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Dietro al rock ci sono le grandi battaglie ideali dei giovani americani:

la campagna antinucleare, quella ecologica o naturistica;


dietro al rock, c'è un modo di vedere la vita,
ma quello che è più importante è che la musica oggi
torni a rappresentare una forte tensione ideale di cambiamento della società,
se vuoi più generalizzata di quelle precedenti, più sfumata,
ma terribilmente coinvolgente.

(tratto da “In quelle vene scorre rock”,


intervista di Pier Vittorio Tondelli a Fausto Sassi di Mondoradio
in occasione dell'apertura del Dream a Correggio nel 1980)

a cura di
Marco Colarossi, Luigi Levrini, Lucia Pergreffi, Fabrizio Tavernelli

Lucio Lombardo Radice Editore


www.correggiomonamour.it
Presentazione

Perché un libro sul rock a Correggio?

Sarebbe lungo elencarne tutte le ragioni. Limitiamoci a dire che avvertivamo l’esigenza,
quasi il bisogno, fisico, di tenere fra le mani un libro dove fossero presenti tutti quei gruppi, quei
musicisti, quei cantanti che abbiamo conosciuto o di cui abbiamo tante volte sentito parlare. E di
poter udire, dalla loro viva voce, le numerose storie che avevano da raccontarci. Per questo ci
siamo detti: facciamolo!

È evidente, infatti, per chiunque conosca un po’ Correggio, che da diversi anni la nostra
scena musicale si è dimostrata assai ricca, tanto da farci guadagnare l’appellativo, negli anni
Novanta, di “piccola Seattle emiliana”, un paragone sicuramente eccessivo ma di certo
emblematico di qualcosa che qui stava avvenendo.

Fra le nostre intenzioni, tuttavia, non c’è mai stata quella di sostenere la tesi che
Correggio fosse un posto migliore di altri. Non siamo in grado di dirlo né è questo che ci preme
dimostrare. Più semplicemente, eravamo mossi da curiosità: quali gruppi si sono avvicendati nel
nostro Comune dagli anni Sessanta a oggi? Chi ne faceva parte? Cosa suonavano? Quali erano i
generi musicali di riferimento? Quali gli stili, le influenze?

E inoltre: come vestivano, come pensavano, a cosa s’ispiravano? E perché tutta questa
attenzione verso la musica rock? Da dove nasce, come si sviluppa, quali forme assume nel tempo
questa passione, tipicamente emiliana, verso questo genere musicale? Una domanda molto
complessa, alla quale speriamo che il nostro libro riesca a fornire, almeno fra le righe, qualche
abbozzo di risposta.

Non si tratta, tuttavia, di un libro di storia in senso stretto. La scientificità, infatti, in molti
casi manca. L’intenzione iniziale di effettuare una ricostruzione “enciclopedica” della musica nella
nostra città ha lasciato gradualmente il posto alle storie, ai racconti di vita, che hanno seguito un
loro flusso interno, “emozionale”, in quanto legato all’esperienza e al vissuto delle persone che
avevamo di fronte. Anche per questo non è raro incappare in qualche contraddizione, come se ci
si trovasse in una chiacchierata dove ciascuno riporta la propria versione dei fatti. Compito del
lettore sarà anche quello di confrontare fonti diverse ed eventualmente decidere quale sia la più
attendibile… “Storia di storie”, dunque, “in una città della provincia emiliana”.

Allo stesso modo si potrebbe vedere questo libro come una sorta di “storia dei giovani”,
un modo per far conoscere ai giovani di oggi chi erano i giovani di ieri. Far loro sapere che i loro
padri e i loro nonni, sebbene in epoche storiche differenti, hanno nutrito degli ideali e delle
aspirazioni simili alle loro e talvolta le hanno espresse attraverso la musica, proprio come fanno
loro oggi. E allo stesso tempo, chi ha vissuto allora potrà qui trovare quelle storie che lo hanno
visto protagonista, in uno spazio di condivisione, di parola e di ascolto, che ci auspichiamo di aver
saputo ricreare e trasmettere.

