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Aut.ne Tribunale di Livorno n 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.

1, comma 1, DCB LIVORNO Anno XIII - n 131 Marzo 2013

LEditoriale
di Enrico Dello Sbarba

Un articolo dellOn. Ivo Butini

Lincubo di una crisi infinita e la insignificanza del centro


Allindomani dei risultati che hanno provocato gravissimi conseguenze in merito alla difficile governabilit con il prevalere di inquietanti fenomeni di esasperato populismo e di crescente protesta contro il sistema, crescono le preoccupazioni per la stessa tenuta democratica del paese. Ivo Butini conclude il suo stringato ma chiarissimo intervento su queste colonne con un giudizio finale di esemplare chiarezza: cita S.Agostino secondo cui perseverare nellerrore diabolico. Ed quanto, purtroppo, sta accadendo in Italia dalla nascita della ormai decaduta seconda repubblica. Una breve analisi sul risultato elettorale mette in evi
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Se il diavolo colui che (ci) divide


Nel luglio 2007 era Presidente del Consiglio Romano Prodi. Giuseppe De Rita scrisse che in Italia esisteva uno sconforto collettivo. A fronte di brandelli di partito stava una confusa rappresentazione mediatica degli interessi e dei bisogni di quelli che, da sociologo, De Rita chiamava segmenti sociali, realt sempre e comunque costituite di persone umane. Prodi cadde e del 2008 torn Berlusconi. Nel 2011 cadde Berlusconi e arriv Monti con i suoi tecnici. Il corpo elettorale non ha gradito ed insorta lItalia di Beppe Grillo. Molti brandelli di partito sono fortunatamente volati via, ma la situazione non meno confusa. Un autore straniero, Wolfgang Mnchau, ritiene che la cultura politica italiana si basi sulla contrapposizione (Corriere della Sera). In verit, nella nostra cultura civica, nulla sembra pi lontano del bene comune. E sembra debole anche la coscienza dellinteresse nazionale che include responsabilit internazionali da assumere e da onorare. Un autorevole politologo americano, Charlie Kupchan, osserva che lItalia era stata composta nel sopportare i sacrifici della crisi economica per poi esprimere un voto politico che accresce le preoccupazioni internazionali tanto da essere posta sotto osservazione per le incertezze che si proiettano sul quadro europeo (Corriere della Sera). Alla vigilia delle elezioni il direttore de Il Regno (2/2013) riteneva che il mondo cattolico non fosse capace di esercitare oggi alcuna leadership nei confronti della societ italiana e della sua crisi istituzionale. Ad elezioni avvenute un autorevole ge
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Luned 18 Marzo h. 17.45


nella sede sociale de Il Centro Via Trieste 7 - Livorno Lassessore alle Promozione dei Saperi e delle Relazioni Internazionali

Prof.ssa Giovanna Colombini


terr una conferenza sul tema:

Universit di Livorno motore di sviluppo di un territorio


Interverranno: On. Anna Maria Biricotti Dott. Francescalberto De Bari Moderatore: dott. Enrico Dello Sbarba

Marted 26 Marzo h. 17.45


Sala della Provincia - Palazzo Granducale

presentazione del libro di Carlo Martigli

Leretico
Relatrice Prof.ssa Angela Simini Moderatore: Dott. Enrico Dello Sbarba

Politica

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dalla prima pagina Lincubo di una crisi infinita


denza la seriet del problema Italia. Il successo straripante, imprevisto nelle sue dimensioni,del movimento 5Stelle rappresenta una chiara forma di protesta, in gran parte scomposta ed irrazionale che,in qualche modo, ricorda quanto accadde con la Lega Nord alla fine degli anni novanta sebbene circoscritta al nord del paese. Limprevisto contenimento delle perdite da parte della destra da attribuirsi quasi esclusivamente alle diaboliche capacit di comunicazione del Cavaliere: resta per incredibile, dopo i trascorsi dellultimo decennio,come un terzo degli elettori italiani si riconosca ancora nel suo messaggio fallace. Ed infine la vittoria di Pirro del PD che, con la grigia leadership di PierLuigi Bersani, ha ottenuto una risicata maggioranza alla Camera che gli ha consentito di usufruire del

Periodico mensile del Circolo Culturale

Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 2/3/2005 Redazione ed Amministrazione: Via Trieste 7, tel. 0586/427137 - Livorno e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE: Enrico Dello Sbarba


COMITATO DI REDAZIONE: Massimo Cappelli, Laura Conforti Benvenuti Alberto Conti, Salvatore DAngelo, Francescalberto De Bari, Davide Livocci, Mauro Paoletti, Marisa Speranza, Franco Spugnesi. Hanno collaborato a questo numero: Cristina Battaglini, Laura BenvenuBarti, Ivo Butini, Massimo Cappelli, Bartolo Ciccardini, Monica Cuzzocrea, Nicola Graziani, Silvia Menicagli, Roberto Olivato, Gabriele Orsini, Marisa Speranza, Franco Spugnesi, Toncelli. Cristiano Toncelli. STAMPA: Editrice Il Quadrifoglio, Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 5/3/2013

vergognoso premio attribuito al partito che riesca ad ottenere un voto in pi dei concorrenti. Al termine di questa sintetica analisi non sussistono, al momento, le condizioni per assicurare al paese un governo a causa della mancanza di una qualsisia maggioranza al Senato. Una considerazione critica dobbiamo esprimerla nei confrontii dei nostri politologi e dellesercito dei sondaggisti che non sono stati capaci, i primi di interpretare ed i secondi di sondare lo stato danimo deglitaliani profondamente in crisi esploso in un voto di protesta di dimensioni epocali. Ed ora che cosa potr, che cosa deve ancora accadere? Noi che ormai da anni abbiamo stabilito un cordiale dialogo con i nostri fedeli lettori non sappiamo veramente che cosa dire se non augurare che prevalga il senso di responsabilit nelle forze politiche presenti nel nuovo parlamento. Non ha certamente senso la pretesa di quello strano Movimento 5Stelle di giocare sul futuro del paese utilizzando la carta della dissoluzione del sistema, proponendo assurde rivoluzioni planetarie e vecchie ed antiche medicine che riporterebbero lItalia allet della pietra. Ed eccoci allultimo capitolo di questo nostro cahier de dolance! La perdita di ogni significanza di un centro che ormai non verr pi. Con questa convincimento cancelliamo anche quel messaggio che lanciammo nellormai lontano 22 gennaio 2007 allorch, nella sala conferenze della Stazione Marittima a Livorno, di fronte ad una folla straripante ed entusiasta, questo periodico organizz un convegno avente come titolo Il centro che verr con la partecipazione di Gerardo Bianco,Ivo Butini, Mauro Fabris, Egidio Pedrini e Bruno Tabacci con moderatore lallora direttore de Il Tirreno, Bruno Manfellotto oggi direttore dellEspresso. La sconcertante e deludente esperienza di Mario Monti la cui cosiddetta salita in politica si risolta in una clamorosa e precipitosa caduta in verticale nella quale ha trascinato lUDC di un ingenuo Pierferdinando Casini chiude, forse, de-

finitivamente quella prospettiva, quellipotesi politica. Forse se il buon Pierferdi avesse dato vita a quel Partito della Nazione proposto e riproposto nei convegni di Todi del 2008 e del 2009, mai realizzato per motivi che sfuggono ad ogni logica politica, avremmo potuto oggi raccontare unaltra storia. Con questa chiosa - su cui insistono Butini, Ciccardini, Graziani, Olivato e Toncelli nelle pagine seguenti - colma di grandi delusioni ed amarezza, noi de IL CENTRO continueremo a far vivere questo periodico, almeno fino a quando ci sar consentito dalla decrescente sopravvivenza degli sponsor, nella speranza di mantenere alto un principio, ormai senza bandiera o simbolo: quello della moderazione, dellla tolleranza e del rispetto della dignit nella politica: principi, questi, che debbono restare immuni dal prorompente e sconvolgente populismo protestario e barricadiero che sembra voler distruggere questo nostro amato paese.

Se il diavolo
suita come Padre Bartolomeo Sorge, teologo e politologo, ritiene che il mondo cattolico (associazioni e movimenti) ebbe nei mesi scorsi una vampata di desiderio di riaffermazione, ma registra che non esiste una determinante presenza cattolica in quanto tale. Per ritrovarla bisogna tornare allepoca dei partiti ideologici, tra i quali cera un partito ideologico di impostazione cristiana: la Democrazia Cristiana. Oggi esiste in Italia un contesto tripolare (centrodestra, centrosinistra, Grillo), mentre non abbiamo ancora trovato la soluzione a una rinnovata affermazione dei cattolici (Famiglia Cristiana, 9/2013). Io sono personalmente convinto che, negli ultimi ventanni, non labbiamo nemmeno seriamente cercata. Noi soffriamo di due pregiudizi che si stanno rivelando due errori. Noi consideriamo pluralismo quello che in verit frazionismo. Noi pensiamo che lunitariet dello strumento implichi la rinuncia alla libert delle idee. Se errare umano, S. Agostino ci ricorda che perseverare nellerrore per animosit diabolico.marzo 2013

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Il Non-partito radicale di massa ed il non-partito che non c


di Bartolo Ciccardini

La lunga compressione dovuta ad un ceto dirigente incapace o renitente a fare cambiamenti, richiesti a gran voce da tutti, a cominciare dalla legge elettorale, ha provocato una esplosione. Sono emerse due forze nuove: il partito radicale di massa di Beppe Grillo ed il partito liberaldemocratico di Monti con una non ben definita venatura cattolica.

Beppe Grillo e il suo Movimente 5 stelle

Il partito radicale di massa.


Il movimento 5 stelle ha preso voti alla partito di centro-destra, riducendolo quasi alla met; ha preso un terzo dei voti del maggior partito di sinistra, impedendogli di raccogliere i frutti di questi cinque anni di opposizione. Gi questo significa che non abbiamo pi un partito in grado di prendere da solo una maggioranza, ma tre partiti dello stesso livello, circa il trenta per cento dellelettorato, che danno vita ad un sistema completamente nuovo. Si detto che, in fondo, nella seconda repubblica si era finalmente realizzata lalternanza fra due partiti. Bene! Quel tipo di alternanza non c pi. Uno dei nodi fondamentali del nuovo equilibrio sar quello di far funzionare una maggioranza con tre attori (Bersani, Berlusconi e Grillo) ed in pi un comprimario (Monti). Per ottenere spazio, alle due nuove formazioni sono stati sacrificati diversi protagonisti. Innanzi tutto Pannella che non era mai riuscito a superare una dimensione elitaria e che ora non trova spazio nel momento che una forza radicale scende in campo, usando anche dei metodi molto vicini ai suoi. Poi sparisce tutto quello che restava della Democrazia Cristiana. Inoltre sparisce il partito di Almirante e di Fini. Spariscono i giustizialisti di Di Pietro e non riescono a ricomparire gli ultimi aedi della rivisitazione del comunismo. Pratica-

mente scompaiono tutte le forze politiche della prima repubblica e si salva, nel Partito Democratico, solo una riedizione molto rimaneggiata della sinistra in chiave socialdemocratica.

movimento non un gruppuscolo e lo scontro sarebbe molto peggiore di quello degli anni 70. Potrebbe crearsi una situazione rivoluzionaria ed pronto il detonatore per farla esplodere, che si chiama movimento NO TAV.

