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Rafforzare una economia ed una

società basata sulla


conoscenza

Cabina di Regia
per il coordinamento delle politiche
di programmazione e per il PTR
SOMMARIO I

Scenario
•il profilo economico e sociale dell’Emilia-Romagna Gabinetto di Presidenza della Giunta 4

Le traiettorie dello sviluppo regionale


•Priorità programmatiche della Direzione Attività Produttive, Commercio, Turismo Morena Diazzi 28
•Ricerca, Innovazione e Sviluppo Economico: dalla Legge regionale 7/2002 ai programmi
per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico Silvano Bertini 45
•Filiere produttive e internazionalizzazione: lo sportello regionale per l’internazionalizzazione Ruben Sacerdoti 63
•Energia e sviluppo: gli obiettivi e le azioni del nuovo Piano Energetico Regionale Massimo Cenerini 74

Qualità dello sviluppo e politiche pubbliche


•Le strategie e gli interventi di Politica industriale regionale Glauco Lazzari 84
•Il Settore Turistico Walter Verlicchi 95
•Le politiche della Regione Emilia – Romagna nel settore della distribuzione commerciale Paola Castellini (8) 109
•L’economia ittica regionale Aldo Tasselli 122

Piano telematico
•PITER 2007-2009: Le nuove linee guida del Piano Telematico dell’Emilia-Romagna Sandra Lotti 133
•La Regione in rete: Lepida e il programma contro il divario regionale Marco Calzolari 149
•La Community network dell‘Emilia-Romagna: un esempio concreto di organizzazione
a rete tra gli enti della regione, per governare una crescita coesa Rossella Bonora 161

Sistema informativo della mobilità


•Il sistema informativo della viabilità Stefano Grandi
180

2
SOMMARIO II

Dalla collaborazione tra Direzioni alla integrazione intraistituzionale e interistituzionale


•L’investimento sulle competenze delle persone per uno sviluppo sostenibile e coeso: l
a nuova programmazione comunitaria e il modello di governance del sistema Francesca Bergamini 196
•Il coordinamento della programmazione integrata a sostegno delle politiche intersettoriali a valenza regionale,
interregionale, nazionale e comunitaria Serenella Sandri 216

Il nuovo periodo di programmazione del FEASR e il PSR


•Programma Eegionale di Sviluppo Rurale 2007 – 2013 Poggioli 247

La R&S, il trasferimento dell’innovazione agricola nel sistema regionale


•Ricerca, sperimentazione, assistenza tecnica, formazione e trasferimento
dell’innovazione agricola nel sistema regionale Giancarlo Cargioli 277

Edilizia scolastica ed universitaria


•Edilizia scolastica ed universitaria Lucio Agrotti 301

•Politiche giovanili e culturali


•Politiche culturali Patrizia Orsola Ghedini 315
•Politiche giovanili Patrizia Orsola Ghedini 352

3
Il profilo economico e sociale
dell’Emilia-Romagna

Gabinetto di Presidenza della Giunta

20 settembre 2007

4
 Sotto il profilo strutturale l’Emilia-Romagna si connota come
una regione con elevati livelli di benessere e ricchezza,
generalmente ai vertici delle classifiche nazionali

 Gli indicatori fondamentali dell’economia confermano il buon


posizionamento della regione, con valori di reddito disponibile
e pil pro capite superiori alla media italiana.

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Indicatori strutturali in Emilia-Romagna anno 2006

n°indice
Indicatori (migliaia di €) Val. assoluti
Italia=100

Pil per abitante 30,3 120,7

Pil per unità di lavoro 60,4 101,2

Consumi interni per abitante 18,0 119,9

Reddito disponibile per abitante 21,3 121,7

Fonte: Prometeia, Scenari per le economie locali

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Indicatori strutturali in Emilia-Romagna anno 2006

Indicatori Val. assoluti %


(milioni di €) su Italia
Popolazione presente (000) 4.165,4 7,1
Prodotto interno lordo 127.302,3 8,6
Investimenti fissi lordi 27.577,7 9,0
Esportazioni di beni 41.262,0 12,8
Importazioni di beni 25.257,1 7,4
Consumi interni delle famiglie 75.861,0 8,6
Reddito disponibile delle famiglie 89.571,3 8,7

Fonte: Prometeia, Scenari per le economie locali

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In Emilia-Romagna, le condizioni di vita delle famiglie appaiono
mediamente migliori rispetto alle altre regioni italiane

 Secondo l’indagine ISTAT sulle condizioni di vita delle famiglie,


l’Emilia-Romagna risulta essere nel 2004 la seconda regione con il
reddito netto familiare annuo più alto, 38.265 €, contro una media
nazionale di 33.396 €

 L’indagine sulla povertà relativa misurata sulla base dei consumi,


evidenzia nel 2005 per l’Emilia-Romagna l’indice di povertà relativa
più basso in Italia e pari a meno di un quarto della media nazionale

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Reddito netto familiare inclusi i fitti imputati
(media in €) - 2004

Lombardia 38.976
Emilia-Romagna 38.265
Lazio 37.509
Toscana 36.882
Trentino-Alto Adige 36.023
Valle d'Aosta 35.556
Veneto 35.115
P iemonte 34.805
Friuli-Venezia Giulia 34.531
M arche 34.185
Umbria 33.336
Sardegna 31.424
Abruzzo 31.335
Liguria 30.799
Campania 27.572
M olise 26.518
P uglia 25.992
Calabria 24.757
B asilicata 24.613
Sicilia 24.246

0 5.000 10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 35.000 40.000

Fonte: Istat

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La ripartizione delle famiglie in quinti di reddito equivalente, colloca oltre la
metà delle famiglie emiliano-romagnole nelle fasce di reddito alto e medio-alto
(circa il 29% nella classe con redditi più elevati).

Famiglie per quinti di reddito equivalente (inclusi Famiglie per quinti di reddito equivalente (inclusi
fitti imputati) - Emilia-Romagna – 2004 fitti imputati) – Nord est - 2004

26,4%
22,3% 25,1%
21,2%

28,9%
14,8% 17,4% 24,7%
8,7% 10,5%

Prim o Secondo Terzo Quarto Quinto Prim o Secondo Terzo Quarto Quinto

Fonte: Istat Fonte: Istat

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Indice di povertà relativa % - 2005
Sicilia 30,8
Campania 27
B asilicata 24,5
Calabria 23,3
M olise 21,5
P uglia 19,4
Sardegna 15,9
A bruzzo 11,8
Umbria 7,3
Friuli-Venezia Giulia 7,2
P iemonte 7,1
Lazio 6,8
Valle d’A osta 6,8
M arche 5,4
Liguria 5,2
Trentino-A lto A dige 5,1
Toscana 4,6
Veneto 4,5
Lombardia 3,7
Emilia-R omagna 2,5

0 5 10 15 20 25 30 35

Fonte: Istat
n.b. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media procapite nel Paese. Nel
2005 tale spesa è risultata pari a 936,58 € mensili

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Riguardo alla struttura e alle dinamiche sociali, esistono però
fattori critici tra questi il fenomeno dell’invecchiamento della
popolazione

 Il confronto a livello nazionale ed europeo, mostra come l’Emilia-


Romagna, oltre ad avere una bassa incidenza di popolazione in età
giovanile, sia caratterizzata da un elevato peso della popolazione anziana
e conseguentemente da un indice di vecchiaia al di sopra della media
italiana e ancor più di quella europea
 negli ultimi anni, tuttavia, i dati mostrano una ripresa delle nascite che,
accompagnata da una consistente dinamica del saldo migratorio interno
ed estero, incide sull’indice di vecchiaia, invertendone la tendenza
all’incremento

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Struttura per età della popolazione residente 1.1.2005

E-R Italia UE 25

% 0-14 anni 12,3 14,1 16,2

% 65 anni e più 22,6 19,5 16,7

% 75 anni e più 11,1 9,0 7,6

% 80 anni e più 6,4 5,0 4,1

Indice di vecchiaia * 184,1 137,8 103,0

* L’indice di vecchiaia è dato dalla popolazione in età superiore ai 64 anni per 100 residenti
in età 0-14 anni.

Fonte: RER Servizio Controllo strategico e statistica, Istat, Eurostat

Gabinetto di Presidenza della Giunta 13


Indice di vecchiaia Emilia-Romagna

200

190

180

170

160

Fonte: RER Servizio Controllo strategico e statistica

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Ulteriore elemento di rilievo per il tessuto sociale ed economico è
rappresentato dal fenomeno migratorio che unisce opportunità e questioni
legate all’integrazione e alla coesione sociale

 La popolazione straniera residente in Emilia-Romagna all’1.1.2006 è


di 289.013 unità
 Negli ultimi dieci anni, la componente straniera è più che
quadruplicata e la sua incidenza sulla popolazione complessiva è
passata dall’1,8% del 1997 al 6,9% del 2006.

Gabinetto di Presidenza della Giunta 15


Incidenza stranieri residenti su popolazione residente totale

8
6,90
7
6,20
6
5,13
5 4,04 4,55
4 3,25 4,11
2,77
2,36 3,44
3 1,79 2,06
1,47 2,70
1,34
2 1,10 1,21 1,94 2,20 2,53
1,54 1,72
1 1,10 1,20 1,29
1,01
0
1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2003 2004 2005 2006

Emilia Romagna Italia

Fonte: RER Servizio Controllo strategico e statistica

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Lisbona

 Il grado di raggiungimento degli obiettivi fissati a Lisbona


per il 2010 evidenzia il successo della regione per quanto
riguarda il tasso di occupazione complessivo e in particolare
quello femminile, che mostra già da alcuni anni il pieno
conseguimento

 Non ancora allineati agli obiettivi europei sono invece la


partecipazione all’apprendimento permanente e la spesa in
ricerca e sviluppo, rispetto ai quali la regione sconta la
difficoltà del sistema paese nel suo complesso.

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Alcuni indicatori target Lisbona
Grado di
Obiettivo
2005 raggiungimento
2010 %
obiettivo %
Emilia-Romagna 68,4 98
Tasso di occupazione 15- Italia 57,6 82
70
64 UE 15 65,1 93
UE 25 63,7 91
Emilia-Romagna 60,0 100
Tasso di occupazione Italia 45,3 76
60
femminile (15-64) UE 15 57,3 96
UE 25 56,2 94
Emilia-Romagna 33,4 67
Tasso di occupazione 55- Italia 31,4 63
50
64 UE 15 44,1 88
UE 25 42,5 85
Partecipazione Emilia-Romagna 5,7 57
all’apprendimento Italia 5,8 58
10
permanente (su pop. 25-64 UE 15 11,2 112
anni) UE 25 10,1 101
Emilia-Romagna 1,2 40
Italia 1,1 37
Spesa in R&S( in % Pil)* 3
UE 15 2,0 67
UE 25 1,9 63
* 2003

Fonte:Eurostat

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Nel contesto europeo, la regione mostra un ottimo
posizionamento in termini di Pil pro capite, superando di un
quarto la media della UE25.

Pil pro capite in PPS (UE25=100) – 2004

UE 15 108,6

Italia 103

E-R 125,1

0 50 100 150

Fonte: Eurostat

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Nel 2006, l’andamento dei principali indicatori evidenzia un
rafforzamento della buona situazione del mercato del lavoro
emiliano-romagnolo

 il tasso di attività cresce di 0,8 punti percentuali,


 il tasso di occupazione cresce di un punto
 il tasso di disoccupazione, già a livelli frizionali, si riduce di 0,4 punti
percentuali

Gabinetto di Presidenza della Giunta 20


Forze lavoro per condizione
(migliaia di unità)

2005 2006

Forze di lavoro 1.947 1.985

Occupati 1.872 1.981

Persone in cerca di occupazione 74 67

Gabinetto di Presidenza della Giunta 21


Principali indicatori mercato del lavoro (%)

2005 2006

Tasso di attività (15-64 anni) 71,1 71,9

Tasso di occupazione (15-64 anni) 68,4 69,4

Tasso di disoccupazione 3,8 3,4

Tasso di disoccupazione lunga di durata* 1,1 1,0

•Quota di persone in cerca di occupazione da oltre 12 mesi sulle forze lavoro

Fonte: Istat

Gabinetto di Presidenza della Giunta 22


Nel 2006, le esportazioni dell’Emilia-Romagna hanno registrato un incremento del
10,5% legato soprattutto alla crescita delle vendite del settore metalmeccanico, dei
prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi, dei prodotti dell’industria tessile,
cuoio, abbigliamento e dei prodotti agroalimentari

Valore delle esportazioni

2005 2006 Δ%
Milioni € % Milioni € % 06-05

Emilia-Romagna 37.333 12,4 41.262 12,6 10,5


Nord est 92.831 31,0 101.736 31,1 9,6
Italia 299.924 100 326.992 100 9,0

Fonte: Istat

Gabinetto di Presidenza della Giunta 23


Per quanto riguarda la segmentazione per contenuto tecnologico, il 50% dei prodotti
esportati dalla regione ha un alto contenuto tecnologico, a fronte del 41,7% dell’Italia e
del 42,4% del nord-est.

Esportazioni per contenuto tecnologico dei beni commercializzati - 2006

60 55,7 56,6
48,3 50
50 42,4 41,7

40

30
20
10
1,7 1,9 1,7
0
A gricoltura materie P rodotti tradizionali P rodotti specializzati e
prime standard high tech

E-R Nord Est Italia

Fonte: Istituto Tagliacarne su dati Istat

Gabinetto di Presidenza della Giunta 24


La congiuntura regionale

 Nel triennio 2006-2008 il prodotto interno lordo della regione prosegue nel trend di
crescita positivo in atto con una dinamica in linea con quella media del nord-est
 Si prevede un rallentamento dell’incremento della domanda interna (più accentuato
nel 2008) per un più contenuto ritmo di crescita della spesa per consumi delle
famiglie, una modesta accelerazione della spesa delle AAPP e delle ISP e ad un
rallentamento del ritmo di crescita degli investimenti fissi lordi, la cui dinamica
peraltro si mantiene in entrambi gli anni superiore a quella media nazionale e del
nord est.
 Il trend di crescita delle esportazioni di beni regionali prosegue ad un tasso medio
reale dell’1,6 per cento annuo, ridimensionato rispetto al risultato del 2006. Più
sostenuta la crescita delle importazioni.
 Per quanto riguarda l’evoluzione degli indicatori del mercato del lavoro, la previsione
è di un’ulteriore riduzione delle persone in cerca di occupazione nella regione Emilia
Romagna, con conseguente miglioramento sia del tasso complessivo di
occupazione, sia di quello di disoccupazione, che scenderebbe al 2,7 per cento.

