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Costruire un Sistema Solidale,

continuando nel processo di


Innovazione e Qualificazione del
Welfare

Cabina di Regia
per il coordinamento delle politiche
di programmazione e per il PTR
SOMMARIO

 I Servizi per l’Infanzia ed i Centri per le Famiglie


di Sandra Benedetti e Margherita Govi 3

 Edilizia Scolastica ed Universitaria di Lucio Agrotti 12


 Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza di Sandra Benedetti 26
 I Servizi e gli Interventi Sociali per i Bambini ed i Ragazzi di Sandra Benedetti 49
 Piano Socio e Sanitario 2008-2010 di Eugenio Di Ruscio 70
 Fondo Regionale per la Non Autosufficienza:
una opportunità per sviluppare e innovare di Raffaele Fabrizio 98

 Piani degli Investimenti Aziende Sanitarie di Fabio Rombini 139


 Programma dei Servizi Sociali e Terzo settore, Servizio Civile Volontariato
di Angelo Bergamaschi 150
 Sicurezza sul Lavoro (nei cantieri edili) di Leonardo Draghetti 203
 Politiche Abitative di Raffaele Lungarella 225
 I Programmi di Riqualificazione Urbana di Michele Zanelli 260
 Dati e Politiche di Integrazione Sociale per i Cittadini Stranieri Immigrati
in Emilia - Romagna di Andrea Stuppini 291
 Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale di Giovanni Sacchini 316

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I Servizi per l’Infanzia ed i Centri
per le Famiglie

Servizio Politiche Familiari Infanzia e


Adolescenza

Sandra Benedetti e Margherita Govi

11 Gennaio 2008

3
CENTRI PER LE FAMIGLIE

L.R. 27/89 “Politiche a sostegno delle scelte di procreazione e


dell’impegno di cura verso i figli”

L. R. 2/2003 “Norme per la promozione della cittadinanza


sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi
e servizi sociali”

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi 4


COSA FANNO I CENTRI

 Leggono e traducono i bisogni attuali delle famiglie e ne sviluppano


una nuova lettura

 Promuovono le risorse individuali, familiari e territoriali

 Valorizzano le relazioni interpersonali e le politiche comunitarie

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
CPF E TERRITORIO

 Intercettano e danno una prima lettura dello scenario territoriale e


dei nuovi bisogni delle famiglie

 Mappano le risorse territoriali a sostegno degli impegni parentali

 Rispondono ai nuovi bisogni con servizi a carattere innovativo

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
LE PECULIARITÀ E LE SFIDE DEI CPF

 Non devono promuovere singoli interventi ma creare occasioni e


percorsi di crescita e promozione

 Valorizzano e interconnettono le risorse già presenti su territorio

 Sono soggetto attivo della programmazione territoriale (PdZ)

 Consolidano la loro presenza (stabilità del personale, cura della


sede)

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
LE AREE DI INTERVENTO RIGUARDANO:

 Area dell'informazione e vita quotidiana

 Area del sostegno alle competenze genitoriali (counseling e


mediazione familiare)

 Area dell'accoglienza familiare e dello sviluppo di comunità

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
AREA DELL'INFORMAZIONE E VITA QUOTIDIANA

Il lavoro informativo è parte costitutiva, fondamentale e imprescindibile


dei Centri.

Obiettivo prioritario è assicurare alle famiglie con bambini (0-18 anni)


della propria città un accesso rapido e amichevole a tutte le principali
informazioni utili per l'organizzazione familiare, con l'allestimento di
uno spazio di raccolta delle informazioni, per l'offerta organizzata e
la comunicazione mirata a sostegno dei genitori a partire dal periodo
della gestazione e dai primi mesi di vita dei figli

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
AREA DEL SOSTEGNO ALLE COMPETENZE GENITORIALI

Compiti specifici dei Centri per le famiglie sono la valorizzazione


delle responsabilità educative dei singoli e delle coppie, lo
sviluppo delle competenze relazionali, il sostegno delle esperienze
di vita quotidiana e dei circoli virtuosi di benessere familiare. Il
target di riferimento è costituito sia da singoli e coppie con figli che
da operatori dei servizi socio-educativi del territorio

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
AREA DELL'ACCOGLIENZA FAMILIARE
E DELLO SVILUPPO DI COMUNITÀ

Obiettivo dei Centri per le famiglie è quello di sostenere, attraverso


il metodo e le tecniche operative tipiche del lavoro di comunità,
la dimensione genitoriale non solo biologica ma anche sociale e la
capacità dei cittadini e delle famiglie di far fronte in modo
partecipato alle difficoltà che vivono i bambini e le famiglie del
proprio contesto di riferimento

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Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza - Sandra Benedetti e Margherita Govi
Edilizia Scolastica ed
Universitaria

Direzione Generale Cultura, Formazione, Lavoro


Servizio Cultura Formazione e Lavoro

Lucio Agrotti
11 Gennaio 2008

12
LEGGE 11 GENNAIO 1996, N. 23
“NORME PER L’EDILIZIA SCOLASTICA”

Legge-quadro per le strutture edilizie destinate al sistema


dell’istruzione obbligatoria, con l’obiettivo, indicato all’art. 1,
comma 1, di “assicurare a tali strutture uno sviluppo qualitativo e
una collocazione sul territorio adeguati alla costante evoluzione
delle dinamiche formative, culturali, economiche e sociali.”

La programmazione degli interventi si realizza attraverso piani


generali triennali e piani annuali di attuazione “predisposti e
approvati dalle regioni, sentiti gli uffici scolastici regionali, sulla
base delle proposte formulate dagli enti territoriali competenti
sentiti gli uffici scolastici provinciali”.

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 13


LEGGE 11 GENNAIO 1996, N. 23
“NORME PER L’EDILIZIA SCOLASTICA”

Comuni: Scuole materne,


elementari e medie
COMPETENZE
(Art. 3)
Realizzazione,
fornitura, manutenzione
ordinaria e straordinaria
degli edifici scolastici
PROVINCE: Istituti e scuole di
istruzione secondaria superiore
compresi: i licei artistici e gli istituti d'arte,
di conservatori di musica, di accademie,
di istituti superiori per le industrie
artistiche, nonché di convitti e di istituzioni
educative statali

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 14


REGIONE EMILIA-ROMAGNA
FONDI STATALI LEGGE23/96 (1999-2006)

Finanziamenti 1999-2006
Numero Importo
Annualità
interventi finanziamenti
1996 77 16.269.389,58 25.000.000,00
1997 89 18.428.286,36
1996
1998 79 21.254.644,76 20.000.000,00 1997
1999 66 12.516.267,85 1998
2000 77 14.067.971,22 1999
15.000.000,00
2000
2001 98 21.730.378,50
2001
2002 0 0,00 2002
10.000.000,00
2003 74 7.106.972,01 2003
2004 141 20.392.228,00 2004
5.000.000,00 2005
2005 0 0,00
2006
2006 0 0,00
0,00
-- 701 131.766.138,28
Annualità

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 15


REGIONE EMILIA-ROMAGNA
FONDI REGIONALI L.R. 39/80 (2000-2005)

Numero Importo
Annualità
interventi finanziamento
6.000.000,00

2000 81 5.105.288,29
5.000.000,00
2001 16 1.549.370,70
4.000.000,00 2000
2002 21 2.085.608,27 2001
2002
2003 19 1.549.370,70 3.000.000,00
2003
2004
2004 33 2.518.786,12 2.000.000,00
2005
2005 36 2.326.243,01
1.000.000,00

totale Emilia-
206 15.134.667,09
Romagna 0,00

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 16


PIANO TRIENNALE 2007-2009
L. 23/96 E L.R. 39/80

Interventi per Adeguamenti normativi

Provincia 2007 2008 2009


n. Finanziament n. importo lavori n. importo lavori
interventi o 1/3-1/3-1/3 interventi interventi
Bologna 6 1.697.608,95 15 6.560.667,00 5 2.065.742,00
Ferrara 3 669.714,23 3 1.390.060,00 13 4.111.530,00
Forlì-Cesena 5 842.973,63 4 1.270.633,38 1 500.000,00
Modena 8 1.396.070,95 10 2.222.386,50 2 778.875,00
Parma 3 843.806,61 12 6.713.171,05 12 3.416.275,83
Piacenza 3 620.568,54 7 1.170.329,99 11 1.434.211,08
Ravenna 4 653.054,68 8 3.453.000,00 4 1.317.000,00
Reggio Emilia 4 1.000.000,00 10 3.007.736,45 10 3.762.244,31
Rimini 2 599.744,10 6 4.162.200,00 9 8.322.832,35
Totale RER 38 8.323.541,69 75 29.950.184,37 67 25.708.710,57

Delibera G.R. 22.10.07 – BUR n.184 del 19.12.2007

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 17


PIANO TRIENNALE 2007-2009
L. 23/96 E L.R. 39/80

Interventi per Altre tipologie di lavori


Provincia 2007 2008 2009
n. interventi Importo n. interventi importo lavori n. interventi importo lavori
finanziato
Bologna 2 918.852,57 25 42.474.173,00 3 2.179.832,00
Ferrara 1 362.491,40 4 2.549.250,00 - 0
Forlì-Cesena 2 303.980,04 5 12.082.276,85 6 6.396.617,54
Modena 2 755.641,28 18 23.807.457,25 10 28.931.899,16
Parma 1 455.516,34 11 13.630.899,47 11 5.421.373,99
Piacenza 1 200.000,00 5 8.692.400,00 2 1.234.798,62
Ravenna 2 350.000,00 10 6.960.000,00 14 6.154.000,00
Reggio Emilia 2 513.391,65 10 10.695.571,52 12 20.261.540,00
Rimini 2 228.086,13 4 11.317.051,32 6 13.041.431,32

Totale RER 15 4.087.959,41 92 132.209.079,41 64 83.621.492,63

Delibera G.R. 22.10.07 – BUR n. 184 del 19.12.2007

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 18


ANNUALITÀ 2007
CONFRONTO EFFICACIA CONTRIBUTI

Costo
Stato Regione Ente locale Costo finanziato intervento
Totale Regione per adeguamenti a
2.774.513,89 2.774.513,89 2.774.513,91 8.323.541,69 9.385.377,86
norma - 2007

Totale Regione per altre tipologie di


-- 1.351.812,65 2.736.146,76 4.087.959,41 8.860.465,56
intervento – 2007

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 19


EDILIZIA UNIVERSITARIA

Legge 14 novembre 2000 n. 338


“Disposizioni in materia di alloggi per studenti
universitari”

Legge regionale n. 15 del 26 luglio 2003, art. 20


“Contributi agli Enti locali
per il potenziamento dei Poli didattico-scientifici
per nuovi insediamenti universitari”

Legge regionale n. 15 del 27 luglio 2007


“Sistema regionale integrato
di interventi e servizi per il diritto
allo studio universitario e l’alta formazione”

20
Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti
EDILIZIA UNIVERSITARIA
art.15 - l.r.15 del 27.7.07

La Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art.15 della citata legge


15/07, promuove la realizzazione, il riequilibrio e l’ampliamento
delle strutture atte a garantire il diritto allo studio universitario
attraverso il finanziamento di opere di “edilizia residenziale
universitaria che prevedano l’acquisto, la costruzione,
l’ampliamento la ristrutturazione e l’ammodernamento…. nonché le
spese per arredamenti ed attrezzature, anche in integrazione con la
normativa in materia di alloggi e residenze per studenti universitari
e di edilizia residenziale pubblica”

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 21


EDILIZIA UNIVERSITARIA
art.19 - l.r.15 del 27.7.07

Università: Ergo, un'unica azienda per il diritto allo studio

Dal 1° gennaio è diventata operativa la nuova Azienda della Regione


Emilia-Romagna per il diritto agli studi superiori che subentra alle 4
territoriali di Bologna, Ferrara, Modena - Reggio Emilia, e Parma.
La nuova azienda si chiama Ergo e tra gli obiettivi primari che le
competono vi è quello dell’ampliamento del numero degli interventi
per il diritto allo studio al fine di offrire servizi omogenei su tutto il
territorio regionale.

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 22


LEGGE 14 NOVEMBRE 2000 N. 338
1° BANDO

 finanziamento di complessivi 10 interventi per un importo


complessivo di oltre 30.000.000 di Euro, esattamente:

 € 11.535.902 alle Aziende Regionali per il Diritto allo Studio


Universitario

 € 15.704.063 alle Università di Bologna e Ferrara;

 € 540.000 all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di


Piacenza;

 € 223.047 al Collegio S. Carlo;

 € 2.741.549 alla Cooperativa Nuovo Mondo.

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 23


Piano triennale edilizia universitaria 2008-2010
Legge regionale 27 luglio 2007 n. 15 e Legge 14 novembre 2000, n. 338
Legge regionale 15/2007
Costo del Altri Cofinanziamento
Sede Descrizione intervento Annualità Annualità Annualità
progetto finanziamenti L.338/00
2008 2009 2010

Realizzazione residenza universitaria di 4.573.314 +


Bologna 25.221.439,00 1.000.000,00 1.000.000,00 1.000.000,00 11.148.125,00
Via Fioravanti 6.500.000 (area)

Adeguamento alle norm e di sicurezza


Ferrara 1.407.219,00 261.203,16 261.203,16 261.203,16 623.609,52
della residenza universitaria S. Spirito
Residenza universitaria S. Spirito -1°
Ferrara 60.000,00 60.000,00
intervento sui pavimenti
Alloggi Via Coramari -
Ferrara 50.000,00 50.000,00
Impermeabilizzazione tetto

Residenza universitaria Casa della


Ferrara 100.000,00 100.000,00
studentessa - rifacimento facciata e infissi
Ferrara Acquisto arredi alloggi di Via G. D'Arezzo 70.000,00 70.000,00
Ferrara Acquisto arredi casa della studentessa 186.000,00 186.000,00
Casa dello Studente - adeguamento
Ferrara 70.000,00 70.000,00
impianti
Uffici di Via D'Arezzo - sostituzione
Ferrara 50.000,00 50.000,00
impianto di riscaldamento
Restauro residenza universitaria S. Filippo
Modena 9.279.018,28 893.333,00 893.333,00 1.790.156,40 1.600.000,00 4.102.195,88
Neri
Reggio Emilia Recupero di Villa Marchi 3.461.079,49 559.463,84 594.229,32 576.846,58 1.730.539,75
Residenza RUM -. Riqualificazione della
Modena 250.000,00 250.000,00
sala polivalente
Campus Arestud - riqualificazione e
Modena messa in sicurezza dell'area cortiliva di 600.000,00 600.000,00
pertinenza delle residenze RUM e Allegretti

Acquisto arredi per nuovi alloggi presso


Reggio Emilia 70.000,00 70.000,00
immobili ACER

Acquisizione arredi per la residenza


Parma 1.500.000,00 750.000,00 750.000,00
Volturno

TOTALI 42.374.755,77 4.000.000,00 3.668.765,48 3.678.206,14 13.423.314,00 17.604.470,15

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 24


DIREZIONE GENERALE CULTURA,
FORMAZIONE, LAVORO

Primaria

Secondaria

Università

Servizio Cultura Formazione e Lavoro - Lucio Agrotti 25


I Servizi e gli Interventi Sociali
per i Bambini ed i Ragazzi

Servizio Politiche Familiari Infanzia e


Adolescenza

Sandra Benedetti

11 Gennaio 2008

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AMBITI DI INTERVENTO DEL SERVIZIO

 Politiche per l’infanzia, le donne e le famiglie


(Servizi educativi 0-6, Centri per le Famiglie, Primo anno in famiglia,
Banche del Tempo, Case e centri antiviolenza )
 Politiche sociali per i bambini e gli adolescenti
(Sistema integrato per l’accoglienza e tutela dei bambini e degli
adolescenti in situazioni critiche, Adozione nazionale e internazionale,
Affidamento familiare e in comunità, Tutela minori, Lavoro minorile)
 Area promozione diritti e opportunità per l'infanzia e l'adolescenza e
integrazione sociale e sanitaria
(adozione e coordinamento figure di sistema)
 Osservatorio regionale infanzia e adolescenza
(Elaborazione e pubblicazione del rapporto annuale)
 Attuazione legge regionale 10/2004

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 27


NATI IN EMILIA-ROMAGNA 1995-2006

Provincia 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006

Piacenza 1.830 1.875 1.911 1.939 1.919 2.078 1.993 2.140 2.156 2.213 2.274 2.353

Parma 2.709 2.776 2.963 2.870 3.135 3.234 3.348 3.336 3.366 3.535 3.721 3.745

Reggio Emilia 3.381 3.694 3.788 4.062 4.250 4.513 4.587 4.792 4.950 5.194 5.293 5.310

Modena 4.799 5.005 5.158 5.286 5.513 5.932 6.009 6.199 6.126 6.338 6.655 6.613

Bologna 6.257 6.524 6.924 6.914 7.302 7.811 7.756 8.039 7.955 8.282 8.309 8.617

Ferrara 1.962 1.999 2.064 2.117 2.077 2.136 2.152 2.283 2.334 2.407 2.469 2.547

Ravenna 2.294 2.390 2.449 2.447 2.533 2.706 2.807 2.925 3.006 3.049 3.124 3.350

Forlì-Cesena 2.475 2.682 2.615 2.708 2.682 2.999 3.022 3.149 3.230 3.356 3.351 3.522

Rimini 2.121 2.231 2.267 2.278 2.446 2.587 2.601 2.679 2.652 2.597 2.772 2.720
Regione
Emilia-
Romagna 27.828 29.176 30.139 30.621 31.857 33.996 34.275 35.542 35.775 36.971 37.968 38.777

Dati sulla popolazione 1.1.2007 (2006) - Servizio Controllo di Gestione e Sistemi Statistici della Regione Emilia Romagna. Elaborazioni
popolazione per età:Servizio Politiche Familiari, Infanzia e Adolescenza

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 28


NATI IN EMILIA-ROMAGNA 1995-2006

160
Nati in Emilia-Romagna dal 1995 al 2006
(numeri indici base 1995=100)
150

140

130

120

110

100
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006

Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Bologna


Ferrara Ravenna Forlì-Cesena Rimini

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 29


NUMERO NIDI D'INFANZIA PUBBLICI
E PRIVATI IN EMILIA-ROMAGNA

Provincia a.s. 1995/1996 a.s. 2005/2006 *


Piacenza 16 39
Parma 33 58
Reggio Nell'Emilia 53 105
Modena 70 128
Bologna 120 189
Ferrara 29 62
Ravenna 35 75
Forlì-Cesena 29 74
Rimini 18 29
Regione Emilia-Romagna 403 759

* dati comprensivi dei nidi, micro-nidi e delle sezioni di nido aggregate a scuole dell'infanzia

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 30


NUMERO NIDI D'INFANZIA PUBBLICI
E PRIVATI IN EMILIA-ROMAGNA

Raffronto tra le due annualità

176

156

136

116

96 a.s. 1995/1996
a.s. 2005/2006
76

56

36

16

Piacenza Parma Reggio Modena Bologna Ferrara Ravenna Forlì- Rimini


Nell'Emilia Cesena

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 31


NIDI D'INFANZIA, MICRO-NIDI E SEZIONI DI NIDO AGGREGATE A SCUOLE DELL'INFANZIA PUBBLICI E
PRIVATI: RAFFRONTO TRA POPOLAZIONE E ISCRITTI - A.S. 1995/1996 E 2005/2006

a.s. 1995/1996 a.s. 2005/2006


Provincia Popolaz. 0-2 Popolaz.. 0-2
Totale iscritti % Totale iscritti %
al 31/12/95 all'1/1/2006

Piacenza 3.401 555 16,3 6.837 1.218 17,81


Parma 5.950 1.354 22,8 10.874 2.406 22,13
Reggio Emilia 8.829 2.379 26,9 15.786 4.114 26,06
Modena 13.079 2.890 22,1 19.361 4.897 25,29

Bologna 17.320 4.667 26,9 24.992 7.442 29,78


Ferrara 5.194 1.198 23,1 7.384 1.960 26,54
Ravenna 6.608 1.316 19,9 9.404 2.472 26,29
Forlì-Cesena 6.121 1.094 17,9 10.213 2.172 21,27

Rimini 5.637 758 13,4 8.115 1.292 15,92


Regione Emilia-Romagna 72.139 16.211 22,5 112.966 27.973 24,76

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 32


NUMERO NIDI D'INFANZIA, MICRO-NIDI E SEZIONI DI NIDO AGGREGATE A SCUOLE DELL'INFANZIA A
GESTIONE PUBBLICA E PRIVATA IN CONVENZIONE, APPALTO O CONCESSIONE: RAFFRONTO TRA LE
DUE ANNUALITÀ

Provincia a.s. 1995/1996 a.s. 2005/2006

Piacenza 16 35

Parma 33 51

Reggio Nell'Emilia 53 99

Modena 70 115

Bologna 120 177

Ferrara 29 41

Ravenna 35 65

Forlì-Cesena 29 71

Rimini 18 28

Regione Emilia-Romagna 403 682

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 33


SERVIZI INTEGRATIVI E SPERIMENTALI
PUBBLICI E PRIVATI - A.S. 2005/2006

Tipologia di servizio
numero servizi integrativi
Provincia Servizi Totale servizi
Spazi Centri Bambini Sperimentali
Bambini e Genitori
Piacenza 5 7 4 16
Parma 15 14 15 44
Reggio Emilia 14 13 5 32
Modena 7 17 7 31
Bologna 13 36 25 74
Ferrara 4 7 4 15
Ravenna 16 11 10 37
Forlì-Cesena 10 7 4 21
Rimini 6 4 3 13
Regione
90 116 77 283
Emilia-Romagna

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 34


Bambini iscritti nei servizi educativi 0-2 anni pubblici e privati: nidi d'infanzia, micro-nidi, sezioni di nido
aggregate a scuole dell'infanzia, spazi bambino, centri bambini e genitori e servizi sperimentali in rapporto
alla popolazione 0-2 anni a.s. 2005/2006

