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MERCOLED 26 NOVEMBRE 2003

LA REPUBBLICA 35

DIARIO
di

INTERVISTA CON IL CHIMICO PREMIO NOBEL HOFFMANN


Gli scarti nelle societ industriali e i rischi che corriamo. Che fare davanti ai problemi di smaltimento
A quanto pare lEscorial, celebre convento prima e museo dopo, fu costruito su una montagna di scorie, residuati di una fonderia madrilena. Di qui il nome. uno dei pochi casi in cui su una parola cos tragicamente moderna si costruito qualcosa di bello. Quello che accaduto a Scanzano Jonico, al di l della cronaca, meritava un approfondimento. Non si tratta solo del danno ambientale che certi rifiuti, a cominciare da quelli radioattivi, producono. che un modo di intendere la civilt entrato in crisi. E ci coinvolge tutti. Occorre perci capire qual il grado di responsabilit che abbiamo e che cosa fare senza dover rinunciare ai lati positivi del progresso.

Ithaca (New York) oald Hoffmann uno dei chimici pi famosi del mondo: non solo ha vinto nel 1981 il premio Nobel, ma lunico ad aver ricevuto premi sia per la chimica organica, che per quella inorganica. Negli Stati Uniti molto noto anche al di fuori dellambiente accademico, per la sua attivit letteraria e divulgativa: oltre ad essere autore di tre libri e di una fortunata serie televisiva sugli aspetti umanistici della chimica, ha anche pubblicato due raccolte di poesie, oltre a unopera teatrale in collaborazione con Carl Djerassi (linventore della pillola), Ossigeno, da poco tradotta in Italia dalla Clueb. Lo abbiamo intervistato allUniversit di Cornell, dove insegna, per a Cornell, che invece pi delchiedergli il suo parere sullela met degli universitari, di pisodio di Policoro e, pi in gequalunque disciplina, mette nerale, sul problema delle scoun corso di chimica nel suo piarie e dellinquinamento. no di studi: sono duemila stuCominciamo dal pubblico. denti allanno!. Ha senso che sia coinvolto in Ma rimane il fatto che la genfaccende tecniche, come lubite protesta non per motivi cazione delle scorie nucleari? scientifici, ma perch non Certo! Il pubblico deve povuole avere le scorie a casa ter decidere su una serie di propropria. E queste dovrannno blemi che hanno implicazioni pur essere messe da qualche scientifiche e tecnoparte! logiche, dalle scorie Naturalmente. alla clonazione. Ma FAR CRESCERE Ma la gente, in ogni per fare questo deve paese, vuole anche avere un minimo di LA CULTURA meno tasse e pi conoscenza scientiservizi, pur sapendo SCIENTIFICA fica di base, per pobenissimo che imter discernere i pa- DI BASE possibile. reri degli esperti che In altre parole, si le varie parti non vorrebbero avere i hanno difficolt a esibire, a favantaggi della tecnologia, senvore o contro qualunque posiza gli svantaggi. zione. Il vero problema che non Sta dicendo che lalfabetizvogliamo vedere i lati oscuri di zazione scientifica cruciale? ci che rende la nostra vita miS. Ma in Italia credo che gliore, e li rimuoviamo. E non possiate lavorarci solo nelle solo nel campo chimico! Ad scuole inferiori e superiori, per esempio, ci piace la carne, ma come organizzato il vostro sinon ci piace assistere alla mastema scolastico. Il che significellazione degli animali. Queca che un avvocato conosce sosto conduce dritto allirraziolo la chimica che ha imparato nalit, che una qualit intrinprima dei diciottanni. Una seca dellazione umana. delle cose di cui vado fiero, qui C anche un lato politico del problema. Eh, i politici! Li odiamo tutti, perch il loro lavoro fare compromessi tra le nostre inconciliabili posizioni, e sulle nostre teste. Nel caso delle sco-

SCORIE
PIERGIORGIO ODIFREDDI
rie, tra i possibili vantaggi economici da una parte, e i rischi ambientali dallaltra. Che sono di solito rappresentati dagli amministratori locali, e dalla popolazione. La popolazione in genere agli inizi non ne sa niente. E poi orecchia ci che dicono i media o gli attivisti, che spesso fanno leva su sentimenti tangibili, ma non sempre reali. E qual la soluzione? Certamente devessere pre-

