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3.

000 CASE

1
Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella
PROGRAMMA 3.000 ALLOGGI: NUMERO DI INTERVENTI,
DI ALLOGGI E POSTI LETTO PROPOSTI PER PROVINCIA

Numero interventi Numero alloggi o posti letto


Provincia Alloggi Posti letto Totale Alloggi Posti letto
Bologna 18 18 720
Forlì-Cesena 11 11 116
Ferrara 10 10 154
Modena 26 2 28 298 613
Piacenza 12 2 14 106 49
Parma 30 1 31 453 24
Ravenna 12 12 119
Reggio-Emilia 34 34 627
Rimini 10 10 143
Totale 163 5 168 2.736 686

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PROGRAMMA 3.000 ALLOGGI:NUMERO DI INTERVENTI E DI ALLOGGI
PROPOSTI PER TIPOLOGIA DI INTERVENTI E PER PROVINCIA

Numero di interventi Numero di alloggi

Nuova Nuova
Provincia costruzione Recupero Vari* Totale costruzione Recupero Vari* Totale
Bologna 17 1 18 709 11 720
Forlì-Cesena 8 2 1 11 86 19 11 116
Ferrara 9 1 10 146 8 154
Modena 25 1 26 287 11 298
Piacenza 11 1 12 81 25 106
Parma 23 6 1 30 356 95 2 453
Ravenna 9 1 2 12 85 14 20 119
Reggio-Emilia 32 2 34 607 20 627
Rimini 7 3 10 99 44 143
Totale 141 17 5 163 2456 236 44 2736

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PROGRAMMA 3.000 ALLOGGI: NUMERO DI INTERVENTI E DI
ALLOGGI PROPOSTI PER CATEGORIA DI INTERVENTI,
PER TIPO DI OPERATORE E PER PROVINCIA

Locazione Locazione a
Provincia permanente termine Proprietà Totale
Totale operatori
Bologna 557 98 65 720
Forlì-Cesena 97 19 116
Ferrara 79 6 69 154
Modena 133 68 97 298
Piacenza 25 30 51 106
Parma 338 27 88 453
Ravenna 76 15 28 119
Reggio-Emilia 165 59 403 627
Rimini 143 143
Totale 1.613 322 801 2.736
Operatori privati
Bologna 451 98 65 614
Forlì-Cesena 19 19
Ferrara 15 6 69 90
Modena 92 68 97 257
Piacenza 25 30 51 106
Parma 50 27 88 165
Ravenna 42 15 28 85
Reggio-Emilia 90 59 403 552
Rimini
Totale 765 322 801 1.888

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LE INNOVAZIONI DEL PROGRAMMA

 Costituzione di un fondo di rotazione

 Costituzione di un fondo di garanzia

 Realizzazione degli interventi in finanza di progetto

 Interventi che non consumano altro territorio

 Interventi con criteri di risparmio energetico

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FONDO DI GARANZIA

 La Regione ha istituito un Fondo di garanzia per la concessione di


garanzie fidejussorie per il pagamento delle rate dei mutui agevolati
da parte degli acquirenti o assegnatari in proprietà di alloggi
destinati alla prima abitazione

 L’ammontare del fondo è di 2 milioni di euro

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FONDO DI GARANZIA

 Il fondo interviene a favore dei beneficiari dei mutui agevolati per i quali ricorre una
delle seguenti condizioni:
 essere titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, part-time,
formazione lavoro, apprendistato, collaborazione coordinata e continuativa, lavoro a
progetto e altre forme di contratti di lavoro temporaneo;
 avere subito una riduzione del reddito del nucleo familiare residente nell’alloggio, tale
che l’importo complessivo annuo delle rate del mutuo sia superiore al 50% del reddito
del nucleo familiare suddetto documentato al momento di presentazione della
domanda. Ai fini della valutazione dell’esistenza della situazione di difficoltà
economica si considera il reddito imponibile fiscale;
 perdita del posto di lavoro del proprietario o del comproprietario dell’alloggio con
permanenza nella situazione di disoccupazione per almeno i sei mesi precedenti la
data della richiesta di accesso al fondo;
 cessazione dell’attività da parte di lavoratori autonomi o titolari di impresa avvenuta
almeno cinque mesi prima della data di richiesta di attivazione del fondo.

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FONDO ROTATIVO

Vantaggi

Per il finanziatore pubblico Per il beneficiario privato

Libertà di scelta
della durata
dell’ammortamento
Accresciuta Neutralità delle del mutuo
produttività della fluttuazioni del
spesa pubblica mercato finanziario
sulla spesa pubblica Libertà di scelta
del grado di rischio
dia assumere:
tasso fisso o variabile

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INTERVENTI SUL PATRIMONIO PUBBLICO

 Programma 2003/04 di interventi sul patrimonio comunale di erp


(Deliberazione del Consiglio Regionale n. 501 del 23 settembre 2003:
approvazione del programma regionale 2003-04 di interventi pubblici per le
politiche abitative, L.R. 24/01).

Nessun alloggio pubblico sfitto (ARTICOLO 21 DEL D.L. 159/2007)

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PROGRAMMA 2003/04 DI INTERVENTI SUL
PATRIMONIO COMUNALE DI ERP

Provincia Finanziamento assegnato N. alloggi


Piacenza 6.710.000,00 2.441
Parma 11.616.000,00 1.773
Reggio Emilia 9.977.000,00 1.542
Modena 14.806.000,00 2.789
Bologna 32.538.000,00 7.413
Ferrara 11.561.000,00 1.789
Ravenna 8.745.000,00 887
Forlì-Cesena 9.020.000,00 3.277
Rimini 5.027.000,00 671
Totale 110.000.000,00 22.582

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 10


NESSUN ALLOGGIO PUBBLICO SFITTO
ELENCO REGIONALE DEGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA STRAORDINARIO
DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA AI SENSI ARTICOLO 21 DEL D.L. 159/2007

Numero
nuclei in
graduatoria Numero alloggi oggetto
Erp del programma Costo interventi
PIACENZA 822 162 5.798.856
PARMA 1.541 90 2.068.993
FERRARA 2.078 155 3.993.500
BOLOGNA 7.785 366 7.732.065
FORLI' - CESENA 1.688 52 1.223.400
MODENA 2.558 195 5.328.000
RAVENNA 2.162 64 807.000
REGGIO EMILIA 1.236 217 5.035.000
RIMINI 1.200 8 310.000
TOTALE 21.070 1.309 32.296.813

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 11


I PROGRAMMI DI
RIQUALIFICAZIONE URBANA
Servizio Riqualificazione Urbana e
Promozione Qualità Architettonica
Michele Zanelli
24 gennaio 2008
Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 13
PRU
Programmi
di riqualificazione urbana
Legge regionale 19/1998

