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Manuale MIA e Serie

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ASSISTENZA SANT'ANDREA, INSTALLAZIONE, USO, MANUTENZIONE

OVUNQUE. Caldaie murali


MIA - MIA E - MIA SE
MIA 26E - MIA 26SE

Questo manuale è stampato su carta riciclata


SANT'ANDREA S.p.A.
28100 NOVARA - Via Leonardo Da Vinci, 18
Tel. 0321/620011 - Telefax 0321/398263
IMPORTANTE
Il manuale d'istruzione dato a corredo della caldaia costituisce parte integrante ed essen-
ziale del prodotto e non va da esso separato. Leggere attentamente il manuale in quanto
fornisce importanti indicazioni riguardanti l'installazione, l'uso e la manutenzione della
caldaia. Conservare con cura il manuale per ogni ulteriore consultazione.
Dopo aver aperto ogni imballaggio assicurarsi dell'integrità del contenuto. In caso di
dubbio non utilizzare la caldaia e rivolgersi al fornitore. Gli elementi dell'imballaggio
(gabbia di legno o scatola di cartone, chiodi, graffe, sacchetti di plastica ecc.) non devono
essere abbandonati in quanto potenziali fonti di pericolo ed inquinamento, ma vanno
raccolti e depositati in luogo predisposto allo scopo.
Questo apparecchio deve essere destinato solo all'uso per il quale è stato espressamente
previsto. Ogni altro uso è da considerarsi improprio e quindi pericoloso.
La Sant'Andrea declina qualsiasi responsabilità per eventuali danni causati da usi
impropri, erronei ed irragionevoli.
Importante: questa caldaia serve a riscaldare acqua ad una temperatura inferiore di
quella di ebollizione a pressione atmosferica. Deve essere allacciata ad un impianto di
riscaldamento e ad una rete di distribuzione di acqua calda sanitaria, compatibile alle sue
prestazioni ed alla sua potenza.
Se la caldaia viene completato con optionals, kits e accessori si dovranno utilizzare solo
prodotti originali.
Non è consentito modificare l'apparecchio per alterarne le prestazioni. Non é permesso
aprire o manomettere i suoi componenti ad esclusione delle sole parti previste nel manua-
le di manutenzione.
Sono sostituibili esclusivamente le parti previste dalla Sant'Andrea.
Non toccare parti calde della caldaia in modo particolare il condotto evacuazione fumi.
Allorché si decida di non utilizzare l'apparecchio per un certo periodo, è opportuno
spegnere l'interruttore elettrico di alimentazione di tutti i componenti dell'impianto che utiliz-
zano energia elettrica e chiudere il rubinetto gas sul tubo di alimentazione della caldaia.
Se, invece, si decide di non utilizzare più l'apparecchio si dovrà far effettuare da personale
abilitato le seguenti operazioni:
- disinserire l'alimentazione elettrica staccando il cavo di alimentazione dall'interruttore
generale;
- chiudere il rubinetto gas sul tubo di alimentazione della caldaia asportando il volantino di
comando dalla propria sede. Il mancato rispetto di quanto sopra può compromettere la
sicurezza dell'apparecchio e annulla la garanzia.
Per garantire l'efficienza dell'apparecchio e per il suo corretto funzionamento è indispensa-
bile fare effettuare da personale abilitato la manutenzione periodica attenendosi alle indi-
cazioni della Sant'Andrea.
Per convalida garanzia richiedere la messa in funzione al Centro di Assistenza
Sant'Andrea di zona.
TUTTE LE CALDAIE SANT'ANDREA E I LORO DISPOSITIVI AUTOMATICI DI SICU-
REZZA SONO RISPONDENTI ALLE NORME VIGENTI.

La SANT'ANDREA, declina ogni responsabilità per le possibili inesattezze contenute nel presente opuscolo, se dovute
ad errori di stampa o di trascrizione. Si riserva il diritto di apportare ai propri prodotti quelle modifiche che riterrà neces-
sarie od utili, senza pregiudicare le caratteristiche essenziali.
MANMICE - Cod. 5690 - Edizione BI

1
SOMMARIO
1. DESCRIZIONE TECNICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3
1.1 Caratteristiche tecniche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3
1.2 Diagramma portata-prevalenza circolatore . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3
1.3 Dimensioni d'ingombro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 4
1.4 Circuito idraulico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 5
1.5 Dispositivi di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 6

2. ISTRUZIONI PER L'INSTALLATORE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 7


2.1 Norme per l'installazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 7
2.2 Impianto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 8
2.2.1 Gas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 8
2.2.2 Sanitario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 8
2.2.3 Riscaldamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 9
2.2.4 Ventilazione dei locali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 9
2.3 Montaggio della caldaia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 10
2.4 Allacciamenti idraulici e del gas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 11
2.5 Sistema di scarico dei fumi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13
2.5.1 Tiraggio naturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13
2.5.2 Tiraggio forzato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 14
2.6 Caldaia a camera stagna con tubi coassiali . . . . . . . . . . . . . . pag. 15
2.6.1 Accessori per kit “A” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16
2.7 Caldaia a camera stagna con tubi separati . . . . . . . . . . . . . . pag. 17
2.7.1 Accessori per kit “B” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 17
2.8 Collegamenti elettrici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 19
2.9 Riempimento impianto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 24
2.10 Prima accensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 25
2.11 Regolazione portata bruciatore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 26
2.12 Regolazione fiamma pilota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 27
2.13 Regolazione portata acqua sanitaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 28
2.14 Regolazione temperatura acqua sanitaria . . . . . . . . . . . . . . pag. 28
2.15 Cambio di gas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 28
2.15.1 Sostituzione degli ugelli bruciatore . . . . . . . . . . . . . . . pag. 28

3. ISTRUZIONI PER L'UTENTE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 30


3.1 Pannello di regolazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 30
3.2 Accensione e spegnimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 33
3.2.1 Caldaia con fiamma pilota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 33
3.2.2 Caldaia con accensione elettronica . . . . . . . . . . . . . . . pag. 34
3.3 Consigli e note importanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 35

2
1. DESCRIZIONE TECNICA
1.1 CARATTERISTICHE TECNICHE
MODELLI MIA MIA SE MIA 26E MIA 26SE
MIA E

Potenza utile [kW] (Hi) 25,2 25,2 30,3 30,2

Portata termica [kW] (Hi) 12,4 ÷ 27,9 12,4 ÷ 27,9 12,8 ÷ 33,6 16,5 ÷ 33,6

Pressione bruciatore - gas metano [mbar] 2,5 ÷ 12,0 1,5 ÷ 12,5 2,5÷ 14,8 1,8 ÷ 12,2

Pressione bruciatore - gas butano [mbar] 5,8 ÷ 27,8 5,8 ÷ 27,7 4,5 ÷ 28,4 6,0 ÷ 27,5

Ugelli bruciatore N° 14 14 17 17

Portata minima del circuito di riscaldamento [l/min] 7,5 7,5 10 10

Pressione minima del circuito di riscaldamento [bar] 0,4 0,4 0,4 0,4

Pressione massima del circuito di riscaldamento [bar] 3 3 3 3

Alimentazione elettrica. Tensione/Frequenza [V]/[Hz] 230/50 230/50 230/50 230/50

Fusibile sull'alimentazione [A] (F) 2 2 2 2

Potenza massima assorbita [W] 110 145 135 195

Consumo gas metano* [m3/h] 2,95 2,95 3,57 3,57

Consumo gas butano [kg/h] 2,2 2,2 2,64 2,64

Temperatura massima di funzionamento [°C] 90 90 90 90

Capacità vaso d'espansione [l] 6 6 8 8

Peso [kg] 41 52 45 56

* Valore riferito a 15°C - 1013 mbar

1.2 DIAGRAMMA PORTATA - PREVALENZA CIRCOLATORE


Il diagramma indica la portata e la prevalenza disponibile agli attacchi di mandata e ritorno
riscaldamento sulla caldaia. Il circolatore mod. 30-15 di dotazione normale è dotato di tre
velocità, normalmente è regolato alla posizione III.
CIR30_15