Gabinetto di Presidenza della Giunta 25


Stime anno 2006
Tassi di variazione annuali su valori concatenati con anno di riferimento 2000

Emilia-Romagna Nord-est Italia


Prodotto interno lordo 2,0 2,0 1,9
Domanda interna (al netto var.scorte) 2,0 1,7 1,4
Spese per consumi delle famiglie 1,9 1,9 1,6
Investimenti fissi lordi 3,7 2,3 2,3
Importazioni di beni dall’estero 3,0 1,5 3,5
Esportazioni di beni verso l’estero 5,0 4,1 4,0
Rapporti caratteristici (%)(**)
Tasso di occupazione 46,0 45,2 39,3
Tasso di disoccupazione 3,4 3,6 6,8
Tasso di attività 47,7 46,9 42,2

(**) Il tasso di attività e di occupazione sono calcolati sulla popolazione presente complessiva
Fonte: Prometeia Scenari per le economie locali – aprile 2007

Gabinetto di Presidenza della Giunta 26


Scenari di previsione per il 2007 e il 2008.
Tassi di variazione annuali su valori concatenati con anno di riferimento 2000

Emilia-Romagna Nord est Italia


2007 2008 2007 2008 2007 2008
Prodotto interno lordo 1,9 1,5 1,9 1,5 1,8 1,5
Domanda interna (al netto 1,8 1,4 1,6 1,4 1,5 1,4
var.scorte)
Spese per consumi delle famiglie 1,3 1,2 1,4 1,4 1,2 1,4
Investimenti fissi lordi 3,8 2,2 2,9 1,6 3,2 2,0
Importazioni di beni dall’estero 2,2 2,0 3,3 2,9 2.3 2,1
Esportazioni di beni verso l’estero 1,7 1,5 2,0 1,7 2,6 2,3
Rapporti caratteristici (%)(**)
Tasso di occupazione 46,3 46,8 45,2 45,7 39,4 39,8
Tasso di disoccupazione 3,3 2,7 3,4 3,0 6,6 6,2
Tasso di attività 47,9 48,1 46,8 47,1 42,2 42,5

(**) Il tasso di attività e di occupazione sono calcolati sulla popolazione presente complessiva
Fonte: Prometeia Scenari per le economie locali – aprile 2007

Gabinetto di Presidenza della Giunta 27


Priorità programmatiche della Direzione
Attività Produttive, Commercio, Turismo

Attività Produttive, Commercio, Turismo

Morena Diazzi

15 novembre 2007

28
OBIETTIVO GENERALE

Favorire lo sviluppo di un’economia sostenibile e di qualità in grado di


promuovere un’elevata qualità sociale, in un contesto economico aperto
all’integrazione europea e alla concorrenza internazionale, promuovendo il
cambiamento verso una “nuova economia competitiva” soprattutto
attraverso il fattore della conoscenza e dell’innovazione e puntando sul
territorio come fattore determinante dello sviluppo innovativo del sistema
economico regionale

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 29


IL CONTESTO ECONOMICO

4,1 milioni di abitanti


1,9 milioni di abitanti attivi sul mercato del lavoro (disoccupazione 4%)
28.000 € il PIL pro-capite

420.000 imprese
97% delle imprese < 20 addetti

115 miliardi di € il PIL regionale


40 miliardi di € il valore dell’export

Forte industria manifatturiera


 59.000 imprese manifatturiere
 530.000 addetti manifatturieri
 al 2° posto per export (13% sull’export nazionale)

Filiere produttive altamente specializzate (alimentare, moda, costruzioni,


meccanica, terziario avanzato)

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 30


CAPITALE COMPLESSIVO
SVILUPPO ECONOMICO E CAPITALE TOTALE

La componente “capitale complessivo” è fortemente


correlata agli indicatori sull’occupazione, al LOM
EMR
radicamento della cultura d’impresa, all’innovazione,
alla diffusione dei gruppi e delle medie imprese, alle FVG
LAZ TAA
esportazioni, alla formazione degli occupati, alla
domanda di cultura, al sistema relazionale e alla PIE
VEN
partecipazione civica
LIG
TOS VAO
UMB 2
sviluppo economico R = 0,98
MAR

ABR

BAS
MOL le differenze di sviluppo delle regioni italiane
CAM possono essere spiegate dall’intensità e dalla
SIC
interazione delle dimensioni che formano la prima
SAR
componente
CAL PUG

capitale complessivo

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 31


CONTESTO SOCIO-ECONOMICO

Emilia- UE
Indicatori socio-economici Italia
Romagna 15 25
PIL pro capite (PPA)

2003 (valori in euro) 29.059 23.448 23.720 21.741

Numero indice. Media UE 15 = 100 (2003) 122,5 98,9 100,0 91,7


Numero indice. Media UE 25 = 100 (2003) 133,7 107,9 109,1 100,0
Crescita del PIL (PPA)
Variazione % 1998-2003 15,2 15,0 22,8 23,3
Produttività per occupato (PPA) (tutti i settori)
Migliaia di euro, 2003 63,7 61,2 55,3 51,5
Numero indice. Media UE 15 = 100 (2003) 115,2 110,7 100,0 93,1
Numero indice. Media UE 25 = 100 (2003) 123,8 119,0 107,4 100,0
Variazione % 1999-2003 4,7 4,1 11,0 13,8
Produttività per occupato (PPA) (industria manifatturiera)
Migliaia di euro, 2003 40,5 39,1 n.d. n.d.
Occupati per settore produttivo (quote %, escluso costruzioni, 2004)
Agricoltura 4,8 4,9 n.d. 5,4
Industria 28,2 23,6 n.d. 20,9
Terziario 59,0 63,3 n.d. 66,9

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 32


CONTESTO SOCIO-ECONOMICO

Emilia-
Indicatori socio-economici Italia UE
Romagna

Capacità di esportare (valore export merci/ PIL)

2003 27,9 19,4 10,2 8,8

Esportazioni tecnologiche (% esportazioni tecnologiche sul totale esportazioni 2004)

High Tech (fonte: FILAS, Quarto Quadro Regionale di


5,7 9,7
Valutazione dell’Innovazione)

Medium-High Tech (fonte: FILAS, Quarto Quadro Regionale di


51,7 39,9
Valutazione dell’Innovazione

Occupazione in attività knowledge intensive (% sul totale occupazione 2005)

Settori manifatturieri High Tech 1,24 1,06 n.d. n.d.

Settori manifatturieri Medium-High Tech 9,10 6,31 n.d. n.d.

Servizi knowledge intensive (NACE 61,62, 64,70-74) 11,28 13,02 n.d. n.d.

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 33


CONTESTO SOCIO-ECONOMICO

UE
Emilia-Romagna Italia
15 25

Tasso di disoccupazione totale

2005 3,8 7,7 8,2 9,0

Differenza 2000-2005 -0,2 -2,9 0,5 0,4

Spesa in R&S in rapporto al PIL (% calcolate su valori in PPA)

2003 1,2 1,1 1,95 1,9

Differenza 1997-2003 0,3 0,1 0,1 0,1

Personale addetto alla R&S (% popolazione attiva)

2003 1,27 1,03 1,47 1,36

Brevetti (EPO) per milione di abitanti

2002 197,35 87,27 161,40 136,68

Variazione % 1999-2002 17,61 13,18 4,08 4,72

Laureati in discipline tecnico-scientifiche (quota sul totale popolazione attiva laureata)

2003 16,5 16,1 n.d. n.d.

Variazione % 1999-2003 16 12 n.d. n.d.

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 34


CONTESTO SOCIO-ECONOMICO

UE
Emilia-
Italia
Romagna
15 25

Intensità energetica dell’economia: consumo interno lordo di energia/PIL a prezzi costanti (1995=100)

2001 160,7 184,0 212,9 194,4

Quota % di produzione di energie rinnovabili sul totale energia

2003 8 13,9 13 14

Aree protette per biodiversità (% del territorio)

2003 10,7 14,7 n.d. 12,5

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 35


L’ANALISI SWOT: QUADRO DI SINTESI

Punti di forza Punti di debolezza

• Elevato dinamismo imprenditoriale • Livello manageriale delle piccole imprese


• Elevata produttività del lavoro • Insufficiente presenza di strumenti finanziari
• Elevato tasso di occupazione innovativi (e difficoltà nella loro applicazione)
• Basso tasso di disoccupazione • Carenza nell’offerta di servizi innovativi
• Filiere produttive articolate e innovative • Presenza diffusa di aree produttive con elevati
• Forte presenza nei settori di specializzazione impatti ambientali e logistici
tecnologica • Insufficiente disponibilità di forza lavoro, in
• Buon posizionamento competitivo internazionale particolare qualificata
• • Insufficiente valorizzazione a fini economici delle
Consistenti risorse di conoscenza
risorse naturali e culturali
• Significativa crescita delle spese per R&S
• Limitati flussi di investimenti diretti esteri
• Attività di brevettazione consistente e in crescita
• Elevata dipendenza energetica da fonti tradizionali
• Presenza di una rete strutturata per la ricerca
• Insufficiente disponibilità di risorse umane con
industriale
formazione avanzata
• Incremento nel numero degli spin off accademici
• Accesso alla banda larga per la P.A. su tutto il
territorio regionale
• Indirizzi politici regionali orientati verso gli obiettivi
di Lisbona e Goteborg
• Patrimonio culturale ed ambientale diffuso

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 36


L’ANALISI SWOT

Opportunità Minacce

Quadro di sintesi

2) Apertura di nuovi mercati internazionali 2) Pressione competitiva internazionale


3) Crescenti opportunità per la realizzazione di attività 3) Velocità del cambiamento tecnologico
di ricerca e di innovazione da parte delle imprese 4) Disponibilità di risorse umane adeguate
4) Nuove traiettorie tecnologiche 5) Presenza di elementi di pressione ambientale
5) Attrarre risorse qualificate per lo sviluppo
6) Sviluppo di settori ad elevata innovazione
7) Crescita a livello internazionale della domanda di
turismo culturale e naturalistico
8) Allargamento dell’Unione Europea (ampia
disponibilità di capitale umano connesso alla crescita
di nuovi bacini di lavoro)

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 37


IL CONTESTO DI ATTUAZIONE

Strategia di Lisbona e
Goteborg
• 7PQ
• I ndustria 2015 • PI C
• FI RST-
RST- Fondo • Altri
per la Ricerca programmi UE
• DPEF
• PTR

Programma Operativo Regionale (POR-


(POR-FESR)

Competitività
Competitività Le politiche per l’
l’I nternazionalizzazione

Programma Triennale per le Attività


Attività Produttive

Piani settoriali:

Energia Piano Energetico Regionale

Turismo Attuazione nuova L.R. 2/ 2007

Commercio L.R. 41/ ’97: Programma di intervento

Ec.
Ec. I ttica Piano I ttico e nuova legge per la pesca

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 38


OBIETTIVI E STRUMENTI
DELLE POLITICHE REGIONALI

Ricerca industriale e innovazione


Qualificazione delle imprese
Internazionalizzazione del sistema produttivo

Reti e servizi per le imprese


Rete della ricerca industriale;
Rete degli sportelli unici;
Rete dei consorzi fidi;
Rete degli sportelli per l’internazionalizzazione.

Sostegno alla domanda delle imprese


Processi di ricerca industriale per la competitività;
Percorsi di innovazione (investimenti, organizzazione,
responsabilità sociale, reti fra imprese);
Percorsi di internazionalizzazione.

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 39


RISULTATI ATTESI del POR

 Crescita della spesa in R&S/PIL

 Incremento degli occupati in R&S presso il settore pubblico e


privato

 Incremento dell’efficienza energetica

 Riduzione di emissioni climalteranti

 Valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale

 Networking con strutture di eccellenza europea

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 40


ASSI PRIORITARI
DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE

Ricerca industriale e trasferimento tecnologico


(115 ml di €)

Sviluppo innovativo delle imprese (70 ml di €)

Qualificazione energetico-ambientale e sviluppo sostenibile


(80 ml di €)

Valorizzazione e qualificazione del patrimonio ambientale e


culturale (70 ml di €)

Assistenza Tecnica (12 ml di €)

Risorse Totali 347 ml di €

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 41


IL NUOVO PROGRAMMA TRIENNALE 2008-2010

FINALITA’

 Consolidare il rapporto banca-impresa, utilizzando in modo efficiente il sistema


della garanzia pubblica ed introducendo strumenti finanziari innovativi per
sostenere la crescita delle imprese;
 Favorire processi di internazionalizzazione delle imprese di produzione e di
servizio, in forma singola e aggregata;
 Accrescere le competenze manageriali degli imprenditori, anche attraverso
aggregazioni e costruzione di reti, e favorire processi di trasmissione di
impresa;
 Favorire la stabilizzazione dell’attività di ricerca e sviluppo, consolidando le reti
con le Università e i centri di ricerca;
 Accrescere il legame delle imprese con il territorio, sviluppare modelli di
responsabilità sociale d’impresa in grado di premiare comportamenti virtuosi
nell’utilizzo delle risorse umane, anche in un’ottica di pari opportunità, e delle
risorse ambientali ed energetiche;
 Promuovere progetti di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e progetti di
gestione integrata dell’energia;
 Sviluppare le reti sul territorio e la semplificazione amministrativa.

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 42


DAL VECCHIO AL NUOVO
PROGRAMMA TRIENNALE

Ricerca industriale e Innovazione delle imprese


trasferimento tecnologico

Strumenti di finanza innovativa,


Progetti di ricerca delle imprese e progetti di responsabilità sociale
dei laboratori della rete; sostegno delle imprese, progetti
alle nuove imprese innovative. d’innovazione e trasmissione
d’impresa, progetti di
costruzioni di reti.

Sviluppo territoriale Internazionalizzazione

Realizzazione di Aree Sostegno alle imprese in forma


ecologicamente attrezzate, singola e aggregata,
distretti produttivi e logistica, promozione dell’export, sviluppo
sportelli unici e semplificazione della rete degli sportelli
amministrativa. SPRINT-ER.

