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n.

3 Luglio - Settembre 2015

N.3 anno LXX Luglio - Settembre 2015

La Patrona dItalia e dEuropa


S.Caterina da Siena

Direttore responsabile:
P. Ottavio Sassu o.p.

Impaginazione:
Paolo Pepi

anno lxx - n. 3 Luglio-settembre 2015

Direttore esecutivo:
P. Lorenzo Fatichi o.p.

Stampa
Edizioni Cantagalli

Capo redattore:
Franca Piccini

Copertina
Giacomo Franci

CONVENTO
DI SAN DOMENICO SIENA
Tel. 0577 280893
Fax 0577 219676
SPED. IN A. P. COMMA 20/C - ART.2
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C.C.P. 11247533
Registrazione Tribunale di Firenze
n. 4719 del 20/8/97

Redazione:
P. Michele Corvelli, o.p.
P. Giuseppe Di Ciaccia, o.p.
P. Reinaldo Sanchez, o.p.
P. Alfredo Scarciglia, o.p.
P. Alfred White, o.p.
Prof.ssa Nara Coradossi

II e III di copertina

Veduta di Siena, foto di F. Muzzi

n. 3 Luglio - Settembre 2015

Introduzione

Sommario

pag.

Premessa

Santa Caterina nella vita del Beato Monsignor Pio Alberto del Corona dei Predicatori

P. Lorenzo Fatichi

P. Alfredo Scarciglia

Oggetti liturgici di Mons. Pio


Alberto Del Corona conservati
nellAsilo di Firenze

Introduzione

n. 3 Luglio - Settembre 2015

INTRODUZIONE A QUESTO NUMERO SPECIALE DELLA PATRONA

ari lettori e affezionati a Santa


Caterina da Siena Madre e Maestra di vita cristiana . Questo
numero della Patrona, si ispira al nostro Vescovo domenicano, Pio Alberto
Del Corona, beatificato il 19 settembre
2015, devoto di Santa Caterina. Fu eletto Vescovo nel 1875, a trentotto anni,
e inviato da Pio IX, come Coadiutore,
nella Diocesi di San
Miniato (Pisa) e vi
rimase per 32 anni,
quando dovette rinunciarvi per la salute e allora fu nominato arcivescovo titolare
di Sardica. Era nato
a Livorno il 5 luglio del 1837 sotto il
patrocinio della venerata Madonna
di Montenero. Nel 1853 la famiglia si
trasfer nella Parrocchia domenicana dedicata a Santa Caterina da Siena
e il giovane Alberto, diciassettenne,
spinto soprattutto dalla sua devozione
per Santa Caterina, decise di entrare
nellOrdine domenicano a Firenze nel
celebre Convento di San Marco, dove
vissero SantAntonino, il Beato Angelico, il Savonarola ecc. e in ultimo il Prof.
Giorgio La Pira, del quale attesa la
beatificazione.
Fra Pio Alberto dopo una profonda
preparazione religiosa e culturale fu
ordinato sacerdote il 5 febbraio 1860
alternando lo studio cui era particolarmente dotato in particolare San Tom-

maso e Santa Caterina allinsegnamento, alla confessione e ad una particolare


ascetica spirituale. Nel 1872, mentre
era Priore del Convento di San Marco,
con la figlia spirituale, la vedova Elena
Bruzzi Bonaguidi, fond, poco fuori Firenze, il Convento delle Suore Domenicane dello Spirito Santo, detto lAsilo, per il quale nutr una particolare
predilezione e l, nella Cripta sottostante la cappella, si trova, messa in risalto,
la sua venerata sepoltura. bene ricordare che a Livorno nel 1375 era approdata Santa Caterina da Siena di ritorno dallincontro col Papa Gregorio XI
ad Avignone per indurlo a tornare alla
sede di Roma. In quelloccasione Caterina volle fare visita ai pochi certosini
da lei conosciuti, nella dirimpettaia isola della Gorgona ai quali aveva scritto
alcune Lettere. A Livorno la svettante
e monumentale Chiesa domenicana a
forma di cupola su progetto dellarchitetto Giovanni Fantasia (1720), i frati la
vollero dedicare proprio a Santa Caterina e tuttora conserva pregevoli opere pittoriche, a lei ispirate, di Lorenzo
Grottanelli e una statua lignea dipinta
di grandezza quasi naturale dello scultore Cesare Tarrini, attualmente collocata nella nicchia dellaltare della prima
Cappella a destra per meglio valorizzare la titolare della Chiesa. Tornando a
Mons. Pio Alberto Del Corona, di fatto
si sent effettivamente Vescovo di San
Miniato nel 1897 alla scomparsa del

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Introduzione
Testatina

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vescovo Annibale Barabesi, per il quale


sorse una difficile situazione in Diocesi,
ma fu deciso nel restare nellepiscopio
e Mons. Del Corona dovette risiedere
con i confratelli nel locale Convento
domenicano. Tuttavia, anche per limplorazione a Santa Caterina nostra
maestra nella devozione fu sempre
instancabile per promuovere il bene
dei laici, del clero, delle Missioni, della
promozione della fede cristiana, della
vita sociale e paternamente solerte nelle visite pastorali. Ebbe molte sofferenze fisiche e morali accettate unito alla

croce del Signore e unadorazione del


mistero eucaristico. Trascorreva il tempo tra il Convento di san Domenico di
Fiesole e le sue Suore dellAsilo in via
Bolognese. Mor il 15 agosto 1912 a 75
anni, affermando di essere ormai logoro, ma per lAssunta rifiorir. Nel
1958 lo stesso scultore della statua di
Santa Caterina, Cesare Tarrini, modell
un busto, fuso in bronzo, di Mons. Pio
Del Corona e fu posto nella prima Cappella di sinistra della medesima Chiesa livornese di Santa Caterina con una
lapide retrostante che reca la scritta: A
Pio Alberto Del Corona, Vescovo, uomo di santa vita, oratore e scrittore insigne - I Livornesi, 2 marzo 1958. Dopo
questa presentazione sintetica
del Beato Pio Alberto Del Corona, nel seguito della rivista
troverete unampia trattazione
della spiritualit e degli scritti
che egli dedic a Santa Caterina da Siena sua consorella
nellOrdine Domenicano, ed
ora Patrona dItalia dEuropa.
P. Lorenzo Fatichi o.p.

Foto di Mons. Pio Alberto Del


Corona che si conserva nel Convento di S. Domenico di Siena

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La Patrona dItalia e dEuropa

Premessa

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PREMES SA

ellanno della vita consacrata,


proclamato da Papa Francesco
e alla vigilia dellottavo centenario dellapprovazione dellOrdine domenicano (1216 2016) ci apprestiamo a
vivere con gioia e gratitudine a Dio che
sempre mirabile nei suoi Santi, la beatificazione del Servo di Dio Mons. Pio
Alberto Del Corona frate domenicano,
priore del convento di San Marco in Firenze, Vescovo di San Miniato (Pisa) e
fondatore delle Suore domenicane dello
Spirito Santo. Questo piccolo contributo vuole evidenziare soltanto, lamore e
la profonda devozione che il neo beato
ha avuto per Santa Caterina da Siena.
Abbiamo pertanto raccolto quanto ci
stato possibile dei suoi scritti. Consapevoli che questo solo un lavoro parziale,
nella speranza che in futuro altre pubblicazioni mettano in luce ulteriori dettagli
su questo tema, attingendo ai numerosi
scritti ancora inediti di questo nostro fratello domenicano ora insignito col titolo
di Beato. La fonte principale a cui abbiamo attinto la Biografia scritta dal P. Ludovico Ferretti edita nel 1927, tra laltro
grande studioso della Santa, poi ci siamo
avvalsi della breve vita Cenni Biografici, edita da Cantagalli, Siena, 1994 a
cura di P. Giacinto DUrso, altro esperto cateriniano. Poi ancora della ristampa,
edita dalla Nerbini 2010 e dalla bella ristampa (Firenze 2014) della Vita di Mons.
Pio Alberto, scritta dal Beato Giacinto
Maria Cormier, 76 Maestro dellOrdi-

ne dei Predicatori, anchEgli innamorato


della Santa alla quale si rivolgeva come
alla maestra della sua vita spirituale,
compose addirittura un ottavario di meditazioni in onore della Santa senese. Nel
capitolo XII Ritratto di Mons. Pio Del
Corona, cos scriveva il Beato Giacinto
Cormier: A lui si poteva applicare perfettamente la massima di San Tommaso:
La grazia, invece di distruggere la natura,
la perfeziona, massima falsata da tante
persone per giustificare la loro paura del
sacrificio e le pretese del loro egoismo.
Con le qualit naturali che abbiamo appena descritto e che unottima educazione aveva sviluppato, comprensibile che
egli abbia proteso come naturalmente le
braccia a Ges Crocifisso e a Maria dolce, come diceva la sua santa prediletta,
Caterina da Siena. Ora sembra compiersi quanto auspicato da P. Ludovico Ferretti, come ebbe a scrivere nella Prefazione della biografia di Mons. Pio Alberto:
Se il giorno verr in cui la Chiesa, come
lecito sperare, riconosca le eroiche virt
di questo servo di Dio e faccia udire la sua
voce solenne, in conferma della sua santit, essa trover certo uneco in molte testimonianze di confratelli insigni nellEpiscopato, di personaggi autorevoli di ogni
classe, e nel grido unanime di popolazioni
intere, in cui rimane inalterata la memoria
di lui, salutato angelo di bont, passato in
mezzo agli uomini, senza che nulla della
corruzione terrena a lui si apprendesse, e
ovunque diffondendo luce e amore.

