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La comunicazione e

la musica
Caratteristiche e contesti comunicativi
Cosa significa comunicare?
Comunicare vuol dire mettere in comune informazioni, punti di vista, sentimenti, etc… È
un’attività di tipo SOCIALE che ha permesso, e permette ancora oggi, la trasmissione
culturale e di idee da una generazione all’altra, nel corso dei secoli.
VITA ASSOCIATA CONTESTO
CODICE

DIVISIONE
COMPITI E
COOPERAZIONE
EMITTENTE MESSAGGIO RICEVENTE

PROCESSI DI CANALE
COMUNICAZION
E
TEORIA DELLA COMUNICAZIONE
• L’emittente è la fonte di trasmissione, il ricevente è colui al quale è indirizzato il messaggio (parte attiva).
• Il messaggio è l’informazione che viaggia attraverso un canale – mezzo fisico (aria, luce, onde
magnetiche, etc…) – in un contesto (circostanze particolari) e che deve essere decodificato dal
ricevente.
• Emittente e ricevente devono entrambi conoscere il codice comunicativo utilizzato.
• Il processo comunicativo non agisce «a senso unico», ma è un processo complesso e aperto

Per comunicare ci serviamo dei diversi linguaggi di comunicazione che possono essere verbali e non verbali (visivo,
gestuale, sonoro, olfattivo e tattile). Il linguaggio VERBALE si serve del SEGNO linguistico, ossia un’unità inscindibile
costituita dall’associazione di un’immagine acustica e di un concetto.

F – I – O – R – E: l’immagine acustica, ossia il SIGNIFICANTE, è formata dai suoni delle singole lettere.
Il SIGNIFICATO, è invece il concetto di fiore in sé.

Il sistema di significazione organizzato e socialmente accettato dei segni è detto CODICE.


Le parole veicolano significati. Anche il tono di voce può cambiare un significato.

La comunicazione musicale è strettamente connessa anche ad un altro tipo di linguaggio, ossia quello GESTUALE
(vedi, per esempio, i segni chironomici fondamentali del metodo Kodàly), il quale si compone di:
• GESTI INNATI o SPONTANEI
• GESTI MIMICI o APPRESI
• GESTI IMPARATI VOLONTARIAMENTE (simbolici o tecnici codificati)
Il linguaggio sonoro
La percezione e la produzione sonora sono alla base dello sviluppo della civiltà. L’uomo ha sempre
usato la voce come mezzo di comunicazione o come accompagnamento di gesti, lavoro o danza.
Il gesto è alla base della produzione e dell’uso degli strumenti musicali (ad esempio, lo sfregamento di
due pietre, scuotere o percuotere un frutto).
I primi strumenti musicali nacquero, dunque, da strumenti pratici (per esempio, le maracas) e la
Musica nasce nel momento in cui l’atto motorio perde la sua praticità per acquistare una valenza
simbolico-rituale.

FUNZIONE FUNZIONE
FATICA ESTETICA
Quali sono i meccanismi che rendono possibile il passaggio da un uso degli oggetti
puramente pratico al loro uso musicale?
Il comportamento umano deve garantire la sopravvivenza attraverso l’adattamento all’ambiente che avviene
mediante comportamenti di:

• ASSIMILAZIONE: uno schema acquisito in una determinata situazione, viene usato in situazioni diverse.
• ACCOMODAMENTO: ricerca di nuove soluzioni in base all’osservazione della realtà e delle condizioni esistenti.
• ESPLORAZIONE: passaggio da un piano pragmatico ad uno simbolico, creativo (esempio del bambino e del
cucchiaio).

