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CONOSCERE LE PIANTE MEDICINALI

UN PERCORSO SCIENTIFICO E STORICO


E. Agradi, S. Regondi, G. Rotti

PRESENTAZIONE
Le piante medicinali attirano oggi in Italia e nel mondo la rinnovata attenzione dei

colleghi.

te per aver preparato un sussidio didattico utile ai suoi ed ai nostri allievi ed a molti

Un particolare ringraziamento alla Dott.a Elisabetta Agradi, tenace ed attenta docen-

esatto all'opera del medico.

a chi vuoi conoscere i farmaci che assume e collaborare in modo scientificamente

comanda ai laureati in materie farmacologiche, clinici di varie discipline e soprattutto

Questo trattato cos attraente e ricco di dati inediti e di insegnamenti pratici si rac-

che utilizza e delle piante da cui essi derivano.

ed anche culturale rendendo pi attenta la popolazione alle qualit dei principi attivi

Questo ritorno del naturale nelle scienze mediche ha una grande importanza pratica

delle piante medicinali e medicina.

gnifica affatto una provincializzazione, ma sottolinea l'estrema vicinanza tra cultura

con ricette tradizionali utilizzate per la cura dell'uomo e degli animali. Questo non si-

L'esperienza Valsesiana degli Autori arricchisce il volume con osservazioni originali e

dicinali in Valsesia.

l'archivio del Dott. Gianfranco Rotti, esperto di botanica e specialista delle piante me-

Il testo preciso, sintetico, di facile lettura e ad esso si unisce una iconografia del-

piante medicinali.

vato interesse scientifico e pratico e dell'importanza storica della scienza delle

Il volume che il gruppo diretto dalla Dott.a Elisabetta Agradi, tiene conto del rinno-

acquista sempre nuovi sbocchi.

mentazione e nella cosmetica oltre all'uso tradizionale in terapia e prevenzione che

Le attivit farmacologiche delle piante medicinali sono sempre pi utilizzate nella ali-

farmacologi, dei clinici e delle popolazioni pi in generale.

Preside Facolt di Farmacia Universit degli Studi di Milano

Prof. Rodolfo Paoletti

Milano, 25 novembre 2005

E. AGRADI - S. M. G. REGONDI - G. ROTTI

III

RINGRAZIAMENTI
Gli autori ringraziano gli editori per il gentile invito a preparare questo libro sulle piante medicinali.

Studi di Milano, Professore Enrico De Cleva, per lattenzione e il sostegno che ha voluto dedicare alla pubblicazione di questa opera. Si ringraziano inoltre tutti quanti hanno dato generosamente consigli e assistenza nel lungo lavoro che ha richiesto la stesura di questo libro. Citarli tutti sarebbe impossibile quindi verranno menzionati solo alcuni, con la speranza di essere perdonati da coloro che non appaiono in queste righe. Un iniziale contributo stato fornito dalla dott.ssa Tiziana di Fabio. Un particolare ringraziamento alla Professoressa Dolores Saco, dellUniversit Complutense di Madrid, che con la sua calorosa simpatia ha collaborato, durante lanno sabbatico a Milano, ed ha scritto il capitolo sulla fisiologia vegetale. La stesura di questa parte stata tradotta dallo spagnolo dalla dottoressa Erika Incurato, alla quale va il nostro caloroso ringraziamento. Un sentito ringraziamento alla prof.ssa Franca Tom e alla dott.ssa Gelsomina Fico dellUniversit degli studi di Milano per limpegno nel fornirci le conoscenze di base. Grazie anche al presidente del museo Calderini di Varallo, avv. Vittorio Galli, per averci messo a disposizione la biblioteca e le tavole del Carestia per le consultazioni e per gli stessi motivi anche al personale dellarchivio di stato di Varallo Sesia. Barbara Colombi, laureanda in Scienze Naturali, ha scritto una guida preziosa dedicata ai nostri studenti per la preparazione delle tavole di erbario. La dott.ssa Forneris, conservatore dellErbario dellUniversit di Torino, ha dato la sua generosa disponibilit per aiutarci nella consultazione delle tavole del Carestia. La dott.ssa Quarna, durante la stesura della tesi, ha raccolto le prime notizie etnobotaniche riportate. Un sentito ringraziamento anche al sig. Vittorio Federici. Siamo, inoltre, riconoscenti alle signore Paola Pareti e Gina Zanone per tutte le notizie fornite sugli utilizzi tradizionali in Valsesia. Gli autori hanno molto apprezzato i consigli e il sostegno del direttore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche, prof.ssa Elena Tremoli, del Preside della facolt di Farmacia, prof. Rodolfo Paoletti, del dottor Livio Bertoli e del signor Giuseppe Giordano. Un sentito ringraziamento da parte di Simona Regondi alla propria famiglia e alling. Pietro Durazzini per averla sostenuta ed aiutata nelle domeniche di lavoro per la stesura del libro.

