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CONFERENZA LA PAURA DELLA MORTE PER IL CONVEGNO INTERNAZIONALE CHE SI SVOLGERA AL CENTRO CULTURALE DI MAS PALOMAS GRAN CANARIA

IL 27/28/29/30 GIUGNO 1997

Relazione di Angela Volpini LA PAURA DELLA MORTE La morte essenzialmente paura di non riuscire ad esserci come originale persona. Paura di non riuscire a compiere quellatto creativo che ci pulsa dentro come domanda radicale, alla quale non ci si puo sottrarre per entrare nella vita. Gli uomini sono infatti immagine di Dio perche posseggono la possibilita di scegliere di essere uomini coscienti oltre che animali sensibili, e questa loro possibilita, che e la loro grandezza, e contemporaneamente la loro fragilita. Fragilita che la paura della morte rivela in tutta la sua drammaticita. La morte, nella vita delluomo, prima di essere una realta e anchessa una possibilita. Infatti per morire bisogna nascere e vivere. Lessere umano e colui che vive, soffre, spera, crea. Non parliamo percio dellidea delluomo ma delluomo reale, perche e questo uomo reale che vivendo puo scegliere di vivere davvero: non solo come mera possibilita ma come vita personale, piena, felice, creativa e comunicante, dove tutto il desiderio si tramuta in realta in essere, attraverso il proprio Esserci. La caratteristica delluomo e proprio la capacita creativa cominciando dalla possibilita di creare la propria persona. Latto creativo di cui ogni essere umano e capace, perche umano, e la caratteristica propria della specie umana,. Lautocreazione di s, come persona cosciente, originale, unica e comunicante e percio il fine dellesistenza umana. Ed e proprio latto creativo che fa nascere la coscienza soggettiva dellesserci nellora e nel sempre. Nellora perche prendi atto della tua radicale soggettivita creativa; nel sempre perche vivi la comunione e la comunicazione con tutti coloro che ti hanno preceduto attraverso la storia e la cultura e con tutti coloro che verranno, attraverso la speranza che sappiano portare avanti la umanita intera attraverso il loro esserci come persone sempre piu coscienti e responsabili. La cosciente presenza della persona nella storia modifica tutto cio che e nelluniverso in un perenne slancio creativo. Senza questatto creativo la coscienza di s e latente, la si intuisce solo come domanda ma non arriva a sorgere in una esplosione che abbraccia e coinvolge tutto quanto e nel proclamare il suo esserci. Senza questatto che immette nella realta universale la nostra realta specifica e cosciente, la domanda di esserci , si tramuta in paura della morte, perche di fatto, non si ha avuto il coraggio creativo di entrare nella pienezza della vita umana. E questa paura e essenzialmente il dolore per le possibilita perdute. Il dolore di perdersi singolarmente, il dolore di non raggiungere quelloriginalita aperta alla comunione e alla comunicazione che intuiamo essere la nostra pienezza. 1

