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Associazione Italiana Internet Provider

Spettabile Autorit per le Garanzie nelle Comunicazioni Centro Direzionale, Isola B5, Torre Francesco 80143 Napoli Fax: 081 7507616 Cortese attenzione dei Commissari: Prof. Angelo Marcello Cardani Prof. Maurizio Decina On.le Antonio Martusciello Dott. Francesco Posteraro Sen. Antonio Preto

Roma, 26 giugno 2013

e, p.c., Ing. Federico Flaviano, Direzione Tutela Consumatori

Oggetto: politiche di de-peering di Telecom Italia S.p.a. Chiarissimi Commissari con la presente desideriamo evidenziare alcuni sviluppi dei rapporti di Peering tra Telecom Italia e gli altri operatori sul mercato, molto preoccupanti per lintegrit e la qualit dei servizi Internet in Italia, che codesta Autorit deve preservare ed incentivare, conseguenti alla recente politica di Telecom Italia di chiudere tutti i rapporti di interscambio di traffico Internet da lungo tempo in essere con la maggior parte degli altri operatori Internet italiani, finora gestiti su base di reciproca gratuit (sender keeps all). 1. Ad oggi, anche grazie agli specifici impegni assunti da Telecom quale condizione dellapprovazione dellacquisizione da parte di Telecom del ramo d'azienda di Video on Line (VOL) attivo nella fornitura dei servizi di accesso ad internet1, in base ai quali, con particolare riferimento agli accordi di peering (per linterconnessione tra reti Internet) o di NAP (per la costituzione di nodi di accesso neutrali), lincumbent si obbligava a:
a) mantenere tutti gli accordi di peering realizzati da VOL; b) offrire funzionalit di peering a chiunque utilizza servizi . di Telecom . .. inoltre a verificare con organizzazioni "super partes", quale ad esempio l'Associazione degli Internet Services Providers, la fattibilit della costituzione di un sistema di peering che interessi tutti o la maggior parte degli operatori. previa ripartizione dei costi fra tutti gli operatori che ne usufruiranno, inclusa la 2 stessa Telecom. [] .

In seguito a ci, dal 1996 ad oggi sono stati attivi alcuni nodi di interscambio multilaterali
C2404, Telecom Italia/Video On Line, concentrazione autorizzata, a determinate condizioni, dallAutorit Garante della Concorrenza con il provvedimento n. 4009 del 19 giugno 1996. 2 Provvedimento cit. in nota 1, pag. 4.
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neutrali (MIX a Milano, Namex a Roma e Topix a Torino), reciproci e non onerosi3. 2. Tuttavia, di questi giorni una comunicazione a diversi operatori, tra i quali anche alcuni associati ad AIIP, con la quale Telecom li informa che chiuder i peering in essere presso MIX, NAMEX e altri Neutral Access Point in Italia. In particolare, Telecom afferma di avere
adottato una nuova Policy di peering nazionale, con l'obiettivo di razionalizzare i costi e ridurre il forte sbilanciamento di traffico IP in entrata. I criteri adottati in tale Policy riservano il rapporto di peering gratuito con la rete di Telecom Italia, ad Operatori pari, ossia con Operatori di Telecomunicazioni che presentano caratteristiche di equivalenza in termini di volumi, utenza, traffico e punti di ridondanza (cfr. Allegato).

