente fanno quello in cui credono. Fanno ci che conviene. E
poi se ne pentono. Noi partiamo da quello che siamo. Dai nostri limiti, dai nostri complessi, dalle
nostre paure e dalla nostra, se siamo ancora fortunati, irrequietezza. Proprio da tutto questo. E pi
l'apparenza ci rende inadeguati, pi dentro di noi il potenziale divino brilla occultamente. Pi la
nostra discesa si fa ripida, pi la sfida divina si fa nobile e gloriosa. Non che questa debba essere la
strada, ma sembra proprio che sia la nostra, e a me piace pensare che gli estremi potranno
toccarsi, e il paradosso potr risolversi.

Da qui possiamo conquistare con incommensurabile merito tutto l'universo, tutte le
manifestazioni di cui siamo forse sempre di pi il "fondo". Ve lo assicuro, possiamo svegliarci.
Possiamo vincere la paura. Possiamo interrompere lincantesimo. Possiamo alzarci e vedere le
cose, tutto quanto, finalmente, dal verso giusto, dalla posizione giusta. Dal lato giusto del ricamo.
Ed meraviglioso!


Si manifesta nell'intuizione del Divino, nella spinta verso la perfezione, la ricerca della Verit pura e
della Beatitudine incontaminata, il senso di una segreta immortalit.

11
Cfr. NientAltro che S Stessi, prefazione.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

28

Le antiche aurore della conoscenza umana ci hanno lasciato testimonianza di questa costante
aspirazione; oggi vediamo un'umanit sazia ma non soddisfatta dell'analisi vittoriosa operata sugli
aspetti esteriori della Natura, apprestarsi a tornare alle sue nostalgie primordiali. La pi antica
formula della Saggezza, Dio, Luce, Libert, immortalit si ripropongono come ultime.
Questi persistenti ideali della razza umana, se contraddicono la sua normale esperienza, affermano
nello stesso tempo esperienze pi profonde e pi alte, anormali per l'umanit e raggiungibili, nella
loro organica interezza, solo mediante uno sforzo di rivoluzione individuale o un generale
progresso evolutivo.
Conoscere, possedere e divenire l'essere divino in una coscienza animale ed egoista, trasformare la
nostra vaga od oscura mentalit fisica nella piena illuminazione supermentale, instaurare la pace e
una felicit autoesistente l dove c' solo una sollecitazione di soddisfazioni effimere minacciate
dal dolore fisico e dalla sofferenza mortale, fondare un'infinita libert in un mondo che appare
come un insieme di necessit meccaniche, scoprire e realizzare la vita immortale in un corpo
soggetto alla morte e a continuo mutamento, questo ci viene offerto come la manifestazione del
Divino nella Materia e lo scopo della Natura nella sua evoluzione terrestre.
Sri Aurobindo
12


Dici che siamo gi divini e che lobbiettivo della nostra esperienza qui quello di diventare
umani. Io per non ci vedo niente di divino in questa umanit. Dici anche di andare oltre le
emozioni, ma diventare umani non significa proprio vivere le emozioni e i sentimenti?

Ottima domanda. Faccio una premessa.

Dio in tutte le cose. Dio tutte le cose. Non un ente in s. in tutto solo in quanto non
identificato in un ente, in un fatto, in qualcosa n in qualcuno per quanto ampia e potente possa
essere tale identificazione. Da qui capiamo come le religioni, con le loro teologie (mitologie), siano
nientaltro che una menzogna umana, uninvenzione, una necessit. Niente a che fare con Dio. Dio
fuori del tempo, quindi solo nel presente. Infatti, noi non siamo nel presente: essere illuminati
significa semplicemente essere nel presente, ovvero essere veramente.