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 14


AMBITI DA RIQUALIFICARE

Il Comune delimita gli ambiti urbani da riqualificare con priorità per


le aree dismesse o degradate
Definisce le finalità pubbliche da raggiungere in ognuno di essi
elabora uno studio di fattibilità, in relazione alle risorse pubbliche e
private attivabili e alle opportunità del mercato immobiliare

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 15


PROCEDURE CONCORSUALI

Il Comune, sentiti i quartieri e le associazioni dei cittadini


interpella i proprietari delle aree chiedendo una proposta
per la riqualificazione
In assenza di risposta dei proprietari il Comune bandisce
un concorso aperto a tutti i soggetti interessati a
partecipare
Valuta le proposte e seleziona il progetto che realizza gli
obiettivi

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 16


APPROVAZIONE DEL PRU

Il Comune stipula un accordo con i proponenti del progetto


selezionato all’accordo può partecipare la Regione con
proprie risorse con la firma dell’accordo si approva il
programma di riqualificazione, che comporta la
dichiarazione di pubblica utilità delle opere e l’eventuale
esproprio

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 17


PRU: Programma di Riqualificazione Urbana

Il PRU è uno strumento urbanistico attuativo caratterizzato dalla


pluralità delle funzioni, delle tipologie di intervento e dal
coinvolgimento di risorse pubbliche e private
può fare variante al piano urbanistico generale o al regolamento
edilizio e si attua mediante accordo di programma fra tutti i
soggetti partecipanti

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 18


ACCORDO DI PROGRAMMA

L’accordo è promosso dal Comune e ha per oggetto il PRU


sancisce gli obblighi assunti da ciascun partecipante fissa il
termine per l’inizio dei lavori e le diverse fasi temporali
individua le fonti di finanziamento prevede idonee garanzie
per il completamento delle opere

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RUOLO DELLA REGIONE NELLA PROMOZIONE DEI PRU

Coordina la programmazione delle risorse (regionali, nazionali,


CE)
Assicura l’integrazione e la concertazione delle politiche settoriali
che influiscono sulla qualità del territorio urbano
Bandisce finanziamenti rivolti sia alla progettazione dei Pru che
alla realizzazione delle opere di interesse pubblico: edilizia
sociale, urbanizzazioni, infrastrutture.

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DGR 1204/1999_PROCEDURE E CRITERI
PER LA FORMAZIONE DEI PRU

68 proposte pervenute da

135 Comuni

36 in forma singola 99 in forma associata


(con più (con meno
di 15.000 abitanti) di 15.000 abitanti)

Popolazione coinvolta 2.842.642


pari al 71,79% del totale regionale

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DGR 163/2000_CONTRIBUTI
PER LA FORMAZIONE DEI PRU

66 proposte presentate da 126 COMUNI

26 proposte
39 Comuni Euro 51.645,69
Classe 1

15 proposte
45 Comuni Euro 30.987,41
Classe 2

14 proposte
42 Comuni Nessun
Classe 3 contributo

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DCR 1356/2000_CRITERI PROGRAMMAZIONE RISORSE
EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Richieste da parte
di 102 Comuni

Per un ammontare di
Euro 478.853.287,12

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CRITERI DI VALUTAZIONE

Concretezza, maturità e fattibilità


degli interventi

Rispondenza delle proposte


a un disegno di area vasta

Capacità delle proposte di


trasformarsi in programmi innovativi

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 24


Programmazione
delle risorse
DCR 88/00 37,4 milioni di Euro
dal Bilancio regionale
e 25 milioni di Euro ERP

Finanziamenti integrativi
DCR 2418/01 7,7 milioni di Euro
dal Bilancio regionale

Contributo concesso a 
51 Comuni per 70 PRU
Euro 70.158.087,46

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INVESTIMENTI NEI PRU DELL’EMILIA- ROMAGNA

PROVINCIA NUMERO RISORSE RISORSE RISORSE PRIVATE TOTALE


PRU REGIONALI PUBBLICHE INVESTIMENTO
LOCALI IN OPERE IN OPERE PRU
PUBBLICHE PRIV.
BOLOGNA 11 23.180.651,40 22.416.525,06 106.404.772,97 69.402.505,69 221.404.455,12

FERRARA 7 8.644.298,25 14.120.562,59 23.479.793,73 2.499.699,45 48.744.354,02

PARMA 7 9.224.953,13 27.166.102,12 65.262.784,26 212.236.251,94 313.890.091,45


REGGIO 6 2.829.150,89 11.472.984,22 13.382.610,68 8.455.814,42 36.140.560,21
EMILIA
MODENA 4 8.304.626,94 10.875.080,56 16.019.607,29 1.276.000,00 36.475.314,79
RAVENNA 8 4.979.677,43 7.677.834,98 16.513.643,61 5.170.258,94 34.341.414,96
FORLķ- 9 7.748.918,30 30.431.808,90 23.633.525,38 202.328.066,92 264.142.319,50
CESENA
RIMINI 3 1.629.937,98 4.431.151,15 8.224.870,87 22.973.282,23 37.259.242,23
PIACENZA 5 2.506.365,33 3.290.701,74 3.126.557,69 3.687.708,21 12.611.332,97

TOTALE 60 69.048.579,65 131.882.751,32 276.048.166,48 528.029.587,80 1.004.445.271,65

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 26


UTILIZZO DEL CONTRIBUTO REGIONALE NEI PRU

38,48% pari a
ERP Euro 26.356.055,19

Edilizia agevolata 34,56% pari a


Euro 23.665.111,97

Urbanizzazioni 26,96% pari a


Euro 18.463.598,89

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 27


RISORSE ATTIVATE

Totale 1.004.445.271,65

Contributo Regione 6,82%

Contributo pubblico
locale 13,13%

Contributo privati 80,05%

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 28


RIPARTO DEGLI INVESTIMENTI PRIVATI

Totale 804.077.754,28

Investimenti privati in
opere pubbliche 34,33%

Investimenti privati in
opere private 65,67%

29
SITUAZIONE FINANZIARIA AL 31.12.2007

Contributo Regionale 92.171.063,81

PRU e P. P. Sicurezza Urbana

Totale Impegnato
56.599.675,56
61 %

Totale liquidato
49.898.040,64
54%

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 30


STATO AVANZAMENTO LAVORI AL 31.12.2007

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 31


CONTRATTI
DI
QUARTIERE
Legge 8 febbraio 2001, n. 21
"Misure per ridurre il disagio abitativo ed interventi per aumentare l'offerta di
alloggi in locazione"

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 32


I CONTRATTI DI QUARTIERE

Incrementare, con la partecipazione di investimenti


privati, la dotazione infrastrutturale dei quartieri
degradati di comuni e città a più forte disagio abitativo
ed occupazionale e che preveda al contempo misure ed
interventi per incrementare l'occupazione, per favorire
l'integrazione sociale, e l'adeguamento dell'offerta
abitativa.

