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Alberto Zamboni Materiali didattici per il corso di Linguistica Storica (LMLCC, LMLIN, LMLLA)

Capitoli di storia linguistica italoromanza


1. La struttura sillabica neolatina: alleggerimenti del confine, evoluzione dei gruppi consonantici, il caso di muta cum liquida (MCL). 1.1. In latino, il nesso docclusiva /p,b; t,d; ,g/ e fricativa /f/ ! li"uida /l, r/ # gruppo unico c$e non d% allungamento per posizione &salve esigenze metric$e', p$trem, cn$s$cro; t$n$brae, c$th $ dra, n$t$!rum; nu$"r$!us, dove la sillaba leggera ritrae laccento; nel romanzo la vocale non in posizione ma libera, M()*+ , fr. m#re, (L-.+* &/0L1.+*' $ %alecru $ it. alle!ro &patrimoniale2', analog$i a M(*+ , fr. mer, 34*( , poire &anteriorizzazione di /a/ e dittongazione delle vocali si compiono in sillaba libera tonica':
5 /.!l,r/ vale come pesante &fa posizione', attirando laccento sulla sillaba precedente: due sillabazioni diverse n$t$!ro& 6 in$te!$ro& , it. int(i)ero, rum. 'ntre!, fr. entier, sp. entero, residuo "uestultima della sillabazione primitiva, come mostrano gli esiti dellapofonia latina: /in&t!&ro& 7non toccato, intatto&8 /ta!& di tan!o' produce int!ru(m), come conscro rispetto a sacru(m), imptro rispetto a patro 7compio, c$e # trattamento di sillaba c$iusa: con"ectus ( %com$"ac$tos, conscendo (%com$scando &in sillaba aperta si $a c$iusura totale ad 5)5, contineo * tneo, dec)do * cdo'. (llen 19:;, <1=5;; <1:5>: nel g r e c o protostorico le se"uenze di MCL &a differenza del latino comprendenti le n a s a l i' erano scandite come arresto ! rilascio, dando in ogni caso una sillaba pesante 5 ?@ABCD, EFAGCD , compar. ?@ABCHIGJD, EFAGCHIGJD con legamento vocalico breve &J' come in KI?HCHIGJD, LECHIGJD ma diversamente da MJNOHIGJD, con legamento lungo &P' 5 # usuale in Qmero il caso di vocale breve seguita da plosiva ! li"uida o nasale R leggera metri !ratia, dove tuttavia la sillabificazione normale # ?FH.GCD, HSA.BJB 5 in attico classico # invalso invece un diverso trattamento, perc$T sia nella tragedia c$e nella commedia la "uantit% leggera occorre liberamente in tali contesti, implicando una sillabificazione ?F.HGCD, HS.ABJB &c$e vale come rilascio complesso': noto come correptio +ttica, il fenomeno # soprattutto della commedia &dove incide per oltre il doppio dei casi rispetto alla tragedia' ed # probabile riflesso della lingua parlata, mentre il trattamento alternativo puU ritenersi influenzato dalla tradizione epica 5 apparente restrizione (pour cause,) del latino: /!n-tos , n-tus, /!n.sco , n.sco ma co!natus, co!nosco 6 gr. ABVP 7rasc$io, WBVXJD 7mascella 5 la sillab&ific'azione riconosciuta non # pacifica, perc$T la tradizione grammaticale greca &a differenza di "uella indiana' definisce dei criteri rispondenti piuttosto ad esigenze pratic$e, nella fattispecie ortografic$e &ossia di divisione delle parole in fine di riga' 5 si stabilisce cosY un criterio c$e $a goduto duna solida fortuna in et% non solo latina, ma anc$e medievale e moderna, per cui &+rodiano II, ;9;ss. L' le se"uenze consonantic$e sono generalmente eterosillabic$e ma "uelle c$e possono occorrere in principio di parola restano combinate &ZB M@KK[\I]' con la vocale seguente allo stesso modo delle consonanti semplici: AH^EF 6 _H].AHJB e non _H]A. secondo principi di carattere fonologico &verosimilmente riflessi nella coscienza linguistica e metalinguistica dei parlanti'. Il principio viene ripreso dai grammatici latini &fino ad esser accolto anc$e nella trattatistica moderna, cfr. Seelmann 1>>`', benc$T altre e significative tradizioni scrittorie &come le iscrizioni' tendano a conformarsi piuttosto alle intuizioni fonetic$e: (llen 19:;, <95;=. gotico &Sc$ulze 19;;, a>>ss.; `a9ss.'. balle modalit% della /ortbrechun! dei documenti gotici emerge infatti il tautosillabismo dei nessi con /r/, cfr. 0a1briel Lc. 1,<c, "a1dreinas <.)im. 1,;(, +n1draias S eir. :a c; hu!1!rei2 do$. c,;`; bai1trei +p$. a,;1e, 3ai1trus Mt. <c,:; e altrove; bro12runs Lc. 1a,1<, 4ain12ro Mt. `,<c ecc.; idem di "uelli con /l/, !i1blin Lc. a,9; para15letus do$. 1a,1c, sti15la Mt. 1=,a<; ne12los Mc. 1=,<` ecc.: non un nuovo gruppo di eccezioni, sottolinea Sc$ulze, bensY ladeguamento della scansione di MCL &c$e comprende, si noti linterdentale sorda fgh, come in latino fa /f/', e non per una "ualc$e convenzione ma per la particolare natura dei gruppi, 6die eine 7iel st8r5ere 9enden:, !emeinsam in den ;ilbenanlaut :u treten, an den 9a! le!en als anderarti!e <onsonanten7er&bindun!en=. 3er la verit% i manoscritti e e S eir. mostrano una tendenza prevalente a separare MCL, cfr. a51ran 3$il. 1,<<, hlut1rans <..or. :,11, bro21runs <..or. 9,`, a!1laitei ial. `,19, si51le je$. `,1` e lo stesso Sc$ulze &sia pur dubitando' si c$iede se la tradizione kulfiliana, dovuta agli Qstrogoti dItalia, non sottenda in "ueste alternanze un adeguamento culturale allambiente latino&5greco' dinsediamento.