Il punto sta tuttavia nella coscienza piena di questo, e quindi nel portare Dio alla vita, e la vita a
Dio. Lobbiettivo umano proprio quello di manifestare il Dio vivente, il Logos, il Cristo se
vogliamo. Siamo divini in quanto divina la nostra origine, la nostra natura che pu essere
cosciente della sua divinit nella vita. Il nostro ruolo potenziale la manifestazione del Dio
vivente. Questo significa diventare Umani, cio nella possibilit realizzata di manifestare Dio nella
vita. Hai ragione: in questa umanit non c nulla di tutto questo. Ma questa non Umanit.
Quello che manifestiamo ora non che unanimalit ancora bestiale, istintiva e materialistica,
dalla percezione limitata e distorta da una sovrastruttura intellettuale, anzi mentale,
profondamente condizionata da sistemi cognitivi e di credenza limitanti, i quali distorcono il nostro
senso di realt, i nostri sentimenti e le nostre emozioni riconducendole verso il basso, verso
legoismo, il possesso, la materia, lidentificazione con il corpo e la nostra supposizione di mente e
di emozione. Riuscire a vedere oltre la materia, la natura, il corpo, la mente, significa portare le
emozioni verso lalto, oltre il dualismo, oltre il possesso, oltre il senso di mancanza, oltre la paura,

12
Sri Aurobindo, La Vita Divina.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

29

in definitiva lidentificazione meramente materiale alla quale siamo attaccati. Significa anche
comprendere la vita, la sofferenza e la morte (che non esiste!) verso un superiore livello di
consapevolezza di come stanno veramente le cose, dato quel nostro potenziale da manifestare
pienamente, come Coscienza Cristica, cio veramente Umana, quindi divina nella vita reale.

La resurrezione stessa, se vogliamo riferirci ad un tipico dogma cattolico deviato ricordiamoci
che il cattolicesimo una religione profondamente materialistica e legata al corpo -, non la
vittoria sulla morte, perch la morte non esiste. anzi la vittoria sulla vita, su questa pseudo-vita
alla quale ti riferisci, ovvero la trasmutazione da vita animale a vita Umana, in quanto Verbo
incarnato, quindi a vita divina. Noi siamo certo gi di, ma non siamo vita divina, che la vera
Umanit che possiamo/dobbiamo manifestare vivendo ma trascendendo la materialit, la mente e
le emozioni condizionate dalla percezione materialistica della quale siamo ora intrisi.

Quindi lUmanit unaltra cosa. La Vita unaltra cosa. Le Emozioni e i Sentimenti sono unaltra
cosa rispetto a quello che adesso esprimiamo, convinti della nostra umanit solo perch pensiamo
di doverci esprimere, emozionare e amare in un certo modo, che per profondamente
ingannevole: da qui la sofferenza e tutte le brutture cui assistiamo, senza riuscire peraltro, e
inevitabilmente, a collocarle in un quadro esistenziale coerente e sensato.

Quando parli di essere nel presente, come unico riflesso possibile delleternit, anzi del non
tempo, quindi del divino che siamo, in pratica riporti quello che, ad esempio, anche Eckart Tolle
ha ripreso nel suo concetto di essere nellAdesso?
No. Quella, comunque spiegata molto bene da Tolle, ancora unidea psicoterapeutica ed
"essoterica" del concetto di presente. Chi "nel presente" non come adesso noi siamo: anzi, non
sarebbe. O sarebbe profondamente altro rispetto al nostro attuale concetto di presenza. Sarebbe,
per noi, del tutto assente. Ma in questa assenza, che vera presenza, "sarebbe" laddove noi ora
non siamo. Neanche Tolle. Se sei qui, che mi stai parlando, vuol dire che n io n te siamo nel
presente. proprio una questione fisica: il tempo sta alla base di questa manifestazione e delle
forze fisiche che conosciamo, in particolare in stretta relazione con la gravit, nel senso che
direttamente proporzionale alla gravit e inversamente proporzionale alla complessit. quindi
laggregatore di questa realt, il collante che la tiene insieme. Se fossimo nel presente, non
potremmo esistere qui: questo qui non si potrebbe manifestare, a meno che non esercitassimo
la funzione temporale volontariamente. Questo concetto sta alla base dei viaggi nel tempo,
ovvero dellesercizio consapevole e mirato del senso della memoria cos come lo descrivo in Anima
e Realt
13
, possibilit legata ad una possibilit magica e spirituale che non ha niente a che fare con
tutti i goffi (e deleteri) tentativi tecnologici che si possono immaginare e tentare di realizzare. un
argomento di cui parleremo approfonditamente, prima o poi.

