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Precisazioni sul Beato Carlo dAsburgo e i suoi tentativi di pace nel 1917 e 1918, per ci che riguarda lItalia

di Paolo Pas!ualucci
By Riscossa Cristiana On 24 febbraio 2014 3 Comments

Pubblichiamo questo contributo allo studio del Beato Carlo dAsburgo, e restiamo ben disponibili per altri Autori che volessero intervenire in questa discussione, che investe senza dubbio le problematiche di una distinzione tra patriottismo e nazionalismo. di Paolo Pas!ualucci .

Nel presentare una nuova biografia del Beato Carlo dAsburgo, il recensore Giovanni ugaresi ci informa che lautrice della stessa ha analizzato !nei particolari i tentativi "trattative segrete# di porre fine alla guerra da lui intrapresi nel $%$&, tentativi andati regolarmente a vuoto per diverse ragioni, non ultimi, il rifiuto da parte dell'talia "che non voleva tornare alla condizione prebellica# da un lato, e lavversione dellelemento ungherese e di quella parte pangermanica dellAustria dallaltro, nonch( della Germania stessa che voleva una !pace vittoriosa)*) "+C del & febbraio ,-$.#. Il rifiuto italiano alle proposte di pace di Carlo I Ci/ che il recensore riporta sul tema "peraltro gi0 noto# delle trattative di pace 1 sicuramente del massimo interesse. 2 vero che si opponevano alla pace lelemento ungherese, la componente austriaca pangermanistica e, cosa assai pi3 importante, la dirigenza tedesca, che voleva appunto una !pace vittoriosa) e non di compromesso. 4al canto suo, l'talia rifiut/ offerte di pace che la riportavano alla !condizione prebellica). Come interpretare questaffermazione5 6e le offerte fatte all'talia per aderire ad una pace di compromesso la riportavano !ad una condizione prebellica), ci/ significa evidentemente che all'talia non era stato offerto niente di niente, nessun compenso territoriale, anche minimo. 6contato, pertanto, il rifiuto del governo italiano. 7a qualcuno potrebbe pensare, e lo ha pensato, che il rifiuto dell'talia all iniziativa di pace dellAsburgo sia stata una cattiveria, perch( avrebbe costretto gli Alleati a rifiutarle a loro volta, favorendo cos8 il prolungamento dell)inutile strage) "che, comunque, per noi italiani, pur restando !strage) non fu affatto !inutile) dato che ci permise di completare finalmente lunit0 nazionale con il raggiungimento dei legittimi confini naturali#. Bisogna

aver ben chiara una cosa9 sia nel tentativo della primavera del $%$& che in quello dellinizio del $%$:, del quale raramente si parla, Carlo ' si rifiut/ ostinatamente di fare qualsiasi concessione, anche minima, all'talia, da lui detestata in quanto !malefico nemico ereditario) da combattere sino allultimo sangue. Gli statisti delle grandi potenze dell'ntesa, per quanto rotti a tutte le astuzie e cattiverie della politica, non potevano imporci una pace di compromesso che non ci desse assolutamente nulla, dopo che avevamo dato un notevole contributo di sangue alla causa comune. ;uesta 1 la verit0, per ci/ che riguarda Carlo ' e l'talia nella faccenda delle trattative di pace, anche se non piacer0 ai fabbricanti di santini. < non solo Carlo ' mostr/ una chiusura totale nei nostri confronti, si fece anche sedurre dallidea della !pace vittoriosa). inverno del $%$:, dopo la vittoria di Caporetto dellautunno precedente, con lesercito austro= ungarico attestato saldamente sulla linea dal Grappa al Piave, era il momento decisivo per trattare con l'ntesa "cio1 con >ilson# una pace separata in base ai famosi $. punti del presidente americano, da posizioni ancora valide, nonostante il disgregamento da tempo in atto nell'mpero "spinge centrifughe sempre pi3 forti, fame e carestie, forte calo della produzione industriale, scioperi, ammutinamenti militari repressi nel sangue, enorme numero di disertori nelle retrovie#. Con lentrata in guerra del colosso americano la guerra era persa per gli 'mperi Centrali, era solo questione di tempo. Bisogna riconoscere che era difficile sganciarsi dalla pesante tutela tedesca. 7ancarono tuttavia la ferrea determinazione e la prontezza di riflessi necessarie9 per salvare il salvabile, mantenere cio1 listituto monarchico e la dinastia e un territorio ancora rispettabile, bisognava diventare una monarchia costituzionale, istituire il federalismo e fare delle concessioni territoriali. 'nvece Carlo ' impegn/ le residue forze nella scriteriata offensiva generale sul Piave "battaglia del solstizio, $?=,@ giugno $%$:# che si risolse in un fiasco completo di fronte alla tenace resistenza italiana. 4a quel momento lesercito imperial=regio fu costretto ad una precaria difensiva, che divenne praticamente impossibile dopo limprovviso collasso del fronte balcanico, con il crollo della Bulgaria nel settembre del $%$:, che apriva al nemico la strada di 6ofia, Belgrado, Budapest. Basta con il cattolicesimo pappa del cuore, inflazionato dalla Gerarchia attuale . Aa sbagliato, allora, il Papa a far beato Carlo ' dAsburgo5 Non entro nel merito della questione, anche se da pi3 parti si 1 sempre sottolineata la disinvoltura con la quale Giovanni Paolo '' ha creato tanti santi e beati, dopo aver reso meno severe le regole in proposito. 4ico che, nonostante sia stato un nostro pervicace nemico, Carlo merita comunque rispetto per le sue indubbie qualit09 di uomo, padre di famiglia, soldatoB per la grande dignit0 e forza danimo con la quale sopport/ lesilio. Cu uno dei pochissimi monarchi cattolici a non avere amanti "quelle degli Asburgo erano in genere fascinose contesse ungheresi#, a condurre quindi una vita privata veramente esemplare, fulgido esempio ai suoi sudditi, come ogni re e principe cattolico avrebbe sempre dovuto essere. Come comandante di battaglione e corpo darmata fu coraggioso e capace, ben voluto dai soldati. Combatt( contro di noi nella cosiddetta !spedizione punitiva) "$%$D# o battaglia degli altipiani, che nelle intenzioni del feldmaresciallo Conrad doveva prendere da Asiago tutto il nostro fronte sul rovescio e farlo crollare. offensiva, dopo un promettente avvio, si aren/ ed anzi Cadorna contrattacc/ poco dopo conquistando Gorizia, allora importante posizione strategica fortificata sull'sonzo, in una sanguinosissima battaglia "del resto, come tutte quelle della prima guerra mondiale#, unico successo dell'ntesa in tutto il $%$D. Come comandante in capo, tuttavia, Carlo ' sbagli/ nellautorizzare loffensiva finale dellestate del E$:. 7a come imperatore e comandante in capo in una guerra della quale non era stato direttamente responsabile, non aveva il diritto di tentare "magari sbagliando# unultima battaglia per la salvezza del suo 6tato contro quello che considerava !il nemico ereditario), che da tre anni teneva sanguinosamente inchiodato il suo esercito5 Certo che ce laveva, ma allora eliminiamo la motivazione !pacifista) della beatificazione, quella che ha fabbricato il santino caramelloso del capo di 6tato e di eserciti preoccupato unicamente di por fine, nel pieno di una guerra micidiale, alla !inutile strage), manco fosse stato una 4ama di 6.Fincenzo. < si abbia il coraggio di dire, quale che fosse lintenzione che ha mosso >oitGla, il cui padre "disse# aveva servito nellesercito austro=ungarico durante quella tremenda guerra, che si pu/ esser beati ed anche santi pur se, da reggitori di uno 6tato cattolico in guerra, si impugna alta la spada e si decide di combattere sino in fondo, ammazzando il maggior numero possibile di nemici, per conseguire una vittoria decisiva ai fini della sopravvivenza del proprio 6tato. Italiani spergiuri, vi distruggeremo. avversione di Carlo ' nei nostri confronti risulta in modo espresso da uno scambio epistolare con il Haiser. Poco dopo i falliti negoziati segreti di pace della primavera del $%$&, che, resi pubblici in seguito dal primo ministro francese Clemenceau, procurarono a Carlo ' violente accuse di tradimento da parte dei tedeschi, mettendolo momentaneamente in una posizione difficile anche presso lopinione pubblica

