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LA FORZA CHE RINNOVA IL MONDO

P. Carlo Serri pubblicato in: La Squilla dei fratini di S.Antonio, LXXXI, 2011, maggio/agosto,3-4. A Pentecoste, nel cenacolo di Gerusalemme, la grande promessa di Ges si compie. Il dono dello Spirito Santo riempie la casa dove il Signore aveva celebrato lultima Cena, per invadere poi il mondo intero. Nel corso della sua Cena pasquale Ges aveva promesso agli apostoli il dono della vita divina, che li avrebbe resi nuove creature. Aveva garantito loro la partecipazione alla sua vita di Risorto, unita alla perfetta conoscenza del pensiero di Dio. Si sarebbe cos creata una comunione perfetta tra la Chiesa e il Signore risorto. Quando verr lui, lo Spirito della verit, vi guider a tutta la verit, perch non parler da se stesso, ma dir tutto ci che avr udito e vi annuncer le cose future. Egli mi glorificher, perch prender da quel che mio e ve lo annuncer (Gv 16,13-14). A Pentecoste il dono dello Spirito Santo fa vivere Cristo in noi e santifica la Chiesa, rendendola capace di annunciare la salvezza allumanit. Nel prefazio della celebrazione eucaristica, il sacerdote prega con queste parole, magnificando la grazia di adozione e di unificazione: Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale, e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dellunica fede. Le parole della liturgia illustrano la grandezza del mistero. Innanzi tutto, per mezzo del dono dello Spirito, noi diventiamo figli di Dio, partecipi della sua vita. Per questo dono la Chiesa riceve la missione di convocare allunit lintera famiglia umana. La nuova comunione non si forma come effetto diniziative umane, ma si basa sulla professione dellunica fede in Dio e si compie nel vincolo della carit. Per la societ umana, sempre lacerata e divisa, lunit frutto dello Spirito! La Pentecoste non un dono particolaristico, ma celebra la Nuova Alleanza tra Dio e il suo popolo. Nel giudaismo la Pentecoste era nata come una festa agricola, in cui si ringraziava Dio per il dono delle messi e si faceva lofferta del primo covone raccolto. Ma ai tempi di Ges era celebrata come la festa del rinnovamento dellAlleanza, che commemorava il dono della Legge, fatto a Mos sul monte Sinai. A Gerusalemme gli apostoli, riuniti tutti insieme nel luogo del cenacolo, ricevono lo Spirito della nuova Alleanza. Questa la novit della Pentecoste cristiana: lAlleanza nuova e definitiva non pi fondata su una legge scritta su tavole di pietra, ma sullazione dello Spirito di Dio, che ci rende figli. Non siamo

sottomessi a una Legge esteriore, ma partecipi della vita di Dio, che ci guida nella pratica dellamore: perch lamore di Dio stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci stato dato (Rm 5,5). Non siamo servi, ma figli: Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio (Rm 8,14). Gli Atti degli Apostoli ci raccontano che quando gli apostoli iniziarono a predicare, tutti li comprendevano, pur provenendo da nazioni diverse. Questo il segno che il vangelo un messaggio universale, non pi destinato a un singolo popolo, ma dato alla Chiesa perch lo comunichi al mondo! Lo Spirito allora fa nascere la fede, e guida la Chiesa ad annunciarla in tutte le lingue e in ogni circostanza, senza temere n persecuzioni n morte. Come gli apostoli e i martiri, cos tutti i cristiani che hanno ascoltato fino in fondo la voce dello Spirito di Cristo, ne diventano testimoni. I nostri vescovi, negli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-20, ci ricordano che al centro della missione della Chiesa deve esserci la proposta esplicita e integrale della fede. Non si tratta di un obbligo giuridico, ma di un impegno di libert: Questa fede vogliamo annunciare, senza alcuna imposizione, testimoniando con gioia la bellezza del dono ricevuto, consapevoli che porta frutto solo quando accolto nella libert.

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