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L' ATALA
TRAGEDIA DEL RACINE
Tradotta in Versi Toscani
dal celebre sig. abate

ANTONIO CONTI
PATRIZIO VNETO,

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...

I.

1,.

L' ATALIA
TRAGEDIA
Dedicata al Svblime Mrito

DELL' ILLVSTRISS. SIC MRCHESE

CARLO RICCARDI
PATRIZIO FIORENTINO

S I G N O R E
Di Chianni R i v a l t o
Montevaso e Mela.

IN FIRENZE
Appresso Andrea Bondvcci
*

MDCCLIII.

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ILLVSTRISS. SIGNORE

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; 0 gia prevedo , NoSILISSIMO ED OtTN

mo Signore , cbe avendo Vot fortita 9


merce la Provvidenza Suprema , uri alta origin
ne , e che ejfena Vet dalla Me

dcfima deflinato a far nel Mon*


do Imnimfa comparfa , nn man*
. cheranno per/one , le quali invaghite pi$ del voflro Oro , che
del voflro Merito , farauno a
gara a dedicarvi de' Libri. Doppo
una tal previfione , permetteterni s che to did principio a
quefla Lettera dal ringraziarvi del grande onore da Voi be
nignamente accordtomi , di poter col Voflro Nome rifpettabile
produrre in luce la prefente Tra
gedia ; poiche per tal via venendo ad effere io il primo di tutti
i voflri Panegirifli poffibili , mi
Ji occaflone di mofirare
a cofloro-, qual debba ejfere il fi*
m di colui , che elegge alie fue
flampe un\ Mecenate . Il fine mio%
Jllys.trissimo S ignore,
e in primo luogo di render pa*

VII

go quel vivo defiderio da me coflantemente nudrito di manifeflare al Mondo la mia altsima


venerazione ver/o i Vori GlorioJi Maggiori , tanto benemeriti
della nora Patria , della Tofcana , e dell' Italia tutta:.Se+
condariamente pot percbe veggendo , cbe la grandezza , lo
fplendore , e la potenza della
Vora Casa Cofpicua e prince
plmente appoggiata fopra di
Voi , provo gran piacere nel o-.
gliere opportuno tempo per ani
mare il voro Cuor genero/o a
guitare I' illufire efempio de
Vori Padri , i quali nella car*
riera del Mondo , marciando in
mezzo alla Religione , e ail' 0nore, non mai faUirono, e i acquiarono gloria , e riputazio*
ne immonale . Per conjeguire

vin

queflo mio fine mi fommimra


tun facile mezzo la Tragedia,
che to Vi confacro . Troverere in
quea un Perfonaggio , che , rifiettendo alle circofianze , mile
quali Voi fiete ,vifomiglia in gran
faru-, Quefii e J as famullo,
ercde tnico delta Stirpe di David,
fila fperanza del Popolo eletto ,
cuodito da Iofabetta , educato
nal Tempio da loadde , viferhato a rifalire ful Trono de fuoi
Antenati , e ad efere il fofiegno e la onfolazion de' fuoi
fudditi . ;. ".
'*'.. Ufattt la dovuta propor
cione y non egli vero , cbe an
cor Voi potete effere riputato un
numio foas ? Voi in teera eta
dtvcnuto Capo della vofira Famigtia , fiete la fperanza e la
deliza dtlla medefima . Tutti

hanno rivelto il core , e gl' occb


fopra di Voi. ha Vofira Nobile
Gnitrice , Matrona di /olida
fperimentata virtu 3 che per dignita e per coume pub comparar
a lofabetta , quai vigilanza non
ufa , al pari di qudla , per
darvi un educazione degna di
Voi , e del Voflro Sangue ?
// Voflro dotto Zio
Suddecano di quefla Metropolita*
na , che per la religions , per la
pieta 9 e per lo zelo, nulla cede
al gran Sacerdote Ioadde , quali
cure non prende egli per i va*
ri avanzamenti I L altro vo
ro degniimo Zto , Cavalire di
si chiara merito , cbe rkonoiuto per tale fino dalla S. M*

delNoro AvGvsTissiMo Sov rano , e ato dalla Medefima


infignito delia rifpettabile carica
* s
di

di fuo Guardaroba Maggiore ,


quale ffetto , con quanta follecitudine non vi rig rda egli , e
coopera al voro luflro pu cha
ro , e al maggiore fiabilimento
della voflra grandezza? Egli viatna tanto , che inEffo ravvifo l' immagine di quell amore , cbe aveva
tutto il Popolo eletto verfo il regia
Fanciullo , di cui vi parlo . Tutte
quefle affcttuofe premure dei Vori,
aggiunte alia foave indole voflra ,
all' amore , che di buonora mojlrate verfo le Scienze e la Verita , al
ia modeflia 'fuperiori , alia cortefia con gli eguali , alia benevolenza per gl' inferiori , e a tut
te in fomma le voftre nobili e
genc-rofi maniere 9 fanno concepire a me , e ad onuno , alta fpe*
ranza di Voi , la quale fon erto che Hon refera delufa , fe pro

XI

feguendo l' intraprefi cammino


full' orme ficure de Voflri Gio~
riofi Maggiori , avrete cofiantemente a cuore Onore i Dio ,
Amove del Proimo , a cui per
cagione del vofiro fiato fiete par
ticularmente tenuto . Se Joas avejfe continovato a porgere orcc*
chio aile Voc deHa Verita , non
a quelle dell' Adulazione 3 dopo aver regnato faggiamente trent'
anni non avrebbe commejfa I' enorme colpa , che fe cefiare infino le rifpofie del Santuario , e
farebbe flato fempre un buon Re .
Quanti Joas non veggiamo not
anche ai d noftril Voi gia9 Valoroso G io vane , ni im'endet e\
e poich fiete in si gran fortuna ,
che non fk d' uopo defiderarla.
maggiore , io non vi bramo altro 9 fe non che lontano dagH a*

dnlatori vivate fungamente a


Dio , alla Patria , air Qnor Voflro , e delia Vora Stirpe ma
gnnima . Col cuore pieno d ta
li voti, di /infera fiima , e di
profondo ri/petto 9 mi glorio di
protearmi .
Di VS. ItLVSTRISSIMA

.....

Vml'ifs. e Obbligatijs Strvtdor


Andrea Bond vcci.

-.**

ill

PREFAZIONE
DELL' AVTORE.

E* Cofa notiflima , che il Regno di Ginda era comporto dlle due Tribu
di Giuda , e di Beniamino; e che le altre
dieci Tribu ribellatel a Roboarao componevano quella d' Ifraello . Eflendo i Re di
Giuda della ftirpe di Davidde , ed avendo
nel lor dominio la Citt ed il Tempio di
Gerufalemme, tutti i Sacerdoti, e i Leviti
fi ritirarono preflb il medefimo Re , e reftarono loro empre fedeli . Imperciocch
dopo la coftruzione del Tempio non era
pi lecito di (aerificare altrove , e tutti gli
Al tari , che s' innalzavano a Dio flle
Montagne ( chiamati perci nella Scrittura ,
alti luogbi ) non gli erano accetti ; onde
il culto legittimo non lufifteva fe non in
Giuda . Le dieci Tnb , trattene pochiffime , erano o Idolatre, o Scimatiche
Per altro i Sacerdoti , ed i Leviti, componevano da loro eli una Tribu tnolto numero..

6.

XIV

fa. Furono pareiti in diverfe clafli per fcrvire vicendevolmente nel Tempio da un gior
no di Sabbato all' altro. I Sacerdoti erano
della ftirpe d' Aronne , e neiiuno fe non era
di quefta ftirpe poteva efercitare le funzioni del Sacrifizio . I Leviti erano loro fubordinati , e tra le alrre cofe avevano cura del
canto, della preparazione delle victime , e dell*
cuftodia del Tempio . Il nome di Levita
qualche volta vien dato ancora a tutti quel,
li della Tribu, Quelli, che erano di fetti. , i mana , alloggiavano, come pure il fornmo Sa
cerdote .ne'Portici o GaUerie , dalle quali era il Tempio circondato , e che facevano par
te del Tempio medeiimo . Tutto edifizio
era comprefo foito il nome di Luogo Santo,
; . ma pi particularmente chiamavafi con quefto nome quella parte del Tempio interiore,
ove era il Candeliere d'oro, P Altare dei profumi, e la Tavola de' pai di propofizione, e
quefta parte era parimente diftinta dal Sanfta
Sanfforum, ov'era Arca, ed ove il
Sacerdote avea diritto d' entrare una vol
ta all' anno* Era cortante tradiziune che la
Montagna , fu la quale fu fabbricato il Tem
pio, fofle la fteffa Montagna fu la quale A*
bramo aveva gi offerto in fagrifizio il figliuolo Ifacco '
, .,
Fio ftimato di doverfpiegar qui tali par
ticularit, affinch coloro , alla memoria de*
quali la Storia dell' antico Teftamento non
far abbaftanza prefente , non fi arreftino nel
leg-

legger quena Tragedia. 'Ella ha per fogget-


to Joas riconofciuto , e porto ful Trono; e
veramente avrei dovuta intitular joas ; ma
la maggior parte non avendo inteo nominar
la altramente che Atalla , non ho giudicato
a propofito di cambame il titolo , perch altresl Atalla vi rapprefenta un perfonaggi
confiderabile , ed la morte di Lei , che ter
mina la Tragedia.
. Venghiamo ora a una parte degli eventi
principali che precederono quefta grande a
zione .
Joram figlio di Giofafarte , e fettimo Re di
Giuda della ftirpe di Davidde , fpos Atalla
figlia d'Acabbo, e di Jezabele, che regnavano in Ifraele tutti due famoti , ma principal
mente Jezabele, per le loro fanguinofe perfecuzioni contro i Profeti . Atalla , non meno
empia de Ib madre , induTe in breve tempo il
Re fuo marito nell' Idolatra, e di pm fece innalzare in Gerufalemme Un Tempio a Baal
Dio di Tiro, e di Sidone, ove Jezabele era
nata . '
Dappoich Joram vide perire per lemani
degli Arabi.e de'Filiftei tutti i Principi fuoi
gttuoli , tFattone Ocozia, mor egli ftelo
miferamente di una lunga malattia che con,
fumogli le vicere. La fua morte funeftanon
diftolfe Ocozia dall' imitare V empita del Pa
dre , e quella della madre Atalia , ma quefto
Principe dopoun-anno di Regno folo eflen-

do audato a vifitare il Re d' Ifraele fratello


di

XVI

di Atalia , fu inclufo nella ruina della caa


d' Acabbo, ed uccifo per comando di Jeu,
che Dio avea fatto confacrar da' fuoi Profeti
per farlo regnare in Iiraele, e per renderlo
miniftro delle fue vendette . Jeu ftermin tutta la pofterit d' Acabbo, e fece gittare per
le fineftre Jezabele che fecondo la predizione d'Elia fu divorata da'caiu nella vigna di
quello fteiTo Nabot, che aveva gi fatto mo"
rire per impadroHirfi dell'eredu di lui. Atalia avendo intefo a Gerufalemroe quefti afiffinamenti , intra prei ,quanto a fe, di eftmguere intieramente tutta laftirpe Reale di Davidde, facendo morire tutti i figli d' Ocozia fuoi
nipoti. Ma Jci&betta forella d' Ocozia, e figliuola di Joram, bench d'altra madre che
Acalla , eflendo per ventura giunca nel tem
po che fi trucidavano i fuoi nipoti , trov
modo di fottrarre dal mezzo de' morti Joas,
che fucchiava ancora la mammella , e lo con
fid con la nudrice al fommo Sacerdote fuo
marico , *> quale nafcoe ambedue nel Tem
plo, ove il Fanciullo fu egretamente alievaco fino a} giorno , in cui fu proclamaco Re
di Giuda . La Scoria de' Re narra , che ci
fegul leete anni dopo, ma ilTefto Greco de'
Parapomeni, da Severo Sulpizio feguito , di
ce che fu l'ottavo. Ci mi ha autorizzato
a dare a quefto Principe nove in dieci anni
per renderlo ateo a rifpondere alie quiftioni ,
he gli vengono fatce.
Nulla credo avergli fatto dire che ecceda

xvti
ceda la capacita d' un fanchitlo di quefta e
ta ; il quale ha ingegno e memoria , quando anche aveli un poco oltrepadti i Iimiti , bifogna confiderare che Joas un fan^
ciullo d' indole non ordinaria, allevato nel
Templo dal fomm o Sacerdote , il quale riguart
dndolo come Tunica fperanza della fua Nazione , l'aveva di buon' ora ammaeftrato negli
obblighi della Re|igione,e del Frincipato.
Fancmlli de'Giudei erano altrimente allevati,
che la maggior parte de'noftri. S' infegnava-.
no ioro le i'ante lettere , non fulamente qua n-<
do erano all' ufo di ragione pervnuu, ma ,
per fervirmi delPefpreffione di S. Pa.olo , quani
do anco non erano rolti dalla mammella . OgniGiudeo era obhligatodi fcrivere -.una volta
in vita fua tutto intiero il volume. della Leg
ge , e di pi i Re erano tnuti a fcriVerla due
volte, ed avevano comando di tenerla: con
tinuamente innanzi gli occhi. Poflb dir qui,
che la Francia vede nella Perfona d' Un Prin
cipe (a) di otto anni e mezzo , che fa oggidi le fue pi care delizie , un efempio illuftre di ci che in un FanciuUo un' in-!
dole felice aiutata da uneducazione eccellente. Onde fe aveffi io data al Fanciullo Joas
la fteila vivacit e b fteffo difcernimento che
aluce nelle rifpofte di quefto giavme Prin
cipe, alcuni m' avrebbono con ragione ae*
cufato . d' aver peccaco contra Js regle
del verifimile.
() Dtica djt: $n

STI

L' erl de Zaceara gliuolo del Camino


Pontefice non eflendo nocata , fi pu fupporre , fe fi vuolc , che egli abbia due o tre
anni piu di J.3s.
Ho /guito la fpiegazione di molti ftb
mati Cunentaturi, che pruvano col Tefto medefimo della Scntrura , che tut quei Soidati , a cui Joiada , o Joadde , come vien daGioreflo chiamato , fece prender armi conacrate
a Dio da Davidde, erano Sacerdoti e Leviti
non meno che i cinque Centurioni , che gli
comandavano . In fatti , dicono coteih Interpren, tutto doveva efler Santo in un'azione
cos /anta, ed aleun profano non doveva eflervi jmpiegato. Non folamente trattavafi di
confervare lo feettro nella Cafa di Davidde,
ma ancora di confervare a s gran Re quella
ferie di difcendenn, da' quali doveva nafcere
il Meffia: Perch quefto Meffia , tante vol
te promeTo cerne Figliuolo d' Abramo , do
veva effer altresl figlio di Davidde, e di
tutti i Re di Giuda . Quindi viene che L*
tlluftre e dotto l'relato (a) da cui lio pre
quefte parole, chiama Joas il preziofo avan
zo delta ftirpe di Davidde . Giofeflo ne parla
negh fteffi termini , e la Scrittura dice efpreTamente , che Dio non eftermind tutta
la Famiglia di Joram perch. voleva confer
vare a Davidde la lampana , che gh avea
prometa : cofa dunque era quefta lampana ,

Co
(a ) // Vefcovo di Meaux ,

XIX-

fe non il Lume che dovxva un giorno efler


rivelato alle Gent?
. . ,
,
La Scoria non fpecifica il giorno, incut
Jpas fu proclamato : alcuni Interpret! voglio
no che fofle un giorno di Fefti ., . celto
quello della Pentecofte, che era una delle tre
maggiori Fefte degli Ebrei. Sicelabrava ineffo la memoria della pubblicazione della Legge
ful Monte Sinai , e fi offrivano a Dioipnmi
pai della mefe novella , il che faceva che,
ft nominava ancora Fefta delle Primizie . Ha
penfato che tali circoftanze mi fomminiftrarebbero qualche variet per i caiiti del
Coro.
Queili compofto di Fanciulle della Tri
bu. di Levi, e pongo alla tefta di efle una
Fanciulla,che fu forella di Zaccaria . tila in
troduce il Coro a fua Madre, c^nta con eflo,
parla in nome di lui, e finalmente fa tutti
gli uffizi di quel perfonaggio degli aiuichi
ori, che Corifeo chiamavafi. Hu procurato
parimente d' mutare gli Antichiin queila continuit d' azione che fa che il Teatro lo
ro non refti mai vuoto, non. eflendo gi' intervalli degii Atti fegnati, fe non con In^
ni,.e con moralit del Coro ,chehanno relazione a cio che fi rapprefenta. .
Si trovera forfe che fono ftato alquanto
ardito nel porre un Profeta lu la fcena infpirato da Dio, e che predice il futuro Ma ho
avuto la cautela di non porgli in bocea che
efpreflioni tolce da' Profeti medefimi . Bench
la

XX

la Scrittara non dica in termini efprefl , che


Joadde svelte uno fpiriro profetico , come el
la lo de di fuo figliuolo; pure lo moftra
come un Uomo ripieno dello Spirito divino .
Olere di ci non par egli mamfefto dal Vangelo , che come fommo Pontefice egli avrebbe
potuto profetizare? Suppongo dunque che egli vegga in ifpirito il funefto cambiamento
di Joas, che dopoun Regno piifiimo di trenta anni fi abbandun a' cattivi configli degli
adulacori, e fl macchi con Paflahnamenco
di Zaceara figliuolo e fucceflore dello (lefio
fommo Sacerdote , il che f cadere ira di
vina fopra i Giudei . Si vuole che da quel
giorno le divine rifpofte cefiaflero intieramente nel Santuario , il che mi ha dato luogo di far prdire fuccefivamente a Joadde
la diftruzione del Templo , e la ruina di
Gerufalemme . Pure aggiungendo ordinaria
mente i Profti le confolaziotii alle minacce,
e dall' altro canto trattandofi di porre ful
Trono uno degli Antena del Mefia , ho
prefo occafone di lafciar vedere come per
un barlume la venuta del Confolatore, che
da tutti gli antichi Giufti era ardentemenre
afpettata . Quefta feena , che fi pu dire
come un Epifodio, conduce naturalmente la
mufica fecondoil coftume che avevano mol
li Profeti di porfi ne' loro facri rrafporti al
fuono degli ftromenti . Ne confermi il vero
quella fchiera di Profeti che venne incontro
a Saule eon arpe e Mre ehe li precedevano,

ed

XXI

ed Elifeo fteflo che confultato dal Re diGiuda, e daIRe d'Ifraele, fopra il futuro, dice,
come fa qui Jodde : Aducte mibi Pfalterium . Aggiungafi che quefta Profezia molto
contribuifce ad accrefcere la perturbazione
dejla Tragedia per la cofternazione , e pe'
moti divcrfi , in cui ella pone il Coro , ed i
principal! Attori.