1.<. Latino parlato: continua ristrutturazione sillabica di fase protostorica tra lI e III sec. a... Latino classico # una terra di confine la cui struttura sillabica &miss 19:<' mostra gi% c$iare opposizioni tra tipi centrali .l~ 6 .l. " &"uasi i due terzi dellinsieme' e periferici &del tipo .l~.' e regressivi &ottimale il trisillabo parossitono &ossia ad accento piano':
5 emerge una nuova struttura di parola strettamente interrelata ad una diversa tipologia accentuale e "uantitativa, base per la nuova distinzione romanza di "uantit% legata specificamente alla posizione tonica; 5 base fonologica per cui MCL non fa posizione ossia # un nesso tautosillabico R consonante semplice. bennison &19=c' recupera lesatta percezione del livello diamesico adottato dalla grammatica antica &e confessato dai fre"uenti ricorsi a clausole del tipo in scribendo, in scriptura' e dei testimonia in contrarium esibiti dai tituli oltre c$e dalle lingue vive, come litaliano. Sono appunto le grafie interpuntuate del tipo 7ic>to>ri c$e inducono a riesaminare i non molti casi "uali .IL lI, <c;`; &*oma': M ;er>to>ri>us 1 Cres>ces 1 +e>lie 9?>ce>ni 1 co>iu>!i op>ti>me 1 "e>cit ma soprattutto il "ualc$e migliaio discrizioni c$e, senza produrre interpunzione sillabica, mostra tuttavia divisioni di parola in fine riga, cfr. ancora .IL lI <<1=` M Marcio termi 1 nali @ulia Modes 1 ta >"ratri dulcis 1 simo bene merenti 1 "ecit 5 il materiale ricavato da circa >=.=== iscrizioni darea italica &perciU nello spazio latino' consente dindividuare <9` scansioni corrette di MCL contro 1<1 di norma grammaticale e, nel caso di nessi triconsonantici, una proporzione di c< contro ;<, entro un insieme c$e copre oltre l>an dei casi contro il 1cn scarso. onivoc$e sono le scelte di di 7ic 1 trici &lI, `;1', 7ic 1 tricis &pI, `9`9'; accep 1 trices &lI, ;<;<>', decep 1 triA &p, <c=1'; +s 1 clepias &lI, c9;1'; demons 1 trata &l, `=`=' contro le rare eccezioni di Bico 1 strato &lI, 1=`=;', no 1 strum &lI, 1`<:' e pale 1 stra &lI, <`a:;' 5 nei nessi biconsonantici forti sproporzioni caratterizzano i fre"uenti casi di / t/ &:a regolari contro <c' e soprattutto di /s / &1== contro 19' e di /st/ &<>9 contro `1', di fronte ad un comprensibile maggior e"uilibrio di /mn/ &;` contro <:' 5 non molti infine gli esempi dinterpuntuazione sillabica &poco piq di 1==', c$e attestano tuttavia oltre `== casi di sillabazione, di cui soltanto 11 violano le regole: cfr. 7i>ctori &lI, 1`<<1', sa 1 n>ctis>si>mae &p, <:<;', si>!no &pIl, ;a', a>lu>mno &p, <9cc', Ce>d?>pnus &li, ::', o>pti>mae &lI, 1`:99', re>dem>pto &Ip, 1`<=' rc. &significativamente, s e n z a occorrenze di MCLs'