Sul presupposto che il destinatario di tale lettera non possiede tali requisiti, Telecom comunica il recesso dal peering in essere con tale operatore decorsi 90 giorni dal ricevimento di tale lettera, dando la propria disponibilit a mantenere un rapporto di accesso diretto alla propria rete IP previa conclusione di un accordo commerciale oneroso (con costi esclusivamente a carico delloperatore destinatario del recesso). 3. Le argomentazioni di Telecom sono in parte errate e, comunque, pretestuose. Infatti: 1) la nuova policy di peering nazionale di Telecom avrebbe l'obiettivo di "razionalizzare i costi". Ora, ipotizzando che per il peering (bench non regolato), valgano principi analoghi a quelli applicabili all'interconnessione (nella specie, ai circuiti di interconnessione), ogni operatore dovrebbe sostenere (in applicazione del principio di reciprocit invocato dalla stessa Telecom), i costi del collegamento ad altro operatore4. Se ne ricava che la soluzione pi economica ed efficiente, anche per Telecom, sarebbe di fare peering in un unico punto di peering anzich con i singoli operatori in "N" punti di peering, cos moltiplicando i costi propri (e, soprattutto, quelli degli altri operatori...).
Peraltro, i costi di router, fibre, colocazione, etc., nei punti di peering sono irrilevanti per Telecom, se si considera che tutto il traffico di peering di Telecom tra MIX e Namex si stima pesi al massimo 15Gb. Considerando un costo di circa 1/mb/mese, un totale di 180.000/anno.

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La nuova policy di peering avrebbe anche il fine di ridurre il forte sbilanciamento di traffico IP in entrata". Questa giustificazione pretestuosa atteso che nell'ambito del traffico IP non ha molto senso parlare di "bilanciamento o sbilanciamento" del traffico (come non ha senso distinguere tra traffico entrante o uscente): si tratta di concetti che appartengono al mondo della commutazione di circuito (telefonico), superati nel mondo IP. Peraltro, il traffico tra due reti di comunicazioni simmetrico, salvo casi particolari5: nella specie, gli associati ad AIIP sono simili a Telecom come profilo di traffico, poich hanno un mix simile tra clienti di servizi di accesso, di housing e di hosting e si pu ragionevolmente sostenere che il loro traffico Internet con Telecom equilibrato. Infine, la lettera di Telecom, generica quanto ai criteri per identificare altri operatori

I costi di collegamento sono sostenuti da ciascun operatore ed i costi di gestione sono equamente ripartiti tra tutti gli operatori. 4 Dove Telecom paga i KIT ed i circuiti di interconnessione allOLO e lOLO paga a Telecom i KIT ed i circuiti di interconnessione a Telecom. 5 Ad esempio, nella telefonia un pricing molto diversificato per le medesime tratte genera fenomeni di "call back"; in Internet, il traffico generato da un operatore prevalentemente attivo nellhousing e hosting di contenuti pi in uscita che in entrata.

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"Pari" (per volumi, utenza, traffico e punti di ridondanza) cui consentirebbe la reciproca gratuit del peering. Infatti, quanto ai volumi: se il traffico simmetrico, i volumi scambiati tra due operatori sono simili, indipendentemente dalle dimensioni delle loro reti; del pari, il riferimento all'utenza irrilevante ai fini dello scambio del traffico. 4. Le considerazioni che precedono inducono a ritenere che Telecom in realt dissimuli finalit diverse, escludenti ed anticompetitive. Infatti, negando il peering a condizioni di reciprocit, Telecom, che detiene il 52,4% degli accessi a banda larga6 (perseguiti anche con condotte sanzionate dallAutorit Antitrust7), realizza di fatto un walled garden che le consentir di approfittare di perniciosi effetti di rete -diretti ed indiretti- a proprio favore, per spingere gli OTT e le CDN ad impiegare i propri servizi di housing e di hosting, ed i clienti finali ad avvalersi dei propri servizi di acceso ad Internet. In particolare, Telecom potr escludere i concorrenti dai mercati: (i) dalla fornitura dei servizi di accesso a banda larga, Infatti, in assenza di peering i servizi e le applicazioni la cui qualit dipende dal basso tasso di latenza e dallassenza di jittering (es. streaming di video o musica, TV on-line, giochi on-line, videocomunicazioni su Skype o altre piattaforme, cloud computing, etc.) possono essere fruiti dai clienti finali, alle migliori condizioni, solo con un accesso ad Internet offerto da Telecom (gli utenti sceglieranno i servizi Alice o altri servizi di accesso ad Internet offerti da Telecom); della fornitura di servizi di hosting e housing per operatori OTT e CDN (solo accedendo direttamente alla rete di Telecom tali fornitori di servizi potranno accedere alla pi ampia base di clienti alle migliori condizioni qualitative).