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 33


I CONTRATTI DI QUARTIERE

45 programmi presentati dai Comuni

15 dicembre 2005
Accordo di Programma Quadro
tra Ministero Infrastrutture e
Trasporti e Regione Emilia-Romagna

65% fondi statali


35% da risorse regionali

Alla Regione Emilia-Romagna è assegnato un complessivo apporto statale di


52.397.088,32 euro

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 34


I CONTRATTI DI QUARTIERE
UTILIZZO DEL CONTRIBUTO REGIONALE NEI PRU

In Emilia-Romagna

82 milioni di euro
cofinanziamento pubblico
per circa 215 milioni di euro
Investimenti complessivi

64 milioni di euro
fondi comunali

69 milioni di
finanziamenti privati

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 35


I CONTRATTI DI QUARTIERE

I Contratti di quartiere promuovono interventi nelle città di:

Bologna,
Modena,
Reggio Emilia,
Piacenza,
Ferrara,
Ravenna,
Forlì,
Imola,
Faenza,
Fidenza,
Bondeno

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 36


I CONTRATTI DI QUARTIERE

Obiettivo generale

Migliorare la qualità abitativa rinnovando


il patrimonio edilizio
ed incrementando le funzioni urbane
e i servizi pubblici di quartiere.

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 37


I CONTRATTI DI QUARTIERE

Obiettivi della sperimentazione

Ridurre il consumo di risorse naturali


(soddisfacimento dei requisiti
di ecosostenibilità
norm. regionale “Requisiti volontari
per le opere edilizie”)

Qualità e
sicurezza urbana

Migliorare l’accessibilità
e la mobilità sostenibile
negli ambiti urbani
interessati dai Contratti di Quartiere

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 38


I CONTRATTI DI QUARTIERE

1370 alloggi

- edilizia residenziale pubblica


- edilizia agevolata e convenzionata
da destinare anche alla locazione a canoni concordati.

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 39


PROSPETTIVE PER LO
SVILUPPO DELLE AREE
URBANE

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 40


Documento preliminare del PTR

Ricerca di un modello di sviluppo sostenibile che riconoscendo nelle


città i motori dell’innovazione, punti ad un sistema delle aree urbane
regionali basato sul economia della conoscenza.
La cooperazione interna a questo sistema, più forte dell’idea del
policentrismo, deve arginare la dispersione insediativa e ridisegnare
i “luoghi dell’abitare e del produrre” la cui identità è fatta di coesione
sociale, sostenibilità ambientale, offerta culturale ed economica, reti
comunicazionali e infrastrutture di trasporto.

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 41


Fondi strutturali nei Programmi Operativi

Per
progetti urbani

in cui la priorità va posta

sulla rigenerazione urbana e su un approccio integrato ai temi


dello sviluppo e della mobilità sostenibile.

Dagli interventi fisici alle politiche, con particolare riferimento


alla ricerca delle funzioni da insediare nei luoghi sottratti al
degrado delle aree ex industriali e delle periferie, al
potenziamento della rete dei trasporti pubblici e delle
infrastrutture e alla logistica urbana come strumento di
governo delle relazioni territoriali, sempre più caratterizzate
dai flussi di mobilità e di informazione.

Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – Michele Zanelli 42


Dati e Politiche di Integrazione
Sociale per i Cittadini Stranieri
Immigrati in Emilia-Romagna

Direzione Sanità e Politiche Sociali -


Servizio Politiche per l’Accoglienza e
l’Integrazione Sociale
Andrea Stuppini
24 Gennaio 2008

43
Dati demografici Nazionali e Regionali (1/1/2007)

59.000.000 4.225.000
Popolazione (F 51,4%; M 48,6%) (F 51,3%; M 48,7%)
100% 7,2%

Immigranti residenti 3.000.000 318.000


(F 49,4%; M 50,6%) (F 48,5%; M 51,5%)
100% 10,6%

% di immigrati su pop. di
5% 7,5%
riferimento

i dati presentati non considerano nè chi si trova temporaneamente presente, regolarmente,


per lavoro stagionale o turismo nè, ovviamente, gli irregolari

44
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
in Emilia-Romagna vivono e lavorano quasi l’11% dei migranti residenti in
Italia che, relativamente alla loro tipologia, si compongono in:

 43.700 comunitari
 274.400 non comunitari
di cui 700/750 rifugiati
1300/1400 richiedenti asilo

Relativamente alla provenienza, la composizione per gruppi nazionali è molto


eterogenea e rispetta le caratteristiche nazionali (definite da una strategica
posizione geografica e da un passato colonialista poco significativo);

45
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Stranieri residenti in Italia e in Emilia-Romagna - Serie storica 1993-2007

8
7,53
7 6,9

6 6,2

5 5,13 4,97
4,55
4 4,04 4,11

3,25 3,44
3
2,77 2,7
2,36 2,2 2,53
2 2,06
1,79 1,72 1,94
1,34 1,47 1,54
1,1 1,21 1,2 1,29
1 1,01 1,1

0
1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2003 2004 2005 2006 2007

% stranieri su popolazione residente ITALIA


% stranieri su popolazione residente RER

46
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Così anche in E-R troviamo migranti provenienti da 168 paesi differenti

%
1. Marocco 16,86
2. Albania 13,91
3. Romania 6,85
4. Tunisia 6,03
5. PRC (Cina) 5,19
6. Ucraina 4,52
7. Pakistan 3,29
8. Moldova 3,12
9. India 3,03
10. Filippine 2,72
……
13. Polonia 2,27

47
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Distribuzione territoriale dei migranti nel territorio dell’Emilia-Romagna
(% della popolazione 2006)

48
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Relativamente al lavoro, dagli ultimi dati INAIL, i cittadini non comunitari
impiegati regolarmente come lavoratori dipendenti, sono stimati essere 196.240.

Da questa stima (che comprende i lavoratori stagionali), sono esclusi i lavoratori


autonomi e gli imprenditori che secondo i dati unioncamere si contano in circa
23.000 (dato al 31/12/2006).

Inoltre sul PIL Emiliano-Romagnolo che è di circa 124,5 miliardi di € l’anno (2006),
si può stimare un contributo dato dagli immigrati pari ad almeno il 6% (7,47 miliardi
di €)

49
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
In conseguenza della stabilizzazione dei percorsi migratori e della crescita dei
ricongiungimenti famigliari:

 Cresce il numero di minori stranieri che dai 28.847 del 2000 (5,2%
della popolazione minorile) passa ai 75.622 del 2006 (l’11,9% dei
minorenni).
 I nati da madri straniere, negli ultimi due anni, sono più di 1/5 delle
nascite complessive;
 Cresce il numero degli studenti stranieri: dai circa 15.000 scolari
nell’a.s. 1999/2000 passa ai circa 51.000 dell’a.s. 2005/06. Con un
tasso di iscrizione pari a quasi il 10% dell’intera popolazione
scolastica regionale l’Emilia-Romagna è la regione italiana con la
più alta percentuale di studenti di origine straniera frequentanti
gli istituti scolastici.

