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Emel'jan_Ivanovi_Pugav

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Emel'jan_Ivanovi_Pugav
Emel'jan Ivanovi Pugav, in russo
, /jmjan vanv puf/, a volte chiamato in
italiano Emiliano Pugacif (1740/1742 Mosca, 10 gennaio
1775), fu un pretendente al trono dell'Impero russo, e guid
una grande insurrezione cosacca ( ,
Krest'janskoe vosstanie) durante il regno di Caterina II
(1762-1796). Aleksandr Pukin scrisse una notevole storia
della ribellione e riport alcuni degli eventi nel suo romanzo
La figlia del capitano ( ) (1836).
Spirito ribelle, rude, pu essere classificato come un
inconscio populista ante litteram; il suo odio contro la zarina,
come pure i suoi metodi feroci, rappresentavano, in fondo,
un'esasperata protesta contro un sistema che per colonizzare
territori semidesertici vi trasportava con la forza masse di
servi della gleba; ed era anche l'accorata difesa dei derelitti,
dall'assolutismo zarista non temperato da un apparente
riformismo.

Emel'jan Pugav.

Vita
Pugav, figlio di un piccolo proprietario terriero cosacco del Don, spos una ragazza cosacca, Sofija
Nedjueva, nel 1758, e nello stesso anno partecip alla guerra dei sette anni come parte della
spedizione in Prussia sotto il comando del Conte Zakhar ernyv. Nella prima guerra russo-turca
(1768-1774), Pugav, divenuto un chorunij (corrispondente al regolare rango militare di
podporuik, o sottotenente), serv sotto il Conte Pietro Panin e partecip alla battaglia di Bender
(1770).
Congedato per invalidit, Pugav condusse negli anni seguenti una vita vagabonda. Pi di una volta
le autorit lo arrestarono e lo imprigionarono come disertore. Nel 1773, dopo aver frequentato i
monasteri dei vecchi credenti, che esercitarono una considerevole influenza su di lui, proclam
improvvisamente di essere il defunto zar Pietro III e organizz l'insurrezione dei cosacchi Jaik, che
fece scoccare la scintilla di una pi estesa rivolta nella regione del basso Volga.

L'insurrezione del 1773-74


La storia della forte somiglianza fisica tra Pugav e il defunto zar Pietro III, che sua moglie, la
futura imperatrice Caterina II aveva spodestato nel 1762 una leggenda posteriore. Pugav era un
cosacco del Don e un disertore dell'esercito imperiale di Caterina. Pugav raccont la storia che egli
ed i suoi seguaci erano scappati dalle grinfie di Caterina, e che avevano deciso solo allora di uscire
allo scoperto per riparare i torti subiti dal popolo, per dare assoluta libert ai cosacchi e per relegare
la stessa Caterina in un monastero.

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Emel'jan_Ivanovi_Pugav

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Sotto le sembianze di Pietro III, Pugav istitu una sua burocrazia ed un esercito che si rifaceva
come copia a quello di Caterina. Alcuni dei suoi comandanti di alto grado presero gli pseudonimi di
duchi e persone di palazzo. Zarubin aika, un comandante dell'esercito di Pugav, si appropri del
nome di Zakhar ernyv. L'esercito organizzato da Pugav ricalcava quasi perfettamente quello di
Caterina. La struttura organizzativa di Pugav era straordinaria, considerando che Pugav era solo
un alfiere nell'esercito di Caterina. Istitu un proprio Consiglio di guerra e una rete di intelligence con
messaggeri e spie. Anche se Pugav era analfabeta, si serv dell'aiuto dei sacerdoti locali, mullah e
starini per scrivere e diffondere i suoi decreti reali o ukazy in russo e nei dialetti tatari. Questi ukazy
venivano copiati, mandati nei villaggi e letti alle masse dai sacerdoti e dai mullah. In questi
documenti, chiedeva alle masse di servirlo fiduciosamente. Prometteva di ricompensare chi l'avesse
seguito con terra, sale, grano, ed una riduzione della pressione fiscale, e minacciava punizioni e la
morte chi non l'avesse fatto. Per esempio ecco un estratto da un ukaz scritto alla fine del 1773:
"Da me, tali ricompense ed investiture ci saranno con denaro e compensazioni di pane e con
promozioni: e voi, cos come i vostri parenti stretti avrete un posto nel mio governo e sarete
designati a servire un glorioso compito per conto mio. Se ci sono quelli che hanno dimenticato
i loro obblighi verso il loro naturale sovrano Pietro II, e osano non adempiere al comando che
le mie devote truppe hanno, di prendere le armi nelle loro mani, allora essi vedranno la mia
giusta rabbia e saranno puniti duramente." (, Pugavina vol. 1 documento 7,
traduzione dalla traduzione inglese).
Fin dall'inizio della ribellione, i generali di Pugav iniziarono campagne di reclutamento di massa
negli stanziamenti tartari e bakiri, con le istruzioni di reclutare almeno un membro per ogni famiglia
cos come pi armi che fossero riusciti ad assicurarsi. Reclut non solo cosacchi, ma anche contadini
russi, e operai, tartari, bakiri, ciuvasci. Il famoso eroe bakiro Salavat Julajev si un a lui. L'obiettivo
principale di Pugav per la sua campagna non era la stessa gente, ma i loro capi. Reclut preti e
mullah per disseminare i suoi decreti e leggerli alle masse per dare sostegno alla fiducia.
I preti in particolare erano figure strumentali nello svolgimento delle campagne di propaganda di
Pugav. Egli organizzava trionfali cortei di benvenuto ogni volta che entrava in un villaggio russo,
nei quali veniva salutato dalle masse come il loro sovrano. Qualche giorno prima del suo arrivo in
una data citt o villaggio, i messaggeri venivano mandati ad informare i preti ed i diaconi della citt
del suo imminente arrivo. Questi messaggeri richiedevano che i preti tirassero fuori acqua e sale e
suonassero le campane per annunciare la sua venuta. I preti venivano inoltre istruiti a leggere i
manifesti di Pugav durante la messa ed a cantare preghiere per la salute del Grande Imperatore
Pietro III. La maggior parte dei preti, nonostante tutto, obbed alle richieste di Pugav. Un rapporto
segreto del consiglio di guerra di Caterina, racconta di uno questi preti, Zubarev, che reclutava in
chiesa per infoltire l'esercito di Pugav sotto tali ordini:
[Zubarev], credendo nel diffamante decreto del villano impostore, convinto dal villano
atamano Lokarev, lo ha letto pubblicamente davanti alla gente in chiese. E quando
quell'atamano ha condotto la propria truppa, composta da 100 uomini, al loro villaggio di
Baikalov, allora Zubarev andato loro incontro con una croce e delle icone e in chiesa ha
cantato preghiere ed evocato il nome dell'Imperatore Pietro III. (, Pugavina
vol. 2, documento 86. traduzione dalla traduzione inglese)
Con il suo esercito e il coordinamento dei suoi generali, Pugav fu capace di conquistare molte
delle regioni che si stendevano tra il fiume Volga e gli Urali. La pi grande vittoria di Pugav fu la
presa di Kazan'.

