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IL PONTE mensile della Parrocchia di S.

Antonio Abate in San Domenico Siena

GIORNALE PARROCCHIALE

il Ponte
ATTENZIONE
NELL ULTIMA PAGINA ITINERARIO PER LA BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
Tutti i VENERDI di Quaresima in Cripta alle ore 17.30 Via Crucis guidata dal Parroco

Sempre aggiornato e ricco di notizie consultabile anche online al sito www.basilicacateriniana.com

Il 5 Marzo il MERCOLEDI delle CENERI


Si raccomanda il digiuno e lastinenza. Alle ore 18.00 in Cripta S. Messa e imposizione delle ceneri Partecipate numerosi !!!
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Leditoriale del Parroco
ACQUA BENEDETTA
Cari Parrocchiani, il mese di marzo e anche la met daprile , tempo di quaresima, ci vedr impegnati per la consueta benedizione delle famiglie, ma anche delle case, perch no?! Ecco perch il titolo di questo editoriale Acqua benedetta . Con San Francesco anche noi possiamo rivolgere la nostra lode a Dio per soraqua la quale multo utile et humile et pretiosa et casta S, lacqua il seme del cielo sulla terra, la pioggia fecondatrice, la linfa che si insinua in ogni interstizio, con Simone Weil possiamo dire unimmagine della purezza e della docilit originaria della creazione. Mentre SantAgostino ci ricorda che solo il legno della croce pu addolcire le acque amare della vita. Quel legno venne prefigurato gi nellAntico Testamento in molti modi. Cari Parrocchiani, sono tempi difficili quelli che tutte le famiglie stanno vivendo, ma nondimeno deve affievolirsi la nostra fede, tuttaltro, sostenuta dalla speranza e fortificata dalla carit, andiamo avanti! Lacqua immagine della Via , tende naturalmente verso il basso e con altrettanta naturalezza espira verso lalto. Cari Parrocchiani, accogliamo lacqua benedetta con cuore largo, come unelemosina del Signore, come vera benedizione di Dio su di noi. Nel grande mare dellessere tutto acqua, diceva Talete, e lamore fluido, argomentava Platone. Tutti benedico di cuore con affetto.

P. Alfredo Parroco
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I DIECI COMANDAMENTI
IL TERZO: RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Molti amano la domenica e godono della sua diversit, altri pensano solo a fare spese senza soste, a lavorare, e a inebetirsi nell'assordante fragore di una quotidianit superficiale e dispersiva. Ma forse abbiamo anche dimenticato la vera funzione e il vero significato della domenica. Lo Shabbath introdotto nel racconto della creazione come un tempo che l'uomo consacra a Dio. Nel contesto del Decalogo inoltre il segno dell'Alleanza con il suo popolo. L'idea originaria di Shabbath quindi un'anticipazione della libert e dell'uguaglianza per tutti. Di Shabbath anche lo schiavo non pi uno schiavo, anche per lui vale la legge del riposo. Nella tradizione ecclesiastica questo sempre stato uno degli aspetti principali. Per quanto riguarda i liberi, la loro attivit non era lavoro nel senso proprio del termine e poteva essere continuata. Un altro punto importante che in questo giorno l'intera creazione deve poter riposare. In origine questo comandamento veniva fatto valere anche per gli animali. Oggi l'uomo vorrebbe poter disporre completamente ed esclusivamente del suo tempo. Abbiamo in effetti dimenticato quanto sia importante permettere a Dio di entrare nel tempo e utilizzare il tempo non solo come materia di cui possiamo disporre per i nostri interessi. Si tratta di uscire dalla logica dell'utilitarismo e del pragmatismo per dedicarci agli altri e a noi stessi. Abbiamo gi accennato alla nuova forma che lo Shabbath assume con la Risurrezione di Cristo. Si identifica ora con l'alba in cui il Risorto apparso ai suoi, in cui noi ci raduniamo con lui, in cui lui ci invita a s a farci partecipi del giorno dell'adorazione e dell'incontro con Dio, in cui lui si fa incontro a noi e ci cerca e noi possiamo cercarlo. LESAME DI COSCIENZA Dove trovi la gioia del tuo cuore? Ognuno ama la sua festa. Alcuni mettono la festa nel mangiare e bere, nel fare gite, nel vedere le partite di calcio, nellandare in discoteca, nel giocare a carte o a bingo, ecc. Qualcuno mette la propria festa nel lavorare molto, e qualche altro addirittura nel fare peccati. Queste persone educano il loro cuore a una festa che non stare con Dio, anzi Dio ti dice: Attento! Io sono la tua festa! La tua festa stare con me, celebrare le meraviglie del mio amore, accettare il mio giogo leggero e soave!. Nella Bibbia il salmista dice: Cerca la gioia nel Signore (Salmo 36,4) e lapostolo Paolo esorta i cristiani a essere sempre lieti nel Signore (Filippesi 4,4,). Questa la festa che non tramonta, perch scaturisce dalla Pasqua di Cristo. La Domenica perci un giorno da dedicare soprattutto a Dio, e poi, di conseguenza, viene il riposo, la famiglia, i parenti, gli amici, gli svaghi, ecc. Celebrare questo Giorno di festa significa ritrovare la forza di vivere e la capacit di ritornare con rinnovata speranza alla lotta dei giorni feriali.