Cosa far Grillo?


Ha solo due scelte. Se accetter il metodo politico fondato sul Parlamento, trasformer in forza politica il suo tesoretto elettorale, lo investir e lo far fruttare e, se si dimostrasse capace di mediazione e di pragmatismo, potrebbe fare molto bene al Paese ed al suo movimento. La parlamentarizzazione delle spinte sociali rende forte la democrazia. Ma non lo far. La sua forza radicale perch contro tutti. Non ha la flessibilit tattica di Pannella, che si alleava con tutti ed, al contrario di Pannella, ha le dimensioni appropriate per battere tutti. Se sceglier di mantenere la mentalit extraparlamentare, dura e pura, che vuole tutto e subito, metter in crisi il sistema, aggiungendo la crisi istituzionale alla crisi economica. Ma il suo

La morte dei partiti


Nel 1992, ai tempi dei referendum, scrissi un opuscoletto intitolato: Il Principe morto. Il partito ideologico moderno del primo Novecento era stato paragonato da Gramsci al Principe di Machiavelli, che usava tutte le sue forze e le sue astuzie per costituirsi in Stato. Le ideologie ed i loro partiti organizzati come schieramenti militari hanno dominato il secolo terribile. Ma la fine delle ideologie ha provocato la morte dei partiti. Gi in questo ventennio di transizione stato protagonista delle vicende politiche un organismo che non era pi un partito: non aveva
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da pag. 3
militanti, non aveva cellule e sezioni, non aveva congressi, ma aveva un capo ed un grande potere mediatico. E tutte le altre formazioni nate in questo periodo gli somigliavano. Anche a sinistra si tentata una formula nuova: lUlivo di Prodi e di Veltroni stato un tentativo federativo aperto, pi che un partito. Ma listinto di conservazione ha indotto il Partito Democratico a restare legato alla formula-partito, nonostante le primarie ed uno spirito liberale di coalizione. Questo gli ha impedito di catturare le spinte di cambiamento e di rinnovamento, tanto da fargli perdere un terzo dei suoi voti, catturati da Grillo.

In Monti hanno riconosciuto lesattore dellIMU.

Il vuoto nella fotografia


Dopo le epurazioni Stalin cancellava dalle fotografie storiche i personaggi che aveva condannato a morte. Si vedevano queste fotografie con dei vuoti grigi. Nella fotografia di questi giorni c un vuoto grigio singolare: non c traccia dei cattolici. Forse Monti avrebbe dovuto essere una riedizione della presenza saggia e mediatrice, ma in lui hanno riconosciuto lesattore dellIMU, e non linterprete di un mondo cattolico senza voce. Eppure fra i meriti ed i demeriti dellantica Democrazia Cristiana cera stata per ben due volte, la capacit di impedire la spaccatura del Paese e la guerra civile, con la sua accortezza mediatrice. La prima volta negli anni 50, ai tempi del Patto Atlantico; la seconda volta negli ani 70 ai tempi delle Brigate Rosse. Qualcosa che assomigliasse alla DC avrebbe potuto esistere, ed avrebbe potuto svolgere una sua funzione, considerando anche che la DC non era propriamente un partito, come il Partito Fascista o il Partito Comunista, ma era una federazione di organizzazioni sociali tenute legate dalla necessit dellunit cattolica. Questo vuoto rimediabile?

fare a Todi la cosa nuova c stato ed misteriosamente affondato. Questo tentativo sollecitato dal Papa, promosso e presieduto nella sua prima edizione dallo stesso Presidente della CEI, impazzito come una maionese in mano poco esperte. I capi delle organizzazioni sociali si sono fatti indietro, il contributo di vecchie schegge di antichi partiti ne ha rovinato limmagine, ladesione passeggera e provvisoria di personaggi laici non ha assunto alcun significato strategico, la mancanza di un leader prestigioso e rappresentativo del mondo cattolico hanno fatto affondare il progetto. Ma soprattutto la maionese impazzita perch una parte del mondo cattolico invece di montarla la smontava, pensando di poter ereditare dallinterno il tesoro politico di Berlusconi. Dice Massimo Franco in un articolo (Un modello di papato in affanno, 27/ 02/2013, Corriere della Sera): Lultimo atto di accusa, lalleanza che negli ultimi 15 anni la Chiesa italiana ed il Vaticano hanno di fatto siglato con il centro-destra berlusconiano, lascia un segno a dir poco controverso sui rapporti fra stato e chiesa e sul cattolicesimo politico che riemerge residuale e confuso.

Tre postille marginali


Si pu in pochi mesi far riemergere la presenza reale di una societ cattolica, attivissima nel volontariato, ma nascosta nel congelatore, per essere cos solo loggetto di una trattativa diplomatica fra Stato e Chiesa? Si pu benissimo. Papa Ratzinger lha invocato, lo ha chiesto, ha pregato per questo, senza essere sta-

Come uscire da questa situazione?


Non si pu certo pensare di rifare in pochi mesi la DC. E questo non basterebbe alla Rerum Novarum Sitio di questa nostra stagione. Un tentativo di

to ascoltato. Il nuovo Papa sapr dove sta lItalia sulla carta geografica? E se non lui chi altri? 2. Salvate il soldato Bersani. inutile e stupido dare a Bersani la colpa e lapidarlo in questa maniera. probabile che laver respinto Matteo Renzi, abbia impedito la cattura dellonda lunga. Ma nonostante questo, Bersani riuscito con un ultimo balzo di reni, come un portiere che salvi una partita, ad impossessarsi legalmente dello sconcio premio elettorale. Questo premio elettorale potrebbe essere un tesoro prezioso da investire in Parlamento, per fare almeno una legge elettorale nuova ed altro ancora. E fra queste cose preziose la scelta di un saggio Presidente della Repubblica. Non ammazzate Bersani proprio ora! 3. A proposito di Presidente della Repubblica. Abbiamo la necessit di avere un Presidente della Repubblica molto saggio e molto esperto. In questo lungo periodo di transizione, il Presidente della Repubblica ha assunto poteri che sono scritti nella Costituzione, ma che la partitocrazia non permetteva di esercitare. La Repubblica era gi parzialmente presidenziale (sostenevano negli anni 70 tali De Stefanis, Zamberletti, et in Arcadia ego). Scalfaro, Ciampi e Napolitano hanno esercitato quei poteri presidenziali in supplenza del Parlamento in crisi. Nei prossimi mesi la possibilit di un governo del Presidente sar lultima risorsa. Sar loasi salvatrice di un drappello perduto nel deserto. Non sprechiamola. Un Anno Dossettiano senza Papa, senza Presidente della Repubblica, senza partiti e senza cattolici visibili, non forse unoccasione unica per ricominciare?

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Politica

Possibile non si riesca mai ad imparare dai propri errori?

Il centro mancato
di Nicola Graziani
Possibile che non si riesca mai ad imparare dalle proprie esperienze? La sinistra italiana aveva in mano la vittoria almeno dallo scorso dicembre, quando per un gioioso caso del destino le primarie, che avrebbero potuto lacerarla, lhanno piuttosto rilanciata nei sondaggi. Eppure riuscita a finire come nel 2006: di un soffio maggioranza alla Camera, in minoranza al Senato. Senza nemmeno la speranza di potersi aggrappare ai senatori a vita. Possibile non si riesca mai ad imparare dai propri errori? La societ civile aveva finalmente lopportunit di liberarsi delluomo che laveva incantata per ventanni, ed al quale per ventanni essa aveva dato il proprio consenso, finendo con lo spread quasi a 600 punti e con il piede nella fossa delleconomia. Eppure un terzo dei voti espressi sono finiti a Silvio Berlusconi, ed ora ne pagheremo le conseguenze. Possibile che non si riesca mai ad imparare nulla dalla Storia? Il bipolarismo in Italia un fallimento, ed ora non esiste nemmeno pi. Spazi amplissimi si sono aperti per raccogliere progetti e consensi che convergessero verso il centro. Eppure il centro di Mario Monti , tra gli sconfitti di questa tornata elettorale, il pi sconfitto di tutti. Occorre una riflessione che sia esplicita ai limiti della spregiudicatezza, senza guardare a paludamenti e interessi precostituiti. Questo paese rischia grosso, c bisogno di un risveglio che sappia mantenere lassonanza con le esperienze passate pi ricche di successo per lItalia, senza per lasciarsi impastoiare nei rituali e nei bizantinismi che hanno impedito alle parti migliori della societ di tornare ad essere classe dirigente. Purtroppo la Lista Civica di Monti stata lennesima sconfitta di un centro che non riesce ad emergere dalle macerie della cosidetta Seconda Repubblica. nata senzanima, alla fine non era nemmeno bella. Troppo eterogenea, troppo distante dal ceto medio al quale apparentemente intendeva rivolgersi. Cattolici e certi laici insieme non possono stare, se si vuole costruire qualcosa di solido e duraturo. Soprattutto, i cattolici devono essere polo dattrazione per gli altri cattolici, mentre invece la Lista Civica stata costruita ad excludendum. Non stupisca che alla fine abbia mobilitato poco, anche in questo caso, lelettorato teoricamente di riferimento. La lega santa con Montezemolo non ha prodotto nulla su cui costruire il futuro, se ne prenda atto e si ricominci a lavorare. Da zero, per, senza accampare da parte di nessuno di leadership. E quellotto percento di Monti non sia considerato un capitale acquisito, ed acquisito da parte dei cattolici. Sono voti gi persi allindomani dello spoglio: i montezemoliani hanno la loro rappresentanza parlamentare, e non cederanno niente; Monti avr una sua ricompensa personale, ed abbandoner un progetto, quello partitico, che non gli appartiene perch gi sua madre (lo ha raccontato lui stesso in campagna elettorale) gli diceva fin da piccolo di star lontano dalla politica. Quel che resta poco, pochissimo cercher di fagocitarselo Pier Ferdinando Casini, avviato altrimenti sul viale del tramonto insieme a Francesco Rutelli, ai teodem e a tutto il devotismo degli ultimi ventanni. Per queste ragioni non si pu ritenere che Scelta Civica sia un accettabile punto di partenza. un progetto morto, e bisogna prenderne atto. Per ripartire semmai necessario iniziare a pensare politicamente. Vale a dire porsi dei quesiti, e darsi delle risposte. Chiedersi innanzitutto tre cose. La prima: perch il centrosinistra non riesce mai a vincere? La seconda: perch il centrodestra non riesce mai a perdere? La terza: perch nasce il grillismo? Il centrosinistra non riesce mai a vincere perch nato secondo i canoni di un progetto gramsciano di egemonizzazione della politica. Dentro di s assomma senza sintetizzare tutto ed il contrario di tutto: dalla sinistra operaista al liberismo vicino alla finanza internazionale, dallo statalismo pi dogmatico a persone che con grande disinvoltura siedono in consessi liberisti accanto a personaggi di spicco del centrodestra. Potr mai essere autenticamente maggioritario? molto difficile. Il centrodestra ha un solo collante nella persona di Berlusconi. Gli stato concesso tutto (anche dal centrosinistra). Dobbiamo stupirci se se ne approfitta? Ora ha finito gli argomenti, e si butta sul peronismo puro, come nel caso della restituzione dellImu. Lelettorato non ha reagito come avrebbero fatto dei cittadini maturi, ma non ci si pu far niente. Occorre semmai trovare la maniera di riportare questo elettorato smarrito a votare per qualcuno che sia responsabile. Il grillismo nasce dalla crisi della politica. la risposta sbagliata, ma sarebbe da stupidi ignorare la domanda. Paradossalmente questo mischiare slogan di destra a slogan di estrema sinistra indica uninsofferenza verso il liberismo finanziario e, contemporaneamente, verso il laburismo operaista. A ben guardare, una risposta di buona politica potrebbe calmare gli animi e svuotare di senso unesperienza che, cos come nata, non ispira tranquillit. Lo spazio per unesperienza di centro autentico che guardi al rinnovamento c ancora. Non possiamo permetterci per nuove scelte sbagliate, anche se sono civiche.

