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MAGIE DEL CERCHIO


MARIA MESSERE

CIRCONFERENZA E CERCHIO
La circonferenza, cos semplice ed essenziale, una gura ricchissima di possibilit geometriche come generatrice di innumerevoli altre curve. Partendo dal cerchio ci si pu sbizzarrire nel costruire tante gure, scoprendo le propriet nascoste e calcolandone le dimensioni. E' ci che fecero gli antichi greci quando cominciarono lo studio della geometria.

LA CIRCONFERENZA

Nella geometria, una circonferenza quel luogo geometrico costituito da punti equidistanti da un punto sso, detto centro. La distanza da qualsiasi punto della circonferenza dal centro si denisce raggio. Le circonferenze sono curve chiuse semplici, che dividono il piano in una supercie interna ed una esterna (innita). La supercie del piano contenuta in una circonferenza, insieme alla circonferenza stessa, prende il nome di cerchio. La corda un qualunque segmento che unisce due punti qualsiasi della circonferenza. Una corda che passa per il centro detta diametro (il diametro il doppio del raggio).

AREA DEL CERCHIO

Il cerchio equivalente a un rettangolo con base uguale alla lunghezza della semicirconferenza e altezza uguale al raggio. Ecco due animazioni

LE CURVE CELEBRI
I matematici del tempo rappresentarono oggetti di uso quotidiano: larbelo (antico trincetto da calzolaio) di Archimede, il fuso circolare (strumento base della pastorizia), la pelecoide (scure), la saliera di Archimede, il trifoglio, la drepanoide (falce), il triangolo a lati circolari e le celebri lunule (falce di luna) con le quali Ippocrate riusc a realizzare la prima quadratura di unarea curvilinea. (Quadrare unarea curvilinea signica trovare un quadrato che abbia la stessa area della gura curvilinea).

TRIANGOLO A LATI CIRCOLARI

Se abbiamo tre circonferenze che si toccano esternamente a due a due, si ricava un triangolo a lati circolari concavi formato dai tre archi minori di ogni circonferenza, compresi tra i punti di contatto delle altre due.!

LA DREPANOIDE

Il nome, dal greco, signica "a forma di falce" Osservando la gura possiamo anche dire che si tratta di un triangolo curvilineo: il perimetro della drepanoide costituito da due archi di circonferenza e una semicirconferenza. La costruzione molto semplice: si tracciano due circonferenze uguali tangenti esternamente. Dai rispettivi centri si tracciano due raggi, AD e BC, paralleli e si uniscono gli estremi di questi sulle due circonferenze. Si traccia poi una terza circonferenza che ha per diametro il segmento DC. Si costruiscono quindi gli archi e la semicirconferenza come in gura: ne risulta un triangolo a lati curvilinei che costituisce il drepanoide. La sua area equivale all'area del parallelogramma ABCD in gura.

LA PELECOIDE

Pelecoide signica, in greco, a forma di scure. Su diametro AB di una circonferenza (vedi immagine) si ssano due punti qualsiasi C e D, e si descrivono quattro semicirconferenze con diametri AC, AD, BC e BD, le prime due e le altre due parti opposte rispetto ad AB. La gura racchiusa da quattro semicirconferenze la pelecoide: il suo perimetro uguale alla lunghezza della circonferenza data, mentre la sua area sta allarea del cerchio di diametro AB come CD sta ad AB.

YING YANG
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IL TRIFOGLIO E IL FUSO CIRCOLARE

Il trifoglio una graziosa gura, costruita partendo da un triangolo equilatero, tracciando i tre archi passanti per il centro del triangolo e per due vertici. Larea del trifoglio pu essere calcolata come differenza tra la somma dei tre settori circolari costruiti sui lati del triangolo, e il triangolo stesso.

Il fuso circolare la gura ottenuta quando due circonferenze si secano: la parte comune ad esse appunto il fuso. Si tratta dunque di una gura assai semplice, e ad essa gli antichi greci diedero il nome di uno strumenti base della civilt pastorizia.

In questo modellino il fuso ricavato da un quadrato, tracciando due archi di circonferenza interni al quadrato, con centro in due vertici opposti e raggio uguale al lato l del quadrato. Larea dl fuso circolare si ottiene come differenza tra la somma delle aree dei due settori circolari di 90 (quadranti di cerchio ) e larea del quadrato stesso.

FILMATO 2.1 Costruzione del fuso cicolare in edMondo

Progetto iTEC Il cerchio magico

LARBELO DI ARCHIMEDE

E la prima gura che prende il nome da oggetti di uso quotidiano ,in particolare da attrezzi da lavoro artigianali o contadino. Arbelo in greco il trincetto da calzolaio.!

