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Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell

Alberto Abbondandolo
abbondandolo@dm.unipi.it http://www.dm.unipi.it/abbondandolo/

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 1/31

La meccanica quantistica

1900 - Per spiegare la radiazione di corpo nero, Max Planck propone unipotesi disperata: la luce composta di particelle indivisibili, i fotoni, ciascuna delle quali possiede unenergia proporzionale alla frequenza.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 2/31

La meccanica quantistica

1900 - Per spiegare la radiazione di corpo nero, Max Planck propone unipotesi disperata: la luce composta di particelle indivisibili, i fotoni, ciascuna delle quali possiede unenergia proporzionale alla frequenza. 1905 - Albert Einstein usa lipotesi quantistica di Plank per spiegare leffetto fotoelettrico.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 2/31

La meccanica quantistica

1900 - Per spiegare la radiazione di corpo nero, Max Planck propone unipotesi disperata: la luce composta di particelle indivisibili, i fotoni, ciascuna delle quali possiede unenergia proporzionale alla frequenza. 1905 - Albert Einstein usa lipotesi quantistica di Plank per spiegare leffetto fotoelettrico. 1913 - Niels Bohr propone un modello dellatomo in cui gli elettroni possono avere solo determinati livelli energetici.

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La meccanica quantistica

1900 - Per spiegare la radiazione di corpo nero, Max Planck propone unipotesi disperata: la luce composta di particelle indivisibili, i fotoni, ciascuna delle quali possiede unenergia proporzionale alla frequenza. 1905 - Albert Einstein usa lipotesi quantistica di Plank per spiegare leffetto fotoelettrico. 1913 - Niels Bohr propone un modello dellatomo in cui gli elettroni possono avere solo determinati livelli energetici. 1926 - Werner Heisenbeg e Paul Dirac, e per altra via Louis de Broglie e Erwin Schrdinger formulano le equazioni matematiche della meccanica quantistica.
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Lesperimento della doppia fenditura

Nel 1915 sir Geoffrey Ingram Taylor esegue lesperimento seguente.

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Lesperimento della doppia fenditura


Nel 1915 sir Geoffrey Ingram Taylor esegue lesperimento seguente. Una sorgente luminosa a bassissima intensit emette un fotone alla volta. Tra la sorgente e la lastra fotograca che riveler il fotone c uno schermo con 2 piccole fenditure.

SORGENTE

SCHERMO

LASTRA

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Linterferenza
3 2 1

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8

1.6

2.4

3.2

4.8

-1

-2

-3

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Linterferenza
3 2 1

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8

1.6

2.4

3.2

4.8

-1

-2

-3

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Linterferenza
3 2 1

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8

1.6

2.4

3.2

4.8

-1

-2

-3

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Linterferenza
3 2 1

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8

1.6

2.4

3.2

4.8

-1

-2

-3

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La matematica della meccanica quantistica

Il fotone non in nessun posto. Ad ogni istante esso descritto da una funzione donda a valori complessi. La funzione | |2 rappresenta la densit di probabilit di trovare il fotone in una determinata posizione.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 5/31

La matematica della meccanica quantistica

Il fotone non in nessun posto. Ad ogni istante esso descritto da una funzione donda a valori complessi. La funzione | |2 rappresenta la densit di probabilit di trovare il fotone in una determinata posizione. La funzione donda evolve nel tempo secondo lequazione di Schrdinger = iH. t

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La matematica della meccanica quantistica

Il fotone non in nessun posto. Ad ogni istante esso descritto da una funzione donda a valori complessi. La funzione | |2 rappresenta la densit di probabilit di trovare il fotone in una determinata posizione. La funzione donda evolve nel tempo secondo lequazione di Schrdinger = iH. t

Quando misuriamo la posizione del fotone, tramite la lastra fotograca, la funzione donda collassa ed il fotone appare in un punto(x, y, z ) con densit di probabilit | (x, y, z )|2 .
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Spiegazione dellInterferenza
Al passaggio dalla doppia fenditura | |2 appare come:
2.4

1.6

0.8

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8

1.6

2.4

3.2

4.8

-0.8

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Spiegazione dellInterferenza
Allarrivo sulla lastra fotograca | |2 appare come:
2.4