Mario Monti e la sua Scelta Civica

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Vittime delle ultime elezioni anche numerosi nomi illustri

Le macerie dellUDC
di Roberto Olivato

In un febbraio dal clima fortemente invernale, si sono inserite per la prima volta nella storia della Repubblica, le politiche bianche. La coltre che ha ricoperto le strade, in occasione della due giorni elettorale, ha esteso il suo manto anche sui risultati delle urne: in aumento gli astensionisti che hanno incrementato di un 7,5%, poi ridottosi al 6% il rifiuto al voto rispetto al 2008, ma anche le schede bianche o nulle lhanno fatta da padrona con 1.260.000 alla Camera ed 1.100.000 al Senato e poi il bianco lasciato sugli scranni da parte di nomi illustri quali Fini, Di Pietro, Concia, Marini, Miccich, Bocchino, Bongiorno e tanti altri, noti e meno noti. Oltre ai nomi conosciuti, anche diversi partiti sono stati avvolti nel bianco, alcuni neonati, tipo il movimento di Ingroia o quello di Giannino, ma anche la destra di Storace si arresa al frinire dei grillini. In mezzo a tutta questa sbiancata, sparito anche un partito storico quale lUdc. Una debacle che lascer il segno per

lungo tempo e che ha gi mietuto parecchie vittime di lungo corso, non solo fisicamente, ma anche e soprattutto moralmente. La disfatta dellUnione di Centro era nellaria non da questa campagna elettorale, ma da alcuni anni e tutto per lassenza di una politica sociale che il partito a parole diceva di perseguire, ma che nella realt dei fatti disertava e che lo portava lontano dal suo naturale elettorato: le famiglie ! Si, proprio quella parte di societ che anche se con diffidenza, ma speranzosa, guardava allUdc, stata snobbata. Alle politiche del 2006, Casini aveva dato dimostrazione di carattere, scegliendo la corsa in solitaria, piuttosto che lalleanza col cavaliere. Sullonda lunga di quella scelta, che venne benedetta dal congresso nazionale del gennaio 2007, emerse la volont di dare origine al Partito della Nazione, quale collettore di elettori moderati presenti sia a destra che a sinistra. Il progetto per non decoll mai, anzi fu abortito quasi sul nascere, una sorta di pillola del giorno dopo, infatti dopo un paio di convegni a Todi, del-

Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro: due tra i nomi illustri rimasti senza poltrone.

lidea non si sent pi parlare. Negli ultimi due anni il partito di Cesa cominci ad essere sempre pi indecifrabile per il popolo centrista ed i mal di pancia di molti elettori e qualche dirigente del partito erano allordine del giorno. Sordo a tutte le proteste interne, Casini prosegu per la propria strada lasciando intravedere la sua poca affezione al partito e di ambire di pi a mire personali,di cui ancora oggi non conosciamo lentit. Lalleanza con Monti, senza se e senza ma, stato il colpo di grazia per lo scudo crociato che, ove ce ne fosse stato bisogno, riuscito a staccare definitivamente la spina con la maggioranza del proprio elettorato che in Casini ormai non riusciva pi a riconoscersi. Lo tsunami, in parte prevedibile, nonostante le penose rassicurazioni di alcuni dirigenti, del 23 e 24 febbraio che ha travolto il partito di via due Macelli stato di una tale forza, da essere riuscito a cancellare, in un sol colpo, tutta la classe dirigente dellUdc ad ogni livello ed in ogni regione. Molti dei candidati oggi si leccano le ferite, lamentandosi delle scelte sbagliate di Casini, al quale per nessuno di loro, sino a qualche giorno fa, si era mai permesso di far capire che la rotta seguita era sbagliata. Oggi purtroppo tutto il popolo dellUdc paga gli errori, le omissioni e le connivenze dei tanti yes man, che si dicono pentiti sino ad arrivare a minacciare dimissioni in massa. Questo per sarebbe troppo facile e da sprovveduti. Tutto il male per non vien per nuocere e forse quello tsunami, riuscito ad ottenere quel cambio dirigenziale che molti auspicavano, ma che nessuno aveva il coraggio di gridare ad alta voce. Chi crede ancora in quel che resta dellUdc, dovr trovare la forza ed il coraggio per trarre dalle macerie, magari nel corso di un Congresso Regionale e perch no, Nazionale ed in tempi brevi, vista la possibilit di prossime elezioni magari fra un anno, la forza per una rapida resurrezione.

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Politica

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IL RISULTATO ELETTORALE

Adesso ci troviamo di fronte ad uno stallo e ad un paradosso


di Cristiano Toncelli I sondaggi ci avevano portato tutti fuori strada. Non si era capito quanto profondamente gli scandali di una politica insopportabilmente sprecona avevano scavato nellanimo degli elettori. Mentre il governo Monti rimetteva a posto i conti del paese caricandoci di tasse, la TV ci mostrava i Lusi (che prima spendeva 80.000 euro per una sola settimana in albergo e ora medita in un convento), i Belsito, i Maruccio, i Fiorito e persino la festa per linsediamento della Polverini in cui, in una ambientazione da Roma Imperiale, festeggiavano a champagne indossando maschere da porcelli. Tutto pagato con soldi pubblici, gli stessi che la gente normale si vedeva sfilare con le tasse. Queste elezioni ci hanno consegnato un sistema in cui le categorie obsolete di sinistra, destra e centro si sono rinchiuse nel loro perimetro storico di voti, rappresentando interessi ormai lontani dal sentire vero della gente, che invece ha chiesto a gran voce un cambiamento radicale attraverso lesplosiva crescita dei voti per M5S. Una crescita di cui, diciamolo chiaro, sono contenti anche molti che non hanno votato M5S, perch una profonda catarsi di questo sistema comunque necessaria. Grillo farebbe bene a capire che la carta che ha in mano unica, perch questa richiesta domani pu indirizzarsi in modo diverso. Si tratta infatti di un consenso liquido, magmatico, umorale, molto poco interessato alle utopiche idee economiche di quel movimento, pi adatte al sogno bucolico di una Arcadia classica che a un paese moderno, ma molto pi alla volont di ottenere una politica vera, nuova, seria. In questo senso Grillo fortunato perch, malgrado la bastonata, dalle dichiarazioni di questi giorni sembra che i politici non abbiano ancora capito che devono farsi da parte e che il loro mondo finito. Particolarmente negativo appare il risultato della sinistra, che si illusa di rappresentare gli interessi dei pi deboli e, complice anche la fedelt del proprio elettorato, ha ritenuto di poter solo crescere nei consensi e di raggiungere oggi, troppo tardi nella storia, quel traguardo mancato nel 1994. Dal canto suo, invece, Mario Monti ha perso loccasione di configurarsi come leader di una formazione alternativa al sistema dei partiti, per chiudersi nella limitata categoria del centro politico. Adesso ci troviamo di fronte ad uno stallo e ad un paradosso. Lo stallo quello di un parlamento con tre formazioni di pari consenso incompatibili tra loro. Il paradosso quello che per superare limpasse tocca proprio a M5S fare un passo verso il sistema, se non si vuole tornare alle urne con il terribile Porcellum, vera nemesi del sistema politico che i partiti non hanno voluto cambiare (lindegna melina PD-UDC-PDL del 2012 rester negli annali) e che ora ha castigato tutti indiscriminatamente. Il tutto mentre i conti del paese sono in equilibrio instabile e lItalia avrebbe bisogno presto di un governo autorevole. Perch non dimentichiamoci che i problemi di oggi sono il risultato di 40 anni di gestione economica sbagliata, di soluzioni rinviate, di sacrifici rifiutati, di consensi comprati alimentando il debito pubblico, e che non si risolvono in un giorno, n si risolvono da soli. Anche lEuropa deve capire che di sola austerit si muore e che se vogliamo risollevarci serve il contributo di tutti. E infine, soprattutto, non dimentichiamoci che se langoscia il sentimento che in molti proviamo, ai giovani tocca qualcosa di ancora peggiore. La disillusione, la mancanza della speranza in un mondo migliore, la fine dei progetti e delle ambizioni tipiche di quellet. Se non riusciremo a dare nuovamente a loro qualcosa per cui sognare, neppure noi avremo un futuro. E per tutto questo che ci serve un rinnovamento.

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Anche a Roma con la irrevocabile chiusura della discarica di Malagrotta si rischiato una emergenza simile a quella di Napoli

EMERGENZA RIFIUTI
di Massimo Cappelli

Invito i lettori ad andare su Google e inserire Napoli rifiuti.Tra le varie notizie si apre anche una raccolta di foto riguardanti il periodo in cui la citt era invasa dai rifiuti che ci da una idea spaventosa di cosa potrebbe accadere a breve in altre citt. Questo potrebbe essere conseguenza dei ritardi nella applicazione della nuova tassa sui rifiuti e servizi Tares che ha sostituito la vecchia Tarsu/Tia, abolita dal 1Gennaio 2013, che entrer in vigore non prima del prossimo Luglio. Ci comporta che le Aziende che effettuano la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non incasseranno alcun corrispettivo prima di sette mesi, con la possibilit quindi di non disporre delle risorse necessarie per lo svolgimento del servizio. Poich le situazioni finanziarie di quasi tutte, se non tutte, le Aziende ambientali sono molto critiche in conseguenza di diffuse morosit nellutenza oltre a storiche problematiche di cicli industriali parcellizzati, con conseguenti costi gestionale maggiori, si pu capire come un ritardo negli incassi possa determinare situazioni di emergenza. Attualmente sono in emergenza rifiuti importanti citt come Palermo, Caserta, Catania. A Napoli la situazione migliorata con la partenza del grande termovalorizzatore di Acerra che, tra laltro, tratta 250 mila tonnellate delle

Una delle infinit di foto che appaiono su Google alla voce Napoli rifiuti.