NO.

NOMI DEGLI ATTORI.


Joas , Re di Giuda , Figlio di Ocozia.
A tali a, Vedova di JoraM, Ava di Joas .
Joadde , fia JiaDa , fommo Sacerdote.
] usa b Etta , Zia di Joas , moglie del fommo
Sacerdote .
Zaccaria , Figlio di Joadde , e di JosabettA .
Salomite , Sorella di Zaccaria.
Abnero, uno de' principal! UffiziadelRe di
Giuda .
Azaria
1
IsMsello
de' Sacerdoti e de' Levici.
Gli aitri tre Capi J
Matano , Sacerdote Apostata, fagrificatore di
Baal.
Agar, donna del Corteggio d' Atalia.
Schiera di Sacerdoti, e di Leviti.
Corteggio d'ATALia.
La Nudrice di Joas .
Coro di Fanciulle dlla Trb di Levi .
La Scena riel Templo di Gerufalemme ,
in m atrio dell' appartamento del
fommo Sacerdote ,

AT-

-*^

-.

ATTO

PRIMO

S CE' NA

PRIMA.

JoADDE,

A BN E R .

A BN E Ro.

j V nelfuo Tempio ad adorar /' Eterno


Vengo conforme il prifco ufo fulenne ,
E celebrar teco il famofo giorno
In cui ful Sinai Dio ci die la legge.
Ob come i tempi fon cangiati ! al primo
Suon della facra tromba alt* annunciante
Delia Fefla il ritorno , in lunga folla
Corrva ad 'mondare il popolfanto
I portici del Tempio in ogni parte
Di feflmi magnifici adurnati ,
E ognun del proprio campo i nnovi frutti
Portando in man , con ordine introduite
Era all' Altare , ove al Signar del Mondo
Sacrava le primizie , e a' fdcrifiz'j
Bsflar poteano i Sacerdoti appena .
Audace Donna arrefia il pio concorfi ,
E volge in fofcbi i luminofi giorni .
Pocbi fono i zelanti adoratori
Cb' ofin deardeprimi tempi un' ombr* ,
Pngono gli altri in un obllo fatale
Il lor Signore, ed a Baal correndo

Ftn-

i
A T T
Fanfi fat rar ne' minifleri infami;
il nome , che invocare i noflri Padrt t
Beflemmiano. Se dirti il tutto lice ,
Molto pavento che Acalla facendo
Rapirti dalf Altare , in te non compta
Sue funefle vmdette , e d' un rifpetto
Sforzato al fine non deponga il refio .
JoAOOB.
SJftflo prefagio onde in te afie*
A N ER .

Credi ejjer giuflo impunemente e fanto ?


Lange tempo , Signor , eh' ella dtefia
Quella rara coanza , onde tu accrejci
Alla Tiara il htflro ; tungo tempo
Che di fedizion tratta il tuo zelo ,
E (be gelofa d' un gran merto ab borre
Tra gli altri Jofabetta a te conforte,
Poicb fr tu- fei fucceffbr d' Aronne,
Del Re di Giuda Iojahetta fuora .
Matan v* aggiungi il Sacerdote iniquo
De' nofir't Altari defertore infame ,
D' ogni virtu perfecutore ardente ,
Che peggior d' Atalia ajfedia ognora .
Non contento ei d' aver /fibhen Levita,
Cinta la fronte di profana mitra ,
i minifleri di Baal trattati ; .
Vorria col Tempio annicbilare il Dio,
CV empio lafcib. Per rovinarti adunque
Ogni macchina ed arte in opra pone ;
Ji cornpiange taior, talor ti leda ,
In too favor faifa- dolcezza ajfetett ,
Ed U jh$ fie coprendo er ti dtpinge
Trf

^^

PRIMO.
3
Tremendo alla Reina; or fcorgenda
In effa a" oro infaziabil fete ,
Finge che in certo luogo a te fol not
Celt i tefori che ammafso Davidde .
Che pi) due giorni fon, che la fuperba
Atalia par fepolta in gran triflezza .
Mente ] eri io vi pofi , e la vedea
Lauciar ful fanto luogo orridi fguardi ,
Come fe in fondo all' edifizio vaflo
Avejfe Iddio fegretamente ajcofo
Vendicator per cafligarla armato .
Quant vi penfi pi , tanto pi tem
Che /' ira fua ful cap tuo non piomi i
E che di Jefa bel la figlia atroce
Nel Santuario fuo Dio non ajfalga .
J o a D DE.

Cbi fa por freno a i furibondi flutti ,


Le trame Abnero impedir degVemp'y,
A' fuoi fanti voleri ubbidiente
Temo il Signar, n Jento altro timare.
Ringrazio officiofi zelo
Che t'apre gli occbi ft! perigli miei ;
Veggo che tut* core Isdraelita ancora,
E che t' irrita l'ingiuflizia. 11 Cielo
Benedetto ne fia ! Ma ti contenu
D' oziofa virt ? d' ira fecreta ?
Fe, che non opra ,fa- mai fincera?
Compiuti ott" anni fon , ch' empia flranier*
Del Oaviddico fcettro ufurpa i dritti ,
E de' Nepoti micidi ale orrenda
Il Regio fangue impunemente fparge ,
E centro Dio l' niquo bracete innalza;
A 2
Et

tu un de' foflegni al vaciHante


Regno, nutrito tu cola ne^ camp]
Del Santo Jofafatte , tu che fotte

/l di lui figlio Jota comandafii


Le nofire Jquadre , e leCitt fmartite
Solo fotffli afficurare , allora
Che a" Ocozia la repentina morte
AU' afpetto di Jeu tutto difperfe
Il fuo tempo; tu d'ici , io temo Dio,
E la fua veritade il cor mi tocc a?
Or edi qvrflo Dio come riffonde
fer mi a bocea . Rebe vi giova ernarvi
Dei.xelo di nia /egge? Pretendete
Con va vi xoti d onorarmi'.? E quale
Frutto mi vien da'facrifit) vofiri
Che xalmi ilingue dei gtovencbi? Il fatigue
De Rgi vori grida ; e alcun non ode ?
Su.Ju con t empieta rompete patti ,
/ dehtti dal popolo sbandite :
glt Olocaufli ms ojfrirete allora.
A F. N E R .

E che p$Js' o tra un popolo abbattuto ?


Manca la forza a hen'tamino , a Giuda
La vtrt manca . Il di,che de' Re nofiri
Vide eflinta la flirpe , eflinfe ancora
Il juoeo tutto dell'a'jdacia antica.
Dio , dicon effi, abbandonocci ; Dio
*>Del'anor degli Ebrei gelofo tanto
Lqr grandezze atierrate immobil mira
h / mifer-cordia al fin flancoffl; '--"..
Au pi per noi /' annipotente deflra
Go i mirecoli-fuoi fpaventa il Monde, . '.
ni
; -.
Ni

PRIMO.
i
Ne Oraceipiit rende or ? Arca muta.
J O A DDB.

Quai tempo abbondb mai pi di prodig) t


Quando mofirb pi, fua potenza Iddio |
Dunque ptr non mirar popolo ingrato
Avrai tu fempre gli occhi , e le maggiori
Meraviglie del Ciel ti feriranno
Le orecchte , e mai non fiuoteranti il cortf
Uopo egli forfe ricbiamarti in mente
J prodig) operati a i giorni noflri ,
E de' tiranni d' ifrael ridire
Le telebri fventure : Iddio fedele
Selle minacce fue ; diflrutto empio
Acabbo , tutto del fm fangue tinto :
Jl campo altrui per aaffinio tolto i
Freo al campo fatal facrificata
Je za be le , dai ugne de' cavalli
Pefta ; sbranato lo fcbifofo corpo
E del fangue inuman (azi i mafiini;
Vinti e confufii menzogntr Profeti,
Ela fiamma dclCiel fiefa su l' Ara;
Elia che impera a gli elementi e i Cielt
Cbiude ed indura , e toglie all' arfa terra:
Per anni tre le piogge e le rugiade;
Elifeo che ad un fiffio i morti avvha ?
A quefli fegni riconofci Abnero ,
Che Dio tale oggidl quaf Ei fn fempre \
Ei fa le glorie fue render palefi
Quando gli piace , e it fuo popolu elettQ
A la memoria fua fempre e prefente ,
Abnero.

dove fin gli onor tanto prome


A J

Al pio Davidde , e a Salomon predetti *


Sperammo gi che Halla chiara fiirpe
Lunga ferie di Regi ufcir doveffe,
E tu un di lor impero to fiendendo
Su tutte le Trib, tutte le genti ,
Cejfar faceffe ogm difcordia e guerra ,
E al fuo pi tutti aveffe i Re dtl Mondo.
JoaDDE.

Perchi dabble del Ciel fai le promefj'e ?


ABN E R O.

Ove trovare un Re figlio a Davidde ?


E come il Ciel pub riparare r danni
Di quefia piante inaudita , e fvelta
Dalle radici? Qmai volgono ott"anni
Che t Infante flrozzb fin nella calla
V implacabil Reina , e dopo oet' anni
Sorgono forfe dal fepolcro i moni
Ab! fe trganata mai ne l to furore
L' empia fi foffe ! ab fe del regio fangue
Qualcbt fiilla sfuggita .....
J OADDE

E che farefii ?
A BNERO.

Oh per me lieto , e me mora biigiorno !


Con qual ardere al mio Signer andreil
Dubiti , che a' fwi piedi impazienti
Le Trib non eorrefferot ... ma indar no
Io mi lufingo. Sfortmato Ergd*
Di tdnti Regi trianfanti folo
maneva Qczia . co'figli fmi ;
4a dal ferro di Jeu cader trafitto
lo vidi il Padte, e tu* Signer, vede/fi

Dali'

PRIMO.
f
DalC empia madre ajjafjlna i figli .
Joad DE.
Non mi fpiego di pi , ma quando l Soie
Compiuto avr su erizome il terzo
Del giro , e ora terza elle pregbiere
Cbiamer , con tal zelo al Tempio vieni;
Con memorandi benefizi Iddio
Forfe ti mofliera , che dura eterna
La fita parola , e non inganna . Vanne ,
Debbo al gran giorno appareccbiarmi,e 'Alba
Fa gi del Tempio biambeggiar rime .
A BNERo.

jQuel effer pHte il henefizio ignoto 4 ...' -\


L' iliuflre Jofabetta a te ne viene:
Parto , t vado trovar la fida febiera
Che al di flenne d' ogni parpe accorre .

S E N A

SECONDA.

JOaDDE, JoSABETTA.

J O aDDE.

Stto tompiuti , Principefa , i tempi


Convien parlar, ne pi celar fi puote
Il tuo furto felice. L' infolenza
De' nemici di Dio treppo abufando
Di luefi' alto filenzio , in fuo difprezza
ccufano a" error le tue promejfe .
Cb* pi? L' fwnto anima jl lor furore r

A 4,

of.



J5 offrir ful notlro Altar la toa Matrigna
Vucl a Baal un idolatro incenfo:
Moflriamo il Re fanciul , che tu frbafli ,
E fitto tali del Signar nel*lempto
Crebbe . Lo fpirto fua et previene ,
E de' Monarchi Ebrei moflra il coraggio .
Prima perb the la mi a vece fpiegbi
Il tuo deflin , vado ad ojfrirlo a Dio ,
Per cut regnano i Regi, indi adunando
I Sacerdoti ed i Leviti noflri,
Dir' loro Re ditbiarerb i' erede ,
JS ABETT A.

// fuo n , e il deflin gli e noto ancora ?


J OaDDE

D' Etiacino al nome ei fil riffmit ,


E crede un faniullo abbandonate
Dalla fua madre, a eut di padre iojrv .
JosabetTa.
Ainu i da quai periglio io h fittra,
E in quai periglio ricader lo veggia !
J AD D E.

Che? la tua f s' infievohfce , e manca?


JoSABfcTTa.

A' tuoi faggi configli o m' abbandono ;


Che fin dal giorno in cui da morte il fifi,
Alle tue mani il fua deflin com mifi,
Ami temando che co'tniei fingbiozzi
la vio len de com ma affetti
Altrui non d'ifvelaffe il gran J'ecreto ,
Schivai quanta putei amato pegm ,
Main t ne' tre di , nelle tre notti
,
Infere t tbe\alle lagrime, alls preci
-

v ..

Mi

F R T M .
9
Mi conjacrai , com' era dritto . Jntanf
Oggi biedere a te mi fi conceda
Quai fian gli a mic i a fecondarci pret
Dtfenderacci Abnero ? // prode Abnero
Al fianco del to Re giuro trovarfif
J A DD E.
Bencbe in dubbio io non fia della fua fede,
Che ubbiamo un Rc non gli fcoperfi ancora,
JOSaB ETTA.

A cht di Joas confijerai la guardia*


" bai defiinato Ohedde , pure Amnonet
Tante grazie che a lor fece mi Padre ....
J aDDE ,

Alf ingiufla Atalia fi fen venduti .


Josabetta.
A Satelliti fuoi chi dunque opponi
JDdv.
Gi lo diffi; i Leviti , e i Sacerdoti.
Josabetta.
So cbe il numero lor da te raccolto
Con taciturna providente cura
S' acerebbe , e ebe per te d" amor ripietti,
D'orrorper Atalia , flretti fi fono
Con un foie nne ghtramento a quello
Che lor tufioprirai Figlio- a Davidie .
Ma fia nobile pure il loro a'dore,
Come mai del lor Re poffono foli
Vendicar la querela ! a tama impre
Bafla forj il lor zelo? Al primo avvifo
Cbe il figlio d'Ocoz)a chi i nil Templ ,
Dubiti che At.iita tofio adunando

Dt'oi ranitri t frreci fquadre ,

A T T

Non cingail Templo, e le fue porte atterrit


Ne v opporrai cbe i tuoi miniri fanti ,
Che al Ciel levando h innocenti man,
Sol gemere e pregar per l' altrui culpe
Sanno, n mai verfaro altro che il fanrue
Delle vittime ? Ah veggio da pa colpi
Joas in braccio a lor fpirar trafitto ...
J O AD DE.

N badi al Dio che pugnerh per mi !