Centri bambini
Bambini iscritti
e Genitori
Totale bambini
% bambini iscritti
iscritti e
Popolaz. Nidi d'infanzia, Totale bambini e frequentanti
frequentanti i
0-2 all'1/1/06 micro-nidi e iscritti sulla popolazione
Frequenza centri bambini e
sezioni Servizi 0-2 anni
Provincia Spazi Bambini media genitori
aggregate a sperimentali *
giornaliera
scuole
dell’infanzia
Piacenza 6.837 1.218 84 40 1.342 65 1.407 20,58

Parma 10.874 2.406 269 67 2.742 126 2.868 26,37

Reggio Emilia 15.786 4.114 204 30 4.348 221 4.569 28,94

Modena 19.361 4.897 91 35 5.023 200 5.223 26,98

Bologna 24.992 7.442 191 109 7.742 511 8.253 33,02

Ferrara 7.384 1.960 63 20 2.043 124 2.167 29,35

Ravenna 9.404 2.472 234 44 2.750 106 2.856 30,37

Forlì-Cesena 10.213 2.172 141 20 2.333 55 2.388 23,38

Rimini 8.115 1.292 109 15 1.416 69 1.485 18,3

Regione Emilia-
112.966 27.973 1.386 380 29.739 1.477 31.216 27,63
Romagna

*riportati i dati previsti dai progetti

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 35


data del 31/12/2005 in Emilia-
Romagna - a.s. 2005/2006

Bambini % iscritti in
N. richieste
Province in lista lista
Domanda di nido d'infanzia e lista iscrizioni
d'attesa d'attesa
d'attesa, servizi a gestione diretta
Tavola 01.11 e indiretta comunale/pubblica alla
data del 31/12/2005 in Emilia- Piacenza 955 259 27,12
Romagna - a.s. 2005/2006
Parma 2.634 493 18,72
Reggio Emilia 2.800 398 14,21
Modena 4.133 941 22,77
Bambini % iscritti in Bologna 6.122 1.051 17,17
N. richieste
Province in lista lista
iscrizioni Ferrara 1.651 892 54,03
d'attesa d'attesa
Ravenna 1.411 383 27,14
Piacenza 955 259 27,12 Forlì-C esena 1.604 598 37,28
Parma 2.634 493 18,72 Rimini 1.190 541 45,46
Reggio Emilia 2.800 398 14,21
Modena 4.133 941 22,77 Emilia-Romagna 22.500 5.556 24,69
Bologna 6.122 1.051 17,17
Ferrara 1.651 892 54,03
Ravenna 1.411 383 27,14
Forlì-C esena 1.604 598 37,28
Rimini 1.190 541 45,46 A partire dall'indagine sull'annualità scolastica 2005/2006, sono stati
coinvolti tutti i C omuni, anche quelli che non dispongono di servizi sul
Emilia-Romagna 22.500 5.556 24,69 proprio territorio, ma che avendo stipulato una convenzione o altro tipo di
accordo, ricevono direttamente le

A partire dall'indagine sull'annualità scolastica 2005/2006, sono stati


coinvolti tutti i C omuni, anche quelli che non dispongono di servizi sul
proprio territorio, ma che avendo stipulato una convenzione o altro tipo di Quando le domande di iscrizione non vengono presentate ai C omuni
accordo, ricevono direttamente le convenzionati, bensì ai C omuni sede di servizi, è stato riportato un valore
pari a zero

Quando le domande di iscrizione non vengono presentate ai C omuni


convenzionati, bensì ai C omuni sede di servizi, è stato riportato un valore I dati si riferiscono alle liste d'attesa tenute dalle Amministrazioni comunali
pari a zero con l'eccezione dei dati in C omune di Langhirano, Traversetolo (PR),
C astelnovo Di Sotto (RE) e Montescudo (RN) che vedono la presenza
I dati si riferiscono alle liste d'attesa tenute dalle Amministrazioni comunali anche di nidi gestiti da IPAB, che dispo
con l'eccezione dei dati in C omune di Langhirano, Traversetolo (PR),
C astelnovo Di Sotto (RE) e Montescudo (RN) che vedono la presenza
Fonti: Software regionale di immissione dati da parte dei Comuni sede di
anche di nidi gestiti da IPAB, che dispo
nidi - Regione Emilia-Romagna. Elaborazioni: Servizio Politiche Familiari,
Fonti: Software regionale di immissione dati da parte dei Comuni sede di Infanzia e Adolescenza
nidi - Regione Emilia-Romagna. Elaborazioni: Servizio Politiche Familiari, Rapport
Infanzia e Adolescenza o tra 2
0
2
0
1

36
FINANZIAMENTI PROGRAMMA INFANZIA 0/3 ANNI (ANNI 2000-2007)

Tipologia Finanziamenti Finanziamenti Finanziamenti Finanziamenti Finanziamenti Finanziamenti Finanziamenti


Finanziamenti Totale
intervento anno 2001 anno 2002 anno 2003 anno 2004 anno 2005 anno 2006 anno 2007
anno 2000

Estensione
12.448.127,07 10.329.137,98 6.787.756,00 8.867.472,38 9.604.025,05 5.500.000,00 8.500.000,00 10.900.740,50 72.937.258,98
(in conto capitale)

Consolidamento
Qualificazione
Sperimentazioni 2.892.158,64 6.559.002,62 7.205.324,15 7.315.828,26 8.017.519,26 6.074.818,49 7.930.000,00 9.000.000,00 (*)54.994.651,42
(in conto
gestione)

Progetti regionali 51.385,91 51.645,69 121.645,69 121.645,69 116.739,35 116.779,86 80.000,00 80.000,00 (**) 739.842,19

Totale 15.391.671,62 16.939.786,29 14.114.725,84 16.304.946,33 17.738.283,66 11.691.598,35 16.510.000,00 19.980.740,50 128.671.752,59

37
IL VALORE DI QUESTI SERVIZI:

 Promozione cultura dell’infanzia e dei suoi diritti

 Sostegno alle competenze dei genitori

 Strumento di conciliazione tempi di vita, tempi di cura, tempi di lavoro

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 38


SERVIZI ATTENTI

 Ai diritti dei bambini


Qualità dei servizi, rispetto dei tempi dei bambini, rapporti e relazioni
significative con gli adulti, spazi che facilitino il gioco, l’esperienza,
l’autonomia, personale formato e qualificato,….

 Alle esigenze delle famiglie


Qualità dei servizi, diversificazione delle offerte (diversi modelli di
servizio), attenzione alla comunicazione e alla partecipazione delle
famiglie, …

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 39


STRUMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI
DAL 2000 A LIVELLO REGIONALE

 Legge regionale 1/2000


norme per i servizi educativi 0-3 anni

 Legge regionale 8/2004


modifica della legge regionale 1/2000

 Legge regionale 20/2006 - art. 39 comma 3 bis


modifica alla legge regionale 1/2000

 Nuova direttiva regionale 646/2005


requisiti e sull'autorizzazione al funzionamento

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 40


L.R. 8/04 MODIFICHE ALLA L.R. 1/00 “NORME IN MATERIA DI SERVIZI EDUCATIVI PER LA
PRIMA INFANZIA

 Pubblico-privato ( accesso ai contributi)

 Denominazione e caratteristiche diversi servizi sperimentali

 Coordinamento pedagogico provinciale

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 41


LEGGE REGIONALE 20/2006

Riequilibrio dell'offerta educativa degli ambiti provinciali al


di sotto della media regionale

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 42


COORDINATORI PEDAGOGICI
(ART. 33 E 34 LR 8/04)

 Compiti: indirizzo, sostegno tecnico al lavoro degli operatori,


formazione, monitoraggio e documentazione delle esperienze,
rapporto con le famiglie, raccordo con servizi educativi, sociali e
sanitari

 Laurea specifica

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 43


AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO
E ACCREDITAMENTO

Autorizzazione al funzionamento (Requisiti strutturali e organizzativi e


di personale)

L’apertura e la gestione dei servizi educativi privati sono soggette


all’autorizzazione al funzionamento, concessa dal comune sul quale
sono ubicate, sentito il parere della Commissione tecnica provinciale
(art.16 e 17 LR.8/04)

Servizi ricreativi:denuncia di attività

Erogazione del servizio senza autorizzazione o senza denuncia di


attività: sanzioni (art.21 LR.8/00)

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 44


ACCREDITAMENTO
(procedura non ancora attivata, in attesa di apposita direttiva)

 Condizione d’accesso per i finanziamenti pubblici

 Requisiti aggiuntivi a quelli previsti per l’autorizzazione:

6. Progetto pedagogico (finalità, programmazione, modalità organizzative)


7. Coordinatore pedagogico
8. Formazione del personale
9. Collaborazione pubblico/privato
10. Utenti: accesso a tutti i bambini (disabili, stranieri, svantaggio);
contribuzione differenziata a seconda situazione famigliare; partecipazione
alle scelte educative, incontri e collaborazione, organismi partecipativi
11. Valutazione e documentazione del progetto pedagogico

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 45


SCUOLE DELL'INFANZIA PER TIPOLOGIA DI GESTIONE: STATALE, COMUNALE, ALTRI ENTI PUBBLICI,
PRIVATA (PARITARIA E NON)
A.S. 2005/2006

Scuole dell'infanzia
Totale scuole
paritarie
statali comunali altri enti pubblici enti privati Totale
Provincia (comunali, altri
scuole
enti pubblici e
N. N. N. N. private)
N. paritarie N. paritarie N. paritarie
scuole scuole scuole scuole

Piacenza 63 - - 1 1 38 36 102 37

Parma 58 16 16 7 6 50 47 131 69

Reggio Emilia 60 43 42 1 1 84 83 188 126

Modena 116 33 33 5 5 71 70 225 108

Bologna 148 86 85 1 1 97 93 332 179

Ferrara 45 17 17 3 3 68 67 133 87

Ravenna 1) 44 25 25 - - 53 53 122 78

Forlì-Cesena 92 19 19 1 1 37 37 149 57

Rimini 47 27 27 2 2 36 36 112 65
Regione
Emilia-Romagna 673 266 264 21 20 534 522 1.494 806

Fonte: MIUR - Elaborazioni del Servizio Politiche familiari, Infanzia e Adolescenza


In Provincia di Reggio Emilia non rilevata una scuola privata, non considerata nei conteggi. In Provincia di Bologna non sono state considerate due scuole statali all'interno
di strutture ospedaliere. In Provincia di Ferrara non rilevata una scuola privata, non considerata nei conteggi.

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 46


SVILUPPO QUALITATIVO SCUOLE
DELL'INFANZIA DEL SISTEMA REGIONALE

 L.R. 26/01
Progetti di qualificazione e miglioramento

 L. R. 12/03
Progetto di assegnazione fondi per la dotazione del coordinatore
pedagogico alle statali

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 47


PROGETTI PER LO SVILUPPO QUALITATIVO DEI SERVIZI 0-6 DEL SISTEMA
REGIONALE

 Progetto di assegnazione fondi per la realizzazione degli scambi


pedagogici Stato/Comuni/ Fism

 Progetto di documentazione regionale

 Progetto di ricerca sulla Cura Educativa nell’ambito della


convenzione con l’Università degli studi di Bologna – Scienze della
Formazione e Dipartimento di Scienze dell’Educazione

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 48


I Servizi e gli Interventi Sociali
per i Bambini ed i Ragazzi
Area promozione dei diritti
Area tutela
Area accoglienza in famiglia e comunità
Area adozione

Servizio Politiche Familiari Infanzia e


Adolescenza
Sandra Benedetti

11 Gennaio 2008

49
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI

 Area promozione dei diritti (l.176/91; l.285/97; LR 40/99; LR 2/03; LR 10/04)

 Area tutela (l. 66/96; l. 269/98; l. 38/06; DGR 1294/99)

 Area accoglienza (l.184/83 e successive modificazioni; DGR 846/07)

 Area adozione (l.184/83 e s.m.; DGR 1495/03; DGR 1425/04)

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 50


LIVELLI DI PROGRAMMAZIONE

 Regionale (piano sociale e sanitario; atti annuali di programmazione


e di riparto del fondo sociale regionale)

 Provinciale (programma provinciale in materia di tutela, accoglienza,


adozione raccordato con i PDZ)

 Zonale (Piano di zona, contenente il programma finalizzato


promozione diritti e opportunità infanzia e adolescenza)

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 51


ORGANISMI INTERISTITUZIONALI

 Coordinamento regionale attuazione diritti infanzia e adolescenza

 Coordinamento tecnico provinciale infanzia e adolescenza


(componenti: sociale, sanità, educazione/istruzione, sicurezza,
giustizia, terzo settore) anche con funzione di supporto alla
programmazione

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 52


OSSERVATORIO REGIONALE
INFANZIA E ADOLESCENZA

 raccoglie flussi informativi sull’infanzia e l’adolescenza


provenienti da soggetti istituzionali e non (terzo settore, privato)

 promuove indagini su ambiti carenti di conoscenze o su


problematiche specifiche. (‘Indagine sugli operatori dei servizi
educativi, sociali e socio-sanitari per bambini e ragazzi in Emilia-
Romagna’ 2008)

 produce rapporti e pubblicazioni che offrono una restituzione ed


una lettura dei dati (Rapporto regionale biennale - II Rapporto,
2008)

 supporta la programmazione regionale delle politiche dedicate


all’infanzia e all’adolescenza

 realizza seminari, incontri, iniziative

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 53


BANCHE DATI REGIONALI

Flussi informativi:

 Sisa WEB Minori


Rilevazione annuale sull’entità e le caratteristiche dell’utenza dei
servizi socio territoriali per minori, gli interventi e le risorse
disponibili
 Sistema informativo Servizi educativi 0-3 anni
 Sistema informativo politiche sociali - Sips (gestito dalla
Direzione generale sanità e politiche sociali)
Anagrafica delle strutture per tutte le aree di utenza (tra cui le
comunità per minori)
 Assessorato Scuola RER, IBC, USR
 flussi nazionali: Ministeri, Osservatorio nazionale infanzia e
adolescenza, ISTAT, Tribunale per i Minorenni, Commissione
adozioni internazionali…

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 54


PROMOZIONE DEI DIRITTI

 Programma territoriale infanzia e adolescenza (all’interno dei PDZ):


è finalizzato alla promozione di diritti ed opportunità (es. diritto alla
cittadinanza, partecipazione…) in continuità con l. 285/97 e LR 40/99,
10/04, in un’ottica di integrazione delle politiche sociali con quelle
educative, scolastiche, sanitarie.

 Progetto scambi prov.li sulle buone prassi

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 55


PROMOZIONE DEI DIRITTI (SEGUE)

 Figura di sistema (professionista dedicato alla promozione


dell’integrazione dei progetti a livello zonale)

 Esperto giuridico all’interno dei servizi sociali

 Corso alta formazione per assistenti sociali quadro operanti nei


servizi di tutela

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 56


LEGGE REGIONALE N. 10/2004

“Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla costituzione della


Associazione Nazionale Italiana "Città amiche dell'infanzia e
dell'adolescenza (Camina)"
 Obiettivi prioritari della legge
analizzare le ricadute delle normative dei diversi settori sulle condizioni
di bambini e ragazzi,
dare organicità e sistematicità alle politiche regionali rivolte alla
fascia più giovane della popolazione,
realizzare una mappa dei diritti dei bambini e degli adolescenti nelle
politiche della Regione Emilia-Romagna (aggiornata annualmente), per
sostenere una cultura attenta alla promozione dei diritti di bambini e
ragazzi
 Principali strumenti:
La Presidenza ha istituito un gruppo interassessorile con un componente
per ogni Direzione Generale (ha il compito di fare da referente per tutti i
Servizi)
Tali attività vanno nella direzione dell’O.d.g. 381/1 con cui l’Assemblea
legislativa dell’Emilia-Romagna, nel settembre 2005, si è impegnata a
rafforzare l’impegno politico, amministrativo e finanziario nei confronti
dell’ infanzia e dell’adolescenza.

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 57


CLASSIFICA LEGAMBIENTE SU POLITICHE PER LA PARTECIPAZIONE DEGLI
UNDER 14

Classifica 97- 07 Classifica 2008

 1° Modena  2° Ravenna
 6° Piacenza  4° Modena
 8° Reggio Emilia  5° Forlì
 13° Ravenna  10° Piacenza
 20° Ferrara  13° Parma
 21° Forlì  15° Bologna
 16° Reggio Emilia

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 58


BAMBINI E RAGAZZI IN CARICO AI SERVIZI

2003 2004 2005


PC 3.474 4.081 4.297
PR 3.782 3.673 4.710
RE 6.197 6.880 6.659
MO 6.916 7.834 8.062
BO 10.899 11.812 11.495
FE 2.647 2.877 3.125
RA 3.685 4.104 4.925
FC 3.885 3.475 3.876
RN 4.076 4.041 3.443
Tot. 45.561 48.777 50.592

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 59


BAMBINI E RAGAZZI IN CARICO,
PER PROBLEMATICA

Soggetti assistiti al 31/12/2005 per problematica individuale

Altre Handicap
Disagio relazionale 9% 5%
10%

Problematiche familiari
76%

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 60


TIPOLOGIE DI PROBLEMATICA FAMILIARE

Soggetti assistiti al 31/12/2005 per problematica

Altre
Nucleo senza 12%
problematiche
6%
Problemi
economico-
Probl. socio- abitativi
educativi/relazio 52%
Gravi
nali
conflittualità
16%
14%

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 61


BAMBINI E RAGAZZI IN AFFIDAMENTO FAMILIARE

2003 2004 2005

PC 93 82 88

PR 97 106 102

RE 248 271 251

MO 194 161 186

BO 134 151 177

FE 52 42 48

RA 90 62 54

FC 92 105 107

RN 55 60 71

Tot 1055 1040 1084

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 62


BAMBINI E RAGAZZI IN COMUNITÀ

2003 2004 2005


Pc 63 79 93
Pr 104 120 115
Re 154 150 145
Mo 218 270 262
Bo 341 360 407
Fe 84 90 90
Ra 65 91 88
Fc 69 100 108
Rn 156 106 177
Tot 1254 1366 1485

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 63


BAMBINI E RAGAZZI STRANIERI IN COMUNITÀ

Rapporto italiani/stranieri in comunità al 31/12

44,9%
2005 667
1.485
Stranieri
42,0%
2004 574 Italiani
1.366

40,5%
2003 508
1.254

0 500 1.000 1.500 2.000

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 64


LA DGR 846/07: NOVITÀ

 Nuove forme di affidamento  Nuovi strumenti (carta dei servizi,


(omoculturale, madre-bambino ecc.) strumenti progettuali)

 Nuove tipologie di comunità  Attenzione, oltre che sul bambino,


(da 4 a 10 tipologie) anche su: famiglia di origine; famiglia
accogliente

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 65


esito
affido
minori
part time
affidamento
con disagio: rientro in famiglia
senza
familiare o autonomia
Allontanam.

comunità
comunità semiresidenziale
socioeducativa
educativo-psic. adozione
familiare
socio-educativa
minori con disagio: con casa famiglia comunità
allontamento su progetto alta
educativo- autonomia
psicologica
minori famiglie 0-6
con disagio: con madre con
allontanamento bambino
in emergenza pronta convitto
accoglienza casa-rifugio

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 66


ADOZIONE

2003 2004 2005 2006 totale


provvedimenti di
adozione 152 264 223 227 866
internazionale
provvedimenti di
63 50 75 66 254
adozione nazionale
totale
provvedimenti
adozione 215 314 298 293 1.120
internazionale e
nazionale
% adozioni
nazionali sul totale 29,3 15,9 25,2 22,5 22,7
adozioni

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 67


SISTEMA PENALE MINORILE

Ingressi Istituto Ingressi Affidam. ai Messa alla


2005
penale comunità servizi prova

Totale 145 164 310 61

Di cui stranieri-
127 =87,6% 126 =74,8% 152 =49% 19 =31,1%
nomadi

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 68


SISTEMA PENALE MINORILE

Ristrutturazione IPM (da 20 a 40 posti ca.)

 Protocollo d’intesa (1998)  Territorializzazione

 Protocollo operativo (2004)  Sostegno alle attività educative


del Centro giustizia minorile
 Commissione ex art. 13 D.Lgs.
272/89

Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza – Sandra Benedetti 69


Piano Sociale e Sanitario 2008 –
2010
Deliberazione Giunta Regionale n.1448 dell’1/10/2007,
proposta all’Assemblea Legislativa

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi


Sociali e Socio-Sanitari

Eugenio Di Ruscio
18 Gennaio 2008

70
PRINCIPI GUIDA

PARTECIPAZIONE COESIONE SOCIALE

INTEGRAZIONE RESPONSABILITA’

NON SONO SCELTE TATTICHE MA …….