550 mila prodotte dal Comune di Napoli. A ci si aggiunga che, dopo linsediamento di De Magistris, la differenziata salita dal 14% al 27% ( a Livorno al 43% e lobiettivo europeo 65%), mentre iniziato linoltro dei rifiuti residui allestero, in Olanda. LAmministrazione sta tentando di incrementare la differenziata, con lestensione del porta a porta e la costruzione di impianti di compostaggio, progetti che per sembrano condizionati dalla necessit di finanziamenti dellUnione Europea. Lemergenza rifiuti nelle strade al momento superata anche se le criticit sono ancora molte. A Roma con la irrevocabile chiusura della discarica di Malagrotta si ri-

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schiato una emergenza simile a quella di Napoli. Per fortuna il ricorso del Ministro dellAmbiente Clini al Consiglio di Stato contro lordinanza del Tar del Lazio, che aveva bloccato il trasferimento dei rifiuti di Roma, Fiumicino, Ciampino, Citt del Vaticano in altri quattro siti della Provincia, stato accolto. Questo eviter (si spera!) di vedere le strade della bellissima capitale invase dai rifiuti ma certamente non far felici i cittadini di Albano Laziale, Viterbo, Colfelice e Castelforte, che vedranno arrivare immense quantit di rifiuti nei loro impianti. Come si vede le problematiche collegate allo smaltimento dei rifiuti sono molte e complesse, finanziarie, industriali e sociali, e richiedono da parte delle Amministrazioni Comunali capacit di decisione tempestiva oltre che di comunicazione e coinvolgimento delle cittadinanze, Spesso, purtroppo, non si considera la variabile tempo per adottare poi soluzioni di emergenza oppure si sposano posizioni di principio o ideologiche su temi che riguardano tutti da vicino e richiedono conoscenza, collaborazione e partecipazione.

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attualit

In programma i prossimi 21 e 22 aprile

LElba di fronte al Referendum per il Comune Unico


di Gabriele Orsini
Fu Napoleone nel 1814 durante il suo esilio elbano il primo ad accentrare tutta lamministrazione delle comunit o mairies dellisola dElba a Portoferraio e di l avvi il processo di modernizzazione dellisola a cominciare dalla rete stradale Successivamente per ripartirono le suddivisioni territoriali fino ad arrivare nel primo novecento a costituirsi nuovi comuni come Rio Marina e Marciana Marina , col distacco rispettivamente dallantico comune minerario , sede anche di Pretura , di Rio nellElba e da quello altrettanto antico di Marciana , cui segu anche listituzione del Comune di Capoliveri dalla costola di Porto Longone fino ad arrivare ai giorni nostri con gli attuali otto comuni . Tentativi comunque di rappresentare lElba nel suo insieme ce ne sono stati negli anni successivi , primo fra tutti lEnte Valorizzazione Elba degli anni 60, lEVE, come popolarmente conosciuto, che ha svolto soprattutto funzioni di natura promozionale per il turismo. Estinto lEVE, negli anni 70 nacque la Comunit montana dellElba, poi dellElba e Capraia ed infine dellArcipelago Toscano, con lo scopo di riunire tutti i dieci comuni delle tre isole toscane (Giglio, Elba e Capraia). Lente ha operato a lungo in vari settori, a cominciare dallassunzione della gestione dellacquedotto dallapposito Consorzio poi passato ad altri enti di area vasta (oggi di competenza dellASA livornese - lAzienda Servizi Ambientali), fino alla Bonifica per fiumi e fossi, la Protezione civile, il Servizio Antincendi e la Forestazione. La legge regionale n. 37 del 2008, abol le Comunit che non avevano i requisiti di montanit e liquid cos la Comunit montana dellArcipelago da cui nacque il 19 gennaio 2009 lUnione di Comuni dellArcipelago costituita da soli cinque comuni dellisola dElba (Marciana, Campo nellElba, Capoliveri, Rio nellElba, Portoferraio) e dal comune dellIsola del Giglio. Tale Unione ha avuto per storia breve e travagliata e la Regione, dopo varie mediazioni e nomine di commissari ad acta ,ne ha infine decretato lo scioglimento nel luglio 2012 .Nel frattempo la Regione Toscana aveva abolito anche le APT, le Agenzie per la Promozione Turistica di dimensione anche sub provinciale e allElba , restata orfana anche dellente comprensoriale per il turismo che era praticamente lunico motore dellesangue economia isolana , la Provincia promuove unassociazione con i comuni dellElba per la gestione delle competenze residue assegnate alla Provincia e ai Comuni in materia di turismo, con la promessa di un adeguato finanziamento. E per notizia dello scorso gennaio che anche questo tentativo di gestione associata non ancora decollata e anzi al suo interno non si trovano intese nemmeno per la ripartizione e le esenzioni della tassa di sbarco . Ad oggi poi con le scadenze della finanziaria Foto rappresentativa del Comune Unico per le gestioni associate di almeno tre dei servizi essenziali , imposte ai comuni sotto i 3.000 abitanti facenti parte dellex Comunit Montana (che allElba sono Rio nellElba, Rio Marina, Marciana e Marciana Marina) non si hanno notizie di intese raggiunte per gli adempimenti di legge anche se nemmeno si hanno notizie di nomine di commissari ad acta ma soprattutto non si intravede come i piccoli comuni potranno gestire in associazione tutti gli altri dieci servizi essenziali imposti dal 1 gennaio 2014 e con il rispetto del patto di stabilit per tutti . Ecco allora la grande occasione per gli Elbani con il Referendum previsto il 21 e il 22 aprile prossimo di dare il via alla grande rivoluzione istituzionale per la costituzione del comune unico Isola dElba , promossa dallapposito Comitato. Il movimento popolare nasce non dai partiti o dai sindaci, ma dalla societ civile, ed in particolare dalle associazioni di categoria che rappresentano la parte produttiva della societ elbana, stanche di dover trattare e interagire con otto diverse realt, ovvero otto diverse regolamentazioni negli stessi settori. Le Associazioni chiedono appunto di avere una semplificazione amministrativa per le pratiche burocratiche, uguale in tutta lisola, un risparmio sui costi dei servizi comunali e, soprattutto, un unico centro di regia per affrontare e risolvere quei problemi comprensoriali che i veti incrociati dei diversi sindaci hanno sempre bloccato: la tutela ambientale, con particolare riferimento alla raccolta alla discarica e alla distruzione dei rifiuti solidi urbani,il piano urbanistico comprensoriale, quello dei trasporti, lampliamento dellaeroporto, la politica turistica, per non parlare del settore socio sanitario con un Ospedale in fase di razionalizzazione e riduzione di reparti e dei problemi della pubblica istruzione ,anche per consentire ai giovani di trovare sullo scoglio le opportunit di lavoro e non essere costretti ad emigrare . LElba la terza isola dItalia: ha una superficie di 242,37 Kmq e 32.097 abitanti e negli 8 comuni si hanno attualmente 7 sindaci, 1 commissario, 36 assessori e 94 consiglieri. Col Comune Unico si avrebbero solo 26 consiglieri e al massimo 7 assessori. Il nuovo assetto istituzionale isolano comporterebbe dunque un apprezzabile riduzione dei cosiddetti costi della politica. Si passerebbe infatti da una spesa per le indennit degli organi, riferita al 2010 , di circa 641.249 euro a una spesa presunta di 220.000 euro, senza poi considerare le spese accessorie di rappresentanza e consulenza che gli otto apparati comportavano, spese in larga misura tagliate, producendo un risparmio che potrebbe divenire best practice per lattuale fase di spending review. Al risparmio si aggiungerebbero poi le maggiori entrate previste (incentivi per la fusione) che porterebbero al Comune Unico un introito di 1.200.000 euro per 5 anni dalla Regione e un contributo stimato di 1.400.000 euro per 10 anni dallo Stato (pari al 20 % dei trasferimenti erariali attribuiti agli 8 comuni elbani nel 2010). Ora il 21 aprile ci sar il Referendum e il Comitato , fiducioso di una larga partecipazione al voto, sebbene non sia previsto il quorum, conta soprattutto su di un esito favorevole che veda la maggioranza dei consensi nella maggior parte dei comuni, in modo che il Consiglio Regionale non abbia dubbi della volont delle popolazioni interessatea fondere gli otto comuni in un unico comune Isola dElba.

Politica 10 Spigolature

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Anche se poi, in Lombardia, continuano a votare Lega (vedi lelezione a presidente della Regione Bobo Maroni)
Gli sprechi sono stati sicuramente uno dei gravi motivi dello tsunami elettorale che ha messo lintero paese in grande angoscia per quello che potr accadere. Ebbene, a proposito di sprechi, sapete quanto costata allerario, cio a noi tutti, la brillante idea del sindaco leghista del comune di Adro - in provincia di Como - di trasformare la scuola pubblica del paese in un avamposto del Carroccio? Esattamente 26.136 euro, danno quantificato dalla Procura di Como. Ecco un modo disinvolto di spreco di danaro pubblico da parte di coloro che urlavano contro Roma Ladrona.

re tu la go pi S
Da qui le perplessit su quella mega intervista letta con sufficiente noia.

Ed ora poveraccia cosa far?


Vi ricordate la consigliera comunale dellIdV di Rosignano Marittimo? Si, proprio lei che, nel frattempo, si autoletta dicono i pettegoli, segretaria comunale di quellincidente della storia politica nazionale che aveva al vertice

il politicamente defunto Antonio Di Pietro - il fustigatore, meno che in casa proprio, dei peccatori politici nazionali? Dopo luscita di scena dellassessore al patrimonio appartenente allIdV sembra essersi conclusa la vicenda politica di quella componente politica nel comune di Rosignano logica conseguenza anche della debacle elettorale che il movimento dellex magistrato ha avuto nelle recenti elezioni nazionali. Un consiglio vogliamo dare alla consigliera che sta cercando di sopravvivere attaccando tutto e tutti: si dia una calmata e si prepari, come dappertutto nel paese, ad uscire dignitosamente di scena!

Ma ce ne ancora
Lesimio prof. Guido Rossi - il fustigatore della Juve in occasione di calciopoli nel 2006,- ha prestato una consulenza doro al Comune di centrosinistra di Sesto S.Giovanni a fronte di nessun elaborato scritto ad avvalorare lutilit del contributo consulenziale ed ancora di pi la sua necessit: danno calcolato in 180.000 euro. (fonte La Stampa di Torino).

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Il senso di unintervista
Non abbiamo capito ma, non sono il solo, il senso della lunghissima intervista concessa a Davide Cecio su il Tirreno di domenica 3 marzo. Concorse, in maniera determinante, alla decapitazione del nascituro partito popolare che gi a Livorno come in Italia, viveva unesperienza grama e difficile. Allontan, in maniera brusca, la residua classe dirigente della disciolta Democrazia Cristiana quella priva delle stimmate della sinistra democristiana. Dopo una decina danni ricompare allimprovviso nel decadente panorama politico livornese ed in un PD, in crisi di consensi dopo tantissimi anni, che non ha mai visto di buon occhio i transfughi provenienti dalla disciolta margherita:

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Livorno

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Quattro punti per il nostro porto


di Cristiano Toncelli Mettiamo in fila alcune cose.

