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Coltivazioni Erbacee

Cereali Vernini
I cereali sono colture appartenenti alla famiglia delle graminacee. Essi danno semi farinosi, ricchi di amido,
che vengono destinati all’uso alimentare umano o animale. Esistono specie e varietà in grado di essere colti-
vate in quasi tutte le condizioni climatiche e ambientali. I loro prodotti, dato il basso contenuto di umidità,
sono facilmente trasportabili e conservabili.
Per quanto riguarda l’uso zootecnico dei cereali, ci sono due modi di consumazione della coltura:
- La pianta intera, a maturazione incompleta (lattea o cerosa), è ottima come foraggiata verde o insilato.
- La granella viene usata per la produzione di concentrati.
Tra i cereali autunno-vernini ricordiamo piante come frumento, orzo, avena, triticale e segale.

Frumento
Il frumento è una pianta microterma, C3, longidiurna. Ha una temperatura ideale per la produzione di bio-
massa che si aggira tra i 20 e i 25° C con un LAI di 5/6 m2. Il suo Harvest Index è passato con le ultime sele-
zioni genetiche da 0,33 a 0,5.

Caratteristiche fisiche
- Il frumento presenta un apparato radicale fascicolato, che, in base alla natura del terreno e
all’arieggiamento dello stesso, può raggiungere profondità di 1,2 m e un diametro di 15-25 cm.
- Il culmo è cilindrico (cavo nel grano tenero e pieno nel grano duro). Presenta dai 5 agli 8 internodi su
un’altezza di 1 m (prima delle selezioni che mirano ad evitare l’allettamento raggiungeva i 2,20 m). In
fase di accestimento, la pianta emette diversi culmi (la selezione cerca varietà con basso indice di acce-
stimento per massimizzare la produzione).
- Le foglie escono dalle ascelle dei nodi. Sono 6 o 7 per culmo, hanno stomi su entrambe le pagine e si di-
spongono in modo alterno. La selezione cerca varietà a foglie erette per incrementare la PAR assimilabi-
le (e di conseguenza la produzione fotosintetica). La guaina avvolge il culmo, la ligula è dentata e da es-
sa escono le auricole pelose che abbracciano il fusto. La lamina è allungata, lineare e parallelinervia. La
foglia bandiera, l’ultima in cima, ha un ruolo fondamentale nel riempimento delle cariossidi.
- Il fiore ha 3 stami e 1 carpello, può essere mutico (nel caso del grano tenero) o più frequentemente arista-
to. Il frumento è una pianta autocrina e cleistogama.
- La spiga è in posizione terminale. Ha un asse centrale denominato rachide, che sembra un prolungamen-
to a zigzag del culmo, articolato in spighette senza peduncolo.
- La cariosside è un frutto secco dal peso variabile tra i 35 e i 50 mg. Ha consistenza farinosa o vitrea e un
colore che spazia dal chiaro al rosso-brunastro. Contiene il glutine, la sua proteina caratteristica, formato
in gran parte da amminoacidi quali acido glutammico e prolina (manca soprattutto in lisina). La cariossi-
de è composta da tre parti: l’endosperma amilaceo è quella dalla quale si ricaverà il prodotto alimentare,
l’embrione e i tegumenti comporranno sottoprodotti come la crusca.