del suo impero, ci fu lundicesima offensiva italiana sull'sonzo "agosto=settembre $%$&#, che port/ alla conquista dellaltopiano carsico della Bainsizza e del 7onte 6anto, obiettivi importanti ma non decisivi, ottenuti a prezzo delle consuete gravi perdite. 7a lesercito imperial=regio era stato sul punto di cedere, il suo fronte era stato rotto anche se solo per poche ore, non vi erano quasi pi3 riserve valide. Carlo ' aveva dovuto allora rivolgersi allimperatore tedesco, Guglielmo '', con una lettera del ,D agosto $%$&, chiedendo il suo aiuto. ;uesta lettera mi sembra mostri la vera personalit0 dellimperatore, in quanto capo di 6tato e dellesercito, nellesercizio di quello che riteneva il suo dovere di capo militare supremo dei suoi popoli. 6eriamente preoccupato per la situazione, egli ardeva dal desiderio di infliggere un colpo decisivo a quello che considerava il nemico per antonomasia, verso il quale non nascondeva la sua profonda avversione. 4al punto di vista militare, lidea di una potente offensiva di alleggerimento era del tutto corretta. e geniali modifiche al piano iniziale apportate dal generale tedesco Hrafft von 4ellmensingen lavrebbero resa micidiale per noi9 sfondando a monte dopo essersi procurata di sorpresa la necessaria superiorit0 locale con truppe scelte a Caporetto, e scendendo rapidamente lungo l'sonzo alle spalle dellesercito italiano, si poteva tentare di chiuderlo in una gigantesca sacca, sbilanciato comera a semicerchio in avanti, verso Irieste. !Caro amico J scriveva limperatore J le esperienze che abbiamo maturato nelle undici battaglie dell'sonzo hanno fatto crescere in me la convinzione che in una eventuale dodicesima offensiva KitalianaL ci troveremmo in spaventose difficolt0 KML Perci/ vi chiedo, caro amico, di persuadere i vostri generali comandanti affinch( tolgano le divisioni austro=ungariche dal fronte orientale Kper trasferirle su quello dell'sonzoL e le sostituiscano con truppe tedesche. Foi certamente capirete perch( io tenga molto a guidare solo mie truppe nelloffensiva contro l'talia. Iutto il mio esercito chiama la guerra contro l'talia !la nostra guerra). 'n ogni ufficiale, sin da giovane, 1 stata instillata da suo padre lemozione, il desiderio nel suo cuore di combattere contro il nostro tradizionale nemico. 6e truppe tedesche dovessero operare sul fronte italiano, ci/ avrebbe un effetto depressivo sul loro entusiasmo). Guglielmo '' rispose con estremo favore, il $N settembre $%$&. !Foi potete esser sicuro che grandi grida di gioia si sono levate non solo nel mio esercito, ma in tutta la Germania, quando 1 arrivata la notizia che truppe tedesche, a fianco dei vostri valorosi combattenti dell'sonzo, daranno insieme un duro colpo agli italiani spergiuri. 4io ci conceda che quel giorno sia vicino.) ' generali tedeschi vollero mandare alcune tra le loro truppe migliori in appoggio allalleato ed esser loro a preparare il piano operativo. +ingraziando comunque per lofferta, che accettava, Carlo scrisse, per ci/ che riguardava gli italiani, che la risposta gli aveva dato !una doppia gioia, perch( vedo per noi la possibilit0 di ferire profondamente il nemico italiano con i mezzi di una potente offensiva) e di !vedere le nostre forze unite nellinseguire vittoriosamente il malefico nemico)K$L. Noi italiani eravamo dunque per Carlo ' ed i suoi popoli, !il nemico ereditario) e !secolare), addirittura !malefico). ;uesta plurisecolare avversione era naturalmente ricambiata, dato che anche per noi lAustria era !il nemico secolare), quella potenza che dapprima aveva partecipato attivamente alle ingiustificate Guerre dItalia "$.%:=$?@?#, le crudeli campagne delle Potenze di allora, che avevano consegnato quasi tutta l'talia per pi3 di tre secoli allo straniero, cercando in tutti i modi "lAustriaco# di conquistare "senza riuscirvi# la +epubblica di FeneziaB riuscendoci invece alla fine del ciclo napoleonico, quando organizz/ le sue prede italiane nel ombardo=FenetoB lAustria, poi Austria=Ongheria, che si era sempre tenacemente opposta non solo alla nostra unificazione nazionale ma anche a qualsiasi federazione di 6tati italiani, dominando per decenni la situazione politica e militare della penisola. <ra solo lAustria asburgica, con la quale la Germania ci aveva imposto una forzata coabitazione nella Iriplice, a sbarrarci implacabile la via verso i nostri confini naturali sullarco alpino centro=orientale. < difatti, avevamo dichiarato guerra alla Germania solo nellagosto del $%$D, a pi3 di un anno dal nostro intervento ",. maggio $%$?#, ritardo che aveva irritato alquanto francesi ed inglesi. a !nostra guerra) era contro gli austriaci, non contro i tedeschi, che del resto non mostrarono mai un particolare desiderio di farcela, nonostante le pressioni austriache, che li costrinsero sin dal $%$? a mandare loro unit0 sulle 4olomiti. 'n una di esse milit/ il futuro filosofo monacense Harl PQith, lacuto critico di Aeidegger, al tempo diciottenne ebreo patriottico e volontario di guerra, ferito e fatto prigioniero dal nostro esercito. < allora perch( gliela dichiarammo la guerra, ai tedeschi5 Perch( non potevamo evidentemente resistere allinfinito alle pressioni alleate, essendo noi sempre i parenti poveri dellalleanza, dalla quale dipendevamo per materie prime e rifornimenti alimentari. Costretti ad esser moralmente !spergiuri) dunque5 Cormalmente, la dichiarazione di guerra alla Germania era tuttavia giustificata, visto che truppe tedesche combattevano comunque contro di noi pur in assenza di dichiarazione di guerra, e quindi in violazione del diritto internazionaleK,L. Guglielmo '' ci chiamava !spergiuri), dunque. 6i trattava in ogni caso di un tradimento solo morale, dato che noi, dichiaratici neutrali allinizio della guerra, fatto quasi un anno dopo laccordo segreto con gli Alleati, avevamo denunciato la Iriplice circa tre settimane prima di dichiarar guerra. Nessun attacco a tradimento