1: crociere.
La Spezia aprir a primavera una banchina dedicata, e gi si dice che Royal Caribbean ne approfitter subito per fuggire da Livorno. Inoltre sempre La Spezia procede a tappe forzate per la realizzazione di una stazione marittima con lesplicito obiettivo di fare concorrenza alla nostra citt, dove invece siamo appesi alle decisioni della CILP, che alla ricerca di un futuro vorrebbe passare dai containerai vassoi. Inoltre, dopo le note cronache sui turisti che vagano in citt alla vana ricerca di un esercizio aperto, in consiglio comunale stato proposto unatto contro lapertura di una area commerciale in porto. Non sia mai che i turisti spendano qui i loro soldi.

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2: traffici commerciali
Mentre qui stiamo faticosamente procedendo con i dragaggi (in attesa di cambiare il Piano Regolatore Portuale del 53), a Piombino fanno di tutto per avere la Concordia. Obiettivo sono ben 150 milioni di contributi pubblici per realizzare a tempo di record un bacino con fondale di 20 metri ed annesso piazzale che alla fine dello smantellamento (150 posti di lavoro per tre anni che a noi facevano orrore, visto che abbiamo rifiutato sdegnosamente la possibilit) diventer una banchina in grado di

accogliere quelle navi che non possono scalare a Livorno, e comunque di fare concorrenza al nostro porto. Il tutto con lappoggio della Regione che punta sulla realizzazione della Due Mari, che servir anche per collegare Piombino alla dorsale autostradale dellA1. Sempre sui traffici commerciali ricordiamo che Contship, che era partner della CILP e che se ne andata per disperazione, investir 200 milioni di euro di soldi propri per ampliare il proprio terminal a La Spezia, con diverse ricadute positive per quel territorio.

4: nautica da diporto
Pisa ha appena inaugurato in pompa magna il proprio porticciolo turistico a Bocca dArno, Un lavoro durato tre anni, mentre qui siamo in attesa che si concretizzi il protocollo per la realizzazione del porto turistico nel Porto Mediceo, firmato appena nel 2003. Questo elenco non completo, ma fa capire che se non cambiamo mentalit e modo di agire, rompendo i troppi veti che bloccano le iniziative, e iniziamo ad agire di concerto con il territorio, questa citt destinata a proseguire in un drammatico declino.

3: riparazioni navali
Il loro destino ormai neppure si nasconde pi. Qui non ci devono stare. Destinazione indicata da tutti, ancora Piombino. Che sentitamente ringrazia.

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Livorno 12 Politica

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5-domande-5 al Direttore Generale della Fondazione Goldoni

MARCO BERTINI: Di necessit si fa virt


Io definirei il teatro Goldoni un miracolo livornese. Di fronte ad un quadro critico e preoccupante che caratterizza questa stagione di crisi lunga e difficile nel paese e che naturalmente coinvolge pesantemente anche la nostra citt emerge quella che io ho definito la preziosit del mitico Teatro Goldoni. Il quadro economico ed una sorta di disorientamento diffuso rendono certamente meno praticabile il coinvolgimento della societ per sostenere impegni culturali. Quando non si riesce a evidenziarne lutilit nei tempi almeno medi-lunghi, nasce una sorta di sfiducia collettiva verso il bene primario che la conoscenza e la coscienza. A tutto ci pu sopperire lattivit e la progettualit del teatro, che finisce per essere motivo di speranza e al contempo un bene rifugio. Come stato possibile confermare, in maniera decisamente dignitosa, la pluralit dei programmi malgrado il taglio dei finanziamenti che, purtroppo, hanno inciso negativamente sulla cultura ed il mondo dello spettacolo? Certamente la contrazione dei finanziamenti pubblici e della contribuzione dei privati penalizza le strategie tese ad offrire programmazioni corpose e di buona qualit. Scatta, allora, un dispositivo tipico dellessere umano: di necessit si fa virt e la fantasia aiuta a disegnare progetti ed a costruire nuove relazioni. E in questa direzione che ci siamo mossi sia per creare stagioni legate a percorsi accattivanti ed intriganti, sia a stabilire joint-venture atte a rendere economicamente compatibile il rischio di impresa. Alcuni frequentatori sostengono che meglio sarebbe concentrare il programma su alcune specificit rinunciando alla copertura totale del classico cartellone teatrale, magari dando la priorit ad un settore specifico migliorandone la qualit. Questa tesi in s potrebbe essere corretta. Sbagliato sarebbe applicarla a tutti i contesti indipendentemente dalle loro specificit. Il teatro Goldoni, che peraltro lunico grande teatro della citt, e non per sua scelta, un Teatro di Tradizione, quindi per definizione ha lonere e lonore di sostenere le attivit teatrali che vanno dalla lirica alla concertistica, dalla prosa alla danza ed altro ancora. E nella mission del nostro teatro e si deve trovare lequilibrio pi consono tra generi diversi. Naturalmente niente giusti-

Marco Bertini, Direttore Generale Fondazione Goldoni

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Livorno

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ficherebbe una proposta di bassa qualit: quando ci accadesse dovremmo parlare di errore e di mancata verifica preventiva della programmazione. Una carenza che ormai ricorrente riguarda lo scarsa disponibilit, nonostante lappeal, dei livornesi, quelli messi meglio, nei confronti delle attivit artistiche della citt. Cito il Teatro Goldoni dove scarso sembra la loro compartecipazione: Analogamente del resto, sano accade nel settore sportivo (il calcio sopravvive grazie al genovese Spinelli, il basket professionistico, dopo alcuni anni gloriosi, letteralmente scomparso. Penso che un po di sano mecetanismo farebbe comodo anche al Teatro Goldoni. La Fondazione Goldoni nata come Fondazione di Partecipazione, quindi la filosofia e la ratio prevedono il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per concorrere alle funzioni cui il Teatro Goldoni chiamato. In altre citt, per soggetti similari al nostro, si registra un impegno pi marcato di imprenditori e/o soggetti economicamente forti, rispetto a ci che accade a Livorno. Lungi da noi lidea di assurgere al ruolo di giudici dei comportamenti altrui, ma ci limitiamo a segnalare che da una parte la nostra offerta risulta almeno pari alla domanda di partecipazione, dallaltra vi che aspetta sempre che ci sia un soggetto diverso da se medesimo che svolga funzioni di mecenate. In ultimo, sembra proprio che in diversi possibili interlocutori manchi la consapevolezza che il teatro unazienda produttiva ad alto rendimento economico (secondo Federculture 1Euro investito ha un ritorno di 5Euro) e capace di dare lavoro a molti, in particolare giovani e professionalmente qualificati. I costi di esercizio del teatro sono, inoltre, un investimento a favore di coperture del disagio sociale e comunque della crescita collettiva. In conclusione, a fronte della distrazione di molti che potrebbero, ci gioviamo comunque volentieri della partecipazione di privati singoli e associati, come ben si evince dai nostri depliant, nonch dei club di

service. Il programma di questa stagione intenso e qualificato. E soddisfacente la risposta dei livornesi? Cosa fare per alimentare ed incentivare la presenza al Goldoni anche al di fuori del nostro territorioe? La ringrazio per il suo riconoscimento sul programma della stagione. Si pu constatare che il gradimento degli spettatori rispetto alle nostre proposte generalmente positivo e testimoniato anche da atti scritti. Nello stesso tempo il monitoraggio permanente, rispettoso della privacy, svolto allinterno del nostro pubblico, ci consegna accanto a giudizi e suggerimenti per migliorare il servizio, una valutazione generosa e largamente positiva. Sembra che sempre pi il Teatro Goldoni stia diventando un centro di riferimento laico della nostra

citt, sia come aggregazione sociale che come fucina per la creativit e produzione culturale. Sebbene gi constatiamo la presenza a teatro, attraverso il monitoraggio di cui sopra, di persone provenienti da altre province italiane e non solo dalla nostra cinta urbana, riteniamo che la Fondazione Goldoni abbia il compito di interagire con una pluralit di soggetti, secondo una geografia variabile a seconda dei generi che affrontiamo. A ci soccorre una strategia progettuale che ci lega ad altri teatri di altre citt e regioni, oppure eventi/produzioni che rappresentano un unicum rispetto anche al contesto regionale e/o nazionale. Va da s, infine, che il teatro per sua definizione non mai riconducibile al perimetro di una citt, piccola o grande che sia.

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IL VOTO A LIVORNO

PROSPETTIVE PER IL 2014


di Franco Spugnesi

E talvolta imbarazzante fare considerazioni sul voto dopo un esito cosi complesso come quello che si verificato, anche qui da noi, a Livorno il 24/25 febbraio. A dire - io lo sapevo- oltre che a passare per saccente, non ti prende sul serio nessuno; a mostrare eccessiva sorpresa invece si corre il rischio di sembrare per sprovveduto e disinformato. Inoltre a distanza ormai di alcuni giorni si detto tutto e il contrario di tutto, incrementando esponenzialmente il rischio di dire cose risapute. Proviamo comunque a leggere in chiave 2014 (amministrative) ci che avvenuto premettendo che le soluzioni nazionali (o le non soluzioni) influenzeranno, e non poco, anche i territori. Partiamo proprio dalle cose pi risapute e ripetute. IL PD ha preso un bello schiaffone, dai suoi pi che dagli avversari, dalle classi popolari, dai garantiti che temono di non esserlo pi e dai giovani che garantiti non sono. Poco meglio al Senato su una base elettorale di pensionati che in fondo sono quelli che, per ora, hanno visto peggiorare meno la loro situazione. Il PDL conferma la sua totale irrilevanza che gli deriva non solo dallo scarsissimo risultato elettorale ma anche dalla ormai

cronaca incapacit di esercitare unopposizione appena appena un po credibile nellistituzione cittadina, dove eccelle invece nel continuo confronto (litigi) tra le varie anime della coalizione. Scelta civica per Monti ha risucchiato quel poco di centrismo che la piazza offriva, prosciugando lUDC, ma stata travolta dal pi 1 promesso a turno dai capi popolo cui il senatore Monti non ha voluto controbattere con altrettanta generosit. Il Movimento 5 stelle ha raccolto da ogni lato dello schieramento, centro compreso, con la promessa di una catarsi, un rogo gigantesco che segni la fine della politica dei partiti (il male) e permetta lavvento della gente (il bene) in una specie di soviet telematico. Ricordo che, in tempi non sospetti, quando Iimprimatur di Grillo non valeva quasi nulla, la lista di Citt Diversa alle ultime amministrative era una lista 5 stelle. Amore presto finito forse per le evidenti deficienze di democrazia interna inaccettabili per i promotori, a cominciare da Marco Cannito, di quello schieramento. Dopo sessantacinque anni di maggioranze assolute di PC, DS, PD quasi certo che da giugno dellanno prossimo ci non avverr pi. Non sintravede per un quadro politico che mostri una possibilit di alternanza o di ricambio. Totalmente fuori gioco il centro destra per le

ragioni gi dette e per laltrettanto evidente indebolirsi del suo ex carismatico leader. Lillusione di federare forze cattoliche e laiche sotto lampia (e imprecisata) bandiera del riformismo di Monti ha mostrato in pieno lesile trama su cui si reggeva. I pensatori cattolici hanno perso labitudine alliniziativa e alla costruzione di opere, preferiscono i convegni, terminati i quali tornano alle loro riserve; mentre i capitani dindustria laici hanno troppi impegni per impegnarsi davvero. La sciagurata legge elettorale ha fatto il resto. Per troppi decenni lo sviluppo sociale ed economico stato mantenuto e regolato dallo strapotere delle sinistre, ma il mancato rinnovamento dei gruppi dirigenti ormai totalmente autoreferenziali (nonostante il trucco delle primarie), ha impedito lo sviluppo di alternative interne ed esterne. Ma numeri ci dicono che sar assai difficile far nascere a Livorno un progetto politico senza il PD. Bisogna per puntare ad andare oltre Il PD. Se non vogliamo passare dallegemonia della sinistra a quella dei grillini, bisogna impiegare questanno alla ricerca di soluzioni pratiche ai problemi reali del nostro territorio, creare una rete non che vuole mandare tutti a casa ma vuole fare buona politica, costruire entrare nella casa comune anche moderati e riformisti che esistono, come cultura politica, poco organizzata ma ricca e feconda, rianimare la presenza dei cattolici. Fermare il declino di questa citt dipende da questo lavoro.

