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Scrivere bene per pensare meglio

Francesca Palumbo

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La scrittura ritrovata

La grafologia, disciplina e campo desperienza nella scuola dellinfanzia Lattivit grafica per il bambino un esercizio spontaneo, via via pi coordinato, che concorre allevoluzione psicomotoria, intellettiva e affettiva; la scuola dellinfanzia il luogo elettivo per un lavoro orientato sia a prevenire linsorgere di disgrafie, sia a sviluppare le necessarie competenze grafomotorie La scrittura manuale, importanza del corsivo e nuove tecnologie Le lettere dellalfabeto - segni per un suono - sono simboli della visione che luomo ha di s e del mondo: grafologicamente, nel simbolo della parola scritta sono presenti e vivi anche aspetti che riguardano dati culturali e ambientali, che possono essere rivelati dai modelli grafici di una collettivit o di un gruppo sociale e, al loro interno, reinterpretati soggettivamente. Da un articolo apparso qualche tempo fa sul quotidiano La Repubblica (1) si legge che i giovani nati a met degli anni Ottanta, e tutti i loro fratelli minori, usano infatti la penna sempre pi a fatica, stanno smettendo di scrivere a mano, e soprattutto hanno gettato alle ortiche l'uso del corsivo. Quel modo di scrivere, cio, dove le lettere sono unite dal tratto l'una allaltra, e il pensiero, secondo gli addetti ai lavori, riesce a fluire con armonia dalla mente al foglio. Una tecnica ormai cos poco curata che il settimanale Time ha deciso di dedicare al tema un amareggiato reportage, proprio sulla fine della scrittura a mano, con un titolo che parla di "lutto per la morte del corsivo", citando quella generazione Y, per la quale un componimento un insieme di sms cuciti tra di loro....

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Rimpianti di adulti diffidenti di fronte al nuovo o vera emergenza culturale? I governi di molti paesi europei sembrano orientati alla seconda ipotesi. In Inghilterra due anni fa diverse scuole hanno riproposto l'uso della penna stilografica, per costringere gli studenti a re-imparare la bella grafia, mentre in Francia gli istituti superiori sono tornati al dettato, visto che di anno in anno gli studenti avevano deciso arbitrariamente di decapitare dei loro accenti migliaia di parole. In Italia le cose non vanno meglio, i bambini gi a met della scuola elementare iniziano a scrivere con il computer, se utilizzano la penna per comporre parole in stampatello, ma gli effetti sui loro meccanismi di apprendimento - dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell' et evolutiva, e direttore dell'Istituto di Ortofonologia di Roma sono disastrosi. .. incredibile quanto l'uso del corsivo al posto dello stampatello, e ancor pi del computer, possa influenzare la mente di un bimbo. vero, il mondo adulto non ancora pronto a recepire le nuove intelligenze di questi ragazzini cresciuti con la tecnologia. Ma la perdita del corsivo alla base di molti disturbi dell'apprendimento segnalati dagli insegnanti elementari e che rendono difficile tutto il percorso scolastico. Scrivere in corsivo - chiarisce Bianchi di Castelbianco - vuol dire tradurre il pensiero in parole, in unit semantiche, scrivere in stampatello vuol dire invece sezionarlo in lettere, spezzettarlo, negare il tempo e il respiro della frase. Perch la preparazione all'apprendimento fatta sulla scrittura, e il corsivo cos come lega le lettere, lega i pensieri, ma troppo spesso insegnanti e professori si accontentano di temi scritti in stampatello, e non hanno pi n tempo n pazienza di insegnare la bella grafia (2) . Un esercizio dunque non fine a se stesso, ma carico di significati. I guasti per si vedono successivamente e non soltanto al liceo, ma fino all'universit, come sottolinea Franco Frabboni, ordinario di Pedagogia all'ateneo di Bologna, e presidente della Societ italiana di scrittura. La grafia, il corsivo sono veicoli e fonti di emozioni.Tornare all'insegnamento della calligrafia una battaglia fondamentale, ormai condivisa dagli studiosi di tutto il mondo. Anche perch - aggiunge Franco Frabboni - l'altra faccia di questa metamorfosi la perdita della lettura. Sono due vasi comunicanti. Se non si impara il corsivo, i suoi tempi, le sua musicalit, come si far a concentrarsi sulle parole di un libro? chiaro che il computer oggi una nostra appendice, un pezzo del nostro pensiero. Ma un pensiero binario mentre la scrittura a mano ricca, diversa, individuale, ci rende uno differente dall' altro. (3) Laumento esponenziale delle disgrafie rilevato negli ultimi anni e i riscontri dagli insegnanti, fino alle scuole superiori e universit, incoraggiano dunque alcune riflessioni.

