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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005

Valutazione ed Adeguamento
Valutazione ed Adeguamento
Sismico di Edifici Esistenti
Sismico di Edifici Esistenti
Luigi Di Sarno
Dipartimento di Ingegneria
Universit del Sannio, Benevento
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Distribuzione del patrimonio edilizio abitativo italiano per et al 1991.
Ledilizia esistente in Italia: Statistiche
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Evoluzione della progettazione e/o protezione sismica degli edifici
Passato
Passato Prossimo/Presente
Futuro
Messina (1908)
San Giuliano di Puglia (2002)
Edifici esistenti
Ledilizia esistente in Italia: Eventi/Norme
Analisi/Valutazione
Adeguamento
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Valutazione & Adeguamento:
Il processo logico
Conoscenza
Geometria
Caratteristiche dei materiali
Condizioni di conservazione
Definizione delle prestazioni richieste
Sismicit dellarea
Destinazione duso
Livello di protezione richiesto/accettato
Valutazione della struttura esistente
Definizione del modello
Analisi sismica
Verifica di sicurezza
Progetto di adeguamento
Scelta in relazione a vincoli e prestazioni richieste
Dimensionamento dellintervento
Valutazione della struttura adeguata
V
a
l
u
t
a
z
i
o
n
e
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Edifici Esistenti (Sezione 11)
11.1 Generalit
11.2 Valutazione della sicurezza
Criteri di verifica: definizione degli S.L.
Dati necessari: conoscenza della struttura
Valutazione della sicurezza: azione sismica
modello strutturale
metodi di analisi
verifiche di sicurezza
11.3 Edifici in cemento armato
Criteri per la scelta degli interventi
Progetto dellintervento
Modelli di capacit per la valutazione (All. 11.A)
All.11.A Valutazione delle rotazioni al collasso di elementi in c.a.
Modelli di capacit per il rinforzo (All. 11.B)
All.11.B Verifica di elementi in c.a. rinforzati con FRP
11.4 Edifici in acciaio
11.5 Edifici in muratura
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Valutazione della sicurezza
Valutare la sicurezza significa:
Procedere quantitativamente a stabilire se un edificio in
grado di resistere alle azioni sismiche di progetto
Estendere e impiegare efficacemente i metodi introdotti
nel progetto di nuove strutture
Tenere in debito conto lesperienza pregressa sulle
prestazioni sismiche di edifici simili realizzati in aree
interessate da eventi sismici
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Dati necessari per la conoscenza della struttura
Le fonti di informazione
Documenti di progetto
Rilievo strutturale
Prove in situ e in laboratorio
Tipologia del dato
Definizione dellorganismo e verifica di regolarit
Strutture di fondazione
Categoria di suolo
Geometria e dimensione della struttura portante
Caratteristiche meccaniche delle parti strutturali
Difetti nei particolari costruttivi e nei materiali
Norme vigenti allepoca del progetto
Destinazione duso e categoria di importanza
Eventuali danni subiti in precedenza e riparazioni effettuate
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Livelli di conoscenza
LC1 : Conoscenza Limitata
LC2 : Conoscenza Adeguata
LC3 : Conoscenza Accurata
I parametri di classificazione includono:
Geometria: le caratteristiche geometriche degli elementi
strutturali
Materiali: propriet meccaniche dei materiali
Dettagli costruttivi: quantit e disposizione delle armature,
collegamenti, collegamenti fra elementi strutturali diversi,
consistenza degli elementi non strutturali collaboranti
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Livelli di conoscenza
LC1 : Conoscenza Limitata
Geometria: la geometria nota o in base ad un rilievo o in
base ai disegni originali (da verificarsi in situ). Conoscenza
idonea ad effettuare unanalisi lineare.
Materiali: non sono disponibili le caratteristiche meccaniche
dei materiali (elaborati o certificati di prova). Valori usuali
dellepoca di costruzione convalidate da limitate prove in
situ.
Dettagli costruttivi: i dettagli non sono disponibili e devono
essere ricavati sulla base di un progetto simulato. Verifica
limitata in situ delle armature. Conoscenza idonea a
verifiche locali di resistenza.
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Livelli di conoscenza
LC2 : Conoscenza Adeguata
Geometria: la geometria nota o in base ad un rilievo o in
base ai disegni originali (da verificarsi in situ). Conoscenza
idonea ad effettuare unanalisi lineare e non.
Materiali: sono disponibili le caratteristiche meccaniche dei
materiali o da elaborati o da estese verifiche in situ.
Dettagli costruttivi: i dettagli sono noti da una estesa
verifica in situ oppure parzialmente noti da disegni
costruttivi. Verifica limitata in situ delle armature.
Conoscenza idonea a verifiche locali di resistenza o messa
a punto di un modello non lineare.
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Livelli di conoscenza
LC3 : Conoscenza Accurata
Geometria: la geometria nota o in base ad un rilievo o in
base ai disegni originali (da verificarsi in situ). Conoscenza
idonea ad effettuare unanalisi lineare e non.
Materiali: sono disponibili le caratteristiche meccaniche dei
materiali o da elaborati o da esaustive verifiche in situ.
Dettagli costruttivi: i dettagli sono noti da una esaustiva
verifica in situ oppure noti da disegni costruttivi. Verifica
limitata in situ delle armature. Conoscenza idonea a
verifiche locali di resistenza o messa a punto di un modello
non lineare.
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3 provini di cls per piano
delledificio
3 campioni di armatura per
piano delledificio
La quantit e la disposizione
dellarmatura verificata per
almeno il 50%degli elementi
VERIFICHE
ESAUSTIVE
2 provini di cls per piano
delledificio
2 campioni di armatura per
piano delledificio
La quantit e la disposizione
dellarmatura verificata per
almeno il 35%degli elementi
VERIFICHE
ESTESE
1 provino di cls per piano
delledificio
1 campione di armatura per
piano delledificio
La quantit e la disposizione
dellarmatura verificata per
almeno il 15%degli elementi
VERIFICHE
LIMITATE
Per ciascun tipo di elemento primario (trave, pilastro, ect.)
PROVE
(sui materiali)
RILIEVO
(dettagli costruttivi)
Livelli di conoscenza
Livelli di rilievo e prove per edifici in c.a.
Tabella 11.3.b.
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0.85
s
(0.98) 0.80
c
(1.30)
LC3