+siti neolatini dei nessi: /.r/ n o n evolve 6 /.l/ evolve &parzialmente':


5 Lausberg 19:1, tt ;;:59: .r5 # stabile in tutta la *om%nia, it. prato, braccio, trarre, credere, !rano, "reno; / r/ # perU tendenzialmente sonorizzato fin da epoca tardo5antica, cfr. it. !rasso, !raticcio, !rotta; 5 Lausberg 19:1, tt ;a=5;: .l va inegualmente modificato tra conservazione in fr. &plaisir', prov. &pla', cat. &blasmar', 7retoromanzo &surselv. "lomma' e dalmatico &vegl. 5lu" 7c$iave', riduzione &in fase tarda' del sardo a /r/, prus, "rumine, 5rae, palatalizzazione in port. &chDo, cha7e' e sp. &llano, lla7e', intermedia / u/ nellit. chia7e, !hianda, "iore, piano &ma it.sett. / l/ , /tS/, ven. ciamar, cia7e'; palatalizzazione rum. dei nessi con velare &cheie, !hind' e conservazione degli altri &plcea, blestema, "loare'; 5 Lausberg 19:1, tt a<<5;: in posizione interna di parola 5.r5 corrisponde al trattamento iniziale, per /br/ oscillante tra esito rafforzante italiano &"abbro' e indebolito altrove &fr. or"#7re, rum. "aur'; 5.l5 palatalizza &limitatamente ai nessi con . posteriore' anc$e in francese, provenzale, catalano e 7retoromanzo.

<. (nalisi recenti &)impanaro 19c`; Loporcaro 199:, <==:; Mancini <==:'. <.1. )impanaro &19c`' ammette " u a t t r o fasi nella vicenda storico5strutturale di MCL: (1 eterosillabismo in$te!$rum di fase predocumentaria in arcaismi metrici enniani e plautini, conservato nella tradizione poetica anc$e per imitazione di modelli greci; e1 tautosillabismo in$te$!rum di larga prevalenza nella fase classica del latino; (< eterosillabismo in$t!$rum &accentos' di fase volgare &non specificato cronologicamente', comprovato dalla parossitonia di it. int(i)ero, fr. entier 8 /int!ru, sp. tinieblas 8 /tenbras; e< tautosillabismo di fase preromanza: anafonesi e dittongazioni di fr. l#7re 8 labra, paupi#re 8 palpetra &palpebra', sp. tinieblas 8 tenebras, it. intiero, pietra 8 petra.
MCL nel preromanzo e rapporto tra preromanzo e latino preistorico: 5 gli esiti romanzi presuppongono la scansione lunga: it. int(i)ero, fr. entier, couleu7re, paupi#re, it. puledro, sp. tinieblas, tutti parossitoni; ma il confine sillabico doveva cadere prima di MCL ossia la vocale doveva essere tonica e libera, per spiegare lallungamento 6 dittongazione, fr. p#re 8 3-)*+M, con anteriorizzazione di /a/ , vw:, I:x; 5 lallungamento # fatto preromanzo, dipendente dalla tonia e dalla sillaba aperta: se"uenza ipotizzabile a' attrazione dellaccento, b' ristrutturazione del confine sillabico, c' allungamento in tonia;