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LORDINE DEI PREDICATORI: DA NOVANTANNI TORNATO NEL LOCO SUO


Questanno ricorre il novantesimo anniversario da quando i Padri Domenicani ripresero ufficialmente possesso della chiesa di San Domenico. Era infatti il 22 agosto del 1924, quando larcivescovo monsignor Prospero Scaccia e il reverendo Padre Lorenzo Ceccarelli O.P., vicario generale della Congregazione di San Marco di Firenze firmarono, alla presenza del cancelliere, canonico Alberto Marelli, un protocollo che stabiliva alcune importanti clausole. Larcivescovo Scaccia aveva ricevuto dal Comune di Siena la cessione della chiesa di San Domenico con atto pubblico datato 6 novembre 1920, e registrato il 4 gennaio 1921, con lo scopo di curarne con la dovuta diligenza e convenienza il culto, cos affida va la custodia e il culto di detta chiesa ai reverendi Padri Predicatori della Congregazione di San Marco. Laffidamento comprendeva la sacrestia, i locali di abitazione, le reliquie, gli arredi e gli annessi cos come larcivescovo stesso li aveva ricevuti dal Comune. In tutto ci erano compresi sia le donazioni fatte dalle singole persone, sia quelle fatte in occasione di pellegrinaggi. I Domenicani dal canto loro avevano pieno diritto di uso, con lobbligo di conservazione con particolare riguardo alle reliquie e alle opere darte. Per questo, i Padri Predicatori ricevevano dallarcivescovo 1500 lire annue in due rate semestrali, che provenivano dal Comune e un altro assegno che proveniva dal Fondo per il Culto. La Congregazione dei Padri Domenicani si impegnava a destinare un minimo di tre religiosi sacerdoti, dei quali uno, presentato dal Padre Vicario della Congregazione di San Marco, era deputato dallarcivescovo come custode della chiesa. I Domenicani assumevano lobbligo di provvedere all ordina ria manutenzione della chiesa, i suoi annessi, le suppellettili e gli arredi, compresa la cura della chiesa inferiore o cripta, inoltre si assumevano lonere di celebrare le feste e le funzioni sacre nel miglior modo che le fosse possibile e soprattutto la chiesa non doveva mai restare priva di almeno una messa al giorno. I Padri domenicani avevano anche il compito di vigilare sulla sicurezza delle opere darte conservate allinterno dei locali e assumevano lobbligo di avvertire le autorit competenti qua lora ci fosse segno di pericolo o deperimento. Lazione religiosa dei Padri domenicani era libera e indipendente da ogni giurisdizione parrocchiale e doveva svolgersi secondo la zelante iniziativa dei Padri Domenicani per il pubblico bene spirituale. Con questo atto, redatto presso la curia arcivescovile di Siena, i Padri Domenicani riprendevano ad officiare nella loro chiesa, dopo che erano stati cacciati nel periodo delle soppressioni leopoldine. Ricordiamo a questo proposito, che fino al 1912 la chiesa di San Domenico era stata officiata dai Monaci Benedettini cassinesi. Poi dopo un periodo in cui la chiesa era stata chiusa al culto, finalmente nel 1922, lOrdine dei Frati Predicatori, torn nel loco suo come avrebbe detto Santa Caterina, e due anni dopo nel 1924 latto ufficiale di affidamento della chiesa nuovamente allOrdine dei Predicatori. Indubbiamente lattivit dei Frati Predicatori, nella Siena dellepoca, port una ventata di novit e di apertura al mondo. I domenicani viaggiavano: gi alla fine di dicembre del 1922, Padre Francesco Guerrini d notizia di essere arrivato a Nuova York dopo una travagliata traversata atlantica, e nelle sue prediche oltre oceano, parlava di Santa Caterina.

