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Giangiacomo Feltrinelli Editore - In Diretta - La Madonna unoperaia della divinit.

Intervista a Erri De Luca

La Madonna unoperaia della divinit. Intervista a Erri De Luca


di Maria Mataluno, tratta da La Sicilia, 4 novembre 2006
Shalm Mirim. Con queste parole, nella lingua ebraica, langelo saluta la futura madre di Cristo
annunciandole la sua miracolosa gravidanza e inaugurando il mistero dellincarnazione. Un mistero
che non si concentra tanto nella nascita del Figlio di Dio in una notte di dicembre di duemila anni fa,
ma nel suo concepimento, in quel giorno di primavera in cui un essere sovrumano annunci a una
fanciulla un destino troppo grande per qualsiasi creatura terrena, e che quelladolescente accett con
umilt ed eroismo. Perch se vero che, come scrive Erri De Luca nel suo ultimo libro, in nome del
Padre sinaugura il segno della croce, in nome della madre sinaugura la vita.
In nome della madre sintitola appunto la nuova opera dello scrittore napoletano, da molti anni
impegnato in unattenta lettura e nella lavorazione narrativa delle Sacre Scritture, che qui entra
letteralmente nel corpo e nel la mente di Maria, facendoci partecipare dallinterno alla sua vicenda,
facendoci provare le sensazioni, le paure, i desideri d una giovane donna che si assunse la
responsabilit di un compito immane.
Da anni mi accade che, in occasione del Natale, mi venga richiesto un commento sul significato di
questa festa - ha detto lo scrittore in occasione di un incontro con suoi lettori a Roma. - E da anni
rispondo sempre allo stesso modo, ossia che il Natale non , in realt, la festa di un bambino che
nasce, bens quella di una madre, di una ragazza madre che ha portato a compimento la missione che
le stata assegnata. Una missione che in fondo comune a quella di milioni di altre donne. Non
tanto importante, infatti, che sia stato il seme di un uomo o un alito divino a far gonfiare il suo ventre
ci che conta che in quel grembo Maria ha portato per nove mesi un bimbo che presto sar costretta
ad offrire al mondo, per la sua salvezza e per la propria personale sofferenza.
Nello scrivere la storia di Maria si fondato su altre fonti, oltre alle Sacre Scritture?
Una fonte fondamentale di documentazione e di ispirazione per me il Talmud, il grande
commentario ebraico al Vecchio Testamento. In esso non ci sono riferimenti a Maria, ma ci sono
molti particolari utili a ricostruire i costumi del suo tempo. Vi ho scoperto, ad esempio, listituzione
del matrimonio delle vergini. A quellepoca, per gli sposi era motivo di particolare vanto celebrare
le nozze di mercoled, Il gioved, infatti, si riuniva il tribunale al quale un marito avrebbe potuto
chiedere lannullamento del matrimonio qualora, nella prima notte di nozze, avesse scoperto che sua
moglie non era intatta. Le donne che si sposavano di mercoled, dunque, lo facevano per mostrarsi
sicure e fiere della propria purezza. Cos ho immaginato che Giuseppe, sebbene avesse sposato Maria
quando questa era gi visibilmente incinta, avesse insistito per portarla allaltare proprio di mercoled,
sfidando ogni pettegolezzo sulla fedelt della sua sposa.
Torniamo alla Madonna, alla bella definizione da lei coniata: operaia della divinita...
In Maria io vedo la creatura umana che si piega al destino che qualcun altro ha stabilito per lei, e che
dal momento in cui accetta la sua missione investita da una forza straordinaria, da quella grazia che
poi non altro che la forza di affrontare il mondo e le sue leggi tutta da sola, senza lasciare che il
proprio cuore sia sommerso dalla paura o dalla vergogna. La scelta di Maria fu incredibilmente
coraggiosa, in un tempo in cui, per una sposa promessa, mostrare una gravidanza equivaleva a
confessare il proprio adulterio, il che poteva significare essere punita con la morte. Ma per Maria
tutto ci non aveva alcuna importanza: dal momento in cui, in una mattina di marzo, langelo le
aveva portato la notizia pi grande della sua vita, era entrata in una dimensione diversa da quella in
cui vivono tutti gli altri esseri umani, ponendosi al di sopra di ogni legge, di ogni morale costituita. E
in questo territorio oltre la regola e la consuetudine riusc a condurre anche Giuseppe, che allinizio
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vacill di fronte a una rivelazione che lo escludeva, come marito e come padre, ma che poi si dispose
a seguire la sua sposa, lasciandosi pervadere dalla stessa grazia.
Nel suo racconto della gravidanza di Maria, dallAnnunciazione alla Nativit, lei inserisce
particolari che rivelano una lettura per certi versi originale del messaggio biblico. Mi riferisco,
ad esempio, a quando Maria cita il passo in cui Dio annuncia a Eva, dopo la sua caduta nel
peccato, che lei e le sue discendenti saranno condannate a partorire con dolore.
Nel mio libro, in realt, ho deciso di tradurre in modo nuovo quella famosa frase, sostituendo la
parola dolore con sforzo. Il termine ebraico che compare nel Vecchio Testamento, infatti, ha
questo secondo significato, e credo che sforzo sia pi appropriato perch toglie a quella frase ogni
senso di minaccia, di anatema. Dopo annidi studio e di ascolto delle Scritture, sono arrivato alla
conclusione che non proprio del Dio ebraico-cristiano emettere simili condanne: quando Egli dice a
Eva che dovr partorire con sforzo, vuole dire soltanto che da quel momento, avendo mangiato il
frutto dellalbero della conoscenza del bene e del male, sar destinata a scoprire la differenza tra il
dolore e la sua assenza. Si tratta di una constatazione, non di una spietata condanna inflitta da Dio
alla sua creatura.
Lei si sempre definito un non credente, eppure le sue pagine sono piene di un tale senso del
mistero, di un tale stupore di fronte al grande racconto della fede che impossibile non
cogliervi, se non una fede salda e sicura, quanto meno una sua ricerca.
Non penso di potermi definire un uomo in cerca della fede. La condizione della ricerca tipica del
credente, che in quanto tale non fa che andare in cerca di Dio, invocandolo con le sue preghiere,
interrogandolo sulla ragione delle cose. Io non sono credente perch non so parlare con la divinit,
non so darle del Tu come sanno fare i fedeli. Mi limito a raccontare le imprese della divinit, a
seguire le impronte che ha lasciato nella storia del mondo. Quanto al senso del mistero, il pi perfetto
mistero naturale ai miei occhi proprio quello della nascita che avviene nel grembo di una donna: la
scienza e la biologia possono spiegarmi quanto vogliono che la vita scaturisce dallunione di un seme
maschile con uno femminile, ma la mia mente continua ad essere troppo limitata per comprendere
fino in fondo come questo possa accadere.

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