UN MODO DI PENSARE ALLO SVILUPPO DELLA COMUNITA’


REGIONALE CHE SOTTENDE UNA GOVERNANCE DI REGIA

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 71


PRINCIPI GUIDA

Le scelte dell’integrazione e della partecipazione portano a fare


interagire modelli di conoscenza dati, con la conoscenza che si
determina nell'incontro con e tra i soggetti e le organizzazioni che
vivono la situazione, per sviluppare co-responsabilità e coesione
sociale

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 72


Principi guida

Ostacoli da superare per consentire


accesso alle opportunità (libertà sostanziali)

Barriere culturali

Barriere psicologiche

Stili di vita

Organizzazione dei servizi e accessibilità

Culture professionali

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio


PRINCIPI GUIDA

il terzo settore - la comunità


- le organizzazioni sociali

partecipazione

 ad analisi dei bisogni programmazione e valutazione

 all’attuazione

INCLUSIONE E VALORIZZAZIONE NEI PROCESSI


PER ACCRESCERE COMPETENZA E CONSAPEVOLEZZA

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 74


PARTE PRIMA Capitolo1
L’integrazione socio-sanitaria

Piano sociale e sanitario


Nuovo strumento di programmazione integrata articolato in 5 ambiti:

• “Elevata integrazione” (D.Lgs. 229/99 e LEA DPCM 29 nov. 2001): area


materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche e dipendenze,
patologie da HIV e in fase terminale, inabilità da patologie cronico-
degenerative.
• Politiche sociali (art. 27 LR 2/2003): obiettivi benessere sociale, livelli
essenziali delle prestazioni sociali, criteri incentivazione programmi obiettivi
promozione sociale, criteri accesso prioritario a servizi soc., modalità
concessione/utilizzo titoli fruizione prestazioni soc.
• Politiche sociali e sanitarie integrate per bisogni complessi: responsabilità
familiari, infanzia e adolescenza, giovani, anziani, persone con disabilità,
immigrazione, povertà ed esclusione sociale.
• Politiche sanitarie: a completamento e in continuità ai programmi avviati col
precedente Piano sanitario regionale e volte a sviluppare i temi centrali della
LR 29/2004.
• Sviluppo delle infrastrutture: ricerca e innovazione, formazione, sistema
informativo, comunicazione e partecipazione.

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 75


PARTE PRIMA Capitolo1
L’integrazione socio-sanitaria

Le forme dell’integrazione socio-sanitaria

 Istituzionale: identifica responsabilità coordinate dei vari soggetti del territorio


(comuni, provincia, ASL).
 Comunitaria: per attivare l’intera comunità locale (soggetti istituzionali,
economici e sociali, a partire dal terzo settore) sulle politiche sociali, con
responsabilità più puntuali e distinte nelle diverse fasi (programmazione,
organizzazione e produzione di servizi).
 Gestionale: per realizzare l’unicità gestionale dei fattori organizzativi e delle
risorse. 3 condizioni essenz. di funzionamento: 1) criteri e modalità accesso a
diverse tipologie servizi; 2) processo di “continuità assistenziale”; 3)sistema
informativo di rilevazione.
 Professionale: équipe multiprofessionali (figure sanitarie e sociali) ed
erogazione congiunta attività assistenziali. Riguarda 3 fasi: 1)presa in carico;
2)progettazione individualizzata(piano attività condiviso e “case manager”);
3)valutazione dei risultati. Condizioni di supporto: sistema informativo e
moduli formativi comuni (operatori sanitari e sociali, pubblici e privati).

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 76


GLI STRUMENTI

PIANO SOCIALE E SANITARIO REGIONALE TRIENNALE


E PROGRAMMA ANNUALE

ATTO DI INDIRIZZO PROVINCIALE TRIENNALE

PIANO DI ZONA PER IL BENESSERE E LA SALUTE


TRIENNALE E PROGRAMMA ANNUALE

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 77


PARTE PRIMA Capitolo 2 – 3
Governance e strumenti di rogrammazione

PERCORSI E STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA E


SOCIALE INTEGRATA

Consiglio delle Autonomie Conferenza regionale del Terzo settore

Forze sociali
Cabina di regia per le politiche sociali e sanitarie

Assemblea legislativa e Giunta regionale

Piano regionale triennale sociale e sanitario


•Programma annuale degli interventi sociali e sociosanitari; Programma annuale per la non autosufficienza
•Linee annuali di programmazione e finanziamento del Servizio sanitario regionale
•Piano regionale della prevenzione

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 78


PARTE PRIMA Capitolo 2 – 3
Governance e strumenti di programmazione

Strumenti di programmazione integrata a livello regionale

Piano sociale e sanitario Programmi annuali


triennale Programma annuale degli interventi
– parte sociale sociali e sociosanitari
– parte sanitaria Linee annuali di programmazione e
– parte socio sanitaria finanziamento del Servizio sanitario
regionale
Contiene: Programma annuale per la non
– gli obiettivi strategici autosufficienza
– la regolazione del sistema
– Indicazioni per la valutazione – indicano obiettivi annuali vincolanti
– indicano regole e procedure
– indicano risultati attesi
– ripartiscono le risorse

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 79


PARTE PRIMA

Livello provinciale/C
Capitolo 2 – 3
Governance e strumenti di programmazione

Conferenza territoriale sociale P.T.C.P.


e sanitaria (Comuni e
Provincia) AUSL

Sindacati Accordi Atto di coordinamento


Terzo Settore Intese e indirizzo triennale

Ufficio di supporto alla Conferenza:


costituito da Provincia/Comuni e
AUSL, coordinamento permanente
con uffici di piano distrettuali

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 80


PARTE PRIMA Capitolo 2 – 3
Governance e strumenti di programmazione

Strumenti di programmazione integrata a livello


provinciale/CTSS

Atto di coordinamento e indirizzo triennale

pianificazione locale (PdZ, Agenda 21, Piano reg.le


prevenzione);

PPS che contiene il profilo di Comunità

indicazioni strategiche, sull'area dei servizi sociali


socio-sanitari e sanitari territoriali

definizione ambiti dell'integrazione, compresa l'area


della non autosufficienza;

indirizzi e strumenti di coordinamento, monitoraggio


e valutazione

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 81


PARTE PRIMA Capitolo 2 – 3
Governance e strumenti di programmazione

Il sistema
del Welfare distrettuale
Piano di Zona
triennale per il
Governo Comitato di Distretto benessere e la
salute –
Direttore Distretto AUSL Programma
annuale

Accordi
Ufficio di Piano Sindacati Intese
Terzo Settore

Supporto alla
Programmazione
e all’attuazione degli indirizzi

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 82


PARTE PRIMA Capitolo 2 – 3
Governance e strumenti di programmazione

Strumenti di programmazione integrata di ambito distrettuale

Piano di Zona triennale per il Programma attuativo annuale


benessere e la salute
sostituisce
Programmazione sociale, sanitaria il Programma attuativo del piano sociale di zona,
e socio–sanitaria il Programma delle attività territoriali (PAT) del Distretto,
il Patto/Programma per il Piano per la salute):
Priorità sulla non autosuff.nza
stabilisce
– interventi di livello distrettuale in area
Monitoraggio e Valutazione: risultati sociale, sociosanitaria (compreso il Piano
attesi e indicatori annuale delle attività per la non
autosufficienza - e sanitaria) e sanitaria

– specifiche risorse che Comuni,


Ausl/Distretto, Provincia impegnano per
l'attuazione degli interventi

– progetti o programmi specifici d'integrazione


con le politiche educative, della formazione
e lavoro, della casa, dell'ambiente, della
mobilità

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 83


Committenza Governo
Comitato di Distretto/forme governo
associate
Distretto AUSL

Ufficio di Piano
Supporto alla Programmazione e all’attuazione del
PdZ

accreditamento

Servizi ASP

Coop. sociale
Produzione
Diretta AUSL Privato sociale
e Comuni Associazioni
profit
Org. volontariato

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 84


PARTE PRIMA Capitolo 5
Il processo di accreditamento in ambito socio-sanitario e sociale

L’accreditamento dei servizi socio-sanitari e sociali

LOGICHE E PRESUPPOSTI

lo statuto pubblico dei servizi sociali e sanitari:


- allargamento della responsabilità della funzione sociale pubblica,
- partecipazione del non profit alla programmazione, progettazione,
realizzazione e valutazione dei servizi;
la natura peculiare dei servizi alla persona:
- natura relazionale,
- utente caratterizzato come sistema complesso,
- organizzazione del lavoro centrata su progetti.

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 85


PARTE PRIMA Capitolo 5
Il processo di accreditamento in ambito socio-sanitario e sociale

L’accreditamento dei servizi socio-sanitari e sociali

EFFETTI DELL’ACCREDITAMENTO

accettazione di tariffe predeterminate,


debito informativo verso le Amministrazioni competenti,
accettazione dei principi e criteri che regolano il sistema locale dei
servizi a rete,
accettazione di modalità e percorsi di verifica in ordine al possesso
dei requisiti.

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 86


PARTE PRIMA Capitolo 7
Il ruolo delle nuove aziende per i servizi alla persona (ASP)

Il ruolo delle A.S.P. nel sistema


del Welfare locale

Governo:
Comitato di Distretto
Piani di Zona

Programmazione della committenza:


Comuni singoli o in forma associata

Produzione:
ASP e Terzo settore

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 87


PARTE PRIMA Capitolo 7
Il ruolo delle nuove aziende per i servizi alla persona (ASP)

Le ASP e la dimensione distrettuale


della “Produzione”

In un sistema di Welfare integrato a rete diversi sono i soggetti che


intervengono nella produzione delle prestazioni sociali.
In questo contesto l’ASP, che deve avere tra i propri soci i Comuni del
distretto, deve divenire il principale braccio operativo degli EE.LL. per
l’erogazione dei servizi sociali e socio sanitari. I rapporti tra Comuni e ASP
vengono semplificati e regolati dai “Contratti di servizio”, la qualità delle
prestazioni deve essere assicurata dall’introduzione dell’accreditamento
(legge regionale 2 art. 38).

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 88


CONTESTO LEGISLATIVO

Il sistema disegnato dalla legge 29 è un sistema che declina una


versione complessiva del governo clinico. Infatti

 Assegna ruoli e funzioni alla popolazione e ai suoi


rappresentanti, ai manager e ai professionisti
 Ricerca la qualità nella definizione locale delle cose da fare

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 89


NE DERIVA…

Partecipazione dei professionisti

 organizzativa
• Dipartimenti, collegio di Direzione
 professionale
• Assistenza programmata, monitoraggio per il miglioramento
continuo, utilizzazione delle commissioni professionali

Formazione e ricerca, gestione del rischio, finalizzate a sostenere


l’assistenza pianificata nei dipartimenti

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 90


NUOVO RUOLO PER I DISTRETTI

Responsabilizzazione complessiva sull’assistenza prestata alla


popolazione di riferimento
Responsabilizzazione economica non come gestione di budget ma
attraverso il contributo alla allocazione di risorse ai dipartimenti
La funzione di committenza si esercita non solo nei confronti dei
dipartimenti territoriali, ma di tutti i dipartimenti dell’azienda

 Governo delle interfacce


 Modello assistenziale
 Qualità del servizio

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 91


DIPARTIMENTO DELLE CURE PRIMARIE

 Sviluppo dei NCP


– Applicazione dell’accordo
• Definizione multiprofessionale dei NCP
• Sviluppo delle linee di funzionamento
– Valorizzazione della professione infermieristica
– Valorizzazione del ruolo dei MMG
» Integrati con i professionisti territoriali per l’erogazione
dell’assistenza continuativa e programmata
» Integrati con gli altri dipartimenti dell’azienda per
l’accesso all’assistenza specialistica e ospedaliera
secondo la definizione corrente di modello
assistenziale

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 92


DIPARTIMENTO DELLE CURE PRIMARIE

Modificazione del ruolo dei dirigenti del DCP


(medicina di base, pediatria di comunità, consultori)

 Sostegno, facilitazione all’implementazione delle nuove


linee di funzionamento
 Sviluppo delle competenze di programmazione e
valutazione, in modo da orientare su basi professionali le
decisioni operative

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 93


DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE

 Ridefinizione della Mission del DSM


– Dalla psichiatria alla salute mentale

 Azioni
– Politica dell’accesso
• Accessibilità, prossimità, valutazione, collaborazioni, presa in
cura
• Percorsi di presa in cura dei disturbi gravi e persistenti
• Ambulatoriale, domiciliare
• Semiresidenziale e residenziale
– Percorsi di emergenza-urgenza
• Ambulatoriale-territoriale
• Ospedaliera (ed alternative all’ospedalizzazione)
– Percorsi di riabilitazione ed integrazione sociale
• Interni al sistema di cura
• Allargati al sistema di comunità

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 94


DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA

 Stile rinnovato nella gestione delle linee di servizio tradizionali della


sanità pubblica
– Malattie infettive
– Sicurezza sul lavoro
– Promozione della salute
– Sicurezza alimentare

 Diffusione dell’approccio della sanità pubblica e sostegno al


funzionamento degli altri servizi dell’azienda
– Approccio globale e integrato
– Funzioni di supporto alla prevenzione secondaria

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 95


INTEGRAZIONE/1

Su base geografica: le aree vaste


 Integrazione organizzativo-gestionale
 Integrazione professionale
• Conferma della rete hub&spoke
 Principi:
• Della non ridondanza
• Della inclusività
• Della differenziazione delle vocazioni distintive

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 96


INTEGRAZIONE/2

Integrazione sociale e sanitaria


Integrazione multidisciplinare e multi professionale
Integrazione tra territorio e ospedale
Percorsi, percorsi, percorsi…

Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari – Eugenio Di Ruscio 97


Il Fondo Regionale per la Non
Autosufficienza:
una opportunità per sviluppare e
innovare

Servizio Governo dell’Integrazione Socio -


Sanitaria e delle Politiche per la Non
Autosufficienza
Raffaele Fabrizio
18 Gennaio 2008

98
Fondo Regionale Per La Non
Autosufficienza

 NON SOLO ANZIANI…

 NON TUTTI GLI ANZIANI..

 NON SOLO LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI MA CHI CON


LORO VIVE E ASSICURA LE CURE

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
99
Popolazione residente in Emilia-Romagna – al 31/12/2006

 961 mila anziani residenti (23% del totale della popolazione);

 la componente femminile è il 58,1% dei residenti => 65 anni

 l’incidenza della popolazione anziana è passata dal 21,5% all’attuale 22,8%

 20% l’incremento previsto dal 2004 al 2024 degli => 65 anni

 aumento contenuto della fascia 65-75 anni (+7,8%) ma si prevede un aumento


del 34% degli > 75 enni e del 50% degli > 80 enni
 Aumento della natalità con inversione dell’indice di vecchiaia (che diminuisce da
196,7 nel 1997 a 180 nel 2007)

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
100
EMILIA-ROMAGNA : TREND DEMOGRAFICO

1981 1991 2001 2006 2010 2015 2020

0-14 671.248 447.907 470.293 533.637 559.766 590.239 595.193


60-64 201.308 259.049 266.191 245.012 262.914 256.241 275.325
65-69 226.727 252.898 239.830 256.095 235.872 258.021 246.352
70-74 187.209 167.540 224.557 223.653 230.783 218.780 241.443
75-79 120.567 167.056 196.819 197.784 193.665 202.847 194.509
> 80 108.844 178.021 236.259 283.791 298.797 322.096 346.567
Total 3.922.388 3.909.512 4.037.095 4.223.585 4.307.264 4.470.490 4.635.400

1981 2001 2006 2010 2020

=>65 16,4 22,2 22,7 22,3 22,2


=>75 5,8 10,7 11,3 11,4 11,7
=>80 2,8 5,9 6,7 6,9 7,5

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
101
CARATTERISTICHE MUTAMENTI
SOCIO-DEMOGRAFICI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

 Aumento quarta età (ultraottantenni)

 Aumento delle donne tra la popolazione anziana

 Fragilità e frammentazione strutture familiari:


aumento famiglie unipersonali (circa 2/3 =>60 anni),
aumento instabilità delle unioni familiari,
riduzione tasso natalità,
aumento celibato e e nubilato fascia 30/49 anni,
aumento anziani soli (soprattutto donne),
diminuzione anziani che vivono con figli

Prevedibile riduzione capacità di “cura” degli anziani da parte delle famiglie

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio 102
LA POPOLAZIONE > 65 ANNI - al 31/12/2006

0-14 15-39 40-64 >65 TOTALE


533.637 1.278.120 1.450.505 961.323 4.223.585

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
103
DISTRIBUZIONE TERRITORIALE
% DELLA POPOLAZIONE =>60 ANNI

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
104
LE PROSPETTIVE

PREVISIONE AL 2024 (FONTE RER)


SCENARIO ALTO: UN MILIONE CIRCA DI PERSONE IN PIÙ (5.055.370)

2004 2024 % nel 2024

Popolazione 65 e oltre 921.812 1.100.067 21,7%

Popolazione 80 e oltre 255.609 384.231 7,6%

Indice di vecchiaia 186,4 159,00

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
105
FAMIGLIE CON UN SOLO COMPONENTE
PER GRUPPI DI ETA’

44
% totale
40
popolazione
11,5% 36
32
% =>75 28
34% 24
20
% =>85
38% 16
12
8
% Femm 4
=>85
0
46%
Meno di 25 25 - 34 35 - 44 45 - 54 55 - 64 65 - 74 75 - 84 85 e oltre

% M in unip %F in unip % MF in unip

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
106
Delibera GR 509 del 16/4/2007

FONDO REGIONALE PER LA NON


AUTOSUFFICIENZA -
Programma per l’avvio nel 2007 del FRNA
e per lo sviluppo nel triennio 2007-2009

Documento quadro di riferimento per il


primo triennio di avvio

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
107
Fondo Regionale Non Autosufficienza
SISTEMA DI GOVERNO

Programma ripartizione
REGIONE - Cabina Regia criteri indirizzi

CONFERENZA
TERRITORIALE Riequilibrio
SOCIALE E SANITARIA riparto tra distretti

COMITATO DISTRETTO e
DIRETTORE del DISTRETTO Piano distrettuale attività
per la non autosufficienza

UFFICIO DI PIANO

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
108
PARTE PRIMA Capitolo 4
Il Fondo regionale per la non autosufficienza

Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA)


E’ una NECESSITA’ :
- Incidenza Popolazione anziana
- Bisogni di trattamenti socio-sanitari continuativi complessi e onerosi
- Finanziamento dedicato certo
E’ una SFIDA :
- Alimentato con prelievo fiscale nazionale e/o regionale (nel 2007 addizionali
reg. IRPEF ed IRAP affermando principio solidaristico)
- Garanzia maggiore equità, livelli omogenei di opportunità di accesso, di
qualità nei trattamenti, dei costi e della contribuzione a carico dei cittadini
SISTEMA di GOVERNO
- Conferenza territoriale sociale e sanitaria (CTSS) raccorda programmazione
regionale e distrettuale e ripartisce le risorse tra gli ambiti distrettuali
assicurando il ri-equilibrio (1° triennio)
- Comitato di Distretto adotta il Piano delle attività per la non autosufficienza,
definisce le priorità di utilizzo tra i diversi servizi ed interventi
GESTIONE Affidata a Comitato Distretto e Direttore del Distretto attraverso
struttura tecnica gestionale integrata Comuni-AUSL: “l’ Ufficio di piano”

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
109
PARTE PRIMA Capitolo 4
Il Fondo regionale per la non autosufficienza

Il FRNA riguarda:
- Gli oneri x prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e prestazioni sociali a
rilevanza sanitaria (garantite dai comuni con contribuzione utenti), ma
NON gli oneri esclusivamente sanitari
- - L’espansione quantitativa della rete dei servizi socio-sanitari e socio
assistenziali e dei loro destinatari in relazione alla programmazione
locale e
- lo sviluppo di nuove forme di servizio sia in termini di domiciliarità
comuni che di supporto nell’accesso ai servizi e di reti di solidarietà
sociale contro la solitudine e l’isolamento
- Il miglioramento qualitativo dei servizi e delle prestazioni
- Sostegno alle famiglie x ridurre il carico di fatica e disagio
nell’accudimento a domicilio
- Qualificazione degli standard assistenziali socio-sanitari e delle
condizioni di comfort e sicurezza in vista dell’accreditamento
- Sperimentazione di modalità di sostegno, aiuto e intervento
innovative di persone non autosufficienti ma che ancora non
necessitano di assistenza strutturata.
d) La riduzione dei costi a carico degli utenti e delle famiglie

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
110
RISORSE DEL FRNA NEL 2007

Totale 311 milioni

Spesa storica al 2006 211 milioni

Aumento di risorse regionali 100 milioni

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
111
OBIETTIVI STRATEGICI DEL FRNA

Avvio di un
processo
Ampliamento beneficiari: includere chi è fuori complesso (non
siamo a regime)
Migliorare qualità
Personalizzare gli interventi
Migliorare capacità gestionali di produzione dei
servizi ed utilizzo delle risorse
Riduzione dei costi a carico delle famiglie e degli
anziani
Equità

Raggiungimento
progressivo

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
112
ALCUNE SCELTE STRATEGICHE

 FRNA a destinazione “vincolata” per la non autosufficienza

 Destinato allo sviluppo-impegno EE.LL e AUSL a garantire stesso impegno


finanziario dedicato alla rete dei servizi del 2006 (al netto maggiori risorse
FRNA)

 Prospettiva pluriennale - Sostenibilità nel tempo delle scelte dei servizi e


degli interventi

 Il FRNA copre: le spese sociali e gli oneri sociali a rilievo sanitario; non
copre oneri di natura prettamente sanitaria (assistenza infermieristica,
riabilitativa, medica, farmaceutica)

 FRNA per la condizione di non autosufficienza non solo per gli anziani

 Definizione delle aree in progress: quattro aree di approfondimento nel


corso del 2007 (minori disabili gravissimi; residenze per adulti gravissima
disabilità acquisita; servizi socio-riab. per disabili; interventi socio-san.
bassa intensità per pazienti psichiatrici)

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
113
GESTIONE CONTABILE E RENDICONTAZIONE

 l’atto di indirizzo regionale definisce:


– modalità della contabilità separate e rendicontazione;
– rapporti Ufficio di Piano/AUSL

 PIENA RESPONSABILITA’ dei Comuni

(COMITATO DI DISTRETTO) + DIRETTORE


DISTRETTO nell’accesso e utilizzo del FRNA

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
114
PARTECIPAZIONE DELLE
FORMAZIONI SOCIALI

Risorsa per la costruzione di un sistema regionale articolato, condiviso,


necessità per costruire la rete locale

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
115
LINEE INDIRIZZO DI REGIONE E CABINA DI REGIA
GIÀ PREDISPOSTE IN FASE DI APPROVAZIONE

