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Limportanza del turismo nelleconomia italiana

Il turismo un settore strategico per lo sviluppo economico e occupazionale. Il saldo sempre


positivo, i ricavi dal turismo aiutano a riequiliblare il defficit della bilancia commerciale. Gli italiani
spendono meno allestero, preferiscono il proprio Paese.
LItalia si posiziona al quinto posto fra le mete pi visitate dopo la Francia, gli USA, la Cina e la
Spagna (graduatoria 2014). I suoi concorrenti diretti sono i Paesi del Mediterraneo (Francia,
Spagna, Croazia, Grecia).
Sul versante dei flussi turistici stranieri in Italia, i dati Istat* indicano che la stagione 2014 ha
registrato una crescita rispetto al 2013 sia degli arrivi, (pari a circa 51,7 milioni con un incremento
del 2,8%), sia dei pernottamenti (pari a circa 186,9 milioni con un aumento dell'1,1%). I Paesi da
cui la maggior parte dei turisti vengono in Italia provengono dalla Germania, dalla Francia, dagli
Stati Uniti, dalla Svizzera e dai Regni Uniti, quindi soprattutto dallEuropa del Nord.
Le localit pi frequenti di interesse turistico sono le citt di interesse storico e artistico (45%), le
localit marine (19%), le localit lacuali(9%), le localit montane (9%), le localit collinari e di
interesse vario (4%) e le localit termali (3%).
Nel 2013 le regioni pi visitate erano: Veneto, Lombardia, Lazio, Toscana, Trentino-Alto Adige. La
maggior parte dei turisti stranieri (59%) preferiscono lItalia del Nord, mentre solo il 29% visitano
lItalia del Centro e solo il 12% scelgono il Sud.
Per la Banca dItalia, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia nel 2014 prosegue il trend positivo
registrato nellanno precedente: i viaggiatori stranieri hanno apportato complessivamente 34.240
milioni di euro, con un incremento del 3,6% rispetto al 2013 (pari a 1.176 milioni di euro in pi).
Laumento percentuale ben superiore (+5,3%) se si rileva la spesa dei viaggiatori stranieri solo per
motivi di vacanza. Nei primi 7 mesi del 2015 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia, pari a 20.625
Mln di euro, cresciuta del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (si tratta di 1.078 Mln
di euro in pi). L'incremento della spesa ben maggiore se si considera solo il motivo di vacanza:
+7,5%.
Punti deboli: lofferta e la domanda si concentra solo ai posti standardizzati, linfrastruttura
dovrebbe essere sviluppata, manca il management e il marketing non ha livello nazionale.