Un ringraziamento particolare degli autori al Magnifico Rettore dellUniversit degli

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GLI AUTORI
AGRADI ELISABETTA insegna Botanica Farmaceutica e Fitoterapia presso la facolt

di Farmacia dellUniversit degli Studi di Milano, che frequenta dal 1980, dopo la laurea in Scienze Biologiche. Si specializzata in Scienza dellAlimentazione presso lUniversit di Pavia ed ha frequentato come borsista e visiting scientist numerosi laboratori negli USA. Lelevato valore della sua produzione scientifica sottolineato da numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali ed ha anche pubblicato, gi negli anni ottanta un testo dal titolo Basi scientifiche della Dieta Mediterranea dedicato soprattutto al valore nutrizionale e farmacologico dei componenti minori presenti negli alimenti di origine vegetale e nelle erbe tipiche della tradizione mediterranea. Negli anni ottanta ha collaborato con il Corriere della Sera dove ha pubblicato numerosi articoli sulle pagine della Scienza e della Tecnica e dellAlimentazione.

di Milano ed attualmente lavora presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche di Milano dove svolge ricerche riguardanti i principi attivi delle piante. Ha avuto una parte fondamentale nella stesura dei testi e nella redazione di questopera.

REGONDI SIMONA M. G. si laureata in Farmacia presso lUniversit degli Studi

ROTTI GIANFRANCO laureato in economia e commercio, nativo di Varallo Sesia, ha

sviluppato fino da giovanissimo la passione per le piante, il loro riconoscimento e classificazione, da tutti riconosciuto esperto botanofilo. A testimonianza della sua grandissima attivit in questo campo vi sono un archivio fotografico di pi di 2000 immagini e numerose pubblicazioni.

SACO DOLORES insegna Fisiologia della Piante presso la facolt di Farmacia dellUniversit Complutense di Madrid in Spagna. La Fisiologia delle Piante stata, sino dallinizio della sua attivit, il tema principale delle sue ricerche e del suo insegnamento, come dimostrano le sue numerose pubblicazioni su riviste internazionali. Si anche specializzata in Analisi delle Medicine e delle Droghe nel 2003. Il suo periodo sabbatico presso lUniversit degli Studi di Milano, le ha permesso di collaborare a questo libro con il capitolo Anatomia e Fisiologia delle piante medicinali. PENTA MARINA ha illustrato il capitolo della morfologia delle piante superiori.