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In questi ultimi anni la cultura mondiale ha spostato lattenzione sul linguaggio audiovisivo, a scapito della cultura della lettura e della scrittura; televisione, computer e internet assorbono tempi sempre maggiori, il culto del corpo si evoluto parallelamente alla svalutazione della manualit, tendenze che sembrano ormai irreversibili. La calligrafia ha lasciato il posto ad una comunicazione pi rapida e pi frettolosa e il tratto scritturale risulta impoverito(4). E forse un nuovo modo di fare cultura? Prima di dare una risposta necessario sottolineare quali coinvolgimenti stanno alla base del prodotto finale scrittura, al quale si tende a dare oggi cos poca considerazione, qualcosa di marginale, quasi unicamente strumentale rispetto alle classiche abilit scolastiche di tipo linguistico e cognitivo. Neurofisiologia del gesto grafico La nostra capacit di esprimerci in modo preciso con il linguaggio localizzata nellemisfero sinistro del cervello. La facolt del linguaggio, al contrario della visione, ha la caratteristica unica di combinare liberamente una manciata di suoni senza significato per costruire parole dotate di senso, che instaurano relazioni particolari fra loro producendo le frasi delle lingue. Latto scrittorio un atto complesso: non solo psicomotorio, ma una risultante di integrazione di atti diversi tra loro collegati, di natura linguistico-motoria, visiva, visuospaziale ecc. Oltre ai due emisferi (destro e sinistro), allinterno del cervello si possono riconoscere quattro lobi: il frontale, il temporale, il parietale e loccipitale, ed proprio il primo (quello frontale), e in particolare la corteccia motoria primaria, a regolare il movimento della mano. Per la strutturazione dellatto scrittorio devono compiersi i seguenti passi del percorso evolutivo: percezione visiva - scriviamo perch vediamo percezione uditiva - scriviamo perch sentiamo atto del pensiero - scriviamo perch creiamo Dalla zona percettiva lo stimolo passa alla zona frontale, dove si costruiscono parole che vengono riconosciute e tradotte in espressione verbale e scritta, per mezzo della mano. La mano un organo tattile, poich esplora, sente, e attribuisce cos al toccare quellattivit che le dona la sua vera vocazione, lattivit prensile; ma anche uno strumento dellorganismo che, con la penna che scrive, diventa un prolungamento dellIo che lascia una traccia, unestensione del sistema nervoso.

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Scrivere come rappresentare, in modo visibile, ci che gi esistente nel cervello e il percorso deve essere ben strutturato a livello centrale. Secondo Alberto Magni (5), per produrre uno scritto occorre: distretto centrale neuropsicologico integro deputato alla programmazione; distretto periferico fondamentalmente muscolare, con funzione operativa; prodotto finale, espressione delle due precedenti funzioni Si tratta di una sorta di inseguimento motorio che la mano fa nei confronti del pensiero immaginato, come se con la penna ricalcasse sulla carta un pensiero gi tracciato nella mente. Eun percorso mentalmente precostituito, lettera per lettera, parola per parola, frase per frase: se correttamente preformato si pu scrivere, altrimenti non possibile. Perch importante la scrittura manuale La scrittura la traduzione di codice fonetico-uditivo in codice grafico-visivo attraverso un atto motorio; la lettura la traduzione di codice grafico-visivo in codice uditivo e atto linguistico, silenzioso o espresso. La scrittura un apprendimento complesso, che si fonda sullacquisizione e integrazione di funzionali o funzionalit? differenziate: capacit visiva, motoria e linguistica. Il bambino inizia a scrivere dopo aver imparato a gattonare, camminare, parlare; egli scopre la scrittura attraverso rappresentazioni grafiche di pre-scrittura che nascono spontanee e acquistano un precipuo significato segnico, rappresentativo e simbolico. Lapprendimento scolastico organizza, mediante regole, lapprendimento spontaneo affinch la scrittura possa divenire uno strumento di comunicazione nel contesto culturale in cui vive il bambino. Se il bambino non apprende correttamente il movimento di formazione delle lettere, automatizza un atteggiamento motorio che risulta inefficace per la comprensione del testo scritto, a danno della capacit cognitiva e degli aspetti linguistici della scrittura.(6) Vediamo le attivit che devono essere integre per ascoltare o leggere frasi: percezione dei fonemi e delle parole; riconoscimento dei fonemi e delle parole; riordino grammaticale delle frasi (organizzazione mentale); ricordo delle frasi stesse (che permette linseguimentodel pensiero); concatenazione delle frasi nel cosiddetto linguaggio interno. La scrittura dunque impegno corale del cervello, motorio, percettivo e simbolico. Lo studio del rapporto tra cervello e corpo, e in particolare di un rapporto diretto tra cervello e mano, stato oggetto di interesse e di ricerche gi dai primi anni dellOttocento, quando Charles Bell, chirurgo anatomista e neurologo scozzese (1774 1842), ipotizz lesistenza di impulsi che partivano dal cervello per arrivare alla mano e lesistenza di altri impulsi che effettuavano il percorso inverso. Seguirono altre ricerche che consentirono di capire che la scrittura un particolare tipo di movimento effettuato dal corpo come reazione del cervello a segnali interni o esterni a esso. Largomento stato, inoltre, oggetto di interesse anche da parte dei maggiori maestri della grafologia,