s
(1.15)
c
(1.60)
LC2
1.15
s
(1.32) 1.25
c
(2.00)
LC1
ACCIAIO CONGLOMERATO LIVELLO DI
CONOSCENZA
Livelli di conoscenza
Coefficienti di sicurezza

c
= 1.60
s
= 1.15
Tabella 11.4.
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Prove per la determinazione della
profondit di carbonatazione
Analisi chimiche
Degrado del calcestruzzo
Carotaggi e microcarotaggi con
prove di rottura a compressione
Metodi ultrasonici
Metodo sclerometrico e SONREB
Prove di pull-out
Resistenza del calcestruzzo
Prove di carico con misura delle
deformazioni
Comportamento statico e resistenza elementi
strutturali inflessi (solai & travi)
Tipologie di prova
disponibili
Informazione Richiesta
Tipologie di prove per strutture in c.a.
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Prove di avanzamento della
corrosione nelle barre
Degrado acciaio per armature
Saggi diretti (scavi)
Rilievi georadar
Dimensioni e profondit fondazioni
Saggi diretti
Rilievi pacometrici
Individuazione delle armature
Prelievo campioni di armatura con
prova di rottura a trazione
Resistenza dellacciaio per armature
Tipologie di prova
disponibili
Informazione Richiesta
Tipologie di prove per strutture in c.a.
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Interpretazione dei risultati delle prove
su materiali e strutture
Carotaggi e microcarotaggi:
Estrazione in situ di carote 100 (o microcarote 60) da
elementi in calcestruzzo.
Prove di rottura a compressione in laboratorio
Correlazioni tra la resistenza misurata sulla carota e la
resistenza cubica a compressione:
( ) h d 5 , 1
R
83 , 0
2 1 , 1
R
car
1 , mc
+

=
( ) h d 5 , 1
R
5 , 2 R
car
2 , mc
+
=
1 , 1
car 3 , mc
R 83 , 0 R =
N.B.: E una prova distruttiva: occorre stabilire con
oculatezza il numero e la localizzazione dei prelievi
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Interpretazione dei risultati delle prove
su materiali e strutture
Prove ultrasoniche:
Misura della velocit di propagazione delle onde nei siti
sede di carotaggio (e/o misura sulle carote estratte).
Misurazione per propagazione diretta e/o indiretta
Correlazione con i risultati dei carotaggi
Costruzione delle curva di correlazione velocit-
resistenza
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Interpretazione dei risultati delle prove
su materiali e strutture
Prove ultrasoniche:
Lanalisi viene completata con la misura della velocit
di propagazione in altre parti della struttura,
ottenendosi una informazione indiretta sui valori e sulla
omogeneit della distribuzione delle resistenze del
calcestruzzo nella struttura.
Determinazione del modulo elastico a partire dalla
velocit:
( ) ( )
( )
[ ]
2 2 3 2
din , c
mm / N v 10 133 . 2
1
2 1 1
v E



+
=
din , c stat , c
E 80 . 0 E =
s / m in v
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Interpretazione dei risultati delle prove
su materiali e strutture
Prove ultrasoniche:
Tabella con valori indicativi di correlazione velocita-
resistenza.
N.B.: E una prova non distruttiva distruttiva
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Interpretazione dei risultati delle prove
su materiali e strutture
Prove per la caratterizzazione dellacciaio:
Prelievo di campioni di barre di armatura da elementi
strutturali significativi (preferibilmente in zone poco
sollecitate);
Prove di trazione (in laboratorio) con determinazione
diretta della resistenza a trazione dellacciaio e
dellallungamento a rottura;
Prova di tipo distruttivo: necessario limmediato
ripristino delle armature prelevate mediante saldatura di
nuovi monconi di armatura alle armature esistenti nelle
zone di prelievo;
In genere I valori della resistenza a trazione sono poco
dispersi per ciascuna tipologia di acciaio.
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Gli studi disponibili sono principalmente mirati alla
valutazione della vulnerabilit sismica di gruppi di
edifici con metodi qualitativi o semiquantitativi
Sempre maggiore la necessit di analizzare il
singolo edificio eventualmente di importanza
strategica
Necessit di mettere a punto una metodologia per
ledificio
possibilit di fare riferimento alla nuova normativa
sismica Ordinanza 3274 del 2003 e successive
modifiche ed integrazioni
Esempi di analisi di Vulnerabilit Sismica
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Carpenterie tipo
Esempi di applicazione dellanalisi su due casi reali
Edificio A Edificio B
Progetto disponibile
Prove sui materiali
Saggi a campione per confermare il
progetto
Geometria Regolare
Progetto non disponibile
Progetto in base alle normative
dellepoca
Prove sui materiali
Saggi a campione per confermare il
progetto svolto
Struttura Irregolare
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Dati Struttura
Valutazione Carichi
Definizione Modello Strutturale
Valutazione Grado Vulnerabilit
Adeguamento
Sismico?
Analisi Normative
Semplificato
Dettagliato
Analisi Limite
Resistenza Ultima
Resistenza/Deformazione Ultima
Geometrici
Meccanici
Stato Conservazione Materiali
Gravitazionali
Sismici
Elastica Statica
Modale Spettrale
Inelastica Statica
Progetto Adeguamento
Sicurezza Statica Verificata
SI
NO
Disponibilit
Progetto
Originario
Progetto Simulato
NO
SI
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Conoscenza: Definizione della Geometria
Edificio A
Carpenteria tipo
Pareti in c.a.
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Conoscenza: Definizione della Geometria
Edificio A
Dettagli costruttivi
Nodo Trave-Colonna
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Conoscenza: Definizione della Geometria
Edificio B
Carpenteria tipo
Livelli Esterni
Altre Strutture Collegate
Copertura
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Conoscenza: Definizione della Geometria
Edificio B
Dettagli Costruttivi
Pilastri dangolo
Tipo
barre/staffe
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Resistenze Materiali: Calcestruzzo
Metodo SONREB Carotaggio
Superficie appoggio
Sclerometro
Ultrasuoni
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Resistenze Materiali: Acciaio
Estrazione barre
Successivo Ripristino
Elementi di Fondazione
Prove di caratterizzazione meccanica:
Resistenza a trazione
Allungamento
Prove di piegamento
Caratterizzazione geometrica tipo barre
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staffatura nodi e pilastri tipo
carbonatazione: risultati Edificio A
Saggi e valutazione del degrado e della resistenza del calcestruzzo
caratterizzazione dellacciaio
Edificio A Edificio B
R
mc
R
mc
R
mc,3
SONREB CAROTE CAROTE
Valore medio (kg/cm
2
) 247.56 198.75 207
Scarto quadratico (kg/cm
2
) 63.68 32.76 34
COV (%) 25.72 16.48 16.43
Carote
Conoscenza
Accurata
Conoscenza
Limitata
Edificio A Edificio B
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Resistenze Materiali: Calcestruzzo
2.60
m
1.40
m
10
c,1
V I 10 695 . 7 R =