5 unanaptissi intEF!erum &poco documentata' presuppone comun"ue eterosillabicit% ed # "uindi superflua; non # del tutto vero c$e le L* riconducano ad una condizione di sillabazione analoga a "uella del latino preletterario garantita da sacro5 6 obscro, dato lallungamento della tonica libera &antica nel parlato latino non "uantitativo2'; 5 )impanaro giudica strano c$e la regola daccento abbia agito in latino in fase preletteraria e non oltre, contrariamente a vari indizi a favore della legge della penultima "uali i grecismi popolari blasphm)a, eccls)a, s?mphn)a, chlra: i casi di ricomposizione &rc)pit , /GHIJFKLM , it. ric7e' sono solo apparenti dissociazioni c$e mostrano la decadenza dei prefissi verbali; yamboni, <===: cedimento mostrato dai prestiti greci, in epoca classica canonicamente camra, epistNla, talntum ma poi adeguati &con oscillazioni' allaccento originario, d.lum, OPQEFGRSTU , it. Vdolo, #remo; slWnon, bXt?rum 6 butYrum, butXron, ncaustum 6 encaustum, sin-pis, it. s#nape; @ac.bus, it. 0iZcomo ma Cl[na; 5 Mancini, <==:: remo ed altre prosodie proprie dei poeti cristiani si collocano tra il III e il Il secolo d...; 5 strana inoltre una cosY forte differenza tra popolare e colto gi% nel latino preletterario: idea dura a morire forse piq tra i romanisti c$e i classicisti &sic )impanaro' c$e "uantitativo / musicale siano sempre stati fenomeni dlite ignoti o "uasi al livello diafasico basso fin da 3lauto e anc$e prima; in )impanaro resiste il mito della lingua una e uguale per tutti, benc$T temperato dalla disponibilit% ad accogliere in luogo dellzopposizione dotto 6 popolare "uella suggerita da 3isani tra urbano e rustico;

)impanaro accetta il prevalere delluna o dellaltra accentazione &per sillabazioni diverse' in diverse epoc$e, data loscillazione del confine sillabico di MCL, mai risolto come implosiva ! esplosiva o come fonema 7unico:
5 lo spostamento accentuale e lallungamento della penultima sillaba indotti dallo spostamento del confine indicano una sensibilit% per il rapporto "uantit% 5 accento era ancora viva e collocano linizio del fenomeno non oltre il II sec. d...; altro # il senso della "uantit% vocalica, dileguatosi nel latino tardo, e altro il senso della "ualit% 7per posizione e del suo rapporto con laccento: "uesto, malgrado singoli casi come 9Zranto, non # andato perduto in tarda et% e si conserva tuttora in italiano, dove si potranno verificare errori dincolti & #dile' ma non realizzazioni innaturali &r\besto, ]l^rindo'; 5 )impanaro: spostamenti non immuni da eccezioni, fr.ant. entre, poutre, palpre come testimoni del tipo nte!ro& contro int!ro&; non trae perU tutte le conse"uenze dallosservazione c$e i primi due casi sono agevolati dallanalogia dei nominativi nte!er, pXlliter: rifacimenti nominativali &yamboni <===' come sp. potro 8 /pXll)tru, (/Qbl con accento di j, it. cuore, "iele, miele 8 /.{*+, %|1L+, %M1L+, prodotti del sistema tardolatino ristrutturato bi5 o tricasuale, j 6 (/Qbl; 5 gli esiti docclusiva ! l e di 5br5 &doppio, orecchia, "ebbre, labbro' danno per non avvenuto lultimo spostamento del confine sillabico: nei primi la transizione si risistema col rafforzamento aggeminante, nei secondi vale la tendenza &panromanzas' /b/ intersonantica , /v/ e "uindi /b/ } /~, v/ &ven. "ra7o, "re7e, sd_ "rau, tra7u', contrari a /"#7re, %la7ro; 5 fenomeni anc$e n o n condizionati di rafforzamento sono ben noti da !re!!e, l!!e, l#!!es