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da Ludwig Klages (Hannover 1872-1956) filosofo, psicologo e grafologo tedesco, per il quale la scrittura la registrazione materiale del movimento dello scrivente, tutte le propriet dellimmagine grafica possiedono le qualit del movimento che lha prodotto, a padre Girolamo Moretti (Recanati, 1879 Ancona, 1963), massimo esponente della grafologia italiana, che afferma che la scrittura un movimento spontaneo della mano azionato dal cervello, a Max Pulver (Berna, 1889 1952), filosofo e grafologo svizzero, per il quale la forma del linguaggio grafico non dipende, in primo luogo, dalla mano, ma da certe parti corticali del cervello da cui partono gli impulsi motori che governano il movimento della penna. La neurologia e la fisiologia ci insegnano oggi che la scrittura una funzione cerebrale e corticale. Nuove scoperte sul significato della scrittura manuale Vorrei inoltre citare i risultati di un recentissimo studio norvegese, (gennaio 2011), di Anne Mangen (7), Professore al National Centre for Reading, Education and Research dellUniversit di Stavanger, per sottolineare limportanza della scrittura a mano e lattenzione che dovrebbe essere dedicata al suo apprendimento. Anne Mangen si chiede se e che cosa si perda nel passaggio dal libro al computer e dalla penna alla tastiera: Il processo di letto-scrittura coinvolge diversi sensi, spiega, scrivendo a mano il nostro cervello riceve un feedback dalle nostre azioni motorie, insieme alla sensazione tattile di carta e penna, un tipo di feedback significativamente diverso di quello che si riceve da una tastiera. Il termine tattile si riferisce al toccare e al modo in cui comunichiamo con il tatto, in particolare usando le dita e le mani per esplorare lambiente. Il tatto comprende le nostre percezioni attive e passive con lambiente, quando ci muoviamo e compiamo delle azioni. Insieme al neurofisiologo Jean-Luc Velay dellUniversit di Marsiglia, Mangen nel suo articolo apparso in Advances in Haptics (8) , ha accertato qualcosa che va ben al di l della semplice conferma del significato di questa differenza. Lesperimento condotto dal suo team di ricerca a Marsiglia ha verificato che, quando si riconoscono lettere assimilate con la scrittura a mano, si attivano zone del cervello diverse rispetto a quelle delle lettere imparate attraverso lutilizzo della tastiera. E stato chiesto a due gruppi di volontari di imparare un alfabeto sconosciuto di 20 lettere, in un caso esercitandosi a scriverlo a mano, nellaltro utilizzando solo il computer; dopo tre e sei settimane chi doveva usare carta e penna aveva imparato di pi e ricordava meglio lalfabeto rispetto ai volontari digitali. Scrivendo a mano, i movimenti implicati attivano una memoria motoria nella parte senso motoria del cervello che ci aiuta a riconoscere le lettere; ci implica una connessione tra lettura e scrittura e suggerisce che il sistema senso motorio gioca un ruolo di riconoscimento visivo durante la lettura.

