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PARTE PRIMA

LA REINCARNAZIONE

La morte all'intersezione del tempo e dell'eternit.


Simone Weil

Cap. 1

LA FORZA DI UN'IDEA

L'UOMO FRA FUTURO E PASSATO


Tutti noi percorriamo questo scorcio finale del ventesimo secolo
avendo, rispetto alle generazioni precedenti, qualche problema in
pi a credere fermamente nel futuro. Da ogni parte giungono inviti
ad affidarsi alla sapienza scientifica e alla potenza tecnologica
acquisita (dall'Occidente), le quali raffigurano l'Uomo capace di
dominare tutte le forze disgreganti: di sconfiggere la malattia,
la povert, e anche la morte.
Dovremmo, secondo questo punto di vista, contare su quanto l'uomo
oggi sa di se stesso e su quanto riesce a fare per se stesso nel
presente; considerare, cio, il nostro essere vivi, come singoli e
come specie, un dato sempre pi sicuro e governabile.
Contare ciecamente sulle conquiste intellettuali umane, per, richiede di accantonare tante cognizioni e tante evidenze.
Dimenticare che la libert decisionale sconfinata nella sensazione di onnipotenza. Dimenticare che l'uomo si dato gli
strumenti e la mentalit per compiere azioni distruttive impossibili ai suoi predecessori.
Anche se una "congiura del silenzio" ne confina il ricordo al
periodo degli anniversari, in questo secolo passa una linea di demarcazione imprescindibile per valutare realisticamente la civilt
sviluppata negli ultimi quattrocento anni in Occidente. Questa demarcazione ha nomi esotici: Hiroshima e Nagasaki, nomi di luoghi
dove l'uomo ha dimostrato di aver raggiunto un grado di
possibilit concreta e di spersonalizzazione psicologica tali da
distruggere migliaia di vite senza necessit di coinvolgimento
diretto e personale.
Pertanto, oggi, per credere con la stessa convinzione di un tempo
alla sicurezza della vita, nonostante le meraviglie della scienza
medica e le conquiste sociali, si deve stendere nella memoria collettiva e personale una grande zona di amnesia. Oppure si possono
sminuire i fatti avvenuti, o argomentare politicamente l'impiego
contro gli esseri umani dell'energia nucleare. O, ancora, non
avere dubbi che la lezione di evidenza distruttiva sia stata
sufficiente: che quel che accaduto non accadr pi.
Ma questo richiede una nuova amnesia sul fatto che la potenza distruttrice si moltiplicata oltre ogni possibile immaginazione e
potrebbe cancellare l'umanit e il suo habitat. In definitiva, per
essere del tutto convinti che l'uomo abbia il diritto di fare e
decidere secondo ci che sa, senza tener conto di ci che non sa,

deve essere dimenticata l'evidenza di un fallimento avvenuto nel


perseguire i valori umani.
Esiste, per, una possibilit diversa per pensare al ruolo dell'uomo e per concepire il significato della vita, una possibilit
che consiste nel riportare a noi la consapevolezza del mistero che
circonda l'origine della vita sulla Terra. In questo mistero
nascosta la ragione stessa delle singole esistenze individuali,
addirittura la definizione stessa di Vita. Quanto pi ci limitiamo
a quanto stato scoperto ed inventato, tanto pi ci identifichiamo con la parte transitoria e mortale di noi stessi, ovvero
l'intelligente e abile Io, che , per, una parte assai piccola
della mente.
Se stabiliamo di rammentare il mistero che sta alla nostra
origine, il punto di vista per guardare al mondo e al nostro ruolo
in esso, si espande rispetto ai confini abitualmente pensati della
vita umana, ovvero la nascita e la morte. Allargare il concetto di
Vita a un tempo che va oltre la durata del corpo fisico e dell'Io
implica effetti incisivi sul modo di condursi e nel modo di intendere il senso dell'esistenza. Effetti, magari non soltanto positivi, come avremo modo di ricordare, ma fra questi effetti uno positivo e, in raffronto ai tempi attuali, anche innovativo
innegabilmente esiste: viene introdotto e rafforzato il criterio
della responsabilit, personale e collettiva, sulle decisioni e le
azioni da intraprendere. Con una pi ampia concezione della vita,
infatti, l'elemento di giudizio non risiede pi esclusivamente,
totalmente e rigidamente in quello che la personalit vivente sa,
desidera o teme; il concepire la propria durata nel tempo pi
estesa di quella del corpo fa albeggiare una forma pi incisiva di
consapevolezza degli effetti che scaturiscono dagli orientamenti
mentali, dalle attivit svolte, dai rapporti intrattenuti con
l'ambiente e con gli altri individui.
Dare alla Vita - anche solo in via ipotetica - il valore di una
vita fra altre possibili, cambia la profondit con cui la vita
presente viene vissuta. Tutta la rimozione narcisistica dei
fallimenti personali, e collettivi, non trova pi un terreno
preparato per l'amnesia; le sfide del quotidiano, come i grandi
enigmi insoluti della condizione umana, cominciano ad esigere un
confronto a pi vasto respiro, promuovono la visione che
l'orientamento tenuto nel presente non esaurisce i suoi effetti
nella realt immediata.

E'per questa sua potenziale capacit di suscitare una maggiore


consapevolezza nel vivere la propria vita che il diffondersi
capillare della credenza nella Reincarnazione costituisce una
sfida preziosa alla piattezza filosofica e morale del mondo
moderno. L'ipotesi che la situazione del vivente possa avere un
collegamento ad un retaggio di vite passate e che un compito
futuro si stia preparando per altri tempi un colpo di gong che
risveglia dal torpore la mente oppressa da preoccupazioni e
aspirazioni di breve termine.
La singolarit di questa sfida consiste nel non essere un moderno
prodotto dell'intelletto, ma la variante moderna di un' idea
presente presso vari popoli ed in ogni tempo, a volte come nozione
istintiva, a volte come problema ai pi alti livelli del sapere.
Nella civilt dell'Occidente, regno dell'IO dove vige il culto
della personalit brillante che si impone e che emerge "qui e
subito", non viene dedicata alcuna attenzione alle tradizioni
sulla metempsicosi e la trasmigrazione delle anime presso i popoli
antichi, studiate per lo pi per motivi culturali che ne
mantengono la caratteristica di idee obsolete; neppure si viene
indotti a considerare che milioni di persone di altre aree culturali credono tuttora alla validit del concetto di rinascita.
Ma l'idea, sotto il nuovo nome di Reincarnazione, da decenni ormai
viene incontro all'Occidente con forza propria suscitando interesse per l'Induismo e il Buddismo che con questo argomento si
confrontano da millenni. Sarebbe stato del tutto plausibile
riscontrare nel mondo cristiano, che da 1500 anni almeno non tiene
in considerazione l'idea di una preesistenza dell'anima, un
interesse scarso o un'assenza di simpatia per la reincarnazione.
Invece, l'attenzione sempre pi vasta dimostra che essa fa vibrare
corde profonde dell'animo, risveglia un "sospetto", mai del tutto
sopito, che la vita oggi vissuta non esaurisca tutto ci che vi
da vivere.
Vogliamo, per, chiarire senza ombra di dubbio che il nostro
intento non promuovere una "fede" nella "reincarnazione";
abbiamo l'incrollabile convinzione che, nell'ambito di quello che
trascende le umane possibilit di certezza, ognuno debba riflettere e orientarsi liberamente. D'altra parte, la constatazione del
diffuso interesse su questo argomento, evidenzia la necessit di
esperire numerosi mezzi per orientare la riflessione. Non
affermiamo, quindi, la "verit" dell'idea reincarnazionista; ne

riconosciamo l'antica dignit e assumiamo come ipotesi che, esattamente come suggerisce l'esperienza quotidiana a ogni altro livello, il presente dell'Anima intrattenga delle connessioni col
passato e che, a sua volta, il presente possa costituire la ragione di una vita futura.
Osservando, poi, che l'idea del ritorno di un principio vitale in
nuovi corpi ha una storia antica, diffusa e multiforme, riteniamo
che, per lo meno allo stato attuale dello sviluppo dell'umanit,
la sua vera funzione consista nel costituirsi prima di tutto come
una sfida alla mente. Questa idea del ritorno alla vita non appartiene di diritto ed esclusivamente ad una religione, per quanto
alcune confessioni l'abbiano inglobata a differenza di altre, e
non si configura, pertanto, come una fede da coltivare, ma come
una diretta e libera assunzione di responsabilit nel ragionare
sul senso globale della propria vita.
METEMPSICOSI, TRASMIGRAZIONE, REINCARNAZIONE
Questi vocaboli sono dati come sinonimi, anche nei pi comuni
dizionari della lingua italiana, ma identici non sono. Vero che
risulta oltremodo difficile formulare per ognuno di essi una perfetta definizione, sia per l'abitudine ad intercambiarli, sia per
il loro utilizzo nell'occultismo che ne ha differenziato
variamente il significato.
Tendenzialmente si pu considerare la metempsicosi come il passaggio di un "principio eterno" in corpi fisici dei tre regni
della natura, come pianta, animale, uomo; si applica comunemente
alle dottrine pitagoriche. La trasmigrazione un termine di pi
ampia portata, frequentemente riferito alle dottrine orfiche ed
orientali, con cui si intende il passaggio di elementi psichici
dell'uomo dopo la sua morte in altro (o altri) essere umano. La
reincarnazione invece il termine pi moderno e si riferisce,
nell'accezione pi stretta e pi pubblicizzata, alla continuit
dell'individuo, dovuta al passaggio dopo la morte di tutti i suoi
elementi psichici in un nuovo corpo umano. E' con questo termine
che la molteplicit delle vite diventata un concetto famigliare
in Occidente, aggregando via via credenze sempre pi legate alla
remunerazione o alla punizione di quanto compiuto nelle esistenze
precedenti.
Alla visione strettamente reincarnazionista si riallacciano le
ricerche su testimonianze di vite gi vissute, diventate usuali

dal secolo scorso negli ambienti dello spiritismo, condotte da


studiosi contemporanei
che sottopongono le
testimonianze alle opportune operazioni di verifica. Sembra consigliabile andare cauti con le memorie di vite passate, quandanche
abbiano superato le verifiche pi rigorose, perch le potenzialit
della mente sono ancora in larga parte sconosciute. Non da
considerarsi improbabile che una persona posta nelle adatte condizioni (come nell'ambito di un esperimento di regressione o per
effetto dell'ambiente di nascita, come nel caso dell'India) possa
"conoscere" vite che sono state gi vissute; ma da questo non
consegue necessariamente che tali vite siano state vissute dalla
sua "anima". La non conoscenza dei limiti della mente e di quanto
essa abbia immagazzinato, gi avvenuto dalla notte dei tempi o ancora da avvenire, rende imprudente considerare questi ricordi come
veramente personali. Essi assumono un valore di indizio, quando
non addirittura di prova, in Occidente perch il loro carattere
insolito suscita scalpore; ma cos non accade nei paesi dove la
trasmigrazione un'idea globalmente accettata. Nei testi sacri
indiani, come le Upanishad, il credo nella trasmigrazione dell'anima da un corpo all'altro non dipende da fatti di memoria, ma
semplicemente dalla convinzione che l'anima indistruttibile.
Da un altro punto di vista, queste ricerche di esistenze precedenti possono essere l'effetto negativo della diffusione dell'idea reincarnazionista in Occidente; infatti la ricerca su vite
passate pu trasformarsi in un'espressione narcisistica, in una
costituzione di miti personali che consentono di sfuggire alla
normalit insoddisfacente del quotidiano.
La considerazione pi importante da farsi che la ricerca di memorie di incarnazioni passate, per spiegare circostanze concrete o
lati del carattere, si configura come una risposta ad una domanda
non posta che invece essenziale: che cosa ritorna in vita?
Cercare memorie di una "propria" vita passata significa aver
automaticamente accettata l'ipotesi che l'Io di oggi coincida con
l'Io del passato e che porti con s - sepolte in strati profondi
della memoria- storie del tutto sue, o con un'altra parola
diventata comune: il suo karma. Questo tipo di approccio alle
vicende dell'anima, gradito alla mentalit occidentale gelosa dell'individualit e restia a dissolverla, non da ritenersi, per,
l'unico o il pi diffuso. Dal punto di vista generale della trasmigrazione, infatti, il ritorno alla vita non riguarda

forzatamente elementi personali dell'uomo, ma solo effetti delle


azioni che vengono compiute; secondo questa visione l'uomo stesso
sarebbe karma incarnato. Su questa sottile, ma fondamentale questione di "chi" si reincarna diremo meglio a proposito dell'Induismo e del Buddismo; vi accenniamo qui per suggerire che
nell'accostarsi all'idea della reincarnazione il primo compito da
proporsi identificare dei criteri che risuonino come verit alla
propria intima ricerca di significato.
Tanto meglio se tali criteri avranno il sostegno di testi carismatici, o delle opinioni delle persone vicine, perch questo
ispirer una rassicurante sensazione di unit con i propri simili,
ma non a prezzo della rinuncia alla responsabilit per le proprie
credenze e per il proprio destino spirituale, perch non da
escludere che ci che avverr dopo la morte consister precisamente in quello in cui si avuto fede nel corso della vita.
Le generazioni che ci hanno preceduto, dissodando il terreno dell'inconsapevolezza in cui l'uomo era avvolto, hanno lasciato un
giardino fiorito di tante tradizioni e credenze ove possiamo oggi
addentrarci, confortati dal sentire che interrogarci sulla nostra
umanit il momento spirituale pi bello, che ci distingue da
altre pur meravigliose forme di vita.
L'ANIMA IN TERRA GRECA
Anima significa vento, aria, spirito, soffio vitale, ed come
soffio vitale che la intesero le civilt primitive in ogni parte
della Terra, alcune dandole una sede interna, in qualche organo o
nelle ossa, altre intendendola esterna, magari insediata nell'ombra proiettata dal corpo.
Principio vitale era considerata anche dai popoli antichi della
Grecia; fino all'epoca omerica, l'anima aveva una sola funzione:
abbandonare il corpo e con ci determinarne la morte. Per il suo
successivo destino Omero non nutriva grandi aspettative: essa
confluiva nell'Ade e restava priva di contatti con il mondo
vivente, tranne che con gli eroi che talvolta nell'Ade si
introducevano fortunosamente per interrogarla. A quel tempo, gli
uomini erano eroi o vili, buoni o cattivi, nobili o schiavi per
volere degli dei; non era ancora sorto quel sentimento del merito
o demerito personale originato da un concetto che informer tutta
la civilt successiva del bacino del Mediterraneo: il senso di
colpa.