PIANTE OFFICINALI ED AROMATICHE: RICONOSCIMENTO ED UTILIZZI

ACHILLEA MILLEFOGLIE

Achillea millefolium - infiorescenza

Nome botanico: Achillea millefolium L. Famiglia: Compositae Descrizione botanica: unerbacea perenne rustica con fusto piuttosto rigido e duro, che pu raggiungere unaltezza di 60cm e nasce eretto da una radice strisciante sottoterra. Le foglie, verdi, hanno la lamina sparsamente pelosa, sono alterne, lunghe, lanceolate, ricoperte di una leggera peluria e finemente divise in segmenti lineari acuti (lacinie), caratteristica che ha fatto attribuire alla pianta il nome comune di millefoglio. I piccoli capolini bianchi o rosati, che compaiono in primavera e persistono fino allinizio dellautunno, sono riuniti in fitti corimbi. Il frutto un achenio di 23cm. Habitat: una pianta originaria dei paesi asiatici, ma ormai diffusa in tutta la penisola italiana e nelle isole. Lachillea si trova comunemente in prati, pascoli, luoghi incolti e terreni boscosi, fino ad unaltezza di circa 2.300m. In Valsesia comune. Specie congeneri: Achillea distans (millefoglio maggiore): molto robusta (fino a 100cm), con foglie grandi, bipennate, a lacinie largamente lanceolate e con rachide larga alata, fiori ligulati per lo pi roseoporporini. In Valsesia diffusa in Val Mastallone.

Achillea millefolium - foglia basale

Achillea distans - foglie basali Cervatto (Valsesia)

Per le denominazioni scientifiche si seguito: Pignatti S. - Flora dItalia. Bologna, 1982. Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. An annotaded checklist of the italian vascular flora. Roma, (in press).

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peduncolati, disposti in corimbo. Pianta coltivata e inselvatichita in zone erbose umide. In Valsesia inselvatichita a Scopa. Achillea macrophylla (millefoglio delle radure): fusto fino a 100cm con foglie grandi molli; i fiori sono riuniti in corimbi composti. In Valsesia diffusa in boschi e cespuglieti freschi ed umidi, ordinariamente al di sopra dei 1.000m di altitudine.

Achillea stricta (millefoglio subalpino): con segmenti fogliari divisi fino a met ed oltre e rachide larga, alata; diffusa su pascoli e in cespuglieti montani e subalpini. In Valsesia relativamente diffusa nei pascoli montani.

Achillea distans - infiorescenza Cervatto (Valsesia)

Achillea nana (millefoglio nano): pianta di piccole dimensioni, alta 510cm con foglie bipennato-partite densamente lanuginose. Cresce nei macereti di alta montagna (1.6003.000m) su terreno siliceo. Valsesia: zone elevate del vallone dOlen, del vallone dOtro, nel vallone del Rissuolo, in Val Vogna, nella parte superiore della Val Artogna e della Val Sassolenda, sulle pendici del M.te Turlo e del Tagliaferro.
Achillea stricta - foglie cauline; piante fiorite Alpe Baranca (Valsesia)

Achillea macrophylla - capolini; infiorescenze Carcoforo (Valsesia)

Achillea tomentosa (millefoglio giallo): pianta poco sviluppata (fino a 40cm) con fiori di color giallo-dorato. Cresce solo in luoghi fortemente soleggiati e asciutti. Achillea ptarmica (millefoglio palustre): con foglie lineari-lanceolata indivise e acutamente seghettate sul margine; i capolini sono lungamente

Achillea nana - foglie cauline

ERBE - A

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Achillea millefolium (Compositae)

