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CATECHESI

CONTEMPLA IL TUO VOLTO IN CRISTO


Catechesi in preparazione dellEUROFRAME 2012

Appena siamo nati, abbiamo aperto gli occhi sul mondo e lo abbiamo contemplato con stupore. Crescendo abbiamo scoperto, in una continua avventura di curiosit, le immagini delle cose e i volti delle persone. Ognuno di noi ha capito che la vita una relazione, e che siamo legati a ogni altro essere vivente da un misterioso influsso reciproco. Pur sperimentando la nostra indipendenza personale, ci siamo resi conto che tutto ci influenza, e che anche noi esercitiamo un potere sulle cose e sulla vita degli altri. Conserviamo una misteriosa libert sulla nostra intelligenza, e questa consapevolezza ci rende unici e distinti da ogni altra persona. Arrivati alla giovinezza, non ci contentiamo pi delle emozioni o delle reazioni istintive; cominciamo a interrogarci dinanzi alle provocazioni della vita. Vogliamo capire perch esiste la vita e non il nulla, perch alcune cose ci rendano felici ed altre ci facciano soffrire. La bellezza che vediamo intorno a noi, e che ci affascina fino allamore, ci appare tanto fragile e insicura. Infine, quando ci incontriamo con la morte di una persona amata, proviamo una ribellione naturale, come dinanzi ad uningiustizia. La felicit, che noi desideriamo spontaneamente, solo unillusione o pu diventare un possesso sicuro? Ci mettiamo allora alla ricerca di una sorgente di vita, che dia certezza al nostro cammino. Vogliamo capire se esista un segreto o una logica che sostiene tutte le cose. Ma non vogliamo solo scoprire una forza anonima e impersonale, un destino cieco e sordo. Nel nostro intimo vogliamo incontrare Qualcuno, un Amore personale, che sia la sorgente limpida di ogni amore e speranza. La fede ci dice che stato Dio stesso a istillare nel nostro cuore il desiderio di cercarlo e di trovarlo, seminando nel nostro cuore una sana inquietudine, che trova pace solo nella comunione con Lui. Solo allora comprenderemo il senso della nostra vita. Troveremo pienamente noi stessi solo quando incontreremo Dio.
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Nellesperienza e nel linguaggio della Bibbia il volto lo specchio del cuore, ossia della persona che impegna se stessa. Il volto rivela il cuore e apre alla comunione: Come nellacqua un volto riflette un volto, cos il cuore delluomo si riflette nellaltro (Pro 27,19). Lincontro faccia a faccia suscita il riconoscimento profondo dei cuori, ossia la conoscenza reciproca tra le persone. Se fossimo isolati non ci conosceremmo mai. Solo confrontandoci con gli altri ci riveliamo per quello che siamo. Solo incontrando il volto e il cuore di Dio potremo conoscere veramente noi stessi. Il racconto della creazione, tramandato nel libro della Genesi, ci rivela che luomo e la donna sono creati a immagine e somiglianza di Dio; dunque anche dopo il peccato hanno conservato una partecipazione alla sua vita. Per questo desiderano ardentemente vedere il volto di Dio, ossia conoscerlo ed entrare in comunione profonda con lui! La contemplazione della natura (Salmo 8) e lesperienza di un Dio che dona la salvezza attraverso gli eventi della storia (esodo), accendono nel cuore dei credenti il desiderio indomabile di partecipare totalmente alla sua vita, fin quasi ad abolire il mistero che lo nasconde. La preghiera esprime questaspirazione lancinante, che vorrebbe leggere nel volto di Dio la sua ira, il suo amore, i suoi progetti su di noi. Il mio cuore ripete il tuo invito: Cercate il mio volto!. Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto. Tu sei il mio aiuto, non lasciarmi, Dio della mia salvezza (Sal 27,8-9). Lanima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verr e vedr il volto di Dio? (Sal 42,3).