Fu la nascita delle citt greche in sostituzione della civilt dei


palazzi, a creare nuovi rapporti sociali e a sottomettere il
singolo al giudizio dei suoi simili. Nacque cos il concetto di
colpa personale che non fu senza influsso sul concetto di anima.
Oppure possiamo dire che fu l'Anima ad influire sulle attivit
mentali, a risvegliare gli uomini e a manifestarsi come sede di
valutazioni morali?
Ci che conta che questa nuova concezione provoc una rivoluzione e, circa sette secoli prima della nostra era, in Grecia il
destino dopo la morte assunse linee pi complesse. L'anima
cominci ad essere descritta come dimensione intermedia fra il
basso livello degli animali e quello altissimo degli dei e le
scuole di pensiero che maggiormente si affermarono proposero diverse vie di uscita da questa condizione.
Il movimento dionisiaco, originario di una zona "barbara", ossia
esterna alla Grecia e situata nell'Asia minore, fu il primo a
porre l'anima come soggetto di una visione iniziatica che si
articolava di vita in vita; la liberazione da questo rivivere
doveva avvenire "dal basso", con la sperimentazione da parte
dell'uomo di una condizione ferina, selvaggia, inebriata e,
pertanto, scevra dalle colpe abituali della normalit umana. Successivamente, al movimento dionisiaco si collegarono due correnti
filosofico-religiose che, ugualmente ribadirono la trasmigrazione.
Esse proponevano, per una via di uscita "verso l'alto", con la
divinizzazione dell'anima e differivano fra loro nell'obiettivo
sotteso alla catena delle vite.
La scuola di Pitagora, il quale era essenzialmente uno sciamano,
consisteva in una comunit iniziatica, maschile e femminile, le
cui regole di vita erano condizionate dall'aspettazione di vite
future; la promessa pitagorica era che, al termine delle esperienze in ogni genere di corpi, l'anima avrebbe acquisito conoscenza e potere, diventando un demone o una divinit.
La scuola che si richiamava ad Orfeo era formata da sacerdoti
itineranti e definiva il corpo come un "carcere" per l'anima, che
in esso veniva punita per le colpe di cui era macchiata. Lo scopo
della trasmigrazione per gli orfici consisteva in una espiazione e
la promessa per il futuro era, semplicemente, la purificazione
dell'anima.
E' importante sottolineare questa differenza di orizzonte tra i
pitagorici e gli orfici, poich il dilemma sullo scopo della

reincarnazione, se sia apprendimento o espiazione, permane intatto


nel presente e sembra rispondere ad un dualismo profondamente radicato nella mente umana.
C' da chiedersi, comunque, da dove, secondo gli antichi greci,
venisse agli uomini tanta malvagit. La risposta si trova ancora
nel dionisismo; il mito racconta che i progenitori degli uomini, i
Titani, uccisero, smembrarono e divorarono il corpo dell'innocente
Dioniso, lasciando questa colpa come eredit per i posteri.
L'inclinazione violenta degli esseri umani si spiegherebbe con
questo crimine primordiale e causerebbe la necessit della trasmigrazione dell'anima. L'idea di una colpa originaria un mito
universale; oggetto di studio della Psicologia moderna che la
rintraccia nella costituzione stessa dell'Io, ed inglobato in
molte religioni come dimostra la Genesi con la cacciata di Adamo
dal Paradiso. Anche gli Assiro-Babilonesi, fondatori dell'astrologia, sottolinearono il concetto di colpa, immaginando che,
sciolti i legami col corpo, l'anima scendesse nel regno di divinit oscure per sottostare al giudizio sulle azioni compiute.
Pertanto, tutte le civilt dell'area mediterranea condivisero,
portandola a varie conclusioni, l'idea che l'anima abbia una vita
separata dal corpo; ovunque, progressivamente si sottoline l'importanza della valutazione morale sul comportamento in vita,
proprio in conseguenza del credere alla persistenza dell'anima
oltre la durata corporale.
Constatiamo, quindi, che sebbene non prioritaria l'idea della trasmigrazione non era estranea alle radici della nostra civilt; chi
pi autorevolmente ha dato voce a questa tendenza spirituale
Platone. Pur tenendo conto della vastit dei suoi scritti e delle
variazioni del suo pensiero, questo frammento della Repubblica ha
una grande forza suggestiva perch enfatizza la partecipazione
diretta dell'anima alla scelta della nuova vita e descrive questo
momento decisivo con mirabile rispondenza ai meccanismi
orientativi umani.
[...] Anime dall'effimera esistenza corporea, incomincia per voi
un altro periodo di generazione mortale, preludio a nuova morte.
Non sar un demone a scegliere voi, ma voi a scegliervi il demone"
Dopo queste parole dell'araldo divino, Er, il narratore scelto
dagli dei per vedere e riportare questi fatti, racconta che sulle
anime vengono lanciate le "sorti", ovvero il turno per scegliere
la vita futura. Ogni anima si affretta a raccogliere la sorte

cadutale accanto che le d il diritto di scegliere da un mucchio


contenente ogni tipo di vita, animale e umana. Esistenze con tanta
belt, valore, ricchezza, o con una mescolanza di povert e
ricchezza, salute e malattia; vi erano gerarchie di vite [..] non
c'erano per gerarchie di anime perch l'anima sarebbe diventata
necessariamente diversa a seconda della vita che sceglieva.
L'araldo continua a dare istruzioni [...] Anche chi si presenter
per ultimo, purch scelga con senno e viva con regola, pu
disporre di una vita amabile, non cattiva. Il primo cerchi di
scegliere con cura e l'ultimo non si scoraggi. A queste parole
[...] colui che aveva avuto la prima sorte si era subito avanzato
e aveva scelto la peggior tirannide. A questa scelta era stato
spinto dall'insensatezza e dell'ingordigia, senza averne valutato
abbastanza tutte le conseguenze. E cos non s'era accorto che il
fato racchiuso in quella scelta gli riservava la sorte di divorarsi i figli, e altri mali. Quando l'aveva esaminata a suo
agio, si percoteva e si lamentava della scelta, senza tenere
presenti le avvertenze dell'araldo divino. Non gi incolpava se
stesso dei mali, ma la sorte e i demoni, tutto insomma eccetto s.
Quest'anima incauta nella scelta proveniva da un'esistenza ben
ordinata ed era inesperta di sofferenze, mentre altre, provenienti
da vite pi sofferte, non si lanciavano in scelte precipitose. Il
risultato era che in genere si vedevano le anime permutare beni
con mali e mali con beni, perch la maggior parte sceglieva in base alle abitudini contratte nella vita precedente [...] S'era
avanzata poi a scegliere l'anima che era stata Ulisse, cui il caso
aveva riservato l'ultima sorte; ridotta senza ambizioni dal
ricordo dei precedenti travagli, se ne era andata a lungo in giro
cercando la vita di un privato individuo schivo di ogni seccatura.
E non senza pena l'aveva trovata, buttata in un canto e negletta
dalle altre anime; al vederla aveva detto che si sarebbe
comportata al medesimo modo anche se la sorte l'avesse designata
per prima; e se l'era presa tutta contenta. A scelta effettuata,
ogni anima ricevette per compagno il demone guardiano che le
avrebbe fatto adempiere al destino scelto; poi, al calar della
sera tutte le anime bevettero le acque del Lete e dalla memoria
scomparve la nozione di tutto quanto avvenuto e deciso. [...] Poi
s'erano addormentati, quando a mezzanotte era scoppiato un tuono e
s'era prodotto un terremoto; d'improvviso chi di qua chi di l,
eccoli portati in su a nascere, ratti filando come stelle cadente.

L'EGITTO E LA SAPIENZA ERMETICA


Nel lungo periodo della civilt egizia si sviluppata la convinzione della persistenza dell'anima e di una superiore valutazione da subire dopo la morte. Nei miti di Osiride spicca, per,
una tradizione trasmigratoria (che probabilmente diede origine
alla classificazione gnostica degli uomini in "comuni" ed "eletti") secondo la quale, periodicamente, all'interno del genere
umano rinascerebbe una sacra trib di eroi con il compito di assistere ed elevare le condizioni materiali e spirituali della Vita
sulla Terra.
Il pi efficace contributo egizio al pensiero della trasmigrazione, si ha, per, tardivamente negli scritti di Ermete Trismegisto che tanto influenzarono l'epoca rinascimentale.
Ecco un frammento che espone la trasmigrazione dell'anima come un
destino (quasi) collettivo e che echeggia concezioni rintracciabili in India [...] Da una sola Anima dell'Universo
derivarono tutte le anime. Queste anime hanno molti mutamenti,
alcuni assumendo pi fortunato stato, altre tutto il contrario...
Non tutte le anime umane, solo le anime pie sono divine. Una volta
separata dal corpo, e dopo aver lottato per raggiungere la piet,
che consiste nel riconoscer Dio e nel non fare del male a nessuno,
una tale anima diviene tutta intelligenza. L'anima empia, comunque, punisce se stessa nella ricerca di un corpo umano in cui
entrare, giacch non altro corpo pu ricevere l'anima umana; essa
non pu entrare nel corpo di un animale privo di ragione. La legge
divina preserva l'anima da simile infamia... L'anima passa da
forma a forma; e le dimore del suo pellegrinaggio sono molteplici.
Tu deponi i tuoi corpi come vestimenti; e come vesti torni ad
indossarli. Tu esisti da tempo, anima dell'uomo; anzi, tu esisti
da sempre.
LA SORGENTE INDIANA: Induismo e Buddismo
Orientarsi nell'arcipelago delle tradizioni, delle osservanze e
delle stratificate interpretazioni della filosofia religiosa dell'India opera riservata a specialisti e non abbiamo la pretesa
di emularli. Sottolineiamo, per, che la gamma delle spiegazioni
sulle vicende del principio spirituale dentro l'uomo ben pi
vasta e complessa della generale convinzione occidentale che vuole

tutti gli indiani credenti nella reincarnazione e nel karma.


Cerchiamo di individuare i concetti chiave unificanti la moltitudine di credenze. Prima di tutto l'esistenza in ogni uomo di
un principio permanente che non l'Io (non , cio, la persona
che nasce, ha un nome, viene mossa da sentimenti e risentimenti e
alla fine muore) bens una misteriosa presenza immune dalle circostanze del tempo e dello spazio: l'anima individuale.
Secondariamente, viene generalmente condiviso che tale principio
permanente identico all'Anima universale, ossia alla immota
purezza della Coscienza cosmica. Terzo punto condiviso che
questa identit con l'Anima universale del tutto ignota
all'anima individuale.
Da questa base comune, le varie scuole si differenziarono per
spiegare le ragioni dell''"ignoranza" dell'anima e i suoi effetti.
Vi furono gli assertori di un determinismo assoluto, secondo i
quali l'uomo subirebbe senza via d'uscita un destino cieco a causa
della natura stessa delle cose, del capriccio del caso, dell'azione del tempo e altro ancora. Questi pensatori invitarono all'edonismo; o all'indifferenza esistenziale risultando, per lo
meno, tiepidi sul problema etico e la condotta morale.
La maggior parte delle scuole sostenne, invece, che, non conoscendo la sua natura divina, l'anima lascia libert all'Io di creare
false rappresentazioni mentali e nutrire desideri che hanno il
potere di intrappolarla nella dimensione materiale. L'anima
trasmigra cos di vita in vita incontrando gli effetti delle azioni delle vite passate, ossia il karma.
Lo sviluppo di questo concetto rappresenta l'avvento della morale
nella cultura induista, ed equivale alla transizione greca dalle
credenze omeriche sull'anima a quelle dionisiache. Karma (o karman
) significa azione ed indica essenzialmente che gli effetti delle
azioni buone o cattive conservano influenza nel tempo. Con l'idea
del karma la vita assume un significato che va oltre le
possibilit di conoscenza dell'uomo, il quale, per,
interrogandosi sulla qualit dei suoi comportamenti diventa, in
gradi o in modi diversi a seconda delle scuole religiose, partecipe della formazione del suo destino.
I testi sacri sul karma introducono, pertanto, nell'India la questione della libert morale, anche se nessuno ne d una soddisfacente spiegazione definitiva; come pu, infatti, l'uomo essere
libero se alle sue spalle premono gli effetti del karma? Ma, il

fatto di avanzare il principio dell'esistenza della libert


morale, permette all'Induismo di porre all'orizzonte una via di
uscita dalla dolorosa catena delle vite. Ogni uomo, insegnarono la
maggior parte delle scuole, nasce in una condizione predeterminata, ma dispone della libert morale per disegnare il karma futuro
a seconda dei comportamenti e delle decisioni della vita presente.
Non sfuggir che, nei fatti, questa concezione finisce per
inglobare tutte le esperienze di sofferenza dell'uomo dando loro
un carattere di fatalit; alcune tradizioni offrono una visione
fortemente punitiva della trasmigrazione, che diventa una spiegazione fatalistica delle disparit delle condizioni di vita fra
gli esseri umani.
In epoca pi tarda, intorno al V secolo a.C., dall'alveo delle
credenze induiste si stacc la predicazione di Budda e dalle sue
parole, ma ancor pi dalle sue reticenze, ebbe origine un grande
movimento innovativo. Questa complessa dottrina si distinse
mettendo in risalto l'incessante mutabilit di tutto l'esistente:
non c' niente che possieda un'esistenza sostanziale autonoma, n
una materia eterna, n un'anima eterna, n un dio eterno. Esistono
solo le Leggi universali, lo spazio vuoto e il Nirvana, parola con
cui viene designato lo stato di assenza di tutti quei desideri che
l'uomo prova a causa della dolorosa illusione di essere un'entit
separata. In modo nettamente contrastante con la generalit delle
tradizioni, il Buddismo insegna che ci che si intende come
"persona" non sarebbe la somma di un'anima e di un corpo, ma la
risultante di vari livelli di incessanti combinazioni di atomi
[simili concetti echeggiano nella fisica moderna]. Tutto ci che
esiste (o meglio: sembra esistere) sorge dalla combinazione di
propriet senza possessori, di condizioni senza soggetto sperimentante, di accadimenti senza un substrato su cui svilupparsi.
Il concorso di questi elementi, nei livelli pi grevi, sarebbe responsabile della grande illusione che esistano entit materiali
separate e dotate di una loro propria unit.
Con la morte, che dissolve la coesione delle componenti spirituali
e materiali, il flusso della coscienza illusoria alimentato dal
karma persiste aggregando le componenti di un nuovo essere che,
pur diverso dal precedente, ne continua la vita come erede delle
sue azioni.
Per il Buddismo, quindi, Il karma non punisce esseri - che non
esistono pi e neppure sono realmente esistiti - ma guida il dive-

nire del mondo come un'esigenza di bilanciamento di tutte le


azioni compiute nel mondo stesso. In altre parole la nascita degli
esseri umani avviene perch i resti psichici delle azioni compiute
dagli esseri precedenti reclamano un altro corpo che dia loro
espressione; l'arresto del processo di riversamento karmico lo
scopo da perseguire comprendendo l' illusoriet di ogni
separatezza, affinch il karma possa estinguersi nella beatitudine
del Nirvana.
Queste concezioni, che non contemplano alcuna divinit creatrice e
definiscono il mondo come appare ai sensi una semplice illusione,
furono, e ancora sono, difficili da comprendere, cosicch presto
nel Buddismo si formarono due tendenze destinate a divergere
sempre pi. Le loro denominazioni sono: la scuola del "Piccolo"
Veicolo, che mette l'accento sulla liberazione individuale da ottenere con una vita ritirata dal mondo e l'aspirazione al
(proprio) Nirvana, e la scuola del "Grande" Veicolo, che sottolinea la salvezza di tutti gli esseri, da perseguire con la
compassione e la carit.
L'India stata un grande laboratorio per i molteplici orientamenti della credenza nella trasmigrazione e ci permette di individuare come possano ampiamente divergere gli effetti sociali e
concreti di questa credenza. L'Induismo, pur pervaso dal grandioso
concetto di ahimsa, riduttivamente tradotto come "non violenza",
affiancava a tale mite regola di condotta la divisione in caste
che, nei fatti, si configurava come una violenza alla dignit
umana. La societ tradizionale antica era divisa in gruppi sociali
secondo l'attivit della famiglia del nativo, diretta conseguenza
del suo karma: dalla prima casta braminica, esentata da lavori
materiali, alla quarta dei servi, assoggettata ai servizi per le
caste superiori, seguita poi dalla sterminata massa degli
"intoccabili", fuori casta. Limitando la libert sociale, veniva
limitata anche la libert morale sulla quale avrebbe dovuto,
invece, fondarsi il karma della vita futura.
Il Buddismo, non enfatizzante il concetto di colpa ma quello di
compassione, rifiut fin dalle origini la divisione sociale in
caste separate. La tradizione narra che il re Ashok, prima
persecutore e poi convertito al Buddismo, ripudi il ricorso alla
guerra, viet i sacrifici di esseri viventi, costru case di accoglienza e ospedali per uomini e per animali, scav pozzi e piant
alberi ombrosi per i pellegrini.