It. intro, normalmente inti#ro 8 L`MEFaGT:


5 inti#ro # oggi in )oscana voce libresca, intro popolare e corrente; 5 )impanaro critica *o$lfs &19cc, t ;11' c$e attribuisce int#ro &sic' a spostamento daccento nte!rum , int!rum con allungamento della vocale, obiettandogli la mancata spiegazione duna forma int[!rum &non si sa bene tra laltro come giustificata ad una certa epoca'; )impanaro percepisce la confusione di *o$lfs tra "uantit% vocalica 6 sillabica ma reifica banalmente uno sc$ema neogrammatico o ancor peggio una convenzione grafica c$e associa "uantit% latine a timbri vocalici, convertendo arbitrariamente un allungamento di // in // e attribuendo a *o$lfs affermazioni non fatte; # giustificato piuttosto un intEF!rum con allungamento romanzo in sillaba aperta e tonica, da cui inti#ro: una vocale breve avanti MCL n o n rimase breve, eppur aperta, perc$T senza allungamento non si d% dittongazione; 5 )impanaro condivide int)!er proposto da )uttle 191` &mero espediente2': intero deriva da L`MJFaGTS effetto dassimilazione progressiva da /i/ iniziale; arbitrario, dando per scontato un precoce nt)!er &di sillaba aperta' 8 /int!ro&s , /int!r&s , /in$t$!er , int)!er: cronologia relativa accento protosillabico 6 sincope &e sampras-raba' 6 accento da penultimas 5 )impanaro: soluzione meno rigida e rettilinea, invocando la fre"uenza di /i/ come motivo di forte attrazione sulle scarse parole con 5e5, fonte di doppioni come intelle!o 6 intelli!o, ;enica, eli!ans, eliphans, tutti a vario titolo 7volgari;

argomento poco consistente &e comun"ue legato a un nt)!er successivamente avanzato , L`MJFaHG': tutti casi di proparossitoni, dove /e/ , /i/ # normale indebolimento in atonia, non sempre giustificato da condizioni morfematic$e e non raro nelle documentazioni epigrafic$e di iallia, Italia, (frica e del Sud5+st europeo, benc$T per lo piq in protonia; 5 infine )impanaro c$iama a conferma il caso dit. all!ro, ritenuto in genere con lo sp. ale!re un prestito: seguendo .orominas, si avrebbe un parallelo alcrum 1 al crum di int!rum 1 int !rum.

<.<. Loporcaro 199:, <==`:


5 la scansione tautosillabica corrisponde ad una preferenza universale &cfr. le pre"erence lacs di lennemann 19>>'; 5 il nesso di MCL, non necessariamente pesante, puU o non puU attrarre laccento &it. c#lebre * !inpro ma riscldo'; il latino arcaico e preletterario sillab&ific'ava come il germanico, su base morfemica: cfr. ingl. readin! , read$in! non /rea$din! &un elemento di coda sillabica puU esserlo anc$e di fine di parola'; 5 con gli alleggerimenti sillabici int!$ro& non era piq permesso, data limpossibilit% di /g/ in finale, donde int$!ro&: cambia la struttura della parola, non la sillab&ific'azione in sT, come modus o moda; 5 daltra parte /g/ intersonantico &debole' si spirantizza , 5 d& $ &4&, e come tale non puU far altro c$e legarsi come coda al nucleo precedente; la risillab&ific'azione non opera in base a mozioni individuali o socioculturali ma # governata dai processi fonologici; 5 # la fonetica c$e decide, benc$T non si possa assumere "uesto livello a criterio esclusivo per la transizione latino5romanza, estremizzando con eonfante &19c>' linizio dellitaliano al I5II sec. d...; 5 la doppia scansione &dautori classici e predominante in epoca tardolatina' indica la possibilit% dun efghFIGHU diverso dalla prosodia canonica ma comun"ue riconosciuto, non un monstrum: cfr. losservazione dello stesso )impanaro a proposito delle licenze metric$e insid4antes.

