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27/10/13

Mitologia greca e latina, Egeo, Egeria

MITOLOGIA CLASSICA

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Mitologia greca e latina : lettera E

Egeo, Egeria.

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EGEO: mitico re di Atene, figlio di Pandione, successore di Cecrope, e di Pilia. Dopo la morte di Pandione, i suoi figli Egeo, Pallante, Niso e Lico furono costretti a riconquistare l'Attica che Pandione aveva perduto. Marciarono contro Atene, scacciarono i figli di Metione e divisero l'Attica in quattro parti, seguendo le istruzioni del loro padre. Egeo, che era il maggiore, ebbe la sovranit su Atene, mentre i suoi fratelli estrassero a sorte gli altri lotti del regno: a Niso tocc Megara e la regione circostante fino a ovest di Corinto; a Lico tocc l'Eubea e a Pallante l'Attica meridionale. La vita di Egeo era costantemente minacciata dalle congiure dei suoi parenti, e in special modo di Lico, che si diceva fosse
stato cacciato dall'Eubea. Egeo spos dapprima Meta, figlia di Oplete; poi Calciope, figlia di Ressenore; ma nessuna delle due gli diede dei figli. Attribuendo tale sventura, come pure la triste fine delle sue sorelle Procne e Filomela, alla collera d'Afrodite, egli ne introdusse il culto in Atene e poi si rec a consultare l'oracolo di Delfi da cui ebbe questo oscuro responso: "La bocca che sporge dall'otre, o migliore fra gli uomini, non slegare, prima di giungere al sommo di Atene" . Lungo la via del ritorno si ferm a Corinto; col Medea gli fece giurare solennemente che egli l'avrebbe protetta dai suoi nemici semmai essa si fosse rifugiata ad Atene e si incaric di procurargli un figlio con opera di magia. Egeo si rec poi a Trezene, dove i suoi vecchi compagmi Pitteo e Trezene, figli di Pelope, erano giunti recentemente per dividersi il regno con re Ezio. Pitteo fece ubriacare Egeo e lo mand a letto con la propria figlia Etra. Nel corso della medesima notte, anche Poseidone godette di lei poich, obbedendo a un sogno provocato da Atena, Etra lasci Egeo e raggiunse l'isola di Sferia, vicinissima a Trezene. Col, con la connivenza di Atena, Poseidone si giacque con Etra. Poseidone tuttavia concesse generosamente a Egeo la paternit del bimbo che fosse nato da Etra. Egeo, quando si dest nel letto di Etra, le disse che se un figlio fosse nato dal loro amplesso non doveva essere esposto ma bens allevato segretamente a Trezene. Poi ritorn ad Atene per celebrare le Panatenee, dopo aver nascosto la propria spada e i propri sandali sotto un masso noto col nome di Altare di Zeus il Forte, e che sorgeva lungo la strada da Trezene a Ermione. Se il ragazzo, raggiunta la maturit, avesse avuto la forza di spostare il masso e di recuperare la spada e i sandali, si sarebbe dovuto mandarlo ad Atene. Frattanto Etra doveva tenere la bocca chiusa, affinch i nipoti di Egeo, i cinquanta figli di Pallante, non congiurassero contro la sua vita. La spada era un pegno avuto da Cecrope. In una localit ora chiamata Genetlio, sulla strada che dalla citt conduce al porto di Trezene, Etra diede alla luce un figlio. Taluni dicono che essa lo chiam Teseo; altri sostengono che il giovane si merit in seguito quel nome ad Atene. Egli fu allevato a Trezene, dove il suo tutore Pitteo prudentemente mise in giro la voce che il bimbo era figlio di Poseidone. Mentre Teseo cresceva a Trezene, Egeo aveva mantenuto la promessa fatta a Medea, ospitandola quando essa fugg da Corinto. In seguito la spos e lei gli diede un figlio, Medo. Allorch Teseo divenne un giovanetto forte e saggio, Etra lo guid al luogo dove Egeo aveva nascosto la spada e i sandali e gli narr la storia della sua nascita. Egli spost senza alcuna difficolt il masso, chiamato poi "Roccia di Teseo", e ricuper i pegni lasciati da suo padre. Poi raggiunse Atene, e Medea lo riconobbe e ne divenne gelosa per via di Medo, il figlio che aveva avuto da Egeo e che si supponeva gli sarebbe succeduto sul trono. Cerc quindi di convincere Egeo a mandare il giovane contro il toro di Maratona che aveva ucciso il figlio di Minosse, Androgeo. Contrariamente alle sue aspettative, Teseo usc vittorioso dallo scontro e riport ad Atene il toro vivo. Medea allora decise di sopprimerlo. Fece credere ad Egeo che Teseo fosse una spia o un assassino, e lo indusse a invitarlo alla festa nel Tempio del Delfino; Egeo, che si serviva del tempio come della propria residenza, si prepar a offrire a Teseo una coppa di vino affatturato da Medea. Taluni dicono che quando il bue arrostito fu servito nel Tempio del Delfino, Teseo estrasse la spada per trinciare la carne e cos attrasse l'attenzione di suo padre; ma secondo altri, Teseo si era gi portato la coppa alle labbra senza sospettare di nulla quando Egeo not i serpenti Eretteidi incisi sull'elsa della spada e rovesci la coppa di vino avvelenato per terra. Egeo abbracci Teseo e lo riconobbe come figlio dinanzi al popolo radunato. Animato da propositi di vendetta, Teseo insegu allora Medea; essa per riusc a fuggire avvolgendo il proprio
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27/10/13
Port alini: dal met eo ai t elefoni

