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La regolamentazione del mercato dellenergia elettrica

Le novit nel settore elettrico a seguito del processo di liberalizzazione Il processo di liberalizzazione del mercato elettrico fu avviato dalla commissione europea nel 1996 con lapprovazione della direttiva comunitaria n. 96/92/CE recepita in Italia il 16 marzo 1999. Obiettivo principale della direttiva la realizzazione di un mercato dellenergia elettrica competitivo, in grado di assicurare la libera circolazione dellenergia elettrica allinterno del mercato unico europeo. Gli Elementi fondamentali di questo processo di liberalizzazione erano: Introduzione dellaccesso di terzi alla rete, in virt del quale le societ di trasmissione e di distribuzione devono permettere di fruire della loro rete a prezzi ragionevoli e non discriminatori a tutti gli utenti del sistema elettrico; Separazione e trasparenza della contabilit, questo significa separare contabilmente le attivit di produzione, trasmissione e distribuzione delle imprese verticalmente integrate. A seguito del processo di liberalizzazione si passati da ununica impresa verticalmente integrata (Enel) di propriet pubblica dove i prezzi allutenza erano fissati dallalto, per via amministrata (tariffe), ad un mercato potenzialmente concorrenziale. LEnel (monopolista) stata, quindi, costretta a vendere parte degli impianti di produzione (per una potenza complessiva di 15.000 MW), tramite pacchetti di vendita appositamente costituiti, le cosiddette Genco (Generation Company), Eurogen, Elettrogen ed Interpower. Con il processo di liberalizzazione si verificata: Lintroduzione della nuova figura del grossista: intermediario che acquista energia elettrica e la rivende ai consumatori finali in un sistema di libero mercato; La suddivisione dei clienti finali in clienti idonei (in possesso dei requisiti necessari per acquistare elettricit sul libero mercato) e clienti vincolati (privi dei requisiti richiesti per accedere al libero mercato); dal 1luglio 2007 tutti possono accedere al libero mercato, ma continua ad esistere il servizio di maggior tutela per coloro che decidono di non cambiare fornitore; Listituzione della Borsa dellEnergia organizzata e gestita dal Gestore del mercato elettrico organizza, in maniera neutrale, trasparente, obiettiva e concorrenziale il mercato dellenergia elettrica. Esso ha la funzione di gestire la cosiddetta borsa dellenergia, punto dincontro delle offerte di acquisto e vendita di energia, assicurando la libera concorrenza tra i produttori; Listituzione della figura dellAcquirente Unico, societ di propriet del Ministero del Tesoro, con la funzione di fornire energia elettrica alle societ di distribuzione per la copertura della domanda del mercato vincolato. La nascita del Gestore della rete di trasmissione nazionale che si occupa dellattivit di trasmissione e dispacciamento. Dal primo novembre del 2005 il GRTN ha cambiato nome in GSE. Il cambio di nome legato alla riunificazione tra propriet e gestione della rete di trasmissione nazionale disposta dal Dpcm dell11 maggio 2004, in base al quale tutte le risorse dedicate al dispacciamento sono state cedute a Terna Spa. Attualmente il GSE si occupa della gestione, promozione e incentivazione delle fonti rinnovabili, ovvero, ritira dai produttori e colloca sul mercato lenergia prodotta da impianti da fonti rinnovabili e assimilate Cip6. L istituzione dellAutorit per l'Energia Elettrica e il Gas che unAutorit indipendente di regolazione e controllo, istituita ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, a cui affidata la funzione di garantire la promozione della concorrenza ed assicurare adeguati livelli di qualit nei settori dellenergia elettrica e del gas. LAEEG stabilisce le tariffe di 1