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 43


PROGRAMMI SETTORIALI

 Piano Energetico Regionale

 Nuovo PRRIITT

 Programma Poliennale degli Interventi Regionali per la


promozione e la commercializzazione turistica

 Programma per la valorizzazione commerciale (L.R. 41/’97)

 Piano Ittico Regionale e nuova legge sulla Pesca

Attività Produttive, Commercio, Turismo – Morena Diazzi 44


Ricerca, Innovazione e Sviluppo
Economico: dalla Legge regionale
7/2002 ai programmi per la
ricerca industriale e il
trasferimento tecnologico

Direzione generale Attività produttive, commercio e turismo


Servizio Politiche di Sviluppo Economico

Silvano Bertini
15 novembre 2007
LE PREMESSE DEL CONTESTO REGIONALE

 Sistema produttivo fortemente orientato alla specializzazione


tecnologica, in particolare con la prevalenza dell’industria meccanica

 Rapida crescita dell’attività di ricerca e sviluppo da parte delle imprese


a partire dagli anni 90

 Crescita del terziario avanzato e del lavoro autonomo professionale

 Presenza universitaria significativa e diffusa

 Sistema del trasferimento tecnologico da riformare

46
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
I BREVETTI INDUSTRIALI (1991 = 100)

Emilia-Romagna
206,3

171
162,1 163,4 166
155,7
149,3 151,9
144,6
141

123,9
113,5 109,7
102,3 Resto d’Italia
100
93,8

1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006

47
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
LA SPESA IN R&S

1,4

1,2
2000 2005
1

0,8
Università/enti
0,6 pubblici
Imprese E-R
0,4

0,2

0
Emilia-Romagna Italia Emilia-Romagna Italia

48
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
L’ANDAMENTO DEL PERSONALE R&S
DAL 2000 AL 2005

50

40

30

20
Emilia-Romagna
10
Italia
0
Imprese Università Enti pubblici TOTALE
-10

-20

-30

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 49


L’ANDAMENTO DELLE SPESE DI R&S
DAL 2000 AL 2005

80

70

60

50

40
Emilia-Romagna
30
Italia
20

10

-10 Imprese Università Enti pubblici TOTALE


-20

50
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
I PASSAGGI CHIAVE

Legge Regionale n. 3/99 “Riforma del sistema regionale e locale, art.57

Legge Regionale n. 7/02 “Promozione del sistema regionale della ricerca industriale,
dell’innovazione e del trasferimento tecnologico”

ASTER S.Cons.p.A.
Nuovo patto consortile tra Regione, Università, enti di ricerca, Unioncamere e associazioni
imprenditoriali, con funzioni di coordinamento e sviluppo della rete della ricerca e del
trasferimento tecnologico

PRRIITT
Programma Regionale per la Ricerca Industriale, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico,
inserito come Asse 3 nel Programma Triennale 2003-2005
Attivazione altri strumenti collegati in altri Programmi Regionali (DocUP Obiettivo 2, Programma
di Azioni Innovative, Piano Telematico)

POR 2007/2013 Asse 1

51
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
GLI OBIETTIVI DELLA STRATEGIA REGIONALE
PER LA PROMOZIONE DELLA RICERCA E
DEL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

 Rafforzare l’orientamento dei sistemi produttivi già radicati nel territorio


verso l’innovazione e la ricerca

 Favorire lo sviluppo di nuovi sistemi produttivi ad elevata intensità di


conoscenza
 Intensificare la collaborazione tra l’industria e l’attività di ricerca

 Sviluppare una rete regionale di strutture dedite alla ricerca industriale


e al trasferimento tecnologico

 Ampliare e consolidare la “comunità della conoscenza” nella Regione

52
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
LE AZIONI

IMPRESE
Progetti R&S
Laboratori tra PMI
Spin offs
Fondo di venture capital

RETE DELLA RICERCA INDUSTRIALE


Net-labs di ricerca e trasferimento tecnologico
Centri per l’innovazione
Parchi per l’innovazione
Coordinamento e sviluppo della rete
“Research to business”

53
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
IL QUADRO REALIZZATIVO

Numero Investimenti Contributi


Azioni Fonti
progetti M€ M€

Progetti di ricerca industriale e sviluppo


529 235,5 92,2 PRRIITT
precompetitivo delle imprese

Avvio o riorganizzazione di laboratori


12 6,6 3,0 PRRIITT
industriali tra PMI

Avvio di nuove imprese derivate dai risultati


26 1,8 1,0 PRRIITT
della ricerca

Avvio di laboratori di ricerca e trasferimento PRRIITT


27 42,2 20,5
tecnologico Ob. 2, PRAI

Avvio o riqualificazione di centri per PRRIITT


24 17,4 8,7
l’innovazione Ob. 2

Progetti di ricerca nel campo delle ICT (Piano


10 21,5 8,5 Piano Telematico
Telematico)

PTAP
Parchi per l’innovazione 6 19,2 8,3
Ob. 2

Fondo INGENIUM 1 14 10,5 Ob. 2

Programma Regionale di Azioni Innovative 35 10,5 5,2 PRAI

TOTALE 670 368,7 157,9

54
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
I RISULTATI FONDAMENTALI

UNIVERSITA’ – CENTRI DI RICERCA

27 6 24
NET-LABS TECHNO PARKS CENTRI PER L’INNOVAZONE

RESEARCH TO BUSINESS
ASTER
26 FONDO INGENIUM
12 SPIN OFFS
529 LABS
PROGETTI R&S

IMPRESE

55
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
L’IMPATTO PREVISTO

 930 nuovi ricercatori in impresa


+11,5% l’incremento stimato del numero di addetti in Ricerca &
Sviluppo nelle imprese
 235 milioni di euro di investimenti in ricerca
il 28,7% della spesa in Ricerca & Sviluppo del settore privato (su 818
milioni*)
 313 giovani ricercatori nei laboratori di ricerca
+5% l’incremento stimato del numero di addetti in Ricerca & Sviluppo
nel settore pubblico
* (sulla base degli ultimi dati disponibili ISTAT)
 750 contratti fra imprese e università/enti di ricerca

56
Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini
L’IMPATTO PREVISTO

UNIVERSITA’ – CENTRI DI RICERCA

170 IMPRESE
434 825
UNITA’ DI 110 PARTNERS
NUOVI RICERCATORI PER LA RICERCATORI ASSUNTI RICERCA
RICERCA APPLICATA COINVOLTI 40 SPONSOR
194 MANIF. INT.

750 3
CONTRATTI IMPRESE-UNITA’ DI RICERCA OPERAZIONI DI V.C. IN
PER CIRCA 110.000 GIORNI UOMO 100 AREA OB.2
930 361 NUOVI GIOVANI SOCI
DI IMPRESE
NUOVI ADDETTI IN R&S BREVETTI
KNOWLEDGE BASED
INDUSTRIALI

IMPRESE

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 57


STRUTTURE E DIPARTIMENTI REGIONALI
COINVOLTI DALLE IMPRESE

INFM 2

ENEA 5

ALTRO 6

POLIMI - PC 8

UNICATT - PC 13

UNIFE 14

UNIPR 17

UNIMORE 20

CNR 25

UNIBO 48

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 58


COLLABORAZIONI DELLE IMPRESE
CON UNIVERSITÀ ED ENTI DI RICERCA

217

155
750 contratti di collaborazione per ricerca industriale
616 all’interno della Regione

80

45 44 37

13 13 7 5

UNIBO UNIMORE UNIPR UNIFE ALTRO CNR POLIMI - UNICATT - ENEA INFM
RER PC PC

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 59


LE TEMATICHE DELLE COLLABORAZIONI

Sviluppo sostenibile Altro


7,7% 2,6% Genomica e biotecnologie
8,4%
Processi alimentari
8,7%

Organizzazione
0,5%

ICT
19,8%

Materiali avanzati
8,4%
Meccanica avanzata e
meccatronica
43,9%

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 60


LABORATORI, CENTRI E PARCHI.
LA RETE E IL TERRITORIO

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 61


L’EVOLUZIONE DELLA STRATEGIA REGIONALE

 Approccio strategico orientato allo sviluppo di clusters tecnologici (Hi-


mech, Food, E&E, Abitare, Salute, ecc.)
 Consolidamento della rete dell’Alta Tecnologia attraverso la realizzazione
di TECNOPOLI sul territorio regionale, strutture che concentrano le
attività, i servizi e le strumentazioni di ricerca rivolti alle imprese
 Accreditamento dei laboratori di ricerca e trasferimento tecnologico e dei
centri per l’innovazione
 Progetti di ricerca collaborativa tra imprese e centri di ricerca su rilevanti
obiettivi tecnologici
 Spin offs innovativi nei settori emergenti (multimedia-ICT, nanotech,
biotech, materiali e tecnologie per ambiente salute e sicurezza)

Servizio Politiche di Sviluppo Economico – Silvano Bertini 62


Filiere produttive e internazionalizzazione:
lo sportello regionale per
l’internazionalizzazione

Direzione Generale Attività Produttive,


Commercio, Turismo
Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese

Ruben Sacerdoti

15 Novembre 2007

63
LE COMPETENZE DEL SERVIZIO (1/2)

Ordinamento del sistema Supporto all’internazionalizzazione


fieristico regionale delle imprese
Riforma titolo V Cost.
competenza esclusiva Commercio con l’estero materia concorrente
D.L.gs. 112/98 Attuativo Legge Bassanini

• Riconoscimento della qualifica delle • Diplomazia economica


manifestazioni fieristiche di rilevanza • Promozione commerciale
internazionale, nazionale e regionale • Incentivi e contributi per
• Qualità l’internazionalizzazione delle imprese
• Pubblicazione annuale del • Servizi all’internazionalizzazione
calendario fieristico • Gestione consorzi export
• Controllo e vigilanza
• (Partecipazione azionaria)

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 64


LE COMPETENZE DEL SERVIZIO (2/2)

L.R. 3/99
Ordinamento del sistema Supporto all’internazionalizzazione
fieristico regionale delle imprese
• promozione sviluppo e valorizzazione • Inserisce il supporto all'internazionalizzazione
dell’attività fieristica e di quelle ad essa delle imprese tra le attività da inserire nel
strumentali programma triennale per le attività produttive
• miglioramento delle strutture espositive e inoltre specifica che la RER:
delle infrastrutture • realizza eventi e progetti organici di promozione
• realizzazione di un sistema fieristico finalizzati alla penetrazione di mercati esteri
regionale integrato e coordinato • eroga servizi di assistenza a sostegno
• internazionalizzazione dell'internazionalizzazione delle imprese
• promuove gli investimenti esteri in Emilia-
Romagna

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 65


LE ESPORTAZIONI REGIONALI

Variazione % esportazioni Andamento valore export (in milioni di €)


20
100.000

15
80.000

10 60.000

40.000
5
20.000
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
- I semestre
-
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
-5

ITALIA Toscana Piemonte Lombardia Emilia Romagna Veneto

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 66


I FATTI STILIZZATI

 Sistema produttivo molto aperto al commercio ma poco propenso


all’investimento all’estero: quota del 10% nazionale sia per
l’internazionalizzazione attiva che passiva (577 imprese partecipate
dall’estero).
 Sistema di imprese molto ricco ma a dimensione ridotta e spesso a
proprietà familiare (assenza di management)
 Complessità di governance dei soggetti e dei territori
 Emergere di filiere specializzate e high-tech

politiche di filiera per aggregazioni di PMI

politiche più orientate all’aggregazione delle imprese per


investimenti produttivi, partnership e trasferimento tecnologico,
piuttosto che promotion

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 67


GLI OBIETTIVI STRATEGICI DELLA REGIONE

 Allargare le partnership attive con Stati e Regioni di paesi extra-UE (Focus BRICS)

 Ruolo cruciale della concertazione con tutti gli attori del sistema

 Progettazione centrata sulla definizione di “Percorsi di internazionalizzazione” di filiera


attraverso la promozione nel medio periodo delle forme aggregate temporanee o
stabili centrate sulla penetrazione commerciale e industriale nei paesi target

 Paesi target: BRICS (altri paesi di interesse: USA e Canada, Turchia, Giappone,
Israele).

 Le filiere: high-tech, motoristica allargata (meccanica avanzata e automotive), agro-


industria, sistema abitare e costruire, salute e benessere.

 Garantire recruitment alle imprese che investono, garantire momenti di alta


formazione per il top management delle imprese internazionalizzate.

 Supportare internazionalizzazione delle Università, dei centri di ricerca, degli spin-off


hi-tech

 Partecipazione alla rete nazionale all’estero (Ambasciate, Sportelli Italia, uffici ICE).

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 68


UNA PLURALITÀ DI STRUMENTI

 Attività di diplomazia economica: i partenariati internazionali extra-UE


anche nell’ambito della cooperazione europea

 Le iniziative promozionali di filiera (Programma promozionale annuale)

 I progetti imprenditoriali in forma aggregata (3 bandi annuali per ATI e


Consorzi export)

 La promozione dei prodotti SIMEST e SACE per la singola impresa

 I servizi avanzati di accompagnamento nei BRICS

 Alta formazione per tecnici e manager di impresa, stage qualificati dai


BRICS.

 Partecipazione alla rete nazionale all’estero (Ambasciate, Sportelli Italia,


uffici ICE).

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 69


LE ATTIVITÀ REALIZZATE 2003-2006

 77 progetti di sistema per filiera specializzata sui BRIC

95 eventi - convegni e seminari

58 missioni in entrata - 59 in uscita


 500 imprese usufruito servizi all’estero ogni anno

 331 operazioni SIMEST fra 2002 e 2005

 52 operazioni garantite dal Fondo Consorzi fidi 2003-2005 sulla L. 394

 421 operazioni SACE 2002-2005

 coinvolte circa 2500 imprese annualmente nell’animazione territoriale

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 70


I CONTRIBUTI A SUPPORTO
DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DI IMPRESE AGGREGATE

La Regione ha creato 2 strumenti finanziari per


supportare le aggregazioni di imprese

Bando per i consorzi Export Bando per aggregazioni temporanee di imprese


(aggregazioni permanenti di imprese)

2002 2003 2004 2005 2006 2007 Bando Bando Bando


2004/2005 2006 2007
imprese 729 750 788 950 950 939
consorzi 27 28 29 32 32 31 18 Ati 137 32 Ati 314 54 Ati 418
imprese imprese imprese

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 71


COMPETENZE HI-TECH
PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Insieme a ICE e alle Università supporto alla realizzazione di due Master di II livello
per esperti nei processi d’internazionalizzazione d’impresa di 1500 ore articolate in
 lezioni frontali in aula
 2 mesi di stage presso aziende emiliano-romagnole
 2 mesi di stage all’estero presso le filiali di imprese emiliano-romagnole o presso
gli uffici della rete estera di ICE

Associazione Collegio di Cina

Collaborazione con Università e centri


di ricerca di Cina, India, Giappone,
Brasile e Israele

Organizzazione di R2B

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 72


PROGETTI IN ACCORDO DI SETTORE FIERISTICO
CON IL MINISTERO PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE

• 2005 • 2006 • 2007


- Valorizzazione internazionale del - Promozione internazionale del Per il 2007 la Regione
sistema fieristico regionale sistema fieristico meccano- promuove un programma
alimentare articolato in 11 progetti,
- Cibus, Mia e Dolce Italia
- Promozione internazionale del suddivisi secondo le principali
- Cibus-Vinitaly Cina 2006 sistema fieristico regionale per il specializzaizoni del sistema
- Sistema arte e antiquariato settore agroalimentare fieristico regionale – Public
- Cersaie 2006 - Cibus-Vinitaly Russia 2007 Utilities, Agroalimentare,
- Ambiente multiutilities Mosca e - Cibus-Vinitaly Cina 2007 Building & Interior Design e
Shanghai - I Workshop Sia Guest Dubai Moda, persona, tempo libero –
- Cosmoprof Shanghai - Saie 2007 e rappresentativi delle
- Polo Ambiente multiutilities principali filiere produttive
- II Workshop Ecomondo Mosca d’eccellenza della Regione
- A Leather Bridge with Africa
- Sh Contemporary 2007
- Fiera del libro per ragazzi a
Shanghai

Servizio Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – Ruben Sacerdoti 73


Energia e sviluppo: gli obiettivi e
le azioni del nuovo Piano
Energetico Regionale

Direzione Generale Attività Produttive,


Commercio, Turismo

Servizio politiche energetiche

Massimo Cenerini

15 Novembre 2007

74
LA LEGGE REGIONALE n. 26/2004

Finalità

 Promuovere il risparmio energetico, l’uso efficiente delle risorse


energetiche e valorizzare le fonti rinnovabili
 Assicurare condizioni di sicurezza, affidabilità, economicità degli
approvvigionamenti energetici al territorio regionale promuovendo
l’adeguamento di infrastrutture, reti e servizi
 Promuovere la sostenibilità energetica dei progetti di sviluppo degli
insediamenti civili e produttivi, anche attraverso l’adeguamento degli
strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica
 Promuovere le attività di ricerca applicata, innovazione e trasferimento
tecnologico in campo energetico
 Disciplinare le procedure autorizzative relative agli impianti energetici

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 75


LA LEGGE REGIONALE n. 26/2004

Contenuti

 Ripartizione delle funzioni amministrative tra Regione, Province , Comuni

 Disciplina dei contenuti degli strumenti di attuazione del Piano Energetico


Regionale
 Disciplina dei contenuti degli strumenti di pianificazione territoriale ed
urbanistica nella direzione della sostenibilità energetica
 Disciplina dei rapporti tra operatori del mercato energetico e PA

 Attuazione della direttiva 2001/77/CE sulle fonti rinnovabili e alla direttiva


2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici
 Creazione degli strumenti per l’esercizio efficace delle funzioni assegnate
alla Regione e agli Enti locali

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 76


IL PIANO ENERGETICO REGIONALE (PER)

Il Piano definisce:
 Lo scenario evolutivo del sistema energetico regionale (offerta e consumo di
energia) al 2015
 Gli obiettivi di sviluppo sostenibile del sistema energetico regionale
 Le linee di intervento prioritarie alle quali legare gli interventi di Regione ed Enti
locali in attuazione della L.R. n. 26/04

Il P.E.R. e il protocollo di Kyoto:

 Il Piano Energetico Regionale ha come obiettivo strategico la riduzione delle


emissioni di gas a effetto serra in adesione al Protocollo di Kyoto.