Dati i condizionamenti ai quali siamo sottoposti, dai pi evidenti ai pi subdoli e sottili, quanto
possiamo davvero riappropriarci del libero arbitrio? Si pu ancora parlare di libero arbitrio? In
che termini?

In linea di principio la Coscienza esiste, si riscopre e si rinnova continuamente proprio mettendosi
alla prova attraverso i mondi dellillusione. Lonniscienza e leternit vengono messe in gioco nei
labirinti della scelta e del tempo. un gioco reale, vero: non c nulla di scontato. Una creazione

13
Vedi a pag. 75 e lAppendice II a pag. 219.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

30

pu o meno essere capace di Coscienza. Cio, pu o meno imboccare la strada del Vero, del Reale,
oppure contorcersi sulle proprie proiezioni. Questa possibilit data ed sacrosanta: il libero
arbitrio. E attraverso il libero arbitrio, possibile che la Coscienza, in modo autentico, sappia
riconquistarsi.

Ora, veniamo a noi. Noi siamo una creazione e stiamo vivendo questa prova sulla nostra pelle. In
effetti per come siamo messi oggi, date le nostre scelte individuali e collettive, abbiamo dato
molto spazio a prospettive e priorit che hanno molto pi a che fare con lillusione che non con la
realt di ci che siamo, o possiamo essere. E abbiamo dato luogo ad un sistema che reitera di
generazione in generazione determinati errori di prospettiva, diventando condizionante in termini
davvero determinanti. Per conservare se stessa, questa creazione non intende essere trascesa: la
sua natura. E noi le andiamo dietro creando situazioni di costrizione e di illusione: creando confini
davvero angusti per noi stessi, ma non solo, anche per la creazione stessa che sta diventando
qualcosa di innaturale. Eppure tutto questo rientra nelle possibilit.

vero, oggi parlare di libero arbitrio sembra una pia illusione. Ricordiamo inoltre che, avendo
perso il senso reali di noi stessi, in effetti quella realt profonda che siamo e alla quale
attribuibile la facolt del libero arbitrio non corrisponde a quello con cui noi oggi mediamente
siamo identificati, ovvero con io fittizi e ingannevoli.

Quello che chiamiamo io non altro, infatti, che un agglomerato di sensazioni, volizioni, pensieri,
continuamente modificantisi, del tutto condizionati, e di cui non riusciamo a trovare principio n
fine. Ci che sorregge lillusione dellio la volont, il desiderio, che ci fa credere di scegliere
14
.

Nel mio Anima e Realt, sviluppando in un certo modo una serie di constatazioni di cui parlarono
gi molti autori classici ma, pi recentemente, in particolare Crowley, Gurdjieff e Aurobindo, entro
nel merito delle dinamiche delle personalit interiori.

Dal punto di vista della fisica esoterica, si dice che ad ogni istante misurato in circa quattro
secondi, ovvero il tempo che impieghiamo ad elaborare lo sviluppo della complessit si aprono di
fronte a noi mediamente sei possibilit: sei scelte. Ogni quattro secondi, imbocchiamo, pi o meno
consapevolmente, una di queste sei strade. Le scelte non imboccate permangono come mondi
eco, sviluppandosi in modo virtuale per poco tempo, prima di riassorbirsi sul piano di esistenza
principale. Abbiamo visto quanto queste scelte, pur anche nella loro stessa configurazione, siano il
frutto non gi di dinamiche naturali e di coscienza, quanto di quel mondo di illusioni nel quale
identifichiamo il nostro concetto di realt, del tutto irreale.

Finch insistiamo nellidentificarci in qualcosa di irreale, proiettiamo immagini irreali, eventi irreali
e non solo siamo ben lungi da possibilit reali di scelta ma molto lontani dal concetto di libero
arbitrio, che attiene invece ad una componente di noi, cos come ad una manifestazione di realt,
che ora non siamo.

Simone Weil diceva: Dire io sono libero una contraddizione, perch a dire io ci che non
libero in me.