3rove filologic$e di eterosillabicit% tarda:


5 riaccentazione accolta dai grammatici &accettabilit% standard': Isid. I, ii 6iarbarismus est 7erbum corrupta littera, 7el sono enuntiatumj ___ sono, si pro media s?llaba prima producatur, ut latebrae, tenebrae= &*odrguez 3antoua 19>:';

3rove ricostruttive di eterosillabicit%:


5 Loporcaro 199:: una sillabazione "ab$ru 6 "a$bru attesta linstabilit% dei nessi &cfr. i processi di geminazione, metatesi, consonantizzazione di /u/'; prove dirette da variet% della costa adriatica, dove le vocali precedenti MCL $anno trattamento di sillaba c$iusa &eterosillabismo soggiacente' senza geminazioni od epentesi: cfr. a eisceglie 7itrk, alle!rk, pe5rk, latrk, oprk, otrk, "utrk ma "li5k 7fico, paipk 7pipa, d#ck, 5^pk 7capo, 7o7k 7bue, 5rauck, mi.tk 7imbuto &<==`, a<:, con semplificazioni'; gli esempi della prima serie sono tutti di contesto sordo, eccezion fatta per litalianismo alle!rks 5 Loporcaro <==`: la possibilit% dzuna scansione eterosillabica fuori dellitaloromanzo risulta per es. da balbera &199a' per i dialetti =ccitanici delle (lpi Marittime e da Martnez5iil &199:' per lo spagnolo del .ile, dove allo standard l$!ri$mas corrispondono le pronunce lv,x.ri.mas / lv.x.ri.mas, con vocalizzazione di /g/ in coda sillabica; falsa prospettiva2 il fatto puU spiegarsi a partire da la$cri$mas sonorizzato regolarmente &"uale c$e sia il confine sillabico' in la!rimas con indebolimento della velare , vWx , vu, kx: c$e altro non possono fare se non legarsi in coda al nucleo sillabico precedente , vlau / lakx spostando "uindi a posteriori il confine;

eertinetto 199;: 6ien lun!i dallmessere unmentitZ statica, la sillaba # un or!anismo complesso, "ondato su equilibri dinamici in perenne riassestamento, per e""etto delle costanti tras"orma:ioni del sistema "onolo!ico=;
5 ibid.: fortissima coesione intersegmentale di MCL ; (< si configura per )impanaro &Loporcaro e Mancini' come un espediente necessario per giustificare lavanzamento accentuale protoromanzo, troppo rigidamente creduto rimesso in fase accentuale classica; leterosillabismo serpeggiante dalcune variet% # ipotesi costosa perc$T 5senza vantaggi reali5 sminuisce la portata generale del processo dalleggerimento dei confini sillabici &semplificazione dei nessi', c$e pure L. et al. riconoscono; indipendentemente da condizioni sillabic$e, la coesistenza di pronunce diverse # normale: laccento antico, mantenuto nel repertorio latino non solo nei livelli basso5periferici, # tradotto senza andirivieni alle soglie del neolatino; tipico il caso di 5runt, recessivo davanti alle normalizzazioni classic$e 5[runt, &[re: attestato in documentazioni epigrafic$e det% alta &dedro' e conservato in 3lauto &in fine di verso', sporadicamente in

lirgilio e Qrazio, esso # tuttavia garantito dallemersione neolatina di it. 5nero ecc.

Loporcaro 199:: una serie di dialetti meridionali della fascia adriatica non documenta in contesto di MCL condizioni di allungamento &apertura sillabica' preliminari alla dittongazione:
in genere nessi di ostruente s o r d a ! li"uida ossia di verosimile fortizione c$e puU indurre contesto debole; L. j4i*o , ne(i)ro, nVuru &contro lepentesi proposta da Merlo': perc$T una scansione j4i*o non dovrebbe condurre allindebolimento vW, ux di /g/ intersonantico e "uindi alla risillabificazione in coda cio# a n$!ro $ n$dro 1 n$4ro $ n4$ro2 "uesti sviluppi seguono linee contrastanti: i piq attesi indebolimenti si notano in presenza di velare &s'; 5 il contesto fonosintattico &risillabificante' sembra passato attraverso una fase di variazione &nel senso keinric$iano', con alternanza duna variante allofonica indebolita in posizione debole e duna inalterata &poi rafforzata' in posizione forte: giustificata da argomenti interni &rafforzamento di /g/ in contesti non deboli' ed esterni &prestiti dallitaliano'; i pretesi eterosillabici n o n producono anaptissi.

