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Viviamo lAnno della Fede

pubblicato in: La Squilla dei fratini di S.Antonio, LXXXII, dicembre 2012. P. CARLO SERRI ofm Il Santo Padre Benedetto XVI ha deciso, con provvidenziale intuizione, di indire un Anno della fede. Esso avr inizio il giorno 11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dellapertura del Concilio Vaticano II, e terminer nella Solennit di Cristo Re, il 24 novembre 2013. Non dimentichiamo che il giorno 1 ottobre 2012 ricorreranno anche i ventanni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, che Papa Giovanni Paolo II promulg al fine di illustrare a tutti i fedeli la forza e la bellezza della nostra fede. Lopportunit di celebrare un Anno della fede appare evidente, se riflettiamo che al centro dei problemi che affliggono pi duramente la nostra societ non ci sono solo tematiche culturali o economiche, ma piuttosto problemi di fede e di esatta comprensione dei valori della persona. Questaffermazione, che potrebbe apparire sbrigativa, rivela la sua solidit se comprendiamo la fede cattolica nel suo esatto significato. La fede non semplicemente una concezione culturale sul modo di pensare o di vivere. La fede non iniziativa umana; essa invece la risposta umana alla rivelazione di Dio. Il Concilio Vaticano II ci ha insegnato questa non consiste semplicemente nella notificazione di verit soprannaturali, rivolte allintelletto umano. La rivelazione un evento personale, che si compie nella storia, attraverso il quale Dio si fa conoscere allumanit e gli comunica la sua vita. La Costituzione Conciliare Dei Verbum cos si esprime: Piacque a Dio nella sua bont e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volont, mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito santo hanno accesso al Padre e son resi partecipi della divina natura. Con questa rivelazione infatti Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e sintrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con s. La profonda verit, poi, su Dio e sulla salvezza degli uomini, per mezzo di questa rivelazione risplende a noi nel Cristo, il quale insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione (DV 2). La rivelazione dunque unattuazione perfetta dellamore di Dio, che fa conoscere alluomo il suo progetto di renderlo partecipe della sua natura divina. In tal modo Dio invita i suoi figli a entrare in relazione profonda con Lui, accogliendo la sua verit e vivendo nel suo amore. La pienezza della rivelazione
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non un libro, ma la persona stessa di Ges Cristo Figlio di Dio. Egli, attraverso la sua vita e il suo mistero pasquale, ci ottiene la redenzione dei peccati e ci riporta nella comunione di grazia con il Padre. Per mezzo dello Spirito Santo, primo dono di Cristo risorto alla Chiesa, noi possiamo rispondere alla Rivelazione di Dio, per mezzo della fede. A Dio che rivela dovuta l'obbedienza della fede, con la quale l'uomo si abbandona tutto a Dio liberamente, prestando " il pieno ossequio dell'intelletto e della volont a Dio che rivela" e assentendo volontariamente alla rivelazione data da lui. Perch si possa prestare questa fede, necessaria la grazia di Dio che previene e soccorre e gli aiuti interiori dello Spirito santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verit (DV 5). La fede allora non laccettazione ottusa di dogmi incomprensibili. Essa appare piuttosto come il dono totale e libero della nostra vita fatto a Dio, in risposta al dono della chiamata alla comunione di Vita che abbiamo ricevuto da Lui. La fede dunque un atto globale, che coinvolge tutte le dimensioni della persona: il corpo e la vita materiale, lintelligenza e la cultura, lamore e le scelte morali. Una fede intelligente e amorosa illumina e orienta tutti gli aspetti della vita personale e sociale. La scoperta e lapprofondimento della fede costituiscono un cammino lungo quanto tutta lesistenza, che radica il cristiano nella vita della Chiesa. Allinterno della comunit dei credenti noi possiamo ricevere lannuncio della Parola, la celebrazione dei sacramenti, lesperienza della carit fraterna, che ci unificano in un solo corpo e ci rendono testimoni del Signore. Dobbiamo riconoscere che la fede cristiana non pi un ovvio presupposto nella nostra societ, e che spesso viene esplicitamente negata. Per questo urgente riannunciare la fede, a cinquantanni dal Concilio, ricordando che il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti. lamore di Cristo che colma i nostri cuori e ci spinge a evangelizzare (2Cor 5,14). Nel discorso dellUltima Cena Ges ci ha rivelato che il primato dellamore, nella vita dei credenti, deve portare frutti di fede e di apostolato: Questo il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perch andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga (Gv 15).

Se accoglieremo linvito del Santo Padre a vivere profondamente questAnno della fede, certamente la Chiesa diventer pi fedele ai doni ricevuti dal Signore e sapr aiutare il mondo nella ricerca della verit e del bene. P. CARLO SERRI OFM