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Eforo

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Eforo
Gli efori (in greco antico , traslitterato
in foros, "sorvegliante", composto di , ep,
"sopra", e , hor, "vedere") furono la
pi importante delle magistrature spartane di
et classica (dalla met del VI secolo a.C.),
anche se potevano vantare un'origine molto
antica.

Storia
Istituzione
Gli efori esercitavano la loro magistratura seduti su
L'istituzione dell'eforato a Sparta
cinque seggi posizionati nella stessa stanza[1]
tradizionalmente legata alla figura
(disegno del XIX secolo di Ludwig Lffler).
dell'antichissimo e leggendario Licurgo, anche
se Aristotele sostiene che sia stato il re di
Sparta Teopompo a fondare tale magistratura al
tempo della Prima guerra messenica, cio verso la fine dell'VIII secolo a.C.[2]

Compiti e poteri
L'eforato era costituito da cinque membri, eletti fra tutti i cittadini spartiati, senza limitazioni n di
nascita n di censo; uno di essi, l'eforo eponimo, era il presidente della magistratura e dava il nome
all'anno in corso. Il mandato durava un anno e non era rinnovabile in alcun caso.
Plutarco ci testimonia che inizialmente il compito degli efori era quello di prendere una decisione nel
caso i due re fossero in disaccordo fra loro.[3] La presenza infatti di due sovrani con poteri
equivalenti rendeva necessaria una magistratura che facesse da arbitro. Il numero dispari dei
magistrati consentiva inoltre di risolvere da una parte o dall'altra ogni questione anche in caso di
ulteriore disaccordo all'interno del collegio degli Efori.
L'importanza del voto di ogni singolo eforo testimoniata anche dall'episodio che vide protagonista
il re Pausania nel 403 a.C.: il sovrano riusc a convincere tre magistrati su cinque a dargli il permesso
di intervenire personalmente, alla testa di un esercito, nella guerra civile in atto ad Atene tra i Trenta
Tiranni e i democratici guidati da Trasibulo, esautorando cos il navarca Lisandro dal teatro del
conflitto.[4]
Le competenze degli efori finirono nel tempo per sovrapporsi a quelle dei re, finch l'importanza di
questa magistratura super quella della diarchia e ricopr, in et classica, un ruolo centrale nel
sistema amministrativo di Sparta: in tale epoca gli efori presiedevano le sedute dell'Apella e della
Gherusa, potevano dichiarare guerra ed erano protagonisti nella messa in campo delle forze armate e
nelle scelte tattiche. Fungevano inoltre da suprema corte di giustizia per le cause commerciali e

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sovraintendevano all'agogh, la particolare educazione spartana che andava dai 7 ai 20 anni di et.
L'importanza e la sacralit degli efori testimoniata da alcune norme molto particolari che ci
tramanda Plutarco: secondo una di queste gli efori, appena entrati in carica, ordinavano a tutti gli
Spartani di tagliarsi i baffi, a dimostrazione che gli ordini di questi magistrati dovevano essere
eseguiti anche nei casi pi insignificanti.[5]
Inoltre gli efori, in circostanze eccezionali, potevano deporre uno dei due re: per farlo, dovevano
accusarlo davanti all'Apella di aver violato le antiche leggi di Sparta, fornendo le relative prove e, per
dimostrare l'accordo della volont divina alla deposizione, dovevano celebrare un rito divinatorio
tradizionale, che poteva essere tenuto una sola volta ogni nove anni, secondo il quale i cinque
magistrati dovevano scrutare il cielo in silenzio, in una notte di novilunio senza nuvole: se uno di essi
avesse visto una stella cadente, il re accusato doveva essere deposto e mandato in esilio finch,
eventualmente, l'oracolo di Delfi o quello di Olimpia non avessero dimostrato la sua innocenza.
L'eforo Lisandro depose il re Leonida II proprio in questo modo.[6]