Fasi Fenologiche
Il frumento a temperature superiori a 25°C produce poco.
1) Emergenza 2°C
2) Accestimento 2°C < 0°C ok
3) Viraggio
4) Levata 10°C Apporto N Marzo
5) Spigatura Aprile
6) Fioritura 18°C Apporto acqua Maggio
7) Maturazione lattea 18°C Apporto acqua Giugno
8) Maturazione cerosa 18°C Apporto acqua Giugno
9) Maturazione fisiologica 18°C Apporto acqua Giugno
Agrotecniche
- Semina. Avviene a ottobre/novembre usando 350-400 semi conciati per m2, a file distanti 13-15 cm. Si
può seminare meccanicamente (dopo aratura e ripuntatura), su sodo o con la tecnica del minimum tilla-
ge.
- Irrigazione. Solo se necessario, viene apportata acqua in fase di fioritura e maturazione, ovvero nei mesi
di maggio/giugno. Il frumento è una pianta che patisce il ristagno idrico, quindi occorre prestare atten-
zione.
- Concimazione. N in copertura (marzo, levata).
P all’impianto: fortifica il culmo e migliora il glutine.
K all’impianto: aumenta la resistenza all’allettamento, al freddo e alle malattie.
- Raccolta. Avviene a maturazione fisiologica (umidità 12-13%) per evitare la crodatura e la fermentazio-
ne. In base alle zone, avviene a maggio, giugno o settembre.
- Avvicendamento. Il frumento è una pianta depauperante il terreno, quindi la mono successione è sconsi-
gliabile. Segue utilmente mais, bietola e prati.
- Terreno. Preferisce suoli franco-argillosi, con grande struttura. Da evitare terreni poco drenanti o calca-
rei.
- Lotta alle infestanti e ai parassiti.
- Gestione dei residui colturali. Le paglie possono essere destinate all’uso come lettiera per animali, bru-
ciate o interrate.
- Varietà. FF: Frumenti di forza
FPS: Frumenti panificabili superiori
FP: Frumenti panificabili
FB: Frumenti da biscotto
FAU: Frumenti altri usi
- Selezione Genetica. I breeders cercano piante che abbiano bassa competizione con le piante attigue, che
siano di tagli ridotta, che abbiano poche foglie ma erette, con un basso indice di accestimento e elevati
ritmi fotosintetici.

Mais
Il mais è una pianta (cereale estivo, graminacea) macroterma, C4, fotoindifferente, monosfalcio e annuale.
Ha una temperatura ideale per la produzione di biomassa (300 kg/Ha/giorno) tra i 24 e i 30° C con un LAI di
5 m2. Il suo Harvest Index è 0,5.

Caratteristiche fisiche
- Il mais presenta un apparato radicale fascicolato, che può raggiungere profondità tra i 60 e i 160 cm. Ha
radici avventizie (meglio se interrate) che originano dai palchi basali e sostengono la pianta per evitare
danni da allettamento.
- Il culmo è robusto, pieno e spugnoso. Presenta dai 24 ai 26 internodi su un’altezza di 2 m. Non accesti-
sce.
- Le foglie sono ricche di zucchero e si dispongono in modo alterno. Le foglie sono erette, lanceolate e pa-
rallelinervie.
- Il mais è una pianta monoica con fiori diclini: è infatti una specie proterandra (in cui la maturazione del
pennacchio anticipa di 2-3 giorni quella del fiore femminile) a fecondazione allogama. Il fiore maschile,
il pennacchio, è un pannicolo terminale con spighette che emettono il polline.
- La pannocchia è una spiga ascellare con peduncolo che la sostiene e una foglia che forma il cartoccio.
Ha un asse centrale denominato tutolo, ingrossato, sul quale sono disposte le spighette a file.
- La cariosside è un frutto secco dal peso di 350 mg. Contiene la zeina, la sua proteina caratteristica, che
manca però di triptofano e lisina. La cariosside è composta da tre parti: l’embrione, l’endosperma amila-
ceo e gli involucri (pericarpo e perisperma).

Fasi Fenologiche
Il mais a temperature minori di 10°C e maggiori di 32°C arresta la crescita e difficilmente si riprende. Non
regge il gelo.
1) Emergenza 10°C
2) Levata Apporto Acqua , N Giugno
3) Spigatura Luglio
4) Fioritura Apporto Acqua Agosto
5) Maturazione lattea
6) Maturazione cerosa Settembre
7) Maturazione fisiologica