* Di serie per MIA 26E/ SE

fig. 1

3
1.3 DIMENSIONI D'INGOMBRO

DIMIA
fig. 2-MIA-MIA E-MIA 26E
N.B. - LE QUOTE INDICATE TRA
PARENTESI SONO RIFERITE
ALLE CALDAIE MIA 26E

DIMISEA

fig. 3 - MIA SE
Condotto coassiale

N.B. - LE QUOTE INDICATE


TRA PARENTESI SONO
DIMIASEB

RIFERITE ALLA CALDAIA


MODELLO MIA 26SE

fig. 4 - MIA SE
Condotti separati

4
1.4 CIRCUITO IDRAULICO

CIRMIAE
CIRMIA

fig. 6 - MIA E-MIA 26E

LEGENDA (fig. 5-6-7)


fig. 5 - MIA
1. Valvola di sfiato
2. Scambiatore
3. Camera di combustione
4. Bruciatore
CIRMIASE

5. Sonda temperatura sanitario


6. Valvola gas
7. Termometro
8. Rubinetto di riempimento
9. Pressostato mancanza acqua
10. Valvola di sicurezza
11. Valvola deviatrice
12. Sonda temperatura riscaldamento
13. Bulbo termometro
14. Idrometro
15. Circolatore
16. Collettore gas
17. Termostato sicurezza
18. Termocoppia
19. Elettrodo di accensione
20. Bruciatore pilota
21. Elettrodo di rivelazione
22. Vaso di espansione
23. Antivento
24. Termostato sic. circuito fumi a riarmo manuale
25. Pressostato differenziale fumi
26. Ventilatore fumi
27. Camera stagna

C = Uscita acqua calda


G = Entrata gas
F = Entrata acqua fredda
R = Ritorno impianto
fig. 7 - MIA SE- MIA 26SE A = Andata impianto

5
1.5 DISPOSITIVI DI SICUREZZA
Valvola gas elettrica, a lenta accensione, blocca istantaneamente l'uscita del gas al
bruciatore principale in mancanza di fiamma. Comprende: AF=attuatore di funzionamento
ON-OFF; AM=attuatore di modulazione; AS=attuatore di sicurezza ON-OFF (elettroniche);
Termocoppia in mancanza di fiamma pilota, in cui è immersa, agisce sulla sezione pilo-
statica della valvola gas (su caldaia mod. MIA);
Elettrodo di rilevazione in mancanza di fiamma, in cui è immersa, agisce sulla sezione di
sicurezza della valvola gas (su caldaie mod. MIA SE-MIA 26E-MIA 26SE)
Termostato di sicurezza a contatto (limite di 102°C) controlla la temperatura sullo scam-
biatore, agisce direttamente sull'interruzione termocoppia;
Sonde per controllo temperatura riscaldamento e sanitario impediscono il surriscaldo
dello scambiatore nei rispettivi servizi;
Pressostato valvola deviatrice e pressostato mancanza acqua riscaldamento, impe-
discono il funzionamento della caldaia in mancanza di acqua per i rispettivi utilizzi;
Pressostato differenziale fumi blocca il funzionamento della caldaia per l'arresto del
ventilatore o camino ostruito (su caldaia mod. MIA SE - MIA 26SE);
Sicurezza antigelo caldaia. Il dispositivo interviene quando la temperatura del circuito di
riscaldamento scende al disotto di 5°C (es. con caldaia installata all'esterno dell'abitazio-
ne); in questo caso sia il bruciatore che il circolatore vengono attivati sino al raggiungi-
mento, da parte dell'acqua contenuta nell'impianto di riscaldamento, di una temperatura
pari a 40°C. La funzione viene inibita se l'interruttore generale è posizionato sullo
“0” e non arriva il gas.
Sicurezza blocco circolatore per inattività. Ogni 24 ore di inattività il circolatore viene
alimentato per tre minuti;
Valvola di sicurezza idraulica (tarata a 3 bar) sull'impianto di riscaldamento;
Termostato fumi (su caldaie mod. MIA-MIA E-MIA 26E) a contatto a riarmo manuale
(limite 65°C). In caso di anomalia durante lo scarico dei prodotti della combustione spegne
il bruciatore della caldaia togliendo tensione alla valvola gas (la fiamma pilota rimane
accesa su caldaia MIA). Per riarmare il dispositivo montato sulla cappa antivento occorre
(fig. 8):
1. togliere tensione all'apparecchio 2. attendere
RIARPIP

10 minuti 3. riarmare il
termostato premendo sul bottone rosso sotto la
pipa in neoprene che ricopre il termostato
(l'operazione può essere effettuata senza togliere
la pipa). In caso di ripe-
tuti arresti della caldaia occorre richiedere l'inter-
vento del Centro di Assistenza Sant'Andrea.
E' assolutamente vietata la manomissione
e/o l'esclusione del termostato sicurezza circuito fumi a riar-
mo manuale. La Sant'Andrea declina ogni responsabilità
per i danni causati da errori nell'installazione, nell'uso e
comunque nell'inosservanza di quanto sopra descritto.

fig. 8

6
2. ISTRUZIONI PER L'INSTALLATORE
2.1 NORME PER L'INSTALLAZIONE
LEGGE 06/12/1971
“Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile”.

NORMA UNI-CIG 7129/92


“Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione.
Progettazione, installazione e manutenzione”.

NORMA UNI-CIG 7131


“Impianti a gas di petroli liquefatti per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione -
progettazione, installazione e manutenzione”.

LEGGE del 05/03/1990 n. 46


“Norme per la sicurezza degli impianti”.

D.P.R. del 06/12/ n. 447


“Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990 n. 46, in materia di sicurezza degli
impianti”.

LEGGE del 09/01/1991 n.10


“Norme per l'attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell'ener-
gia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.

D.P.R. del 26 /08/993 n. 412


“Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manuten-
zione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in
attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio, n. 10.”.

NORMA UNI-CIG 9615


“Calcolo delle dimensioni interne dei camini - Definizioni, procedimento di calcolo fondamen-
tale”.

NORMA UNI-CIG 9731


“Camini - Classificazione in base alla resistenza termica - Misure e prove”.

Norma di installazione CEI 64-8/I ed.


“Impianti elettrici utilizzatori negli edifici a destinazione residenziale e similari”.

LEGGE 186 del 03/01/1968.


Norma di installazione CEI 64-8/II ed.
“Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata
e a 1500 V in corrente continua”.

7
2.2 IMPIANTO
ATTENZIONE: effettuare un'accurata pulizia interna delle tubazioni per eliminare
eventuali residui che potrebbero compromettere il buon funzionamento della caldaia.
2.2.1 GAS
Le sezioni costituenti l'impianto devono essere tali da garantire una fornitura di gas suffi-
ciente a coprire la massima richiesta, limitando la perdita di pressione fra il contatore e
qualsiasi apparecchio di utilizzazione a valori non maggiori di:
- 0,5 mbar per i gas della 1a famiglia (gas manifatturato)
- 1,0 mbar per i gas della 2a famiglia (gas naturale)
- 2,0 mbar per i gas della 3a famiglia (gas GPL)
Qualora a monte del contatore sia installato un regolatore di pressione, si ammettono
perdite di carico doppie di quelle sopra riportate (vedi UNI-CIG 7129/92).
Prima di mettere in servizio un impianto di distribuzione interna di gas , e, quindi, prima di
collegarlo al contatore e che siano allacciati gli apparecchi, l'installatore deve provarne la
tenuta.
Se qualche parte dell'impianto non è in vista, la prova di tenuta deve precedere la copertu-
ra della tubazione.
La prova va effettuata con le seguenti modalità:
- si tappano provvisoriamente tutti i raccordi di alimentazione degli apparecchi ed il colle-
gamento al contatore, e si chiudono i relativi rubinetti;
- si immette nell'impianto aria o altro gas inerte, fino a che non sia raggiunta una pressione
di almeno 100 mbar;
- dopo il tempo di attesa necessario per stabilizzare la pressione (comunque dopo un
tempo non minore di 15 minuti), si effettua una prima lettura della pressione, mediante un
manometro ad acqua o apparecchio equivalente, di sensibilità minima di 0,1 mbar (1 mm
H2O);
- trascorsi 15 minuti dalla prima, si effettua una seconda lettura, il manometro non deve
accusare nessuna caduta di pressione visibile fra le due letture.
Se si verificano delle perdite, queste devono essere ricercate con l'ausilio di soluzione
saponosa o prodotto equivalente, ed eliminate; le parti difettose devono essere sostituite e
le guarnizioni rifatte.
È vietato riparare dette parti con mastici, ovvero cianfrinarle.
Eliminate le perdite, occorre rifare la prova di tenuta dell'impianto.
L' alimentazione del gas deve essere allacciata al rispettivo raccordo da ¾" sulla caldaia.
In prossimità della caldaia installare un rubinetto di intercettazione.