A quel Dio che dell" orfano protegge
L'imiocenza* a quel Dio, che manifefla
Neue nore fiacchezze il fuo potere ?
Dio , che abhorre i tiranni , e in Jezraele
Giurb d, tfierminare Jezahelle
E Acabbo : Dia , che pria percoe Jora ,
Empio conforte della loro figlia ,
Indi perfeguitb la loro irpe
Fin fovra il figlio ; Dio che fofpendendo
Qualche tempo la man vendicatrice ,
S l'empia razza fempremai la eude .
Jo sa b e t ta.
Ed appunto il rigor su tanti Regi
Quel che temer mi fa ch, ei non caighi
Del fratello infelice ancora il figlio .
Cbi fa , fe in pena del delitto antic 0
Neu I' ba nafiendo condannato , o ingrazia
Del fuo ftdel Davidde , egli no 7 voglia
Qr fepararlo daII' odiofa fiirpe !
Aim ! fe quale m ojferfe il Ciel
Jo lo ravvifo , inorridifco e tremo .
De' trucidati Prend era ripiena

la fianza ; i' implacabile Atalia


Col

PRIMO.
il
Col pugnale alia mano iva animando
Alla ft age i fuoi barbari fioldati ,

E gli JfaffinS fiot wnp'tv* Joas


Creduto norto la mia vifia fire,
Parmi ancor di veder la sbigottita
Nudrice opporfi a manigoldi indarno ,
E debil tener lui caftante in fino .
Infanguinato tra le braccia il prende ,
c' miei pianti il vife feto bagnando ,
A poco a poco lo ravvivo; e o fioffe
Spavento, o pur defio d' accarezzarmi ,
Dal' innocente man premer mi fento.
Deb non voler , gran Dio , che tanto amore
Gli fia fatale ! i il preziofio avanzo
Del tuo fedcl Davidde , e fu nutrito
Nel timor di tua legge , in tua magione ,
N altro Padre, che te , conofce ancora!
Perdona , fi do vendo oggi ajfalirfi
L'omicida Reina i la mia fede
S' intimorifce del periglio a vifla ;
fe la carne, e'i fangue in me commojfi ,
Troppo banno parte ne'fifpiri e pianti,
Che per lui fpargo : Tu Erede ferba
Di tue fiante promeffe , e me di tutte
Le debolezze nie fila punifii.
*Ioa3DE.
Colpevoli non fin , Donna, ....
tuot ptantt,
Ma vuele Iddio che in fua paterna cura
L'Um fi rtpofi, e in lui confiai e fieri .
Cieco nel ira fua Dio non ricerta
Punir nel Figlio empieta del Padre,
Se il Figlio il terne, e alfua voler s' acaueta.
Si

i*

Si le reiiquie de\fedeli Ebrei


Oggi i lor voti a rinnovar verrannt i
Che tanto di avidd? aman la flirpe,
guante di Jenahele odian la Figlia ;
Dt Joas la faceta, ti nobile roffbre ,
In cut de gli avi oi trainee il fingue ,
Oprer ne' lor petti , e de vicino
Iddio parlera loro entro il fuo Tempi .
Due Re infedeli tnfiltr queflo a gara ;
E'giuflo dunque , che Monarca regni
Da man facerdotal condotto al Trono ,
Da quella fleffa man, che infante il tolfe
Da l'oblio del Srpolcro , e riaccefe
La fpenta face del fedel Davidde .
Gran Dio, fe iidegno mai de gli avi oi ,
Prevedi tu, che abbandonare ei deggi*
Del Santo Rege i venerandi efe mpli;
Strappato fia come nafe ente frutto ,
O qual fior , che aduggib vento ne mico;
Ma fe a gli ordini tuoi docile ei debbe
Ejfrr atto Iromento ai" tuoi difgni,
Da lo fcettro di Giuda al vero Eredf ;
Forti nemici a imbelle man fommetti i
Confondi, accieca una crudel Reina;
Dcgna , degna su let , ful fuo Matano ,
D' imprudenza e d' error fparger lo fp'trt*
tunefio precurfur delle cadute
De1 Monarchi . Ma gi iura s" appreffa,
lo vado . Il Figlio tuo con fua forella,
Guidano a te delle Famiglie Sant

Le Fanciulle .
SCE-

PRIMO.
S E N A

i*

TERZ A,: ,i

Josabetta, Zaccaria, Salomits,


il Coro.

' .
. I
JOS 1

, ' ','

0 mlo care Zaccarie


Va , fegui /' omi del augufto Padre ,
E voi Figlie di Levi giovinettei
Che il pio Signor di (auto ztlo infiamma ,
Voi che fsente a confitar venitf i . '\
1 pianti mie i , mie care figlie , rni
Spane e conforts ne' miei lungbi nat ,
Quei feoni nelle vore mani
E qivi fio/ i fu le vore tempie ,
Convenian hene alle pompofe fefie :
in un tempo d' ohbrobrio e di dolore
Offrir noi non poam , che i pianti nori .
Ma parmi udir . ... odo la tromba facia
Che f iagreffo del Tempio a noi tra poce
Conceder : vientre ch' io vado , o Figue ,
A prepararmi , voi cantate intanto ,
R lodate il Signor che qui cenate .

SCE-

*.

14

S S N A

Q V A R .

. Coro

il Coro canta .

Turto i pieu t Oniverfo


Di fua magnificenza .
Cb' et s" onor't ,
Cb' ei i adori .
Pria che nafcejfe il temp
Era la fua potenza;
Cantiamo , celebriamo
La fua benefice iza .
UNA VOCE SOLA.

Editto barbaro
Jnvano anmda
La lingua al popolo ,
Che il cole , e'l ioda;
Ufedele
lfraelt
Adorera
11 Nome altifftmo
Tra canti e vittime
In ogni et;
E un giorno alt altro annunzier
Sua gloria e fna potenza .

Tum

P R I M .
Tutto pien Univerfi
Di fita magnifieenza,
Cantiamo, celebriamo
La fita beneficenza ,

if

tutto iL Coro.

Tutto pien Univerfi


Di fua magn'tfieenza.
Cantiama , celebriam
La fita beneficenza .
UNA

VOCE SOLA.

Con leggiadra pittura


Ei coiorifie ilfiore,
Et fa nafiers it fruit
Lo fiende e lo matara ;
Lor delie notti it frefio,
E de' giorni it calore
Difpenfa ton mifur a ,
E il fuol feconda purge
J parti ton nfura-,
un' altra voce.

Egli comanda al Sole


D' animar la Natura i
La belliffima luce
un don de' diu fhoi :
Ma la fua legge fanta ,
Ma la fua legge pura
E' il don tnagg'we tb' abbiafatto a not.
H'

. " A

un' t .

Montagne di Sinai ,
Conferva la memoria
Di quell\auguo e memarabil giorno ,
Quando.da falta nuhe
Cinto il Signor interno
Su la tua cima ardente
Rifplendfr fece un raggio di jua gloria
A gli fguardi mtrtali
Dell' attonita gente .
Tu dinne percbe mai
Cetanti fuochi e lampi ,
E vortici di fumo .
Emplean gli aerei campi f
Forfi ei vennt
Su le penne
De" neri venti
Tutto a fconvolgere
Il fito e /' ordine ,
Degli elementi !
pure a feuotere
La terra immobile
Da i fondamtnti ?
un' altra voce.
Figli degli Ebrei
A rivelar fiendea
De'fuoifanti precetti
' L' immortal fplendere ,

rif^

1 1

ii.,biJ

PRIMO.
E al popolo felice
EgJJ ordinar volea
Che l' ameffe in eterna
un fincero .

17

tutto il Coro

O Legge divina ,
O Legge foave !
O fomma giftizia !
O fomma bontede !
Quanta raglone ,
. . . . >-Quanta dolcezza
Impegna l Signore
La jede t amore !
-

UNa VOCE SOLA

Dai giogo crudele


Sottraffe i noflr" a vi ,
Nadrlli at deferto
Di cib foavi ,
Ci d la faa legge ,
Ci dona il fuo core,
Ne vuol nitro da noi, the ilnofirb amort,

torro il Coro,
Legge divina , -O fomma giuflizia ,
mma bontade e,

tA

pt

T T .
LAMEPE5IMA VOCE

De' mari per effl


Aperje gi l'onde,
/' aride pietre
F d' acque feconde ;
Ci d la fua' legge .
Ci dona il fno core >
Ne vuol altro da noi, the il noro ambre*
TVTto iL Coro
0 Legge divina .
Un' ALTRA VoC So LA

Vti che l conofcete


Un firvile timore ,
Anime troppo ingrate >
Perche mai rieufate
D' amar an Signo**
Si pio, si atm>rofo*
V"e dunque V amarh
Si' duro e penofo f
Tema pare lo fcbiavo
Del tifanno vltragghi
Che f amore de'figli
Sara fempre in retaggio,

Ttto iL CoRo.

Legge 4hina et.

(v

AT-

ATTO SECONDO
SC EN A PRIMA.
JOSABETTA, SaLOMITE , E lb CoRO

JOSABETTA.

JjAfla , mie Figte ; fufpendete i conti i


Alle pregh'tere fuhbliche d' unirvi
E tempo .. . giunta ora veflra , ndiamo
A celebrar qneflo gran giorno , e avaifie
A proflrarfi al Signor feconde fufa ,

SCENA

SECONDA,

ZAccaria, Josabetta, Salomit*,


r Ji, Coro
*
i

,.

'

JeSABETf A

Afa che vegg*io? qual la cagton mai


Che ti guida? Ove com , Q glio m9 ,
Si paludo , ed an/ante ? '
ZiCCARlA.

O madre mi .

Josa

^i^

udi


J OS AB TT*.

<he! perla.
Z A CC A R 1 .

Tempio profant
J OS I .

>

Come ?
Z A RI a.

' ebb andt xato del Signer f altare.


J OSA BE TT.

Aime ! preflo alla madre il tutto vela.


Za A r i .

Cia fecond la Legge avendo il Padre


A Dio, ehe pafee ogni mortale, offerti
\ Delia meffe novella i primi pani ,
Qli offria con mani infanguinate aneara
D" ofiie di pace vifcere fumanti .
Stavagli a canto Eliacino in lunga
Vefle di lin, t lo ferviva meco;
E gia del fangue d' immolate carni
Afpergeano V Altare i Sacerdoti ,
f affe mblea , quando rumor eonfufi
S'imnalza, e fon del popolo fmarrito
Eivolti a un tempo lgli oecbi, e la mente*
Una Donna . . . . fi pub fenza beflemmia
dominarla ! era ella ... era Atolla.
Jo S A BE TTa.

Ciel*
Z ACC a R 1 A.

Nel chiofiro agli Uomini ferbatu


Entra t altera in minacciofa fronte ,
a trupaffar i limiti del Jasro

S N D O.
ir
Recinto ove i Levitt entrao foli ,
$' appareccbieva . Ii popolo atterrito
Fugge da tutti i lati . 11 padre mi , ..
Ab quai ira animava i guardi fuoi !
Mose men parve a Faraon tremendo .
Reina efci , le diffe , efei da queflo
Formidabile luogo , onde ti fcaccia
Il feffo , e f empietate ; a infultar forfe
Vient la maefla del Dio vvente ?
Ver lui vibrando la Reina un guardo
Feroce , apria per hefiemmiar la bocea s
Ma l' Angelo di Dio ceno le apparve
Con folgorante fpada , e ammuti .
Altrove non arda volgere gli otchi
Spaventati ed incerti , e pi d' ogn" altr
Parve atterrirla Eliacin .
Josabetta.
Che dunque
Eliacino le comparfe innanzi ?
Z a R 1 A.

Ambo mirammo la c rudel Reina,


E pari orrore ad ambo il cor percojfe ;
Ma tra loro nafcoflici ci fero
Vfcire i Sacerdoti. Ignoro il rcflo,
l' infarto diferdine a narrarti
Corfi anelante .
Josa bitta.

AU dalle noflre bratet*


Ella viene a flrapparlo ; ed effb e quegli
Che su Altare lajua rabbia cerca!
Forfe in queflo momento il caro oggetto
De'pianti miei ... deh ti rimembra , o Dt$t
3
Del

.--.

".

ATT

Del tup fidel Davidde , o Dio, che mir i


Il mio tun ore !
Z \R IA.

E perche piangi , o madre?


J OS AB ETT A.

Forfe la vita d' Eliacin fi chie.de,


S A LOM its .

Vira egli avrla della Reina actefi \


Z A C A * 1 A .

Che mai puoffi temer d' orbo {'andullo!


J s b E 7 T a'.

Eccola : aim , convien fuggirla , andiamo

SCENA

TERZ A.

Ataua , Agar, AnNERo,


feguito di Acalia .

Agar.
Per qual cagion f' trrei in quefli luogbi ,
O mia Reina ? Qui tutto t' offende ,
Tutto t'irrita; deb abbondona il Tempi
A" Sacerdoti che v' alhergan; fuggi
Tanti tumulti ; e dentro la tna Reggia
Rendi la pace a gli agitati fpirti .
A tali a .

"

tfb , roi pofi'io. Tu le mie /manie vedi,


E la ma debolezza . Agar , tu vanne ,
E fa Aire a Mtitan , c/ cgli s' tifretti

Ed

S D .

ij

Ed ob col mezzo [o trovar poteff


Quelia pace ch' io cerco , e ogn' or mi fugge i
Ella fi pone a federe

SCENA

QVARTA,

A T A t J A , ABNERO.eC.
" '
.. \ _
A BN ERO.

Se difender cosi f ojo, o Reina ,


Deb perdona; non dee pare rti fi r
Il zelo di Joadde , che del Dio ,
Cui noi ferviamo , tal /' ordine eterno
Fa rjfo architettb /' Altare e 7 Teurpio ,
Fd a Figli d' Aron filo commife
1 fagrifizi , ed ajfegnb lor gradi ,
Ed nffizi a' Le vii i , e fopra tut
Alla poerit loro interdijfe
Qualunque fociet con altro Dio .
JMa che? de noii Re tu moglie ,e madrei
Non si tra noi tu peregrina fei ,
Che nore leggi ignori ; n conviene
Cb' oggi . . , Ma vien Matan , feco ti lafiio,
A tau A
Y orrefia: uopo bo di te ; lafciamo il folle
Ardire di Joadde , e tanti vori
Superfiiziofi cnlti , che del Teinpio
All' altre Nazion cbiudon /' ingreffo .
Pi foiled ta cura il cor mi preme;
4
S

34

So the tra armi da fantinl nudrit
Vanti un tor generofo , e a tempo reudi
Quel che altiio Re , quel che altuo Diofi debite.
Ti ferma .

SCENA

QVINTA.

Matano, Atalja, Abnero ec.

M a T a NO.

Ove ti trovo, o gran Reina?


Squale /mania ti turba , o quai >
Cbe vient a ricercar tro" moi nemici?
Ad un Tempio profano ofi apprejfarti ?
Depofio bai tu odio mortale ? . , .
A TA LI a.

Attenti .
freatemi l' orecchia . Io qui non vogli
Rammemorarvi le paffate cofe ,
ff rendervi ragion del fangue fparfo .
Credei di nover far quelle che bo fatto,
Abnero ; ed io per giudiee non prend
Un temerario popolo; da quelle
Voci, the pubblicar ofa infoltnte ,
>' ajfolvermi la cura il Cielfi prefe.
Su fortunan e gloriofi eventi
La mia potenza fiabilita , ha fatto
Rifpettare AtaDa fino a due mari;
Code Gerufalem c profonda

S I N D .

Per opra mia ; n pi il Giordano ved


V Arabo errante , e il Filifleo fuperbo
Depredar le fue rive , arder le terre ,
Come nel tempo de' Re voflri . // Sir
Da Reina mi tratta , e da forella ;
E il perfido oppreffor delia mia fiirpe ,
Che tutta in me jpegner dovea , Je ,
// fier Je nella Samaria trena ;
E cireondat da vicin poffente ,
Che feppi fiollevare a danni fitoi
Delia Giuded mi loficia il fiammo Imper .
Codea di mia prudenza il firutto in pace ,
Ma importuno timer da qualche giorno
Di mie profperitadi arrefla il corfo.
Un fiogno ( e debbe moleflarmi un fiogno ! )
Cura, che mi divora ,in cor mi nutre,
Per tutto ilfuggo , e per tutto ei mi fiegue .
Entro orror di teca notte io vidi
Mia madre Jezbet qual era il giorno
In cul mori pompofiamente adorna;
Le fue fventure non aveano vpprejf*
La Jua fierezza , e rilceale in vifio
Lo flraniero Jp lender onde abbellirfit
E pingerfi fiolea per fiar riparo
1 onte irreparabili degli anni ?
Trema , ella di/fie , di me degna Figlia t
II Dio trudele de' Giudei iba v'mta;
Nel vederti cader nella fua mano
Terribile , compiangoti .... mia Figlia .
terminando quefii detti orrendi ,
Parve chinorfi ful mio letto ombra,

te la man per abb/aedarla fiefi :


Ma



Ma n n trovai che un orrida jniura
D' offa e di carni putride e fangofe ,
Brani fanguinolenti , efpnfie membra
Alle contefe de' voraci can't .
AN E R.