riferimento per il settore energetico, gli standard di qualit dei servizi e i criteri per il rispetto delle regole di mercato da parte degli operatori del settore. Caratteristiche del mercato elettrico Il mercato dellenergia elettrica tra i servizi di pubblica utilit uno dei pi importanti e certamente il pi complesso; un settore molto grande ed importante della nostra economia, un suo funzionamento non ottimale potrebbe avere conseguenze sullintera economia. Lenergia entra come un input nei processi produttivi; prezzi elevati nel settore, rispetto agli altri paesi, rappresentano una perdita di competitivit; un bene il cui consumo deve avvenire contestualmente allerogazione, infatti, manca la fase dello stoccaggio (non si possono avere scorte) si possono conservare solo poche quantit attraverso i volumi dacqua contenuti nei bacini degli impianti idro-elettrici e serbatoi. Il percorso che porta dalla produzione di energia elettrica al suo ingresso nelle case, negli uffici o nelle fabbriche si articola in 4 fasi: produzione, trasmissione, distribuzione e vendita. Il sottosistema della produzione costituito dal complesso degli impianti di produzione, variamente dislocati sul territorio. Le attivit connesse alla fase di produzione riguardano la realizzazione, lesercizio e la manutenzione degli impianti, e per le centrali non a fonte rinnovabile lacquisto dei combustibili. I progressi tecnologici che negli ultimi anni hanno caratterizzato gli impianti di produzione hanno modificato sostanzialmente la struttura di questo mercato. Sino ad un recente passato lentit degli investimenti necessari per la realizzazione di impianti di produzione creavano una forte barriera allentrata per i potenziali entranti nellattivit di produzione. Al giorno doggi sono invece disponibili tecnologie di generazione che hanno ridotto la dimensione ottima minima degli impianti e consentono pertanto a pi soggetti di operare nel campo della produzione. Schematicamente possibile distinguere tra impianti tradizionali1 e impianti che si basano su nuovi processi produttivi2: Le reti di trasmissione e distribuzione sono le linee elettriche che trasportano lenergia prodotta ai centri di consumo. Il trasporto dellenergia elettrica dal luogo di produzione (impianto di generazione) fino alla rete di distribuzione locale avviene mediante linee elettriche di trasmissione, cio linee elettriche che coprono distanze elevate (centinaia di km ed oltre), sulle quali lenergia elettrica viaggia ad una tensione3 adatta per il trasporto su lunghe distanze. La rete di trasmissione soggetta a perdite di energia. Per limitare tali perdite si ricorre allaumento della tensione. Nel punto di arrivo della linea, in prossimit del luogo di consumo, necessario adeguare la tensione di trasporto alla tensione di distribuzione, assai pi adatta alla alimentazione delle utenze finali. Le linee elettriche di distribuzione forniscono lenergia elettrica agli utenti finali a una tensione variabile a seconda del tipo di utilizzo. Analogamente a quanto accade per il segmento della trasmissione, anche le imprese operanti nel segmento della distribuzione svolgono le attivit connesse al funzionamento delle reti, solo che in tal caso si ha che fare con reti di distribuzione.
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Impianti tradizionali: Impianti termoelettrici a carbone e ad olio combustibile; impianti idroelettrici; impianti geotermoelettrici; impianti nucleari. 2 Impianti che si basano su nuovi processi produttivi: impianti a ciclo combinato (CCGT, Combyned Cycle Gas Turbines); impianti che sfruttano fonti di energia rinnovabili (aerogeneratori, impianti che sfruttano le biomasse, impianti fotovoltaici, celle a combustibile); impianti che sfruttano fonti assimilate alle rinnovabili, fondamentalmente gli impianti di cogenerazione (CHP, Combined Heat Power, produzione combinata di elettricit e calore) e gli impianti che sfruttano i residui industriali inquinanti. 3 Si dividono in Alta Tensione, Media Tensione e Bassa Tensione.