La paura della morte e percio universale, ancestrale e continua, e lo sara fino a quando gli uomini non decideranno di nascere davvero come persona originale. Questa paura ha comunque anche una funzione positiva che possiamo paragonare alle doglie del parto. Nel parto il dolore e tale che si anticipa per quello che si puo la dilatazione affinche il bimbo nasca in fretta e il dolore finisca. Cosi la paura della morte e un dolore , una disperazione tale che ci spinge a nascere come persona consapevole ed originale in fretta, affinche quellangoscia termini al piu presto. Perche e proprio la nascita della nostra originale persona, nella sua originale identita che dissolve la paura della morte. La paura, in quel momento, ha esaurito la sua funzione di stimolo. La paura della morte ha quindi molti aspetti, alcuni dei quali sono positivi. A noi interessa vedere come la paura della morte possa sollecitarci a porci la domanda sul senso di una vita personale e a darci una risposta attraverso quellatto creativo di cui abbiamo parlato prima. La persona nella quale e avvenuto il processo di autocreazione attraverso la volonta ed il desiderio fonda la propria originale indentita, esce dalla paura della morte ed entra, veramente, in quello che si puo chiamare il sempre di Dio. Oltre a non aver piu paura , gode del suo Esserci, dellesserci degli altri e di tutto cio che e e fa. E come riempire di cose nuove il vuoto della possibilita. La persona e il punto di riferimento di tutto cio che e e la sua felicita desserci trasborda in un amore che avvolge e coinvolge tutto cio che e fuori di s. E dalla propria soggettivita cosciente che nasce la possibilita di relazione con tutto cio che e fuori di noi, e questa relazione e il gusto ed il senso della vita soggettiva perche essa e lamore. Quando questo processo e in atto e inarrestabile. La stessa morte fisica non puo fermarlo. La comunione e comunicazione con coloro che sono nati alla coscienza di s continua sempre anche oltre il mondo sensibile. Ma quando questo processo non e in atto, ogni creatura soffre e segna di sofferenza tutto il mondo. Quando essa muore lascia il vuoto della sua non esistenza personale cosciente. Lascia una ferita sanguinante nelle possibilita della vita. Quelluomo o quella donna che hanno attraversato la vita senza nascere come persone originali mancano per sempre a tutta lumanita oltre a mancare a coloro con i quali hanno convissuto. Il vuoto che lasciano e radicale come radicale poteva essere la loro presenza. La vita umana si puo qualificare dunque, massimamente, come radicale originalita personale, creativita e relazione. Solo in questa dinamica la persona prende coscienza di s e delle sue relazioni e la sua stessa esistenza prende senso dalla sua originale creazione e attraverso questa dinamica dilata sempre piu la comunicazione. La consapevolezza di s e degli altri stabilisce permanentemente una relazione che arricchisce, da senso e gusto alla vita degli uomini, inoltre permette di vedere come si costruisce il nostro infinito, il nostro sempre. Esso nasce dalla verita delle relazioni ed azioni consapevoli e personali e si dilata a tutta lumanita. Questo processo porta lumanita sempre piu verso la sua pienezza, verso la sua piena forma. Questa umanita e la nostra singolare umanita in comunicazione con ogni altro e, in questo scambio, avviene larricchimento di ogni singolo e di tutti. 2

Creativita e realazione sono fine ed origine della persona umana perche la strappano dal possibile e la pongono nella dinamica della comunicazione. I cristiani chiamano questo processo: realizzazione della persona e compimento della storia, attraverso il quale si accede a nuovi cieli e nuove terre. Noi sappiamo pero, ormai quasi tutti, che nel desiderio delluomo ce la visione del suo futuro. Quel desiderio ha custodito per tutti i seco li il percorso delle possibilita umane, e per quel desiderio vi e stata storia, cultura e religione. La morte e sempre stata vista dalluomo come un passaggio e non come la fine della sua esistenza. Ripugnava e ripugna ancora alluomo accettare la fine di una esperienza di coscienza. Ed e proprio la coscienza di s, del proprio Esserci che chiede la continuita della vita soggettiva, il sempre. Non ci sarebbe ragione di esistere, nella continuita senza la consapevolezza; ma per la consapevolezza (coscienza di s in relazione allaltro da s) ce tutta la motivazione di esserci per sempre. Lidea degli uomini di far soppravvivere alla loro morte biologica il proprio spirito (luogo dove si ritiene venga custodita la propria originalita personale) e antica quanto luomo stesso, per cui possiamo tranquillamente affermare che, nel desiderio delluomo, ce lanelito alla vita eterna ed il rifiuto radicale della morte come fine delluomo. Questo sentimento e piu radicato dellamore stesso, al quale per altro attribuiamo il gusto ed il senso della vita. Nel desiderio di immortalita e nel rifiuto del morire va riconosciuta tutta la potenzialita della nostra umanita, che mai si e adeguata al dato della morte come ineluttabile. In qualche modo gli uomini hanno cercato di trascendere questa realta proiettandosi in un futuro spirituale e perfetto. Oggi che le varie risposte culturali e religiose non bastano piu a soddisfare la domanda di totale salvezza, gli esseri umani vengono presi dallangoscia e sconforto generalizzato. Unangoscia sottile rende incomprensibile il vivere cosciente se esso ha come traguardo la morte. Non e tollerabile alla sensibilita ed intelligenza umana la propria fine. Le antiche risposte non soddisfano piu le sempre piu raffinate esigenze e le nuove risposte tardano a venire, perche esse sono possibili solo con un radicale cambio di punto di vista. Ci vuole un nuovo fondamento per la coscienza delluomo, una nuova prospettiva per la sua sete di giustizia ed amore. Luomo pare essere diventato, nei suoi valori, migliore dei suoi idoli, del suo Dio, per cui le risposte del passato non calzano piu. In questo momento storico luomo puo solo trarre la sua immagine e limmagine di Dio dal suo profondo desiderio di amore e di infinita. Forse e il momento dello svelamento del cuore delluomo e del cuore di Dio. E il momento in cui il desiderio piu antico delluomo, se assunto come punto di riferimento culturale, puo svelare come lamore possa essere lunica immagine possibile, sia per Dio che per luomo. Forse possiamo capire da questo desiderio limmagine di Dio che portiamo in noi come desiderio damore e fondare finalmente la nostra immagine non piu come immagine di uomini mortali ed infimi, ma come uomini infiniti e capaci di amare. Questa sarebbe la vera conquista delluomo: la fondazione della propria immagine non sui limiti dellinvalicabile, ma sulla soglia del possibile. 3