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Mons. Pio Alberto Del Corona

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SANTA CATERINA DA SIENA NELLA VITA DEL BEATO


MONSIGNOR PIO ALBERTO DEL CORONA DEI PREDICATORI

onsignor Pio Alberto Del Corona, nasce a Livorno il 5 luglio 1837 e morir a Firenze il
15 agosto 1912. Il 1 febbraio 1855, Pio
Tommaso Alberto, vest labito domenicano per le mani di P. Tommaso Corsetto Priore di San Marco, che in segno
di predilezione gli diede anche il suo
nome. Cos nel chiedere al P. Generale,
lapprovazione per lammissione allabito di Del Corona, il P. Corsetto scriveva: La prego di far pago il desiderio
di questo buono e bravo giovinetto.
Il P. Corsetto prima di essere trasferito a Firenze si trovava nel Convento di
Siena, come risulta dalla cronaca del
Convento senese. In una lettera datata
17 aprile 1880, cos vi si legge: Ai Domenicani si sentiva attratto in particolar
modo per la devozione che ebbe fin da
giovinetto a Santa Caterina da Siena.
Di questa cara santa, scriver pi tardi, ancor da studente nel Collegio dei
Barnabiti, io ero pazzo. Ne tradussi in
latino la piccola vita, ne lessi avidamente le lettere, e ne ero innamorato. Cara
e benedetta Santa. La passione per lo
studio, non gli imped mai di prendere parte ad alcune distrazioni con i
suoi compagni, che gradivano molto la
sua presenza, per la semplicit e la sua
grazia innocente. In modo particolare,
amava fare con loro delle gite in barca
sul mare, cos bello a Livorno. Si mettevano daccordo per prendere insieme
in affitto una barchetta e, a remi, dopo

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aver superato i canali, prendevano il


largo. Il luogo dellimbarco era quasi
sempre vicino alla Chiesa di Santa Caterina da Siena, officiata dai Padri Domenicani della celebre Congregazione
di San Marco di Firenze. quanto mai
interessante, notare un fatto singolare,
derivante, penso proprio, dalla sua devozione a Santa Caterina che diventa
vera imitazione. Il P. Ferretti cos scrive
di Mons. Pio Alberto: La grazia di Dio
si rivelava nel giovane novizio in modo
singolare. Videsi specialmente nel fatto
che il Padre Maestro, a cui egli confidava tutti i segreti del cuor suo e i suoi
desideri, ben presto gli concesse, cosa
affatto insolita ad accordarsi allora, di
fare ogni mattina la santa Comunione.
Quando poi il Padre Vincenzo Bandecchi, a lui maggiore det, fu ordinato
sacerdote ed eletto sottomaestro, il nostro fra Pio ottenne da lui, consentendo ben volentieri il Maestro, che ogni
mattina, innanzi al Mattutino che si recitava alle cinque precise, celebrasse la
messa nella Cappella del Noviziato. Fra
Pio era tutto lieto di potergliela servire e di ricevere ogni mattina dalle sue
mani il Pane degli Angeli. Ora, chi studia Santa Caterina, sa, quanto la Santa,
ha dovuto lottare per poter fare spesso
la Santa Comunione, quante estasi le
hanno procurato le frequenti comunioni in San Domenico di Siena e quanto
ha penetrato, come ben pochi hanno
saputo fare, il mistero dellaltare. Sen-

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Mons. Pio Alberto Del Corona


za la comunione non poteva vivere. Il
Signore Ges le ispir di accostarsi frequentemente allaltare, e di prendere
quanto pi spesso potesse dalle mani
del sacerdote, Ges presente nellEucarestia, affinch gustasse, almeno sacramentalmente durante il cammino della
vita, Colui del quale non poteva ancora
saziarsi, come bramava, nel Cielo. (Cfr:
B. Raimondo da Capua) Infatti, fu lo
Sposo dellanima sua a spingere Santa
Caterina, dolcemente ma in modo deciso a comunicarsi quotidianamente in
un tempo in cui lEucarestia si riceveva
raramente. Il desiderio dellEucarestia

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in Santa Caterina divenne cos forte da


implorare ora luno ora laltro dei suoi
confessori a farle la comunione ripetendo semplicemente: Ho fame, una
gran fame. Padre sapeste che fame
che ho. Il desiderio eucaristico era talmente forte da causarle dolore, se fosse stata privata delleucarestia, correva
persino il rischio di morire. Merita in
questo contesto, segnalare i due preziosi libri sullEucarestia, scritti da Mons.
Pio Alberto. Nellintroduzione al primo
volume, firmata da don Divo Barsotti, (25 aprile 1914 15 febbraio 2006),
sacerdote, mistico, teologo, predicatore, padre spirituale e grande
scrittore dei misteri di Dio, la
sua causa di beatificazione
stata aperta in Firenze il 25
settembre 2014, vi si legge:
Le Elevazioni sul mistero
dellEucarestia di Mons. Pio
Alberto Del Corona sono,
se non la prima, certamente
una delle prime opere spirituali scritte dal Servo di Dio
e rimane la migliore. Vi
sono pagine e pagine nella voluminosa eredit degli
scritti che ci ha lasciato, che
possono essere forse anche
poeticamente grandi, ma le
elevazioni rimangono lopera pi completa e fedele
a una sola ispirazione. Lopera dimostra la vocazione
contemplativa
dellautore
che sarebbe stato chiamato

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Mons. Pio Alberto Del Corona

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dopo pochi anni allepiscopato. I due


volumi furono rielaborati dal nostro
confratello il P. Raimondo Sorgia o.p. Il
secondo volume ha lintroduzione del
Cardinale Mario Luigi Ciappi o.p. Eccone uno stralcio: Il pensiero di Mons.
Del Corona, sul Mysterium fidei, lEucarestia, riflette fedelmente quello di
SantAlberto Magno, anchegli Dottore eucaristico, prima del suo discepolo,
San Tommaso DAquino, al cui Officio
in onore del S.S. Corpo di Cristo, come
al trattato XXVI di S. Agostino sul Cap.
VI di San Giovanni, il Concilio VaticanoII rinvia, quali testimoni della dottrina eucaristica evangelica e tradizionale
(cfr. Cost. Sacrosanctum Concilium,
n. 47, note 36 37). Siamo, quindi, assicurati che il Del Corona non lascia i
suoi lettori digiuni dei tesori dottrinali
e pastorali, nascosti nellEucarestia. Il
vigilante Pastore della diocesi di San
Miniato aveva ben presenti, nel suo
indefesso ministero, centrato sul culto
dellEucarestia: Sacrificio e Sacramento, Cibo e Bevanda, Viatico e Oggetto
di frequenti adorazioni, diurne e notturne, i Decreti e i Canoni del Concilio
di Trento. Essi riguardano la vera, reale
e sostanziale conversione di tutta la sostanza del pane e del vino nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo.
Conversione, che la Chiesa Cattolica, con vocabolo conveniente e proprio, chiama transustanziazione (Decr.
SullEucarestia, cap. 4). Il santo fondatore, alle Suore dellAsilo, devoto
comera di Santa Caterina, ricordava

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loro la grandissima donna, e diceva


che tenendo dinanzi agli occhi s bello
esemplare, esse avrebbero camminato
a passi di gigante nelle vie della perfezione. Siena lo volle nel 1880, nel V
centenario dalla morte di Santa Caterina; e fu la parola di Mons. Pio Alberto che convert quelle feste in un vero
trionfo. In tre discorsi, pronunciati nei
giorni 23-25 aprile e intitolati: La follia della croce, Le nozze della croce, Il
trionfo della croce, alle dottrine mistiche su quel divino soggetto intrecci
mirabilmente la vita della Santa, che
Egli mostr come una lettera di tre
pagine, lettera scritta dallo Spirito del
Dio vivo. Stampati quei discorsi e ben
presto esauriti ci fu una seconda edizione particolare, a cura dellAvvocato Bartolo Longo (Latiano 11 febbraio
1841- Pompei 5 ottobre 1926), ora beato, beatificato da San Giovanni Paolo II
il 26 ottobre 1980.
Ledizione aveva per titolo: Discorsi
in onore di Santa Caterina da Siena per
Mons. Fr. Pio Alberto Del Corona dei
Predicatori. Ricordo del V centenario
della Santa. Cos nella prefazione: Al
Lettore questi discorsi di uno dei pi
grandi oratori viventi che vanti lOrdine di San Domenico, Mons. Pio Alberto
Del Corona, vennero da lui recitati in
Siena, nella Chiesa di Santo Spirito il
23, 24 e 25 di Aprile di quellanno 1880,
a devozione ed a spese del primo terziario di quella citt Francesco Desideri, che recandosi a gloria di mostrarsi
ovunque e sempre intrepido Cattolico