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Droga: le sommit fiorite e la pianta intera. Il momento migliore per la raccolta il periodo della fioritura, da giugno a settembre, quando cominciano ad essiccare sia le foglie che i fiori: questi vanno raccolti proprio quando il sole cocente e il loro potere aromatico e terapeutico massimo. Fare essiccare foglie e fiori allombra e conservare in recipienti a chiusura ermetica. Costituenti principali: olio essenziale contenente camazulene, canfora, beta-pinene, cineolo, cineolo, borneolo, cariofillene; lattoni sesquiterpenici, il principio amaro achilleina, flavonoidi (apigenina-7-O-glucoside, luteolina, rutina), acido caffeico e salicilico, tannini, betaine. Propriet: colagoghe, digestive, antispasmodiche, espettoranti, antiseborroiche, astringenti, sedative. Per uso esterno viene impiegata per detergere le piccole ferite, ha unazione benefica sugli arrossamenti e le infiammazioni cutanee ed cicatrizzante (per tale motivo in alcune regioni viene chiamata erba dei tagli). Utilizzo: Come amaro-tonico e antispasmodico delle vie digerenti: bere linfuso preparato con 1 cucchiaio di sommit fiorite in 1 tazza dacqua. In caso di nefrite e colite: bere linfuso delle foglie 23 volte al giorno per circa 1530 giorni. Per regolarizzare il ciclo mestruale ed attenuare ifastidi della menopausa: assumere quotidianamente al mattino una tisana preparata con un cucchiaino di achillea in una tazza dacqua bollente. Come depurativo, stimolante ed emostatico: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante, antiemorragico e ne aiuta la cicatrizzazione. Per le screpolature: fare degli impacchi con linfuso preparato con 10g di fiori secchi (o foglie) in 500ml di acqua. Per le varici: lasciare in infusione per 10 minuti 15g di fiori di achillea in 500ml di acqua. Berne due tazze al giorno. Preparare un infuso lasciando riposare per 10 minuti 20g di sommit fiorite in 1 litro di acqua bollente, filtrare e bere 2 tazze al giorno. Per lo stomaco: lasciare in infusione per 5 minuti in 500ml di acqua bollente due cucchiai di sommit fiorite e berne 2 tazze al giorno prima dei pasti. Per le emorroidi: preparare un infuso con 50g di sommit fiorite essiccate in 500ml di acqua bollente. Lasciare raffreddare, filtrare e bere durante larco della giornata oppure fare un impacco con il decotto. Avvertenze: non sono descritti effetti collaterali importanti dopo somministrazione di estratti di achillea, ma in seguito ad esposizione cutanea in soggetti sensibili si potrebbero sviluppare reazioni allergiche; sono frequenti le ipersensibilit crociate con altre piante che appartengono alla famiglia delle Compositae. Un uso eccessivo e protratto potrebbe provocare maggiore sensibilit cutanea ai raggi solari. Non sono note interazioni dellachillea con farma-

Achillea moschata (millefoglio del granito) e Achillea erba-rotta (millefoglio erba-rotta): piante di piccole dimensioni (fino a 20cm), caratteristiche dei pascoli , rupi e macereti silicei al di sopra dei 1.500m di altitudune. Valsesia: A. moschata diffusa nel settore occidentale, in territorio di Alagna, Riva Valdobbia, Campertogno (Val Artogna), Rassa, Rima. Osservata anche al Colle dEgua, nel vallone delle Piane (Fobello), nel vallone del Bise Rosso e nella zona della Bocchetta di Campello (Rimella).

Achillea nana - Alpe Zube di Alagna (Valsesia)

Achillea moschata - piante fiorite Alpe Vigne (Valsesia)

Achillea moschata - foglie cauline e infiorescenza

Achillea clavenae (millefoglio di Clavena): 1525cm; pianta grigio-tomentosa, aromatica; foglie basali pennato-partite, con rachide alata; foglie cauline abbraccianti; 812 capolini in corimbi; squame involucrali pubescenti, bordate di nero; fiori ligulati bianchi con ligule rivolte in basso.

ERBE - A
ci somministrati contemporaneamente. Non deve essere somministrata durante la gravidanza, lallattamento e nei bambini al di sotto dei due anni.
Curiosit: questa pianta era molto apprezzata dagli antichi greci che le diedero il nome delleroico Achille, che pare avesse appreso le propriet terapeutiche dellerba dal centauro Chirone e se ne fosse servito per medicare un compagno ferito dopo una battaglia. Il nome della specie, millefolium, fa riferimento allaspetto piumoso delle foglie fitte e frastagliate. I fusti di A. ptarmica erano usati in Cina per consultare il libro dei mutamenti (I Ching): erano lanciati in aria e a seconda di come si disponevano toccando terra si interpretava il responso. Nel XVIII secolo veniva usata, mescolata a grasso, per disinfettare le ferite. In Irlanda era usata per scacciare il malocchio e per cure di bellezza. Alcune specie di achillea entrano nella composizione del t svizzero, altre si coltivano a scopo ornamentale. Un tempo i contadini avvolgevano i manici degli attrezzi di lavoro con gambi di achillea per averla sempre a portata di mano nel caso di punture di insetti o piccole ferite durante il lavoro e per conservare il vino mettevano i semi di achillea nelle botti.