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Questa nostalgia dellincontro personale con Dio sembra per rimanere unambizione frustrata anche per i pi grandi profeti dellAntico Testamento, con i quali Dio sintratteneva come con amici. Dice il libro dellEsodo che quando Mos scese dal monte Sinai dopo aver ricevuto le tavole della legge il suo volto era raggiante, perch aveva conversato con Dio, tanto che fu costretto a coprire il suo volto con un velo (Es 34, 29-35). Ma quando Mos chiese a Dio di vedere la sua gloria, il Signore lo pose nella cavit di una roccia e lo copr finch Egli non fosse passato. Dio gli conceder solo di vedere le sue spalle, perch il suo volto non si pu vedere apertamente (Es 33,18-22). Solo quando il Figlio di Dio si sar incarnato, potremo avere una conoscenza piena e diretta del Padre.

Sul volto di Cristo risplende autenticamente la gloria del Padre. Nel suo Figlio fatto uomo, il Padre invisibile si dato un volto che noi possiamo contemplare. Ges ci rivela quel volto che nessuno mai prima aveva visto (Gv 1,18). Quando lapostolo Filippo gli chiese una rivelazione del Padre, Ges rispose che nella sua umanit gli apostoli potevano gi conoscere il Padre e sperimentare la sua azione: Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta. Gli rispose Ges: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre in me (Gv 14,8-11). Nella fede di Cristo Figlio di Dio ormai i discepoli possono entrare in comunione piena col Padre e compiere le sue opere, seguendo Ges come maestro e Signore. San Paolo insegna che noi,

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scrutando il volto di Cristo nella fede, possiamo riflettere la sua gloria sul mondo: E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo lazione dello Spirito del Signore (2Cor 3,18). Come nel volto di Cristo si riflette quello del Padre, cos nel volto dei cristiani cio nella loro vita consacrata allamore - si riflette il volto glorioso del Cristo risorto.

I discepoli del Signore, che lo seguono sulle vie del vangelo, hanno sempre considerato Ges come un modello di vita da imitare perfettamente, per ritrovare se stessi e portare a compimento ogni aspirazione di felicit. Il Concilio Vaticano II insegna: La chiesa sa perfettamente che il suo messaggio in armonia con le aspirazioni pi segrete del cuore umano, quando difende la causa della dignit della vocazione umana, e cos ridona la speranza a quanti disperano ormai di un destino pi alto. Il suo messaggio non toglie alcunch all'uomo, infonde invece luce, vita e libert per il suo progresso, e all'infuori di esso, niente pu soddisfare il cuore dell'uomo: "Ci hai fatto per te, o Signore, e il nostro cuore senza pace finch non riposa in te" (S.Agostino). In realt solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo Cristo rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione (Gaudium et spes, 21-22). Nella conoscenza di Cristo i santi hanno scoperto la loro vocazione, e sono diventati per il mondo unimmagine autentica del loro Maestro. San Francesco dAssisi, pur avendo ricevuto uneducazione cristiana, fino alla giovinezza fu piuttosto attirato dai piaceri della vita e dal desiderio della gloria mondana. Il suo ambiente sociale, fatto di mercanti e di soldati, lo spingeva verso una vita di ambizione e di successo. Solo lentamente avvenne lincontro personale con Cristo che cambi
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radicalmente la sua vita, rovesciando tutto il suo mondo di valori. Come egli racconta nel suo Testamento, il Signore lo prese da una vita di peccato e lo guid con la sua grazia sulla via della conversione. Se studiamo la lenta conversione di Francesco, ci troviamo dinanzi ad una storia di sorprendente attualit. Non si tratta di una trasformazione fulminea, ma di una progressiva e inarrestabile azione dello Spirito di Dio, che lentamente prende possesso di una vita. Francesco ha vissuto la ricerca del volto nascosto di Dio, ha sentito che il suo destino personale si giocava anzitutto nella ricerca incessante della presenza di Dio, che per lui si attuava nellincontro con Cristo.