1.85
m
1.246
m c,2
V I 0286 . 0 R =
2.446
m
1.058
m
9
c,3
V I 10 2 . 1 R =

Metodo SONREB Carotaggio
( ) h d 5 , 1
R
83 , 0
2 1 , 1
R
car
1 , mc
+

=
( ) h d 5 , 1
R
5 , 2 R
car
2 , mc
+
=
1 , 1
car 3 , mc
R 83 , 0 R =
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Analisi dei Carichi

Progettista
h b g
[cm] [cm] [kg/mc] [kg/mq] [kg/mq]
soletta 4 100 2500 100
pignatte 16 40 800 64
travetti 16 10 2500 80
TOTALE 244 300
intonaco 2 100 1800 36
massetto 4 100 2400 96
pavimento 3 100 2700 80
incidenza tramezzi 100
TOTALE 312 200
TOTALE 300 300
856 800
Accidentali
TOTALE COMPLESSIVO
Permanenti
Analisi dei carichi
Solaio tipo di calpestio H = 20 cm (16+4)
Pesi propri
Carichi (verticali) unitari
Piano tipo
Piano copertura
Scale
Sbalzi
Incidenza Tompagni
Carichi verticali (gravitazionali)
Carichi orizzontali (sismici)

Progettista
h b g
[cm] [cm] [kg/mc] [kg/mq] [kg/mq]
soletta 20 100 2500 500
TOTALE 500 320
intonaco 2 100 1800 36
scalini 180
pavimento 3 100 2700 81
TOTALE 297 250
TOTALE 400 400
1190 970
Accidentali
TOTALE COMPLESSIVO
Permanenti
Analisi dei carichi
Scala H = 20 cm (soletta piena)
Pesi propri
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Carichi orizzontali (azione sismica)
tipo di suolo C
coefficiente di importanza =1.20
evento con periodo di ritorno 475 anni (probabilit di superamento in 50 anni del 10%)
Edificio A in zona di prima categoria accelerazione al suolo pari a 0.35g
Edificio B in zona di seconda categoria accelerazione al suolo pari a 0.25g
accelerazione effettiva nei comuni indicata dalla mappatura sismica redatta dallIstituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) minore di circa il 20% in entrambi i casi
(Edificio A 0.29g e Edificio B 0.21g)
accelerazioni amplificate per 1.5 considerando la verifica allo stato limite di collasso
(Ledificio pu sostenere danni di grave entit, anche dal punto di vista strutturale,
conservando per la capacit di sopportare i carichi verticali)
valutazione del periodo fondamentale di vibrazione con la relazione normativa
semplificata in funzione dellaltezza e della tipologia strutturale
periodo pari a 0.38s (Edificio A) e 0.43s (Edificio B) e quindi laccelerazione quella
corrispondente al tratto orizzontale dello spettro normativo
q
2.5
S a (T) S
g d

Fh = Sd (T1) W l

0.00
0.50
1.00
1.50
2.00
2.50
3.00
0.00 1.00 2.00 3.00 4.00 5.00
Periodo (secondi)
S
p
e
t
t
r
o

d
i

a
c
c
e
l
e
r
a
z
i
o
n
i

n
o
r
m
a
l
i
z
z
a
t
o
= 5.0 %
R D
1
u
k k

4.50 q
Taglio sismico
fattore di
struttura
u/1=1.3 k
D
=0.8 k
R
=0.7
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Valutazione dellazione sismica
Definizione dello spettro di progetto
SL-DL: corrisponde allo spettro elastico ridotto per
2.5
SL-DS: corrisponde allo spettro elastico
SL-CO: corrisponde allo spettro elastico
amplificato per 2.5
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Valutazione dellazione sismica
Azione sismica
Per gli SL di Danno Severo e Danno Limitato
lazione sismica da adottare per la valutazione
quella per gli edifici nuovi
Le azioni per lo SL di Collasso si ottengono
amplificando per 1.5 i valori indicati per lo SL di
Danno Severo
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Analisi normativa (statica lineare)
Edificio
Peso Sismico
(t)
Coefficiente Sismico