L'accento sulla compassione sembra rendere pi mobile ed evolutiva


la societ, promuovendo lo spirito di servizio dei singoli e
togliendo al karma le valenze persecutorie che non di rado tende
ad assumere.
LE "VIE " CINESI
La cultura cinese si caratterizzata fin dalle origini come molto
attenta al ruolo dell'individuo di fronte alla societ; pi che
alle tematiche interiori ha dato importanza a quelle esteriori,
lasciando l'uomo immune da quel senso di colpa che ha caratterizzato la societ greca classica e quelle giudaico-cristiane.
L'uomo cinese provava "vergogna" e non colpa ogni volta che il suo
comportamento lo rendeva passibile del rimprovero da parte dei
suoi simili. Dal magma dell'Universismo cinese nel VI sec. A.C.
emersero due filoni.
Il Confucianesimo, che divenne una vera e propria filosofia di
stato, considerava specifico compito morale dell'uomo sviluppare
il sentimento dell'Ordine Universale e poneva l'accento sulla
morte come momento di interesse sociale, promuovendo una grande e
duratura tradizione di riti funebri. Il culto degli antenati si
fondava sulla convinzione che l'anima persistesse dopo la morte
del corpo e che entrambi avessero come comune luogo di destinazione la dimensione sotterranea: il corpo per tornare alla sua
matrice e l'anima per ricongiungersi agli dei della Terra; ma per
alcune correnti la sopravvivenza dell'anima costituiva una
semplice credenza di conforto per i vivi. Le credenze popolari, a
fianco della religione ufficiale, contemplavano la possibilit che
sporadicamente le anime dei trapassati potessero tornare in vita
assumendo i corpi di orsi e di serpenti.
L'altro filone fu il Taoismo che affermava essere l'Ordine Universale una realt concreta, fonte di vita per tutti gli esseri
attraverso un'armonia dei contrari, sebbene indefinibile, o
definibile come: Vuoto o Nulla. L'osservanza delle regole di vita
taoiste proponeva una via mistica ed ascetica, avente lo scopo di
dare l'immortalit all'anima personale attraverso il metodo della
quiete, dello svuotamento del cuore e dello spirito da ogni
sentimento particolare, al fine di raggiungere l'estasi, ossia
l'identificazione con l'Ordine universale.
Alle credenze autoctone universiste si affiancarono visioni
penetrate dall'esterno; forse intorno I secolo d.C. i monaci

itineranti indiani approdarono in Cina, trovando il terreno preparato dai concetti mistici taoisti e, nonostante le successive frequenti persecuzioni, la loro filosofia provoc una rivoluzione
delle credenze. Essi introdussero i concetti del tutto nuovi della
trasmigrazione e della legge morale del karma che, intrecciandosi
con i sentimenti popolari locali, diedero origine a minuziose
regole di rinascita in conseguenza dei vari tipi di peccato: per
l'usura la rinascita come asino, cammello o pecore da tosare, per
l'adulterio la rinascita come anatra; invece, per una condotta
ossequiente alla morale comunemente condivisa, la rinascita in una
nuova vita lunga e felice. Nonostante questi aspetti folcloristici
ed integralisti, l'idea di poter rinascere in corpi umani ebbe
ampia diffusione presso le popolazioni cinesi e vari riti per propiziare alle anime defunte una buona rinascita divennero ogni anno
il centro di una grande festa popolare della morte e della
reincarnazione.
EBRAISMO E CRISTIANESIMO
La Bibbia pone costantemente l'accento sulla potenza creatrice di
Dio raffigurato in forma personale, senza nulla in comune con la
visione impersonale di un Tutto onniaccogliente, o Anima
universale caratteristica delle concezioni orientali.
L'uomo composto di anima e di corpo ed creato da Dio, pertanto
n l'Ebraismo n le religioni derivate si soffermano sulla condizione dell'anima prima della nascita. Una sua eventuale pre-esistenza in Dio potrebbe non discordare con le dottrine bibliche
che, per, esplicitamente non la sostengono. Viceversa, l'Ebraismo
molto si interrog sulla condizione umana e sulla sofferenza,
specialmente quando essa colpisca uomini giusti e obbedienti al
Signore. Le speculazioni sul problema del dolore umano trovano la
pi alta espressione biblica nel Libro di Giobbe, che si conclude
con il riconoscimento della umana debolezza e del dovere dell'uomo
di sottomettersi totalmente alla volont divina, per pacificarsi
col proprio dolore e ricevere da Dio nuove e pi grandi
benedizioni materiali.
Anche sulle vicende dell'anima dopo la morte, la religione ufficiale ebraica si scarsamente pronunciata, ma nelle credenze
popolari era presente la convinzione che essa sostasse in una specie di terra dell'oblio. Sottolineando soprattutto lo stretto rapporto dell'anima col corpo, l'Antico Testamento accoglie, invece,

la credenza nella resurrezione del corpo, come una prospettiva


generale e realizzabile alla fine dei tempi. Similmente il Cristianesimo accetta l'idea della resurrezione finale dell'uomo ponendola, per, come diretta conseguenza dell'evento centrale, e
decisivo per la salvezza dell'anima, costituito dall'avvenuta
resurrezione di Cristo.
A fianco delle forme ufficiali di queste due religioni, sono state
portate avanti speculazioni mistiche contemplanti in qualche caso
l'idea della trasmigrazione. Nello Zohar, che il nucleo della
Cabala, si prospetta una riunione delle anime nel divino, allorch
esse abbiano attraversato le vite necessarie per maturare tutte le
perfezioni in esse seminate fin all'origine. Le sette gnostiche,
alcune apparentate al Cristianesimo e considerate sue derivazioni
eretiche, nelle loro speculazioni pervennero talvolta a concezioni
reincarnazioniste simili a quelle indiane; generalmente, per,
l'ambito gnostico sottoline con forza l'effetto salvifico della
conoscenza, ponendo l'accento sulla rivelazione divina destinata a
pochi eletti, salvi per natura, e preclusa agli altri uomini.
Non mancarono, inoltre, Padri della Chiesa che si interrogarono
sulla preesistenza dell'anima, talvolta affrontando apertamente
l'idea della trasmigrazione. Il II Concilio di Costantinopoli nel
553 intervenne con un'anatema, scomunicando i sostenitori della
preesistenza dell'anima e della sua reintegrazione finale in Dio;
gli studiosi moderni avanzano dubbi sulla effettiva conoscenza di
questo anatema da parte del Papa, ma innegabile che il Cristianesimo, abbandonando il sincretismo degli inizi, divenne col tempo
sempre pi dominato dalle alte gerarchie del clero concordemente
avverse ad ogni ipotesi di trasmigrazione dell'anima.
UN "ERETICO" INGENUO ED IRRIDUCIBILE
Il giudizio su Giordano Bruno come uomo controverso, ma del
pensatore tutti sono concordi nel sottolineare il carisma e la
carica innovativa. La sua filosofia si sviluppata nella seconda
met del 1500, avendo sullo sfondo, da una parte la rivoluzione
copernicana che riconosceva il Sole e non pi la Terra come centro
intorno al quale ruotano i pianeti, e, dall'altra la Riforma
protestante che si riprometteva un distacco dalle prassi mondane
della Chiesa e dalla sua interpretazione delle Sacre Scritture.
La ricerca di nuovi orizzonti era il filo conduttore del pensiero

di Bruno che affrontava nelle sue formulazioni pi elevate l'idea


della molteplicit dei mondi, dell'Anima Universale il cui
Intelletto muove la materia dal di dentro e che, come "fabbro del
mondo", dall'interno del seme fabbrica ogni corpo. Bruno
celebrava, quindi, il carattere divino della Natura e intendeva la
divinit come Uno, che tutto comprende, avvicinandosi, dunque, a
Pitagora e all'ermetismo e non rifiutando la possibilit di
trasmigrazione delle anime, sulla quale egli si interrogava e che
probabilmente, al di l dello stimolo intellettuale, gli dava
anche forza personale nell'ultima parte del suo destino
travagliato.
Troppo libero e fuori dagli schemi per venir tollerato dalla
Chiesa coinvolta da uno storico periodo di difficolt, troppo
malaccorto nelle relazioni sociali della sua vita di esule pellegrino, troppo ingenuo e illuso per dubitare che, spiegando
diffusamente le sue idee, avrebbe dissolto l'accusa di disprezzo
per la religione, Bruno visse gli ultimi dieci anni della sua vita
confinato nelle prigioni romane. "Accolgo la sentenza con paura
minore di quella che provate voi nel comunicarmela" disse ai
giudici che lo condannarono e con lo stesso sprezzante coraggio
affront il rogo nel febbraio del 1600. Questa una delle sue
risposte ai giudici, nella fase veneziana del processo, e documenta un'umanissimo atteggiamento problematico sulla reincarnazione;
una visione complessa, possibilista e dubitativa delle capacit
umane di pervenire alla soluzione, che non lontana dall'essere,
forse, l'atteggiamento pi razionale che sia dato tenere. [...] Ho
sostenuto e sostengo che le anime sono immortali.. Cattolicamente
parlando, io credo, che le anime non passino da un corpo
all'altro, ma vadano in paradiso, in purgatorio o in inferno.
Ragionando per col lume naturale, e parlando da filosofo, ho
considerato che l'anima non pu sussistere senza il corpo, eppure
non un corpo; quindi pu alla stessa guisa passare da un corpo
all'altro. Il che se non vero, pare almeno verisimile l'opinione
di Pitagora...[...]

UN'AMBASCIATRICE DALL'ORIENTE
La parola teosofia significa conoscenza di Dio e si applica a
tutti i mezzi che possono permettere il contatto con il divino e
le sue rivelazioni. Tutta la storia del pensiero percorsa da

correnti di speculazione teosofica; abbiamo citato nel nostro


percorso Pitagora e gli Orfici, gli gnostici e gli ermetici,
Platone e Giordano Bruno. Tutti gli ambienti della speculazione
teosofica condividono l'enfasi sull'unione mistica con Dio,
intravedono una dimensione esoterica dei testi sacri, anche dei
Vangeli, velata negli insegnamenti divulgati alla generalit degli
uomini, nonch la possibilit di esperienze straordinarie, occulte
o, con dizione moderna, parapsicologiche.
Dal 1875 la parola "teosofia" designa correntemente anche il
complesso di credenze raccolte, amalgamate e diffuse da Helena
Blavatsky, un'intraprendente personalit russa (fra le sue
esperienze sembra esserci anche la partecipazione alle imprese
garibaldine) che a lungo soggiorn in India. I principi che essa
pose come base della sua Teosofia, che non nacque come un nuovo
credo, ma come diffusione di cognizioni segrete note agli iniziati
dall'antichit, sono essenzialmente tre.
L'onnipresente, eterno, sconfinato Principio Divino che trascende
le pi eccelse capacit di formulazione della mente umana.
L'eternit dell'Universo, che ciclicamente soggetto a fasi di
manifestazione e di scomparsa. La fondamentale identit di tutte
le anime con l'Anima universale e l'inevitabile pellegrinaggio di
ogni anima nel ciclo delle reincarnazioni secondo le cause create
dal karma; all'origine di questa peregrinazione vi sarebbe la fondamentale condizione non evoluta dell'anima che con la
trasmigrazione pu progredire verso la conoscenza di quei piani,
non materiali, entro cui l'Universo si evolve. Pertanto, la
personalit umana non sarebbe che un vestito per coprire un'individualit reale, che permane nelle varie vite e soffre, attraverso le varie personalit, per i suoi peccati.
La fondazione della Societ Teosofica diffuse negli Stati Uniti
questi concetti filosofico-religiosi e rese popolare l'idea di
karma, estesasi poi a tutti i paesi occidentali. Sebbene i seguaci
non fossero, n sono oggi, enormemente numerosi, la Societ svolse
un grande ruolo culturale mettendo a confronto la cultura
illuminista e cristiana con quella del mondo induista e buddista,
introducendo, inoltre, nuovi, sebbene non sempre chiari, criteri
di riflessione.
La Blavatsky aveva ben presente il disagio delle societ industrializzate dell'Occidente che stavano cancellando antichi ritmi
e modi di vita, stratificando nuovi tipi di emarginazioni e di in-

giustizie sociali. Questo frammento della sua Dottrina Segreta


avanza una spiegazione alle disparit del mondo e, senza
nominarla, risente molto pi della concezione ind delle caste che
della fondamentale illusoriet del mondo, propria del buddismo.
[...] Karma una parola dai molti significati [...] Come sinonimo
di "colpa" indica un'azione compiuta per raggiungere l'oggetto del
desiderio terreno, e quindi egoistica, che non pu non essere
dannosa per qualcun altro. Il karma "azione" [...] "effetto"
di un'azione eseguita egoisticamente, dal momento che la grande
legge dell'armonia subordinata all'altruismo. [...] solo
questa dottrina, io sostengo, che pu spiegare il misterioso
problema di Dio e del Maligno e riconciliare l'uomo con la
terribile ed evidente ingiustizia della vita. [...] Per questo,
quando qualcuno, ignaro della nobile dottrina, si guarda intorno e
vede le ingiustizie e le diseguaglianze dovute alla nascita e alla
fortuna [...] gli onori tributati agli stolti e ai dissoluti [...]
mentre il loro fratello pi vicino, con tutta la sua intelligenza
e le sue nobili virt, di gran lunga pi meritevole, dilaniato
dal bisogno e dalla mancanza di comprensione [..] proprio quella
benedetta conoscenza del Karma l'unica cosa che gli pu impedire
di maledire la vita e gli uomini...
In altra parte dei suoi scritti la Blavatsky chiarisce come la sua
Teosofia contempli una dottrina di punizione severa, basata sull'assoluta giustizia perch nessuna azione, e neppure un solo
pensiero colpevole, restano impuniti; anzi, il pensiero sar
giudicato assai pi severamente dell'azione, avendo esso molte pi
possibilit di produrre risultati negativi di un qualsiasi gesto
materiale.
Fra i contributi indiani al pensiero della Blavatsky, compare
anche l'astrologia applicata all'indagine sull'anima; solo dopo
l'affermazione della Teosofia in Occidente si sviluppa un'astrologia detta "karmica". Fin dalle sue origini mediterranee l'astrologia si era sempre occupata pi della vita pratica dell'uomo
che degli aspetti trascendenti; talvolta si era accompagnata alla
magia, all'esoterismo, specie di derivazione egizia, ma di
astrologia del karma si pu parlare compiutamente solo con la
diffusione della Teosofia.
Avendo avuto origine nell'ambito teosofico, derivato da concezioni
induiste, l'astrologia karmica porta non di rado un'impronta cupa
o punitiva, etichettatrice, invece che suggeritrice di

riflessioni. A questo atteggiamento, anticipiamo, non aderisce il


contenuto di questo libro.
UN SALTO NELLA LUCE
Dissodato dalla Societ Teosofica il duro terreno dell'indifferenza occidentale per la possibilit di un "passato" dell'anima,
l'interesse per le dottrine orientali ha incentivato la traduzione
di vari testi antichi. Il Bardo Thotrol o Libro Tibetano dei Morti
un'antico insegnamento iniziatico per abbandonare il ciclo della
rinascita ed unisce le pi antiche concezioni tibetane con quelle,
successive, del Buddismo.
Il titolo ingannevole perch, prima che di morte, il libro tratta della vita, cio degli stati psicologici che si ripresentano in
ogni momento come condizioni che dominano l'uomo e lo tengono in
balia del karma. Il libro incoraggia a riconoscere questi stati
emotivi e a dominarli perch altro non sono che proiezioni della
mente. L'insegnamento si fonda completamente sulla necessit di
liberare la mente dalla sua pi tenace illusione: l'esistenza di
realt separate, al fine di portarla a riconoscere come ogni cosa
abbia origine nelle sue proiezioni.
Tutto questo perch al momento della morte gli stati psicologici
del karma si presentano con maggior forza e spingono ad una nuova
incarnazione. La mente deve giungere alla crisi della morte
allenata a riconoscere le sue proiezioni come prive di realt.
Contemporaneamente a queste proiezioni, nel trapasso i si manifesta
la luce sconfinata della Mente pura e vuota di ogni proiezione.
Questa la vera realt e la coscienza dell'uomo deve riconoscerla
immediatamente ed immergersi in essa.
Da questo insegnamento consegue che si reincarnano coloro che non
padroneggiano l'attivit mentale e lasciano esplodere la paura
della dissoluzione o tutti i desideri connessi all'esistenza corporea. Nell'intervallo fra vita e morte, l'uomo, dunque, decide il
destino futuro: se non teme la sconfinata luce e vi confluisce,
esce dalla ruota delle reincarnazioni, se si lascia afferrare
dalle proiezioni karmiche rientra in una nuova vita terrena. Ma
anche il grado di immedesimazione nelle illusioni della mente
importante, perch determina il genere della nuova esistenza:
quanto pi il morente riuscir a resistere alle sue proiezioni,
tanto pi avr la possibilit di scegliere un'esistenza meno dolorosa o comportante pi ampie possibilit di evoluzione

spirituale. Su questo controllo esercitato sull'impulso a


reincarnarsi si basa il lamaismo tibetano.
Ogni vita, concludendosi con il bardo della morte e con la
possibilit di scelta in esso implicita, d, secondo gli insegnamenti del Bardo Thotrol, la possibilit della liberazione, a
somiglianza del Cristianesimo che, col pentimento finale, d
all'uomo l'estrema possibilit di salvare l'anima dalla dannazione
eterna.
Risolversi all'immersione, quindi alla dissoluzione di s, nella
luce sconfinata della Mente vuota molto difficile per la mente
umana abituata ai confini del corpo; lo stato supremo in bilico
fra la liberazione definitiva e la paura della liberazione viene
mirabilmente descritto da Aldous Huxley nel romanzo Il tempo si
deve fermare. [...] La luminosit si avvicinava, si faceva pi
intensa. Egli divenne una parte della beatitudine, divenne una
stessa cosa con il silenzio e con la bellezza. Per sempre, per
sempre.
Ma con la partecipazione alla bellezza si accompagn la partecipazione alla conoscenza. E improvvisamente egli riconobbe quei
frammenti riacquistati del suo io per quello che essi
vergognosamente erano: li riconobbe per semplici grumi ed elementi
disintegranti, per mere assenze di luce, per mere privazioni
destituite di ogni trasparenza, per un nulla che doveva essere
annientato, doveva essere sottoposto a quella forza incandescente,
considerato in tutta la sua bruttura alla luce di quel silenzio
illuminante, considerato e capito e quindi ripudiato, annientato
per far luogo alla bellezza, alla conoscenza, alla beatitudine.
[...] Bruscamente, quasi violentemente, la bellezza della luce e
la sofferenza di partecipare alla conoscenza furono intensificati
oltre i limiti della possibilit. Ma nello stesso istante egli si
rese conto di poter distrarre la sua attenzione, di potersi
rifiutare a quella partecipazione. Deliberatamente, limit la sua
consapevolezza....
UN PENSATORE SCETTICO E LEALE
Carl Gustav Jung indiscutibilmente la personalit che ha maggiormente influito sulla conoscenza del funzionamento della
psiche. Avendo evitato di intrappolare la Psicologia nel livello
fisiologico, ne ha fatto una scienza iniziatica, oltrech un'efficace psicoterapia.