dunque. Per gli austriaci si apriva un secondo, difficile fronte, impegnati comerano in <uropa orientale e nei Balcani. 7a la nostra entrata in guerra contro di loro era attesa da tempo. Ci aspettavano con calma nelle loro robuste fortificazioni del fronte isontino e dolomitico. 6i parla sempre del nostro !tradimento), e di sicuro ci verr0 rinfacciato di nuovo nel pullulare di scritti per il centenario della Grande Guerra, e tuttavia mai della grave slealt commessa da tedeschi ed austriaci nei nostri confronti, quando lAustria mand/ il ,@ luglio $%$. il famoso ultimatum alla 6erbia, con lapprovazione della Germania, senza consultarci. Come alleati, non avremmo dovuto dare anche noi la nostra approvazione preventiva5 Ci posero di fronte al fatto compiuto, tanto noi eravamo lanello debole, che non doveva dare fastidio. 'l fatto 1 che, probabilmente, l'talia si sarebbe opposta ad un ultimatum concepito in quel modo, che non lasciava praticamente ai 6erbi alcun margine di manovra, nemmeno la possibilit0 di salvare la faccia. < a proposito di slealt0 e violazione delle alleanze, si 1 saputo in un secondo tempo "ma la cosa non doveva essere ignota ai nostri vertici dellepoca# che il feldmaresciallo austriaco Conrad aveva progettato e proposto un attacco di sorpresa "preventivo# in tempo di pace contro l'talia alleata nella Iriplice, per eliminarla in tempo quale potenziale nemico. On vero e proprio attacco a tradimento. <ra una sua fissazione, quella di far fuori l'talia con una guerra preventiva, nella quale non era tuttavia del tutto isolato. Iant1 vero che di recente alcuni studi hanno scoperto che anche ambienti vicini allo Stato maggiore svizzero si sarebbero associati volentieri allattacco, per riprendersi la Faltellina, dicevano, e migliorare a loro vantaggio il loro confine con noi "come se il Iicino gli svizzeri non lavessero tolto a tradimento al 4uca di 7ilano, lottuso odovico il 7oro, quando, da lui assoldati per difenderlo dal re di Crancia, si accordarono con questultimo, consegnandogli il 4uca e il ducato in cambio del Iicino, appunto#. 'nsomma, chi 1 senza peccato scagli la prima pietra, come si suol dire. "Chi continua a parlare oggi stoltamente di !secessione) del Nord 'talia o anche della sola ombardia, ricca terra sempre concupita dagli stranieri, farebbe bene a riflettere su questi trascorsi. Irascorsi poi non pi3 di tanto, se 1 vero che esponenti politici svizzeri e televisioni luganesi "di 6tato5# si sono divertiti di recente a giocare alla fantapolitica, ipotizzando lannessione della ombardia alla 6vizzera, senza che "per quanto ne so# lon. Bonino, nostra ministra degli esteri, ci trovasse nulla da ridire, presa com1 a difendere i !diritti delle donne) in tutto il mondo, poveretta#. Lofferta di pace di Carlo non contemplava lItalia, come se non esistesse . Iornando a Carlo ' imperatore, dai sentimenti che rivelano le sue lettere al Haiser, si capisce perch( lofferta di pace di compromesso non contemplasse in alcun modo !il malefico nemico ereditario). <ssa, fatta in segreto dal principe 6isto di Borbone, cognato dellimperatore ed ufficiale nellesercito belga, offriva ai franco=inglesi lo sgombero del Belgio occupato, la restituzione alla Crancia dellAlsazia= orena occupata dai tedeschi con compensi alla Germania ad opera della stessa Austria "Galizia, parte della Polonia elevata a +egno sotto tutela tedesca#, il mantenimento della 4uplice 7onarchia accanto ad un +egno degli 6lavi del 6ud sotto sua tutela, con uno sbocco al mare per la 6erbia. Per l'talia si limitava ad augurarsi la mediazione della Crancia e l'nghilterra. 'l significato di questa richiesta di !mediazione) resta oscuro. a trattativa fall8 perch(, pur considerata interessante dai franco=inglesi, non concedeva assolutamente nulla allalleato italiano, che al tempo non aveva ancora subito la pesante sconfitta di Caporetto "fine ottobre del $%$&#. 'l presidente del consiglio francese, disse alla Camera, il $, ottobre $%$&, che la Crancia non poteva accettare unofferta !qui lassait volontairement de cRt( l'talie). 'nformato dai francesi, 6idneG 6onnino, ministro italiano degli esteri, rifiut/ di prendere in considerazione qualsiasi proposta di pace che non riconoscesse all'talia quanto si erano impegnate a riconoscerle Crancia, Gran Bretagna e +ussia in caso di vittoria "con il Patto di ondra del $%$?, che comunque non prevedeva la dissoluzione dellAustria=Ongheria#. La calunnia di un doppio gioco del governo italiano A questo punto si ebbe un giallo, perch( limperatore fece dire ai francesi dal principe 6isto che gli italiani "esteriormente granitici# gli avevano in realt0 fatto in segreto offerte di pace da lui rifiutate in cambio di !Irento ed Aquileia), cosa che suscit/ lo sdegno dei negoziatori francesi. a vicenda di questa supposta offerta segreta di pace del governo italiano 1 stata a suo tempo ricostruita con unaccurata ricerca negli archivi da parte di eo Faliani ">oiczen#, ebreo fiumano di origine bosniaca ma di sentimenti italiani, famoso esponente dellantifascismo intransigente e trascorso nume tutelare della Costituzione della nostra repubblica. <gli fu a suo tempo valido autore di studi su quegli eventi, concretatisi in un apprezzato volume sulla !dissoluzione dellAustria=Ongheria). Per i particolari, rimando il lettore ad un articolo da lui scritto per la E+ivista 6torica 'taliana. 'n sintesi, i fatti devono esser stati questi. Giolitti, sempre neutralista, si manteneva allopposizione ed in contatto con la galassia antiinterventista e neutralista, rappresentata in 'talia da uno schieramento trasversale comprendente cattolici, socialisti, liberali. e sparute iniziative di pace del tutto autonome, cervellotiche, goffe e prive di fondamento "iniziative alle quali i funzionari austriaci erano abitutati e che non prendevano sul serio#, che sembra siano avvenute anche a quellepoca, provenivano sicuramente da questa galassia e non avevano nulla a che vedere con la posizione ufficiale del governo italiano. Nel caso di specie, il sospettato fu Giolitti, senza per/ che si trovasse mai alcuna prova. Alla luce delle nostre conoscenze "a meno che non emergano o siano emersi nuovi documenti # si deve dire che limperatore Carlo si sia lasciato fuorviare da informazioni inaccurate, sempre che non le abbia usate maliziosamente, al fine di giustificare il suo rifiuto di concedere alcunch( all'taliaK@L.