2.2.2 SANITARIO
L' alimentazione acqua fredda e l'uscita acqua calda devono essere allacciate ai rispettivi
raccordi da ½" sulla caldaia.
La pressione di alimentazione non deve superare i 3 bar e non deve essere inferiore a 0,8
bar (nel caso di pressioni superiori installare un riduttore di pressione).
La durezza dell'acqua di alimentazione condiziona la frequenza di pulizia del serpentino di
scambio.
L'opportunità di installare adeguate apparecchiature per il trattamento dell'acqua va esami-
nata in base alle caratteristiche dell'acqua stessa.

8
2.2.3 RISCALDAMENTO
La mandata e il ritorno del riscaldamento devono essere collegate ai rispettivi raccordi da
¾" sulla caldaia.
Per evitare rumori di funzionamento e perdite di carico eccessive non utilizzare tubazioni
di diametro ridotto, curve troppo strette, riduzioni di sezione.
La caldaia è dotata di valvola di sicurezza (tarata a 3 bar). Assicurarsi che lo scarico della
valvola sia collegato ad un imbuto di raccolta che scarichi in fogna.
La Sant'Andrea declina qualsiasi responsabilità nel caso di mancata osservanza
della prescrizione.
ATTENZIONE
In inverno, in caso di sospensione del servizio di riscaldamento per assenze prolungate,
uno scarico dell'impianto può rendersi necessario per evitare pericoli di rottura causati dal
gelo; lo scarico può essere evitato addizionando all'acqua prodotti antigelo, oppure facen-
do funzionare l'impianto alla più bassa temperatura possibile per riscaldare l'ambiente.
L'installazione della caldaia deve essere effettuata in un locale protetto dal gelo.
La Sant'Andrea declina qualsiasi responsabilità nel caso di mancata osservanza
della prescrizione.

2.2.4 VENTILAZIONE DEI LOCALI


In tutti i casi di nuova installazione o di ristrutturazione dell'impianto termico che comportino
l'installazione di caldaie murali individuali, esclusi i casi di mera sostituzione di queste ultime,
è prescritto l'impiego di caldaie murali di tipo C*, oppure apparecchi di qualsiasi tipo se
installati all'esterno o in locali tecnici adeguati. Le disposizioni del presente punto non si
applicano nei casi di incompatibilità con il sistema di evacuazione dei prodotti della combu-
stione già esistente (specifica tratta dal D.P.R. 26 AGOSTO 1993 n. 412 ).

Caldaia a tiraggio naturale


È indispensabile che nei locali in cui sono installati apparecchi a gas di tipo B* a tiraggio
naturale possa affluire almeno tanta aria quanta ne viene richiesta dalla regolare combu-
stione del gas e dalla ventilazione del locale.
L'afflusso naturale dell'aria deve avvenire per via diretta (cioè con aperture permanenti
praticate su pareti dei locali da ventilare che danno verso l'esterno o attraverso condotti di
ventilazione, singoli oppure collettivi ramificati), sia da ventilazione indiretta (cioè mediante
prelievo dell'aria da locali attigui a quello da ventilare purchè dotati di ventilazione diretta
conforme).
Le aperture su pareti esterne del locale da ventilare devono rispondere ai seguenti requi-
siti:
a) avere sezione libera totale netta di passaggio di almeno 6 cm2 per ogni kW di portata
termica installata, con un minimo di 100 cm2;
b) essere realizzata in modo che le bocche di apertura, sia all'interno che all'esterno della
parete, non possano venire ostruite;
c) essere protette ad esempio con griglie, reti metalliche, ecc. in modo peraltro da non
ridurre la sezione utile sopra indicata;
d) essere situate ad una quota prossima al livello del pavimento e tali da non provocare
disturbo al corretto funzionamento dei dispositivi di scarico dei prodotti della
combustione, ove questa posizione non sia possibile si dovrà aumentare almeno del 50%
la sezione delle aperture di ventilazione.

9
Nel caso non sia possibile effettuare l'aerazione direttamente nel locale, l'afflusso dell'aria
può essere anche ottenuto da un locale adiacente purché:
e) il locale adiacente sia dotato di ventilazione diretta, conforme ai commi a), b), c), sopra
descritti;
f) nel locale da ventilare siano installati solo apparecchi raccordati a condotti di scarico;
g) il locale adiacente non sia adibito a camera da letto o non costituisca parte comune
dell'immobile e non è un ambiente con pericolo di incendio, quali rimesse, garage,
magazzini di materiali combustibili ecc.

Caldaia a tiraggio forzato


Gli apparecchi stagni a tiraggio forzato di tipo C*, non hanno alcuna necessità di preleva-
re aria di combustione dal locale in cui sono installati.

* Dalla norma UNI-CIG 7129:


tipo B - apparecchi previsti per essere collegati ad un condotto di evacuazione dei prodotti
della combustione verso l'esterno del locale: l'aria comburente è prelevata direttamente
nell'ambiente dove gli apparecchi sono installati.

tipo C - apparecchi nei quali il circuito di combustione (presa dell'aria comburente, camera di
combustione, scambiatore, evacuazione dei prodotti della combustione) è stagno rispetto al
locale in cui sono installati.

2.3 MONTAGGIO DELLA CALDAIA


Nel determinare l'ubicazione della caldaia ricordarsi di:
tenere conto delle indicazioni contenute nel paragrafo “2.5 Sistema di scarico dei fumi”;
lasciare una distanza di 150 mm su ciascun lato dell'apparecchio per facilitare eventuali
operazioni di manutenzione;
verificare che la struttura muraria sia idonea;
i modelli a tiraggio naturale (MIA - MIA E - MIA 26E) non siano installati sopra un apparec-
chio di cottura;
la canna fumaria sia in prossimità della caldaia (MIA - MIA E - MIA 26E).

Utilizzando la dima di foratura (fig. 9) fornita a richiesta, è possibile determinare correttamen-


te i collegamenti idraulici e del gas e provare la tenuta (intercettare le uscite a muro) dell'im-
pianto prima di installare la caldaia.
Le operazioni da eseguire per il fissaggio della caldaia a muro sono le seguenti:
contrassegnare con precisione sul muro la posizione di foratura per i tasselli;
eseguire la foratura di diametro non inferiore a 10 mm e inserire i tasselli aggancio caldaia;
appendere la caldaia ai tasselli agganciandola alla traversa superiore.