Così nel libro avranno spazio i gruppi, i cantanti (più o meno famosi), ma anche i dj, i
locali, le sale prove, le birrerie dove si suona e si ascolta musica; i negozi di strumenti musicali, i
fornitori di service, gli studi di registrazione e le agenzie; poi, ancora, le radio libere, le rassegne
musicali (Correggio Mon Amour e Terremoto Rock soprattutto), le scuole di musica e i concerti alle
feste dell’Unità, che negli anni hanno visto transitare, fra gli altri, artisti del calibro di Bob Dylan,
Neil Young, Jethro Tull, Patti Smith, Siouxsie and the Banshees, Sonic Youth, Ramones, Lou
Reed, Jeff Buckley, Iggy Pop, solo per citarne alcuni. Senza tralasciare l’importante ruolo svolto
dalle istituzioni – Comune, Istituti culturali (Fonoteca) e teatro Asioli in primis – nel rafforzare e
diffondere una cultura musicale nella nostra città.
Dunque, Ligabue ma non solo! Anche, ovviamente, Griminelli e le sue frequentazioni rock,
gli Afa, i Black Box, i Rio, Little Taver, i Mamamicarburo, Stefano Belluzzi, Alfonso Borghi, i
Giambattista Vico, la Gerusalemme Liberata, Betty Vezzani, per ricordare solo i nomi più noti. Con
alcune vere sorprese, emerse di recente, come Frankie Magellano, che negli ultimi anni ha saputo
mettersi in evidenza grazie a sicure doti musicali e compositive, o Patrizio Ligabue, l’originale
suonatore di didjeridoo from Correggio.

Non solo rock, quindi! Forse la definizione più corretta sarebbe quella di “popular music”,
secondo l’accezione di Franco Fabbri, che comprende anche il jazz, l’elettronica, la fusion, il folk,
fino alla canzonetta di San Remo, per intenderci. Ed è quella che, comunemente e con molti limiti,
viene definita “musica leggera”, sebbene la parte preponderante nel nostro libro spetti al rock in
senso stretto. Per questo, in una prima sezione introduttiva, intitolata “Brodo primordiale”, abbiamo
deciso di inserire cenni a tutto ciò che non rientra strettamente nell’ambito da noi scelto ma
costituisce lo sfondo, il contesto, la radice sulla quale si sono innestate le esperienze rock del ’900:
la musica bandistica, con l’annessa scuola di musica, il liscio, le canzoni delle mondine e l’“altra”
musica a Correggio, ossia quella così detta “colta”, che viene ripercorsa nella sua evoluzione dal
Rinascimento ai giorni nostri nella documentata sintesi di Sara Dieci.

Un intero capitolo, inoltre, sarà dedicato a Pier Vittorio Tondelli, lo scrittore correggese che
per primo ha attinto a piene mani dall’immaginario rock trasferendolo nello stile e nei contenuti dei
suoi romanzi, testimoniando, attraverso un assiduo lavoro di cronaca, il meglio (e il peggio…) della
cultura pop degli anni Settanta e Ottanta. Di Tondelli abbiamo l’onore di pubblicare una
Sceneggiatura per videotape, finora inedita, scoperta durante una delle numerose interviste che
hanno costellato la lunga fase realizzativa del nostro libro. Dell’inedito, pubblicato per gentile
concessione della famiglia, del curatore letterario e di Luciano Pantaloni, che lo ha conservato per
tutto questo tempo, si parla ampiamente nel capitolo medesimo.

La grande mole di materiale raccolto e l’argomento trattato, inoltre, ci hanno spinti fin
dall’inizio a prevedere un cd allegato, dove far confluire tutti quei materiali che, per esigenze
editoriali, non potevano trovar spazio nella versione a stampa ma che di sicuro costituiscono un
interessante spunto di approfondimento e di indagine, vale a dire: testi (articoli, interviste, saggi,
racconti), immagini, file audio (estratti dalle interviste raccolte) e, naturalmente, trattandosi di un
libro sulla musica, canzoni.

Cos’altro aggiungere? Purtroppo non tutti i gruppi attivi a Correggio saranno


rappresentati. Questo era inevitabile! Nonostante gli sforzi per raccogliere il maggior numero di
informazioni, qualcuno è rimasto fuori. Per il futuro esiste l'intenzione di la raccolta dei dati al fine
di dar vita a uno schedario on line, da costruire insieme nel tempo, come fonte di documentazione
storica e di informazione sul presente. La ricerca, dunque, continua.

In conclusione, riteniamo che il significato dell’operazione da noi condotta non risieda


nell’autocelebrazione, che abbiamo sempre cercato di evitare, né in un interesse meramente
municipalistico. Al contrario, vorremmo che il valore del nostro libro venisse apprezzato anche al di
fuori dei confini regionali, nella sua vera essenza di indagine, attraverso testimonianze
principalmente dirette, su come è stata recepita e in un secondo momento espressa la passione
per la musica, in particolare per il rock, in un pezzo d’Italia e d’Emilia. Ci piacerebbe che questo
libro fosse visto come il primo tassello di un puzzle che arrivasse ad assumere una dimensione più
ampia, regionale o nazionale, in relazione con tutte le altre province (“del mondo”…).