Il pregiudizio antiitaliano dellalta dirigenza austriaca fece naufragare i negoziati del 191 per una pace separata! Nel $%$: ci furono nuove e pi3 importanti trattative segrete, coinvolgenti questa volta gli americani, trattative che avrebbero potuto dare un esito diverso alla guerra, per quanto riguardava lAustria=Ongheria, naturalmente al prezzo di concessioni. <sse entrarono nel vivo dopo lenunciazione dei $. punti di >ilson, nel gennaio del $%$:. 7i affido sempre a Faliani. 6i tratta comunque di fatti abbastanza noti, nelle loro linee generali. 'n seguito alle conversazioni fra laccademico austriaco pacifista ammasch e il pastore Aerron, emissario di >ilson, !che il presidente >ilson aveva perfino autorizzato a recarsi, se necessario, in incognito a Fienna, per discutere sul posto, ove limperatore si fosse deciso ad attuarla, la trasformazione federale dellAustria=Ongheria, in pro delle nazionalit0 slave J Carlo ' fece tuttavia un ulteriore passo. Non appena ebbe ascoltato il rapporto di ammasch, il sovrano asburgico invi/ al re di 6pagna, affinch( lo trasmettesse a >ilson, un messaggio telegrafico col quale si dichiarava daccordo coi princ8pi di pace posti nel discorso presidenziale dell$$ febbraio Kche integrava i famosi $. punti, enunciati l: gennaio precedente#. 'l messaggio faceva per/ capire che lAustria= Ongheria continuava ad esigere il rispetto dello statu quo territoriale prebellico, nei confronti delle richieste italiane, che definiva contrarie ai diritti degli slavi fedeli all'mpero. 'l ministro degli <steri inglese, Balfour, interpellato dal fiduciario, colonnello Aouse, fece presente che il governo di Fienna cercava di respingere a priori le rivendicazioni italiane, e di scoraggiare contemporaneamente le popolazioni slave, che guardavano gi0 all'ntesa. 'l presidente americano, rispondendo il ? marzo allimperatore, gli chiese dunque proposte concrete per !il soddisfacimento delle aspirazioni nazionali slave) e lindicazione specifica delle !concessioni del tutto precise all'talia) che lAustria=Ongheria sarebbe stata disposta a fare. 'n una replica che Carlo ' redasse, egli non pot1 nascondere che all'talia "che, evidentemente, gli austriaci ritenevano, dopo la sconfitta di Caporetto, priva di possibilit0 di ripresa militare# non era intenzionato a fare concessioni territoriali. Cos8 ogni trattativa saren/. Aerron stesso Kconvinto sostenitore delle aperture di >ilsonL si persuase che la tesi di quegli italiani, cechi, Sugoslavi "e, indipendentemente da costoro,di quei rivoluzionari ungheresi# che puntavano sul sollevamento dei popoli soggetti allAustria=Ongheria, aveva per s( lavvenire)K.L. Cos8 tramont/ il progetto americano di una pace separata con la duplice monarchia. ;uesto progetto era stato perseguito per lungo tempo e tenacemente da >ilson, unitamente a quegli influenti ambienti franco=britannici ad esso favorevoli. Iant1 vero che quando entr/ in guerra nella primavera del $%$&, il presidente americano non dichiar/ guerra allAustria=Ongheria. avversario vero era la Germania. a dichiarazione venne, dopo molto insistenze italiane, solo nel dicembre del $%$&, dopo la nostra sconfitta di Caporetto e dopo che avevamo stabilizzato il fronte. 7a >ilson non volle mai mandare truppe in 'talia e dimostr/ pi3 volte la sua scarsa simpatia nei nostri confronti. Tltre ai pregiudizi calvinisti contro un popolo !papista), aveva una moglie di origine croata. Allo sfondamento della fronte nemica a Fittorio Feneto, nellautunno del $%$:, gli americani parteciparono con un solo un reggimento. 4opo Caporetto, l'talia stava leccandosi le ferite, non era in condizione di porre condizioni a chicchesia. 6e Carlo ' ci avesse fatto una qualche limitata concessione territoriale, ad esempio il Irentino, molto probabilmente i nostri Alleati non avrebbero avuto troppa difficolt0 a farcela accettare. Ci tenevano assai a staccare lAustria dalla Germania. <siste una vulgata secondo la quale la ' guerra mondiale fu il risultato di un complotto massonico per distruggere la monarchia asburgica, ultimo 6tato ufficialmente cattolico. atteggiamento filoaustriaco di >ilson, politico che la summenzionata vulgata considera addirittura !massonissimo), sembra dimostrare il contrario. Tltre che nei governi dell'ntesa, le ogge erano ben rappresentate anche in quello austro=ungarico. Credo si possa affermare che una parte consistente della massoneria internazionale fosse favorevole a preservare la duplice monarchia, naturalmente riformata in modo !democratico) ovvero in senso federale e disposta ad alcune inevitabili concessioni territoriali, sullampiezza delle quali si sarebbe comunque potuto discutere. >ilson cercava inizialmente di continuare la politica inglese, vecchia di due secoli, che, in nome dellequilibrio europeo, voleva preservare limpero asburgico, anche se !riformato) nel senso che si 1 detto. 4i una sua trasformazione in senso federale si discuteva del resto da tempo anche nellambito dell'mpero, ben prima della guerra, per trovare uno sbocco costituzionalmente valido alle tensioni sempre pi3 forti che lo laceravano. Il fatale errore di Carlo I ' tedeschi, dopo il crollo della +ussia, invece di cercare di giungere ad una pace che sarebbe stata abbastanza vantaggiosa perch(, di contro alle inevitabili cessioni nei confronti di belgi e francesi, avrebbe dato loro mano libera ad <st, si convinsero di poter vincere la guerra anche in Tccidente, prima che gli