Contabilità separata, bilancio, monitoraggio e rendicontazione e


gestione (rapporti Ufficio di Piano - Distretto)

Documenti di indirizzo regionale

Forme di sostegno al domicilio incentivabili con il FRNA (Assistenza


domiciliare, telesoccorso, trasporti, contributi per adattamento
domestico, ricoveri di sollievo, etc.)
programma qualificazione assistenti familiari
programmi contrasto isolamento e solitudine e sostegno reti sociali
e prevenzione decadimento anziani fragili

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
116
AREE DI ESTENSIONE
DEL FRNA DA APPROFONDIRE

 Residenzialità per gravissime disabilità acquisite (del GR 2068/2004)

 Assegno di cura per Gravissime disabilità minori

 Rete servizi per disabili gravi

 Area psichiatrica

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117
IL FRNA: UNA OPPORTUNITA’
PER PROMUOVERE UN APPROCCIO INNOVATIVO

BISOGNI
flessibilità persona non
autosufficiente consolidamento
risorse e e familiari rete “storica”
interventi

SERVIZI
Personalizzazione: STRUMENTI:
INTERVENTI RETI
PAI
strumento ordinario
sviluppo
nuove opportunità di
sostegno al domicilio
BENESSERE
delle
persone

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118
SERVIZI “RETE STORICA”

ampliamento
(Servizi e interventi fortemente strutturati di offerta
assistenziale per la non autosufficienza) ridefinizione
riqualificazione
Assegno di cura per anziani, disabilità gravissime e
gravi
Assistenza domiciliare per anziani e disabili
Strutture diurne: CD per anziani e CSRD per disabili
Strutture residenziali: CP/RSA per anziani, CSRR per
disabili, soluzioni residenziali per gravissime disabilità
acquisite modularità
flessibilità

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119
NUOVI SERVIZI E OPPORTUNITÀ

(a supporto delle famiglie per ridurre il carico assistenziale del non


autosufficiente a domicilio)

Ricoveri temporanei e di sollievo;


Iniziative di emersione e qualificazione del lavoro di cura delle assistenti
familiari
Servizi di E-CARE (telesoccorso e teleassistenza)
Sostegno alle reti informali di solidarietà sociale/servizi di prossimità (es:
“portierato sociale”; “alloggi con servizi”, ecc.)
Consulenza e sostegno economico per adattamento ambiente domestico

massima attenzione risposte innovative e flessibili: assistenza “leggera”


per universo non autosufficienza (vario e in espansione)

Vedi ATTI DI INDIRIZZO REGIONALE

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120
PRIORITÀ E RESPONSABILITÀ

priorità assoluta uso risorse aggiuntive nel triennio:


 sviluppo equilibrato della rete
 sviluppo interventi sostegno al domicilio

REGIONE COMITATO DI DISTRETTO

definisce i minimi Sviluppo rete locale al


essenziali (per ora di là dei i minimi
area anziani) essenziali in base a
specificità territorio

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121
ELEMENTI ESSENZIALI DI UNA RETE LOCALE
AREA ANZIANI (DA RAGGIUNGERE ENTRO IL 2009)

1. Adeguato sistema di accesso, valutazione e presa in carico e di


accompagnamento
2. Interventi di sostegno al domicilio
2.1.Assegno di cura
2.2 Assistenza domiciliare
2.3 Programma di emersione, regolarizzazione e qualificazione del lavoro delle
assistenti familiari.
2.4. Offerta di opportunità residenziali per ricoveri temporanei e di sollievo
2.5. Programmi di sostegno delle reti sociali e di prevenzione per gli anziani
fragili
3. Strutture residenziali (CP/RSA)
4. Centri diurni

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122
LINEE DI INDIRIZZO
REGIONALI:
ESEMPI DI NUOVE
OPPORTUNITÀ E
FORME DI SERVIZIO…
….

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123
Delibera GR n. 1206 del 30/7/2007

FONDO REGIONALE
PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Indirizzi attuativi
della Delibera GR 509/07

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124
LINEE INDIRIZZO REGIONALI (DGR 1206/07)

◆ Ridefinizione degli interventi per il mantenimento a domicilio (compresa


accoglienza temporanea di sollievo) allegato2
◆ Linee per favorire qualificazione e regolarizzazione delle assistenti
familiari allegato3
◆ Linee per la definizione di programmi di sostegno delle reti sociali e di
prevenzione per i soggetti fragili allegato 4
◆ Criteri e percorsi per concessione contributi finalizzati all’ adattamento
domestico allegato 5

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125
A) INTERVENTI PER IL MANTENIMENTO
A DOMICILIO (ALLEGATO 2 DGR N. 1206)

Inserita tra gli strumenti della domiciliarità l’accoglienza temporanea


di sollievo c/o strutture resid. e semiresid.: da garantire in modo
flessibile e tempestivo con diverse finalità (ottica incentrata non sul solo
anziano/disabile ma anche sul caregiver): mancanza improvvisa
caregiver; periodo di sollievo programmato; funzione
accompagnamento/educativo-formativa per mutate condizioni.

Raddoppiati gli ORS (derivanti da prestazioni socio-assistenziali


imputati sul Fondo sanitario, ora FRNA);

E’ stata valorizzata la contribuzione imputabile al FRNA di tutta la


gamma degli interventi che consentono il mantenimento a domicilio e
previsti nel PAI (teleassistenza/telesorveglianza; ass. domic;
acc. sollievo; pasto; trasporto; attività di gruppo)

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126
A) INTERVENTI PER IL MANTENIMENTO
A DOMICILIO (ALLEGATO 2 DGR N. 1206)

Il Piano individualizzato di cure e di vita strumento centrale ed


innovativo per ricomporre in un’ottica unitaria (quella della
persona che è destinataria delle cure e della famiglia) l’insieme
delle attività e degli interventi.

Requisiti minimi dei Servizi di assistenza domiciliare in attesa


dell’accreditamento. Profondo processo di trasformazione

Il percorso di recepimento delle innovazioni ed i vincoli all’uso


delle risorse (percorso lungo e complesso)

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127
A) INTERVENTI PER IL MANTENIMENTO
A DOMICILIO (ALLEGATO 2 DGR N. 1206)

Ridefinizione interventi a domicilio per:

 qualificare e definire i requisiti minimi garantiti dai gestori degli interventi (in
attesa dei criteri accreditamento);

 adattare il SAD ai bisogni emergenti, superando limitatezza ambito di


intervento e staticità: es. *garantita integrazione, affiancamento,sostituzione e
tutoring di familiari e di assistenti familiari; * arco di operatività: almeno 12 h
per tutti i giorni settimana, previsti interventi nelle 24 h; * supporto
educativo,emotivo e psicologico anche per favorire partecipazione a gruppi;
*servizi accessori (trasporti per servizi diurni, incontri di gruppo, vita sociale,
visite mediche /esami); * pasti personalizzati, compresi festivi, anche per
emergenze).

 Garantire l’integrazione socio-sanitaria nell’organizzazione degli interventi


e negli strumenti di programmazione-rilevazione-monitoraggio (programma
unico integrato, unico responsabile operativo del PAI; unica cartella socio-
sanitaria)

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128
B) QUALIFICAZIONE E REGOLARIZZAZIONE
DELLE ASSISTENTI FAMILIARI (ALLEGATO 3 DGR N. 1206)

Obiettivi:

 inserire a pieno titolo il lavoro svolto dalle assistenti famigliari nella rete dei
servizi;

 assicurare l’integrazione degli interventi tra servizi profess. e assistenti fam.


nell’ambito del piano di intervento personalizzato;

 garantire la differenziazione e la flessibilità delle forme di sostegno;

 favorire l’emersione e la regolarizzazione, in particolare attraverso l’assegno


di cura (sperimentazione contributo aggiuntivo di 160 mensili per anziani con
assist. familiare con regolare contratto)

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129
IN OGNI AMBITO DISTRETTUALE DEVONO ESSERE
ASSICURATI AZIONI ED INTERVENTI MINIMI:

• Monitoraggio
- Attraverso contatti costanti con Prefetture, Inps, ecc.: stima numero
delle assistenti famigliari e caratteristiche (provenienza, turn-over,
ecc.)
- Costruzione rete con soggetti attivi sul tema

2) Punto di riferimento (all’interno dello sportello sociale), di ascolto e


informazione per le famiglie e le assistenti

3) Strutturazione di un percorso di consulenza e orientamento in


collaborazione ai soggetti deputati alla gestione dell’incrocio dell’offerta
di lavoro (Centri per l’Impiego e altri soggetti accreditati);

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130
IN OGNI AMBITO DISTRETTUALE DEVONO ESSERE
ASSICURATI AZIONI ED INTERVENTI MINIMI:

• Presa in carico leggera e flessibile (aiuto e integrazione attività


complesse; tutoring di operatori della rete preparati; supporto e
mediazione culturale; accordo con terzo settore per copertura periodi
sostituzione e partecipazione attività formative; accoglienza
temporanea programmata per periodo di ferie)

• Percorsi di formazione ed aggiornamento:


a) apprendimento lingua – (collegato a tematiche inerenti i problemi
relazionali, assistenziali, fisici, di gestione della casa).
b) Formazione: sviluppare approccio più flessibile e innovativo:
affiancamento e formazione in situazione con verifica periodica in
collegamento strutturato con servizi e operatori della rete;
aggiornamenti brevi in collaborazione con i servizi su specifiche
tematiche assistenziali.

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131
A) PROGRAMMI DI SOSTEGNO DELLE RETI SOCIALI E
DI PREVENZIONE PER I SOGGETTI FRAGILI

(ALLEGATO 4 DGR N.1206)

ampia fascia di popolazione che non abbisogna solo, o non ancora, di


assistenza strutturata

A partire dal 2008 almeno il 2% del FRNA è assegnato su base


distrettuale e destinato ai programmi

Le linee per la definizione dei programmi sono state stese sulla base delle
esperienze:

- PROGETTO EUROPEO I2I (isolation to inclusion) Gruppo di esperti


regionali ha lavorato sul tema dello sviluppo di piani di azione locali per
contrastare l’isolamento e promuovere l’inclusione sociale della
popolazione anziana
- PROGETTI SPERIMENTALI realizzati in alcuni territori su obiettivi del Piano
di Azione Regionale per la popolazione anziana

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132
OBIETTIVO DI FONDO
DEI PIANI DI AZIONE LOCALI:

costruire un sistema che contrasti l’isolamento


e la solitudine
prevenzione non
autosufficienza

attraverso
interventi sulle condizioni ordinarie durante tutto l’anno (non solo per emergenze: es
ondate di calore, articolazioni specifiche all’interno di piani di più ampio respiro)

sostegno alle forme aggregative spontanee (volontariato–associazionismo) per


iniziative inerenti il rafforzamento delle reti sociali e relazionali

Spesso le reti informali sono le più fruibili nella rete sociale degli anziani e hanno un
ruolo fondamentale per la prevenzione di rischi di solitudine ed emarginazione

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133
AZIONI ESSENZIALI DEI PROGRAMMI TERRITORIALI

riconoscere una rete sociale che superi la logica


della rete dei servizi istituzionali è strategico in un programma di contrasto
alla solitudine e all’isolamento

servizio pubblico: attivatore di processi


mappatura dei soggetti a rischio di isolamento e solitudine in
base alla specificità territoriale (montagna, aree urbane…)
mappatura e messa in rete di tutti i soggetti che nel territorio
svolgono iniziative e si rendono disponibili ad aderire ad una
logica di rete (spesso mancanza di comunicazione tra le varie
forze sociali, no di iniziative)
sostegno all’associazionismo e al volontariato per promuovere:
 iniziative già realizzate (es: dai Centri sociali), ma anche nuove
attività: riflessione sui cambiamenti in atto e diversi bisogni
degli anziani del futuro prossimo (es: maggiore presenza
femminile, cambiamenti culturali e di stili di vita)
 attività che conferiscano alle varie forme di aggregazione il ruolo di
osservatorio privilegiato dei bisogni e delle risorse degli anziani
(anche attraverso la formazione dei volontari)

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134
D) CONTRIBUTI PER INTERVENTI DI
ADATTAMENTO DELL’AMBIENTE DOMESTICO
(ALLEGATO 5 DGR N. 1206)

Gli interventi di adattamento dell’ambiente domestico previsti


dal FRNA non vengono erogati a domanda, ma sono
un’ulteriore opportunità all’interno di un programma
personalizzato attivato dai servizi

Vengono definiti:

Criteri e modalità di accesso ai contributi

Percorso di finanziamento del contributo

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135
TIPOLOGIA DI INTERVENTI FINANZIABILI

• Ogni intervento di tipo strutturale o con utilizzo di attrezzature/ausili,


che migliora l’accessibilità e la mobilità e/o l’attività di cura praticata
all’interno dell’ambiente domestico, nell’ambito del PAI;
• Interventi per l’accessibilità interna ed esterna di tipo non
strutturale e/o di ridotta entità.

Senza sovrapposizioni con altri canali di finanziamento certo:

 no interventi previsti da nomenclatore tariffario (DM 332/99);


 per rischi di sovrapposizione con art. 10 LR 29/97 e con L. 13/89:
dichiarazione dei beneficiari che non verranno richiesti altri contributi
per gli stessi interventi e sottoscrizione impegno, pena restituzione
contributo;
 controllo anagrafe dei beneficiari: verifica del Comune.

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
136
SOGGETTI BENEFICIARI

Valutazione della non autosufficienza: in attesa di definizione operative


più precise per tutto il FRNA utilizzare
Disabili: certificazione della condizione di handicap grave (art. 3
comma 3 della L. 104/92)”
Anziani: valutazione di non autosufficienza da parte dell’ UVG ( es:
Bina e altri strumenti) come per attuale accesso alla rete dei servizi

Entità del contributo

Tetto mx di contributo (€ 7.200) e un limite mx di spesa ammissibile a


contributo (€ 8.000)

Per situazioni eccezionali con esigenze particolari di dotazioni domotiche:


limite mx di contributo del 75% sul tetto mx di spesa di € 25.000

Quote percentuali di contribuzione alla spesa in base all’ISEE


ISEE non superiore a € 34.000,00.

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
137
PERCORSO DI FINANZIAMENTO

Avvio del percorso solo su iniziativa dei servizi territoriali: SAA;


equipe territoriali disabili; eqp 2068 che nell’ambito del PAI che attivano i
Centri provinciali per l’adattamento dell’ambiente domestico per:

– Sopralluogo e ipotesi intervento di mx di adattamento


dell’ambiente domestico. Il cittadino attiva progettisti/artigiani e
installatori per definizione progetto intervento secondo indicazioni
tecniche CAAD;
– Analisi del progetto/preventivo;
– Valutazione di appropriatezza/congruità del progetto;
– Dopo la realizzazione dell’intervento: accertamento
dell’esecuzione dei lavori e della conformità degli stessi con il
progetto valutato appropriato;

Il responsabile della gestione del FRNA a livello distrettuale:


approva (in caso di valutazione positiva CAAD) la concessione
del contributo nell’ambito del PAI ed eroga il contributo sulla
base dei documenti di spesa.

Servizio governo dell’integrazione socio - sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza - Raffaele Fabrizio
138
Piano degli Investimenti Aziende
Sanitarie

Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali


Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie

Fabio Rombini
18 Gennaio 2008

139
Gli investimenti in edilizia sanitaria e socio sanitaria in
Emilia-Romagna con finanziamenti Stato – Regione
in lavori in lavori
Totale interventi per programma attivati in aggiudicazione in progettazione
attivazione corso sospesi
1° triennio sanità 56 55 1
1° triennio sociale 75 75
anticipo 2^ fase 19 19
ac. progr. sanità 60 28 5 27
ac. progr. sociale 63 32 7 22 2
riconvers. ex osp. 11 10 1
aids 11 10 1
area metropolit. 8 1 5 2
radioterapia 1 1
hospice 20 12 8
libera professione 69 21 7 34 5 2
dopo di noi 10 9 1
socio-assist. 6° rip 152 134 13 2 3
socio-assist. 7° rip 125 53 72
inail 3 3
acc. stralcio 2004 11 1 10
Acc. Aosp Parma 1 1
programma reg.le 44 15 3 10 1 15
Odontoiatria 26 / / / / / 26

Innovazione Tecnologica 5
/ / / / / 5

TOTALE 770 476 22 206 4 11 51

140
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
FINANZIAMENTO PROGRAMMA PLURIENNALE DI INTERVENTI IN MATERIA DI
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E DI AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO

Legge finanziaria 2007 2,375 mld euro


Legge finanziaria 2008 3,00 mld euro

141
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
vincoli di spesa nella realizzazione degli interventi

 500 milioni di euro alla riqualificazione strutturale e tecnologica dei


servizi di radiodiagnostica e di radioterapia di interesse oncologico, con
prioritario riferimento alle Regioni meridionali ed insulari;

 150 milioni di euro ad interventi per la realizzazione di strutture


residenziali dedicate alle cure palliative, con prioritario riferimento alle
Regioni che abbiano completato il programma realizzativo e che
abbiano avviato programmi di assistenza domiciliare nel campo delle
cure palliative;

 100 milioni di euro all'implementazione e all'ammodernamento dei


sistemi informatici delle aziende sanitarie ed ospedaliere e
all'integrazione dei medesimi con i sistemi informativi sanitari delle regioni;

142
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
vincoli di spesa nella realizzazione degli interventi

 100 milioni di euro per strutture di assistenza odontoiatrica;

 100 milioni di euro per le unità di risveglio dal coma;

 7 milioni di euro per l'esecuzione di un programma pluriennale di


interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento
tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, destinata al
potenziamento e alla creazione di «unità di terapia intensiva
neonatale» (TIN);

 3 milioni di euro per l'esecuzione di un programma pluriennale di


interventi in materia di ammodernamento tecnologico del patrimonio
sanitario pubblico, destinati all'acquisto di nuove metodiche analitiche,
basate sulla spettrometria di «massa tandem ».

143
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
requisiti cogenti degli interventi

 Gli stanziamenti previsti sono subordinati a verifiche energetiche sia


che vengano inseriti in accordi di programma sia in altri programmi
per l’ottenimento di finanziamenti pubblici;

 Gli interventi realizzati devono prevedere misure significative di


efficienza energetica e di produzione di energia da fonti rinnovabili
nonché di risparmio idrico

144
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
clausola di salvaguardia

Il Ministero della Salute, attraverso la valutazione preventiva dei programmi di


investimento e il monitoraggio della loro attuazione, assicura il raggiungimento
dei predetti obiettivi prioritari, verificando nella programmazione regionale la
copertura del fabbisogno relativo anche attraverso i precedenti programmi di
investimento

145
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
I finanziamenti per gli investimenti in edilizia sanitaria, edilizia socio sanitaria ed
ammodernamento tecnologico in Emilia – Romagna
Legge Finanziaria 2007

146
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
Legge 27 dicembre 2006 n. 296
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2007)

Assegnazione alla regione Emilia - Romagna di una quota pari a 163.576.871,80 €

Fondo regionale pari al 5 % dell’importo complessivo 8.609.309,04 €

Fondo complessivamente disponibile 172.186.180,84 €

147
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
Il criterio di ripartizione dei fondi

Aziende sanitarie abitanti provincia % abitanti

Piacenza 275.947 6,59%

Parma Osp
416.832 9,95%
Parma Usl

Reggio Emilia Osp


494.310 11,80%
Reggio Emilia Usl

Modena Osp
665.272 15,89%
Modena Usl

Bologna Osp
Bologna Usl 824.502 19,69%

IOR
Imola 125.094 2,99%

Ferrara Osp
351.463 8,39%
Ferrara Usl
Ravenna 369.425 8,82%

Forlì 178.977 4,27%

Cesena 195.693 4,67%

Rimini 290.029 6,93%


4.187.544 100,00%

148
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
Ripartizione per provincia

Piacenza 11.346.569,74
Parma Osp
17.139.571,58
Parma Usl
Reggio Emilia Osp
20.325.362,80
Reggio Emilia Usl
Modena Osp
27.355.090,45
Modena Usl
Bologna Osp
Bologna Usl 33.902.414,03
IOR
Imola 5.143.697,14
Ferrara Osp
14.451.686,16
Ferrara Usl
Ravenna 15.190.259,46
Forlì 7.359.293,68
Cesena 8.046.633,13
Rimini 11.925.602,65
172.186.180,84

149
Servizio Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie – Fabio Rombini
Programma dei Servizi Sociali e
Terzo Settore, Servizio Civile
Volontario

Servizio Programmazione e Sviluppo del


Sistema dei Servizi Sociali.
Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile
Angelo
Bergamaschi
18 Gennaio 2008

150
SERVIZIO CIVILE

 Servizio Civile Nazionale (L. 64/2001; D.Lgs. 77/2002)

 Servizio Civile Regionale (L.R. 20/2003)

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
151
ENTI DI SERVIZIO CIVILE
iscritti all’albo regionale al 31/12/2007

PRIVATO PUBBLICO TOTALE


PROV Nr.Enti Nr.Sedi Nr.Enti Nr.Sedi Nr.Enti Nr.Sedi

BO 24 86 29 247 53 333

FE 11 24 20 160 31 184

FC 13 24 29 320 42 344

MO 5 21 21 196 26 217

PR 6 105 20 88 26 193

PC 2 7 18 75 20 82

RA 5 41 13 100 18 141

RE 8 21 17 93 25 114

RN 8 24 7 31 15 55

TOT 82 353 174 1.310 256 1.663

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
152
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