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laglio stata introdotta nella zona mediterranea. Specie congeneri: Allium ursinum (aglio orsino): fusto cilindrico o compresso (bi-angoloso), pianta di 25dm; foglie piane, ovato-lanceolate, picciolate; tepali bianchi; stami con filamenti semplici. Valsesia: zona di Campertogno e di Mollia; zona di Piaggiogna; circondario di Varallo; alla base del M.te Fenera.

AGLIO

Allium sphaerocephalon (aglio delle bisce): fusto alto fino a 1m; foglie cilindriche o semicilindriche, scanalate, fistolose solo nella parte inferiore; infiorescenza generalmente sferica o un po allungata, densa; tepali purpurei; stami sporgenti; stami interni con filamenti lungamente tricuspidati (la cuspide centrale porta una antera). In Valsesia specie relativamente diffusa.

Allium ursinum Varallo Sesia (Valsesia)

Nome botanico: Allium sativum L. Famiglia: Alliaceae Descrizione botanica: pianta erbacea annua, originaria dellAsia centrale, con caule cilindrico alto 5070 cm, rivestito da larghe foglie lineari appuntite, cilindriche, di colore verde intenso e leggermente solcate. Il bulbo lorgano sotterraneo, costituito da 814 bulbilli, detti impropriamente spicchi, che consistono in una serie di foglie modificate, squamiformi, carnose, ammassate le une sulle altre, avvolti da membrane dalla consistenza cartacea. A fioritura laglio emette uno stelo rigido, sulla cui sommit appare linfiorescenza a ombrella, composta da piccoli fiori di colore biancastro, rosa o violetto, a 6 lobi, avvolti in una brattea guisa di cappuccio. Il frutto una capsula membranosa con 12 semi per loggia. Habitat: originario dellAsia, la coltivazione del-

Allium vineale (aglio delle vigne): fusto lungo fino a 1m, gracile; foglie cilindriche, fistolose; infiorescenza lassa, del diametro di 23cm, bulbillifera; tepali roseo pallidi o verdognoli o biancastri. Allium schoenoprasum (aglio ungherese): scapi grossi, cilindrici, lunghi 2550cm, completamente fistolosi a parete sottile, avvolti nel terzo inferiore dalle guaine delle foglie; foglie cilindriche, fistolose, sottili; ombrelle subsferiche, dense, non bulbillifere; spata a 23 valve larghe, che

Allium sphaerocephalon strada per Civiasco (Valsesia)

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Vaccinium myrtillus e Vaccinium vitis-idaea (Ericaceae)

ERBE - M
Vaccinium vitis-idaea (mirtillo rosso): presenta fusti cilindrici, foglie sempreverdi, coriacee, a margine revoluto, verde scuro e lucide sulla pagina superiore, verde chiaro con ghiandole puntiformi sulla pagina inferiore.