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Lettera aperta al Sindaco

Una pallonata nel posteriore e poi in coro: Scemo, scemo


parte, da estasiate ragazzette urlanti e maledicenti i giocatori della sponda avversa. Naturalmente, ah quanta imprudenza, nel periglioso attraversamento mi sono preso una bella pallonata nel posteriore (per la cronaca il tiratore si per scusato). Ho cercato, ho tentato, in qualche modo, di reagire preannunciando che avrei chiamato i vigiili: dal terreno di gioco e dagli spalti si invece alzato un solo grido: scemo, scemo, scemo. Le care bambine erano le pi incazzate per lincredibile minaccia espressa dallo scrivente. Ho dovuto farmi largo per salire le scale ed infine sono arrivato, sano, alla biglietteria del cinema. Qui, naturalmente, ho esternato le pi vivaci proteste al personale. Cos mi ha risposto la gentile addetta: Non sappiamo pi che cosa fare! Insieme ai gestori del Bar Dolly e di Mac Donald siamo andati pi volte in Comune, in particolare al Comando dei Vigili Urbani, per denunciare una situazione insostenibile che offende, tra laltro, il prestigio della citt. La risposta stata questa: non possiamo fare nulla se niente di grave accade!!. Ecco questo solo un episodio di cosa diventata, quella che un tempo era una nobile ed ospitale citt. Enrico Dello Sbarba

Caro Sindaco, sabato 17 febbraio alle ore 16,30 avendo deciso di andare al cinema Grande per vedere linteressante pellicola Viva la Libert con Sordillo ho, naturalmente, atttraversato (lato piazza del Municipio) quella che avrebbe potuto essere, il salotto di Livorno!!!!! e cio la galleria omonima che insiste sulla pi importante piazza livornese. Non avevo previsto la disputa di una regolare partita di calcio tra i nostri bravi giovani ragazzi: oltre ai giocatori erano presenti sugli spalti, alias le scale di accesso al cinema, naturalmente ridotte quasi ad una discarica, numerosi spettatori urlanti composti, in gran

CONVEGNO CONFINDUSTRIA C C

Come gestire le crisi aziendali


di Cristina Battaglini

Come gestire le crisi aziendali. Il decreto sviluppo e il risanamento delle imprese stato il tema di un convegno di Confindustria in collaborazione con Banca CR Firenze e Fondazione Cesifin Alberto Predieri tenutosi alla Camera di Commercio. Il convegno ha affrontato gli argomenti afferenti il Decreto sviluppo, che entrato in vigore a partire dal 10 settembre 2012, e che rappresenta un valido strumento per la continuit aziendale mettendo a disposizione dellimprenditore strumenti da usare nella gestione propria e nei confronti di creditori e dipendenti. Unoccasione di approfondimento, nel quale stata sottolineata la necessit di una crescita culturale da parte di tutti gli stakeholders nellottica di superamento della crisi. Ad aprire i lavori il presidente di Confindustria Livorno Alberto Ricci, che ha sottolineato come lanno lasciato alle spalle sia stato particolarmente difficile e come il 2013 pre-

senter ancora problemi; si in particolare soffermato sul comparto manifatturiero. La crisi andata via via acutizzandosi a partire dal 2008. Lobiettivo della nuova normativa - ha spiegato - portare a una composizione negoziale delle problematiche per gestire la crisi evitandone il degenera mento. Essa apporta strumenti interessanti che possono agevolare il percorso di risanamento delle imprese. Pierfrancesco Pacini, Presidente di Confindustria Toscana, ha posto laccento sul fatto che la normativa costituisce un argomento di grande interesse anche per i commercialisti e per gli operatori di altri settori. Sarebbe importante - ha detto - seguire le imprese anche per i progetti di sviluppo. La crisi attanaglia in particolar modo le imprese che non esportano. Il progetto per lItalia del Presidente di Confindustria Squinzi un manifesto lanciato ai politici. Lindustria la sala macchine della crescita. Bisogna far s che essa possa crescere fino al 20% del Pil. Uno degli argomenti da dibattere la riduzione o leliminazione dellIRAP. E necessario - ha concluso - dare aiuto alle imprese che esportano. Giuseppe Morbidelli, Presidente Fondazione Cesifin Alberto Predieri e Universit La Sapienza di Roma, si soffermato sulla recente legge di revisione costituzionale che ha introdotto lobbligo del pareggio di bilancio, che tuttavia in altre nazioni europee stata

recepita in maniera diversa. Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio, ha sottolineato che il convegno migliorer i rapporti e le richieste che imprese e banche fanno al sistema legislativo, laddove sistema economico e sistema bancario costituiscono due componenti dove non pensabile che esistano asimmetrie. Tra gli altri relatori, Francesco Corsi, dellUniversit di Firenze, Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno, Francesco DAngelo, Universit di Firenze, che ha parlato di Crisi dimpresa e continuit aziendale: i nuovi strumenti introdotti dal Decreto sviluppo, Daniele Mazza, Responsabile Area Toscana Banca CR Firenze, che ha parlato de Il dialogo con la banca, Riccardo Passeri, Universit di Firenze, che ha illustrato Laccordo di ristrutturazione- Profili aziendali, Luigi De Franco, Giudice Delegato del Tribunale di Livorno, che ha parlato de Laccordo di ristrutturazione- profili giurisprudenziali, Umberto Tombari, Universit di Firenze, Finanziamenti ponte e nuova finanza: disciplina e norme di protezione, Giovanni Verugi, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti di Livorno, Concordato preventivo: novit del decreto sviluppo, riflessi pratici ed esperienze concrete, Giulio Andreani, Scuola Superiore dellEconomia e delle Finanze, Il ruolo dellattestatore e del consulente fiscale, e note conclusive di Luca Severini, Direttore Generale Banca CR Firenze.

Rosignano 16 Politica

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Prosegue a Casale Poggetti la bella iniziativa di incontri, attivit, conferenze per la conoscenza diffusa del Parco dei Monti Livornesi

Territorio & Culture


Sabato 2 marzo scorso stato finalmente inaugurato a Rosignano Marittimo, Casale Poggetti - gi storicamente consociuto come la Casa del Pastore. Allevento erano presenti le autorit comunali. con in testa il sindaco Alessandro Franchi e lassessore al turismo Luca Agostini, nonch lassessore provinciale al turismo e allagricoltura Paolo Pacini. Questo il restante programma delle iniziative: Venerd 8 marzo, ore 17.30: "Rosignano tra Alto e Basso Medioevo: ipotesi di una futura ricerca sul sito dei Poggetti" Giovanna Bianchi - Universit di Siena Simone Collavini - Universit di Pisa Edina Regoli - Museo Archeologico di RosignaFilarmonica dei Concordi no M.mo Venerd 15 marzo, ore 17.30: "La conservazione della biodiversit vegetale sui Monti Livornesi" Antonio Borzatti. Martina Bucchioni. Federica Di Marco, Gabriele Pettinelli. Angela Saggese Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. Gioved 21 marzo, ore 21.30: "La Luna da quaggi": osservazione guidata del cielo con i telescopi. A cura di A.L.S.A. Venerd 12 aprile, ore 17.30: "Le Maldive a Rosignano: storia di un mare che non c' pi" Raffaella Grassi -Museo di Storia Naturale del Mediterraneo Domenica 14 aprile, intera giornata: MARITIME WALKING FESTIVAL 2013 "Casale Poggetti: trekking dalla Porta Sud del Parco dei Monti Livornesi tra archeologia e paesaggi rurali". Giornata con degustazione di prodotti locali e battesimo della sella

La scomparsa di Luciano Colombaioni


(e.d.s.) - Ci eravamo incontrati solo qualche giorno prima della Sua dolorosa ed improvvisa scomparsa. Avevamo chiaccherato un po della situazione politica in vista specialmente delle elezioni ed avevamo manifestato le comuni preoccupazioni ed infine sulla Sua agenda aveva scritto il prossimo evente organizzato dal circolo IL CENTRO a cui intendeva partecipare. Non lo vidi e pensai ad impegni legati allAgenzia Immobiliare che da tanti gestiva insieme alla figlia Silvia. Qualche giorno dopo, ad esequie gi avvenute, ho appreso la tragica notizia della Sua improvvisa scomparsa. Caro antico amico Luciano, quanti ricordi mi legano a te, fin da quando gestore dellimpianto AGIP a Rosignano Solvay sulla Via Aurelia ti incontravo spesso per motivi di ufficio. E poi, dopo la parentesi dellautonoleggio, lAgenzia Immobiliare gestita con grande passione e competenza. La Sua seriet e lalta professionalit Gli valsero, giustamente, un duplice riconoscimento dalle Istituzioni : prima la onoreficenza di Cavaliere allordine della Repubblica Italiana e poi quella successiva e di grande rilievo di Cavaliere Ufficiale. Ho perso un grande amico e Rosignano ha perduto un grande compaesano buono e comprensivo con tutti ed a cui tutti hanno voluto un gran bene!