Agrotecniche
- Semina. Avviene a marzo (meglio se il terreno è in tempera) usando 5-8 semi conciati per m2, a file di-
stanti 75 cm e a una profondità di 5 cm. Si può seminare meccanicamente (dopo aratura ed erpicatura),
su sodo o con la tecnica del minimum tillage.
- Irrigazione. Il mais è una pianta molto efficiente nell’uso dell’acqua ma se va in stress idrico blocca la
produzione. Viene apportata acqua in fase di levata, emissione del pennacchio e riempimento della ca-
riosside o, più in generale, se la capacità di campo è inferiore al 40%. L’irrigazione viene effettuata per
scorrimento, per aspersione o utilizzando pivot. Alla pianta servono 350 l di acqua / kg di sostanza secca
prodotta.
- Concimazione. Avviene usando o concimi chimici (urea) o reflui zootecnici (letame e liquami)
N metà all’impianto (a lento rilascio)
metà in copertura (a pronto intervento, interrati tramite sarchiatura)
P all’impianto se necessario
K all’impianto se necessario
- Raccolta. Di solito avviene a settembre, in fase di maturazione cerosa (umidità 23-25%), per evitare ma-
lattie causate da funghi che possono lasciare tossine all’interno della granella. L’essiccazione continua in
azienda in ambienti controllati.
- Avvicendamento. Il mais è una pianta miglioratrice il terreno, quindi va bene in mono successione. Se-
gue bene loiessa, erbaio autunno-vernino, orzo, triticale, pisello e frumento. L’avvicendamento colturale
tipico prevede la successione con erba medica e frumento.
- Terreno. Preferisce suoli franchi.
- Lotta alle infestanti e ai parassiti. Avviene per lo più con prodotti anti germinello in pre semina o post
emergenza.
- Varietà. Esistono 7 subspecie di mais da cui originano più di 3000 ibridi commercializzati. Questi hanno
durata di un solo anno in quanto dalla generazione successiva si ha segregazione dei caratteri che la di-
stinguevano.
- Selezione Genetica. A parità di potenziale genetico la produzione è legata quindi al numero di giorni di
fotosintesi attiva e alla durata del periodo di accumulo. Sono stati creati mais transgenici OGM e la FAO
ha classificato le varietà in base al tempo di maturazione con le classi FAO: si va da varietà precoci (100:
matura in 76 giorni) a varietà tardive (700: che matura in 140 giorni). I breeders cercano piante che siano
altamente produttive, abbiano una buona precocità, siano resistenti al freddo e alle malattie, che presen-
tino il carattere “stay green” e che producano una zeina migliorata.

Destinazione d’uso
- Granella: raccolta a maturazione fisiologica, dà concentrati (dopo essere stata macinata o fioccata) per
bovini, suini e polli.
- Trinciato: raccolta a maturazione cerosa di tutta la pianta, a seguito di due mesi di insilamento e fermen-
tazione lattica, dà alimento per l’unifeed dei bovini.
- Pastone di granella: subisce fermentazione lattica e alcolica, viene usato per l’alimentazione dei suini.
- Pastone di pannocchia: subisce fermentazione lattica e alcolica, viene usato per l’alimentazione dei bo-
vini.

Foraggi
Per foraggio si intende il prodotto dell’attività vegetativa di una pianta foraggera, ovvero erba e derivati co-
me fieni e insilati. Le foraggere sono solitamente coltivate in suoli poveri, ricchi di scheletro e inadatti a col-
ture destinate all’alimentazione umana.
Le piante foraggere hanno per lo più la caratteristica di essere vivaci: dopo lo sfalcio o il pascolamento da
parte di animali, esse ricacciano per via dell’apparato basale (corona per le leguminose, cespo per le grami-
nacee). Questo, posizionato tra culmo e apparato radicale, è un deposito di nutrienti destinati ad avviare la
produzione di nuovi fusti. Nello sviluppo della plantula, i nuovi bulbi sono compattati (per via
dell’accrescimento contrattile) in una zona meristematica. Da questi bulbi, a seguito dello sfalcio (da operarsi
a non meno di 5 cm per non danneggiare l’apparato basale), si creeranno gemme avventizie basali dalle quali
verranno generati i nuovi culmi usando le riserve accumulate nel tempo.
In Italia abbiamo foraggere:
- Permanenti: cotiche a durata illimitata, coltivate con specie spontanee, vivaci o auto seminanti. Ne sono
esempi i prati stabili di fondo valle.
- Avvicendate: da distinguersi in prati (durata > 1 anno) e erbai (durata < 1 anno, tra colture principali).
Coltivate con una (monofite) o più specie (oligofite, polifite) in consociazione, di solito una leguminosa
e una graminacea. Possono essere asciutte o irrigue e prevedono un avvicendamento.
Dei foraggi analizziamo le caratteristiche chimiche (sostanza secca, proteine, zuccheri fermentescibili, fibra,
grassi, ceneri e rapporto Ca/P) per determinarne appetibilità e digeribilità e da questi il valore nutritivo. I fat-
tori di influenza sono la specie vegetale coltivata, la specie animale che se ne ciba e le agrotecniche utilizza-
te.
Lo sfalcio avviene generalmente alla fioritura per le leguminose, per le graminacee alla spigatura. I foraggi
così ottenuti possono essere usati come:
- Pascolamento: non ci sono perdite di nutrienti.
- Foraggiata verde: non ci sono perdite di nutrienti.
- Foraggiata secca (fieno o insilato): la perdita di nutrienti è data dalla respirazione e dall’attività microbi-
ca (regolabile modificando umidità, acidità e temperatura).