La musica nasce non solo nel momento in cui si trasforma in un atto intenzionale, ma quando diventa
un’organizzazione di strutture formali gerarchicamente ordinate.
Musica come linguaggio
Linguaggio verbale Linguaggio musicale
• Caratteristiche sonore e uditive • Caratteristiche sonore e uditive, ma la musica
• Sviluppo temporale, si sviluppa nel corso del tempo possiede più strumenti oltre la voce
• Organizzazione interna in unità definite e usate • Sviluppo temporale organizzato e disciplinato
secondo regole (fonemi, parole, frasi, periodi) (durata e andamento)
• È un sistema logico-referenziale: le parole hanno un • Organizzazione interna in unità definite e usate
significato DENOTATIVO, ossia rimandano a secondo regole, ma le NOTE acquisiscono funzioni
qualcosa di specifico e significati in base ai rapporti interni e reciproci fra
loro stesse.
• Significato CONNOTATIVO segnato dalla
soggettività individuale (lo stesso brano può
suscitare sensazioni opposte tra loro)

La connotazione è presente nelle forme comunicative


di carattere estetico che vanno interpretate, come
poesia, arti figurative, danza, musica, etc…
Il linguaggio verbale è di tipo logico-referenziale, capace cioè di veicolare realtà e concetti definiti. Le parole
hanno, in primo luogo un significato denotativo, ossia rimandano a qualcosa di preciso.
Questa proprietà del linguaggio non appartiene al linguaggio musicale, il quale, di norma, ci «parla» direttamente
di qualcosa di definito: la musica è capace di dare vita ad infinite associazioni affettive e intellettive che
determinano il significato connotativo del linguaggio sonoro.
La musica diviene una sorta di linguaggio materno che spontaneamente capiamo. Secondo Gino Stefani, un
famoso semiologo, gli INTERVALLI MUSICALI rappresentano dei significati legati ad unità minime di discorso.
Ad esempio, l’intervallo di sesta (caratteristico in brani quali «Love story» o «Buonanotte fiorellino»)
rappresenterebbe la voce del cuore, della tenerezza.

CURIOSITÀ:
Alcune popolazioni comunicano attraverso un elaborato linguaggio trasmesso con battiti di tamburo o tam-tam. È il caso dei
papuani della Nuova Guinea. Se un papuano torna a casa e non trova la moglie, la chiamerà nel seguente modo:
..... ..... ..... ......
Cinque suoni di media forza ripetuti tre volte di seguito costituiscono un impellente invito di ritorno a casa. I sei suoni finali
rappresentano, invece, la firma dell’emittente (in questo caso un papuano di nome Sayam). Questi abitanti distinguono anche tra
conversazioni private o conversazioni pubbliche (dunque rivolte a tutti). Ogni casa possiede un tamburo. I suoni del tamburo si
propagano in pochi secondi e si sentono chiaramente fino a dieci chilometri di distanza, mentre un messaggero avrebbe bisogno
di circa 24 ore per giungere al villaggio più vicino attraverso la giungla.
Musica e danza – arti gemelle
La danza e la musica, fin dall’antichità, hanno avuto un rapporto strettissimo tra di loro.
La danza è un insieme di gesti e di movimenti del corpo eseguiti (singolarmente o collettivamente) in
modo intenzionale e con finalità espressive e comunicative.
La relazione tra musica e danza è molto profonda: da sempre i gesti corporei si sono integrati con
strumenti e voci.
In particolar modo, nel Novecento, con l’avvento della danza libera, tutto il corpo diviene mezzo di
comunicazione. L’improvvisazione riveste un ruolo fondamentale e vengono realizzate forme di
«spettacolo totale» che si avvalgono della collaborazione coordinata di musicisti, pittori, letterati e
ballerini-coreografi.
I repertori musicali
Il repertorio musicale si divide in quattro
ampi raggruppamenti principali dai quali,
poi, si sviluppano una vastissima serie di
MUSICA MUSICA
sottogeneri.
COLTA POPOLARE