La vendita indica lattivit di stipulazione dei contratti di fornitura, di misurazione, di fatturazione e di esazione. Di fatto questa attivit non presenta problemi di barriere allentrata analoghi a quelli delle altre fasi della filiera produttiva. In Italia, sino alla riforma attuata con il Decreto Bersani, lattivit di vendita non aveva una grande rilevanza, in quanto questa attivit era svolta in regime di esclusiva legale da parte dellEnel e i prezzi dellenergia elettrica erano fissati dallalto, per via amministrata (tariffe). Con la riforma del Decreto Bersani anche in Italia si crea un libero mercato dellenergia elettrica e lattivit di vendita assume una nuova importanza. La regolamentazione del mercato elettrico Con la liberalizzazione del mercato lo stato ha abbandonato il ruolo di attore primario nelleconomia produttiva per assumere le vesti di arbitro e regolatore del mercato. Il processo di liberalizzazione del mercato elettrico ha dato vita pi che ad un processo di deregolamentazione del mercato, ad un processo di ri-regolamentazione, fondato sulla separazione societaria (legal unbundling) fra attivit strutturalmente monopolistiche (reti) ed attivit potenzialmente concorrenziali (produzione, approvvigionamento e vendita) e sullaccesso non discriminatorio dei terzi ai servizi offerti dai proprietari delle infrastrutture di rete e di stoccaggio. In Italia per regolamentare il mercato abbiamo sia unautorit di regolamentazione settoriale che unautorit antitrust: lAEEG e lAGCM. Tra le due non vi dicotomia, ma complementariet ed interazione. LAGCM vigila sul rispetto della concorrenza e suggerisce di ampliarne la portata, lAEEG opera per accrescerne lestensione, come quando determina le condizioni e i prezzi di accesso alle reti. Ancorch legate le une alle altre, ciascuna delle fasi in cui si articola la filiera elettrica presenta caratteristiche distinte, con differenti dimensioni minime, proprie modalit competitive, diverso peso degli aspetti tecnologici. Ciascuna di esse, in particolare presenta un diverso grado di contendibilit, ponendosi quindi in modo diverso rispetto alla possibilit di essere regolamentate. Ciascuna fase pu essere analizzata sulla base di 2 variabili: dimensione minima efficiente degli impianti e grado di concentrazione del settore. Entrambi questi aspetti pongono diversi problemi di regolamentazione del settore. Lattivit della trasmissione, essendo unattivit gravata da elevati costi fissi e da alti costi non recuperabili (sunk costs = costi affondati) si configura come un monopolio naturale caratterizzato da economie di scala. Considerazioni simili valgono per lattivit della distribuzione, di gestione cio delle reti che forniscono lenergia elettrica agli utenti finali. La distribuzione per non costituisce un monopolio unico nazionale, ma piuttosto tanti monopoli naturali territoriali. Lattivit di vendita invece un segmento potenzialmente concorrenziale, caratterizzato, come , da una intensit di capitale molto contenuta rispetto ai segmenti precedenti. La competizione pu avvenire sia in base al prezzo, sia in base alla qualit dei servizi offerti. Anche in questo caso per la presenza di un numero esiguo di operatori ne giustifica la regolamentazione. Il segmento della produzione, che pesa in termini di costi, in maniera preponderante sul prezzo complessivo dellenergia venduta potenzialmente concorrenziale. Le barriere in entrata di natura economica sembrano oggi facilmente superabili grazie allo sviluppo di alcune moderne tecnologie tra cui la pi promettente sicuramente il ciclo combinato gas-vapore. Questa tecnologia presenta costi fissi sensibilmente inferiori a quelli degli impianti termoelettrici che utilizzano le tecnologie tradizionali. Ne derivano tempi di ritorno degli investimenti ridotti, una diminuzione dellimportanza delle economie di scala e in ultima analisi la possibilit di realizzare impianti con 3