Nutriva una profonda e costante ammirazione per la saggezza


orientale e sappiamo da una sua esplicita affermazione che dal
Libro Tibetano dei Morti Jung ha tratto molte cognizioni, incoraggiamenti e intuizioni. Lo defin anche un libro di grande
umanit e di profonda penetrazione dei misteri della psiche. Non
possiamo quindi supporre in lui un pensatore prevenuto, al
contrario, egli era un leale estimatore del pensiero orientale;
pertanto possiamo accogliere come utile incitamento alla
riflessione le sue argomentazioni sulla reincarnazione, scritte a
commento psicologico del Libro tibetano dei Morti: [..] L'idea
orientale del karma una specie di teoria psichica
dell'ereditariet, basata sull'ipotesi della reincarnazione, cio
in ultima analisi della sovratemporalit della psiche. N il
nostro sapere N la nostra ragione possono accordarsi con questo
modo di vedere che contiene per noi troppi se e troppi ma.
Anzitutto, quel che sappiano di una possibile sopravvivenza della
psiche individuale oltre la morte desolatamente scarso, tanto
scarso che non nemmeno possibile determinare come si potrebbe
dimostrare qualcosa in proposito. Inoltre sappiamo fin troppo bene
che dimostrare questo , per motivi gnoseologici, altrettanto
impossibile quanto dimostrare Dio. Possiamo accettare prudentemente il concetto di karma solo in quanto esso in generale
compreso come ereditariet psichica nel senso pi ampio della
parola. C' un'ereditariet psichica, cio eredit di peculiarit
psichiche come disposizione alle malattie, tratti del carattere,
talenti ecc.... Si tratta di fenomeni vitali essenziali che
agiscono soprattutto psichicamente, come vi sono anche
caratteristiche ereditarie che agiscono soprattutto fisiologicamente, cio fisicamente.
Sono parole giustamente prudenti perch provengono da un maestro
che non ha mai cessato di mettere in guardia dai pericoli di
frettolose giustapposizioni della mentalit occidentale e
orientale. Inoltre Jung era un medico, cio uno scienziato dedito
alla ricerca di spiegazioni rigorose. Tuttavia, come scrisse nella
prefazione dell'edizione tedesca dell'I Ching, nutriva anche
questa generale convinzione [...] L'irrazionale pienezza della
vita mi ha insegnato a non scartare mai nulla, neanche quello che
urta contro tutte le nostre teorie (ho quanto effimere!) o sembra
per ora inspiegabile. Questo ci turba, n siamo mai del tutto
sicuri che la bussola indichi la direzione giusta; ma a nessuna

scoperta si pu giungere nella certezza, nella sicurezza e nella


tranquillit.
Con queste premesse, prendendo le proprie decisioni coraggiosamente, senza lusingarsi di aver raggiunto la pietra miliare
della Verit, si pu pensare alla possibilit della Reincarnazione
come ad un allargamento della base su cui poggia la concezione
globale dell'essere umano. Il che potrebbe costituire una svolta
culturale opportuna.
Abbiamo visto, infatti, che alle radici della civilt occidentale
esiste la credenza nella trasmigrazione e che questa credenza
stata bloccata, spiritualmente e culturalmente, dalle religioni
testamentarie. Sappiamo bene che nulla scompare dalla psiche,
semplicemente si inabissa. La convinzione di poter rivivere,
esclusa dalla coscienza occidentale, potrebbe essersi alleata con
forze collettive oscure, soprattutto con il lato spaventevole
della morte, e rendere pi aggressivi la
supremazia ed il senso di onnipotenza della nostra civilt.

i. Bar-do sta per "tra due (esistenze)", o comunque per "intervallo"


fra uno stato e quello successivo.

CAP. 2

ATTEGGIAMENTI CONTEMPORANEI
CHE COSA PENSATE DELLA REINCARNAZIONE?
Nel corso dei numerosi incontri con il pubblico, composto sempre
da persone di vario orientamento, avvenuti in questi anni abbiamo
affrontato la questione reincarnazionista presentandola, come in

questa sede, in veste di proposta di riflessione. Abbiamo potuto


raccogliere cos i sentimenti pi diffusi fra coloro che a questa
ipotesi sono inclini a concedere credito.
In apertura del dibattito, la domanda che frequentemente abbiamo
posto al pubblico stata se la reincarnazione possa essere
considerata, oggi, una teoria per illudersi o per progredire. La
convinzione espressa dai presenti stata nella quasi generalit
dei casi la seconda; e questo suggerisce due considerazioni.
Appare evidente che questa ipotesi mobilita atteggiamenti di
stampo positivo, di speranza, di desiderio di automiglioramento,
che probabilmente rivelano bisogni spirituali non soddisfatti dalla vita, dall'educazione, dalla cultura corrente e dal vissuto
contemporaneo delle grandi religioni occidentali.
D'altro canto, per, questa convinzione di progresso spirituale
acquisibile attraverso l'ipotesi reincarnazionista pu rivelare
una inconsapevolezza del rischio di essere una pura evasione intellettuale; come quando la si affronta superficialmente, con le
casuali o falsate rappresentazioni che ne spesso ne danno i Media.
Come giustamente rilevava la Blavatsky, i pensieri possono essere
anche pi efficaci delle azioni, pertanto un pensiero evasivo,
ludico, superficiale pu avere effetti non positivi e non
auspicabili.
L'altra domanda qualificante rispetto alla reincarnazione che abitualmente abbiamo posto al pubblico relativa a "chi" o "che
cosa" si reincarna. In tutti i casi la risposta stata:
l'anima individuale, ossia un principio che porta con s il suo
personale movente reincarnazionista e il suo karma.
Nondimeno questa concezione non ha mai creato conflitto con
un'altra convinzione risultata abbastanza generale: la possibilit
di un karma che unisce alla famiglia o ad altre persone, oppure
(ma con maggiore esitazione) ad un gruppo pi vasto, come i
connazionali o i coetanei.
Il convincimento che a reincarnarsi sia un principio individuale
pu indicare un'assunzione di responsabilit oppure, in negativo
un ripiegamento su se stessi, ma non tanto forte da non ammettere
che il destino personale sia intrecciato con quello di altri.
E' risultata raffigurata, quindi, la condizione generalmente
vissuta nella societ italiana che d valore all'individuo, ma
conserva valore ai legami famigliari e avverte- seppure in misura
limitata - l'influenza delle condizioni globali ambientali.

Infine, abbiamo sempre cercato di ricondurre la discussione


sull'aspetto qualificante della reincarnazione, ovvero sulle sue
presumibili motivazioni. Non disponiamo di un'indagine documentata, ma solo di esperienze dirette, non strutturate con la
scelta di campioni di persone, quindi non pretendiamo di quantificare la frequenza delle risposte. Esse, comunque, si sono
articolate su due posizioni molto nette: l'espiazione e l'apprendimento, che evidenziano nel linguaggio astrologico un'impronta "saturniana" e una "gioviana" entro la quale tende di
massima a suddividersi il pubblico.
L'incarnazione per motivi di espiazione ci ha lasciato l'indubitabile impressione di essere sempre la prima e la pi frequentemente dichiarata. Il movente inconscio di questo rigoroso
atteggiamento pu risiedere, non tanto in una scadente autovalutazione, quanto nel gi ricordato senso di colpa primordiale,
ripetuto da vari miti e collegabile alla lacerazione dell'unit
del mondo e di Dio; di questa lacerazione il mondo sopporterebbe
ancora il castigo. Questo livello archetipico che accomuna
l'umanit, si riepiloga nella formazione originale della coscienza
che emerge a fatica dall'inconscio, con un senso di perdita
dell'unit. Cosicch l'essere nel mondo viene vissuto con un senso
di mancanza dolorosa di una dimensione pi vasta. Forse, anche
come condizione peregrina, dopo la cacciata da un paradiso senza
pericoli, comunque venga configurato questo paradiso. Su questa
posizione psicologica trova facile presa la letteratura karmica
nelle sue formulazioni pi rigidamente punitive.
L'incarnazione per motivi di apprendimento compare abitualmente
come seconda risposta ed evidenzia, invece, l'aspetto "eroico"
della natura umana. Ovvero, nello sviluppo della coscienza si nota
che allo stadio inerme e "punito" dell'Io che si sente colpevole,
segue la fase del rovesciamento e della lotta contro le potenze
minaccianti: i draghi delle fiabe o le figure "cattive" di dei,
genitori, re e maestri. Questa posizione psicologica si stacca dal
primitivo dolore attraverso, o per, il miglioramento dell'Io: per
acquisire una maestria o una conoscenza che salvi e riscatti dall'instabile condizione umana. A tale atteggiamento gi si
collegavano le antiche teorie gnostiche della conoscenza come
possibilit di salvezza, e le visioni esoteriche che intravedono
livelli occulti della realt, la cui scoperta permette crescita e
potere.

Non fuori luogo dire, dunque, che ancora modernamente sussiste


la divaricazione sorta allorch, in Grecia, si pose l'anima come
soggetto di evoluzione: l'espiazione orfica nel carcere del corpo
e la ricerca pitagorica del potere sciamanico. Evidentemente entrambe le posizioni hanno per noi, discendenti di quella cultura,
una fondamentale giustezza e rispondenza a bisogni profondi del
collettivo; di entrambe probabilmente saggio sfrondare le
varianti estreme, evitare le irriducibili durezze della certezza,
e comprendere che possono confluire l'una nell'altra. L'apprendimento pu talvolta avvenire attraverso l'espiazione di errori, il
che come dire che qualunque punizione meritata fonte di apprendimento.
Sono emerse saltuariamente dal pubblico anche altre spiegazioni
sui moventi della reincarnazione. Frequente la considerazione,
allineata alle teorie della Teosofia, che la reincarnazione (punitiva) si serva delle disparit di condizioni esistenziali e
sociali per provocare la purificazione dell'anima; il che un
concetto da mitigare con quello della solidariet karmica, perch
all'estremo limite conduce all'indifferenza sociale, come abbiamo
visto nell'Induismo con la costituzione delle caste.
Si sono espresse anche persone convinte che il karma possa avere
una funzione solidale, espiativa delle colpe altrui; questa
visione "nettuniana" poetica e sacrificale, riecheggia il sacrificio di Cristo per la salvezza degli uomini, pertanto rappresenta anch'essa un motivo antico della nostra civilt, soffocato dalla vernice egotistica delle dinamiche sociali contemporanee. Il sacrificio di s per la salvazione di tutti
stato, lo dimostra la diffusione del Cristianesimo, una grande
innovazione per la natura umana; considerato da un punto di vista
profano il sacrificio consistito in un passo ulteriore, o una
variante, della figura dell'Eroe. Inoltre, giova ricordare che
anche nel Buddismo del Grande Veicolo la compassione elevata al
rango della sapienza e vi si insegna che esseri umani evoluti,
chiamati Bodhisattva, dopo aver raggiunto l'illuminazione, ritardano l'ingresso nel Nirvana per dedicarsi all'evoluzione degli altri esseri.
Questa variante "ampia" delle ragioni del karma che alcuni
cominciano a prendere in considerazione potrebbe, in negativo, non
essere esente da sfumature masochistiche o da tendenze assolutorie
per le proprie imperfezioni, ma, tenuta nella giusta

considerazione come una delle tante ipotesi possibili, pu esercitare un correttivo per la durezza del karma ancora troppo spesso
inteso come indefettibile legge di espiazione che avviluppa e
isola l'uomo in una dimensione punitiva.
INTENZIONI
Abbiamo ricordato le credenze degli antichi, riconosciuto il ruolo
meritorio della Teosofia nell'incitare l'Occidente a ragionare
sulla reincarnazione e preso atto di diffusi sentimenti che oggi
suscita l'idea della possibilit di reincarnarsi.
Ora, nella Parte seconda, ci rivolgeremo all'astrologia in quanto
strumento di indagine per individuare possibili disposizioni
karmiche della propria vita.
E' opportuno darci una base chiara circa le informazioni che di
volta in volta cercheremo nel tema natale.
Il lettore, per parte sua, dovrebbe rispondere alle essenziali
questioni suscitate a livello teorico dall'idea reincarnazionista:
che cosa si reincarna e per quale esigenza ci pu aver luogo. Da
parte nostra, similmente, ci accingiamo ad esporre entro quale
visione teorica si collocano le spiegazioni e le interpretazioni
astrologiche, essendo, ovviamente, impossibile trattare un
argomento senza possedere un punto di vista; ed avendo, inoltre,
la volont di tramettere solo messaggi palesi.
La visione teorica che proponiamo della Reincarnazione fa ricorso
a pi fonti - fra quelle precedentemente illustrate - perch, come
abbiamo la convinzione che l'opinione personale in questa materia
sia sovrana per la coscienza individuale, allo stesso modo
crediamo che nessun singolo e nessuna tradizione possano pervenire
alla definitiva verit sulla reincarnazione e il karma.
Designiamo come "anima" il principio spirituale che si reincarna
perch questa dizione ne sottolinea le capacit di valutazione
morale. Nel rispetto delle convinzioni alle radici della nostra
civilt, intendiamo l'anima in continuit con vite precedenti, ma,
come nelle tradizioni asiatiche, non riteniamo che essa emerga da
una colpa commessa, bens da una ignoranza della sua vera e divina
natura. Tale ignoranza, sperimentata come una colpa, sospinge ad
una progressiva evoluzione verso la comprensione - anche attraverso esistenze terrene, assimilabili a scene diverse di una
lunga storia, in tempi e luoghi differenti del mondo, che intrattiene nessi karmici con altre anime e con l'umanit nel suo

complesso.
In questa storia evolutiva, solo illusoriamente l'anima sola.
Come nel Buddismo, crediamo non sia possibile una salvezza esclusivamente individuale; o meglio, temiamo che tale salvezza individuale consista in una forma di ignoranza dell'Uno in cui tutte le
anime esistono.
In sintonia con gli insegnamenti del Libro Tibetano dei Morti,
riteniamo che la liberazione dell'anima dal ciclo delle reincarnazioni possa avvenire in qualsiasi vita, maggiormente se essa
vissuta con la volont di abituarsi a governare i desideri;
crediamo, comunque, che maggiore sar l'autodominio acquisito,
maggiore sar la possibilit di rinascere entro condizioni moralmente pi evolute.
Anche per l'influsso del mito platonico, riteniamo che nessuna
esistenza gravemente difficile a livello fisico, materiale, morale
possa essere giudicata il riflesso di altrettanta colpevolezza
passata; pi probabilmente essa consiste nel frutto di un esacerbato e ingovernato desiderio, alla conclusione della vita
precedente, di ridare un corpo e una vicenda qualsiasi all'anima.
In sintonia con quanto alcuni cominciano a percepire, riteniamo
possibile che molte vite dolorose rivelino sacrifici di anime che
accettano sofferenze finalizzate a favorire l'evoluzione di altri.
Infine, riteniamo che nella vita non tutto stratifichi karma, ma
solo gli atti che coinvolgono veramente le scelte morali.
Tutte queste concezioni, beninteso se si accetta il principio che
ogni cultura abbia qualcosa da insegnare alle altre, possono
essere compatibili con gli orientamenti personali che seriamente e
flessibilmente considerino l'ipotesi reincarnazionista.
Per le considerazioni astrologiche dei prossimi capitoli relative
al passato karmico, sottolineiamo che daremo i "significati" che
gli astri natali suggeriscono, perch di significati, appunto, si
occupa l'Astrologia.
Non si troveranno circostanze concrete e caratteristiche - sesso,
aspetto fisico, professione, peccati commessi- di vite passate,
perch riteniamo che questo tipo di pratica dell'astrologia
karmica costituisca un vano e depistante esercizio della fantasia.