50
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Quadro normativo e
strategie regionali

51
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

La Regione, nel promuovere l'integrazione sociale dei cittadini stranieri,


individua tre finalità di ordine generale sulle quali ispirare l'insieme delle
politiche regionali.

 la rimozione degli ostacoli al pieno inserimento sociale, culturale e


politico;
 il reciproco riconoscimento e la valorizzazione delle identità culturali,
religiose e linguistiche;
 la valorizzazione della consapevolezza dei diritti e dei doveri connessi
alla condizione di cittadino straniero immigrato

52
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
In questa prospettiva la Regione Emilia-Romagna si è data 6
macro-obiettivi strategici di riferimento:

• aumentare la conoscenza del fenomeno;


• attivare strumenti e pratiche di governance;
• costruire relazioni positive;
• garantire pari opportunità di accesso ai servizi;
• promuovere la tutela legale;
• partecipare al governo dei flussi migratori.

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
… tali macro obiettivi si realizzano attraverso:

1. I suoi strumenti normativi (e in particolare la Legge Regionale 5/2004: norme


per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati);
2. Un programma triennale d’azioni trasversali (2006-2008) in tema di politiche
sociali e della salute, politiche abitative, politiche scolastiche, educative,
culturali e occupazionali;
3. Accordi e protocolli d’intesa con enti, associazioni e parti sociali su iniziative
strategiche;
4. Programmi di finanziamento indirizzati agli Enti Locali ed all’associazionismo
per implementare progetti specifici o di iniziativa regionale, principalmente
attraverso lo strumento del Programma Regionale per l’integrazione sociale
degli immigrati

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La Legge Regionale 24 Marzo 2004 n. 5, è la prima legge organica regionale sul
tema dell’immigrazione approvata in Italia dopo la riforma del Titolo V. Questa
norma riforma profondamente l’intera legislazione regionale in tema di
immigrazione e mira a:

Garantire a tutti uguaglianza di diritti e doveri;


Accesso universalistico al sistema di welfare e contestuale negazione di servizi
separati;
Rafforzamento del dialogo e rispetto delle differenze;
Contrastare il razzismo e la xenofobia;
Promuovere la partecipazione alla vita pubblica e alle scelte politiche nei suoi
vari aspetti (elezioni di consulte o di membri consiliari aggiunti nei consigli
comunali, promozione di associazioni,…).

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Dalla legge Regionale 5/2004 seguono:

• Il programma triennale 2006-2008 (febbraio 2006);


• La Consulta Regionale per l’integrazione degli Immigrati;
• L’attivazione del Centro regionale contro le discriminazioni (in fase
istitutiva)*;
• L’ istituzione di un Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio;
• contributi alle Province, ai Comuni, ed ai soggetti no-profit per
interventi di integrazione sociale;
• interventi per le politiche abitative;
• il sostegno al ruolo di integrazione culturale svolto dalla scuola attraverso
la formazione del personale educativo docente e l’utilizzazione dei
mediatori culturali.

* http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/home/antidiscriminazioni.htm

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Protocolli operativi con le parti sociali su tematiche strategiche

dicembre 2001: Protocollo strategico tra Regione, Enti locali, Sindacati,


Associazioni datoriali e Forum regionale del terzo settore su immigrazione e
lavoro;
aprile 2003: Protocollo strategico tra Regione e Sindacati sul lavoro di curo e
lavoratrici immigrate che offrono assistenza agli anziani per l’emersione del lavoro
nero.
giugno 2004 Protocollo d’intesa tra Regione, ANCI, UPI, Sindacati, Forum
regionale del terzo settore e ONG per l’implementazione di un network a supporto
di rifugiati e richiedenti asilo.
gennaio 2007 Protocollo d’intesa (in occasione dell’Anno Europeo per le pari
opportunità per tutti) tra Regione, Enti locali, Sindacati, Associazioni datoriali,
ONG contro ogni forma di discriminazione e per la costituzione del Centro
Regionale contro le discriminazioni a contrasto del razzismo e della
discriminazione.

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Il Programma Regionale per l’integrazione sociale degli immigrati prevede
circa 4 milioni di Euro l’anno e si incentra su 3 macro livelli di intervento:

1. Progetti finalizzati provinciali


2. Progetti finalizzati distrettuali
3. Progetti finalizzati “oltre la strada”

Complessivamente sono più di 135 i progetti cofinanziati dal fondo


regionale presentati e implementati dagli Enti locali in partnership con
Istituti scolastici, Aziende Sanitarie, Soggetti di terzo Settore, Autorità
di pubblica sicurezza.

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progetti articolati in:

a) Azioni in favore di minori e loro famiglie;


b) Realizzazione e consolidamento dei punti informativi per cittadini stranieri;
c) Implementazione di specifiche attività di mediazione interculturale
specialmente nei servizi e uffici pubblici;
d) Alfabetizzazione alla lingua italiana ponendo una particolare attenzione alle
necessità delle donne immigrate;
e) Contrastare lo sfruttamento a fini sessuali e il traffico di esseri umani
f) Fornire protezione a rifugiati e richiedenti asilo;
g) Azioni di promozione di diritti politici, rappresentanza e partecipazione alla
vita pubblica

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
In Emilia-Romagna si è posta una particolare attenzione per evitare
sovrapposizioni tra il ruolo delle Province e dei Comuni.

Le prime hanno indirizzato i loro progetti attuativi verso la costruzione degli


Osservatori provinciali sull’immigrazione, verso il supporto a progetti di
comunicazione interculturale che hanno coinvolto radio e tv locali, verso il
sostegno all’associazionismo migrante e a percorsi di partecipazione
(Consulte provinciali di Ferrara e Bologna).

I Comuni invece, operando soprattutto nell’ambito della pianificazione di


zona sociale, e dunque in partnership con numerosi altri soggetti, hanno
invece sviluppato le altre aree di intervento.

Lo sviluppo dei progetti sulla prostituzione e di contrasto alla tratta sono


invece stati attivati da una rete composta da comuni, consorzi per i servizi
sociali e Aziende Sanitarie in partnership con numerosi soggetti del terzo
settore.