La Patrona dItalia e dEuropa

Mons.
CulturaPio Alberto Del Corona
e seguace del Santo Patriarca dei Gusman, si ebbe in premio la vita, che per
fiero male spegnevasi, per evidente
prodigio della Regina del S.S. Rosario
che si venera nella valle di Pompei, al
cui onore egli ha in Siena eretta la prima cappella l nella piazza del Campo.
Esaurita ben presto la prima edizione, parso anche a me, figliolo del
TerzOrdine, di curare a mie spese questa seconda edizione, tanto per glorificare Colei a cui tutto il mondo tributa
onori nel giorno trigesimo di questo
mese, quanto per accendere di novelli
ardori gli animi dei miei fratelli e di tutti
gli associati al gran Santuario della Regina di Pompei, poich fu appunto nel
giorno sacro a Santa Caterina da Siena
che nel 1876, dopo mille indescrivibili oppugnazioni, si pot determinare il
punto ed acquistare il suolo su cui si
sarebbe edificato il Tempio del Rosario.
Valle di Pompei nel d della festa di
S. Vincenzo Ferreri, domenicano, 5 di
aprile 1886.
Avv. Bartolo Longo, fr. Rosario del
TerzOrdine di San Domenico.
Terminate le feste cateriniane di Siena, si rec a Livorno ove i suoi confratelli celebrarono nella bella Chiesa a Lei
dedicata un triduo solenne e poi volava
allAsilo tutto infervorato per onorare
la serafica amante insieme alle figlie, a
cui aveva domandato preghiere ardenti
per poter parlare di Lei. E nella quiete
dellAsilo celebr con loro la cara solennit. Al mio ritorno - aveva scritto
loro - parleremo insieme di quella bel10

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lezza portentosa che come un riflesso


di Ges. Essa mi rapisce e mi conforta. La chiameremo a vigilare lAsilo e a
inondarlo dei suoi profumi. Cara e benedetta Santa.
Nel 1899, Mons. Del Corona, ritorn alla Minerva (Roma) che unaltra
volta era in festa per il novello Beato,
Pietro da Tarantasia, il primo papa Domenicano, che port il nome di Innocenzo V; ed anche questa volta ricord
la benedetta pianta del suo santo istituto che serba le impronte di un Ordine Cherubico ed Eucaristico, a lui
impresse da San Domenico e da San
Tommaso DAquino, facendo voti che
la sacra falange guerreggiasse come nei
giorni antichi. Un altro inno di gloria,
anchesso sotto le volte della Minerva,
risuon nellanno santo 1900, per il novello Beato, Raimondo da Capua; e il
Del Corona fu lietissimo di celebrare in
lui il grandissimo religioso, le cui gesta
si intrecciarono a quelle di Santa Caterina da Siena che a lui rivel ogni segreto dellanima sua. Erasi appunto alla
vigilia della festa della gran santa; le
cui ossa certo avranno esultato in quel
solenne momento. E ben mostr il Del
Corona come dallopera provvidenziale e veramente sovrumana di Caterina
in beneficio della Chiesa non poteva
disgiungersi quella del Beato Raimondo. Raimondo e Caterina - egli disseporsero lomero sotto larca del Pontificato Romano e la sostennero finch la
ebbero collocata da capo in Roma, sul
primo altare del mondo.

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Mons. Pio Alberto Del Corona

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Mons. Pio Alberto fu anche a Siena


nel 1900 per predicare nuovamente sul
Beato Raimondo da Capua. Padre spirituale confessore e biografo della santa
senese ha contribuito fortemente a diffonderne il culto. Il titolo di Beato, tributatogli ab immemorabili (da sempre),
stato confermato nel 1899 da Papa
Leone XIII. Un altro viaggio a Siena lo
fece nel 1901 per tenervi tre magnifici
discorsi per la consacrazione della nuova Chiesa delle Sorelle dei Poveri di S.
Caterina da Siena. Fra le tante persone
che hanno beneficiato della direzione
spirituale di Mons. Pio Alberto spicca
la beata senese, Madre Savina Petrilli (18511923) Probabilmente il loro
primo incontro risale al 1880 quando
Mons. Pio Alberto visita listituto aperto dalla Madre Savina a Siena; dallanno successivo la Suora affida la sua
anima al Vescovo domenicano, che la
chiamava sua seconda figlia spirituale.
Quattro volumi di lettere indirizzate
alla Madre Savina, raccolte e conservate
dalle sue suore, testimoniano la durata
del rapporto, sino alla morte del Vescovo e lalta sapienza con cui Mons. Del
Corona guidava le anime pi generose
e avanzate nelle vie dello spirito. Le Sorelle dei Poveri, che nella casa madre di
Siena eran potute riuscire ad impiantare
una piccola, ma buona tipografia, non
solo ottennero che favorisse sempre il
periodico: La voce della Carit da loro
fondato facendosene collaboratore, ma
ebbero da lui eccitamenti perch si accingessero alla stampa della vita di San-

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ta Caterina scritta dalla Domenicana


inglese suor Teodosia Drane, e tradotta
in italiano da una delle figlie pi amate da Mons. Del Corona, la contessina
Giorgina Finocchietti, e le Lettere della
Santa senese. Mons. Pio Alberto imita i
Santi che si sono distinti nellutilizzare
uno stile figurato, prendendo in prestito, mutuando le metafore dallambiente in cui vivevano, per meglio attirare,
persuadere e trascinare le anime. Santa
Caterina da Siena, la dolce Santa Caterina, che vive e agisce in mezzo a fazioni armate e a sollevazioni frequenti
contro la Santa Sede, ama parlare di cavalieri coraggiosi, di spade, di scudi, di
onore ecc. Mons. Pio Alberto chiama la
Santa: Vergine Cherubica dai tre amori: il Crocifisso, lEucarestia, la Chiesa.
A proposito di Eucarestia, la piccola

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Mons. Pio Alberto Del Corona


comunit di Suore fondata da Mons.
Pio Alberto, era in pena, perch non
potevano avere il S.S. sacramento, ma
Pio IX ottenne loro la grazia e trovato
un piccolo ciborio il 30 aprile 1873, festa
di Santa Caterina, fu messo per la prima
volta nella cappella il S.S. Sacramento.

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NellEpistolario di S. Caterina c una


lettera, la n. 89 brevissima, indirizzata a
Bartolo Usimbardi e Francesco di Pipino
da Firenze. Parla della fame del tempo ledizione delle Lettere curata dal P.
Ferretti (1922) ha delle note bellissime,
che aiutano molto i lettori che si vogliono accostare a tale lettura, la nota n. 2
di questa lettera, cos riporta: Fame del
tempo vivo desiderio di non lasciare
trascorrere un momento inutilmente. Il
tempo infatti un tesoro spirituale di cui
pu dirsi benedetta la fame, come maledetta la fame delloro materiale. Cos
il P. Ferretti scrive di Mons. Pio Alberto:
Certo egli dovette sentire quella che S.
Caterina chiamava la fame del tempo,
che, come ella dice, nasce in noi dalla
gratitudine a Dio dei benefici ricevuti;
ma tale era la sua diligenza nel far tesoro
di qualunque momento e a tanto riuscirono i suoi sforzi nel far di notte giorno
per attendere al lavoro, che ognuno si
meravigliava come potesse far tutto e
bene, s che la sua vita rest esempio di
santa e meravigliosa operosit.
Sul Bollettino senese: Santa Caterina da Siena, anno 1923, venivano
pubblicati i Pensieri estratti dagli scritti di Mons. Pio Alberto Del Corona. I
primi pensieri che si trovano nel piccolo Bollettino mensile, sono nel mese
di marzo: E anzi tutto affermo che la
grandezza della vostra Santa Caterina
da Siena non da cercare fuori della
Croce. Inutilmente si affannerebbe a
studiare lalunna e la Sposa del Crocifisso chi stornasse locchio dalla Croce,

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Mons. Pio Alberto Del Corona