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I Domenicani per carisma erano istruiti, Padre Lodovico Bernini O.P., nel 1922, dal Santuario domenicano della Madonna dellArco a Napoli, pubblica un libro dal titolo Ges nella Dottrina di Santa Caterina da Siena, cercando cos di far conoscere il pen siero della Santa ad un pubblico sempre pi vasto. In questi anni, con il ritorno della comunit dei Padri Predicatori a Siena, anche il culto di Santa Caterina ebbe un notevole incremento. I Frati Predicatori si erano resi conto che la dimensione spirituale e storica della mantellata di Fontebranda andava ben oltre le mura cittadine e le strade della sua contrada e delle Confraternite a lei intitolate. Per questo cercarono di studiare, conoscere e poi diffondere linsegnamento della Santa sul territorio nazionale e dove era possibile arrivare. Queste loro caratteristiche non erano ben viste da alcuni membri del clero senese, in particolare da coloro che officiavano alla Casa di Santa Caterina, che vedevano Caterina come cosa loro. Come riporta un verbale di una riunione che aveva come argomento la soppressione della chiesa di SantAntonio Abate, situata dove ora sorge il Portico votivo dei Comuni dItalia, don Duilio Bani, scrive che larcivescovo deve dichiarare che i frati non si occupino di cose poli tiche (perch sono antifascisti) e non pensino ad officiare il Santuario di Santa Caterina ; () insomma che facciano (Padre Tani o chi per esso) solo il parroco. La chiesa di San Domenico non versava in buono stato ed aveva bisogno di lavori di restauro, tanto che appena due anni dopo il rientro dei Domenicani, il 20 agosto 1926, si costitu un comitato di illustri cittadini senesi, i cui membri, scrissero al Santo Padre Pio XI, prostrati al bacio del Sacro Piede ci professiamo Della Santit Vostra, e seguivano le firme: Fabio Bargagli Petrucci, Piero Misciattelli, Dott. Francesco Ponticelli, P. M. Pietro Tani O.P., Arturo Viligiardi, Bettino Marchetti, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Guido Bonci Casuccini, Latino Gabrielli, P. M. Ludovico Ferretti O.P., don Nazareno Iacomoni, che svolgeva le funzioni di segretario. Nella lettera indirizzata a Papa Pio XI, al secolo Achille Ratti, i componenti del comitato, fanno riferimento anche al fatto che lo stesso Santo Padre aveva elevato la chiesa di San Domenico al grado di Basilica; al fatto che la cripta, gi da vario tempo profanata, oggi restaurata, presto poteva riaprirsi al culto e che linteresse verso Santa Caterina da Siena stava crescendo sempre di pi. Il Comitato, che si pose sotto lAlto Patronato di Sua Altezza Reale il Principe di Piemonte, chiedeva al Santo Padre che acconsentisse che alcuni eminentissimi Cardinali ed eccellentissimi Vescovi, potessero dare il loro nome al Comitato Ecclesiastico donore. Come abbiamo visto nel comitato figuravano nomi illustri della citt di Siena dellepoca, da Fabio Bargagli Petrucci, al marchese Piero Misciattelli, studioso di Santa Caterina, a Guido Bonci Casuccini, progettista della ristrutturazione del Santuario Casa di Santa Caterina, ad Arturo Viligiardi, noto scultore e pittore senese, autore de La tentazione di Santa Caterina (1904) e del busto marmoreo sito al Parco del Pincio a Roma, sempre raffigurante Santa Caterina (1928), a Padre Ludovico Ferretti O.P., autore di una biografia di Santa Caterina da Siena e vescovo di Colle Val dElsa dal 1928 al 1930, a Ranuccio Bianchi Bandinelli, studioso di archeologia, e nel dopoguerra, socio straniero e corrispondente delle Accademie delle Scienze dellU.R.S.S. e dirigente del Partito Comunista Italiano. Franca Piccini

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UNA SCOMODA VERIT


di Timothy Radcliffe (). Mons. Oscar Romero stato assassinato a San Salvador, il 24 marzo del 1980, mentre celebrava l'Eucaristia. stato ucciso perch era il paladino dei poveri. Non era, tuttavia, un rivoluzionario radicale, un vescovo alla Che Guevara. Per molti versi, era un rappresentante del clero cattolico tradizionale. (...). Chiamava Roma madre, maestra e patria. Il suo motto era Sentir con la Iglesia. (...). La statua davanti allAbbazia di Westminster lo rappresenta bene, mentre ci guarda timidamente attraverso gli occhiali spessi. Come arrivato a farsi uccidere? stato ucciso perch ha detto la verit.Le sue omelie venivano trasmesse dalla radio diocesana. Tutta la nazione si fermava ad ascoltarle. Si poteva attraversare a piedi un villaggio e sentirne ogni parola: tutti erano raccolti intorno alla radio. Il governo cerc di fermare la sua predicazione facendo saltare in aria la radio, ma il Cafod (l'agenzia cattolica caritativa di Inghilterra e Galles) trov i fondi per rimetterla in funzione. (). morto perch diceva la verit, una verit che coloro che guidavano El Salvador non potevano tollerare. Una volta un contadino disse che ascoltare le sue omelie era come mettere le mani in un catino pieno dacqua salata: se le mani sono in buona salute, non si sente dolore, ma, se c un taglio, fa male.Una volta, mentre faceva ritorno nel Paese, un agente dellimmigrazione, vedendolo, disse ad alta voce: Ecco che arriva la verit. Qual era la verit scomoda che predicava? Come possiamo noi testimoniare quella stessa verit oggi? Per Romero, si trattava, in primo luogo, della verit della Parola di Dio. Il regime militare salvadoregno temeva la Bibbia. Molti contadini la nascondevano sottoterra perch il solo fatto di possederne una avrebbe potuto portare al loro arresto e alla loro morte. Poco prima di subire il martirio, lamico gesuita di Romero, Rutilio Grande, disse: Ho paura che ben presto la Bibbia e il Vangelo non potranno pi attraversare le nostre frontiere. Ci rester solo la copertina, perch ogni pagina sovversiva. Perch la Parola di Dio cos pericolosa? Spesso la gente pensa che la Bibbia sia piena di messaggi oscuri da parte di Dio. Si studia la Bibbia in modo da ottenere istruzioni dal cielo (...). Non cos che Romero intendeva la verit della Bibbia. (...). Per Romero leggere la Bibbia era parlare con un amico: Hablame, Seor, scrisse sul suo taccuino quandera un giovane seminarista: Parla con me, Signore. (...). Partecipare a una conversazione ha il potere di trasformare pi che di informare. E cos stato per Romero, quando meditava di notte sul Vangelo. Non si sintonizzava su istruzioni da ricevere, ma cresceva nell'amicizia con Dio e il suo popolo. La Parola di Dio era la sua casa.(). Per mons. Romero, la scelta morale fondamentale era tra il dialogo e la violenza. Se rifiut di apparire in pubblico insieme ai rappresentanti del governo, era per disponibile a dialogare con chiunque. Tant che citava Pio XI, il quale aveva detto che avrebbe dialogato anche con il diavolo, se necessario. Dialogare non significa scendere a compromessi. Non si tratta di negoziare, ma di trasformare. Le verit pi profonde sono raggiungibili solo attraverso lo scambio paziente, la costruzione dellamicizia, la conversione dei nostri cuori e delle nostre menti. Il contrario della violenza. (...). Le persone si aggrappano alla Bibbia usandola come unarma. (). Ma per Romero meditare la Parola di Dio rappresenta unesperienza molto pi inquietante. Demolisce i propri piccoli pregiudizi. Sovverte la propria identit limitata. Rende liberi di fare amicizia con Dio e con persone inaspettate. Ho sempre voluto seguire il Vangelo - ha dichiarato - ma non sapevo dove mi avrebbe condotto.

