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TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E

GLOBALIZZAZIONE
- Le trasformazioni del processo produttivo
Le straordinarie innovazioni tecnologiche realizzate in campo
elettronico e informatico rappresentano gli elementi principali della
trasformazione dei metodi di produzione e di lavoro introdotti
proprio a partire dal momento in cui, negli anni Settanta, i computer
intervengono sempre pi massicciamente a sostituire il lavoro
umano, avviando quel processo di automazione e di
computerizzazione della produzione che viene considerato uno dei
tratti caratteristici della terza rivoluzione industriale.
Lintroduzione del computer nella produzione industriale favorisce,
tra laltro, il cambiamento dellorganizzazione del lavoro, che passa
dal sistema tayloristico-fordistico, basato su una rigida struttura
gerarchica di tipo verticale, al cosiddetto sistema toyotistico,
caratterizzato da una struttura orizzontale.
- Lautomazione della produzione
Un primo processo di produzione automatizzata viene applicato gi
nel 1961, quando le officine della statunitense General Motors
cominciano a utilizzare i primi robot destinati allindustria.
Limpiego di un numero considerevole di robot ha per luogo solo
intorno alla fine degli anni settanta, quando tutte le grandi case
automobilistiche seguono lesempio della General Motors.
- Diminuzione di manodopera nellindustria
La progressiva sostituzione del lavoro umano ad opera delle
macchine elettroniche alla base di un grande processo di
rivolgimento sociale.
Secondo le statistiche pubblicate dalla Commissione economica
europea (1996), il numero dei robot utilizzati nellindustria a livello
mondiale passato da 30.000 nel 1981 a 244.000 nel 1988, a
650.000 nel 1995.

Sebbene la stragrande maggioranza dei casi il robot industriale


sostituisca le funzioni di un solo operaio, poich tuttavia lavora il
doppio o il triplo nel corso dellanno, la perdita dei posti di lavoro
quantificabile attorno alle due unit di personale per ciascun robot.
Cos tra il 1970 e il 1995, si calcola che la robotizzazione abbia
comportato una perdita di posti di lavoro dellordine di 1,2/1,4
milioni.
- La crescita del terziario e del lavoro autonomo
In tutti i paesi sviluppati oggi una abitudine diffusa affidare a
imprese terze quelle funzioni che in precedenza erano svolte
allinterno dellimpresa stessa.
In questo modo si diffondono forme di lavoro autonomo che sempre
pi riguardano la prestazione di attivit che richiedono scarsa
qualificazione (pulizia, ristorazione, trasporto, ecc.), ma anche
attivit ad alto contenuto professionale (designer, progettisti di
interfacce, softwaristi).
- Le crisi recessive
Accanto alle trasformazioni connesse allavvento dei computer e
delle nuove tecnologie, let della terza rivoluzione industriale
contrassegnata da unenorme crescita degli scambi di merce e della
circolazione del denaro, che modifica profondamente lassetto del
sistema economico sempre pi attraversato da una serie di crisi
recessive cicliche, principalmente riconducibili allaumento del
prezzo della principale risorsa energetica, il petrolio.
Superate le crisi petrolifere del 1973 e del 1981-82, tra il 1991 e il
1993 si deve fare i conti con la terza recessione, che per molto
diversa dalle due precedenti, in quanto non si lega allaumento dei
prezzi petroliferi, ma al fatto che la maggior parte dei paesi
industrializzati ha perseguito alla fine degli anni ottanta una politica
di eccessiva espansione delleconomia, adottando poi misure
correttive che hanno comportato la caduta repentina dei prezzi e
innescato il meccanismo della recessione.
- Leconomia diventa globale

Al di l dei momenti di crisi, negli ultimi due decenni del novecento


prende corpo il fenomeno noto come globalizzazione delleconomia,
una serie di trasformazioni avvenute in ambito tecnologico ed
economico, i cui aspetti pi evidenti sono la liberalizzazione della
produzione e la crescente circolazione di merci e capitali.
Questo significa che oggi non esistono pi un mercato e
unindustria ristretti in ambito nazionale: ogni impresa pu
muoversi ovunque e produrre dove i costi sono pi bassi o dove
migliore il rapporto con la clientela.
Tutto ci avviene in tempi molto pi rapidi che in passato, grazie
allo sviluppo della rete dei trasporti e delle comunicazioni.
Nel solo biennio 1995-1996, ad esempio, si registrato un aumento
del 10% del commercio mondiale.
- Gli effetti negativi della globalizzazione economica
Non mancano per gli aspetti negativi, alcuni dei quali sono : il
rischio per ogni paese di vedere chiudere da un giorno allaltro
intere industrie che si spostano l dove i fattori della produzione
costano meno; la penalizzazione delle nazioni che non sono
competitive in alcuni settori; la ricaduta su tutto il mercato
mondiale delle crisi finanziare di ogni singola nazione; e infine, lo
spostamento della ricchezza verso piccoli gruppi di azionisti e non
verso lo sviluppo complessivo delleconomia e della societ.
- Lo strapotere delle multinazionali
Protagoniste di questa nuova fase economica sono le grandi
imprese multinazionali, operanti contemporaneamente in pi
settori produttivi e in pi parti della terra.
Il loro potere si enormemente accresciuto negli ultimi anni, tanto
da competere con quello degli stati nazionali: i governi dei vari
paesi in molti casi accusano la corporations di accumulare grandi
profitti senza curarsi degli effetti sociali delle loro attivit e senza
tener conto degli equilibri socio-economici.
In tempi recenti, anche governi da sempre favorevoli alla
liberalizzazione delleconomia parlano di regolamentazioni e di

affermazione del principio di responsabilit sociale delle imprese nei


confronti dellambiente locale.