jelle variet% centromeridionali &Loporcaro 19>>' le consonanti intervocalic$e originariamente sorde tendono a semisonore o leni, senza m a i comun"ue confondersi con la serie delle sonore e dei loro esiti: dun"ue v, , x o v, , gx, di cui si $anno immediati riscontri strumentali:
5 eattisti &191<', Merlo &19<`', einric$ &19`9', yamboni &19>c, 19>:': non fenomeno recente ma processo generale &tardo'latino, fonologizzato nella *om%nia settentrionale e rimasto allo stadio di oariation in "uella meridionale; 5 indebolimento toscano delle sorde vla z$rI:max, vla z$las:ex, vza;!rex, vzve;Trox, vzsa;rox, vbiSizxlet:ax, vcizxlO;pex &oMCLs' e, al contrario, tendenza allepentesi delle sonore, lo!oro, ma!hero, 3a!olo, reattiva allindebolimento; 5 it. "abbro, labbro strategie di rafforzamento antilenitivo. Lesposizione di /b/ allindebolimento # panromanza &dappertutto a7ere 8 (e*+' e in particolare per /br/ la soluzione naturale # "uella di v~r, vrx, cio# "a7ro, maltollerata tuttavia e risolta con anaptissi &"a7aro' o con metatesi &"ra7o, "re7e ecc.' o ancora con rafforzamenti: "abbro, "ebbre; 5 cfr. i paralleli romanesc$i del tipo Z!!ile, dbbito, n^bbile &ant. no7eles', 7i!!ile, ma soprattutto le geminazioni italiane non condizionate: !r!!e 8 i*i+, l#!!e 8 L1iI), l!!e 8 Li+;

;. oaria phonolo!ica. ;.1. Magno .aldognetto, 3anzeri r )onelli 1999: i nessi nei lapsus sono spia della competenza fonologica dei parlanti, in termini di strutture e regole dei meccanismi di sostituzione, scambio, omissione di segmenti, rappresentazione mentale, sistematicit%:
5 gerarc$ia di geminate &esposte' 5 eterosillabici &neutri' 5 tautosillabici e consonanti scempie &resistenti': "uesti ultimi parrebbero "uindi elaborati come u n i t % a livello di specificazione metrica &Levelt 19>9'; 5 dati in favore della costituenza sillabica e non dun semplice principio di contiguit%; la posizione interna alla sillaba # vincolo forte: si scambiano tra loro preferibilmente segmenti della stessa casella e i tautosillabici soprattutto tendono a spostarsi in toto, come elementi unici.

a. .onsiderazioni finali su alle!ro ed intero: "uali soluzioni2 a.1. It. all!ro &con /e/s Morani 19>>' dibattuto tra prestito galloromanzo ed elaborazione autoctona:
5 # incerta la base reale di derivazione storica, per lo piq accettata come /pgEFIGT &class. lcre&'; 5 oltre a /l/ geminata &giustificabile in pretonYa' e al timbro c$iuso della tonica, nota sonorizzazione di / r/ originario come in vari &presunti' settentrionalismi, a!ro, ma!ro, sa!rare, anc$e di posizione iniziale; 5 *o$lfs 199c, tt <c=51: /gr/ si conserva talora &pelle!rino 8 3+*+i*joS', ma solitamente , , nro, peritare 8 /3Ii*4)*+, intero; il contesto danteriorit%, a differenza di ma!ro, favorisce la soluzione totale; ne!ro semen nell@ndo7inello 7eronese; 5 la velare resta nei metatetici port. entr!ue 7completo, gall. enter!o, sp.ant. intre!o, arag.ant. entre!, cat.ant. entre!ue, cors. intr7u 7tutto intero, sd.logud. intreu 7servo di propriet% completa, piem. antr#!h, emil.occ., lomb. intrq5, lad.fass. intr e5, friul.tergest. intrech, dalm.vegl. intri5, rum. 'ntre! &|+ 1a, :;`';

it. inti#ro, recessivo, si contrappone ad intro, dove il timbro c$iuso di /e/ mal si giustifica da lat. //:
piq regolare, come nellallotropo recessivo, la caduta di /g/, cfr. roman.ant. "iar(i)are 7fiammeggiare 8