1.6

0.8

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8

1.6

2.4

3.2

4.8

-0.8

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Spiegazione dellInterferenza
La funzione donda collassa e un punto luminoso appare secondo la distribuzione di probabilit | |2 :
3.2

2.4

1.6

0.8

-4.8

-4

-3.2

-2.4

-1.6

-0.8

0.8 O

1.6

2.4

3.2

4.8

-0.8

-1.6

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Il caso nella sica classica, I


Una causa minima, che ci sfugge, determina un effetto considerevole, del quale non possiamo non accorgerci: diciamo allora che questo effetto dovuto al caso. Se conoscessimo con esattezza le leggi della natura e lo stato delluniverso allistante iniziale, potremmo prevedere quale sar lo stato di questo stesso universo ad un istante successivo. Ma quandanche le leggi naturali non avessero per noi pi segreti potremo conoscere lo stato iniziale soltanto approssimativamente.

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Il caso nella sica classica, I


Se ci ci permette di conoscere lo stato successivo con la stessa approssimazione, non abbiamo bisogno daltro, e diremo che il fenomeno stato previsto, che esistono leggi che lo governano. Ma non sempre cos: pu succedere che piccole differenze nelle condizioni iniziali generino differenze grandissime nei fenomeni nali; un piccolo errore a proposito delle prime genererebbe allora un errore enorme a proposito di questi ultimi. La previsione diventa impossibile: siamo di fronte al fenomeno fortuito. [Henri Poincar, Le hasard, Revue du mois, 1907.]

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Il caso nella sica classica, II

Mi chiedete di prevedere i fenomeni che stanno per vericarsi.

[Henri Poincar, Le hasard, Revue du mois, 1907.]

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Il caso nella sica classica, II


Mi chiedete di prevedere i fenomeni che stanno per vericarsi. Se per disgrazia conoscessi le leggi di questi fenomeni, non sarei in grado di farlo se non a prezzo di calcoli inestricabili e dovrei rinunciare a rispondervi; ma siccome ho la fortuna di ignorarle, vi risponder immediatamente.

[Henri Poincar, Le hasard, Revue du mois, 1907.]

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Il caso nella sica classica, II


Mi chiedete di prevedere i fenomeni che stanno per vericarsi. Se per disgrazia conoscessi le leggi di questi fenomeni, non sarei in grado di farlo se non a prezzo di calcoli inestricabili e dovrei rinunciare a rispondervi; ma siccome ho la fortuna di ignorarle, vi risponder immediatamente. E quel che vi di pi straordinario in tutto ci che la mia risposta sar corretta

[Henri Poincar, Le hasard, Revue du mois, 1907.]

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Le obiezioni di Einstein nel 1926

La meccanica quantistica degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non ancora la soluzione giusta. una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare pi a fondo il segreto del gran Vecchio.

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Le obiezioni di Einstein nel 1926

La meccanica quantistica degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non ancora la soluzione giusta. una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare pi a fondo il segreto del gran Vecchio. In ogni caso, sono convinto che questi non gioca a dadi con il mondo. Onde nello spazio a 3n dimensioni, la cui velocit regolata dallenergia potenziale (come negli elastici di gomma)...

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Le obiezioni di Einstein nel 1926

La meccanica quantistica degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non ancora la soluzione giusta. una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare pi a fondo il segreto del gran Vecchio. In ogni caso, sono convinto che questi non gioca a dadi con il mondo. Onde nello spazio a 3n dimensioni, la cui velocit regolata dallenergia potenziale (come negli elastici di gomma)... Mi do da fare a dedurre dalle equazioni differenziali della relativit generale le equazioni del moto dei punti materiali, concepiti come singolarit. [Albert Einstein, lettera a Max Born, 4 dicembre 1926]
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Il paradosso EPR

Nel 1935 Albert Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen pubblicano un articolo volto a dimostrare che la meccanica quantistica incompleta. In altre parole, la funzione donda non fornisce una descrizione completa dello stato di un sistema.

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Il paradosso EPR

Nel 1935 Albert Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen pubblicano un articolo volto a dimostrare che la meccanica quantistica incompleta. In altre parole, la funzione donda non fornisce una descrizione completa dello stato di un sistema. Seguiamo il loro argomento nella versione di David Bohm e Yakir Aharonov (1957) (ulteriormente modicata).