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Attualit

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Dove nasce il problema della violenza sulla donna

Tra 8 marzo e flash mob


di Silvia Menicagli Tra pochi giorni arriver l8 marzo, la Festa della donna data ormai mercificata che viene presa spesse volte come una occasione per le donne per uscire insieme libere tra loro, unite da un cameratismo tipico maschile, sottolineando ancora di pi i vincoli a cui il suo genere solitamente obbligato. Un mese fa circa, il 14 febbraio, le donne si sono unite in un flash mob mondiale che le ha viste partecipi di una piccola ma importante rivoluzione, la rivendicazione della loro libert. Le associazioni Effetto collateralee Stranamente di Livorno hanno organizzato nella citt, un incontro di partecipazione collettiva mondiale, aderando alla campagna One billion rising inventata dallautrice dei Monologhi della vagina, Eve Ensler. E stata scelta la piazza Attias, cuore pulsante e discusso della citt per questo momento di ballo di massa coordinato dallAssociazione DanzArte. Perch il ballo, perch la danza libera, creativit femminilit, tutte vestite di nero con un particolare rosso, che sia una sciarpa, un paio di scarpe, un nastro nei capelli un cappotto. Tutte allunisono per dire basta alla violenza contro le donne. Perch la femminilit non deve essere nascosta, non deve essere un ostacolo non deve essere come un sacerdote ha detto un elemento che giustamente scatena la voglia di possedere la donna, violentandola, uccidendola. Uomini ancorati agli schemi misogini del passato, figli di quelle regole che hanno sempre relegato le donne a ruoli subordinati. Facciamo molti passi indietro. Nellantichit a partire dai Greci, la donna non gode di diritti politici n giuridici. La citt principalmente un mondo di uomini, e la vita del maschio adulto suddivisa tra le due attivit della guerra e della politica. In questa civilt maschilista, la donna tuttavia indispensabile per la procreazione di figli legittimi che assicurino la trasmissione dei beni di famiglia e la continuit della polis. Per la vita della donna libera ateniese, dunque, il matrimonio levento pi importante, quello che ne fissa definitivamente il ruolo civile. Il matrimonio era un contratto legato alla successione dei beni di famiglia, certo non era il frutto della libera scelta di due giovani (E significativo il caso della sorella di Demostene, che il padre aveva legato con una promessa di matrimonio poco prima di morire, quando la figlia aveva solo cinque anni). Il matrimonio, cos concepito, doveva prevedere poca intimit e poco vero amore tra i coniugi. Ci comportava necessariamente un deterioramento dei rapporti uomo-donna, che diede vita anche in campo letterario volta! Per non pensare poi che con linquisizione molte donne vennero ritenute rappresentanti del Diavolo sulla Terra (le streghe ), capaci di trarre in inganno luomo spingendolo al peccato in qualsiasi modo per il solo fatto che vivevano fuori dagli schemi consoni, studiavano le scienze ed utilizzavano le tecniche erboristiche. Dobbiamo correre nei secoli ed arrivare al diritto di voto per il quale si batterono le suffragette, per segnare il primo traguardo importante C da dire che in Italia, il 1900 si apre con la comparsa nel mondo della scienza di Maria Montessori, la prima donna italiana laureata in medicina. Il secolo si chiude con unaltra grande donna e scienziata: Rita Levi Montalcin. le sue ricerche sono state di grandissimo rilievo e d estrema importanza nel campo della medicina e della biologia. La religione ebraica da una grande interpretazione dei ruoli uomo/donna, i rabbini dicono che se Dio avesse voluto la donna ai piedi di un uomo, Eva sarebbe stata creata dai piedi di Adamo. Dalla Bibbia sappiamo che la donna esiste grazie a una costola presa dalluomo. Il Signore Dio plasm con la costola che aveva tolto alluomo, una donna e la condusse alluomo. Ma sel, termine ebraico, tradotto come costola, generalmente significa fianco. Quindi, appare chiaro che Dio cre la donna per stare a fianco delluomo e non dietro. Per cui giusto che si riscrivano le regole dei rapporti di genere, dove la donna deve essere libera come luomo di lavorare, di gestire le sue inclinazioni, hobby, interessi senza dover essere sopraffatta da sensi di colpa, libera di vivere la sua femminilit in pieno, la sua grande arma che fa cos paura tanto da essere abbattuta da molti falsi uomini.

a una vasta produzione misogina. Ne esempio Giovenale, censore morale, autore di 5 libri di 16 Satire. assume la forma dellinvettiva, arcigna e moralista. La poesia di Giovenale, disgustato dallinarrestabile dilagare del vizio, nasce dallindignatio e la satira , perci, il genere obbligatorio. Il suo scopo denunciare la corruzione, di cui luomo irrimediabile preda, senza coltivare illusioni di riscatto. La sua poesia completamente destruens. I suoi temi sono: Astio sociale, Misoginia e idealizzazione nostalgica del passato. Nella Satira 6: la pi lunga (occupa da sola un intero libro); Giovenale vi d un celeberrimo saggio di misoginia, mettendo al bando limmoralit e i vizi delle donne; notevole in particolare la descrizione dellinsaziabile lussuria di Messalina, prima moglie dellimperatore Claudio. La donna soffre il disagio sociale tant che il tragediografo Euripide fa dire a Medea , nella sua omonima tragedia : ... luomo, quando si stufato di vivere con quelli di casa, se ne va fuori e pone fine alla nausea che ha in cuore, recandosi da un amico o da un coetaneo. Noi invece siamo obbligate a guardare a ununica persona. Dicono che noi trascorriamo la vita senza rischi in casa, mentre loro combattono con la lancia, ma si sbagliano: vorrei essere schierata in battaglia tre volte, piuttosto che partorire una sola

Politica 18 Cultura

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Lateo devoto Silvano Vinceti parla del suo amore per il Santo

FRANCESCO il rivoluzionario di Ges


di Laura Conforti Benvenuti lettura e interpretazione di alcune fonti storiche, appare diverso, dalla personalit pi rigorosa. Un mistico sensuale che nel silenzio della parola e delle azioni trasmette ancora le emozioni che sono alla base dei validi principi di rapportarsi agli altri e a se stessi e ripropone un integrale ritorno al Cristianesimo originario. Il libro si compone di quattro capitoli: Canone contro metanoia: ovvero le regole della comoda normalit contro la metamorfosi esistenziale; La ecclesia di Francesco sorgente di stimoli e di ricchezza; Il denaro e la propriet, la povert e la ricchezza, il capitale e il lavoro in Francesco; Il giullare della perfetta letizia e del Cantico delle creature. E corredato da un interessante DVD dove lAutore racconta e spiega la vita e lopera del Santo.

Silvano Vinceti E giunto a Livorno Silvano Vinceti, autore e conduttore di programmi della RAI, presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali e appassionato di ricerche, fra le quali il ritrovamento dei resti del Caravaggio e la ricerca delle spoglie della modella del celebre ritratto della Gioconda nei sotterranei nellex convento di SantOrsola nel Centro di Firenze. E stato invitato a presentare il suo ultimo libro Francesco il rivoluzionario di Ges alla libreria Erasmo dalla Fidapa, dalla Fondazione la Caprillina, dallAssociazione Alberto Bonciani Scarronzoni Azzurri dItalia e dalla nostra Associazione Culturale Il Centro, presiedute rispettivamente, da Margherita Mazzelli, Attilio DAlesio, Patrizia Bonciani ed Enrico Dello Sbarba. Lincontro si svolto con unintervista da parte del titolare della libreria Franco Ferrucci. Alla domanda: come mai da Merisi passato a San Francesco, ha risposto che occorre aver passione e amore per i personaggi che gli hanno dato qualcosa e lhanno arricchito. Ha quindi spiegato che, pur essendoci moltissime biografie del Santo , da ateo devoto, come si definisce, nella sua ultima fatica ha parlato di un Francesco che si nutre di ragione e sentimento, di storia e fantasia e che, grazie ad una diversa ri-

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Cultura

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Convegno su Arte e fede in Vescovado

Larte deve tornare popolare


di Monica Cuzzocrea

I Cooperatori Paolini, nel proseguo della riflessione sul Concilio Vaticano II, hanno organizzato un convegno su Arte e fede: A partire dalla teologia dellopera darte. Liniziativa , ricordando Don Franco Patruno, una grande figura della cultura e dellarte della Chiesa ferrarese della seconda met del 900 morta prematuramente sei anni fa e per la cui memoria, Monsignor Giusti ha concelebrato la s. Messa, ha invitato anche un artista e un giornalista ad analizzare lo spinoso problema della frattura esistente tra il mondo dellarte e la Chiesa ed anche con la cultura popolare in genere. Pochissimi, anzi rarissimi sono gli artisti che nel Novecento hanno cercato di proporre unarte che andasse incontro alla gente, a tal punto che si pu quasi dire che non vi sia pi unarte sacra. Don Franco Patruno, come ha esposto Pietro Lenzini di Faenza, artista, scenografo e storico dellArte ha sempre manifestato una particolare attenzione a questa lontananza e ha sempre voluto evidenziare laccoglienza della Chiesa nella sua missione di ascolto e di dialogo, nella consapevolezza che occorre coniugare lannuncio del Vangelo e della sua Verit, cio la persona di Cristo. Don Franco era stato un grande sollecitatore per un arte religiosa e libera, e nei suoi scritti molto profondi vi era il desiderio e lanelito di proporre lopera darte come espressione del Divino. Il testo pubblicato Per una teologia dallopera darte, ci aiuta a riappropriarci dellarte

come mezzo di comunicazione della fede non in modo accademico, ma coraggioso per un approfondimento spirituale non solo con i fedeli ma anche per i laici. Il giornalista di RAI 3 Massimo Lucchesi, evidenziando le difficolt insite nel comunicare oggi, perch manca una ricerca, ha visto nella figura di Patruno un esempio di limpidezza, intensit e profondit perch nella ricerca espressiva aveva come desiderio quello di incontrare laltro. Bellissima ed emblematica lespressione del grande filosofo Guardini che aveva fatto propria: Se lincontro completo, ecco che si verifica lincontro tra due volti, uno sguardo trapassa nellaltro. La teologia e larte sacra, non una dimensione solo per religiosi, ma sono dei riferimenti e dei metodi che favoriscono la ricerca della nostra intelligenza. Il giornalista, quando sa narrare riporta larte alla sua vocazione di espressione del mistero delluomo, credente e non credente. Quando lopera darte dunque in colui che losserva aiuta a scavare e a scendere nel profondo, ecco che suscita dei sentimenti e se lopera darte sacra ha in Ges la chiave di interpretazione perch un artista possa con larte esprimere se stesso. Monsignor Giusti nel suo intervento ha voluto porre lattenzione sulla crisi artistica in tutti i suoi ambiti: dalla musica, alla scultura, allarchitettura ed rarissimo trovare opere importanti di contemporanei. E forte la discrasia fra popolo e arte e fra arte e Chiesa e se lantica arte cristiana, nata per esigenze liturgiche ha vissuto in simbiosi con la cultura, addirittura creando una continuit fra sacro e profano per molti secoli, purtroppo in questo

Don Franco a Reghensburg

ultimo secolo registra una grande arretratezza. Don Franco che aveva cercato di affrontare il problema e aveva invitato al dialogo tutti, stato uno dei pochi a sentire questa esigenza e a capire quanto fosse necessario uscire dallindividualismo e dal narcisismo perch larte svolge una funzione sociale. Monsignor Giusti invita tutto il mondo culturale a collaborare di pi e ad elaborare un manifesto popolare che dia voce ai sentimenti del popolo e che si riappropri di quella dimensione che mette in dialogo le varie realt. Ecco che come gi dal Concilio la Chiesa che si apriva alla societ e a tutte le sue complessit, si propone di sostenere gli artisti promuovendone le nuove tendenze e adattandole ai nostri tempi secondo lindole delle diverse nazioni e regioni. Liniziativa dei Cooperatori Paolini ha avuto la collaborazione dell AdP, AIMC e CIF.

I relatori e il pubblico presente al convegno su Arte e fede: A partire dalla teologia dellopera darte.