Sul diametro AB di un semicerchio (vedi immagine) si ssa un punto qualsiasi C, e si descrivono due semicirconferenze di diametri AC e CB, interne al semicerchio dato. La gura che ne risulta, limitata dalle tre semicirconferenze, stata oggetto di considerazione da parte di Archimede. Una caratteristica dellarbelo che la lunghezza del contorno uguale a quella della circonferenza di diametro AB. La sua supercie equiestesa allarea del cerchio di diametro CD, ove D il punto della circonferenza sulla perpendicolare ad AB in C.

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LA SALIERA DI ARCHIMEDE

Il "salinon" di Archimede si ottiene ssando sul diametro di un semicerchio due punti equidistanti dagli estremi. Si tracciano quindi i semicerchi aventi per diametro i segmenti ottenuti.

La gura racchiusa dalle quattro semicirconferenze la saliera: la sua supercie equiestesa all'area del cerchio con diametro EF (vedi immagine ) dove E ed F sono le intersezioni della perpendicolare in O ad AB con le due semicirconferenze concentriche.

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LA CICLOIDE
In geometria, la cicloide (dal greco kykloeids, k"klos 'cerchio' e -oeids 'forma', cio che fatto da un cerchio) una curva piana appartenente alla categoria delle rullette. Essa la curva tracciata da un punto sso su una circonferenza che rotola lungo una retta; in pratica il disegno composto da un punto su una ruota di bicicletta in movimento.

Pur non essendo una curva di difcile concezione, sembra che la cicloide non sia venuta alla luce no al XVI secolo. Fu Pascal il primo a scoprirne le innumerevoli propriet e a meravigliarsi che gli antichi greci lavessero ignorata, anche se Giamblico (lisofo greco del III secolo d.C.) sembra attribuire una curva simile a Carpo dAntochia una curva "a doppio movimento" inventata per quadrare il cerchio. Tutto ci non basta ad annoverare la curva tra quelle conosciute nellantichit. Mersenne ne diede la prima denizione documentata; nei primi del 1600, Galileo Galilei fu il primo ad attribuirgli il nome che oggi le diamo. Nel 1634 Roberval risolse il problema dellarea compresa tra un arco della curva (da lui chia-

mata trocoide dal greco trocos=ruota) e la base, che aveva visto impegnati per circa 40 anni Torricelli e Galileo; Cartesio e Fermat trovarono le tangenti alla cicloide, ma fu Pascal, come detto, tornato ad occuparsi di matematica dopo un lungo periodo in cui si dedic a religione e losoa, a risvegliare grande interesse nella curva (da lui chiamata roulette) proponendo diverse sde matematiche riguardanti la cicloide, a cui parteciparono i pi grandi matematici dellepoca: Wallis, Sluze, Fermat, Huygens, Ricci. Successivamente, scenziati del calibro dei fratelli Bernoulli, Leibniz e Newton trovarono per la curva famossisime propriet matematiche e siche.

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FILMATO 2.1 Animazione

PROPRIETA

La cicloide una curva con moltissime propriet, le quali furono al centro di innumerevoli dispute tra gli scienziati dellepoca, tanto che la curva fu denita "la Elena della geometria". Vediamo per prima cosa le propriet metriche: larea sottostante un ramo di cicloide tre volte larea del cerchio usato per generarla ovvero ; la lunghezza di un arco di cicloide quattro volte il diametro usato per descriverla.

La cicloide si presta a innumerevoli generalizzazioni: se ad esempio al posto di una retta sul quale far scorrere la circonferenza si considera una seconda circonferenza (pi grande di quella che scorre), le curve descritte verranno dette epicicloidi, se la circonferenza rotola esternamente, ipocicloidi, se la circonferenza rotola internamente. Ulteriori generalizzazioni si possono ottenere nel caso che il punto sia interno od esterno alla circonferenza. Sotto possiamo vedere un esempio di una epiciloide (a sinistra) e di una ipocicloide (a destra).

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La cicloide definita come il luogo dei punti su una circonferenza data che rotola senza strisciare su una retta. Questo tipo di cicloide viene detta ordinaria. Se il punto non si trova sulla circonferenza, si parla di cicloide accorciata se il punto interno e di cicloide allungata se il punto al di fuori della circonferenza: in basso possibile vedere il confronto tra le tre

Cicloide ordinaria, accorciata e allungata

INTERATTIVO 3.1 GeoGebra

FILMATO 3.1 La cicloide in edMondo

Scegli la posizione del punto P per descrivere le cicloidi

Costruzione di due prototipi di cicloide in edMondo, la piattaforma 3D dellINDIRE dedicata alla didattica nellambito del progetto iTEC Il cerchio magico

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I CERCHI NEL GRANO


I cerchi nel grano (in inglese crop circles), o agrogli, sono aree di campi di cereali, o di coltivazioni simili, in cui le piante appaiono appiattite in modo uniforme, formando cos varie gure geometriche (talvolta indicate come "pittogrammi") ben visibili dall'alto. A seguito del numero crescente di apparizioni di queste gure (soprattutto in Inghilterra) a partire dalla ne degli anni settanta del XX secolo, il fenomeno dei cerchi diventato oggetto d'indagine per determinare la genesi di queste gure.