|L(i**+,

"iara, sic. sciara 7scia ardente; 5 la carta rnerom di (IS lIII 1`:a.p. offre vari esiti del genere ma anc$e &soprattutto a jord' soluzioni con legamento: lig. nei!ru &con /g/ di refezione toscana2', piem. nair, neir, galloit. &San |ratello' nair, Sperlinga neiru;

nro potrebbe anc$esso premettere un /ne4ro, /neiro, con eliminazione del secondo elemento di dittongo discendente per la nota 7avversione dellitaliano a "uesto tratto &lennemann':
/ai/ , /a/ in protonia &e in tonia', bailia &iuittone', piq tardi , balia, lucc$., pist. "ana 8 /"aina 7faggiuola &/|(i4j('; "rale, "rana 8 /"raina &/|*(i4j(', !uare, !uari 8 !uaire, piato ( piaito, lucc$.ant. sbrainare * sbranare, strano, :ana 8 :aina; cal. canatu 8 cainatu 7cognato; borrana (borra!ine), "errana, pro7ana 7pollone, sartana ecc.; proprio dogni nesso di vocale con i asillabica, cfr. conto 8 cointo, 7(u)oto ( 7(u)oito &/l{.4)oS', ant. cto 7pensiero 8 coito &.iI)*+': *o$lfs 19cc, tt 1`, 1;;, <1>; yamboni 199:, 1a>59; 5 dun"ue L`MEFaGT , /int4#ro , inti#ro R 7(u)^to , 7u^to.

La carta rma!rom di (IS I 1>`.p. d% sia a jord c$e nel .entro5Sud un diffuso intacco di velare sonora ! /r/, c$e via palatali vx, spiranti vWx o vocalizzanti vux, soluzioni totali, rafforzamenti o refezioni metatetic$e conferma inti#ro, intero:
una compatta fascia piemontese, lombarda alpina occ., ticinese, e grigionese, fino al ladino5anaunico di m?r(e); una limitata presenza a Sud, dove il tipo # diffuso solo in Sicilia &dun"ue con settentrionalit% fonologico5 lessicale'; sparse varianti mediane ad anaptissi; sparsi continuatori di rmacrom emergono nellabruzzese: p. c=> eellante &)+' ecc., e nel materano &p. :;c'.

a.<. La soluzione decisiva # offerta dalla carta 9:c di (IS l rinterom nel "uadro della nota "uestione dellzinflusso galloromanzo e settentrionale &con epicentro a Milano' sul fiorentino e di "ui sul resto delle parlate toscane, ora riesaminata a fondo da |rancesc$i &<==a' e responsabile tra lzaltro di tante forme a consonantismo interno sonoro &lenito': cfr. per 55& $ &!&anne!are, la!o, la!una, luo!o, pa!are, pre!are, sa!rato, sa!restia, s!ale; per &t& $ &d& badessa, contado &col derivato contadino', !radire, !ridare, medsimo 8 /M+)I3S4Mo &I3S+', parentado, podere, podestZ, scudo, spada, stadera, strada; per &p& $ &7& arri7are &da ri7a: tosc. ripa', sti7a, 7esco7o &|rancesc$i <==a, 1159; <a5c; 11>':
per "uanto riguarda il vocalismo, si osservi infatti c$e lzarea toscana # "uasi integralmente occupata dallzesito intro vinzte:rox e non da "uello etimologico inti#ro vinztu:rox &proprio ad es. del veneto', esito tipico del vocalismo emiliano5romagnolo c$e evidentemente $a scavalcato il crinale appenninico nellzarea pistoiese e fiorentina: cfr. le risposte dellz(IS int<r nei pp. aa; )izzano &3*', aaa (lbinea &*+', a`a 3rignano &MQ', a`` Merlano, Savigno &eQ', aca S#stola &MQ', acc Loiano &eQ', a:c erisig$ella &*(', a9= San eenedetto in (lpe &|Q, attualmente |.', nt@r in `== (rzengio &3ontremoli, MS': nella )oscana &sub'appenninica int<ro in `1; 3runetta &3iteglio, 3)', `1` earberino di Mugello &|I' ecc.

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