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Questi sforzi hanno delineato un sistema regionale di accoglienza e
integrazione composto da:

 un network di circa 135 info-point per cittadini immigrati gestiti dai comuni
(più quelli gestiti dai sindacati o dalle associazioni);
 più di 250 mediatori interculturali impiegati nei servizi pubblici (scuole,
servizi sociali, centri sanitari, ospedali) a supporto di corrette e
comprensibili relazioni tra impiegati pubblici, cittadini e amministratori;
 Un network regionale contro lo sfruttamento e la tratta che dal 1999 ha
fornito aiuto e protezione (e percorsi di integrazione) a più di 2.100 donne
(ex. Art. 18 D.lgs. 286/98) in forte interconnessione con i servizi sociali di
comuni e AUSL, Questure e associazionismo;

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 Un network regionale a favore di rifugiati e richiedenti asilo capace
di accogliere 205 persone;
 un network di oltre 20 centri interculturali gestiti dai comuni e/o da
organizzazioni non-profit;
 Varie imprese sul versante della comunicazione interculturale
(giornali, radio, tv, web sites) promosse e sviluppatesi grazie al
supporto attivo della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali;
 Più di 20 consulte di immigrati elette a suffragio universale dai
cittadini stranieri che in parte compensa il grande problema
dell’assoluta mancanza di rappresentatività per i cittadino non
comunitari.

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
GLI INDICATORI DI INTEGRAZIONE
DEI CITTADINI STRANIERI IMMIGRATI IN EMILIA-ROMAGNA
ANNO 2006
(Ai sensi della clausola valutativa prevista dall’art.20 della l.R.5/2004 e della azione
di monitoraggio prevista dal programma 2006-2008 per l’integrazione sociale dei
cittadini stranieri)

Il primo sistema (realizzato nel 2006) è composto da 38 indicatori suddivisi in 5


ambiti di attenzione:

1) Inserimento lavorativo
2) Stabilità sociale
3) Eliminazione delle diseguaglianze
4) Accesso ai servizi
5) Acquisizione di competenze

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Valore % rispetto
Esempi di indicatori Legenda
assoluto al totale

N. titolari Permesso di soggiorno CE per 27,0 % calcolata sul totale dei


65.817 (2005)
1 soggiornanti di lungo periodo (ex Carta di soggiornanti stranieri al
82.679 (2006)
soggiorno) 31,1 31.12

N. matrimoni misti (con almeno uno degli % calcolata sul totale dei
2 2.657 18,2
sposi stranieri) matrimoni 2005

% calcolata sul totale dei


3 N. annuo concessioni cittadinanza italiana 1.114 0,39 soggiornanti stranieri al
31/12/2004

Tasso di promozione alunni stranieri


4 96,2 a.s. 2004-2005
(primaria)

Divario tasso di promozione stranieri-italiani


5 -3,8 a.s. 2004-2005
(primaria)

Tasso di promozione alunni stranieri


6 90,7 a.s.2004-2005
(secondaria 1°grado)

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Divario tasso di promozione stranieri-italiani
7 -8,2 a.s. 2004-2005
(secondaria 1°grado)

Tasso di promozione alunni stranieri (secondaria


8 74,4 a.s. 2004-2005
2°grado)

Divario tasso di promozione stranieri-italiani


8 -12,4 a.s. 2004-2005
(secondaria 2°grado)

% calcolata sul totale degli


N. minori stranieri nei servizi socio educativi 0-3
10 1.832 6,9 iscritti ai servizi 0-3 anni (a.s.
anni
2004-2005)

% calcolata sul totale dei


11 N. ricoveri ospedalieri stranieri 46.257 5,43
ricoveri del 2005

12 N. utenti stranieri ERP 13.466 12,6 Anno 2005

N. utenti stranieri in carico al servizio sociale % calcolata sul totale degli


13 3.989 25,0
professionale adulti adulti in carico del 2005

65
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Negli anni il sistema di welfare si confronta sempre più spesso con l’utenza
straniera e ciò non può sorprendere visto che gli immigrati sono quasi l’8% della
popolazione, hanno un’età media più bassa ed una composizione familiare
tendenzialmente più numerosa degli italiani.
Va chiarito tuttavia che la crescente fruizione di servizi di welfare da parte dei
cittadini stranieri non può rappresentare di per sé ed in maniera esaustiva un
indicatore di effettiva integrazione; potrebbe anche solo rappresentare un crescente
bisogno di assistenza.
Decisivo è quindi il valore aggiunto delle politiche complessive di integrazione.

In questo senso, a livello locale, occorre un raccordo tra le progettazioni


finalizzate all’integrazione sociale degli immigrati ed il sistema
universalistico di accesso ai servizi, perché risulta fondamentale qualificare il
sistema di servizi abitativi, sociali, scolastici e sanitari per tutti, con una particolare
attenzione alle specificità linguistiche, culturali e religiose di cui anche i cittadini
stranieri sono portatori.

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
IMMIGRAZIONE E CAPITALE SOCIALE

Robert Putnam, autore di “la tradizione civica delle regioni italiane” e “bowling
alone”, in una nuova ricerca sul capitale sociale fatta negli Stati Uniti, pone le
reti di solidarietà, le relazioni tra individui, l’associazionismo e la
partecipazione (il capitale sociale) in rapporto con l’immigrazione.
Egli osserva come in una prima fase l’immigrazione risulti essere un fattore di
crisi della solidarietà e rottura degli equilibri (paura, insicurezza, ecc.)
Tuttavia, in una seconda fase, se le politiche di integrazione hanno successo,
il tessuto di associazionismo che compone il capitale sociale, ne esce
arricchito propria dalla presenza di cittadini stranieri.

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Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale - Andrea Stuppini
Politiche per la Sicurezza e la
Polizia Locale

Servizio Politiche per la Sicurezza


e la Polizia Locale

Giovanni Sacchini
24 Gennaio 2008

68
Servizio
politiche per la sicurezza
e la polizia locale

Viale Aldo Moro 64 (5° piano) – 40127 Bologna

http://www.regione.emilia-romagna.it/sicurezza

Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini


ARGOMENTI DELLA RELAZIONE

1. Presentazione del Servizio


2. Il contesto nazionale delle politiche per la sicurezza
3. Caratteristiche della criminalità e della percezione della
sicurezza nella nostra regione, ovvero il sistema di monitoraggio
e la diffusione delle informazioni.
4. I principali interventi in materia di sicurezza e di polizia locale
(1994 – 2007)

70
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO

La protezione civile e la
sicurezza negli ambienti
di vita
Sicurezza nelle città

COSA FA LA REGIONE

71
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
COSA FA LA REGIONE

Elabora, sostiene e sviluppa progetti nel campo della sicurezza e della


qualificazione della polizia locale e promuove intese e collaborazioni con le
autorità nazionali e provinciali di pubblica sicurezza.

Attua programmi comunitari e realizza ricerche in tema di sicurezza e


criminalità.

Sostiene la Scuola regionale di polizia locale, nata nel 2000, come sede di
formazione e qualificazione professionale.