14
Tratto da: Prego Dio che mi liberi da Dio di Marco Vannini, 2009, Bompiani.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

31

Nei suoi Quaderni la Weil sviluppa anche un concetto davvero straordinario, di cui ho gi avuto
modo di parlare in passato, ovvero quello di livello di giustizia. Simone Weil parlava infatti di
acconsentire alla necessit, che ben si allinea con lidea molto orientale di accettazione non gi
in quanto rassegnazione ma in quanto consapevole concessione alla natura di questa realt di
operare secondo le sue leggi e le dinamiche umane che vi si generano, ovvero concessione come
atto di libero arbitrio nella piena purezza e distacco del S. Da qual momento di estrema
accoglienza come unico atto di volont possibile, non riconducibile al desiderio dellio, la
necessit si fa alleata: da qui il concetto esoterico di sincronicit e il concetto religioso di grazia.

Raggiunta cos la perfetta armonia con le cose, il libero arbitrio si svela non tanto come la
possibilit di scegliere, quanto come la capacit di essere talmente allineati con lordine delle cose,
in funzione della propria evoluzione di coscienza, che non si pu che compiere la scelta giusta:
essere ci che . Gli opposti coincidono: la massima espressione del libero arbitrio corrisponde con
lunica scelta possibile, quella in armonia con il tutto. Le sei scelte diventano una: ripeto, non come
riduzione di libero arbitrio, ma in quanto concessione al tutto di muoversi secondo necessit e
quindi allinearci a nostra volta con questo flusso sincronico perfetto e ineludibile, escludendo
qualsiasi direzione che non corrisponde a tale perfezione. Potremmo dire che lilluminato non
sceglie perch
15
.


La Weil dice:

Quando si crede di poter scegliere, in realt si incoscienti, prigionieri dellillusione, e si diventa un
balocco. Si cessa di essere un balocco elevandosi al di sopra dellillusione, fino alla necessit, ma
allora non c pi scelta, unazione imposta dalla situazione stessa chiaramente percepita.

E poi ancora:

lamare lordine del mondo lunica liberazione.

Commenta ulteriormente il Vannini:

La volont propria ci che appare allora nella sua chiarezza come fonte di non-libert, della
servit, che appunto la servit al volere. Perch questo volere personale si mostra come
inessenziale, non propriamente nostro, se non nel senso legato allegoit psicologica, capricciosa,
altalenante, mentre invece essenziale quellunico io che Dio, e che ci costituisce nella vera
essenza.
Liberi dal volere proprio, si liberi dal fine, liberi dallopinione, liberi dalla necessit di scegliere,
perch allora si tratta solo di acconsentire alla necessit. Nel distacco ove si guarda alle cose e a
noi stessi per cos dire dallalto, come a uno spettacolo quello che si compie, o non si compie,
davvero libero, perch ormai staccato dalla catena condizionante del fine. Solo se liberi dalla
volont propria, si pu seguire la giustizia, che in ogni istante si mostra alla coscienza pura (Kant),
giacch la volont propria che, per i suoi fini, confligge con limpersonale giustizia, creandosi
contenuti giustificatori e generando schiavit.


15
Cfr. Anima e Realt, pag. 207-210.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

32

Capiamo quindi finalmente, anche dal punto di vista thelemico, cosa si intende per Vera Volont.
Capiamo cosa si intende con Amore Indifferente nelle tradizioni orientali. Capiamo cosa voleva
dire Gurdjieff, di fatto ribadendo uno dei concetti essenziali della Gnosi, quando ci dava degli
automi privi di vita reale e di responsabilit. Infatti, per citare ancora Vannini:

Parlare di libert fuori dalla grazia infatti assurdo: nelluniverso del determinismo non v che
servit e dunque neppure responsabilit, giacch luomo una cosa, come una pietra che cade.