dimensione ottimale relativamente piccola rispetto alla domanda. Pur essendo un segmento potenzialmente concorrenziale, la presenza tuttavia di un numero esiguo di operatori, ne richiede la regolamentazione per salvaguardare gli utenti finali. In conclusione, regolamentare il mercato dellenergia significa promuovere e sostenere la concorrenza nelle attivit di produzione e vendita, in cui risulta realizzabile, accettando lesistenza di monopoli naturali nella trasmissione e nella distribuzione. Il controllo dellAEEG sulle attivit delle filiere Le fasi della filiera: la trasmissione e la distribuzione In Italia, lattivit di trasmissione affidata a TERNA che gestisce la quasi totalit della RTN, mentre la distribuzione affidata a varie societ che operano territorialmente in regime di monopolio. A TERNA affidata lattivit di pianificazione e sviluppo della rete, la gestione e la sua manutenzione. Di fondamentale importanza anche lattivit di dispacciamento diretta al coordinamento degli impianti di produzione ai fini dellequilibrio in ogni istante tra immissioni e prelievi di energia elettrica, ovvero tra offerta e domanda di energia, dal momento che questa non si pu immagazzinare. Per lesercizio di tali attivit TERNA percepisce dalle imprese di produzione un corrispettivo che per lanno 2009 di 0,0270 c/KWh per ogni KWh immesso. La rete di trasmissione considerata lanello debole del nuovo sistema liberalizzato. Infatti a differenza delle fasi della generazione e della vendita, in relazione alle quali la struttura dei costi tale da consentire un elevato livello di concorrenza, la rete un monopolio naturale; qualora fosse organizzata tramite il puro meccanismo di mercato, essa risulterebbe verosimilmente sottodimensionata e gestita in modo socialmente inefficiente, inducendo cos significative perdite di benessere (Joskow e Tirole, 2005) La conseguenza indesiderabile tradizionalmente messa in luce dalla letteratura economica che il monopolista tipicamente produrr/offrir una quantit inferiore a quella efficiente (e i consumatori sopporteranno un prezzo superiore a quello che avrebbero dovuto pagare ad unimpresa operante in unindustria concorrenziale). Ma anche altre conseguenze indesiderabili sono state progressivamente messe in luce dalla letteratura economica: il possesso di potere di mercato consente al monopolista di non doversi preoccupare di produrre nel modo tecnicamente pi efficiente: pu massimizzare i profitti senza curarsi della minimizzazione dei costi poich il potere di mercato deriva dallesistenza di barriere allentrata, il monopolista, per salvaguardare il proprio vantaggio, destiner risorse (e, quindi, accrescer i costi) per preservare/rafforzare le barriere, quindi apportando minore qualit. Il potere di mercato di cui dispone limpresa scoraggerebbe le imprese ad innovare per accrescere la propria competitivit. La regolamentazione di questi mezzi di produzione essenziali necessaria e presenta diversi problemi. Un possibile rischio, ad esempio, potrebbe essere quello in cui il monopolista competa anche a valle. Il rischio, in questi casi, deriva dal fatto che il monopolista pu usare il suo potere a monte per espandersi a valle, impedendo, per esempio, ai concorrenti di accedere al mercato. Da qui la necessit della separazione verticale delle imprese (il cosiddetto unbundling4): separare le attivit potenzialmente concorrenziali da quelle monopolistiche cos da evitare che operatori
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Le imprese elettriche integrate devono tenere conti separati (c.d. unbundling contabile) per le loro attivit di generazione, trasmissione e distribuzione al fine di evitare discriminazioni, sovvenzioni incrociate e distorsioni della

integrati possano sfruttare le reti in loro possesso per ostacolare la concorrenza nelle fasi della filiera potenzialmente contendibili. Questo stato previsto dalla Direttiva europea sul mercato Elettrico del 2003: per la trasmissione il problema stato risolto con il Decreto Bersani togliendo ad ENEL la propriet di TERNA. In altre parole si scelta una separazione non solo giuridica ma anche sostanziale sotto il profilo dellorganizzazione e del potere decisionale; per la distribuzione, sostanzialmente ripartita tra ENEL e aziende dei servizi pubblici locali si provveduto soltanto ad una separazione giuridica, ma di fatto controllate dalle capogruppo. Vi insomma una separazione giuridica, ma non indipendenza. Un altro modo per controllare la rete da parte dellAEEG quello di utilizzare il meccanismo del price cap. LAEEG determina ogni 4 anni sulla base dei costi delle imprese, le tariffe di trasporto. Queste vengono aggiornate ogni anno, con determinati criteri riconoscendo agli operatori: il recupero dei nuovi investimenti; il recupero dellinflazione. I limiti di questo meccanismo sono che le tariffe sono al tempo stesso ridotte sulla base di un incremento di produttivit annua prefissato. Vi , innanzitutto, il problema della determinazione del prezzo: se troppo alto provoca inefficienza, se troppo basso mette in pericolo limpresa. (Asimmetrie Informative) Lincentivo si basa su una stima dei costi medi dellimpresa. Questa stima si basa sulle informazioni fornite dallimpresa monopolista, la quale ha tutto linteresse a far sembrare i costi maggiori di quanto siano in realt. Il motivo che esistono informazioni asimmetriche tra limpresa e lautorit di regolamentazione. (Asimmetrie Informative) Infine, vi il problema connesso alla qualit del servizio. Il metodo spinge alla minimizzazione dei costi che pu avvenire a discapito della qualit.

Le fasi della filiera: la produzione e la vendita Come abbiamo esposto in precedenza le attivit di produzione e della vendita sono invece attivit potenzialmente concorrenziali. Nel mercato ci sono, tuttavia, pochi grandi operatori: Enel Produzione Edison Elettrogen Cordata Endesa Italia + ASM BS Eni Power Altri Nel caso della produzione e della vendita il rischio dunque quello della collusione. Nel presentare la Relazione 2007, il Presidente dellAutorit ha sottolineato che si passati da una situazione di monopolio da parte dellENEL, ad un modello di mercato in cui forme di collaborazione anche tacite di alcuni operatori tendono a condizionare gli esiti del mercato.

concorrenza (art. 14.3). Una separazione non solo contabile, ma anche gestionale, prevista per lesercizio, da parte di unimpresa verticalmente integrata, dellattivit di gestore della rete di trasmissione (c.d. unbundling gestionale).