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che le fu scuola e talamo. Sol nella Croce


e nel Crocifisso vuolsi rinvenire il segreto di quella vita piena e ammirevole. Ed
io nellaccingermi a fare con voi s bello
e soave studio, mi propongo di dimostrarvi tre cose. Caterina da Siena non
inform lanimo suo ad altra sapienza
che alla follia della croce; n apr il suo
cuore ad altra volutt che a quella che si
attinge nelle nozze della Croce; n ebbe
altra aspirazione durante la sua vita che
il trionfo della Croce.
In questo, se io non erro, la ragione
di sua grandezza, e a questo da tenere fisso lo sguardo, chi voglia farsi idea
netta di quella oltre mirabile vita che
emp di sua maest pudica il secolo XIV
e anche oggi dopo cinquecento anni,
torna a commuovere il mondo Caterina Benincasa non impar punto alle
scuole umane. Ella non sapeva n leggere n scrivere, e per molto affaticarsi che facesse altri con lungo e grande
amore, ella non valse ad apprendere.
Poco importava, a dir il vero, che questa cara fanciulla non sapesse scrivere e
leggere nella carta. Ella aveva gi scritto
in s come in una vivente carta il Vangelo e i misteri della croce. Si era dai
primi anni preparata a ficcare locchio
dellintelletto nel Verbo, che il volume ove la sapienza del Padre risplende
tutta, e in quellarte di scrivere nellanima e di leggere nel verbo si era fatta in piccol tempo grande maestra. Ma
nondimeno volle Dio per meraviglioso
modo iniziarla a leggere e a scrivere.
Ascoltiamo le stessa narratrice del fat-

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to a Raimondo da Capua, maestro in


divinit e consigliere di quella grande
anima. Padre - scrive ella - dal momento che voi partiste, ebbi un sogno
(cos chiamava le sue estasi) Giovanni
Evangelista e Tommaso dAquino mi
apparvero ed io imparai a leggere e a
scrivere. Ecco, come la Santa rivela
da s quella mirifica operazione, che
la prepar al magistero della scienza e
accenn il destino di lei nel secolo decimoquarto.
Qualche mistero indubbiamente si
nasconde sotto il velo della visione
celeste. Che cosa infatti vorrebbe dire
Giovanni e Tommaso, che fanno corona alla vergine Benincasa, divenuta
alunna del cielo? Giovanni rappresenta la Teologia dellamore; lAquinate il
genio della scienza cristiana. Il che, se
mi lecito rendermi interprete della
visione, mi pare volesse indicare che
Dio destinava la Benincasa al magistero in divinit e a riscaldar di amore la
sacra scienza. Questi pensieri invece
li troviamo nel mese di aprile del medesimo Bollettino: Era lultimo giorno
delle bizzarre trasformazioni mondane, e la nostra santa se ne stava ascosa
nellumile celletta sfogando con sfavillanti lacrime il suo amore a Ges. Ella
si avviava contemplando e amando al
Calvario, il cui dramma sanguinoso si
rinnova nel mondo in quei nefasti giorni. Egli vi ha nella vita mondana a certi
tempi dellanno un rincrudimento di
follie e delitti, e in quelle ore il Figliolo
di Dio, quale monarca sfortunato, tro-

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
va gli uomini pi che mai ribelli al suo
scettro. Di che oltraggiato corre come
a cercare un asilo nel cuore delle sue
spose, e dei loro verginali affetti e delle
loro lacrime effuse per i peccati si riconforta. Cos intervenne al memorando giorno di che parliamo. Ges venne
al fianco di Caterina e sposandola a s
la ebbe inanellata della sua gemma.
Larte cristiana etern la sublime scena
di quelle nuziali feste e di quel giorno,
nel quale il cielo si abbass co suoi fulgori allumile stanza di Fontebranda.
Fra Bartolomeo che insieme con lAngelico sovraneggia tra i pittori, effigi
le sante nozze di Caterina. Guardate
quel dipinto ove brilla lanima della
santa ugualmente che dellArtista, e fatemi ragione se io male mi apponga a
dire che un volume di Teologia farebbe

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di mestiere a illustrarlo. Caterina vi


dipinta velata, ed ha una celeste beatitudine, che le ride nel sembiante. Vi
la Madre di Dio, che tiene in braccio
il suo Figlio nelle forme infantili, perocch le forme infantili si addicono ai
sublimi scherzi dellamore. La Vergine
immacolata prende nella sua la mano
di Caterina e congiungendola a quella
di Ges la inanella. Domenico e Francesco si abbracciano festanti a vedere
quella vergine suscitata da Dio a raccogliere tutto intero il retaggio di povert, di amore e di scienza. David, il
cantore delle nozze del Figliolo di Dio
con la Chiesa, sposa alla sua arpa fatidica ritmi immortali. Pietro Apostolo
in disparte guarda e quasi salutando
linclita futura difenditrice del Papato
si allieta e plaude a quelle nozze sante. Per siffatta maniera larte cristiana
rese perenne la scena di quelle nuziali
feste e di quel solenne giorno in che la
contrada dellOca divenne tempio ove
glimmortali ebbero assistito allimeneo di una vergine terrena col Verbo.
E ben comprendo come in un secolo
di fede leccelso Concistoro volesse riverito quel tempio e nel giorno anniversario di quelle nozze con peculiare
bando chiudesse a uomini e donne in
maschera il varco di Fontebranda, e
vietasse in vicinanza a quel sacro luogo
baldorie e danze profane. In quellet,
stimata selvaggia, si conservava ancora
del rispetto per la verginit, che onora
la specie umana e predispone le anime
alle nozze del Calvario e al talamo del

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

Figliolo di Dio. Trasportatevi col pensiero nella chiesa di Santa Cristina a


Pisa. Sotto le volte di quellantico Santuario, che ricorda i tempi di Carlo Magno, la Benincasa un giorno aveva accolto il Dio glorioso in stato di vittima
nel suo vergine petto. Ormai la compassione e lamore avevano scolpito il
Dio del Calvario coi suoi misteri sanguinosi nellanima benedetta, la quale
da lungo tempo poteva dire con Paolo: vivo ego jam non ego: vivit vero in
me Christus. Ormai ne respirava lalito
e il sangue, e si era fusa nellonda di
una medesima vita. Che pi rimaneva se non che ella ne divenisse come
uno specchio ed una stampa? Ed ecco
come intervenne: Caterina pregava, e
lamore la pose fuori di s. Ella mirava fisa qualcosa che lattraeva coi suoi
fulgori abbaglianti: mirava il Dio crocifisso. E che vide ella mai? Vide cinque
raggi di sangue drizzarsi a cinque parti
del suo corpo. Ella comprese il mistero
e chiese il dolore, ma senza la visibile
impronta. E i cinque raggi di sangue si
convertirono in raggi di luce e vennero
alle mani, ai piedi ed al costato di Caterina, la quale ricev cos il sugello e
lo spasimo delle piaghe adorate. Di
che ella a Raimondo: Padre, io porto le Stimmate di Ges nel mio corpo.
Ecco le mistiche nozze gloriosamente
improntate del sugello di Dio. Il Bollettino di maggio del 1923 concludeva
questa carrellata di pensieri cateriniani; questultimo ha per titolo: Il tramonto. Qui scrive: Il sacerdozio per

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la nequizia dei tempi scaduto dal suo


splendore spettacolo che desta affanno nellanima di Caterina. Ella piange
alla tomba dei santi Apostoli da mane
a sera e invoca aiuto e serenit per la
Chiesa. Ai suoi discepoli raccomanda
lamarsi a vicenda e dice che a questo
segno saranno riconosciuti alunni e figli di lei. La mattina di Pasqua si comunica e subito ricade. Satana la tortura
ed ella non si rammarica del dolore che
ha scelto per sua parte e ha sortito in
dono dallo sposo suo crocifisso. Aduna
intorno a s i figli caramente diletti e
a tutti lascia in eredit lamore suo per
la Chiesa e alla vecchia Lapa singhiozzante domanda la benedizione e il
perdono. A Ges poi grida: bruciate
e piet vi prenda del Pontefice, sposo
unico dellunica Chiesa. Ecco - aggiunge ella - ecco il cuore, spremetelo e il
sangue ne stilli sulla faccia della vostra
regale sposa. Ella vede la nave della
chiesa sopra i suoi omeri, ne sente il
peso, cade stremata di ogni lena. A un
tratto veduta tragittarsi della persona
come chi lotta, propulsa forza straniera
e si fa schermo ai colpi. Caterina ancora in arringo, lotta coi maligni spiriti
che le bisbigliano accenti di gloria vana
ed Ella con ardimento risponde; gloria
vana no, ma gloria in Cristo vera. E va
iterando: ho peccato, Signore, miserere di me. Rende grazie dei dolori, onde
Iddio ha ornato il suo corpo. Chiede
lIndulgenza che la metta in possesso
dei tesori di grazia e invoca le aspersioni del vivifico sangue. Raccomanda al