Progetti 2007 - EMILIA Secondo Ordinario 2007 - Somma 2007 - EMILIA


ROMAGNA EMILIA ROMAGNA ROMAGNA

UNSC RER TOTALE UNSC RER TOTALE UNSC RER TOTALE

Bologna 376 166 542 116 28 144 492 194 686

Ferrara 67 181 248 16 30 46 83 211 294

Forlì - Cesena 263 187 450 115 20 135 378 207 585

Modena 181 114 295 16 35 51 197 149 346

Parma 85 37 122 10 64 74 95 101 196

Piacenza 51 64 115 2 4 6 53 68 121

Ravenna 97 43 140 4 19 23 101 62 163

Reggio Emilia 135 59 194 11 4 15 146 63 209

Rimini 123 56 179 60 19 79 183 75 258

Somma: 1378 907 2285 350 223 573 1728 1130 2858

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
153
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI ITALIANI AI BANDI 2007

Chiuso Durante In Attesa di avvio al


In Servizio Registrato Rinunciatario Somma
Servizio servizio

U TOTAL TOTA U RE TOTA UN RE TOTA UN TOTA


RER UNSC RER RE
NSC E LE NSC R LE S R LE S LE

Bologna 14 5 19 0 387 138 525 294 130 424 27 8 35 1003

Ferrara 1 2 3 2 7 9 50 164 214 53 80 133 1 9 10 369

Forlì - Cesena 8 10 18 1 1 256 129 385 35 14 49 28 13 41 494

Modena 4 4 4 4 124 84 208 21 29 50 7 10 17 283

Parma 2 1 3 5 5 60 77 137 17 101 118 6 3 9 272

Piacenza 4 3 7 0 32 58 90 7 60 67 5 3 8 172

Ravenna 6 6 3 3 60 58 118 12 49 61 6 4 10 198

Reggio Emilia 2 4 6 4 4 96 42 138 22 66 88 9 2 11 247

Rimini 5 2 7 2 2 96 61 157 30 28 58 15 6 21 245

Somma: 46 27 73 12 16 28 1161 811 1972 491 557 1048 104 58 162 3283

RISORSE STATALI ANNUE DESTINATE AL SERVIZIO CIVILE IN EMILIA-ROMAGNA: € 10.411.200

CHIUSO DURANTE IL SERVIZIO = volontario che ha preso servizio e poi ha rinunciato


IN ATTESA DI AVVIO AL SERVIZIO = volontario il cui progetto non è stato ancora avviato
REGISTRATO = domande di partecipazione non soddisfatte (attenzione: qualcuno potrebbe aver fatto più domande)
RINUNCIATARIO = volontario che NON ha preso servizio

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154
SERVIZIO CIVILE REGIONALE
PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI STRANIERI AL BANDO 2007

GIOVANI DOMANDE
POSTI DOMANDE
AVVIATI AL NON
DISPONIBILI RICEVUTE
SERVIZIO SODDISFATTE
Bologna 11 46 11 35
Ferrara 10 34 10 24
Forlì - Cesena 12 21 10 9
Modena 20 42 20 22
Parma 10 28 10 18
Piacenza 4 6 3 2
Ravenna 10 8 6 0
Reggio Emilia 6 14 6 8
Rimini 10 13 10 3
Somma: 93 212 86 121

RISORSE REGIONALI DESTINATE AL SERVIZIO CIVILE NEL 2007: € 507.974,87

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155
SERVIZIO CIVILE

PROGETTI PRESENTATI ALLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA NEL 2007

SERVIZIO CIVILE NAZIONALE SERVIZIO CIVILE REGIONALE

PROGETTI PROGETTI PROGETTI


PROGETTI PROGETTI PROGETTI
PRESENTA PRESENTA APPROVA
APPROVATI FINANZIATI FINANZIATI
TI TI TI

NR. PROGETTI : 453 369 170 23 23 23

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156
TERZO SETTORE

 Organizzazioni di volontariato (L. 266/1991; L.R. 12/2005)

 Associazioni di promozione sociale (L. 383/2000; L.R. 34/2002)

 Cooperative Sociali (L. 381/1991; L.R. 7/1994)

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157
ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
iscritte al 31/12/2007

PROV Socio Sani Tut. Tut. Educa Cultur Educ. Prot.C Profil CSV TOT %
Assist tarie Diritti Amb. tive ali Sport iv. E Vet.

BO 219 139 48 27 11 13 1 46 27 1 532 19,70

FE 89 84 12 10 2 3 0 24 8 1 233 8,63

FC 131 77 28 10 13 16 1 23 6 1 306 11,33

MO 135 143 13 14 7 14 1 15 10 1 353 13,07

PR 136 140 16 21 8 7 0 34 9 1 372 13,78

PC 61 101 3 10 5 4 2 22 4 1 213 7,89

RA 114 66 14 16 6 13 0 22 7 1 259 9,59

RE 77 101 19 13 6 13 0 20 1 1 251 9,30

RN 88 35 8 9 8 7 0 20 5 1 181 6,70

TOT 1050 886 161 130 66 90 5 226 77 9 2700 100

% 38,89 32,81 5,96 4,81 2,44 3,33 0,19 8,37 2,85 0,33 100

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158
ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
iscritte al 31/12/2007
suddivise per anno di iscrizione
Anno n. %
1992 200 7,41
1993 334 12,37
1994 193 7,15
1995 124 4,59
1996 126 4,67
1997 133 4,93
1998 177 6,56
1999 180 6.67
2000 137 5,07
2001 149 5,52
2002 149 5,52
2003 155 5,74
2004 170 6,30
2005 172 6,37
2006 142 5,26
2007 159 5,89
Tot. 2700 100

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159
ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
iscritte al 31/12/2007
dati relativi a n. 2.146 organizzazioni censite

%
Aderenti volontari
Personale
Aderenti volontari attivi
retribuito
attivi su aderenti

681.804 81.730 11,99 1.415

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160
ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
L.R. n.12/2005, art. 9, comma 1

Contributi per

 il sostegno di progetti volti alla diffusione delle buone pratiche del volontariato
 la sensibilizzazione dei cittadini all’attività di volontariato con particolare riferimento ai giovani

Totale
Progetti Progetti
Anno contributi
presentati finanziati

2006 80.000,00 64 24

2007 80.000,00 30 19

2008 84.906,34

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161
ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
iscritte al 31/12/2007
PROV Giov Ricre Turist Varie Cultur Form Fauni Tutel Socio Sanit Sporti Tutel Val. Tutel TOT %
avi ative ica ali at. s a Assis arie ve a Pace a
Lav. Venat Diritti t. Ambi Anim
. e
BO 9 186 72 45 171 6 15 10 21 6 109 2 2 0 654 24,20

FE 0 81 20 13 59 1 0 2 8 2 52 1 1 2 242 8,95

FC 7 42 39 13 72 1 5 0 5 0 36 3 1 0 224 8,29

MO 9 162 25 47 155 2 10 2 15 2 237 15 3 2 686 25,38

PR 1 29 41 13 64 0 1 2 6 2 24 1 2 0 186 6,88

PC 0 24 7 16 64 1 1 4 10 1 23 10 0 2 163 6,03

RA 0 52 25 14 59 0 2 2 4 1 46 4 1 0 210 7,77

RE 3 90 5 8 35 1 3 2 3 0 86 0 0 1 237 8,77

RN 1 32 0 4 33 1 1 2 6 3 18 0 0 0 101 3,74

TOT 30 698 234 173 712 13 38 26 78 17 631 36 10 7 2703 100

% 1,11 25,82 8,66 6,40 26,34 0,48 1,41 0,96 2,89 0,63 23,34 1,33 0,37 0,26 100

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162
ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
iscritte al 31/12/2007
dati relativi a n. 2.500 associazioni censite

%
aderenti
Aderenti Personale
Aderenti attivi
attivi retribuito
su aderenti

2.389.738 278.049 11,63 4.355

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163
ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
L.R. n. 34/2002, art. 9, comma 1
Contributi alle associazioni iscritte nel registro regionale per la
realizzazione di progetti specifici di interesse e diffusione regionale
Totale
Progetti Progetti
Anno contributi
Presentati finanziati

2003 245.317,03 24 14

2004 245.317,03 29 17

2005 233.430,00 26 12

2006 150.000,00 13 10

2007 150.000,00 29 9

2008 150.000,00

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164
ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
L.R. n. 34/2002, art. 9, comma 2

Contributi alle Province per il sostegno di piani di intervento per la realizzazione di iniziative
concordate con le associazioni iscritte nei registri provinciali

Anno 2003 2004 2005 2006 2007


Prov.
BO 37.264,80 33.663,59 28.056,77 31.353,16 23.750,66

FE 6.086,70 6.163,55 7.903,90 8.709,21 10.236,07

FC 6.523,24 11.379,30 7.903,90 8.317,31 10.895,82

MO 16.790,81 15.380,89 19.599,11 13.063,82 13.796,61

PR 3.805,41 7.112,16 11.300,21 18.023,71 24.297,85

PC 33.668,10 37.930,73 33.583,11 30.482,24 14.380,41

RA 7.279,27 9.482,88 9.878,93 8.709,21 11.498,84

RE 25.671,39 13.275,71 11.222,71 9.580,13 14.501,45

RN 10.100,50 12.801,41 11.853,97 13.063,82 17.944,90

Tot. 147.190,22 147.190,22 141.302,61 141.302,61 141.302,61

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165
COOPERATIVE SOCIALI
iscritte al 31/12/2007

PROV. A B C B-A Tot. %


BO 79 27 6 20 132 18,83
FE 21 12 3 6 42 5,99
FC 48 23 3 10 84 11,98
MO 36 23 3 15 77 10,98
PR 43 13 1 18 75 10,70
PC 38 18 1 2 59 8,42
RA 33 11 7 7 58 8,27
RE 55 30 3 6 94 13,41
RN 45 25 4 6 80 11,41
Tot. 398 182 31 90 701 100
% 56,78 25,96 4,42 12,84 100

A : cooperative che gestiscono servizi socio-assistenziali, sanitari ed educativi


B : cooperative che svolgono attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone
svantaggiate
C : consorzi
B-A : cooperative miste con divisione aziendale dotata di autonomia organizzativa per la gestione di servizi sociali-assistenziali-sanitari ed
educativi

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166
COOPERATIVE SOCIALI
Valore della produzione anno 2005 (dati tratti dall’ultima rilevazione ISTAT riferita agli anni 2004 –
2005, conclusa nel 2007, e dalla banca dati regionale)

Tipologia Valore % Importo Tot. Ricavi da % Ricavi da %


produz. medio ricavi pubblico privato
A 568.950 64,6 1.756 547.421 377.180 68,9 170.241 31,1

B 122.077 13,8 690 105.669 49.816 47,1 55.853 52,9

B-A 74.985 8,5 1.339 71.883 39.789 55,4 32.094 44,6

C 115.149 13,1 4.265 110.519 50.851 46,0 59.668 54,0

Tot. 881.161 100 1.509 835.492 517.636 61,9 317.856 38,1

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167
COOPERATIVE SOCIALI
Numero convenzioni stipulate con enti pubblici anno 2005 (dati tratti dall’ultima rilevazione ISTAT
riferita agli anni 2004 – 2005, conclusa nel 2007, e dalla banca dati regionale)

Licitit.
Gara Tratt. Convenz.
Tipologia privata Altro Tot.
appalto privata diretta

A 617 236 125 865 31 1.009

B 132 170 60 272 3 637

B-A 45 110 7 217 0 379

C 104 64 26 111 0 305

Tot. 898 580 218 1.465 34 3.195

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168
COOPERATIVE SOCIALI
Risorse umane anno 2005 (dati tratti dall’ultima rilevazione ISTAT riferita agli anni 2004 – 2005,
conclusa nel 2007, e dalla banca dati regionale)

Volontari Lavorat.
Tipologia Volontari Religiosi Dipend. Collabor. Tot.
Serv. Civ. interinali

A 3.096 101 136 20.004 1.869 58 25.264

B 870 16 15 2.922 205 15 4.043

B-A 514 9 32 2.729 219 23 3.526

C 18 0 10 170 33 1 232

Tot. 4.498 126 193 25.825 2.326 97 33.065

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169
COOPERATIVE SOCIALI
iscritte al 31/12/2007
CONTRIBUTI ALLE IMPRESE PER FAVORIRE L'ASSUNZIONE DI PERSONE SVANTAGGIATE CHE CESSINO DI ESSERE SOCI LAVORATORI O LAVORATORI DI UNA COOPERATIVA SOCIALE
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007

174.504,11 74.293,30 122.583,39 189.685,46 152.250,91 150.000,00 149.910,98

CONTRI BUTI ALLE COOPERATI VE SOCIALI PER LA REALI ZZAZIONE DI PROGETTI CHE FAVORISCONO INCLUSIONE SOCIALE DI PERSONE I N SI TUAZIONE DI SVANTAGGIO ANCHE
RISPETTO AL MERCATO DEL LAVORO -FONDI UNIONE EUROPEA STRUTTURALI 2000-2006

0 0 1.507.055,62 0 0 2.140.640,04 0

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO ALLE COOPERATIVE SOCI ALI E LORO CONSORZI PER LE SPESE DI AVVI AMENTO

29.523,84 0 56.885,29 0 0 0 0

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO ALLE COOPERATIVE SOCI ALI E LORO CONSORZI PER L'ADEGUAMENTO DEL POSTO DI LAVORO DI SOCI LAVORATORI O LAVORATORI
CON INVALIDITA' SUPERIORE AI 2/3

25.822,84 0 5.164,56 0 0 0 0

CONTRIBUTI ALLE I MPRESE PER L'ACQUISTO DI ATTREZZATURE PER L'ADEGUAMENTO DEL POSTO DI LAVORO PER FAVORIRE L'ASSUNZI ONE DI PERSONE SVANTAGGIATE

10.329,14 24.764,94 20.658,28 0 0 0 0

CONTRIBUTI I N C/INTERESSI ATTUALIZZATI A FAVORE DELLE COOPERATIVE SOCIALI I SCRITTE ALL'ALBO REGIONALE SUI FINANZI AMENTI DA QUESTE OTTENUTI A TITOLO
DI ANTICIPAZIONE SU COMMESSE O CONTRATTI O PER IL CONSOLIDAMENTO DI PASSI VITA' ONEROSE, NONCHE' PER SPESE DI I NVESTIMENTO DI SVILUPPO

11.087,65 0 0 29.370,70 0 0 0

QUOTA PARTE DEL FONDO SOCIALE REGIONALE – FINANZIAMENTO DI SPESE DI AVVI AMENTO

0 0 0 0 0 65.000,00 0

QUOTA PARTE DEL FONDO SOCIALE REGIONALE – FINANZIAMENTO DI PROGETTI DI SVILUPPO

0 0 0 0 0 935.000,00 0

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170
LA SPESA SOCIALE

IN REGIONE EMILIA - ROMAGNA

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171
SPESA SOCIALE REGIONALE - CONSUNTIVO 2005

% spesa % spesa % spesa


AREE DI INTERVENTO Spesa lorda Spesa utenti Spesa SSN Spesa Netta
lorda utenti SSN
FAMIGLIA E MINORI 370.999.262 41,2 48.189.682 37,8 2.968.081 2,4 319.841.499
GIOVANI 11.153.721 1,2 86.303 0,1 25.111 0,0 11.042.307
DISABILI 141.004.623 15,7 6.509.757 5,1 43.175.310 35,2 91.319.556
DIPENDENZE 5.979.533 0,7 2.093 0,0 243.121 0,2 5.734.319
ANZIANI 282.560.126 31,4 70.908.438 55,6 74.925.045 61,1 136.726.643
IMMIGRATI 18.591.580 2,1 1.219.667 1,0 21.247 0,0 17.350.666
DISAGIO ADULTI 26.695.565 3,0 521.078 0,4 1.201.709 1,0 24.972.778
MULTIUTENZA 43.427.316 4,8 - - - - 43.427.316
TUTTE LE AREE 900.411.726 100,0 127.437.018 100,0 122.559.624 100,0 650.415.084

DISAGIO ADULTI MULTIUTENZA


3,8% 6,7%
IMMIGRATI FAMIGLIA E MINORI
2,7% 49,2%
INCIDENZA %
ANZIANI
SPESA NETTA 21,0%

PER AREA
ANNO 2005
DIPENDENZE
0,9%

DISABILI GIOVANI
14,0% 1,7%

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172
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI -
CONSUNTIVO 2005 DATI PROVVISORI
SPESA NETTA REGIONALE PER MACRO AGGREGAZIONI DI
INTERVENTI - INCIDENZA %

AZIONI DI SISTEMA TUTTE LE AREE


5,8%

INTERVENTI E SERVIZI
TRASFERIMENTI 29,8%
21,3%

PREVENZIONE E
SENSIBILIZZAZIONE
0,2%

PRONTO INTERVENTO
0,5%
STRUTTURE DIURNE E
RESIDENZIALI
41,8%
SEGRETARIATO SOCIALE
0,7%

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173
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI -
CONSUNTIVO 2005 DATI PROVVISORI
SPESA NETTA PER AREA E MACRO TIPOLOGIA DI INTERVENTO
AREA MACROTIPOLOGIA DI INTERVENTO SPESA NETTA % per area
Anziani Attività di Servizio sociale professionale 8.510.216 6,2
Integrazione sociale 3.394.105 2,5
Assistenza domiciliare 51.912.367 38,0
Servizi di supporto 2.266.834 1,7
Trasferimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 26.596.044 19,5
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 13.996.273 10,2
Strutture comunitarie e residenziali 30.050.804 22,0
TOTALE ANZIANI 136.726.643 100,0
Dipendenze Attività di Servizio sociale professionale 346.494 6,0
Integrazione sociale 1.765.737 30,8
Interventi e servizi educativo-assistenziali e per l'inserimento lavorativo 791.477 13,8
Assistenza domiciliare 39.460 0,7
Servizi di supporto 4.927 0,1
Trasferimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 1.703.924 29,7
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 81.707 1,4
Strutture comunitarie e residenziali 223.127 3,9
Pronto intervento sociale 777.466 13,6
TOTALE DIPENDENZE 5.734.319 100,0
Disabili Attività di Servizio sociale professionale 3.044.839 3,3
Integrazione sociale 4.600.728 5,0
Interventi e servizi educativo-assistenziali e per l'inserimento lavorativo 33.169.771 36,3
Assistenza domiciliare 6.809.694 7,5
Servizi di supporto 8.194.925 9,0
Trasferimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 12.893.011 14,1
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 13.378.459 14,7
Strutture comunitarie e residenziali 9.195.005 10,1
Pronto intervento sociale 33.124 0,0
TOTALE DISABILI 91.319.556 100,0
Famiglia e minori Attività di Servizio sociale professionale 14.488.151 4,5
Integrazione sociale 4.859.926 1,5
Interventi e servizi educativo-assistenziali e per l'inserimento lavorativo 21.847.268 6,8
Assistenza domiciliare 772.582 0,2
Servizi di supporto 3.424.293 1,1
Trasferimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 84.224.873 26,3
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 167.739.553 52,4
Strutture comunitarie e residenziali 22.089.258 6,9
Pronto intervento sociale 395.595 0,1
TOTALE FAMIGLIA E MINORI 319.841.499 100,0 la tavola
continua...

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174
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI -
CONSUNTIVO 2005 DATI PROVVISORI
SPESA NETTA PER AREA E MACRO TIPOLOGIA DI INTERVENTO
AREA MACROTIPOLOGIA DI INTERVENTO SPESA NETTA % per area
Giovani Attività di Servizio sociale prof essionale 384.622 3,5
Integrazione sociale 5.753.248 52,1
Interventi e servizi educativo-assistenziali e per l'inserimento lavorativo 602.379 5,5
Assistenza domiciliare 1.520 0,0
Servizi di supporto 69.752 0,6
Trasf erimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 655.787 5,9
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 3.495.268 31,7
Strutture comunitarie e residenziali - -
Pronto intervento sociale 79.731 0,7
TOTALE GIOVANI 11.042.307 100,0
Immigrati Attività di Servizio sociale prof essionale 1.690.820 9,7
Integrazione sociale 5.254.870 30,3
Interventi e servizi educativo-assistenziali e per l'inserimento lavorativo 530.296 3,1
Assistenza domiciliare 21.995 0,1
Servizi di supporto 26.834 0,2
Trasf erimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 2.538.018 14,6
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 223.459 1,3
Strutture comunitarie e residenziali 5.905.085 34,0
Pronto intervento sociale 1.159.289 6,7
TOTALE IMM IGRATI 17.350.666 100,0
Povertà e disagio adulti Attività di Servizio sociale prof essionale 3.399.289 13,6
Integrazione sociale 2.078.047 8,3
Interventi e servizi educativo-assistenziali e per l'inserimento lavorativo 2.598.639 10,4
Assistenza domiciliare 694.375 2,8
Servizi di supporto 270.356 1,1
Trasf erimenti in denaro per il pagamento di interventi e servizi 9.800.248 39,2
Strutture a ciclo diurno o semi-residenziale 795.656 3,2
Strutture comunitarie e residenziali 4.729.230 18,9
Pronto intervento sociale 606.938 2,4
TOTALE POVERTA' E DISAGIO ADULTI 24.972.778 100,0
Multiutenza Segretariato sociale, sportello sociale, accesso unitario alla rete servizi 4.813.471 11,1
Prevenzione e sensibilizzazione 1.034.942 2,4
Azioni di sistema e spese di organizzazione 37.578.903 86,5
TOTALE MULTIUTENZA 43.427.316 100,0
TOTALE TUTTE LE AREE 650.415.084

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175
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
SPESA NETTA PER MACRO AGGREGAZIONI DI INTERVENTI IN CIASCUNA AREA -
INCIDENZA %

AREA ANZIANI AREA DIPENDENZE


TR A SFER IM
ENTI
TR A SFER IM 29,7%
ENTI
19,5%
STR UTTUR
INTER V ENT
E DIUR NE E INTER V ENT
I E SER V IZI R ESIDENZI
48,3% I E SER V IZI
STR UTTUR A LI
51,4%
E DIUR NE E 5,3%
R ESIDENZI
PR ONTO
A LI
INTER V ENT
32,2%
O
13,6%

TR A SFER IM AREA DISABILI AREA FAMIGLIA


INTER V ENT
ENTI
I E SER V IZI
E MINORI
14,1%
14,2%
TR A SFER IM
ENTI
STR UTTUR 26,3% PR ONTO
E DIUR NE E INTER V ENT
R ESIDENZI O
A LI 0,1%
24,7%
STR UTTUR
INTER V ENT
E DIUR NE E
I E SER V IZI
PR ONTO R ESIDENZI
61,1%
INTER V ENT A LI
O 59,4% la figura
0,0% continua
per le altre aree...