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Cultura

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Appuntamento 11 marzo al Cinema Kino-Dess per il saggio scritto dal pubblicista Matteo Pieracci

Parlare di Aids attraverso lo spettacolo


Un libro che si propone di analizzare il binomio che intercorre fra Aids e spettacolo. Largomento inedito e mai trattato prima dora in Italia, viene discusso nelle pagine del saggio scritto dal pubblicista Matteo Pieracci Aids: le storie, i personaggi, i film (Edizioni Falsopiano). Non un libro sulla malattia che ha drammaticamente segnato lumanit, cambiando persino la visione dei rapporti umani e sessuali, ma bens un testo sulle arti e gli artisti che con dedizione e passione hanno raccontato lAids. In queste pagine, sono descritti ed analizzati tutti i film, gli spettacoli teatrali e i documentari in cui viene trattata lAids. Dal pluripremiato Philadelphia di Jonathan Demme fino ad arrivare ai film pi sconosciuti e ai B movies ormai dimenticati, lattento lavoro di ricerca fatto dallautore si propone di ricordare anche quegli artisti che hanno dato unimmagine allAids. Il ricordo dei tanti grandi dello spettacolo che ci hanno lasciato ben presente nel libro e ci aiuta a comprendere quanto lAids possa essere diventata cultura. Se la malattia ai suoi esordi rappresentava stigma e paura, adesso pu e deve apparire sotto altre forme. Da alcuni anni si parla di Aids negli spettacoli teatrali e di danza, nelle pellicole cinematografiche e persino nei documentari che seppur alle volte scomodi, sono la reale rappresentazione di un tema che per troppi anni stato snobbato o peggio ancora trattato con palese ignoranza. Lo spettacolo ha dunque aiutato a rompere quel muro di silenzio che si era creato attorno a questa malattia. Nella parte iniziale del testo viene spiegata com cambiato il cinema mlo negli anni: i temi per cui si piange al cinema, sono cambiati radicalmente con il passare degli anni. Nei capitoli successivi, vi unesaustiva analisi di tutti i film, gli spettacoli teatrali e i documentari sul tema in questione. La conclusione del libro, oltre a contenere due preziose interviste, ricorda senza retorica tutti quei personaggi famosi che ci hanno lasciato per colpa di questo virus. Nel loro ricordo, la volont di non dimenticarci di questa malattia.

Poesia
NOTTE BIANCA Volterra notte incantata di lucida follia, pensieri sommersi da fiumi di vino, uccelli dalabastro solcavano piazza dei Priori, mentre lumanit banchettava con Dio. Unanima deviata si perdeva nei vicoli, ascoltando i sonetti dellultimo armaiolo. Incisi il poetare sul cuore del borgo, e due ali di vento mi portarono in cielo Poesia di Simone Magli
Per conoscere le poesie di questogiovane e promettente poeta pistoiese visita il blog www.simonemagli.blogspot.com

Il volantino delliniziativa

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Politica 22 Cultura

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Presentate le Livornine che mostrano gli angoli pi suggestivi di Livorno

Le cartoline d autore di Marc Sardelli


di Marisa Speranza Non posso stare senza disegnare: una malattia . Cos il pittore Marc Sardelli si confessato al pubblico affluito numeroso al Circolo Ufficiale della Marina Militare per la presentazione delle Livornine, cartoline dautore scaturite dai suoi acquarelli e dai carboncini originali esposti. Disegnati tra il1956 e il 1980, essi ci mostrano gli angoli pi suggestivi di Livorno, avvolti

Il Centro in distribuizione anche presso le seguenti punti:


LIVORNO: a LIVORNO: Libreria Nino Belforte, Via della Madonna; Libreria Edizioni Paoline, Via Indipendenza; Libreria Gaia Scienza, Via di Franco; Edicola Nelli (piazza Cavour 39); EdiP.zza cola P.zza Grande (lato Farmacia Ospedale), Edicola Bianchi (via del Porticciolo, di fronte Camera Commercio); Edicola Attias (corso Amedeo); Edicola piazza Matteotti; Edicola Fabbricotti (piazza A. Moro); Edicola Paolini (Baracchina Bianca) (piazza S. Jacopo); Edicola c/o Bar Oasi (Ardenza Mare); Edicola Barcellona (via Goito); Edicola Borghi (Corso Amedeo, angolo via dellOrigine); Tintoria Rossi (corso Mazzini), Chico Sas (via C.Puini 9). CASTIGLIONCELLO: a CASTIGLIONCELLO: Edicola Edicola Rossi (Piazza della Vittoria); Edicola Tognotti, Stazione Tognotti, Ferroviaria. SOLV a ROSIGNANO SOLVAY: Edicola Giovannoni (via Allende); Vallini Edicola Vallini (via O. Chiesa); MARITTIMO: a ROSIGNANO MARITTIMO: Edicola Il Punto (via A. Gramsci).

in quelle atmosfere che la mano sapiente di Sardelli ha caricato di poesia: dai Navicelli ai Casini Granducali; dal Rivellino di S.Marco alla Torre di Matilde; dalla chiesa di S. Jacopo al Bastione della Canaviglia (Fortezza Vecchia); dagli Scali del Vescovado (Fortezza Nuova) ai Bottini dellOlio . . . Laccostamento tra gli acquarelli in mostra e le foto (di Roberto Zucchi e Maurizio Angiolo), scattate al giorno doggi sugli stessi scorci dipinti da Marc, hanno evidenziato le differenze tra un passato, sia pure recente, e il presente. Basta osservare lacquarello che rappresenta il Bastione del Forte S. Pietro, circondato dal verde di vecchi arbusti: in primo piano due barche di pescatori e, sullo sfondo, una finestra dalle inferriate arrugginite. Particolari, questi, del tutto scomparsi nella fotografia dove si erge un Bastione ripulito di quei contorni che lo rendevano tanto pi pittoresco. Maila Nosiglia, docente di lettere e coordinatrice dellincontro, ha spiegato com nata lidea delloperazione editoriale promossa da Editasca di Livorno con la raccolta delle 21 cartoline (in vendita singolarmente o riunite in una elegante custodia). Ldea nata da una visita allo studio di Sardelli, carico di emozionanti sorprese. Lantro dello stregone, lo ha definito scherzosamente larchitetto Riccardo Ciorli (Archivio di Stato), per cui Sardelli diventato protagonista grazie alla sua matita. Abbiamo lavorato insieme come amici di lungo corso, ha poi precisato leditore Fulvio Tasca, che si detto emozionato e orgoglioso per il risultato raggiunto. Perch le cartoline? Sono un veicolo di comunicazione e, in un epoca di e-mail, appaiono in controtendenza perch invitano a scrivere. Come gi hanno fatto alcuni amici, in-

viando da pi parti alleditore il loro saluto sulle cartoline scritte in diverse lingue. E perch Livornine? Come la Legge emanata dal Granduca (1593) consent ai mercanti di ogni nazionalit di approdare ai nostri lidi e di intessere proficui rapporti con la citt, rendendola nota in tutto il Mediterraneo, cos le cartoline sono il passaporto per farci conoscere: un mezzo di comunicazione, intimo e semplice. Lidea delle Livornine venuta in mente ad Anna Nosiglia, moglie delleditore. A spingerla, lamore per Livorno, per le sue strade, per i ricordi familiari che fanno capolino ad ogni angolo di quartiere, le folate di vento di libeccio che ci fanno riparare borbottando, e una nostalgia del tempo che fu. E in questo clima che si chiuso lincontro con un intermezzo musicale che ha avuto come protagonisti Federico Maria Sardelli e Giovanni Bellini. Direttore dorchestra e musicista conosciuto anche allestero, Federico (figlio di Marc) ha presentato con lamico un programma impegnativo di musiche seicentesche (Dario Castello, Giovanni G. Kapsberger, Antonio Vivaldi). Gli strumenti usati? Flauti barocchi e tiorba: per incantare il pubblico con lofferta di melodie raffinatissime e sconosciute ai pi. Una raccolta di emozioni che, dalla pittura alla musica, hanno saputo riscaldare un gelido pomeriggio dinverno.

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23 Cultura 19

china e il Pescatore Verde con la scenografia di Fabio Leonardi; impostazione registica Paola Martelli. LIRICA Venerd 15 - Sabato 16 L.T.L Opera Studio presenta NAPOLI MILIONARIA di Eduardo De Filippo musiche di Nino Rota CONCERTI Venerd 22 marzo DANIEL KAWKA direttore Chen Guang pianoforte Programma: L. van Beethoven: Coriolano, ouverture op. 62; Concerto n. 4 in sol maggiore per pianoforte e orchestra op.58; Sinfonia n.6 in fa maggiore op.68 "Pastorale". EVENTI Sabato 23 Spettacolo fuori abbonamento. Maurizio Battista "Oggi non giornata" CONCERTI Luned 25 Richard Galliano fisarmonica Un concerto eccezionale con uno dei massimi esponenti jazz al mondo quale Richard Galliano, francese della Costa Azzurra ma di chiare origini italiane, principale artefice del rilancio a tutto campo della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacit espressive. Marted 26 (Goldonetta) Andrea Colli Quartet special guest Fabrizio Bosso Produzione: in collaborazione con Roberto Napoli e Andrea Colli.

STAGIONE TEATRALE 2013 CASTIGLIONCELLO Castello Pasquini - Tensostruttura


Informazioni e prenotazioni: tel. 0586.754202/759021 - www.armunia.eu

Prossimi appuntamenti
Venerd 15 marzo ore 21.15 I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi IL RITORNO DEGLI ULTRACORPI Venerd 29 marzo ore 21.15 Arca Azzurra Teatro Alessandro Benvenuti COMICI FATTI DI SANGUE Venerd 12 aprile ore 21.15 La Banda Osiris FUORI TEMPO PRIMAVERADANZA Passi di donna Sabato 27 aprile ore 21.15 Compagnia Abbondanza/Bertoni SCENA MADRE Sabato 4 maggio ore 21.15 PROGETTO ANTICORPI SERATA eXpLo Masako Matsushita UN/DRESS Helena Cerina in DU LIEBST MICH ZU VIEL Maristella Tanzi e Carlo Quartararo in N-ESIMO PROGETTO FALLIMENTARE Sabato 11 maggio ore 21.15 Aldes Ambra Senatore in A POSTO STAGIONE RAGAZZI Domenica 24 marzo ore 16.15 Riserva Canini GRIMM La stanza dei due fratelli tedeschi Domenica 7 aprile ore 16.15 Compagnia Elektra / Factory compagnia transadriatica CENERENTOLA

Stagione 2012/2013

TeatroGoldoni e Goldonetta
I restanti appuntamenti di Marzo (h. 21)
CLASSICA CON GUSTO Venerd 8 (Goldonetta) Profumo francese, in omaggio alle signore - Bruno Canino pianoforte e Cristiano Rossi violino in collaborazione con Menicagli Pianoforti. Musiche di F. POULENC: Sonata (1944), allegro con fuoco, intermezzo, presto tragico; L. BOULANGER: Deux morceaux, Nocturne (1911), Cortge (1914); M. RAVEL: Sonata (1927), Allegretto moderato (blues); allegro (perpetuum mobile). TEATRO BAMBINO Domenica 10, h 16 (Goldonetta) Bottega d'arte della Fondazione Goldoni presenta Le note di Pinocchio: la Fata Tur-

Periodico mensile del Circolo Culturale

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