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina

n. 3 Luglio - Settembre 2015

Padre celeste il suo spirito con le parole di Ges ed esce nei supremi accenti:
Voi mi chiamate ed io vengo. Sangue,
sangue, sangue! E levati gli occhi al cielo spir. Era il 29 aprile 1380, giorno
in cui le sue pene ebbero fine ed ella
nacque alle gioie eterne.
La venerata salma di Mons. Pio Alberto, dal cimitero della Misericordia di
Firenze, venne traslata il 21 ottobre 1925
nella cappella della sottostante Chiesa delle Suore dellAsilo e nellultimo
numero del Bollettino di San Domenico di Siena, il dicembre di quellanno,
il P. Ferretti scriveva: Eloquente fu il
panegirico che tenne, di nuovo a Siena,
nel 1906 nella Chiesa delle Sorelle dei
Poveri. In esso il santo Vescovo esalt
Caterina chiamandola eco della parola
di Ges Cristo, specchio dei suoi dolori,

braccio della sua potenza per ristabilire


il papato in Roma, giustificando il detto
di Cornelio a Lapide che la diceva portento di tutti i secoli. Tra le cose stampate
ricordo altres la splendida meditazione
da lui dettata per la festa di Santa Caterina e poi stampata nel volume Fiori di
meditazioni.
Ma molti tesori potrebbero raccogliersi dal suo prezioso epistolario conservato nel Monastero dellAsilo da lui
fondato presso Firenze ove ora riposa
il suo corpo. Proprio da Fiori di Meditazioni, edito a Firenze nel 1935 come
seconda edizione, corredata da una bella prefazione di Mons. Ambrogio Luddi
o.p. Vescovo di Assisi, troviamo queste
tre belle meditazioni sunnominate dal
P. Ferretti. Per la festa di S. Caterina:
I - Meditiamo la gloria della vergine
Caterina da Siena che fu chiamata a ragione stupore e portento di tutti i secoli. Lo stupore del nuovo e del sublime; e
nuova e sublime cosa una fanciulla divenuta eco della parola
di Cristo, specchio dei suoi dolori, e braccio della sua potenza
per riportare il seggio papale a
Roma. Nessuno si accost a lei
durante la sua vita che non tornasse migliore; accostiamoci a
lei contemplando la sua grandezza, e diverremo anche noi
migliori. Caterina fu alunna degli Angeli, alunna della Piena
di grazia, alunna del Verbo. Da
Tomba di Mons. Pio Alberto Del Corona nella
lui apprese a leggere e a scrivecripta dellAsilo - Firenze
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La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

re, e fu addottrinata nei misteri delleterna Verit. Sinnamor per tempo di


S. Domenico e dellOrdine Gusmano,
che ha per oggetto dei suoi studi e del
suo apostolato la verit, amb e vest il
bianco abito dei Frati Predicatori, e la
verit fu luce al suo spirito, risuon sul
suo labbro, fior nelle opere sue. Tratta
fuori dellumile cella di Fontebranda,
con esempio unico in donna, divenne
predicatrice dei dogmi santi, e nella
citt natia e fuori, risplendette e porse
apostola del vangelo, vangelo vivo ella
stessa. I sacerdoti camminavano al suo
fianco per riconciliare i colpevoli nel
sacramento del perdono; ma ella era
lapostola, dal cui labbro usciva la parola banditrice dei misteri e dei giudizi
di Dio. Con la spada della parola feriva
i peccatori, gli faceva cadere in lacrime
ai piedi dei sacerdoti, gli disingannava
delle follie della vita, glinnamorava del
cielo. Chi non ricorda il fatto di Tuldo,
cui ella disse, mentre lo vedeva ascendere il palco: Su, fratello, alle nozze?.
Il capo di Tuldo reciso dalla scure fatale,
insanguin il bianco abito della vergine
gusmana, la quale non avrebbe voluta
astersa mai quella macchia, cui venerava come reliquia di martire. Alla parola
di questa gloriosa predicatrice, si aggiungevano i carismi celesti, la potenza sui morbi e sui demoni. Ges Cristo splendeva, viveva, parlava in lei; la
voce di Caterina era leco della parola di
Cristo. O Caterina, che viveste la verit
contemplata, amata, predicata, e foste
un vangelo vivo di salute e di grazia,

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impetrateci lamore della parola di Dio


che disvelga in noi i germi della vanit,
ci faccia fiorenti delle austere virt cristiane, e anelanti alleternit.
II - Caterina fu specchio dei dolori
di Cristo. Ella ebbe fame dellEucarestia, che fu vitale suo nutrimento. E talora dalle Ceneri allAscensione, non si
port alla bocca altro cibo. Ella intuiva il
Dio nascosto, ne aspirava la fragranza,
lo traeva a s con lalito verginale, ne
speriment tutta la forza illuminatrice,
trasformatrice. Sotto il velo contemplava le piaghe sante che ella chiamava
rose, fontane e soli, e con ardore serafico sinternava nei misteri dolorosi del
suo Sposo divino, effondeva lacrime,

Santa Caterina riceve le Stimmate: Alessandro


Franchi, tela conservata nella Chiesa delle Sorelle
dei Poveri di S. Caterina da Siena, in Siena

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
esalava sospiri, anelava di trasformarsi in lui. E il divino Amante le svelse il
cuore e glielo rese di tempra nuova e
divina, la inanell della sua gemma disposandola a s, e volle tutto infondersi
in lei. Ed ecco il Crocifisso inchinarsi a
lei, illuminarla coi suoi raggi e imprimere nelle mani, nei piedi e nel costato
di lei, il sigillo e lo spasimo dalle piaghe adorate. Dora in avanti si accese
in Caterina pi forte lamore al vivifico
sangue, cui ella invoca, adora, predica,
e in cui intinge e tempra la penna per
accendere caste fiamme nelle anime dei
suoi alunni e figli. O serafica Vergine,
passionata amatrice dellEucarestia e
del Crocifisso, impetrateci lamore del
Verbo umiliato nella carne, nella croce,
nel sacramento damore. Ladorabile
sangue del dolce Agnello Cristo Ges,
suoni sul nostro labbro, scaldi il nostro
cuore, e ci rafforzi nelle lotte. Sia ora la
nostra manna e la nostra porpora, talch quando lanima nostra sar snodata dal corpo, Ges non trovi in essa che
s e i suoi misteri di sangue.
III - Caterina fu il braccio della potenza di Cristo per riportare il seggio
papale a Roma. Ambasciatrice dei Fiorentini, cui vuole riamicare al Pontefice, va in Avignone, parla in concistoro,
legge nel cuore del Papa il voto da lui
fatto, e gli grida: A Roma, o dolce Padre, l Dio vi chiama. Non gli uomini
di scienza, non i grandi del secolo, non
le regine valsero a compiere cos alta
e ardua impresa, contro la quale congiuravano le umane e le diaboliche for18

n. 3 Luglio - Settembre 2015

ze. Tanta gloria era riservata allumile


vergine, alla popolana di Fontebranda.
Quella fanciulla eroica lotta contro le
macchinazioni dei cortigiani, contro le
potest dellabisso, e inchina lanimo
del Pontefice, il quale, vinte le blandizie della carne e del sangue, e fatto
maggiore di s, lascia la Francia e mette
fine alla cattivit Avignonese. Furono le
braccia di Caterina, arcangelo armato di
luce e bellezza e difesa della Chiesa, che
riportarono il seggio papale sulla tomba del pescatore di Galilea in Roma,
ove Dio lo ebbe collocato come faro ai
popoli naviganti nel pelago fortunoso
del mondo. Roma accolse in trionfo il
Pontefice, e alla pompa trionfale mancava lornamento pi bello, la vergine
Caterina, tornata come colomba al suo
nido, alla sua cara Siena. Ma questa colomba spicc di nuovo il volo, e and a
gemere nella eterna Roma. L vicina al
trono papale si affatica virilmente forte,
a spegnere lo scisma, scrive ai principi,
li chiama alla guerra santa che deve ridonare la pace al mondo. Lotta coi maligni spiriti visibilmente, prega e piange
al sepolcro dei Santi Apostoli, si esaurisce amando e dolorando per la Chiesa,
e per il suo capo il dolce Cristo in terra.
Ed eccola sul letto dellagonia. Ai suoi
discepoli dice: amatevi. Grida in lacrime a Dio: ho peccato; miserere di me.
Ribatte gli assalti di Satana; poi rivolta a
Ges, dice: tu mi chiami ed io vengo; e
rompe nel grido: sangue , sangue, sangue, rassegna lanima verginale nelle
mani di Dio, e spira placidamente. O

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

Caterina, voi bevete ora il gaudio alla


fonte, voi seguite lAgnello dovunque
va, e cantate il cantico che i soli vergini
cantano. Voi siete tra i grandi nella corte del cielo, e le stimmate che portaste
nel corpo e il martirio che sosteneste
nellanima, vi fanno eloquente e potente in cielo. La vostra voce suoni oggi,
che il giorno vostro, in accento amoroso di preghiere per noi, e anche noi,
protetti e portati dallala vostra materna
o cherubica e serafica vergine, arriveremo lass.
Questi erano i bei pensieri per la festa della Santa; ora mi limito ad alcuni

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saggi. Ad una figlia spirituale ecco che


cosa scriveva: Santa Caterina, miracolo
di vergine, stupore dei secoli, specchio
vivo del Crocifisso, arcangelo del Papato ti ottenga grazia di purit virginea, di
eroica fortezza nellamore della croce,
di entusiasmo sublime nella causa del
Pontefice e della Chiesa. Questo fiore
di verginit e di sapienza (scriveva altra volta) manda le sue fragranze al fine
dellAprile e apre cos il varco al mese di
Maggio Voglia Dio concedere che la
Santa sia sempre vostra tenera amante
e ci ottenga un raggio dei suoi cherubici
splendori e una scintilla dei suoi sera-