Cran Dio!
A T a L 1 A .

Tra tanto orrur s' offre ' mieifguardi


Fanciul di vefle candida coper to ,
E quai veggiamo i Sacerdoti Ebrei
Portar nel Teffipio. Rinfrancarmi io fento
Alla fua vifla gli fnarrti fphti .
Ma m entre in me tomata , il dolce guardo,
aria miro nobile e modefla ;
Ferro micidial fruto repente
"Che il traditor tuttti m' immerge in fene .
A voi folo del tafo ora par forfe
La flrana union di tanti varj oggetti ;
Del mio timore vergognofa ancb'io
Qualche tempo credei, che ilfogno fojfe
D'atri vapor tumultuario effetto ;
di t'al fantafia anima ingombra
Due volte a fe furmb la fleffa immao ,
E due volte il fanciul mi vidi innanzi
In atto fempre di ferirmi ; in fine
Stanca di tanto orror che mi prefegue ,
Iva a pregar Baal , cbe fi degnajje
Su la mia vita di vegliare, e pace
A difpenfrmi a pi delf are fue .
Ma che non pub il timar ne'petti umanil
Nel Tempi de' Giudei fpinger mi fento

Da un incognito iinto, vienmi in mente


Di

SECONDO.
a?
Di placare il lor Dio c" dont miei-,
farlo a me, qualttnque fia, pi mite .
( Di Baal Pontefice , deb fe ufa
La debolezza mia ). Entro nel Tempio ,
Ii fagrifiz.io ceffa , il popol fugge ,
E infuriato verfo me s' avanza
Ii fommo Sacerdote , e mentre ei parla ,
O forprefa ! o terror! veggo il Fanciullo
Da cui fui mivacciata , e tale il veggo
jQuale il fogno il dipinje al mio penfiero ,
V ahito , il volto, il portamento , gli pcchi,
Tutte avea ir,fin lefue fembianze ; era ejfo ;
E a fianchi di Joadde ei camminava ,
Ma difparve in un tratto alia mia vifla
Ecco cio che m' affligge , e qui mi tiene,
E per cui cbieggo ora i configli vori .
Matan , ehe mai predice il gran prodigio ?
M at a N o,
II foSu mi fpaventa , ed H confronto .
A TAJ. i A

Tu che il fanciul fatal vedefil, ,


Cbi mai ? di qal Trib ? di qual mgnaggio*
b Nao.
Due Fanciulli fervir vidi alt Altare ,
V un di Joadde e Jofabetta figlio ;
V altro nie ignoto.

MataNo,

-. ;

onfigliar , ehe giova }


Reina ambo fien prefi, e cufloditi .
Sai quanta c Joadde o cauto fia ,
Che vendicare i torti miei non cerco,
Ci/ 1 quit fol tie' tniei configli regna. [
i

A T T

Ma In fine non vorr Jeadde flcffo


Permettre giammai che viva un reo,
Fo/s anche il proprio Figlio .
A BNE R .

E di qul colpa
Un /andullo capace!
M A TaN 0 .

// Ciel l' ha moftro


Col coltcllo alla mano , e faggia e giuflo
E'fempre il Cielo , e nulla moflra indarno.
Che pi cercar
^
A NE R .

E fu la fe a" un Jogno
Sparger vorrai tu il/angue d' un /andullo.
Che non /ai d' onde vegna , e di cbi nato f
M aTANO.

Si temo , e hafla . S" e di /ungue illufflre ,


La irpe fita la /ua ravina affretta .
Se lo po/e il deflin tra 7 volgo ofiuro ,
Che importa , /e fi ver/a un /angue vile ?
Lenta giuflizia non conviene ai Regi ,
E /peffo pende da un /upplizio pronto
t La lor /alute . Con molefie cure
Non mai fi debbe perturbarli . Abnero ,
Innocente non chi lor /o/petto .
Abnero.
Come Matan f Dunque il linguaggio ? que
D'un Sacerdote? Io tra l'orrer nudrito
Delle firagi , io minifiro rigoro/o
Delle vendette de' Monarchi , io pre
ui la mia voce a mi/eri innocenti ;
JE tu che a lor dei vifcere di padre,

S I N D O.

i*

Tu mintro di pa<e in tempo </' ira


D' un finto zelo odio tu* eepre-ndo
Ti lamenti che fia la regal deflra
Lenta troppa a verfare il fangue loro ?
Sincero parlero come m' impuni ,
Reina ; E quale adunque il grande oggett*
Del tuo timor? Un figno, ed at fanciullo,
Che ravvifar t' immagiugi a odfi .
A Ta LIa.

Voglio crederlo , Abnero . Un vano fogno


Forfie m" ha prevenuta . Io ta ingannai ,
Ma da preo veder voglio il Fanciullo
E alle Jembianze fue meglio por mente :
h' or or qui vegna uno e /' altro .
A 1NERO.

Temo ....
AT aLI A.

Kicufarebher </' ubbidire ? E quale


Sarebbe la cagion d'un tal riutol
Mi deflcriano in car firani fifpetti ,
Su. dico, cbe Joadde e Jojabetta
Conducano i Fanciulli . Allor ctf io voglio ,
Favellar pojfi da Sovrana. Abnero t
I Secerdoti tuoi ponno lodarfi
Della bontaHe d' Atalia . M' noto
Sin dove vanno i liberi fermant
Sul mio governo , e contre il mie potere ;
Pur vivon effl ,V il Tempio loro in pitdim
Freni Joadde il fuo filvaggio zelo ,
E non m' irriti (vu novelli olfraggt.
Fa.
SCE-

50


SCENA

SESTA

a, Matai* .

M N

Alfin con liherta parlar ti pojfio ,


Regina , e cbiaro dijcoprirti U vero .
Quakhe moflro naente in queflo Tewpia
Si nudre ; Tu non afpettar che fcoppi
La nube , Abnero avanti il giorno vide
Joadde , e Jai quanto fia grande in lui
Pel fangue d" Jim Re f afeito , e 4 zelo %
Forfe Joadde vuol ne l loro feggio
Torre il Fanciul per cui m inaccia il Cielo
Sia fuo figlio , od m altro ....
Ata lia.
Ab! m% apri gfoccbi,
E gli avvifi del Cielo omai ravvifo .
Ma prima vo' dtfingannarri . Poco
A celar la fua mente atto un fancill ,
E fpejfo up cerno i gran difegni fcuopre K
Lafiiami vederlo e interrogarlo.
Caro Matan, tu vanne int anto, e cauto
A tutti i Tirj miei fa prender farm .

SCE-

SECONDO.

SCENA SETTIMA.
JoAS , JoSABETTA , AALlA ZaCCARJA ,
Abnero, Salumite, dub leviti,
il CoRo.ec.

JOSABETTA Ut LiVltf.
.Minifiri del Signore, abbiate gli occhi
i due Famiulli prezio, e cari,
ABN ERO A JOSABETTA.
In me tonfid a > PrimipeJJa . Ie ejfo
Cuflodirolii .
A TAL1A.
Ciel, pi ehe il rimiro,
E pi (he il vado examinando , dejfo ;
Vagar mi fento Un freddo orror per toffa i
O fpofa di Joadde tua quel Figlio ?
JOSABETTA.

Queo , o Reina?
At AtifA
Si
Jos AfcETTA.
Ne fon fua madre ,
* Eeco mi Figlio .
A Ta L i a
u , Fanciullino ,
X3>i dunque il padre tun \ Rifpondi

lo-

JOS AB ETTA.

IL Ciel
Sin ora ....
ATaL 1A.

E perch mai, donna, t' affretti


Di rifponder per lui ? parli egli flejfo .
JOS aBETTa .

h si teera et quali tu attendi


Cbi are rifpefle}
Atali a.
V innocente etade
Non ka menzogne , ne corrompe il vero .
Laiah dir eib che a lui dir s' aet ta .
Josabetta in vote bafla .
Degna metter , gran Dio, ne lia fua bocea
La tua fipi/tnza .
A TaL 14 .

E quale il nome tuet


JOAI.
Mi ckiamo Eliacino.
Ata lia.

E il Genitore*
Jas.
Orfano i'fin , fi dice , abbandonato
Nelle braccia a" Iddio dal dl cb' io nac^ui^
Ne mai combbi i Genitori mini.
At AL 1A .

Non bai tu dunque Genitori*


JOAS.
Af banno
Abbandonato .

At*;

S E N D .

J?

A T A L 1 A.

E come ? e quando ?
J oA$ .
Appenit
Nato .
A tal I A.
Almen non conofci il too psefe l
Joai.
Il fol paefe , ch' io co nofco , e il Templo,

Atalu,
Ma dove fece ritrovarti il coft
Jo a s .
Tra fieri Lnpi a divorarmi prei.
A T A LI A .

Cbi ti mife nel Tempio i


] OAI.

Ignota donna
Che tiicque il nom fu , n pi fi vide.
A TA L 1 A.

6W de' primi anni tuoi prefe la cura ?


J OA s.
Quando i fuoi Figli abbandonb mai Dio ?
Ei pafce i parti dtgli augeHi , e ft ende
La fua bont fu la Natura tutta .
Ogni giorno l'invoco , e con paterna
Cura ei mi midre degli offerti dont
Alt Altar fuo.
A TA LIA.

Quai mai prodigio ignoto


Mi turba , e mi confonde ! la gentile
Sua faccta , /' eta fua , la dohe voce

F*9*

34
ATT .
Fanno infenfibitmente all' dio mio
Succedere . ... e pietade io fentirei !
b NE R o .

Ecco il tuo fier nemico , o mia Reina ,


Del fogno menzogner cbiara la frode ,
Se pure la piet , che par turbarti ,
Non il colpa fatal che or or temevi .
Atalia a Joas e a Josa bett a.

Voi partite ?
JoSaBETTa.
I fuoi c afi a te fon noti ,
E ben potria la fua prefenza alfine
Farfi molefla .
Atalia.
Nb, qui ritenate :
E che fai tutto il giorno ?
Joas.
Adoro Dio;
Mi fi fpiega la legge , e nel fuo libro
Divino imparo a leggera , e continua
Gi la mia mano a faivetia .
Atalia.
E cotefta
Tua legge , chet'infigna?
Joas.
Che Dio vuole
Eifere amato; cV egli to/lo o tardi
Vendica il fto beflemmiato nome ;
Che orfanello tmido protegge ;
Che refifie al fuperbo ; e the cafiiga
V icida .

. .-

Ata-

S N D .

At .

Io Nintendo. In che s" impiega


Tant popole chiufo in queo Tempio ?
Joas.
Loda Dio , e '/ benedice .
At alia .
E vuole Iddie ,
Che ad ogn ora fi fregbi , e fi contempli ?
J OAS.

/ profani eferciz) efilude il Tempi.


A TA L ia .

Quai fono dwque i tuoi traulli ?


Joas.
Alf ars
Porto talvolta al fommo Sacerdote
Incenfo , o [aie . Odo cantar di Die
Le grandezze infinite , ed il pompofi
Delle fue ceremonie ordine to veggo ,
A TA L I A .

E tra nllo piH dolce unqua non bai!


D'un fanciul quai tu fei molto compiango
La tr'ifia forte . Alla mia Reggia vient ,
E vi vedrai la mia grandezza .
Joas.

Ei o
Di tante grazie , che il Signor mi fett i
Perderei la memoria ?
A TAL IA.

/ non ti sforzo
A4 oblarle,
aj

lo-

j6

Jo Al.
fe tu nol pregbi f
t i a .
Tu pregarlo potrai .
Jo A S .
Ed io vedrei
Dunque invocare altro Signer che il mio ?
A T AL IA .

Servi il tut Dio; fervirb il mio . Son ambi


Due Dei pojfenti .
J as .
// mio temer bifogna:
Ei folo e Dio , Reins , e nulla il tu .
Ata lia.

Se meco vieni ogni piacer avrai .


J A S .

De' malvagi le profpere fortune


Pajfano qual torrente .
A TA L 1 A.

ibi fon quei


Malvagi ?
JOSABITTA.

Scufa , debfcufa un /andullo .....


Atalia.
Codo in nieder come f avete irutto .
Eliacino, a me piacei moho ,
E fanciullo volgar ceno non fei ,
Tu 7 vedt , io fon Reina , e non figli .
Le rozze vei,e'l miniero vile
Adunque lafcia ,cV io vo' farti parte
Delle ricchezze mie . In quefio giorno
?
Delle

SECUNDO.
37
Delle promeffe proverai cffetto :
Alla ma meaja , ed a" m'tei fiancbi ajfifo
Sarai , ti tratterb come mio figlio .
J A S.

Come tuo figlio ?


A TAI. 1 A.

Si , come mio figlio .


tu taci ?
Jo AS.
Qual Padre io lafcierei t
S per ....

Atada. ,
E ben finifci . , .
Joas .
E per qual madre i .Atalia.
Ajfai fedele fua memoria , e in Putto
Cib:, ch' egii dice ,ricnofco il tuo
;
Spirit o , e quel di Joadde . Ecco in qualguija
La gioventute femplice infettando ,_
Impiegate la calma in cui vi lafcio,
Voi gi nudrite in lor odio e 'i furore,,
N mai lor. proferite il nomt mio ,
Cbe con orror .
.... .
\ \
] OS ETTa.

Delle fventure noftre


, ;<
Come occultar la fioria al mondo nota |
Non te ne pregi tu ? -, .
Atalia.
Giaflo '/ miofdegno, ....-->
E mi glorio d' aver fu miei Nipoti
J mm paren vendicati i ajunque
J

38

Veduto avrei precipitar dalC alto


Della Reggia mia madre; affafjinato
Mio Padre , e mio Fratello, e in unfolgiorn
( Ob fpettacol d' orror ! ) e in un fol colpa
Di Re flroizati be* ottanta Figli
Perch? Per vendiear certi Profeti ,
Di rar gl' indifcretifimi furori
La Genitrice mia puniti avea ;
hd io Reina imbelle , e figlia ingrata t
Scbiava di vile e inutile pietate ,
Non avrei refo a tanta injana rabbia
Almen flrage per firage , onta per onta ,
E trattati i ipoti di Davidde
Come d' Acabbo gl' infelici avanzi
Trattati furo ? E dove oggi farei ,
Se vinta la pietade io non aveffi,
Ogni ajfanno materno in me ripreffo,
E fparfo il fangue mi con la mia deflra
Per rprimer cosi le invidie voflre ?
In fomma t implicabile vendetta
Del voflro Dio tra le famtglie noflre
'-gni amiflade eternamente tolfe ;
Davidde aborto , e fono a me flranieri
1 Figl fuoi , bench del fangue mi.
JOSABITTA.

Tutpo *"te riafcl, che Dio ci veda,


rgiudicbi.
ATalla,- .

' ' Vorb lmo rifugio


Dopo langa flagione queflo Dio ;
Ma not vedremo quai far di tdote

Predvsim /''fpettato eft . .


. '

Ck%

S N D .
if
Cb'egli vi renda quefle Re promeffa
Alle genu , ipote di Davidde ,
Voflra fperanza , afpettazione voflra .
Ci riveiremo . Addio ; vado contenta :
Volea vedere , e vidi .
b ERO A JOSABETTaEcco ti rendo
Come promi il confidato pegno .

SCENA

OTTAVA.

JoaDDE, JoSABKTTA , JoaS , ZaCCaRIA ,


Asnero, SaloMjte , Levitj '
ed iL Coro .

J S E T T * JoAODE,.
Signare , udflti la fuperba Donna ?
JoiDDI.
Jntefi tutto , e il tuo dolor compianfi,
Ed eravam pronti i Leviti ed to
A correr teco una medefma forte .
Che Dio fipra di ft * vsgti , o /andullo,
11 cui coraggio al nome fuo rendette
S) nobil teflimon. Conofee , Abnero ,
Quant' o ti debbo fer si gran Jervigio ;
Ma ora ti fivvenga in cui t' atiendo ;
noi , cut empia ed omicida donna
G/i occbi contamino , turbb le freci ,

4
* A Joas abbraiandolo.

- J-jfc-

40

Entriamo , un fungue puro e fparpagliat


Da quea mano Pontificia lavi
Infino il mermo , che i fuoi pi toccaro .

SCENA

NONA.

' i L Coro.

Una delliFakciuilidil r'o.


O qual aro d1 noftri occhi rifplende !
Qual fia un giorno l' invitto Fanciullo ,
Che il fafio e orgoglio
Difprezza del foglo ,
E ahorre ogni delizia ogni traullo,
Che i fenfi alletta , e la ragione offende ! '
un' altra.
Mentre divoto
Ognimo adora
. -V,' ,.// Dio d' Atolla i
",Fanciullo ignoto
Intrepido onora
1l Dio d' Ifiaele ,
< E a guifa a" Elia
Paria a quefia Jesabele,

VN

SECOND .