Il volto di Cristo nei poveri. Francesco narra con queste parole come il
Signore si fece incontrare e lo condusse sulla via della conversione: Quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ci che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo (2Test 1-3). A questo giovane, totalmente assorbito nella vanit e nei sogni della cavalleria, i lebbrosi facevano ribrezzo, a causa del loro aspetto brutto e miserabile, che li escludeva dalla societ. Francesco illuminato a riconoscere in loro il volto di Cristo, che per noi si fatto povero e umiliato nel sacrificio della croce. Cos i poveri rimasero sempre per lui unimmagine fedele di Cristo: In tutti quanti i poveri intravedeva il volto di Cristo (Legm III,VII). Cos egli spiegava a un suo frate come doveva guardare i poveri: Quando vedi un povero, fratello, ti messo innanzi lo specchio del Signore e della sua Madre povera. Allo stesso modo nei malati devi considerare quali infermit si addossato per noi! Veramente Francesco [] sempre fissava il volto del suo Cristo, sempre rimaneva a contatto dell'Uomo dei dolori, che conosce tutte le sofferenze! (2Cel 85).

Il volto del crocifisso nel servizio della Chiesa. La verit di


questo incontro trov piena conferma nellesperienza di San Damiano, una piccola chiesa di campagna nella quale
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Francesco entr a pregare, condotto dallo Spirito. Qui, inginocchiato dinanzi al crocifisso, a Francesco fu rivelato come lunione con Cristo crocifisso si concretizza nellumile servizio alla sua Chiesa. un giorno pass accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli cos profondamente commosso, all'improvviso - cosa da sempre inaudita! - l'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto, gli parla movendo le labbra. Francesco, - gli dice chiamandolo per nome va, ripara la mia casa che, come vedi, tutta in rovina. Francesco tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone a obbedire e si concentra tutto su questo invito (2Cel 10). Cos Francesco, scrutando il volto di Cristo crocifisso, comprese la bellezza dellamore divino che si offre continuamente in sacrificio per la nostra salvezza: In questo sta lamore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati (1Gv 4,10). Francesco am appassionatamente la Chiesa, i suoi sacerdoti e tutti i suoi fedeli, con la profonda convinzione che solo ponendosi al loro servizio egli sarebbe stato un vero servo e imitatore di Cristo.

Il volto di Cristo nella fraternit. In modo particolare nella sua


fraternit, dono di Dio, Francesco sperimentava lincontro con il Signore. E dopo che il Signore mi dette dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivel che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. E io la feci scrivere con poche parole e con semplicit, e il signor papa me la conferm (2Test 14-15). Con i suoi frati minori Francesco voleva vivere il vangelo, in povert e semplicit, al servizio del Regno di Dio. La loro vita doveva svolgersi sotto lo sguardo benevolo del Signore, che li guidava per mezzo del suo Spirito, il vero superiore della fraternit. I frati minori dovevano essere dei cristiani totalmente docili allazione dello Spirito che ci rivela il Cristo e ci insegna le sue vie. Per questo egli esortava i frati ad avere sempre il cuore e la mente rivolti al Signore (Rnb XXII 19), per nutrirsi della sua bellezza e imitare i suoi esempi.
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Per questo sul monte della Verna, dopo aver ricevuto le Stimmate che lo conformavano anche fisicamente a Cristo, benedisse il suo fratello Leone con le parole della benedizione sacerdotale biblica: Il Signore ti benedica e ti custodisca; mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Rivolga il suo volto verso di te e ti dia pace (BfL). Dopo ottocento anni lesperienza francescana conserva tutta la sua verit: chi contempla continuamente il volto di Cristo diventer suo fedele imitatore.