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176
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI -
CONSUNTIVO 2005 DATI PROVVISORI
SPESA NETTA PER MACRO AGGREGAZIONI DI INTERVENTI IN CIASCUNA AREA
- INCIDENZA %

TR A SFER I AREA GIOVANI AREA IMMIGRATI


M ENTI TR A SFER I
5,9% M ENTI
14,6%

STR UTTUR
E DIUR NE E STR UTTUR
R ESIDENZI E DIUR NE E INTER V ENT
A LI R ESIDENZI I E SER V IZI
INTER V ENT
31,7% A LI 43,4%
I E SER V IZI
35,3%
61,7%
PR ONTO PR ONTO
INTER V ENT INTER V ENT
O O
0,7% 6,7%

SEGR ETA R I
AREA POVERTA' A TO AREA MULTIUTENZA
E DISAGIO ADULTI SOC IA LE
TR A SFER IM 11,1%
ENTI PR EV ENZIO
39,2% NE E
SENSIB ILIZ
INTER V ENT
ZA ZIONE
I E SER V IZI
2,4%
36,2%

STR UTTUR PR ONTO


E DIUR NE E INTER V ENT A ZIONI DI
R ESIDENZI O SISTEM A
A LI 2,4% 86,5%
22,1%

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177
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 20 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 299 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

% su spesa
Spesa Netta % su spesa SPESA TUTTE
AREA - INTERVENTO Utenti totale
Sociale totale LE AREE
CUMULATA

Famiglia e minori - Asilo Nido 23.619 145.689.625 22,40 22,40 650.415.084

Famiglia e minori - Contributi per l'alloggio fondo sociale per l'alloggio 37.496 38.936.312 5,99 28,39 650.415.084

Anziani - Assistenza domiciliare socio-assistenziale 13.399 33.704.150 5,18 33,57 650.415.084

Multiutenza - Spese di organizzazione (personale amministrativo, tecnico e di gestione) 0 29.068.933 4,47 38,04 650.415.084

Anziani - Strutture residenziali 6.800 28.599.524 4,40 42,43 650.415.084

Disabili - Sostegno socio-educativo scolastico 5.056 26.211.986 4,03 46,46 650.415.084

Anziani - Retta per prestazioni residenziali 3.827 17.699.686 2,72 49,19 650.415.084

Famiglia e minori - Strutture residenziali 1.160 17.573.068 2,70 51,89 650.415.084

Famiglia e minori - Retta per prestazioni residenziali 891 13.406.655 2,06 53,95 650.415.084

Anziani - Centri diurni 3.710 12.943.702 1,99 55,94 650.415.084

Famiglia e minori - Altro 20.214 10.498.159 1,61 57,55 650.415.084

Disabili - Centri diurni 2.442 10.467.593 1,61 59,16 650.415.084

Disabili - Strutture residenziali 1.371 8.517.760 1,31 60,47 650.415.084

Famiglia e minori - Servizio sociale professionale (compresa tutela legale minori) 42.411 8.421.813 1,29 61,77 650.415.084
Disabili - Trasporto sociale (compreso trasporto scolastico se non compreso nel diritto allo
5.536 7.872.412 1,21 62,98 650.415.084
studio)
Anziani - Servizio sociale professionale 43.851 7.648.480 1,18 64,15 650.415.084

Famiglia e minori - Contributi economici a integrazione del reddito familiare 16.227 7.029.342 1,08 65,23 650.415.084

Anziani - Assistenza Domiciliare Integrata con servizi sanitari 10.941 7.023.621 1,08 66,31 650.415.084

Famiglia e minori - Contributi economici per affido familiare 63.012 6.895.295 1,06 67,37 650.415.084

Famiglia e minori - Altro 83.731 6.257.266 0,96 68,34 650.415.084

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178
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI –
CONSUNTIVO 2005 DATI PROVVISORI
PRIMI 20 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00

Famiglia e minori - Asilo Nido 22,40


Famiglia e minori - Contributi per l'alloggio fondo sociale per l'alloggio 5,99
Anziani - Assistenza domiciliare socio-assistenziale 5,18
M ultiutenza - Spese di organizzazione (personale amministrativo, tecnico e di gestione) 4,47
Anziani - Strutture residenziali 4,40
Disabili - Sostegno socio-educativo scolastico 4,03
Anziani - Retta per prestazioni residenziali 2,72
Famiglia e minori - Strutture residenziali 2,70
Famiglia e minori - Retta per prestazioni residenziali 2,06
Anziani - Centri diurni 1,99
Famiglia e minori - Altro 1,61
Disabili - Centri diurni 1,61
Disabili - Strutture residenziali 1,31
Famiglia e minori - Servizio sociale professionale (compresa tutela legale minori) 1,29
Disabili - Trasporto sociale (compreso trasporto scolastico se non compreso nel diritto allo studio) 1,21
Anziani - Servizio sociale professionale 1,18
Famiglia e minori - Contributi economici a integrazione del reddito familiare 1,08
Anziani - Assistenza Domiciliare Integrata con servizi sanitari 1,08
Famiglia e minori - Contributi economici per affido familiare 1,06
Famiglia e minori - Altro 0,96

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179
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO 2005
DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 47 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA FAMIGLIA E MINORI


% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Asilo Nido 23.619 145.689.625 45,55 45,55 319.841.499

Contributi per l'alloggio fondo sociale per l'alloggio 37.496 38.936.312 12,17 57,72 319.841.499

Strutture residenziali 1.160 17.573.068 5,49 63,22 319.841.499

Retta per prestazioni residenziali 891 13.406.655 4,19 67,41 319.841.499

Altro 20.214 10.498.159 3,28 70,69 319.841.499

Servizio sociale professionale (compresa tutela legale minori) 42.411 8.421.813 2,63 73,33 319.841.499

Contributi economici a integrazione del reddito familiare 16.227 7.029.342 2,20 75,52 319.841.499

Contributi economici per affido familiare 63.012 6.895.295 2,16 77,68 319.841.499

Altro 83.731 6.257.266 1,96 79,64 319.841.499

Sostegno socio-educativo territoriale e/o domiciliare 6.748 6.039.116 1,89 81,52 319.841.499

segue figura

180
Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA FAMIGLIA E MINORI


PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 35,00 40,00 45,00 50,00

Asilo Nido 45,55

Contributi per l'alloggio fondo sociale per l'alloggio 12,17

Strutture residenziali 5,49

Retta per prestazioni residenziali 4,19

Altro 3,28

Servizio sociale professionale (compresa tutela legale minori) 2,63

Contributi economici a integrazione del reddito familiare 2,20

Contributi economici per affido familiare 2,16

Altro 1,96

Sostegno socio-educativo territoriale e/o domiciliare 1,89

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
181
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 37 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA ANZIANI
% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Assistenza domiciliare socio-assistenziale 13.399 33.704.150 24,65 24,65 136.726.643

Strutture residenziali 6.800 28.599.524 20,92 45,57 136.726.643

Retta per prestazioni residenziali 3.827 17.699.686 12,95 58,51 136.726.643

Centri diurni 3.710 12.943.702 9,47 67,98 136.726.643

Servizio sociale professionale 43.851 7.648.480 5,59 73,57 136.726.643

Assistenza Domiciliare Integrata con servizi sanitari 10.941 7.023.621 5,14 78,71 136.726.643

Assegno di cura 11.969 4.780.236 3,50 82,21 136.726.643

Integrazione sociale 78.904 3.394.105 2,48 84,69 136.726.643

Voucher, buono socio-sanitario 1.332 2.726.573 1,99 86,68 136.726.643

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 2.019 2.193.413 1,60 88,29 136.726.643

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi 182
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA ANZIANI
PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00

Assistenza domiciliare socio-assistenziale 24,65

Strutture residenziali 20,92

Retta per prestazioni residenziali 12,95

Centri diurni 9,47

Servizio sociale professionale 5,59

Assistenza Domiciliare Integrata con servizi sanitari 5,14

Assegno di cura 3,50

Integrazione sociale 2,48

Voucher, buono socio-sanitario 1,99

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 1,60

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
183
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 45 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA DISABILI
% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Sostegno socio-educativo scolastico 5.056 26.211.986 28,70 28,70 91.319.556

Centri diurni 2.442 10.467.593 11,46 40,17 91.319.556

Strutture residenziali 1.371 8.517.760 9,33 49,49 91.319.556


Trasporto sociale (compreso trasporto scolastico se non compreso nel diritto allo
5.536 7.872.412 8,62 58,11 91.319.556
studio)
Sostegno all'inserimento lavorativo 2.513 3.861.223 4,23 62,34 91.319.556

Assegno di cura 1.285 3.196.152 3,50 65,84 91.319.556

Attività di Servizio sociale professionale 12.170 3.044.839 3,33 69,18 91.319.556

Retta per prestazioni residenziali 348 2.924.926 3,20 72,38 91.319.556

Assistenza domicilare socio-assistenziale 1.082 2.645.345 2,90 75,28 91.319.556

Integrazione sociale 31.997 2.472.270 2,71 77,98 91.319.556

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
184
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA DISABILI
PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 35,00

Sostegno socio-educativo scolastico 28,70

11,46

Strutture residenziali 9,33

8,62

Sostegno all'inserimento lavorativo 4,23

3,50

Attività di Servizio sociale professionale 3,33

3,20

Assistenza domicilare socio-assistenziale 2,90

2,71

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
185
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 15 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA MULTIUTENZA
% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Spese di organizzazione (personale amministrativo, tecnico e di gestione) 0 29.068.933 66,94 66,94 43.427.316

Segretariato sociale, sportello sociale, accesso unitario alla rete servizi 171.373 4.813.471 11,08 78,02 43.427.316

Altro 0 4.599.738 10,59 88,61 43.427.316

Piani di zona 0 1.858.319 4,28 92,89 43.427.316

Attività di informazione e sensibilizzazione: campagne informative etc. 0 1.034.942 2,38 95,28 43.427.316

Ufficio di Piano 0 580.322 1,34 96,61 43.427.316

Sistema informativo e osservatori 0 419.840 0,97 97,58 43.427.316

Formazione del personale 0 360.928 0,83 98,41 43.427.316

Interventi per favorire la realizzazione dell'integrazione socio-sanitaria 0 264.543 0,61 99,02 43.427.316

Altri interventi che favoriscono la programmazione e la crescita del sistema 0 198.057 0,46 99,47 43.427.316

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
186
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA MULTIUTENZA
PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 10,00 20,00 30,00 40,00 50,00 60,00 70,00 80,00

Spese di organizzazione (personale amministrativo, tecnico e di gestione) 66,94

Segretariato sociale, sportello sociale, accesso unitario alla rete servizi 11,08

Altro 10,59

Piani di zona 4,28

Attività di informazione e sensibilizzazione: campagne informative etc. 2,38

Ufficio di Piano 1,34

Sistema informativo e osservatori 0,97

Formazione del personale 0,83

Interventi per favorire la realizzazione dell'integrazione socio-sanitaria 0,61

Altri interventi che favoriscono la programmazione e la crescita del sistema 0,46

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
187
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI - CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 40 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA POVERTA’ E DISAGIO ADULTI


% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Strutture residenziali 1.636 3.685.868 14,76 14,76 24.972.778

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 4.178 3.574.380 14,31 29,07 24.972.778

Servizio sociale professionale 183.560 2.828.176 11,33 40,40 24.972.778

Integrazione sociale 16.413 2.078.047 8,32 48,72 24.972.778

Interventi per altre categorie del disagio adulti(Anche Nomadi):Borse Lavoro, Ins.Lav 1.954 2.035.861 8,15 56,87 24.972.778

Contributi generici ad associazioni sociali 0 1.608.254 6,44 63,31 24.972.778

Altro 2.183 1.395.713 5,59 68,90 24.972.778

Retta per prestazioni residenziali 141 996.613 3,99 72,89 24.972.778

Aree attrezzate per Nomadi 766 743.930 2,98 75,87 24.972.778

Centri diurni 620 733.796 2,94 78,81 24.972.778

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
188
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA POVERTA' E DISAGIO ADULTI


PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 2,00 4,00 6,00 8,00 10,00 12,00 14,00 16,00

Strutture residenziali 14,76

14,31

Servizio sociale professionale 11,33

8,32

Interventi per altre categorie del disagio adulti(Anche Nomadi):Borse


8,15
Lavoro, Ins.Lav

6,44

Altro 5,59

3,99

Aree attrezzate per Nomadi 2,98

2,94

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
189
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 35 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA IMMIGRATI
% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Integrazione sociale 63.589 5.254.870 30,29 30,29 17.350.666

Strutture residenziali 3.317 4.492.579 25,89 56,18 17.350.666

Altro 2.704 1.412.506 8,14 64,32 17.350.666

Altro 8.265 999.744 5,76 70,08 17.350.666

Servizio sociale professionale 3.989 882.113 5,08 75,17 17.350.666

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 1.190 757.802 4,37 79,53 17.350.666

Altro 322 733.048 4,22 83,76 17.350.666

Altro 18.101 682.742 3,93 87,69 17.350.666

unità di strada, ecc. 1.184 426.241 2,46 90,15 17.350.666

Contributi economici per alloggio 462 336.918 1,94 92,09 17.350.666

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
190
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA IMMIGRATI
PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 35,00

Integrazione sociale 30,29

Strutture residenziali 25,89

Altro 8,14

Altro 5,76

Servizio sociale professionale 5,08

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 4,37

Altro 4,22

Altro 3,93

unità di strada, ecc. 2,46

Contributi economici per alloggio 1,94

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
191
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 36 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA GIOVANI
% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Altro 301.380 3.972.105 35,97 35,97 11.042.307

Centri di Aggregazione 42.531 2.159.761 19,56 55,53 11.042.307

Attività ricreative, sociali, culturali 91.296 1.576.504 14,28 69,81 11.042.307

Altro 3.649 1.333.007 12,07 81,88 11.042.307

Altro 3.994 376.175 3,41 85,29 11.042.307

Servizio sociale professionale 1.744 297.234 2,69 87,98 11.042.307

Altro 31.691 230.295 2,09 90,06 11.042.307

Contributi generici ad associazioni sociali 381 228.777 2,07 92,14 11.042.307

Interventi per l'integrazione sociale dei soggetti deboli o a rischio 878 204.639 1,85 93,99 11.042.307

Sostegno socio-educativo territoriale e/o domiciliare 292 149.610 1,35 95,34 11.042.307

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
192
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA GIOVANI
PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 35,00 40,00

Altro 35,97

Centri di Aggregazione 19,56

Attività ricreative, sociali, culturali 14,28

Altro 12,07

Altro 3,41

Servizio sociale professionale 2,69

Altro 2,09

Contributi generici ad associazioni sociali 2,07

Interventi per l'integrazione sociale dei soggetti deboli o a rischio 1,85

Sostegno socio-educativo territoriale e/o domiciliare 1,35

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
193
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI
I PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU’ ELEVATA SU COMPLESSIVI 36 SERVIZI
(con percentuale cumulata)

AREA DIPENDENZE
% su spesa SPESA
Spesa Netta % su spesa
Elemento Utenti totale TOTALE
Sociale totale
CUMULATA AREA

Integrazione sociale 45.731 1.765.737 30,79 30,79 5.734.319

Contributi economici per l'inserimento lavorativo 371 723.756 12,62 43,41 5.734.319

Altro 3.418 590.497 10,30 53,71 5.734.319

Altro 791 442.585 7,72 61,43 5.734.319

Attività di Servizio sociale professionale 5.783 346.494 6,04 67,47 5.734.319

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 371 328.106 5,72 73,19 5.734.319

Altro 779 300.850 5,25 78,44 5.734.319

Sostegno all'inserimento lavorativo 156 278.427 4,86 83,30 5.734.319

Sostegno socio-educativo territoriale e/o domiciliare 804 212.200 3,70 87,00 5.734.319

unità di strada, ecc. 1.835 186.969 3,26 90,26 5.734.319

segue figura

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
194
SPESA SOCIALE DEI COMUNI SINGOLI E/O ASSOCIATI – CONSUNTIVO
2005 DATI PROVVISORI

AREA DIPENDENZE
PRIMI 10 SERVIZI CON SPESA NETTA PIU ELEVATA

- 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 35,00

Integrazione sociale 30,79

Contributi economici per l'inserimento lavorativo 12,62

Altro 10,30

Altro 7,72

Attività di Servizio sociale professionale 6,04

Contributi economici ad integrazione del reddito familiare 5,72

Altro 5,25

Sostegno all'inserimento lavorativo 4,86

Sostegno socio-educativo territoriale e/o domiciliare 3,70

unità di strada, ecc. 3,26

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
195
RIPARTO

FONDO REGIONALE POLITICHE SOCIALI ANNO


2007

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
2004 2005 2006 2007
86.548.668,8 75.273.250,2 95.360.985,9
euro 7 55.452.045,61 0 6

Fondo Sociale Regionale

120.000.000

100.000.000 2007
2004
80.000.000 2006

60.000.000
2005

40.000.000

20.000.000

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
197
Tipologia
risorse 2004 2005 2006 2007

Risorse statali 73.201.295,65 37.801.223,98 55.325.057,80 75.943.214,22

Risorse regionali 13.347.373,69 17.650.821,62 19.948.192,40 19.575.000,00

Totale 86.548.669,34 55.452.045,60 75.273.250,20 95.518.214,22

Per il 2007 i fondi statali sono così


costituiti:

Fondo Nazionale Politiche Sociali 52.550.809,84


Fondo politiche
della famiglia 6.842.186,00

Piano straordinario servizi socio-ducativi 8.401.481,00

Fondo per le non autosufficienze 7.957.228,26

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
198
Descrizione 2004 2005 2006 2007
Fondo indistinto Comuni 32.000.000,00 22.400.000,00 31.500.000,00 37.000.000,00
Ufficio di Piano e Sportello sociale 600.000,00 600.000,00 2.000.000,00 3.400.000,00
Fondo indistinto e finalizzato Province 2.545.532,28 1.530.994,60 2.193.160,82 2.193.160,82
Iniziative promozionali 2.800.000,00 2.325.550,00 2.836.980,00 2.364.898,64
Politiche familiari, Infanzia e adolescenza 26.893.137,06 16.321.368,83 22.033.109,38 31.742.926,50
Programmi Giovani e Dipendenze 4.000.000,00 1.600.000,00 1.600.000,00 1.700.000,00
Immigrazione 4.129.999,53 3.020.000,00 3.160.000,00 3.810.000,00
Esclusione sociale e povertà 3.580.000,00 2.626.000,00 2.800.000,00 3.350.000,00
Anziani e disabili 10.000.000,00 5.028.132,18 7.150.000,00 9.957.228,26
Totale 86.548.668,87 55.452.045,61 75.273.250,20 95.518.214,22

40.000.000,00

35.000.000,00 2004
2005
30.000.000,00 2006
2007
25.000.000,00
euro

20.000.000,00

15.000.000,00

10.000.000,00

5.000.000,00

-
Fondo indistinto Ufficio di Piano e Fondo indistinto e Iniziative Politiche familiari, Programmi Immigrazione Esclusione sociale Anziani e disabili
Comuni Sportello sociale finalizzato promozionali Infanzia e Giovani e e povertà
Province adolescenza Dipendenze

aree di intervento

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
199
RIPARTIZIONE DELLE RISORSE AI SENSI
DELL’ART. 47 DELLA L. 2/2003 – ANNO 2007

Destinatari Euro %

Comuni 70.409.414,26 73,7

Province 22.743.901,32 23,8

Altri 2.364.898,64 2.5

Totale 95.518.214,22 100,0


di cui %
39.318.437,20 Assegnati ai singoli 55,8 (Fondo indistinto, Centri Famiglie, Conciliazione)
31.090.977,06 Comuni 44,2
Assegnati ai Distretti
2.843.160,82 Gestiti dalle Province 12,5 (Fondo indistinto, OSS, progr. Prov. Immigrati e
19.900.740,50 Assegnati dalle 87,5 minori)
Province ad altri (Nidi)
soggetti

Destinatari Fondo Sociale Regionale

Altri
Province 2,5%
23,8%

Comuni
73,7%

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
200
FONDO SOCIALE REGIONALE ANNO 2007 - QUOTA INDISTINTA AI COMUNI

Deliberazione Assemblea Legislativa n.144 del 28 novembre 2007


RIFERIMENTI: Deliberazione Giunta regionale n. 2128 del 20 dicembre 2007

RISORSE : 37.000.000,00

CRITERI DI RIPARTO:
Quota Criterio classi peso
0 - 17 2
70% popolazione ponderata 18-64 1
> 65 2
0-5 1
6-9 2
13% n. comuni del distretto
10-14 3
> 14 4
0 - 100 4
101-200 3
13% densità popolazione 201-300 2
301-399 1
> 400 0,5
4% comuni montani popolazione

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
201
Area di intervento 2007
Fondo indistinto Comuni 37.000.000,00
Ufficio di Piano 2.000.000,00
Sportello sociale 1.400.000,00
Fondo indistinto e finalizzato Province 2.193.160,82
Iniziative promozionali 2.364.898,64
Politiche familiari, Infanzia e adolescenza 31.742.926,50
Programmi Giovani e Dipendenze 1.700.000,00
Immigrazione 3.810.000,00
Esclusione sociale e povertà 3.350.000,00
Anziani e disabili 9.957.228,26
Totale 95.518.214,22

Esclusione sociale e
povertà Anziani e disabili
3,5% Fondo indistinto
Immigrazione 10,4%
Comuni
4,0%
38,7%
Programmi Giovani e
Dipendenze
1,8%

Ufficio di Piano
Politiche familiari, 2,1%
Infanzia e Iniziative promozionali
adolescenza 2,5% Fondo indistinto e Sportello sociale
33,2% finalizzato Province 1,5%
2,3%

Servizio Programmazione e Sviluppo del Sistema dei Servizi Sociali. Promozione Sociale, Terzo Settore, Servizio Civile – Angelo Bergamaschi
202
Sicurezza sul Lavoro (nei cantieri
edili)

Direzione Generale Programmazione territoriale e


negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali

Leonardo Draghetti
18 Gennaio 2008

203
CABINA DI REGIA SULLA
SICUREZZA DEL LAVORO

Assessorato alle Assessorato


politiche per la alla mobilità e
salute trasporti
Assessorato alla Assessorato Assessorato alla
scuola, formazione alle attività programmazione
professionale, produttive, e sviluppo
università, lavoro, sviluppo territoriale
pari opportunità economico,
piano
telematico

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
204
QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO

Unione Europea: Direttive

83/477/CEE, 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 92/57/CEE, 92/58/CEE, 93/88/CEE,

95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 1999/92/CE, 2000/39/CE, 2000/54/CE, 2001/45/CE e recepisce le direttive 2002/44/CE, 2003/10/CE e

2003/18/CE

La strategia per il periodo 2007-2012 si articola in una serie di azioni a livello europeo e
nazionale nei seguenti campi:

- Miglioramento e semplificazione della legislazione in vigore e rafforzamento della sua


applicazione nella pratica mediante strumenti non vincolanti (scambi di buone pratiche,
campagne di sensibilizzazione, migliore informazione e formazione).