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Emel'jan_Ivanovi_Pugav

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L'interpretazione popolare della ribellione fu che gli uomini di Pugav lo seguirono per il desiderio
di essere liberi dall'oppressione del regno di Caterina. In realt esistono documenti dal collegio di
guerra di Pugav e testimonianze oculari che contraddicono questa teoria. Mentre c'erano molti che
credevano che Pugav fosse veramente Pietro III e che li avrebbe liberati dalle pesanti tasse di
Caterina e dalla servit della gleba, c'erano molti gruppi, in particolare di etnia bakira e tartara, la
cui lealt non era cos sicura. Nel gennaio del 1774, per esempio, i generali bakiri e tartari
guidarono un attacco alla citt di Kungur. Le truppe di Pugav sopportarono una mancanza di
rifornimenti e di polvere da sparo. Molti combattenti disertarono incluso un generale che abbandon
la battaglia e port con s tutta la sua unit. Un generale scrisse in un rapporto al suo superiore, V. I.
Tornova:
Nell'interesse di sua eminenza, chiediamo umilmente che la nostra Fortezza Najgabitskaja
torni a noi, con o senza distaccamento, perch non c' un singolo distaccamento tartaro o
bakiro, poich sono tutti fuggiti, e gli starini, che si erano dispersi nelle loro case, se ne
stanno partendo dalla fortezza Najgabanskaja. ( . . ,
, 1773-1774, Dokumenty i Stavki E. I. Pugava,
povstaneskikh vlastej i ueredenij Moskva, Nauka, 1975. Documento numero 195. traduzione
dalla traduzione inglese)
Sulle prime il governo russo sottovalut la rivolta. All'inizio di ottobre del 1773 Pugav veniva
semplicemente considerato una piccola noia, e veniva offerta una piccola ricompensa di 500 rubli per
la testa del cosacco. Alla fine di novembre la ricompensa era salita a 28.000 a chiunque lo avesse
portato, vivo o morto. Anche allora, comunque, Caterina, nella sua corrispondenza con Voltaire,
affermava di trattare l'affaire du Marquis de Pougatchov come uno scherzo di cattivo gusto, ma
all'inizio del 1774 lo scherzo si svilupp in pericolo molto serio. I rapporti ricevuti dicevano che tutte
le piazzeforti sul Volga e sull'Ural erano al momento nelle mani dei ribelli. Il governatore di Mosca
faceva rapporto di grande irrequietezza fra le popolazioni della Russia centrale. Il governatore di
Kazan', Von Brandt, riportava anch'egli un gran numero di insurrezioni nelle province confinanti. Le
forze armate di Pugav presero Kazan' abbastanza presto durante la ribellione. Le truppe di
Pugav, soprattutto reggimenti tartari e baschiri, ridussero la maggior parte delle chiese, dei
monasteri e delle industrie cittadine in cenere, e chi si rifiutava di unirsi all'esercito di Pugav
veniva ucciso pubblicamente.

Sconfitta e morte
Il generale Pietro Panin organizz subito contro i ribelli un grande esercito, ma le difficolt di
trasporto, la mancanza di disciplina e le moltissime insubordinazioni dei suoi soldati paralizzarono
tutti i suoi sforzi per mesi, mentre le numerose bande guadagnavano vittorie in quasi ogni battaglia.
Solo nell'agosto del 1774 il generale Ivan Ivanovi Mikhelson inflisse per la prima volta una
devastante sconfitta ai ribelli vicino a Caricyn, dove persero circa una decina di migliaia di caduti o
prigionieri. La selvaggia rappresaglia di Panin, dopo la presa di Penza, complet la loro sconfitta. Il
14 settembre 1774 gli stessi cosacchi di Pugav lo catturarono mentre cercava di fuggire sugli Urali
e lo consegnarono all'esercito. Aleksandr Suvorov lo rinchiuse in una cassa metallica e lo mand a
Mosca, dove fu decapitato pubblicamente il 10 gennaio 1775.

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Collegamenti esterni
(RU) Pukin a proposito di Pugav: Dio ci salvi dalla ribellione russa, assurda e crudele
(EN) L'Enciclopedia Britannica su Pugav
(RU) Biografia di Pugav
Controllo di
autorit

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