americani avessero dispiegato tutto il loro enorme potenziale bellico, con unultima grande serie di offensive, grazie allimpiego delle truppe liberate dalla scomparsa della +ussia dalla guerra. Nella primavera e poi nellestate del $%$:, nonostante notevoli successi iniziali, le offensive tedesche fallirono e la Germania cominci/ a subire le controffensive alleate, cominciando a perdere la guerra. 'n appoggio alla loro strategia, i tedeschi avevano cominciato a premere sugli astro=ungarici per unoffensiva sul fronte italiano. Carlo ' non ebbe la forza di opporsi e di certo lo attraeva lidea di una vittoria contro l'talia, lodiato !nemico secolare)B vittoria forse decisiva perch( avrebbe potuto eliminare finalmente l'talia dalla guerra, dare allimpero le agognate risorse agricole della pianura padana e portare ad una pace vantaggiosa o in alternativa costituire il valido presupposto della battaglia finale contro l'ntesa. Purtroppo limperatore si lasci/ contagiare dal facile ottimismo di quei generali che consideravano gli italiani del tutto finiti militarmente. !6ono pronti timbri e targhe ricordo per loccupazione, data per scontata, di Fenezia e 7ilano. <d 1 pronta persino la cerimonia per assegnare, a Ficenza, il bastone di maresciallo allimperatore in trionfo)K?L. o storico militare austriaco Peter Ciala ha stigmatizzato duramente il fatale errore dellimperatore, che non volle ascoltare lopinione di quei generali che sconsigliavano loffensiva nel modo pi3 assoluto, a causa delle condizioni di esaurimento dellesercito e del paese. a pur grande vittoria di Caporetto non aveva affatto eliminato lesercito italiano come forza combattente. 4opo aver bloccato da solo in durissimi combattimenti il nemico austro=tedesco sul Piave e sul Grappa nel novembre $%$&, a conclusione della battaglia di Caporetto, iniziatasi il ,. ottobre "da solo, cio1 prima che entrassero in linea le cinque divisioni franco=britanniche, dislocate comunque alle sue spalle come riserva operativa#, il +egio <sercito si era gradatamente rinforzato e ripreso, migliorando laddestramento e la tattica. Accanto a ?- divisioni nazionali erano schierate tre divisioni britanniche, due francesi, una cecoslovacca. Cerano poi due divisioni italiane che combattevano in Crancia, dove si sarebbero distinte nella battaglia di +eimsB una in 7acedonia e una in Albania. 'n prima linea le divisioni italiane e alleate erano .. contro le .% e mezzo austro=ungariche. e loro dotazioni di aerei, artiglieria, munizioni e viveri erano per/ nettamente superiori. 6aggezza imponeva di mettersi sulla stretta difensiva e cercare di giungere rapidamente alla paceKDL. Cos8, nei nove giorni dal $? al ,@ giugno del $%$:, loffensiva sul Piave e sui monti, dopo qualche successo iniziale, si spense di fronte alla tenace resistenza italiana e gli attaccanti dovettero ritornare sulle posizioni di partenza. 4a quel momento, Carlo ' cerc/ disperatamente di giungere a condizioni accettabili di pace, mantenendo il pi3 possibile integro il suo esercito multinazionale, mentre si accentuava sempre pi3 il disgregamento etnico e sociale del suo 6tato. 7a ormai era troppo tardi. Fisto il successo che la loro controffensiva stava avendo in Crancia e nei Balcani, gli Alleati puntavano ormai alla vittoria e facevano orecchie da mercante ad ogni richiesta. < quando la situazione materiale dellimperial=regio esercito si fu ulteriormente deteriorata, gli italiani e i loro alleati passarono alloffensiva su tutta la linea, ad un anno di distanza da Caporetto, sfondando sul Piave le indebolite linee austro=ungariche dopo una battaglia durata comunque cinque giorni "dal ,. al ,% ottobre# che port/ al dissolvimento dellesercito stesso. 'n tal modo Carlo ' dovette alla fine accettare un armistizio, i cui termini, imposti dal Consiglio 'nteralleato di Parigi, erano in realt0 quelli di una capitolazione incondizionata ". novembre $%$:#. ;uel giorno, con il raggiungimento dei confini naturali della Patria unita e la scomparsa del secolare nemico, aveva fine per noi il grande dramma apertosi l: settembre $.%:, quando Carlo F''' re di Crancia, occupando Asti, iniziava le infami Guerre d'talia, che ci avrebbero ridotti per tre secoli in servit3.

K$L Per il testo delle due lettere9 +onald >. AanUs, Il tramonto di unistituzione! Larmata austro"ungarica in Italia #191 $, $%%., tr. it., 7ursia, 7ilano, pp. @&=@:. K,LHarl PQith, La mia vita in Germania prima e dopo il 19%% , &refazione di +. HosellecU, &ostfazione di Ada PQith, tr. it. di <. Grillo, 'l 6aggiatore, 7ilano, $%::9 ! Nel maggio del $%$?, dopo la dichiarazione di guerra dell'talia allAustria, il mio reggimento Kdi fanteria bavareseL fu aggregato al corpo degli alpini tedeschi e trasferito sul confine italo=austriaco KML On addestramento da barbari a Brunico, per una parata alla presenza dellimperatore Carlo dAustria, ci avvelen/ gli ultimi giorni prima della marcia sulle 4olomiti, dove ci accampammo a ,--- metri di quota). Tffertosi di andare coraggiosamente di pattuglia, PQith fu ferito gravemente al polmone e catturato in uno scontro a fuoco con i nostri alpini, curato in un ospedale da campo italiano e poi smistato in una piccola fortezza in riva al mare per prigionieri austriaci a Cinalmarina. Nellospedale da campo il Nostro rimase due mesi e il padre riusc8 a visitarlo. <gli !riusc8 a ottenere il permesso di visitare per