E quindi rimando alla riflessione che anticipo nel mio Essere Ci che Siamo
16
, e che riprendo e
approfondisco in un mio prossimo libro in attesa di pubblicazione (Vibrare Altrove). Il termine
grazia, infatti, pu essere sostituito con trascendimento, ovvero con la capacit da un lato di
allinearsi ai moti del mondo per fluire con essi in sincronica armonia e liberi dai circoli viziosi del
desiderio personale, dallaltro lato, soddisfatta la prima condizione, trascendere quegli stessi moti
in funzione di unesistenza superiore: una seconda nascita.

In una serata ci hai detto che il silenzio ha una valenza alchemica. Ci puoi parlare del silenzio?

Il Silenzio lo stato necessario per accedere alla potenza della Meditazione, ovvero alla possibilit
di armonizzarvi, di accordarvi sulle frequenze della vita (il campo) in base alle quali i vostri corpi
prendono forma.
Vi leggo alcuni estratti da Il Libro di Mirdad di Mikhail Naimy
17


Il Silenzio nel quale desidero introdurvi quellinterminabile spazio in cui il non-essere passa
nellessere e lessere nel non-essere. quel grandioso vuoto in cui ogni suono nasce e ritorno ed
ogni forma modellata ed annientata; in cui ogni s scritto e cancellato ed ove, altro non c che
ESSO.
A meno che voi, in muta contemplazione, non attraversiate quel vuoto e quello spazio, non potrete
conoscere la realt dellessere n lillusoriet del non-essere. N saprete voi quanto saldamente la
vostra realt sia legata alla Realt totale.
quel Silenzio che desidero percorriate, s che possiate liberarvi della vostra vecchia ed attillata
pelle e riusciate a muovervi ovunque liberi e privi dimpedimenti.
l che desidero dirigiate le vostre preoccupazioni ed ansie, le vostre passioni ed ambizioni, le
vostre invidie e brame, s da vederle svanire una ad una e da riuscire a liberare le vostre orecchie
dai loro incessanti lamenti, risparmiando cos ai vostri fianchi il dolore prodotto dalle loro affilate
lance.
l che voglio gettiate gli archi e le frecce di questo mondo, con cui sperate di cacciare contentezza
e gioia, ma invero cacciate nullaltro che irrequietezza e dolore.
l che vorrei strisciare fuori dalloscuro e soffocante s, cos da passare alla luce ed allaria libera
del S.
Questo Silenzio io vi raccomando, e non una mera pausa delle vostre lingue logorate dal parlare.

Pregare, quindi, significa infondere nel sangue un Desiderio Maestro, un Pensiero Maestro ed una
Volont Maestra. Significa intonare il s fino ad armonizzarlo perfettamente con loggetto della
preghiera.

16
Vedi a pag. 85, laccenno al fatto di smettere di essere solo animali intellettuali. Vedi anche nel mio Metamorfosi il
capitolo Una Nuova Specie, pag. 49.
17
2 Edizione 2009, Edizioni Mediterranee.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

33


[]
N avete voi alcun bisogno di templi per pregare.
Chi non riesce a trovare un tempio nel proprio cuore, non potr mai trovare il proprio cuore in
tempio alcuno.
Il silenzio la condizione necessaria per calibrare se stessi e quindi discernere la voce vera dalle
voci false, i segni veri dalle giustificazioni, per accedere a quello che io chiamo la visione magica
della vita.

Il silenzio, come la regola e la pratica del voto, fornisce energia. Crea quel giusto attrito, tra
disciplina e abitudini, aspirazione e desideri, identit reale e spirito di opposizione, dal quale
scaturiscono quelle scintille capaci di accenderci.



Vaga da solo; portando la Luce e
Il tuo Bastone! E la tua Luce sia cos brillante
Che nessun uomo possa vederti!
Non essere mosso da nessuna cosa esterna o interna:
mantieni il Silenzio in tutte le vie!