Chiara dAssisi fu ardente e costante discepola di Francesco. Da lui impar a seguire Ges povero e crocifisso, per incarnare totalmente il suo vangelo. In Francesco Chiara non trov soltanto una dottrina teorica, ma un concreto modello di vita, che le faceva brillare nel cuore la gioia della sequela di Cristo. Lei stessa ricorda come la lezione di vita di Francesco si concretasse nellimitazione amorosa del Figlio di Dio: Il Figlio di Dio si fatto nostra via; e questa con la parola e con l'esempio ci indic e insegn il beato padre nostro Francesco, vero amante e imitatore di lui (TestC 5). Cristo una via da seguire, da Betlemme fino al Calvario, in una totale e generosa partecipazione ai misteri della salvezza, come il vangelo li racconta. La povert, che Chiara am cos appassionatamente, non una dimensione politica, ma la partecipazione alla povert vissuta dal Signore. un dono da accogliere con amore e semplicit. Chiara vede la persona di Cristo
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come uno specchio, nel quale possiamo vedere riflessa la nostra immagine ideale, e cos scoprire la nostra vocazione, quello che noi diventeremo se saremo generosi nellimitare il nostro modello. In questo specchio rifulgono la beata povert, la santa umilt e l'ineffabile carit, come potrai contemplare, per grazia di Dio, su tutto lo specchio. Guarda con attenzione la povert di colui che posto in una mangiatoia e avvolto in pannicelli. O mirabile umilt, o povert che d stupore! poi considera l'umilt santa, la beata povert, le fatiche e le pene senza numero che egli sostenne per la redenzione del genere umano. Alla fine dello stesso specchio contempla l'ineffabile carit, per la quale volle patire sull'albero della croce e su di esso morire della morte pi vergognosa Lasciati dunque accendere sempre pi fortemente da questo ardore di carit, o regina del Re celeste! (4LAgn 18-32). Limmagine contemplata di Cristo diventa una vocazione da incarnare, un dinamismo che trasforma la persona con la forza dellamore e la rende partecipe della vita di Cristo. Contemplando il volto di Cristo, Chiara pu vivere il comandamento evangelico dellamore, che la sintesi della Rivelazione di Dio: Poni la tua mente nello specchio dell'eternit, poni la tua anima nello splendore della gloria, poni il tuo cuore nella figura della divina sostanza e trasformati tutta, attraverso la contemplazione, nell'immagine della sua divinit, per sentire anche tu ci che sentono gli amici gustando la dolcezza nascosta che Dio stesso fin dall'inizio ha riservato a coloro che lo amano! (3LAgn 12-14). il cuore del vangelo. la risposta allinvito del Signore, che ci invita a vivere quello stesso amore che ha caratterizzato la sua missione, e che pu dare un significato altissimo alla nostra vita. Qual il primo di tutti i comandamenti?. Ges rispose: Il primo : Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio lunico Signore; Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c altro comandamento pi grande di questi (Mc 12, 28-31). La parola del vangelo rimane per sempre, e attende la nostra risposta di fede. Anche noi, come ogni generazione di credenti, dobbiamo fissare lo sguardo sul volto di Cristo, per conoscere la nostra vocazione e, insieme con Lui, riportare

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nel mondo la pace e lamore. Soprattutto i giovani oggi sono chiamati a impegnarsi con slancio e generosit nella nuova evangelizzazione, a cui la Chiesa li chiama. Lentusiasmo e la forza della giovinezza devono essere messi al servizio del vangelo, per offrire al mondo una testimonianza credibile. Raccogliamo linvito rivolto ai giovani dal Papa Benedetto XVI per la XXVI Giornata mondiale della Giovent: Anche voi, se crederete, se saprete vivere e testimoniare la vostra fede ogni giorno, diventerete strumento per far ritrovare ad altri giovani come voi il senso e la gioia della vita, che nasce dallincontro con Cristo!. FR. CARLO SERRI OFM
PRESIDENTE DELLUFME

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1. Sei soddisfatto della tua vita?


Quali sono i tuoi desideri pi grandi per il futuro?

2.Pensi di conoscere abbastanza Ges? Chi per te? 3.Leggi 4.In


il vangelo, personalmente o in comunit,

per vivere linsegnamento di Ges? che cosa dovresti cambiare la tua vita, per

somigliare di pi al Signore?

5.Cosa potresti fare, per testimoniare la tua fede a


tutti gli uomini e cambiare il mondo?

Perch siamo alla ricerca di Dio?: YOUCAT 1-6. Luomo un essere religioso: CCC 27-43. Per conoscere Ges Cristo Figlio di Dio: YOUCAT 71-112. Credo in Ges Cristo, unico Figlio di Dio: CCC 422-682.

PREGHIERA

Benedizione di San Francesco a frate Leone:

Prima di participare all EUROFRAME, perch non fate una visita alle suore clarisse pi vicine?

Il Signore ti benedica e ti custodisca; mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Rivolga il suo volto verso di te e ti dia pace. Il Signore benedica te, frate Leone.
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