10
Dima di foratura

DIMIA26
MIA SE - MIA 26SE

fig. 9

N.B. - LE QUOTE INDICATE TRA PARENTESI SONO RIFERITE ATTACCHI


ALLA CALDAIA MODELLO MIA 26E-MIA 26SE C = Uscita acqua calda ½”
G = Entrata gas ¾”
F = Entrata acqua fredda ½”
R = Ritorno impianto ¾”
A = Mandata impianto ¾”

2.4 ALLACCIAMENTI IDRAULICI E DEL GAS


Nell'imballo con la caldaia è fornito il sacchetto accessori contenente:
- serie guarnizioni di ricambio;
- n. 1 coprimorsettiera;
- n. 2 tronchetti di rame cartellati lg = 130 mm - Ø 14;
- n. 3 tronchetti di rame cartellati lg = 130 mm - Ø 18;
- n. 5 dadi a calettare (n. 2 da ½” - n. 3 da ¾”) per i rispettivi tronchetti.

I 5 tronchetti possono essere saldati (fig. 10) o collegati con raccordi telescopici (forniti a
richiesta) alle tubazioni dell'impianto (fig.11 - 12).
La caldaia di serie non comprende il rubinetto gas e i rubinetti idrici, a richiesta possono
essere forniti in kit (fig. 13).

N.B. - Togliere i tappi di plastica inseriiti nei raccordi per l'allacciamento posteriore della
caldaia.

11
ESATT
fig. 10 - Tronchetti di
dotazione saldati con
interposizione di un giunto

fig. 11 - Tronchetti di
dotazione con raccordi
telescopici (forniti a richiesta)

fig. 12 - Tronchetti di dotazione con


raccordi telescopici (forniti a richiesta)
fig. 13 - Rubinetti telescopici
(forniti a richiesta)

ATTACCHI
C = Uscita acqua calda ½”
G = Entrata gas ¾”
F = Entrata acqua fredda ½”
R = Ritorno impianto ¾”
A = Mandata impianto ¾”

12
2.5 SISTEMA DI SCARICO DEI FUMI
2.5.1 TIRAGGIO NATURALE
Allacciamento alla canna fumaria
Il raccordo degli apparecchi ad un camino o ad una canna fumaria avviene a mezzo dei
canali di fumo che devono rispondere ai seguenti requisiti:
a) essere a tenuta e realizzati in materiali resistente nel tempo alle normali sollecitazioni
meccaniche, al calore ed all'azione dei prodotti della combustione e delle loro eventuali
condense. In qualsiasi punto del canale da fumo e per qualsiasi condizione esterna, la
temperatura dei fumi deve essere superiore a quella del punto di rugiada;
b) essere collegati a tenuta; se vengono impiegati materiali a tale scopo, questi devono
essere resistenti al calore ed alla corrosione;
c) essere collocati in vista, facilmente smontabili ed installati in modo da consentire le
normali dilatazioni termiche;
d) a partire dall'antivento il raccordo, deve avere un tratto verticale di lunghezza non minore
di due diametri misurati all'attacco del tubo di scarico;
e) avere dopo il tratto verticale, per tutto il percorso rimanente, andamento ascensionale,
con pendenza minima del 3%. La parte di andamento sub-orizzontale non deve avere un
lunghezza maggiore di ¼ dell'altezza efficace H del camino o della canna fumaria, e
comunque non deve avere una lunghezza maggiore di 2,5 m (vedi fig. 14), salvo verifica
secondo il metodo generale di calcolo di cui alle norme UNI vigenti;
f) avere cambiamenti di direzione in numero non superiore a tre, compreso il raccordo di
imbocco al camino e/o alla canna fumaria, realizzati con angoli interni maggiori di 90°. I
cambiamenti di direzione devono essere realizzati unicamente mediante l'impiego di
elementi curvi;
g) avere, per tutta la sua lunghezza una sezione non minore di quella dell'attacco del tubo di
scarico dell'apparecchio.
SCARICO DIRETTO IN CAMINO O IN UNA CANNA FUMARIA COLLETTIVA RAMIFICATA PER APPARECCHI “A
TIRAGGIO NATURALE”
Estratto dalle norme UNI - CIG 7129/92

CAMINO1

fig. 14

13
[Link] FORZATO
Le caldaie a tiraggio forzato, come

POSTER
prevede il D.P.R. 412/93 art. 5,
comma 9, devono scaricare a tetto.
Nel caso in cui in deroga allo stesso
D.P.R., sia permesso lo scarico in
facciata, per il posizionamento dei
terminali devono essere rispettate le
distanze indicate nella fig. 15.

fig. 15

Posizionamento dei terminali di tiraggio in funzione della loro portata termica

Tiraggio naturale Tiraggio forzato

Posizionamento del terminale Apparecchi


> 16 fino a 35 kW
Distanze minime in mm

A - Sotto finestra 2500 600


B - Sotto apertura di aerazione 2500 600

C - Sotto gronda 500 300

D - Sotto balcone [importante. Vedere nota (1)] 500 300

E - Da una finestra adiacente 400 400

F - Da una apertura di aerazione adiacente 600 600

G - Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali (2) 300 300

H - Da un angolo dell'edificio 600 300


I - Da una rientranza dell'edificio 600 300

L - Dal suolo o da altro piano di calpestio 2500 2500


M - Fra due terminali in verticale 2500 1500

N - Fra due terminali in orizzontale 600 1000

O - Da una superficie frontale prospiciente senza aperture o terminali


entro un raggio di 3 m dallo sbocco dei fumi 1200 2000
P - Da una superficie frontale prospiciente con aperture o terminali entro
un raggio di 3 m dallo sbocco dei fumi 2500 3000

(1) I terminali sotto una balconata praticabile devono essere collocati in posizione tale che il percorso totale dei
fumi, dal punto di uscita degli stessi dal terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa
l'altezza dell'eventuale balaustra di protezione, non sia inferiore a 2000 mm.
(2) Nella collocazione dei terminali dovranno essere adottate distanze non minori di 500 mm per la vicinanza di
materiali sensibili all'azione dei prodotti della combustione (ad esempio gronde o pluviali in materiale
plastico, sporti in legname, ecc.) a meno di non adottare, adeguate misure schermanti nei riguardi detti
materiali.

14
2.6 CALDAIA A CAMERA STAGNA CON TUBI COASSIALI
KIT SCARICO FUMI TIPO “A” (di dotazione alla caldaia)

KIT_A
fig. 16

Pos. Descrizione Q.tà


1 Guarnizione in neoprene Ø 100x125 mm 1
2 Guarnizione OR 3237 al silicone per tubo Ø 60 1
3 Curva coassiale a 90° flangiata con prese di misura 1
4 Manicotto in gomma 1
5 Fascetta per serraggio manicotto in gomma 1
6 Tubo coassiale in alluminio: 1
Tubo aspirazione Ø 100 mm - L = 860 mm 1
Tubo scarico Ø 60 mm - L = 915 mm 1
7 Rosone esterno in gomma 1
8 Vite autofilettante Ø 4 x 9 4
9 Rosone interno bianco (è inserito nell'imballo della caldaia) 1

ATTENZIONE:
se il condotto di scarico coassiale ha uno sviluppo
inferiore al metro, occorre posizionare il diaframma Ø
80 mm (è inserito nella busta con i documenti e la
garanziadella caldaia) tra la guarnizione e la camera
stagna (fig. 17);
la lunghezza max consentita (la curva a 90° perde un
metro di tubo) è di circa 2 metri (fig. 17) che si ottiene
aggiungendo n.1 prolunga (fig. 23). Il condotto deve
avere una pendenza minima verso il basso del 3%
nella direzione di uscita.
nel caso di attacco verticale (fig. 25) la lunghezza Guarnizione
max diventa di 3 metri. Diaframma

fig. 17

15
2.6.1 ACCESSORI PER KIT “A”
CURVA COASSIALE FLANGIATA A 90°
CURVA COASSIALE A 45° O 90° CON PRESE DI MISURA

KIT_CRVI
KIT_CRV
fig. 19 fig. 24

COLLARE COLLEGAMENTO
RACCORDO Øi 60/60 CON OR VERTICALE CON PRESE DI MISURA

KIT_RACO

KIT_VERI
fig. 20 fig. 25

RACCORDO CON PRESE DI MISURA TEGOLA USCITA CAMINO


PER CANNE FUMARIE COASSIALI PER PIANI INCLINATI
KIT_RACF

KIT_TEG
fig. 21 fig. 26

Tuo scarico L=1250 mm - Tubo aspirazione L=1000 mm

COLLARE USCITA CAMINO PER PIANI ORIZZONTALI CAMINO COASSIALE SCARICO VERTICALE KIT_ACAM
KIT_COL

fig. 22 fig. 27

PROLUNGA COASSIALE VERTICALE


PROLUNGA COASSIALE mt 1 CON PRESE DI MISURA mt 1
KIT_PRL2

KIT_PRLV

fig. 23 fig. 28

16
2.7 CALDAIA A CAMERA STAGNA CON TUBI SEPARATI
KIT SCARICO FUMI TIPO “B” (di dotazione alla caldaia)