alcune ore, in un paese nemico, il suo unico figlio KML "Bisogna ricordare che a quellepoca l'talia era in stato di guerra dichiarata solamente con lAustria, non ancora con la Germania, nonostante che sul fronte austriaco fin dallinizio della guerra avessero combattuto anche truppe tedesche#.) "op. cit., pp. $%=,@#. PQith rest/ prigioniero per due anni e venne rimpatriato a causa della ferita al polmone, in uno scambio di prigionieri. Poich( il polmone si era ormai atrofizzato, venne congedato "op. cit., pp. ,?=,%#. K@L eo Faliani, 'ecenti pu((licazioni sulla prima guerra mondiale , E+ivista 6torica 'taliana, $%D@, 'F, pp. ??%= ?D-B pp. ?&?=?&D. Faliani dovette italianizzare il suo cognome in applicazione di una legge del $%,%, durante il fascismo. <sponente di spicco della +esistenza e del Partito dAzione, dopo la guerra lavor/ come funzionario in unimportante banca italiana. 6icuramente avrebbe potuto illuminarci su di un aspetto ancor oggi solo sfiorato9 il modo nel quale avveniva il finanziamento del movimento partigiano da parte degli Alleati. A merito di Faliani va comunque ricordato, per obiettivit0 storica, che egli vot/ contro liniquo Irattato di Pace del $%.&, assieme a Benedetto Croce, F. <. Trlando e non pochi altri. K.L eo Faliani, )uovi documenti sui tentativi di pace nel 191* , in appendice a '4., La dissoluzione dell+ustria" ,ngheria, 7ondadori, 7ilano, $%DD, pp. .?$=.::B pp. .&D=.&&. 4opo il fallimento di queste trattative cominci/ sulla stampa britannica una violenta campagna a favore della dissoluzione della duplice monarchia "vedi infra9 Peter Ciala, op. cit., nota n. ?, p. ,D#. K?L Pier Paolo Cervone, -ittorio -eneto, lultima (attaglia, 7ursia, 7ilano, $%%., p. $$$. KDL Peter Ciala, Il &iave #191 $. Lultima offensiva della .uplice /onarchia, a cura di G. PrimiceriS, con annessa +elazione Officiale austriaca, tr. it. di G. PrimiceriS, Arcana ed., 7ilano, $%:,, pp. $&=$%:B in particolare, pp. &&= $-$. offensiva fu per di pi3 mal concepita perch( non attu/ lindispensabile concentrazione delle forze. Ciala accusa limperatore "che era comandante in capo e voleva esserlo nei fatti# di inesperienza e dilettantismo per ci/ che riguarda limpostazione strategica generale delloffensiva. 6tampa o spedisci via email*
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" #esponses to Precisazioni sul Beato Carlo dAsburgo e i suoi tentativi di pace nel 1917 e 1918, per ci che riguarda lItalia di Paolo Pas!ualucci
1. Michele scrive:
25 febbraio 2014 alle 11:31

Da veneto posso dire: peccato che lImpero dAustria (cattolico a differenza del Regno dItalia) perse. Per noi sarebbe stato meglio ritornare sotto gli Asburgo (e quindi porre freno alla massonica disintegrazione dellImpero), visto che i veneti lottarono contro i Savoia durante il Risorgimento. Quel giorno, con il raggiungimento dei confini naturali della Patria unita e la scomparsa del secolare nemico, aveva fine per noi il grande dramma apertosi l8 settembre 1498, quando Carlo VIII re di Francia, occupando Asti, iniziava le infami Guerre dItalia, che ci avrebbero ridotti per tre secoli in servit. Di che confini naturali e di che Patria si parla? Non certo della liberazione di Trieste (che, austriaca da molto tempo, aveva tutto da guadagnare a stare nellImpero) e del Trentino, dove gli italofoni erano per lo pi filoaustriaci. Quanto al Tirolo tutti sanno che non affatto Italia (seppure il termine Italia come nazione improprio). Mi chiedo poi perch il Beato Carlo avrebbe dovuto trattare con il Regno dItalia, servo degli interessi di altri paesi a danno di quelli locali, e pluritraditore. Uno Stato nato per distruggere gli Stati locali, nato con lappoggio decisivo delle potenze massonico e nato perch i Savoia rifiutarono di aggregarsi alla possibile Confederazione Italica, avendo mira di conquistare tutto (in particolare le casse succulente di altri Stati). Sicuramente trentini, tirolesi e veneti del Carso e dellIstria ringraziano per essere stati

liberati e ridotti a perdere la loro identit E qualche anno dopo essere consegnati ad un regime piatto e pagano che avversava ogni particolarit in nome di una inesistente italianit.
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2.

Iginio scrive:
27 febbraio 2014 alle 17:05

Articolo esemplare che fa piazza pulita di miti diffusi da cattolici tradizionalisti di matrice pliniana. Quanto al commento precedente, faccio notare che il Veneto, o meglio la Venezia (compreso il Friuli), non ha MAI fatto parte dellImpero asburgico se non dal 1798 al 1805 e dal 1815 al 1866. I Veneti non ne furono mai contenti, avevano perso la loro indipendenza (ben altrimenti gloriosa), pagavano pi tasse (insieme coi Lombardi) di tante altre province imperiali. Finiamola dunque anche con le posizioni di matrice leghista e con lautodenigrazione tipicamente italiana (credete forse che nellimpero austriaco tutti fossero felici e contenti?). Una volta lessi un libro di memorie di un ufficiale italiano prigioniero in Austria durante la prima guerra mondiale; quegli non solo diceva che i suoi carcerieri, lungi dallessere caritatevolmente cattolici, trattavano male i prigionieri, ma addirittura aveva dedicato il libro sapete a chi? A papa Benedetto XV.
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3.

Paolo Pasqualucci scrive:


27 febbraio 2014 alle 23:47

REPLICA DI PAOLO PASQUALUCCI. Egregio Sig. Michele, Rispondo con ritardo alle sue critiche. Ho aspettato per vedere se ce ne fossero state altre, da riunire in ununica risposta. [1] Lei dice: Da veneto posso dire: peccato che limpero dAustria (cattolico a differenza del Regno dItalia) perse. Per noi sarebbe stato meglio ritornare sotto gli Asburgo [...] visto che i veneti lottarono contro i Savoia durante il Risorgimento. Chi legge, cosi interpreta: visto che i veneti lottarono contro i Savoia durante il Risorgimento, avrei preferito (per coerenza) la vittoria dellAustria, anche perche si trattava di uno Stato cattolico, al contrario del Regno dItalia. Cominciamo dallaffermazione secondo la quale i veneti avrebbero lottato contro i Savoia durante il Risorgimento. Mi consenta di chiederle: quali veneti? In quali battaglie? Nel 1848 non ci fu la sollevazione e la cacciata degli austriaci dallintero Veneto, che poi combatte contro di loro alleato ai piemontesi e con il concorso degli altri italiani, sino allepilogo sfortunato ma glorioso dellassedio di Venezia, rettta da Daniele Manin? E il Veneto con il Friuli non passarono legittimamente al re dItalia con regolare plebiscito nel 1866? I plebisciti non erano a suffragio unversale. Ma in tutta Europa il suffragio univerale cera forse? Proprio come veneto, lei dovrebbe conoscere bene la secolare vicenda dei tentativi austriaci di impadronirsi con la forza della Repubblica di S. Marco, a partire soprattutto da Massimiliano I