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Altri esperimenti indicano che larea di Broca (9) sensibilmente pi attivata quando riconosciamo un verbo legato a unattivit fisica, rispetto a un verbo astratto: si pu imparare a fare una cosa semplicemente guardando un oggetto familiare a cui si pu associare una particolare attivit fisica. Mentre si scrive a computer si associano le lettere alla posizione nella tastiera; con la mano, invece, a forma, suono e gesto (memoria visiva- che fa ricordare il gesto della lettera), e ci aiuta la capacit di riconoscimento e di memorizzazione delle lettere; per questo motivo la scrittura manuale aiuta anche a migliorare i problemi della dislessia, confermando maggiormente lutilit di memorizzare il gesto della lettera. Gli studi di Mangen sono stati citati recentemente dal Corriere della Sera: Scrivere a mano accende il nostro cervello molto pi che digitare su una tastiera. Scrivendo su carta, gli occhi e i movimenti della mano seguono la creazione della lettera: mentre tracciamo il segno di una s vediamo e sentiamo formarsi pian piano le curve che la compongono. Questo accende molte pi aree cerebrali rispetto al digitare la stessa s al computer: in questo caso, infatti, basta premere un tasto ed eccola l sullo schermo, tutta intera. Le aree sensoriali e motorie si attivano comunque, perch la mano si mossa e gli occhi vedono la lettera, ma in maniera molto inferiore (10). Apprendimento della scrittura, cause e conseguenze del mancato apprendimento Il periodo 3-6 anni, che coincide nella maggior parte dei casi con la scuola dellinfanzia, un momento di intensi cambiamenti cognitivi, affettivi e sociali per un bambino che, da uno stato di assoluta dipendenza, passa alla piena autonomia, Lattivit grafica per il bambino un esercizio spontaneo, via via sempre pi coordinato, che concorre allevoluzione psicomotoria, intellettiva e affettiva per realizzare aspetti fondamentali per la crescita della personalit quali consapevolezza e fiducia nelle proprie capacit, competenza comunicativa interpersonale e narrativa, creativit. Il bambino prende coscienza di esistere, della possibilit di evidenziare la propria presenza, di incidere sullambiente che lo circonda quando capisce che pu lasciare le prime tracce, che qualcosa da lui prodotto osservabile, riconoscibile e identificabile da se stesso e dagli altri. Da questa sensazione positiva nasce linteresse e il desiderio di scarabocchiare, anche se il controllo motorio ancora insufficiente. Inizialmente, e finch non scopre la corrispondenza tra i suoi movimenti e i segni ottenuti, lattivit grafica grossolana, coinvolge tutto il corpo, i movimenti sono molto larghi, si espandono in diverse direzioni; progressivamente il gesto, da istintivo o casuale, diventa intenzionale. Tutto avviene senza alcuna pretesa di rappresentazione della realt.

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Con la progressiva maturazione del sistema nervoso si perfezionano anche la consapevolezza percettivomotoria e la coordinazione motoria. A 5 anni la specializzazione del cervello non terminata, sviluppo neurologico e allenamento sono ancora insufficienti; in questo particolare momento un esercizio finalizzato per frequenza e qualit fondamentale per una buona specializzazione. Luso della mano destra stimola lemisfero sinistro, i giochi virtuali non danno gli stessi impulsi e la motricit non cos ricca come quella specializzata dellatto grafico, che aiuta un migliore e pi graduale sviluppo psicomotorio. Un bambino che cresce in situazione familiare e motivazioni personali positive, riesce generalmente a sviluppare adeguatamente la capacit linguistica, a definire la lateralit e le altre abilit di base necessarie per un buon apprendimento della scrittura, quali coordinazione nel movimento , consapevolezza dello schema corporeo, orientamento e organizzazione spazio-temporale, coordinazione oculo-manuale, memoria sequenziale, senso del ritmo, capacit di astrazione e simbolizzazione, a cui legata la discriminazione suoni-segni. Tali condizioni psico-fisiche, indispensabili alla scrittura si raggiungono di solito intorno ai cinque - sei anni. La maturazione del sistema nervoso avviene a tappe ben definite, anche se alcune abilit possono essere acquisite in modo soggettivo pi o meno precocemente. Pur in apparenza tanto banali o scontate, ognuna di queste abilit ha la sua tipicit e campo dazione, e soltanto la loro sinergia permette un adeguato apprendimento delle scrittura. In passato, con le attivit normalmente praticate dai bambini con i giochi tradizionali, di solito allaperto - che costruivano talvolta anche da soli - tali abilit progredivano naturalmente. La prensione degli oggetti si evolve naturalmente con lo sviluppo, da cubito-palmare, a digito-palmare, a radio-digitale (pinza superiore), dalla pinza inferiore fino alla presa digito-digitale, cos importante per scrivere bene, ma che implica una buona motricit fine. Oggi i bambini trascorrono troppo tempo davanti alla televisione o con i giochi interattivi per cui, oltre a non ricevere gli stimoli necessari per le abilit indicate, non riescono appunto ad affinare la cosiddetta motricit fine, che riguarda la capacit di manipolare gli oggetti intenzionalmente, saper afferrare e trattenere le cose, gestire il movimento della mano. Nuova didattica del gesto grafico Per ottenere una buona scrittura occorre attivare quotidianamente, e in modo adeguato, quei muscoli della mente che favoriscono agilit, fluidit, attenzione, concentrazione e memoria. Lasciando autonomia al bambino, che trova il suo modo di tracciare una lettera (come un disegno), si rischia di creare solchi poco funzionali per la velocit, la leggibilit, ordine e comprensione del testo, il mancino pu trovare difficolt ancora maggiori e creare grovigli. Secondo Alessandra Venturelli, Il gesto grafico attualmente considerato per lo pi come un aspetto marginale del vero apprendimento della scrittura, a cui non vale la