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La Gran Bretagna di solito considerata un luogo piuttosto tollerante. Tuttavia, la maggior parte di ci che chiamiamo dibattito, sia attraverso liter parlamentare sia in televisione o su internet, in realt non lo , avendo come obiettivo quello di demolire l'opposizione, ridicolizzando gli avversari e distruggendo le loro opinioni. (...). Non tendiamo pi a uccidere l'altro, ma l'aria piena di parole violente che accusano e denigrano. (). Cos, la prima sfida che Romero pone quella di un ascolto della Parola di Dio che ci rende suoi amici e amici tra di noi. questo che lo ha condotto alla seconda verit su cui voglio soffermarmi, quella della terribile violenza sofferta dagli amici pi stretti di Dio, i poveri. LA VERIT SUI POVERI Il 12 marzo 1977, Rutilio Grande cadde in un'imboscata mentre si recava a celebrare la messa in un villaggio. Jon Sobrino ha dichiarato che, di fronte al suo corpo mutilato, Romero apr gli occhi. Vide la violenza che dilagava nella sua terra. Si rese conto che non poteva sfuggirle e che un giorno avrebbe ucciso anche lui. Romero stato assassinato perch ogni settimana diceva la verit sulla violenza sofferta dai pi poveri: su chi era stato arrestato, su chi era scomparso, su chi era stato assassinato, sulle minacce ricevute. In El Salvador, la violenza era onnipresente, ma nascosta. Le persone scomparivano, e poi i loro corpi venivano scaricati sul ciglio della strada. La predicazione di Romero esprimeva la violenza incessante sofferta dai poveri: Queste omelie - disse - cercano di essere la voce di questa gente. Cercano di essere la voce di quelli che non hanno voce. Quindi, senza dubbio, non piacciono a chi di voce ne ha troppa. Questa povera voce trover eco in coloro che amano la verit e che amano veramente il nostro amato popolo (29 luglio 1979). per questo che stato ucciso. Romero ci pone di fronte a una seconda questione: in cosa consiste la violenza sofferta dai poveri nel nostro Paese? Qual la verit sui pi poveri che rimane in gran parte inespressa? (). Ovunque vengono aperti banchi alimentari, perch sempre pi persone in Gran Bretagna, il sesto Paese pi ricco del mondo, non possono permettersi di comprare il cibo. Molti bambini arrivano affamati a scuola la mattina. Milioni di persone, soprattutto giovani, hanno smesso di credere nel futuro, hanno perso la speranza. (). Il nostro Paese colpito da una violenza contro i pi poveri estesa e nascosta. Se non apriamo gli occhi e non reagiamo, questa violenza esploder e distrugger la societ in breve tempo. La nostra cecit non causata solo dallignoranza. Il modo in cui guardiamo il mondo filtra i drammi della vita dei poveri. Secondo l'antropologo francese Pierre Bourdieu, ogni societ possiede una mappa cognitiva che cancella alcune person e in quelli che egli chiama silenzi sociali. Ci accade per almeno due motivi. Nel mondo attuale tutto quantificato, misurato, amministrato. David Graeber scrive che il potere del denaro a trasformare la morale in una questione di aritmetica impersonale, la quale giustifica cose che altrimenti sembrerebbero oltraggiose e oscene. Le statistiche, certamente, hanno la loro importanza. (). Ma se sono i numeri a plasmare la nostra mappa cognitiva, i poveri spariranno e noi non registreremo le violenze che subiscono. Nel Vangelo di Luca, Ges nasce durante la realizzazione di un censimento nell'Impero Romano. Il vero Signore del mondo viene riconosciuto da innumerevoli angeli del cielo e svelato ai pastori, troppo disprezzati e irrilevanti per finire nel conteggio. (...). Gli amici e i messaggeri di Dio non figurano in alcun censimento. In secondo luogo, i poveri sono spesso denigrati. Nel Paese di Oscar Romero, si fatto ricorso al concetto di sicurezza nazionale per schiacciare tutti coloro che si opponevano agli interessi dell'oligarchia. Chiunque si schierasse a difesa dei poveri doveva essere un comunista, e meritava di morire. Uno squadrone della morte distribuiva volantini in cui si leggeva: Sii patriota, uccidi un prete.