UN' al TR .

Fanciul mirabile ,
Cbi la fegreta
Tuaflirpe fvrelaci ?
Jo giurerei
Che figlio fei
D' un gran Profeta .
UN' aLTIA.

Tel Samuele
Videfi amabile
Crefcere al ombr*
Del Tabernaculo :
Spetne ed Oracel
Egli divenne
Del Regno Ebreo.
Pojfa tu, corn' et feo ,
Gonfolar ifraele !
un' al t Ri CANTA.

Mille volte fortunate


Il Fanciul, che il Signor ama ;
E alla voce , cbe lo ckiama ,
Et rifponde con cuor grato
Ne* primi anni , e afcolta pi
Cib che degfia drli Die .

AU

4t

A T T

Allora cb' ei nafce ,


Di tutti i foot dont
11 Cielo adorna ,
Ei lungi foggiorna
Dal mondo , e fi pat
Del (ibo avt v
Che dagli prudenza ,
Giuflizia , e inwtenz*%
Cosi che nulla pave
Il contagio
Del malvagio.

TUTTO il Cono*
Fortunata l' infanzia ,
Che il Signor iflruifie ,
Cbe il Signor cufledijce !
La S TISSA VOCE SOLA.

Tale in valle ecreta germoglia


Sovra il margo a" un' onda , cV pura ,
Giglis) tener amor di Natura ,
E dagli algent't
Soffi de' venti
Salva intetta la candida fpoglia .
UN' AL TR a.

O Reggia di Davidde!
O fita Citt diletta !
O montagna da Dio
Fer

SECONDO.
4J
Per propria anza eletta !
Come del Cielo in te traefii Cira?
Cara Sienne ,
Che dici , quand*
Empia raniera
Tu vedi , aime ,
Sul Trono affifa
De'nori R i '.
UNA VOCE SOLA.

Quant o. tempo, o Signare,


quamo tempr> ancora
Alzarfi antro vedremo empio ?
Ad infullarri ei vie fin m-l tuoTempio,
E tratta d' infenftt
Il popal , che t' adora .
Quanta tempo o S'ignore,
E quant tempo autora
Alzarfi tontro te vedremo S Empio f
UN' A LT A.

Che ci ferve , dite /' empio


La felvatica virtute ?
Perche mai l' ufo e /' tfempi
Del piacer dolce
Cbe alma molce, .
Fuggite , aborrite ,
Spargete d' obDo !
Nulla davvi il vofiro Dio .
UN

44

un'

alt r .

<

Ridiamo , .
Cantiamo ,
Frenetica grida
La fcbiera infida ,
Di piacere in piacer , d flore in flore
Guidiamo il noflro tore .
Stolto celui , che all' avvenir fifida !
Degli anni labili
Incertt i 7 numero ,
Oggi affrettiamoci
A goder delia vita , .
Che doman furfe ci verra rapita .
il Coro.

Pianger poano , o Dio , e fremere per tema


Gl'infelici, che mai di tua Janta Cittade
Non vedranno /' eterna ineffabil beltade:
E noi ,cui tu rivelil' immortali cbiarezze,
Cantiam pure i tuoi doni , cantiam le tue
( grandezze .
UNAVOGE SOLA.

Di tutti i piacer vont ,


Ove immergono il core ,
Che refiera mai loro .
Cib che refia d'un fign

guando emr jioperO ,

SECONDO.
45
Kifvegliamento orribile ,
Errore deplora It E mentre il poverelto
Ouflera dclla pace alla tua me fi
La dolcezza ineffabile ,
Effl heran la tazza
Orrenda , inefflccabile ,
Che nei gran giorno ag empj
11 tuo furor difpenfa.
TUTTO ilCoio,

Mfvegliamento orribilt .*
Sogu peco durabile !
Error t irreparabilt !

AT-

ATTO TERZO
SCENA

PRIMA.

Matano, Nabal,

ed il Coro.

M AT AnO.

J Te , o Fanciulle , ? a Jofahetta dite,


the favellar le vuol Matan .
UNA DELLE FANCIULLE.

Matano !
. Confonderl ti degna , o Dio del Cielo .
Nabal.
Come ogn" un fi dijperde , e ogn' un ti fugge
Senza darti rijpoa !
M ATAO.

Avviciniamoci .

SCENA

SECONDA-

Zaccaria , Matano , Nabal ,

Zaccaria.
dove , o temerario , entrar pretend *
Guardad bene 'inoltrarti , Quefto
&de

T E R 2 .
47
iE* de* fanti miniflri il pio figgiorito ,
E le leggi ne vietano /' ingrejfo
A i profani. E checerchi? il padre mo
L' afpetto reo d' un idolatra impuro
Fugge in di si folenne , e la tata madre
A pic preflrata del Signer paventa
Che dalle preci Vom la fraflorni .
M A TA N .

Figlio ,
Non ti turbare , attenderemo. Vogto
Con la tua favcllare illufire madre ,
Delia Reina per comando io vegno ,

SCENA

TERZA.

Matano, Nabal.

Nabal.
La lore altera audacia banno i lor figli .
Ma che Atolla pretende ? onde mai tant*
Confufion ne' fitoi configli nafce ?
Queffla mattina da Joadde offefa ,
E dal fanciullo minacciata in fogno ,
Sacrificar vlea Uomo inlente ,
E Baal collocar teco nel Templo.,
Mi confidafli la tua gioja , e parte
Sperava io pur di cosi ricca preda .
Chi fa cangiar gl' irrefoluti votif

Ma-

&&: .:-c

4*

ATT

M A TAN .

Diie giorni fon , che pi non novo in lei


Qnella faggia ed intrepida Reina
Maqgior del fuo timido feffo ; e quell*
Che i ioi nemici forprendea repente ,
E g li opprime a ; che d' un perduto iante
Pefiva il prezzo . D' an rimorfo vano
La poura fgomenta or alma grande ,
Efita , ondeggia ; per dir tutto , donna .
D' amarezza , e di fiel colmaile il core ,
Che del Ciel le minaccie avean turbato ;
Ella fidando a me la fua vendetta. ,
La guardia fua di ragnnar m' impofe :
Ma fia che innanzi a Iti tratto il Fanciu/lo,
De'fuoi parenti , come corre fama ,
Infelice rifiuto , abbia fce mate
Lo Jpavento del fogno, a che fcoperto
Ella abbia in lui non fo quai cari vezzi ,
Vacillar. neI fuo fdegno io bo tro vat*.
Ri mette or la vendetta al naovo giorno ,
Ora cangia penfiero , e l' un con I' altre
Diftruggonfi i fuoi voti , e i fuoi configli.
lo dell a forte del fanciullo iftrutto
Le diffl: fi cominciano , Reina ,
A vantar gli Avi d' Eliacin , lo mofira
Joadde a' Faziofi, ed a' Giudei
Come un altro Mos fperare ei fallo ,
Su menzogneri oracoli appoggiando
Le fue promejfe . A quei detti , amico ,
Per la fua froate la vergogna jcorfe ;
Foitunata mensogna unqua ebbe

49

Si pronto effetto . fin queo dubbio ,diffe,


Debbo languire ? Ufiiamo, ufciamd' affanno;
Vanne , e l' editto a Jojahetta annunzia -.
5' accendono le fact , e 7 ferro pronto
Per defolar fenz altro fcampo il Tempio ,
Se per oftaggio delta vita loro
Non bo il Fanciulto
Na b al ..
E per Fanciull ignoto ,
Forfe a cafo trovata , effi vorranno'
Sotto l' erba veder fepolto il Tempio ?
M AT A NO.

Ab di tutti i mertali il pi fuperbo


Conofci , amico . Soffriria Juadde
La pi tremenda , e fpaventofa morte, .
Anzi che in mia baa dejfe il fanciullo ,
Che al fue Dio coiijagro . Dal altra parte
Troppo il Fanciul tenacemente egli am ,
E, fe delia Reina i detti inte ,
Pia de' natali fuoi fa , ch' ei mn dice ;
Seguane cio che pub ; fia lor fatale
Rijiuteranlo ? lo faro il reo, e fpero
Che finalmente del odiato Tempio
La vifia ci torran la fiamma, e il ferro.
Nabal.

Cbi pub ifpirarti odio si forte? Forj


Il zelo di Baal si ti trafporta ?
Per me difcefi d' Ifmaello , e pure
Baal non fervo , o d' Ifraele il Dio .
M A T ANO.

Credi tu che m' acciecbi il vano zelo


D' un fragil legno , che 4 vermi rof
D
Ogni
'

50

Ogni giorno fu f ara a mio difpetto ?
Del Signar, che s' adora in queo Tempio ,
Nato Miniro il fervirebhe ancora
Forfe Matan , fe col fus retto giogo
L' amor delle grandezze , e la gran feU
Di comandare , accomodar poteffe .
Uopo non bo di richiamarti a mente
Di Joadde , e di m alta querela .
Le trame, e gare, e i di[pe rati pianti,
Quando con lui per incenfiere ofai
Contender. Da lui vinto altra corriera
Gorfi ; alia Corte abbandonaimi ajfatto ,
De' Re all' oreechie m' apprefai fer gradi ,
E in breve come oracoli s' ud/ro
Le mie voci ; udiai le voglie oro ,
Adulai lor capricci , feminai
Di fori orlo a' precipizj , nulla
, Pi , chela lorpaon,amefufacro;
A tor voglie cangiai pejo e mifura ,
E quanta I' infieffibile rozzezza
Di Joadde offendea le lor fuperhe
E molli orecchie , tanto dero io fppi
Lufingarle , togliendo agli occbi loro
.L' odiata verit; colori acconci
Vrefiando a' lor furori , e fopra tutt*
Dimorandomi prodigo del fangue
De' miferi . Alla fi ie al nuovo Dio,
Che introduje /Italia , Tempio s' erejfe ;
Gerufalemme profanata pianfe ,
E de' Le viti la fmarrita fcbiera
Alzb verfo del Cielo errendi gridi .
Jo defertare delia Legge i i o filo

V tfetB'

R .
ft
V efempio dando a' timorofi Ebrei ,
Approvajne imprefa , e in premio ri ebbt
11 Sacerdozio di Baal , e quindi
S? >.':
Terribil divenuto al tuio rivale
Vinfi la mitra, e camminammo al par .
Ma pure in tanta loria , io tel confejfo ,
La memoria del Dio che abbandonai
Mi turba , e un refio di timor mi laia
E queflo eib che il mio fitror raddoppia .
Ob me felice fe compiendo un giorno
Sovra del Tempio fuo la mia vendetta
Cenvincerlo potrb d' un odio imhelle ,
perderb tra il fangue e tra le firagi
A forza di delitti il mio rimorfo !
Ma ecco Jofahetta .

SCENA

QVARTA.

JoSaBETTa, MaTaNO , NABaL ,

M aT A N O.

Principejfa r
Cut di fpirto si mite il Ciel- eortffe ,
Non t' arre tbi flupor , fe mejpiggi era
Delia Reina or per campar la calma,
diffipare ogri odio a teHtr vegno .>
Un rumor y che perb credo bugiardo ,
Avverando i pronoflici d' un fogno ,

Di gran congiura il tito confirte aecufa ,


Di
*ti

5a
A T T
E giful capo fuo della Reina
Sovraflava il furor .... ma nb , non vogli
Vantare i iniei fervigi ; noto quanta
Centro Matano i il tuo conforte ingiufle ,
Ma henefizi oppor vuol a /' ingiurie .
Voci di pace arreco al fin: vvete,
Vvete pure , e celebrate lieti
Le voflre fefie , che Alalia richiede
Di voflra ubbidienza un pegno folo ;
Ed ( quanto non fei per frafiornarla ! )
L" orbo fanciul , cbe vide .
J O E TT a .

Eliacine ?
M A T a N .

Jlrroffifco per lei . Forfe ella troppo


Pon mente a un fogno ; ma nemici Juoi
Vi dicbiarate , fe il Fanciul ricbieflo
Or non mi confegnate . La Reina
Impaziente la rifpofia attende ,
Josabe TT A.
Quefla la pace che per fuo comando
Matan ci annunzia?
M a TA N .
Ed un momento filo
Dubitar puoi su d' ac catarla Forfe
li fimbra di comprarla caro prezzo ?
Josabe tta .
Ben mi (lupia che gli artifizi anticbi
Obliando Matan potut aveffe
Superar del fue cor la rabbia ingiua,
E il funeflo inventor di tanti mali
Di quakb' ombra di ben fojfe t autor e .
-.

-.

'Ma-

T E R z .

Mata no.

Di ch? ti iagni tu? vegti io con furia


Dal feno a torti Zaceara tuo figlio ?
E cbi e queflo Fanciul che tanto amate >
Me pur (hrprende un si tenace afftto .
Forje un Tefir si preziofo e caro ,
O un Sahator che voi deina il Cielo ?
Penfaci , che potriano i tuoi rifiuti
Confirmare un -rumor Jparfo nel volgo..
JoSAIETTA.

E qual rumor ?
M aT A NO .

Cb' ei vieil di flippe illuflre t


E ehe a gran cfi il tuo conforte il firb
JOSAB ETTA.

Adunque tu per un rumor , che iiga


Il tuo furore
M A AN .

Principela , puoi
Trarmi d' error. So en quanto tu aborri
Ogni menzogna* e che la propria. vit*
Mlle volte darefli anzi che dire
Minima cofa ; che ojfendefe il vero ,
Orma dunque non refla delia forte
Del Fdnciullo ? calgine profonda
Nafconde la fia flirpe ? Ignoti font
A te medefma i Genitori fuoi ,
E nonfai da quai man ebbe Joadde .*
Parla , che pronto a crederti , t' afcolt
Principela , d gloria al Dio che fervi ,

D 3

Joi*i

.'
-'*-

54

JoSABETTA.
Malvagi! ed efi nominar quel Dio
Che la tua bocca a beemmiare infegn ?
Pub in teimon fua verit chiamar
Sventurati da voi? Voi che federe
Su peilente eattedra , ove regna
La menzogna e diffonde il fuo veleno ,
Nudriti voi di tradimento e frode . . ,
SCENA

Q. V. I N T A .

JoADDE ,JoSABETTA, MaTANo , NABAL.

JoADDE.
Ove fon f Di Baal cola non veggo
Jl Sacerdote* Figlia di Davidde ,
Cosi tu dvnque al traditor favelli ?
E foffri che a te parli, e non paveati
Ctf efea dal fondo dell' abifo aperto
Sotto a' tuoi pie divoratrice fiamma,
E che su lui cadtndo que[le- mura
Non jcbiaccimi te pur ? Cbe vml ei mai ,
E con qual fronte il gran di io emict
Viene Caria a infettar che qui fi fpira?
M AT A N .
Ben fi conofte alie partie , a gt atli
Jaadde , e pur dovra pifaggio e tant '
U#a Reina rifpettar , ne oitraggh
Fare a celui cb' mejfaggitr di loi .

Joad-

'*'.- '.

- *-^

T R

s)

J A DDE.
qual fara gamai /' ordine orrendo
Che tal minifire apporta?
M A TAN . .
A Jofaketta

1l palefai .
J OAD D K.

Vattene aunque , faggi ,


moro d' empiet , da gf occbi miei .
Va , colma la mifnra a tuoi delitti .
Dio gi s' apprea a unirti alla fpergiura
Progenie d' Abiron , d' Acbitofello ,
Di Doego , e Datn : Gi gi i mafiini ,
A eui fii data Jezahelle in preda ,
Giacciono alla tua porta , ed anelanti
Cbieggon di divtrarti .
M A T AN .

Avanti il fine
Delgiorno . . . ,fi vedr chi di not ... debbe , . .
Ma iifiiam Nabal.
Nabal.
E dove ti fmarrifci
Qual mai fiupor lega i eonfufi ftnfii
beco il nofiro cammino .

D 4

lif -*". r.'*

SCE*

$6

ATT
S E.N A

-'

S E S T A.

J D D E , JOSaBETTa.

JOSaBETTa.

La procclla
Molto aoppiar non tardera ; fi cbicdt
Eliacin dall' infuriata donna .
E gi del fuo natal, de'fuoi configli
Cominciafi velare il grande arcano .
E certo poco vi mancb , Signare ,
Cfje a me Matan non nom'mae il padre.
] Oa DDE .

Cbi t avria detto al perfido Matam ?