PARTE SECONDA

L'ASTROLOGIA

una volta stabilito l'universale, si pu conoscere


ogni realt singolare in esso contenuta che si
presenti ai sensi.
AL-KINDI De Radiis

Cap.1

STRUMENTI DI INDAGINE
CHE COSA E'L'ASTROLOGIA
Dell'Astrologia si parla molto, la si studia sempre pi spesso, la
si annovera fra le mode contemporanee, ma per un suo utilizzo
corretto necessario definire in che cosa essa consiste. Troppo
spesso essa viene scambiata per una disciplina sostenitrice di
influenze astrali sull'uomo, mentre in realt il pi antico
metodo di interpretazione dell'essere umano e del suo mondo.
La prassi dell'Astrologia consiste nel ricapitolare le mille sfaccettature della dimensione interiore ed esteriore umana entro
pochi riferimenti celesti: i pianeti del sistema solare e lo
spazio, denominato Zodiaco, entro il quale si stendono le loro
orbite. Lo scopo perseguito andare al di l delle percezioni
frammentate, mutevoli, caotiche, dettate dall'immedesimazione
dell'individuo nella propria situazione del momento, al fine di
rintracciare un ordine.
Questo prototipo di ordine nel cielo, nel ritmico e regolare
intreccio delle orbite dei corpi celesti. La prospettiva
astrologica, pertanto, assimila l'interiorit dell'individuo, con
tutte le forze che dalle sue profondit provocano gli eventi
esterni ed il destino, alla volta celeste e alle luci che in essa
si muovono. Specchiandosi in questa dimensione al di sopra della
sua condizione concreta l'individuo ha la possibilit di acquisire
una conoscenza oggettivata di se stesso, di trovare connessioni

fra impulsi interiori contrastanti, di rintracciare moventi ignoti


alla coscienza: condizionamenti del temperamento, della famiglia,
dell'ambiente e anche - per chi possiede questa convinzione o
vuole esperirne la possibilit - condizionamenti che derivano da
un tempo che precede la vita presente.
Pertanto, l'approccio corretto all'Astrologia comporta un'iniziale
ricorso all'immaginazione per assimilare i simboli interiori del
microcosmo umano alle luci del macrocosmo celeste e un successivo
rigore razionale nelle deduzioni; non pu e non deve essere un
atteggiamento dogmatico, ma possibilista, suscitatore di ipotesi
per l'autoriflessione e l'autoformazione. Ma pu succedere, un p
per la pressione delle difficolt della vita, un p per la fretta
che caratterizza l'epoca presente e, talvolta, anche per una
frettolosa concezione meccanica del destino, che l'Astrologia
venga utilizzata in un modo improprio che spegne quella luce della
comprensione che potrebbe rendere pi ampia e vivida.
Che cosa mi succeder? E' la domanda frequente, mentre la formulazione corretta sarebbe: che cosa sto per far accadere a me
stesso? Non esiste un tracciato univoco del futuro di un individuo se non per l'individuo schiavo del suo temperamento, ossia per
colui che troppo pigro per guardare dentro l'ampiezza delle sue
possibilit.
L'Astrologia una disciplina in evoluzione quanto lo il progresso della cultura, pertanto uno dei pi comuni errori nel suo
utilizzo pratico consiste nel credere che l'interpretazione delle
configurazioni astrali sia stata fissata nel tempo in formule
eternamente valide. I simboli sono dentro di noi e con noi si
evolvono e si esemplificano in mille forme diverse nel corso della
storia. Le indicazioni che possibile trarre attraverso l'astrologia in termini di eventi, di libert d'azione e comodit di vita
per un cittadino del XX secolo sono radicalmente diverse da quelle
che poteva sognare e sperare un suo simile del Medio Evo; questa
differenza oggettiva di possibilit, determinata dalla generale
elevazione qualitativa della societ, l'alveo entro cui in ogni
tempo si devono decifrare le configurazioni astrali. Possiamo dire
che l'Astrologia si situa ad un livello di concezione "qualitativa" della vita e che la sua funzione concreta consiste nel permettere un miglior utilizzo dell'esistente livello "quantitativo" di
possibilit: le capacit personali e le opportunit offerte dal
mondo circostante.

IL TEMA NATALE
L'Astrologia per esercitare la sua funzione rivelatrice si avvale
della carta del cielo. Una sua definizione tecnica potrebbe dire
che la carta del cielo rappresenta una frazione del Tempo resa intellegibile attraverso le posizioni dei pianeti del sistema solare
osservati da una determinata orientazione spaziale terrestre, in
altre parole, si tratta di una rappresentazione stilizzata del
cielo come sarebbe osservabile in un dato momento e luogo del
nostro pianeta.
Ci che essa raffigura un incrocio tempo/spazio, nel quale accadono eventi concreti: nascono esseri viventi, spuntano piante, si
affacciano alla mente idee, avvengono eventi atmosferici, si intrattengono rapporti. Tutto ci appartiene a sfere diverse, ma
tutte ricondotte dall'Astrologia all'aspetto presentato dal cielo
in quel momento, perch essa coglie in piani diversi le somiglianze di metafisiche.
Normalmente si compila una carta del cielo in riferimento alla
nascita di una persona ed in questo caso l'incrocio tempo/spazio
ne costituisce il tema natale, comunemente ed impropriamente noto
sotto il nome di Oroscopo. La sua interpretazione permette di
rintracciare gli atteggiamenti istintivi, le modalit di approccio
alla vita, le complessit e i punti di forza della personalit,
nonch le facolt latenti che, sviluppate, potrebbero consentire
alla persona in questione un'esistenza pi significativa e
soddisfacente.
E', a questo punto, opportuna una digressione perch la diffusa
presenza di rubriche con l'oroscopo su tutti i Media sembra
contraddire quanto appena esposto.
L'Astrologia nel suo perfetto contesto si basa sui riferimenti
personali della nascita, ma a questo stadio di precisione arrivata nel corso del suo sviluppo pi tardi di quanto si ritenga
comunemente. Dopo essere passati dalla prima fase di applicazione
alle vicende collettive alla fase di studio dell'individuo, per
molto tempo l'astrologo non ha potuto fruire delle esatte coordinate natali per ragioni oggettive: la mancanza di strumenti di
misurazione del tempo nelle case, la scarsa importanza, anche
legale, attribuita all'esatto momento della nascita e la mancanza
di strutture amministrative come le Anagrafi moderne. Pertanto, a
lungo l'interpretazione astrologica personale si basata su carte

del cielo approssimate o addirittura redatte per il momento del


contatto fra astrologo e consultante, oppure su configurazioni
astrali generiche.
Questo conferma che l'Astrologia non una disciplina rivelata o
uno studio scientifico della natura, ma un duttile strumento per
conoscersi tanto pi e tanto meglio, quanto pi preciso il punto
di partenza di cui dispone. Questa duttilit permette la sua presenza nei periodici che utilizzano una sola, ma importante, componente del tema natale: la posizione del Sole che, col suo percorso giornaliero regolare (circa un grado al giorno), transita lo
stesso segno zodiacale ogni anno nel medesimo periodo. Restringere
il discorso al Sole permette di suddividere in dodici gruppi i
lettori, utilizzando il segno zodiacale in cui esso era nel giorno
di nascita. In forza della grande rappresentativit simbolica del
Sole i consigli generali dei periodici assumono qualche validit
orientativa, come il costante favore che essi incontrano presso il
vasto pubblico dimostra. Questa intuizione metodologica a fini
editoriali risale agli anni '30 ed appartiene all'astrologo inglese R.H.Naylor; essa reso l'Astrologia una presenza abituale
della comunicazione del mondo moderno e, sebbene consista in un
livello ludico ed inferiore, ne ha rilanciato la sperimentazione,
avviato la ricostruzione storica, generalizzato lo studio. Nelle
riviste specializzate in astrologia, compaiono, infatti, descrizioni e previsioni ad un livello maggiormente personalizzato
perch si rivolgono ad un pubblico di appassionati, disponibile ad
impadronirsi delle tecniche per il calcolo e la stesura della carta del cielo; disponendo in un buon manuale , sono operazioni
piuttosto semplici e la prima consiste nel calcolo dell'ascendente, ovvero del segno che sorge all'orizzonte e rende
personalizzata tutta la configurazione degli astri. Dall'ascendente derivano le case: dodici settori in cui la carta del
cielo viene suddivisa in stretta analogia con altrettante sfere
esistenziali concrete. Nei segni zodiacali e nelle case vengono
collocati i 10 pianeti astrologici: i Luminari, il Sole e la Luna,
che pianeti non sono ma cos vengono chiamati in astrologia,
Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone;
recentemente il tema viene completato anche con l'inserimento di
Chirone e dei Nodi Lunari.
Disponendo di tutte queste indicazioni possibile procedere
nell'interpretazione che, come detto, ricerca la personalit, i

talenti potenziali nonch gli altrettanto potenziali blocchi,


difficolt, complessit del carattere.
Questo sar il ritratto dell'individuo considerato alla luce della
sua esistenza presente, ma possibile delineare, accettando
l'ipotesi della molteplicit delle vite, quali connessioni questa
vita intrattenga con epoche passate e future. E' questo l'obiettivo che ci proponiamo e procederemo, quindi, ad individuare nel
tema natale tutto quello che pi specificatamente allude a
tematiche persistenti oltre l'inizio e la fine della vita.
Schematizzando, a fini di chiarezza, ci accingiamo a cercare nel
tema natale tre livelli di karma, cui daremo le seguenti
denominazioni:
* Karma del focolare. Un "finto" karma: una problematica accidentale che dalla personalit potrebbe confluire nell'evoluzione
dell'anima e che necessario dissolvere per intravedere
chiaramente qual' l'intenzione evolutiva dell'anima.
* Percorso evolutivo dell'anima. La sintesi di tutte le esperienze
dell'anima nei vari stadi materiali e immateriali della realt; un
percorso che conclude un livello passato e volge ad uno stadio
successivo.
* Movente karmico della vita presente. Questo l'aspetto pi
vicino alla comune idea di karma, cio sotto forma di condizionamento delle azioni passate; segnala la componente psicologica
che ha scelto la presente incarnazione, in armonia o in contrasto
con le intenzioni dell'anima.
Indichiamo qui di seguito la consigliabile sequenza interpretativa
del tema natale; lasciamo lo sviluppo, o l'apprendimento, dei
punti 1 e 4 ai lettori e affronteremo, nei capitoli seguenti, gli
altri punti specificatamente collegati all'evoluzione spirituale.
Precisiamo che dei punti 2 e 3, oggetto dei capitoli 2, 3 e 4,
possono valersi anche i lettori che non hanno preparazione
astrologica e non possiedono il loro tema natale, perch con le
tabelle in appendice troveranno le posizioni natali di cui tener
conto per l'interpretazione.
****
Interpretazione del tema natale dal punto di vista

della reincarnazione
1- Calcolo del tema natale
2- Ricerca del Novilunio Prenatale = karma del focolare
3- Ricerca del Nodo Lunare primario e secondario= percorso
evolutivo dell'anima
4- Interpretazione globale del tema natale
5- Ricerca dei pianeti retrogradi= movente karmico della vita
Ricerca dei contatti karmici:
I Nodi Lunari nelle case
Pianeti di altre persone congiunti ai propri Nodi Lunari
****

6-

LE TRE COMPONENTI FONDAMENTALI


Riteniamo utile fissare sinteticamente le basi del simbolismo
dell'Ascendente, del Sole e della Luna, perch sono le tre componenti fondamentali per la personalit ed entreranno variamente in
considerazione nel rintracciare le indicazioni evolutive del tema
natale.
L'Ascendente
L'Ascendente il punto orientale di incontro fra lo zodiaco e
l'orizzonte geografico del luogo di nascita. E' un riferimento
"terrestre" collegato non solo al momento, ma anche al luogo,
natale. Questo punto del cielo, attraverso il segno zodiacale in
cui viene a trovarsi, ha un valore indicativo soprattutto per
l'immagine di s che l'individuo proietta nell'ambiente.
Rappresenta, per cos dire, l'Io Bambino, spontaneo e ingenuo,
traboccante dei desideri e delle paure tipiche di quel segno
zodiacale; a queste caratteristiche si ritorna quando viene
minacciata la propria sicurezza o quando le certezze esistenziali
sono messe in dubbio.
L'Ascendente rivela spesso una ereditariet famigliare, come
dimostrato dalla frequenza con cui uno stesso segno appare in
evidenza nelle carte del cielo dei genitori e dei nonni del
nativo. E' quindi prezioso per rivelare le malattie nelle quali
l'individuo pu incorrere, o rifugiarsi, nei momenti di paura nell'affrontare la vita; rivela, cio, la parte del corpo "bersaglio"
dello stress esistenziale.
I Luminari
A differenza dell'Ascendente, il Sole costituisce un'indicazione

del tutto "celeste". In affinit con l'influenza esercitata sulla


vita fisica della Terra, esso il simbolo di ci che per l'individuo risulta "vitale" in senso spirituale e gli offre i valori
globali di riferimento. Esotericamente il Sole rappresenta lo
Spirito di sui l'anima ha nostalgia; la sua potenza fecondante,
dice Plutarco, fa germinare nella Luna le anime che via via si
avvicendano sulla Terra incarnandosi.
In concreto, nel tema natale, indica l'influenza esercitata dalla
prima autorit fortemente normativa: il padre. Intorno al Sole, al
suo segno zodiacale e ai rapporti spaziali (aspetti) che esso intrattiene con gli altri pianeti, l'individuo costruisce un forte
senso di identit, che non pi istintiva e temperamentale come
quella dell'ascendente, ma coinvolta nella dialettica con il
mondo, con i valori spirituali, con gli apprendimenti conseguenti
alle proprie azioni. Per arrivare a questo livello di identit
necessario, non soltanto diventare consapevoli degli impulsi
dell'ascendente, ma separarsi dalla fusione con il principio
materno.
La Luna, come il Sole esercita un influsso fisico sulla Terra ben
evidenziato dalle maree acquee, che la rendono per analogia il
simbolo del mondo delle emozioni, dei sentimenti, e soprattutto
degli attaccamenti sviluppati nella prima infanzia. Ma anche il
corpo celeste pi vicino ed il luogo dove, ancora Plutarco
racconta soggiornano le anime fra le varie reincarnazioni.
Nell'interpretazione la Luna rappresenta in prima istanza il binomio Madre-Bambino ed la componente che chiarisce dove pi
l'individuo sia vulnerabile psicologicamente e dove pi abbia
capacit di assumere per se stesso un ruolo materno. Il cordone
ombelicale deve essere metaforicamente reciso pi volte nel corso
della vita, ogni volta con dolore poich costruire una identit
completa richiede di prendere il largo da ci che fornisce una
sicurezza non conquistata personalmente. E'importante ricordare il
ruolo "materno" che la Luna permette di avere per se stessi,
attraverso una sollecita attenzione per le proprie esigenze
proiettate nel futuro, esattamente come ogni buona madre fa
spingendo il figlio ad andare oltre le sue paure e debolezze per
crescere e rafforzarsi. Bisogna apprendere a "nutrire" la propria
Luna, progressivamente affrancandosi dalle modalit esigenti del
bimbo dipendente dall'esterno; tutti i rapporti interpersonali
hanno un fondamento lunare, ma una Luna affamata di affetto,

protezione, gratificazioni ha poco da dare e molto da chiedere.