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Nella Gran Bretagna di oggi, il disprezzo per i poveri si traduce spesso nella contrapposizione tra i poveri cosiddetti buoni e laboriosi e la presunta moltitudine di pigri e parassiti in cerca di sussidi. In realt, la stragrande maggioranza dei poveri di questo Paese lavora, ma non pagata abbastanza. Owen Jones ha mostrato come coloro che appartengono alla lavoratrice vengano demonizzati dai tabloid e dai programmi televisivi popolari come inetti che dipendono dal welfare, che bevono e fumano troppo, che allevano troppi figli e che sono cattivi genitori: il bersaglio abituale del crudele teatro dei mass media. Romero doveva essere assassinato perch si rifiutava di far proprio il mito della malvagit dei poveri. (). Il gesuita americano Dean Brackely ha descritto cosa accaduto quando un gruppo di ricchi nordamericani della middle ha incontrato i poveri in El Salvador: Queste persone ci hanno scosso perch ci hanno mostrato come nel mondo le cose vadano molto peggio di quanto osiamo immaginare. Ma questo solo un aspetto della storia. Se permettiamo loro di condividere con noi la loro sofferenza, ci comunicano anche un po della loro speranza. Il sorriso che sembra non avere alcuna giustificazione non falso, lo spirito di festa non una fuga, ma un riconoscimento che qualcosa sta avvenendo nel mondo, oltre all'ingiustizia e alla distruzione. I poveri sorridono perch sospettano che questo qualcosa sia pi potente dellingiustizia. Quando insistono nel voler condividere la loro tortilla con un gringo in visita, ci rendiamo conto che c' qualcosa nel mondo che molto pi bello di quanto avremmo mai pensato. (). Questa la rivoluzione copernicana di cui abbiamo bisogno: niente pi parole denigranti e insultanti verso i poveri. (). Abbiamo bisogno di persone che testi monino la bont e la dignit degli emarginati, il loro coraggio e la loro generosit. Laborigena australiana Lilla Watson ha detto a una suora: Se sei venuta ad aiutarmi, perdi il tuo tempo. Ma se sei venuta perch la tua liberazione legata alla mia, allora lavoriamo insieme.Come possiamo aprire gli occhi della Gran Bretagna sullenorme violenza subita dai poveri? Di fronte al corpo senza vita del suo amico Rutilio, Romero prese una decisione che sconvolse tutto El Salvador: stabil che la domenica successiva si sarebbe celebrata in sua memoria ununica messa in tutta larcidiocesi. Divenne nota come la misa unica, l'unica messa. Il governo, l'oligarchia e gli altri vescovi si infuriarono. Il 20 marzo, 100mila persone si radunarono davanti alla cattedrale, insieme a 150 sacerdoti, per celebrare la misa unica.Questa la verit scomoda dell'Eucaristia. In Cristo noi siamo un solo corpo, e viviamo e moriamo insieme. (...). Come cristiani dobbiamo, ovviamente, lottare per la giustizia. Dobbiamo candidarci alle elezioni e impegnarci in politica. Dobbiamo prendere posizione a favore di un sistema fiscale che favorisca il bene comune. Dobbiamo opporci alla disuguaglianza crescente che sta lacerando il nostro Paese. Ma dobbiamo anche trovare il modo di raggiungere l'immaginario collettivo. Abbiamo bisogno di gesti che, come la misa unica, scuotano le persone. La verit del cristianesimo sacramentale. (). UN DONO DA OFFRIRE Lultima testimonianza della verit da parte di Romero stata laccettazione della pro pria morte. (...). Martire la parola greca per testimone. 100mila cristiani vengono ancora uccisi a causa della loro fede ogni anno. Vi sono stati pi martiri nel XX secolo che in tutta la storia cristiana precedente. passato molto tempo da quando i cristiani morivano per la loro fede in questo Paese. perch la Gran Bretagna tollerante o perch siamo diventati innocui? Forse un po entrambe le cose. (). Forse, anche noi potremmo risultare impopolari se oggi diventassimo testimoni insistenti e tenaci della violenza subita dai poveri nel nostro Paese. O se mostrassimo come la nostra prosperit sia a volte il frutto della sofferenza di persone che in tutto il mondo muoiono prematuramente a causa dell'inquinamento o dello sfruttamento o della denutrizione.

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William Cavanaugh ha sottolineato come gli Stati Uniti siano strettamente coinvolti nella morte di Romero: Il proiettile che ha frantumato il petto di Oscar Romero stato fabbricato negli Stati Uniti, come pure il fucile che ha sparato. Entrambi sono stati pagati con le nostre tasse. Cos come siamo stati noi a pagare la formazione, nella Scuola delle Americhe di Fort Benning, in Georgia, di alcuni dei responsabili dell'assassinio. (...). Qual la verit che i martiri testimoniano? La vita di Romero era radicata nella Parola di Dio, una parola di amicizia che ci invita a liberarci dellautoreferenzialit e a incontrare la felicit in un amore che non conosce limiti. Il cristianesimo non inoffensivo (). Non un accessorio n un collante sociale. la follia di lasciarsi coinvolgere in un amore che infinito. Oppure non nulla. A volte, ci richiede un dono di s drammatico e radicale, come avvenuto ai martiri del lato ovest dell'Abbazia. (). Di solito, per, la nostra testimonianza discreta e passa inosservata. Pu essere quella di chi si prende cura di un malato di Alzheimer che ha dimenticato chi sei. Quella di un insegnante che resta in piedi fino a tardi per preparare le lezioni per il giorno dopo, o quella di chi si preoccupa di sorridere a qualcuno anche se esausto. Potrebbe consistere nel dire quello che si pensa, anche quando ci potrebbe rovinare la carriera e comportare il licenziamento. Il domenicano Pierre Claverie, vescovo di Orano in Algeria, martire nel 1996, disse, poco prima di morire, che ci che davvero conta quello che lui chiamava martirio bianco: Il dono della propria vita versata goccia a goccia in uno sguardo d'amore, in un sorriso, nella cura del prossimo, in un lavoro, in tutto ci che fa s che un po' della nostra vita sia condivisa, donata, offerta. Non ci si pu aggrappare alla propria vita. La vita un dono da offrire. Questo il mio corpo dato per voi. Forse sono queste le ultime parole di Romero. Non aggrappiamoci alla nostra vita. Altrimenti la faremo appassire. (...).