72
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
COSA FA LA REGIONE

Redige un Rapporto annuale sulle politiche e i problemi della sicurezza in


Emilia-Romagna.

Fornisce consulenza, formazione e documentazione a favore delle


amministrazioni locali e delle associazioni.

Interviene a favore delle vittime attraverso la Fondazione emiliano-romagnola


per le vittime di reato.

Svolge l´attività di segreteria tecnica del Forum italiano per la sicurezza urbana.

73
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
2004: la locandina sui 10 anni di attività

74
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
2. IL CONTESTO NAZIONALE

 La prima fase, dalla metà degli anni ‘90 al 2000 circa, è caratterizzata
dalle continue sollecitazioni che i governi locali portano avanti verso il
governo nazionale, affinché riconosca le nuove dinamiche che
caratterizzano la criminalità nei contesti locali e affinché cooperi
attraverso diversi strumenti, alla sua gestione quotidiana.

75
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
2. IL CONTESTO NAZIONALE

 La seconda fase, che va dal 2000 al 2006, vede il


consolidamento e la diffusione dei patti: alla fine del 2005 sono
stati stipulati circa 200 protocolli o contratti di sicurezza tra
Prefetture e Comuni (o, più raramente, Province).

76
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
IL CONTESTO NAZIONALE - II FASE

 A partire dal 2001, inoltre, alcune Regioni, per prima l’Emilia–


Romagna, stipulano con il Ministero dell’Interno degli Accordi di
Programma sulla sicurezza urbana.

 E’ in questo periodo (dal 2001 al 2006) che la Regione Emilia–


Romagna ha stipulato un Accordo di programma con il Ministero
dell’Interno (Dipartimento di Pubblica sicurezza) per la realizzazione
delle seguenti attività:
 formazione congiunta tra Polizia di stato, Polizia municipale e Arma
dei carabinieri;
 interconnessione delle sale operative delle diverse forze di polizia;
 creazione di un laboratorio informatico per la condivisione dei dati
sulla criminalità e sul disordine urbano.

77
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
IL CONTESTO NAZIONALE

 La terza fase si è avviata recentemente, da circa un anno


(marzo 2007), e mette in evidenza un cambiamento nelle
politiche nazionali sulla sicurezza.

 Il governo nazionale ha assunto un ruolo molto più attivo che in


passato, stipulando, nel corso del 2007, 18 nuovi patti per la
sicurezza con le città metropolitane e con città di minori
dimensioni.

78
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
20/03/2007
Patto per la sicurezza Ministero dell'Interno-Anci

79
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
IL CONTESTO NAZIONALE - III FASE

I soggetti delegati a definire i singoli patti (ovvero le priorità in ciascuna realtà)


sono generalmente i Sindaci e i Prefetti di queste realtà. Le Regioni, e le
Province sono chiamate a mettere a disposizione risorse su un fondo indistinto,
gestito direttamente dai Prefetti, da utilizzarsi prioritariamente per rinnovare le
dotazioni strumentali delle Forze di polizia nazionali.

Generalmente tale Fondo speciale per la sicurezza viene devoluto dagli enti
locali al Ministero dell'Interno e gestito dalla Prefettura di riferimento.

80
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
IL CONTESTO NAZIONALE - III FASE

 Pure con alcuni aspetti critici, va riconosciuto che vi sono tuttavia


elementi di novità:

 in particolare una condivisione delle criticità presenti sul territorio


urbano;

 un tentativo di individuare specificatamente le risorse finanziarie


(anche se - va rimarcato - quasi mai di provenienza statale) e
umane per attuare gli interventi previsti (mentre i precedenti
protocolli rimanevano su un piano formale e non indicavano mai gli
strumenti necessari per attuare le attività concordate);
 non di rado sono previste sostanziali e più razionali riorganizzazioni
dei presidi delle forze dell'ordine sul territorio.

81
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
QUALI SONO LE AZIONI PREVISTE DAI PATTI?

 Le azioni si concentrano generalmente in interventi per


affrontare la questione dei rom, misure anticontraffazione,
interventi di contrasto allo sfruttamento della prostituzione e
all'abusivismo commerciale, riqualificazione del tessuto urbano,
recupero di aree di degrado ambientale.

 Previsti anche l'intensificazione delle funzioni dei "poliziotti di


quartiere" e il contrasto alle "forme di mendacità organizzata".

 Le amministrazioni comunali sono spesso chiamate a


promuovere progetti di prevenzione sociale, potenziare
l’illuminazione degli spazi pubblici, incrementare sistemi di
videosorveglianza già attivi o a installare nuovi impianti e a
coinvolgere direttamente le P.M. in attività di contrasto a forme
diffuse di disordine urbano.

82
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
QUANTE SONO LE CITTÀ COINVOLTE DAI PATTI?

 Ad oggi sono stati sottoscritti quasi una ventina di patti

83
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
LE CITTÀ COINVOLTE DAI PATTI

Prospetto 1 – Patti per la sicurezza stipulati in Italia al 16 gennaio 2008.


Data
Patto per la sicurezza di Napoli e provincia 03-11-2006
Patto Calabria Sicura (Ministero dell'Interno - Regione Calabria - Amm.ni Prov.li di Catanzaro
e Reggio Calabria) 16-02-2007
Protocollo d'intesa tra Ministero dell'Interno e Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia 27-03-2007
Patto per Roma sicura 18-05-2007
Patto per Milano sicura 18-05-2007
Patto per Torino sicura 22-05-2007
Patto per Cagliari sicura 11-06-2007
Patto per Catania sicura 11-06-2007
Patto per Genova sicura 14-06-2007
Patto per Bari sicura + Protocollo d'intesa sulla destinazione e sull'utilizzo a fini sociali e
produttivi dei beni immobili confiscati alla criminalità - Bari 18-06-2007
Patto per Bologna sicura + Intesa interistituzionale per la sicurezza nell'area metropolitana di
Bologna 19-06-2007
Patto per Venezia sicura 18-07-2007
Patto per Modena sicura 18-07-2007
Patto per Sassuolo sicura 18-07-2007
Patto per Firenze sicura 19-07-2007
Patto per Prato sicura 31-07-2007
Patto per la sicurezza di Vicenza 13-11-2007
Patto per Asti sicura 17-12-2007
Fonte: Ministero dell’Interno

84
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
3. LA CONOSCENZA DEI FENOMENI

Caratteristiche della criminalità


Percezione della sicurezza da parte dei cittadini
il sistema di monitoraggio dei fenomeni e la diffusione delle informazioni.

85
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
LA CONOSCENZA DEI FENOMENI - MONITORAGGIO

Dal 1995 il Servizio raccoglie e diffonde due tipi di dati:


oggettivi, c.d. perché derivanti da atti amministrativi: le denunce dei cittadini
raccolte dalle FF.OO;
soggettivi, c.d. perché derivanti direttamente dai cittadini, raggiunti tramite un
sondaggio.