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La polarizzazione della luce


La luce pu essere polarizzata in una qualsiasi direzione nel piano perpendicolare al suo cammino. Se un raggio di luce polarizzato in una certa direzione incontra un polarizzatore orientato nella stessa direzione, lo attraversa. Se il polarizzatore orientato perpendicolarmente ad il raggio viene fermato. Se langolo intermedio, passa solo una frazione della luce. A quel punto, la luce passata polarizzata lungo la direzione del polarizzatore, come si pu vericare facendola passare per un altro polarizzatore.

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La polarizzazione della luce


Secondo la meccanica quantistica, anche un singolo fotone possiede una polarizzazione. Questa pu avere una direzione precisa, oppure pu essere indeterminata (esattamente come la posizione).

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La polarizzazione della luce


Secondo la meccanica quantistica, anche un singolo fotone possiede una polarizzazione. Questa pu avere una direzione precisa, oppure pu essere indeterminata (esattamente come la posizione). Se il fotone polarizzato, esso passa con certezza da un polarizzatore con la stessa orientazione, non passa da uno perpendicolare, passa con probabilit cos2 da un polarizzatore inclinato di un angolo .

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La polarizzazione della luce


Secondo la meccanica quantistica, anche un singolo fotone possiede una polarizzazione. Questa pu avere una direzione precisa, oppure pu essere indeterminata (esattamente come la posizione). Se il fotone polarizzato, esso passa con certezza da un polarizzatore con la stessa orientazione, non passa da uno perpendicolare, passa con probabilit cos2 da un polarizzatore inclinato di un angolo . Se la polarizzazione del fotone indeterminata, esso passa da un polarizzatore qualsiasi con probabilit 1/2. Se passa, assume la polarizzazione del polarizzatore.

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Lesperimento concettuale

Supponiamo di disporre di una sorgente che emetta coppie di fotoni, A e B , di polarizzazione INDETERMINATA ma IDENTICA per le due particelle. I due fotoni partono in direzioni opposte.

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Lesperimento concettuale

Supponiamo di disporre di una sorgente che emetta coppie di fotoni, A e B , di polarizzazione INDETERMINATA ma IDENTICA per le due particelle. I due fotoni partono in direzioni opposte. Quando sono ad una distanza considerevole, il fotone A incontra un polarizzatore orientato in senso VERTICALE. Entrambi i fotoni possono essere rilevati da lastre fotograche.

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Lesperimento concettuale

FOTONE A SORGENTE

FOTONE B

POLARIZZATORE

LASTRA

LASTRA

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Interpretazione

Secondo la meccanica quantistica, prima di incontrare il polarizzatore, la polarizzazione di A indeterminata. Incontrando il polarizzatore, questa indeterminazione scompare: se passa, la sua polarizzazione diventa verticale, altrimenti orizzontale. Possiamo decidere quale dei due eventi si vericato mettendo un rivelatore dopo il polarizzatore.

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Interpretazione

Secondo la meccanica quantistica, prima di incontrare il polarizzatore, la polarizzazione di A indeterminata. Incontrando il polarizzatore, questa indeterminazione scompare: se passa, la sua polarizzazione diventa verticale, altrimenti orizzontale. Possiamo decidere quale dei due eventi si vericato mettendo un rivelatore dopo il polarizzatore. Ma dato che il fotone B ha la stessa polarizzazione di A, nello stesso istante in cui A sceglie se avere polarizzazione orizzontale o verticale, B compie esattamente la stessa scelta. Per a quel punto A e B sono molto lontani: linformazione sulla orientazione di A si propagata istantaneamente.

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Conseguenze

Da questo argomento EPR traggono la seguente conclusione: o il mondo NON LOCALE (vi sono azioni in un posto che hanno ripercussioni immediate in un posto lontanissimo) oppure la meccanica quantistica NON COMPLETA.

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Conseguenze

Da questo argomento EPR traggono la seguente conclusione: o il mondo NON LOCALE (vi sono azioni in un posto che hanno ripercussioni immediate in un posto lontanissimo) oppure la meccanica quantistica NON COMPLETA. Infatti, se pensiamo che i fotoni possiedano una polarizzazione ben determinata, ancorch a noi sconosciuta, scompare lesigenza di invocare azioni a distanza e il paradosso non pi tale.