LOccidente sommerso dai rifiuti del benessere

STEFAN BARTEZZAGHI

LA VICENDA delle scorie promette di diventare una storia infinita. In realt non la prima volta che si stabilisce questo legame fra scoria e storia. Si sentito parlare, di tanto in tanto, di navi disperate che trascinano qui e l bidoni di scorie ripudiate da tutti. Residuo infetto della storia, la scoria pare cos destinata fin dal nome a una propria personale odissea. La scoria non pu fermarsi mai: trovare un modo per eliminare le scorie, un modo che non ne produca a sua volta, la vera utopia umana. Il vero tocco di Re Mida non trasforma tutto in oro ma trasforma la scoria in niente, la vera pietra filosofale non crea la materia nobile ma distrugge quella ignobile. Ma appunto si tratta di mitologie: nella realt ogni intervento umano produce l'effetto desiderato e un residuo indesiderato, inseparabili come un corpo dalla sua ombra. La storia stessa ha i suoi propri tempi di dimezzamento, impone difficolt di smaltimento, di stoccaggio, di tutela ambientale. Come un agente segreto da romanzo il futuro spier nelle nostre pattumiere, per capire cosa abbiamo fatto e come abbiamo vissuto: per raccontare la nostra lunga scoria.

SCORIE.

otto miliardi di anni cera pochissimo ossigeno nella nostra atmosfera, che era invece piena di diossido di carbonio, pi o meno come quella di Marte oggi. Ma per cinque miliardi di anni la vita prosperata in questo ambiente inquinato. E lossigeno, che oggi costituisce il 21 per cento dellatmosfera, quasi completamente un prodotto di scarto di organismi viventi, e ha finito con luccidere la maggior parte delle forme di vita primordiali. Ci che per qualcuno risultato essere una scoria inquinante, per altri diventato un elemento vitale! E Gaia continuer a vivere con le nostre scorie, magari senza di noi. Cio, ci impiccheremo con le nostre stesse mani? Non credo. Anzitutto, linquinamento insa a livello nazionale nel caso della Basilicata, e internaziodustriale soltanto un fenomeno di un paio di secoli, che nale in quello di alcuni paesi sono un batter docchio su scaafricani: ad esempio, assegnando loro una fetta maggiola geo-biologica. E poi, la scienza serve a diagnosticare a a cure di aiuti economici. Bisogna rare i problemi che essa stessa associare alle scorie un valore economico negativo, tassancrea: ad esempio, senza immagini satellitari sarebbe stato done in qualche modo la proimpossibile accorgersi del buduzione. Ma una volta che il danno co di ozono. Ci saranno crisi continue, con la tecnologia fatto, nellambiente? sempre in fuga daVolendo, si potrebbe rintracciare vanti, e le soluzioni e le leggi sempre dieil colpevole anche LA SCIENZA tro allinseguimendopo. Ad esempio, la bomba che VA AVANTI to, e a volte molto indietro. esplosa laltro giorE LE LEGGI E la media posino in Turchia era semplicemente fat- INSEGUONO tiva o negativa? Nel mondo occita di nitrato dammonio, che un ferdentale la qualit tilizzante agricolo molto codella vita cresciuta enormemente, nel Novecento, a partimune, mescolato con petrolio. re dallet. Mi sembra che leOra, c una tecnologia che permette di etichettare il nitrasperienza dimostri che la meto dammonio e di risalire al dia positiva, almeno dal punto di vista materiale. Quello produttore: una specie di codice a barre attaccato alla molespirituale, a partire dalla felicola, che sopravvive allesplocit, unaltra storia. Quindi lei non pessimista? sione. E la stessa cosa si potrebNon apertamente. Dalbe fare con i rifiuti e le scorie. tronde, come pu essere pessiMa i produttori naturalmente mista in queste cose uno come rifiutano di farlo, per evitare me, che sopravvissuto alla guai. guerra e ai campi nazisti?. Come chimico, lei pensa che il problema delle scorie sia solubile o no? Gaia, cio lorganismo del pianeta Terra, vive senza preoccuparsi troppo delle sue specie. Ad esempio, per circa

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LE TAPPE PRINCIPALI

IL CARBONE Il carbone il primo combustibile fossile ad essere sfruttato per fini energetici e ha alimentato i primi apparati industriali

IL PETROLIO Il 27 agosto 1859, presso Titusville, in Pennsylvania, entra in produzione il primo pozzo petrolifero

IL GAS NATURALE Il metano privo di zolfo, azoto e polveri di combustione, cio di quelle sostanze che sono tra i responsabili delle piogge acide