Un altro problema labuso di posizione dominante. LEnel, grazie alla assoluta indispensabilit dei propri impianti di produzione nelle ore di picco di domanda in grado di estendere il proprio potere di mercato anche nella zona pi concorrenziale, la zona nord, influenzando le strategie di offerta dei propri concorrenti. Nellaprile del 2005 lAEEG (autorit garante per la concorrenza ed il mercato), ha avviato unistruttoria nei confronti dellEnel per presunto abuso di posizione dominante. LEnel secondo lAntitrust potrebbe aver condizionato la formazione dei prezzi zonali dellenergia in modo da ostacolare la capacit concorrenziale degli altri operatori. In particolare lEnel avrebbe danneggiato i suoi competitori determinando un aumento non prevedibile dei costi di congestione per gli operatori localizzati nella zona nord. Per garantire la concorrenza risulta necessario incidere sulla struttura del mercato in modo da favorirne la contendibilit. Un mercato detto contendibile se esiste piena libert di entrata da parte di nuove imprese. La contendibilit, ossia la concorrenza potenziale che deriva dalla minaccia di entrata di nuovi operatori, induce le imprese gi presenti nel settore a non praticare politiche di prezzo predatorie. Per favorire la contendibilit lAEEG effettua dei controlli: vigila sui mercati segnalando allAntitrust eventuali abusi; ad esempio, nel 2005 lAEEG, ha avviato unistruttoria nei confronti dellEnel per presunto abuso di posizione dominante; vieta/sanziona la costituzione di cartelli di imprese (legislazione antitrust) anche solo informali; agisce sulle possibili fonti di barriera allentrata; attua misure per la tutela dellutenza e per la qualit dei servizi. Per migliorare il suo ruolo di regolatore lAEEG ha implementato la sua collaborazione con altri soggetti istituzionali, come: La Guardia di Finanza per le attivit ispettive e di controllo; LENEA per le attivit di verifica e certificazione nellambito dei progetti di risparmio energetico; La Cassa conguaglio per il settore elettrico, con la quale sono allo studio ulteriori ipotesi di avvalimento da parte dellAutorit; LAvvocatura dello Stato a cui spetta per legge il patrocinio delle cause che vedono parte lAutorit medesima; Il Consiglio Nazionale per leconomia e il lavoro per sviluppare la collaborazione su temi energetici di particolare rilevanza; Le collaborazioni con le Universit italiane per iniziative di formazione e ricerca. Il mercato dellenergia elettrica In Italia il fabbisogno di Energia Elettrica viene soddisfatto tramite: I contratti bilaterali; La Borsa elettrica. I contratti bilaterali sono stipulati direttamente tra 2 operatori del mercato a prezzi liberamente negoziati. Lofferta del contratto la fornitura, per un certo tempo e per un dato prezzo, di una certa quantit di energia elettrica. La borsa elettrica stata introdotta nel 2004, ma diventata operativa solo nel 2005, essa una borsa facoltativa organizzata mediante il sistema delle aste. Partecipano allasta sia i produttori che i consumatori. Oggetto dellasta il diritto ad immettere energia nella rete, per un certo periodo di