Erba Medica
L’erba medica è una pianta (leguminosa estiva) foraggera, C3, vivace poli sfalcio e poliennale. Ha una tem-
peratura ideale per la produzione di biomassa (130-180 q/Ha) tra i 20 e i 25° C.

Caratteristiche fisiche
- L’erba medica presenta un apparato radicale fittonante e robusto che può superare 1 m di profondità. Ha
tubercoli e noduli nei quali si annida il Rizobio, batterio fissatore dell’azoto atmosferico.
- Gli steli, che originano dalla corona, sono eretti, più o meno cavi. Raggiungono un’altezza di 90-100 cm.
- Le foglie sono trifogliate (in alcune varietà poli fogliate raggiungono le 5 foglie) e disposte in modo al-
terno. Il peduncolo essicca velocemente e questo può provocare ingenti perdite per caduta.
- L’erba medica è una pianta allogama a impollinazione entomofila. I fiori, di colore violetto-turchino, so-
no riuniti in racemo.

Fasi Fenologiche
L’erba medica a temperature minori di 5° C e maggiori di 35° C va in stasi. Germina a 5° C. Se non c’è ri-
stagno idrico sopporta temperature inferiori a -20° C e superiori a 40° C.

Agrotecniche
- Semina. Avviene a settembre, ottobre o marzo usando 300-400 semi per m2 in purezza, a una profondità
di 1 cm. Si può seminare meccanicamente (dopo aratura profonda a due strati) o manualmente usando
una quantità maggiore di semi. È utile la rullatura su suoli leggeri.
- Irrigazione. L’erba medica non sopporta il ristagno idrico ma sopporta la siccità. Viene apportata acqua
solo se indispensabile, in quanto l’intervento favorisce il manifestarsi delle infestanti e delle malattie
fungine. L’irrigazione viene effettuata per aspersione dopo lo sfalcio. Alla pianta servono 700-1000 kg di
acqua / kg di sostanza secca prodotta.
- Concimazione. Avviene tramite reflui zootecnici (soprattutto letame maturo) all’impianto.
N poco, poi non serve per via del Rizobio.
P favorisce la creazione dei noduli.
K aumenta la resistenza al freddo e alle malattie, migliora la capacità di competizio-
ne in consociazione.
- Raccolta. Lo sfalcio avviene ogni 30-35 giorni. Se si vuole usare l’erba medica, per esempio, per la fie-
nagione, la raccolta viene fatta con l’ausilio di una falcia condizionatrice a rulli o flagelli. Il prodotto
viene lasciato per un giorno a riposo e poi imballato (con imballatrice rotativa o fasciatrice) ed essiccato
in modo da ridurre l’umidità al 20%.
- Avvicendamento. L’erba medica è una pianta miglioratrice per struttura e fertilità (Rizobio) del suolo e
per l’attività che svolge contro infestanti e parassiti. Sarebbe meglio evitare la mono successione: rende
meglio dopo un cereale autunno vernino e prima di una sarchiata.
- Terreno. Resiste a suoli altamente salini e alcalini ma non acidi. Lavora bene a un pH tra 6,5 e 7,5 in
suoli profondi, franco - argillosi.
- Lotta alle infestanti e ai parassiti. Avviene in pre semina o post emergenza. Le prime infestanti sono an-
nuali, quelle che restano sono poliennali.
- Varietà. Gli ecotipi non sono più permessi. Le varietà vengono selezionate per via massale, osservando
la coltura al termine del suo ciclo produttivo.
- Selezione Genetica. I caratteri ricercati sono capacità produttive, qualità del foraggio, resistenza al fred-
do e alle malattie, velocità di ricaccio e longevità.

Destinazione d’uso
- Pascolo: con corona interrata, se no viene distrutta.
- Foraggiata verde.
- Fienagione.
- Foraggiata insilata: con fermentazione alcolica e lattica in condizioni anaerobie.
- Foraggiata disidratata: lavorata in impianti a tamburo rotante entro 3 ore dallo sfalcio, ottenendo una
quantità di sostanza secca del 90-94%. Viene commercializzata come pellettato o macinato.