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Reazioni

A questo articolo Niels Bohr replica con due scritti, apparsi su Nature e su Physical Review nel 1935. La discussione tra Einstein e Bohr, come pure quella tra Einstein e Born, andr avanti per anni.

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Reazioni

A questo articolo Niels Bohr replica con due scritti, apparsi su Nature e su Physical Review nel 1935. La discussione tra Einstein e Bohr, come pure quella tra Einstein e Born, andr avanti per anni. Einstein tenta invano di formulare una teoria che sia completa, locale, e che sia in accordo con la meccanica quantistica.

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Le obiezioni di Einstein negli anni 50

[...] prenderai forse posizione nel senso che una descrizione completa sarebbe inutile in quanto ad essa non corrisponderebbe alcuna regolarit.

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Le obiezioni di Einstein negli anni 50

[...] prenderai forse posizione nel senso che una descrizione completa sarebbe inutile in quanto ad essa non corrisponderebbe alcuna regolarit. Riconosco di non poter contestare in modo denitivo questipotesi; ma il mio istinto mi dice che la formulazione esauriente delle leggi legata a una descrizione completa delle situazioni.

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Le obiezioni di Einstein negli anni 50

[...] prenderai forse posizione nel senso che una descrizione completa sarebbe inutile in quanto ad essa non corrisponderebbe alcuna regolarit. Riconosco di non poter contestare in modo denitivo questipotesi; ma il mio istinto mi dice che la formulazione esauriente delle leggi legata a una descrizione completa delle situazioni. Di ci sono convinto, anche se il successo (nora) testimonia in senso contrario.

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Le obiezioni di Einstein negli anni 50

Credo anche che lattuale formulazione sia vera nel senso in cui lo sono ad esempio gli enunciati della termodinamica, e cio nella misura in cui i concetti che si utilizzano sono adeguati.

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Le obiezioni di Einstein negli anni 50

Credo anche che lattuale formulazione sia vera nel senso in cui lo sono ad esempio gli enunciati della termodinamica, e cio nella misura in cui i concetti che si utilizzano sono adeguati. Tutto ci non vuole essere un tentativo (inutile) di persuadere te (o chiunque altro): vorrei soltanto che comprendessi il mio modo di pensare. [Albert Einstein, lettera a Max Born, 15 settembre 1950]

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Le obiezioni di Einstein negli anni 50

Credo anche che lattuale formulazione sia vera nel senso in cui lo sono ad esempio gli enunciati della termodinamica, e cio nella misura in cui i concetti che si utilizzano sono adeguati. Tutto ci non vuole essere un tentativo (inutile) di persuadere te (o chiunque altro): vorrei soltanto che comprendessi il mio modo di pensare. [Albert Einstein, lettera a Max Born, 15 settembre 1950] Caro Born, la tua concezione assolutamente insostenibile. [Albert Einstein, lettera a Max Born, 1 gennaio 1954]

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Il contributo di Bell

Nel 1964 John S. Bell dimostra che nessun modello locale pu essere in accordo con la meccanica quantistica.

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Il contributo di Bell

Nel 1964 John S. Bell dimostra che nessun modello locale pu essere in accordo con la meccanica quantistica. Di pi: propone un esperimento che possa confutare la meccanica quantistica oppure confutare un qualsiasi modello locale.

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Lapparato sperimentale immaginato da Bell

Supponiamo di disporre di una sorgente che emetta coppie di fotoni, A e B , di polarizzazione INDETERMINATA ma IDENTICA per le due particelle. I due fotoni partono in direzioni opposte.

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Lapparato sperimentale immaginato da Bell

Supponiamo di disporre di una sorgente che emetta coppie di fotoni, A e B , di polarizzazione INDETERMINATA ma IDENTICA per le due particelle. I due fotoni partono in direzioni opposte. Entrambi i fotoni incontrano polarizzatori, che per possono essere orientati secondo angoli diversi. Due lastre fotograche permettono di rivelare il passaggio di ciascun fotone.

