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LA FAMIGLIA: IL LAVORO E LA FESTA P. Carlo Serri pubblicato in: La Squilla dei fratini di S.Antonio, LXXXI, 2011, novembre/dicembre, 4-5.

Lanno prossimo si celebrer, a Milano, il VII Incontro mondiale delle Famiglie, con la partecipazione di Papa Benedetto XVI. Il tema dellevento, in continuit anche con il Convegno ecclesiale del 2006 a Verona, sar La famiglia: il lavoro e la festa. Limportanza di un avvicinamento consapevole al 2012 stata rilevata da Benedetto XVI: Levento, per riuscire davvero fruttuoso, non dovrebbe rimanere isolato, ma collocarsi entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale gi nel corso dellanno 2011. Il Papa ha sottolineato lurgenza di un impegno volto a conciliare le esigenze dei tempi del lavoro, oggi sempre pi assorbenti, con quelli della famiglia e della festa. In particolare bisogna valorizzare la domenica, Pasqua settimanale, giorno del Signore e delluomo, che deve essere considerata anche festa della comunit e della solidariet. Non facile, nelle attuali contingenze economiche, armonizzare i valori della famiglia con le esigenze della societ. Una volta le forme sociali erano molto rigide, e anche le strutture familiari molto stringenti. Prevaleva un certo conformismo, perch la societ sanzionava con un giudizio morale molto forte coloro che violavano i canoni della morale sociale. Si viveva in una societ stabile, solida, tipica della cultura moderna. Oggi invece siamo in una societ mutevole, liquida, caratterizzata dalla cultura post-moderna. Oggi tutto diventa sfuggente, tutto permesso, e ogni tipo di regola appare soffocante o limitante. Nessuno ha pi il coraggio di fare affermazioni di principio o difendere una verit. Tutti i comportamenti pretendono di essere leciti e tutte le scelte equivalenti. In tale mentalit sembra che non ci sia pi roccia sulla quale costruire la propria casa! I giovani, che risentono pi fortemente delle carenze ambientali, non sanno riconoscere valori credibili e scelte di vita appassionanti. Non individuano persone da ammirare o da imitare. Vige una tremenda incertezza nel futuro, che fa paura e genera un senso di sfiducia e di disperazione. La Chiesa deve farsi carico di queste esigenze, traducendo i perenni valori della fede nelle forme pi adatte al nostro tempo. La famiglia non pu essere semplicemente una comunit produttrice di lavoro e di reddito. La famiglia, nel progetto di Dio, la comunit fondamentale, nella quale si celebra la fede nella vita nuova dei figli di Dio. Ges ci invita a entrare nel Regno,

per diventare Figli di Dio, per condividere la sua vita e formare la sua famiglia: Quando venne la pienezza del tempo, Dio mand il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perch ricevessimo ladozione a figli. Quindi non sei pi schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio (Gal 4,4- 7). Il Cristo redentore ci offre la salvezza, che dono di vita divina, amore partecipato, novit da costruire. La celebrazione, anche liturgica, della nostra fede esprime non solo la nostra adorazione a Dio, ma anche la nostra dignit di persone credenti. Siamo il popolo di Dio, ma soprattutto siamo la famiglia di Dio. Dobbiamo liberarci da quelle sottili forme di schiavit, sociali o culturali, che limitano la nostra capacit di vivere i valori fondamentali della vita spirituale. Siamo chiamati a dare forme sempre rinnovate e fedeli a quella superiore libert che deriva dallessere figli di Dio.