86
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
LA CONOSCENZA DEI FENOMENI - DIFFUSIONE

La diffusione si rivolge in primis agli altri Enti locali e, più in generale, a


tutti i cittadini
Si utilizzano i soliti canali per la diffusione di informazioni statistiche:

 il nostro sito http://www.regione.emilia-romagna.it/sicurezza;


 il sito del Servizio Statistica: http://www.regione.emilia-
romagna.it/statistica
 i fascicoli cartacei annuali e quelli “speciali”;
 il Rapporto annuale sulla sicurezza in Emilia-Romagna.

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Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
3. LA CONOSCENZA DEI FENOMENI

3.1. L’andamento dei reati c.d. predatori


3.1.1. I reati che manifestano una crescita tendenziale
3.1.2. I reati stabili o in diminuzione
3.2. L’andamento dei reati violenti
3.3. La percezione di sicurezza dei cittadini

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Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
1. ASPETTI OGGETTIVI

Le denunce raccolte dalle FF.OO.

Il sistema «SDI»

in gergo: statistiche della delittuosità

89
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Denunce

Omicidi dolosi

60

40

20

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

90
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Denunce

Lesioni dolose

6.000

4.000

2.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

91
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
Denunce

Borseggi

24.000

18.000

12.000

6.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

92
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Denunce

Scippi

4.000

3.000

2.000

1.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

93
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Denunce

Furti di autoveicoli

16.000

12.000

8.000

4.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

94
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Denunce

Furti in appartamenti

24.000

18.000

12.000

6.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

95
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Denunce

Furti in negozi

16.000

12.000

8.000

4.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

96
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Denunce

Totale rapine

3.000

2.250

1.500

750

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

97
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Denunce

Rapine in banca

500

400

300

200

100

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

98
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Denunce

Totale furti

160.000

120.000

80.000

40.000

0
1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005

99
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2- ASPETTI SOGGETTIVI

Sondaggio annuale su 1.200 cittadini

serie storica dal 1995

Nucleo stabile di circa 15 domande

100
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SONDAGGIO - PREOCCUPAZIONI SOCIALI

Domanda “aperta”:
«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi
più preoccupanti?»

ATTENZIONE: NON LEGGERE LE RISPOSTE !

101
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SONDAGGIO

Disoccupazione e timori per il lavoro

50

25

0
1995 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

102
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
SONDAGGIO

Costo della vita

50

25

0
1995 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

103
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
SONDAGGIO

Piccola criminalità

50

25

0
97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

104
Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale – Giovanni Sacchini
SONDAGGIO

Droga

50

25

0
95 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

105
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SONDAGGIO

Pericolo della guerra e terrorismo internazionale

50

25

0
95 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

106
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SONDAGGIO

Immigrazione

50

25

0
95 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

107
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SONDAGGIO

Inquinamento ambientale

50

25

0
95 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

108
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SONDAGGIO

Traffico

50

25

0
95 96 97 98 99 2000 01 02 03 04 05 06 07

«Per lei, in generale, quali sono nella realtà di oggi i tre problemi più preoccupanti?»

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4. I PRINCIPALI INTERVENTI IN MATERIA DI SICUREZZA
E DI POLIZIA LOCALE (1994 – 2007)

4.1. Il sostegno agli Enti locali


4.1.1 Sostegno ai Comuni, alle province e alle associazioni di cittadini
4.2. I contenuti dei progetti finanziati
4.3. “I progetti–pilota” e gli accordi di programma per interventi di rilievo
regionale
4.4. Recenti intese e Accordi a valenza regionale
4.5. Lo sviluppo delle Polizie locali
4.6. Altre attività rilevanti in materia di sicurezza urbana

110
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4.1. IL SOSTEGNO AGLI ENTI LOCALI

1.sostegno ai Comuni, alle province e alle associazioni


di cittadini per l’intervento su problematiche di sicurezza
o di disordine urbano a livello locale. Si tratta dei
contributi concessi dalla Regione per sostenere attività
da realizzarsi in singoli contesti locali;

2.intervento, sempre tramite Accordi e intese con gli


Enti locali, per progetti di particolare rilevanza che
hanno ad oggetto territori o temi ad alta problematicità.

3. erogazione di contributi per lo sviluppo delle polizie


locali

111
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4.1.1 SOSTEGNO AI COMUNI, ALLE PROVINCE E ALLE
ASSOCIAZIONI DI CITTADINI

Il sistema di contribuzione ordinario si è avviato nel 1999, grazie


all’approvazione della legge 3 del 21/04/1999, poi modificata nel 2003 con
la legge 24 “Disciplina della Polizia amministrativa locale e promozione di
un sistema integrato di sicurezza”.
Ad oggi, con questo meccanismo, sono stati finanziati 380 progetti a livello
locale.
Le parole chiave su cui si fonda la scelta di finanziamento sono:
 attenta diagnosi del problema;
 coerenza tra problema e strumento.

112
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4.1.1 SOSTEGNO AI COMUNI, ALLE PROVINCE E
ALLE ASSOCIAZIONI DI CITTADINI

Nel 2004 le priorità e i meccanismi di selezione vengono cambiati per


favorire il finanziamento di un numero minore di progetti, però più
complessi: il finanziamento diventa biennale e si distinguono due
tipologie:
progetti di riqualificazione
progetti di prevenzione.

Il prossimo bando, che prosegue con questa impostazione, verrà


presentato nella primavera del 2008 [1,5 mln €].

113
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LA SITUAZIONE DEI PROGETTI FINANZIATI

Progetti in corso (2006 -2007):

40 promossi da EE.LL.
19 promossi da Associazioni

Importi 2006 e 2007 (assieme):


EE.LL: 2.778.000; Associazioni: 153.000

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I CONTENUTI DEI PROGETTI FINANZIATI

si possono individuare 3 modelli di politiche locali per la sicurezza:


1. misure di settore (prevenzione e controllo dei fenomeni);
2. misure basate su politiche urbanistiche o di riqualificazione;
3. programmi generali per la sicurezza.

Il tipo di interventi proposti è molto vario e segue la logica chiave delle politiche
regionali, quella della integrazione delle misure.
Troviamo così misure di:
 potenziamento e qualificazione del controllo sul territorio;
 riqualificazione urbana e strumenti di natura tecnologica;
 interventi a sostegno dell’emarginazione e del disagio sociale;
 servizi per l’integrazione multietnica e per la gestione del conflitto;
 animazione dello spazio pubblico e promozione della partecipazione;
 campagne educative e informative.