tempo, nel caso in cui si partecipi dal lato della generazione; o di prelevare, qualora si partecipi dal lato della domanda. La borsa elettrica un marketplace telematico, in cui si incontrano domanda ed offerta, definendo la quantit ed il prezzo dellenergia elettrica scambiata. Essa costituisce uno strumento fondamentale ai fini della creazione di un mercato concorrenziale dellenergia elettrica in Italia e nasce con lo scopo di favorire lemergere di prezzi di equilibrio efficienti, che consentano a produttori e consumatori di vendere e comprare energia dove c una maggiore convenienza economica. La gestione della Borsa affidata al Gestore del Mercato Elettrico: Raccoglie dai produttori le offerte di vendita; Raccoglie dai consumatori o dai loro fornitori le offerte di acquisto; Aggrega le offerte di vendita per prezzo crescente, costruendo la curva di offerta; Aggrega le offerte di acquisto per prezzo decrescente costruendo la curva di domanda; Determina il prezzo di equilibrio, che viene applicato a tutte le offerte. LIPEX come tutte le borse soggetto ad una certa volatilit: Per limitare i rischi gli operatori del mercato possono stipulare contratti differenziali; Con la stipula di un contratto differenziale le parti si obbligano a scambiarsi i pagamenti risultanti da differenti valorizzazioni di un certo quantitativo di energia elettrica; La parte che vuole limitare la sua esposizione alla volatilit dei prezzi di borsa acquista ad un prezzo fisso concordato; La parte che vende il servizio di copertura acquista lo stesso quantitativo al prezzo di borsa variabile. Nella borsa elettrica le transazioni possono svolgersi a seconda della loro natura allinterno dei seguenti mercati: Il Mercato del giorno prima la sede primaria delle contrattazioni; un mercato dasta governato dal GME; La seduta del MGP chiude tutti i giorni alle ore 9.00 e si apre 9 giorni prima del giorno precedente a quello cui si riferiscono le offerte (ore 8.00). Il Mercato di aggiustamento consente agli operatori di apportare modifiche ai programmi definiti nel MGP attraverso ulteriori offerte di acquisto o vendita, un mercato scarsamente liquido e quindi poco rappresentativo ed sempre governato dal GME; La seduta del MA si svolge dopo la chiusura del MGP e la comunicazione degli esiti del mercato, si apre alla 10.30 e si chiude alle 14.00. Il Mercato del servizio di dispacciamento lo strumento attraverso il quale Terna S.p.A. si approvvigiona delle risorse necessarie per garantire lequilibrio in ogni istante tra immissioni e prelievi di energia elettrica, (in questo mercato Terna S.p.A. agisce come controparte centrale). La seduta del MSD si apre alle 14.30, dopo la comunicazione degli esiti del MA e si chiude alle 16.00. Sul MSD le offerte accettate sono valorizzate al prezzo offerto (pay as bid5 e non al prezzo di equilibrio). Tra i vantaggi portati dalla borsa elettrica italiana (Ipex6) vi stato: laumento della disponibilit degli impianti che ha allentato il rischio di tagli alle forniture soprattutto durante il periodo estivo; una maggiore possibilit di accesso dei produttori al mercato; la formazione di un prezzo basato su unelevata liquidit delle offerte (anche se in gran parte coperte da contratti alle differenze).
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Pay as bid una regola di valorizzazione adottata sul MSD, in base alla quale ciascuna offerta valorizzata al proprio prezzo di offerta. 6 Ipex (italian power exchange).

ha consentito, inoltre, di evidenziare lesistenza di frequenti situazioni di congestione tra Nord e Centro-Sud di cui pochi erano consapevoli prima della partenza della borsa.