LA SOCIET INDUSTRIALE , LA NATURA UMANA E LIRRESPONSABILIT DEGLI UOMINI

LA STORIA DI MADRE TERRA DISSACRATA DAL DIO PLUTONIO


GUIDO VIALE
l termine scoria deriva dal greco skor, che vuol dire escremento: cacca. Infatti si pu dire che le scorie sono gli escrementi del sistema produttivo, o del corpo sociale, cos come le deiezioni sono gli escrementi del corpo animale. Ma c una bella differenza. La natura e i corpi naturali non lasciano dietro di s scorie; perch ci che residuo, o escremento, per un organismo, nutrimento o substrato per altri. Lunit organica di un ecosistema si regge su questa circolarit. Questa circolarit si spezza negli artefatti umani e, soprattutto, in quelli della societ industriale: a un capo del ciclo di vita dei prodotti sottraiamo risorse allambiente, mentre allaltro capo, ma anche durante tutte le fasi di quel ciclo, seminiamo scorie che gli ecosistemi non sono in grado di metabolizzare e che spesso sono inaccettabili persino per il substrato geologico del pianeta. Non un caso, allora, che il termine scorie abbia finito per designare materiali inaccettabili per antonomasia: i residui delle centrali nucleari. Il plutonio ha un tempo di degrado della sua carica radioattiva di 3-400 mila anni: un periodo incomparabile non solo con la vita di un uomo, ma anche con la storia umana e persino con quella della specie. Che ne sar degli uomini ma anche degli animali, delle piante e dei microrganismi che si imbatteranno nelle nostre scorie tra mille, diecimila o centomila anni? Basta formulare questo interrogativo per misurare tutta lirresponsabilit degli uomini che hanno messo a punto le tecnologie e lo sfruttamento economico dellenergia nucleare. Per non parlare delle armi nucleari, che hanno effetti ancor pi devastanti, ma che spesso sono la ragione nascosta e inconfessabile non solo in Iran e in Corea del Nord, ma anche in Francia, negli Stati Uniti, in Israele, in Cina o in Giappone dello sfruttamento economico dellenergia nucleare. In realt, in barba a Hans Jonas e al suo principio di responsabilit, quello che regola il sistema economico e i meccanismi delle societ in cui viviamo un vero e proprio principio di irresponsabilit. A questo principio stata data anche una formulazione icastica che recita pi o meno cos: tutto ci che tecnicamente possibile fare si fa. Tecnicamente possibile produrre energia elettrica (ma anche sterminare milioni o miliardi di esseri viventi) con la fissione nucleare: per questo gli uomini della tecnica lo hanno fatto. E i governi gli sono andati dietro. E non a scopo scientifico o sperimentale, ma disseminando il pianeta di impianti di potenza smisurata, senza preoccuparsi di dove sarebbero poi andate a finire i residui dei processi che avevano innescato. Infatti non esiste al mondo processo in grado di neutralizzare la carica mortifera delle scorie prodotte dagli impianti nucleari. Carlo Rubbia ritiene di averne trovato uno; ma esso riguarda se mai si rivelasse fattibile, cosa che per ora

I LIBRI
ISAAC ASIMOV Catastrofi a scelta Mondadori 1980 GUIDO VIALE Un mondo usa e getta. La civilt dei rifiuti e i rifiuti della civilt Feltrinelli 1994 K. LYNCH Deperire. Rifiuti e spreco, a cura di Michael Southworth, CUEN, Legambient e 1992 ILYA PRIGOGINE ISABELLE STENGERS La nuova alleanza. Metamorfosi della scienza, Einaudi 1993 MAURO CERUTI ERVIN LASZLO Physis: abitare la terra, Feltrinelli 1988 JACQUES DERRIDA Ci che resta del fuoco, SE, 2000 EDGAR MORIN Il metodo. Ordine disordine organizzazio ne (1977), Feltrinelli 1992 GREGORY BATESON Verso unecologia della mente Adelphi 1976 GEORGES BATAILLE La parte maledetta Boringhieri 1992

non soltanto il combustibile e non le decine di migliaia di metri cubi di materiale irradiato, che per qualche millennio dureranno anche loro. Per il resto abbiamo letto di soluzioni al problema delle scorie nucleari che dimostrano solo lirresponsabilit di chi le ha pensate: affondarle negli oceani, cosa che per qualche decennio stata effettivamente fatta; per il benessere dei pesci e di chi li mangia; inabissarle con dei siluri sotto i fondali marini (soluzione mai tentata) o spedirle nello spazio, con il rischio che il razzo finisca come lo shuttle, facendocele ricadere in testa in miliardi di frammenti. Alla fine hanno concluso che la soluzione migliore sotterrarle nel ventre della vecchia madre terra, sperando che non li vomiti addosso a qualcuno dei nostri posteri. E la soluzione che il governo italiano pensa di aver trovato per le tonnellate di scorie di varia pericolosit oggi stoccate in contenitori e piscine che imbarcano o perdono acqua da tutte le parti. Qui, tra laltro, gatta ci cova: con la societ incaricata di smaltire le scorie il Ministero dellAmbiente si messo in affari con se stesso. Il business aumenta enormemente mescolando come si fatto scorie che durano centinaia di migliaia di anni con quelle pericolose solo per pochi decenni.