GALLERIA 4.1 Cerchi nel grano fotografati

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Costruzione dei cerchi nel grano nellambiente edMondo, il mondo virtuale dedicato alla didattica nellambito del progetto iTEC Il cerchio magico

ALLA RICERCA DEL PI GRECO


Tutti conosciamo il numero #, pi greco, il rapporto tra la circonferenza ed il suo diametro, tra il cerchio ed il suo raggio al quadrato, 3,14... insomma.! Ma dietro a quei puntini cosa c'?

IL PI GRECO

Il nome di babilonesi viene dato ad una serie di popolazioni che, in tempi successivi, occuparono la Mesopotamia, una regione del Medio Oriente situata tra il Tigri e l'Eufrate. Tra di esse ricordiamo le popolazioni dei Sumeri, che per primi occuparono tale regione a partire dal 4000 a.C., seguiti dagli Accadi (2200 a.C.), dagli Assiri (800 a.C.), dai Caldei (700 a.C.), dai Persiani (540 a.C.), no alla conquista della Mesopotamia da parte di Alessandro Magno nel 330 a.C. Il massimo periodo di oritura della cultura babilonese si ebbe tra il 2200 a.C. e il 1700 a.C.! ! In Mesopotamia il ruolo della geometria era insignicante e quasi sempre legato ad applicazioni pratiche. I babilonesi conoscevano certamente il teorema di Pitagora (o meglio alcune terne pitagoriche, senza porsi il problema di una loro generalizzazione ) e la similitudine dei triangoli. Per ottenere l'area del cerchio usavano la formula A=c2/12, dove! c! indica la circonferenza. Ci equivale ad usare per! p! il valore 3. Ed proprio da 3, come nel lm di Troisi, che comincia dunque la nostra storia.! ! Per calcolare la lunghezza della circonferenza inscritta nell'esagono regolare, i babilonesi usavano un rapporto che implicava per! p! il valore di 3+1/8, che equivale a 3,125.! ! Il valore assegnato a! p! dai babilonesi era approssimato per di19

fetto. Gli antichi egizi assegnavano invece a! p! un valore approssimato per eccesso. Essi calcolavano l'area del cerchio mediante la formula A =(8/9! d)2, dove! d! il diametro. In questo caso! p! assume il valore 256/81 (circa 3,1605).! Occorre arrivare al grande Archimede di Siracusa (287212 a.C.), per avere i primi due decimali esatti di! p. Egli cerca di calcolare la lunghezza della circonferenza per mezzo del perimetro dei poligoni inscritti e circoscritti. La circonferenza ha infatti una lunghezza compresa tra il perimetro di un poligono inscritto e quello di un poligono circoscritto ad essa.! Le misure di tali perimetri si avvicinano sempre pi tra loro con l'aumentare del numero dei loro lati, permettendo di restringere sempre pi l'intervallo entro il quale dev'essere compresa la misura della circonferenza che si desidera trovare. Per tale via, egli riesce quindi a stabilire due valori tra cui! p! compreso: (3+10/71) <p! < (3+1/7). Il primo dei due valori vale 3,1408... e il secondo vale 3,1428...! ! Sono occorsi quasi due millenni per passare da una a tre cifre esatte del nostro numero. Non baster invece il tempo passato e futuro dell'umanit per trovare! tutte! le altre cifre.

Archimede di Siracusa! (in! greco! "#$%&'()*;! Siracusa, circa! 287 a.C.! ! Siracusa,! 212 a.C.) stato un! matematico,! ingegnere,! fisico! e! inventore! greco antico! (siceliota). uno dei massimi! scienziati! della storia

FILMATO 5.1 Metodo di esaustione

METODO DI ESAUSTIONE Per calcolare " Archimede fece il ragionamento illustra- to nella figura A : # # la lunghezza della circon- ! ferenza certamente com- presa tra il perimetro di un poligono regolare a essa circoscritto e il perimetro dello stesso poligono rego- lare a essa inscritto; # # al crescere del numero dei lati del poligono, il suo perimetro approssima sem- pre pi da vicino la lun- ghezza della circonferenza. Archimede riusc a calcolare il perimetro dei poligoni rego- lari inscritti e circoscritti, e ot- tenne cos il valore " = 3,14.

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Domanda 1 di 5

TEST DI AUTOVAUTAZIONE

Il segmento che unisce due punti della circonferenza si chiama

A. raggio B. arco C. settore D. corda

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CERCHIO
Punti del piano interni alla circonferenza

Termini del glossario correlati Circonferenza

Indice

Trova termine

CIRCONFERENZA
Luogo dei punti del piano equidistanti da un punto sso

Termini del glossario correlati Cerchio

CORDA
Segmento che congiunge due punti della circonferenza

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RAGGIO
Segmento che congiunge il centro con uno dei punti della circonferenza

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