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
fici ardori. Da Siena ove tenne i predetti discorsi nel centenario scriveva
alle sue figlie dellAsilo: Da parecchi
giorni studio la storia portentosa e i misteri di bellezza celestiale di Santa Caterina, che come un riflesso di Ges.
Mi rapisce e mi conforta. Spero che mi
far degno di annunziare le sue glorie al
mondo. Conservo presso di me come
preziosissima cosa un fiorellino seccato
e attaccato a un cartoncino, annota il P.
Ferretti. Attorno al fiorellino sta scritto
di mano di Mons. Pio: Caterina da Siena, a forza di guardare amando il Dio
crocifisso, ebbe limpronta e lo spasimo
delle piaghe adorate. Inebriata di sangue e vestita di fuoco, corse in guerra
per la Chiesa, combattuta dal demonio,
lo vinse sempre e divent a lui formidabile nemica. Nel suo cuore vergine
e immenso abbracci Dio e gli uomini,
am con amore tenero e forte, si strusse
amando. E negli angoli del cartoncino:
ebbe la scienza dei Dottori- la fortezza dei Martiri- la purezza degli Angelilanello di Sposa del Figliolo di Dio .
La Rivista Rassegna di Ascetica e
Mistica del 1975 nel VI centenario della stimmatizzazione di Santa Caterina
(1375-1975) offr ai numerosi abbonati
alla prestigiosa rivista alcuni pensieri
inediti di Mons. Pio Alberto Del Corona, ve li riproponiamo: I - Meditiamo
la gloria di S. Caterina da Siena, cherubino di sapienza, serafino di carit,
arcangelo armato a bellezza e a difesa
della Chiesa di Dio. Esultiamo alla luce
del suo trionfo: sorella nostra. La po20

n. 3 Luglio - Settembre 2015

polana di Fontebranda nacque predestinata ad essere fanciulla ed eroe. Fu


giglio di abbagliante candore ed ebbe
primaverile freschezza di ogni virt. Digiuna, veglia, medita, affrange il corpo
con rigidit espiatrici, si fa serva a tutti,
ammannisce i cibi: e in queste casalinghe faccende lo spirito di Dio la investe
e getta nellestasi. In una notte impara a leggere nei libri degli uomini gi
esperta a leggere nel volume di Dio.
una vergine cherubica che splende nel
bianco abito domenicano, col magistero in lingua e in divinit scioglie alte e
ardue questioni, detta stupende lettere,
esorta, erudisce, educa al pensiero e alle
speranze del cielo.
II -A Pisa un giorno con empito smisurato si gett al suo sposo confitto in
croce e vide cinque raggi del colore di
sangue venire a s. Resa accorta del mistero, preg e supplic che non apparissero le cicatrici e subito i raggi mutarono
in splendido colore sanguigno e in forma di pura luce pervennero alle mani,
ai piedi, al cuore di Lei. Ella ebbe limpronta e lo spasimo delle piaghe adorate
e fu tanto lo spasimo che la Santa ebbe a
morirne. Ecco la serafica vergine ormai
un Crocifisso: i suoi occhi stillano pianto, il suo cuore arde e quasi incenso nel
fuoco manda fragranze e si leva in alto.
O Caterina, impetra a noi la grazia dinnamorarci del Crocifisso: questo amore
consumi in noi ogni terrena scoria, cimprima vigore e bellezza allanima.
III - Caterina fu arcangelo armato a
bellezza e a difesa nella Chiesa di Dio.

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

Ella piange sulla rovina delle anime,


vitupera e condanna i vizi dei grandi,
ha compagni dei suoi viaggi apostolici
pi sacerdoti per riconciliare i peccatori
con Dio, va ambasciatrice del Pontefice
alle repubbliche, ammonisce e sgrida i
popoli, i ribelli a concordia col Capo il
dolce Cristo in terra. Va in Avignone,
indovina larcano chiuso nel cuore del
Capo. Le sue verginali braccia presero, a cos dire, il Pontefice e attraverso
mille pericoli e a mille contrasti lo porta
alla sua sede, a Roma, ove la sorgente
del dogma e il focolare della eterna civilt della Croce. Caterina lotta corpo a
corpo con Satana, patisce pene e torture inenarrabili per la Chiesa, Immacolata Sposa di Cristo; nella lotta si sfibra,
langue; eccola sul letto del suo dolore,
vince lultimo assalto del tentatore che
la punge di gloria vana, esorta i suoi figli allamore, li benedice e in Roma citt
degli eroi e dei martiri muore.
O inclita vergine Domenicana, non
disdegnate di abbassare lo sguardo a
chi esula in pianto sopra la terra. Parlate di noi al dolce Agnello Ges. Se ci
otterrete luce e coraggio a combattere
e a vincere, noi saremo splendida conquista del Vostro apostolato fecondo e
saremo davvero una gemma di pi nella
corona che gi s splendente in cielo.
In occasione della proclamazione di S.
Caterina a Dottore della Chiesa, fu pubblicato nellottobre del 1970, un opuscolo S. Caterina tra i Dottori della Chiesa a cura di P. Tito Sante Centi o.p. e
l furono pubblicate due lettere inedite

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di Mons. Pio Alberto (30 aprile 1892) su


S. Caterina; eccole: () Oggi ho pregato per le due Caterine (Le suore dello
Spirito santo da lui fondate) e ho gioito
di contemplare quel portento dei secoli
cristiani: la vergine di Siena dal bianco
abito, dal sigillo delle piaghe adorate,
con laureola del magistero, dal potere
arcano contro il demonio. Quale sublimit di slanci, quale virilit di pensieri!
Larcangelo del Papato che a 30 anni fa
scudo del suo petto virginale alla Chiesa
e la guarda dai nemici dellamore di Cristo: donna cherubica e serafica insieme
che ti rapisce su il cuore e tinnamora
delleternit, miracolo di grazia! Lavete
ammirata, pregata, lodata? Siete andate
col cuore su a lei e alle sue chiarezze gloriose? Avete aspirata in voi la fragranza
di quellanima virginale e tutta profumata del sangue del Crocifisso? A me fa
un effetto ineffabile; la sua dolce effige
mi scalda, mi toglie a me. Mi ricordo che
nei miei verdi anni io lamavo passionatamente quella Santa: e anche ora mi d
una stretta al cuore la sua effigie e il suo
nome. Mi pare che dopo i tipi del Vangelo venga quella santa figura che accoglie e aduna in s le fortezze dei martiri
e i carismi apostolici, il che in donna a
33 anni, sono una rapitrice bellezza.
Ges ha voluto sigillare del suo sigillo
delle stimmate quella viva lettera scritta
dallo Spirito Santo per dirci che quella
fattura sua, suo capolavoro. Pensate
allamore di quella vergine che scriveva
e parlava nel prezioso sangue, pensate
che essa parlando della Madre di Dio la

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
chiamava Maria dolce, pensate allamore di lei per il Pontefice, il dolce Cristo
in terra. Era unarmonia, una fragranza
e una fiamma: il cherubino e il serafino
che sta alla soglia dellEden Gusmano.
Riparatevi sotto la sua spada di fiamma
e baciate le sue mani ferite. Ella s fu
sposa di sangue, e ora vive lass e di noi
parla a Dio e in Dio vede le preghiere
che dirizziamo a lei () 3 aprile 1895.
() Di questo amante (Ges esperto
nei languori e uomo dei dolori), come lo
chiama Isaia, fu presa fino alla follia, la
cherubica Caterina, di cui oggi abbiamo
solennizzato le Stimmate. Ci pensavo di
anzi nella mia cappellina, dove ardono
due lumi proprio a conto della santa, e il
pensiero di quella verginit arricchita di
sapienza e improntata del sigillo e dello
spasimo delle piaghe adorate mi scalda
lanima.
Che bella e rilucente porpora sullomero della cherubica e serafica vergine.
Tanta virilit in tanta tenerezza di affetti, tanto splendore di sapienza in giovane
et, desta entusiasmi che sollevano al cielo. Ed io mi sono levato lass a salutarla e
lho pregata per voi, cui bramerei virili e
strenue alla guisa di quella vergine, tenera
come una madre, forte come il diamante.
La vita che ella corse fu la meditazione del Dio crocifisso impresso in
lei, espresso da lei, predicato da lei e
formante il portento dei secoli. In questa santa trovi il virile slancio del pensiero, lo studio acceso della parola di
Dio, la passione del Crocifisso, lo zelo
per la Chiesa, il magistero in divinit e
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n. 3 Luglio - Settembre 2015

in lingua. Bisogna amarla con passione,


n si pu pensare a lungo di Lei senza
piangere. E dire che dolce e gloriosa
sorella nostra e che al suo consorzio ci
aspetta e a battagliare ci esorta e spinge
gridando dallalto: combattete nel lungo
arringo, rapite la vita eterna. Se apparisse nel dolce Asilo troverebbe da lodare, da sorridere? Ciascuna di voi se la
figuri presente, fisa nel Crocifisso, inginocchiata, e nellattesa dellEucarestia, e
ciascuna di voi lascolti dire nel suo nuovo idioma: Vestitevi di fuoco, inebriatevi di sangue, combattete da forti per
lAgnello dolce. Alla sua parola i peccatori si stemperavano in lacrime. Un
capitolo fatto da lei farebbe stemprare in
pianto le Novizie. Come combatterebbe
i languori, come batterebbe in breccia gli
orgogli, come additerebbe a voi le sue
piaghe che ebbero a farla morire, come
parlerebbe delle sue lotte con Satana!
E a voi direbbe in fondo come a Tuldo:
Fratello su alle nozze!.
Cara predicatrice, sublime e santa battagliera, glorioso arcangelo della Chiesa! Sia amata nellAsilo e si raccolga la
eredit di gloria che ci ha lasciata; cos
alla morte verr a prendere le Novizie
e dir a ciascuna di esse: Su, dolce sorella, alle nozze!. Ecco, cara Madre, nel
giorno sacro alle stimmate di Caterina
fatto un cenno di lei e un po di elogio.
Rinfiammer gli amori di tutte voi alla
grande santa che vi ha tutelate.
Vi benedico di cuore. Il tuo Figlio
Fr. Pio Alberto Del Corona dei Predicatori.

