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Eugenio Girelli Bruni <girellibruni@gmail.

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[Nuovo articolo] Travisare la Russia


1 messaggio Z Net Italy <donotreply@wordpress.com> A: girellibruni@gmail.com 19 febbraio 2014 10:10

Nuovo articolo su Z Net Italy

Travisare la Russia
by Redazione

Travisare la Russia Di Stephen F. Cohen 16 febbraio 2014 I media americani rappresentano in maniera non corretta Putin, Sochi e lUcraina. Rapporti provocatori che appaiono sui media statunitensi rappresentano benignamente la proposta di partenariato dellUnione Europea come loccasione dellUcraina di avere democrazia, prosperit e una via di fuga dalla Russia, mandata allaria soltanto da un Putin prepotente e dai suoi compari di Kiev. Lo scontro pericoloso tra le due Ucraine non stato acceso dai negoziati ipocriti del presidente Yanukovych - o da Putin ma dallincauto ultimatum dellUnione Europea che il presidente democraticamente eletto di un paese profondamente diviso scelga tra Europa e Russia. La proposta di Putin di un accordo tripartito, raramente, e forse mai riferito, stato assolutamente rifiutato dai funzionari degli Stati Uniti e dellUnione Europea. Il peggioramento della copertura fornita dalla stampa convenzionale americana ai fatti che accadono in Russia, un paese ancora fondamentale per la sicurezza nazionale statunitense, cominciato da molti anni. Se il recente tsunami di articoli vergognosamente non professionali e provocatori dal punto di vista politico pubblicati sui principali quotidiani e in particolare quelli sulle Olimpiadi di Sochi, sullUcraina, e, infallibilmente, sul presidente Vladimir Putin un indicazione, questa negligenza dei media ora pervasiva e costituisce la nuova norma. Ci sono notevoli eccezioni ma si sviluppato un modello generale. Perfino sui rispettabili New York Times e Washington Post, i servizi giornalistici, gli editoriali e i commenti non aderiscono pi rigorosamente agli standard giornalistici tradizionali, e spesso non riescono a fornire i fatti essenziali e il loro contesto, a fare una distinzione chiara tra il riferire le notizie e lanalisi

delle stesse, a pretendere due diverse opinioni politiche o specialistiche sui maggiori avvenimenti, o a pubblicare opinioni opposte sulle pagine con i loro editoriali. Di conseguenza, i media americani che oggi trattano della Russia, sono meno oggettivi, meno equilibrati, pi conformisti e scarsamente meno ideologici di quando si occupavano dellUnione Sovietica durante la Guerra Fredda. Anche la storia di questo peggioramento chiara. E iniziata nei primi anni 90, in seguito alla fine dellUnione Sovietica, quando i media statunitensi adottavano il tipo di narrazione usata da Washington secondo cui quasi ogni cosa fatta dal Presidente Boris Yeltsin era una transizione dal comunismo alla democrazia, e quindi nel migliore interesse dellAmerica. Questa comprendeva la sua terapia shock in campo economico e il saccheggio oligarchico dei beni statali essenziali, che hanno distrutto diecine di milioni di vite russe, la distruzione di un parlamento eletto dal popolo e limposizione di una Costituzione presidenziale che ha assestato un colpo rovinoso alla democratizzazione e ora d forza a Putin, la guerra brutale nella minuscola Cecenia, che ha fatto nascere i terroristi nel Caucaso settentrionale russo, la manipolazione della sua rielezione nel 1996, e lessersi lasciato dietro, nel 1999, con gli indici di consenso di una sola cifra, un paese che si stava disintegrando, carico di armi di distruzione di massa. In effetti, la maggior parte dei giornalisti americani danno ancora limpressione che per loro, Yeltsin fosse un leader russo ideale. Fin dallinizio degli anni 2000, i media hanno seguito un tipo di narrazione incentrata sul leader diversa e coerente anche con la politica statunitense che svaluta lanalisi sfaccettata a favore di unimplacabile demonizzazione di Putin, con poca considerazione per i fatti. (Qualche leader comunista sovietico dopo Stalin stato mai cos svalutato come persona?) Se la Russia di Yeltsin era presentata come paese con politiche e interessi nazionali legittimi, ci fanno ora credere che la Russia di Putin non ne abbia affatto - in patria e allestero - perfino ai suoi stessi confini, come in Ucraina. La Russia oggi ha gravi problemi e molte ripugnanti politiche del Cremlino. Ma chiunque si fidi dei media convenzionali statunitensi vi trover qualcuna delle loro origini o delle influenze nella Russia di Yeltsin o nelle provocatorie politiche statunitensi fino dagli anni 90 soltanto nello autocrate Putin che, sebbene autoritario, in realt manca di un tale potere. Non gli si attribuisce neanche il merito di aver stabilizzato un paese in possesso di armi nucleari che si sta disintegrando, di aver le ricerche di sicurezza degli Stati Uniti dallAfghanistan e dalla Siria allIran o anche garantendo lamnistia, in dicembre, a pi di 1.000 prigionieri nelle carceri, comprese le madri di bambini piccoli. Non inaspettatamente, a gennaio il Wall Street Journal ha mostrato lex presidente della Georgia, largamente screditato, Mikheil Saakashvili, che etichettava il governo di Putin come governo di inganno, violenza e cinismo, e il Cremlino come centro nevralgico dei guai che assillano lOccidente. Ma lattacco verbale gratuito a Putin anche il discorso dominante sui media centristi, liberali e progressisti, Dl Post, il Times, e The