KIT_B
fig. 29

Pos. Descrizione Q.tà


1 Guarnizione in Neoprene Ø 100 x 125 mm 1
2 Sdoppiatore per aspirazione scarico con prese di misura 1
3 Vite autofilettante Ø 3,7 x 40 4
4 Manicotto in gomma 4
5 Fascetta per serraggio manicotto in gomma 2
6 Curva Ø 80 mm a 90° 2
7 Terminale aspirazione aria in alluminio Ø 80 mm - L= 460 mm 1
8 Terminale scarico fumi in alluminio Ø 80 mm - L= 555 mm 1
9 Rosone esterno in gomma 2
Se non vengono utilizzate curve, l'estensione massima tra il punto di aspirazione aria ed il punto di
espulsione fumi è di circa 20 m.
Per ogni curva a 90° installata (oppure 2 curve a 45°) occorre ridurre di 1 m la lunghezza totale.
Il condotto di scarico deve avere una pendenza minima verso il basso del 3% nella direzione di uscita

2.7.1 ACCESSORI PER KIT “B”

PROLUNGA mt 1 SDOPPIATORE CON PRESE DI MISURA


KIT_PRL

Guarnizione
Diaframma

fig. 30 fig. 31

17
CURVA A 45° CURVA A 90°

KIT_CRV1
KIT_CRV4
fig. 32 fig. 36

COLLARE USCITA CAMINO


PER PIANI ORIZZONTALI GIUNTO DI COLLEGAMENTO Ø 80

KIT_COL

KIT_GIU
fig. 33 fig. 37

CAMINO ASPIRAZIONE/SCARICO VERTICALE CAMINO PER SCARICO VERTICALE


KIT_BCAM

KIT_CAM

fig. 34 fig. 38

TEGOLA USCITA CAMINO PER PIANI INCLINATI


KIT_TEG

ATTENZIONE
Se il condotto di scarico coassiale ha uno
sviluppo inferiore a 6 metri, occorre inserire il
diaframma Ø 80 mm tra la guarnizione e la
camera stagna (fig. 31).

fig. 35

18
2.8 COLLEGAMENTI ELETTRICI
i collegamenti elettrici sono illustrati nelle fig. 39-40-41-42-43-44-45-46
l'installazione della caldaia richiede il collegamento elettrico ad una rete a 230 V- 50 Hz,
tale collegamento deve essere effettuato a regola d'arte come previsto dalle vigenti norme
CEI, e deve avere una sicura messa a terra.
la caldaia è corredata di una morsettiera a 5 poli, occorre rispettare la polarità delle
connessioni Fase-Neutro dell'impianto;
ATTENZIONE: prima di allacciarsi alla morsettiera il cavo di alimentazione deve
attraversare il passacavo 2; deve avere inoltre il conduttore di terra più lungo
rispetto a quello di Fase-Neutro così che, in caso di strappo, sia l'ultimo a staccarsi.
è necessario installare sulla linea di alimentazione elettrica della caldaia un interruttore
bipolare come previsto dalle norme vigenti secondo il pr EN 50-165 punto 24.3, l'interrutto-
re deve avere una distanza di separazione dei contatti di almeno 3 mm, in modo da rende-
re veloci e sicure eventuali operazioni di manutenzione.
collegare l'eventuale termostato ambiente TA (il cavo di connessione deve attraversare il
secondo passacavo 1 ; in caso di mancanza del termostato ambiente ponticellare i due
contatti TA sulla morsettiera (fig. 40).

MORSETT
MAMUTA

fig. 39 fig. 40

ATTENZIONE: il termostato ambiente impiegato deve essere di classe II (doppio


isolamento ).
Dopo aver eseguito gli allacciamenti fissare sulla morsettiera il coprimorsettiera (è inclu-
so nel sacchetto accessori)
Per il collegamento del programmatore orario vedere lo schema allegato al programmato-
re.
La sicurezza elettrica dell'apparecchio è raggiunta soltanto quando lo stesso è corretta-
mente collegato ad un efficace impianto di messa a terra, eseguito come previsto dalle
norme vigenti. È necessario verificare questo fondamentale requisito di sicurezza. In caso
di dubbio, far effettuare da personale abilitato un accurato controllo dell'impianto elettrico.
Non utilizzare i tubi del gas e idrici come messa a terra di apparecchi elettrici.
L'impianto elettrico deve essere adeguato alla potenza massima assorbita dall'apparec-
chio indicata sulla targhetta caratteristiche e sul manuale a pag. 3, accertando in particola-
re che la sezione dei cavi sia idonea alla potenza assorbita dall'apparecchio.
Per l'alimentazione generale dell'apparecchio dalla rete elettrica: non usare adattatori,
prese multiple, prolunghe. Assicurarsi che le tubazioni non siano usate come prese di
terra dell'impianto elettrico e telefonico. Non sono assolutamente idonee a questo uso.
Potrebbero verificarsi in breve tempo gravi danni alle tubature della caldaia e dei radiatori.

19
SCHEMA ELETTRICO DI PRINCIPIO

BRMIAFNZ
fig. 41

SCHEDA MODULAZIONE
SAMIC2

fig. 42

20
CIRCUITO DI ACCENSIONE MIA

BRMIA
fig. 43

LEGENDA (fig. 41-42-43-44-45-46)


AF Attuatore di funzionamento PPS Pressostato precedenza sanitario
AM Attuatore di modulazione RC Relè circolatore
AP Accenditore piezoelettrico RISC Potenziometro regolazione
AS Attuatore di sicurezza temperatura riscaldamento
BFP Bobina fiamma pilota RLA Trimmer di preselezione potenza
C Circolatore accensione
CM1 Selettore scelta gas: RT Relè temperatura
M = metano - G = GPL S Pulsante sblocco
CM3 Blocco alla potenza di accensione SAN Potenziometro regolazione
(solo per collaudo interno) temperatura sanitario
E Interruzione termocoppia SB Segnalazione blocco
EA Elettrodo di accensione SON Segnalazione presenza tensione
ER Elettrodo di rivelazione SR Sonda temperatura riscaldamento
F Fase SRISC Segnalazione funzionamento
FP Fiamma pilota riscaldamento
IG Interruttore generale SS Sonda temperatura sanitario
M1...M9 Morsettiera/connettore SSAN Segnalazione funzionamento sanitario
MAXR Trimmer di preselezione max T Termocoppia
potenza riscaldamento TA Termostato ambiente
MC Morsettiera caldaia TF Termostato sicurezza circuito fumi a
MP Micro orologio programmatore riarmo manuale (MIA-MIA E-MIA 26E)
N Neutro TS Termostato di sicurezza
P Orologio programmatore (a richiesta) V Ventilatore fumi
PDF Pressostato differenziale fumi
PMA Pressostato mancanza acqua

21
SCHEDE IONO (ACCENSIONE)

VISTA LATO PIN

BRMIAE
fig. 44

BRMIASE
VISTA LATO PIN

fig. 45

22
COLLEGAMENTI ALLA SCHEDA DI MODULAZIONE

BRMIAMD

fig. 46

23
2.9 RIEMPIMENTO IMPIANTO
Effettuati i collegamenti, riempire l'impianto lentamente come segue:
allentare i tappi delle valvole di sfiato dei radiatori;
aprire il rubinetto di riempimento sulla caldaia ed eventuali rubinetti di mandata e ritorno
impianto;
controllare che gli sfiati automatici dei radiatori e della valvola di sfiato automatica della
caldaia funzionino regolarmente;
chiudere i tappi delle valvole di sfiato dei radiatori non appena esce acqua;
chiudere il rubinetto di riempimento non appena la pressione del circuito riscaldamento
letta all'idrometro ha raggiunto 1,5 bar;
sfogare nuovamente l'aria attraverso le valvole di sfiato dei radiatori.
Dopo alcune ore di funzionamento è possibile che la pressione scenda sotto 1 bar per effet-
to di sacche di aria rimaste nell'impianto. In tal caso occorre lasciare raffreddare l'impianto e
ripristinare, tramite il rubinetto di riempimento, la pressione a 1,5 bar.