- Definizione e attuazione di strategie nazionali adattate alla situazione specifica di


ciascuno Stato membro, dirette ai settori e alle imprese maggiormente interessati e
finalizzate a obiettivi nazionali di riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.

- Inclusione dei temi della salute e della sicurezza sul lavoro nelle altre politiche europee
(istruzione, sanità pubblica, ricerca) e perseguimento di nuove sinergie.

- Individuazione
Direzione Generale e territoriale
Programmazione valutazione deiintese.
e negoziata, possibili nuovi
Relazioni rischi
europee mediante
e internazionali la ricerca,
– Leonardo Draghetti lo scambio di
205
conoscenze e l'applicazione pratica dei risultati.
NORMATIVA NAZIONALE

- Costituzione (art. 1 e 3)
- Decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 “Attuazione direttive per protezione lavoratori”
- Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e successive modifiche ed integrazioni
- Decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e successive modifiche ed integrazioni
Legge 3 agosto 2007, n. 123 “Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e
delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia”
- Decreto Legislativo 163/2006 “Codice dei contratti pubblici lavori, forniture e servizi” (modifica
art. 86: verifica di congruità delle offerte per i costi del lavoro e della sicurezza)
DL 223/2006 (Decreto Bersani) sospensione attività per irregolarità di lavoro nero o gravi
violazioni della sicurezza.
- Modifica al D. lgs. 231/2001 sulla responsabilità ammi.tiva delle persone giuridiche. Sono
introdotti i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, per violazioni relative all’antifortunistica,
igiene e salute del alvoro
DM 24 ottobre 2007
- In corso la definizione di un Testo Unico sulla sicurezza del lavoro: Disegno di legge al
Parlamento (Senato, DdL n. 1507), che prevede una delega al Governo al fine di razionalizzare
e riorganizzare in un testo unico l’intera materia di “salute e sicurezza del lavoro” .

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
206
NORMATIVA REGIONALE

- Delibera di Giunta n. 733/2001 “Promozione della sicurezza, della regolarità e della qualità sociale
delle condizioni di lavoro in Emilia-Romagna. Approvazione linee di intervento”

- Delibera di Giunta n. 1181/2003 “Protocollo d’intesa per la qualita’, la regolarita’ e la sicurezza del
lavoro e delle prestazioni negli appalti, nelle forniture e servizi pubblici”

- Legge regionale 1 agosto 2005, n. 17 “Norme per la promozione dell’occupazione, della


qualita’,sicurezza e regolarita’ del lavoro”

- Progetto di legge della Giunta regionale (oggetto consiliare n. 665)“Disciplina regionale in


materia di lavori pubblici”

- Delibera di Giunta n. 1024/2007 “Approvazione proposta protocollo intesa tra la regione emilia-
romagna e gli operatori economici che partecipano alla realizzazione degli interventi di edilizia
abitativa realizzati con finanziamenti regionali per la definizione dei requisiti di accreditamento degli
operatori.”

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
207
La Regione Emilia-Romagna con la legge r. 17/2005 “Norme per la promozione
dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro” ha definito le proprie
strategie in tema di promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro.
Conformemente alle indicazioni della Comunità Europea sono stati previsti interventi di parte
pubblica diretti a sostenere le profonde trasformazioni sociali finalizzate a promuovere una buona
qualità del lavoro, di cui gli aspetti legati alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro,
costituiscono una componente essenziale ed irrinunciabile.
L'agenda degli interventi regionali è stata articolata su un sistema pubblico di intervento
integrato, che ha incluso le azioni di carattere specifico dirette al contrasto degli infortuni sul lavoro
e delle malattie professionali in strategie locali di governance attiva, volte da una parte a
valorizzare il principio di partecipazione ed i metodi della concertazione sociale e dall'altra quello
delle collaborazioni istituzionali più ampie. E’ stato così possibile sviluppare a livello dei territori
azioni in grado di sostenere veri e propri patti per la promozione della salute e la qualità del lavoro,
ma anche, implicitamente, per la competitività e l'innovazione.
Riflessione che deve essere sviluppata anche in relazione alle importanti innovazioni introdotte
nell’ordinamento dalle disposizioni immediatamente precettive della Legge 3 agosto 2007, n. 123
“misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il
riassetto e la riforma della normativa in materia” e da quelle che verranno assunte entro pochi
mesi (nove dalla pubblicazione della citata legge) e che saranno volte al riassetto e alla riforma
complessiva della normativa di settore.

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
208
Coordinamento e potenziamento dell’azione regionale in tema di sicurezza ed igiene del
lavoro

E’ opportuno consolidare l’azione regionale di coordinamento attraverso la costituzione di una specifica Cabina di regia
regionale, l’istituzione di stabili strumenti di consultazione delle Organizzazioni sindacali e datoriali ed il potenziamento del
Comitato di coordinamento della Pubblica Amministrazione, istituito ai sensi dell’art. 27 del D.Lgs 626/94.

La Cabina di regia regionale in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, coordinerà le specifiche politiche attive
regionali, integrando le azioni svolte dagli Assessorati competenti in materia, superando alcune frammentazioni degli
interventi. I compiti e gli obiettivi della Cabina di regia verranno stabiliti con apposito atto amministrativo.

Il Comitato consultivo regionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, composto dai soggetti istituzionali
presenti nella Cabina di regia, dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente maggiormente rappresentative e dalle
Associazioni datoriali, svolgerà funzioni consultive e propositive rispetto alla materia. Il Comitato opererà nel rispetto delle
diverse responsabilità istituzionali, in un’ottica di confronto su un piano di rappresentanza paritetica, sviluppando pratiche di
relazioni formalizzate tra parti sociali ed istituzioni. Entrambe le strutture dovranno definire modalità di collegamento con il
Comitato di coordinamento della Pubblica Amministrazione, già istituito presso questa Regione.

Il Comitato di coordinamento degli interventi della Pubblica Amministrazione in materia di sicurezza e salute nei
luoghi di lavoro (ex art. 27 del D.Lgs 626/94) è stato istituito con delibera di Consiglio Regionale 18 luglio 1998 n. 930. E’
presieduto dall’Assessore alle politiche per la salute, ed è composto oltre che dai soggetti pubblici competenti in materia
anche da rappresentanti dell’Assessorato regionale alla scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità
e dell’Assessorato alle attività produttive, sviluppo economico, piano telematico, e da rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI. La
delibera costitutiva ha previsto tra l’altro la partecipazione ai lavori delle parti sociali comparativamente maggiormente
rappresentative a livello regionale.

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
209
La citata Legge 123/07 ha fissato i presupposti per una maggiore efficacia dell’azione di coordinamento -
complessiva e non settoriale - realizzabile nell’ambito del Comitato, conferendo poteri sostitutivi in caso di
inadempimento da parte di Amministrazioni ed Enti pubblici, rispetto agli impegni assunti. Tale potere, come è
noto, è oggi temporaneamente affidato alle Province, in attesa che venga emanato uno specifico DPCM che
trasferirà detta previsione in capo al Presidente della Giunta Regionale o Assessore delegato (visto il combinato
disposto con il DPCM 5 dicembre ‘97). Poiché non vi è motivo di credere che il previsto DPCM tardi nella sua
emanazione è auspicabile che a breve il Comitato regionale di coordinamento possa continuare la propria attività
(peraltro non sospesa dalla citata legge) in maniera più incisiva ed efficace in termini di coordinamento della
Pubblica Amministrazione e della conseguente realizzazione di progetti condivisi. Coordinamento che
troverebbe oggi un ulteriore punto di forza nelle Amministrazioni provinciali, che costituirebbero il punto di snodo
della realizzazione dei progetti a livello decentrato.
Il Comitato dovrà necessariamente essere allargato, sulla base delle nuove esigenze, all’Assessorato alla
programmazione e sviluppo territoriale e a quello alla mobilità e trasporti, coincidendo in questo modo
con la struttura tecnica della costituenda Cabina di regia.
Dovrà, inoltre, essere confermata la partecipazione ai lavori delle parti sociali comparativamente maggiormente
rappresentative a livello regionale al fine di assicurare le relative forme di consultazione.
La legge 123/07 all’art. 1 lett. i) (provvedimenti delegati) con ogni probabilità modificherà ulteriormente i compiti
e la composizione del Comitato in parola che dovrà essere previsto “su base tripartita e di norma paritetica”,
superando l’attuale impostazione normativa, derivata dal DPCM 5 dicembre ‘97, che relega nel mero ambito
consultivo il rapporto con le parti sociali.
Il Comitato così ridefinito potrà a pieno titolo e in coerenza con le indicazioni nazionali svolgere una vera e
propria funzione di indirizzo e validare “su base volontaria, codici di condotta ed etici e delle buone prassi che
orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della responsabilità sociale, dei
lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente”.
Sarà così possibile realizzare una vera e propria trilateralità, dalla quale è legittimo aspettarsi buoni risultati in
tema di miglioramento dei livelli di tutela dei lavoratori.

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210
PROGRAMMI, PROGETTI, ACCORDI E
INIZIATIVE

CHIARO SICURO REGOLARE:


Programma regionale d’intervento per promuovere ed accrescere la “qualità” delle condizioni e delle prestazioni di lavoro in
Emilia-Romagna
Protocolli d’intesa tra P.A., associazioni sindacali, economiche INPS, INAIL, Direzione Regionale del Lavoro, Casse edili
Sicurezza sul lavoro in edilizia
Progetto presentato il 2 luglio 2007 realizzato da Formedil – (ente bilaterale per la formazione in edilizia), costituito dalle
associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali regionali del settore delle costruzioni
Accordi e specifici progetti di vigilanza
Protocollo di intesa fra Presidenza della Giunta regionale, Università degli studi di Bologna, ISPESL, INAIL per la
promozione dell’attività nel campo della salute, dell’igiene e della sicurezza del lavoro, con particolare orientamento alla
prevenzione, diagnosi, cura-riabilitazione e riconoscimento medico legale delle patologie degli arti superiori da movimenti
ripetuti (delibera di Giunta regionale 1069/2006);
Protocollo di intesa fra Presidenza della Giunta regionale, Organizzazioni sindacali FILCEM CGIL, FEMCA CISL, UILCEM
UIL, Confindustria ceramica e INAIL, per la prevenzione degli infortuni e promozione della salute nel distretto della ceramica
(delibera di Giunta regionale 1060/2007);
Azioni coordinate con la Direzione regionale del lavoro volte al contrasto del lavoro irregolare e delle violazioni alle normative
in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. Si citano a questo proposito la Campagna europea sicurezza in edilizia, svolta
nel 2003 e ripetuta nel 2004 e la Campagna “10.000 cantieri” attualmente in corso.
Linee Guida D.P.R. 222/03 “Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in
attuazione dell'articolo 31, comma 1, della L. 11 febbraio 1994, n. 109” (ITACA – Conferenza delle Regioni 1/3/2006).
Linee Guida per la sicurezza delle grandi opere.
Linee guida per i costi della sicurezza per forniture e servizi

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211
IL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE

E’ opportuno riorganizzare il Sistema informativo regionale dedicato alla


materia ponendo in rete tra di loro le numerose fonti oggi disponibili sia a livello
locale, sia a livello nazionale.
Il Sistema informativo lavoro della Regione Emilia-Romagna, che condivide
informazioni con INAIL, INPS, DPL;
Il sistema informativo della Regione Emilia-Romagna in tema di infortuni
sul lavoro e malattie professionali, che attinge le proprie informazioni
dall’INAIL, dall’ISPESL e dalle denunce che pervengono alle A. USL;
L’osservatorio regionale dei Lavori, Forniture e Servizi, per la sicurezza e
tutela del lavoro nei cantieri edili (mediante integrazione delle banche dati
esistenti) che segnali alle Autorità competenti possibili fenomeni di
inosservanza o violazione delle norme in materia;

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212
LA MATERIA DELLA SICUREZZA
DEL LAVORO NEI CANTIERI EDILI

Art. 4 D.lgs. 163/2006


Competenze legislative di Stato, Regioni e Province autonome.

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la potestà normativa nelle materie oggetto del
presente codice nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e delle disposizioni relative a materie di
competenza esclusiva dello Stato.
2. Relativamente alle materie oggetto di competenza concorrente, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano esercitano la potestà normativa nel rispetto dei principi fondamentali contenuti nelle norme del presente
codice, in particolare, in tema di programmazione di lavori pubblici, approvazione dei progetti ai fini urbanistici ed
espropriativi, organizzazione amministrativa, compiti e requisiti del responsabile del procedimento, sicurezza del
lavoro.
3. Le regioni, nel rispetto dell’articolo 117, comma secondo, della Costituzione, non possono prevedere una disciplina
diversa da quella del presente codice in relazione: alla qualificazione e selezione dei concorrenti; alle procedure di
affidamento, esclusi i profili di organizzazione amministrativa; ai criteri di aggiudicazione; al subappalto; ai poteri di
vigilanza sul mercato degli appalti affidati all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
alle attività di progettazione e ai piani di sicurezza; alla stipulazione e all’esecuzione dei contratti, ivi compresi
direzione dell’esecuzione, direzione dei lavori, contabilità e collaudo, ad eccezione dei profili di organizzazione e
contabilità amministrative; al contenzioso. Resta ferma la competenza esclusiva dello Stato a disciplinare i contratti
relativi alla tutela dei beni culturali, i contratti nel settore della difesa, i contratti segretati o che esigono particolari
misure di sicurezza relativi a lavori, servizi, forniture.

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213
Regione Calabria
Disegno di legge regionale 5 settembre 2007, n. 227
Istituzione dell’Autorità regionale denominata “stazione unica appaltante” e disciplina sulla trasparenza in materia di
contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Regione Campania
Deliberazione Giunta Regionale n. 1744 del 5 ottobre 2007 (BURC n. 56 del 29.10.2007)
Legge regionale n. 3/07, art. 73, comma 2, lett. g) e art. 53, comma 3. Istituzione della Unita’ operativa per il
controllo della sicurezza sui cantieri.

Regione Lazio
Legge regionale n. 16 del 18 settembre 2007
Disposizioni dirette alla tutela del lavoro, al contrasto e all’emersione del lavoro non regolare.

Regione Liguria
Legge regionale 13 agosto 2007, n. 30 (BURL 22 agosto 2007 n. 14)
Norme regionali per la sicurezza e la qualità del lavoro.

Regione Marche
Proposta di legge 11 settembre 2007, n.184
Norme in materia di costi per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei cantieri temporanei o
mobili.

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214
Regione Autonoma Sicilia
Legge regionale 21 agosto 2007, n. 20 (GURS 31 agosto 2007 n. 26)
Modifiche ed integrazioni alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotta dalla legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 e successive modifiche e integrazioni, recante norme in materia di lavori pubblici. Disposizioni in
materia di prevenzione e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili. Proroga di termini in materia di edilizia
agevolata e convenzionata. Disposizioni in materia di finanziamenti agevolati e contributi del POR Sicilia 2007-
2013.
Regione Veneto
Legge regionale 20 luglio 2007, n. 17 (BUR n. 65/2007)
Modifiche alla legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 “Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di
interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche”

Regione Toscana
Legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (BURT 18 luglio 2007 n. 20)
Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro

Provincia Autonoma di Trento


Disegno di legge 25 giugno 2007, n. 250
Modifiche della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 (Norme in materia di lavori pubblici di interesse
provinciale e per la trasparenza negli appalti), a seguito dell'entrata in vigore della direttiva n. 2004/18/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi

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215
Numerose evidenze mostrano che, anche in territori ad economia avanzata come la Regione
Emilia Romagna, le condizioni dei lavori svolti nei cantieri edili, pubblici e privati, presentano
gravi carenze in termini di sicurezza materiale e di rispetto delle condizioni contrattuali e di
tutela dei lavoratori che a diverso titolo vi operano. A tal proposito le serie statistiche sugli
infortuni nei luoghi di lavoro testimoniano della gravità assunta dal fenomeno nell’ambito dei
cantieri edili.
Le tematiche della sicurezza nei cantieri edili e del rispetto delle condizioni normative e
contrattuali e dei conseguenti obblighi assicurativi e previdenziali dei lavoratori, pur essendo
diverse, presentano rilevanti connessioni: sussiste, infatti, una relazione diretta tra violazione
delle condizioni di sicurezza e scarso rispetto delle norme in materia contrattuale,
assicurativa e previdenziale.
Il fatto che tali condizioni siano state rilevate in una pluralità di cantieri, sia a committenza
pubblica, sia a committenza privata, del territorio regionale, mostra la necessità per la
Regione Emilia Romagna di affrontare, nell’ambito delle proprie competenze legislative,
queste gravi problematiche sociali mediante la definizione di specifiche prescrizioni
normative che però non si limitino ad essere disposizioni di natura programmatica.
Occorre, inoltre, tenere conto che tali fenomeni si manifestano nell’ambito di una filiera
produttiva che presenta caratteristiche specifiche di natura organizzativa, connesse alla
peculiare struttura di mercato del settore, caratterizzata da numerose piccole e micro-
imprese. Ciò pone un problema rispetto alla adeguata qualificazione delle imprese che
operano nel settore, dal momento che, la presenza sul territorio di imprese che operano
mediante lavoratori, in tutto o in parte, esclusi dalle tutele previste, consente a questi soggetti
di operare in modo anticoncorrenziale rispetto alle imprese che, invece, sostengono i costi
necessari e conseguenti all’applicazione delle norme in questione.

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
216
Certamente sarà necessario ed opportuno tener conto del nuovo quadro normativo che
risulterà in ambito statale, tuttavia, la Regione Emilia Romagna – a questo proposito
ripetutamente sollecitata dalle associazioni di categoria dei lavoratori e dei datori di lavoro –
può intervenire su alcune tematiche specifiche, di notevole importanza.

La ratio del PdL regionale dovrebbe prevedere una articolazione delle modalità di intervento
e degli istituti giuridici coerente alle diverse condizioni che caratterizzano le esigenze di
tutela e sicurezza del lavoro, con riferimento all’attività svolta nei cantieri, pubblici e
privati, nei quali si rilevano le maggiori criticità.

Un primo gruppo di disposizioni attiene alle condizioni di sicurezza e di tutela della salute
e del lavoro relative ai cantieri edili pubblici e privati. Si tratta di disposizioni che, in altri
termini, costituiscono un corpus di norme comuni riferite alla generalità dei cantieri edili.
Un secondo gruppo di disposizioni si potrebbe riferirsi, invece, alle tematiche relative alla
sicurezza e tutela nell’ambito dei lavori pubblici. Queste disposizioni costituiscono un corpus
a sé in quanto devono considerare i limiti imposti dalla vigente normativa statale in materia
di contratti pubblici (d.lgs. n. 163/2006 – Codice dei contratti pubblici), così come da ultimo
definiti dalla Corte Cost. (sent. 23 novembre 2007, n. 401), la quale ha ulteriormente ridotto
gli spazi di competenza lasciati alla legislazione regionale in subiecta materia.
Un terzo gruppo di disposizioni relative agli interventi di edilizia residenziale pubblica e/o
convenzionata. Queste disposizioni fanno riferimento, invece, ad un ambito normativo, per
altro già disciplinato dalla Regione Emilia Romagna, rispetto al quale la Regione è presente
anche come amministrazione erogatrice di contributi.
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217
ALCUNI DATI E CONSIDERAZIONI

Le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro rappresentano in Europa un


grosso onere per lavoratori e datori di lavoro.
In un anno si contano circa quattro milioni di infortuni sul lavoro, che sotto il
profilo economico rappresentano un costo enorme per l'economia europea. Una
quota considerevole di tale costo ricade sui sistemi di previdenza sociale e sulle
finanze pubbliche.
Particolarmente esposte al rischio sono risultate le piccole e medie imprese, in
cui si verificano l'82% delle lesioni professionali e il 90% degli infortuni mortali sul
lavoro. I settori della costruzione, dell'agricoltura, dei trasporti e della sanità
sono quelli che presentano il rischio più elevato di infortuni sul lavoro;
I giovani, gli immigrati, gli anziani, i lavoratori che prestano la loro attività in
condizioni precarie sono le categorie più fortemente colpite.

