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GIRASOLE

Il girasole, scientificamente noto come Helianthus annuus, è una pianta della famiglia delle Composite con un'infiorescenza chiamata calatide, composta da circa 1500 fiori. Il ciclo vegetativo va da marzo a settembre, con fasi cruciali come germinazione, fioritura e maturazione, richiedendo specifiche condizioni ambientali e tecniche colturali per una produzione ottimale. La raccolta avviene a settembre quando i semi sono maturi, e il prodotto finale è utilizzato principalmente per l'estrazione di olio, con un contenuto che varia dal 40 al 50%.

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GIRASOLE

Il girasole, scientificamente noto come Helianthus annuus, è una pianta della famiglia delle Composite con un'infiorescenza chiamata calatide, composta da circa 1500 fiori. Il ciclo vegetativo va da marzo a settembre, con fasi cruciali come germinazione, fioritura e maturazione, richiedendo specifiche condizioni ambientali e tecniche colturali per una produzione ottimale. La raccolta avviene a settembre quando i semi sono maturi, e il prodotto finale è utilizzato principalmente per l'estrazione di olio, con un contenuto che varia dal 40 al 50%.

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IL GIRASOLE

Nome scientifico: HELIANTHUS ANNUS


Fa parte della famiglia delle COMPOSITE che hanno la caratteristica di avere il
capolino

MORFOLOGIA
Il fiore del girasole è un’infiorescenza, cioè un insieme di fiori. L’infiorescenza è
formata da 1500 fiori circa e si chiama CALATIDE: quelli interni centrali sono fertili e
producono il seme e quelli esterni sono sterili e colorati e hanno solo la funzione di
richiamare gli insetti (impollinazione ENTOMOFILA).
ELIOTROPISMO: il girasole fa girare il capolino che si orienta verso il sole attraverso
l’ormone AUXINA. L’auxina è l’ormone della crescita responsabile dell’orientamento
del girasole.
Apparato radicale fascicolato, con radici sono molto profonde e hanno la capacità di
assorbire tanta acqua.
FRUTTO: di colore nero, all’interno c’è il seme che rappresenta il 75% dell’intero
frutto – il peso di mille semi è 60-80 gr

CICLO BIOLOGICO/VEGETATIVO
Il ciclo è primaverile-estivo (da marzo a settembre), dura in genere dai 120-180 gg –
il massimo sviluppo e il massimo fabbisogno si ha entro i primi 50 gg:
 GERMINAZIONE: avviene con la giusta umidità e con una temperatura
superiore ai 5 °C
 FASE VEGETATIVA: formazione delle foglie che dipende dalla varietà e dallo
stato nutrizionale della pianta
 DIFFERENZIAZIONE DEL BOTTONE FIORALE: in questa fase è importante la
nutrizione (soprattutto di azoto) per avere tanti fiori e quindi tanti frutti
(maggiore produzione)
 CRESCITA IN ALTEZZA: anche qui è importante il nutrimento
 FIORITURA: apertura dei fiori
 FORMAZIONE DEL RIEMPIMENTO DEL SEME con l’IMPOLLINAZIONE (di tipo
entomofila) e formazione del frutto
 MATURAZIONE: fisiologica (si ferma la crescita e il peso, la calatide è ancora
gialla, l’umidità è del 20-22%) – la pianta deve disidratarsi quindi perdere
acqua e la raccolta avviene quando l’umidità è del 9-10%

ESIGENZE AMBIENTALI
La temperatura di germinazione è di 5 °C, temperatura ottimale di crescita è di 18-
22 °C, terreno profondo e ben strutturato, tendente all’argilloso (per avere buone
riserve di acqua), un requisito fondamentale è che da giugno ad agosto deve piovere
15 cm di acqua

TECNICHE COLTURALI
 AVVICENDAMENTO: coltura da rinnovo che lascia 50-60 q di residui colturali
facilmente trasformabili in humus (sostanza organica) – lasciano il terreno
presto, la raccolta avviene a settembre – lascia il terreno ben strutturato e
adatto per la semina su sodo dei cereali
 LAVORAZIONE DEL TERRENO: aratura profonda (35-40 cm) o lavorazione a
due strati (rippatura a 40 cm e aratura superficiale a 20 cm)

SCELTA VARIETALE
Si sceglie la varietà in base alla:
1. precocità della varietà: le varietà precoci si utilizzano quando c’è poca
acqua
2. resistenza all’allettamento
3. resistenza alle patologie
4. contenuto in olio (percentuale totale di olio nella pianta)
5. composizione dell’olio (olio ricco di acido oleico che è un grasso
insaturo che fa bene alla salute)
SEMINA
Viene fatta con seminatrice di precisione, profondità 3-4 cm, distanza 45-75 cm tra
le file in base alla barra della seminatrice – quantità di semi: 5,5/6,5 per m2 ma
dobbiamo incrementare di un 10-15% perché non ci sono mai condizioni ottimali,
cioè perfetta germinabilità – quando il terreno è sabbioso metto meno seme per
evitare la competizione tra le specie
CONCIMAZIONE:
- AZOTATA: il fabbisogno è di circa 70 Kg/ha che deve essere distribuito alla
semina o comunque nelle prime fasi, quando si esegue la sarchiatura – il
concime che diamo è l’urea (concime con titolo del 46%) perché il costo
non è elevato
- FOSFORO E POTASSIO: si mettono come concimazione di fondo, cioè nella
preparazione del letto di semina - all’incirca 60-70 Kg ma prima vado a
controllare la dotazione del terreno facendo l’analisi del terreno – sono
concimi non dilavabili, cioè non vengono portati via dall’acqua – in alcuni
casi con il fosforo si fa una concimazione localizzata durante la semina
IRRIGAZIONE
Irrigazione di soccorso, cioè la si fa quando la pianta è in stress quindi le manca
l’acqua – il periodo critico va dalla fase dell’emissione del bottone fiorale fino al
riempimento degli acheni (semi che stanno dentro il girasole)
DIFESA DALLE AVVERSITÁ
di tipo AGRONOMICO: concia del seme, concimazioni azotate equilibrate, evitare le
semine troppo fitte perché si crea un microclima favorevole ai patogeni, varietà
resistenti e tolleranti
RACCOLTA
Avviene quando la calatide presenta un colore bruno e gli acheni si staccano
facilmente e l’umidità del 10% - la raccolta si esegue con la mietitrebbia – le
produzioni vanno da 15 a 45 q all’anno – la raccolta si esegue a settembre

DESTINAZIONE DEL PRODOTTO


La quantità dell’olio va dal 40 al 50% con l’estrazione meccanica – i residui subiscono
un’estrazione chimica con la produzione di un olio di scarsa qualità – la qualità
dell’olio dipende dalla quantità di acido oleico e linoleico e dall’elevato quantitativo
di vitamine liposolubili (si sciolgono nei grassi) – dal campo di girasole si produce
molta melata che le api possono trasformare in buon miele – i residui della
lavorazione possono essere utilizzati per l’alimentazione degli animali.

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