Aleister Crowley, Il Cuore del Maestro
18


18
Edizione curata e pubblicata per ordine del S.O.T.V.L.
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

34

APPENDICE


Tra le mie citazioni, quella riferita ad un autore moderno e ad una prospettiva non nuova ma
esposta in modo semplice, divertente e originale, riguarda il transurfing, di cui molti non hanno
ancora sentito parlare. Vale la pena leggere almeno i primi due libri di Vadim Zeland, per poi
dimenticarseli e soprattutto sorvolare su tutti i seguiti che in Italia hanno imbellettato la
bancarella della new age, come al solito.
Riporto qui, a titolo di appendice, una sintesi del concetto, che sta rimbalzando su facebook e di
cui non conosco lautore, che comunque ringrazio. Lesortazione comunque quella di non farne
la solita formula per avere successo ed essere vincenti, di non alimentare il vostro senso dellego,
del potere, del desiderio semplicemente prendete atto di come questo Autore descrive in modo
semplice alcuni meccanismi che indubbiamente vengono coinvolti nel processo mente-realt.

IL TRANSURFING IN BREVE
1. Sii consapevole che la realt si manifesta a partire da uno spazio delle varianti dove sono
rappresentati tutti gli eventi possibili ed immaginabili, del presente, del passato e del futuro.
2. Una variante si materializza nel momento in cui noi ci sintonizziamo con la vibrazione ad essa
corrispondente.
3. Sceglie la variante dove percepisci felicit nellanima ed un accordo tra cuore e ragione.
4. Mantieni nella testa la diapositiva del fine su cui ti vuoi sintonizzare. Vivila dentro di te
immaginandoti attore di quella situazione di vita ideale.
5. Immergiti, inoltre, consapevolmente nel processo di realizzazione del fine che ti sei riproposto,
visualizzalo in te e assaporane le sensazioni e le emozioni corrispondenti.
6. Se devi giustificarti razionalmente una scelta sappi che non quella della tua anima. Non stai
andando verso il tuo fine attraverso la tua porta. Cerca ci che render la tua vita una festa!
7. Sii consapevole che necessita un tempo il cambiamento delle linee della vita, abbi pazienza e nel
frattempo datti in affitto, osservati dallesterno con distacco mentre giochi un ruolo che non
ancora il tuo.
8. Non farti agganciare dalle provocazioni dei pendoli. Mantieni lattitudine a ricordarti che ogni
emozione negativa non serve n a te n alla risoluzione di un eventuale problema, ma solo a
qualche pendolo che vuole rubarti energia.
9. Lascia andare ogni senso di importanza interna ed esterna, al fine di non creare nessun
potenziale superfluo che potrebbe portare alla manifestazione esattamente ci che non vuoi.
10. Sappi che ci che scegli si manifester sempre, in modo inequivocabile e senza alcuno sforzo da
parte tua. E la realt che funziona cos e va solo assecondata e fatta fluire.
11. Ogni problema ha gi la sua soluzione e sar la corrente delle varianti a suggerirtelo se le
permetterai di scorrere liberamente. Resta pacatamente sereno in questa consapevolezza; se non
ci riesci allora brucia il potenziale superfluo dellimportanza tramite lazione.
12. Pratica costantemente la ginnastica energetica ed esercitati a rilasciare le tensioni muscolari.
13. Osserva sempre il principio della coordinazione: rinuncia a dimostrare il tuo valore e scegli -
consapevolmente - di rispondere sempre in positivo a qualunque accadimento. Gioisci anche delle
disgrazie apparenti. In questo modo il futuro avr sempre in serbo per te una piacevole sorpresa.
14. Datti il permesso ad ottenere e lascia che lintenzione esterna porti alla manifestazione tutto
ci che vuoi!
Carlo Dorofatti Incontri del 2013

35

L'Accademia per l'Applicazione Consapevole dei Saperi (A.Co.S.)
un contenitore di risorse, un laboratorio e un gruppo aperto di incontro e
divulgazione che nasce da un'idea di Carlo Dorofatti. Questa "accademia"
un progetto in formazione. Non ha una propria sede, ma fa riferimento ad
un libero network di Centri e luoghi presso i quali Carlo Dorofatti e altri
Ricercatori interessati condividono la loro esperienza.





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conferenze, seminari, corsi - sulle discipline trattate, contattatemi via email:
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Ogni Gioved sera, a Todi (al Circolo Rossini di Ponterio), ci si incontra per condividere un percorso
di Conoscenza, confrontarsi e aprirsi a nuove possibilit. Contattare: info@carlodorofatti.com







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