 L’obiettivo è quantificabile in una riduzione di circa 7 milioni di tonnellate di CO2 al


2012, rispetto alle emissioni legate allo sviluppo tendenziale spontaneo

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 77


QUANTIFICAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI RISPARMIO ENERGETICO
E VALORIZZAZIONE DELLE FONTI RINNOVABILI AL 2010-2012

RISPARMIO ENERGETICO RISPARMIO ENERGETICO


Risparmio NEL SETTORE CIVILE NELL’INDUSTRIA
550.000 TEP
energetico 400.000 TEP

RISPARMIO ENERGETICO RISPARMIO ENERGETICO


NEI TRASPORTI IN AGRICOLTURA
680.000 TEP 50.000 TEP
GLI
FOTOVOLTAICO OBIETTIVI EOLICO
20 MW 15-20 MW

BIOMASSE SOLARE TERMICO


300 MW 90.000 mq
Fonti GEOTERMIA
GENERAZIONE
rinnovabili IDROELETTRICO
DISTRIBUITA 9-12 MW
16 MW E COGENERAZIONE
600 MW

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 78


GLI STRUMENTI PER CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI
DELLA POLITICA ENERGETICA REGIONALE

 Rafforzamento degli strumenti di integrazione degli obiettivi di


“sostenibilità energetica” nei piani e programmi settoriali

 Adeguamento degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica

 Adeguamento delle procedure autorizzative

 Finanziamento di piani-programmi della Regione e degli Enti locali

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 79


IL PIANO TRIENNALE DEL PER

ASSE 1 Promozione del risparmio energetico negli edifici e nei sistemi urbani e
territoriali:
- progetto regionale di riqualificazione energetica degli edifici pubblici
- miglioramento dell’efficienza energetica della pubblica illuminazione
- sviluppo delle reti di teleriscaldamento e della generazione distribuita
ASSE 2 Sviluppo delle fonti rinnovabili:
- programma fotovoltaico
- programma solare termico
ASSE 3 Razionalizzazione energetica degli insediamenti produttivi:
- contenimento dei consumi nei processi produttivi
- sviluppo di servizi per l’efficienza energetica
- realizzazione di impianti, sistemi e infrastrutture ad alta efficienza
- accordi di filiera
ASSE 4 Razionalizzazione energetica dei trasporti locali:
- diffusione di mezzi ad elevata efficienza energetica nel TPL
- diffusione di veicoli ad alta efficienza energetica per il trasporto merci locale
ASSE 5 Riqualificazione energetica nell’impresa agricola e forestale:
- risparmio energetico nell’impresa agricola
- valorizzazione energetica delle biomasse locali
ASSE 6 Ricerca e trasferimento tecnologico
ASSE 7 Informazione, formazione e assistenza agli utenti finali.

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 80


L’ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO SUI REQUISITI DI
RENDIMENTO ENERGETICO
E LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

L’atto disciplina

 i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli impianti

 La certificazione energetica degli edifici

 L’esercizio e la manutenzione degli edifici e degli impianti

 Il sistema informativo regionale

 Le misure di sostegno per l’incremento dell’efficienza energetica degli


edifici

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 81


L’ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO TECNICO
PER LA REALIZZAZIONE DI
AREE PRODUTTIVE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE

Finalità

 Agevolare le imprese a migliorare le prestazioni energetiche ed ambientali,


attraverso la dotazione di infrastrutture e servizi comuni di elevata qualità ed
efficienza

 Consentire il controllo e la riduzione delle emissioni inquinanti

 Consentire alle autorità un più agevole ed efficace controllo degli impatti

 Agevolare le imprese nell’ottenimento di autorizzazioni e certificazioni di qualità


ambientale e semplificare le procedure di insediamento nell’area

 Attivare e stimolare il coinvolgimento delle imprese insediate nel processo


continuo di miglioramento delle prestazioni ambientali ed energetiche delle
attività produttive

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 82


L’ENERGIA E LE POLITICHE SETTORIALI

POR FESR POR FSE


2007-2013 2007-2013
PRSR
PRIT
2007-2013

PIANI
PFR
AMBIENTE E
2007-2013
MOBILITA’

PIANI
EDILIZIA PRIITT
ABITATIVA PIANO
SANITARIO PTAPI
REGIONALE

Servizio politiche energetiche – Massimo Cenerini 83


Le strategie e gli interventi di
Politica industriale regionale

Direzione generale Attività produttive, commercio e turismo


Servizio Politiche Industriali

Glauco Lazzari
15 novembre 2007
GLI OBIETTIVI STATEGICI GENERALI
NELL’AMBITO DELLE POLITICHE EUROPEE

 Perseguire una prospettiva di crescita economica, quale collante


principale dell’unificazione di diverse economie, società e
culture;

 Migliorare la competitività del sistema produttivo, quale


condizione per la sostenibilità di lungo periodo della crescita
europea nel contesto economico mondiale;

 Generare alti livelli di occupazione, quale elemento primario della


coesione sociale e della crescita

85
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
LE LINEE GENERALI DELLA
POLITICA INDUSTRIALE REGIONALE (IERI)

OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI


 Migliorare l’efficienza del sistema con  Stimolare l’innovazione tecnologica e
particolare riferimento ai rapporti tra organizzativa nei processi, nei prodotti, nei
sistemi aziendali e interaziendali e
imprese e istituzioni: banche, P.A., sistema l’adozione di tecnologie pulite;
della ricerca e innovazione, associazioni di  Stimolare il miglioramento della qualità dei
categoria ecc.; prodotti e dei processi produttivi, dei
 Accrescere le competenze e le rapporti tra imprese, delle condizioni di
conoscenze nel sistema per favorire lo lavoro, delle condizioni di sicurezza e di
impatto ambientale;
sviluppo competitivo delle PMI attraverso
 Supportare e favorire la nascita di nuove
l’innovazione tecnologica, la qualità, le imprese, in particolare nei settori innovativi,
tecnologie sicure ed eco compatibili, lo nel lavoro autonomo a contenuto
sviluppo delle strutture organizzative e professionale;
delle tecnologie di gestione;  Supportare la realizzazione di nuovi
 Mantenere e rafforzare il carattere diffuso investimenti produttivi, di ampliamenti o
riconversioni di impianti;
dello sviluppo in modo da garantire
 Favorire il consolidamento finanziario delle
l’equilibrio territoriale e la coesione sociale;
imprese e la diffusione di strumenti
 Favorire lo sviluppo sostenibile finanziari innovativi;

86
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
GLI STRUMENTI

LEGGI DI SETTORE
D.Lgs.112/98 PROGRAMMA
IMPRENDITORIA
(ARTIGIANATO/COOPERAZIONE)
FEMMINILE
L.R. 3/1999

Asse 1 I e II Programma
Docup Triennale Attività
Ob. 2 Produttive
2000/2006

Sviluppo delle attività produttive - Cofinanziamento Legge 488/92


Sostegno allo start up di imprese innovative - Fondo Ingenium
Innovazione e qualificazione imprenditoriale della piccola impresa
Sviluppo della imprenditorialità e microimpresa
Sviluppo di progetti di innovazione e ricerca

87
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
I NUOVI OBIETTIVI

PROMUOVERE POLITICHE PER UNA RINNOVATA INNOVAZIONE E


COMPETITIVITA’ ATTRAVERSO UNA MAGGIORE QUALIFICAZIONE DELLE RETI
MATERIALI E IMMATERIALI A SUPPORTO DEL SISTEMA PRODUTTIVO.

IN PARTICOLARE I NUOVI OBIETTIVI SONO DIRETTI:

 A FAVORIRE LA CAPITALIZZAZIONE E LA CAPACITÀ DI INVESTIMENTOINNOVATIVO DELLE


PMI, DA PROMUOVERE ANCHE ATTRAVERSO LA QUALIFICAZIONE E LO SVILUPPO DEL
SISTEMA DEI CONFIDI REGIONALI E IN GENERALE ATTRAVERSO POLITICHE DI
AGEVOLAZIONE ALL’ACCESSO AI CAPITALI DI DEBITO E DI RISCHIO;
 A PROMUOVERE LA CREAZIONE DI NUOVA IMPRESA E NUOVA OCCUPAZIONE IN
PARTICOLARE NEI SETTORI PIÙ INNOVATIVI;
 ALLA DIFFUSIONE E UTILIZZAZIONE DELLE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E DELLA
COMUNICAZIONE;
 ALLA NASCITA E/O ALLO SVILUPPO DI UNA RETE QUALIFICATA DI SERVIZI ALLE IMPRESE;
 A PROMUOVERE E CONSOLIDARE FORME DI COLLABORAZIONE TRA RETI E
AGGREGAZIONI DI IMPRESE SECONDO UN APPROCCIO DI QUALITA’ E SOCIALMENTE
RESPONSABILE;
 A SOSTENERE LA QUALIFICAZIONE DELLE AREE PRODUTTIVE E LO SVILUPPO DELLE
AREE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE

88
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
1) LA FINANZA PER LE IMPRESE

L’OBIETTIVO E’ DI:
 FAVORIRE, IN COLLABORAZIONE CON IL SISTEMA BANCARIO E DEI CONSORZI FIDI,

LE MIGLIORI CONDIZIONI DI ACCESSO AL CREDITO DA PARTE DELL PMI NELL’OTTICA


DELL’ENTRATA IN VIGORE DI BASILEA 2;
 UTILIZZARE LO STRUMENTO DEL PRIVATE EQUITY PER FAVORIRE LA NASCITA DI

NUOVE IMPRESE INNOVATIVE;


 PROMUOVERE E ATTIVARE NUOVI STRUMENTI DI FINANZA STRUTTURATA PER

POTENZIARE GLI EFFETTI DELLO STRUMENTO DELLA GARANZIA IN VISTA


DELL’ENTRATA IN VIGORE DI BASILEA 2;
 PROMUOVERE ACCORDI CON IL SISTEMA BANCARIO PER LA MESSA A DISPOSIZIONE

DELLE IMPRESE DI RISORSE A TASSI DI INTERESSE PIU’ VANTAGGIOSI RISPETTO A


QUELLI PRATICATI SUL MERCATO;
 FAVORIRE L’ADOZIONE, DA PARTE DELLE PMI, DI METODI INNOVATIVI DI GESTIONE

FINANZIARIA

89
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
2) L’INNOVAZIONE

L’OBIETTIVO E’ DI:

 FAVORIRE LA CRESCITA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL SISTEMA PRODUTTIVO

ATTRAVERSO PROCESSI DI INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA, FINANZIARIA, GESTIONALE E


PRODUTTIVA DI QUALITÀ;

 SOSTENERE PROGETTI DI IMPRESE E RETI DI IMPRESE CHE MIRANO A REALIZZARE

CAMBIAMENTI INNOVATIVI RELATIVAMENTE:


• ALL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, ANCHE TRAMITE L’UTILIZZO DI MANAGEMENT
TEMPORANEO QUALIFICATO E LA SPERIMENTAZIONE E L’AVVIO DI FORME ORGANIZZATIVE
FINALIZZATE A FAVORIRE LA CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO;

• ALLE DOTAZIONI TECNOLOGICHE, IMPIANTISTICHE E INFRASTRUTTURALI DEI MEZZI DI


PRODUZIONE, IN PARTICOLARE QUELLE ENERGETICO-AMBIENTALI;

• AI PROCESSI PRODUTTIVI E AI RELATIVI PRODOTTI;

• ALLA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO;

• ALLA TUTELA AMBIENTALE CONNESSA AI PRODOTTI E PROCESSI PRODUTTIVI;

• ALL’UTILIZZO AVANZATO E INTEGRATO DELLE TECNOLOGIE ICT.

90
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
3) RETI, QUALITA’ E RESPONSABILITA’ SOCIALE

L’OBIETTIVO E’ DI:

 PROMUOVERE E SOSTENERE PROGETTI DI RETI E AGGREGAZIONI DI IMPRESE


FINALIZZATI:

• AL PERSEGUIMENTO DI UN MIGLIORAMENTO E AMPLIAMENTO DELLA CAPACITÀ


PRODUTTIVA ATTRAVERSO LA REALIZZAZIONE DI NUOVI PRODOTTI O PROCESSI
PRODUTTIVI;
• ALL’APPLICAZIONE DI SISTEMI DI GESTIONE INTEGRATA DELLA QUALITÀ;
• ALLA SEMPLIFICAZIONE, LA QUALIFICAZIONE E IL MIGLIORAMENTO DEI PROCESSI
DI FORNITURA E SUB FORNITURA;
• AL MIGLIORAMENTO E ALLA RAZIONALIZZAZIONE DEI PROCESSI COMMERCIALI;
• ALLA REALIZZAZIONE DI SERVIZI COMUNI PER LE IMPRESE APPARTENENTI ALLA
RETE E AL SUPERAMENTO DI PROBLEMATICHE COMUNI NELL’ORGANIZZAZIONE
DELLA PRODUZIONE IN RETE.

 FAVORIRE LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL SISTEMA PRODUTTIVO TRAMITE LA


PROMOZIONE DELL’ADOZIONE, DA PARTE DI IMPRESE, AGGREGAZIONI E RETI DI
IMPRESE, DI METODI E PERCORSI DI RESPONSABILITÀ SOCIALE.

