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Epistola 62

17/09/2015

Epistola 65
Neanche ora perdo tempo come tu credi. Tutte queste cose, se non
vengono spezzettate e distrutte in questa sottigliezza inutile, sollevano ed
elevano lanimo, che oppresso da un pesante fardello desidera liberarsene
e tornare alla sua origine. Il corpo infatti il peso e la pena dellanima;
dato che quel peso lo opprime, tormentato, in catene, se la filosofia
non gli andata incontro e non lha indotto a prendere fiato sullo
spettacolo della natura e non lha allontanata dalle cose terrene a quelle
divine. Questa la sua libert, questa la sua evasione; sottrae se stessa
dalla prigione in cui rinchiusa e si rigenera in cielo.
Come quando gli artigiani fanno un lavoro di attenzione e precisione
che affatica la vista, se la luce debole e fioca, escono tra la gente e si
rigenerano gli occhi alla piena luce in qualche luogo destinato allo svago
del popolo, cos lanima, rinchiusa in questo triste ed oscuro domicilio,
quando pu, esce allaperto e si rigenera nella contemplazione della
natura. Il saggio e chi aspira alla saggezza sono un tuttuno con il loro
corpo ma la loro parte migliore lontana e il loro pensiero si rivolge a
cose ben superiori. Come un soldato che ha prestato giuramento egli
reputa la vita un servizio militare; e si formato in modo tale da non
odiare n amare la vita, adattandosi al suo destino mortale pur sapendo
che destinato ad un destino superiore.
Vuoi negarmi il contatto con il cielo, ossia mi imponi di vivere a
testa bassa ? Sono troppo grande e nato per un destino troppo illustre per
essere schiavo del mio corpo, che non vedo in altro modo che non una
catena che intrappola la mia libert; questo lo oppongo alla sorte, perch
vi si arresti contro e non permetto che nessun colpo, trapassandolo, arrivi
a me. Il corpo lunica mia parte a poter subire offesa : in questa fragile
dimora abita lanima libera. Mai questa carne mi indurr alla paura, mai
alla simulazione indegna alluomo virtuoso, mai mentir per riguardo a
questo piccolo corpo. Quando mi sembrer opportuno, romper ogni patto
con esso; e anche ora, mentre siamo insieme, non siamo soci alla pari :
lanima rivendica a se ogni diritto. Il disprezzo per il proprio corpo sicura
libert.
Epistola 70

Come una vita pi lunga non di certo migliore, una morte pi


lunga senzaltro peggiore. In nessuna cosa pi che nella morte
dobbiamo compiacere il nostro animo. Esca per dove senta il desiderio :
sia che cerchi una spada, sia un cappio o una pozione che scorra nelle
vene avanzi e spezzi i vincoli della sua schiavit. La vita ognuno di noi
deve renderla accettabile anche agli altri, la morte solo a se stesso : la
meglio quella che piace. insensato pensare :qualcuno dir che avr
agito poco coraggiosamente, qualcuno che avr agito troppo
coraggiosamente, altri che cera una morte pi eroica. Vuoi pensare che
si tratta di una decisione per la quale non conta il giudizio degli altri! Solo
questo devi capire : a sottrarti nel modo pi rapido possibile alla sorte;
del resto ci sar sempre qualcuno che giudicher male una tua azione.
Troverai anche uomini che hanno fatto professione di saggezza che
sostengono che non si debba fare violenza alla propria vita e che
giudicano empio uccidersi : bisogna aspettare lesito che la natura ha
stabilito. Chi dice cos non si accorge che si sta chiudendo la via per la
libert : nulla di meglio ha fatto la legge eterna che darci ununica via
dentrata per la vita, ma parecchie vie duscita.
Epistola 8
Tu mi esorti ad evitare la folla e a vivere in disparte, e di essere
contento della mia coscienza ? Dove sono andati a finire quei precetti
della vostra filosofia che dicono di essere attivi fino alla morte ? Ma come
? Credi che io ti inviti allinerzia ? Per questo io mi sono appartato e ho
sbarrato le porte, per essere daiuto al pi gran numero di persone.
Nessun giorno per me perduto nellozio; parte della notte la dedico agli
studi; non mi abbandono al sonno ma vi soccombo, e gli occhi costringo al
lavoro che si chiudono stanchi per la veglia. Non mi sono allontanato
tanto per gli uomini quanto dagli impegni, e in primo luogo dai miei
impegni : sono al servizio dei posteri. Scrivo cose che possono essere un
aiuto per loro; consigli utili, come ricette di medicine utili, mando lettere,
la loro efficacia lho sperimentata sulle mie ferite, che anche se non sono
guarite del tutto, almeno hanno smesso di diffondersi. Mostro agli altri la
retta via, che ho conosciuto tardi e quando ero stanco per lerrare.
Se dico queste cose a me stesso, se le dico ai posteri; e non ti
sembra che mi renda pi utile che se mi presentassi come difensore in
giudizio o imprimessi il sigillo ai testamenti o mettessi gesto e voce al
servizio di un candidato senatoriale ? Credi a me fa di pi chi sembra non
faccia niente : si cura allo stesso tempo delle faccende umane e divine.
Ma ormai tempo di concludere e saldare il mio conto per questa
lettera. Non sono miei versi : attingo ancora una volta da Epicuro di cui
proprio oggi ho letto questa frase :devi farti servo della filosofia se vuoi
essere veramente libero. Chi si sottomette e si affida ad essa, non deve
aspettare : libero subito; questo stesso servire la filosofia libert.
Epistola 16