New Republic alla CNN, MSNBC e Real Time with Bill Maher , dove Howard Dean, non noto in precedenza per la sua competenza sulla Russia, ha di recente dichiarato, per lapprovazione del comitato: Vladimir Putin un delinquente. i media ansiosamente attendono la caduta di Putin a causa della sua economia che sta per fallire (alcuni degli indicatori di questa sono migliori di quelli statunitensi), al coraggio di coloro che protestano nelle strade, e ad altri oppositori onesti (le cui politiche vengono esaminate raramente), alla defezione del suo elettorato (i suoi indici di gradimento restano attorno al 65%), o a qualche cataclisma bene accetto. Evidentemente credendo, come fa il Times, per esempio, che i democratici e un futuro molto migliore verranno dopo Putin, (dato che non ci sono zelanti ultra nazionalisti che crescono nelle strade e nei corridoi del potere), i commentatori statunitensi rimangono indifferenti a quello che la destabilizzazione del suo regime in cui si spera potrebbe significare nella pi grande potenza nucleare del mondo. Certamente la principale autrice di The New Republic che si occupa di Russia, Julia Joffe, non esplora il problema o altri di grande rilievo, nella sua notizia da copertina del 17 febbraio di circa 10.000 parole. Il tema pubblicizzato dalla Ioffe dimostra una devota fobia nei riguardi di Putin: Ha schiacciato la sua opposizione e non ha nulla da mostrare tranne un paese che sta andando pezzi. Nessuna delle due affermazioni radicali espressa chiaramente o documentata. Larticolo che raccolta di conversazioni con conoscenze moscovite della Ioffe nate in Russia e oramai deluse (per apparentemente non schiacciate) e di pettegolezzi personali solleticanti da tempo in circolazione su Internet, sembra pi adatto (a parte degli errori relativi ai fatti) ai giornali scandalistici russi, come lo anche il suo disprezzo dellobiettivit. Sentire i gridi di protesta di La Russia senza Putin! e Putin un ladro! stato uno dei momenti pi esaltanti che abbia mai sperimentato. cos stato anche scrivere il Tweet Putin vi ha fottuto tutti. E la Ioffe non dimentica neanche il mantra ottimista: adesso il cataclisma sembra pi vicino che mai. Per settimane questi servizi velenosi si sono concentrati sulle Olimpiadi di Sochi e sulla crisi sempre pi profonda dellUcraina. Anche prima che iniziassero i giochi, il Times dichiarava che il complesso costruito di recente una distopia in stile sovietico e avvertiva nel titolo: Terrorismo e Tensione, non Sport e Gioia. Nella giornata di apertura, il giornale ha trovato spazio per tre articoli contro Putin e un editoriale importante sul Post. I fatti a malapena contavano. Praticamente ogni servizio giornalistico statunitense insisteva che una spesa record di 51 miliardi di dollari sperperati da Putin per i Giochi di Soci sono risultati corrotti. Per, come ha fatto notare Ben Aris, della rivista Business New Europe, forse 44 milioni di dollari sono stati spesi per sviluppare le infrastrutture dellintera regione, un investimento di cui ha bisogno tutto il paese. Nel complesso la copertura giornalistica del periodo precedente a Sochi stata perfino peggiore, e ha sfruttato la minaccia del terrorismo in maniera cos licenziosa da sembrare pornografica. Il Washington Post, da lungo tempo
Perci