Per evitare, dunque, che una visione troppo “ravvicinata” degli eventi offuscasse il nostro
sguardo, rendendolo troppo autoreferenziale, abbiamo chiesto ad altri, più esperti di noi e non
provenienti dalla realtà locale, di fornirci quella visione d’insieme necessaria per comprendere lo
sviluppo musicale correggese nel contesto reggiano, emiliano e nazionale. In questo senso, gli
interventi, prestigiosi, di Franco Fabbri, Ernesto De Pascale, Massimo Zamboni, Alberto Cottica,
Giuseppe Caliceti, Fulvio Panzeri, Antonio Spadaro e altri, oltre che innalzare il livello della
trattazione da un punto di vista teorico, hanno soprattutto avuto lo scopo di inquadrare il nostro
discorso in un più ampio ambito geografico e culturale con il quale siamo inevitabilmente
interconnessi.

Forse così sarà possibile cercare una risposta alla domanda iniziale e capire un po’
meglio da dove scaturisca il rapporto fra Emilia e rock, se questa passione sia prerogativa della
nostra regione o sia presente anche in altre realtà, se abbia a che vedere con la politica, con una
tradizione che possiamo chiamare “di sinistra”, con una visione ribelle e anarcoide diffusa dalle
nostre parti o con qualche altra causa recondita ancora da scoprire...

Un primo ringraziamento spetta agli autori, oltre ottanta!, che spontaneamente hanno
voluto portare la loro dose di creatività, curiosità e competenza in questo progetto. Compito
principale di noi curatori, infatti, sin dall’inizio è stato quello di coordinare e raccogliere all’interno
del libro le tante voci che desideravano esprimersi. E crediamo che anche in questo risieda la forza
del libro e che da questo derivi gran parte di quel carattere “emotivo” cui si accennava in
precedenza. Non sarà un’opera perfetta sotto il profilo formale, dal punto di vista del controllo delle
fonti, ad esempio, o della durata dei pezzi… Tante volte chi ha scritto lo ha fatto senza rispettare gli
schemi e le tracce che gli venivano richieste. Ma in questo, a nostro parere, risiede un’altra fonte di
ricchezza del libro, che è quella della “polifonia”, ossia dei tanti linguaggi (del rock, dell’hip hop, del
liscio, della disco music, solo per citarne alcuni) che lo compongono, declinati attraverso differenti
forme testuali (articoli, interviste, saggi, racconti, biografie, autobiografie, ritratti e autoritratti).

Quando, una sera di luglio del 2006, nel cortile del Palazzo dei Principi Marco andò da
Taver per proporgli di riprendere in mano il progetto di questo libro, che languiva ormai da tempo,
mai avremmo immaginato la mole di lavoro che ci attendeva! Forse, nemmeno pensavamo fino in
fondo di potercela fare. Invece, nel frattempo, di strada ne è stata fatta molta. I progetti di
Correggio Mon Amour si sono susseguiti con ritmo incalzante: il sito internet, la serata
Youmakemefilm dell’estate 2007, la rubrica sul giornalino della Cgil locale Cgilenonsolo, l’avvio del
progetto Correggio Mon Amour 2.0, la partecipazione al monte ore del liceo Corso, il corso sulle
nuove tecnologie allo spazio giovani Casò, la serata di letture e musiche per la notte bianca 2008, i
concerti in corso Cavour e le varie iniziative in cantiere per la presentazione del libro.

Naturalmente, non tutto il merito spetta a noi. Innanzitutto, infatti, bisogna ringraziare il
Comune di Correggio, che da subito ha approvato e sostenuto la nostra iniziativa; il centro
culturale Lucio Lombardo Radice, senza il quale questo progetto non avrebbe mai visto la luce e,
soprattutto, tutti i gruppi e i musicisti che con la loro passione hanno assicurato la buona riuscita
del libro, nonché, di nuovo, gli autori, che hanno saputo arricchire il testo di tutta la loro cultura e
dei loro sguardi particolari. Perché la storia, come ci suggerisce Beppe Fenoglio e con lui i Csi, non
è altro, in fondo, che una questione privata.

I curatori
Marco Colarossi
Luigi Levrini
Lucia Pergreffi
Fabrizio Tavernelli

Per maggiori informazioni:

Redazione Correggio Mon Amour


Lucio Lombardo Radice Editore
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