Forfe troppo parlogli il tuo dolore ?
Josabetta.
.
Quanto potei per rafrenarlo i feet; '
Ma credimi , Signer, preme tl periglio ,
E lui ferbare a miglor tempo d' nop .
Mentre tra lor configlian i malvagi
Pria che cinto ed a noi rapito ei venga ,
Sofiri , deb foffri , che di nuovo il celi ;
Le vie, le porte fongli ancora aperte;-'
Per afpri cal/i , e per alpeflri monti
Condurlo d' uopo in orridi deferti?
lo condurrollo. So cammino ignoto
Per cui pajfando inoffervata io pojfo
Traverfar del Cedron feco il torrente .
A auel deferto andrb , dove Davidde
Pian-

T S. R Z .
$7
Piangendo , e, come mi ,fcampo cercando,
Fuggia la faccta delFjgljuol rubcllo .
Non temerb per Joas' Or.fi e Ltoni . . .
Ma di Je perche fprezzar a'jiito?
.lo i forfe fahitar configlio ,
In mano di Je Joas fi confidi ,
Ed oggi il conduciam ne' Regni fui ,
Breve i il .cammin: non ba Je si fir
Non ba , mi credi , cosi atrocecerg.
Edi Davidde il nome apprezza . EbDio!
Avvi un Be forfe si crudele e duro ,
Se pur non fia di Jezabelle nato ,
Che non compianga l' infelice forte
D'un innocentee mfero f"anciullo ,
Di cm la caufa a tutti i Re comune ?
Joa DDE'.
Quai timidi configli ofi propormi?
E potrefli tu porre in Je tua fpeme
J OS AI ETTA.

Non odia Dio le providenze noflre ,


Ma offcr.de lui cbi treppo in lui confida .
JVr efe autre i fitoi difigni fanti
U Uoiuo mpegnavdo artnb di Jeu la dejira,
J A D D E.

Jeu che alta Sapienza elejfe ,


Je , fui quai tu fondi ogni tua fpeme ,
Con t'roppo obllo paga i celcfli doni .
Le (ci a d' Acahbo empia figlia in c :
De' Regi d' lfraefegue gli efettfpi :
Del vil Dio dell' Egitto i Templi ferla }
Ed ofa offrire al fin fit gli alti luoghi
Profano incenfo , che il S'ignore aborre. .

Iki' ^rSL-^t.-.

5t

ATT .

Come dunque fiervir di Dio la caufa


Ei puote , e onta vendicar di Dio ,
Se retto non ba il cor , pure le mani ?
No no, volgerti filo a Dio conviene.
Ed invece d' aficondere il Fanciullo ,
Dimeriamlo a gli Ebrei con fronte ornate
Del diadema regal. Preveniam l' ora
Pria che compia Matan la rea eongiura.
S E N A

STTIMA.

JoADDE, JolABETTA, zARlA fegUltO


dil Coro , e da moiti Leviti .

JoADDE.
Cbiufio il Tempio , A z aria i
a R i .

1 utte le porte
Me prefente fur chiufe
JoADDE.

Adunque filo
Rimani tu con le Co orti fante ?
A ZA R I A.

1 recinti girai due volte interno ,


Ognun fugg , fi jepararo tutti
Qual vile gregge da timor difiperfi>
Ed a firvizio del Signor rimafie
Sol la fianta Trib . Non mai percoo
Il popol fu dafimile fpavento
Dal dl che infranfe V Egiziaco gioge .
Ioad-

"""Tat.t

TERZ

S9

Ja A D D E .
popol vile , ed al fervaggio nato!
Contro Dio filo ard/ta . Seguiam Copra ,
Che rtiene tra noi quefie Fanciulle*
a Fanciulla Del Coro.
Separara da te "pefam noi forfe?
E nel Tempia di no fiam noi raniere,
Se bai teco i Padri cd i Fratelli nori ?
wn'hta,
Se d' Isdrael per vendhar gli ohbrobri
Trafiggere non fa la neftra deftra ,
Qua l quella di Jael , l' iniqao tape
De' nemici di Dio , pufama almeno ,
Allorche pugneran le xkfire rca ,\
A pro del Tempi , fupplicar. divote
Con le Ugrime nore il pio Signare .
JoaDDF.
Ecco quali pen te prendono l' arme
Vendicatori , o Sapienza eterna ,
iacerdoti e Faac/ulle ! Nondimtno
Cbi fcubterli parra, fi tu li reggil
Tu fai qnando tu vuoj trar dal fipolcro ,
Percuotere , e finar , dar vita , e morte :
Su propri merti mnconfidan ei,
Ma nel tuo fopra lor nome invocato ,
Ne' giuramenti fatti al pio Davidde
In queo Tempio tuofiggiorno /acro ,
* E 'cha

-^Jc


.
che debhe durare al par del Sole .
Ab donde vien che d'an fanto fpavento
Frem il mio cor ? Sei ta divino Spiri to i
Che pi" agiti , eche^ m' empi ? B'deffb, deffh .
Bgli m' infiamma, ei parla, e glioccbi miei
S' aprono . /o veggo i fecoli pi ofiuri .
Accordate o Leviti i vori oni ,
E fcondate i movi menti miei.
iL Coro caHtaalfuonodi tutti gl' iftrumeiui
Che del Signar la voce -- omaififaccia intendere,
E a ' nori cori parti - /' Oracolo divino ,
Quello che al erhe tenere - a prima porta
Il frefco del mattino .
JoAD DB.

Cieli afcaltate la mia voce . Terra ,


Prea forecchio. Non dir pi , Giacobbe ,
Che fonnacchiofo il tuo Signar . Sparire ,
Peccatori . Etco il Signar fi fvtglia .
Qui ricomincia la finfonia , e Joadde
ripiglia la parola .
Come in un unpiombo vile * foro paro cangiato?
Quale net fanto luoge * Pontefice fcannato
Piangi Gerufalemme , piangi Cittade infida,
- Be divini Profeti infelice Omiiida .
Delfao tenera amare il tuo Dio s' effogliata.
Il
* OSS,

* Zaceara

,v

TERZ O.
<t
11 tuo incenfo a fuoi fguardi i un incenfo
( maccbiato.
Quefte donne, * e fanciulli ave. mai conducete ?
La Cittade Reina il S'ignore ha d'iftrutto .
I fuoi Re fonrifpinti : I Jacerdoti avvinti:
Le fee filennit cangiate in lutto,
Tempio precipita ; voi cedri ardete .
Gerufalemme , oggetto de' miei dolor mortali,
Qual mano in quefio giorno ha rapita il tuo
(yanto ?
Cbi cangia gli occbi miei in due fonti di planto
Per piangere i tuoi mal ?
A Z a R 1 a.

O Santo Tempio!
Jqsabetta.
O pio Daviddde!
il

Coro.

Ob Dio!
Dio di Sion ricbiama in tuo favore
V antico amare.
La finfonia ancora ricomincia , e Joadde .
Y interrompe di nuovo .
]O a DD E ,

'

E qual * vegg" io Gerufalem novella


Ifcir dal fondo del defera furorf> - \
. Brillante di fpleadorg,

Edi
* Schiavitu di Babilonia .
* La Chiefa .


A TT .
it unjegno immortal le temple ornate ?
O popoli , cantate ;
Gerufalem rinafce pi lufingriera t hella .
Onde le -eengono* da tantilati
fijiei figli che infeno non ba giammai portatif
Alza Gerufalemme, alza la tea altera .
Riguarda ifanti Regi di tua g loria abb agiiati,
I Re delie Nazioni innanzi te porati
L'orme baciar de' triofali piedi .
Oh quanti popoli
A gara carrono
Al tuo fplendor!
Colui felice
ni per amabilt
Sionne lice
Sentirfi anima
Tutta infiammar >
Pitvete , o Cieli , e il voro Ciuo cada
A guifa di rugiada ,
E germogli la Terra
Il proprio Salvatore .
JoSABETTA.

Abi donde ci verra la grazia infigne ,


Se de' Regi da cui difcender debbe
II Salvadora.....
JOADDE.

Tu prepara infante
Lo fplendente diadema , o Jofahetta ,
Cbe di Davidde ornb la fronte facra ;
Mvoi
* I Gentili.

T E R Z .

S vol Teviti per armervi meco


ntrate pur helle Jegrete flanze,
Ove da fguardi de' profani lungt
Cuodito il terribile apparato
Dt quelle taute ade e tante lance
Del fangne Filifleo b agnate ancora,
E che ( anni e d" onor careo Davidde
Al Signar , che il protejje , in voto appefe
Ponno impie parjt in un pitt nobil ufe ?
Venite pur , dividerolle io fleo .

SCENA

OTTAVA.

Salomitb e iL Coro

S A LoMITE.
Quai timori , Jorelle t s, - .
jQuai mortalt perjgli !- >-...;..'Signer onnipotente ,
Adunque fono quefli
I facrifizi , e i voti ,
Che i tuoi diletti figli
A offrirti in queflo giorno
Sul tuo Altare tran preflt >
UNA DHLS FaNCIULLI DEL CORO
Qual mai fpettacolo
A gli oeebi timii

:>

Chi

.
Cht potta credere ,
Che un di vedrebbonfi
Neila cafa della pace
Laiftpeggiar mortali fpade
Lampeggiar lance omicide ?
vk' altr a .
".

"*

Vi" " .

In tale periglio ,
In tale fcompiglio
Per chi fi apparecchia
Il facr diadema}
S ALOMl T.

// S'ignore ba parlato ,
Ma ci o che al fuo Profeta
Di fvelar s' degnato
Cbi pub farlo a mi comprendere !
S' arma ei forfe per difenierci 1
S'arma ei forfe per offenderci ?
TuTToiL Couo canta.
Ob promejfe ! ob minacce !
Ob tewbre ! ob m ieri !.
Quanti beni , e quanti meli
A vicenda fon predetti
.: A'figli eletti!
Come accordar fi pub tant* furore
Con tanto amore?

\
UNA

*s

UNAVOCI SOLA.

Pi non far Sionne :


\ '
Una fiamma feroce
Le flrugge ogni ornamento .

tjn'aitu.
Dio protegge Sionne :
Eli' ba per fundamento
La fua farola eterna .
la Prima.
Sparire agi' occhi miel
Veggio la fua bellezza*
LA SBCON Da.

Io veggio in ogni parte


Spenta la fua cbiaiezza.
la Prima.
profondata i Sionne
Entro il pi cupo abiffo ,
la Seconda.
Innalzata Sionne ,

il in cielo ha fiflo.

:-""E2

LA

66

A
.

iaPrima.

Oh quai ruina piena d' orrore !


r, a Seconda.
Quai alzamento pleno di gloria !

t a Prima.
Quai gridi di dolore !
LA S ECOKD A.

Quai canti di vitoria !


Vt' AlTtiA,
I

Hon ci turbiam , ihe un di cortefe * pio


il gran miero fcopriraeci Iddio .

tutte Trb.
Adoriamo il fuo furore ,
E fpertamo nel fuo amere .
. .. ON? AL TRA.

D" un cor che t' ama , o Dio ,


Cht la 'pace pub tsrbar ?
Cerca in tatto il tuo deo ;
Efe mai non vuol cercar
NelU Terra e net Cielo', A
Altra felicitad alma non gode ,
Se nbn quella , the rnilla
V amor divino in lei ,, pate tranquilla .

:i

ATTO

.. -

*1

QVA'RTO.
SCENA
JOAS,

JoSaBETTA . ZaCCAUIA , SaIoMITE ,


un Levita , it Coro .

PRIMA.

--

>

\ .-4

S AieMlTB-

A Lato di nia piadre agrave pajfo ..,


Jl fandullo tliacin ver not s' avanza
Con Zaceara. Che portan , o Sorella,
Sott que'veli ambo. i Fanciulli afiofif
Ethe vuol dira lampeggantt fpdat
Che li precede *
J S a J? E T T A a Z a R 1 A .

Con rifpetto , Figlio ,


Poni ta t Ara il formidabil Libro ,
Di noflra anta Legge, e tu rtponti
Amabil Eiiatin , /' aifgpa benda
Prep al libro divin. Joadde tmpofe,
O Levita , che ponga la fpada
pel Re Davidde al fio diadema c canto,
d" onde viene ofpettaol nuovo,
O Principeffaf perche il fanto libro,
perch quella benda , e quella fpada ?
Da (be USignor m'accolfe entro lfio Tempto,
E
u*

g
.
Un fimile appareccbio unqu* non midi*
Josabetta.
Qgni W dvbbio fgombreraff in breve .
Jo a s.
Adttar Aunque vuoi- fuvra la fronte
Mia quefia henda ? Ab Principe/fa , guards
Di profanarla in ufo vile, e oeore
Del Re > che la portb, la pia memoria .
Figlio infelice abbandonato ag Orfi. . ,
Josabetta adactando il diadema .
afciami , figlio mio , debbo ulbidire .
J AS.
Ma dalla bocea ufcirti odo i fingulti . ..
Madre tu piangi ? E quai piet ti flringe ?
Debbo oggi forfe in olocauflo offerto
xCome di gi la Figlia , f ira
Del S'ignore placar con la mia morte ?
Ab ! nulla ha unfiglio , che non fia del Padre.
Josabetta.
c chi ti dira /' ordin del Cteio ;
"'" Non temer-, efciam noi di quefio luog.
ESCENA

SECONDA-

J AD DE Jo AS.

'V. ...,

Joas torrendo in braccuTal fommo Sacerdote.


Padre mi ?
..-i ' JADD Ev ' - <->v* '=.,

i";' ;- '>-\\\i v
;

'

Figlio mo . i

.\;-\W.*'v u.-iCfc.f>tepare?
. w=
JA-

QVARTO.

*9

Jo A D D E .

C'iufto egli > hen, ch'iote lo fveli , e Figl't0f


E che tu fii prima d' egti' altro inflrutto
De' gran difegni , che formaii ba Dio
Sevra il popolo , e te . Di gran coraggi
Armati il petto , e di novella fe de ;
Gi tempo di moftrar l' ardore e 7 zeh
Cbe le mie cure ti nudrir nel core i
E di pagare a Dio cio che gli debbi
Ne ferai il generofo alto defia f
je AS .
Mi fento pronto , je la vuole , a d<rgl\ ....
La vita .
J AD DE.

De' Re noftri bai fpejfo t/dita


La oria ; ti fivvien , che ftrette leggi
A fe impor debhe un Re degno difcettro .*
J as .
U,f faggio Re (I'ba pronunziato Iddio )
Ne' tefori non mette il fuo foQegno i
Teme Dio fuo Signare , ognor prefeuii
Egli banne ed i precetti , e i giudizi
Severine le pie leggi, e non opprime
Ifuoi fratelli ton ingiufti pefi.
Jo A DDE.
fe per norma a te propor dvvejj
Uno di quei Re, qualfiegliereftif
J OAS .

Pien d'un fedele amor verfe il Signare


Parmi Davidde il pa perfetfo efetnpi?

- T T '
J D .

Dunque imitar tu non yorre; , o Fglio


L' infedele Joim , /' empio Ocozia .
JoAs,
Padre mio!
J O A DD .

$0 via, dl quel che penfi .


Jo A s ,
fera al par d' effl pnr cbi lor fiomiglia .
Quai ti veggio a' miei piedi , o Padre mio f
Jo A DDE.

V onor ti rendo , che al mio Re conviene .


Degno delP Avo tuo renditi , o Jfoas.
Jqas,
lo Joas!
JOBDE,
Saprai con qual fiavore ingne
Dio deludendo fiiribonda madre ,
Che ilferro gi t' avea fitto pel fino,
Te fcelfe , te fiilvb da rage orrenda.
Non fii dalla fua rabbia ancora falvo ,
Che col furore, ond' ella in te volea
Del figlio Jbo ultimo fglio mcifo ,
Alla tua morte la crudele anda,
E te perfigue fino il no ancora ,
Che ti cela. Ma gi ficbierare ia fippi
Sotto I infegne tue popolo pronto
Ad ubbdirti , e a vendicani. ntrate %
Delle fiacre Fatmglk illufiri Capi ,
* Onorati del fa-oto minifiero .
''"*>

"v

SCE-

QUARTO.
SCENA

TKRZA.

JoAS.JoAODP, AzARlA y IsMAELLo .


egl' altri tre api de* LeviTi.

., J a p continua .
Eccoti i tw vendicator't , 9 ;
ccovi, Saterdoti , il Re promeJp>t,
.<. Az AU1A .

cbti.mian?