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5. Inoltre, la nuova politica di Telecom porterebbe ad un generale peggioramento della fruizione di contenuti italiani da parte di utenti di accesso italiani, favorendo paradossalmente i grandi "content" e OTT esteri, una situazione assurda e paradossale per la competitivit del sistema Paese, che gi molto bassa rispetto ai benchmark del settore; situazione, per di pi, che non trova riscontro in nessun altro paese dell'area OCSE. 6. A fare le spese di questa condotta di Telcom, oltre ai concorrenti, saranno ovviamente gli utenti Internet italiani: sia di servizi Alice (o di altri servizi di Telecom), che navigano su siti italiani non ospitati da Telecom Italia, sia di altri operatori, che navigano su siti italiani ospitati da Telecom. Tutti, infatti, potranno osservare un degrado (da lieve a
Autorit per le Garanzie nelle Comunicazioni Osservatorio trimestrale sulle Telecomunicazioni al 30 giugno 2012, pag. 5. 7 Ad esempio: A-255, Associazione Italiana Internet Providers/Telecom, Provv. n. 7978 del 28/1/2000; A-280, Tiscali-Albacom/Telecom Italia, Provv. n. 8481 del 13/7/2000; A-285, Infostrada/Telecom Italia Tecnologia ADSL, Provv. n. 9472 del 27/4/2001; A-351, Telecom Italia- Consip, Provv. n. 13752 del 16/11/2004; A-357, Tele2/Tim-Vodafone-Wind, Provv. n. 17131 del 3/8/2007; A-398, Telecom Italia, Provv. n. 18692 del 21/8/2008; A-375, Fastweb-Wind/Telecom, Provv. n. 19249 del 11/12/2008; A-426, Telecom Italia/Fastweb, Provv. n. 23677 del 19/06/2012; A-428, Wind-Fastweb/ Telecom Italia del 10/05/2013.
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severo nelle prestazioni, secondo la rilevanza della qualit in funzione dei servizi richiesti). Peraltro, in assenza di un intervento volto ad assicurare continuit allattuale peering con Telecom, i sistemi di misura e di validazione delle prestazioni di velocit delle connessioni ADSL degli operatori italiani predisposti dall'Autorit per le Garanzie nelle Comunicazioni ("NeMeSys", "Misura Internet"), essendo basati sui punti di interscambio neutrali (come ad esempio MIX e NAMEX), non sarebbero pi in grado di verificare l'effettiva qualit del servizio di accesso, poich il traffico da e verso la rete di Telecom non passer pi per tali punti, ma dovr compiere strade pi lunghe con incremento dei tempi di latenza e del tasso di perdita di pacchetti. Infine, poich lItalia gi agli ultimi posti in Europa per diffusione della NGA, leventuale chiusura dei peering multilaterali e reciproci da parte di Telecom Italia non pu che peggiorare l'efficienza della rete Internet italiana e ritardare ulteriormente lavvento della NGAN. 7. E per tale ragione che AIIP richiede un urgente intervento di codesta Autorit per le Garanzie nelle Comunicazioni, volto ad imporre a Telecom Italia lobbligo di continuare a garantire il peering in un ambiente multilaterale e reciproco, come avvenuto sino ad oggi. A questo riguardo, AIIP ritiene che lAutorit debba intervenire nella fattispecie in questione per perseguire gli obiettivi della regolamentazione in materia delle telecomunicazioni e le proprie finalit istituzionali, disposti rispettivamente dagli artt. 4 e 13 del Codice delle Comunicazioni, avvalendosi anche dei poteri ad essa attribuiti dagli artt. 41 e 42 del Codice. 