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pena di dedicare tempo ed energie particolari nel contesto scolastico. Cos, troppo spesso i bambini, gi nelle prime fasi, sono lasciati da soli di fronte a lettere o addirittura a parole intere da copiare, senza ricevere esplicite indicazioni da parte dellinsegnante del come si fa, da dove si comincia, verso quale direzione e come poi ci si collega con la lettera successiva (11) . Il rischio che i bambini si abituino a impugnare la penna in maniera inadeguata, senza alcun intervento o aiuto esterno, e a eseguire le lettere in maniera personale, anche se scarsamente funzionale, automatizzando movimenti sempre pi inefficaci ed eventualmente dolorose abitudini posturali e di prensione della penna, nonch gesti grafici errati che possono preludere allinsediarsi di eventuali disgrafie, quanto pi aumentano le richieste di maggiore velocit esecutiva da parte della scuola.(12) Lapprendimento della corretta direzione esecutiva funzionale fondamentale per la futura scioltezza scritturale, perch la scrittura manuale e il corsivo in particolare contribuiscono in maniera significativa allo sviluppo psicomotorio, al rendimento scolastico e allintera formazione di ogni alunno nella sua motivazione e nella sua autostima, mentre linsuccesso in questa abilit pu minare profondamente il senso di fiducia in s, la riuscita scolastica(13) La proposta metodologica, ricavata da convalidati principi di psicomotricit e neurofisiologia del gesto grafico, deriva dalle esperienze di rieducazione della scrittura nei casi di disgrafia, che trovano riferimento nel principio di selezione di Serratrice/Habib.(14) Secondo gli studiosi, lapprendimento grafico avviene per selezione progressiva di alcune connessioni neuronali a scapito di tutte quelle potenzialmente presenti; le connessioni non utilizzate saranno quindi abbandonate, a favore di quelle impiegate costantemente, che rimangono attive e formano una specie di solco, continuamente rivangato e consolidato tanto da diventare un automatismo vero e proprio. La modalit abituale con cui viene eseguito il gesto grafico determina quindi la sua evoluzione, nella direzione di un tracciato sempre pi sciolto e sicuro oppure poco leggibile, inceppato e mal controllato. Ecco perch importante che sia il gesto che preluda a una forma e non il contrario. Non basta far vedere la configurazione di una lettera, ma qual la modalit ottimale per quellatto grafico: punto di attacco e direzione per creare il solco pi funzionale. Didattica finalizzata allo sviluppo dei prerequisiti e delle abilit necessarie nella scuola dellinfanzia Per favorire lo sviluppo dei prerequisiti e delle abilit necessarie al corretto apprendimento della scrittura manuale, fondamentale che durante la scuola dellinfanzia venga attuata una vera e propria didattica del gesto grafico, anticipando in modo graduale quelle attivit che saranno poi perfezionate il primo anno della scuola primaria: corrette abitudini posturali e grafo-motorie;

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direzioni esecutive funzionali delle lettere; adeguata consapevolezza spaziale; affinch si possano instaurare da subito gli automatismi, efficaci, che potranno poi permettere di passare alla scrittura in modo pi facile e sciolto, senza sistemi compensativi disfunzionali che possano poi preludere a forme d disgrafia evolutiva. Occorre seguire precisi criteri metodologici: si parte dal gesto per arrivare alla forma perch una forma apparentemente corretta non garanzia di una adeguata esecuzione motoria: non si deve insegnare a copiare una forma bens a eseguire gesti finalizzati a forme.(15) Allinizio, il bambino potrebbe avere difficolt a scoprire da s il modo pi funzionale di eseguire i tracciati, per cui compito delleducatore insegnarli chiaramente, perch possa prendere confidenza con questi movimenti fino a utilizzarli con precisione e disinvoltura. Secondo Alessandra Venturelli, lo sviluppo della grafo-motricit e quello della percezione spazio- temporale utili per predisporre le basi per un corretto apprendimento della scrittura si perfezionano con attivit ben precise, da proporre secondo una certa sequenza: attivit psicomotorie, di motricit fine e di rilassamento (per la conoscenza dello schema corporeo, la percezione spazio-temporale, la tonicit, la distensione neuro-muscolare, la postura e la dissociazione delle dita ai fini della presa dello strumento grafico); esercizi di disegno e di pittografia (per migliorare la proiezione e lorientamento nello spazio grafico, per rafforzare la lateralizzazione manifestata, per impostare limpugnatura della penna in modo funzionale, per avviare mediante grandi tracciati ai gesti tipici del corsivo); esercizi di pre-scrittura (per affinare i gesti pi frequentemente presenti nellattivit scrittoria e preparare alle lettere e ai collegamenti del corsivo). Lattivit di pre-scrittura deve seguire un percorso ben definito partendo da un contrasto semplice di linee diritte e curve, quindi elementi combinati secondo la successione orizzontale e ritmica di linee diritte e curve, combinazioni complesse secondo le direzioni grafiche sinistra-destra e alto basso e infine da alternanze di tracciati introduttivi alle forme scritturali Disegno e pittografia vanno proposti gradualmente, perch possibile che alcuni bambini abbiano difficolt gi nella trasposzione dal piano verticale al piano orizzontale, dalla lavagna al quaderno, cos come dalla postura in piedi alla posizione seduta.