Taglio alla base
(t)
Corpo I
1121.14
0.40 448.46
Corpo II
1269.94
0.40 507.98
Edificio A
Tagli sismici alla base
Peso Sismico
[t]
Coefficiente Sismico
[-]
Taglio alla base
[t]
495.39 0.195=1.2x0.191x0.85 96.41
Edificio B
Valutazione sicurezza statica (carichi verticali)
Valutazione vulnerabilit sismica (carichi orizzontali)
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Si applicano i criteri e le indicazioni fornite per gli edifici
nuovi;
Il modello della struttura deve rappresentare in modo
adeguato la distribuzione di massa e rigidezza effettiva,
considerando laddove appropriato, il contributo degli
elementi non strutturali;
Il modello sar costituito da elementi resistenti piai a
telaio o a parete connessi da diaframmi orizzontali;
Ammettendo lipotesi di impalcato infinitamente rigido e
riducendo a tre gradi di libert per ciascun livello.
Modellazione della struttura
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Gli effetti dellazione sismica, da combinare con gli altri
carichi permanenti e variabili, possono essere valutati
con i seguenti metodi di analisi:
- Analisi lineare statica equivalente;
- Analisi (lineare) dinamica modale;
- Analisi non lineare statica (pushover);
- Analisi non lineare al passo (dinamica non lineare con
accelerogrammi).
Il metodo di verifica quello semi-probabilistico agli stati
limite.
Metodi di calcolo e di verifica
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Stato limite di Danno Limitato (DL)
Ledificio affetto da danni di lieve entit
La rigidezza e la resistenza non sono compromesse
Non sono necessari interventi sulle parti strutturali
Sono presenti fessurazioni diffuse sulle parti non strutturali
che richiedono interventi di modesto impegno economico
Gli stati limite per le strutture esistenti in c.a.
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Stato limite di Danno Severo (DS)
Ledificio danneggiato
Gli elementi non strutturali presentano danni, ma i tramezzi
e le tamponature non sono espulsi
La presenza di significative deformazioni rendono non
economica la riparazione
Lazione sismica corrisponde a quella di progetto degli
edifici di nuova costruzione
Gli stati limite per le strutture esistenti in c.a.
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Stato limite di Collasso (CO)
Ledificio estremamente danneggiato
La rigidezza e la resistenza residue sono appena in grado di
fronteggiare le azioni verticali
Gli elementi non strutturali sono distrutti
E presente un elevato fuori piombo
Non in grado di sopportare azioni orizzontali, anche
limitate
Lazione sismica amplificata del 50% rispetto alla
condizione di progetto degli edifici di nuova costruzione
Gli stati limite per le strutture esistenti in c.a.
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Il criterio di verifica dipende dal tipo di risposta
strutturale:
- Risposta fragile
- Risposta duttile
Nel caso di risposta fragile la capacit sismica viene
definita e quantificata in termini di deformazioni.
Nel caso di risposta duttile la capacit sismica viene
definita e quantificata in termini di resistenza.
Criteri di verifica
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Stato limite di Danno Limitato (DL)
Gli effetti sono da determinare utilizzando lazione sismica
prevista per SL.
Elementi duttili: le capacit sono riferite alla resistenza a
snervamento
Elementi fragili: le capacit sono riferite ad un limite
elastico
Elementi non strutturali: la capacit quella
corrispondente ad una loro fessurazione diffusa per effetto
degli effetti di interpiano
Criteri di verifica
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Stato limite di Danno Limitato (DS)
Gli effetti sono da determinare utilizzando lazione sismica
prevista per lo SL. Per elementi duttili derivano dallanalisi
strutturale, per elementi fragili possono essere modificati
Elementi duttili: le capacit sono definite in termini di
deformazioni di danno (frazione della deformazione ultima)
Elementi fragili: le capacit sono definite in termini di
resistenze ultime
Criteri di verifica
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Stato limite di Collasso (CO)
Gli effetti sono da determinare utilizzando lazione sismica
prevista per lo SL. Per elementi duttili derivano dallanalisi
strutturale, per elementi fragili possono essere modificati
Elementi duttili: le capacit sono definite in termini di
deformazioni ultime
Elementi fragili: le capacit sono definite in termini di
resistenze ultime
Criteri di verifica
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Edificio A
Sicurezza Statica secondo D.M. 96 (stati limite ultimi)
Analisi normativa (statica lineare)
Direzione X
Direzione Y
Edificio M
u
/M
d
V
u
/V
d
M
u
/M
d
V
u
/V
d

Corpo I 14.11 19.43
1.11 1.90
Corpo II 1.70 2.94
9.52 23.82
Coefficienti di sicurezza per azioni flettenti
(carichi verticali - pilastri).
Coefficienti di sicurezza per azioni flettenti
(carichi verticali - travi).
Direzione X
Direzione Y
Edificio M
u
/M
d
V
u
/V
d
M
u
/M
d
V
u
/V
d

Corpo I 2.45 4.99
0.36 0.60
Corpo II 8.22 5.16
1.04 1.70
Edificio B

Minimi
F.S. Vu/Vsd Mu/Msd Vu/Vsd Mu/Msd
I impalcato 1.05 1.46 11.11 4.58
II impalcato 1.04 1.65 5.63 2.82
III impalcato 1.54 2.32 4.62 1.62
Direzione X
Travi Pilastri

Minimi
F.S. Vu/Vsd Mu/Msd Vu/Vsd Mu/Msd
I impalcato 1.05 1.91 11.01 4.47
II impalcato 1.04 1.86 5.69 2.81
III impalcato 1.53 2.04 4.71 2.14
Direzione Y
Travi Pilastri
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Edificio A
Vulnerabilit Sismica
Analisi normativa (statica lineare)
Coefficienti di sicurezza per azioni flettenti
(carichi orizzontali - pilastri).
Coefficienti di sicurezza per azioni flettenti
(carichi orizzontali - travi).
Direzione X
Direzione Y
Edificio M
u
/M
d
V
u
/V
d
M
u
/M
d
V
u
/V
d

Corpo I 0.16 0.99
0.12 0.69
Corpo II 0.31 0.84
0.59 1.34
Direzione X
Direzione Y
Edificio M
u
/M
d
V
u
/V
d
M
u
/M
d
V
u
/V
d

Corpo I 0.24 0.41
0.36 0.60
Corpo II 0.24 0.41
0.46 0.67
Si sono riscontrate insufficienze di
resistenza flessionali e taglianti sia
nelle travi che nei pilastri. In
particolare:
Per i pilastri i rapporti minimi per
Mu/Msd sono pari a circa 0.40 e
quelli Vu/Vsd sono in genere
minori di 0.90;
Per le travi, si hanno rapporti
Mu/Msd di circa 0.50 e Vu/Vsd di
circa 0.80.
Edificio B
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1
i c,
piano b,
h
M
T

( )
( )
( )

+
2
i
i
j b, i c, globale b,
H
H
M M T
Meccanismo Locale Meccanismo Globale

Direzione

X
Direzione

Y
Direzione

X
Direzione

Y
Edificio A
0.51
(0.61)
0.50
(0.60)
0.42
(0.51)
0.54
(0.64)
Edificio B
0.60
(0.71)
0.67
(0.79)
0.49
(0.58)
0.56
(0.66)