So che a te chiaro, o Lucilio, che nessuno pu vivere felicemente,


n in maniera tollerabile, senza lamore per la saggezza,e che la vita felice
si pu conseguire solo con una saggezza perfetta, mentre una vita
tollerabile anche con una sapienza imperfetta. Ma questo, anche se
evidente, deve essere rafforzato e scolpito nel profondo da una riflessione
quotidiana : ci vuole pi impegno per mantenere i buoni propositi che per
concepirne di onesti. Bisogna perseverare e accrescere le proprie energie
con uno studio costante, finch la buona volont si trasformi in una
disposizione permanente al bene. La filosofia non unarte fatta per il
popolo e non fatta per essere ostentata; non consiste nelle parole ma
nei fatti. Di essa non ci si avvale per far trascorrere piacevolmente le
giornate, n per eliminare il disgusto che viene dallozio : educa e forma
lanimo, regola la vita, dirige le azioni, delucida su ci che si deve fare e
ci che non si deve fare, siede al timone e dirige la rotta di chi fluttua in
mezzo ai pericoli agitato. Senza di lei nessuno pu vivere tranquillo e
sicuro; in ogni momento si presentano circostanze che esigono una
direttiva, che a questa deve essere chiesta. Qualcuno dir : a cosa mi
serve la filosofia se esiste il fato ? A cosa mi serve se c un dio che mi
governa ? A cosa mi serve se c il destino che detta legge ? Non si
possono cambiare le cose prestabilite, n difendersi contro quelle avverse,
ma o un dio padrone delle mie decisioni e ha stabilito ci che devo fare,
o la sorte non mi concede nessuna decisione. Qualsiasi ipotesi esista di
queste, o Lucilio, anche se esistessero entrambe, bisogna dedicarsi alla
filosofia; sia che il destino ci vincoli con la sua legge inesorabile, sia che
un dio, arbitro delluniverso, abbia disposto ogni cosa, sia che il caso
sospinga e muova disordinatamente le vicende umane, la filosofia deve
proteggerci. Questa ci esorter ad ubbidire di buon grado a dio e con
fierezza alla sorte, questa ci insegner a seguire il volere di dio e a
sopportare il caso.
Epistola 37
In che modo me la caver ? dici. Non puoi fuggire al destino, puoi
solo vincerlo. Ci apre la strada con la forza e questa strada te la mostrer
la filosofia. Volgiti a questa se vuoi essere salvo, sereno, beato, e infine se
vuoi essere, e questo il massimo, libero; non puoi ottenere questo in
altro modo. La stoltezza cosa meschina, ignobile, sordida, servile
soggetta a molte e ferocissimi passioni. Questi duri padroni, che a volte
comandano uno dopo laltro, allontanano da te la saggezza, che lunica
vera libert. Ununica strada porta alla saggezza e diritta; non puoi
sbagliare; procedi a passo sicuro. Se vuoi sottomettere a te ogni cosa,
sottomettiti alla ragione; farai da guida a molti se sar la ragione a
guidarti. Da essa imparerai come e in che modo devi procedere; non ti
imbatterai inaspettatamente negli eventi. Tu non mi indicherai nessuno
che sappia come ha cominciato a volere ci che vuole : non stato
condotto da un consiglio ma seguendo un impulso. La fortuna non ci viene
incontro se noi non andiamo incontro a lei. vergognoso non avanzare
ma essere trascinati e, improvvisamente in mezzo al turbinio degli eventi,
stupito si chiede :come sono arrivato fin qui ?.

Epistola 62
Mentono quelli che vogliono far credere che limpegno li distoglie
dagli studi liberali : fingono occupazioni e le ingigantiscono e si rendono
occupati da se stessi. Io sono libero, o Lucilio, sono libero e ovunque mi
trovi sono sempre padrone di me stesso. Difatti non mi dedico agli affari
ma mi do in prestito, n vado in cerca di pretesti per perdere tempo; e
dovunque mi capiti di indugiare, l riprendo i miei pensieri e li trasformo in
qualcosa di salutare per lanima. Quando sto con gli amici non mi
sottraggo a me stesso, n mi intrattengo con quelli a lungo, con i quali mi
ha unito solo un motivo occasionale o un motivo derivato da una dovere
sociale, ma i migliori sono con me; ad essi, in qualunque luogo, in
qualunque secolo fossero vissuti, dirigo il mio animo. Porto con me
Demetrio, uomo ottimo, e lasciati i porporati parlo con lui seminudo, e lo
ammiro. Perch non dovrei ammirarlo ? Mi sono accorto che a lui non
manca niente. Qualcuno pu disprezzare ogni cosa, ma nessuno pu
avere ogni cosa; la via pi breve per ottenere dei beni quella di
disprezzare tutti i beni. Il nostro Demetrio poi vive non come se abbia
disprezzato ogni cosa ma come se abbia permesso ad altri di possederle.