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

La beatificazione del Santo Arcivescovo, ci d ancora una volta lopportunit di offrirvi per la prima volta, questi
pensieri tutti cateriniani, presi da tre
lettere inedite di Mons. Del Corona, e
due pensieri, scritti dietro a delle immaginette, anche questi inediti, indirizzati alle sue suore dellAsilo. proprio
alle care Suore dellAsilo, che va la mia
gratitudine per lattenzione che mi
stata riservata per la riuscita di questo
piccolo lavoro.

11 aprile 1880
D alle figlie che si preparino a celebrare il Centenario di Santa Caterina
imitandone la umilt. D loro che non
mi facciano ripetere la frase cruda, che
Ges non contento di loro. Come mai
non dovrebbero fare sforzo di contentare quella dolce Verit, quel Ges Amore
come lo chiamava la serafica amante?
A Santa Caterina la umilt fu ala a fare
sublimi voli, n pot levarsi a sublime
altezza se non perch nella valle di ogni
umilt e umiliazione era discesa e caduta. Bisogna farci anche noi ala della
umilt per uscir dal finito delle creature
ed entrare nellinfinito di Dio. La dolce
Santa che corse innamorata alla Croce
ne impar i misteri e ne sent i dolori e
ne colse i frutti, sia lo studio di questi
giorni che precedono la sua festa. Poi
ne parleremo insieme e pi tardi leggeremo i discorsi che resteranno quale
ricordo allAsilo. Benedicimi le figlie e
chiedimi le loro preghiere ardenti.

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3 Aprile 1882
A Suor Caterina Papanti: Ad esempio della tua Santa patrona, scegli la
corona di spine nel tempo, per avere
nelleternit la corona di gloria immortale! Il tacere ed il patire amando sar la
via. (conta di giungere a quella gloria)

21 Aprile 1896
Santa Caterina da Siena ti sia pure
compagna nella tua solitudine e ti mostri nella carne sua virginale il sigillo e lo spasimo delle piaghe adorate.
una vergine che scrive e parla come
un Dottore vive di Eucarestia, e nelle
mani e nel petto porta la impronta del
Crocifisso. un arcangelo armato che
splende di bellezza celestialmente che
ti rapisce. Ecco la compagnia pe tuoi
10 giorni di silenzio e ritiramento. Ges
ti dia quel che il mio cuore ti brama e ti
faccia essere come dici nella soave tua
lettera, il mio gaudio e la mia corona.
Benedico te e la compagna tua e la tua
cara Maestra.

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
29 Aprile 1896
Ho pregato stamani e oggi di cuore
per suor Benedetta, di cui trovo segnato
il 29 il natalizio e il battesimo. Ges versi
luce e fuoco in lei e la tragga a s. Mando il santino per Santa Caterina di cui
domani la festa. E alle altre due Caterine mando il saluto e laugurio. Venga ad
ambedue luce e fuoco dallalto, e la cherubica Caterina vivente in cielo abbassi alle Caterine della terra con grande
amore lo sguardo. A te che ami quella
cara e sublime Santa, alle Novizie tutte che ogni giorno la invocano; mando
laugurio santo. una delle feste dellAsilo, ove aleggia lo spirito della serafica
amante. A tutte le Novizie un voto e un
augurio di avanzamento nelle vie di Dio
e nello studio amoroso della sapienza e
della follia della Croce.
30 Aprile 1902
Se mi sento misera gioir della generosit di Dio che per risplendere in
me. Guarder la croce, sbatter a quel
duro tronco i miei altieri gli orgogli del
mio cuore e, non cessando dal destarmi come vile, rifiorir nelle austere e
maschie virt. lo sposo che mi chiama alla nuda croce che non ha vittime,

n. 3 Luglio - Settembre 2015

perch sia vittima io stessa e crocifissa a


Lui solo viva. Santa Caterina ti avrebbe
detto cos.
Per il 25 di Episcopato di Mons. Pio
Alberto, venne pubblicato un numero
unico e c una bella testimonianza a
firma del Vescovo di Montalcino Mons.
Jader Bertini che qui riportiamo:
Ricorreva nel 1880 il quinto centenario dalla morte dellillustre Fontebrandina- sono parole di Mons. Pio
Del Corona- S. Caterina Benincasa, che
al secolo decimoquarto fu in Italia portento di Terziaria Guzmana, ed eroina
della Patria e della Chiesa. In Siena,
fortunata cuna della grande Donna, furono fatte feste religiose e civili. Ma tra
le religiose splendidissime e veramente
divote furono quelle che nei giorni 23,
24 e 25 aprile fecero i P.P. Domenicani nella loro Chiesa di S. Spirito. A
renderle anche pi solenni, belle e frequentate cooper quel pio ed eloquentissimo figlio di San Domenico, in cui
onore si pubblica oggi questo numero
unico, Mons. Pio Del Corona, allora
Vescovo titolare di Draso, recit in ciascuno dei detti giorni un discorso nel
quale con larte e laffetto in che Egli

La camera di Mons. Pio Alberto Del Corona

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La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

Maestro narr, le glorie della verginella


Senese, raccogliendole sotto i titoli Le
follie della croce, le nozze della Croce,
il trionfo della croce. Il volere riportar
qui ci che di S. Caterina seppe dire
con quella sua bocca doro Mons. Pio
sarebbe troppo lungo e troppo superiore alla pochezza mia. I tre discorsi furono pubblicati per cura di quellegregio
e piissimo uomo che il Comm. Francesco Desideri, e letti con grande avidit in ogni parte dItalia. E con grande avidit traevano i Senesi ad ascoltar
le glorie della loro concittadina riferite
da quel maestro del dire. Era genio di
ogni condizione ed et: ed i primorenti per censo o per sapere si vedevano
nella vasta Chiesa frammisti alla turba
dei popolani e delle popolane di Fontebranda, di Salicotto e dei Pispini. In
quei giorni e per molto tempo dopo il
nome del P. Pio era sulle bocche di tutti. Di lui e dellincomparabile sua eloquenza si parlava dappertutto; allUniversit, negli Uffici, nelle botteghe
e perfino gi alle fonti di Fontebranda
dalle Ocaiole, grandi fantrici della loro
Caterina, intanto che o pelavano o lavavano. A me accadde di udire un colloquio di due giovinotti operai, che non
ho mai pi dimenticato. La sera del terzo giorno del Triduo io mincamminavo
verso S. Spirito passando per la remota
Via Sallustio Bandini. Veniva dietro a
me un giovinotto che allaria, alle vesti e al colore del viso e delle mani mi
pareva un fabbroferraio. In quella chei
passava dinanzi ad una botteghetta di

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legnaiolo, usc di l un altro giovinotto


che doveva aver lasciato allora allora il
suo lavoro, perch uscendo si infilava la
giubba. Oh! Fece questi nel suo bel vernacolo senese, buona sera: n do vai?
Un te lo figuri? A sent l Padre Pio!
Ncora io dio! Ma che omo quello l!
Come furmina! Come ci fa sta l a sentillo! Quello l bisognerebbe mandallo
alla amera! Eh, lo redo, lo redo! Senti; quello l pole and a gir l mondo! Nun se ne trova uno come lui con
quel su stile tremendo, che fa st l a
bocca aperta! Entravo in Via Ricasoli,
e il rumor della gente e dei veicoli mi