dAsburgo, avversario accanito del nome veneziano, che voleva uno sbocco al mare a tutti i costi. Dai possessi aviti la Casa dAustria cominci unopera di corrosione dei confini della Repubblica in Friuli e lungo il corso dellIsonzo, che portarono alla fine allincameramento della Contea di Gorizia. Durante le sciagurate Guerre dItalia Massimiliano tento dapprima di conquistare i possessi veneziani nel Trentino e di impadronirsi del Cadore. Ma non vi riusci e nel Cadore gli tocco una sanguinaosa sconfitta ad opera del condottiero Bartolomeo dAviano, ben adiuvato dai cadorini. Con la successiv Lega di Cambrai, il cui fine era lo smembramento dello Stato veneziano, dopo che i veneziani furono duramente sconfitti dai francesi (soprattutto dai loro svizzeri), egli pensava di potersi impadronire di tutta la terraferma veneta. Ma gli ando male. Ritiratisi i francesi, ai quali interessava solo il Ducato di Milano, non pote tenere le citta che gli si erano consegnate: fu cacciato da Treviso e subi unaltra pesant sconfitta nellassedio di Padova, ritirandosi in disordine. Venezia fu alla fine salva, dovette pero in seguito cedere Rovereto, Ala, Mori, Avio, Riva e lAmpezzano allAsburgo (1516). E ci vogliamo ricordare di come lAsburgo si impadroni alla fine della Repubblica di S. Marco e dei suoi possedimenti istriani e dalmati? Fu inizialmente un regalo di Napoleone I. Poi, dopo le alterne e turbinose vicende del periodo napoleonico, al Congresso di Vienna il territorio della Repubblica, invece di essere restituito ai legittimi proprietari, fu dato allAustria, perche, disse qualcuno, i veneziani non si erano battuti contro Napoleone I e quindi non meritavano niente. Vedi un po lipocrisia. In effetti, la senescente Repubblica, un tempo gloriosa e temuta, si arrese senza combattere alla prepotenza del Buonaparte. (Lonore lo riscatto quasi 50 anni dopo quando si sollevo contro gli Austriaci). Si e sempre condannata la rapacita dei Savoia, che si vediro premiati, per la loro partecipazione alle guerre contro Napoleone, con la Liguria, che in teoria avrebbe dovuto esser restituita ai genovesi. Ma sullidentica e piu grave rapina degli Asburgo nei confronti di Venezia, silenzio totale. E in particolare (mi sembra) in certi ambienti di tradizionalisti cattolici. Ma qual era la missione storica di Casa dAustria, forse quella di occupare la pianura padana e spadroneggiare in Italia o in Polonia, nazioni cattoliche? No. Come disse giustamente Cesare Balbo, la sua missione fondamentale era quella di espandersi nei Balcani o comunque di far barriera nei Balcani e ad Est contro i turchi, cercando nello stesso tempo di ricondurre i grecoscismatici alla vera fede. Questa sua vera missione Casa dAustria lesegui anche bene per certi periodi, tuttavia diperse le sue forze in imprese di pura politica di potenza in Italia e in Polonia. [2] Il Regno dItalia era cattolico quanto limpero austriaco. Sino a prova contraria, lo Statuo Albertino, sempre in vigore, stabiliva che il cattolicesimo era lunica religione ufficiale (art. 1: La religione cattolica apostolica e romana e la sola religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi). Per le note vicende legate allunita dItalia, la fazione liberalmassonica (soprattutto nei primi anni dopo lUnita) aveva preso il sopravvento nel ceto di governo. Ma il Risorgimento fu anticlericale, fu contro il papato politico (come si diceva una volta) perche ostacolo implacabile allunita dItalia, non fu contro la religione, non fu anticattolico, se non in frante minoritarie, che si concentravano soprattutto nel movimento garibaldino (il cui motto era Italia laica). Lo Stato liberale tolse ingiustamente alla Chiesa molte proprieta ed ogni sussidio, ci fu un periodo di angherie e sopraffazioni (poi perdonate dal Papa quando stipulo il benemerito Trattato del Laterano con Mussolini, nel 1929, che chiuse la questione romana con reciproca soddisfazione). Ma non bisogna perdere il senso delle proporzioni e spropositare di una nuova persecuzione neroniana, come fa qualcuno. Abbandonata a se stessa dallo Stato, la Chiesa, come istituzione privata, pote tranquillamente ricostituire il suo patrimonio di conventi ed istituti religiosi. Ma i liberali al potere in Italia non erano forse riusciti ad attentare allistituto del matrimonio,