Analisi Meccanismi di Collasso (Analisi Inelastica)
si attivano sempre meccanismi globali
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Ipotesi alla base della procedura:
i nodi non arrivano a rottura
verificare la resistenza o prevedere la necessit di interventi
gli elementi strutturali non presentano crisi per taglio prima che per
flessione
verificare la resistenza a taglio o prevedere interventi di rinforzo a
taglio
i dettagli costruttivi non comportano crisi locali (ancoraggi)
gli effetti del comportamento tridimensionale sono trascurabili
(altrimenti necessario procedere ad una push-over con calcolo non
lineare spaziale)
Analisi Statica non Lineare
modello con formazione di cerniere plastiche nelle travi e nei pilastri
Ipotesi alla base della procedura:
i nodi non arrivano a rottura
verificare la resistenza o prevedere la necessit di interventi
gli elementi strutturali non presentano crisi per taglio prima che per
flessione
verificare la resistenza a taglio o prevedere interventi di rinforzo a
taglio
i dettagli costruttivi non comportano crisi locali (ancoraggi)
gli effetti del comportamento tridimensionale sono trascurabili
(altrimenti necessario procedere ad una push-over con calcolo non
lineare spaziale)
modello con formazione di cerniere plastiche nelle travi e nei pilastri
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Ipotesi alla base della procedura:
1. Determinazione di un legame forza-spostamento tra la
risultante delle forze applicate, Taglio alla base Fb e lo
spostamento dc di un punto di controllo usualmente scelto
come il baricentro dellultimo impalcato;
2. Determinazione delle caratteristiche di un sistema ad un
grado di libert equivalente a comportamento bi-lineare;
3. Determinazione della risposta massima in spostamento di tale
sistema con utilizzo di spettri di risposta di progetto;
4. Conversione dello spostamento del sistema equivalente nella
configurazione deformata effettiva delledificio e verifica della
compatibilit degli spostamenti per gli elementi/meccanismi
duttili e delle resistenze per gli elementi/meccanismi fragili.
Analisi Statica non Lineare
Esecuzione dellanalisi
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Stato
Limite
Danno
Leggero
Danno
Severo
Collasso
Prob.
superam.
in 50 anni
50%
10%
2%
Periodo
ritorno
in anni
72
475
975
Stato
Struttura
agibile
conviene
demolire
non resiste
a replica
Acc.
progetto
a
g
/2.5
a
g
1.5a
g
si deve procedere alla verifica di tutti gli
STATI LIMITE SISMICI
Limitazioni
/h<0.005
<0.75
u
<
u
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Distribuzione cerniere plastiche condizione ultima direzione Y: Edificio B.
Relazione taglio alla base-spostamento in testa
Edificio A Edificio B
le curve si fermano quando la prima cerniera raggiunge la capacit rotazionale
analisi statica non-lineare
0
100
200
300
400
500
0 5 10 15 20
Spostamento (cm)
F
o
r
z
a

(
t
)
X
Y
meccanismo X
meccanismo Y
0
20
40
60
80
0 5 10 15 20
Spostamento (cm)
F
o
r
z
a

(
k
g
)
X+
X-
Y+ Y-
meccanismo Y
meccanismo X
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
( ) ( ) ( )
( )
yw
sx

d
c
f
0.2
0.425
!
f " 100 sl V
u st cyc wall c
a L max(0.01;#')
$ a 1 0.38 a 1 1-0.37a 0.3 f 25 1.45
1.7 max(0.01;#) h
_


,
1
_ _
+
1
, ,
]
Parametri fondamentali
= sforzo normale adimensionalizzato
e = percentuale meccanica dellarmatura longitudinale in trazione e compressione
fc = fcd = resistenza a compressione del calcestruzzo;
Lv = Msd/Vsd = lunghezza a taglio di travi e colonne;
h = altezza utile della sezione trasversale
fyw = fyd= tensione di snervamento dellacciaio delle staffe;
sx = percentuale di armatura trasversale
= fattore di efficienza del confinamento
) 25 , 1 ( 25
h
L
f
) ; 01 , 0 ( max
) ' ; 01 , 0 ( max
) 3 , 0 ( 016 , 0
1
d c
yw
sx
100 f
f
35 , 0
V
225 . 0
c
el
u

,
_

,
_

1
]
1


rotazione plastica
disponibile
formula
corretta
duttilit globale della struttura duttilit locale della struttura
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relazione forza F * - spostamento d* del sistema equivalente a un grado di libert
F* e d* sono legati, in campo elastico, alle corrispondenti grandezze delledificio


c
*
b
*
d d
F F
/ F F
bu
*
y
* *
y
*
y
k F d
k* la rigidezza secante del sistema equivalente ottenuta dalleguaglianza
delle aree
*
*
*
k
m
2 T


i i
*
m m
periodo del sistema equivalente
condizione di snervamento
F
bu
la resistenza massima delledificio


2
i i
i i
m
m
coefficiente di partecipazione sono i modi di vibrazione

F*
d*
F*
y

d*
y


d*
F*
m*
Push over
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X
+
X
-
Y
+
Y
-

m* [kg s
2
/cm] 1121 817
1.02 1.27
F* [kg] 263870 295376
k* [kg /cm] 131935 59914
T* [s] 0.58 0.73
S
de
[cm] 10.14 12.78
d*
max
[cm] 17.22 14.44
d*
max
/ S
de
1.70 1.13

X
+
X
-
Y
+
Y
-

m* [kg s
2
/cm] 347 352
1.25 1.25
F* [kg] 49634 47878 59822 56038
k* [kg /cm] 32569 30818 45898 42525
T* [s] 0.65 0.67 0.55 0.57
S
de
[cm] 11.34 11.99 9.62 9.98
d*
max
[cm] 12.17 15.16 12.16 11.61
d*
max
/ S
de
1.07 1.26 1.26 1.16

d*
max
/S
de
=rapporto tra spostamento
disponibile e richiesto
maggiore di 1
Edificio verificato in condizioni di collasso
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danno leggero dmax,1*/Sde=1.44
danno severo dmax,2*/Sde=1.34
collasso dmax,3*/Sde=1.70
0
100
200
300
400
0 5 10 15 20
Spostamento (cm)
F
o
r
z
a

