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Dalla Macchina di Turing ai Computer reali

L'intervistato procede spiegando le elaborazioni di Penrose riguardo alla mente umana in relazione
alle capacit del computer: la mente umana, secondo la teoria indeterministica della meccanica
quantistica, ha la capacit di capire ci che alle macchine sfugge, essendo queste ultime
essenzialmente deterministiche:
Le macchine di Turing sono un modello matematico ideale che vuole catturare tutti gli
esempi di computer possibili
Dal punto di vista teorico la caratteristica fondamentale dei computer quantistici,
nell'applicazione ai computer e ai calcoli, quella di rendere pi veloci i calcoli rispetto a
quelli tradizionali; tuttavia, i computer quantistici non sono stati ancora realizzati
tecnologicamente
La macchina di Turing, dunque, una macchina ideale e il progresso tecnologico potrebbe
portare alla realizzazione di sistemi complessi di macchine di Turing, che potrebbero
superare il limite della logica lineare e dar luogo ad una situazione incrociata di
parallelismo simile a quella del cervello umano
Il concetto di "incertezza" strettamente legato alle logiche "fuzzy", secondo le quali
vengono considerate situazioni semantiche di indeterminatezza e ambiguit; queste logiche,
create dapprima per scopi filosofici, oggi possono avere interessanti applicazioni
tecnologiche

Intervista

Domanda
Pu spiegarci i concetti di Penrose rispetto alla 'mente', al 'computer' e alla 'meccanica quantistica'?
Risposta
Penrose oggi molto popolare perch riuscito a trasmettere ad un pubblico pi vasto problemi
molto tecnici, difficili, che di solito sono trattati in ambiti abbastanza ristretti di specialisti. Il
problema fondamentale il seguente: la mente umana molto diversa dai computer; quali sono i
limiti dei computer e perch la mente umana riesce ad afferrare verit scientifiche, verit
matematiche, che sfuggono ai computer? In questa sua analisi Penrose ha usato in maniera
essenziale i teoremi di Gdel che hanno dimostrato che ci sono delle verit matematiche che la
mente umana riesce a intuire e che un calcolatore non riesce a dimostrare. Il problema perch
questo avvenga. Che cosa abbiamo noi, persone umane, di molto particolare, per cui riusciamo ad
afferrare delle verit che le macchine non riescono ad afferrare? L'ipotesi di Penrose un po'
strana, e ha suscitato delle reazioni qualche volta anche negative nella comunit degli scienziati.
La sua ipotesi la seguente: il motivo per cui la mente umana ha questa capacit tutta peculiare
dipende dal fatto che nel cervello umano ci sono dei processi essenzialmente quantistici, e poich la
meccanica quantistica una teoria indeterministica - mentre le macchine di solito sono
deterministiche -, tale indeterminismo essenziale si verifica nella parte interna dei neuroni del
nostro cervello e ci restituisce questa capacit di capire cose che sfuggono al potere delle macchine.
Domanda
Pu spiegarci in cosa consiste la macchina di Turing?
Risposta
possibile dare una definizione matematica adeguata per il concetto generale di computer, una
definizione capace di catturare tutti gli esempi di computer possibili, che siano realizzabili oggi e
domani con qualunque tipo di tecnologia? Le macchine di Turing sono proprio questo: sono un
modello matematico ideale che vuole catturare tutti gli esempi di computer possibili. Gli
ingredienti che intervengono in una macchina di Turing sono molto semplici: innanzitutto abbiamo
un nastro, potenzialmente infinito; questo nastro diviso in maniera discreta in caselle e calcolare
attraverso una macchina di Turing significa spostarsi su questo nastro, avendo la possibilit di
leggere quello che sta scritto nelle caselle e di stampare, cancellare simboli, passando
successivamente in stati di memoria diversi. Quando la macchina di Turing esegue un calcolo per
un'operazione o per una funzione matematica, dopo un certo numero finito di passi si ferma,
esattamente come fanno i nostri personal computer. Un problema teorico molto importante che
nasce a questo proposito il seguente: tutte le volte che noi sottoponiamo un calcolo alla nostra
macchina di Turing, essa si fermer? Questa domanda ha una risposta negativa. Come hanno