MADRE ANTONIA LALIA


Gioved 13 alle ore 17:30 nella Sala del Capitolo del Chiostro di San Domenico stata presentata la figura di Madre Antonia Lalia fondatrice della Congregazione delle Suore Domenicane di San Sisto nel centenario del suo dies natalis (1914 2014). La relatrice Suor Maria Concetta Pilo

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UNA FRATERNIT DA RISCOPRIRE.


Dei tre famosi principi della Rivoluzione Francese , la fraternit certo quello che ha avuto meno successo . Non che la libert e luguaglianzagodano ottima salute ma almeno se ne parla di pi anche se non sempre a proposito . Ha quindi pienamente ragione Papa Francesco a metterla al centro del suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace , il titolo infatti : Fraternit , fondamento e via per la Pace . Cercher di mettere in evidenza quelli che a mio parere sono i concetti fondamentali del messaggio . La fraternit una dimensione essenziale delluomo , in ognuno di noi c un anelito insopprimibile alla fraternit che ci spinge verso la comunione con gli altri nei quali troviamo non nemici o concorrenti , ma fratelli da accogliere e abbracciare . La sorgente primaria da cui si attinge per la fraternit la famiglia , questa il fondamento e la via privilegiata per la pace. Purtroppo in un mondo caratterizzato dalla globalizzazione dellindifferenza , la vocazione alla fraternit contrastata e smentita nei fatti ; alle tragedie , alla violenza , alle ingiustizie si risponde con lindividualismo , con legocentrismo , il disprezzo nei confronti dei pi deboli . Il racconto biblico di Caino e Abele paradigmatico della realt attuale e insegna che lumanit porta inscritta in se la vocazione alla fraternit , ma anche la possibilit drammatica del suo tradimento .Lo testimonia legoismo quotidiano che alla base di tante guerre e tante ingiustizie . Le radici della fraternit sono contenute nella paternit di Dio e nel suo amore straordinario per ciascun uomo , amore rigenerato da Cristo con la sua morte e resurrezione . La Croce quindi come luogo di fondazione della fraternit e la Resurrezione che ci costituisce come Umanit nuova per la sua piena realizzazione. Nella famiglia di Dio , dove tutti sono figli di uno stesso padre ..non vi sono vite di scarto ,tutti godono di una uguale e intangibile dignit .Tutti sono amati da Dio ,tutti sono riscattati dal sangue di Cristo.. Papa Francesco poi si ricollega a documenti dei suoi predecessori e cita passi da la Populorum Progressio di Paolo VI ,da la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II e da la Caritas in Veritate di Benedetto XVI ; - di Paolo VI ricorda lenunciazione che lo sviluppo integrale dei popoli il nuovo nome della pace , quindi il dovere di solidariet delle nazioni ricche verso quelle sottosviluppate ,il dovere di giustizia sociale e il dovere di carit universale che la promozione di un mondo pi umano per tutti ; - di Giovanni Paolo II , la pace come opus solidaritatis, cio non farsi guidare dalla brama di profitto e di potere , servire laltro e non opprimerlo per il proprio tornaconto ; la solidariet cristiana richiede che il prossimo sia amato non solo come essere umano , ma come viva immagine di Dio Padre ; - di Benedetto XVI come la mancanza di fraternit tra i popoli sia una causa importante della povert ; partendo da questo concetto , il Papa , richiamando la dottrina della Chiesa , ricorda la cos detta ipoteca sociale sulluso dei beni . I successivi paragrafi del messaggio toccano : - La riscoperta della fraternit in economia , il succedersi delle crisi economiche e soprattutto lattuale devono portare a rip ensare i modelli di sviluppo e gli stili di vita per costruire e mantenere una societ a misura della dignit umana .- La fraternit spegne la guerra , Papa Francesco ricordando i numerosi conflitti che si consumano tra lindifferenza generale rivolge un forte appello ai responsabili delle violenze , un vero grido di dolore e un richiamo a riscoprire il senso della propria umanit : . Fermate la vostra mano ;rinunciate alla via delle armi ,andate incontro allaltro con il dialogo, il perdono,la ricon ciliazione per ricostruire la giustizia ,la fiducia intorno a voi , continua facendo proprio lappello dei predecessori contro la proliferazione degli armamenti e per il disarmo ma constata amaramente che gli accordi internazionali non sono sufficienti ad arginare i conflitti armati perch manca la conversione dei cuori che fa riconoscere nellaltro un fratello.