Il termine scoria deriva dal greco skor, che vuol dire escremento Ma ci che sparge lindustria difficilmente si pu metabolizzare

Guido Viale lavora in una societ di ricerche economiche e sociali. Si occupato di rifiuti e di nuovi modelli di sviluppo. Tra i suoi libri Un mondo usa e getta e Tutti in taxi. Demonologia dellautomobile

Daltronde, in perfetta sintonia con il principio di irresponsabilit, economisti famosi e riveriti, che non perdono occasione di contare e lesinare i centesimi di euro nelle tasche di lavoratori e pensionati, continuano a calcolare i costi dellenergia nucleare come se il problema delle scorie non esistesse. Per non parlare del problema della sicurezza, civile e militare: in fin dei conti le centrali nucleari sono un bel bersaglio per i terroristi. Sta di fatto che nessuno sa quanto costi il cosiddetto decommissioning: lunica centrale nucleare al mondo che stata completamente smantellata un impianto sperimentale statunitense di sessantanni fa. Ma sui risultati delloperazione e sui relativi costi caduto il silenzio. E in tutto il resto del mondo le scorie restano per ora l dove sono state prodotte. Oppure viaggiano, in convogli superblindati, verso siti dove si continua a non sapere che farne. Ma da qualche parte bisogner pur metterle. Non possono restare dove sono ora, perch quelle sistemazioni sono a termine, e sempre pi a rischio. Sembra la voce della ragione; ma la stessa voce di coloro che di fronte a un black-out di poche ore e frutto di sovrana imperizia chiedono di riaprire il capitolo del nucleare, che tutti i paesi civili stanno cercando di

chiudere. Perch, se si trova un sito dove sotterrare definitivamente le scorie nucleari, si pu riprendere a produrle a pieno ritmo: quello che tecnicamente si pu fare, infatti, si fa Per questo ben venga la rivolta di Scanzano e di tutti coloro che si opporranno alle future alternative per la localizzazione delle scorie nucleari italiane. Quello che la tecnologia non dice, lo dicono gli uomini e le donne che si oppongono a questo modo di ragionare: anche se tecnicamente si pu fare, non si fa. E il modo pi immediato per far valere un altro principio: quello di precauzione, sancito dallOnu, ma oggi sotto tiro ad opera dei sacerdoti dello sviluppo per lo sviluppo. In base ad esso, quando non si in grado di prevedere o controllare le conseguenze di unattivit, non la si fa. Il principio di precauzione lunica vera alternativa al principio di irresponsabilit. La raccolta differenziata dei rifiuti ha cominciato a prender piede quando le comunit locali hanno deciso di opporsi alle discariche e agli inceneritori. Per certi versi si forse andati troppo oltre nellopporsi a questi impianti. Ma le ragioni delle rivolte popolari non seguono la ragione dei tecnici di laboratorio. Per altri versi, tuttavia, si ancora troppo indietro. Perch il problema non il modo migliore di smaltire le scorie nucleari, industriali o urbane che siano ma quello di non produrle pi: di programmare i processi produttivi e il consumo in modo che quello che scarto per unimpresa o per una famiglia sia fin dallinizio linput di un nuovo processo economico. E di non produrre quello che non pu essere input per nientaltro (o solo per la produzione di armi di distruzione di massa). Come fa la natura.

GUIDO CERONETTI

IL PROBLEMA DELLE VECCHIE E NUOVE CENTRALI NUCLEARI

Lescrezione micidiale del reattore, le scorie radioattive Di quel dio nascosto l sotto si ha paura
Albergo Italia 1985

DON DE LILLO

I rifiuti sono una cosa religiosa. Noi seppelliamo rifiuti contaminati con un senso di reverenza e timore
Underworld 1997

na risposta adeguata al problema tecnico delle scorie nucleari non esiste n in Russia n in altri paesi. , questo, uno degli ostacoli principali allo sviluppo dellindustria atomica in tutto il mondo. Se da un lato le scorie debolmente o mediamente attive possono in qualche modo essere isolate con un certo margine di sicurezza per alcuni decenni (cio per quel lasso di tempo necessario a indebolire la loro radioattivit fino a ordini di grandezza non pi pericolosi, grazie a una serie di processi naturali), ci impossibile per quanto riguarda le scorie altamente attive e durature, innanzi tutto quelle del plutonio il cui periodo di semidisgregazione raggiunge i 24 mila anni. In nessun posto, n negli Stati Uniti n in Gran Bretagna e neppure in Francia o da noi in Russia si