91
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
4) LAVORO PROFESSIONALE E AUTONOMO
E SERVIZI AVANZATI PER LE IMPRESE

L’OBIETTIVO E’ DI:

 PROMUOVERE LA GENERAZIONE DI NUOVA IMPRENDITORIALITÀ E DI NUOVE

PROFESSIONI, IN PARTICOLARE FEMMINILI E GIOVANILI

 PROMUOVERE LO SVILUPPO E LA QUALIFICAZIONE DELLE IMPRENDITORIALITÀ E

DELLE PROFESSIONI ESISTENTI

 SOSTENERE LA CREAZIONE E LO SVILUPPO DI RETI QUALIFICATE DI SERVIZI PER I


PROFESSIONISTI E/O LAVORATORI AUTONOMI NONCHÉ, PIÙ IN GENERALE, PER IL
SISTEMA PRODUTTIVO ED ECONOMICO REGIONALE

 FAVORIRE LA NASCITA E/O LO SVILUPPO DI UNA RETE QUALIFICATA DI SERVIZI

AVANZATI A FAVORE DELLE IMPRESE A SUPPORTO DEI PROCESSI DI CRESCITA E


SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO

92
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
5) LE AREE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE

L’OBIETTIVO E’ DI:
 MIGLIORARE LA QUALITÀ DEL TERRITORIO ATTRAVERSO LA QUALIFICAZIONE DEGLI
INSEDIAMENTI PRODUTTIVI CON RIFERIMENTO:

• ALLE DOTAZIONE INFRASTRUTTURALI;


• ALLA MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI
• AL CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI E ALL’UTILIZZO DI FONTI DI ENERGIA ALTERNATIVE
A QUELLE DI ORIGINE FOSSILE;
• ALLA QUALITÀ EDILIZIA;
• ALLA QUALITÀ DELLA VITA DI CHI LAVORA NELL’AREA E DI CHI VIVE NELLE VICINANZE DELL’AREA;
• ALLA ADEGUATA ACCESSIBILITÀ ALL’AREA DELLE PERSONE E DELLE MERCI;

 MIGLIORARE LE PRESTAZIONI AMBIENTALI ED ENERGETICHE DELLE IMPRESE ;


 FACILITARE LE IMPRESE , NELL’OTTENIMENTO DI CERTIFICAZIONI E AUTORIZZAZIONI
 SEMPLIFICARE LE PROCEDURE DI INSEDIAMENTO (COLLABORAZIONE COL SUAP)
 FAVORIRE RISARMI NEI COSTI PER GLI APPROVIGIONAMENTI ENERGETICI E CREARE UN
EFFETTIVO VANTAGGIO COMPETITIVO SUL MERCATO

93
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
I NUOVI STRUMENTI

LEGGI DI SETTORE NUOVO


(ARTIGIANATO/COOPERAZIONE) PROGRAMMA
TRIENNALE
ATTIVITA’
PRODUTTIVE

ASSE 2
PROTOCOLLO POR 2007-2013
DI INTESA CON
LE PROVINCE ASSE 3
PER AREE PRODUTTIVE

94
Servizio Politiche Industriali – Glauco Lazzari
Il Settore turistico

Direzione generale Attività produttive, commercio e turismo


Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche

Walter Verlicchi

15 novembre 2007
ORGANIZZAZIONE TURISTICA REGIONALE

A S S . R E G IO N A L E A L T U R IS M O

C O M IT A T O D I C O N C E R T A Z IO N E P R O V IN C IE
S.T.L.
STL

A Z IE N D A D I P R O M O Z IO N E T U R IS T IC A COMUNI

U N IO N E D I P R O D O T T O T E R M E U N IO N E D I P R O D O T T O C IT T A ' D ' A R T E U N IO N E P R O D O T T O C O S T A U N IO N E D I P R O D O T T O A P P E N N IN O

C L U B D I P R O D O T T O P R IV A T I C L U B D I P R O D O T T O P R IV A T I C L U B D I P R O D O T T O P R IV A T I C L U B D I P R O D O T T O P R IV A T I

96
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
L’ANDAMENTO TURISTICO 2007
IN EMILIA-ROMAGNA

RIVIERA Estate leggera crescita


RIVIERA Altri mesi forte crescita
CITTA’ D’ARTE E D’AFFARI leggera crescita
APPENNINO Inverno forte diminuzione

APPENNINO Estate leggera crescita


TERME leggera diminuzione

REGIONE EMILIA ROMAGNA leggera crescita

Fonte: Osservatorio Turistico Regione Emilia-Romagna e Unioncamere Emilia Romagna

Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi 97


RISORSE FINANZIARIE UTILIZZATE

l.r. 7/98 REALIZZAZIONE PIANO APT SERVIZI, PIANO DI COFINANZ.TO DEI PROGRAMMI DELLE UNIONI, PIANO DI COFINANZIAMENTO DEI PROGETTI DEI
PRIVATI - PROGRAMMI TURISTICI DI PROMOZIONE LOCALE (PTPL)-ETC.ETC. PERIODO: 2000-2006

TOTALE
SOGGETTO 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2000-2006

APT SERVIZI SRL 5.573.632 6.679.346 6.572.073 8.305.000 8.419.745 8.100.000 7.230.000 50.879.795
UNIONI DI PRODOTTO 1.569.858 1.742.526 2.251.977 2.392.186 2.631.313 2.882.000 2.889.000 16.358.860
PRIVATI 3.506.065 3.609.604 3.571.838 4.144.395 3.542.599 3.930.000 2.320.000 24.624.501
PTPL 4.131.655 4.382.318 4.389.884 6.200.000 9.630.000 6.200.000 3.150.000 38.083.856
SISTEMA INFORMATIVO IN RETE 300.000 350.000 350.000 350.000 400.000 400.000 350.000 2.500.000
PROGETTI SPECIALI-INNOVATIVI 284.051 258.228 305.039 350.000 350.000 550.000 200.000 2.297.318

CULICIDI 200.000 200.000 200.000 200.000 200.000 200.000 150.000 1.350.000


OSSERVATORIO TUR. 232.406 232.406 258.228 180.000 208.848 200.000 150.000 1.461.888

TOTALI 15.799.667 17.454.427 17.899.038 22.121.581 25.382.505 22.462.000 16.441.006 137.560.224

Contributi per interventi di tipo strutturale - Totale beneficiari pubblici e privati (interventi su: alberghi, campeggi, ristoranti,
terme, impianti di risalita, parcheggi, porti, giardini, castelli….)

Leggi 140-
L.R.3/93- Programmi 166 Aree
ANNO L.R.40/2003 d'Area LR 17 Obiettivo 2 totale annuo

2000 13.402.770 6.448.905 19.851.675


2001 11.475.854 6.458.036 17.933.890
2002 15.246.889 5.236.895 20.483.784

2003 17.525.719 11.414.317 12.178.258 6.487.718 47.606.012


2004 15.562.728 15.562.728
2005 6.000.000 0 0 0 6.000.000
2006 4.000.000 0 2.000.000 0 6.000.000

98
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
POSIZIONAMENTO SUL MERCATO MONDIALE
DELLE VACANZE

Gli obiettivi per conseguire qualità, eccellenza ed unicità sono impegnativi, perché fanno capo ad
una sfida globale, il sistema turistico regionale si deve proporre come volano per uno sviluppo
innovativo e competitivo che supera anche i confini delle "politiche di distretto" e coinvolge tutto il
tessuto imprenditoriale, territoriale e sociale della Regione.

La programmazione strategica deve favorire e sostenere la realizzazione di interventi sul


"patrimonio" urbanistico, ambientale e territoriale caratterizzati dal rispetto dell'integrità
dell'ecosistema, dalla valorizzazione dell'identità stessa di tale patrimonio, dalla capacità di
sostenere l'innovazione e la crescita qualitativa del "sistema imprese" in un ambito di sviluppo
sostenibile e di affermazione delle logiche di filiera e di rete.

Agli interventi strutturali e all'innovazione dei prodotti turistici è necessario affiancare un sistema
di promozione e commercializzazione turistica incisivo, dinamico, capace di presentare e di
vendere il turismo emiliano-romagnolo sul mercato interno e sui mercati internazionali.

Si perseguirà l'obiettivo di un miglioramento di tale sistema introducendo disposizioni che


permettano di sostenere il rafforzamento qualitativo dei club di prodotto, di integrare le funzioni
delle Unioni di prodotto, di adeguare le funzioni di APT Servizi srl alle esigenze del sistema
stesso.

99
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
PROSPETTIVE E STRATEGIE

Per l’ulteriore sviluppo del sistema turistico la Regione mira a


POLITICHE STRATEGICHE DI INTEGRAZIONE TRA SISTEMI
promuovendo un PATTO CONDIVISO tra tutti i soggetti che operano
nel sistema, per incidere sui grandi nodi:

 Trasporti e viabilità;
 Valorizzazione e difesa ambientale;
 Valorizzazione urbanistica;
 Ricerca e innovazione (per
organizzazione/prodotti/servizi turistici);
 Sapere e lavoro;
 Logistica.

100
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
PROSPETTIVE E STRATEGIE

 Ottimizzare l'utilizzo delle risorse pubbliche mediante : principio del


cofinanziamento, sostegno a progetti di valorizzazione di sistemi di impresa e
territoriali: accordi con gli istituti di credito, forme innovative di accesso al
credito per il sistema delle imprese turistiche;

 Riportare il turista al centro del sistema con strategie finalizzate a garantire la


sicurezza, l’accessibilità (ai luoghi, alle strutture, ai servizi), l’efficienza del
sistema di informazione e di accoglienza;

 Promuovere l’innovazione e la qualità del prodotto turistico lungo tutta la


filiera: dall'inizio del viaggio (sistema delle informazioni, delle prenotazioni, dei
trasporti), all'arrivo a destinazione (accoglienza), fino al consumo della
vacanza (pacchetto turistico) e al vivere le esperienze (consumo materiale,
culturale, sociale);

 Promuovere "politiche strategiche di integrazione tra i sistemi" con il sostegno


a progetti organici che siano proposti e condivisi, in un forte ambito di
trasversalità, da tutti i comparti.

101
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
OBIETTIVI GENERALI DI MEDIO PERIODO

 Accrescere la competitività sul mercato interno e sui mercati internazionali del


sistema delle imprese, dei territori, delle destinazioni, dei prodotti/servizi
turistici;

 Qualificare la mobilità e la logistica, con una particolare attenzione ai temi


dell'intermodalità;

 Promuovere la riqualificazione del tessuto urbano e delle strutture ricettive con


una nuova politica di "recupero" e "riuso" del patrimonio edilizio esistente;

 Puntare all’utilizzo di strutture, quali le Società di Trasformazione Urbana, in


grado di intervenire efficacemente e su macro aree nella riqualificazione del
comparto turistico;

 Sostenere programmi di intervento sui mercati internazionali sia per la


promozione che per la commercializzazione turistica con l'obiettivo di
consolidare la quota globale di presenze turistiche estere ed aumentare le
quote dei mercati internazionali giudicati strategici.

102
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
GLI OBIETTIVI DA PERSEGUIRE
NEL BREVE PERIODO

 Ridefinire la mission di APT Servizi srl, quale soggetto deputato ad attuare le azioni
di promozione turistica per i mercati internazionali, mentre le Unioni di prodotto
agiranno prevalentemente sul mercato italiano;

 Promuovere la realizzazione di progetti di commercializzazione turistica in forma di


co-marketing, da parte delle aggregazioni costituite in forma di impresa ed aderenti
alle Unioni di prodotto;

 Realizzare Sistemi Turistici Locali (STL) - aggregazioni di soggetti pubblici e privati


che operano per la promozione e la valorizzazione dei territori e dei contesti di
appartenenza attraverso un’offerta integrata.

103
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
GLI OBIETTIVI DA PERSEGUIRE
NEL BREVE PERIODO

 L'obiettivo strategico regionale di "sviluppo e sostegno dei prodotti turistici"


rimane assolutamente valido. Attraverso i STL sarà possibile sostenere non solo
i prodotti turistici, ma anche i "territori e le destinazioni turistiche" laddove
sussistano le oggettive condizioni di fattibilità.

 I STL dovranno configurarsi come "strumento/opportunità aggiuntiva" che i


soggetti operanti all'interno del sistema dell'organizzazione turistica regionale
potranno utilizzare. Il luogo di incontro della promozione e della
commercializzazione turistica è l'Unione di prodotto; il Sistema Turistico Locale
svolge la funzione di favorire la valorizzazione dell'identità e dell’integrazione dei
territori in ogni loro aspetto e, su questo presupposto, realizza forme concrete di
marketing territoriale;

 Il miglioramento degli strumenti della concertazione: il Comitato di


Concertazione Turistica è il nuovo strumento che, attraverso i propri
rappresentanti pubblici e privati, svolgerà le funzioni di concertazione di tutte le
fondamentali linee di programmazione proposte dagli attori del sistema turistico
regionale.

104
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
ATTIVITA’ IN CAMPO TURISTICO

Organizzazione turistica
Legge di riferimento: L.R. n. 7/98, MODIFICATA DALLA l.r.2/2007
Criteri attuativi: dalla DGR 715/98 alla DGR n. 1013/07
Procedure per la gestione della fase di rendicontazione e liquidazione: Allegati degli atti di
impegno

Promozione
Piano strategico annuale
Piano annuale operativo di APT Servizi srl
Programmi annuali delle Unioni di Prodotto
Programmi Turistici di Promozione Locale
Progetti speciali

Commercializzazione
Progetti di promocommercializzazione realizzati da aggregazioni di imprese turistiche
aderenti alle UDP
Sviluppo dei Club di Prodotto

Informazione
Situr
Gestione Servizi
Standard Dei Servizi
Iat
Last Minute
Gestione del sito “emiliaromagnaturismo”
Raccolta dati statistici ISTAT

105
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
ATTIVITA’ IN CAMPO TURISTICO

Professioni(l.r.4 /2000)
Guida turistica
Accompagnatore turistico
Guida ambientale-escursionistica
Formazione-Abilitazione
Elenchi-Controlli
Agenzie di viaggio(L.R.7/04)
Agenzie Sicure in Emilia-Romagna - Art. 16
Fondo di Garanzia Danni - Art. 17
Commercializzazione di servizi turistici - Art. 20
Servizi di prenotazione turistica negli IAT - Art. 21

Sviluppo dell’offerta turistica( L.R.40/2002)


Linea di finanziamento 1 – Imprese.
Artt. 6 - 8 - 9 = Incremento produttività delle aziende ricettive, turistico-ricreative e per il turismo montano ed il termalismo

Linea di finanziamento 2 - Soggetti pubblici ed organismi a carattere non commerciale


Art. 7 -Interventi a sostegno delle attività ricettive e turistico-ricreative –
Contributi per migliorare la qualità urbana e ambientale delle località turistiche.

Linea di finanziamento 3 – Art. 11 - Co. 2


Progetti finalizzati e progetti innovativi –

Linea di finanziamento 4 - Art. 13


Contributi a favore di Consorzi Fidi e Cooperative di Garanzia fra operatori nel settore del turismo
Interventi a favore delle stazioni invernali e sciistiche(L.R.17/2002)

106
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
ATTIVITA’ IN CAMPO TURISTICO

Disciplina delle strutture ricettive dirette all’ospitalità-L.R.16/2004.