115
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4.3. “I PROGETTI–PILOTA” E GLI ACCORDI DI PROGRAMMA
PER INTERVENTI DI RILIEVO REGIONALE

Interventi svolti in collaborazione con il Servizio


Riqualificazione Urbana e Promozione qualità
architettonica aventi per oggetto:

1. le stazioni di alcune città dell’Emilia–Romagna e le aree


circostanti;
2. le aree liberate dalla dismissione di attività obsolete,
spesso collocate ai bordi del tessuto urbano;
3. i grandi insediamenti problematici (residence, ecc.).

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RECENTI INTESE E ACCORDI A VALENZA REGIONALE

Oltre ai contributi ordinari e ai progetti pilota, recentemente la


Regione, in attuazione dell’art. 4, lett. a) della L.R. 24 del 2003, ha
stipulato intese e accordi di collaborazione con alcuni Comuni già
interessati dai progetti pilota o con altre realtà comunali, per
intervenire su aree particolarmente problematiche, o su problemi di
rilevanza regionale, come recita l’articolo stesso della legge
regionale.

117
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RECENTI INTESE E ACCORDI A VALENZA REGIONALE

In generale, questi progetti a valenza regionale sono riconducibili a tre diverse


categorie:

Qualificazione tecnologica P.M. [Forlì, Argenta (FE) e Castelnovo di Sotto


(RE)]: 198.000 €;
Ricerca sulla sicurezza di genere (Comune di Ravenna): 60.000 €;
Accordi di programma per interventi su progetti locali: Bologna (Pratello),
Calderara di Reno (PAS) e Sassuolo: 545.000 €.

Totale interventi a valenza regionale: 803.000 €.

118
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4.5. LO SVILUPPO DELLE POLIZIE LOCALI

Come accennato le forme di contribuzione previste dalla L.R.


24/2003 sono di due tipologie:

1.contributi per la realizzazione di progetti volti alla


qualificazione dei servizi di polizia locale (fino al 50% delle
spese ritenute ammissibili);

2.contributi per la promozione e l'istituzione dei corpi di


polizia locale di cui all'articolo 14 della Legge, (fino al 70%
delle spese ritenute ammissibili).

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LO SVILUPPO DELLE POLIZIE LOCALI –
CONTRIBUTI ORDINARI

Con riferimento alla prima tipologia (contributi annuali), negli anni che vanno
dal 2004 al 2007, sono stati finanziati 120 progetti di qualificazione della
polizia locale.

Il tutto per un ammontare di contributi pari a 3,15 mln di Euro (che diventano
6,8 mln se teniamo conto della quota investita dai Comuni).

In corso nel 2008: 29 progetti per circa 1 mln di €.

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LO SVILUPPO DELLE P. L. –
CORPI A NORMA L.R. 24/2003

Sulla istituzione dei Corpi (associati e no) sono stati accordati contributi su
base triennale a 17 strutture di polizia municipale pari ad una contribuzione
di 4,7 mln di Euro (che anche in questo caso diventano 6,8 mln se teniamo
conto della quota investita dai Comuni).
1,7 mln € per il 2008
10 sono gli Accordi previsti (ma non ancora sottoscritti) per il periodo 2008-
2010 (1 mln € previsto per il 2008 e idem 2009 e 2010)
interventi simili a quelli dei contributi ordinari ma utili per raggiungere gli
standard previsti dalla L.R. 24/2003.

121
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LO SVILUPPO DELLE POLIZIE LOCALI

Per lo sviluppo delle Polizie locali (P.M. e, con meno peso, Polizie
provinciali) le due grandi linee di intervento sono:

Aggiornamento tecnologico e Formazione

 In generale: miglioramento delle sedi, delle attrezzature, degli


autoveicoli, con i contributi di cui sopra al punto (1).
 In particolare attraverso tre specifici progetti a valenza regionale:
– TETRA;
– fotosegnalamento;
– Rilfedeur.

122
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LO SVILUPPO DELLE POLIZIE LOCALI
FORMAZIONE

 Scuola specializzata di Polizia Locale (ora Fondazione a


valenza interregionale);
 Formazione congiunta (Accordo con il Ministero dell’Interno);
 Formazione “integrata” a livello locale (già fatta a FE) e in
programma per il 2008 con il nostro Servizio che coordina gli
interventi nel settore delle Dipendenze (Servizio Salute
mentale, Dipendenze patologiche, Salute nelle carceri)

123
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LO SVILUPPO DELLE POLIZIE LOCALI

Per il 2008 sono previsti investimenti nello sviluppo delle P.L.


(1) Contributi ordinari: 1.000.000 €
(2) Corpi unici 1,7 mln + 1.000.000 €

Contributo RER alla Scuola Interregionale (Fondazione) -


380.000 €

124
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4.6. ALTRE ATTIVITÀ RILEVANTI IN MATERIA
DI SICUREZZA URBANA

la partecipazione a progetti e reti europee, in questi ambiti:

progetto europeo Agis sulla progettazione urbanistica per la sicurezza ;


progetto europeo Agis sulle forme del disordine urbano;
progetto europeo West sulla tratta e forme di schiavitù delle donne straniere;
progetto europeo Daphne sulla conflittualità giovanile nello spazio pubblico;
progetto europeo “CrimPrev” per lo studio e le buone pratiche in materia di
prevenzione locale della criminalità.

125
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ALTRE ATTIVITÀ RILEVANTI IN MATERIA
DI SICUREZZA URBANA

 la costituzione, nel gennaio 2005, della Fondazione per le


vittime di reati gravi, un’istituzione costituita tra Regione e
Comuni dell’Emilia-Romagna, operante presso il Servizio
politiche per la sicurezza e la polizia locale, che, esperienza
ancora unica in Italia, interviene con forme di sostegno
economico per le vittime e i familiari delle vittime di reati gravi,
che abbiano subito un danno grave alla persona.

 Nell’arco di circa tre anni, la Fondazione è intervenuta con


forme diverse di sostegno in 32 casi (13 omicidi, 5 violenze
sessuali, 14 aggressioni gravi alla persona);

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http://www.fondazionevittimereati.it/

127
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ALTRE ATTIVITÀ RILEVANTI IN MATERIA
DI SICUREZZA URBANA

 Il coordinamento della segreteria tecnica del Forum


italiano per la sicurezza urbana (FISU)
 Il FISU è l’associazione degli Enti locali operanti nel
settore e che già da alcuni anni ha raggiunto il
centinaio di aderenti.

128
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129
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RIASSUMENDO ….

Interventi per il 2008 a bilancio:

Contributi ordinari (sicurezza urbana) per gli Enti Locali e le Associazioni:


1.500.000 €
Accordi e iniziative a valenza regionale: 750.000 €
Per lo sviluppo delle Polizie Locali
(1) Contributi ordinari: 1.000.000 €
(2) Corpi a norma L.R. 24/2003 1,7 mln + 1 mln €
Contributo RER alla Scuola Interregionale (Fondazione) - 380.000 €

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