VI RACCONTO QUEL CHE ACCADE DA NOI IN RUSSIA U


ALEKSEJ JABLOKOV

riusciti a organizzare depositi centralizzati: troppo difficile si infatti rivelata lindividuazione di formazioni geologiche capaci di garantire un prevedibile margine di stabilit per un periodo di migliaia di anni durante i quali sar necessario conservare le scorie. La verit che che al momento il problema della conservazione delle scorie nucleari viene risolto in un modo molto pericoloso: con i depositi temporanei nei pressi delle centrali atomiche. Questo pericoloso per due motivi: i depositi, non protetti da strutture di isolamento perfette come quelle dei reattori nucleari, rappresentano unirresistibile tentazione per i terroristi. Inoltre, le scorie possono essere utilizzate per estrarre plutonio e costruire delle bombe atomiche primitive, ma perfettamente funzionanti. Per farlo sufficiente un

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LENERGIA NUCLEARE Le prime centrali nucleari sono degli anni Cinquanta. E subito si presenta il problema dello smaltimento delle scorie

DOPO CHERNOBYL Nel 1986 a Chernobyl, in Ucraina, la fusione di un reattore provoca il rilascio di pericolose sostanze radioattive. Il nucleare entra in crisi

QUAL IL FUTURO IN UN MONDO CHE NON SMALTISCE TUTTO QUELLO CHE PRODUCE?