Campeggi - extralberghiero – alberghi - bed and breackfast-

Disposizioni Generali -Definizioni –


Autorizzazioni -Classificazione
Disciplina Dei Prezzi E Rilevazioni Statistiche Disposizioni Per Usi Occasionali o Temporanei
Norme Transitorie, Finali, Abrogazioni-Sanzioni

Gestione Demanio Marittimo( L.R.9 /2002)

 Attività Di Programmazione, Indirizzo e Controllo sulle Deleghe ai Comuni in Materia


di Demanio Marittimo
 Parere di conformità dei Piani dell’arenile ai sensi del Capo VI Direttive approvate
con delibera Consiglio regionale 06/03/2003 n. 468.
 Predisposizione e Adozione Ordinanza Balneare
 Procedure di Adesione al S.I.D e Impostazione Data Base del Demanio marittimo

 Rilascio Concessioni e Autorizzazioni Demaniali marittime di Competenza


Regionale
 Gestione Contenzioso In Materia Di Demanio Marittimo”

107
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
ATTIVITA’ IN CAMPO TURISTICO

Turismi Emergenti - Progetti Interregionali ed Europei

 Iniziative dirette dell’Assessorato e finanziamento a soggetti esterni per lo sviluppo di


turismi emergenti e/o per la valorizzazione di territori di interesse turistico
 Turismo sportivo : cicloturismo - turismo equestre - mountain bike - sci-trekking
turismo nautico - moto turismo - golf
 Turismo culturale: Luoghi ebraici - Luoghi della memoria 1943-1945-Rocche e Castelli
Paesaggi d’Autore (luoghi dei grandi personaggi della musica, della letteratura, del
cinema e dell’arte)
 Turismo naturalistico: sviluppo di Parchi e riserve- Bird watching
 Qualità del territorio (Progetto CARE - Interreg IIIB area CADSES)- Certificazioni di
qualità: diffusione e promozione di marchi- Interventi di lotta alle zanzare - L.R. 15/91
 Progetti interregionali di sviluppo turistico (L.135/01): Ospitalità nei borghi-Azione di
promozione interregionale del sistema congressuale- Valorizzazione comprensorio
sciistico Tosco-emiliano - Terme d’Italia : Valorizzazione delle realtà termali italiane
attraverso azioni pro-pubblicitarie, di animazione locale e di formazione degli
operatori - La Via Francigena - Terra dei motori
 Progetti Europei: Rural tour- Marimed- Green link- Seaways - Care

108
Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche – Walter Verlicchi
Le politiche della Regione
Emilia-Romagna nel settore
della distribuzione
commerciale

Direzione generale Attività produttive, commercio e turismo


Programmazione della distribuzione commerciale

Paola Castellini
15 novembre 2007
OBIETTIVI DELLE POLITICHE REGIONALI
NEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE

• Favorire l’equilibrio delle diverse tipologie distributive


• Promuovere più concorrenza
• Favorire il processo di ammodernamento della distribuzione
• Promuovere azioni per un’efficace tutela dei consumatori

110
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
L’EQUILIBRIO DELLE TIPOLOGIE DISTRIBUTIVE:
PERCHÉ FAVORIRLO?

 Una rete diffusa di commercio tradizionale rafforza il ruolo di


aggregazione sociale e di identificazione collettiva

 I negozi qualificano le città sia in termini economici che ambientali

 I consumatori hanno esigenze diversificate che debbono trovare


risposte adeguate, anche ai fini del contenimento dei costi sociali
che certi modelli di sviluppo potrebbero determinare (es. anziani
senza il servizio di prossimità, montagna senza servizi adeguati e
conseguenti effetti di ulteriore spopolamento)

111
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
L’EQUILIBRIO DELLE TIPOLOGIE DISTRIBUTIVE:
COME MANTENERLO?

 Sostegno al processo di qualificazione delle piccole imprese


del commercio e dei servizi, attraverso il finanziamento di
progetti di valorizzazione commerciale

 Promozione dei centri commerciali naturali per sviluppare


competizione tra i luoghi del commercio (centri commerciali
naturali dei centri storici VS centri commerciali artificiali delle
aree periurbane ed extraurbane)

112
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
LA CONCORRENZA E LA COMPETITIVITÀ:
PERCHÉ PROMUOVERLE?

 Stimolano la capacità di innovazione ed efficienza delle imprese

 Fanno crescere l’equità sociale: aumentano il benessere dei cittadini-


consumatori rafforzando il loro potere di acquisto

Secondo l'Antitrust, nel biennio 2004/2005, nelle regioni più aperte alla
concorrenza, quali l’Emilia-Romagna, l'inflazione è stata dell'1,5%,
contro un aumento dei prezzi al consumo dell'1,8% nelle regioni che
hanno introdotto una regolamentazione più rigida

113
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
LA CONCORRENZA E LA COMPETITIVITÀ:
COME PROMUOVERLE?

 Consentire massima libertà imprenditoriale (unica tipologia per i pubblici


esercizi, nessun vincolo per quanto riguarda i settori merceologici,
liberalizzazione delle vendite promozionali, ecc.)

 Semplificazione dei procedimenti (comunicazione di inizio attività senza


ulteriore comunicazione decorsi i 30 giorni, silenzio assenso, ecc.)

 Promuovere lo sviluppo della concorrenza fra sistemi integrati di offerta


(commercio, terziario, intrattenimento e tempo libero) e fra luoghi del
commercio

Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini 114


L’AMMODERNAMENTO DELLA DISTRIBUZIONE:
PERCHÉ FAVORIRLO?

 La domanda dei “nuovi” consumatori trova spesso risposte più efficaci


nelle grandi strutture, per i vantaggi che presentano in termini di prezzi
e di accessibilità, ampiezza dell’offerta, risparmio di tempo

 La concorrenza fa bene al sistema

 Strutture di medie o grandi dimensioni nelle zone centrali possono


promuovere la riqualificazione delle città

115
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
L’AMMODERNAMENTO DELLA DISTRIBUZIONE:
COME PROMUOVERLO?

 Favorire la presenza di una pluralità di formule insediative, con


procedure di pianificazione e programmazione che tengano conto
dell’impatto complessivo dal punto di vista urbanistico ma
semplifichino i procedimenti amministrativi di rilascio delle
autorizzazioni

 Promuovere la qualità urbana degli insediamenti commerciali di


grandi dimensioni, attraverso meccanismi di valutazione, ai fini
dell’autorizzazione, che tengano conto degli effettivi diversi impatti
prodotti.

 Definizione di un modello di governance locale che consenta di


applicare con coerenza il principio della sussidiarietà

116
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
… A PROPOSITO DI GOVERNANCE …

Lo strumento della Conferenza dei servizi ha consentito, in tempi brevi,


l'adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica di livello
comunale (PRG) e provinciale (PTCP) alla nuova normativa (LR 14/99),
attraverso l'individuazione delle aree idonee alla localizzazione di medie e
grandi strutture.

L’adeguamento si è realizzato nell’anno 2000, con i lavori delle 9


Conferenze provinciali dei servizi, che hanno realizzato l'adeguamento
sincronico dei PRG dei 341 Comuni della Regione.

A regime, lo sviluppo della grande distribuzione viene definito nell'ambito


degli strumenti di pianificazione di livello comunale e provinciale.

117
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
… A PROPOSITO DI GOVERNANCE …

Le Province, nell’ambito dei PTCP, a seguito di un processo di


concertazione con tutti i Comuni:

 programmano i poli funzionali


 definiscono i criteri per la localizzazione e il
dimensionamento delle grandi strutture di vendita e delle
medie strutture di rilevanza sovracomunale
 stabiliscono il range di variazione

Ai Comuni è affidata la definizione delle scelte strategiche di


sviluppo della rete distributiva, nelle sue diversificate
articolazioni, in coerenza con le decisioni assunte nell’ambito
dei Piani territoriali di coordinamento provinciale

118
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
AZIONI A TUTELA DEI CONSUMATORI:
PERCHÉ PROMUOVERLE?

 Il cittadino-consumatore ha un ruolo fondamentale nella


determinazione delle politiche che riguardano i settori
economici

 Il quadro legislativo più recente ha individuato nel


consumatore il soggetto nel cui interesse deve essere
promossa la concorrenza

119
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
AZIONI A TUTELA DEI CONSUMATORI:
COME PROMUOVERLE?

 Promozione e sostegno alle associazioni dei consumatori


attraverso l’erogazione di contributi a progetti d’intervento in
linea con le priorità definite dall’Assemblea legislativa
regionale:

 sviluppo delle attività di formazione e informazione


 assistenza e consulenza per l’acquisto di servizi finanziari
 tutela dei consumatori nei servizi di pubblica utilità
 accesso alle opportunità fornite dalle società di informazione
 accrescimento della fiducia nei confronti dei generi alimentari
 sostegno ai consumi sostenibili

120
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
RISULTATI CONSEGUITI DALLE POLITICHE REGIONALI
NEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE

2. In Emilia-Romagna il settore del commercio ha raggiunto un buon


livello evolutivo
3. La media e la grande distribuzione hanno prodotto un’ulteriore
modernizzazione del settore, ma senza stravolgimenti o brusche
accelerazioni
4. La rete degli esercizi di vicinato è stata interessata da un importante
processo di qualificazione
5. Si è registrato un aumento dell'occupazione (nel primo semestre
2006, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, vi è stato un
incremento di circa 28.000 unità, pari ad al 9,4%
6. L'evoluzione imprenditoriale è caratterizzata da una preponderanza
delle ditte individuali (65,8%), seguite dalle società di persone (21%)
e da quelle di capitali (12,5%).

121
Programmazione della distribuzione commerciale – Paola Castellini
L’economia ittica regionale

Direzione generale Attività produttive, commercio e turismo


Servizio Economia Ittica Regionale

Aldo Tasselli
15 novembre 2007
I PRINCIPALI AMBITI DELLE POLITICHE REGIONALI
PER LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA ITTICA

1. Tutela ambientale e pesca sportiva nelle acque interne;

2. Tutela delle risorse alieutiche, pesca professionale in mare ed


acquacoltura;

3. Attività produttive: produzione, trasformazione, mercati e marketing

4. Demanio marittimo con finalità di pesca;

6. Promozione e Turismo pesca-sportivo;

7. Ricerca ed Innovazione

123
Economia ittica regionale – Aldo Tasselli
PRIORITÀ IN AMBITO TRANSFRONTALIERO
2008-2010

 Attuazione dell’Agenda strategica per l’alto Adriatico verso un


Distretto di pesca

 Realizzazione dei programmi operativi dell’Euroregione


Adriatica con le Regioni partner: Friuli Venezia Giulia,
Veneto, e la Regione Istriana (Croazia);

 Promozione dello sviluppo socio-economico dell’area


geografica marina compresa tra Lussino ( Croazia) e
Cattolica;

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 124


AGENDA STRATEGICA E AMBITI OPERATIVI
(2008-2013)

Distretto Alto Adriatico


Politiche comuni per la governance

Coordinamento

Agenda Strategica

Asse 1 Asse 2 Asse 3 Asse 4 Asse 5


Ambiente Att. Prod. Turismo Ricerca e Ass. tec.
Commercio Sv. Tec. Govern.

Azioni
Esigenze

Destinatari degli interventi

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 125


LO SPAZIO DI COOPERAZIONE

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 126


IL DISTRETTO DI PESCA ALTO ADRIATICO:
UNA PROPOSTA OPERATIVA

 Il Distretto Alto Adriatico:

 E’ un’area geografica marina omogenea per la tutela delle risorse


alieutiche e dell’ambiente;

 Promuove un primo esempio concreto di governance condivisa,


trasferibile ad altre aree del Mediterraneo;

 Deve essere gestito da un organismo istituzionale (Tavolo di


concertazione, Agenzia, ecc.) che coinvolga i Governi e le Regioni per una
gestione condivisa delle risorse ambientali dell’Alto Adriatico;
rappresenta la sede della mediazione politico-istituzionale e socio-
economica nell’area;

 Applica in un’area definita regole condivise basate sui principi della


Politica Comune della Pesca della U.E..

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 127


PIANO REGIONALE DI SVILUPPO 2002-2007

Il percorso di cooperazione tra le Regioni aderenti all’Agenda strategica ha già dato i primi risultati,
consistenti nell’attuazione di 5 progetti cofinanziati con fondi comunitari, per un totale di
8,9 milioni di Euro di risorse finanziarie europee (Interreg) e italiane ( L.84/2001):

Titolo progetto Capofila Importo Euro Temi principali

ADRI.FISH. Regione del Veneto 1.971.000,00 Osservatorio Socio Economico


Marchio di qualità e tracciabilità
Associazionismo

FISH.LOG. Regione Friuli V. G. 2.152.208,48 Realizzazione di 2 mercati ittici in Croazia


Formazione e animazione operatori

CONNECT Regione Emilia-R. 1.411.620,49 Realizzazione di una piattaforma virtuale di commercializzazione


Formazione e animazione operatori

ADRI.BLU Regione Emilia-R. 2.834.165,77 Istituzione Tavolo Blu per la governance nell’Alto Adriatico
Sistema GIS per la pianificazione dell’uso delle risorse
Barriere sommerse per l’incre-mento delle risorse alieutiche

CORIN Euris S.r.l. 564.680,00 Istituzione di un sistema IT di comunicazione per la governance


Buone pratiche di condivisione politiche per la ricerca

Totale progetti 8.933.674,74

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 128


PROGETTI FINANZIATI
CON IL DOCUP SFOP 2000-2006

N° Contributi Investimenti
Misure Progetti erogati attivati
3.1 "Protezione e sviluppo risorse
acquatiche" 1 € 347.000,00 € 347.000,00
3.2 "Acquacoltura" 86 € 4.077.513,00 € 10.193.783,00
3.3 "Attrezzature dei porti di pesca" 7 € 2.680.053,00 € 2.680.053,00
3,4 "Trasformazione e
commercializzazione" 24 € 2.148.172,00 € 5.360.431,00
3.5 "Pesca nelle acque interne" 1 € 3.861,00 € 9.653,00
4.3 "Promozione e ricerca di nuovi
sbocchi" 9 € 719.570,00 € 719.570,00
4.4 "Azioni realizzate dagli operatori
del settore" 2 € 256.484,00 € 256.484,00
4.6 "Misure innovanti" 3 € 132.092,00 € 132.092,00
133 € 10.364.745,00 € 19.699.066,00

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 129


PIANO STRATEGICO NAZIONALE
FONDO EUROPEO DELLA PESCA (FEP) 2007-2013

Assi d’intervento

1) Adeguamento della flotta;

2) Acquacoltura-pesca acque interne - trasformazione-commercializzazione

3) Misure di interesse comune

4) Sviluppo sostenibile zone di pesca

5) Assistenza Tecnica

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 130


IL MARCHIO COLLETTIVO
DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Il marchio è utilizzato dal Consorzio di


filiera istituito da:
- Pescatori
- Acquacoltori
- Mercati ittici
- Commercianti
- Trasformatori
- Ristoratori

Ente certificatore: CERMET

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 131


INNOVAZIONE E RICERCA:
LA TELEMATICA NEL COMPARTO

Il Consorzio di filiera utilizza la


telematica:
• dalle barche,
• ai mercati ittici,
• ai commercianti,
• alla distribuzione

Economia ittica regionale – Aldo Tasselli 132


PITER 2007-2009:
Le nuove linee guida del Piano
Telematico dell’Emilia-Romagna

Direzione Generale
Organizzazione, Personale, Sistemi informativi e Telematica

Sandra Lotti

15 novembre 2007

133
IL PIANO TELEMATICO REGIONALE …
VENIAMO DA LONTANO

 1999-2000: il primo programma era completamente volto a co-finanziare la


progettualità locale.