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Lapparato sperimentale immaginato da Bell

FOTONE A SORGENTE

FOTONE B

POLARIZZATORE

POLARIZZATORE

LASTRA

LASTRA

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Lapparato sperimentale immaginato da Bell

FOTONE A SORGENTE

FOTONE B

POLARIZZATORE

POLARIZZATORE

LASTRA

LASTRA

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Lapparato sperimentale immaginato da Bell

FOTONE A SORGENTE

FOTONE B

POLARIZZATORE

POLARIZZATORE

LASTRA

LASTRA

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Lapparato sperimentale immaginato da Bell

FOTONE A SORGENTE

FOTONE B

POLARIZZATORE

POLARIZZATORE

LASTRA

LASTRA

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La funzione di correlazione

Indichiamo con (, ) la funzione di correlazione che si ottiene quando il primo polarizzatore inclinato di un angolo e il secondo di un angolo . In altre parole, (, ) si calcola cos:

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La funzione di correlazione

Indichiamo con (, ) la funzione di correlazione che si ottiene quando il primo polarizzatore inclinato di un angolo e il secondo di un angolo . In altre parole, (, ) si calcola cos: si fanno N esperimenti con i polarizzatori orientati come detto;

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La funzione di correlazione

Indichiamo con (, ) la funzione di correlazione che si ottiene quando il primo polarizzatore inclinato di un angolo e il secondo di un angolo . In altre parole, (, ) si calcola cos: si fanno N esperimenti con i polarizzatori orientati come detto; tutte le volte che i fotoni hanno lo stesso comportamento (cio passano entrambi o non passano entrambi) si somma +1;

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La funzione di correlazione

Indichiamo con (, ) la funzione di correlazione che si ottiene quando il primo polarizzatore inclinato di un angolo e il secondo di un angolo . In altre parole, (, ) si calcola cos: si fanno N esperimenti con i polarizzatori orientati come detto; tutte le volte che i fotoni hanno lo stesso comportamento (cio passano entrambi o non passano entrambi) si somma +1; tutte le volte che i fotoni hanno comportamento diverso si somma 1;
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La funzione di correlazione

Indichiamo con (, ) la funzione di correlazione che si ottiene quando il primo polarizzatore inclinato di un angolo e il secondo di un angolo . In altre parole, (, ) si calcola cos: si fanno N esperimenti con i polarizzatori orientati come detto; tutte le volte che i fotoni hanno lo stesso comportamento (cio passano entrambi o non passano entrambi) si somma +1; tutte le volte che i fotoni hanno comportamento diverso si somma 1; si divide per N : il numero trovato (, ).
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La funzione di Bell

Esempi: (, ) = 1, (, + /2) = 1.

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La funzione di Bell

Esempi: (, ) = 1, (, + /2) = 1. Fissiamo gli angoli = 0, = /6 e = /3.


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La funzione di Bell

Esempi: (, ) = 1, (, + /2) = 1. Fissiamo gli angoli = 0, = /6 e = /3.


Facciamo molti esperimenti orientando il primo polarizzatore secondo langolo oppure , e il secondo secondo langolo oppure .

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La funzione di Bell

Esempi: (, ) = 1, (, + /2) = 1. Fissiamo gli angoli = 0, = /6 e = /3.


Facciamo molti esperimenti orientando il primo polarizzatore secondo langolo oppure , e il secondo secondo langolo oppure . Calcoliamo B = (, ) + (, ) (, ).
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La previsione della MQ

Secondo la meccanica quantistica (, ) = cos 2( ).

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La previsione della MQ

Secondo la meccanica quantistica (, ) = cos 2( ).

Esercizio: dimostrarlo, sapendo che

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La previsione della MQ

Secondo la meccanica quantistica (, ) = cos 2( ).

Esercizio: dimostrarlo, sapendo che 1. un fotone con polarizzazione indeterminata passa da un polarizzatore con probabilit 1/2;

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 24/31

La previsione della MQ

Secondo la meccanica quantistica (, ) = cos 2( ).

Esercizio: dimostrarlo, sapendo che 1. un fotone con polarizzazione indeterminata passa da un polarizzatore con probabilit 1/2; 2. un fotone polarizzato passa da un polarizzatore inclinato di un angolo rispetto alla sua polarizzazione con probabilit cos2 .

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La previsione della MQ

Secondo la meccanica quantistica (, ) = cos 2( ).