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Le piccole dimensioni sono pi difficili per cui bene iniziare da forme pi grandi, (ampi gesti nellaria, alla lavagna ad analoghi gesti grafici pi in piccolo sul foglio;) e da forme pre-scrittorie pi semplici a forme pi evolute, come ad esempio combinazioni di ghirlande e arcate. Per facilitare lapprendimento del gesto grafico fondamentale seguire fasi graduali, tra loro collegate, in base alla sequenza, (il metodo risulta efficace per qualsiasi apprendimento di attivit motoria specializzata): osservazione (per focalizzare forma e movimento di un tracciato di pre-grafismo o di una lettera presentata alla lavagna); comprensione del compito (con verbalizzazione delle zone spaziali occupate e delle direzioni seguite); memorizzazione (con ripasso ed esecuzione di un tracciato o di una lettera nellaria a occhi chiusi); riproduzione scritta della lettera (cercando di riprodurre fedelmente il modello); feed-back di controllo con autocorrezione (guardando la lettera eseguita il bambino pu fare il confronto e capire come aggiustarla); ripetizione, per creare il solco e acquisire lautomatismo (copiando pi volte sul quaderno un tracciato di pre-grafismo o una lettera, per avvicinarsi sempre pi al modello e per impadronirsi di quel gesto). Le attivit di pre-scrittura sono finalizzate allacquisizione delle capacit di copiare fedelmente diversi tracciati di pre-scrittura, (curvilinei e rettilinei), riprodurre lo stesso numero di elementi costitutivi per verificare la capacit di attenzione e la memoria visiva e di continuare il tracciato senza interruzioni, che consente di verificare la qualit del tratto. E inoltre importante proporre elementi di diversa forma geometrica e dimensioni per verificare la capacit di distinguere figure, grandezze, e forme simmetriche (sia nel senso alto-basso, sia destra sinistra). Il controllo grafo-motorio, che consente di rispettare un certa tenuta del rigo orizzontale, sar valutato osservando la capacit di allineare le figure e i tracciati sul rigo. Si pu affermare che le attivit di pre-scrittura realizzate nella scuola dellinfanzia oltre a sviluppare le potenzialit e le attitudini personali comprese le capacit visuo-spaziali, percettive e psicomotorie, possono aiutare a stemperare nel tempo lacquisizione delle capacit grafiche e a facilitare cos lapprendimento della scrittura, creando una sinergia continuativa tra scuola dellinfanzia e scuola primaria. Occorre sottolineare che un corretto apprendimento, soprattutto del corsivo, consente di sganciare in tempi adeguati lattenzione dallatto scrittorio, a favore della concentrazione sui contenuti. Considerazioni conclusive

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Visto lattuale aumento delle disgrafie, importante che si rivaluti limportanza del gesto grafico e la relativa didattica; in questa ottica, le scuole dellinfanzia e primaria avrebbero la stessa dignit pedagogica, ma ruoli diversi e complementari. Le ipotesi espresse nellarticolo originano dalle ricerche degli studiosi che si occupano di scritture disgrafiche e di rieducazione della scrittura, tra cui i francesi R. Olivaux e M. Auzias (16), che ritengono che nella maggior parte dei casi un inadeguato sviluppo grafo-motorio sia riconducibile a un apprendimento mancato. Nei percorsi di rieducazione vengono infatti ricostruite anche le basi di psicomotricit non acquisite, (in aumento anche a causa di un modello sociale mutato, che non permette di sviluppare quelle attivit che tradizionalmente si sviluppavano spontaneamente nei bambini nella vita quotidiana, anche attraverso quella che possiamo definire psicomotricit naturale). Educazione e rieducazione della scrittura presentano molti aspetti in comune, poich le difficolt che incontrano i bambini allinizio dellapprendimento e in rieducazione sono analoghe; entrambe hanno la stessa finalit di facilitare il gesto grafico adeguandolo allo sviluppo grafo-motorio per et e per classe di appartenenza, favorire la leggibilit e larmonia spaziale. Da qui la constatazione che la scrittura pu essere appresa meglio e in minore tempo se il bambino possiede una lunga serie di abilit acquisite attraverso il gioco, attivit grafiche, movimento... Per le motivazioni citate, si considera proficuo adottare nella didattica del gesto grafico alcune tecniche proprie della rieducazione, per far si che attraverso lapprendimento collettivo si possa evitare o ridurre drasticamente la necessit di successivi percorsi rieducativi individuali. Si pu ipotizzare che tali abilit trovino nella scuola dellinfanzia il luogo elettivo per essere acquisite, in particolare nel corso del terzo anno quando gi presente una accettabile maturazione neuro-motoria dei bambini. In conclusione: ferme restando le attivit didattiche gi presenti nella scuola dellinfanzia, non si prefigura alcuna sudditanza rispetto alla scuola primaria, nel senso di configurare la scuola dellinfanzia come preparatoria alla primaria, ma una tappa precedente dello stesso percorso educativo basilare per favorire e migliorare i successivi apprendimenti. Abilit che la scuola primaria dovrebbe continuare e approfondire secondo una didattica coerente, per non vanificare il lavoro svolto proprio nella scuola dellinfanzia. Questa ipotesi se accettata e condivisa, potrebbe essere la soluzione idonea per ridurre drasticamente i casi di disgrafia, che oggi sono stimati nel 18% della popolazione scolastica della scuola primaria. L'Autrice Anna Baraldi