(
t
)
stato limite di
danno leggero
/h=0.005
stato limite di
danno severo
3/4u
stato limite di
collasso
u
dmax,1
dmax,2
dmax,2
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- Individuazione dello stato di fatto delle armature e delle
caratteristiche dei materiali
- Valutazione della resistenza degli elementi (nodo, travi e pilastri)
- Valutazione della capacit rotazionale
- Calcolo non lineare della struttura
- Definizione delle verifiche dei diversi stati limite di danno
- Coefficienti di sicurezza dei diversi stati limite di danno
Sintesi delle fasi dellAnalisi Statica non Lineare
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
11.2.7.1. Indicazioni generali
La scelta del tipo, della tecnica, dellentit e dellurgenza
dellintervento dipende dai risultati della precedente fase di
valutazione, tenendo conto dei seguenti aspetti:
Errori grossolani devono essere eliminati;
Nel caso di edifici fortemente irregolari (in termini di resistenza e/o
rigidezza) lintervento deve mirare a correggere tale sfavorevole situazione;
Una maggiore regolarit pu essere ottenuta tramite il rinforzo di un ridotto
numero di elementi o con linsediamento di elementi aggiuntivi;
Sono sempre opportuni interventi volti a milgiorare la duttilit locale;
E necessario verificare che lintroduzione di rinforzi locali non riduca la
duttilit della struttura;
Criteri per la scelta dellintervento
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
11.2.7.2. Tipi di intervento
Lintervento pu appartenere a una delle seguenti categorie
generali o a particolari combinazioni di esse:
Rinforzo o ricostruzoine di tutti o parte degli elementi;
Modifica dellorganismo strutturale: aggiunta di nuovi elementi
resistenti come ad esempio pareti in c.a.; pareti di controvento in acciaio;
Modifica dellorganismo strutturale: saldatura tra corpi di fabbrica,
disposizione di materiali atti ad attenuare gli urti in giunti inadeguati o
ampliamento dei medesimi, eliminazione di elementi particolarmente
vulnerabili, eliminazione di eventuali piani deboli;
Introduzione di un sistema strutturale aggiuntivo in grado di resistere
per intero allazione sismica di progetto;
Criteri per la scelta dellintervento
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11.2.7.2. Tipi di intervento (continua)
Eventuale trasformazione di elementi non strutturali in elementi
strutturali, ad esempio incamiciatura in c.a. di pareti in laterizio;
Introduzione di una protezione passiva mediante strutture di
controventamento dissipative e/o isolamento alla base;
Riduzione delle masse;
Limitazione a cambiamento della destinazione duso delledificio
Demolizione parziale o totale.
Criteri per la scelta dellintervento
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
11.2.7.2. Tipi di intervento (continua)
Eventuale trasformazione di elementi non strutturali in elementi
strutturali, ad esempio incamiciatura in c.a. di pareti in laterizio;
Introduzione di una protezione passiva mediante strutture di
controventamento dissipative e/o isolamento alla base;
Riduzione delle masse;
Limitazione a cambiamento della destinazione duso delledificio
Demolizione parziale o totale.
Criteri per la scelta dellintervento
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Il progetto dellintervento deve comprendere:
Scelta motivata del tipo di intervento;
Scelta delle tecniche e dei materiali;
Dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi
strutturali aggiuntivi;
Analisi strutturale considerando le caratteristiche della struttura post-
intervento, in accordo ai criteri di cui ai punti 11.2.5.4 e 11.2.5.5
Le verifiche della struttura post-intervento saranno eseguite in generale
in accordo al punto 11.2.6, per gli elementi esistenti, modificati e nuovi.
Per gli elementi esistenti, riparati o rinforzati in accordo con quanto
indicato ai punti susccessivi, per gli elementi di nuova costruzione in
accordo con le prescrizioni valide per tali strutture. Per i materiali nuovi o
aggiunti si impiegheranno I valori di calcolo, senza applicare i FC;
Nel caso in cui lintervento consista in un isolamento alla base si
seguiranno, sia per lanalisi che per le verifiche, le prescrizioni di cui al
capitolo 10.
Progetto dellintervento
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Strategie Convenzionali
Interventi
Locali
Strategie per Riabilitazione Strutturale
Strategie non Convenzionali
Interventi
Globali
Isolamento
Sismico
Smorzament
o Aggiuntivo
Strategie di Intervento
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Strategie di Intervento
Materiale(i)
Sezioni
Elementi Collegamenti
Sistema
L
o
c
a
l
e
G
l
o
b
a
l
e
Locale Globale
Legame gerarchico tra caratteristiche strutturali.
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+ Smorzamento (legato dinamica delle strutture)
Strategie di Intervento
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Strategie di Intervento
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Strategie di Intervento

Intervento Locale
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Interventi
Locali
Interventi
Globali
verso
Strategie di Intervento
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Strategie di Intervento

Intervento Globale
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Interventi
Locali
Interventi
Globali
verso
Strategie di Intervento
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Strategie di Intervento

STRATEGIEPERRIABILITAZIONESISMICA
STRATEGIECONVENZIONALI STRATEGIENONCONVENZIONALI
ISOLAMENTOSISMICO SMORZAMENTOSUPPLEMENTARE
SMORZAMENTOISTERETICO
SMORZAMENTOATTRITIVO
SMORZAMENTOVISCO-ELASTICO

ALTRI TIPI DI SMORZAMENTO

INTERVENTI LOCALI INTERVENTI GLOBALI
RIMUOVEREIRREGOLARIT
RINFORZOGLOBALE
IRRIGIDIMENTOGLOBALE
RIDUZIONEDELLAMASSA
SOSTITUZIONEMATERIALE
BASE/APPORTO
RIPARAZIONESEZIONE
RIPARAZIONE/SOSTITUZIONE
MEMBRATURA
TRAVI
RIPARAZIONE/SOSTITUZIONE
COLLEGAMENTI
RIMUOVEREDISCONTINUIT

COLLEGAMENTI
TRAVE-COLONNA

COLONNE
CONTROVENTI
COLLEGAMENTI
CONTROVENTI

COLLEGAMENTI
LINKS

COLLEGAMENTI
BASE-COLONNA

ALTRI
COLLEGAMENTI

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Sistemi di isolamento sismico



Struttura a base
fissa
Struttura isolata alla
base
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Sistemi di isolamento sismico
Comportamento strutture isolate sotto azioni
sismiche



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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Sistemi di isolamento sismico
Tipo di azione sismica
0,00
0,20
0,40
0,60
0,80
1,00
0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00
Periodo (sec)
A
c
c
e
l
e
r
a
z
i
o
n
e

S
p
e
t
t
r
a
l
e

(
i
n

g
)
=5%
=20%
Incremento
Periodo Fondamentale
Incremento
Smorzamento
A
B
C
55 . 0
5
10
is

+
=
Allungamento periodo fondamentale;
Incremento dello smorzamento strutturale
Le strutture isolate hanno due vantaggi rispetto alle corrispondenti
strutture a base fissa:
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Sistemi di isolamento sismico


HDRB LRB FPB
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Sistemi di isolamento sismico
TIPO ISOLATORE VANTAGGI SVANTAGGI
ELASTOMERICO Basse accelerazioni di piano.
Costo ridotto.