noto tra gli osservatori russi con una mente critica, come la Pravda sul Potomac, ha esemplificato letica dei media. Un opinionista sportivo e il redattore di un articolo di fondo hanno trasformato le Olimpiadi in una gara di volont, tra la delinquentocrazia disprezzata di Putin, e gli insorti terroristi. Le due parti in lotta erano talmente alla pari piano che i lettori forse si chiedevano per quale fare il tifo. Se non altro, i giornalisti americani hanno dato ai terroristi una vittoria anticipata avendo avvelenato i Giochi di Putin e avendo fatto scappare molti spettatori stranieri, compresi alcuni parenti degli atleti. I Giochi di Sochi passeranno presto, trionfalmente o tragicamente, ma non passer la crisi ucraina potenzialmente disastrosa. Una nuova divisione tra Est Ovest come quella della Guerra Fredda forse potrebbe verificarsi, non a Berlino, ma nel cuore della civilt storica della Russia. Il risultato potrebbe essere un scontro permanente carico di instabilit e la minaccia di una guerra calda molto peggiore di quella in Georgia del 2008. Questi pericoli sono stati quasi interamente ignorati nei resoconti altamente selettivi, faziosi e provocatori dei media americani che rappresentano benignamente la proposta di partenariato dellUnione Europea come loccasione dellUcraina di avere democrazia, prosperit e via di fuga dalla Russia, mandata allaria soltanto da un Putin prepotente e dai suoi compari di Kiev. Non molto tempo fa, i lettori impegnati potevano contare su The New York Review of Books, per avere dei punti di vista alternativi e affidabili dal punto di vista dei fatti su argomenti storici importanti e contemporanei. Ma quando si tratta della Russia e dellUcraina, la NYRB ha ceduto alla mania generale dei media. In un post su un blog, Amy Knight, un collaboratore regolare e un inveterato stroncatore di Putin, ha messo in guardia il governo statunitense dal collaborare con il Cremlino riguardo alla sicurezza a Sochi, suggerendo anche che i servizi segreti di Putin potrebbero avere avuto un interesse a permettere o perfino a facilitare questi attacchi (terroristici) che avevano ucciso o ferito tantissimi russi a Volgograd in dicembre. Linsinuazione di Knight prefigurava un rapporto sullUcraina scritto dal professore di Yale Timothy Snyder nel numero di febbraio della NYRB. Omissioni di fatti, da parte di giornalisti e studiosi, non sono una falsit minore rispetto alla asserzione inesatta dal fatto. Larticolo di Snyder era pieno di entrambe, che sono largamente diffuse nei media popolari, ma queste si trovano nella stimata NYRB e sono scritte da un professore universitario di grane popolarit: Considerate alcune delle asserzioni di Snyder: Sulla carta, lUcraina adesso una dittatura. Infatti, la legislazione di carta a cui si riferisce ha formato a fatica una dittatura, e in ogni caso stata presto revocata. LUcraina in una situazione quasi opposta a quella di una dittatura - caos politico non controllato dal presidente Viktor Yanucovych, dal parlamento, dalla polizia o da qualsiasi altra istituzione governativa. I deputati (del parlamento) hanno fatto tutto tranne che escludersi con una votazione. Di nuovo Snyder allude al documento annullato. Inoltre a Kiev si sono svolte discussioni serie per ritornare alle disposizioni della Costituzione

del 2004 che restituirebbero i poteri presidenziali significativi alla legislatura, certo non la fine dei controlli parlamentari sul potere presidenziale, che Snyder sostiene. (Non gli piace la prospettiva di un risultato di compromesso?) Con proteste pubbliche notevolmente numerose e pacifichegli ucraini hanno creato un esempio positivo per gli Europei. Questa affermazione incredibile forse era vera in novembre, ma ora solleva domande sull esempio che Snyder sta difendendo. Loccupazione degli edifici governativi a Kiev e nellUcraina occidentale, il lancio di bombe incendiarie contro la polizia, e altri violenti assalti a funzionari che facevano rispettare la legge, e la proliferazione di slogan anti-semiti da significativi numeri di dimostranti antiYanukovych, tutti documentati e anche ripresi dalla televisione, non sono un esempio che la maggior parte dei lettori consiglierebbe agli europei o agli Americani. E tutto questo non neanche tollerato, anche se accompagnato da episodi di brutalit della polizia, in nessuna democrazia occidentale. I rappresentanti di un gruppo minore dellestrema destra ucraina si sono presi il merito delle violenze. Questo offuscamento implica che, a parte forse un gruppo minore, lestrema destra ucraina faccia parte della creazione di un esempio positivo. (Molti dei suoi rappresentanti hanno espresso odio per i valori anti-tradizionali dellEuropa, come i diritti dei gay). Inoltre, continua Snyder, qualche cosa sospetta, implicando con forza che la violenza della folla in realt opera di provocatori di lingua russa per conto di Yanukovych (o di Putin). Come prova, Snyder allude a rapporti secondo i quali gli istigatori parlavano in russo. Ma milioni di ucraini di entrambe le parti della loro incipiente guerra civile parlano russo. Snyder riproduce ancora unaltra diffusa negligenza dei media a proposito della Russia: il declino del controllo redazionale - dei fatti. In un recente articolo sullInternational New York Times, esagera le sue affermazioni e tenta di cancellare gli elementi fascisti dalla sua inoffensiva espressione estrema destra ucraina. Di nuovo senza verifica delle prove, avverte di un intervento armato in Ucraina appoggiato da Putin, dopo i Giochi Olimpici e descrive come propaganda russa resoconti affidabili di nazisti e antisemiti presenti tra i dimostranti nelle strade. Forse la pi grossa menzogna pubblicizzata da Snyder e dalla maggior parte dei media statunitensi, laffermazione che la futura integrazione dellUcraina in Europa agognata in tutto il paese. Ma ogni osservatore informato sa in base alla storia, alla geografia, alle lingue, alle religioni, alla cultura, alla politica recente e ai sondaggi di opinione che il paese profondamente diviso sul fatto di dover entrare in Europa o di rimanere politicamente ed economicamente vicino alla Russia. Non c una sola Ucraina o un solo popolo ucraino, ma almeno due, in generale situate nelle regioni occidentali e orientali. Queste distorsioni dei fatti indicano due flagranti omissioni di Snyder e di altri resoconti dei media statunitensi. Lo scontro ora eccessivamente pericoloso tra le due Ucraine non stato provocato, come sostiene il Times, dai negoziati