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Grafologo giudiziario del tribunale di Lucca, rieducatrice della scrittura. (1) Maria Novella de Luca, Addio alla scrittura, Repubblica.it il 28 luglio 2009. (2) ibidem (3) ibidem (4) E. Crotti, A. Cova, R. Vilella, Lapprendimento della scrittura tra ieri e oggi, in Lapprendimento della scrittura-Risvolti interdisciplinari e metodologici, Ed. Giordano La Rotta del Sole, Mesagne (BR), 2008, pag 53. (5) Medico e psicoterapeuta, si occupa di medicina psicosomatica e collabora con giudici e avvocati eseguendo perizie grafologiche e grafotecniche (6) P. Bruni, L. Marnati De Mattei, La scrittura come incontro e sintesi dei codici linguistico, simbolico, culturale, in Lapprendimento della scrittura-Risvolti interdisciplinari e metodologici (Atti del Convegno AGAS Bologna2007 ) Ed. Giordano La Rotta del Sole, Mesagne (BR), 2008, pag 24 (7) Anne Mangen and Jean-Luc Velay Digitizing literacy: reflections on the haptics of writing in Advances in Haptics by Mehrdad Hosseini Zadeh - InTech - Aprile 2010 e-book www.intechopen.com (8) Ibidem (9) L'area di Broca una parte dell'emisfero sinistro del cervello, localizzata nel piede della terza circonvoluzione frontale, le cui funzioni sono coinvolte nella elaborazione e comprensione del linguaggio. (10) Elena Meli Chi scrive a mano usa il cervello pi di chi digita, Corriere della Sera, 30 Gennaio 2011 (11) A. Venturelli , Dal gesto alla scrittura, Mursia, Milano, pag 7

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(12) A.Venturelli, Come prevenire la disgrafia: ricerca sperimentale sulla didattica del gesto grafico nella scuola primaria, in Atti del Convegno Nazionale Sulla Disgrafia, Faenza, 12-13 Aprile 2008www.perglialtri.it/convegnodisgrafia/home.php? Lang=it . (13) Ibidem (14) Serratrice G., Habib M. (1993), Lcriture et le cerveau. Mcanismes neurophysiologiques, Masson, Paris in A. Venturelli Dal gesto alla scrittura Ed Mursia. Milano 2004, Pagg. 14 e 17 (15) A.Venturelli Il corsivo, una scrittura per la vita Mursia, Milano, 2009, pag. 90-91 http://www.rivistainfanzia.it/archivio/1_2012/Baraldi_1_12.htm Il corsivo riproduce il fluire del pensiero

Il segreto, come in un libro poliziesco, nei dettagli. Nell'apostrofo sulla lettera O in senso antiorario, come una spettinatura. Nella zampetta finale della Emme, con uno scattino verso l'alto. O nei ghirigori della Zeta, croce e passione di tutti gli antichi studenti delle elementari. E forse dei prossimi. Gi, la bella scrittura, quella a mano, in corsivo, ripetuta fino all'esasperazione sui banchi di scuola, con sofferenza di dita e gomiti. Poi abbandonata, in favore delle tastiere dei computer e dei cellulari, che hanno quasi raggiunto gli asili nido. Ora la calligrafia sta conoscendo una nuova stagione di gloria. Il merito in parte di una serie di ricerche scientifiche che vengono dall'America, la culla dell'era digitale. Alcuni test condotti attraverso la risonanza magnetica nell'Universit dell'Indiana hanno dimostrato che i bambini che hanno dimestichezza con la scrittura a mano dimostrano una maggiore attivit neurologica nell'area del cervello predisposta all'apprendimento rispetto a quelli abituati alla tastiera del computer.