Spostamenti alti.
Basso smorzamento.
Scarsa resistenza al carico di
servizio.
Momenti P- alla base e sommit.
GOMMA AD ALTO SMORZAMENTO Moderate accelerazioni di piano.
Resistenza al carico di servizio.
Moderato-alto smozamento.
Rigidezza e smorzamaneto
dipendente dale deformazioni.
Analisi complessa.
Limitata scelta di rigidezza e
smorzamento.
Momenti P- alla base e sommit.
GOMMA CON PIOLO IN PIOMBO Moderate accelerazioni di piano.
Ampia scelta per rigidezza e
smorzamento.
Momenti P- alla base e sommit.

A SCORRIMENTO SU SUPERFICIE PIATTA Resistenza al carico di servizio.
Elevato smorzamento.
Momenti P- alla base e sommit.
Elevate accelerazioni di piano.
Propriet funzione della pressione
e velocit.
Assenza di forze di recupero.
A SCORRIMENTO SU SUPERFICIE CURVA Resistenza al carico di servizio.
Moderato-alto smozamento.
Momenti P- alla base e sommit.
Riduzione della risposta torsionale.
Elevate accelerazioni di piano.
Propriet funzione della pressione
e velocit.

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Sistemi di incremento di smorzamento
Metallic Yield Dampers
Friction Dampers
Visco-Elastic Dampers
Viscous-Fluid Dampers
Tuned Liquid Dampers
Base Isolation Systems
Passive Energy Dissipation Systems
Optimal Control Systems
Stochastic Control Systems
Adaptive Control Systems
Intellingent Control Systems
Sliding Control Systems
Robust Control Systems
Active Control Systems
Hybrid Mass Dampers
Hybrid Base Isolation Systems
Hybrid Control Systems
Variable-Orifice Dampers
Variable-Friction Dampers
Controllable Tuned Liquid Dampers
Controllable-Fluid Dampers
Semi-Active Impact Dampers
Semi-Active Control Algorithms
Semi-Active Control Systems
Vibration Control Systems
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Sistemi di incremento di smorzamento







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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Sistemi di incremento di smorzamento
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Sistemi di incremento di smorzamento







Sistema ADAS
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Sistemi di incremento di smorzamento

Sistema TADAS
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Sistemi di incremento di smorzamento


Sistema ad attrito
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Benevento, 30 Giugno 2005 Benevento, 30 Giugno 2005
Sistemi di incremento di smorzamento
Sistema visco-elastico
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Sistemi di incremento di smorzamento
Sistema con leghe a memoria di
forma
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Sistemi di incremento di smorzamento




-20
-15
-10
-5
0
5
10
15
20
-8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8
Displacement (mm)
F
o
r
c
e

(
k
N
)
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10
-8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8
Displacement (mm)
F
o
r
c
e

(
k
N
)
-25
-20
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-10
-5
0
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10
15
20
25
-8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8
Displacement (mm)
F
o
r
c
e

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k
N
)
Sistema con leghe a memoria di forma
Sistema ricentrante Sistema dissipativo Sistema ibrido
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Sistemi di incremento di smorzamento