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ne oligomeriche), flavonoidi (iperoside, isoquercitrina, quercitrina), iridoidi (asperuloside), derivati dellacido caffeico (acido clorogenico), acidi fenolici (acido salicilico e acido gentisico), alcaloidi (mirtina, epimirtina) nelle foglie; antocianoidi (cianidina, malvidina), acidi organici (acido malico, acido citrico), tannini, flavonoidi, iridoidi, derivati dellacido caffeico, pectine, vitamine A, C e B (frutti). Propriet: astringenti, antidiarroiche (foglie e frutti), antisettiche e antivirali (foglie), rinfrescanti, protettrici vasali e della retina (frutti). Le foglie sono anche ipoglicemizzanti; si consigliano quindi ai diabetici, in quanto consentono di ridurre le dosi di farmaci per via orale o quelle di insulina. Luso del mirtillo particolarmente indicato nei casi di retinopatia diabetica, di miopia e nei casi di degenerazione della retina dovuti a ipertensione o ad arteriosclerosi. Utilizzo: In caso di pesantezza delle gambe, varici, flebiti, ulcere varicose ed emorroidi, infezioni dovute allalterazione della flora intestinale e per migliorare ladattamento alloscurit: assumere a ogni pasto 510 cucchiai di succo fresco ottenuto dai frutti maturi. Per le emorroidi: fare degli impacchi con un decotto preparato con 70g di bacche di mirtillo in 500ml di acqua. In caso di ossiuri, piccoli vermi presenti nellintestino dei bambini: preparare un decotto con 5070g di frutti in 1 litro dacqua per 15 minuti, filtrare e bere nellarco della giornata. Per i diabetici: preparare un decotto con una manciata di foglie essiccate di mirtilli e alcuni baccelli di fagioli in 1 litro di acqua. Berne una tazza al giorno. Contro la diarrea: preparare un infuso con 3040g di foglie in 1 litro dacqua. Bere una tazza dopo ogni evacuazione, finch la situazione non si normalizza. In caso di eczema e ulcere varicose: effettuare frizioni con il succo fresco o il decotto dei frutti. Avvertenze: il mirtillo considerato una pianta abbastanza sicura, se utilizzata alle dosi consigliate, tuttavia luso prolungato e labuso delle foglie di mirtillo pu causare gravi effetti tossici, con una sintomatologia caratterizzata da ittero, anemia, cachessia e formazione di metaemoglobina. Il mirtillo ha un effetto sullinibizione dellaggregazione piastrinica e pertanto potrebbe interagire con altri inibitori dellaggregazione piastrinica, come laspirina, ed anticoagulanti, quali il warfarin. Luso dei frutti freschi, al posto di quelli secchi, pu provocare diarrea, anche se quelli secchi e le foglie possono essere, talvolta, irritanti per lintestino.

I fiori sono penduli e raccolti in racemi terminali. La bacca di colore rosso-corallo a maturit. Vive nelle brughiere subalpine. In Valsesia specie relativamente diffusa in zone elevate.

Vaccinium vitis-idaea - frutti (Alpe Faller - Valsesia)

Droga: le foglie e i frutti. Le foglie si raccolgono in giugno e luglio, i frutti a maturit, in agosto. Le foglie sono essiccate allombra e conservare in sacchetti di carta o tela. I frutti si usano freschi o surgelati, oppure per la preparazione di marmellate. Costituenti principali: tannini (proantocianidi-

Vaccinium vitis-idaea - fiori

Curiosit: la raccolta dei mirtilli ha tradizioni antichissime: il mirtillo nero veniva consigliato gi da Dioscoride, nel I secolo d. C., per curare la dissenteria.

PIANTE DI INTERESSE FARMACOLOGICO CON ATTIVIT TOSSICA


COLCHICO Nome botanico: Colchicum autumnale Famiglia: Melanthiaceae Descrizione botanica: pianta erbacea perenne alta 540cm con bulbo-tubero sotterraneo, il pi delle volte con 3 foglie grandi, lunghe 24 dm e larghe fino a 6cm, tutte basali, che appaiono in primavera, avvizzite al tempo della fioritura. I fiori, da agosto ad ottobre, sono di colore violetto pallido con perigonio di 6 lacinie; il frutto una capsula grande che matura nella primavera od estate successiva alla fioritura. Habitat: cresce sui parti falciati, sui pascoli e nelle schiarite boschive nei paesi a clima temperato dellEuropa. Valsesia: qua e l. Specie congenere: Colchicum alpinum (colchico minore): pianta pi minuta (fino a 15cm); fiore minore; tubo corollino giallino; foglie lineari-lanceolate. In Valsesia una specie relativamente diffusa anche a bassa quota, ad esempio a Crevola, a Bocciolaro e presso Brugaro. Droga: i semi e il bulbo fresco. Costituenti principali: colchicina e alcaloidi secondari, tra cui demoecolcina. Propriet e utilizzo: preparati standardizzati o colchicina pura sono usati dietro prescrizione medica per la gotta, in modo particolare in caso di attacchi acuti. La colchicina agisce anche come antimitotico; per il trattamento della leucemia impiegata la demecolcina, che, a parit dazione, meno tossica. Tossicit: la colchicina un veleno; parecchie ore dopo lingestione compare vomito, forte diarrea, paralisi e talvolta morte per paralisi respiratoria. DIGITALE Nome botanico: Digitalis purpurea Famiglia: Scrophulariaceae Descrizione botanica: pianta biennale o perenne, alta 0,61,8m, con foglie da ovate a lanceolate, grigio-tomentose sulla pagina inferiore, quelle basali picciolate, le superiori sessili. I fiori, da giugno ad agosto, sono disposti in infiorescenze unilaterali e presentano una corolla campanulata di colore rosso porpora, con macchie interne molto evidenti, calice diviso in 5 segmenti ovali oblunghi e 4 stami. Il frutto una capsula pelosa con numerosi semi. Habitat: cresce in aree disboscate e radure boschive, pascoli montani in Europa centrale e occidentale. In Italia la sua presenza generalmente legata ad antiche o recenti colture. Specie congeneri: Digitalis lanata (digitale lanosa): pianta biennale alta fino a 1m, presenta foglie lineari-lanceolate, a margine intero, perlopi glabre e fiori lunghi 23cm, venati di giallo marrone, con labbro inferiore bianco, raccolti in lunghe infiorescenze rivol-