Soprattutto quando arriveremo all'esame delle relazioni karmiche,
si dovr ricordare che umanamente possibile dare amore agli
altri solo in proporzione all'amore che si imparato a dare a s
stessi, cio alla persona attraverso la quale oggi l'anima si
esprime.
Nello sviluppo dell'interpretazione del tema, la Luna, il segno e
i rapporti che essa intrattiene con gli altri pianeti, offrono
indicazioni sull'immagine della madre che il bimbo si costruisce;
immagine non necessariamente identica a quella che la madre ha di
se stessa. Su questa divergenza si possono innestare nel proseguimento della vita incomprensioni e rimpianti; lo studio del proprio
tema natale pu dare al rapporto una nuova comprensione.

CAP. 2

IL KARMA DEL FOCOLARE


LA NASCITA
Avvertenza: le parti che appaiono fra ***--- e ----*** sono
indicazioni per chi intende sottoporre ad analisi un tema natale
La carta del cielo viene redatta per il tempo esatto della nascita
o, meglio, per il tempo in cui si verificano i due eventi con i
quali viene comunemente identificata la nascita di una nuova vita:

il taglio del cordone ombelicale e il primo respiro autonomo del


neonato. Momento sublime e terribile insieme, il gesto cruento che
d l'autonomia vitale al neonato conclude l'esperienza di spavento e
dolore sopportata col parto dall'essere a due cuori e due anime che
viene a scomparire. Il tema natale non ha solamente il significato
di "inizio" della vita comunemente attribuitogli, ma anche di "fine"
della condizione di protezione paradisiaca e di trapasso allo stato
di assoluta e inerme dipendenza da varie condizioni esterne nella
quale viene proiettato il neonato. Il modo con cui da adulto vivr
la sua carta del cielo, l'incidenza che avranno gli aspetti negativi
e l'effettivo verificarsi delle gratificazioni che quelli positivi
suggeriscono, si fonda prima di tutto sul grado di disponibilit
emotiva del binomio madre-bambino ad accettare l'inevitabile separazione. La festosit con cui vengono accolte le nascite non cancella
del tutto il senso di "perdita" nel quale madre e figlio sono stati
coinvolti.
La Psicologia insegna che per molte settimane il neonato non avverte
il piacere ma la "mancanza" del piacere; evidentemente la prima
esperienza di vita che si fissa nell'animo umano e avvertita nei
fatti come un'esperienza di perdita; solo col tempo e l'emergere
della coscienza l'individuo stratifica esperienze di gioia, attraverso l'apprendimento, i contatti, la creativit e il gioco.
Per lo psicologo Otto Rank il trauma della nascita e del distacco
dal ventre materno l'esperienza esistenziale decisiva, talmente
decisiva da orientare l'intero futuro psichico dell'individuo, in
casi infausti sotto forma di nevrosi o psicosi, ma anche sotto forma
di creativit volta ad esorcizzare il dolore misterioso che
caratterizza la condizione umana innestata su questo inevitabile
trauma. Tutti noi, egli sostiene, siamo sospinti in fuga da questo
"strappo" che l'inizio della nostra storia attuale, di cui
cerchiamo di tenere sopito il ricordo attraverso la ricerca di gioia
e attivit nella vita: la carica fatale di questo evento l'elemento unificante dell'umanit, avvertito profondamente e lucidamente
nei tempi antichi, quando la nascita si accompagnava a livelli di
pericolosit oggi in gran parte - ma non del tutto - superati. Le
pi antiche culture hanno prodotto, infatti, vari miti a sfondo
eroico nell'intento di elaborare questa separazione natale, dimostrando, cos, l'innata sapienza che fin dal grembo materno il bimbo
dispone di una vita psichica che registra emozioni e che solo
recentemente la scienza sta appurando. Sempre secondo Rank, inoltre,

la rimozione del trauma della nascita potrebbe essere all'origine


non solo, come abbiamo detto, di gran parte della produzione mitica,
artistica, culturale e religiosa, ma, anche, della capacit selettiva della memoria. Il fatto che alcune esperienze, cognizioni ed
eventi vengano trattenuti e altri dimenticati, che di uno stesso
fatto si ricordino certi dettagli e altri vengano cancellati dimostra che la memoria opera delle scelte; questa sua caratteristica
funzionale avrebbe alla base precisamente l'esperienza di esclusione
del trauma natale.
Nel nostro ambito, possiamo avanzare l'ipotesi che con l'esclusione
del ricordo di questo trauma si verifichi anche l'esclusione della
consapevolezza dell'entit che si reincarnata nel nativo: del
motivo della reincarnazione, delle eventuali esistenze terrene
precedenti o del passato in altri stadi di esistenza metafisica.
La creativit umana ha origine dallo sforzo di adattamento alla vita
e, possiamo ben dire, dallo sforzo di adattamento all'inconscio,
poich nell'inconscio permane il focolaio traumatico della separazione vissuta, costituitasi come il paradigma di tutte le successive
esperienze di separazione e perdita.
L'interpretazione astrologica del tema natale deve quindi avvenire
con la consapevolezza che la nativit raffigurata dalla carta del
cielo l'interruzione di una storia precedente, i cui elementi: la
madre e il bambino e la loro comune vicenda, non cessano di influire
per orientare, all'insaputa del nativo, il vissuto cosciente.
IL NOVILUNIO PRENATALE
Per interpretare un tema natale, dal punto di vista psicologico e
del karma, dobbiamo quindi cercarne lo "spessore", individuare il
grado di traumaticit che la separazione - per istinto - rivestiva
per il binomio madre-bambino, ci indipendentemente dall'evento
concretamente facile o difficile del parto.
E' necessario, allora, fare un passo indietro , rispetto alla data
di nascita, cercando una importante configurazione astrale effettivamente vissuta durante la gestazione; questa configurazione che
diventa il terreno simbolico entro il quale avviene la separazione
fra madre e figlio il Novilunio che apre il mese lunare nel quale
si verifica la nascita.
***
PROCEDIMENTO per trovare il Novilunio Prenatale

Nel tema natale fra il Sole e la Luna esiste una certa distanza in
gradi zodiacali. A meno che la nascita sia stato esattamente
concomitante al momento del Novilunio, ossia della congiunzione del
Sole e della Luna nello stesso grado zodiacale che inaugura il mese
lunare.
Utilizzando le Effemeridi, per trovare il Novilunio verificatosi
prima della nascita si dovr semplicemente procedere a ritroso dal
giorno di nascita fino a quello in cui avvenuta l'ultima congiunzione soli-lunare; il grado zodiacale di questo evento potr essere
inserito nel tema natale con un simbolo di ideazione personale, o
con la semplice sigla N.P. Inoltre, in aggiunta alle interpretazioni
della sua posizione nel segno zodiacale, che daremo pi avanti,
coloro che hanno pratica interpretativa potranno effettuare personali riflessioni sulla casa del tema in cui il Novilunio Prenatale risulta inserito o sui suoi aspetti.
Coloro che non dispongono delle Effemeridi possono trovare il loro
Novilunio Prenatale per mezzo della TABELLA A
*-Avvertenza: la Tabella qui non viene pubblicata. Accedere al sito web
http://www.astro.com/swisseph/swepha_e.htm . Esempio: anno 1999, mese gennaio, al 17
i luminari sono indicati nel medesimo segno:

quello il Novilunio prenatale, in

-*
sulla quale sono riportate (arrotondate al grado in cui effettivamente si sono incontrati Sole e Luna) le posizioni dei Noviluni dal
1930 al 2000. Si deve cercare fra quali due Noviluni risulta compresa la propria data di nascita; il Novilunio che la precede quello
da tenere in considerazione. Per esempio: una nascita al 5/6/1934
compresa fra il Novilunio del 13.5 e quello del 12.6; pertanto il
Novilunio Prenatale quello del 13.5 avvenuto a 23 del Toro.
***
Capricorno, valido per tutte le nascite avvenute fino al 15 febbraio.

SIMBOLISMO DEL NOVILUNIO PRENATALE


Il Novilunio Prenatale assimilabile alla prefazione del libro
della vita e, come spesso succede alle prefazioni dei libri, non
sempre viene letta. Ma la vera storia individuale inizia proprio
qui.
Nel suo segno zodiacale vibra una prova del tutto nuova per
l'anima e pertinente l'Io di oggi, un karma della nascita che designeremo come "karma del focolare" per sottolinearne lo stretto
legame con la famiglia. Questo livello ancora labile di karma

costituito dal legame simbiotico con la madre, dal trauma della


separazione biologica e, per estensione, dal legame emotivo con
entrambi i genitori; nonch dall'atmosfera generale e dai problemi
contingenti nel periodo che li ha proiettati verso nuove responsabilit: prima, durante e nei primi anni successivi alla nascita del
figlio.
Dane Rudhyar rileva che il ciclo soli-lunare entro il quale avviene
la nascita caratterizza il flusso di forze vitali che danno energia
all'intero organismo, biologico e psicologico.
Il binomio madre e figlio aveva gi vissuto nel corso della
gestazione altri cicli lunari, ma questo il ciclo del distacco e
le caratteristiche del segno in cui tale distacco avviene rivelano
simboli, settori di attivit, flussi di emozioni e desideri che nel
corso della vita del nativo porteranno il marchio dell'incompiuto.
Gli risveglieranno una sensazione di mancanza di piacere e ne
mobiliteranno le energie.
Questa sfera simbolica, pertinente il segno zodiacale del Novilunio
Prenatale, intrattiene legami particolarmente stretti con l'inconscio e l'individuo pu esserne profondamente condizionato, ricavarne
ossessioni e paure; in questo caso pu venire scambiato per effetto
del karma di vite precedenti. In realt sar un materiale karmico
"finto",
non
legato
direttamente
alle
intenzioni
evolutive
dell'anima, ma componente di sofferenza aggiuntiva e parificante la
condizione umana che potrebbe impedire la comprensione del vero percorso spirituale da seguire. D'altra parte, non essendo pertinente
l'anima, una sfera che pu essere pi facilmente elaborata con la
consapevolezza e la volont personale.
Per l'interpretazione, si dovr tener presente che il Novilunio
Prenatale si costituisce come "terreno di esperienze" cui istintivamente l'individuo d importanza perch gli risveglia sentimenti di
gi conosciuto, praticato, sperimentato. Come tutto ci che rimanda
al primissimo periodo dell'esistenza, ha un valore sacrale o
un'attrazione fatale: per questo terreno di esperienza il nativo pu
mettere in gioco, del tutto inconsapevolmente, la realizzazione di
altri importanti settori dell'esistenza. Oppure, nei casi pi
sofferti, pu cercare di frapporre una distanza, cercando successo e
felicit in altri settori di vita; misteriosamente o fatalmente,
per, questi resti passati ed infantili ritornano.
E' quindi sulla costituzione di questo karma del focolare che trova
credibilit l'idea della reincarnazione, ma, ripetiamo, non in

questo ambito che va cercato il vero percorso evolutivo che caratterizza la vita presente (tranne casi particolari cui accenneremo
al capitolo 9) perch non sono queste le sofferenze o gli apprendimenti ricercati dall'entit spirituale incarnata, bens
l'inevitabile incontro-scontro con la condizione esistenziale
incarnata.
E' quindi il primo livello di karma da affrontare, comprendere,
dissolvere, trasformare, perch la frontiera al di l della quale
si estende la possibilit del vero cammino spirituale scelto
dall'anima per questa esistenza.
L'altro risvolto interpretativo del Novilunio Prenatale, ovvero
l'altra componente del karma del focolare, deriva dal fatto che il
Sole e la Luna rappresentano le immagini archetipiche del Padre e
della Madre esistenti in ogni essere umano, ai quali i genitori
biologici, o coloro che li sostituiscono, prestano le loro
sembianze. Il Novilunio l'incontro dei luminari e rappresenta simbolicamente una congiunzione dell'immagine dei genitori: una loro
convergenza, non necessariamente armonica, su valori o tematiche di
vita identificabili tramite il segno zodiacale del Novilunio
Prenatale. Il bambino cresce avendo la particolare inclinazione a
vedere i genitori impegnati da quei particolari obiettivi, ambienti,
sentimenti; e ad essere amici o nemici fra di loro su di uno sfondo
che costituito dal simbolismo del segno e che designeremo come
l'istintivo "clima di coppia".
L'importanza che questo clima
riveste nella formazione personale lo rende determinante come modello positivo o negativo per la vita di relazione dell'et adulta.
In conclusione, le indicazioni del Novilunio prenatale permettono di
ricercare dentro se stessi la permanenza di resti psicologici che
ebbero origine con la nascita, la quale viene vissuta dall'Inconscio
come una cacciata dal Paradiso. Inoltre, permette di esplorare la
prima percezione che si avuta dei genitori. E' importante perch,
nel tempo, essi possono essere profondamente cambiati e maturati; la
coscienza del figlio in rapporto con questi successivi e
progressivi cambiamenti, ma il suo inconscio persiste nel dialogo
con le figure inizialmente percepite.
Ai fini del percorso evolutivo dell'anima il Novilunio Prenatale
consiste, abbiamo gi detto, nella prova di ingresso nella vita,
perci, tanto pi i valori del segno saranno vissuti con libert
dal trauma della nascita, tanto meno essi soppianteranno l'effettivo
compito karmico della vita. Le indicazioni che esso d sono la mappa

per chiarificare la propria natura pi profonda e per liberarsi da


sovrastrutture emotive, perch soltanto con un alto livello di
autoconoscenza possibile una spassionata riflessione sul karma e
sulla propria evoluzione spirituale.
Prima di affrontarne l'interpretazione nei vari segni zodiacali,
diamo ancora un'avvertenza generale: importante rilevare se esista
differenza o identit del segno zodiacale del Novilunio Prenatale e
di quello del Sole del giorno della nascita. Se il Novilunio
Prenatale avvenuto nello stesso segno della nascita, questo consente alla qualit del segno di pervadere interamente il
temperamento; l'impronta lasciata dai valori assorbiti dalla
famiglia pi difficile da sfumare, anche in presenza di un vissuto
dinamico che porti l'individuo fisicamente lontano. Il senso di
appartenenza alle origini rimane molto forte e da questo pu nascere
un radicato senso di identit o la sensazione di essere
"imprigionato", anche piacevolmente, nel proprio retaggio affettivo
e culturale. Si tratta quindi di una dimensione del karma che, in s
transitoria, pu facilmente confluire nel processo evolutivo
dell'anima e produrre nessi karmici futuri. L'atteggiamento
personale dovrebbe volgersi a perfezionare questi valori cui
l'individuo si sente legato, mettendoli a frutto, sottoponendo ogni
esperienza a rivalutazione e riflessione; nel suo miglior sbocco
questa situazione porta ad impossessarsi dello speciale carisma del
segno e a diventarne un positivo esponente.
Se il Novilunio Prenatale avvenuto nel segno che precede quello
della nascita, pu esserci la sensazione di una lontananza da una
"patria", o un bisogno di allontanarsene pari alla difficolt di
effettuare il distacco. Due segni contigui sono di elemento, movimento e polarit contrastanti ed in questi casi la ricerca di valori spirituali deve rivolgersi in direzione del segno solare
instaurando, nel migliore dei casi, una dialettica; oppure combattendo contro una sensazione interiore di incompletezza in ambito
spirituale che si accompagna ad esitazione, inquietudine o
fragilit.
Questa ricerca sul periodo prenatale pu render ragione del diverso
grado di sintonia con il segno zodiacale di nascita che per alcune
persone cos tenue da non consentire loro di riconoscersi nelle
abituali descrizioni del segno. A parte la genericit di tali
descrizioni e la portata comunque parziale del segno solare per la
personalit complessiva, molte differenze avvertite si spiegano con

l'appartenenza del nativo al mese lunare del segno precedente.