VIAGGIO A SPAZZOLANDIA TRA GLI SCARTI INFINITI


FEDERICO RAMPINI
(segue dalla prima pagina) l programma italiano dellenergia atomica, gi defunto da 16 anni per volont popolare, ci lascia 53 mila metri cubi di rifiuti nucleari. Altri 2.000 metri cubi di residui radioattivi provengono da ospedali, industrie, laboratori scientifici. Anche se riuscissimo a risolvere in maniera soddisfacente il loro stoccaggio, a pochi chilometri dal nostro confine la proliferazione del combustibile radioattivo procede inarrestabile. La sola Francia crea ogni anno altri 25.000 metri cubi di residui nucleari, di cui 4.000 metri cubi di scorie a lunga vita. Scienziati e governi hanno un bellinsistere sullassoluta sicurezza dei procedimenti di stoccaggio, la paura della gente irrazionale e sensata al tempo stesso. Pierre Tanguy, esperto di sicurezza nucleare per il governo francese, ammette tre punti deboli. Primo: le centinaia di migliaia di anni di durata della vita di certo materiale radioattivo, sono un orizzonte di tempo che ci d le vertigini. Poi lirreversibilit dello stoccaggio, che impedisce di andare a dissotterrare le scorie qualora si scoprano tecnologie nuove e pi sicure per trattarle. Infine la vulnerabilit della catena di trasporto. Dallolocausto atomico di Hiroshima e Nagasaki che chiuse la seconda guerra mondiale, alla catastrofe della centrale di Cernobyl che segn linizio della fine della guerra fredda, lenergia dellatomo ha ispirato alcuni dei peggiori incubi del XX secolo. Quelle paure si trasferiscono ad ogni residuo radioattivo che la tecnologia nucleare ci lascia. Gli scienziati spiegano che la confusione irresponsabile, che errato accostare nucleare civile e bellico. Ma gli stessi governi occidentali alimentano la paura quando denunciano luso duale delle centrali in Iran o in Corea del Nord, lasciando intendere che il confine non poi cos netto. Il razionale calcolo delle probabilit statistiche e dei rischi che fanno gli scienziati coglie nel segno, se serve a ricordarci che i rifiuti radioattivi sono solo una tipologia fra le tante scorie di cui ci stiamo circondando, e non la peggiore. La popolazione del pianeta triplicata in due secoli, ma la produzione e i consumi materiali sono sestuplicati negli ultimi cinquantanni. Nonostante questo continuiamo a comportarci come se il pianeta avesse una capienza infinita per assorbire i resti del nostro banchetto tossico. Ogni italiano, in ogni anno della propria vita, fabbrica in media 600 kg solo di spazzatura casalinga: di cui 50 kg allanno di plastiche, 20 kg di metalli, 30 kg di prodotti velenosi non combustibili, 60 kg di vetro (riciclabile, ma con alto consumo di energia e quindi inquinamento). Questi sono solo i rifiuti solidi urbani che escono dalle nostre case, cio lultimo anello di una catena di immondizie pi lunga. Bisogna aggiungerci i rifiuti industriali, che in una grande nazione europea come lItalia si aggirano sui 100 milioni di tonnellate lanno. Le scorie dellagricoltura possono arrivare al doppio. Montagne di detriti ci circondano e un giorno ci soffocheranno, perch non sappiamo veramente come distruggerli. La raccolta differenziata e il riciclaggio sono soluzioni ottime per alcuni prodotti per esempio la carta ma per altre scorie questa soluzione amata dagli ecologisti purtroppo ancora costosa, inefficiente e inquinante per lalto consumo di energia. Se riciclo il vetro, rilascio nuove scorie di CO2 nellatmosfera. Dopo avere visto le proprie periferie urbane sfregiate da cimiteri dautomobili e distese di vecchi pneumatici, lUnione europea ha finalmente imposto ai produttori di vetture e gomme di usare materiali sempre pi riciclabili, e di far sparire loro i rottami. Ma intanto esploso il consumo di elettronica e informatica, e svanisce lillusione che queste tecnologie siano eco-friendly, amiche dellambiente. E vero solo in parte: certo un personal computer usa meno elettricit di un ferro da stiro. Ma per produrre e utilizzare un microchip (la memoria del computer) di due grammi, sono necessari prodotti chimici e combustibile fossile pari a 630 volte il suo peso. Per produrre un telefonino ultraleggero si generano 75 kg. di rifiuti, per un personal computer un quintale e mezzo di scorie. Lillusione che lelettronica sia verde in parte deriva dal fatto che molta produzione fisica stata spostata nel Terzo mondo. Cina e India, Indonesia e Malaysia, sono anche i paesi dove i paesi occidentali di preferenza mandano a morire i vecchi computer, videoregistratori, televisori, frigoriferi, telefonini: altre montagne di ferraglia che salgono allorizzonte. Le discariche di scorie tossiche che allontaniamo dalla nostra vista, insieme con i rifiuti prodotti dal vigoroso boom economico delle nuove potenze emergenti, ci rimandano indietro invisibili regali velenosi: il mercurio e il piombo, i pesticidi e i diserbanti finiscono nelle grandi vasche della piscicoltura cinese, da cui importiamo pesce surgelato in quantit. I supermercati californiani sono ormai obbligati per legge a esporre la quantit di mercurio che mangiamo con il tonno e la dose di coloranti artificiali nel salmone. Scendiamo in piazza per impedire che le scorie nucleari finiscano sottoterra vicino alle nostre case, alle scuole dei nostri figli, ma le scorie ormai le abbiamo dentro.

I FILM
A CIVIL ACTION Due grandi industrie inquinano le acque di una cittadina. I bambini muoiono di leucemia. Un avvocato (John Travolta) rischia tutto per difendere le famiglie. Da una storia vera. Regia di Steven Zaillian, 1999 LA SINDROME CINESE Incidente alla centrale nucleare di Harrisburg in Pennsylvania Due giornalisti (Micheal Douglas e Jane Fonda) a caccia della verit. Un tecnico (Jack Lemmon) li aiuta. Girato prima dellincidente di Three Mile Island. Regia di James Bridges, 1979 SILKWOOD Unoperaia (Meryl Streep) denuncia le condizioni dellimpianto nucleare dove lavora. Regia di Mike Nichols, 1983 LUOMO DELLA PIOGGIA Un giovane avvocato (Matt Damon) difende la famiglia di un ragazzo morto di leucemia. Dal romanzo di Grisham, Regia di Francis Ford Coppola, 1997

impressionante ci che i paesi in fatto di spazzatura riescono a produrre. Le responsabilit dellOccidente e il Terzo Mondo

Nelle foto, alcuni esempi drammatici degli effetti inquinanti causati dalle fabbriche, dal petrolio e dalle scorie radioattive

ITALO CALVINO
ESPERTO RUSSO Il professor Aleksej Jablokov il capo del Programma di sicurezza nucleare e delle radiazioni e del centro di Politica ecologica della Russia

Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, ricoperto da crateri di spazzatura