dimostrato Turing e il logico Kurt Gdel, vi sono delle funzioni matematiche che non sono
computabili in un numero finito di passi da una macchina di Turing. Questo significa che in certi
casi particolari la nostra macchina di Turing pu non fermarsi, pu andare avanti all'infinito.
Domanda
La macchina di Turing ideale, dunque, perch il suo nastro infinito; tuttavia, come se dentro il
chip di un computer lavorassero molte piccole macchine di Turing, che usano una serie di nastri
finiti, di registri per svolgere le computazioni...
Risposta
Un problema importante che ci poniamo il seguente: saremo, un giorno, in grado di costruire un
computer, un robot intelligente, capace di andare oltre i limiti delle macchine di Turing? Le
macchine di Turing possono essere equivalentemente sostituite da una macchina a registri, e non
c' una differenza, in linea di principio, tra macchina di Turing e macchina a registri; parlare dei
limiti delle macchine di Turing, dunque, significa parlare dei limiti delle macchine a registri. In
una tesi molto importante, espressa da Church-Turing, si sostiene che non andremo mai oltre i
limiti delle macchine di Turing, perch 'calcolare' significa calcolare attraverso una macchina di
Turing. Una tesi come questa , naturalmente, difficilmente dimostrabile, perch non si tratta di
un teorema matematico. La tesi di Church-Turing paragona un concetto intuitivo un po' ambiguo
con un concetto matematico preciso: il concetto di macchina di Turing. La tesi di Church-Turing
pu essere smentita sperimentalmente, costruendo delle macchine capaci di realizzare operazioni
che le macchine di Turing non riescono a realizzare. Bisogna dire che fino ad oggi non ci sono stati
esempi di smentite di questo genere. Tuttavia, da pi parti, si comincia a dubitare della validit
universale della tesi di Church-Turing, e le controindicazioni provengono da campi diversi. Un
campo molto importante oggi rappresentato dai computer quantistici; in cosa consistono queste
macchine? Innanzitutto, dal punto di vista tecnologico, i computer quantistici non sono ancora stati
realizzati, per c' molta teoria su questo concetto che stato introdotto per la prima volta negli
anni Ottanta dal grande fisico Feynman, morto qualche anno fa. Qual la caratteristica
fondamentale dei computer quantistici? I computer quantistici permettono forme molto complicate
e molto forti di parallelismo, e questo parallelismo fondato su un'idea centrale della meccanica
quantistica, che l'idea di sovrapposizione di stati quantistici. Nell'applicazione ai computer e ai
calcoli, gli elementi di una sovrapposizione quantistica di stati danno luogo a rami paralleli di
calcolo, per cui ogni ramo rappresenta l'elemento di una sovrapposizione quantistica.
Naturalmente, per ottenere, poi, un risultato definito tutti questi rami diversi devono precipitare
su un unico risultato, deve avvenire quel processo che in meccanica quantistica si chiama 'collasso
della funzione d'onda'. Questa forte situazione di parallelismo rende il calcolo quantistico molto pi
veloce rispetto ai calcoli tradizionali. E' stato realizzato che un calcolo svolto con tanti computer
tradizionali collegati via Internet - calcolo che ha bisogno, normalmente di molti mesi -, se fosse
realizzato attraverso un computer quantistico potrebbe richiedere pochi minuti: otto, nove minuti.
Questo rappresenta un grande progresso nella velocit. Tuttavia, ancora oggi, sembra che un
computer quantistico non riesca a andare al di l dei limiti teorici della macchina di Turing, non
riesca a calcolare funzioni che non siano Turing computabili. Non detto, per, che in futuro non si
riesca a dare una definizione pi liberale di computer quantistico che permetta di smentire la tesi
di Church-Turing.
Domanda
Quindi la macchina di Turing, sostanzialmente, ancora una macchina ideale?
Risposta
Finora s; ci sono, tuttavia, molti scienziati che pensano che si tratti di una tesi in linea di principio
falsa, per cui i progressi della tecnologia, soprattutto i robot intelligenti che si studiano nel
contesto della intelligenza artificiale, potrebbero dar luogo a sistemi complicati di macchine di
Turing, magari parziali, non assimilabili al concetto di macchina universale di Turing. Si tratta di
tante piccole macchine di Turing incastrate fra loro che danno luogo a situazioni di parallelismo
con interazioni incrociate, per cui il processo che si viene a creare, in linea di principio, non
linearizzabile. Abbiamo detto che le macchine di Turing usano un nastro lineare e l'idea la
seguente: una situazione complicata di parallelismo potrebbe farci superare i limiti delle macchine
di Turing. E, in fondo, ci non strano quando pensiamo che il nostro cervello fatto proprio cos.
Una caratteristica del cervello umano il parallelismo. Noi come se avessimo nella nostra testa