Soppressione dell'eforato
Nel 227 a.C. il re Cleomene III, venuto in contrasto con gli efori, ne abol la magistratura dopo aver
teso un agguato ai cinque magistrati, mentre questi si trovavano insieme a pranzo come era
consuetudine. Nell'agguato morirono quattro di loro, mentre il quinto, Agileo, riusc
miracolosamente a salvarsi fuggendo nel santuario della Paura.[7]
Il re di Macedonia Antigono III Dosone, dopo aver sconfitto Cleomene a Sellasia nel 222 a.C.,
restaur la magistratura, svuotata da ogni potere in quanto Sparta pochi anni dopo fu annessa alla
Lega achea. L'eforato fu formalmente abolito solo nel II secolo d.C. dall'imperatore romano Adriano,
anche se di fatto la citt di Sparta, come il resto della provincia d'Acaia, era sotto il completo
controllo romano gi dal 146 a.C.

Abbigliamento
Per approfondire, vedi Spartiati.

Secondo moderne ricostruzioni gli efori, come gli altri Spartiati, portavano i capelli lunghi e li
raccoglievano in trecce raccolte sulla nuca, a volte lasciandone libere due. Come i loro concittadini
indossavano strettamente avvolto al corpo il tipico mantello lacedemone detto tribon (in greco antico
), che veniva usato in ogni stagione per dimostrare la loro resistenza al clima e secondo
alcuni testi antichi era tinto di cremisi, colore che nell'antica Grecia aveva connotazioni militari. Non
si ha alcuna notizia certa sui loro calzari: si pu solo ipotizzare che fossero simili ai sandali rossi
portati dagli Ateniesi che simpatizzavano per Sparta. Infine si sa che, come gli altri Spartiati,
portavano un bastone dall'impugnatura a forma di T detto bakterion, simbolo di comando.[8]

Efori celebri
Tra le figure di spicco che ricoprirono questa carica vi furono:
Chilone, uno dei sette savi dell'antichit, fu eforo nel 556 a.C.
Stenelaida, l'eforo che nel 431 a.C. convinse gli Spartani ad intervenire a fianco dei Corinzi
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nella guerra del Peloponneso contro Atene.


Endio, amico di Alcibiade, fu eforo nel 413 a.C. all'epoca della spedizione ateniese in Sicilia.
Araco, eforo nel 409 a.C., fu successivamente nominato navarca al posto di Lisandro.
Epitadeo, eforo in un anno imprecisato del IV secolo a.C., promulg una legge che stabiliva
che ogni cittadino poteva donare i suoi beni a chiunque.
Antalcida, eforo nel 386 a.C., fu il promotore dell'omonimo trattato di pace coi Persiani.
Lisandro, discendente dell'omonimo navarca, da eforo fece deporre il re Leonida II nel 242
a.C.
Agesilao, zio e tutore del re Agide IV, fu eforo nel 241 a.C.
Anfare fu eforo nel 241 a.C. e fece uccidere il re Agide IV con la connivenza di Leonida II.
Agileo fu eforo nel 227 a.C., unico superstite, fra i cinque magistrati in carica, dell'attentato
organizzato da Cleomene III.

Note
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.

Plutarco, Cleomene, 7.
Aristotele, V, 1313a.
Plutarco, Agide, 12.
Kagan, p. 29.
Plutarco, Cleomene, 9.
Plutarco, Agide, 11.
Plutarco, Cleomene, 8.
Nicholas Sekunda, Maratona 490 a.C., Gorizia, LEG, 2013, p. 61, ISBN 978-88-6102-191-4..

Bibliografia
Fonti primarie
Aristotele, Costituzione degli Ateniesi.
Plutarco, Vite Parallele: Agide, Cleomene.
Fonti secondarie
(EN) Donald Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War, New York, Ithaca, 1969,
ISBN 0-8014-9556-3.
Cesare Goretti, L'istituzione dell'eforato, in "Archivio della Cultura italiana", 1941, 251;
Nicolas Richer, Les phores. tudes sur l'histoire et sur l'image de Sparte (VIIIeIIIe sicle
avant J.-C.), Publications de la Sorbonne, 1998.

Voci correlate
Storia di Sparta
Re di Sparta
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