Le citt invisibili 1972

laboratorio chimico di buon livello e 3-4 mesi di lavoro per una trentina di specialisti. Gli scienziati nucleari russi sostengono che le scorie non sono rifiuti radioattivi, ma un materiale energetico prezioso che al termine di una rielaborazione (reprocessing) pu essere utilizzato per la produzione di nuovo combustibile atomico. Teoricamente, cos. Ma in pratica ci significa che il problema delle scorie non verrebbe affatto risolto ma aggravato, giacch con la rielaborazione di una tonnellata di scorie si ottiene una quantit assai superiore di scorie radioattive liquide la cui conservazione rappresenta ancora un enigma irrisolto. In Russia ci sono tre posti, a Dimitrovgrad (nella regione di Uljanovsk), nel consorzio chimico siberiano di Tomsk e nella regione di Krasnojarsk dove queste

scorie liquide vengono pompate alla profondit di centinaia di metri, oppure vengono semplicemente sparse nei corsi dacqua, come accaduto al consorzio Majak di Celjabinsk. E in questo modo enormi territori della zona del Volga, Urali meridionali, Siberia orientale e occidentale vengono messi a rischio di eterno inquinamento. In Francia e in Inghilterra le scorie liquide vengono gettate attraverso i speciali tubature nellOceano Atlantico. Linquinamento radioattivo che ne consegue si osserva poi a migliaia di chilometri, fino allArtico. Alcuni mesi fa ha fatto sensazione il ritrovamento di tecnezio-99 nei prodotti ittici venduti nei supermercati svedesi. Non credo proprio che la pur minima traccia di questo radionuclido sia benefico per la salute. (traduzione di Fiammetta Cucurnia)

JAMES BALLARD

Fuochi di rifiuti ardevano senza fiamma nei giardini lungo la riva, e il loro fumo passava davanti alle imposte
Terra bruciata 1965

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 5,80)

9 770390 107009

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31126

Anno 28 - Numero 278

0,90 in Italia (con UN UOMO TRANQUILLO

mercoled 26 novembre 2003


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Grave crisi nella Ue, i ministri economici assolvono Francia e Germania. Solbes minaccia il ricorso alla Corte di giustizia

Knesset, il presidente lo critica

StrapposulPattodistabilit
LEcofin boccia la Commissione. Protestano Prodi e la Bce
IL RETROSCENA

Polemiche in Israele Non bastano le parole di Fini

SE LEUROPA SENZA REGOLE


ANDREA BONANNI BRUXELLES E REGOLE del Patto di stabilit sono saltate. La Commissione contro il Consiglio. Il Consiglio contro la Banca centrale. Il Parlamento europeo spaccato. Da Francoforte i governatori delle banche centrali riuniti in conferenza denunciano seri pericoli per la stabilit delleuro e il rischio di minare la credibilit dellarchitettura istituzionale europea. I piccoli paesi si sentono traditi dai grandi. La Conferenza intergovernativa, annunciano spagnoli, polacchi, olandesi, rischia di tornare in alto mare. Il risanamento dei bilanci tedeschi e francesi affidato a due ricette diverse e non si sa quale abbia valore legale. Questo disastro, che non ha forse precedenti nella storia europea, porta la firma di Giulio Tremonti. SEGUE A PAGINA 17

E Tremonti esult Facciamo giurisprudenza


dal nostro inviato LUIGI MAYER BRUXELLES CEGLIE un registro di pungente ironia venata damarezza, lolandese Gerrit Zalm: La presidenza italiana - sibila - stata eccellente nel gestire una decisione sbagliata. Ha occhiaie profonde ma non perde il senso dellumorismo, il ministro delle Finanze dellAja. Capofila dei rigoristi virtuosi, reduce dalla maratona notturna dellEurogruppo, nove ore che hanno sancito la sospensione del Patto di stabilit. Nel 97 Zalm era uno degli incubi pi ricorrenti di Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi, allora impegnati a Palazzo Chigi e al Tesoro nella grande rincorsa dell'Italia alla moneta unica: lui, come il suo collega tedesco Theo Waigel, quei signori nell'euro non li voleva. Prodi lo ha rammentato qualche giorno fa a Strasburgo: Ricordo ancora le sopracciglia di Waigel quandero presidente del Consiglio, che mi guardava con aria scura e mimponeva il Patto di stabilit. SEGUE A PAGINA 2

Tremonti, Solbes e Prodi

DA PAGINA 2 A PAGINA 7

Gianfranco Fini

Washington rivede al rialzo le stime del 3 trimestre. Ma il dollaro e le Borse non festeggiano

ALLE PAGINE 12 e 13

Crescita record del Pil Usa: +8,2%


LUCA PAGNI A PAGINA 32

Il leader di An: Su Mussolini ho cambiato idea


DIARIO

Discussa lipotesi di chiudere ieri tutte le stazioni, poi si deciso di rafforzare i controlli