tante piccole macchine di Turing parziali che non riescono a fare quello che riesce alla macchina
universale di Turing, perch sono limitate. Noi vediamo alcune verit che abbiamo imparato
dall'esperienza. Qualche volta ci troviamo addirittura in una situazione di contraddittoriet
rispetto alle esperienze da cui abbiamo imparato. Tutte queste piccole macchine nel nostro cervello
lavorano, per, in parallelo, influenzandosi vicendevolmente. Questo processo di cui conosciamo
ancora molto poco relativamente al cervello umano, potrebbe per essere simulato da un robot
intelligente. Una popolazione di macchine di Turing che interagiscono tra loro, forse potrebbe
permetterci di andare al di l dei limiti del concetto unico di macchina di Turing universale.
Domanda
In un convegno che si tenuto a Trieste Lei ha affrontato la questione sul concetto di "incertezza".
Potrebbe chiarire questo sua elaborazione?
Risposta
Il concetto di incertezza oggi molto interessante, in campi diversi: nel campo della logica, della
matematica, della fisica, della letteratura, in generale delle indagini estetiche. Da non molto tempo
gli scienziati hanno realizzato che le teorie scientifiche non sono necessariamente teorie certe, anzi,
molto interessante studiare con metodi certi e rigorosi il concetto di incertezza. Questo lavoro, dal
punto di vista logico e matematico, stato svolto soprattutto nell'ambito delle cosiddette logiche
fuzzy (fuzzy logics), logiche sfumate. Si tratta di logiche che hanno abbandonato un principio
classico, aristotelico della logica, secondo cui i valori di verit, il vero e il falso, sono due e soltanto
due: c' il vero e c' il falso, e non si considerano situazioni intermedie tra il vero e il falso, in
particolare non si considerano situazioni semantiche di indeterminatezza, di ambiguit. Nel nostro
secolo, attorno agli anni Venti, cominciato un importante studio intorno alle logiche polivalenti.
Le logiche polivalenti sono quelle logiche secondo cui i valori di verit possono essere pi di due,
tre, quattro, dieci, infiniti, tanti quanti i numeri reali che stanno nell'intervallo zero/uno. Bene:
queste logiche fuzzy, che inizialmente erano state create soprattutto per scopi filosofici - il
problema fondamentale era quello di salvare il libero arbitrio, salvarci dal determinismo della
logica, della matematica, della fisica -, negli anni pi vicini a noi - Sessanta, Settanta -, si visto
che possono avere delle interessanti applicazioni tecnologiche; infatti, soprattutto i giapponesi
hanno cominciato a costruire macchine che usano essenzialmente logiche di tipo fuzzy, di tipo
sfumato. Oggi noi possiamo addirittura comprare video-camere, lavatrici che si chiamano fuzzy
logic. Quindi, si tratta di una impostazione nuova che interessante in campi diversi, dalla
tecnologia alla matematica pura, e anche in estetica, perch tutti sappiamo una caratteristica
dell'estetica, delle situazioni poetiche, delle situazioni artistiche in generale, la presenza di
situazioni semantiche di ambiguit: non sarebbe possibile fare poesia, senza far ricorso qualche
volta a situazioni di ambiguit semantica. L'ambiguit un concetto che sfugge completamente
alla logica e alla matematica classica, perch la logica e la matematica classica vogliono sempre
situazioni precise, non ambigue, condannano come una sorta di peccato della ragione l'ambiguit;
le logiche fuzzy, viceversa, riescono a studiare dal punto di vista matematico queste situazioni
semantiche di ambiguit; da questi studi che si fanno contemporaneamente in logica, in
matematica, nella computer science, in ingegneria, saltano fuori possibilit di interazioni
interdisciplinari fra scienziati e umanisti. Finisce cos quella divisione rigida fra mondi culturali
diversi che stata una caratteristica della nostra cultura per tanto tempo.