7.1 In particolare, lart. 4, al comma1, lett. c), D. Lgs. 259 del 2003 (Codice Comunicazioni),tra gli obiettivi della regolamentazione delle comunicazioni elettroniche, dispone la tutela della libert di iniziativa economica e suo esercizio in regime di concorrenza, garantendo un accesso al mercato delle reti e servizi di comunicazione elettronica secondo criteri di obiettivit, trasparenza, non discriminazione e proporzionalit. Inoltre, lart. 4 cit. al comma 3 dispone che La disciplina delle reti e servizi di comunicazione elettronica volta altres a: e) promuovere lo sviluppo in regime di concorrenza delle reti e servizi di comunicazione elettronica, ivi compresi quelli a larga banda e la loro diffusione sul territorio nazionale, dando impulso alla coesione sociale ed economica anche a livello locale; f) garantire in modo flessibile l'accesso e l'interconnessione per le reti di comunicazione elettronica a larga banda, avendo riguardo alle singole tipologie di servizio, in modo da assicurare concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori; . Di rilievo anche le disposizioni dei commi 4 e 5 dellart. 13, relativo agli obiettivi e principi dell'attivit di regolamentazione, che dispongono che: 4. l'Autorit promuov[e] la concorrenza nella fornitura dei servizi di comunicazione elettronica ..: a) assicurando che gli utenti ne traggano il massimo beneficio in termini di scelta, prezzi e qualit; b) garantendo che non abbiano luogo distorsioni e restrizioni della concorrenza , anche per la trasmissione di contenuti; 5. l'Autorit contribuisc[e] allo sviluppo del mercato: . b) adottando una disciplina flessibile dell'accesso e dell'interconnessione, anche mediante la negoziazione tra gli operatori avendo riguardo alle singole tipologie di servizi di
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comunicazione elettronica ed in particolare a quelli offerti su reti a larga banda, in coerenza con gli obiettivi generali di cui all'articolo 4. 7.2 Infine, lAutorit pu avvalersi dei poteri ad essa assegnati dallart. 40, comma 1 del Codice, che dispone che Gli operatori possono negoziare tra loro accordi sulle disposizioni tecniche e commerciali relative all'accesso e all'interconnessione. L'Autorit anche mediante l'adozione di specifici provvedimenti garantisce che non vi siano restrizioni che impediscano alle imprese accordi di interconnessione e di accesso. Parimenti, lart. 42 del Codice disciplina Poteri e competenze dell'Autorit in materia di accesso e di interconnessione, assegnando ad essa specifici poteri di intervento e di imposizione di specifici obblighi in materia di acceso ed interconnessione, in aggiunta a quelli generali di regolamentazione8. 8. In conclusione, AIIP richiede un pronto intervento di codesta Autorit volto ad assicurare il mantenimento dellattuale assetto del peering multilaterale sul mercato Internet italiano, a vantaggio della concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche, dei contenuti e degli utenti finali, imponendo a Telecom di non recedere dagli accordi di peering in essere.

___________________________ Renato Brunetti, Presidente Associazione italiana Internet Provider

Art. 42 del Codice delle Comunicazioni 1. Nel perseguire gli obiettivi stabiliti dall'articolo 13, l'Autorit incoraggia e garantisce forme adeguate di accesso, interconnessione e interoperabilit dei servizi, esercitando le proprie competenze in modo da promuovere l'efficienza economica e una concorrenza sostenibile, investimenti efficienti e l'innovazione e recare il massimo vantaggio agli utenti finali. 2. Fatte salve le misure che potrebbero essere adottate nei confronti degli operatori che detengono un significativo potere di mercato ai sensi dell'articolo 45, l'Autorit pu imporre: a) l'obbligo agli operatori che controllano l'accesso agli utenti finali, compreso, in casi giustificati, e qualora non sia gi previsto, l'obbligo di interconnessione delle rispettive reti, nella misura necessaria a garantire l'interconnessione da punto a punto e valutati i servizi intermedi gi resi disponibili; 5. Ove giustificato, l'Autorit pu, di propria iniziativa, intervenire in materia di accesso e interconnessione di cui ai commi 1 e 2 al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi previsti all'articolo 13.

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