I quattro GENERI del repertorio musicale


vengono classificati sia in base a criteri MUSICA MUSICA
musicali e formali, sia in base a criteri JAZZ LEGGERA
storici, sociali e funzionali, e sono:
MUSICA COLTA
• Voce impostata
• Strumenti acustici (non amplificati)
• Uso di testi letterari
• Intonazione precisa (ci si basa sul modello tonale)
• Equilibrio fra i principi costruttivi dell’identità, della somiglianza e del contrasto negli aspetti ritmici, melodici
e armonici
• Complessità formale
• Compositore ed esecutore sono figure distinte, l’esecutore rispetta le volontà del compositore
• La notazione è basilare per la trasmissione musicale
• Sale da concerto, teatri o chiese
• Apprendimento attraverso studi accademici

È solitamente definita MUSICA CLASSICA, sebbene «classico» sia un aggettivo che presenta diverse ambiguità: «classico»
come stile che segue il Rococò e precede il Romanticismo; «classico» come «passato alla storia», canonizzato, universalmente
riconosciuto; oppure, «classico» come tipico, un modello da seguire. Si hanno, comunque, due date convenzionali di inizio e fine
del genere: il 1760 e il 1830 (con Haydn, Mozart e Beethoven).
MUSICA POPOLARE
• Voce naturale
• Strumenti acustici
• Testi semplici, spesso in dialetto
• Intonazione incerta
• Uso prevalente della ripetizione ritmica, melodica e armonica
• Semplicità formale
• Compositore spesso anonimo; l’esecutore è anche improvvisatore (interviene attivamente)
• Trasmissione musicale orale
• Luoghi di vita quotidiana
• Apprendimento attivo e diretto (in campo)

Il gruppo di riferimento può essere limitato agli abitanti di una regione, area, comunità, o avere una distribuzione
più ampia. Questo genere può rivelare numerose informazioni sul modo di vivere e pensare di un popolo o gruppo.
MUSICA JAZZ
• Voce naturale
• Strumenti acustici, amplificati ed elettrofoni
• Testi semplici, per lo più inglesi
• Intonazione incerta
• Equilibrio fra i principi costruttivi dell’identità, della somiglianza e del contrasto negli aspetti
ritmici, melodici e armonici
• Semplicità formale ma anche complessità
• Compositore ed esecutore possono coincidere; l’esecutore è anche improvvisatore
• Trasmissione musicale attraverso il «Live» e la registrazione
• Luoghi esecutivi specializzati nel genere
• Apprendimento mediato, diretto o scolastico
La parola «Jazz», inizialmente veniva scritta in diversi modi: jass, jasz, jascz, jaz. Una
possibile etimologia rimanda a « pepato, vivace». Per altri, invece, il termine deriverebbe
dal nome di musicisti quali Mr. Jasbo o Jasbo Brown (il pubblico urlava «Ancora Jasbo!» 
«Ancora Jazz!»). Il termine, comunque, compare tra il 1915 e il 1917 a New Orleans o a
Chicago, per indicare lo specifico genere musicale.

Si tratta di un genere musicale americano semi-improvvisato caratterizzato da elementi


della cultura afroamericana (soprattutto dei neri americani) quali:
• Ritmo
• Uso fluente e libero della voce
• Armonia europea mista a ritmo africano
• Particolare timbrica vocale e strumentale (derivante dai canti popolari afroamericani)
MUSICA LEGGERA
• Voce naturale
• Strumenti acustici, amplificati ed elettrofoni
• Testi semplici
• Intonazione precisa o «sporcata» per la personalizzazione del brano
• Uso prevalente del principio costruttivo della ripetizione negli aspetti ritmici, armonici e melodici
• Semplicità formale
• Compositore ed esecutore possono coincidere; l’esecutore è anche improvvisatore attivo
• Trasmissione musicale attraverso il «Live» e la registrazione
• Luoghi esecutivi molteplici
• Apprendimento mediato, diretto o scolastico