ALLA RINCORSA DELLAMERICA


MARCELLO DE CECCO
OLTO prima della firma del Patto di stabilit fu ripetutamente affermato da chi scrive e da altri in Europa che la Germania stava introducendo un Patto contro la propria incontinenza fiscale, oltre che contro quella dei membri del cosiddetto Club Mediterrane. Una lettura attenta dei bilanci pubblici tedeschi, infatti, e una proiezione nel futuro di trend fiscali che si potevano derivare da essi, dimostrava abbastanza chiaramente che, in assenza del ritorno veloce ad un vigoroso sviluppo del Pil che potesse restituire equilibrio ai conti pubblici tedeschi, questi avrebbero indotto la violazione abbastanza rapida dello stesso Patto. E proprio da parte della Germania che lo aveva con tanto insistenza e petulanza richiesto, mettendolo come condizione per la propria adesione alla moneta unica. SEGUE A PAGINA 17

Scorie il lato oscuro Rischio attentati a Roma e Milano. Ciampi: vigiliamo uniti dellOccidente
LINTERVISTA IL CASO

Terrorismo,allarmemetropolitane
Parla il Dalai Lama, in visita in Italia Il dittatore cileno: lultima intervista

Dai governi pochi aiuti per il futuro del Tibet

Il testamento di Pinochet Non chiedo perdono

FRANCESCA CAFERRI A PAGINA 15

A PAGINA 18

ROMA Per fermare il terrorismo occorre essere vigili e uniti: non pu esserci cedimento. il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a lanciare un nuovo monito contro le minacce degli estremisti islamici. Ma non ci chiuderemo in un Medioevo di paura, ha detto ancora il capo dello Stato. A tenere alta la tensione in queste ore anche una nota del Sismi che luned aveva informato sulla probabilit di un attentato esplosivo o chimicobatteriologico nelle metropolitane di Roma e Milano. Inizialmente era stata decisa la chiusura delle stazioni, poi il Viminale ha optato per un rafforzamento dei controlli. GIORGIO BATTISTINI e CLAUDIA FUSANI ALLE PAGINE 8 e 9

FEDERICO RAMPINI SAN FRANCISCO ITALIA solidarizza con i manifestanti di Scanzano Jonico che non vogliono il sito per gli scarti nucleari. Lopinione pubblica simpatizza distinto, ma sembra regnare lillusione che per il momento quello sia un problema loro, gi in Basilicata. O anche una persecuzione per Caorso, altro comune sfortunato. In realt siamo tutti circondati dalle scorie. Non detto che quelle radioattive siano le pi pericolose. Tra i resti del nostro consumismo montagne di rifiuti che saturano le discariche alle periferie delle nostre citt c di tutto. Materiali inerti che la natura non potr mai assorbire, o veleni chimici che ci ritornano indietro nella frutta e nella verdura, a caricare il nostro body-burden (zavorra corporea): ognuno di noi gi una piccola discarica di scorie non degradabili. A differenza di chi le produce, molte scorie che disseminiamo nellambiente sono quasi immortali. SEGUE A PAGINA 37 BARTEZZAGHI, JABLOKOV ODIFREDDI e VIALE ALLE PAGINE 35, 36 e 37

Gli allevatori denunciano: il virus lingua blu diffuso da un medicinale imposto dal governo

Un farmaco fa strage di pecore


CON REPUBBLICA
PAOLO RUMIZ
A STORIA del maledetto imbroglio comincia nel 2000, sotto il governo Amato. Ci sono 200 miliardi da spendere a fine legislatura e qualcuno propone di usarli contro la lingua blu, un morbo degli ovini appena sbarcato in Italia. LIstituto zooprofilattico di Teramo, centro di riferimento per le malattie esotiche, insiste per una mega-campagna di vaccinazioni. Ma molti sono contrari. Lunico farmaco disponibile vecchio del 47 e viene dal Sudafrica. Contenendo virus vivi coltivati su linee cellulari, pu importare malattie sconosciute e incontrollabili. SEGUE A PAGINA 26

Oggi in edicola Un uomo tranquillo


Il romanzo di Maurice Walsh a richiesta a soli 4,90 euro in pi

Via al reclutamento tra un anno i risultati

Volontari italiani sperimentano il vaccino contro lAids


MARIO REGGIO A PAGINA 22

Rubbia: Non un posto adatto

E sul decreto Scanzano si divide la maggioranza


CIANCIULLO e VALENTINI A PAGINA 25