ipocriti di Yanukovych o da Putin ma dallultimatum incauto dellUnione Europea a novembre, che il presidente democraticamente eletto di un paese profondamente diviso, scegliesse tra Europa e Russia. La proposta di Putin per un accordo tripartito, raramente, e forse mai riferito, stato assolutamente rifiutato dai funzionari statunitensi ed europei. Per lomissione pi determinante dei media la ragionevole convinzione di Mosca che la lotta per lUcraina ancora un altro capitolo nella marcia continua dellOccidente, condotta dagli Stati Uniti, verso la Russia postsovietica, iniziata negli anni 90 con lespansione della NATO verso Est, e continuata con le attivit di ONG finanziate dagli Stati Uniti allinterno in Russia, un avamposto militare di USA e NATO in Georgia e installazioni con missili da difesa vicino alla Russia. Se questa politica di lunga data di Washington e Bruxelles sia saggia o incauta, questa e non lofferta finanziaria fatta da Putin in dicembre per salvare leconomia ucraina al collasso disonesta. La proposta dellUnione Europea di portare la civilt, per esempio, comprende misure per la politica di sicurezza, quasi mai riferite, che apparentemente subordinerebbero lUcraina ala NATO. Qualsiasi dubbio sulle reali intenzioni dellamministrazione Obama in Ucraina dovrebbero essere state dissipate dalla conversazione registrata rivelata di recente, tra una massima funzionaria del Dipartimento di stato, Victoria Nuland, e lambasciatore degli Stati Uniti a Kiev. I media presumibilmente si sono concentrati sulla fonte della fuga di notizie e sulla gaffe verbale della Nuland lUnione Europea si fotta. Per la rivelazione essenziale stata che i funzionari statunitensi di alto livello stavano complottando di dare vita a un nuovo governo ucraino anti-russo, cacciando o neutralizzando il suo presidente democraticamente eletto cio, un colpo di stato. Gli americani vengono lasciati con la nuova edizione di una vecchia domanda. Lapproccio ventennale di Washington di il vincitore- prende-tutto verso la Russia post sovietica ha dato forma a questo modo peggiorato di copertura giornalistica, oppure la politica ufficiale modellata da questa copertura? Il senatore JohnMcCain stato a Kiev insieme al ben noto capo di un partito nazionalista estremista perch stato male informato dai media, oppure i media hanno cancellato questa parte della notizia a causa della follia di McCain? E che dire della decisione di Barack Obama, di mandare soltanto una delegazione di basso profilo, compresi atleti gay a Sochi? In agosto, Putin ha praticamente salvato la presidenza di Obama persuadendo il presidente siriano Bashar al-Assad a eliminare le sue armi chimiche. Putin ha poi aiutato a facilitare la proclamata apertura di Obama verso lIran. Non sarebbe dovuto andare a Sochi lo stesso Obama o per gratitudine verso Putin o per prendere posizione insieme al leader russo contro i terroristi internazionali che hanno colpito entrambi i nostri paesi? Non andato perch era intrappolato dalle sue politiche imprudenti con la Russia, o perch i media statunitensi avevano rappresentato in modo scorretto le varie ragioni citate: garantire lasilo politico a Edward Snowden, differenze di opinioni sul Medio Oriente, le violazioni dei diritti dei gay in Russia, e ora in Ucraina? Qualunque sia la spiegazione, come

dicono gli intellettuali russi quando affrontano due alternative: Entrambe sono le peggiori. Da: Z Net Lo spirito della resistenza vivo http://www.znetitaly.org Fonte: http://www.zcommunications.org/distorting-russia-by-stephen-coehen Originale : The Nation Traduzione di Maria Chiara Starace Traduzione 2014 ZNET Italy Licenza Creative .

Redazione | febbraio 19, 2014 alle 10:10 am | URL: http://wp.me/p2HEoQ-3Iy

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