Controventi buckling restrained
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Strategie di Intervento
Allo stato esistono diversi sistemi di protezione delle strutture
da vibrazioni naturali (vento e sisma). Tra questi quelli pi diffusi
sono i sistemi di protezione passiva che comprendono: sistemi
di isolamento sismico e sistemi con incremento di
smorzamento.
La scelta di un sistema di protezione sismica in genere non
univoca; essa deve essere basata sui seguenti aspetti:
Efficienza;
Compattezza;
Peso;
Costo iniziale e di manutenzione;
Sicurezza ed affidabilit del sistema.
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Adeguamento Edifici in c.a.
11.3.1. Identificazione della geometria, dei dettagli costruttivi e dei
materiali
11.3.2. Modelli di capacit per la valutazione
11.3.2.1. Travi, pilastri e pareti: flessione con e senza sforzo normale
! SL di CO
! SL di DS
! SL di DL
11.3.2.2. Travi e pilastri: taglio
11.3.3. Modelli di capacit per il rinforzo
11.3.3.1. Incamiciatura in c.a.
11.3.3.2. Incamiciatura in acciaio
! Aumento della resistenza a taglio
! Azione di confinamento
! Miglioramento della giunzione per aderenza
11.3.3.3. Placcatura e fasciatura in materiali fibrorinforzati (FRP)
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Adeguamento Edifici in c.a.
11.3.1. Identificazione della geometria, dei dettagli costruttivi e dei
materiali
11.3.2. Modelli di capacit per la valutazione
11.3.2.1. Travi, pilastri e pareti: flessione con e senza sforzo normale
! SL di CO
! SL di DS
! SL di DL
11.3.2.2. Travi e pilastri: taglio
11.3.3. Modelli di capacit per il rinforzo
11.3.3.1. Incamiciatura in c.a.
11.3.3.2. Incamiciatura in acciaio
! Aumento della resistenza a taglio
! Azione di confinamento
! Miglioramento della giunzione per aderenza
11.3.3.3. Placcatura e fasciatura in materiali fibrorinforzati (FRP)
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Adeguamento Edifici in c.a.
11.3.1. Identificazione della geometria, dei dettagli costruttivi e dei
materiali
Per lidentificazione della geometria, i dati raccolti devono includere i
seguenti:
a) Identificazione del sistema resistente laterale in entrambe le direzioni;
b) Tessitura dei solai;
c) Dimensioni geometriche di travi, pilastri e pareti;
d) Larghezza delle ali di travi a T;
e) Possibili eccentricit fra travi e pilastri e nodi;
Per lidentificazione dei dettagli costruttivi, i dati raccolti devono includere I
seguenti:
a) Quantit di armatura longitudinale in travi, pilastri e pareti;
b) Quantit e dettagli di armatura trasversale nelle zone critiche e nei nodi trave-
pilastro;
c) Quantit di armatura longitudinale nei solai che contribuisce al momento
negativo di travi a T;
d) Lunghezze di appoggio e condizioni di vincolo degli elementi orizzontali;
e) Spessore del copriferro;
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Adeguamento Edifici in c.a.
11.3.1. Identificazione della geometria, dei dettagli costruttivi e dei
materiali (continua)
Per lidentificazione dei materiali, i dati raccolti devono includere i seguenti:
a) Resistenza del calcestruzzo;
b) Resistenza a snervamento, di rottura e deformazione ultima dellacciaio.
11.3.2. Modelli di capacit per la valutazione
Gli elementi ed i meccanismi resistenti sono classificati in:
Duttili: travi, pilastri e pareti inflesse con e senza sforzo normale;
Fragili: meccanismi di taglio in travi, pilastri e pareti ed I nodi.
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Adeguamento Edifici in c.a.
11.3.2. Modelli di capacit per la valutazione
11.3.2.1. Travi, pilastri e pareti: flessione con e senza sforzo normale
La capacit deformativa definita con riferimento alla rotazione (rotazione
rispetto alla corda) della sezione destremit rispetto alla congiungente
questultima con la sezione di momento nullo a distanza pari alla luce di
taglio Lv=M/V. Tale rotazione anche pari allo spostamento relativo delle
due sezioni diviso per la luce di taglio.
Vengono fornite dati relativi al calcolo della rotazione per i tre stati limite da
verificare (SL di CO, SL di DS e SL di DL).
11.3.2.1. Travi e pilastri: taglio
La resistenza a taglio si valuta come per il caso di nuove costruzioni per
situazioni non sismiche, considerando comunque un contributo del
conglomerato al massimo pari a quello relativo agli elementi senza
armatura trasversali resistenti a taglio. Le resistenze dei materiali sono
ottenute come media delle prove eseguite in sito e da fonti aggiuntive di
informazioni, divise per il fattore di confidenza appropriato in relazione al
Livello di Conoscenza raggiunto e per il coefficiente parziale del
materiale.
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Adeguamento Edifici in c.a.
11.3.3. Modelli di capacit per il rinforzo
11.3.3.1. Incamiciatura in c.a.
Camicie in c.a. possono essere applicate ai pilastri o pareti per conseguire tutti
o alcuni dei seguenti obiettivi:
Aumento della capacit portante verticale;
Aumento della resistenza a flessione e/o taglio;
Aumento della capacit deformativa;
Miglioramento dellefficienza delle giunzioni per sovrapposizione.
Lo spessore delle camicie deve essere tale da consetire il posizionamento di
armature longitudinali e trasversali con un copriferro adeguato.
Nel caso che la camicia non avvolga completamente lelemento, necessario
mettere a nudo le armature nelle facce non incamiciate, e collegare a
questultime le armature delle facce incamiciate.
Se le camicie servono ad aumentare la resistenza flessionale, le barre
longitudinali devono attraversare il solaio in apposite forature continue ed
essere ancorate con adeguata staffatura alla estremit del pilastro inferiore e
superiore.
Se le camicie servono solo per aumentare la resistenza a tagio e la
deformabilit, o anche a migliorare lefficienza delle giunzioni, esse devono
fermarsi a circa 10mm dal solaio.
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Adeguamento Edifici in c.a.
Ai fini della valutazione della resistenza e della deformabilit di elementi
incamiciati sono accettabili le seguenti ipotesi semplificative:
Lelemento incamiciato si comporta monoliticamente, con piena aderenza
tra il calcestruzzo vecchio e il nuovo;
Si trascura il fatto che il carico assiale applicato alla sola porzione
preesistente dellelemento, e si considera che esso agisca sullintera
sezione incamiciata;
Le propriet meccaniche del calcestruzzo della camicia si considerano
estese allintera sezione se le differenze fra i due materiali non sono
eccessive.
Vengono fornite valori della resistenza a taglio e a flessione, nonch
deformabilit allo snervamento e allo stato limite ultimo nella norma.
Sono altres specificate le resistenze meccaniche di acciaio e calcestruzzo
da adottare per la valutazione delle capacit resistenti e deformative
delle membrature in c.a.
11.3.3. Modelli di capacit per il rinforzo (continua)
11.3.3.1. Incamiciatura in c.a.
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Adeguamento Edifici in c.a.
Camicie in acciaio possono essere applicate principalmente a pilastri o
pareti per conseguire tutti o alcuni dei seguenti obiettivi:
Aumento della resistenza a taglio;
Aumento della capacit deformativa;
Miglioramento dellefficienza delle giunzioni per sovrapposizione;
Aumento della capacit portante verticale (effetto del confinamento).
Le camicie in acciaio applicate a pilastri rettangolari sono generalmente
costituite da quattro profili angolari sui quali vengono saldate piastre
continue in acciaio o bande di dimensioni ed interasse adeguati, oppure
vengono avvolti in nastri in acciaio opportunamente dimensionati. I profili
angolari possono essere fissati con resine epossidiche o semplicemente
resi aderenti al calcestruzzo esistente. Le bande possono essere
preriscaldate prima della saldatura e i nastri presollecitati, in modo da
fornire successivamente una pressione di confinamento.
Vengono fornite indicazioni per la valutazione dellaumento della resistenza
a taglio, dellazione di confinamento e del miglioramento della giunzione
per aderenza.
11.3.3. Modelli di capacit per il rinforzo
11.3.3.2. Incamiciatura acciaio
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Adeguamento Edifici in c.a.
Luso del FRP nel rinforzo sismico di elementi in c.a. finalizzato agli
obiettivi seguenti:
Aumento della resistenza a taglio di pilastri e pareti mediante
applicazione di fasce di FRP con le fibre disposte secondo la direzione
delle staffe;
Aumento della duttilit e/o resistenza nelle parti terminali di travi e pilastri
mediante fasciatura con FRP con fibre continue disposte lungo il
perimetro;
Miglioramento dellefficienza delle giunzioni per sovrapposizione, sempre
mediante fasciatura con FRP con fibre continue disposte lungo il
perimetro.
Ai fini delle verifiche di sicurezza degli elementi rinforzati in FRP si possono
adottare le Istruzioni CNR-DT 200/04.
11.3.3. Modelli di capacit per il rinforzo
11.3.3.3. Placcatura e fasciatura in materiali fibrorinforzati (FRP)
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