Mitologia greca e latina, Egeo, Egeria

corpo in una magica nube e si allontan da Atene con il figlio Medo. Pallante e i suoi cinquanta figli, quando videro le loro speranze di governare in Atene minacciate da uno straniero, si ribellarono apertamente; ma Teseo balz sui guerrieri in agguato e li stermin. Egeo si rese colpevole, nei confronti di Minosse, della morte del figlio Androgeo ucciso dal toro di Maratona, e ben presto Minosse invase l'Attica, e attacc Megara e Atene: Megara cadde e Atene venne colpita da una pestilenza. Il tributo imposto da Minosse alla citt di Atene di sette fanciulli e sette fanciulle da inviare ogni anno (altri dicono ogni tre anni, oppure ogni nove anni) per nutrire il Minotauro, dette luogo alla spedizione di Teseo contro l'orrenda creatura. L'eroe, partendo alla volta di Creta, aveva convenuto col padre che se l'impresa fosse riuscita avrebbe issata al ritorno una vela bianca; ma se ne dimentic, lasciando la vela nera issata quando era partito col suo tributo umano. Egeo che da uno scoglio spiava ansioso il ritorno del figlio, non appena la vide credette morto Teseo e si precipit nel mare, che ebbe poi da lui il nome di Mar Egeo.

EGERIA: antichissima divinit latina delle sorgenti; nella mitologia romana era la ninfa della fonte omonima in un bosco presso il lago di Nemi, vicino ad Aricia; le era sacra anche un'altra fonte a Roma presso la Porta Capena, ai piedi della collina del Celio. Era detta una Camena "cantante" come la Musa dei Greci, e perci "vaticinatrice". Presso la prima fonte ebbe culto a fianco di Diana Nemorense, e questo collegamento con Diana lascia supporre che un suo aspetto assai antico fosse quello di divinit protettrice delle nascite. Quindi era anche annoverata nel gruppo delle divinit che presiedono al parto, e anzi fra queste essa sola ebbe personalit. Era venerata come la divinit ispiratrice del re Numa nelle sue riforme per l'incivilimento del rozzo e primitivo suo popolo di pastori. Egeria passava per essere la consigliera del re Numa che la spos o ne fece la sua amante, e i loro colloqui avvenivano di notte a Porta Capena o in una grotta situata nel bosco delle Camene. Seguendo i consigli di lei, Numa Pompilio diede ai Romani le istituzioni religiose. Secondo Ovidio si spost ad Aricia alla morte di Numa Pompilio e Diana, per placare il suo dolore, la trasform in una fonte.

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