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La corruzione e il crimine organizzato avversano la fraternit , legoismo si sviluppa nelle varie forme di corruzione , nel dramma della droga , nei traffici e nelle speculazioni finanziarie ,nella prostituzione, nel traffico degli esseri umani e negli abusi sui minori , nelle tragedie dei migranti , nelle schiavit di ogni tipo , tutto questo viola in profondit la legalit e la giustizia e colpisce al cuore la dignit delle persone. Solo la fraternit genera pace sociale , crea equilibrio tra la libert e la giustizia , tra responsabilit e solidariet .- La fraternit aiuta a custodire e a coltivare la natura , la natura a nostra disposizione e siamo chiamati ad amministrarla responsabilmente , invece siamo spesso guidati dallavidit nello sfruttamento , nella manipolazione e non ci preoccupiamo delle future generazioni senza contare che per il settore agricolo , vediamo che il persistere della fame nel mondo dovrebbe farci ripensare luso di queste risorse alla luce della dottrina sociale della Chiesa .Nella conclusione il Papa sottolinea che solo la more donato da Dio consente di vivere pienamente la fraternit , la dimensione trascendente delluomo necessaria perch limpegno politico ed economico non si riduca a puro tecnicismo senza idealit. Dio ha mandato il figlio per salvare il mondo non per condannarlo e lo fa senza costrizioni invitando chi il pi grande , chi governa ad essere come colui che serve , il servizio lanima di quella fraternit che edifica la Pace . Una straordinaria appendice al messaggio per la giornata della pace , P apa Francesco ce la fornisce con la sua riflessione bella e piena di commozione che il messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale dove invita ognuno di noi a riscoprire la tenerezza di Dio : le carezze di Dio non fanno ferite,le carezze di Dio ci danno pace e forza e poi la frase finale Dio pace , chiediamogli che ci aiuti a costruirla ogni giorno ,nella nostra vita ,nelle nostre famiglie ,nelle nostre citt e nazioni , nel mondo intero .Lasciamoci commuovere dalla bont di Dio . Sembrerebbe la ricetta , non dico della felicit ma almeno per una societ migliore . Molti diranno che sono solo parole , belle parole senza dubbio , ma che la realt diversa , un'altra cosa e che vagheggiare una umanit pacificata pu sembrare pura Utopia. Ricordo che Padre Ernesto Balducci , che aveva messo la Pace al centro delle sue riflessioni , la definiva realismo di una Utopia e vorrei aggiungere che di realismo sono pieni i cimiteri di guerra , che il realismo ha riempito e riempie ancora il mondo di macerie materiali e morali ; in nome del realismo si convive con la malavita organizzata e il degrado ambientale ,la corruzione e levasione fiscale, si accettano leggi disumane nei confronti di persone che fuggono da miseria , guerre e feroci dittature ; il realismo crea i disoccupati, i cassaintegrati, gli esodati e tutti i nuovi poveri mascherati da dati statistici e percentuali ma si tratta di esseri umani ,di famiglie ,di giovani,di pensionati colpiti da una situazione di violenza ; realismo la finanza speculativa che affama , realismo il commercio degli strumenti di morte , il realismo aiuta a rimuovere frettolosamente dalla coscienza i suicidi per disperazione . Siamo tutti responsabili , bene ha detto Papa Francesco a Lampedusa. Si parla tanto di valori non negoziabili , ma il diritto alla Pace con tutto quello che ne consegue rientra tra quei valori ? Intendiamoci la politica il terreno della mediazione per eccellenza , non praticabile e neanche auspicabile trasferire nel campo legislativo principi evangelici , sarebbe una contraddizione , lamore non pu essere imposto libert. Resta il fatto che molte scelte politiche di questi ultimi anni , umanamente e cristianamente discutibili come certe leggi sullimmigrazione , sul commercio delle armi , sulle spese militari etc , portano la firma anche di politici dichiaratamente cattolici . Forse le comunit cristiane dovrebbero essere pi accorte e far sentire pi spesso la loro voce .Se il mondo cattolico italiano si vuole ricompattare sui valori, lo faccia in dialogo con tutti i cittadini di buona volont , credenti e non credenti , a partire proprio dalla difesa del bene primario della pace in ogni sua dimensione, ricercando e realizzando per quanto possibile momenti di vera fraternit . Carlo Giuseppe Rogani

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QUANDO LA PUBBLICIT INGANNEVOLE