Esercizio: dimostrarlo, sapendo che 1. un fotone con polarizzazione indeterminata passa da un polarizzatore con probabilit 1/2; 2. un fotone polarizzato passa da un polarizzatore inclinato di un angolo rispetto alla sua polarizzazione con probabilit cos2 . BMQ = cos 2( ) + cos 2( ) cos 2( )

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La previsione della MQ

Secondo la meccanica quantistica (, ) = cos 2( ).

Esercizio: dimostrarlo, sapendo che 1. un fotone con polarizzazione indeterminata passa da un polarizzatore con probabilit 1/2; 2. un fotone polarizzato passa da un polarizzatore inclinato di un angolo rispetto alla sua polarizzazione con probabilit cos2 . BMQ = cos 2( ) + cos 2( ) cos 2( )
2 + cos cos = cos 3 3 3 = 1 2 1 +2 + 1 2

=3 2.

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Conseguenze di un modello locale

Se crediamo in un mondo locale, il fatto che le coppie di fotoni hanno comportamento identico se posti di fronte a polarizzatori con identica orientazione implica che:

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Conseguenze di un modello locale

Se crediamo in un mondo locale, il fatto che le coppie di fotoni hanno comportamento identico se posti di fronte a polarizzatori con identica orientazione implica che: Ciascun fotone sa gi in partenza come si comporter di fronte ad un polarizzatore comunque orientato. Le coppie di fotoni gemelli hanno le stesse istruzioni.

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Conseguenze di un modello locale

Se crediamo in un mondo locale, il fatto che le coppie di fotoni hanno comportamento identico se posti di fronte a polarizzatori con identica orientazione implica che: Ciascun fotone sa gi in partenza come si comporter di fronte ad un polarizzatore comunque orientato. Le coppie di fotoni gemelli hanno le stesse istruzioni. Etichettiamo i nostri fotoni a seconda di come si comporterebbero di fronte ai tre angoli , , . Per ciascun angolo si hanno due scelte, per un totale di 23 = 8 tipi diversi di fotoni.

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La previsione di un modello locale


Contributo a BLoc BLoc = (, ) + (, ) (, )

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La previsione di un modello locale


Contributo a BLoc + + + 1+1-1 = 1 BLoc = (, ) + (, ) (, )

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La previsione di un modello locale


Contributo a BLoc + + + 1+1-1 = 1 + + 1-1+1 =1 BLoc = (, ) + (, ) (, )

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La previsione di un modello locale


+ + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 BLoc = (, ) + (, ) (, )

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La previsione di un modello locale


+ + + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 -1+1+1 = 1 BLoc = (, ) + (, ) (, )

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La previsione di un modello locale


+ + + + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 -1+1+1 = 1 + -1+1+1=1 BLoc = (, ) + (, ) (, )

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 26/31

La previsione di un modello locale


+ + + + + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 -1+1+1 = 1 + -1+1+1=1 -1-1-1=-3 BLoc = (, ) + (, ) (, )

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 26/31

La previsione di un modello locale


+ + + + + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 -1+1+1 = 1 + -1+1+1=1 -1-1-1=-3 + 1-1+1 = 1

BLoc = (, ) + (, ) (, )

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 26/31

La previsione di un modello locale


+ + + + + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 -1+1+1 = 1 + -1+1+1=1 -1-1-1=-3 + 1-1+1 = 1 1+1-1 = 1

BLoc = (, ) + (, ) (, )

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 26/31

La previsione di un modello locale


+ + + + + + + + Contributo a BLoc + 1+1-1 = 1 1-1+1 =1 + -1-1-1=-3 -1+1+1 = 1 + -1+1+1=1 -1-1-1=-3 + 1-1+1 = 1 1+1-1 = 1

Disuguaglianza di Bell BLoc 1.

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Le conclusioni di Bell

Dato che

3 BMQ = , 2 la meccanica quantistica viola la disuguaglianza di Bell BLoc 1.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 27/31

Le conclusioni di Bell

Dato che

3 BMQ = , 2 la meccanica quantistica viola la disuguaglianza di Bell BLoc 1.

Da ci Bell trae la seguente conclusione: se la meccanica quantistica corretta, il mondo non locale.