I SEGNI DELLO ZODIACO E IL KARMA DEL FOCOLARE


Novilunio Prenatale in Ariete (per i nati in Ariete o Toro)
Il terreno del karma del focolare cui il nativo resta emotivamente
aggrappato costituito dalle battaglie che impegnavano i genitori,
fra di loro o contro altri, al tempo della nascita. Il tono degli
scontri era inequivocabile, improvviso e spiegabile probabilmente
pi con ragioni caratteriali che con motivazioni concrete. L'agitato
clima di coppia poteva dipendere dall'essere un nucleo famigliare
non perfettamente inserito nell'ambiente, o che dall'ambiente voleva
distinguersi per comportamenti ribelli o innovatori.
Certe abitudini famigliari che possano considerarsi tipicamente
arietine (possesso di armi, passione sportive, ruvidezza espressiva,
o altro) potrebbero essersi sovrapposte alle tendenze naturali del
figlio che, in questi ambiti, deve sfrondare emozioni e passioni non
sue. Nel caso in cui l'educazione famigliare abbia esposto il nativo
all'influsso di forti convinzioni sociali o politiche possibile
che nell'adolescenza esse si saldino con la ricerca della libert;
questo indirizza, a seconda dei casi, verso un'immedesimazione,
superante in radicalismo ed intransigenza i genitori, o verso un rifiuto totale che provoca dei contrasti o delle rotture.
Rientra nel terreno delle esperienze da sottoporre a revisione la
propensione ad accumulare decisioni, poi mai intraprese nella
realt: per repentina perdita di entusiasmo (Ariete) o per sfiducia
o pigrizia (Toro). Nei periodi di insicurezza, o di diminuzione
delle capacit di attenzione critica, invece il nativo prende di
petto le circostanze ed il desiderio di uscire rapidamente dalle
difficolt e l'incapacit di restare fermo possono causare ripetute
sconfitte lesive per l'autoimmagine. Perch questo karma della
nascita non ostacoli il percorso evolutivo, il nativo deve apprendere a sopportare le difficolt finch non abbia strumenti adeguati
(Ariete) o finch non si verifichino circostanze appropriate (Toro)
per risolverle; deve, cio, dominare gli impulsi autoaffermativi,
ogni volta che si manifestino accompagnati da emozioni di collera,

frequenti (Ariete) o rare (Toro) che siano.


Novilunio Prenatale in Toro (per i nati in Toro o Gemelli )
Il trauma provocato dalla nascita pu essere forte, sia perch la
coppia madre-bambino pervasa dall'energia del Toro era restia ad
affrontare l'interruzione della simbiosi, sia perch concretamente
possono esser avvenute lentezze o ritardi nell'espletamento e
nell'assistenza al parto. Al tempo della nascita, i genitori
attraversavano
problemi
finanziari
o
erano
impegnati
in
un'importante evoluzione materiale; fra loro intercorreva una
intensa corrente di sensualit, oppure i problemi di accordo
sessuale erano di importanza primaria. Il clima di coppia indica che
sesso e denaro, al di l di quanto di diverso possano suggerire le
configurazioni del tema natale, sono settori nei quali il nativo con
una scarsa conoscenza di s tende a sperimentare frustrazioni attribuendone la responsabilit al partner.
Il nativo pu essere ostile ai cambiamenti, anche migliorativi, se
non vengono decisi e condotti personalmente; tende ad abituarsi alle
situazioni difficili e a trovarle meno dolorose dei cambiamenti
rischiosi. Anche quando possieda un temperamento molto vivace e
attivo, sperimentale e curioso, fino a che non realizza di essere
emotivamente legato all'infanzia,
nei fondamenti della vita il
nativo pu avvolgersi sempre pi nei problemi irrisolti rendendoli
irrisolvibili.
Facendosi guidare da considerazioni di convenienza (Toro ) o
dall'esempio di altri (Gemelli) pu evitare le cadute nell'inerzia e
trovare le motivazioni per effettuare le necessarie separazioni da
luoghi, persone, stili di vita che non corrispondono alla sua vera
natura e alle sue reali problematiche evolutive. Questo perch il
terreno delle esperienze del karma della nascita si collega all'utilitarismo che pu essere un incentivo; se invece (rafforzato dal
resto del tema natale) l'utilitarismo diventa troppo forte, necessario che il nativo apprenda ad agire anche con gratuit, affrontando settori che non sono di diretta pertinenza personale o non gli
portano vantaggi concreti; deve acquistare una buona presa concreta
sulle situazioni, ma unirla al senso di solidariet, per risvegliare
quel senso di sicurezza nella vita che la parte incompiuta della
sua personalit.
Novilunio Prenatale in Gemelli(per i nati in Gemelli o Cancro)

Il terreno delle esperienze del karma del focolare si connette al


linguaggio che assume quasi un valore magico. Per il nativo ci che
detto equivale a ci che esiste e per sentire di esistere deve
spiegare se stesso agli altri e gli altri a se stesso; sopporta male
le zone di riserbo, anche quando l'atto di confidarsi comporti
rischi e sofferenze. Per esprimere la sua opinione, o quella che
ritiene esserlo, pu mettere in gioco un'amicizia o un amore;
talvolta pu fingere di conoscere argomenti che ignora (Gemelli )
con danno alla sua immagine oppure prolunga nel tempo schemi di
ragionamento
instauratisi
nell'infanzia
(Cancro)
con
danno
all'evoluzione spirituale.
Il clima di coppia al tempo della nascita vedeva i genitori investiti da molti cambiamenti esistenziali e assorti nella loro attivit
pi di quanto fosse opportuno per il bambino; possibile, anche,
che la presenza di fratelli o sorelle particolarmente bisognosi di
cure assorbisse tutte le loro energie. Il nativo pu aver sviluppato
la convinzione che molti aspetti della vita in comune con i genitori
siano rimasti irrisolti; nei casi pi dolorosi la sicurezza
personale scossa dall'aver ricevuto ordini contraddittori, minacce
verbali, finte possibilit di scelta.
Il nativo tende ad allontanare questi disagi moltiplicando i legami,
ma deve viverli con freschezza di sentimento e onesta comunicazione,
altrimenti alimenter una nuova sensazione negativa: quella di
esercitare scarsa presa sull'immaginazione degli altri e di non lasciare in essi tracce profonde.
Nella vita hanno importanza la lingua parlata, anche il dialetto e
il gergo, l'apprendimento di altre lingue e lo scrivere; alcuni di
questi ambiti, trasformati in concreti settori di perfezionamento,
possono essere "curativi" alimentando una nuova sicurezza nel padroneggiare le circostanze; il che diffonde effetti positivi anche
ad altri settori esistenziali.
Novilunio Prenatale in Cancro(per i nati in Cancro o Leone)
Il segno rappresenta la famiglia e la figura materna, il che
rafforza la possibilit di una nascita avvertita come distacco
traumatico, specialmente se il vissuto concreto del parto ha avuto
momenti di pericolo.
Il clima di coppia del periodo della nascita vedeva i genitori impegnati in una fase in cui la casa o le famiglie di origine costituivano una fonte di preoccupazione o di impegno. La madre

attraversava una fase di grande trasformazione personale e poteva


esserci una sfumatura di malinconia nel prendersi cura del bambino;
possibile che per lei il figlio fosse fonte di preoccupazioni
pratiche o stimolo a prendere coscienza della sua forza e della sua
importanza in quanto donna.
Il terreno di elezione per il karma del focolare si estende nel
contatto fisico, nelle attenzioni premurose e nella concezione della
famiglia come valore fondamentale. Il nativo pu avvertire un
complesso attaccamento al nucleo di origine (Cancro) o la tendenza a
dilazionare la conquista di una pur sognata indipendenza (Leone). Ma
tutto questo non impedisce di nutrire forti sentimenti di ostilit
quando
nella
famiglia
lo
scontro
delle
personalit
sia
particolarmente forte.
Il dissolvimento del karma della nascita si ottiene apprendendo a
separare le proprie aspettative esistenziali da quello che i
genitori sono, o sono stati, in grado di dare. In altre parole, il
nativo deve realizzare che le prime persone che ha amato nella vita
non erano e non sono onnipotenti e perfette; queste aspettative
infantili, di cui la sua ragione sorride, persistono nell'inconscio
e continuano ad esigere (dai genitori o dalle figure amate nel corso
della vita) impossibili gratificazioni. Rovesciare i ruoli,
accantonare il desiderio di sostegno e protezione e assumere personalmente un ruolo protettivo nei confronti di ci che altro da se
stesso: persone, animali, istituzioni, ha influssi dinamici sulla
maturazione psicologica e spirituale.
Novilunio prenatale in Leone(per i nati in Leone o Vergine)
Il terreno delle esperienze attivato dal karma del focolare nella
sfera pi intima dell'individuo: nel senso del valore personale,
nella disponibilit ad affrontare le circostanze della vita con ci
di cui si dispone. Il nativo cerca l'autoaffermazione, ma pu
nutrire inconsce aspettative di facilit e affrontare la vita con
una bassa tolleranza agli sforzi concreti (Leone); oppure pu avere
una scarsa sincronicit col mondo (Vergine) e venirsi spesso a
trovare nelle situazioni sbagliate o improduttive per gli obiettivi
che vorrebbe raggiungere e l'immagine di s che vorrebbe dare.
Se questo vissuto risulta molto
frequente, il nativo deve
confrontarsi con il clima di coppia dei genitori che egli ha
percepito come figure pi potenti di quanto fossero in realt. Al
momento della nascita essi potevano sentirsi impreparati al ruolo di

genitori; probabilmente colti di sorpresa dall'avvenuto concepimento, potevano nutrire preoccupazioni per le restrizioni e le
responsabilit cui sarebbero andati incontro; , inoltre, possibile
che ritenessero di meritare un livello sociale superiore o che
fossero impegnati a mantenere un tenore di vita faticoso per i loro
reali mezzi economici.
Pertanto, quando il nativo avverte troppo spesso un'eccessiva, o ingiustificata, insoddisfazione per la propria vita o per se stesso,
dovrebbe considerare l'ipotesi di stare inconsapevolmente ripetendo
le frustrazioni del suo originario nucleo famigliare.
La positiva trasformazione di questo karma della nascita consiste
nel mantenere viva la speranza di progresso materiale come uno
stimolo per l'azione; tuttavia si devono porre altrove le condizioni
della propria felicit. La dissoluzione dei resti del passato
avviene con l'acquisizione di un pieno dominio sulle emozioni e
sulla volont; questo autodominio a dare al nativo la percezione
di un obiettivo spirituale ben oltre quelli emotivi o materiali cui
giustamente tendere nella vita.
Novilunio Prenatale in Vergine (per i nati in Vergine o Bilancia)
La famiglia di origine aveva come valore fondante la ricerca di una
autonomia e una sicurezza, probabilmente di tipo economico, che
influiva sul clima di coppia dei genitori. Questo pu aver lasciato
nel nativo adulto la tendenza a vivere il rapporto di coppia, almeno
dopo le fasi iniziali dell'innamoramento, in modo piuttosto
asciutto, a considerarla una situazione dove l'importante collaborare ed aiutare per affermarsi professionalmente e socialmente.
Il terreno delle esperienze di questo karma del focolare si estende
nella salute; in positivo, ispira al nativo una grande considerazione per la forma fisica e una precauzione contro le malattie che
saranno favorevoli al mantenimento di un ottimo stato di salute anche in tarda et. Nei casi vissuti molto negativamente (specialmente
quando la nascita ha avuto concreti risvolti difficili) su questo
terreno si instaurano fobie e atteggiamenti ipocondriaci; non sono
da sottovalutare le malattie ereditarie, non tanto come possibilit
di eredit genetica ( il che sarebbe eventualmente collegabile ad un
apprendimento o sacrificio dell'anima) ma come influenza esercitata
dalla vicinanza di persone ammalate o psicologicamente, emotivamente
disturbate.
Questo karma del focolare comporta inoltre un'importanza prioritaria

del lavoro. Il nativo pu avere frequentemente il timore di mancare


delle possibilit per una piena e gratificante espressione professionale; questo faciliter il restare ancorato a lavori al di sotto
delle
reali
capacit
(Vergine)
o
frustrato
dall'incertezza
decisionale dinanzi alle grandi occasioni (Bilancia). E' necessario
fare un quadro preciso delle effettive caratteristiche e capacit
personali, rintracciare il proprio specifico talento, dopodich il
nativo disporr della sicurezza e del senso di responsabilit per
darsi pi alte ambizioni. Concretamente, spesso si tratta di salvare
le linee dell'educazione circa l'importanza che il lavoro riveste
nella vita, ma di liberarsi da esempi famigliari non equilibrati o
non appropriati alla situazione del mondo contemporaneo.
Novilunio Prenatale in Bilancia (per i nati in Bilancia o Scorpione )
Il clima di coppia dei genitori ha lasciato una impronta sul nativo
maggiore, forse, del trauma della nascita, poich la Bilancia
simboleggia proprio il rapporto di coppia.
L'andamento affettivo
non era necessariamente cos affiatato come l'atteggiamento dei
genitori lasciava supporre, ma il bambino, crescendo, pu aver avuto
qualche volta l'impressione di essere un intruso, o di venire escluso da qualche cosa di importante. La famiglia poteva essere molto
preoccupata delle convenienze sociali, protesa verso la promozione
ad un livello superiore o inserita in ambienti esclusivi senza
possibilit di deviare dalle forme e norme vigenti.
Il terreno del karma del focolare si colloca nei rapporti sociali
che al nativo appaiono facili (Bilancia) o complicati (Scorpione),
ma sempre molto importanti; teme la solitudine e l'esclusione, tende
a superare le difficolt fidandosi degli altri, a dispetto della
volont di essere indipendente o delle sfumature di diffidenza della
sua personalit. La sensazione di incompiuto bilancino pu rendere
compulsiva la propensione al matrimonio, senza un sufficiente
coinvolgimento affettivo o una adeguata compatibilit del carattere,
mettendo a rischio la felicit della vita affettiva.
Per dissolvere questo terreno karmico il nativo deve essere
particolarmente selettivo nelle frequentazioni sentimentali, prima
di tutto per conoscere le sue vere necessit affettive e poi per
comprendere pi profondamente la persona amata. Deve trovare
un'ampia libert morale, instaurando o rafforzando la concezione
idealistica del rapporto di coppia, ma acquisendo la forza di man-

tenersi libero qualora nessuna delle persone amate sia in grado di


rispondere allo stesso livello di seriet e totale dedizione. Senza
nascondersi, per, che in questo caso si crea un vuoto, si accentua
una sensazione di perdita da colmare con altri rapporti o in sfere
di attivit socialmente creativa.
Novilunio Prenatale in Scorpione (per i nati in Scorpione o
Sagittario )
Il Novilunio prenatale in Scorpione inserisce il nativo in una corrente famigliare magnetica che lo rende incline a trattenere
profondamente tutte le impressioni. Il terreno d'elezione di questo
karma del focolare la morte, perch richiama fortemente il trauma
della separazione dal grembo materno. I nativi sono precocemente
influenzati dalla carica di mistero e dolore che alla morte si accompagna e questa pu diventare una disposizione a vivere legami
affettivi forti e profondi, aventi lo scopo di alleviare il senso di
provvisoriet dell'esistenza. Ma in negativo pu diventare una
componente di possessivit che trattiene l'individuo ai primi
rapporti, famigliari, di amicizia o d'amore, che instaura nella sua
esistenza.
Il clima di coppia fra i genitori nel periodo in cui avvenuta la
nascita poteva essere segnato da una morte, anche solo temuta,
nell'ambiente prossimo, il che potrebbe aver reso i loro contatti
con il bambino fortemente intrisi di tristezza o di ansia per il suo
benessere. Fra i genitori esisteva una forte tensione sessuale, ma,
pi che il piacere, l'ambito di incontro-scontro poteva essere la
gelosia; al nativo quindi giunto un messaggio ambivalente
sull'amore che ha rafforzato le componenti possessive della
personalit ed instaurato il terreno delle esperienze legate al
karma della nascita nel rapporto fra i sessi. Nelle relazioni adulte
l'individuo pu trovare difficolt a far coincidere ideali e
attrazione fisica (Sagittario) o a farsi corrispondere affettivamente oltrech sessualmente (Scorpione).
La dissoluzione di questo karma del focolare difficile, se concretamente difficile stato il clima di coppia dei genitori; ma il
nativo deve acquisire la consapevolezza che le sue paure di perdere
la persona amata, le sue gelosie e la sua possessivit (o quella che
suscita nel partner con una sorta di inconsapevole contagio emotivo)
sono il proseguimento di un vissuto dimenticato: la "morte" della
simbiosi con la madre che stata subita come un sommo tradimento.