 Aree di azione:
 reti ed infrastrutture
 programmi per gli EELL (focus sulla innovazione del back office)
 servizi on line per cittadini ed imprese
 alfabetizzazione informatica

 Sono stati finanziati 134 progetti: creazione della consapevolezza su tutto


il territorio, crescita omogenea.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 134


IL PIANO TELEMATICO REGIONALE –
LA SECONDA PROGRAMMAZIONE (1)

Programmazione 2002-2005

PAROLE CHIAVE:

 creazione della “regione digitale ”


 lotta al digital divide
 progetti regionali (NON locali) per costruire un SISTEMA regionale di e-
government
 investire nell’efficienza della PA per contribuire alla competitività della
regione tutta
 integrare i progetti con attività di ricerca e sviluppo
 misurare i risultati con una azione specifica di individuazione di indicatori
e di benchmark

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 135


IL PIANO TELEMATICO REGIONALE –
LA SECONDA PROGRAMMAZIONE (2)

Programmazione 2002-2005

 La visione:
sviluppare contemporaneamente infrastrutture e servizi innovativi
che la popolano e danno concretezza alla “nuova PA”; andare oltre
le migliori pratiche

 La governance:
il Piano è stato finanziato in gran parte dalla Regione, ma condiviso
nella strategia e nelle singole linee di azione con gli enti (creazione
di un tavolo tecnico ad hoc);
partecipazione all’Avviso nazionale sull’e-government (2002) con
pochi progetti ma di sistema - unica regione a percorrere questa
strada

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 136


LEGGE REGIONALE 11/2004 (1)

Esigenza di definire meglio il governo del Piano


Legge regionale 11/2004 “Sviluppo regionale della Società
dell’Informazione”

Obiettivo:
assicurare, di concerto con il sistema degli Enti locali, a cittadini,
imprese ed enti condizioni di sviluppo delle loro attività e relazioni,
promuovendo le potenzialità delle ICT nella prestazione di servizi e
nell’accessibilità e scambio di dati, a supporto della società della
conoscenza.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 137


LEGGE REGIONALE 11/2004 (2)

Come?

 fissando il sistema di regole e lo sviluppo delle strutture tecnologiche che


assicurano l’integrazione e l’interoperabilità dei sistemi informativi e lo
sviluppo del “territorio digitale”;

 definendo le modalità di collaborazione fra tutte le pubbliche


amministrazioni regionali e locali, enti ed organizzazioni di diritto pubblico
regionali e locali.

 producendo le linee di indirizzo del piano regionale per lo sviluppo


telematico, delle ICT e dell'e-government

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 138


LEGGE REGIONALE 11/2004 (3)

Linee di indirizzo e piani operativi:

 definiscono, con periodicità di norma triennale, le strategie della Regione,


individuano le aree e gli obiettivi in coerenza con il documento di politica
economico-finanziaria regionale, con i programmi comunitari e statali e
costituiscono il quadro di riferimento per lo sviluppo della rete telematica e
del sistema integrato regionale di servizi di e-government.

 approvate dall’Assemblea Legislativa

 la Legge definisce gli organi della concertazione e partecipazione

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 139


GLI ATTORI

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 140


MONITORAGGIO

All’art.15 la Legge prevede anche il Monitoraggio del Piano:

“La Regione istituisce un sistema di monitoraggio dei progetti


informatici e telematici in ambito regionale, finalizzato alla
rilevazione dei dati tecnici, dei costi, delle caratteristiche funzionali
ed operative e, più in generale, delle informazioni di interesse
comune, che consentano la valutazione, anche tramite indicatori
ricavati da analoghe esperienze, dei progetti in corso, la
condivisione delle pratiche di eccellenza e la costituzione di una
base di riferimento per la progettazione e l’implementazione di
interventi futuri.”

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 141


MISURAZIONE

In questo ambito già dalla programmazione precedente il Piano Telematico si


è dotato di un set di indicatori che “fotografano” lo sviluppo della società
dell’informazione in Regione.

In particolare misuriamo:

 l’offerta e l’uso di larga banda


 l’uso di Internet e ICT da parte dei cittadini
 l’uso di Internet e ICT da parte delle imprese
 le dotazioni informatiche degli enti locali e l’offerta di servizi on line

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 142


RISULTATI E LASCITI DEL PIANO PRECEDENTE

L’esercizio di misurazione svolto nel periodo 2003-2005 ci ha permesso di


verificare i punti di forza e di debolezza su cui agire con PiTER.

Risultati a fine 2005 Cosa resta da fare


• larga banda e infrastruttura LEPIDA ha • ridurre il digital divide, soprattutto per
migliorato la disponibilità di larga banda in cittadini ed imprese che vivono in aree remote
ER, anche per il mondo non PA. A settembre o non connesse (raggiungimento di un Livello
2005 c’erano 467.000 km di fibra ottica minimo di Comunicazione)
disponibili sul territorio, il 28% delle abitazioni • migliorare l’utilizzo dei servizi, nel 2005
erano connesse a LB, così come il 62% delle solo il 20% dei cittadini ha usato i servizi on
scuole, il 79% dei Comuni e il 90% delle line della PA: si tratta di lavorare sulla
imprese. comunicazione ma anche
• servizi on line, dal 2003 al 2005 il livello di • migliorare la qualità dei servizi, l’offerta dei
interattività dei servizi ha raggiunto la media servizi non è omogenea, spesso sono difficili
europea, con un balzo in avanti del da usare; un livello di maggiore coordi-
4%.L’aumento più rilevante è per quei servizi namento tra gli enti anche su questo aspetto
sviluppati dall’insieme degli enti (es: SIL, e- porterà a una offerta più ricca e interessante.
procurement…) • aumentare l’utilizzo delle ICT, a partire dal
• sviluppo locale, lo squilibrio territoriale su mondo delle imprese, con azioni a supporto
indicatori quali disponibilità di servizi on line e della “e-adoption”. Azioni di sensibilizzazione/
loro interattività è diminuito nel triennio. alfabetizzazione verso imprese, giovani,
donne

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 143


PITER 2007-2009:
DALLA LOGICA DEI PROGETTI E DELLE SPERIMENTAZIONI
A UNA VISIONE UNITARIA DELL’ E-GOVERNMENT

Linee Guida per il Piano Telematico dell’Emilia-Romagna (PiTER):


definiscono le linee di attività per il prossimo triennio e il governo del
Piano

Due parole chiave:


sviluppo tecnologico del territorio e innovazione delle amministrazioni

Obiettivo:
creare una piattaforma regionale che integri i risultati dei grandi progetti
precedenti, le migliori pratiche sviluppate dal territorio fornendo a tutti gli enti
gli strumenti per:
 essere sistema (le tecnologie a supporto di nuovi processi)
 attivare sul territorio servizi di qualità
 dare al territorio gli strumenti per restare competitivo

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 144


PITER 2007-2009:
CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 regionale (non Regionale) - coinvolgimento di tutti gli enti nella


definizione e nello sviluppo dei progetti, per renderli adeguati alle vere
necessità del territorio; coinvolgimento nel momento decisionale ma
anche nell’investimento;condivisione della responsabilità dei risultati;
creazione di Comunità Tematiche che mettano insieme i responsabili IT e i
responsabili delle procedure su cui si va ad operare, perché i progetti siano
anche fattore di crescita delle competenze

 multisettoriale (non verticale) - mira ad includere tutte le attività/progetti


ICT pianificati dalla diverse DG/aziende regionali (sanità, attività produttive,
turismo, istruzione,lavoro, ambiente….) per evitare sovrapposizioni, e
convergere su obiettivi comuni.

 inclusivo - essere di supporto agli enti locali (soprattutto quelli più piccoli)
nell’attività di identificazione e coordinamento dell’approvvigionamento dei
servizi tecnologici evitando il moltiplicarsi degli investimenti e la scelta di
soluzioni non interoperabili.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 145


GLI STRUMENTI

Una rete infrastrutturale sempre più capillare

Una rete organizzativa strutturata tra gli enti, a garanzia della


coesione territoriale anche in questo ambito (Community
Network)

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 146


PITER 2007-2009:
LE LINEE GUIDA IN BREVE (1)

 Infrastrutture di rete per le PA, cittadini ed imprese – estensione di


LEPIDA e R3; sviluppo di azioni specifiche per la riduzione del divario
digitale per cittadini ed imprese;
 Infrastrutture per l’accesso e l’operatività – sviluppo di una piattaforma
tecnologica che integra e distribuisce una ampia gamma di servizi agli enti
locali (es: autenticazione, interoperabilità, flussi documentali….). Questi
servizi saranno gestiti e distribuiti da Lepida spa;
 Servizi per i cittadini e le imprese – sviluppo della usabilità e
accessibilità dei servizi; multimodalità e mobilità; ampliamento del kit per
la e-democracy (partecipa.net); progetti di riuso.
 Servizi per la sanità – messa a sistema delle infrastrutture regionali a
supporto del completamento e dell’implementazione del progetto SOLE
(Sanità On-LinE) e di altri progetti del settore sanità con l’obiettivo di
migliorare l’efficienza delle strutture e la qualità dei servizi

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 147


PITER 2007-2009:
LE LINEE GUIDA IN BREVE (2)

 Servizi per l’istruzione – individuazione delle potenziali sinergie realizzabili


come conseguenza dell’utilizzo della rete LEPIDA e realizzazione di progetti
destinati a supportare l’uso delle ICT per la didattica nelle scuole della regione;
 Knowledge Divide – progettazione di attività volte a ridurre il numero di soggetti
che restano esclusi dall’innovazione perché non avvezzi alle tecnologie, con
particolare riferimento alle imprese regionali nonché alle fasce più sensibili come
anziani, giovani e donne;
 Ricerca e sviluppo – prosecuzione e completamento dei progetti di ricerca co-
finanziati nell’ambito del precedente Piano telematico regionale; progettazione di
un Laboratorio sull’ICT per la PA, a supporto degli sviluppi del sistema regionale
dell’e-government;
 Monitoraggio e benchmarking – consolidamento dell’attività di misurazione e
benchmarking a supporto delle attività di programmazione e progettazione;
valutazione qualitativa dei progressi ottenuti nel tempo; monitoraggio dei progetti
contenuti negli annuali Programmi operativi al PITER

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Sandra Lotti 148


La Regione in rete:
Lepida e il programma contro il
divario regionale

Servizio Sviluppo Piano Telematico e


infrastrutture di rete

Marco Calzolari
15 Novembre 2007

149
FASE 1:
LEPIDA RETE GEOGRAFICA A REGIME

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 150


LA RETE GEOGRAFICA LEPIDA
A OTTOBRE 2007

2.115 Km di infrastrutture

50.000 Km di fibre
ottiche di proprietà
della Regione per Lepida

230.000 Km di fibre ottiche


di proprietà delle Aziende
Multiservizi per lo sviluppo
del territorio e per fornire
411 Pubbliche Amministrazioni collegate, servizi di connettività a
di cui 290 Comuni (su 341)
banda larga a cittadini ed
imprese
LA RETE È GIÀ REALIZZATA PER IL 90%

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 151


LEPIDA SECONDA FASE: LE RETI MAN

•  43 i progetti di MAN già 
approvati dagli Enti  
(province di Modena e 
Ravenna, città di Bologna)

•  100­120 le reti MAN che 
saranno realizzate in 
regione

• 2000 le sedi della 
pubblica amministrazione 
che saranno collegate

CITTÀ DI BOLOGNA
•   25.000.000 € 
•  276 sedi collegate
l’investimento totale 
•  160 Km di infrastrutture
previsto
•  4.300.000 € di investimento totale

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 152


R3: RETE RADIOMOBILE REGIONALE

E’ una rete radiomobile digitale a standard Europeo (TETRA),


tecnologicamente avanzata (in parte simile a GSM/GPRS a 900 MHz)
concepita per i servizi di protezione civile, emergenza sanitaria (118),
traffico e mobilità

Aumenterà le prestazioni sia in termini di capacità di traffico che di


trasmissione dati e messaggi

R3 si integra con Lepida per realizzare una piattaforma unica di


comunicazione, quella New Generation Network di cui tante parole si stanno
spendendo in questi mesi

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 153


PiTER 2007-2009
LIVELLO MINIMO DI COMUNICAZIONE

Obiettivo strategico

Nel Piano Telematico regionale 2007-2009 è stata prevista una linea di


azione specifica per il raggiungimento del livello minimo di comunicazione:
ovvero la disponibilità per tutti i cittadini e le imprese del territorio di una
connessione ad Internet con banda larga di caratteristiche adeguate

La Regione promuove interventi nelle 71 aree comunali in situazione di digital


divide totale e nelle 150 aree comunali parzialmente coperte, con azioni
finalizzate a rendere disponibile il servizio a banda larga per una percentuale
di copertura della popolazione il più possibile vicina al 95%,in maniera da
rendere omogeneo il territorio regionale

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 154


IL DIGITAL DIVIDE IN EMILIA-ROMAGNA

Da indagini condotte dalla Regione Emilia-Romagna emerge che il DD


interessa una popolazione di ca. 480.000 abitanti e 39.000 imprese, situati
prevalentemente in montagna, ma anche in pianura (zone rurali)

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 155


FASE 3: RIDUZIONE DEL DIGITAL DIVIDE 1/2

Stato di avanzamento degli Accordi a sett. ‘07

• Provincia Parma: avviati i lavori di realizzazione da parte di Enìa per:

• estensione  della  rete  geografica 


LEPIDA per la  PA  in 14 comuni 
della  montagna  in  DD  con 
tecnologie  Wireless,  finanziata 
da RER e dagli Enti locali (spesa 
530.000€);

  b)  realizzazione  di  un’infrastruttura 


parallela  a  Lepida,  finanziata 
totalmente da Enìa, da destinare 
alla  fornitura  di  servizi  a  larga 
banda  ai  privati  delle  zone  in 
montagna e in alcune zone rurali 
in DD. 
 

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 156


FASE 3: RIDUZIONE DEL DIGITAL DIVIDE 2/2

Altri accordi in preparazione a ottobre ‘07

• Provincia Reggio Emilia: deliberata dalla RER e dalla Provincia e dalla


comunità montana l’approvazione di un progetto preliminare per la
realizzazione di una prima fase di copertura dell’appennino Reggiano;
• Provincia Piacenza: avviato l’iter di approvazione di un progetto preliminare
(prima parte) da realizzarsi da parte di Enìa;
• Provincia Modena: conclusa la predisposizione del progetto preliminare
condiviso tra gli EE.LL. ed in corso di approvazione la convenzionen tra gli enti;
• Provincia Bologna: in preparazione da parte di Hera il progetto preliminare –
come previsto dall’Accordo di partnership RER-Hera per la MAN della città di
Bologna e il superamento del DD in provincia di Bologna, che la Regione dovrà
approvare;
• Provincia Rimini: è stata avviata la progettazione preliminare per un primo
intervento nella Valconca che verrà finanziato da SIS SpA e realizzato in
partnership con Hera e che prevede la realizzazione di un’infrastruttura wireless
che, partendo da Lepida di proprietà di Hera, distribuisca il servizio a larga banda
ai privati nelle zone in DD.