Uninterpretazione della borsa elettrica allinterno della teoria della aste La borsa elettrica sicuramente catalogabile tra le aste in busta chiusa. Una caratteristica della Borsa elettrica che non viene adeguatamente messa in evidenza dalla teoria generale delle aste il suo carattere iterativo. In effetti la Borsa elettrica costruita come una serie di aste; sono aste tenute per ogni singola ora, per tutti i giorni dellanno. La sequenzialit delle aste alza il livello collusivo e riduce lefficienza dellasta perch: 1. Il gioco ripetuto d ai bidder lopportunit di punire gli altri giocatori in caso di violazione dellequilibrio collusivo. Nel classico schema del dilemma del prigioniero infatti, se giocato in un solo stadio lequilibrio strategico non cooperativo. Se il gioco ripetuto per un numero sufficientemente ampio di tornate, i giocatori riterranno strategia pi efficiente di trovare un accordo rispetto alle strategie dei loro avversari, in maniera di alzare il pay-off di ognuno. La deviazione da tale equilibrio comporterebbe la reazione punitiva degli altri soggetti negli stadi successivi del gioco. Lasta quindi si allontana dal risultato di efficienza standard. 2. La quantit di informazioni diffuse nel corso del gioco facilita la collusione. La Borsa elettrica non unasta aperta in cui sono diffuse tutte le informazioni sui partecipanti, tuttavia lelevata quantit di tornate dasta rende per i partecipanti relativamente semplice comprendere il comportamento degli avversari, il che facilita il comportamento di collusione tacita. 3. Ulteriore elemento che facilita il comportamento collusivo il ristretto numero di partecipanti, sia dal lato della domanda che dellofferta dovuto, dal lato dellofferta, alla rilevanza degli investimenti necessari per entrare nella produzione elettrica, nonch, dal lato della domanda, dai costi dellattivit di monitoraggio che solo i grandi consumatori sono incentivati a sostenere. 4. La partecipazione tende, infine, a essere decisamente stabile, ulteriore fattore che favorisce la collusione tacita. La Borsa elettrica tende, quindi, ad essere un meccanismo estremamente collusivo, tanto pi la struttura del mercato non sufficientemente frazionata, riducendo notevolmente la sua teorica efficienza. Lo spessore e la liquidit dei mercati, in termini di volume delle contrattazioni e numero dei partecipanti certamente maggiormente garantito in una Borsa obbligatoria, in quanto tutti gli operatori del settore, partecipano alla Borsa. Il mercato diviene maggiormente spesso, liquido e rappresentativo del prezzo del sistema. Una Borsa facoltativa pu vedere la partecipazione solo di pochi operatori, quindi la formazione di un prezzo altamente manipolabile e speculativo. Per lo stesso motivo, il rischio di volatilit del prezzo maggiormente alto in una Borsa non obbligatoria, riflettendo la maggiore scarsit del numero di partecipanti e il carattere maggiormente speculativo di una Borsa facoltativa. Conclusioni Il processo di liberalizzazione del settore energetico in Italia non ancora giunto ad una piena realizzazione. In molte zone del paese loperatore principale (ENEL) continua a beneficiare di un elevato potere di mercato. Lobbligo di separazione legale e funzionale tra le attivit potenzialmente concorrenziali e quelle da monopolio naturale, cos come previsto dallattuale legislazione comunitaria non ha impedito alle imprese verticalmente integrate di ostacolare laccesso al mercato di operatori concorrenti. Le reti di trasporto a cui devono obbligatoriamente ricorrere tutti gli operatori upstream o downstream in concorrenza tra loro, dovrebbero avere assetto proprietario e controllo tali da garantire piena terziet e neutralit. Perci tali infrastrutture non possono essere lasciate nelle mani solo di uno o di alcuni dei concorrenti in gioco, specie se dominanti sui loro mercati. 8

Per regolamentare al meglio i mercati sarebbe necessario dare maggiori poteri allAEEG, soprattutto per la parte che compete allantitrust (funzioni in via esclusiva e non in via concorrente) e soprattutto permetterle di accedere alle informazioni sui costi sostenuti dalle imprese per monitorare efficacemente il mercato, per identificare eventuali manipolazioni dei prezzi e per comprendere appieno la struttura del prezzo praticato dai generatori nellofferta di energia elettrica e leventuale valenza predatoria o eccessiva del medesimo. Secondo lAEEG da quando si dato avvio al processo di liberalizzazione, gli operatori del mercato elettrico si sono concentrati sugli investimenti necessari a migliorare la continuit del servizio, trascurando altri aspetti rilevanti. Sono risultate particolarmente penalizzate le seguenti tipologie di investimento: adeguamenti della rete finalizzati allo sviluppo della generazione distribuita; incremento della capacit di punta; miglioramento della robustezza della rete; interramento delle linee. Per questo motivo lAutorit, nel recente documento di consultazione sulla tariffe dei servizi a rete ha introdotto meccanismi di incentivo per i nuovi investimenti7. Ad ogni modo il processo per una piena ed efficiente liberalizzazione tuttora in corso e necessita di essere ulteriormente implementato al fine di garantire un mercato libero e concorrenziale.

Atto n. 46/07. Testo integrato della regolazione della qualit dei servizi di distribuzione, misura e vendita dellenergia elettrica nel periodo di regolazione 2008-2011. Lo schema di provvedimento ispirato a una logica di prima sperimentazione della regolazione incentivante della qualit del servizio di trasmissione ed basato sui seguenti elementi principali: per quanto riguarda gli obiettivi di ridurre le disalimentazioni della RTN e di prevenire e mitigare gli incidenti rilevanti: introdurre un meccanismo di regolazione incentivante, basato sulla definizione di tre indicatori di qualit del servizio di trasmissione (Energia non servita di riferimento, Numero di disalimentazione per utente, Quota di utenti senza disalimentazioni, rilevati sia a livello dellintera RTN sia a livello di singola Area operativa di Terna) e di un sistema di incentivi e penalit in relazione a livelli obiettivo fissati, per ciascun indicatore, tenendo conto dei livelli di qualit registrati negli ultimi anni e disponibili).