.'

iL

'y

:v... . , Is MA 8 1, t-O..
......;
V emable FanciuUo l
JoA D DE.
^// / * <// G/W // vero Eredf,
Ultimo Figlio d'Ocozia, nudrito
Di Joas ioi nome , come b en vV nott^
] m si tenero fior recjfi in erba
Il deino ton voi Giuda piangendo
Trafuoi morti fratei credealo involto i
E dalt empio coltel ton efji uccifo .
Ma dal colpo mortal piacque al Signore
yDi preferirlo, e il poco men the einto
Ca{ore nelfuo fen ferbando vivo,
Permife , the ingannando Jofahetta
De\tugmgoldi i vigilanti fguardi ,
ual era efangue , lo celajfe in feno ;
E che potejfe ( del occulto furto
Non altri , che me complice facendo )
La udrice, e V Fancjul celar nel Tempio,

D 4

JA*
.

7*


JOAS.

'

'

A tanto amor , a henezi tanti ,


tom , o Padre , foddisfar*
J O ADD E.

Tu ferba
ta tua riconofceuza in altr iempi
Eccovi dunque il vofiro Re , la vort
Vnica /petiie. EWo finor la cura i
Di cuodirlo: bot s' afpetta , a voi
Miniri del Signar di compier I' opra .
Too che fappia t omicida donna
Che Joas vede del gioro ancora ' rat ,
Nflf orror del fepulcro a rimbalzarlo
Furibonda verra , che gi la morte
A lui ,poc anzi macchinato avea
Sol ionofcendo . Sacerdoti fanti, '
Prevenir la fua rabbia a voi s' afpetta ,
voi finir la fibiavtude indegna
Degli Ebrei , vendicare i m orti Prend ,
Riabilir la vora legge , e a Giuda ,
' E a Beniamino il loro Refar noto.
. U imprei grande , e perigliofa. Aalgb
r
Sul proprio Trono una Reina altera ,
Chefotto i fuoi endardi unita mira
D' eeri audaci , e a" infedeti Ebrei
Oe mmercfijfima , infinita ;
Ma nel Dio , che mi guida , io fil confido
E non e fua la nora caufa ? e in que*
Almo Fanciul tutto Jfrael non vive i
f,in /Gi queo Dio vendicatorcomincia
, . petturbarla , e si accecar la jeppt ,
Cbe

QVARTO.
7?
the fenz' armi e configlio ella ci cride
Vittime qui ferbate al fuo furore .
Corriamo , proclamiam Joas fenza indugo ,
E del Re nuovo intrepidi foldati ,
V Arbitro degli Eferciti invocando
Efvegliando la fe ne' cuori penta ,
Combattiamo Alalia fin nella Reggia .
E quali cori immerfi in vil letargo
Ri cuferan feguire il noro ejempio ,
Mirando ufcir del Tempio in facra pompa
Un Re , che Dio nudr nel proprio Tempio,
Tra' Sacerdoti il fucceffor d' Arone
Conducente alla pugna i fuoi Levitt ,
E in quelle mani a'popoli tremende
t armi offerte al Signor dal pio Davidde?
1l [i/o terror tra" fuoi nemici Idilio
Spargera, lo confido . te nel fang ue
nfe del fenza orror ite a bagnarvi .
bbattete , uccidete , eerminat
Tirj non fol, ma fraeliti ancora .
Non diendete voi da que' jamofi
Leviti . i quali aliar che al Dio del Nil
Li inabile Ifrael / nel Deferto
Rende t te (hito e felierato culto ,
Santamente omicidi depi cari
I.iro parenti , confgrar le mani
Nel fangue deg infidi , e meritaro
Per i opra egregia d' effer fulo elctti
A fervir f Ara del Signar? Ma veggo ,
o zeggo gie) che di feguirmi ardete .
Giurate aunque su auguo Libro
''

ti

I
1

74

A TT

D vivrre , combatiere , e morir


Pe U Re , che a voi reituifce il Cielo
a

>

A Z A R 1 .

Si , n$i giurtam per uoi , per tutti i nori


FrOtmi\ s , giuriam ful fanto Libro
Di non depor le tonfegnate fpade
Si'n cbe Joas vendicato , e abilito
Non a degli Avi fuoi ful Trono ant ico ,
E JeK maxcajje alla promeffa aleuno ,
h t ir'\ tua vendicatr'tce provi
e f> Signore i che fieno i Fig li fuoi
< Dalla ua finta ereditade efclvfi ,
tra que' moni amoverati , 0 Dio ,
Cbe tu fia non conofei JoAbt.'1
- \
A quefta Legge '
Tua norma' eterna Re , a" ejfer fidele
dura .
Joas.
Potrei non conformarmi a que/? a '
J ad de .
Figlio , cbe con tal nome ardifeo ancora
Cbiamarti , deh perdona a quee mie
Tenerezze , alie lagrime perdona
Che timar giuo mi rapifee a forza .
Nudrito tu lungi dal Trono, ignor'i
Di tanto onore il lufingbier veleno '' '
V e briet a del comando, e de' pi ili
Adulator i' incantatrice voce .
Diranno a ie , cbe ogni pi finta legge,
Arbitra della plehe, a i Re foggiace }
Cb' ejj altro fren non ban cbe le lor voglief
Eche

Q V A R .
7J
che alla loro Maeflh fuprema
Sagrificare ogn' altra cofa lice ," ' ;
Che alle fatiche condannata , e ai pianti
. La turbulenta plehe e/ge e mena
Cbe ferreo ettro lagoverni , e domi ,
Perch alla fin fe non opprejfa , opprime*
Cos guidando te di laccio in laccio ,
E d' abijf in , infetteranno
V amahl parit de' tuoi coflumi :
Faranti odiare il vero , e pingeranti
La virt tte Jpaventofa imago.
Aime corrupper ejffi il Re pi fggio !
Prcmetti dunque fovra il fanto Ltbro ,
innanzi quefli teflimon , che Dia
Setnpre far la tua primiera cura ;
Che tu fever* ' ret , cortefe a buoni ,
Tra'' po'veri e tra te non prenderai
Se non Iddio per giudice , o mio Figlio ;
Rammentando che afcvfo in quefli Uni
Orfanofii, e povero com'effi.
J 0 a S.
Promette ' offervar cib che la Legge
Mi prefcri've ; O mio Dio , tu mi cafliga
Se i abbandono mai. , \
\. t '.' <~
J a P D E if
Vient , egli d' ttopo
Che colfacr oglio ti confagri ; tempi
Pi temperire , Jofabetta . .

. T a h 'v .- [

J.->

-s.

* ,. .

L.

,. *

v - . - w

4V^

SCE-

AT
SCENA

QVARTA.

JOAS , JoaDDE , JoSABETTA , ZACCaRIA ,

Akakia, SaloMite . e l Coro.

Josabftta abbraciando Joas.


Figli
Di Davidde , o mo Re !
Joas.
0 Madre mi* ,
O mia unica Madre ! Zaccara,
Ad abbracetare il tuo Fratelo vieni,
JOSABETTaA ZACCARIA,

A' piedi del tuo Re proftrati , o Figli.


J o a o D e , mntre s' abbracciano .
Figti , fiate cos fempre congiunti ,
Josabbttaa J oa.
i
Dunfiu tu fai qual fatigue ti di vit*?
Joas.

$ chifinza te me l' avria tolta .


Josa betta .

O/ nomt w pojfo o Joas ?


IOA

> - ,.

Q V AR

77

i.
J A S .

iL Coro.

CAi? dunque e quei..m.


Josabetta' ?o , -//i dejje .
J O A DDE.

// Levita (tfcoltiam .
SCENA

QVINTA.

Joas , Jgsabetta, Joaddb ce- un Levjta

T -

v N Levita.
M' e ignota ancora
Cb the contro il Signor cola fi tenu ,
Ma s' odon rimbombare in ogni parte
Minacciofe le tromhe . Il foco fpknde
Ira fiendardi . Atalia certo raguna ,
I fuoi foldati , e gi al foccorfo e cbtufa
Ogni cammin . Dag ivfolenti Tiri
Ii monte, u'fede il 7 empio, tuttoingotribro,
E 'n d^effi befiemmiando a noi gridava ;
Abnero prigionier, ne pub falvar .
Josabetta i Joas,
- aro Fancitil, cbe il Ciel jerbommi , invano
Per falvarti feci h quanta poti ,'

- Mu

78
.
Ma forft , atmi! dimenticoj Dio
Del tuo Padre Davidde !
. Jo aDD E.
E tu non terni,
Donna , di provoc ar l'ire del Cielo
Contra te , contre il Re che tanto bai caro iE quando dal tuo fen Dio lo flrappae
Irreparab'ilmente , e che voleffe
Che il feme di Davidde eflinto fojfe ,
Non fiamo noi fu la Montagnafanta ,
1 dove il Padre de'Giudeiful Figlio
Innocente levb finza lagnarfi
Il braccio ubbidiente , e fovra rogo
Il frutto pofe della fua veccbiezza f
Delia promeffa a Dio lafcib la cura ,
E a Dio fa'crificb col figlio amato
Lafpeme della flirpe in lui rinchiufa.
D'tvidiamoci amici - che Ifmaello
Ii lato Orientale in guardia prenda;
Tu 4 lato Aquilonar , tu l' Occidente ,
E l Mezzogiomo tu >' che Sacerdote
Per imprudente zelo , Pur Levita
Non efc innanzi tempo , e non s" affmti ,
Onde pajfan fcoprir i miei difegni ;
Ma delio fpirfo fleffb ognuno accefi
Morendo guardi affegnato poflo .
Come al macello deflinato gregge,'
Rijguarda not nella fua cieca rabbia
talla, ni trovar crede nel Tempi
Che fpavento , e difordinf , Azaria

Non difcoani mai M R' Deb * vient


J

Di

* A Joaj

"3ah -

+*'
QVARTO.
79
Di valorofa flirpe alto rampollo ,
Colma i tuoi difenfor di nuovo ardire ,
Ed il diadema al lor tofpetto tingi ,
E da Re muori ,fe morir tu dei .
Seguilo donna . Dammi tu * quefl' ami i
Fanciulle ofrite i voflri pianti a Dio ,
SCENA

SESTA.

S At omite e il Coro.

tut il CoRo>
ndate pur Figli d' Aronne; ndate
Che mai non armb il Cielo
De gli Avi voflri il zelo
Per querela pi illuflre : andate , andate :
Pel voftro Re , pel voflro Dio pugnate .
UNA SOLA VOCE.

Ove fino le faette ,


O gran Dio , che vibra 'trato
11 tuo braccio poderofo?
Non fei pi tu 7 Dio gelofo ,
Non pi il Dio delle vendette ?
'-'

VU1 AITRA.

Ove tai fono,


Dio di Giacobbe,
Van*
* Ad un Levita .

A T T .
V antiche tue bont i
In que/, che cingeci,
Orror atroce ,
Da te non odefi
Se non la voce
Dt uore iniquit!
Or il Dio pi non fei ,
Che perdona fempre a" rei f
totto il Coro.

Ove mai fono,


Dio di Giacobhe ,
L' antiche tue bont?
VOCE SO LA.

Contre te vantan
./ quea guerra
Dr'izzar gli flrali
Cli empi mortali .
v*.,"
. . Facciamo, dicono ,
Ce(far le Fefie
Di Dio pi la Terra:
. "' Togliamo al monda
Il grave pondo
Di leggi infefte .
. ucidiamo i fanti fnoi,
Ririverfiam gli altari fuoi i
N pi refii memoria
Di fn nom , e di fua gloria \
N pi fia vio
Regftar tra not
, 9 il fita Crio4
TT-

LSL....*

Q V A R .

fi

tu il Coro*

Ove fine le faftte ,


O gran Dio , che vibra trato
Il tuo brat cio poderufo ?
Nn fit pi tu il Dio gelofo ,
Ne pi il Dio delle vendette
UNa VOC2 SOLA.

Avanzo miCero
Denoflri Re!
Caro ed unico fiore
D' un albere rihello ,
Aime ficto il coltello
Delia madre fvenato
Cader vedremti la feconda volea !
O Prence amabile ,
Dinne ,fe n Angelo
Entro la tulla
Contro i Carnefici
Prefe a difenderti i
!
O fe la voce
Di Dio vvente
Nella notte della tomba
Ravvivate ba le fue ceneri
y N' A L T R a .

Tielt Avo , e del Padre


Contro te rihellati ,
Gran Dio ,fono i dtlitti
not dunaue imputti?
F

Cos
/'

A T T ,
Cos la tua pietade
M'firi ci abbandonaf
IL ORO.

Ove mai fono ,


Dio di Giacobhe ,
V antiche tue bont?
Pi il Dio non fei
Che ret perdona ?
T)NA Delle Fanciwlle del Coro fenza cantare,
Care Sorelle , non udie voi
Suonar la tromba </<?' crudeli Tin ?
S A L O M 1 T E.

/ gridi afcolto
Di gente barbara
E d'orror fremone .
Corriam , fuggiamo ,
Ci ricovriamo
Alt -ombra falutare
Del formidando Altare .

'4

AT-

8*

AT TO Q^VINTO,
SCENA PRIMA.
Zaccaria, Salomite, eil Coro*
N

Salmite.
U Caro Zaccaria , che mai arrecbi ?
Zaccaria.
Raddoppiate al Signor le preci ardenti ,
Che forfe amo giunti ait ora eflrema.
Per ortende conflicto il fegno dato ,
Salomite.
E-che fa Joasi
Zaccaria.
.. m
Fu c or onato, ed unto
Dal Pontefice omai cen l' oglio facr*.
E oh qual gioia neg occbi era dipinttt
Al dolce afpetto del Regal Fanciullo
\Redento dal fepolcro ! Oh, mia Sot ella ,
Mirafi ancora del toltell il fegno ,.
E fa vederfi la fedel nudrice ,
Che del Tempio in un angola rimoto
Cuflodiva celata il caro pegno,
tf altro Teflimon delle Jue cure
Avea , che gli occbi di mia Madre , e Dio
Piangon di gioia e tenerezza i noflri
Leviti , e gridi d"1 altegrezza miflt
..- Sono a'ffulri lor. Tra tant't effetfi .

fa

84

Ei fnza orgoglio ajfabile , alt un tende
- La deflra, t altro con t occbio lufinga.
Tutti li cbievia faoi fratelli , e padri ,
E.feguir- glura i 1er finceri avv'ifi
'. SaloMite.

Queflo fegreto divulgalo ancora ?


Z aCC a Ri

Il fegreto nel Tempio i aneara (bla .


G de' Levitt le divife fcbiere
Si aampar fa le porte ; in gran Jtlenzi
Mover dovran precifitofi i pa,
E per fegno gridar, Viva il Re Joas .
Ma che sx arribi il Re , vieta mio Padre,
Ed in cuodia ad Azarla lo diede .
lntanto d' un piignal la deflra armata
Ride Atalln degli fleccati tnerm't
Delle porte di bromo, e torva afpetta
Per atterrar le macchinefat alt ,
E non refpira , che ravine e fangue *
Al c uni Sacerdoti immanttnente
Proposer , che almen l' Arta prezioj
Si nafcondejfe tn fotterranea fianza ,
Che gi feavaro i noftri Padri . Ob vile
Timore e vergognofo , il Padre dijfe ;
V Arca dunque che feo tante fuperbe
Torri crollare , ed il Giordan coflrinji
A ritortere il corfo , tante volte
Triovfatriee de' bugiardi Numi,
Vunque alt afpetto d' injolente donna
Eiiggirafft? del Re mia madre a tanta
Trafitta il core da mortale affanno ,
i ' tibio $r volgtnd al Prente, or alt Altare,

M-

QVINTO.
S$
Muta , dal pefo de' terrori opprejfa ,
A lagrimar trarria gli occhi pi crudi .
Di qua do in quando il Re laringe alfeno ,
E /' accarezza . Deb Swells amate ,
1 miei paffi feguite , e s' prefcrtto
Oggi dal Cielo , che il Re noro pera ,
Andiam fecQ ad unir la nofira forte . ,
Sal omite .
Qual infoleere man raddoppia i colpi ?
- Cbi turbad fa correre i Ceviti ?
Perch cauti a celar van l' armi lore ?
forfi if limpio b sforzato.
Z, A R 1 A .

Difsipate
Ogni timor, che Dio (i manda Abneroi
SCENA

SECONDA.

Asnero , Joadde , Jos abetta , Zaccaria ,


Sawmite , Ismaello, due Leviti ec.

Joadde.
. trederolla ag occbi miei ? Per quale
Cammino bai tu potato, o caro Abnero , .
Conduni al Tempio , e traverfare il camfa
Che ci ajfedia ? Dicea, che d' Acabbo
La facrilega piglia aveati carca
La generofa man d'indegno ferro
Per ficurezza de' fuoi fier configli !
. Abnero.
Teme il mio zelo , e il mi coraggio , e vero ,
Ma le catene il minor prezzo Jono,
F j
Che
'

^^' -V.V^~ ^*r-'.