La completa disaerazione dell'impianto può richiedere anche diversi giorni; pertanto, occorre
ripetere le operazioni di sfogo aria quanto basta, fino al raggiungimento della stabilità e
costanza di mantenimento della pressione nel circuito.

Lo sfogo dell'aria tramite la valvola di sfiato avviene solo quando i circolatori sono fermi.
Pertanto è opportuno, durante l'operazione di riempimento o disaerazione, mettere in funzio-
ne il circolatore ad intervalli.
L'aria nell'impianto provoca rumori nello scambiatore.

N.B. Il pressostato di sicurezza contro la mancanza d'acqua non chiude il consenso elettrico
per pressioni inferiori a 0,4/0,6 bar.

24
2.10 PRIMA ACCENSIONE
La prima accensione e il collaudo della caldaia deve essere eseguita da personale
professionalmente qualificato.
CONTROLLI PRELIMINARI
Prima della messa in funzione della caldaia è opportuno verificare che:
l'installazione risponda alle regolamentazione richiamate nel capitolo “2.1 Norme per l'in-
stallazione”;
l'impianto sia riempito d'acqua (pressione all'idrometro 1,5 bar):
eventuali rubinetti di intercettazione impianto siano aperti;
il gas da utilizzare corrisponda a quello di taratura della caldaia (vedi targhetta adesiva
applicata sul mantello laterale all'interno della caldaia); in caso contrario provvedere ad
effettuare la conversione della caldaia all'utilizzo del gas disponibile (vedi capitolo 2.14
CAMBIO DI GAS); l'operazione di cambio gas deve essere eseguita da personale profes-
sionalmente qualificato;
i rubinetti di alimentazione gas siano aperti;
non ci siano perdite di gas;
l'interruttore generale esterno sia inserito;
la valvola di sicurezza impianto sulla caldaia non sia bloccata;
i condotti di evacuazione fumi, la canna fumaria eventuali prese d'aria nel locale dove si
trova installata la caldaia siano conformi alle norme vigenti;
la tensione di alimentazione della caldaia sia 230V - 50Hz;
non ci siano perdite di acqua.
N.B. - Quando la caldaia rimane inattiva per un lungo periodo, prima di inserire l'interruttore
generale, verificare che non sia bloccato l'albero motore del circolatore. per questa opera-
zione occorre (fig. 47):
con un cacciavite svitare il tappo;
inserire il cacciavite nella cava e far girare l'albero rotore più volte in entrambi i sensi;
ad operazione ultimata riavvitare il tappo.
ACCENSIONE E SPEGNIMENTO
POMPA2

fig. 47

Per l'accensione e lo spegnimento della caldaia il capitolo “3. ISTRUZIONI PER L'UTENTE”

25
2.11 REGOLAZIONE PORTATA BRUCIATORE (fig. 48)
1. collegare un manometro ad acqua alle prese di pressione gas a monte (4) e a valle (5)
sulla valvola gas;
2. accendere la caldaia mediante l'interruttore generale;

N.B. - Per la caldaia mod. MIA posizionare il pulsante accensione della valvola come in fig.
58 (stand-by).

LEGENDA
VALVSITMI

1. Elettrovalvola di sicurezza
2. Bobina elettrovalvola di funzionamento
3. Bobina elettrovalvola di modulazione
4. Presa di pressione gas a monte
5. Presa di pressione gas a valle
6. Cannotto (regolazione max portata)
7. Vite di regolazione (min. portata)
8. Controdado
9. -
10. Forcella
11. Molla per metano o GPL
12. Nottolino di guida

fig. 48

A - Regolazione potenzialità massima


3. aprire completamente un rubinetto dell'acqua calda ad una portata maggiore di 14 l/min, si
accende il bruciatore;
4. sfilare la forcella (10) e la bobina (3);
5. stringere a fondo la vite di regolazione del minimo (7);
6. con chiave fissa da 17 mm allentare il controdado (8);
7. ruotare il cannotto (6):
- in senso orario per aumentare
- in senso antiorario per diminuire
fino a raggiungere la pressione corrispondente alla massima portata del bruciatore
(vedere tabella pag. 27);
8. raggiunto il valore voluto bloccare il controdado (8).

26
B - Regolazione potenzialità minimo
9. con chiave fissa da 6 mm agire sulla vite di regolazione del minimo (7) e ruotare:
- in senso orario per aumentare
- in senso antiorario per diminuire
fino a raggiungere la pressione corrispondente alla minima portata del bruciatore (vedere
tabella sottoriportata).
N.B. - VERIFICARE CHE AL VALORE DI MINIMO IMPOSTATO NON SI SPENGA LA
FIAMMA PRINCIPALE
10. a regolazione ultimata scollegare il manometro, montare la bobina (3) e la forcella (10).

Potenza GAS METANO GPL


focolare Portata Pressione gas al collettore Portata Pressione gas al collettore
gas gas
[kW] [m3/h](1) [mbar] [kg/h] [mbar]
MIA MIA SE MIA 26 MIA MIA MIA SE MIA 26E MIA 26SE
MIA E MIA 26E 26SE MIA E

12,8 1,36 2,5 1,5 2,5 / 1 5,8 5,8 4,5 /


16,3 1,6 4,5 4,1 4,5 1,8 1,28 11,8 11,4 7,5 6
19,8 2,1 6 5,4 5,5 4 1,55 16,7 16,3 10 11,5
23,2 2,46 8,5 7,7 7 5,6 1,82 21,7 21,3 15 16,5
27,9 2,95 12 12,5 10 8 2,2 27,8 27,7 20 21
33,6 3,57 / / 14,8 12,2 2,64 / / 28,4 27,5
NOTE: (1) a 15°C ed alla pressione di 1013 mbar (760 mmHg)

Non è possibile dare indicazioni di pressione per il funzionamento a gas città perchè il p.c.i.
è variabile da zona a zona.
2.12 REGOLAZIONE FIAMMA PILOTA (solo per MIA)
Con un cacciavite a taglio agire sulla vite (Pilot) (fig. 50):
girare in senso orario per diminuire la fiamma pilota;
girare in senso antiorario per aumentare la fiamma pilota;
ATTENZIONE
si ha un buon funzionamento della fiamma pilota quando questa lambisce l'estremità della
termocoppia per una lunghezza pari a 10/15 mm.
il corretto funzionamento del gruppo di accensione pilostatico è garantito se ai sui capi è
applicata una tensione superiore a 7 mV.
820NOVA1
BRPILOT1

fig. 49 fig. 50

27
2.13 REGOLAZIONE PORTATA ACQUA SANITARIA
Per limitare l'erogazione a 13,7 lt/min con regolare la portata sulla vite (1) (fig. 51).