Abito liturgico di Mons. Pio Alberto Del Corona

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
imped di sentir altro. Ma quel furmine e quel tremendo erano state per me
parole eloquenti e manifestatrici sincere delleffetto che aveva prodotto nella
mente e nel cuore dei due operai la parola dellillustre Prelato. Nel quale non
pure larte singolare di far pendere gli
uditori dalle sue labbra, ma vi pur laltra molto pi importante e vantaggiosa, quella, dico, di innamorarli di Dio
e delle cose Sante. Si racconta che leloquenza di Demostene faceva gridare agli Ateniesi quando ascoltavano le
sue filippiche: corriamo contro Filippo!
Leloquenza di Mons. Pio Del Corona
fa dire ai suoi ascoltatori: Corriamo ai
piedi di Ges Crocifisso! E Ges conservi lungamente lillustre Domenicano, lo zelante Vescovo di San Miniato
al decoro del suo Ordine, al bene della
sua diocesi ed alla gloria della Chiesa e
dellItalia.
Siena 1899, il d della Aspettazione
del Parto di Maria S.S.
Parlando delle doti di Mons. Del Corona, in Educazione e memorie, Siena 1901, cos vi si legge: Le sue doti

Occhiali di Mons. Pio Alberto Del Corona

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n. 3 Luglio - Settembre 2015

principali sono: fervida piet, somma


dottrina, ispirazione e poesia; ma di
quella che accende lestro sulle pagine
della Bibbia. La sua maniera di predicare tutta mistica; ma di quel misticismo
che non esclude larte e la grazia, formata sulle bellezze bibliche, atteggiata
allarte cristiana, figlia del genio ispirato, che muoveva i pennelli dellAngelico e animava la penna dellAlighieri.
Per il P. Ferretti le lettere di Mons.
Del Corona come gli scritti per le varie feste, o gli scritti spirituali in preparazione ai grandi misteri, le Elevazioni
sullEucarestia, come le bellezze della
Madre di Dio, avrebbero il merito di far
conoscere a tutti il carattere particolare della sua mistica, che ha molti punti
di contatto con quella di Santa Caterina da Siena esposta nelle Lettere e nel
Dialogo. Una somiglianza particolare
che hanno le pagine uscite dal cuore
di Mons. Pio Alberto Del Corona con
quelle della Santa senese, nellardore di cui la frase si accende e nella
bellezza dimmagini, anche ardite, che
riveste il pensiero; mentre non poche
sono le idee che il Del Corona, lettore
assiduo, come vedemmo, degli scritti
della Santa fin dalla fanciullezza, spesso ne attinge, e che noi abbiamo da lui
in una vivezza tutta speciale di colorito
e in una continua novit di forma. Una
delle propriet di Mons. Del Corona era
un dono celeste che lo rendeva molto
atto ed efficace a render buone, pie e
molto virtuose le anime che lo avvicinavano, come fosse insomma dotato da

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

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L Attestato della Consacrazione di Mons. Pio Alberto Del Corona

Dio di una santit comunicativa, quale


si riscontra, come nota lo stesso pio Arcivescovo, in SantAntonino, in S. Caterina da Siena e in altri Santi Domenicani. Della Santa senese scrisse PioII
nella bolla di canonizzazione: Nessuno che si avvicin a Lei se ne and
mai senza divenire migliore pi dotto e
pi santo e di molte e molte anime che
furono a contatto con quella di Mons.
Pio Alberto potrebbe dirsi lo stesso. La
preoccupazione di trar fuori dalle lettere la parte pi strettamente biografica
ha dovuto reprimere in me il desiderio
che avrei avuto di riportare altre pagi-

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ne, che, come tante di santa Caterina,


potrebbero dirsi scritte in astrazione,
frementi damore, piene di poesia altissima, capaci di dar leva alle anime; pagine che conosciute sarebbero poste tra
le pi belle che ci abbia dato la nostra
letteratura ascetica.
Il noto scrittore e maestro di vita
spirituale P. Umberto Clerissac o.p.
nel libro Pro Domo et Domino cos
scriveva: Vediamo che lOrdine Domenicano appare dotato di un fascino
e di unattrattiva speciale. notevole
che nelle nostre primitive cronache il
termine grazioso molte volte appli-

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina

n. 3 Luglio - Settembre 2015

La targa con la cronaca del miracolo

cato a talune qualit del linguaggio e


del vivere. Cos per esempio, troviamo
di frequente gratiosus praedicator, e
sappiamo che a Siena un monaco cistercense, fu ispirato a scrivere per noi
Domenicani quelle belle Preghiere Pro
praedicatoribus, in vigilia Epiphaniae,
nelle quali si chiede per essi verbum
gratiosum.
Innumerevoli poi sono gli episodi nei
quali i nostri Padri rivelano nel loro carattere una grazia ineffabile. Il nostro,
rivela una vita veramente angelica e
dopo aver letto gli scritti di Mons. Pio
Alberto Del Corona si pu con certez28

za affermare che anchEgli fa parte di


questa innumerevole schiera. Mons.
Del Corona era gratiosus Praedicator
e possedeva sia negli scritti che nella
parola veramente poetica verbum gratiosum.
Se William Flete, (+1383) il noto baccelliere inglese, eremita agostiniano di
Lecceto ebbe a dire: Voi nulla conoscete, e non sapete chi ella (riferendosi a
Santa Caterina) el papa dovrebbe avere
in grazia dessere dei suoi figlioli; in lei
veramente lo Spirito Santo! Non si
pu dire cos di Mons. Pio Alberto Del
Corona, perch aveva in grazia di es-

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons. Pio Alberto Del Corona

n. 3 Luglio - Settembre 2015

sere e sentirsi figlio devotissimo di Santa Caterina.


Poeta e mistico sono un binomio, scriveva il padre Jemme (Innocenzo Marini), un binomio che si risolve nel Santo.
Mons. Pio Alberto Del Corona fu tale.
Leone XIII disse parlando di Lui:
uno dei pi dotti e santi prelati della
Chiesa.
San Pio X, in udienza, a Mons. Ludovico Ferretti domandava: E Del Corona che fa? Tenete di conto, sapete!
Quello un santo.
Il Card. Maffi al Priore di San Domenico di Fiesole scrisse: Rallegriamoci
di un santo, che a nostra protezione
salito in Cielo.
Dal cardinale Capecelatro, che scrisse il bellissimo libro Storia di Santa
Caterina e del papato del suo tempo,
Mons. Del Corona fu definito: Vescovo
secondo il cuore di Dio, degno figliolo
e discepolo di quel Santo che fu in terra
di cherubica luce uno splendore.
LArcivescovo di Siena Mons. Prospero Scaccia not a sua volta come egli
ritraesse ad un tempo e da San Francesco di Sales, che fece sempre la sua parola specchio dellanima pia e serena, e
dalla sua grande sorella Santa Caterina,
di cui, nelle parole e nella vita, sembr
avere la serafica piet, il dolce eloquio
pi che terreno, lamore infuocato a
Ges in Sacramento, linviolata fede al
Pontificato Romano.
Il processo di beatificazione era stato avviato nel lontano 1942 da Mons.
Ugo Giubbi vescovo di San Miniato.

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Nellottobre 2013, la Congregazione


per le Cause dei Santi pubblicava, lattestazione delle virt eroiche dichiarando cos, Mons. Del Corona venerabile. Papa Francesco il 21 settembre
2014, ha ordinato di concludere liter
del lungo processo di beatificazione
con la firma del Decreto di riconoscimento del miracolo prodigioso avvenuto per intercessione del vescovo
domenicano. Il 19 settembre oltre ad
essere la data di beatificazione sar
anche la data della memoria liturgica
del nuovo Beato. Questa beatificazione
vedr lesultanza della citt di Livorno
che ha dato i natali a Mons. Pio Alberto, dellOrdine domenicano, delle Suo-

LAltare nella cappellina del miracolo

La Patrona dItalia e dEuropa

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Mons.
Pio Alberto Del Corona
Testatina
re dello Spirito Santo di cui Mons. Del
Corona il Fondatore, della Diocesi di
Firenze dove Egli morto e della Diocesi di San Miniato dove stato Pastore. Cos il vescovo Mons. Fausto Tardelli, gi vescovo di San Miniato, ora di
Pistoia, ebbe a dire: per me motivo
di gratitudine al Signore potervi pro-

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porre questuomo di Dio come testimone di autentico servizio al Signore


e alla Chiesa, di generosa donazione di
s per la salvezza degli uomini e come
ulteriore potente intercessore per tutti
i nostri mali e fatiche.
P. Alfredo Scarciglia o.p.

Oggetti personali di Mons.


Pio Alberto Del Corona che si
conservano nellAsilo a Firenze

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La Patrona dItalia e dEuropa

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(Messe e celebrazioni nella Cripta)
Da Maggio ad ottobre: ore 7 - 19
(Messe e celebrazioni in Basilica)
SANTE MESSE
Giorni feriali: Conventuale ore 7,30 - 9 - 18
Giorni festivi: ore 7,30 - 9 - 10,30 Parrocchiale - ore 12 - 18
CONFESSIONI
Giorni feriali: prima delle Sante Messe
Giorni festivi: prima delle Sante Messe
LITURGIA DELLE ORE
Celebrazione delle Lodi ore 7,30 (durante la Messa conventuale)
Celebrazione dei Vespri ore 19,45
da novembre ad aprile in Cripta
da maggio a ottobre in basilica