E' necessario usare tutta la forza spirituale dell'et adulta e


vedere nella propria storia personale il riflesso di una generale
condizione umana.
Novilunio Prenatale in Sagittario (per
i nati in Sagittario o
Capricorno)
Nel periodo della nascita il clima di coppia fra i genitori poteva
includere un grande ottimismo e la convinzione di progredire, anche
per effetto dell'arrivo del figlio, il quale ha cos provato la
sensazione di essere un dono, una conferma del loro legame. I
genitori si sentivano speciali rispetto all'ambiente, uniti da un
obiettivo, o da una comune visione, spesso con sfumature religiose o
molto tradizionali, della vita; se questa loro sensazione derivava
semplicemente dal vivere in un paese straniero, ugualmente il figlio
costituiva la promessa di un possibile miglior inserimento futuro.
Il terreno delle esperienze sollecitate dal karma della nascita si
configura come l'idea di dover continuamente superare dei confini;
il nativo sempre proteso verso nuovi raggiungimenti e pronto a
raccogliere le sfide della vita; ma pu non essere al riparo da impulsi caotici ed entusiasmi casuali (Sagittario) o dalla tendenza ad
acquisire controllo sulle situazioni e le persone (Capricorno). E'
sempre pronto ad apprendere e ad ampliare i suoi strumenti
intellettuali; ma fino a che il karma del focolare non veramente
dissolto, tende a farsi forte delle tematiche in cui meno
preparato, adatto o dotato; oppure tende a restare ancorato ai
valori trasmessigli dai genitori. In entrambi i casi pronto
inconsapevolmente a mettere in gioco la sua pace e i suoi buoni
rapporti per questioni di principio.
E' utile scegliere un settore di attivit concreta o intellettuale
in cui raggiungere effettivamente una preparazione superiore alla
media, per realizzare quell'abilit didattica (Sagittario) o organizzativa (Capricorno) dalla quale pu avviarsi il vero processo
evolutivo, poich il nativo apprezzer pi realisticamente se stesso
e godr il presente senza l'ossessione di mete future. L'io ceder,
pertanto, la direzione dell'esistenza all'anima, con un'aspettazione
positiva delle occasioni veramente evolutive per la spiritualit.
Novilunio Prenatale in Capricorno (per i nati in Capricorno o
Acquario )
Il nativo ha avvertito profondamente l'interruzione del rapporto

simbiotico con la madre, tanto pi se la nascita avvenuto in anticipo sul termine naturale della gestazione. Il terreno delle
esperienze sollecitato da questo karma del focolare si estende alla
formazione della personalit che si struttura cercando di acquisire
il controllo sulle situazioni e nei rapporti. Il Tempo parte della
sensazione di incompletezza personale sotto forma di rifiuto, o di
compulsiva rincorsa, dei ritmi veloci della vita; gli ostacoli che
frenano la realizzazione dei progetti si trasformano in persistente
preoccupazione per il futuro. Il nativo puntuale, metodico,
cautelativo (Capricorno) o critico delle prassi e delle regole
(Acquario) con le quali la societ organizza i suoi processi
interni. In ogni caso, si sente impegnato in una lotta contro
l'imprevisto che, soltanto quando si presenti molto vantaggioso
viene accettato senza disagio emotivo.
Il cambiamento per amor del cambiamento, fino a che la personalit
influenzata dal karma della nascita, non rientra negli schemi del
nativo che pu perfino apparire una persona fuori moda; liberandosi
da questo influsso acquista la capacit di entrare nelle correnti
collettive, pur continuando ad identificarsi con i suoi ritmi interiori.
La facilit o la difficolt nel superare il karma del focolare si
collega al reale clima di coppia: quanto pi i genitori erano
preoccupati per la loro vita (spesso con questo Novilunio Prenatale
si riscontra che lo erano) tanto pi il figlio si aspetta di doversi
fare strada attraverso un percorso pieno di avversit. Essi potevano
essere pi affettuosi o sentimentalmente pi tormentati di quanto
egli abbia creduto nel corso dell'infanzia e per questo ha
acquistato la tendenza a controllare fortemente le sue emozioni. Pu
mancargli, talvolta, il conforto di una positiva visione della vita
a due che i genitori sembravano fondare su considerazioni quali il
dovere verso la famiglia e le acquisizioni materiali; nei casi pi
sfavorevoli possono aver involontariamente trasmesso per effetto di
un certo rigore educativo,la filosofia che ogni cosa abbia un
prezzo, anche i sentimenti. La liberazione per il nativo viene
scavando nel proprio passato per sverlare le false impressioni
scambiate per verit.
Novilunio Prenatale in Acquario (per i nati in Acquario o Pesci )
Con questo Novilunio Prenatale l'evento della nascita lascia
una sensazione di estraneit, di non appartenenza reale al mondo

immediatamente circostante. La personalit riceve una segreta


impronta malinconica che ha origine nel nostalgico ricordo di uno
stato di beatitudine cui cercare di tornare.
Potenzialmente il nativo portato ai legami sentimentali, ma deve
dissolvere l'influsso di un clima di coppia che poteva essere troppo
poco strutturato. I genitori al tempo della sua nascita potevano
essere poco uniti o, se molto legati, privi di una certezza
materiale di fronte al cambiamento avvenuto nella loro vita. Il
figlio poteva essere per loro il richiamo ad una maggiore
concretezza che li ha resi nel tempo molto pi integrati e
conformisti di quanto fossero in giovent; ma nella prima infanzia
il clima famigliare vibrava di idee pi che di passione, di parole
pi di che fatti, di frequentazioni per socievolezza di carattere
pi che per legami di parentela.
Il nativo ha imparato a gestire i rapporti sociali, ma, propenso a
dar
valore
alla
novit
di
idee
ed
opinioni,
sceglie
le
frequentazioni a seconda delle fasi, espansive o diffidenti, dei
vari periodi di vita. Nei rapporti intimi impreparato alle difficolt: lancia il cuore dove vi ha una curiosit da soddisfare, un
orizzonte da esplorare, soffrendo per la ripetizione di rapporti
effimeri.
La soluzione del karma del focolare non costituisce, per, un
percorso troppo complicato; richiede di entrare in contatto con le
vere emozioni, di far tacere l'intelletto (Acquario) o il
sentimentalismo (Pesci). Il nativo potr allora instaurare una relazione di coppia tollerante nelle difficolt e rispettosa della
diversit, ma sufficientemente romantica da gratificarne il segreto
desiderio di idillio; dovrebbe dare molta importanza ai rapporti con
i figli -essi pure alle prese col loro karma del focolare- ed
propendere per quelle manifestazioni fisiche di affetto che, forse,
da bambino gli erano mancate.
Novilunio Prenatale in Pesci (per i nati in Pesci o Ariete)
In netto contrasto con il caso precedente, il Novilunio Prenatale
nei Pesci mette il nativo a contatto con un clima di coppia nel
quale i sentimenti rivestono importanza primaria. Al tempo della nascita fra i genitori fluivano ampie correnti emotive, se di amore
romantico o di delusione profonda forse non sar mai dato sapere,
perch essi possono, anche in seguito, confondere le piste; la
tendenza spesso riscontrabile che uno dei due genitori assolveva

al ruolo di dominatore e l'altro di dominato, se non di presunta


vittima. Il karma del focolare ha posto non di rado il bambino nella
necessit di orientarsi fra emozioni che non aveva provocato o di
ricevere sfoghi e confidenze superiori alle sue capacit di comprensione. Per liberarsi da questo influsso, e sentirsi un
individuo, invece che il fulcro di un nucleo di persone, il nativo
deve mettere la giusta distanza, reale o emotiva a seconda dei casi,
fra s e i genitori. In positivo, il clima di coppia lascia al nativo la tendenza a trovare la felicit amando, con grande capacit
di riprendersi dalle delusioni che, comunque, saranno numerose solo
finch egli rifiuta di emergere dall'inconscia fusione con le passate, ed eventualmente negative, vicende dei genitori. Il nativo
affronta la ricerca dell'amore inizialmente con persone ideali,
lontane o impossedibili; quando avviene la dissoluzione del karma
della nascita dispone di un maggior realismo e trova corresponsione
alla sua grande capacit di amare.
Alcuni nativi risolvono questo karma del focolare nello spirito, in
una fede religiosa vissuta emotivamente (Pesci) o in una fede laica
vissuta idealisticamente o combattivamente (Ariete), ma se il trauma
della nascita non stato superato la personalit sviluppa tendenze
velleitarie: la passione per cause le cause impossibili, le
battaglie perse, l'estraneit al mondo circostante avvertito troppo
potente e vittimizzante.
Note

CAP. 3

L'ASSE DEI NODI LUNARI


LA LIBERTA' DI CRESCERE SPIRITUALMENTE

L'Astrologia e l'idea della Reincarnazione prendono le mosse da


una visione di mutamento e di evoluzione del mondo finalizzati a
conseguire un progresso. Questa visione non l'unica possibile e
nella storia del pensiero, ieri come oggi, essa si intreccia con
altre concezioni religiose, antropologiche o scientifiche, che ritengono il mondo sostanzialmente immutabile. Molto probabilmente
anche in ognuno di noi entrambe queste visioni coesistono ed
solo con una presa di posizione della coscienza che una o l'altra
visione diventa fondamentale per spiegare e gestire la vita e la
realt.
La propensione verso la concezione evolutiva apre l'individuo ad
un desiderio di conoscenza; rimuove l'indistinta condizione di
uomo o donna del proprio tempo e favorisce una concezione di s
come essere distinto, dal quale l'interiorit ed il mondo
attendono un progresso. Favorisce, in altre parole, la percezione
di uno scopo che supera ed ingloba tutte le mete, i fini, le aspirazioni parziali e transitorie elaborate. Tutto questo equivale in
prima istanza ad una scelta generale di ottimismo; sono poi i
contenuti con cui questo slancio ottimistico verr vissuto a
determinare un progresso o un regresso morale.
Scegliere un punto di vista evoluzionista pu voler dire che si
considera il proprio l'Io come lo strumento presente dell'anima.

Il che ci permette di dire che l'anima necessita del consenso e


della collaborazione dell'Io affinch il processo evolutivo possa
avere luogo o perch abbia luogo in modo lineare ed anche gratificante per l'Io che lo ha scelto. Concludendo questa riflessione,
la parte mortale e quella immortale dell'individuo sono pi
facilmente poste in contatto dalla convinzione di potersi evolvere
e sviluppare spiritualmente e che la possibilit evolutiva sia un
dato costitutivo del mondo.
In questa ottica, l'interpretazione del tema natale ha come fine
identificare gli ambiti intellettuali, affettivi, relazionali dei
quali l'anima possa valersi; per questa analisi ci rivolgeremo
alla componente del tema che meglio identifica la connessione fra
la transitoriet dell'Io e l'eternit dell'anima. Utilizzeremo,
pertanto, l'Asse dei Nodi lunari e prima di giungere alla loro
interpretazione chiariamo astronomicamente di che cosa si tratta e
fissiamo le ragioni astrologiche per le quali tale componente
natale adeguata allo scopo.
I NODI LUNARI NELL'ASTRONOMIA
Quando si parla di Nodi Lunari si parla di "spazio": lo spazio nel
quale si incrociano l'orbita del Sole ( detta eclittica) e quella
della Luna. Tutto questo non reale perch, come sempre, in
Astrologia parliamo di configurazioni osservate dal nostro pianeta. Infatti, quella che appare come l'orbita solare , invece,
l'orbita della Terra intorno al Sole; similmente, l'orbita
regolare della Luna , invece, il viaggio irregolare che essa
compie, insieme alla Terra, intorno al Sole. Ci che interessa ai
nostri fini la particolarit del percorso della Luna che ogni
mese, transitando longitudinalmente nei dodici segni, cambia anche
la sua posizione latitudinale: per 14 giorni muove al di sopra e
per 14 giorni al di sotto dell'eclittica. Questo comporta che due
volte ogni mese la Luna incrocia l'eclittica in due punti che sono
designati come i Nodi Lunari.
Quando la Luna attraversa l'eclittica risalendo dalla latitudine
Sud a quella Nord, forma il Nodo lunare Nord, due settimane dopo,
scendendo dalla latitudine Nord a quella Sud, forma il Nodo lunare
Sud, seguito nuovamente dal Nord e cos via incessantemente;
questa continuit di accadimento permette di parlare di un Asse
dei Nodi Lunari che collega due segni zodiacali opposti.
Poich non si tratta di corpi materiali, i Nodi non sono visibili

e la loro individuazione stata possibile perch essi scandiscono


il verificarsi annuale eclissi. Fenomeni spettacolari ed anche inquietanti per le genti delle remote civilt intimamente legate
alla natura, hanno suscitato emozioni e curiosit dalle quali sono
derivati effetti positivi per il progresso dell'immaginazione
creatrice e della conoscenza.
Il primo effetto positivo di ordine simbolico e speculativo:
secondo le credenze mesopotamiche, quando la Luna, che era
collegata al dio Sin, e il Sole, collegato invece al dio Shamas,
nascondevano il loro lato luminoso intendevano inviare agli uomini
un ammonimento o un presagio di cambiamento nelle vicende terrene.
Alle eclissi venne attribuito quindi il significato di un intervento del divino nell'ordine del mondo, promuovendo e rafforzando
quella visione di simpatia fra il cielo e la Terra che fa da
sfondo ai miti, alle religioni, all'astrologia.
Ma l'attenzione, la curiosit, il timore suscitati dalle eclissi
hanno prodotto anche effetti a livello scientifico perch, favorendo la costante osservazione del cielo, hanno permesso ai sacerdoti-astrologi della Mesopotamia di scoprire che l'oscuramento dei
luminari avviene con regolarit e forma un ciclo (saros) di 18
anni e mezzo. Ovvero, dopo 18 anni e mezzo le eclissi tornano a
ripetersi negli stessi segni e il loro scorrimento lungo lo
zodiaco, debitamente calcolato, costituisce il percorso dei Nodi
lunari.
Nonostante la Luna attraversi l'eclittica due volte ogni mese,
perch si verifichino le eclissi devono ricorrere determinate
condizioni. Attraversando l'eclittica essa deve trovarsi al Novilunio (congiunzione con il Sole) perch, allineata fra la Terra
e il Sole, essa proietta un cono d'ombra che nasconde in tutto o
in parte il disco solare. Oppure, attraversando l'eclittica essa
deve trovarsi al Plenilunio (opposizione al Sole) cos da venire
eclissata totalmente o parzialmente dal cono d'ombra proiettato
dalla Terra che , in questo caso, situata fra il Sole e la Luna.
Lo scorrimento delle eclissi, e quindi dei Nodi, lungo lo Zodiaco
presenta la particolarit di procedere in direzione inversa a
quella del Sole, cio mentre il Sole procede nell'ordine stagionale: Ariete, Toro, Gemelli, ecc., i Nodi procedono in ordine
controstagionale: Ariete, Pesci, Acquario, ecc.
La possibilit di calcolarne il percorso, pur non vedendoli materialmente, ha rapidamente introdotto l'uso astrologico di

assimilarli ai pianeti, disattendendo l'evidenza che i corpi fisici esistono effettivamente in ogni istante ed in ogni istante sono
movimento, mentre i Nodi sono accadimenti ed hanno un andamento
intermittente.
Anche se a priori conosciamo i due poli dell'asse e possiamo
collocarli nel tema natale, uno dei due Nodi era effettivamente
"accaduto" con l'ultimo attraversamento lunare dell'eclittica
prima della nascita, mentre quello opposto venuto in essere
soltanto a nascita avvenuta. Pertanto, col tipico lessico astrologico, possiamo dire che ogni individuo nasce "sotto" il Nodo
lunare che la Luna ha realmente formato prima del