FLUSDEV
Caratteristiche tecniche
- portata di inserimento microinterruttore:
2,5 lt/min ± 0,3
- portata di disinserimento microinterruttore:
2,2 lt/min ± 0,3
N.B. - Al disotto della portata di inserimento il pressostato non
da il consenso all'accensione della caldaia.

fig. 51

2.14 REGOLAZIONE TEMPERATURA ACQUA SANITARIA


Si regola con la manopola del selettore temperatura sanitario (3). L'indice sul minimo “ - ”
corrisponde ad una temperatura di 40°C, sul massimo “ + ” di 60°C.
La temperatura letta sul termometro (6) è riferita all'acqua in circolazione per il riscaldamento
del sanitario (circuito primario). (vedi fig. 55-56).

2.15 CAMBIO DI GAS


Le caldaie sono prodotte per il tipo di gas specifi-

BRPILOTA
catamente richiesto in fase di ordinazione.
Eventuali trasformazioni successive dovranno
essere eseguite tassativamente da personale
qualificato, il quale usufruirà delle confezioni
opportunamente predisposte dalla Sant'Andrea
ed eseguirà le operazioni di modifica e le regola-
zioni necessarie per una buona messa a punto.

2.15.1 SOSTITUZIONE DEGLI UGELLI


A - Sostituzione dell'ugello pilota (fig.52)
(su caldaia MIA)
1. togliere il frontale della caldaia;
2. svitare con una chiave fissa da 10 mm la vite di
blocco (5);
3. sfilare l'elettrodo di accensione (3);
4. svitare con una chiave fissa da 10 mm il
raccordo (6);
5. sostituire l'ugello pilota (2);
6. avvitare il raccordo (6);
7 inserire l'elettrodo di accensione (3) e avvitare
la vite di blocco (5).

fig. 52

LEGENDA 5. Vite di blocco 10. Bruciatore principale


1. Fiamma pilota 6. Raccordo 11. Ugelli bruciatore principale
2. Ugello pilota 7. Tubo alimentazione gas 12. Rondella
3. Elettrodo di accensione 8. Vite fissaggio collettore
4. Termocoppia 9. Collettore gas

28
B - Sostituzione degli ugelli bruciatore
1. con una chiave fissa da 30 mm scollegare il tubo di alimentazione gas (7);
2. svitare le quattro viti (8) che fissano il collettore gas (9) al bruciatore principale (10) ed
estrarlo;
3. svitare con una chiave fissa i 14 ugelli (11);
4. avvitare i nuovi ugelli (11) al collettore (9) interponendo la rondella (12);
5. fissare il collettore (9) al bruciatore principale (10);
6. collegare il tubo di alimentazione gas (7) gas al collettore (9).

UGELLI GAS Pressione a Consumo Pressione bruciatore


CALDAIA TIPO monte [mbar]
Principali
MOD. DI GAS
n. Ø [mm] [mbar] min max

MIA-MIA E Metano 14 1,20 20 2,95 - [m3/h](1) 2,5(2) 12


MIA SE
GPL 14 0,72 29-37 2,20 - [kg/h] 5,8 27.8

Metano 17 1,15 20 3,57 - [m3/h](1) 2,5 14.8


MIA 26E
GPL 17 0,73 29-37 2,64 - [kg/h] 4,5 28.4
3 (1)
Metano 17 1,20 20 3,57 - [m /h] 1,8 12.2
MIA 26SE
GPL 17 0,72 29-37 2,64 - [kg/h] 6 27.5

NOTE: (1) a 15°C ed alla pressione di 1013 mbar (760 mmHg)


(2) 1,5 per caldaia MIA SE

2.15.2 SOSTITUZIONE MOLLA (fig. 48)


Secondo il tipo di gas di funzionamento occorre inserire la molla (fig. 53) specifica.
Occorre:
1. sfilare la forcella (10) e l'elettrovalvola (3);
2. allentare il controdado (8) e svitare il cannotto (6) dal regolatore di pressione;
3. togliere la molla (11) e sostituirla con quella adatta per il gas di funzionamento.
Assicurarsi che la molla sia inserita correttamente sul nottolino di guida (12);

per: per:
MOLLACON

Gas metano Gas GPL


Ø filo 0,4 Ø filo 0,5

fig. 53

4. sulla scheda di modulazione (fig. 42), inserita nel quadro elettrico, spostare il connettore
“CM1” secondo il tipo di gas di funzionamento;
5. rimontare il cannotto (6) e avvitare a fondo manualmente la vite (7);
6. eseguire le regolazioni descritte nel capitolo “2.11 Regolazione portata bruciatore”

29
3. ISTRUZIONI PER L'UTENTE
3.1 PANNELLO DI REGOLAZIONE
Caldaia mod. MIA

PANMIA
fig. 54

Caldaia mod. MIA E - MIA SE - MIA 26E - MIA 26SE

PANMIAE
fig. 55

LEGENDA 8. LED funzionamento in sanitario


1. Commutatore scelta servizio 9. LED funzionamento in riscaldamento
2. Selettore temperatura riscaldamento 10. LED presenza tensione
3. Selettore temperatura sanitario 11. Pulsante del piezoelettrico (fig. 57)
4. Orologio programmatore 12. LED segnalazione di blocco
5. Idrometro 13. Pulsante di sblocco
6. Termometro
7. Pulsante accensione - spegnimento

30
Commutatore scelta servizio (Spento-Estate-Inverno)
Agendo sul commutatore si seleziona il modo di funzionamento:

Con il commutatore in questa posizione il funzionamento della caldaia è


disattivato.

Con il commutatore nella posizione Estate la caldaia si predispone a


funzionare solo per la produzione di acqua calda sanitaria.

Con il commutatore nella posizione Inverno la caldaia si predispone a


funzionare sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda
sanitaria.

Selettore temperatura riscaldamento


Mediante questa manopola è possibile impostare la temperatura deside-
rata del circuito riscaldamento. Il campo di regolazione è compreso tra
un valore minimo di 30° C e un valore massimo di 90°C.
Agendo in senso ANTI-ORARIO si ottiene il valore più basso della
temperatura desiderata
Agendo in senso ORARIO si ottiene il valore più alto della temperatura
desiderata.

Selettore temperatura sanitario


Mediante questa manopola è possibile impostare la temperatura deside-
rata dell'acqua sanitaria. Il campo di regolazione è compreso tra un valo-
re minimo di 40°C e un valore massimo di 60°C.
Agendo in senso ANTI-ORARIO si ottiene il valore più basso della
temperatura desiderata
Agendo in senso ORARIO si ottiene il valore più alto della temperatura
desiderata.

Termometro

E' visualizzata la temperatura del circuito di riscaldamento impostata


tramite il relativo selettore.

31
Idrometro

Visualizza la pressione dell'acqua all'interno del circuito riscaldamento; il


valore di tale pressione non deve essere inferiore a 1,5 bar (a freddo).
Se il valore letto dovesse essere inferiore occorre provvedere al ripristino
agendo sul rubinetto di riempimento.
Questa operazione deve essere eseguita ad impianto freddo.

Pulsante di sblocco

Questo pulsante permette di riattivare il funzionamento delle caldaia dopo


l'intervento del dispositivo di blocco del bruciatore. Prima di eseguire
l'operazione di sblocco è necessario attendere 10-15 secondi prima di
premere il pulsante di sblocco.

LED segnalazione di blocco


La funzione di questa lampada è quella di segnalare l'intervento del
dispositivo di messa in sicurezza della caldaia.
Al momento dell'accensione del bruciatore, se la sonda di ionizzazione
non rileva la presenza di fiamma, l'apparecchiatura di sicurezza mette in
blocco la caldaia (segnalazione accesa). Questo può succedere facil-
mente alla prima accensione oppure dopo un certo periodo di inattività
della caldaia, perchè è ancora presente dell'aria nella tubazione del gas.
In questo caso occorre attendere 10-15 secondi quindi premere il
pulsante di sblocco. Ripetere l'operazione per 2/3 volte finché l'aria resi-
dua non sarà spurgata e l'accensione sia regolare.