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218
VIOLAZIONE DELLE NORME
SULLA SICUREZZA

Complessivamente in tutti i settori, dato dal rapporto tra imprese controllate in


cui sono state riscontrate irregolarità e il totale delle imprese controllate in
regione, è risultato pari al 23% del totale.
Al di sopra del tasso medio regionale si colloca il comparto edile (tasso di
violazione pari al 38,7%) ed immediatamente al di sotto il comparto
metalmeccanico (22,8%).
Il 16% dei lavoratori infortunati nella nostra regione è costituito da
extracomunitari, i migranti hanno una possibilità di infortunio che è superiore
addirittura del 50% rispetto a quella dei lavoratori italiani.
Una incidenza simile si ritrova nei lavoratori precari, soprattutto se titolari di
forme contrattuali di brevissima durata, che si infortunano praticamente il doppio
di qualsiasi addetto.

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219
ITALIA
Tav. 1 - Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo 2004-2006 e denunciati all'INAIL
per anno, attività e sesso

TOTALE INFORTUNI MORTALI


ANNI Industria Dipendenti Industria Dipendenti
Agricoltura TOTALE Agricoltura TOTALE
e Servizi Conto Stato e Servizi Conto Stato

Maschi
2004 52.593 657.395 8.487 718.475 160 1.059 6 1.225
2005 50.612 631.207 8.411 690.230 127 1.047 12 1.186
2006 48.409 622.106 8.066 678.581 118 1.075 8 1.201

Femmine
2004 16.670 212.044 19.540 248.254 15 78 10 103
2005 15.837 213.744 20.157 249.738 10 75 3 88
2006 14.610 214.260 20.547 249.417 3 94 4 101

Maschi e
Femmine
2004 69.263 869.439 28.027 966.729 175 1.137 16 1.328
2005 66.449 844.951 28.568 939.968 137 1.122 15 1.274
2006 63.019 836.366 28.613 927.998 121 1.169 12 1.302

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220
Tav. 2 - Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo 2004 - 2006 e
denunciati all‘INAIL per attività, provincia e regione.

PROVINCE AGRICOLTURA INDUSTRIA E SERVIZI DIPENDENTI CONTO STATO

E REGIONI 2004 2005 2006 2004 2005 2006 2004 2005 2006

BOLOGNA 1.116 1.066 1.014 28.348 27.938 27.350 544 637 571

FERRARA 932 940 890 7.677 7.456 7.183 184 149 151

FORLI - CESENA 1.879 1.757 1.607 10.714 10.346 9.913 242 244 261

MODENA 1.241 1.130 1.132 23.707 22.743 22.310 359 334 370

PARMA 876 857 923 12.498 12.243 12.207 254 304 323

PIACENZA 676 673 694 5.959 6.132 6.343 152 196 194

RAVENNA 1.614 1.650 1.638 11.067 10.799 10.548 184 190 169

REGGIO EMILIA 958 947 857 17.582 16.632 16.174 253 242 247

RIMINI 278 280 278 9.432 9.485 9.731 139 132 154

EMILIA ROMAGNA 9.570 9.300 9.033 126.984 123.774 121.759 2.311 2.428 2.440

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221
Tav. 3 - INFORTUNI MORTALI sul lavoro avvenuti nel periodo
2004 - 2006 e denunciati all'INAIL

PROVINCE AGRICOLTURA INDUSTRIA E SERVIZI DIPENDENTI CONTO STATO

E REGIONI 2004 2005 2006 2004 2005 2006 2004 2005 2006

BOLOGNA 3 5 2 24 24 27 - 1 -

FERRARA 4 2 - 20 11 6 1 - -

FORLI - CESENA 3 1 3 4 8 9 - - 1

MODENA 2 - - 12 22 17 - - -

PARMA 2 2 1 10 12 12 - - 1

PIACENZA 1 1 3 15 13 6 - - -

RAVENNA 2 1 2 8 10 14 - - -

REGGIO EMILIA - 1 - 13 15 5 - - -

RIMINI - - 1 5 8 9 - - -
EMILIA
ROMAGNA 17 13 12 111 123 105 1 1 2

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
222
Tav.4 - Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo 2004-2006 e denunciati all'INAIL
per settore di attività economica, sesso e anno - INDUSTRIA E SERVIZI

SETTORE MASCHI E FEMMINE FEMMINE

DI ATTIVITA' ECONOMICA 2004 2005 2006 2004 2005 2006


F Costruzioni 110.639 106.436 103.894 1.414 1.524 1.620

Tav.5 - INFORTUNI MORTALI sul lavoro avvenuti nel periodo 2004-2006 e denunciati all'INAIL
per settore di attività economica, sesso e anno - INDUSTRIA E SERVIZI

SETTORE MASCHI E FEMMINE FEMMINE

DI ATTIVITA' ECONOMICA 2004 2005 2006 2004 2005 2006


F Costruzioni 311 284 318 4 2 3

Tav.6 - Infortuni sul lavoro avvenuti nell'anno 2006 e denunciati all'INAIL


per settore di attività economica e settore tariffario - INDUSTRIA E SERVIZI
e infortuni mortali avvenuti nell'anno 2006
SETTORE Altre Non
Industria Artigianato Terziario TOTALE
DI ATTIVITA' ECONOMICA Attività determinato
F Costruzioni 43.946 58.141 1.507 300 - 103.894
F Costruzioni 146 171 1 - - 318

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
223
Tav. 7 - Settore di attività: costruzioni - Anno 2006

Infortuni Denunciati dalle Aziende


In
Province e Regioni
complesso
artigiane non artig. non determ.

BOLOGNA 1.113 1.626 33 2.772

FERRARA 409 273 7 689

FORLI - CESENA 773 600 6 1.379

MODENA 1.213 896 13 2.122

PARMA 679 616 7 1.302

PIACENZA 364 308 3 675

RAVENNA 665 497 3 1.165

REGGIO EMILIA 992 598 5 1.595

RIMINI 715 445 1 1.161

EMILIA ROMAGNA 6.923 5.859 78 12.860

ITALIA 51.061 52.421 412 103.894

Direzione Generale Programmazione territoriale e negoziata, intese. Relazioni europee e internazionali – Leonardo Draghetti
224
Politiche Abitative

Servizio Politiche Abitative

Raffaele Lungarella

24 Gennaio 2008

225
Architettura normativa delle politiche per la casa

Assemblea
Legislativa
Parlamento regionale
Leggi

Atti amministrativi

Programmi Bandi,
direttive ecc.

Assemblea
Legislativa Giunta regionale
regionale

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 226


LEGGE REGIONALE 8 AGOSTO 2001 N. 24 DISCIPLINA GENERALE
DELL’INTERVENTO PUBBLICO NEL SETTORE ABITATIVO

Oggetto della legge (art. 1):


a) programmazione regionale degli interventi pubblici per le politiche abitative
b) definizione del regime giuridico e delle modalità di gestione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica
c) riordino istituzionale ed organizzativo del sistema regionale dell'edilizia
residenziale pubblica, compresa la riforma degli Iacp

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 227


L. R. 24/2001: FINALITÀ DELLE POLITICHE ABITATIVE

Le politiche abitative regionali sono finalizzate a::


a) rispondere al fabbisogno abitativo delle famiglie meno abbienti e a quello di
particolari categorie sociali attraverso l'incremento e la qualificazione del patrimonio
di alloggi di erp
b) ampliare l'offerta di abitazioni in locazione a canone ridotto rispetto ai valori di
mercato
c) assicurare il sostegno finanziario al reddito dei nuclei meno abbienti, per consentire il
loro accesso al mercato delle abitazioni in locazione
d) favorire la permanenza in alloggi di erp di assegnatari che necessitano di sostegno
sanitario o sociale, anche tramite l'adeguamento degli alloggi stessi ovvero la
mobilità prioritariamente in alloggio del medesimo immobile
e) favorire gli interventi di manutenzione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente
f) favorire l'acquisto della prima casa di abitazione, nell'ambito di programmi di
interesse pubblico
g) realizzare, completare o adeguare le dotazioni territoriali, gli interventi di
sistemazione, risanamento e bonifica ambientale anche ai fini della sicurezza
urbana, di arredo urbano delle aree verdi e degli spazi pubblici
h) promuovere l'acquisizione di aree a basso costo per l'attuazione degli interventi e la
loro messa a disposizione degli operatori
h) promuovere la qualificazione dei programmi, dei progetti degli operatori e lo
sviluppo di tecniche bioclimatiche, ecologiche e di bioarchitettura

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 228


Architettura istituzionale delle politiche per la casa

Regione

Province
Comuni

Operatori
Privati e altri Tavoli
soggetti provinciali di Acer
non pubblici concertazione

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 229


RUOLO DELLA REGIONE

La Regione esercita le funzioni di programmazione e verifica degli interventi per le


politiche abitative e di indirizzo e coordinamento delle funzioni conferite alle Province
ed ai Comuni

La Regione:

a) predispone e approva il programma regionale per le politiche abitative e i provvedimenti


b) concorre, con le amministrazioni dello Stato e con gli Enti locali interessati,
all'elaborazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica di interesse comunitario
e statale
c) determina i limiti di costo e dei requisiti prestazionali da rispettare nella realizzazione
degli interventi e verifica l'attuazione dei programmi e l'utilizzo delle risorse finanziarie
d) promuove e coordina li iniziative di ricerca e sperimentazione nel campo della
normativa tecnica e della qualificazione del processo edilizio;
e) determina i requisiti economico finanziari e di qualificazione tecnica ed organizzativa
degli operatori fruenti di contributi pubblici e definisce le modalità di accertamento e di
verifica della permanenza degli stessi

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 230


RUOLO DELLE PROVINCE

Le Province provvedono:

a) alla valutazione dei fabbisogni abitativi rilevati a livello comunale e alla


conseguente individuazione dei Comuni

b) individuazione dei Comuni o

b.1) all’istituzione di un Tavolo di concertazione con i Comuni del proprio


territorio e con la partecipazione delle parti sociali con il compito di:
1. esprimere il parere in merito alla individuazione delle priorità nella
localizzazione degli interventi per le politiche abitative
2. l'intesa sui programmi di alienazione e reinvestimento degli alloggi
di erp di cui all'art. 37
3. sviluppare forme di coordinamento e di solidarietà per la gestione
del patrimonio di erp, anche attraverso la formazione di
graduatorie intercomunali, la individuazione di procedure per la
mobilità intercomunale degli assegnatari, la definizione di canoni
uniformi per ambiti territoriali omogenei e la predisposizione di un
contratto tipo di locazione degli alloggi di erp

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 231


RUOLO DEI COMUNI

I Comuni provvedono :

a) alla rilevazione dei fabbisogni abitativi ed alla individuazione delle tipologie di


intervento
b) alla definizione degli obiettivi e delle linee di intervento per le politiche abitative
locali
c) alla predisposizione dei programmi volti alla realizzazione, manutenzione e
riqualificazione del patrimonio di erp, nonché alla promozione degli interventi di
edilizia in locazione permanente e a termine;
d) alla individuazione degli operatori che partecipano alla elaborazione e
realizzazione degli interventi
e) all'esercizio delle funzioni amministrative attinenti alla concessione e alla revoca
dei contributi agli operatori e ai singoli cittadini
f) all'accertamento dei requisiti soggettivi degli utenti delle abitazioni;
g) alla costituzione di agenzie per la locazione
h) alla disciplina della gestione degli alloggi di erp ed all’esercizio delle funzioni
amministrative in materia

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 232


RUOLO DELLE ACER

Le ACER provvedono alla:

a) gestione di patrimoni immobiliari, tra cui gli alloggi di erp, e la manutenzione, gli
interventi di recupero e qualificazione degli immobili, compresa la verifica
dell'osservanza delle norme contrattuali e dei regolamenti d'uso degli alloggi e
delle parti comuni) fornitura di servizi tecnici, relativi alla programmazione,
progettazione, affidamento ed attuazione di interventi edilizi o urbanistici o di
programmi complessi
c) gestione di servizi attinenti al soddisfacimento delle esigenze abitative delle
famiglie, tra cui le agenzie per la locazione
d) prestazione di servizi agli assegnatari di alloggi di erp e di abitazioni in
locazione.

Le ACER possono costituire o partecipare a società di scopo delle finalità sociali


cui tali soggetti sono preposti.

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 233


INTERVENTO PUBBLICO DI CONTRASTO DEL DISAGIO ABITATIVO

Mercato libero Mercato regolato

Patrimonio pubblico

Offerta
Disagio fisico privata
Fondo abbattimento
Disagio economico Offerta
Barriere architettoniche
Fondo affitto pubblica

Proprietà Affitto

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 234


REGOLAZIONE DEI PREZZI DEI CONTRATTI DI LOCAZIONE

Onerosi lo stato Non onerosi lo stato

Particolari Blocco
regimi Contributi Equo
degli affitti
contrattuali all’abbattimento canone
dei costi

Motivazioni

Variabili Variabili non Economiche Sociali


monetarie monetarie

Inflazione Monopolio

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 235


FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO ALL’ACCESSO
ALLE ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 11 LEGGE 431/1998)

Il Fondo eroga contributi integrativi per il pagamento dei canoni di


locazione dovuti ai proprietari degli immobili di proprietà sia pubblica
sia privata
I Criteri di eleggibili e di contribuzione
L’organizzazione istituzionale della gestione

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FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO ALL’ACCESSO
ALLE ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 11 LEGGE 431/1998)

Canone/
Anno Fascia Isee Ise
Ise
Criteri di
eleggibilità e di A 14 fino a 6.197,48 25.822,84
assegnazione B 18 da 6,197,48 a 9.296,22 25.822,84
Valori soglia per 2000
C 24 da 9,296,22 a 12.394,96 25.822,84
l’accesso al fondo
D 30 da 12.394,96 a 15.493,70 25.822,84
dell’Ise, dell’Isee e
dell’incidenza del A 14 fino a 6.197,48 25.822,84

canone sull’Ise. 2001


B 18 da 6,197,48 a 9.296,22 25.822,84
Valori in euro C 24 da 9,296,22 a 12.394,96 25.822,84
D 30 da 12.394,96 a 15.493,70 25.822,84
A 14 fino a 4.100,00 26.000,00
B 18 da 4.100,01 a 7.700,00 26.000,00
2002
C 24 da 7.700,01 a 10.300,00 26.000,00
D 30 da 10.300,01 a 15.500,00 26.000,00

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FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO ALL’ACCESSO
ALLE ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 11 LEGGE 431/1998)

Canone/
Anno Fascia Isee Ise
Ise

A 14 fino a 10.200,00
2003
Criteri di B 24 fino a 15.000,00 da 10200,01 a 30.000,00
eleggibilità e di
assegnazione A 14 fino a 10.450,00
Valori soglia per 2004
B 24 fino a 15.000,00 da 10450,01 a 30.000,00
l’accesso al
fondo dell’Ise, A 14 fino a 10.710,00
dell’Isee e 2005
dell’incidenza B 24 fino a 15.000,00 da 10710,01 a 30.000,00
del canone
A 14 fino a 11.110,00
sull’Ise. Valori in
2006
euro B 24 fino a 15.000,00
da 11.110,01 a
30.000,00

A 14 fino a 11.340,00
2007 da 11.340,01 a
B 24 fino a 15.000,00
30.000,00

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FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO ALL’ACCESSO
ALLE ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 11 LEGGE 431/1998)

Criteri di eleggibilità
e di assegnazione: Anno Valore Ise
Patrimonio
mobiliare
Franchigia da applicare al
patrimonio mobiliare

2000 25.822,84 15.493,70 25.822,84

2001 25.822,84 15.493,70 25.822,84

2002 26.000,00 35.000,00 Nessuna

2003 30.000,00 35.000,00 Nessuna

2004 30.000,00 35.000,00 Nessuna


Valori soglia dell’Ise e del
patrimonio mobiliare per 2005 30.000,00 35.000,00 Nessuna
l’accesso al fondo. Valori in V
a
l

euro 2006
o
30.000,00
r
i 35.000,00 Nessuna
s
o
g

2007 30.000,00 35.000,00 Nessuna


l
i
a

d
e
l
l

I
s
e

d
e
l

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella


p
a
t
239
r
i
FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO ALL’ACCESSO
ALLE ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 11 LEGGE 431/1998)

Fasce di beneficiari
Anno
A B C D

Criteri di 2000 2582,28 2324,06 1807,6 1291,14


eleggibilità e di
assegnazione: 2001 2582,28 2324,06 1807,6 1291,14
Valore massimo
del contributo per 2002 2.600,00 2.300,00 1.800,00 1.300,00
fasce di
beneficiari e anni. 2003 3.100,00 2.325,00 - -

Valori in euro
2004 3.100,00 2.325,00 - -

2005 3.100,00 2.325,00 - -

2006 3.100,00 2.325,00 - -

2007 3.100,00 2.325,00 - -

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 240


FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO ALL’ACCESSO
ALLE ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 11 LEGGE 431/1998)

Classe demografica dei comuni


Criteri di eleggibilità
e di assegnazione: Anno
< 20.000 20.000-200.000
> 200.000 e
capoluoghi di
importo massimo provincia
dei canoni mensili
per la 2000 619,75 774,69 929,62

determinazione del 2001 619,75 774,69 929,62


contributo del fondo
per anno e classe 2002 520 620 770

demografica dei 2003 520 620 770


comuni di
2004 580 680 850
localizzazione degli
alloggi. Valori in 2005 580 680 850
euro
2006 580 680 850

2007 580 680 850

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 241


I RISULTATI DELLA GESTIONE DEL FONDO PER L’AFFITTO

Anno
Fondi
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007

Stanziamento statale (in Ml di


388,78 361,52 335,70 249,18 246,50 248,25 230,14 320,66
euro)

% riparto Stato* 8,594 8,594 8,594 11,905 11,86 12,8025 9,1735 9,3101

Assegnati alla Regione dallo Stato 33,41 31,07 28,85 27,03 24,52 31,78 21,11 29,85

Bilancio Regionale 0,00 2,12 6,32 5,59 4,38 4,29 3,00 3,00

Bilancio Comunale 5,51 6,81 7,85 8,93 8,66 9,49 9,63 10,80

Totale (Stato + Regione +


38,92 39,99 43,02 41,56 37,56 45,57 33,72 43,65
Comuni)

Fabbisogno 40,22 61,73 68,19 91,10 92,97 107,49 117,09 100,49

% copertura del fabbisogno** 96,79 64,79 63,08 45,62 38,46 42,40 28,80 43,44

n. domande ammesse a contributo 20.434 31.487 35.566 39.105 40.318 44.747 48.838 48.167

n. comuni che hanno aperto i


284 309 314 306 303 316 316 314
bandi

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NUMERO MEDIO DI MENSILITÀ PAGATE
DAL FONDO NEL 2005

Classi di dimensione demografica dei Numero di mensilità del canone annuale corrispondente al contributo
Comuni
teorico totale regionale
Beneficiari di fascia A

Fino a 2.000 8,1 3,5 2,7


Da 2.001 a 5.000 8 3,3 2,7
Da 5.001 a 10.000 7,3 3,1 2,5
Da 10.001 a 20.000 7,1 2,9 2,4
Da 20.001 a 50.000 6,9 2,8 2,3
Da 50.001 a 70.000 7,2 3,1 2,4
Capoluoghi 6,9 2,9 2,3
Totale 7 3 2,4
Beneficiari di fascia B
Fino a 2.000 2,6 1,1 0,9
Da 2.001 a 5.000 3 1,2 1
Da 5.001 a 10.000 3,3 1,4 1,1
Da 10.001 a 20.000 3,4 1,4 1,1

Da 20.001 a 50.000 3,4 1,4 1,1

Da 50.001 a 70.000 3,5 1,5 1,2


Capoluoghi 3,5 1,5 1,2
Totale 3,4 1,4 1,1

Servizio Politiche Abitative – Raffaele Lungarella 243


NUMERO MEDIO DI MENSILITÀ PAGATE DAL FONDO NEL 2005
HTTP://WWW.REGIONE.EMILIA-
ROMAGNA.IT/WCM/ERMES/CANALI/TERRITORIO/CASA/FONDO_AFFITTO/PUBBLICAZIONE_AFFITTO_2007/CASA_E_AFFITTO.PDF

Classi di dimensione demografica Numero di mensilità del canone annuale corrispondente al


dei Comuni contributo
teorico totale regionale
Beneficiari di fasce A e B
Fino a 2.000 6,1 2,6 2,1
Da 2.001 a 5.000 6,2 2,6 2,1
Da 5.001 a 10.000 5,7 2,4 1,9
Da 10.001 a 20.000 5,5 2,3 1,9
Da 20.001 a 50.000 5,4 2,2 1,8
Da 50.001 a 70.000 5,5 2,4 1,9
Capoluoghi 5,5 2,4 1,9
Totale 5,6 2,4 1,9

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PROGRAMMI PER L’EDILIZIA SOCIALE

3.000 case per l’affitto e la proprietà della prima casa

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3.000 CASE

1. OBIETTIVI
2. RISORSE
• 90 milioni di euro
• 65% alla locazione e 35 alla proprietà
• 75% del totale ripartito tra le province sulla base di parametri rappresentativi
del disagio abitativo
3. CONTRIBUTI
- è costituito con risorse regionali un fondo di rotazione per concorrere nella
misura massima del 60% alla provvista del capitale impiegato dalle banche per
concedere mutui agevolati
- l’importo massimo del mutuo agevolato per alloggio è di 100 mila euro per gli
alloggi in proprietà e di 120 mila euro per quelli destinati alla locazione
permanente
4. TIPOLOGIE DI INTERVENTO FINANZIATE
• Locazione o assegnazione in godimento permanente
• Locazione o assegnazione in godimento a termine per almeno 10 anni
• Proprietà

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3.000 CASE

247
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3.000 CASE

248
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