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Altri esperimenti hanno tracciato la mente degli adulti. Anche qui le tecniche di MRI (Magnetic Resonance Imaging) hanno messo in relazione l'abitudine alla scrittura manuale con le regioni cerebrali connesse all'immaginazione e alla creativit. Sembra che ci sia una relazione importante tra la capacit di manipolare manualmente simboli bidimensionali e la nostra attivit cerebrale, spiega Karin Harman James, del Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze dell'Universit dell'Indiana, che ha guidato la ricerca, appena pubblicata. Scrivere a mano aiuta ad imparare anche secondo una ricerca dell'Universit di Washington. Ed una ginnastica per le sinapsi. I bambini che hanno sudato sulla calligrafia nei temi esprimono idee pi originali dei maghetti del computer. Gli adulti possono invece avere beneficio nell'imparare nuovi alfabeti, dal cirillico agli ideogrammi del mandarino, fino alle diverse complicatissime calligrafie islamiche, considerate dai fedeli un modo di avvicinarsi a Dio. Intanto, l'associazione calligrafica italiana ha lanciato un allarme sulla poca attenzione alla scrittura a mano nelle scuole primarie. Umberto Eco lo aveva anticipato sul Guardian: I bambini, e non solo loro, non sanno pi scrivere a mano. La nostra generazione ha imparato a scrivere a forza di ricopiare in bella grafia le lettere dell'alfabeto, ha denunciato il semiologo, sostenendo che la bella scrittura ha perso la sua anima gi con l'arrivo della penna a sfera. Ma oggi l'attenzione degli educatori comincia a guardare indietro: alla scrittura ritrovata. In Inghilterra, alcune scuole hanno preteso che i bambini mettessero negli zainetti anche la stilografica, che richiede una certa destrezza. In Francia, nelle classi tornato il dettato. E in Italia, sempre pi insegnanti sono sensibili a un corsivo scorrevole e comprensibile nelle loro valutazioni. Proprio al corsivo il magazine americano Time ha dedicato, un anno fa, un lungo reportage. Con una scoperta: la scrittura in corsivo, con le lettere legate le une alle altre, riproduce il fluire del pensiero. I caratteri separati, in una tastiera, portano a una frammentazione artificiale. Di recente, invece stato il Wall Street Journal ha fare il punto sul ritorno della scrittura a mano. Negli Usa, le librerie si riempiono di manuali. E le aziende cominciano a chiedere ai candidati curricula da far valutare al grafologo. Un addio al computer? Tutt'altro. Tanto che sia i cellulari che l'iPad hanno applicazioni per la scrittura manuale direttamente sugli schermi. E i due metodi possono convivere. Per dirla con Umberto Eco: Le persone non viaggiano pi a cavallo ma molti vanno a scuola di equitazione. Sarebbe una buona cosa se i genitori iscrivessero i figli alle scuole di calligrafia. http://www.lastampa.it/2010/10/21/societa/la-bella-scrittura-ti-fa-intelligenteTh4ieeU5PeEnikpKXUVWeI/pagina.html Lo stile: scherziamoci sopra! Come scrivere bene

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Scrivere bene per pensare meglio

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tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000 In questa Bustina Umberto Eco ha tradotto una serie di regole molto popolari tra i business writer americani. Sono passate di sito in sito e di email in email, per cui non si sa pi chi sia l'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi. Non che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario. Evita le frasi fatte: minestra riscaldata. Esprimiti siccome ti nutri. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione. Usa meno virgolette possibili: non fine. Non generalizzare mai. Le parole straniere non fanno affatto bon ton. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu. I paragoni sono come le frasi fatte. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere superfluo (per ridondanza sintende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha gi capito). Solo gli stronzi usano parole volgari. Sii sempre pi o meno specifico. L'iperbole la pi straordinaria delle tecniche espressive. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. Metti, le virgole, al posto giusto. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non facile. Se non trovi lespressione italiana adatta non ricorrere mai allespressione dialettale: peso el tacn del buso. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono cantare: sono come un cigno che deraglia. C davvero bisogno di domande retoriche? Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento affinch il tuo discorso non contribuisca a quellinquinamento dellinformazione che certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media. Gli accenti non debbono essere n scorretti n inutili, perch chi lo f sbaglia. Non si apostrofa unarticolo indeterminativo prima del sostantivo maschile. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi! Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

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Scrivere bene per pensare meglio

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29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili. 30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Cos faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,lautore del 5 maggio. 31. Allinizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete cos stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo). 32. Cura puntiliosamente lortograffia. 33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni. 34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve. 35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione. 36. Non confondere la causa con leffetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato. 37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero cos, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni. 38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonch deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario. 39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che. 40. Una frase compiuta deve avere.

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