SS
ATT
Che ta fue rabbia mi fcrbava . In atrt
Prigion chiufo a fuoi cenni io m' afpettavtt
be dopo il Tempo in cenere conjunto,
E i Miniflri del Tempil arfi od ucci %
Ella non fazia ancor di tanta flyage
Tglieffe a me quel importuna vita ,
Cbe il duol di fopravvivere a' miei Regi
Dovrebbe ave-rmi mille volte tolta .
JoaDDE.

E qual prodigio di prigion ti trajje ?


N E O.

Dio foto fa cib che in quel cor fi cutre*


Venir mbafatto, ed intttrbato volto
Dijfe: da' miei Soldati il Tempi e cinta. %
Vltrice fiamma a iitcenerirlo prefia ,
E il tuo Dio contro me falvar nol
Par ricomprario i Sacerdoti oi
( Senza perb frapporre indugio ) porino
A due coudizion .'Foglio in mia manu
Eliacino , e il Teforo a 1er ken noto .
Amablh Davidde , ed in cnffodia
Al ammo Sacerdote eg!i la i olio
Softe figillo di fegreto ; va ,
DI che a tal prezzo tafia lar la yita.s
JoADDE.

Che dobbiam far, che ci configli Ahuera f


b N E R o.

E di Davidde tutte i or , * vera


Che fegreto Tefir di lui tu ferki ;
E tut to ci cbe di piu-ricco e rar:
Salvar potefli dalla donna avara x
Dalle . Vuoi tu da manigoldi impuri
Veder ( Altare. rovinata , ed arfe i.

Cberubini; e che nflente mano


Ingiuriando Arca Jante , afperga
11 Santuario del tuo prprio fangue ?
J A D DE .

JUa converrehbe n generofi inore


Sventurato Fanciullo efporre a morte?
Un Fanciul che in aiflvdia Iddio mi diedtf
liicomprar noi col di lui fangue lice ?
E firbar colla fita la nora vit *
AbKeroi
Ah! Dio vede il mio core , ed oh piacejfi
A qaefio Dio. pojfinte, che talia
L' innocente Fanciul pofio in obllo ,
E del jangae d' n fiazia , credejfe
Phcr coll* mia morte il Ciel , che angc%
Ma che ponno per lui tue vane cure ?
Prira ei wen , fi voi perlte tutti $
E l' impofsibil ti comanda lidio
Per legge d' infle /fib i le. Tiranne
Mos naende, abban dnato al Nil
Dalla madre fi vidde, e condannato.
A morire . Ma Dio contra ogni fpem
Ser bolo , e il ftce dal Tiranno ejpt
Allevar, Cbi mai fil, cofia ei rifirb
Ad Eliacino , e fi conforme jorte
Ad ejpt appareccbiando ormai nonrefi
Il cor deir implacabile omitida
De' noflri Begi di piet capace !
La viddi , e Jofabetta ancor pote
Meco vederla , iurbarfi af afpeito
Del Fanciullo tefle . Calmarpio vd
il violentoJdegno . Prineipejfa^.
F 4
&

Mi %.

^8

// filenzio tu rbi in tal periglio f
che? Peru Faixiul, che t'' ftraniero ,
Soffrirai che fcannar foadde lat
Indarno te , fuo figlio , e V popol ttitto
E che il foco divori il po luogo
t - Su la Terra, ove Diovuol ch'Vom adori ?
Che pi farei , Je degV Avi tuoi
Fojfe il Fanciullo un preziofo refio ?
Josabetta in baffe voce a JoaDd.
Guarda il tenero amor cV ei perta al fangut
De'fuoi Re, che non parli ?
J add .
t.
ton tempo.
A BN e fto.
Signor, pi che non penfi il tempo caro *..
M entre pecando la rifpofia vai,
Matan prefjo Atala di rakbia accefi
Dimanda il jegno . ed il macello ajfretta ,
DebV io prorarmi al tuo ginocchio facrol
Signor , ieh in nome di quel fanto luogo
Aperto folo a te , luogo tremendo i
Ove di Dio la mana ripe/,
uantunque dura fia l' impoa legge,
A riparar quefi'improvvifo colpo
Penfinmo , a refpirar fit dammi tempo .
Dimani , in quea notte , altre mifure
Io prenderb per vendicav gli oltraggi
Del Tempjo , e confervarlo ; ma hen veggo
Che nulla i pianti miei , nulla i miei priegbi
Da te panno impetrar . Troppo fevera
' ^a tu^ v'rf& i n* perfuadtrla io voglio .
. T .

Q V I N .
8o
Ma via ! qualch'' arme o qualche'Jpada trova r
Edel Templo alte porte , ove m' attende
Il nemli , pugnando Abnero mora .
Jo AD DE.
Mi fendo, abbraccio iltuo tOnfiglio ; d' uopa
Le minacce flornar di tanti mali
Rea un teforo di Davidde , r vero,
la euflodia allamia fe commeffa
Ne fu i finor ton . vigilante tnra
Lo celai , perch in effb era ripofla
DegV infelici Ebrei f ultima fpeme .
Ma poiche debbo alla Reina tua
Oggi fcpririo -, foddisfiifla io voglio .
Le noflre porte s apriranno . V entri
Accompagnata da' pi prodi Duci ;
Ma lunge almen da' noflri Altan tenga
U indifereto furor di tanta turba
Di flranieri , ed vrror rifparmi
Dtlfactheggio del Tempio ; e quai mai penne
Sacerdoti e Fanciulli a ici dar ombra?
Prefgga teco il fuo corteggio , Quanta
Al Fanciullo terribile i temuto,
V eqmta del tu cor conofto^ Abnero,
JE rjuanJo i fuoi natali avrb fcoperti
*; Alia prefenza d' Ataa , vedrai
Se in potete di lei lafiarlo lice ,
iudice farti tra 'I Fanciullo, ed tjfa,
Voglie*
. . -

N s

M'vjft, Signore, in fa difefa ;


Non temer. Cerro a leiche qui mandommi.
^ "i
'
t..?. ...SCE-

$0

SCENA

TEUZA

JoADDB, JoSABETTA , TsMAbLtO i


Z a e a i a ec.
,. *
JoADD,
Cran Uio , teco il tuo tempo . La tua predi
Ti fi c undue e . I aello* afiuita .
.-,.
JoSBBTTA*
0 Signor potentijpmo de' Cieli ,
:.\.
Tu gli occbi henda alla crudel Reine i
Come fatei alloi- che a Id togliendo
De' fuoi misfatti il frutto , mi celar
Quella tenera vittima nel fino .
vi-, .. Jo add .;. .--
Vanne , faggio Ifmael, mon perder tempo i
^ N alcun trafiura de' comandi miei i
E fipfa tuito allor ch" Fila entra e puffai
Tutt'bffri d\clta paie a lei im m ago .
Preprate , o FanciuUe-, un Trono a Joasi
E corteggiato ei da Soldati facri
S' ino-ltri , e venga la fe.de I nudrice .
Tu le Jwgrime afiiugd; e ormaiIt' acquets,
Print ipeffa . Tu allor che la Reina
Ebra. d\un folle orgoglio avra trafiorfi
1l limitar del Teinpio , onde non pofla
Jndietro rito mar , fa , che in quel punte
^Saoni la tromba hellicofa , e fparga
- "*.

Improvvifo terrer r.elf mimico

.Ca/a*
Gli parla all* orecchio

Q V I N .
pi
Campo. Si cht ami il popolo al foccorfo
Del fuo Re . D' Ataa fino all' oreccbio ,
Voi fate rimbombar alto prodigio
Di Joasjerbiito , Ei vien.
SCENA

QVARTA.

Joa's, Joadde, Josabetta,


Schiet a di Sacerdoti e Lev it i ,

Joadde.
Leviti fanti ,
Sacerdoti di Dio, fenzamoflrarvi
Cingete tutto il Tempio, e il voflro zelo
Jjaiando go verare alle mie cure ,
lnfino che v'appello occulti flate . *
Re , ti lice fperar , che a" piedi tuo-i
Vedrai ader la tua ntmica , que lia
Che tentb gi di trucidarti infante, .
Ed ora al Tempio frettolofa corre
Per darti morte. Non temerla, e penfa
he ? efiermiisatore Angelo bai teco . .
Afcendi ful tuo Trono , e ... ma la porta
S' apre Permetti che per breve tempo
Queflo velo i afeonda. 0 Principela
Cangi colore ? <
JoSaBHTTa.

Ab ? fenza impallidire
Pofs'io vedere tf ajjaut il Tempio
Em-

f Si tiafcondoio tutei,-

..

' *

9t
A T T
Empierfi! \ n* vedi tu quai fite*
orteggio
J AD D E .

Io veggo che del Jacro Tempi*


Cbiuja e la porta. Ornai tum h in fitaro.
S E N A

Q.V I N T A.

Atalia , JoAS nafcofo dietro il velo , Joaddb t


Josabetta, Abnero, orteggio d'AcaiU..

Atalia a Joadde.
Vi [ei pur gitmtM, feduttore , al fine*
Di calunnie e cangiure imquofabbro ,
Che nel torbido fol metti ogni fpeme ,
Semico eterno del poter fupremo ;
Tu nel tuo 'lia //' confidavi . Sei
Difingannato delia tua fperanzat
Egli la ta il fua Temph, e la tuA ritt
In mio potere ; a te dovrei fu queflo
Altare ove Jacri'ficht , . - ma yoglio
Del prezza oferto contentarmi . Penfn
Ad efeguir cib che promeffo tibai.
Jl teforo , eil Fanciul , (he confegnarmi.
Dei , dove fin?
J A DDE .

Sarai contents in brevet


E f uno, * Valtro fcoprirotti a un tratto.
Caro * Fanciul ti montra , degno fangue
De' nor't
Re i conofci tuteredt ,
J
ff
Il velo s' innalza ,

Q V I N .
91
Reina, del pi fanto f Monanbi?
Cotwfcerto dovrefli almeno ai fegni
Del tuo cokello ; Ecco il tuo Re ,iltuo FigHo^.
Il Figlio d'Qcozia. Popoli, Abiuro ,
Ricenoete Joas?
Abne rq.
. Cielo!
A TA Ma

Malvagio !
JoaDDS.
Rawi tu quefla fedele Ebrea ,
Da cul henfai, ch' egli fuccbiava il latte !
Jfabetta rapillo al tuo furor* ;
V accolfe il Tempio, e gonfirvollo Jddio .
De' tefor di Davidde eccoti quanto
A me rimafi .
. t A T ALI A.

Traditor t a qaefio >


Fanciul far la frode tua funefia .
A me tcgliete l' odiofa larva ,

Sonett mie},
J aDDK .
Soldati del Dio viw,
Diftndete il Re voflro .
Qui s' pre il fondo del Teatro , e fi vede
interiore del Tempio , ed i Leriti armati
efcono da tutte le parti della Scena .
A T al 1 A .

..Ove fon' io ?
0 Reina infelice , tradimento !
D' atmi e netnici ircondata io fono.
JoAD-

94

Jo ADDE .
Con gl' occbi in vano ove fiiggir tu cercbi ,
Che in ogni parte inviluppar ti feppe
Dio ; queo Dio che tu bravavi , in nofira
Mano i abbandonb: rendigli conto
Dtl fangue, ond'ebra foi.
A T a L i a'
Lo fpavento
Tat ba di gelo i miei foldati indegni .
Ove mi conducei , o vile Abnero i
Abnero.
M t teftimonio Dio ...
Atal i a .
Lafcia il tuo Dio,
O traditore , e a vendcarmi penfa.
Abnero.
Di cbi ? di Joas ? del mio Signer?
AT A L i A .

Ei Joas!
Egli tuo Re ! fappiate , empj , fappiate
Che ancor dal armi mie cinti . voi fiete .
Ad alta voce odo che il campo mi
Mi cbiama ... Gi fi corre al miofoccorfo ,
Si corre si ; trematene , o ruhelli .

SCE-

QVINTO.
SCiNA

9$

SESTA.
i

IsMaELLO JOaS JoaDDE A T a L i A eC.

'

IsMAELLO A JoADDE.

Libero il Tempio , e non ba pi nemici ,


E' fommejjb il Gindeo , eflero fugge .
Corne il vento nelf aere il fumo fgombra t
La voce delf Altijpmo difperfe
Quel? Ejercito ; in cima de' recinti
Hanno i Leviti al popolo annunziato
Il Fglio d'Qcozia , tolto all fcure ,
E Atalia che inciampo nel Liccio tefo ;
Suona la tromba in un medefino tempo ,
E il fito rimbombo, e de' Leviti gridi
Hanno nel campo fopraffatto fparfo
Quel fubito terrore , onde percoffb
Da Gedeon fit il Madianita fera.
Vttrmi, e glifeudi abbandonando i Tin
Sparvero primi per diverfe vie :
Qualche fmarrito Ebreo pre la fuga ,
Ma il reflante del popolo , ammhandoLa Provvidenza , che firbato ba Joas ,
Sao Monarca lo acclama ad alta voe,
E da uno fleo fpirito animad,
Donne , Vecchi , Fanciulli , /' uno , e altro
S abbracciano per gioia , ed il Siftore

Vaimo benedic'ndo , e quel cl} ci manda :


{:

-*i'

'

96

Cantan r'iforto di Daviddz il Figlhx


Baal e in orror .ntlla Cittade Santax
Rotea i la porta del prefitno Teinpio,
Trueidoto Maten ....
A tali .

Dio dt' Giuiti


Vinctfli : si che queflo Joas ; deffb
E deffo , e etrco d ingannarmt invano .
Rawifo il loco ove ferir lo fei ,
D' Ocozla vegge il portamento , e il geflo;
Tutto m' addita il pingue reo , che ab horro ,
Davidde trionfante , e folo Acabbo
' diflrutto. Tu ful tut-to bit condono,
Implacable Dio! Tu promettent
A me vendetta facile , in un giorno

Venu volte a me fleffa opposa m' bai ,


Ora per un Fsnciullo i viie rimorfi
Defiand , er obbagliandomi co'tuoi
Ricchi tefori , cV io di dar teniea
Alle rapine, ed alle flamme in preda .
Regni pur dunque , regni queflo F'tglio ,
Tua cura ed opra ; e perch renda illuflre
Coa memorando empio it nnavo Regno,
Facciafi che nel fen ' immerga il ferro
Queflo la Madre gli defia morettdo .
Che de/iar ? io mi lufingo e fpere
Che indocile al tuo giogo , fatgate
Di tua Jegge , fidel d% Acabbo al fangue
Cb' ebbe da me , conforme al Avo, al Padre *
Deteflabile Eredr di Davidde ,
Abolir gli onori tuoi , l' Altare ,
L' Area profanera , vendicherh
Acabbo , Jezabelle , ed Atalia .
JOAD-

QVr.NTO.

j*

JoADDI.
be cofiti trotta fia frori del Tempiot
Onde non fi profan il Jant0 Joco . > ,
Sacn vendicator de' Prend uccifi
Scene pure, te del ngue loro * . : .
A far cr con la jua morte i gridi :
- v e alean , che temerario ardifea
La Jua querela d' abbracciar, con efa
Sotte furor de' vofiri ferri cada . \
*

. .

SCENA

SETTIM A. V

JAS JoADDE JoSABETTA A


BNERo e. .
*
v.. J

JAS.
' ..che t" interni nel mio cor, afflim
Da me diog l'efecrande voci
\
,Enoafnr, ctelle fi compian mai :
Deb fa che mora Joas , pria cb> ei f o j
"

Jo A DDE A' LeviTi.


tviti, tuno -H popolo cbiamate ,EmorramsiiilfuoRe; Cbe venga ognun*
. i r'""ev^ '* mam di lui la fidef
, He , Sacerdoti , Popolo , ripieni
Di grato ojfequio a tonfermar ton Dia
Andtamo poi de'nori Padri lpatto,
deteando pi, /, culpe noflre ,

*mem 0 Dh - siurammi nuovi,


lu

'

'

AT-

Tuprefo al Re prendi iltuo luogo i Abnm,


Punit o di quell' empia ancor t orgoglio:
S ; N A

VLTIMA,

VN Levita, JoAs, Joaddb ,

.
Levita.
Di fua vita gli orror purgati ba il ferro f
la- Santa Cht. si lungo tempe
A' furo di lei lafciata in preda ,
Al fine fcoffo aborrito giogo,
Code mirarla nel fuo fungue immerfa
JOABDE.

Da queo fin terri bile, e dovuto


fuoi misfatti,o Re di Giuda , imparti
Ne oblio ti prenda, che l fu nel Cielo
Un Giudice i Monarchi , gl Innoeenti
Hanno un Venditator ,gliOrfani un Padre ,

L
t\

...

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... Si-I <

FINE

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