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 157


Accordo per lo sviluppo della banda larga sul territorio appenninico
della Regione Emilia-Romagna
Ministero delle comunicazioni e Regione Emilia-Romagna

Obiettivo dell’Accordo
Intervenire con un “Programma Banda-Larga in sinergia, ad
integrazione della rete regionale Lepida e degli interventi già previsti
dalla Regione e dagli accordi con gli Enti, con la duplice finalità di:

potenziare le infrastrutture della rete delle pubbliche


amministrazione e ridurre il digital divide
nell’Appennino

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 158


I PRINCIPI BASE DELL’ACCORDO

94 comuni oggetto di intervento

Estensioni in fibra ottica


complementari a Lepida, verso le
PA e/o verso le centrali di Telecom
(per i servizi a privati, erogati da
operatori TLC)
Realizzazione di dorsali wireless
per copertura in banda larga alle
PA e per servizi a privati
Accordi con Telecom Italia
per attrezzare alcune centrali per
servizi whole-sale agli operatori
TLC

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 159


LA SINTESI DEGLI INTERVENTI PREVISTI
DAL PROGETTO TECNICO DELL’ACCORDO

Servizio sviluppo piano telematico e infrastrutture di rete – Marco Calzolari 160


La Community network dell'Emilia-
Romagna: un esempio concreto di
organizzazione a rete tra gli enti della
regione, per governare una crescita
coesa

Direzione Generale
Organizzazione, Personale, Sistemi informativi e Telematica

Rossella Bonora

15 novembre 2007

161
IL CONTESTO

 Con la Legge Regionale n. 11/2004 “Sviluppo regionale della società


dell’informazione” (entrata in vigore il 17 maggio 2004) la Regione Emilia-
Romagna ha inquadrato in uno schema istituzionale l’insieme delle
iniziative e delle politiche legate alla telematica.

 L’elemento caratterizzante della Legge è la definizione di un “iter”


procedurale per l’identificazione degli obiettivi, l’approvazione degli stessi
e la loro realizzazione operativa.

 La Regione approva quindi il Piano Telematico dell’Emilia-Romagna


2007/2009 (PiTER) [linee guida].

 Nasce la Community Network Emilia-Romagna (CN-ER).

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 162


COMMUNITY NETWORK EMILIA-ROMAGNA (1)

Crea le condizioni organizzative per l’attuazione di PITER (2007-2009), con


particolare riferimento:

 alla definizione di un modello interistituzionale a pluralità di attori


per la realizzazione delle iniziative e dei servizi ivi contenuti,

 il dispiegamento nei territori delle soluzioni realizzate,

 la gestione operativa delle soluzioni e dei servizi sia generali e


trasversali che locali.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 163


COMMUNITY NETWORK EMILIA-ROMAGNA (2)

 conferma la dimensione di coesione raggiunta in Emilia-Romagna e già


riconosciuta dalle autorità ministeriali come interlocutore primario dello
sviluppo del Piano telematico nazionale e del sistema pubblico di
connettività

 valorizza il sistema di accordi e di relazioni derivanti da pregresse


convenzioni stipulate tra singola Provincia e Comuni, Comunità montane,
Unione di Comuni, Associazioni intercomunali dei rispettivi territori

 crea i presupposti per la partecipazione congiunta e l’adesione anche


onerosa e alle iniziative descritte in PITER e ai bandi e/o agli avvisi
nazionali e comunitari per progetti di interesse generale e comune (primi
fra tutti gli avvisi pubblicati in G.U., ALI e RIUSO)

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 164


CN-ER: GLI ATTORI

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 165


CN-ER: SOCIETÀ “LEPIDA”

 Gestisce la rete LEPIDA (nella sua Agisce sulla dimensione tecnologica per
dimensione realizzativa attuale e quanto concerne il sistema infrastrutturale, i
futura) e il suo raccordo con l’SPC, servizi infrastrutturali ed i progetti applicativi
e il contratto per la fornitura di a valenza di sistema regionale.
servizi di telefonia e trasmissione
dati che si avvalgono della rete
Lepida
 Realizza le diverse componenti di
reti regionali (MAN)
 Gestisce la rete R3
 Gestisce i servizi infrastrutturali di
e-government, rendendo anche i
propri servizi ai singoli Comuni ed
ai SIA locali
 Effettua la progettazione esecutiva
delle iniziative dei programmi
annuali di PiTER

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 166


CN-ER: SISTEMI INFORMATICI ASSOCIATI

Agiscono sulla dimensione tecnologica ed


organizzativa e rappresentano la modalità
con la quale, già oggi, Enti Locali
 I SIA gestiscono, in modo gestiscono in forma associata i sistemi
associato, i servizi gestionali e informatici e alcune relative applicazioni.
le applicazioni tipiche locali
degli Enti ed il loro
interfacciamento con i servizi
infrastrutturali per l'erogazione
dei servizi di e-government
 Per l’erogazione dei servizi di e-
government, si avvalgono dei
servizi infrastrutturali offerti
dalla Società "Lepida"

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 167


CN-ER: CENTRO DI ALTA COMPETENZA

 Comitato Scientifico: supporta la


predisposizione dei programmi Supporta lo sviluppo integrato della rete
operativi annuali di sviluppo di PITER. LEPIDA e dei servizi su di essa
 CRC Emilia-Romagna: agisce sulla implementati.
dimensione organizzativa favorendo
la cooperazione e il coordinamento
tra i livelli di governo nei sistemi
regionali, lo scambio di informazioni e
migliori pratiche con altre regioni,
supporta lo sviluppo di PITER e dei
progetti in esso contenuti.
 Il Centro di "dispiegamento“: coordina
gli interventi che si sviluppano nei
territori e fra i territori e governa il
dispiegamento delle soluzioni e dei
servizi sui territori medesimi agendo
prevalentemente sulla dimensione
organizzativa.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 168


IL RUOLO DELLA CN-ER

 La CN-ER è un sistema - di servizi, di standard e di interscambio – che:


fa lavorare insieme tutti gli enti locali della regione, dà a tutti i medesimi
strumenti e sa cogliere e mettere a fattore comune eccellenze e vocazioni
specifiche.

 Attraverso gli strumenti organizzativi definiti, ogni Ente Locale, a


seconda della dimensione, del territorio di appartenenza e della singola
vocazione, partecipa all’e-government con pari dignità.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 169


CN-ER:
Convenzione Costitutiva ed Accordi Attuativi

 La convenzione costitutiva è stata approvata da tutti gli Enti: la


Regione, 9 Province, 18 Comunità montane e 341 Comuni oltre alle loro
forme associate.

 Dalla convenzione derivano specifici accordi attuativi per l’adesione alle


singole iniziative di PiTER e l’adesione a specifici progetti in risposta a
bandi o avvisi nazionali e comunitari.

 Il primo accordo attuativo, per la partecipazione congiunta agli avvisi


ALI e RIUSO, è stato già approvato dagli Enti.

 In allegato al primo accordo attuativo il Progetto di Sistema a Rete.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 170


PROGETTO DI SISTEMA A RETE: FINALITÀ

 aumentare il livello di modernizzazione della PA

 diminuire i costi di gestione

 aumentare il livello di erogazione di servizi integrati, soprattutto


alle imprese

 ridurre i costi legati alla burocrazia

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 171


PROGETTO DI SISTEMA A RETE: OBIETTIVO

La crescita della PA emiliano-romagnola:

 armonica ed omogenea - per ridurre le differenziazioni,


standardizzando verso l’alto

 coesa ed integrata - perché ogni “pezzo” del sistema non sia


autoreferenziale ma si avvalga di altri ed sia al momento stesso
servente per altri (applicazione del principio di sussidiarietà)

 coordinata e partecipata - perché il percorso di crescita e sviluppo


(che si compone di molteplici binari paralleli preposti ognuno al
raggiungimento di specifici obiettivi operativi) sia fortemente
presidiato e governato per assicurare la collaborazione attiva di
tutte le risorse necessarie, senza degenerare nel caos e
nell’anarchia.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 172


PROGETTO DI SISTEMA A RETE: MODALITÀ

 promuove il riuso delle "migliori pratiche" presenti sul territorio regionale;


gli Enti si confrontano su tangibili casi di successo, si stimola
l’emulazione, si abbattono i rischi perché le soluzioni che si propongono a
riuso è già verificato che funzionano

 sostiene la cooperazione interistituzionale: chi ha fatto per primo aiuta chi


arriva dopo; il primo riceve due gratifiche - di immagine e di ritorno
indiretto degli investimenti sostenuti - il secondo risparmia avendo come
riferimento chi ha già fatto da apri-pista

 distingue i ruoli e le funzioni caricando ogni livello istituzionale di ciò che


può svolgere in modo efficace ed economico

 è a misura di territorio: ogni ente sceglie, tra quelli proposti, quali soluzioni
e servizi implementare. Ogni organizzazione si misura con le proprie
capacità umane e finanziarie e si pone gli obiettivi per essa raggiungibili

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 173


PROGETTO DI SISTEMA A RETE:
RUOLI E RECIPROCITÀ

 Il livello regionale – trasversale presidia la componente tecnologica più


innovativa in 2 ambiti fondamentali:
• lo sviluppo e l’erogazione dei servizi infrastrutturali (autenticazione,
cooperazione applicativa, data center, contact center, etc.)
• la costruzione ed il presidio delle grandi anagrafi regionali, del
territorio e delle imprese;

 Il livello territoriale - locale assicura il reale dispiegamento delle soluzioni


e dei servizi nel territorio, garantendo che all’applicazione di strumenti
tecnologicamente evoluti si accompagni una rivisitazione dei processi
interni di lavoro, la semplificazione delle procedure, la dematerializzazione
delle attività, l’erogazione di servizi on line realmente utili ed usati

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 174


PROGETTO DI SISTEMA A RETE:
FATTORI CRITICI DI SUCCESSO

 Il progetto è ambizioso e di vasta portata, in particolare sotto il profilo della


complessità realizzativa: è un progetto corale in cui ogni attore deve
svolgere il proprio ruolo.
 Ogni attore deve essere responsabilizzato rispetto agli obiettivi che si è
preposto, deve al contempo essere accompagnato e a volte guidato nel
percorso, certamente deve essere coordinato e monitorato regolarmente
perché l’auditing sia per lui una risorsa utile, per reindirizzare le proprie
attività e raggiungere i risultati.
 E’ cruciale il lavoro trasversale che il progetto propone attraverso la
costituzione delle comunità tematiche - vere e proprie comunità
professionali che individuano i contenuti più opportuni e le modalità di
approccio più idonee, ma al tempo stesso favoriscono legami e relazioni e
stimolano naturalmente processi di standardizzazione.
 Il progetto ripone il suo successo sull’ampio coinvolgimento del personale
interno degli enti, da un lato vero portatore del know how sui servizi,
dall’altro attore primo del cambiamento.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 175


PROGETTO DI SISTEMA A RETE:
IMPEGNO ECONOMICO

 Il valore del progetto è pari a quasi 25 milioni di euro nel triennio.

 Si è ricercato il cofinanziamento dello Stato nell'ambito dei "bandi"


ALI e Riuso

 Prevede un contributo economico equivalente tra la Regione e gli


Enti locali, così come previsto e indicato in PiTER.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 176


PROGETTO DI SISTEMA A RETE E PARTECIPAZIONE
AGLI AVVISI NAZIONALI

 Dal progetto di sistema a rete sono scaturiti i contenuti delle proposte


progettuali in risposta all’avviso ALI ed all’avviso RIUSO.

 Sono stati elaborati 2 progetti, RIDER e LANDER, auto-consistenti e fra


loro complementari, con lo scopo di favorire il riuso di soluzioni sviluppate
con successo da un ente della CN-ER, verso altri enti della CN-ER
stessa, anche di medio-piccole dimensioni.

 Attenzione ai piccoli comuni che vengono dotati di strumenti specialistici:


strumenti gis (nel caso di LANDER) per la gestione delle informazioni di
propria competenza e per la fruizione dei servizi erogati da altri soggetti
(PAC, SIA, Regione, ect.); infrastruttura di portale e sistemi di
autenticazione (nel caso di RIDER) per l’erogazione di servizi on-line.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 177


PROGETTO DI SISTEMA A RETE E PARTECIPAZIONE
AGLI AVVISI NAZIONALI (1)

 Dal progetto di sistema a rete sono scaturiti i contenuti delle proposte


progettuali in risposta all’avviso ALI ed all’avviso RIUSO.

 Sono stati elaborati 2 progetti, RIDER e LANDER, auto-consistenti e fra


loro complementari, con lo scopo di favorire il riuso di soluzioni
sviluppate con successo da un ente della CN-ER, verso altri enti
della CN-ER stessa, anche di medio-piccole dimensioni.

 Attenzione ai piccoli comuni che vengono dotati di strumenti


specialistici: strumenti gis (nel caso di LANDER) per la gestione delle
informazioni di propria competenza e per la fruizione dei servizi erogati da
altri soggetti (PAC, SIA, Regione, ect.); infrastruttura di portale e sistemi di
autenticazione (nel caso di RIDER) per l’erogazione di servizi on-line.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 178


PROGETTO DI SISTEMA A RETE E PARTECIPAZIONE
AGLI AVVISI NAZIONALI (2)

LANDER RIDER
• Permette agli enti del territorio di poter Permette agli Enti del territorio di poter
disporre di alcune importanti anagrafi erogare servizi on-line, gestendo l’intera
territoriali la cui definizione, filiera applicativa nelle seguenti aree
realizzazione, integrazione e gestione, è tematiche:
cruciale ai fini della gestione e dello Demografici: visure, elettorale, cambi di
sviluppo del territorio. Esse domicilio e di residenza, prenotazione di incontri
costituiscono l’elemento abilitante per con funzionari comunali;
erogare servizi a valore aggiunto e per Tributi: pagamenti, istanze, visure relative
aumentare l’efficienza della PA all’Imposta Comunale sugli Immobili;
Rilevazione, gestione e monitoraggio delle
• Il progetto diffonde piattaforme
segnalazioni relative al degrado urbano;
tecnologiche e modelli organizzativi per
Concessioni e autorizzazioni: presentazione
la gestione e l’aggiornamento delle basi di istanze e l’interrogazione sull’avanzamento di
dati anagrafico/catastali e territoriali ad procedimenti comunali e provinciali in molteplici
opera della pluralità di soggetti settori fra i quali le attività produttive, il
istituzionali titolari delle diverse funzioni; commercio, l’edilizia, l’ambiente, la mobilità.
Servizi di pagamento per qualunque tipo di
tributo o servizio offerto dalle Amministrazioni
Comunali e Provinciali.

Direzione Generale Organizzazione, Sistemi Informativi e Telematica – Rossella Bonora 179


Il sistema informativo della
viabilità

Direzione Generale Reti Infrastrutturali, Logistica


e Sistemi di Mobilità
Servizio infrastrutture viarie ed intermodalità
Stefano Grandi
23 Novembre 2007

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