Vincenzo Guggino, segretario nazionale dellIstituto dellautodisciplina pubblicitaria, ha tenuto un incontro nella sala del capitolo del chiostro di San Domenico su un tema molto attuale e che riguarda tutti noi: la pubblicit. Guggino ha parlato delle regole di comportamento alle quali coloro che fanno pubblicit si devono attenere per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. Sono due gli organismi giuridici ai quali soggetta la pubblicit: il Giur e il Comitato di controllo. Il Giur risolve le controversie in tempi brevi, dagli otto ai dodici giorni, mentre il comitato di controllo ha un compito pi preventivo, ma anche questo organo si esprime in poco tempo e quando il messaggio viene ritenuto offensivo o falso viene bloccato. Questo succede soprattutto per quanto riguarda i manifesti pubblicitari, pi che per quanto riguarda le emittenti televisive. La pubblicit televisiva pi controllata, mentre quella delle affissioni meno soggetta a controllo, e molti spazi di affissioni sono abusivi. Il presupposto principale che la pubblicit deve essere onesta, veritiera e corretta. E proprio su questa regola che si basa il giudizio dellIstituto dellautodisciplina pubblicitaria. In genere a trasgredire a queste regole non sono le pubblicit di grandi marchi di prodotti, ma quelle dei marchi sconosciuti che vogliono entrare sul mercato. La pubblicit pu essere non solo ingannevole, ma anche offensiva. Il corpo, in particolare il corpo femminile, spesso usato in maniera impropria o addirittura offensiva, alcune immagini che tendono ad avere un impatto forte sul pubblico, possono incitare allo stupro o inneggiare allanoressia o alla bulimia. Un altro fenomeno che si sta diffondendo sempre di pi quello della sessualizzazione dei minori, e cio si tende ad utilizzare bambini sempre pi piccoli per pubblicizzare abbigliamento da adulti. Inoltre bisogna stare attenti alle pubblicit troppo allettanti, in modo particolare alle pubblicit che riguardano i prodotti medicinali, bene tenere conto che un medicinale fa bene ad una cosa, ma allo stesso tempo pu nuocere a qualcosaltro; questo viene detto solo in coda e in modo veloce affinch noi, destinatari del messaggio, possiamo comprendere ben poco il lato negativo del medicinale. LIstituto per lautodisciplina pubblicitaria ha un sito: www.iap.it, collegandosi al quale possibile fare segnalazioni di pubblicit ingannevoli o offensive. La serata stata condotta da Cristiana Mastacchi, voce di Antenna Radio Esse, lincontro sulla pubblicit ingannevole rientra nel ciclo de I gioved di San Domenico, organizzati dalla Comunit di Padri Domenicani di Siena. Il prossimo si svolger il 6 marzo sempre alle 17,30 ed avr come tema larte, relatrice sar Francesca Fumi. Dott. Vincenzo Guggino Segretario Generale I.A.P Franca Piccini

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INCONTRO DELLE CATECHISTE


Il giorno 5 Febbraio 2014, si svolto l' incontro delle catechiste con il parroco Padre Alfredo. Dopo la preghiera iniziale, Padre Alfredo ci ha ricordato che, in prossimit della Quaresima, siamo coinvolte insieme ai nostri ragazzi nella animazione delle Domeniche di Quaresima e nella Via Crucis che si svolger ogni Venerd con inizio dopo la 1 Domenica di Quaresima. Prima di accordarci sugli appuntamenti dati dal parroco, ci sono stati ricordati gli incontri previsti per noi catechiste, organizzati dall' Equipe Catechistica diocesana. Dopo di ch , nella piena comunione fraterna, ognuno di noi ha dato la propria disponibilit per l' animazione sia per le Domeniche di Quaresima che per la Via Crucis. Si concluso l' incontro con la preghiera comune ( Salmo 15 ). Le catechiste

DOMENICHE DI QUARESIMA 9 Marzo 4 Elementare 16 1-2-3 Elementare 23 5 Elem. -1 Media 30 2 Media 6 Aprile 3 Media

VENERDI' VIA CRUCIS 14 Marzo 1-2-3 Elementare 21 4 Elementare 28 2 Media 4 Aprile 5 Elem. - 1 Media 11 3 Media

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La Rubrica dei bambini


dallisola che non c al Chiostro di San Domenico

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ITINERARIO BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE 2014


ATTENZIONE LE BENEDIZIONI INIZIANO TUTTI I GIORNI ALLE ORE 15 TRANNE IL SABATO ALLE ORE 10,30 MARZO 3 L- Via esterna Fontebranda N. pari 4 M- Via Esterna Fontebranda N. dispari Pescaia Grotte e Grotte di Pescaia 6 G- Via S.Caterina N.pari 7 V- Via S. Caterina N.dispari 8 sabato mattina ore 10,30 Costa SantAntonio- Vic. Del Tiratoio e Via dei Pittori 10 L- Via della Sapienza numeri dispari e Via Camporegio 11 M-Via della sapienza numeri pari e Via della palla a corda 12 M-Via del Paradiso e P.za Matteotti 13 G-Via Curtatone e Via Tozzi 15 sabato mattina ore 10,30 Via Martiri di Scalvaia dal N: 1 al N: 11 18 M-Via Martiri di Scalvaia dal N: 13 al N: 21 e dal N: 23 al N: 39 19 M- Via Martiri di Scalvaia dal N: 36 40 41 20 G- Via Martiri di Scalvaia dal N: 8 18 20 22 e Via D. Mannini 22 sabato mattina ore 10,30 Viale Cesare Battisti e Via Monte Santo 24 L- Via XXIV Maggio N: 59- 57- 55 25 M- Via XXIV Maggio N: 43 e dal 49 al 53 26 M- Via XXIV Maggio N: 29- 25-23-21 27 G- Via XXIV Maggio N: 1-5-11-12-13-14-15 29 sabato mattina ore 10,30 Via XXIV Maggio N: 28-30-32-32A-32 B 31 L- Via XXIV Maggio N: 34-36-38-42-58-60-62-68-70-78-80-84-86 APRILE 1 M-Viale Vittorio Veneto-P.za IV Novembre-Via Monte Pasubio 2 M-Via Fiume e Via Gorizia 3 G- Via Ciacci e Via Monte Cengio 5 sabato mattina ore 10,30 Via del Colle numeri pari 7 L-Via del Colle numeri dispari e Via Mencattelli 8 M-Via Isonzo e Via Monticchiello 9 M-Via Trento- Via Toti- Via Pannilunghi 10 G-Viale Trieste 12 sabato mattina ore 10,30 Via Corridoni e Via Oberdan 14 L- Via Bonci e Via F.Bimbi 16