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LA RISOLUZIONE APPROSSIMATA

DELLE EQUAZIONI

Copyright 2011 Zanichelli editore

Bergamini, Trifone, Barozzi La matematica del triennio

LA RISOLUZIONE APPROSSIMATA DELLE EQUAZIONI

1. SOLUZIONI ESATTE E SOLUZIONI APPROSSIMATE

x2 2x 8 = 0
Risolviamo:

x = 2 v x = 4

Approssimativamente:
Nessuna soluzione esatta.

ma possiamo migliorare ancora


lapprossimazione.

Sappiamo che:

crescente,

il codominio tutto R,
per x = 0, y positivo (y = 1),
una sola soluzione, x < 0 .

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Se non esiste una soluzione


esatta,
riduciamo lindeterminazione
della x entro un margine dato.

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2. LA SEPARAZIONE DELLE RADICI

Separare le radici
Per trovare le radici approssimate,
necessario anzitutto
determinare gli intervalli che
contengono soltanto uno zero.
TEOREMA

Teorema di esistenza degli zeri


Se f una funzione continua
nellintervallo [a; b] limitato e chiuso
e negli estremi assume valori di segno
,
opposto, cio se
allora esiste almeno un punto c interno
ad [a; b] in cui la funzione si annulla,
ossia:
.

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2. LA SEPARAZIONE DELLE RADICI

TEOREMA

Primo teorema di unicit dello zero


Se f una funzione continua
nellintervallo [a; b] limitato e chiuso,
derivabile con derivata prima diversa
da 0 nei suoi punti interni
e, inoltre,
,
allora esiste un solo punto c interno
ad [a; b] in cui la funzione si annulla,
ossia:
(esiste uno e un solo c in ]a;b[ tale che f(c) = 0).

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2. LA SEPARAZIONE DELLE RADICI

TEOREMA

Secondo teorema di unicit dello zero


Se f una funzione continua
nellintervallo [a; b],
derivabile due volte nei suoi punti interni,
e se
e f ''(x) < 0, oppure f ''(x) > 0,
,
allora esiste un solo punto c interno ad
[a; b] in cui la funzione si annulla,
ossia:
.

Se f ''(x) cambia di segno, la funzione


pu avere pi di uno zero anche se
.
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2. LA SEPARAZIONE DELLE RADICI

ESEMPIO

ESEMPIO

Verifichiamo gli zeri di y = x5 3x 1


nellintervallo [0; 2] .

Separiamo le radici dellequazione


lnx x2 + 2 = 0 .

f continua e doppiamente derivabile in tutto R.


E, in particolare:
y' = 5x4 3 ,
y'' = 20x3 ,
cio y'' > 0 in ]0; 2[.

Confrontiamo i grafici di

Inoltre
y(0) y(2) = 25.
Si applica il
secondo teorema di
unicit.
La funzione si
annulla 1 volta in
[0; 2].

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g(x) = lnx ,
h(x) = x2 2 .
I grafici hanno due
intersezioni
(e lequazione ha due
soluzioni): x1 in [0; 1] ,
x2 in [ ; 2] .
Si verifica applicando il
teorema di esistenza e il
primo teorema di unicit
negli intervalli: [0,1; 1] ,
[ ; 2] .
Perch non [0; 1] ?

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3. IL METODO DI BISEZIONE

Risolviamo:
x3 x 1 = 0 ,
con approssimazione migliore di
x = 0,3 .
Con i teoremi di esistenza e unicit,
o confrontando i grafici di
g(x) = x3 , h(x) = x + 1,
verifichiamo che lintervallo [2; 0]
contiene una sola radice c.

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c compreso tra aa3210==1,5


2 ee e
1,5
bb103b=2 =
0.
1.
1,25.
1.
Distanza di c dallestremo b3210 (o a3210):
alalpi,
al
pi,
pi,
32==10b=
b2b10aa

a=100,25
=
0,5
2.
1
3
3 2=
Lapprossimazione
richiesta raggiunta.
Miglioriamo lapprossimazione:
b3 e a3 approssimano c con
.
unindeterminazione di 0,25.
Con i teoremi
o il metodo
grafico,
c = 1,25
(o 1,5),
x = 0,25 .
verifichiamo che
che lintervallo
lintervallo [a
[m
b210]]
verfichiamo
[a20;1;;m
m
contiene la radice c.

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4. IL METODO DELLE SECANTI

Consideriamo:
f(x) = 0 ,
e supponiamo che ammetta una
sola radice c nellintervallo [a0; b0].
Tracciamo AB . Determiniamo x1 e B1.
Tracciamo AB1 . Determiniamo x2 e B2.
Tracciamo AB2 .
Determiniamo x3 ...

x1, x2, x3, converge a c .


Se la concavit ha lo stesso verso in
tutto larco AB,
esistono formule di ricorrenza.
Se
x 0 = b0 ,

(come nella figura),


.

Se
x 0 = a0 ,

,
.

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4. IL METODO DELLE SECANTI

Se f ''(x) cambia segno in [a0; b0] ,


la successione x1, x2, x3, non
monotna.

Confronto
Rispetto al metodo di bisezione,
il metodo delle secanti converge alla
soluzione pi rapidamente;
cio raggiunge una data precisione in
un numero di iterazioni inferiore.

Le formule di ricorrenza non valgono,


ma x1, x2, x3, converge ancora a c.
Il metodo delle secanti fornisce ancora
la soluzione approssimata.
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5. IL METODO DELLE TANGENTI O DI


NEWTON-RAPHSON
Consideriamo:
f(x) = 0 ,
supponiamo che ammetta una sola
radice c nellintervallo [a0; b0]
e che in [a0; b0] f ''(x) sia continua
e non cambi segno.
Tangente in B.
Tangente in B1.
Tangente in B2.

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Ricaviamo x1 e B1.
Ricaviamo x2 e B2.
Ricaviamo x3 ...

x1, x2, x3, converge a c .


Formula di ricorrenza
.

Confronto
Rispetto al metodo delle secanti,
il metodo delle tangenti richiede un
minor numero di iterazioni,
ma ogni iterazione richiede il calcolo di
due funzioni ( f ed f ' ).
Il metodo delle tangenti conviene
quando f ' (xn) facile da calcolare.

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6. IL METODO ITERATIVO O DEL PUNTO UNITO

Consideriamo:

f(x) = 0 .

Equivale a trovare le soluzioni di:


, con g(x) = f(x) + x .
Sia la soluzione ricercata.
Scegliamo un valore iniziale x0 vicino ad
e alterniamo spostamenti verticali e orizzontali
da una curva allaltra.

Sotto certe condizioni,


x1, x2, x3, converge ad .
Formula di ricorrenza
xn+1 = g(xn) .
Pu essere verificata direttamente sul grafico.

Punto unito
Si definisce punto unito di h(x), il valore
xu del dominio di h tale che h(xu) = xu .
La soluzione a del problema proposto
punto unito di g.
Il metodo iterativo una tecnica per
trovare il punto unito di g.

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6. IL METODO ITERATIVO O DEL PUNTO UNITO

Casistica
x1, x2, x3, non monotona.

x1, x2, x3, non converge.

TEOREMA

Condizione sufficiente di convergenza


Data unequazione della forma x = g(x), se possibile determinare un intervallo [a; b] in cui g
derivabile, ed esiste un numero m, con 0 < m < 1, tale che
, allora :
a) la successione x1 = g(x0), x2 = g(x1), ..., xn = g(xn-1), ... converge qualunque sia il punto iniziale
;
b) il limite
lunica soluzione dellequazione data, nellintervallo [a; b].

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