«Leggero» si contrappone a «colto» (in accezione negativa); tuttavia, è oggi sinonimo di musica «moderna», musica dei
giovani o di consumo. I paesi anglosassoni hanno risolto il problema con l’espressione «POPULAR MUSIC», dove «popular»
si riferisce sia a «la musica del popolo», sia a «popolarità». Al di là di tutto, la musica leggera è quella che possiede
un’importanza preponderante rispetto agli altri generi. Si basa sul libero mercato, per cui la circolazione avviene attraverso i
mezzi di comunicazione di massa e rappresenta un segno di riconoscimento, un simbolo di appartenenza a un gruppo oppure
ad una generazione (in senso più lato).
Ascoltare la musica
Comprensione di un brano
La fruizione musicale è un’operazione complessa che risulta dall’interazione tra le
condizioni soggettive di chi ascolta (età, apparato uditivo, motivazioni, formazione, etc…) e
fattori oggettivi (ambiente acustico, luoghi, mezzi di produzione e riproduzione, etc…).
Condotte d’ascolto:

1. ASCOLTO DISTRATTO: il più frequente, può essere subìto o scelto ed è inconsapevole.

2. ASCOLTO EMOZIONALE: percezione attiva e partecipe. Si associa il proprio vissuto al brano.


Parallelismo tra articolazioni musicali e dinamiche emotive.

3. ASCOLTO ANALITICO: attenzione per le strutture musicali (forma, ritmo, melodia, timbro, e così via). Si
sollecita anche una comprensione di tipo culturale, operando collegamenti tra musica e storia, filosofia e altri
linguaggi.
Comprensione
1). Che cos’è? • Caratteristiche strutturali di un brano
2). Com’è fatto?

3). Da dove viene? • Contesto originale di composizione


4). In quale contesto è stato
composto?

5). A cosa serve? • Le funzioni della musica


6). Qual è il suo scopo?

7). Che cosa significa? • I significati della musica


1). e 2).: 5). e 6).:
• Qual è il genere del brano? • Funzioni:
• Quali fonti sonore utilizza? - Agire ( ballare, lavorare, marciare, dare
• Principali caratteristiche dinamiche? ordini)
• Principali caratteristiche ritmiche? - Sentirsi (provocare emozioni, rilassare,
impaurire, ricordare, unire)
• Principali caratteristiche melodiche?
- Comunicare (annunciare, identificare, far
• Principali caratteristiche armoniche? riconoscere, esprimere)
• Principali caratteristiche formali?
7).:
• La comunicazione, in musica, agisce anche in base
3). e 4).: al titolo che può essere:
• Contesto generale: i fatti e la società da un lato, la - Descrittivo (carattere extra-musicale)
cultura dall’altro. - Formale (caratteristiche compositive del
• Caratteri musicali del contesto: brano)
- Luoghi e occasioni - Entrambi
- Professione del musicista*
- Generi, forme, autori
Professione del musicista*
Curiosità:
Il ruolo del musicista è cambiato nei secoli. Fino al X secolo, i musicisti erano per lo più figure religiose e la musica
era legata al culto. Tra l’XI e il XIV secolo, si affermano i primi poeti-musicisti laici che operano nelle corti come
trovatori (Francia), minnesanger (Germania) e menestrelli (Italia). Tra il XV e il XVI secolo nasce la vera e propria
figura del musicista di professione che lavora al servizio dei nobili o di grandi istituzioni ecclesiastiche, che si
dedica alla composizione di repertori vari.
Nel 1637, con l’apertura del primo teatro pubblico a pagamento, a Venezia, si inaugura una nuova possibilità di
lavoro professionale per i musicisti; ma si dovrà aspettare la nascita della borghesia, alla fine del ‘700, per far
guadagnare ai musicisti una maggiore libertà professionale e creativa: attraverso l’insegnamento, i diritti d’autore,
l’attività concertistica, compositori sperimentano la condizione di liberi professionisti. Il primo musicista
indipendente è considerato Beethoven.