Quando avremo questa visione e questa cultura la paura della morte sara debellata perche conosceremo pienamete cose la vita.

Nel mio paese , per spiegare le possibilita umane, si racconta lesempio delluccellino che per effetto ipnotico del serpente va spontaneamente nella sua bocca. La capacita ipnotica del serpente consiste nel far dimenticare alluccellino, per un momento, di avere le ali per fuggire dal pericolo. Quanto basta perche luccellino si avventuri saltellando nella bocca del serpente.... Se interviene qualcuno si rompe lincanto, e luccellino torna a volare felice. Ora, anche gli uomini hanno tutte le possibilita per vivere, per conoscere la vita e per gustarla appieno. Essi pero sono incantati dalla loro stessa cultura attraverso la quale hanno dato una risposta al problema della morte, ma appunto una risposta tra le infinite possibili.....ma quella risposta pare essere lunica ed ineluttabile...... La concezione della nostra mortalita e pochezza ci fa vivere nella morte molto prima che questa avvenga, anzi, percorriamo la vita con lorizzonte della morte, attanagliati dalla paura e del tutto incapaci di vedere cosa scorre sotto i nostri occhi, fra le nostre mani e attorno a noi. Quellimmensa realta creativa di cui noi stessi siamo autori ci sfugge completamente. Viviamo, ci relazioniamo, siamo creativi, speriamo ma come se tutte queste attitudini ed attivita fossero di qualcun altro, non le nostre. Lorizzonte della morte svuota di significato tutta la nostra vita, mentre se riuscissimo a vivere pienamete coscienti, anche solo per un attimo, sapremmo che la morte esconfitta dalla vita quando questa vita e vissuta in pienezza di coscienza. Certo con lorizzonte della morte la vita diventa invivibile, angoscia, malattia e miserie di ogni genere si generano e perpetuano... quasi una corsa come luccellino nella bocca del serpente..... anche noi nelle braccia della morte. La stessa nostra fantasia non produce piu per la vita ma si arrampica sugli specchi per trovare una qualche soluzione per la nostra sopravvivenza dopo la morte fisica. Il reale tempo creativo delluomo che e nel mondo sensibile, viene sciupato e distorto. La creativita che puo trasformare tutte le cose e crearne di nuove viene usata per il potere, che e lopposto sia dellamore che della vita, o alienata nella fantasia da droghe e tecnologie sofisticate e sempre piu centrate nel sentimento di onnipotenza anziche nel desiderio damore e dimmortalita. Lonnipotenza infatti, ha nelluomo il segno malefico della distruzione, anzich come in Dio quello della creazione, segno evidente che lonnipotenza cercata dalluomo e il surrogato alla paura della morte e non lesuberanza della sua capacita di creare. Altri segni che turbano la coscienza di coloro che ancora non sono presi dallenfasi del tutto e subito sono: la droga come alienazione radicale del proprio s - alcune forme musicali che provocano lalienazione sistematica - sette religiose che scambiano legoismo radicale con lamore di s - letica del lavoro portata al parossismo - lecologismo che pone al centro la natura e ai 4