ATTENZIONE: ad esclusione del caso sopra descritto, l'accensione


della spia segnalazione di blocco indica un guasto o un difetto di
funzionamento, consigliamo in tal caso di rivolgersi a un Centro
Assistenza Sant'Andrea autorizzato.
LED funzionamento in sanitario

La funzione della presente lampada è quella di segnalare che la caldaia


funziona per la preparazione dell'acqua calda sanitaria.

LED funzionamento in riscaldamento

La funzione della presente lampada è quella di segnalare la che la caldaia


funziona per il riscaldamento.

32
LED presenza tensione

La funzione della presente lampada è quella di segnalare la presenza di


tensione in caldaia.

3.2 ACCENSIONE E SPEGNIMENTO


3.2.1 CALDAIA CON FIAMMA PILOTA MOD. MIA
FASE DI ACCENSIONE
Occorre (fig. 54):
ruotare in senso antiorario il pulsante accensione (7) della valvola nella posizione di fig. 56

PANMIAPZ
FIG_B

fig. 56 fig. 57

premere a fondo il pulsante accensione (7) della valvola quindi premere ripetutamente il
pulsante del piezoelettrico (fig. 57, pos. 11) fino all'avvenuta accensione della fiamma pilo-
ta;
mantenere premuto il pulsante (7) per circa 10 secondi e poi rilasciare lentamente, se il
bruciatore pilota non rimane acceso, ripetere l'operazione tenendo premuto il pulsante di
accensione più a lungo.
Di solito quando la caldaia rimane per un certo periodo inutilizzata, si forma
dell'aria nella tubazione del gas; occorrono quindi alcuni secondi prima che il gas
fluisca al bruciatore pilota e mantenga accesa la fiamma pilota;
dopo aver rilasciato il pulsante (7) e controllato che il bruciatore pilota sia rimasto acceso,
ruotare in senso antiorario il pulsante stesso nella posizioni in fig. 58, da questo momento
il bruciatore principale è pronto ad accendersi.
N.B. - Per passare in qualsiasi posizione occorre premere leggermente il pulsante accen-
sione (7) e ruotarlo.
FIG_C

fig. 58

33
selezionare il commutatore (1) per alimentare elettricamente la caldaia sulla funzione
“estate” simbolo i (la caldaia funziona solo per produzione di acqua calda sanitaria) o
“inverno” simbolo e (la caldaia funziona sia per riscaldamento che per produzione di
acqua calda sanitaria) (si illumina il LED presenza tensione 10 sul pannello);
per il funzionamento riscaldamento, ruotare la manopola del selettore temperatura riscal-
damento (2) sulla posizione voluta (si consiglia di adottare una temperatura di 70/80°C);
N.B. - Se esiste un termostato ambiente verificare che sia posizionato sulla temperatura
desiderata.
per il funzionamento sanitario, aprire un rubinetto dell'acqua calda;
tramite la fiamma pilota l'accensione del bruciatore principale avverrà automaticamente.

FASE DI SPEGNIMENTO
per spegnere solamente il bruciatore principale e lasciare la fiamma pilota accesa, basta
posizionare il commutatore (1) sul segno “ 0 ”, si spegnerà il LED presenza tensione (10)
sul pannello;
per spegnere anche la fiamma pilota occorre ruotare il pulsante (7) in senso orario nella
posizione in fig. 59.

FIG_A

fig. 59

chiudere il rubinetto del gas a monte della caldaia se questa dovrà rimanere inutilizzata
per un lungo periodo.

3.2.2 CALDAIE CON ACCENSIONE ELETTRONICA MOD. MIA E-MIA SE-MIA 26 E -


MIA 26 SE
FASE DI ACCENSIONE
Occorre (fig. 56):
selezionare il commutatore (1) per alimentare elettricamente la caldaia sulla funzione
“estate” simbolo i (la caldaia funziona solo per produzione di acqua calda sanitaria) o
“inverno” simbolo e (la caldaia funziona sia per riscaldamento che per produzione di
acqua calda sanitaria) (si illumina il LED presenza tensione 10 sul pannello);
per il funzionamento riscaldamento, ruotare la manopola del selettore temperatura riscal-
damento (2) sulla posizione voluta (si consiglia di adottare una temperatura di 70/80°C);
N.B. - Se esiste un termostato ambiente verificare che sia posizionato sulla temperatura
voluta.
per il funzionamento sanitario, aprire un rubinetto dell'acqua calda;
tramite l'arco elettrico l'accensione del bruciatore avverrà automaticamente.
FASE DI SPEGNIMENTO
posizionare il commutatore (1) sul segno “ 0 ”, si spegnerà il LED presenza tensione (10)
sul pannello.

34
3.3 CONSIGLI E NOTE IMPORTANTI
Vietare l'uso della caldaia a bambini o persone inesperte.

Per ottenere un buon funzionamento ed una lunga durata è opportuno un controllo periodico
della caldaia e dell'impianto da parte di un Centro di Assistenza Sant'Andrea di zona.

Una volta all'anno provvedere alla pulizia della caldaia e alla verifica delle apparecchiature

Quando la caldaia rimane inattiva per un lungo periodo, prima di inserire l'interruttore gene-
rale, verificare che non sia bloccato l'albero motore del circolatore. Per questa operazione
occorre (vedi fig. 60):
con un cacciavite svitare il tappo;
inserire il cacciavite nella cava e far girare l'albero rotore più volte in entrambi i sensi;
ad operazione ultimata riavvitare il tappo.
POMPA2

RUB_RIEM
Rubinetto riempimento impianto
fig. 60 fig. 61

Controllare mensilmente la pressione di carico dell'impianto all'idrometro sul pannello di


regolazione e, se è il caso, ripristinarne il valore tramite il rubinetto di riempimento, la pres-
sione a 1,5 bar (fig. 61).

Avvertendo odore di gas:


a) non azionare interruttori elettrici, il telefono e qualsiasi altro oggetto che possa provocare
scintille;
b) aprire immediatamente porte e finestre per creare una corrente d'aria che purifichi il
locale;
c) chiudere i rubinetti del gas;
d) chiedere l'intervento di persone professionalmente qualificate.

Se dovesse intervenire Il blocco della caldaia, segnalato dal LED sul pannello di regolazio-
ne, occorre attendere almeno 10 secondi prima di premere il pulsante di sblocco. Se l'incon-
veniente dovesse ripetersi, di sovente, rivolgersi a un Centro di Assistenza Sant'Andrea
di zona.

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1. DESCRIZIONE TECNICA
1.1 CARATTERISTICHE TECNICHE

MODELLI MIA 26 SE
Potenza utile kW 32,94
Portata termica kW 16,50 ÷ 36,60
Pressione bruciatore - gas metano mbar 1,8 ÷ 12,2
Pressione bruciatore - gas butano mbar 6,0 ÷ 27,5
Ugelli bruciatore N° 17
Portata minima del circuito di riscaldamento l/min 10
Pressione minima del circuito di riscaldamento bar 0,4
Pressione massima del circuito di riscaldamento bar 3
Alimentazione elettrica. Tensione/Frequenza V/Hz 230/50
Fusibile sull'alimentazione A (F) 2
Potenza massima assorbita W 195
Consumo gas metano* m3/h 3,57
Consumo butano kg/h 2,66
Temperatura massima di funzionamento °C 90
Capacità vaso d'espansione litri 8
* Valore riferito a 15°C - 1013 mbar

36
DIMENSIONI D'INGOMBRO MIA 26 S

fig. 3.1 -
Condotto coassiale

fig. 4.1 -
Condotti separati

37
ASSISTENZA SANT'ANDREA, INSTALLAZIONE, USO, MANUTENZIONE
OVUNQUE. Caldaie murali
MIA - MIA E - MIA SE
MIA 26E - MIA 26SE

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28100 NOVARA - Via Leonardo Da Vinci, 18
Tel. 0321/620011 - Telefax 0321/398263

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