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Gli esperimenti
1972 Freedman e Clauser: violazione della disuguaglianza di Bell.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 28/31

Gli esperimenti
1972 Freedman e Clauser: violazione della disuguaglianza di Bell. 1974 Holt e Pipkin: conferma della disuguaglianza di Bell e disaccordo con la MQ.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 28/31

Gli esperimenti
1972 Freedman e Clauser: violazione della disuguaglianza di Bell. 1974 Holt e Pipkin: conferma della disuguaglianza di Bell e disaccordo con la MQ. 1976 Clauser: violazione della disuguaglianza di Bell.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 28/31

Ancora esperimenti
1982 Aspect, Dalibard e Roger: violazione della disuguaglianza di Bell. Qua lorientazione dei polarizzatori viene scelta dopo lemissione delle particelle.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 29/31

Ancora esperimenti
1982 Aspect, Dalibard e Roger: violazione della disuguaglianza di Bell. Qua lorientazione dei polarizzatori viene scelta dopo lemissione delle particelle. 2000 Weihs: violazione della disuguaglianza di Bell.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 29/31

Ancora esperimenti
1982 Aspect, Dalibard e Roger: violazione della disuguaglianza di Bell. Qua lorientazione dei polarizzatori viene scelta dopo lemissione delle particelle. 2000 Weihs: violazione della disuguaglianza di Bell. 2001 Wineland: viene superato il problema della scarsa afdabilit dei rivelatori.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 29/31

Ancora esperimenti
1982 Aspect, Dalibard e Roger: violazione della disuguaglianza di Bell. Qua lorientazione dei polarizzatori viene scelta dopo lemissione delle particelle. 2000 Weihs: violazione della disuguaglianza di Bell. 2001 Wineland: viene superato il problema della scarsa afdabilit dei rivelatori. 2007 Zeilinger crea coppie di fotoni gemelli sullisola di La Palma e ne verica la coerenza a Tenerife, 144 chilometri pi in l.

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Una storia olandese

La risposta delloracolo di Delft: Se ci sar un maschio, degli altri due uno avr i capelli chiari laltro scuri. Se ci sar una femmina, gli altri due avranno lo stesso colore di capelli.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 30/31

Una storia olandese

La risposta delloracolo di Delft: Se ci sar un maschio, degli altri due uno avr i capelli chiari laltro scuri. Se ci sar una femmina, gli altri due avranno lo stesso colore di capelli. Esercizio: Spiegare la deduzione di Alberto: avremo 2 maschi e una femmina oppure 3 femmine. Cosa altro si pu dedurre?

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 30/31

Una storia olandese

La risposta delloracolo di Delft: Se ci sar un maschio, degli altri due uno avr i capelli chiari laltro scuri. Se ci sar una femmina, gli altri due avranno lo stesso colore di capelli. Esercizio: Spiegare la deduzione di Alberto: avremo 2 maschi e una femmina oppure 3 femmine. Cosa altro si pu dedurre? Esercizio: Come mai, pur essendo nati 3 maschi, Nielsie pensa che loracolo abbia detto la verit?

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 30/31

Per saperne di pi

A. Einstein, Opere scelte, Boringhieri 1988.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 31/31

Per saperne di pi

A. Einstein, Opere scelte, Boringhieri 1988. J. Bell, Speakable and unspeakable in quantum mechanics, Cambridge University Press 2004.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 31/31

Per saperne di pi

A. Einstein, Opere scelte, Boringhieri 1988. J. Bell, Speakable and unspeakable in quantum mechanics, Cambridge University Press 2004. A. D. Aczel, Entanglement, Raffaello Cortina Editore 2004.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 31/31

Per saperne di pi

A. Einstein, Opere scelte, Boringhieri 1988. J. Bell, Speakable and unspeakable in quantum mechanics, Cambridge University Press 2004. A. D. Aczel, Entanglement, Raffaello Cortina Editore 2004. F. Selleri, La sica tra paradossi e realt, Progedit 2003.

Il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell p. 31/31

Per saperne di pi

A. Einstein, Opere scelte, Boringhieri 1988. J. Bell, Speakable and unspeakable in quantum mechanics, Cambridge University Press 2004. A. D. Aczel, Entanglement, Raffaello Cortina Editore 2004. F. Selleri, La sica tra paradossi e realt, Progedit 2003. A. Zeilinger, Il velo di Einstein, Einaudi 2006.

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