margini luomo cosciente, drammatico ritorno ad un sacro ancestrale che puo essere ancora piu pericoloso della potenza distruttrice delluomo. Pare che lavere sperimentato linsufficienza della ragione a spiegare il fine delluomo ed il suo oltre abbia ingenerato lodio per la ragione stessa. Ma se la ragione e insufficiente a dirci i fini delluomo, senza la ragione questi fini li perderemo per sempre. E giunto il momento nel quale luomo pensi ed agisca complessivamente, tenendo conto di tutte le realta e di tutte le dimensioni. Dal particolare alluniversale. Di s e degli altri. Di s, degli altri e del suo ambiente. Luomo e misura di tutte le cose, ma senza le cose che misura egli non puo vivere, per cui tutto e reciprocita funzionale ed intenzionale. Con tutto condividiamo quella funzionale, ma solo con i nostri simili e con Dio condividiamo quella intenzionale, ed e nellintenzionale soltanto che vi puo essere amore. Ogni epoca esalta le sue forme di alienazione per sopportare il dolore della morte.Oggi pero noi potremmo ovviare a questa finzione proprio a motivo della cultura diffusa ed omogeneizzata degli strumenti di comunicazione. Possiamo porci la domanda sul senso della vita direttamente senza ambiguita, svolazzi e sottintesi. Oggi lo possiamo fare, appunto perche vi e una cultura generalizzata che permette di riconoscere quasi mondialmente quali sono i valori essenziali delluomo: come linalienabilita del valore della persona umana con tutti i suoi diritti di liberta espressiva e di realizzazione dei suoi scopi esistenziali. Valori come giustizia, pace, benessere, diritto alla vita non sono mai stati cosi comuni, anche se e vero che sono cosi altrettanto disattesi nella loro applicazione reale. Tuttavia, questo fatto comporta la possibilita di generalizzare il discorso della vita. Anche la scienza si e fatta sensibile a questo problema. Qualita della vita, senso della vita, durata della vita sono discorsi affrontabili oltre che dal senso comune e religioso , anche dallinterno di discipline scientifiche che prima si occupavano solo del misurabile e del verificabile. Ora si puo porre culturalmente la questione che la vita umana e la possibilita di porre in essere lesserci personale. E dallesserci come persona che scaturisce la creativita e la relazione. Questi due termini sono il senso ed il gusto della vita umana. Dalla creativita umana nasce la possibilita di una creazione continuata che modifichi il mondo e noi stessi secondo il nostro desiderio e progetto e questo e il senso della vita soggettiva. Dalla relazione con i propri simili e con tutto nasce il gusto dellesserci che ci fa uscire dalla solitudine e dalla morte e ci introduce nellesuberanza della comunione comunicazione. Il traguardo della vita umana e dunque la coscienza di s, del proprio esistere in relazione con gli altri e con tutto in una continua interazione che dilata sempre piu la nostra soggettivita, fino a renderla capace di contenere il tutto senza perdere la propria identita. La relazione umana e la nostra creazione, essa puo essere messa in atto solo da noi, dalla nostra sorgiva soggettivita. Se non compiamo latto creativo essa non ce e il vuoto che produce questa mancanza e quello che viene occupato dalla paura del morire. Infatti, in noi muore la possibilita di esserci e di essere creativi e comunicanti.

La persona cosciente, creativa e comunicante entra nel sempre e non manca piu a nessuno. Lindividuo che vive nella paura del morire brucia tutte le possibilita e lascia un terribile vuoto nel mondo. La vita che abbiamo ricevuto e lunica possibilita che abbiamo per nascere veramente come persone coscienti, creative e in relazione, ma tutto cio dipende solo da noi. Il nostro progetto e fine e gia contenuto nel nostro desiderio. Il nostro tempo storico e la possibilita di porre nella realta dellesserci il nostro desiderio e cio sconfigge la paura del morire prima e la morte poi, perche e vero che la vita e lamore sono piu forti della morte. Angela Volpini Giugno 1997