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Colchicum autumnale - Quarona (Valsesia)

Colchicum alpinum - S. Antonio in Val Vogna (Valsesia)

Digitalis purpurea

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Digitalis purpurea (Scrophulariaceae)

PIANTE DI INTERESSE FARMACOLOGICO CON ATTIVIT TOSSICA


te in tutte le direzioni, scapi e calici dei fiori ghiandolosi e con peli bianchi lanosi. Digitalis grandiflora (D. ambigua) (digitale gialla grande): presenta foglie da ovate a lanceolate, irregolarmente seghettate, leggermente pubescenti sulla pagina inferiore. I fiori, lunghi pi di 3cm, sono campanulati, gialli, internamente marroni, disegnati a rete, disposti in un lungo grappolo unilaterale. Valsesia: Orlino (Cervatto), S. Caterina di Locarno, Alpi di Crosa (Varallo), loc. Corte di Camasco, Ca di Zelle (a monte di Rimasco). Digitalis lutea (digitale gialla piccola): presenta foglie lanceolate lunghe, finemente seghettate e fiori lunghi 22,5cm di colore giallo chiaro, con interno barbuto, raccolti in lunghi grappoli unilaterali. In Valsesia una specie diffusa. Droga: le foglie. Costituenti principali: glicosidi cardiaci, inclusi digossina, gitossina, e lanatosidi; acido malico e succinico, tannini. Propriet e utilizzo: la digitale una pianta conosciuta sin dallantichit per le sue propriet; in Italia era chiamata erba aralda ed era impiegata come purgativa, emmenagoga, emetica e per la cura di ferite. I principi attivi che contiene, e di cui sono pi ricche le specie selvatiche rispetto a quelle coltivate a scopo ornamentale, bloccano lenzima ATPasi sodio-potassio dipendente e presentano propriet cardiotoniche e diuretiche. Tossicit: tutte le parti della pianta sono velenose. Intossicazioni sono state descritte in bambini che avevano succhiato i fiori o ingerito semi e foglie della pianta. I glicosidi della digitale hanno una lunga emivita e si possono accumulare provocando tossicit. I sintomi clinici di intossicazione includono problemi gastrointestinali, capogiri, debolezza, tremori muscolari, miosi ed aritmie cardiache potenzialmente fatali. Recentemente stato messo a punto un antidoto efficace per la disintossicazione da digitale, che si basa sulluso di anticorpi specifici per la digossina. importante sottolineare che molte altre piante contengono glucosidi cardioattivi e tra queste ricordiamo Nerium oleander (cfr. oleandro a pag. 290), Convallaria majalis (cfr. mughetto a pag. 285), Taxus brevifolia, Strophantus spp. e Urginea marittima (cfr. scilla marittima a pag. 329).

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Digitalis grandiflora

Digitalis lutea - sentiero per lAlpe Scarpiola di Rimella (Valsesia)