introducendo il matrimonio civile, sia pure senza divorzio? Certamente, esattamente allo stesso modo della (formalmente) cattolicissima Austria. Nel 1867, con una nuova costituzione, imposta dallunione con lUngheria, Francesco Giuseppe aveva approvato listituzione del matrimonio civile e lattribuzione ai tribunali civili delle cause matrimoniali. Inoltre, lo Stato aveva progressivamente tolto il monopolio dellinsegnamento al clero, emarginandolo dallistruzione. Come se non bastasse, dopo il Concilio Vaticano I, Francesco Giuseppe reagi male alla proclamazione del dogma dellinfallibilita pontificia e denuncio il concordato del 1855 con la Santa Sede. Tutto cio provoco infuocate quanto inutili reprimende da parte del Beato Pio IX. Cosi defini le leggi che laicizzavano il matrimonio: assolutamente dissacranti, corruttrici, abominevoli, condannabili. [3]. Di che confini naturali e di che Patria si parla? Per lei, il termine Italia come nazione e improprio. Nemmeno Metternich negava che esistesse unItalia geografica, anche se per lui lItalia solo quella doveva essere, una espressione geografica. Pochi paesi hanno avuto dalla natura confini naturali cosi netti e precisi come il nostro. E nello stesso tempo, purtroppo, difficili da difendere: coste lunghissime e piatte per tanti chilometri, le Alpi un vero colabrodo. Ma questo non toglie che i nostri confini naturali esistano ben marcati. E non esisterebbe lItalia come nazione? Guardiamo alla storia. LItalia come nazione fu creata proprio dai romani che amalgamarono i vari popoli della penisola in una compagine statale unitaria. Riuscirono dove erano falliti gli etruschi, i greci dItalia, gli italici. Romano era ad un certo punto soprattutto un nome. La classe di governo romana, oltre ad una componente romana in senso stretto, godeva di ampi apporti di tutta lItalia (etruschi, veneti, sanniti, umbri, greci del meridione). Si aggiunsero poi i celti (galli) della pianura padana, che Cesare comincio con laccogliere nelle sue legioni. Vogliamo dire che lItalia unificata dai romani in un unico Stato, in genere abbastanza rispettoso delle autnomia locali, non era diventata anche una nazione? Questa nazione-stato resto unita sino ai re goti. Il collasso dellimpero in Occidente nel V secolo non fu il collasso dellItalia. La grave crisi delle invasioni barbariche fu superata dopo quasi 50 anni con linstaurazione della monarchia gotica (493). Teodorico governava unItalia ben unita, che anzi teneva anche la Provenza, come residuo dellimpero che fu. LItalia mostrava di evolvere nel senso della Gallia e della Spagna: nazioni dove la popolazione gallo-romana era governata da una monarchia unitaria di origine straniera, germanica, che si sarebbe poi assimilata col tempo, costituendo laristocrazia della nazione stessa. Il sostrato etnico della nazione italiana era italico-celtico, con gli addentellati liguri, veneti, greci. Un sostrato unitario da secoli. Si stava gia integrando con lelemento germanico. E falso sostenere che lunita dItalia non ce mai stata prima dei Savoia. La nostra rovina fu Giustiniano (m. nel 565), imperatore romano dOriente, che volle riconquistare tutto lOccidente senza averne le forze. Soravvenne allor la tremenda Guerra Gotica, che termino dopo ventanni con la distruzione dei Goti e la rovina dellItalia. Vennero in essere unItalia gotica ed una bizantina durante la guerra; poi, con il sopraggiungere dei Longobardi di poco successivo, si ebbero unItalia bizantina ed una longobarda, a macchia di leopardo. Fu allora che comincio la nostra funesta divisione, anche nella mentalita. Mi rendo conto che devo essere piu conciso. [4] Perche CArlo I , si chiede lei, avrebbe dovuto trattare con il Regno dItalia pluritraditore? Lasciam stare il pluritraditore, che sa di discussione politica da bar. La risposta e semplice: qualsiasi cosa Carlo I pensasse degli italiani, la ragion di Stato e una lucidita da vero statista imponevano, dopo Caporetto, di fare delle concessioni anche limitate allItalia, per far salvare la faccia ai vari Wilson, Clemenceau etc. al fine di giungere rapidamente ad una dignitosa pace di compromesso che avrebbe salvato la Monarchia. Sarebbe stato il Trentino, magari con laggiunta di Gorizia, comunque non strettamente necessaria. Gli Alleati ci tenevano sinceramente a fare una

pace separata con lAustria-Ungheria. E avevano ragione, bisogna riconoscerlo. Avevano capito benissimo che con la scomparsa della duplice monarchia nellEuropa centrale e meridionale sarebbe stato il caos. Carlo I non avrebbe dovuto trattare direttamente con lItalia. La trattativa aveva luogo con Wilson e non avremmo potuto rifiutare una concessione ragionevole anche se limitata, nelle condizioni in cui ci trovavamo dopo Caporetto. [5] Fu colpa dei Savoia non essersi voluti aggregare alla possibile Confederazione italica? Certo, un processo graduale, confederale o federale verso lUnificazione sarebbe stato la cosa migliore, lo sappiamo tutti. Ma e vero o no che questi progetti di Conferederazioni italica erano in genere del tutto velleitari, morti ancor prima di cominciare, poiche nessun governante italiano la voleva veramente la Confederazione, che sarebbe stata comunque un nano, dal punto di vista militare, e comunque sempre controllata dalle Potenze? [6] Trentini, tirolesi e veneti del Carso e dellIstria ringraziano per essere stati liberati e ridotti a perdere la loro identitaE qualche anno dopo essere consegnati ad un regime piatto e pagano che avversava ogni particolarita in nome di una inesistente italianita. Lespressone perdere la propria identita va oggi molto di moda. E uno dei cavalli di battaglia del politicamente corretto. Non si capisce in che modo i trentini, i giuliani e gli istriani abbiano perso la loro identita nello Stato unitario italiano. Come sarebbe successo? Per i tirolesi del sud (altoatesini per noi) ci fu indubbiamente un processo di italianizzazione durante il fascismo. Che sia tuttavia giunto al punto di far loro perdere la loro identita, cancellandola, mi sembra affermazione del tutto temeraria. Hanno dovut imparare litaliano. Pensa te, che sventura. il tedesco non era ammesso come lingua ufficiale pero a casa loro e nelle loro valli non hanno continuato a parlarlo? La loro sensibilita religiosa non e stata offesa, anche perche il fascismo ristabili il rispetto per la religione cattolica, con il Trattato e il Concordato (che istituirono linsegnamento di religione [cattolica] nelle scuole e conferi validita civile al matrimonio religioso). Il fascismo non era il regime pagano che lei dice, con grave errore di prospettiva storica, confondendo il fascismo con il nazismo. Mussolini non caccio nessun altoatesino. Laccordo Ciano-Ribbentrop del 1938 li incoraggiava a partire per il Reich, non li costringeva. Il Brennero per noi, oltre che una frontiera naturale e anche una frontiera strategica, lautonomia di una comunita straniera che viva in quellarea ( ben al di qua del nostro confine naturale) da tanti secoli, e giusto riconoscerla a condizione che sia sempre compatibile con la nostra sovranita ed il nostro diritto ad avere una frontiera sicura. E in quanto a perdita didentita, la soffri di sicuro lelemento italiano nel Veneto Orientale e nellIstria ad opera del governo di Sua Maesta imperial-regia, che favori in ogni modo lelement slavo a nostro danno. E non incoraggio mai la germanizzazione della Valle dellAdige? Nel Consgilio dei Ministri tenutosi a Vienna il 12 novembre 1866, dopo la perdita del Veneto, dal verbale risulta una direttiva dellimperatore Francesco Giuseppe, intitolata: Misure contro lelemento italiano in alcune regioni della Corona (M. Toscano, Il negoziato di Londra del 1915,in Nuova Antologia, nov. 1957, p. 318). Dobbiamo rinnovare lunita dItalia nel vero cattolicesimo battendoci per linstaurazione di uno Stato cristiano, questo dobbiamo fare. E smetterla con il piagnisteo per un mondo che non tornera piu, trasfigurato peraltro in unArcadia mai esistita. Cordiali saluti, Paolo Pasqualucci